Il Futuro? Solidale…

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maggio 2019

Caro Luigi Di Maio, io ho votato No, ed ora ti spiego perché…

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Movimento Cinque Stelle/Ultimi Pubblicati by
Luigi Di Maio di-battista-salvini-iogiornalista

Elezioni Europee, la caduta del M5S, è stata colpa di Luigi Di Maio? Cosa avete votato, se lo avete fatto, e perché?

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una nota di Alberto Marolda

Già, cosa avete votato oggi su Rousseau? Luigi Di Maio, dentro o fuori? Deve ancora fare il Capo oppure no? Oppure avete fatto come hanno chiesto la Nugnes e Fico, e vi siete astenuti?

Io ho votato No, ed ora vi spiego perché…

I risultati delle Elezioni hanno consegnato al futuro un Movimento, ed un Capo Politico, Luigi Di Maio, in profonda crisi di vocazione e personalità. E’ evidente che, alla prova dei fatti, alla prova delle continue bordate di Salvini, ed alla prova della lunga sequenza elettorale degli ultimi mesi, la doppia carica di Capo Politico e di Ministro del Governo del Cambiamento, in questo caso addirittura pluri Ministro, non ha più alcuna ragione di essere, anzi si sta dimostrando decisamente pericolosa per il Movimento e per la Democrazia del Paese. E’ giunto il momento di riconoscere, apertis verbis, che questo anno di Legislatura passato è stato una guerra, non certo per volere del Movimento, ma una guerra, ed è inutile fare finta di nulla, serve solo a dare vantaggio agli avversari, alla Lega. Alla guerra si va come alla guerra, non si arriva secondi, in una guerra si vince o si perde, non c’è un secondo posto, e per farlo, si deve poter combattere con le stesse armi di Salvini.

Stante questa situazione mediatica, mai visto un Governo con una tale quantità di Stampa contro, e stante la grave condizione del Paese, ormai appesantito da una condizione economica figlia di ben altre conduzioni, mi sembra evidente che Luigi Di Maio non sia in grado di farlo. È una brava persona, come tante altre ne puoi trovare nel Paese, convinta che lavorando sodo si possa fare del bene, convinta che dagli errori, chi non ne fa, si possa comunque imparare e migliorare, ma in Italia non è così, o perlomeno non è solo così specialmente quando ci si trova a combattere contro Salvini, l’arrembante Salvini, il Tuttologo Salvini, il Camaleonte Salvini.

Per affrontare degnamente Matteo Salvini, un Professionista che fa Politica da ragazzo, da più di 30 anni, passando dal Leoncavallo alle uova a D’Alema, prendendosi 30 giorni per Oltraggio a Pubblico Ufficiale a 26 anni, mentre Luigi ne aveva ancora solo 13, uno mago della comunicazione, dei rapporti viso a viso con tutto lo Stivale, un vero mutaforme, lui, Luigi Di Maio, la brava personcina educata di provincia, non va bene. NO…

Contro Salvini ci vuole un figlio di buona donna, con tutto il rispetto a sua madre, sono sicuro che non me ne vorrà l’amico Dibba, un vero barricadero come Alessandro Di Battista.

Oggi io ho votato contro Luigi, che per me deve restare a fare il Ministro, ed in un solo dicastero, credo che si sia comportato meglio nello “Sviluppo Economico“, mentre farò di tutto come attivista, e come giornalista, per spingere, e far diventare Capo Politico, Alessandro Di Battista. Sarà la condizione migliore per poter mettere in difficoltà Salvini, non c’è scampo alcuno.
Alessandro Di Battista, all’esterno quindi, come capo politico in continua, lui sì, Campagna Elettorale contro la Lega, e tutto quello che si riferisce alla Lega, enormi Lobby incluse. Poter tuonare contro Salvini dall’esterno, significherà pretendere che faccia solo il Ministro degli interni, incarico per il quale tutti noi lo paghiamo, cosa che invece non ha quasi mai fatto in questo anno che è passato, affidando tutte le responsabilità a Piantedosi, il vero responsabile del Viminale.

