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agosto 2020

Stella Bassani a Gazoldo Degli Ippoliti

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati/Uncategorized by
Stella Bassani

Stella Bassani celebra in musica la XXI Giornata Della Cultura Ebraica.

Il pomeriggio con Stella Bassani si svolgerà domenica 6 settembre presso la Rocca Palatina di Gazoldo Degli Ippoliti di Mantova.

                                                                                                                                                                                                                               

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Ritorna Stella Bassani, interprete e vocalist mantovana, presso la sede della Postumia di Gazoldo degli Ippoliti, in provincia di Mantova, per testimoniare la Giornata Europea della Cultura Ebraica che, nel 2020, compie la sua XXI° edizione.

Canzoni popolari tradizionali e contemporanee, con il meglio del suo repertorio storico e ballate mai eseguite in pubblico.

Percorsi ebraici”, questo il tema internazionale scelto dall’UCEI che, sul suo sito ufficiale, scrive:

 

Stella bassani
Stella bassani

Diversa da tutte le edizioni passate, la Giornata Europea della Cultura Ebraica si terrà domenica 6 settembre 2020 in oltre ottanta località in Italia, coinvolte come ogni anno, da nord a sud, in una manifestazione all’insegna della conoscenza e dell’approfondimento dell’ebraismo, e dell’incontro tra culture. 

L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, insieme a tutte le realtà locali, ha raccolto la sfida di raccontare al meglio gli itinerari dell’ebraismo italiano, che sono interessantissimi, talvolta sorprendenti, diffusi sul tutto il territorio nazionale.
A partire da Roma, che quest’anno, per la prima volta, è stata prescelta quale Città Capofila: sarà proprio dalla Comunità ebraica più antica della Diaspora, la più popolosa d’Italia, che si darà il via alle centinaia di eventi sparsi per la penisola.

Una grande manifestazione di ebraismo vivo e vivace, che ha voglia di raccontarsi e di dare il proprio contributo alla società, e che ci auguriamo possa rappresentare un momento di gioia e una luce di speranza per tutto il Paese, in questo momento così difficile, che l’Italia sta dimostrando di saper affrontare con grandissima forza, dignità e senso di comunità.

 

Il pomeriggio musicale con Stella Bassani si svolgerà domenica 6 settembre e inizierà alle 17.30 presso la Rocca Palatina di Gazoldo degli Ippoliti – in provincia di Mantova – che si trova in via Marconi, 123.

 INGRESSO GRATUITO

Per info e prenotazioni chiamare al N° 339 895 9081.

 

 

Stella (Iolanda Elena) Bassani inizia fin da bambina a girare con il nonno Cesare Galli, polistrumentista e direttore d’orchestra, nonché fondatore della Fisorchestra di Verona, respirando musica e diventandone piano piano parte integrante.Gira con lui l’Italia, la Svizzera, la Francia e altri paesi, ben presto imparando anche il significato del palco, del musicista e del pubblico.Crescendo inizia a scoprire il pianoforte, il solfeggio, la chitarra e soprattutto la voce. Soprano, con un’inclinazione naturale verso le note lunghe, inizialmente viene introdotta al canto lirico che, però ben presto, abbandona perché troppo competitivo e rigido.

Stella ama anche la danza, il movimento fisico, il ballo.

Infatti, attraverso le feste tradizionali della Comunità organizzate dal padre Italo (attivissimo a livello locale, nazionale e internazionale) conosce la musica TRADIZIONALE EBRAICA, antica e religiosa, ma soprattutto laica e vivace, tipica della terra mediorientale che ha conosciuto in Europa e nel mondo diverse contaminazioni.

Dopo la scomparsa del nonno e anche del padre (il quale, dopo essere scampato al genocidio della shoah e che nel dopoguerra diventò Presidente della Comunità Ebraica di Mantova dal 1973 al 1985, all’età di soli cinquant’anni restò gravemente paraplegico a causa di un ictus) Stella Bassani – dopo essersi occupata per oltre dieci anni della cura del papà – decide di intraprendere un viaggio spirituale, e materiale, di conoscenza verso il suo popolo, facendosi da sola.

Israele, l’Olocausto, il dolore ancestrale e la rabbia per ogni tipo di genocidio e discriminazione, la portano verso la sua lingua (l’ebraico) e la canzone popolare.

Nel gennaio 2012, riceve una targa a Roma per l’impegno sociale, al Campidoglio, in occasione dell’evento ambientalista “UN BOSCO PER KJOTO” e viene invitata a numerose manifestazioni per LA GIORNATA DELLA MEMORIA.

