Il Futuro? Solidale…

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luglio 2019

STELLA BASSANI ritorna con un nuovo singolo

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
Stella Bassani

STELLA BASSANI copiaSTELLA BASSANI soprannominata “voce degli angeli” esce con un brano a tempo di musica dance.

Si chiamerà “VIY’HUDA LE’OLAM TESHEV” e sarà scaricabile da tutte le piattaforme digitali.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Da domenica 21 luglio VIY’HUDA LE’OLAM TESHEV, il nuovo singolo di STELLA BASSANI, sarà scaricabile da tutte le piattaforme digitali (iTunes, Spotify, Youtube…) e distribuito in 240 Paesi del mondo.

Il brano, musicato da Y. Yacobson e composto da alcune frasi tratte dal Vecchio Testamento, è stato prodotto e arrangiato da Dave Rodgers per l’etichetta italiana LONG DIGITAL PLAYING SRLS EDIZIONI MUSICALI. Così, s’un tempo ballabile e una ritmica decisamente accattivante, STELLA intona un tormentone melodico in ebraico antico alternandovi parole in lingua italiana.

La BASSANI, soprannominata nel settore “la voce degli angeli” (data la sua timbrica vocale chiara e profonda, quasi una voce bianca), torna nel mercato discografico a distanza di sei anni dall’esordio, dopo il grande successo di critica e di pubblico dell’album “I GIARDINI DI ISRAEL”, disco che si fece notare per l’anomala combinazione musicale di pop ed etno-folk d’autore, con ben 8 canzoni in lingua ebraica e solo due in lingua italiana.

Dal 2013 al 2019, nel frattempo, l’artista mantovana (di famiglia ebraica) è stata testimonial di molte iniziative legate alla GIORNATA DELLA MEMORIA e alla GIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA.

VIY’HUDA LE’OLAM TESHEV è un canto d’amore per la propria terra, per la vita e per la pace tra i popoli che, spesso, a causa di guerre e povertà, sono costretti ad abbandonare casa, amici e famiglia per poter sopravvivere.

Note biografiche dell’artista

Stella Bassani (Iolanda Elena) inizia fin da bambina a girare con il nonno Cesare Galli, polistrumentista e direttore d’orchestra, nonché fondatore della Fisorchestra di Verona, respirando musica e diventandone piano piano parte integrante.

Gira con lui l’Italia, la Svizzera, la Francia e altri paesi, ben presto imparando anche il significato del palco, del musicista e del pubblico.

Crescendo inizia a scoprire il pianoforte, il solfeggio, la chitarra e soprattutto la voce. Soprano, con un’inclinazione naturale verso le note lunghe, inizialmente viene introdotta al canto lirico che, però ben presto, abbandona perché troppo competitivo e rigido.

Stella ama anche la danza, il movimento fisico, il ballo.

Infatti, attraverso le feste tradizionali della Comunità organizzate dal padre Italo (attivissimo a livello locale, nazionale e internazionale) conosce la musica TRADIZIONALE EBRAICA, antica e religiosa, ma soprattutto laica e vivace, tipica della terra mediorientale che ha conosciuto in Europa e nel mondo diverse contaminazioni.

Dopo la scomparsa del nonno e anche del padre (il quale, dopo essere scampato al genocidio della shoah e che nel dopoguerra diventò Presidente della Comunità Ebraica di Mantova dal 1973 al 1985, all’età di soli cinquant’anni restò gravemente paraplegico a causa di un ictus) Stella – dopo essersi occupata per oltre dieci anni della cura del papà – decide di intraprendere un viaggio spirituale, e materiale, di conoscenza verso il suo popolo, facendosi da sola.

Israele, l’Olocausto, il dolore ancestrale e la rabbia per ogni tipo di genocidio e discriminazione, la portano verso la sua lingua (l’ebraico) e la canzone popolare.

Proprio in questi anni incontra Luca Bonaffini (cantautore e chitarrista che aveva già collaborato col nonno Cesare) che, ispirato dalla lettura appassionante di Tanzbah di Italo, scrive per lei una canzone, intitolata I GIARDINI DI ISRAEL.

Nel 2011, a quindici anni dalla scomparsa del padre, Stella crea un evento a lui dedicato, così riprende in mano il vecchio progetto.

La serata scatena consensi e applausi e, nel gennaio 2012, riceve una targa a Roma per l’impegno sociale, al Campidoglio, in occasione dell’evento ambientalista “UN BOSCO PER KJOTO” e viene invitata a numerose manifestazioni per LA GIORNATA DELLA MEMORIA.

Nel gennaio 2013 Stella Bassani pubblica il suo primo album, intitolato I GIARDINI DI ISRAEL, ed è subito un successo.