Tuonare dall’esterno darà maggior forza al vero Premier di questo governo, che è, e deve continuare ad essere, Conte. Non ci sono alternative serie allo scenario che ho descritto perché accettare i compromessi continui che saranno necessari d’ora in poi con la Lega, significherà distruggere definitivamente il Movimento, destinandolo ad un inutile oblio, o in alternativa far cadere il Governo ad Ottobre, quando sarà troppo tardi, dando la possibilità a Mattarella di convocare un nuovo Governo tecnico con Draghi a capo.

Notate bene che il 31 Ottobre, terminerà l’incarico come Presidente della BCE e sarà libero e ben disposto al Premierato. L’alternativa immediata, caro Luigi, permettimelo, è quella di far cadere subito il Governo, e convocare nuove elezioni. Meglio questo, meglio l’incertezza di nuove elezioni, che i compromessi distruttivi e logoranti con Salvini, o le lacrime e sangue col futuro Senatore a vita, Mario Draghi.

Attenzione, il risultato ora c’è, 44.849 sì, 11.278 no… Luigi Di Maio resta Capo Politico del Movimento… 

Lo Spettacolo, evidentemente, è solo iniziato, restate sintonizzati perché ne vedremo delle belle…


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Mark Baldwin Harris e i MERCANTINFIERA fanno il Bis a Corte Franca

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
Mark Baldwin Harris

Mark Baldwin HarrisDopo il grande successo ottenuto a Brescia, i Mercantinfiera con Mark Baldwin Harris arrivano a Corte Franca (Bs)

Con la partecipazione di Mark Baldwin Harris.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Dopo il grande successo ottenuto lo scorso aprile a Brescia, con un teatro sold out con due settimane di anticipo, i MERCANTINFIERA 2.0 insieme al Maestro Mark Baldwin Harris concedono il bis, proprio per poter accontentare anche tutti coloro che purtroppo non hanno trovato posto e non hanno potuto godere di una serata davvero emozionante e coinvolgente. Lo spettacolo proposto avrà delle novità rispetto a quello del 6 aprile al Teatro Santa Giulia, con alcune integrazioni che saranno senz’altro apprezzate dal pubblico.

 

 

20 ANNI SENZA/CON FABER – Gran concerto in omaggio al grande FABRIZIO DE ANDRE’

 In occasione del 20° anniversario dalla scomparsa del grande Fabrizio De André, i Mercantinfiera (gruppo musicale veronese, attivo nel panorama musicale da più di vent’anni) propongono uno spettacolo incentrato su alcuni brani tratti dal vasto repertorio di Fabrizio De Andrè. Quel “senza/con” che trovate nel titolo dello spettacolo, prodotto da EVENTIMACRAME’ di Gianluca Serioli, non è un errore, bensì la testimonianza che Fabrizio De André, nonostante sia prematuramente scomparso vent’anni fa, è sempre con noi, con le sue canzoni, con il suo modo di pensare e la sua filosofia di vita, ma soprattutto con le rappresentazioni di band artisticamente qualificate e di qualità come lo sono i MERCANTINFIERA 2.0

Si tratta di una attenta selezione di canzoni che parte dagli esordi (con “La città vecchia”) e finisce con alcuni lavori dell’ultimo album (“Anime Salve”), passando ovviamente attraverso il live realizzato da Fabrizio De Andrè con la PFM.

Gli arrangiamenti, riproposti nel modo più fedele possibile a quelli originali, rappresentano uno dei tratti distintivi del gruppo. A tre anni dall’abbandono dello storico cantante dei Mercantinfiera, è entrato nel gruppo Ninè Ingiulla. Dotato di una voce incredibilmente simile a quella dell’artista genovese, avvocato per professione ed artista per passione, grande conoscitore dei testi di Fabrizio De André e Dante Alighieri, lo scorso 7 febbraio Niné Ingiulla è stato ospite sul red carpet del Festival di Sanremo proprio per un omaggio a Faber

La serata del 14 GIUGNO sarà speciale in quanto vedrà la straordinaria partecipazione del Maestro Mark Baldwin Harris, musicista di Fabrizio De André per molti anni e arrangiatore di diversi suoi capolavori.

