Il Futuro? Solidale…

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In uscita il 16 settembre”Blue Thinking”, il singolo che anticipa il nuovo album degli WA

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
WA OK

WA RIDOTTA 2Nuovo singolo per gli WA.

Torna la band WA, in prossima uscita il singolo che preannuncia l’album.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Work in Progress per la band WA. Il singolo “Blue Thinking” in prossima uscita il 16 settembre, vantando anche la collaborazione del cantante anglo-giamaicano Mozez Wright, ex front man della band Zero 7, a capo dell’etichetta indipendente inglese “Numen Records” con la quale uscirà l’album omonimo. Un brano fuori dagli schemi della musica pop odierna, dove le parti acustiche si mescolano con la dance electro di suoni ipnotici, distorti e vagamente rock ( Costantino Polis, I Follow Voices). Ascoltare “Blue Thinking” ci distoglierà sicuramente dalla realtà , per il tempo necessario a farci ricongiungere con quel luogo segreto e intimo dentro di noi , in una miscela di richiami primordiali, ritmi tribali ( Vuelart) e sonorità elettroniche.

 

 

 

WA – Biografia

Gli WA nascono nel 1998 dalla collaborazione artistica dei due membri fondatori Roberto Cosimi( pianoforte e tastiere ) e Paolo Palazzoli, in arte Eono, ( voce, basso elettrico, chitarra acustica, chitarra elettrica ), entrambi prolifici compositori ed autori. La loro prima produzione musicale, curata in studio da Feyez (Elio e Le Storie Tese), è un progetto multietnico di world music, Zoque Kpolé (Forrest Hill), che comprende i brani “Tree Ages In One”, “Vuela Libre” e “Egg – Messaggio All’ UmanitàPoi segue nel 2003 “Welcome To Atlantis” Universal ), con la collaborazione di Max Dedo, che condividerà poi con gli WA la realizzazione del CD di world-jazz “Atmomy” ( Forrest Hill- 2005 ). Dal 2003 al 2006 Roberto Cosimi compone e produce due opere di piano solo, il poema pianistico “La Danza Dell’ Angelo” ( MAP, Feltrinelli ) e “Contemporary Classical Piano Works Vol. 1”, distribuito da Diladdarno.

Mentre Paolo Palazzoli ricerca sonorità elettroniche che caratterizzeranno alcune delle sue composizioni presenti nell’ album “ Blue Thinking”, in prossima uscita, vantando anche la collaborazione del cantante anglo-giamaicano Mozez Wright, ex front man della band Zero 7, a capo dell’etichetta indipendente inglese Numen Records con la quale esce l’album “Blue Thinking”. Dal 2008 al 2011 gli WA si dedicano alle impegnative scritture delle musiche e dei testi dell’ imponente opera rock “PEACEGAMES” ( distribuita da Artist First ), in cui parteciperà per la prima volta con loro il batterista Elia Micheletto, il quale vanta nel suo curriculum anche un master con Mike Mangini(Dream Theatre) al Barklee College of Music, e il cui personale stile, la sua alta preparazione tecnica unite ad una preziosa sensibilità artistica, porteranno Cosimi Palazzoli a volere realizzare con lui il CD per trio “Archangel” ( Videoradio – 2016 – SELF ).

Hanno svolto attività concertistiche in molti teatri d’ Italia, Blue Note di New York, diversi tour multietnici nel centro e sud Italia, 55th Bar di New York, Wally’s Café NYC, Lugano jazz Festival, Locarno Jazz Festival, Sculler Jazz Club NYC, tour Isole di Capoverde, Festa Europea della Musica di Roma, molte edizioni del “Panino Day“ con “Elio E Le Storie Tese”, “Jazzart Festival Crema”.

Vantano collaborazioni di artisti importanti come: Mauro Pagani, Shell Shapiro, Enzo Jannacci, Omar Hakim, Irene Grandi, Claudio Rocchi, Horacio”El Negro”Hernandez, Giorgio Faletti, Simona Bencini, Demo Morselli, Feyez, Gabin Dabiré, David Tayrault, Massimo Altomare, Menphis Horn, Daniele Comoglio, Laurent Digbeu, Marina Conti, Mozez Right.

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Ufficio Stampa e responsabile a cura di LC Comunicazione tel. 333 7695979

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Salvini, il Discorso dopo Mattarella, calde Consultazioni, testo e video

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by

Consultazioni, a qualcuno piacciono Calde… Salvini ci dice che…

Sono contento di rappresentare un Partito che con i suoi interi gruppi a camera e senato, ha preso e prenderà decisioni nell’interesse del paese, non per interesse personale, altrimenti non saremmo qua nella seconda metà di agosto. Abbiamo scelto di portare davanti agli italiani, nelle case degli italiani, problemi che magari la vecchia politica avrebbe tenuto al chiuso delle stanze… fino a qualche legislatura fa si sarebbe fatto finta di niente, anche a fronte di litigi, di ostacoli, di no, di rinvii, di problemi, di lacerazioni, perché tanto siamo ministri, siamo viceministri, e sottosegretari, siamo presidenti, teniamo famiglia, e ad Agosto facciamo finta di niente e chi vivrà vedrà… L’Italia non può permettersi di perdere tempo, non può avere un governo che litiga, non può avere un governo con posizioni distanti, per questo abbiamo ribadito che il troppo era troppo, ed abbiamo chiamato lo stop di questa esperienza di governo che tante cose buone ha fatto, fino a che è stato al governo dei si, del Fare, del costruire e del camminare insieme. Io soltanto ero però il più strenuo sostenitore di questa attività, ma per il governo oggi, la via maestra, l’hanno detto in tanti prima di me, non possono essere giochini di Palazzo, manovre di Palazzo, governi contro, dovrebbero essere le elezioni, la sovranità appartiene al popolo e quindi chi meglio dei lavoratori italiani, dei pensionati italiani, degli imprenditori italiani, degli artigiani, degli agricoltori, degli studenti, può decidere a chi affidare le sorti della propria famiglia, del proprio conto corrente, della propria azienda, per i prossimi cinque anni. In questi giorni abbiamo letto la qualunque, ipotesi di governi non per fare qualcosa, ma per andare contro qualcuno, Salvini e la lega… abbiamo letto ipotesi variopinte di ogni genere con l’unico collante di tenerci fuori dai giochi ad ogni costo, e cancellare tutto quello che è stato fatto in questi mesi… ho sentito che qualcuno vuole cancellare i decreti sicurezza 1 e 2, e magari riaprire i porti… No ho fatto tanta di quella fatica per restituire dignità, sicurezza, onore, orgoglio, e difesa ai confini al popolo italiano… Non ci sto!!! Ho letto che qualcuno vuole tornare indietro su quota 100, no! Abbiamo restituito speranze, diritti, a centinaia di migliaia di italiani sopra i 62 anni, e opportunità di lavoro a giovani che altrimenti hanno nella fuga la loro unica speranza… no!! Oggi, guarda caso, ed io non credo alle coincidenze, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale diventando effettivo, il decreto che rimborsa i risparmiatori truffati dalle banche… molti ci hanno chiamato ci hanno ringraziato… altre opere meritorie del governo e qualcuno pensa veramente di fare un governo PD 5 stelle per cancellare quota cento, cancellare i decreti sicurezza, fare una riforma del sistema bancario a quattro mani con la Boschi, parlare della riforma del diritto di famiglia, magari facendo un consiglio dei ministri a Bibbiano, cancellare dall’agenda politica il taglio dei parlamentari che noi abbiamo votato, non per una, ma per due, tre volte, e che saremmo disponibili, l’abbiam detto anche nei giorni più neri della crisi, a votare per la quarta e ultima volta, mentre leggo che il partito democratico ovviamente non ne vuole neanche sentire parlare… Questo si traduce nel fatto che la via maestra, secondo noi, è il popolo, perché nessuno dovrebbe aver paura del giudizio del Popolo… in questi giorni abbiamo letto che alcuni dei no che ci hanno portato a dire basta, secondo qualcuno, sarebbero diventati sì, alcune riforme che si erano perse nei porti delle nebbie, starebbero per vedere la luce, sarebbero al miglio finale… abbiamo letto addirittura che ci sarebbero disponibilità importanti che non solo blocchrebbero l’aumento dell’Iva, cosa che penso sia interesse di tutti, ma che metterebbero almeno altri 20 miliardi nelle tasche dei cittadini italiani… ma fino a qualche giorno fa avevamo capito che la manovra sarebbe stata timida, nel rispetto di quello che le gabbie ed i vincoli europei ci avevano imposto… ho scoperto in questi giorni invece che c’era una forza disponibile a fare una manovra economica coraggiosa fondata su crescita, investimenti, flat tax al 15%, riduzione del carico fiscale per le imprese… Quindi in questi giorni ho scoperto tante cose, evidentemente aver scoperchiato il vaso, è servito agli italiani per capire… io mi sono raccolto una sequela di insulti, penso con pochi precedenti nella storia repubblicana, nelle aule dei palazzi, sulle pagine dei giornali, e nei talk show, e me li sono presi volentieri, coraggiosamente, anche perché nelle strade ancora oggi trovo persone che mi dicono, andate avanti senza aver paura, non riportate la vecchia politica al potere… Un accordo contro, per tirare a campare PD 5 stelle è la vecchia politica…

Crisi di Governo: all’orizzonte opzione non-voto

in Alfonso Palumbo Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
Conte & crisi di governo

Grossa Coalizione alla tedesca per la crisi di governo italiana?

