Il Futuro? Solidale…

Il PD di Sandro Gozi

Sandro Gozi, Luca Lotti, Bibbiano: PD “sinistrato”!

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Calabria e Umbria umiliano il PD più di Gozi

Zingaretti ride ancora?

Un articolo di Alfonso Palumbo
Un articolo di Alfonso Palumbo

Pd sadomasochista, travagliato dalle sventure che gli portano in eredità i vari Sandro Gozi, Luca Lotti e le vicende legate ai fattacci di Bibbiano.
Quella di Gozi sembrava una boutade estiva e invece giorno per giorno si è ingrossata fino a diventare l’ennesimo affare di Stato tra Italia e Francia. Ex-sottosegretario agli Affari europei negli esecutivi Renzi e Gentiloni, il piddino in Francia si ritrova a proprio agio al punto da guadagnarsi adesso la nomina di responsabile degli Affari Europei in seno al Governo-Macron. Come ricorda Wikipedia, “Nel marzo 2019 Sandro Gozi annuncia di candidarsi alle elezioni europee in Francia nella lista sostenuta da La République En Marche e dai centristi di Modem… Il 15 aprile 2019 viene indagato dal tribunale unico della Repubblica di San Marino per “amministrazione infedele” nell’ambito di una consulenza fantasma con la Banca Centrale Sammarinese su un ipotetico “adeguamento normativo per armonizzare i rapporti con l’Ue”.
Chi è Sandro Gozi? Un imboscato? Uno spione? Un voltagabbana? Chiunque potrebbe pensarla così, considerando per lo meno strano che una persona con valori di sinistra vada a fare lo spin-doctor per un Governo di opposta matrice. Viene spontaneo chiedersi quanto-come-se coloro che militano nel PD siano davvero ancora di sinistra oppure se abbiano sposato il vento del nuovo. Insomma: da Marx a zio Paperone!
Gravi anche le polemiche attorno a Lotti, invischiato sia nell’affare delle toghe insieme con Luca Palamara sia nell‘inchiesta sugli appalti Consip.
Quindi Bibbiano, con l’inchiesta “Angeli e demoni“. Siamo in Emilia-Romagna, terra ‘rossa’ per definizione. Dal piccolo centro è venuta a galla la vicenda dei bambini sottratti alle famiglie naturali grazie a poco scrupolosi operatori sociali. Una storiaccia ancora tutta da scrivere ma dove riappare il PD sotto le forme del sindaco Andrea Carletti. Un altro di quelli prima inquisiti e poi auto-sospesisi (come Lotti) dal partito: la memoria ci riporta a Catiuscia Marini, governatrice della Regione Umbria, e allo scandalo della sanità. In Calabria invece nessun cartellino rosso per la Giunta guidata da Mario Oliverio il quale, nonostante le accuse di abuso d’ufficio/associazione a delinquere/frode nelle pubbliche forniture/turbative d’asta/corruzione, regna ancora sovrano.
Ma è una Calabria amara, per il neo-segretario Nicola Zingaretti. Qui è appena esplosa la città di Reggio Calabria: 17 gli arresti eseguiti dalla Direzione distrettuale antimafia che ha posto ai domiciliari il capogruppo del Partito Democratico in Regione Sebi Romeo. Tra gli indagati a piede libero l’avv. Demetrio Naccari Carlizzi, volto importante: già vice-sindaco della città e consigliere regionale, grande amico dell’ex-ministro degli Interni Marco Minniti, molto vicino a Paolo Gentiloni e attuale cognato del sindaco piddino Giuseppe Falcomata’. Davanti a tutti ciò Zingaretti appare impermeabile e in tv sempre ilare, con quelle due-tre frasi contro il Governo alle quali non crede neppure lui. Costretto anzi a gestire quelle fronde interne che, perfino sul tema dell’immigrazione, riportano al dubbio precedente: Marx o zio Paperone?
Una chiosa finale mi sia permessa. Dell’avv. Naccari Carlizzi mi considero amico: il nostro è stato un legame avviato ai tempi dell’università e reso più solido da vacanze estive e Natali trascorsi piacevolmente insieme, oltre che con comuni amici. La persona non si discute, culturalmente e dialetticamente vale ben più del dato di fatto e – voglio ripeterlo anche oggi – al posto di Renzi avrebbe dato un futuro al partito.


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