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Umbria al voto, Schirò (Pd): “I Dem stiano attenti agli impresentabili!”

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Schirò: “Renzi saluta? Le correnti esistono!”

“Mimmo Lucano uomo di profondi valori”

Un articolo di Alfonso Palumbo
Un articolo di Alfonso Palumbo

“Attenzione agli impresentabili in Umbria!”, a sollecitarla è l’on. Angela Schirò (Pd), una dei diciotto parlamentari eletti all’estero.

Docente di lingue della secondaria superiore, nata a Gernsbach in Germania, l’esponente del Pd è stata ospite a Colonia dell’associazione ‘Offene Welt-Mondo Aperto’ (qui con la presidente Antonella Giurano) dove l’abbiamo incontrata.

Regionali in Umbria, quasi fatta l’intesa fra il Pd e il M5S. E’ d’accordo con questo scenario, on. Schirò? “No, non ne sono convinta. La stupisce? E’ una mia valutazione che, tuttavia, non nega come si sia più vicini ai 5Stelle che ad altri per il modo con il quale entrambi percepiamo le Istituzioni, la comunicazione, etc. Se in Umbria si faranno liste sostanziose – cioè con gente di sostanza – spazio per recuperare ce ne sarà. La voglio stupire di nuovo: si corre da soli soltanto se si hanno candidati decenti…anche il Pd deve fare attenzione agli impresentabili!”.
Stasera ha ammesso di essere un po’ impaurita dall’accordo di legislatura con i CinqueStelle…“Ma ho anche aggiunto di essere speranzosa, nel senso di costatare concretamente un dialogo e pure costruttivo. Tuttavia il M5S e’ quello che ha approvato, con la Lega, i Decreti-Sicurezza”.
On. Schirò, la calda attualità ci porta a Matteo Renzi. Qual è la logica che lo spingerebbe a costituire propri gruppi parlamentari nel contesto dello stesso Pd? Ammesso che ve ne sia una…“Una bella domanda per un argomento che di bello ha poco. Occorre tuttavia essere obiettivi e dire che le correnti esistono e tutti noi ne siamo espressione. Guardi, me lo sono chiesto anch’io: è un primo passo per dire addio al Pd? Lei parla di logica, a mio avviso in politica le scelte dipendono anche dai legami personali che si hanno… Le porto a esempio il mio caso: io sono entrata in lista perché qualcuno mi ha voluto. Certo, la domanda che gira in questi giorni disturba e non poco. Cos’ha in mente Renzi non saprei, mi limito a sperare che nel mio partito non vi sia alcuna scissione”.
Mi stupisca ancora di più, allora! Un buon motivo per essere Sì Tav e uno altrettanto buono per essere No Tav. “Sì al Tav perché permetterà collegamenti veloci per le merci – per le merci, non per le persone! – in transito da e per gli altri Paesi. No al Tav perché siamo abituati all’italiana, con le Grandi Opere che partono bene, ma poi vengono condotte male. Inoltre non si ha mai la certezza circa i tempi di realizzazione che, inoltre, si abbina a quel balletto ‘fare-non fare’ che mette a repentaglio la nostra credibilità internazionale. E’ un po’ come i Governi che, cambiando, producono incertezze”.
Cosa ne pensa di Mimmo Lucano? L’ex-sindaco di Riace sarà qui a Colonia il 27 settembre prossimo. “E’ stato simbolo di un autentico senso di radicamento nel territorio. Personalmente ho colto la differenza fra l’azione posta in essere dal singolo – che appunto conosce il proprio territorio – e i partiti, che hanno tanti e così disparati temi da affrontare. Di Lucano posso dire che ha sempre creduto in certi valori e li ha vissuti, il che non vuol dire tacere quei problemi avutisi nel suo Comune, almeno stando alla ricostruzione dei giudici”.
Lucano verrà su invito della sezione di Colonia dell’ANPI. Le chiedo, on. Schirò: per caso i valori della Sinistra ormai stanno più nelle associazioni, nei gruppi, nei comitati che in un partito? “Ok, l’intreccio politica-Pd-immigrazione… Guardi, non ho difficoltà a dire che si tratta di una questione epocale non risolta bene. Il Pd è pur sempre quello di Marco Minniti che, per il modo con il quale da ministro dell’Interno gestì il fenomeno degli immigrati, di attacchi ne ricevette da fuori ma anche da dentro il partito. D’altra parte l’Italia non è stata aiutata dall’UE e soltanto adesso si inizia a veder qualcosa di positivo, come il sistema del 25% che sembra superare il Trattato di Dublino. Un Trattato che ha fatto soffrire tanti, troppi, e me ne sono voluta rendere conto in prima persona. Come? Andando a Lampedusa, in occasione dei giorni drammatici della Sea Watch”.

Scappa via, il nostro tempo è terminato, la aspettano in sala, sono in molti, e noi? Noi scriviamo e prendiamo appunti!!


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