La maggiori associazioni e riviste ebraiche accolgono il progetto come importante e coraggioso, in un momento estremamente complicato dal punto di vista internazionale.

L’album viene presentato nelle maggiori città italiane come Milano, Roma, Siena, Brescia, Mantova e Parma e a Lugano.

Il repertorio di Stella è però ben più ampio: è stata invitata nelle maggiori feste tradizionali e ricorrenze, come ad esempio a Verona – Giornata Europea della Cultura Ebraica 2013 e al Festival della Canzone Ebraica a Milano nel 2014.

Il 9 novembre 2014 è uscita la ristampa di “I GIARDINI DI ISRAEL” con un nuovo titolo “TRA PACE E MEMORIA”, dedicato al 25° anniversario della CADUTA DEL MURO DI BERLINO.

Nel 2015 ha partecipato al Festival Ascoli Holy Music, festival internazionale della musica per la preghiera, duettando con il trio gospel Anno Domini.

Nel 2017 è stata testimonial della Giornata Europea della Cultura Ebraica con un concerto presso la Sinagoga di Mantova, sul tema “Diaspora: identità e dialogo” e nel 2018 presso il Comune di Sabbioneta, sul tema “Storytelling”.

Il 21 luglio esce con il singolo “VI HU DA LEOLAM TEHESHEV”, prodotto da Dave Rodgers e distribuito da BELIEVE DIGITAL in 240 Paesi del mondo.

Relazioni Pubbliche a cura di LC Comunicazione tel. 333 7695979
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F1, GP Gran Bretagna 2019, ancora Hamilton

in Alberto Marolda Blog/F1 Sport/Ultimi Pubblicati by
GP-gran-bretagna-2019-hamilton

GP Gran Bretagna 2019. Ancora una gara da coppie, con le due Mercedes avvinte nella solita gara solitaria.

Le Ferrari? Solo Leclerc… depressione Vettel

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una nota di Alberto Marolda
Un Gran Premio, quello 2019 della Gran Bretagna, che ancora una volta vede prevalere un implacabile Hamilton, contro un avvilito compagno di squadra, quel Bottas che non sa proprio più che pesci prendere per fermare il pilota di casa. La prossima volta, forse, chiodi e cavalli di frisia? Una lotta impari per il povero scudiero finlandese, il cui sorriso tirato sul podio, la dice veramente tutta.

Il Mondiale 2019, non è certo in discussione.

Chissà, certo che poi, oggi, ci si è messa anche la Safety Car, piove sul bagnato, uscita proditoriamente per l’incidente di un impalpabile Giovinazzi (ma Raikkonen ha davvero un compagno di squadra?), condizione che ha sancito la fine prematura della “lotta” (si fa per dire) tra Bottas e Hamilton, suggerendo ai più di dedicarsi alla coltivazione della Barbabietola ed, eventualmente, al tifo per tutte le altre auto “terrestri”. Altro Weekend da dimenticare per Vettel, sembra non esserci più limite anche alla sua sfortuna e depressione, che, già sesto in qualifica, ha deciso poi di tamponare l’innocente Max Verstappen, sbagliando completamente l’avvicinamento in frenata al giovane olandese che lo precedeva. Leclerc ormai incalza a 120 punti il pilota tedesco, che appare sempre più in cerca di “altro”… quale Team?

E’ il secondo Campione del Mondo che la Ferrari spezza di seguito, Alonzo e Vettel, questo senza contare il trattamento che è stato riservato all’incolpevole Raikkonen, a proposito, ottavo al traguardo con quale auto non si sa, non sarebbe il caso di farsi un forte esame di coscienza? La frase finale del Team Principal del Cavallino, Mattia Binotto, la dice lunga però… Sono sicuro che Sebastian saprà reagire da solo…

Da solo…

Grazie al sito Formula Passion per il prezioso aiuto, il GP Gran Bretagna 2019 è finito.




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Long Digital Playing dal 7 luglio è in digitale!

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
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ldp-logo-rett copia 3Long Digital Playing decolla sulle piattaforme digitali.

Ecco i primi album distribuiti in digitale da LDP.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Long Digital Playing è ON LINE. Dal 7 luglio, dopo la recente acquisizione dell’intero catalogo discografico di C7 ART& MUSIC, finalmente anche “Il Cavaliere degli Asini Volanti” di Luca Bonaffini, “Anima popolare” di Flavio Oreglio, “High’n’low” di Gruppo PNP e “Gesù il Senso” di Renato Bottura sono scaricabili dalle piattaforme digitali più diffuse (Spotify, iTunes ecc). La distribuzione della Long Digital Playing, affidata alla multinazionale francese BELIEVE DIGITAL, tocca ben 240 Paesi del pianeta.
Tra le altre news, la recente ristrutturazione del sito www.longdigitalplaying.com e l’entrata nell’etichetta di due artisti emergenti, Frankie Brönislaw e Davide Marchi, entrambi italiani e già in studio di registrazione.
Un autunno pieno di novità e sorprese per la startup milanese Long Digital Playing che, in poco più di un anno, ha realizzato 4 nuove produzioni discografiche, acquisito il catalogo della label C7 ART&MUSIC (11 titoli) e le edizioni di 100 brani musicali (dei quali 70 della Catartica Srl).

