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Teatro Palermo Facciata illuminata

Palermo: il Massimo in un Teatro

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Teatro: Una stagione Lirica con i fiocchi al Massimo di Palermo

Un Articolo di Emiliano Esposito
Un articolo di Emiliano Esposito

Un grande Teatro!!! Dopo tanta attesa, è stata resa nota la stagione 2018/2019 del teatro Massimo di Palermo, uno delle quattordici fondazioni liriche italiane: una stagione ricca (come da molti anni ormai) che consolida l’operosità e la professionalità di un teatro che rende orgogliosa la Sicilia e l’Italia nel mondo. In barba a chi asserisce che la lirica sia in coma farmacologico se non, addirittura, estinta, il Massimo (insieme alle altre 13 Fondazioni liriche in Italia che attraverso canali social, dirette web e flashmob, danno segni di ripresa e voglia di fare incredibili) è testimone di una ripresa e di un interesse da parte del pubblico sempre crescente verso l’opera lirica, forma d’arte tra le più amate nel mondo e della quale l’Italia è creatrice.

Il grande teatro palermitano, uno dei più grandi d’Europa, si appresta a chiudere la stagione 2017/2018, caratterizzata da titoli operistici come il Guillaume Tell di Gioachino Rossini, I puritani di Vincenzo Bellini, L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, da balletti come Don Chisciotte di Ludwig Minkus e ad aprire la stagione prossima il 19 gennaio 2019 con la Turandot di Giacomo Puccini, che sarà solo l’inizio di un anno che si preannuncia spettacolare. Accanto all’opera pucciniana, troveranno spazio opere di repertorio come Pagliacci, La traviata e Il barbiere di Siviglia e vi saranno anche Winter Journey, prima assoluta di Ludovico Einaudi con la regia di Roberto Andò e il testo dello scrittore irlandese Colm Tòibìn (Booker Prize), il musical My Fair Lady, mai eseguito al teatro Massimo e alcune opere che lo saranno per la prima volta come Il ritorno di Ulisse in patria di Claudio Monteverdi, La favorite di Donizetti (mai eseguita a Palermo nella versione francese), Idomeneo di Mozart (presente in stagione solo nel 1983 al Politeama) e Das Paradies und die Peri (Il paradiso e le Peri) di Schumann.

In cartellone grandissimi interpreti e giovani artisti emergenti tra i più interessanti della scena internazionale (Sonia Ganassi, Lisette Oropesa, Carmela Remigio, Pierluigi Pizzi, Emanuela Buratto, Martin Muehle, Daniel Oren). Anche per quanto riguarda la danza e il Corpo di Ballo del Teatro Massimo di Palermo proseguirà la strada intrapresa con successo nelle ultime stagioni presentando sia due spettacoli dedicati a coreografi del recente passato e del presente come Angelin Preljocai, il collettivo Kor’sia, Micha van Hoecke e Carmen Suite di Alberto Alonso con Svetlana Zakharova, che un grande classico del balletto ottocentesco (Lo schiaccianoci natalizio con Jacopo Tissi nel ruolo del titolo), proseguendo il percorso intrapreso di eccezionale versatilità. Si conferma quindi la scelta di valorizzare il Corpo di ballo della Fondazione che negli ultimi anni ha ottenuto grandi successi e importanti risultati. Scelta, quella del Massimo, che va in controtendenza con il panorama lirico italiano che ha visto, nel corso del tempo, la chiusura di alcuni fra le più blasonate compagini tersicoree.

Ricchissima anche la stagione sinfonica del teatro palermitano che vedrà abbracciare un repertorio eterogeneo che spazierà dalla musica barocca (La santa Rosalia di Bonaventura Aliotti) al Jazz. Da segnalare i tre concerti dedicati a Johannes Brahms, che in pochi giorni permetteranno di ascoltare alcune delle opere più significative del compositore, compreso il Requiem tedesco diretto dal direttore musicale Gabriele Ferro.

Nella prossima stagione torneranno in cartellone anche i recital di sei grandissimi nomi della scena lirica internazionale: Mariella Devia, Nicola Alaimo, Jessica Pratt, Ian Bostridge, Anne Sofie von Otter e Waltraud Meier.

IoGiornalista ha deciso di non poter perdere l’occasione di andare a vedere uno spettacolo in una cornice splendida come quella del Teatro Massimo di Palermo e, per l’occasione, assisterà all’ultima parte della stagione tuttora in corso. Ci faremo prendere per mano e accompagnare nella Mantova del XVI secolo, quella governata dal Duca circondato dai suoi cortigiani. Quella in cui il buffone di corte maledice ogni giorno in cui è costretto a far ridere il suo giovane padrone, pensando alla moglie morta di parto e a proteggere la figlia Gilda dalle insidie di probabili seduttori. La Mantova di Sparafucile, sicario professionista che mette a disposizione la sua professionalità per spegnere definitivamente le vite dei nemici dei propri clienti. La Mantova in cui il placido fiume Mincio scorre, accogliendo nelle sue acque il pesante fardello che Rigoletto è pronto ad immergervi.

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