Ninè Ingiulla

Nato a Biancavilla (Catania) nel 1985, nutre fin da tenera età una grande passione per il canto e per la canzone d’autore italiana. Parallelamente agli studi scolastici, approfondisce lo studio delle opere letterarie classiche e medioevali, in particolare della Divina Commedia di Dante Alighieri, di cui ha imparato a recitare a memoria numerosissimi canti. È diplomato al liceo classico Arnaldo da Brescia, laureato presso l’Università degli Studi di Brescia, e diplomato alla Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali. Oggi è anche uno stimato avvocato. Dal 1995 al 2000 ha preso lezioni private di chitarra classica e acustica. Dopo aver suonato e cantato da solista in numerose feste private, teatri e locali pubblici, nel 2007 scrive il suo spettacolo: “ Dante e De Andrè – IL SOGNO: INFERNO”. Poi successivamente ìdea la rappresentazione dedicata alla cantica del Purgatorio, intitolato “Dante e De Andrè – Dove l’umano spirito si purga e di salir al ciel diventa degno.” Egli è, inoltre, autore dello spettacolo “ Voci da Spoon River.” Ad oggi si esibisce anche in numerose interpretazioni di pezzi inediti (di cui è autore –arrangiatore e paroliere) e tributi ai grandi della musica leggera italiana e internazionale, lavorando con numerosi musicisti, tra cui alcuni dei professionisti che collaborarono con Fabrizio De Andrè sino alla sua morte. Dal 2013 è iniziata una proficua collaborazione col maestro di violino DANILO ARTALE, versatile polistrumentista (pianoforte, mandolino, ukulele), che ha lavorato a sua volta con giganti della musica mondiale come ENNIO MORRICONE, NICOLA PIOVANI. Con l’amico Danilo Artale, Ninè ha formato un gruppo cui ha dato il nome di “SOGNO NUMERO 2“. Oggi Ninè collabora su alcuni progetti teatral – musicali con vari artisti di fama nazionale ed internazionale, come il noto attore Michele RiondinoDal 2007 ad oggi, NINE’ presenta con continuità le seguenti proposte artistiche: 1 DANTE E DE ANDRÉ – IL SOGNO. INFERNO “ Dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi ” – spettacolo teatral-musicale sull’Inferno di Dante; 2) DANTE E DE ANDRÈ “Dove l’umano spirito si purga e di salire al ciel diventa degno” – spettacolo teatral-musicale sul Purgatorio di Dante; 3) VOCI DA SPOON RIVER – omaggio a Fabrizio de Andrè; 4) “Tributo a Fabrizio De André” insieme alla nuova rinomata band denominata “Mercantinfiera2.0”; 5) Concerti o tributi con un vasto repertorio di cover italiane e internazionali, riarrangiate in chiave acustica. Ad oggi Ninè si è esibito, con grande e costante consenso di pubblico, dal nord al sud Italia, spiccando la sua presenza a Roma, ospite di RaiUno, al Festival di Sanremo, in Vaticano in occasione del rinomato “Premio Sciacca”, sempre nella Capitale italiana nel prestigioso Teatro Sala Umberto, a Firenze al Teatro “Le Laudi”, a Brescia in sedi quali l’Università degli Studi di Brescia. Altri palcoscenici importanti sono altresì il Teatro “Verdi” di Fiorenzuola D’Arda, Villa Mazzotti (in occasione dell’importante rassegna annuale della Microeditoria); numerosi anche i suoi spettacoli per le scuole medie e superiori e per le Università di tutta Italia.

Mark Baldwin Harris

Mark Baldwin Harris è nato in Connecticut (Stati Uniti) da una famiglia di musicisti non professionisti, si avvicina alla musica attraverso lo studio del pianoforte classico. Più tardi si cimenterà nei più vari generi musicali, dalla “new music” contemporanea al rock e al jazz, dando prova di grande eclettismo.