 

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Roma, Ultimo, UN CONCERTO DA FAVOLA!!

in Eventi/La Musica/Ultimi Pubblicati by
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Ultimo in concerto, Roma, Stadio Olimpico, un grande successo per il giovane autore italiano

Un articolo di Ambra Quaranta
Un articolo di Ambra Quaranta

Niccolo’ Morriconi in arte Ultimo, e’ uno dei miei cantanti preferiti ma ero a Los Angeles per studiare e non ho comprato il biglietto del suo ultimo concerto che si sarebbe tenuto questo 4 luglio allo Stadio Olimpico di Roma. Costretta a ritornare in italia a fine giugno mi dico allora vado, ma tutti “Impossibile i biglietti sono finiti”.
Non demordo il 4 luglio arrivo all’ ultimo sul luogo del concerto e mi prendo un biglietto prato Rosso.

Entro all’ Olimpico alle 20,50. Impressionante vedere tutta quella gente! Stadio Olimpico pieno. 64,000 persone. Emozionante!
C’erano bambini dai 5 ai 9 anni, ragazzi dai 15 ai 30 e tanti genitori o semplicemente adulti senza figli che venivano per lui, insomma gente di tutte le età.
Ultimo è un artista che mette d’ accordo tutti e il suo pubblico e’ molto appassionato, energico, ma educato.
Inizia il concerto, Ultimo ci accoglie con un sorriso e un “Benvenuti a tutti”, sembrava di stare a casa sua, perche’ lui, sul palco, si sente a casa. Due ore e 30 non stop, un repertorio pieno di tutte le sue canzoni piu’ belle dal suo ultimo album Colpa delle favole, fino alle canzoni tratte dai precedenti Peter Pan e Pianeti.
Ci ha coinvolti con la sua energia inesauribile, la sua voce energica e forte si espandeva a in tutto lo stadio. Passa dai suoi pezzi piu’ allegri e leggeri a quelli piu’ nostalgici dove il tema e’ sempre l’ amore, l’ impossibilita’ di capirsi, incontrarsi, la fragilità, la sua, di cui parla spesso. In una delle sue canzoni, Sabbia dice “Mi costa cara la fragilità per chi un posto nel mondo non ha in questo viaggio nell’infinità so che l’amore no, non passerà..” come se l’amore fosse una malattia da cui bisognerebbe guarire.
E nel mezzo del concerto un improvviso colpo di scena: a questa grande festa hanno partecipato anche Antonello Venditi e Fabrizio Moro che ci hanno stupito con dei duetti emozionanti. Il primo, uno dei grandi miti di Niccolò da sempre, il secondo, puo’ considerarsi come, e’ come se fosse una specie di padrino che gli ha permesso di aprire uno dei suoi concerti quando non era ancora conosciuto.

Ultimo, nelle sue canzoni, si racconta con autenticità e sincerità credo che questo sia il segreto del suo successo. Sa scrivere, cantare, suonare meravigliosamente. Mischiando i generi, blues, melodico, rap. “Se la canta e se la suona” nel vero senso della parola lui.
Le sue canzoni le parla, le sussurra, le ulula, non si mette limiti, e’ un artista libero Ultimo, e sul palco si percepisce questa liberta’. E’ bello perche’ e’ libero. E la sua bellezza e’ direttamente proporzionale a questa liberta’ che esperime con la sua voce, le sue infinite tonalita’, solo guardandolo e cantando le sue canzoni ti liberi anche tu.

Non e’ un cantante statico, e’ fisico, sul palco non sta’ quasi mai fermo, cammina, salta, sembra che stia giocando una partita, la sua, dove vince sempre, perche’ nei suoi concerti il protagonista e’ il pubblico che lui lo travolge di canzoni, col suo inseparabile compagno di viaggio, il piano, col quale ha un rapporto esclusivo, simbiotico. Sul quel piano che suona con un impressionante disinvoltura Ultimo ci sembra nato. Attraverso quella tastiera esprime tutte le sue emozioni fino a commuoversi nel suo pezzo finale Sogni appesi gridando per tre volte e il pubblico con lui, con una nota di dolore ”Dalla parte degli ultimi per sentirmi primo” facendo commuovere anche noi. Saremmo rimasti ad ascoltarti per ore. Grazie Niccolo’!