Rischio fascismo. Ma il web ama Conte

Un articolo di Alfonso Palumbo
Un articolo di Alfonso Palumbo

La crisi di Governo decanta come il buon vino. Dalle elezioni anticipate quasi certe, eccoci arrivati al ventaglio delle possibili alleanze.
La politica e‘ l’arte del possibile. La crisi italiana quella dell’impossibile. Minuto per minuto discorsi e strategie si inseguono e si accavallano. Per me che vivo in Germania e‘ spontaneo recuperare quella Grossa Coalizione (la “GroKo“) da anni spina dorsale del locale Esecutivo. E‘ noto che a Berlino tutto si regge sull’intesa fra partiti, intesa messa nera su bianco in quel Contratto di Governo da noi invece miseramente fallito.
Se le opposizioni hanno il dovere di far cade i governi, lo stesso non vale per le maggioranze. Dopo il voto sul TAV, ecco che i nemici di ieri divengono gli amici di oggi. Se i “rumors“ che arrivano dai Palazzi hanno qualche ragion d’essere, proviamo allora a scommettere sulle possibili evoluzioni.
Conviene al M5S la incredibile (fino all’altro ieri!) alleanza con il PD? Il partito di Nicola Zingaretti e‘ stato demonizzato quasi quanto la Lega. Con Bersani prima e Renzi dopo – ma pure con Gentiloni – non si e‘ andati per il sottile. E comunque i due ‘nemici‘ dei Cinquestelle hanno votato in perfetto accordo la mozione pro-Tav in Senato, scatenando cosi’ la crisi di governo.
Conviene al Pd la possibile alleanza con i pentastellati? Zingaretti l’ha sempre esclusa, anche davanti a quei cronisti che gli ricordano come in Regione Lazio la sua maggioranza si regga su un discreto equilibrio con i 5Stelle. Matteo Renzi che vorrebbe ritardare il voto rischia cosi‘ di spaccare il partito: piu‘ o meno come ha fatto Giovanni Toti con Forza Italia.
Ci sono poi i due elettorati. Per quanto riguarda il M5S, mai e poi mai un‘alleanza con il Partito democratico: identificato con il peggio della Prima, Seconda e Terza Repubblica e con il miglior esempio del conflitto d‘interesse. Quelli del Pd magari usano meno il web ma come spiegare loro la possibile contro-virata? Parlando loro dello sgambetto da fare a Matteo Salvini? Invocando la deriva fascista rappresentata dall’uomo di Milano? E il Pd accetterebbe un altro Contratto di Governo?
Facciamo finta che Beppe Grillo, di nuovo voce nobile del Movimento, voglia davvero vendicarsi di Salvini e fargli pagare il tradimento dellla crisi di governo. Se il leghista invoca le elezioni anticipate, occorre quindi stopparlo e rallentare; le stime dicono di un M5S sotto al 20%, dunque ridimensionato. C’e‘ poi chi, su internet, invoca Giuseppe Conte come nuovo leader: il fascino del premier e‘ indiscutibile, lo stesso stile dimostrato in occasione del tradimento leghista gli e‘ valsa gloria perpetua. E‘ vincente l’idea che occorra fare qualsiasi cosa pur di azzoppare il barbuto ministro dell‘Interno? E‘ opportuno fare di tutto per non vedersi cancellati deputati e senatori incandidabili per via della norma interna legata al vincolo del doppio mandato?
E guardando al CentroDestra… Davvero e‘ pensabile che Forza Italia – bramosa di riabbracciare la Lega – si accodi al Pd per dare una mano ai pentastellati? Oppure e‘ lecito pensare che tale manovra verrebbe accarezzata dal solo Giovanni Toti, ormai sganciatosi da Berlusconi?
Salvini sembra in grado di sbancare le urne, dando all’Italia una maggioranza che potrebbe portare il Cavaliere, o altri, al Quirinale. Ma tale forza potrebbe tradursi in debolezza: quel 35/40% di cui si parla sarebbe rischioso per tutti. Del resto, se a un cannibale non togli la pentola, il prossimo potresti essere tu…


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Il Titanic Salvini, la destra Italiana… The End?

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
salvini-titanic-end destra italiana

Il Titanic Salvini e le consultazioni, brutta storia…

E’ in un “Cul de Sac” e ci è andato da solo, si chiama Salvini, aveva sogni da Premier, ed invece è diventato ininfluente per il Governo che verrà, a meno che non vada con il capo cosparso di cenere da Di Maio, e dai suoi del M5s, a chiedere pietà… cosa farà? La sua orchestrina continuerà a suonare imperterrita mentre la Lega affonda?

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una chicchetta di Alberto Marolda

I congiurati iniziano ad esserci anche nelle sue file… che farà? Ho la sensazione che ne vedremo delle belle… Berlusconi? Quasi non pervenuto…

I Congiurati? Giorgetti? Geraci? Sarà mica un caso che Salvini è uscito da Mattarella con Romeo e Molinari (due condannati) e non con Giorgetti… o no?


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Crisi di Governo, Conte lascia. Salvini offende i cattolici

in Alfonso Palumbo Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by

Senza Conte ricatto-Pd al M5S? Elezioni forse

Lega: mozione ritirata, ministri no!

Un articolo di Alfonso Palumbo
Un articolo di Alfonso Palumbo

Giuseppe Conte si è dimesso. Una crisi di Governo folle e con pretesti ignobili è finita nel modo più trasparente in Senato a seguito dello strappo di Matteo Salvini. Ancora una volta si conferma la legge: le maggioranze cadono per mano loro.
Quanto deciso dall’ex-Presidente del Consiglio era stato fra le ipotesi più gettonate. Sul piano della comunicazione non verbale, interessanti i comportamenti di Luigi Di Maio e Salvini. Freddo il primo, imbarazzato il secondo che ha toccato fogli, cambiato posizione, gesticolato, preso e posato il telefonino, ammiccato di qua e di là… Spintosi a dichiarare, fuori dall’Aula, che “Se ci sono cose da fare io ci sono”.
La vendetta si serve fredda. Al tradimento va risposto con egual moneta. Perché escludere un’alleanza con il Partito Democratico?
La risposta potrebbe trovarsi nella saggia visione di ciò che sia Politica (con la maiuscola), dove si agisce di testa e non di pancia. Di fatto questa storia insegna che in Italia, a differenza della Germania, il Contratto di Governo non regge. Incapaci di rispettare un accordo! Visto dalla prospettiva del Movimento5Stelle, non sarebbe facile accettare temi come TAV, Ilva, immigrazione. Non solo, c’è anche Bibbiano: il Pd non è stato aggressivo come i 5Stelle.
E comunque: di quale Pd si parla? Di quello di Zingaretti, di Renzi o di Calenda? Motivi ben validi, oltre a tutti gli insulti dati e ricevuti in questi mesi, per chiedere il voto degli Italiani. E ancora: quanto e come i democratici faranno pesare la propria presenza nell’eventuale nuovo governo? Non sarebbe troppo rischioso passare dal ricatto-Lega a quello Pd?
Dal dibattito al Senato si è imputata a Conte la tardività con la quale ha preso atto dell’ingerenza dell’uomo di Milano nelle cose di Governo. Debordante l’uomo di Milano, capace di farsi passare due Decreti-Sicurezza, accogliere i sindacati al Viminale, non riferire in Parlamento sul caso-Russia, invadere le competenze degli altri ministri colleghi, imporre la chiusura dei porti, non farsi processare sul caso-Diciotti. Nessuno del Centrodestra tuttavia ha indicato i vari Arata, Rixi, Savoini, Siri e nemmeno lo stop imposto al Senato della Repubblica dalla crisi di Governo di autorizzare i giudici a visionare i computer dello stesso Siri.
Può il nostro Paese rinunciare a Giuseppe Conte? Di certo deve rinunciare al ministro dell’Interno, che giorno 8 agosto ha strappato la maggioranza e giorno 20 ne è stato strappato. Anche se la sua mozione di sfiducia in Senato è stata ritirata, i suoi ministri non si sono dimessi, i suoi tentativi di ricucire sono evidenti. Rimane tuttavia l’arroganza e la deriva fascista.
Accusato da Giuseppe Conte perfino di scorrettezza istituzionale (aprendo la crisi in sede extraparlamentare), pare quasi che Matteo di Milano si creda Gesù di Nazareth. Con la barba e con la Croce e battendosi il petto infanga il senso religioso, sfrutta simboli e valori. Nel proprio inseguire il voto cattolico e nel professare atteggiamenti cristiani, sembra dimentico di come stia mettendo cattiveria nell’azione politica. Come ha bene evidenziato Nicola Morra (M5S), presidente della Commissione bicamerale Antimafia, usare certi simboli in Calabria equivale ad aperture di credito alla ‘ndrangheta. Salvini, (ex) Ministro dell’Interno, forse non lo sapeva…


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Bruto e Salvini sono uomini d’onore … Shakespeare, Giulio Cesare, il testo

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by

William Shakespeare, Giulio Cesare, atto III, scena II. In realtà il testo nell’edizione in lingua è interrotto dalle reazioni dei tanti che il Bardo immagina presenti…

E Bruto è uomo d’onore… Il richiamo all’azione nelle parole dell’orazione funebre di Marco Antonio…

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un servizio di Alberto Marolda