Nell’estate del 1967 si trasferisce insieme alla famiglia in Italia, dove lavora nell’ambito della musica leggera, continuando parallelamente il suo percorso di sperimentazione. Dal 1974 al 1975 ha fatto parte dei Napoli Centrale.

Ha collaborato tra gli altri con Fabrizio De Andrè, Edoardo Bennato, Tony Esposito,Antonella Ruggiero, Laura Pausini, Sergio Caputo, Eros Ramazzotti, Giorgio Gaber, Skiantos, Massimo Riva, Mia Martini, Enzo Jannacci, Pino Daniele, Roberto Vecchioni, Claudio Chieffo, Eugenio Finardi e Renato Zero.

Sua è la voce del brano Ave Maria, in lingua sarda, presente nel disco Fabrizio De Andrè del 1981, suonata anche in occasione del funerale del cantautore genovese.

Si è impegnato anche nella didattica. Nel campo della musica pop è da ricordare il successo che ha lanciato gli Articolo31: Oi Maria (Maria Maria). Ha inoltre accompagnato musicisti stranieri come Al Jarreau, Dee Dee Bridgewater,  Randy Crawford e altri.

È stato direttore musicale della produzione milanese di Grease con Lorella Cuccarini

 

Prevendite on line

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BAR SPORT – via Seradina – CORTE FRANCA

Caffé Letterario Eden – piazza Garibaldi – ISEO
Lalibreria Battioni – via Duomo – ISEO
Edicola Piantoni – viale Repubblica – ISEO
Edicola cartoleria LILLI – via Sebino – PROVAGLIO D’ISEO

Ricevitoria/Tabaccheria Non solo fumo – via De Gasperi – PROVAGLIO D’ISEO  

Libreria Tarantola (Vivaticket) – via F.lli Porcellaga – BRESCIA

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Costo biglietti:

Primo settore numerato: 20 euro

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Andrea Scanzi, a Salvini e Di Maio dico che… il Salvimaio for Dummies

in Alberto Marolda Blog/Eventi/La Politica/Ultimi Pubblicati by
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Scanzi… Salvini, Di Maio, il Governo, l’Italia… il Salvimaio, come finirà?

Guardiamo nella Palla di Vetro con Andrea Scanzi prima del suo prossimo Spettacolo a Breno (Bs)

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un Servizio di Alberto Marolda

Scanzi, una “Mente bollente” come qualcuno lo definisce, un piacere incontrarlo, vieppiù se poi lo si fa, trovandolo bello carico, nell’imminenza di uno spettacolo con annessa presentazione di libro. Preparatevi le papille alla massa di stimoli che ne verranno fuori…

AM: Ciao Andrea, ben ritrovato davanti ai nostri microfoni, per noi è sempre un grande piacere ragionare con te sull’attualità, argomento in grado di fornirci continui motivi per farlo, e se è con una “Mente bollente”, meglio ancora, no?

AS: Vai vai, parti, non servono convenevoli, ci conosciamo… gettiamo i contendenti nell’Arena…

…sempre essenziale l’uomo… bene, partiamo allora, gettiamoli davvero nell’Arena…

AM: Dal Renzusconi al Salvimaio è un salto carpiato, o c’è un flusso continuo?

… sorride sornione, e parte veloce…

AS: Ah non saprei, è stato scelto dall’elettorato, la maggioranza degli italiani ha scelto di saltare nel buio, nel senso che il ragionamento è stato, i politici professionisti hanno sbagliato, di loro non ci fidiamo più, allora affidiamoci a quelli che non hanno mai governato, nel caso più specifico ai 5 Stelle, quelli rigidi, o a quelli che sembrano un po più nuovi degli altri, la Lega… è sicuramente un fallimento della Politica Professionista, ed è la dimostrazione che il 4 Marzo 2018, si è preferito un vero salto nel buio, piuttosto che tornare indietro ed affidarsi a “quelli di prima”… allo stato attuale, non so dirti se sia stato meglio o peggio, diciamo che è ancora troppo presto per decidere, se vuoi una mia valutazione, sta sul cinque e mezzo, sei menomeno…