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The Liberation Project live a Napoli per l’anteprima del Festival Ethnos

in Eventi/La Musica/Ultimi Pubblicati by
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The Liberation Project live a Napoli il 12 luglio al Maschio Angioino

Riceviamo e pubblichiamo volentieri, Ethnos è sempre stato garanzia di grande qualità.

Una fantastica anteprima del Festival Ethnos, dove si fondono stili sudafricani, italiani e cubani, musica rock e world.

The Liberation Project è un collettivo di musicisti formato da:
Cisco Bellotti (Italia – ex Modena City Ramblers)
Roberto Formignani (Italia – The Bluesman)
Phil Manzanera (UK/Cuba – Roxy Music / Pink Floyd)
N’Faly Kouyaté (Guinea – Afro-Celt Sound System)
Dan Chiorboli (Sudafrica)
Neill Solomon (Sudafrica)
Tebogo Sedumedi (Sudafrica)
Peter Djamba (Sudafrica)
Kabelo Seleke (Sudafrica)
Lindi Ngonelo (Sudafrica)

Il gruppo è visto come rappresentante del Sudafrica e portatore di un messaggio positivo di speranza. Il tour è per questo denominato “Friendship and Solidarity tour“.

Il concerto dal vivo è una fusione di musica rock e world, è un up – tempo emotivo e pieno di grande musicalità. Questo progetto ed il suo contest nascono da un’idea di Dan Chiorboli, nato in Italia e cresciuto in Sudafrica durante l’era dell’apartheid e sono approvati da S. E. Prof. Shirish M. Soni, Ambasciatore della Repubblica del Sudafrica in Italia e hanno il pieno appoggio del Dipartimento di Arte e Cultura e il sostegno del Governo Sudafricano oltre ad essere supportato dall’Ambasciata di Cuba a Roma.

The Liberation Project rappresenta un’opportunità di mostrare la forza dell’amicizia e della solidarietà sotto forma di musica.

Direzione artistica: Gigi Di Luca
Una produzione: La Bazzarra

Ingresso: 12 euro + prevendita – Info: 0818823978 / info@labazzarra.com

Ethnos – Festival Internazionale di Musica Etnica, nasce nel 1995 con l’intento di recuperare le arcaiche tradizioni dell’area vesuviana, da allora ha allargato il suo raggio di azione, diventando uno dei maggiori osservatori di musica etnica e uno tra i festival di musica più importanti e attesi d’Italia, che porta avanti la convinzione che la musica facilita la comunicazione e favorisce l’incontro fra culture e che attraverso essa si può iniziare quel dialogo interculturale che è ormai un’esigenza imprescindibile.

Grazie all’altissima qualità delle proposte che da sempre offre, Ethnos si è accreditato, guadagnando notorietà internazionale, anche grazie al sostegno avuto fin da sempre da Enti pubblici che hanno riposto grande fiducia nella manifestazione e che hanno fatto si che grossi artisti e gruppi ancora incontaminati di paesi lontani si potessero esibire a Napoli e nelle città vesuviane.
Fregiandosi del merito di aver portato sul nostro territorio grandi artisti internazionali, immagine tangibile di mondi e culture lontani, il festival, che tradizionalmente si svolge nel mese di luglio e settembre, è una manifestazione itinerante seguito ogni anno da 40.000 spettatori, che parte da Napoli e che si espande nei comuni di Portici, Ercolano, San Giorgio a Cremano, Torre del Greco, Torre Annunziata, Pompei, Castellammare di Stabia, Pomigliano d’Arco, Somma Vesuviana, Massalubrense, Casandrino e Bacoli ed è patrocinato e sostenuto dalla Regione Campania, dalla Provincia di Napoli, dall’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, dal Patto del Miglio d’Oro.

La rassegna si rivolge ad un pubblico interessato alla scoperta dei luoghi storici, delle bellezze paesaggistiche, attratto dall’ascolto dei concerti di musica popolare, dei grandi nomi della musica etnica, nonché amanti della cultura e dei percorsi intellettuali di riscoperta delle tradizioni etniche dei popoli della terra.


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Al McKay ‘s Earth Wind and Fire Experience sul palco del Rock in Roma

in Eventi/La Musica/Pamela Crusco Blog/Ultimi Pubblicati by
Un articolo di Pamela Crusco
Un articolo di Pamela Crusco

Il 3 Luglio Al McKay ’s Earth Wind & Fire Esperience ha animato il palco del Rock in Roma

Serata funk all’Ippodromo delle Capannelle con la band rimessa insieme da Al McKay. Il pubblico che ha ballato sulle note delle famosissime Got to get you into my life, Getaway e September era formato dai nostalgici degli anni 70/80 ma anche da ragazzi molto giovani.
Tutto merito della generazione dei sessantenni di oggi che è riuscita a trasmettere gusti musicali del passato ai propri figli? O piuttosto, il merito è da attribuire alla ciclicità delle preferenze in fatto di musica che riportano in auge sounds del tutto nuovi per i giovanissimi?
Qualunque sia la risposta, noi abbiamo visto tutto il pubblico scatenarsi!!