Nel gennaio 2013 pubblica il suo primo album, intitolato I GIARDINI DI ISRAEL, ed è subito un successo.

Le maggiori associazioni e riviste ebraiche accolgono il progetto come importante e coraggioso, in un momento estremamente complicato dal punto di vista internazionale.

L’album viene presentato nelle maggiori città italiane come Milano, Roma, Siena, Brescia, Mantova e Parma.

Il repertorio di Stella Bassani è però ben più ampio: è stata invitata nelle maggiori feste tradizionali e ricorrenze. Come ad esempio a Verona – Giornata Europea della Cultura Ebraica 2013 e al Festival della Canzone Ebraica a Milano nel 2014.

Il 9 novembre 2014 è uscita la ristampa di “I GIARDINI DI ISRAEL” con un nuovo titolo “TRA PACE E MEMORIA”, dedicato al 25° anniversario della CADUTA DEL MURO DI BERLINO.

Nel 2015 ha partecipato al Festival Ascoli Holy Music, festival internazionale della musica per la preghiera, duettando con il trio gospel Anno Domini.

Nel 2017 e nel 2018 è stata testimonial della Giornata Europea della Cultura Ebraica con concerti presso la Sinagoga di Mantova e Sabbioneta, sui temi “Diaspora: identità e dialogo” e ” Storytelling”.

Nel 2019 ha realizzato il singolo ” Vi hu da leolam teshev”, cover del brano originale israeliano, riproponendolo in versione dance con arrangiamento di Dave Rodgers, presentandolo in tour in molte città d’Italia.

Stella Bassani è operatrice socio sanitaria presso una RSA Mantovana.

Ufficio Stampa a cura di LC Comunicazione tel. +39333 7695979

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LA SETTIMA NOTA 2020 a Mario Marco Farinato

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MARIO MARCO FARINATO 720 x 379

MARIO MARCO FARINATOE’ Mario Marco Farinato il vincitore della 1à edizione de LA SETTIMA NOTA 2020, concorso musicale dedicato alla musica d’autore nazionale e internazionale, che – grazie alla casa editrice Long Digital Playing Srls – ha conquistato il nuovo contratto discografico.

In autunno album, compilation e trasmissione tv

 

 

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Mario Marco Farinato, chitarrista eclettico e polistrumentista, ha al suo attivo innumerevoli singoli e collaborazioni con artisti di fama ma, con il singolo “Cartoline da Callisto”, eseguito con due chitarre suonate in stile tapping, ha vinto il Premio Miglior Progetto Discografico.

Gli altri partecipanti, che Luca Bonaffini – ideatore della rassegna –  ha definito “straordinari” e che saranno inclusi con il brano scelto nella compilation ufficiale de LA SETTIMA NOTA, hanno conquistato le seguenti menzioni:

Brano più originale Alessandro Centolanza – L’elogio del momento

Miglior Voce Maschile Francisc(Q) – Lucida follia

Miglior Voce Femminile Aram & Sona – Birthday cake

Miglior Musica Fabio Cardullo – Noi

Miglior Testo Filippo Marsciani – Quattro mura

Miglior Struttura Musicale Valentino Prato – Quando ti guardo

Miglior Arrangiamento Vocale The Uncles – Con te

Miglior Esecuzione Musicale Valentino Prato – Quando ti guardo

Miglior Brano Internazionale Aram & Sona – Birthday cake

Miglior Canzone Dialettale Giù su quer cortile – Negro & Morelli

Premio Speciale “Nuova Classica Punto It” Luca Fogliati – Lo specchio

La compilation verrà pubblicata in autunno insieme alla trasmissione del concorso, la quale andrà in onda a puntate su GLOBUS TELEVISION.

In quell’occasione verrà consegnata la scultura in vetro realizzata dall’artista RAFFAELE DARRA come Premio alla Carriera a Pietruccio Montalbetti (chitarrista storico dei DIK DIK, autore di canzoni e scrittore).