… il “menomeno” è detto con una smorfia… ma il ghiaccio è rotto, andiamo avanti… incalziamo…

AM: Senti ma questa coabitazione di due spiriti così differenti, Salvini e Di Maio, Lega e Cinque Stelle, con un Salvini in perenne campagna elettorale… io ho fatto il calcolo, la Gabanelli prima di me, di quanti giorni il “Verdone” si dedica a fare il Ministro degli Interni, e sono pochissimi, il vero Ministro è Piantedosi, il sottosegretario…

Qui sembra un gatto con un topo bello ciccio davanti… risponde subito…

AS: Senza dubbio, almeno per quanto riguarda la presenza al Viminale, lui è perennemente in giro a fare Campagna per la Lega… d’altronde è bravo in questo, ha esperienza da vendere, è mediaticamente bravo, nella gestione dei social è il più bravo di tutti, ed è dovuto prevalentemente a questo, il motivo per cui i sondaggi oggi lo danno al 30%, una cifra onestamente spaventosa… ed è anche per questo che nel mio libro nuovo, lo chiamo “il Furbo”, lui è uno dei più scaltri nella gestione della comunicazione con gli elettori di qualunque strato sociale siano… ho la sensazione che questa coabitazione forzata tra Lega e Cinque Stelle, sia già arrivata alla fine, perché non si sopportano, sono troppo differenti, la pensano troppo diversamente, ed il comportamento di Salvini accentua le differenze… basterebbe ricordarsi cosa dicevano poco più di un anno fa, l’uno dell’altro, e secondo me un obiettivo possibile di Di Maio, oggi, è anche la spaccatura… dalla “Via della Seta” in poi, la misura è ormai colma, la saturazione è raggiunta, lo vedi come reagisce ogni volta agli attacchi di Salvini?

AM: Beh, forse se però… possiamo dire che quando due fanno a botte chi tira il primo pugno è in vantaggio? E quindi possiamo dire che Di Maio, lo ha fatto tirare sicuramente prima a Salvini ed oggi deve rincorrere?

… fa una pausa, mi guarda con attenzione…

AS: E’ vero, quello che dici è vero, ma ci sono due cose da aggiungere, la prima è che Salvini è molto più politico di Di Maio, più scafato, più smaliziato e quindi non mi stupisce che il primo pugno sia stato suo, questo gli va riconosciuto, d’altra parte nella vita ha fatto solo il politico quindi ha venti, venticinque anni di vantaggio rispetto Luigi, non sono cose queste che possano essere prese sotto gamba, e quindi era davvero avventato aspettarsi altro… altra cosa è che Di Maio ed i Cinque Stelle devono stare molto attenti ad inseguirlo sullo stesso campo, ora, se ti metti a fare la gara al proclama, o allo slogan, lui è senz’altro più bravo e diretto… temo che sia il Paese a perdere… guarda, è un po quello che dice Marco Travaglio, in maniera certo più brutale, e nello spettacolo lo cito, se fai la gara di rutti con Salvini, vince lui, è sicuramente il più bravo di tutti… non per niente, al Fatto Quotidiano, lo chiamiamo il “Cazzaro Verde”… detto questo però, il fatto che Di Maio abbia finalmente iniziato a mettere i puntini sulle “I”, sui temi Etici, su quelli Economici, o su quelli Sociali, mi sembra una cosa positiva, come è positivo, e dobbiamo sottolinearlo, il fatto che lui abbia spiegato al “Verdone” ed ai suoi, che se va avanti questa Guerra in Libia, e ti arrivano 800 mila persone, puoi fare quello che vuoi, ma quelli entrano comunque e forse è meglio pensarci e decidere prima…

AM: non solo ma a quel punto sono persone che scappano da una Guerra, mica puoi rifiutarli…

AS: infatti, non sono “Rifugiati Economici” ma “Profughi di Guerra” devi accoglierli, devi risolvere i loro reali e gravi problemi di sopravvivenza fisica, mi sembra ovvio, la Comunità internazionale ci salterebbe alla gola altrimenti… a noi? Beh, a Salvini, tutto sommato, non sarebbe meglio? 