Al McKay che come chitarrista era entrato nella storica band nel 1973, e aveva partecipato al grande successo di quegli anni con canzoni come Boogie Wonderland ( grande assente nella scaletta del concerto) aveva abbandonato gli Earth Wind & Fire nel 1980 per dedicarsi alla sua carriera come produttore. Al suo posto torna un ex membro: Roland Bautista.

Il progetto della “Al McKay’s Earth Wind and Fire experience” si fa strada agli inizi degli anni 90 e la formazione attuale è questa:

Al McKay – leader and guitar
Tim Owens – vocals
DeVere Duckett – vocals
Claude Woods – vocals
Freddie Flewelen – bass guitar
Ben Dowling – keyboards
David Iwataki – keyboards
Anthony Beverly – drums
David Leach – percussion
Ed Wynne – saxophone
Luis Gonzales – trumpet
Omar Peralta – trumpet
Shaunte Palmer – trombone

Ad aprire il concerto Frankie & Canthina Band, che ha proposto un repertorio che ha spaziato dal funky alla dance anni 70 e che ha contribuito a scaldare il pubblico, sfortunatamente, non troppo numeroso. Questo è sicuramente un argomento su cui torneremo, la caduta degli spettatori per questo tipo di eventi è generale, ed i tanti motivi vanno decisamente affrontati e spiegati.

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Al mckay ewf

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Carola Rackete, la decisione del Gip Vella, uccide la fiducia del Paese

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
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Carola Rackete è libera, lo sapete, ed il Gip Alessandra Vella, ha decretato il De Profundis della Giustizia in Italia

Perché la decisione del giudice Alessandra Vella, il GIP di Agrigento, di revocare la misura di custodia cautelare per Carola Rackete, è così importante, e secondo noi ammazza definitivamente la fiducia del paese nel proprio sistema giudiziario?

13 Pagine di Dispositivo per un risultato enorme, chissà se la Giudice Vella abbia veramente capito cosa implicasse la sua decisione, non solo la Politica, ma la Forza di una goccia sull’orlo di un vaso già troppo pieno…

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una nota di Alberto Marolda

Carola Rackete, secondo la Vella, ha compiuto il proprio dovere di Capitano, portando in salvo i migranti nel più vicino e idoneo porto sicuro, ma, purtroppo per lei, non era questo in discussione. Questa è propaganda politica sulla quale il Giudice Vella argomenta, e sulla quale tesi si può ovviamente discutere, ma il problema è che non erano questi i Reati contestati dai PM di Agrigento alla “Capitana” tedesca.

Vi ricordiamo che, per l’arrestata, si parlava di violazione dell’articolo 1100 del codice della navigazione, “resistenza o violenza contro nave da guerra“, reato che prevede una pena dai tre ai 10 anni di reclusione, e di “tentato naufragioprevisto dagli articoli 110 e 428 del codice penale, sanzionato con la pena massima di 12 anni.

Non si parlava di conduzione o di salvataggio di Migranti, qui, ma si parlava di aver forzato un blocco, la cui liceità o opportunità non andava discussa nel procedimento in mano al GIP, ma in Parlamento, ed in discendenza della qual forzatura, l’aver tentato di attraccare con la forza assassina di 500 tonnellate di nave, ad una banchina che era occupata dal leggero naviglio, 7 tonnellate, della GDF. Qui il video… Una pesante mazza da muratore contro una noce… forse se i PM l’avessero presentata cosi, sarebbe risultato più chiaro, e se forse al posto della GDF, ci fosse stata attraccata la barchetta del sign. Panecuocolo Vincenzo, magari a dormire in cuccetta insieme alla consorte Rosalia Esposito, sarebbe stata ancora più chiara, la lucida e preordinata follia politica della Carola Rackete.

In un periodo nel quale la fiducia residua del Paese nella Magistratura è pressoché azzerata, per colpa della massa di letame che sta uscendo dal telefono del Giudice Luca Palamara, la Giudice per le Indagini Preliminari di Agrigento, Alessandra Vella, decide di non decidere nello specifico, revocando la custodia cautelare alla Rackete, ritenendo le notizie dei Crimini tutte campate in aria, e scrivendo una sentenza politica che, di fatto, parla più del Decreto Sicurezza Bis, che di quanto è accaduto veramente sulla banchina del Porto di Lampedusa.