Ascoltatemi amici, romani, concittadini…
Io vengo a seppellire Cesare, non a lodarlo.
Il male che l’uomo fa vive oltre di lui.
Il bene sovente, rimane sepolto con le sue ossa… e sia così di Cesare.
Il nobile Bruto vi ha detto che Cesare era ambizioso. Grave colpa se ciò fosse vero e Cesare con grave pena l’avrebbe scontata.
Ora io con il consenso di Bruto e degli altri, poiché Bruto è uomo d’onore, e anche gli altri, tutti, tutti uomini d’onore…
Io vengo a parlarvi di Cesare morto.
Era mio amico. Fedele giusto con me… anche se Bruto afferma che era ambizioso e Bruto è uomo d’onore.
Si è vero. Sul pianto dei miseri Cesare lacrimava.
Un ambizioso dovrebbe avere scorza più dura di questa.
E tuttavia sostiene Bruto che egli era ambizioso e Bruto è uomo d’onore.
Si è anche vero che tutti voi mi avete visto alle feste dei Lupercali tre volte offrire a Cesare la corona di Re e Cesare tre volte rifiutarla. Era ambizione la sua?
E tuttavia è Bruto ad affermare che egli era ambizioso e Bruto, voi lo sapete, è uomo d’onore.
Io non vengo qui a smentire Bruto ma soltanto a riferirvi quello che io so.
Tutti voi amaste Cesare un tempo, non senza causa. Quale causa vi vieta oggi di piangerlo? Perché o Senno fuggi dagli uomini per rifugiarti tra le belve brute.
Perdonatemi amici, il mio cuore giace con Cesare in questa bara. Devo aspettare che esso torni a me.
Soltanto fino a ieri la parola di Cesare scuoteva il mondo e ora giace qui in questa bara e non c’è un solo uomo che sia così miserabile da dovergli il rispetto, signori.
Signori, se io venissi qui per scuotere il vostro cuore, la vostra mente, per muovervi all’ira alla sedizione farei torto a Bruto, torto a Cassio, uomini d’onore, come sapete.
No, no. Non farò loro un tal torto. Oh… preferirei farlo a me stesso, a questo morto, a voi, piuttosto che a uomini d’onore quali essi sono.
E tuttavia io ho con me trovata nei suoi scaffali una pergamena con il sigillo di Cesare, il suo testamento.
Ebbene se il popolo conoscesse questo testamento, che io non posso farvi leggere perdonatemi, il popolo si getterebbe sulle ferite di Cesare per baciarle, per intingere i drappi nel suo sacro sangue, no…
No, amici no, voi non siete pietra né legno, ma uomini.
Meglio per voi ignorare, ignorare… che Cesare vi aveva fatto suoi eredi.
Perché che cosa accadrebbe se voi lo sapeste? Dovrei… dovrei dunque tradire gli uomini d’onore che hanno pugnalato Cesare?
E allora qui tutti intorno a questo morto e se avete lacrime preparatevi a versarle.
Tutti voi conoscete questo mantello. Io ricordo la prima sera che Cesare lo indossò. Era una sera d’estate, nella sua tenda, dopo la vittoria sui Nervii.
Ebbene qui, ecco.. Qui si è aperta la strada il pugnale di Cassio.
Qui la rabbia di Casca.
Qui pugnalò Bruto, il beneamato.
E quando Bruto estrasse il suo coltello maledetto il sangue di Cesare lo inseguì vedete, si affacciò fin sull’uscio come per sincerarsi che proprio lui, Bruto avesse così brutalmente bussato alla sua porta.
Bruto, l’angelo di Cesare.
Fu allora che il potente cuore si spezzò e con il volto coperto dal mantello, il grande Cesare cadde.
Quale caduta concittadini, tutti… io, voi, tutti cademmo in quel momento mentre sangue e tradimento fiorivano su di noi.
Che… ah… adesso piangete?
Senza aver visto che le ferite del suo mantello…?
Guardate qui, Cesare stesso lacerato dai traditori…
No… no, amici no, dolci amici… Buoni amici… Nooo… non fate che sia io a sollevarvi in questa tempesta di ribellione.
Uomini d’onore sono coloro che hanno lacerato Cesare e io non sono l’oratore che è Bruto ma un uomo che amava il suo amico, e che vi parla semplice e schietto di ciò che voi stessi vedete e che di per sé stesso parla.
Le ferite, le ferite… del dolce Cesare… Povere bocche mute…
Perché se io fossi Bruto e Bruto Antonio, qui ora ci sarebbe un Antonio che squasserebbe i vostri spiriti e che ad ognuna delle ferite di Cesare donerebbe una lingua così eloquente da spingere fin le pietre di Roma a sollevarsi, a rivoltarsi.


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Salvini è uomo d’onore… ode a Di Maio pugnalato…

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
di battista salvini ode di maio

Liberamente tratto dal Giulio Cesare di William Shakespeare (1599). Al funerale di Cesare (Luigi Di Maio) Marco Antonio (Di Battista), amico di Cesare, con un’orazione divenuta celebre, muove l’opinione pubblica contro i cospiratori, da Bruto (Salvini) in poi…

Personaggi: Cesare (Luigi Di Maio), Marco Antonio (Alessandro Di Battista), Bruto (Matteo Salvini), Cassio (Berlusconi), Casca (Meloni), i Cospiratori (Carfagna, Giorgetti, Zingaretti), l’Opinione Pubblica presente al Funerale (i beneamati del Popolo di Instagram e di Facebook, la Rete, e, purtroppo, gli Italiani tutti)

A dimostrazione, cari miei, che le Tragedie non hanno mai fine…

Nobili romani! Amici, concittadini Italiani! Prestatemi orecchio. Sono venuto a seppellire Di Maio, non a farne l’elogio.

Il male che un uomo fa, gli sopravvive, il bene, spesso, resta sepolto con le sue ossa. E così sia con Di Maio.

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una Elegia Funebre di Alberto Marolda

Il nobile Salvini vi ha detto che Di Maio era ambizioso e spregiudicato: se lo era, ebbe grave colpa; e Di Maio l’ha gravemente scontata.

Qui, col beneplacito di Salvini e degli altri – che Salvini è un uomo d’onore, e anche gli altri, tutti uomini d’onore – sono venuto a parlare al funerale di Di Maio.
Fu un mio amico, leale e giusto con me.
Ma Salvini dice che era ambizioso e spregiudicato: e Salvini è uomo d’onore.
Egli portò un gran numero di Migranti in Patria, a Roma, che empirono col prezzo del riscatto le casse dell’erario; fu questa, forse, in Di Maio ambizione? Eppure, quando vedeva piangere un Pezzente, un povero Disoccupato, Di Maio lacrimava e pensava al Reddito di Cittadinanza… se era ambizione e furbizia, lo era sin più di Andreotti
Ma Salvini dice – e Salvini è uomo d’onore – che Di Maio era ambizioso e spregiudicato.
Tutti vedeste come dopo le ultime Politiche nazionali, tre volte gli offersi la corona di Premier, ed egli per tre volte la respinse per darla al buon Conte, è ambizione questa?
Eppure Salvini dice che Di Maio era ambizioso e spregiudicato, e Salvini è, lo sappiamo, un uomo d’onore.
Non parlo io già per contestare quello che Salvini ha detto; sono qui per dire soltanto quello che so. Tutti amaste Di Maio un tempo; e non senza motivo. Quale motivo vi impedisce oggi di piangerlo? O santo Interesse Nazionale, tu sei fuggito tra le bestie brute e gli Italiani hanno ormai tutti perduto il bene dell’intelletto!
Scusate, il mio cuore è lì, con Di Maio, in quella povera salma esposta al Ludibrio della Rete… devo interrompermi finché non sia tornato in me.
Soltanto fino a ieri la parola di Di Maio scuoteva il Parlamento e la Rete, e ora giace qui in questa bara e non c’è un solo uomo che sia così miserabile da dovergli il rispetto, signori.
Signori, se io venissi qui per scuotere il vostro cuore, la vostra mente, per muovervi all’ira, alla sedizione farei torto a Salvini, torto a Berlusconi, uomini d’onore, come ben sapete.
No, no. Non farò loro un tal torto. Oh… preferirei farlo a me stesso, a questo morto, a voi, piuttosto che a uomini d’onore quali essi sono.
E tuttavia io ho con me trovata nei suoi scaffali una pergamena con il sigillo di Di Maio, il suo testamento.
Ebbene se il popolo conoscesse questo testamento, che io non posso farvi leggere perdonatemi, il popolo della Rete si getterebbe sulle ferite di Di Maio per baciarle, per intingere i drappi nel suo sacro sangue, no…
No, amici no, voi non siete pietra né legno, ma uomini dei Social.
Meglio per voi ignorare, ignorare e scordare… che Di Maio vi aveva fatto suoi eredi.
Perché che cosa accadrebbe se voi lo sapeste? Dovrei… dovrei dunque tradire gli uomini d’onore che hanno pugnalato Di Maio?
E allora qui tutti intorno a questo morto e se avete lacrime preparatevi a versarle.
Tutti voi conoscete questo mantello. Io ricordo la prima sera che Di Maio lo indossò. Era una sera d’estate, nella sua tenda, dopo la vittoria su Rousseau.
Ebbene qui, ecco.. Qui si è aperta la strada al pugnale nascosto di Berlusconi.
Qui la rabbia della Meloni e della Carfagna.
Qui lo pugnalarono Salvini e Giorgetti, i beneamati del Popolo di Instagram.                                                                 
Qui si perse il Prode Zingaretti, lui, si, che il Sangue della Pugna traditrice non disdegna.
E quando Salvini estrasse il suo coltello maledetto, il sangue di Di Maio lo inseguì vedete, si affacciò fin sull’uscio come per sincerarsi che proprio lui, Salvini avesse così brutalmente bussato alla sua porta.
Salvini, l’angelo di Di Maio, Salvini, l’amico di Di Maio.
Fu allora che il potente cuore si spezzò e con il volto coperto dal mantello, il grande Di Maio cadde.
Quale caduta concittadini, tutti… io, voi, tutti cademmo in quel momento mentre sangue e tradimento fiorivano su di noi.
Che… ah… adesso piangete?
Senza aver visto che le ferite del suo mantello…?
Guardate qui, Di Maio stesso lacerato dai traditori…
No… no, amici no, dolci amici… Buoni amici… Nooo… non fate che sia io a sollevarvi in questa tempesta di ribellione.
Uomini d’onore sono coloro che hanno lacerato Di Maio, che hanno straziato il M5S a favore della Lega, e io non sono un oratore bravo come Salvini, ma solo un uomo che amava il suo amico, e che vi parla semplice e schietto di ciò che voi stessi vedete e che di per sé stesso parla.
Le ferite, le ferite… del dolce Di Maio… Povere bocche mute…
Perché se io fossi Salvini e Salvini, Di Battista, qui, ora, ci sarebbe lo stesso un Di Battista che squasserebbe i vostri spiriti, e che ad ognuna delle ferite di Di Maio donerebbe una lingua così eloquente da spingere fin le pietre di Roma, e di tutta l’Italia a sollevarsi, a rivoltarsi.
Che le Monetine di Craxi tornino a risvegliarsi, che giustizia sia… Che Rivolta sia…