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La squadra di Volley Asd di Milano decisamente impeccabile garantisce il manager Marco Liani Anas

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Il territorio metropolitano milanese, con la realizzazione della Tangenziale Est (A51) seppur a metà degli anni Settanta, riesce a dotarsi di un sistema viabilistico all’avanguardia, predisposto per la percorrenza veloce, capace di collegare complessivamente tutte le cinque tratte autostradali convergenti sulla città di Milano. Nei piani dei Progettisti, la Tangenziale Est di Milano è quindi il naturale proseguimento della Tangenziale Ovest, creando – insieme alle altre autostrade (A4, A1, A8/A9) – un nuovo sistema stradale ortogonale che verrà potenziato ed esteso ulteriormente a partire dagli anni Novanta. La realizzazione della Tangenziale Est è stata complessa a causa dell’elevata urbanizzazione del territorio attraversato, dei conseguenti vincoli posti dai vari Piani regolatori comunali e in parte dal tracciato. Sono, infatti, state necessarie notevoli opere di attraversamenti stradali e ferroviari, realizzati spesso senza interrompere la funzionalità dei collegamenti preesistenti.

Nell’Ottobre del 1971 è aperto al traffico il primo tratto della Tangenziale Est di Milano: il manufatto principale della nuova arteria viaria è il viadotto dei Parchi, un’opera imponente che si sviluppa in sopraelevata da viale Forlanini per oltre 3 km. Il viadotto dei Parchi è tra i più lunghi della Lombardia. Esso è stato costruito tra il 1968 e il 1973 circa e successivamente negli anni Novanta sono stati eseguiti i lavori di ampliamento a tre corsie per senso di marcia allargando il viadotto stesso dalla parte interna. La struttura è stata concepita come una serie, praticamente indefinita, di telai zoppi appoggiati l’un l’altro attraverso una sella di appoggio di tipo Gerber. Gli apparecchi di appoggio, che di fatto materializzano il punto di momento nullo, sono in gomma neoprene. Il viadotto nella parte sottostante, in prossimità del giunto trasversale, ha manifestato nel tempo fenomeni di corrosione. Mentre le pile sono realizzate in c.a. ordinario, l’impalcato è precompresso sia longitudinalmente che trasversalmente e caratterizzato da una notevole concentrazione di ferri di armatura.

La manutenzione del viadotto dei parchi

Si è deciso di effettuare un intervento “tecnologicamente avanzato” che potesse sopperire alla difficoltà concreta di eseguire interventi di manutenzione rutinaria. In tale ottica, la Società Milano Serravalle-Milano Tangenziali – da sempre attenta all’equilibrio tra la necessaria manutenzione e il minor disagio alla circolazione autostradale – dopo numerose analisi e prove ha deciso di intervenire nella parte sottostante il giunto realizzando la cosiddetta “protezione catodica galvanica”. La corretta progettazione, realizzata sulla base di un’attenta indagine delle cause del degrado, l’utilizzo di materiali di primissima qualità e tecnologicamente testati, rappresentano elementi irrinunciabili in un contesto infrastrutturale di elevato utilizzo.

La diagnosi del degrado

L’obiettivo principale dell’indagine è stato quello di evidenziare fino a che punto la corrosione, partendo dai giunti di dilatazione, si sia estesa alle barre di rinforzo e se abbia aggredito i sistemi di ancoraggio delle barre di precompressione. Per fare ciò si scelto di utilizzare la tecnica della mappatura, un’indagine di tipo non distruttivo che attraverso l’acquisizione dei dati del potenziale elettrico delle armature (espressi in millivolt), consente di localizzare possibili aree di corrosione.

Nel caso specifico, è stata mappata una superficie totale di 1.500 m2 al fine di determinare il livello e l’estensione della corrosione in prossimità dei giunti di dilatazione, sia sulla parte originaria del manufatto risalente agli anni Settanta sia sulla parte dell’allargamento degli anni Novanta, oltre che sui coronamenti esterni. A seguito della mappatura, ai fini della verifica dei dati ottenuti, sono state eseguite analisi distruttive su campioni di calcestruzzo prelevati nelle aree oggetto di indagine e sono stati verificati i livelli di carbonatazione e il contenuto dei cloruri.

La superficie esaminata corrisponde a circa il 10% di quella totale del manufatto e può essere ritenuta un campione rappresentativo per l’intera struttura. A seguito delle misure in campo, attraverso l’aiuto di un software, è possibile riprodurre su diagrammi a colori la distribuzione delle aree in corrosione, permettendo quindi la loro localizzazione in modo puntuale. Grazie al costo contenuto di tale tecnica d’analisi e dai risultati prodotti, il metodo è ritenuto molto utile allo scopo di monitorare grandi costruzioni esistenti. Una lettura periodica delle stesse misure si tradurrà in un quadro chiaro e storico del processo di corrosione.

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