Tutte balle le tesi dei PM, inclusa quella della Nave da Guerra offesa, scrive infatti la Vella: “in merito al reato di resistenza e violenza a nave da guerra, le unità navali della Guardia di Finanza sono considerate navi da guerra solo quando operano al di fuori delle acque territoriali ovvero in porti esteri ove non vi sia una autorità consolare“.

Sofismi o cosa?

Anche per il reato di “tentato naufragio”, lo schiacciamento della noce della Guardia di finanza, è derubricato, spiegato e banalizzato dalla GIP: “…da quanto emerge dal video, deve essere molto ridimensionato, nella sua portata offensiva, rispetto alla prospettazione accusatoria fondata solo sulle rilevazioni della polizia giudiziaria“… ma l’ha visto davvero il video? E cosa avremmo detto, invece, ai figli del Panecuocolo e della Esposito, uccisi dalla folle manovra della Rackete? Più banalmente, se il motore della noce GDF, non avesse risposto con prontezza, cosa avremmo detto alle vedove dei Militari? Ah, già, non sono Militari, ricordatevene la prossima volta che vi fermano, e contestano qualcosa, la Giudice Vella ha sentenziato che non sono Militari.

Anche il reato di “resistenza a pubblico ufficiale” deve ritenersi “scriminato per avere agito l’indagata in adempimento di un dovere. Il dovere di soccorso dei naufraghi non si esaurisce con la mera presa a bordo dei naufraghi, ma nella loro conduzione al porto sicuro più vicino“.

La folle idea assunta dalla comandante della Sea Watch risulta quindi “conforme alle raccomandazioni del commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa e a recenti pronunciamenti giurisprudenziali“.

Politica questa? Si, la GIP entra anche nel merito dei cosiddetti Porti più o meno sicuri, e tutte le valutazioni della Rackete, sono condivise dal Giudice, perché nel dispositivo si legge anche: “In Tunisia non ci sono porti sicuri e conformi alla convenzione di Amburgo” e “secondo cui Malta non ha accettato le previsioni che derivano dalle modifiche alla convenzione Sar del 2004“, concludendo con una bella sottolineatura non necessaria, secondo la quale la scelta della Capitana sarebbe stata presa “avvalendosi della consulenza dei suoi legali“.
Politica? Giudizio sui fatti? Decidete voi, ma non lamentiamoci quando qualcuno si sentirà autorizzato, banalmente, a prendere a schiaffi un militare della GDF, perché, tanto, Militare non è…
Ed ora la Rackete scappa? Forse, ma forse no, visto che serve per destabilizzare, il suo compito non sembra terminato.
Ne riparleremo, perché come detto, lo Spettacolo, evidentemente, è solo iniziato, ne vedremo davvero delle belle…
Ah, dicesi GIP: Il giudice per le indagini preliminari (o GIP) è un soggetto del procedimento penale italiano. Interviene in determinate procedure, nella fase delle indagini preliminari, a garanzia della legalità delle stesse, esercitando dunque una giurisdizione di garanzia.
Le funzioni attribuite al giudice per le indagini preliminari sono preordinate a garantire l’indagato nella fase delle indagini preliminari. Fra i provvedimenti più importanti del GIP vi è l’ordinanza per applicare una misura cautelare su richiesta del pubblico ministero.
Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scriveteli più sotto, saremo felici di pubblicarli e di rispondervi…

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Colonia applaude Moni Ovadia, cantore appassionato

in Alfonso Palumbo Blog/Teatro/Ultimi Pubblicati by
Moni Ovadia

Ovadia Stage Orchestra & ‘Cabaret Yiddish‘, spettacolo tutta emozione

Ovadia affascina tutti in occasione della serata-evento all’Istituto Italiano di Cultura di Colonia

Un articolo di Alfonso Palumbo
Un articolo di Alfonso Palumbo

Moni Ovadia e i suoi canti, le sue storie, la poesia della sua ironia ebraica. ‘Cabaret Yiddish‘, lo spettacolo sold-out ospitato a Colonia dall’Istituto Italiano di Cultura, ha robustamente regalato atmosfere di un mondo spesso ignoto ma che sa coinvolgere.