Un pensiero al Grande Bardo, Shakespeare, a leggere questa ignobile trasposizione si rivolterà nella Tomba? Chissà, magari no…


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Salvini: fra tradimento e affari. Autocritica M5S

in Alfonso Palumbo Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
conte&salvini

La Lega è solo Matteo Salvini

Il pericolo elettorale dei due Matteo: Salvini e Renzi

Un articolo di Alfonso Palumbo
Un articolo di Alfonso Palumbo

Matteo Salvini apre la crisi di governo e scalcia Giuseppe Conte, il M5S, il Presidente della Repubblica, la legislatura e l’estate degli Italiani.

Un amico di Roma mi ricorda che in politica il tradimento e’ un’arte. Da parte mia affermo che deve esserlo anche la vendetta. Senza voler riesumare Gianfranco Fini e il suo celebre “con Bossi nemmeno un caffè”, personalmente aggiungerei ‘nemmeno un bicchiere d’acqua e una stretta di mano’. Il Parlamento europeo potrebbe essere uno dei luoghi più utili alla bisogna.
Ma che cosa insegna tutta questa storia, di fatto una delle più squallide dell’Italia post-fascista?
Innanzitutto che in Italia, a differenza della Germania, il Contratto di Governo non regge. Siamo troppo latini e/o provinciali per rispettare un accordo!
Inoltre che la parola data vale lo spazio di un mattino. Ricordate le parole di Matteo Salvini subito dopo il risultato delle Europee? “Io sono un uomo di parola e la mantengo”. Concetto peraltro ribadito più volte.
Ancora: che in politica e’ meglio non fidarsi. Il M5S ha di fatto salvato l’uomo di Milano in occasione dell’affare-Diciotti e gli ha permesso di incamerare ben due decreti-Sicurezza. Con il senno di poi, occorreva soffocare il bambino nella culla…
Rammento di aver udito poche voci levarsi contro il Ministro – che scorrazza sulle moto d’acqua e costringe uomini delle Forze dell’Ordine a negare l’evidenza – fra queste quelle di Alessandro Di Battista. Certo, c’era un alleato da rispettare per poter governare e ottenere ben più del Reddito di Cittadinanza: tuttavia mi sarei atteso ancora maggiore grinta in occasione dei 49 milioni, della questione-Russia, del caso-Siri, di Arata e si sarebbero dovuti zittire i leghisti ricordando loro che in Europa ognuno e’ libero di pensare (in casa propria no? – N.d.A.). Anche il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, non si e’ appiattito sulle posizioni nordiste. Da incorniciare pure gli interventi del senatore Nicola Morra, al vertice dell’Antimafia, che da vero Uomo delle istituzioni ha saputo esaltare chi lo ha votato.
Salvini (e dico Salvini e non la Lega perché dietro l’uomo di Milano c’e’ solo il deserto!) di tali debolezze ha approfittato. L’esito delle elezioni europee lo dimostra. Il gioco causa-effetto e’ evidente.
Voglio comunque fare l’avvocato difensore di Luigi Di Maio. E’ semplicissimo, nel presente, criticare il passato. Le Politiche 2018 avevano dato un bel bottino di voti al M5S che aveva il dovere di renderli utili al fine di realizzare il mandato degli elettori. Il Contratto di Governo e’ sembrato funzionare.
Maledette sono state le Europee. In quella circostanza si e’ scontata la debolezza mediatica (il che e’ pazzesco vista la forza del M5S sul web!) di fronte a un signore con la barba che ha monopolizzato radio, tv, internet e divise delle Forze dell’Ordine. La reazione pentastellata si e’ vista in occasione dell’elezione della Von der Layen alla guida della UE: il Movimento ha deciso in piena autonomia e la Lega non l’ha mandata giù…
Tutta questa storia ci porta a pensare che a Salvini – notoriamente anti-francese – non interessi il TAV bensì i soldi legati alla sua realizzazione. Nessuno l’interesse per gli Italiani o per il rischio dell’aumento dell’Iva o per il rialzo dello spread o per la nomina del Commissario italiano alla Ue. All’uomo di Milano non interessano neppure le responsabilità dei Benetton in merito al ponte di Genova.
Matteo Salvini come Matteo Renzi: due Mattei, due plurali. In prospettiva delle possibili Politiche, due incubi!


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PIERANGELO BERTOLI, canzoni e racconti “a muso duro…”

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
Pierangelo Bertoli 720 x 379

Pierangelo Bertoli locandina esattaLe ballate di Pierangelo Bertoli.

A Cavaltone le più belle ballate di Pierangelo Bertoli, cantate e raccontate da Marco Dieci e Luca Bonaffini.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Sabato 28 settembre, presso la sala civica di Calvatone (CR), alle 21 ci sarà un concerto dedicato a Pierangelo Bertoli, cantautore agguerrito e romantico degli anni Settanta che, ancora oggi, è conosciuto e amato per canzoni attualissime e di grande spessore civile e sentimentale.

A raccontarlo e a suonarlo, due dei suoi collaboratori (autori e musicisti) storici: Marco Dieci (che ha lavorato con Pierangelo  Bertoli dal 1967 al 1987) e Luca Bonaffini (che – proseguenso il percorso iniziato dal suo predecessore – lo ha affiancato dalla fine degli anni Ottanta fino al grande successo di “Spunta la luna dal monte”).
Due musicisti, autori di canzoni, arrangiatori e produttori artistici che, in epoche differenti ma senza discontinuità – nel corso della serata – racconteranno i momenti vissuti, cantando tante, tantissime canzoni scritte dal cantautore emiliano anche insieme a loro due. Non mancheranno le celebri “pescatore”, “a muso duro”, “per dirti t’amo”, “certi momenti”, “chiama piano”, “rosso colore”, “spunta la luna…); ma ci saranno anche ballate come “i miei pensieri sono tutti lì”, “dal vero” , “varsavia”, “maddalena” che – tra emozioni d’amore personale e rivoluzione sociale – hanno fatto la storia della canzone italiana.
Relazioni Pubbliche e Ufficio Stampa a cura di LC Comunicazione tel. 333 7695979
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Sandro Gozi, Luca Lotti, Bibbiano: PD “sinistrato”!

in Alfonso Palumbo Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
Il PD di Sandro Gozi

Calabria e Umbria umiliano il PD più di Gozi

Zingaretti ride ancora?

Un articolo di Alfonso Palumbo
Un articolo di Alfonso Palumbo

Pd sadomasochista, travagliato dalle sventure che gli portano in eredità i vari Sandro Gozi, Luca Lotti e le vicende legate ai fattacci di Bibbiano.
Quella di Gozi sembrava una boutade estiva e invece giorno per giorno si è ingrossata fino a diventare l’ennesimo affare di Stato tra Italia e Francia. Ex-sottosegretario agli Affari europei negli esecutivi Renzi e Gentiloni, il piddino in Francia si ritrova a proprio agio al punto da guadagnarsi adesso la nomina di responsabile degli Affari Europei in seno al Governo-Macron. Come ricorda Wikipedia, “Nel marzo 2019 Sandro Gozi annuncia di candidarsi alle elezioni europee in Francia nella lista sostenuta da La République En Marche e dai centristi di Modem… Il 15 aprile 2019 viene indagato dal tribunale unico della Repubblica di San Marino per “amministrazione infedele” nell’ambito di una consulenza fantasma con la Banca Centrale Sammarinese su un ipotetico “adeguamento normativo per armonizzare i rapporti con l’Ue”.
Chi è Sandro Gozi? Un imboscato? Uno spione? Un voltagabbana? Chiunque potrebbe pensarla così, considerando per lo meno strano che una persona con valori di sinistra vada a fare lo spin-doctor per un Governo di opposta matrice. Viene spontaneo chiedersi quanto-come-se coloro che militano nel PD siano davvero ancora di sinistra oppure se abbiano sposato il vento del nuovo. Insomma: da Marx a zio Paperone!
Gravi anche le polemiche attorno a Lotti, invischiato sia nell’affare delle toghe insieme con Luca Palamara sia nell‘inchiesta sugli appalti Consip.
Quindi Bibbiano, con l’inchiesta “Angeli e demoni“. Siamo in Emilia-Romagna, terra ‘rossa’ per definizione. Dal piccolo centro è venuta a galla la vicenda dei bambini sottratti alle famiglie naturali grazie a poco scrupolosi operatori sociali. Una storiaccia ancora tutta da scrivere ma dove riappare il PD sotto le forme del sindaco Andrea Carletti. Un altro di quelli prima inquisiti e poi auto-sospesisi (come Lotti) dal partito: la memoria ci riporta a Catiuscia Marini, governatrice della Regione Umbria, e allo scandalo della sanità. In Calabria invece nessun cartellino rosso per la Giunta guidata da Mario Oliverio il quale, nonostante le accuse di abuso d’ufficio/associazione a delinquere/frode nelle pubbliche forniture/turbative d’asta/corruzione, regna ancora sovrano.
Ma è una Calabria amara, per il neo-segretario Nicola Zingaretti. Qui è appena esplosa la città di Reggio Calabria: 17 gli arresti eseguiti dalla Direzione distrettuale antimafia che ha posto ai domiciliari il capogruppo del Partito Democratico in Regione Sebi Romeo. Tra gli indagati a piede libero l’avv. Demetrio Naccari Carlizzi, volto importante: già vice-sindaco della città e consigliere regionale, grande amico dell’ex-ministro degli Interni Marco Minniti, molto vicino a Paolo Gentiloni e attuale cognato del sindaco piddino Giuseppe Falcomata’. Davanti a tutti ciò Zingaretti appare impermeabile e in tv sempre ilare, con quelle due-tre frasi contro il Governo alle quali non crede neppure lui. Costretto anzi a gestire quelle fronde interne che, perfino sul tema dell’immigrazione, riportano al dubbio precedente: Marx o zio Paperone?
Una chiosa finale mi sia permessa. Dell’avv. Naccari Carlizzi mi considero amico: il nostro è stato un legame avviato ai tempi dell’università e reso più solido da vacanze estive e Natali trascorsi piacevolmente insieme, oltre che con comuni amici. La persona non si discute, culturalmente e dialetticamente vale ben più del dato di fatto e – voglio ripeterlo anche oggi – al posto di Renzi avrebbe dato un futuro al partito.


