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Nuovi libri. Intervista allo scrittore Giuseppe Lazzaro

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Giuseppe Lazzaro - libroGiuseppe Lazzaro ci racconta DEL TEMPO E DELLA VERITA’

Un libro che ha lo spirito di riflettere ad alta voce il senso ed il significato che diamo alla nostra vita.

Giuseppe Lazzaro è nato a Massafra in provincia di Taranto. Di formazione classica è specializzando in Psicologia Clinica. E’un imprenditore e si occupa di formazione. E’un uomo sposato ed ha due figlie.

Si è molto occupatodi associazionismo e di relazioni d’aiuto in ambito esistenziale e sociale. Scrittore di saggi, poeta ed appassionato di filosofia e di teologia. Le sue ricerche vertono su temi che riguardano le realtà psichiche come sviluppo omeostatico e adattivo della persona nel  proprio contesto sociale ed esperienziale. Nel 2019 è uscito col libro “Del Tempo e della Verità”, un libro molto interessante dove cita delle considerazioni sulla vita.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Noi di IOGIORNALISTA vorremmo saperne di più, ed abbiamo deciso di intervistarlo.

 

 

 

 

Perché ha deciso di scrivere questo libro?

Questo libro mi appartiene e condivido con il mio lettore quello che sento profondamente. Ho scritto per trasformare una perdita importante della mia vita. Ho sempre scritto qualcosa, sin dalle scuole elementari ma credo fosse arrivato il momento di pubblicare il mio primo libro.

Il Tempo e le Verità, che cosa hanno in comune queste due parole che lei ha scelto per il titolo?

Ricordo che nell’ultimo periodo di vita di mio padre, lui mi chiamò per dirmi che in quel momento era felice e che non era mai stato così bene. Capì allora che noi esseri umani abbiamo bisogno di stoppare i nostri impegni ed il nostro tempo che si rincorre per scoprire quali sono i significati che ognuno di noi può dare a se stesso nella propria vita. Siamo fatti così, gli impegni, se non ce li abbiamo, ce li troviamo per occupare il nostro tempo. Tempo che diventa prezioso nel momento in cui sentiamo dentro il senso di tutto quello che ci accade.

Che cosa l’affascina della vita per scriverne considerazioni?

La vita è indefinibile, ogni essere umano è una variabile. Ognuno di noi può raccontare la propria storia, il proprio romanzo personale e credo sia proprio questo l’aspetto più affascinante della nostra vita. Considero la vita come un tempo di scoperta e di apertura alla meraviglia, nonostante gli eventi che possono essere vissuti in maniera negativa o positiva.

Nel suo libro cita l’importanza del gioco, ce ne vuole parlare?

I bambini sono dei maestri in questo. Gli psicologi della psicologia dinamica hanno molto scritto di questi aspetti. Piaget ha raccontato ed osservato i propri figli e questo è giunto a noi. Il gioco permette ai bambini di creare i propri simboli, il linguaggio dell’interiorità e quando un bambino gioca, perde il suo tempo. Noi adulti dobbiamo riportate tutto nel proprio ordine, loro si perdono perché in quei momenti magici, scoprono la propria identità.

“Noi siamo fatti di quattro tipi di umore: il sangue, la flemma, la bile gialla e la bile nera”. Vuole spiegare questa sua frase ai nostri lettori?

È una frase che appartiene alla filosofia classica. In realtà nel mio libro citando anche espressioni così forti cerco di riportare la nostra vita ad una visione più “con i piedi per terra”. Credo sia importante comprendere che siamo fatti di corpo ed attraverso il corpo si esprime il nostro adattamento fisico e psichico ma anche spirituale a quello che ci circonda. Per me la spiritualità è l’incontro con l’altro. Non è una realtà aleatoria. E’ un fatto concreto che realizza la nostra vita.

Che cos’è per lei la vita?

La vita è un’opportunità ed un tempo in cui possiamo riscoprire il nostro profondo progetto. Possiamo aggiungere qualcosa di nostro alla grande umanità ed essere artisti della nostra vita. La nostra volontà ci può portare a dare le giuste risposte alla nostra esistenza.

Cosa rappresenta per lei la scrittura?

Scrivere per me è sempre stato un bisogno. Scrivere è come un ponte tra anime e sapere che dall’altra parte ci può essere una persona che ti legge e che questa persona è sconosciuta, è un’emozione grandissima.

E la religione?

La religione è un mezzo per sentire dentro la scintilla della vita e portarla agli altri. Altrimenti non ha senso. La nostra spiritualità è sterile se non guardiamo all’umanità dell’altro.

Cosa vorrebbe capisse chi legge DEL TEMPO E DELLA VERITA’?

Credo che ci sia un messaggio molto importante per il mio lettore e cioè l’invito a vivere la propria esistenza con semplicità ed essenzialità. Dovremmo cercare di recuperare il senso dell’essenza. 

Sta pensando di scrivere un altro libro? Ci anticipa l’argomento che le piacerebbe trattare?

Sto lavorando su diversi progetti. Il primo è di carattere esistenziale: la bellezza e la verità. Sto scrivendo anche sulla figura del padre ed un saggio sulla relazione tra musica e psiche. 

 


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