Un geniale menestrello, Moni Ovadia, che in Germania ha saputo far sorridere e riflettere. Merito della propria dimensione culturale, del proprio ricco libro di emozioni che fondono ironia e auto-analisi. Ma merito tuttavia anche del quartetto ´Stage Orchestra‘ che lo accompagna e che rende questo spettacolo amabile e prezioso al contempo. Maurizio Deho‘ al violino, Paolo Rocca al clarinetto, Albert Florian Mihal alla fisarmonica e Luca Garlaschelli al contrabasso meritano una citazione anche perche‘ attraverso le loro sonorita‘ Ovadia lascia passare i fili della memoria attraverso citazioni bibliche, spazi di squisita vita familiare, letture di inizio Novecento…
Una cultura giudaica, quella Yiddish, non sempre nota al grande pubblico ma che – una volta in scena – si impone con l’eleganza della verita‘. Una verita‘ che puo‘ essere colorata, magari edulcorata, ma per niente falsificata; e Ovadia ci gioca con maestria, dosando da un lato i ritmi Balkan e dall’altro propronendo gustosi racconti (da cornice quelli del pate‘ di allodola e del salmone in scatola!).
Prendersi in giro e passare all’incasso della Storia, cancellando secoli di odi e/o discriminazioni. Occorre essere autentici, saper rispettare il senso della Cultura e fondere insieme coraggio e disincanto. E anche profondamente realisti: la cultura Yiddish nasce infatti dall’esilio. Quello specifico ‘essere senza‘ che nel tempo ha dimostrato non soltanto di saper giocare con le parole ma anche di metterle in ordine e dare loro una logica.
Quanto alla verita‘, Moni Ovadia ne regala a piene mani, come autore e come uomo.
Nelle vesti di sostenitore della verita‘ vissuta e non solo recitata, non si spaventa a commentare i fatti del mondo con la complicita‘ della filosofia.
“Si‘, la filosofia dei Siciliani: i quali affermano che pur avendo tutto mancano pero‘ del resto. Il guaio e‘ che abbiamo perso anche la grazia dell’esistenza, insieme con i valori della condivisione e della sobrieta‘ che avevamo quando avevamo meno. Attenzione: non si confonda la poverta‘ con la miseria“.
Moni Ovadia, da perfetto prototipo di coerenza quale e’, puo‘ permettersi di guardare criticamente alla politica italiana da indipendente.
Lei crede che oggi in Italia i nostri politici usino piu‘ il cuore, la ragione o nulla di tutto cio‘?
“Ma proprio nulla! Loro praticano la retorica e la falsa coscienza… perseguono l’interesse da botteguccia nonostante il Paese venga massacrato e martoriato. La Sinistra? Gioca a dividersi! Io rimango pur sempre un militante ma solo e soltanto per sposare una causa – sia essa rappresentata ad esempio dai problemi del lavoro, dell’emigrazione, dell’ambiente – mai, mai piu‘ un partito. Non ne voglio piu‘ sentir parlare!!“.
Lui non vorra’ piu’ sentir parlare di partiti, noi invece vogliamo continuare ad ascoltare questo magnifico menestrello.


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Carola Rackete e Sea Watch, cosa c’è sotto? Destabilizzazione nazionale

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
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Carola Rackete e la Sea Watch, in definitiva, una Buffonata Politica

Carola Rackete, il problema non sono più i suoi Migranti, ma nel frattempo, dove sta andando il nostro Paese?

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una nota di Alberto Marolda

Io non credo che sia necessario riassumervi i termini della questione Carola Rackete, la Capitana tedesca che l’altra sera stava schiacciando con il suo “Schiaccianoci” di 500 Tonnellate, la Sea Watch, la piccola “noce” di alluminio di sole 7 Tonnellate, la Motovedetta “Classe 800” della Guardia di Finanza, contro il molo del porto di Lampedusa.

Abbiamo rischiato qualche morto, scampati solo grazie all’abilità del comandante dell’Unità militare che è riuscito a sgusciare via di sorpresa come il frutto umido di un Lupino. Qui il video

Credo che invece serva ricordarvi i reati di cui la Rackete è stata immediatamente accusata dopo l’evento,  imputazioni che avrebbero portato, poi, all’arresto in flagranza di reato dalla Guardia di Finanza, ponendola ai domiciliari stesso a Lampedusa. L’arrestata sembrava accusata di “violazione dell’articolo 1100 del codice della navigazione”, resistenza o violenza contro nave da guerra, che prevede una pena dai tre ai 10 anni di reclusione, e “tentato naufragio”previsto dagli articoli 110 e 428 del codice penale, sanzionato con la pena massima di 12 anni.

Vogliamo ricordare che in “Notizia Criminis” esiste l’obbligatorietà della azione penale, e che quindi tutto ciò che sta accadendo alla giovane Comandante è atto dovuto?

La Sea Watch, la nave della Ong tedesca, viene nel frattempo posta sotto sequestro probatorio (Penale), provvedimento che dovrà essere anch’esso convalidato dal Giudice. Non è escluso che possa, però, per effetto del Dl Sicurezza bis (quello entrato in vigore il 15 giugno), venire poi sequestrata anche amministrativamente dal Prefetto.

Sembrava accusata la Rackete… sembrava, infatti, perché oggi, alle 13, orario nel quale vi scriviamo, le accuse sembrano essersi politicamente liquefatte con la protesta del Presidente tedesco, e con il PM Patronaggio che ora chiede, nonostante la gravità dei Reati contestati, solo il divieto di dimora in provincia di Agrigento, diminuendo la misura cautelare necessaria ad evitare la sicura fuga all’estero… questo è?