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STELLA BASSANI ritorna con un nuovo singolo

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
Stella Bassani

STELLA BASSANI copiaSTELLA BASSANI soprannominata “voce degli angeli” esce con un brano a tempo di musica dance.

Si chiamerà “VIY’HUDA LE’OLAM TESHEV” e sarà scaricabile da tutte le piattaforme digitali.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Da domenica 21 luglio VIY’HUDA LE’OLAM TESHEV, il nuovo singolo di STELLA BASSANI, sarà scaricabile da tutte le piattaforme digitali (iTunes, Spotify, Youtube…) e distribuito in 240 Paesi del mondo.

Il brano, musicato da Y. Yacobson e composto da alcune frasi tratte dal Vecchio Testamento, è stato prodotto e arrangiato da Dave Rodgers per l’etichetta italiana LONG DIGITAL PLAYING SRLS EDIZIONI MUSICALI. Così, s’un tempo ballabile e una ritmica decisamente accattivante, STELLA intona un tormentone melodico in ebraico antico alternandovi parole in lingua italiana.

La BASSANI, soprannominata nel settore “la voce degli angeli” (data la sua timbrica vocale chiara e profonda, quasi una voce bianca), torna nel mercato discografico a distanza di sei anni dall’esordio, dopo il grande successo di critica e di pubblico dell’album “I GIARDINI DI ISRAEL”, disco che si fece notare per l’anomala combinazione musicale di pop ed etno-folk d’autore, con ben 8 canzoni in lingua ebraica e solo due in lingua italiana.

Dal 2013 al 2019, nel frattempo, l’artista mantovana (di famiglia ebraica) è stata testimonial di molte iniziative legate alla GIORNATA DELLA MEMORIA e alla GIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA.

VIY’HUDA LE’OLAM TESHEV è un canto d’amore per la propria terra, per la vita e per la pace tra i popoli che, spesso, a causa di guerre e povertà, sono costretti ad abbandonare casa, amici e famiglia per poter sopravvivere.

Note biografiche dell’artista

Stella Bassani (Iolanda Elena) inizia fin da bambina a girare con il nonno Cesare Galli, polistrumentista e direttore d’orchestra, nonché fondatore della Fisorchestra di Verona, respirando musica e diventandone piano piano parte integrante.

Gira con lui l’Italia, la Svizzera, la Francia e altri paesi, ben presto imparando anche il significato del palco, del musicista e del pubblico.

Crescendo inizia a scoprire il pianoforte, il solfeggio, la chitarra e soprattutto la voce. Soprano, con un’inclinazione naturale verso le note lunghe, inizialmente viene introdotta al canto lirico che, però ben presto, abbandona perché troppo competitivo e rigido.

Stella ama anche la danza, il movimento fisico, il ballo.

Infatti, attraverso le feste tradizionali della Comunità organizzate dal padre Italo (attivissimo a livello locale, nazionale e internazionale) conosce la musica TRADIZIONALE EBRAICA, antica e religiosa, ma soprattutto laica e vivace, tipica della terra mediorientale che ha conosciuto in Europa e nel mondo diverse contaminazioni.

Dopo la scomparsa del nonno e anche del padre (il quale, dopo essere scampato al genocidio della shoah e che nel dopoguerra diventò Presidente della Comunità Ebraica di Mantova dal 1973 al 1985, all’età di soli cinquant’anni restò gravemente paraplegico a causa di un ictus) Stella – dopo essersi occupata per oltre dieci anni della cura del papà – decide di intraprendere un viaggio spirituale, e materiale, di conoscenza verso il suo popolo, facendosi da sola.

Israele, l’Olocausto, il dolore ancestrale e la rabbia per ogni tipo di genocidio e discriminazione, la portano verso la sua lingua (l’ebraico) e la canzone popolare.

Proprio in questi anni incontra Luca Bonaffini (cantautore e chitarrista che aveva già collaborato col nonno Cesare) che, ispirato dalla lettura appassionante di Tanzbah di Italo, scrive per lei una canzone, intitolata I GIARDINI DI ISRAEL.

Nel 2011, a quindici anni dalla scomparsa del padre, Stella crea un evento a lui dedicato, così riprende in mano il vecchio progetto.

La serata scatena consensi e applausi e, nel gennaio 2012, riceve una targa a Roma per l’impegno sociale, al Campidoglio, in occasione dell’evento ambientalista “UN BOSCO PER KJOTO” e viene invitata a numerose manifestazioni per LA GIORNATA DELLA MEMORIA.

Nel gennaio 2013 Stella Bassani pubblica il suo primo album, intitolato I GIARDINI DI ISRAEL, ed è subito un successo.

La maggiori associazioni e riviste ebraiche accolgono il progetto come importante e coraggioso, in un momento estremamente complicato dal punto di vista internazionale.

L’album viene presentato nelle maggiori città italiane come Milano, Roma, Siena, Brescia, Mantova e Parma e a Lugano.

Il repertorio di Stella è però ben più ampio: è stata invitata nelle maggiori feste tradizionali e ricorrenze, come ad esempio a Verona – Giornata Europea della Cultura Ebraica 2013 e al Festival della Canzone Ebraica a Milano nel 2014.

Il 9 novembre 2014 è uscita la ristampa di “I GIARDINI DI ISRAEL” con un nuovo titolo “TRA PACE E MEMORIA”, dedicato al 25° anniversario della CADUTA DEL MURO DI BERLINO.

Nel 2015 ha partecipato al Festival Ascoli Holy Music, festival internazionale della musica per la preghiera, duettando con il trio gospel Anno Domini.

Nel 2017 è stata testimonial della Giornata Europea della Cultura Ebraica con un concerto presso la Sinagoga di Mantova, sul tema “Diaspora: identità e dialogo” e nel 2018 presso il Comune di Sabbioneta, sul tema “Storytelling”.

Il 21 luglio esce con il singolo “VI HU DA LEOLAM TEHESHEV”, prodotto da Dave Rodgers e distribuito da BELIEVE DIGITAL in 240 Paesi del mondo.

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F1, GP Gran Bretagna 2019, ancora Hamilton

in Alberto Marolda Blog/F1 Sport/Ultimi Pubblicati by
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GP Gran Bretagna 2019. Ancora una gara da coppie, con le due Mercedes avvinte nella solita gara solitaria.

Le Ferrari? Solo Leclerc… depressione Vettel

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una nota di Alberto Marolda
Un Gran Premio, quello 2019 della Gran Bretagna, che ancora una volta vede prevalere un implacabile Hamilton, contro un avvilito compagno di squadra, quel Bottas che non sa proprio più che pesci prendere per fermare il pilota di casa. La prossima volta, forse, chiodi e cavalli di frisia? Una lotta impari per il povero scudiero finlandese, il cui sorriso tirato sul podio, la dice veramente tutta.

Il Mondiale 2019, non è certo in discussione.

Chissà, certo che poi, oggi, ci si è messa anche la Safety Car, piove sul bagnato, uscita proditoriamente per l’incidente di un impalpabile Giovinazzi (ma Raikkonen ha davvero un compagno di squadra?), condizione che ha sancito la fine prematura della “lotta” (si fa per dire) tra Bottas e Hamilton, suggerendo ai più di dedicarsi alla coltivazione della Barbabietola ed, eventualmente, al tifo per tutte le altre auto “terrestri”. Altro Weekend da dimenticare per Vettel, sembra non esserci più limite anche alla sua sfortuna e depressione, che, già sesto in qualifica, ha deciso poi di tamponare l’innocente Max Verstappen, sbagliando completamente l’avvicinamento in frenata al giovane olandese che lo precedeva. Leclerc ormai incalza a 120 punti il pilota tedesco, che appare sempre più in cerca di “altro”… quale Team?

E’ il secondo Campione del Mondo che la Ferrari spezza di seguito, Alonzo e Vettel, questo senza contare il trattamento che è stato riservato all’incolpevole Raikkonen, a proposito, ottavo al traguardo con quale auto non si sa, non sarebbe il caso di farsi un forte esame di coscienza? La frase finale del Team Principal del Cavallino, Mattia Binotto, la dice lunga però… Sono sicuro che Sebastian saprà reagire da solo…

Da solo…

Grazie al sito Formula Passion per il prezioso aiuto, il GP Gran Bretagna 2019 è finito.