Si ferma, sorseggia una bibita, prende fiato per l’ultimo attacco… siamo pronti, di paglia da bruciare c’è n’è parecchia, dobbiamo ancora parlare del Mondo dell’Informazione, della Sinistra di Zingaretti, e del mito “Dibba”, al secolo Alessandro di Battista, ma ci fermiamo, ci viene in mente che se vi raccontiamo tutto lo Scanzi pensiero prima dello Spettacolo, voi poi, che ci andate a fare? 

Allora, facciamo cosi, noi ora registriamo il resto dell’Intervista, poi ci incontriamo tutti fra due giorni, il 16, a Breno (Bs), per gustarci lo spettacolo e dopo ci risintonizziamo sulle nostre colonne per gli schiaffi finali, perché Andrea Scanzi, sicuro, mica le manda a dire, nono, lui te le spara direttamente in faccia!!


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Ernesto Bassignano e il MESTIERE DI VIVERE, il suo nuovo album

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by

IL MESTIERE DI VIVERE di Ernesto Bassignano,nove brani, nove capitoli della stessa “Resistenza”. Un percorso fatto di sguardi rivolti al passato, ma con un’analisi lucida e spietata del presente e del futuro.

Un disco intenso e diretto, sia dal punto di vista testuale e musicale, che segna una nuova partenza per il cantautore romano/piemontese.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Si tratta di “Il mestiere di vivere” (Helikonia) di Ernesto Bassignano, un artista che è un vero e proprio monumento della canzone d’autore e di impegno civile in Italia.

Questo nuovo lavoro discografico è un percorso fatto sì di sguardi rivolti al passato, ma con un’analisi lucida e spesso spietata del presente e del futuro. Nove tracce in tutto per raccontare e raccontarsi.

“Il mestiere di vivere”, nono album dell’ormai lunga carriera di “Bax”, è un’opera ispirata che ha visto al lavoro, nella direzione artistica e nella produzione, una squadra di giovani musicisti capitanata da Stefano Ciuffi Edoardo Petretti.

Come già fu vent’anni fa con l’album “La luna e i falò” e quaranta con “Moby Dick”, Bassignano si cimenta ancora una volta col suo grande corregionale Cesare Pavese. Lo fa per territorialità, concettualità e ammirazione, ma ancor di più perché ne riconosce l’inquietudine.

La difficoltà di confrontarsi, alla sua non più tenera età, con le improvvise novità politiche e culturali, gli impazzimenti di un mondo preda della tecnologia e della freddezza nei rapporti, molto più che con la storia, la cultura e la solidarietà umana, spingono l’autore a guardare anche oltre, ad un futuro che appare molto difficile. Però, a differenza del suo grande corregionale Cesare, “perduto nella pioggia” delle sue Langhe, Ernesto lotta, resiste e tenta, se non di vincere, almeno di restare a galla.

Questo album rappresenta un sontuoso passo avanti espressivo e musicale nella sua carriera: alla chitarra, al piano e al violoncello si aggiungono, senza forzare e in maniera delicata e pastello, i colori del contrabbasso, della batteria e dei fiati, per dare alle composizioni un vestito tanto ricco quanto agile e diretto. Si va dai brani intimisti e riflessivi a quelli divertiti e ironici, ci si fa trasportare all’epoca del Derby di Milano e poi dai giochi da “Giullare verticale” di un istrionico David Riondino; e alla fine arriva un omaggio molto intenso che richiama gli epici anni del Cantacronache con “Un paese vuol dire”, che rivisita con un altro andamento il brano omonimo, una perla di Mario Pogliotti.

“Il mestiere di vivere”, nel suo complesso, appare un lungo e intenso recital, un vero e proprio concept-album coerente ed esaustivo, per dissertare e dibattere in modo poetico e attuale sull’odierno nostro male di vivere. E sopravvivere.