Dopo tutto quello che è accaduto, questo è? Divieto di dimora per una che appena potrà, con la sua missione di destabilizzazione politica ormai terminata, se ne scapperà?

Ma chi è il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio? E’ il PM che nei mesi scorsi era entrato in rotta di collisione con il vice premier Salvini, proprio sui migranti, è anche quello che ora ha avuto parole molto dure per la “Capitana“, “Le ragioni umanitarie non possono giustificare atti di inammissibile violenza nei confronti di chi in divisa lavora in mare per la sicurezza di tutti”, ma è contemporaneamente quello che oggi in audizione alla Camera, ha dichiarato come inesistente l’emergenza Migranti, incluso il collegamento con le Ong, aggiungendo che “Il principio di respingimento di gruppi di immigrati in Libia” è vietato dal diritto internazionale, questo a commento della valenza del “Dl Sicurezza bis“… e poi viene abbassata la “Misura di custodia Cautelare” della “Pedina” Carola Rackete…

E non è un uso politico, questo, della propria posizione Giudicante? Vi ho chiesto cosa ci fosse sotto la Capitana tedesca, e la sua nave… Non siete mica così ingenui da non accorgervi che si tratta di una comandante tedesca, con una nave olandese, che crea dei problemi allo Stato italiano, in un momento in cui siamo con la Commissione Europea addosso, mentre si cerca di trovare un accordo sui nomi nuovi dell’establishment europeo… Ripeto quindi, cosa c’è sotto? Politica? Destabilizzazione? Lotta tra bande o gruppi di Potere? Non certo Migranti…

Sono molto aperto a commenti, fatemi sapere, tanto ne riparliamo, ora bisogna aspettare il tardo pomeriggio per sapere la “Capitana/Pedina” che fine farà… intanto, ultima ora, Mattarella si prende i fischi per lei, in Austria… come direbbero a Roma… annamo bene…

Lo Spettacolo, evidentemente, è solo iniziato, restate sintonizzati perché ne vedremo delle belle…


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Rock in Roma, Al McKay’s Earth Wind & Fire Experience

in Comunicati Stampa/Eventi/Ultimi Pubblicati by
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Earth Wind Fire al Rock in Roma

Mercoledì 3 luglio, ore 21,30
Ippodromo delle Capannelle – Roma
Opening act: FRANKIE & CANTHINA BAND

Earth Wind & Fire, Un grande ritorno sulla scena dal vivo: quello dei mitici Earth, Wind & Fire, band icona della black music con 23 album all’attivo ed oltre quaranta milioni di dischi venduti nel mondo, al centro del Mediterraneo!
Dopo lo stop che si autoimposero nel 1983 e le mai confermate voci, protrattesi all’infinito – di un ritorno sulle scene, Al McKay il pluripremiato chitarrista della band, ha rimesso insieme la band con quei compagni originali della prima ora che avevano ancora voglia di percorrere la strada già tracciata sin dall’inizio degli anni ‘70.
Adesso questa leggendaria band – che ha dettato legge nella musica Soul, Funky e Dance – si chiama per la precisione “Al McKay’s Earth Wind & Fire Experience” – suonerà questa settimana in Italia per due concerti: il 3 luglio all’Ippodromo Capannelle di Roma (l’apertura del concerto è affidata a Frankie and Canthina Band) e il 5 luglio sulla piazza centrale di Porto Santo Stefano.
Si può ben dire che gli Earth Wind & Fire sono la musica: in quest’epoca in cui assistiamo a band che suonano dal vivo con basi e voci preregistrate, loro offrono, sera dopo sera, uno strabiliante concerto fatto di energia vitale, improvvisazione e infinito “dance groove”.
La strabiliante sezione fiati, composta dai membri originali, oltre che da quelli dei Doobie Brother e Tower of Power, insieme alla incessante sezione ritmica ed alla incredibile voce di Tim Owens, offrono alla chitarra di Al McKay il tessuto musicale ideale per far sognare e ballare tutti gli appassionati di musica soul.

La successione dei brani, hit dopo hit, da “September” a “Boogie Wonderland”, da “Let’s Groove” a “Let Me Talk” di questo storico gruppo garantisce agli spettatori una indimenticabile esperienza, una completa immersione nel mondo magico della musica dell’anima.
Senza effetti speciali, fumi, specchi e coriandoli “Al McKay Earth Wind & Fire Experience” fanno esplodere la vera ed autentica musica funk americana, suonata veramente dal vivo, in un evento che non si può assolutamente perdere.

Per Roma i biglietti sono in vendita su Ticket One, l’evento di Porto Santo Stefano è invece ad ingresso libero.


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