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Long Digital Playing dal 7 luglio è in digitale!

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
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ldp-logo-rett copia 3Long Digital Playing decolla sulle piattaforme digitali.

Ecco i primi album distribuiti in digitale da LDP.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Long Digital Playing è ON LINE. Dal 7 luglio, dopo la recente acquisizione dell’intero catalogo discografico di C7 ART& MUSIC, finalmente anche “Il Cavaliere degli Asini Volanti” di Luca Bonaffini, “Anima popolare” di Flavio Oreglio, “High’n’low” di Gruppo PNP e “Gesù il Senso” di Renato Bottura sono scaricabili dalle piattaforme digitali più diffuse (Spotify, iTunes ecc). La distribuzione della Long Digital Playing, affidata alla multinazionale francese BELIEVE DIGITAL, tocca ben 240 Paesi del pianeta.
Tra le altre news, la recente ristrutturazione del sito www.longdigitalplaying.com e l’entrata nell’etichetta di due artisti emergenti, Frankie Brönislaw e Davide Marchi, entrambi italiani e già in studio di registrazione.
Un autunno pieno di novità e sorprese per la startup milanese Long Digital Playing che, in poco più di un anno, ha realizzato 4 nuove produzioni discografiche, acquisito il catalogo della label C7 ART&MUSIC (11 titoli) e le edizioni di 100 brani musicali (dei quali 70 della Catartica Srl).

 

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Roma, Ultimo, UN CONCERTO DA FAVOLA!!

in Eventi/La Musica/Ultimi Pubblicati by
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Ultimo in concerto, Roma, Stadio Olimpico, un grande successo per il giovane autore italiano

Un articolo di Ambra Quaranta
Un articolo di Ambra Quaranta

Niccolo’ Morriconi in arte Ultimo, e’ uno dei miei cantanti preferiti ma ero a Los Angeles per studiare e non ho comprato il biglietto del suo ultimo concerto che si sarebbe tenuto questo 4 luglio allo Stadio Olimpico di Roma. Costretta a ritornare in italia a fine giugno mi dico allora vado, ma tutti “Impossibile i biglietti sono finiti”.
Non demordo il 4 luglio arrivo all’ ultimo sul luogo del concerto e mi prendo un biglietto prato Rosso.

Entro all’ Olimpico alle 20,50. Impressionante vedere tutta quella gente! Stadio Olimpico pieno. 64,000 persone. Emozionante!
C’erano bambini dai 5 ai 9 anni, ragazzi dai 15 ai 30 e tanti genitori o semplicemente adulti senza figli che venivano per lui, insomma gente di tutte le età.
Ultimo è un artista che mette d’ accordo tutti e il suo pubblico e’ molto appassionato, energico, ma educato.
Inizia il concerto, Ultimo ci accoglie con un sorriso e un “Benvenuti a tutti”, sembrava di stare a casa sua, perche’ lui, sul palco, si sente a casa. Due ore e 30 non stop, un repertorio pieno di tutte le sue canzoni piu’ belle dal suo ultimo album Colpa delle favole, fino alle canzoni tratte dai precedenti Peter Pan e Pianeti.
Ci ha coinvolti con la sua energia inesauribile, la sua voce energica e forte si espandeva a in tutto lo stadio. Passa dai suoi pezzi piu’ allegri e leggeri a quelli piu’ nostalgici dove il tema e’ sempre l’ amore, l’ impossibilita’ di capirsi, incontrarsi, la fragilità, la sua, di cui parla spesso. In una delle sue canzoni, Sabbia dice “Mi costa cara la fragilità per chi un posto nel mondo non ha in questo viaggio nell’infinità so che l’amore no, non passerà..” come se l’amore fosse una malattia da cui bisognerebbe guarire.
E nel mezzo del concerto un improvviso colpo di scena: a questa grande festa hanno partecipato anche Antonello Venditi e Fabrizio Moro che ci hanno stupito con dei duetti emozionanti. Il primo, uno dei grandi miti di Niccolò da sempre, il secondo, puo’ considerarsi come, e’ come se fosse una specie di padrino che gli ha permesso di aprire uno dei suoi concerti quando non era ancora conosciuto.

Ultimo, nelle sue canzoni, si racconta con autenticità e sincerità credo che questo sia il segreto del suo successo. Sa scrivere, cantare, suonare meravigliosamente. Mischiando i generi, blues, melodico, rap. “Se la canta e se la suona” nel vero senso della parola lui.
Le sue canzoni le parla, le sussurra, le ulula, non si mette limiti, e’ un artista libero Ultimo, e sul palco si percepisce questa liberta’. E’ bello perche’ e’ libero. E la sua bellezza e’ direttamente proporzionale a questa liberta’ che esperime con la sua voce, le sue infinite tonalita’, solo guardandolo e cantando le sue canzoni ti liberi anche tu.

Non e’ un cantante statico, e’ fisico, sul palco non sta’ quasi mai fermo, cammina, salta, sembra che stia giocando una partita, la sua, dove vince sempre, perche’ nei suoi concerti il protagonista e’ il pubblico che lui lo travolge di canzoni, col suo inseparabile compagno di viaggio, il piano, col quale ha un rapporto esclusivo, simbiotico. Sul quel piano che suona con un impressionante disinvoltura Ultimo ci sembra nato. Attraverso quella tastiera esprime tutte le sue emozioni fino a commuoversi nel suo pezzo finale Sogni appesi gridando per tre volte e il pubblico con lui, con una nota di dolore ”Dalla parte degli ultimi per sentirmi primo” facendo commuovere anche noi. Saremmo rimasti ad ascoltarti per ore. Grazie Niccolo’!


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The Liberation Project live a Napoli per l’anteprima del Festival Ethnos

in Eventi/La Musica/Ultimi Pubblicati by
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The Liberation Project live a Napoli il 12 luglio al Maschio Angioino

Riceviamo e pubblichiamo volentieri, Ethnos è sempre stato garanzia di grande qualità.

Una fantastica anteprima del Festival Ethnos, dove si fondono stili sudafricani, italiani e cubani, musica rock e world.

The Liberation Project è un collettivo di musicisti formato da:
Cisco Bellotti (Italia – ex Modena City Ramblers)
Roberto Formignani (Italia – The Bluesman)
Phil Manzanera (UK/Cuba – Roxy Music / Pink Floyd)
N’Faly Kouyaté (Guinea – Afro-Celt Sound System)
Dan Chiorboli (Sudafrica)
Neill Solomon (Sudafrica)
Tebogo Sedumedi (Sudafrica)
Peter Djamba (Sudafrica)
Kabelo Seleke (Sudafrica)
Lindi Ngonelo (Sudafrica)

Il gruppo è visto come rappresentante del Sudafrica e portatore di un messaggio positivo di speranza. Il tour è per questo denominato “Friendship and Solidarity tour“.

Il concerto dal vivo è una fusione di musica rock e world, è un up – tempo emotivo e pieno di grande musicalità. Questo progetto ed il suo contest nascono da un’idea di Dan Chiorboli, nato in Italia e cresciuto in Sudafrica durante l’era dell’apartheid e sono approvati da S. E. Prof. Shirish M. Soni, Ambasciatore della Repubblica del Sudafrica in Italia e hanno il pieno appoggio del Dipartimento di Arte e Cultura e il sostegno del Governo Sudafricano oltre ad essere supportato dall’Ambasciata di Cuba a Roma.

The Liberation Project rappresenta un’opportunità di mostrare la forza dell’amicizia e della solidarietà sotto forma di musica.

Direzione artistica: Gigi Di Luca
Una produzione: La Bazzarra

Ingresso: 12 euro + prevendita – Info: 0818823978 / info@labazzarra.com

Ethnos – Festival Internazionale di Musica Etnica, nasce nel 1995 con l’intento di recuperare le arcaiche tradizioni dell’area vesuviana, da allora ha allargato il suo raggio di azione, diventando uno dei maggiori osservatori di musica etnica e uno tra i festival di musica più importanti e attesi d’Italia, che porta avanti la convinzione che la musica facilita la comunicazione e favorisce l’incontro fra culture e che attraverso essa si può iniziare quel dialogo interculturale che è ormai un’esigenza imprescindibile.

Grazie all’altissima qualità delle proposte che da sempre offre, Ethnos si è accreditato, guadagnando notorietà internazionale, anche grazie al sostegno avuto fin da sempre da Enti pubblici che hanno riposto grande fiducia nella manifestazione e che hanno fatto si che grossi artisti e gruppi ancora incontaminati di paesi lontani si potessero esibire a Napoli e nelle città vesuviane.
Fregiandosi del merito di aver portato sul nostro territorio grandi artisti internazionali, immagine tangibile di mondi e culture lontani, il festival, che tradizionalmente si svolge nel mese di luglio e settembre, è una manifestazione itinerante seguito ogni anno da 40.000 spettatori, che parte da Napoli e che si espande nei comuni di Portici, Ercolano, San Giorgio a Cremano, Torre del Greco, Torre Annunziata, Pompei, Castellammare di Stabia, Pomigliano d’Arco, Somma Vesuviana, Massalubrense, Casandrino e Bacoli ed è patrocinato e sostenuto dalla Regione Campania, dalla Provincia di Napoli, dall’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, dal Patto del Miglio d’Oro.

La rassegna si rivolge ad un pubblico interessato alla scoperta dei luoghi storici, delle bellezze paesaggistiche, attratto dall’ascolto dei concerti di musica popolare, dei grandi nomi della musica etnica, nonché amanti della cultura e dei percorsi intellettuali di riscoperta delle tradizioni etniche dei popoli della terra.


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Al McKay ‘s Earth Wind and Fire Experience sul palco del Rock in Roma

in Eventi/La Musica/Pamela Crusco Blog/Ultimi Pubblicati by
Un articolo di Pamela Crusco
Un articolo di Pamela Crusco

Il 3 Luglio Al McKay ’s Earth Wind & Fire Esperience ha animato il palco del Rock in Roma

Serata funk all’Ippodromo delle Capannelle con la band rimessa insieme da Al McKay. Il pubblico che ha ballato sulle note delle famosissime Got to get you into my life, Getaway e September era formato dai nostalgici degli anni 70/80 ma anche da ragazzi molto giovani.
Tutto merito della generazione dei sessantenni di oggi che è riuscita a trasmettere gusti musicali del passato ai propri figli? O piuttosto, il merito è da attribuire alla ciclicità delle preferenze in fatto di musica che riportano in auge sounds del tutto nuovi per i giovanissimi?
Qualunque sia la risposta, noi abbiamo visto tutto il pubblico scatenarsi!!

Al McKay che come chitarrista era entrato nella storica band nel 1973, e aveva partecipato al grande successo di quegli anni con canzoni come Boogie Wonderland ( grande assente nella scaletta del concerto) aveva abbandonato gli Earth Wind & Fire nel 1980 per dedicarsi alla sua carriera come produttore. Al suo posto torna un ex membro: Roland Bautista.

Il progetto della “Al McKay’s Earth Wind and Fire experience” si fa strada agli inizi degli anni 90 e la formazione attuale è questa:

Al McKay – leader and guitar
Tim Owens – vocals
DeVere Duckett – vocals
Claude Woods – vocals
Freddie Flewelen – bass guitar
Ben Dowling – keyboards
David Iwataki – keyboards
Anthony Beverly – drums
David Leach – percussion
Ed Wynne – saxophone
Luis Gonzales – trumpet
Omar Peralta – trumpet
Shaunte Palmer – trombone

Ad aprire il concerto Frankie & Canthina Band, che ha proposto un repertorio che ha spaziato dal funky alla dance anni 70 e che ha contribuito a scaldare il pubblico, sfortunatamente, non troppo numeroso. Questo è sicuramente un argomento su cui torneremo, la caduta degli spettatori per questo tipo di eventi è generale, ed i tanti motivi vanno decisamente affrontati e spiegati.

al mckay ewf
Al mckay ewf

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Carola Rackete, la decisione del Gip Vella, uccide la fiducia del Paese

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
vella carola-rackele-finanza

Carola Rackete è libera, lo sapete, ed il Gip Alessandra Vella, ha decretato il De Profundis della Giustizia in Italia

Perché la decisione del giudice Alessandra Vella, il GIP di Agrigento, di revocare la misura di custodia cautelare per Carola Rackete, è così importante, e secondo noi ammazza definitivamente la fiducia del paese nel proprio sistema giudiziario?

13 Pagine di Dispositivo per un risultato enorme, chissà se la Giudice Vella abbia veramente capito cosa implicasse la sua decisione, non solo la Politica, ma la Forza di una goccia sull’orlo di un vaso già troppo pieno…

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una nota di Alberto Marolda

Carola Rackete, secondo la Vella, ha compiuto il proprio dovere di Capitano, portando in salvo i migranti nel più vicino e idoneo porto sicuro, ma, purtroppo per lei, non era questo in discussione. Questa è propaganda politica sulla quale il Giudice Vella argomenta, e sulla quale tesi si può ovviamente discutere, ma il problema è che non erano questi i Reati contestati dai PM di Agrigento alla “Capitana” tedesca.

Vi ricordiamo che, per l’arrestata, si parlava di violazione dell’articolo 1100 del codice della navigazione, “resistenza o violenza contro nave da guerra“, reato che prevede una pena dai tre ai 10 anni di reclusione, e di “tentato naufragioprevisto dagli articoli 110 e 428 del codice penale, sanzionato con la pena massima di 12 anni.

Non si parlava di conduzione o di salvataggio di Migranti, qui, ma si parlava di aver forzato un blocco, la cui liceità o opportunità non andava discussa nel procedimento in mano al GIP, ma in Parlamento, ed in discendenza della qual forzatura, l’aver tentato di attraccare con la forza assassina di 500 tonnellate di nave, ad una banchina che era occupata dal leggero naviglio, 7 tonnellate, della GDF. Qui il video… Una pesante mazza da muratore contro una noce… forse se i PM l’avessero presentata cosi, sarebbe risultato più chiaro, e se forse al posto della GDF, ci fosse stata attraccata la barchetta del sign. Panecuocolo Vincenzo, magari a dormire in cuccetta insieme alla consorte Rosalia Esposito, sarebbe stata ancora più chiara, la lucida e preordinata follia politica della Carola Rackete.

In un periodo nel quale la fiducia residua del Paese nella Magistratura è pressoché azzerata, per colpa della massa di letame che sta uscendo dal telefono del Giudice Luca Palamara, la Giudice per le Indagini Preliminari di Agrigento, Alessandra Vella, decide di non decidere nello specifico, revocando la custodia cautelare alla Rackete, ritenendo le notizie dei Crimini tutte campate in aria, e scrivendo una sentenza politica che, di fatto, parla più del Decreto Sicurezza Bis, che di quanto è accaduto veramente sulla banchina del Porto di Lampedusa.

Tutte balle le tesi dei PM, inclusa quella della Nave da Guerra offesa, scrive infatti la Vella: “in merito al reato di resistenza e violenza a nave da guerra, le unità navali della Guardia di Finanza sono considerate navi da guerra solo quando operano al di fuori delle acque territoriali ovvero in porti esteri ove non vi sia una autorità consolare“.

Sofismi o cosa?

Anche per il reato di “tentato naufragio”, lo schiacciamento della noce della Guardia di finanza, è derubricato, spiegato e banalizzato dalla GIP: “…da quanto emerge dal video, deve essere molto ridimensionato, nella sua portata offensiva, rispetto alla prospettazione accusatoria fondata solo sulle rilevazioni della polizia giudiziaria“… ma l’ha visto davvero il video? E cosa avremmo detto, invece, ai figli del Panecuocolo e della Esposito, uccisi dalla folle manovra della Rackete? Più banalmente, se il motore della noce GDF, non avesse risposto con prontezza, cosa avremmo detto alle vedove dei Militari? Ah, già, non sono Militari, ricordatevene la prossima volta che vi fermano, e contestano qualcosa, la Giudice Vella ha sentenziato che non sono Militari.

Anche il reato di “resistenza a pubblico ufficiale” deve ritenersi “scriminato per avere agito l’indagata in adempimento di un dovere. Il dovere di soccorso dei naufraghi non si esaurisce con la mera presa a bordo dei naufraghi, ma nella loro conduzione al porto sicuro più vicino“.

La folle idea assunta dalla comandante della Sea Watch risulta quindi “conforme alle raccomandazioni del commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa e a recenti pronunciamenti giurisprudenziali“.

Politica questa? Si, la GIP entra anche nel merito dei cosiddetti Porti più o meno sicuri, e tutte le valutazioni della Rackete, sono condivise dal Giudice, perché nel dispositivo si legge anche: “In Tunisia non ci sono porti sicuri e conformi alla convenzione di Amburgo” e “secondo cui Malta non ha accettato le previsioni che derivano dalle modifiche alla convenzione Sar del 2004“, concludendo con una bella sottolineatura non necessaria, secondo la quale la scelta della Capitana sarebbe stata presa “avvalendosi della consulenza dei suoi legali“.
Politica? Giudizio sui fatti? Decidete voi, ma non lamentiamoci quando qualcuno si sentirà autorizzato, banalmente, a prendere a schiaffi un militare della GDF, perché, tanto, Militare non è…
Ed ora la Rackete scappa? Forse, ma forse no, visto che serve per destabilizzare, il suo compito non sembra terminato.
Ne riparleremo, perché come detto, lo Spettacolo, evidentemente, è solo iniziato, ne vedremo davvero delle belle…
Ah, dicesi GIP: Il giudice per le indagini preliminari (o GIP) è un soggetto del procedimento penale italiano. Interviene in determinate procedure, nella fase delle indagini preliminari, a garanzia della legalità delle stesse, esercitando dunque una giurisdizione di garanzia.
Le funzioni attribuite al giudice per le indagini preliminari sono preordinate a garantire l’indagato nella fase delle indagini preliminari. Fra i provvedimenti più importanti del GIP vi è l’ordinanza per applicare una misura cautelare su richiesta del pubblico ministero.
Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scriveteli più sotto, saremo felici di pubblicarli e di rispondervi…

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Colonia applaude Moni Ovadia, cantore appassionato

in Alfonso Palumbo Blog/Teatro/Ultimi Pubblicati by
Moni Ovadia

Ovadia Stage Orchestra & ‘Cabaret Yiddish‘, spettacolo tutta emozione

Ovadia affascina tutti in occasione della serata-evento all’Istituto Italiano di Cultura di Colonia

Un articolo di Alfonso Palumbo
Un articolo di Alfonso Palumbo

Moni Ovadia e i suoi canti, le sue storie, la poesia della sua ironia ebraica. ‘Cabaret Yiddish‘, lo spettacolo sold-out ospitato a Colonia dall’Istituto Italiano di Cultura, ha robustamente regalato atmosfere di un mondo spesso ignoto ma che sa coinvolgere.

Un geniale menestrello, Moni Ovadia, che in Germania ha saputo far sorridere e riflettere. Merito della propria dimensione culturale, del proprio ricco libro di emozioni che fondono ironia e auto-analisi. Ma merito tuttavia anche del quartetto ´Stage Orchestra‘ che lo accompagna e che rende questo spettacolo amabile e prezioso al contempo. Maurizio Deho‘ al violino, Paolo Rocca al clarinetto, Albert Florian Mihal alla fisarmonica e Luca Garlaschelli al contrabasso meritano una citazione anche perche‘ attraverso le loro sonorita‘ Ovadia lascia passare i fili della memoria attraverso citazioni bibliche, spazi di squisita vita familiare, letture di inizio Novecento…
Una cultura giudaica, quella Yiddish, non sempre nota al grande pubblico ma che – una volta in scena – si impone con l’eleganza della verita‘. Una verita‘ che puo‘ essere colorata, magari edulcorata, ma per niente falsificata; e Ovadia ci gioca con maestria, dosando da un lato i ritmi Balkan e dall’altro propronendo gustosi racconti (da cornice quelli del pate‘ di allodola e del salmone in scatola!).
Prendersi in giro e passare all’incasso della Storia, cancellando secoli di odi e/o discriminazioni. Occorre essere autentici, saper rispettare il senso della Cultura e fondere insieme coraggio e disincanto. E anche profondamente realisti: la cultura Yiddish nasce infatti dall’esilio. Quello specifico ‘essere senza‘ che nel tempo ha dimostrato non soltanto di saper giocare con le parole ma anche di metterle in ordine e dare loro una logica.
Quanto alla verita‘, Moni Ovadia ne regala a piene mani, come autore e come uomo.
Nelle vesti di sostenitore della verita‘ vissuta e non solo recitata, non si spaventa a commentare i fatti del mondo con la complicita‘ della filosofia.
“Si‘, la filosofia dei Siciliani: i quali affermano che pur avendo tutto mancano pero‘ del resto. Il guaio e‘ che abbiamo perso anche la grazia dell’esistenza, insieme con i valori della condivisione e della sobrieta‘ che avevamo quando avevamo meno. Attenzione: non si confonda la poverta‘ con la miseria“.
Moni Ovadia, da perfetto prototipo di coerenza quale e’, puo‘ permettersi di guardare criticamente alla politica italiana da indipendente.
Lei crede che oggi in Italia i nostri politici usino piu‘ il cuore, la ragione o nulla di tutto cio‘?
“Ma proprio nulla! Loro praticano la retorica e la falsa coscienza… perseguono l’interesse da botteguccia nonostante il Paese venga massacrato e martoriato. La Sinistra? Gioca a dividersi! Io rimango pur sempre un militante ma solo e soltanto per sposare una causa – sia essa rappresentata ad esempio dai problemi del lavoro, dell’emigrazione, dell’ambiente – mai, mai piu‘ un partito. Non ne voglio piu‘ sentir parlare!!“.
Lui non vorra’ piu’ sentir parlare di partiti, noi invece vogliamo continuare ad ascoltare questo magnifico menestrello.


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Carola Rackete e Sea Watch, cosa c’è sotto? Destabilizzazione nazionale

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
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Carola Rackete e la Sea Watch, in definitiva, una Buffonata Politica

Carola Rackete, il problema non sono più i suoi Migranti, ma nel frattempo, dove sta andando il nostro Paese?

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una nota di Alberto Marolda

Io non credo che sia necessario riassumervi i termini della questione Carola Rackete, la Capitana tedesca che l’altra sera stava schiacciando con il suo “Schiaccianoci” di 500 Tonnellate, la Sea Watch, la piccola “noce” di alluminio di sole 7 Tonnellate, la Motovedetta “Classe 800” della Guardia di Finanza, contro il molo del porto di Lampedusa.

Abbiamo rischiato qualche morto, scampati solo grazie all’abilità del comandante dell’Unità militare che è riuscito a sgusciare via di sorpresa come il frutto umido di un Lupino. Qui il video

Credo che invece serva ricordarvi i reati di cui la Rackete è stata immediatamente accusata dopo l’evento,  imputazioni che avrebbero portato, poi, all’arresto in flagranza di reato dalla Guardia di Finanza, ponendola ai domiciliari stesso a Lampedusa. L’arrestata sembrava accusata di “violazione dell’articolo 1100 del codice della navigazione”, resistenza o violenza contro nave da guerra, che prevede una pena dai tre ai 10 anni di reclusione, e “tentato naufragio”previsto dagli articoli 110 e 428 del codice penale, sanzionato con la pena massima di 12 anni.

Vogliamo ricordare che in “Notizia Criminis” esiste l’obbligatorietà della azione penale, e che quindi tutto ciò che sta accadendo alla giovane Comandante è atto dovuto?

La Sea Watch, la nave della Ong tedesca, viene nel frattempo posta sotto sequestro probatorio (Penale), provvedimento che dovrà essere anch’esso convalidato dal Giudice. Non è escluso che possa, però, per effetto del Dl Sicurezza bis (quello entrato in vigore il 15 giugno), venire poi sequestrata anche amministrativamente dal Prefetto.

Sembrava accusata la Rackete… sembrava, infatti, perché oggi, alle 13, orario nel quale vi scriviamo, le accuse sembrano essersi politicamente liquefatte con la protesta del Presidente tedesco, e con il PM Patronaggio che ora chiede, nonostante la gravità dei Reati contestati, solo il divieto di dimora in provincia di Agrigento, diminuendo la misura cautelare necessaria ad evitare la sicura fuga all’estero… questo è?

Dopo tutto quello che è accaduto, questo è? Divieto di dimora per una che appena potrà, con la sua missione di destabilizzazione politica ormai terminata, se ne scapperà?

Ma chi è il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio? E’ il PM che nei mesi scorsi era entrato in rotta di collisione con il vice premier Salvini, proprio sui migranti, è anche quello che ora ha avuto parole molto dure per la “Capitana“, “Le ragioni umanitarie non possono giustificare atti di inammissibile violenza nei confronti di chi in divisa lavora in mare per la sicurezza di tutti”, ma è contemporaneamente quello che oggi in audizione alla Camera, ha dichiarato come inesistente l’emergenza Migranti, incluso il collegamento con le Ong, aggiungendo che “Il principio di respingimento di gruppi di immigrati in Libia” è vietato dal diritto internazionale, questo a commento della valenza del “Dl Sicurezza bis“… e poi viene abbassata la “Misura di custodia Cautelare” della “Pedina” Carola Rackete…

E non è un uso politico, questo, della propria posizione Giudicante? Vi ho chiesto cosa ci fosse sotto la Capitana tedesca, e la sua nave… Non siete mica così ingenui da non accorgervi che si tratta di una comandante tedesca, con una nave olandese, che crea dei problemi allo Stato italiano, in un momento in cui siamo con la Commissione Europea addosso, mentre si cerca di trovare un accordo sui nomi nuovi dell’establishment europeo… Ripeto quindi, cosa c’è sotto? Politica? Destabilizzazione? Lotta tra bande o gruppi di Potere? Non certo Migranti…

Sono molto aperto a commenti, fatemi sapere, tanto ne riparliamo, ora bisogna aspettare il tardo pomeriggio per sapere la “Capitana/Pedina” che fine farà… intanto, ultima ora, Mattarella si prende i fischi per lei, in Austria… come direbbero a Roma… annamo bene…

Lo Spettacolo, evidentemente, è solo iniziato, restate sintonizzati perché ne vedremo delle belle…


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Rock in Roma, Al McKay’s Earth Wind & Fire Experience

in Comunicati Stampa/Eventi/Ultimi Pubblicati by
earth-wind-fire-rock in roma

Earth Wind Fire al Rock in Roma

Mercoledì 3 luglio, ore 21,30
Ippodromo delle Capannelle – Roma
Opening act: FRANKIE & CANTHINA BAND

Earth Wind & Fire, Un grande ritorno sulla scena dal vivo: quello dei mitici Earth, Wind & Fire, band icona della black music con 23 album all’attivo ed oltre quaranta milioni di dischi venduti nel mondo, al centro del Mediterraneo!
Dopo lo stop che si autoimposero nel 1983 e le mai confermate voci, protrattesi all’infinito – di un ritorno sulle scene, Al McKay il pluripremiato chitarrista della band, ha rimesso insieme la band con quei compagni originali della prima ora che avevano ancora voglia di percorrere la strada già tracciata sin dall’inizio degli anni ‘70.
Adesso questa leggendaria band – che ha dettato legge nella musica Soul, Funky e Dance – si chiama per la precisione “Al McKay’s Earth Wind & Fire Experience” – suonerà questa settimana in Italia per due concerti: il 3 luglio all’Ippodromo Capannelle di Roma (l’apertura del concerto è affidata a Frankie and Canthina Band) e il 5 luglio sulla piazza centrale di Porto Santo Stefano.
Si può ben dire che gli Earth Wind & Fire sono la musica: in quest’epoca in cui assistiamo a band che suonano dal vivo con basi e voci preregistrate, loro offrono, sera dopo sera, uno strabiliante concerto fatto di energia vitale, improvvisazione e infinito “dance groove”.
La strabiliante sezione fiati, composta dai membri originali, oltre che da quelli dei Doobie Brother e Tower of Power, insieme alla incessante sezione ritmica ed alla incredibile voce di Tim Owens, offrono alla chitarra di Al McKay il tessuto musicale ideale per far sognare e ballare tutti gli appassionati di musica soul.

La successione dei brani, hit dopo hit, da “September” a “Boogie Wonderland”, da “Let’s Groove” a “Let Me Talk” di questo storico gruppo garantisce agli spettatori una indimenticabile esperienza, una completa immersione nel mondo magico della musica dell’anima.
Senza effetti speciali, fumi, specchi e coriandoli “Al McKay Earth Wind & Fire Experience” fanno esplodere la vera ed autentica musica funk americana, suonata veramente dal vivo, in un evento che non si può assolutamente perdere.

Per Roma i biglietti sono in vendita su Ticket One, l’evento di Porto Santo Stefano è invece ad ingresso libero.


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