“IL MESTIERE DI VIVERE” traccia dopo traccia (guida all’ascolto)

1- AMIAMOCI DI PIÙ

Il primo di nove capitoli d’una stessa resistenza. Quella di un anziano poeta civile che tenta di opporsi a tempi inquinati, cinici, veloci, fasulli , furbetti, disimpegnati. L’autore sogna di poter essere ancora protagonista della rivolta dei cuori semplici, di quei sessantottardi illusi, un po’ artisti e un po’ politici, che volevano cambiare il mondo e oggi, battuti ma mai domi, cercano nuovi slogan, nuove parole d’ordine, nuovi appelli non a volare ma a restare coi piedi a terra e la mente reattiva e aperta all’amore. 

2- COMMESSO VIAGGIATORE

Parla di un sognatore, anonimo poeta, perso in un’anonima città. Un pittore della domenica che resiste al caos e allo smog dipingendo piante tropicali e grandi avventure, con la fantasia di chi riesce a fare di quattro gerani sul poggiolo una giungla inestricabile e di uno squarcio di cielo fra i tetti una via lattea luminosissima.

3 – GLI OCCHI DI MIO FIGLIO

Si sente un po’ di commozione in questo brano “voce e chitarra”, rivolto al figlio di Ernesto e a tutti i suoi coetanei: un popolo intero di abbandonati da una società che li ha dotati di tecnologia ma non di cultura e amore per se stessi, per la storia del proprio Paese, per il coraggio di lottare come i propri padri e i propri nonni. Un popolo di ragazzi che guarda l’orizzonte con gli occhi vuoti, resiste non sa come e si siede sul baratro giocando a chi rischia di più con un’insicurezza camuffata da coraggio.

4 – IL MESTIERE DI VIVERE

La canzone che dà il titolo all’album è un bilancio, un ripasso di decenni con i conti che non tornano. Un trovarsi, guardandosi allo specchio, comunque sempre uguale. Giullare e militante, poeta triste e anche naturalmente clown, pronto a parare delusioni e frustrazioni con una risata e un po’ di amici complici, paragonando esperienze con un filo di nostalgia. Però senza strafare con l’“amarcord”, per non rischiare di fare il brontolone vecchio che si piange addosso ricordando un’epoca rivoluzionaria finita male.

5- IL GIULLARE VERTICALE

Un brano anomalo, un divertissement di Bax, musicato questa volta dai suoi complici Petretti e Ciuffi su stilemi a metà strada tra jazz e musica d’avanguardia. Chi lo recita è un illustre attore, regista e scrittore, fiorentino pungente e sarcastico, quell’artista a tutto tondo che è David Riondino, frequentatore assiduo d’ogni kermesse d’autore che si rispetti e vecchio sodale di Bassignano. Il risultato è davvero straordinario sia per le note ardite che per la verve.

6 – LA VITA L’E’ QUELA CHE L’È

La sesta resistenza è l’omaggio sentito, comico e un filo sguaiato agli scapigliati protagonisti di quel mitico “Derby club” meneghino. Il periodo del dopoguerra con Fo, Nebbia, Carpi e Strehler produsse Cochi e Renato, ma soprattutto il genio del dottor Enzo Jannacci, musicista sghembo e provocatorio cui dobbiamo tutti moltissimo. Un ricordo straziante del mondo cabarettistico italiano, altro illustre scomparso.

7 – QUELLA NOTTE CHE

Dedicata ai terremotati di Lazio, Umbria e Marche, è quasi una ninna-nanna fatta di speranza in una ricostruzione fisica umana e culturale per una terra piagata che ogni volta si ricompone, si rinnova, prova a curare ferite indicibili. La resistenza di gente straordinaria che non molla i propri campanili, le opere d’arte, le tradizioni antiche e rurali che sono patrimonio fondamentale d’una nazione.

8 – GLI ARTISTI

Un brano cupo, che tenta con difficoltà di rappresentare il mondo di quegli artisti un po’ “maledetti” la cui arte è quasi impossibile descrivere, comprendere, appunto rappresentare. Se non con una serie di immagini e di colori e impressioni: gli inafferrabili, chiusi nel proprio mondo e perennemente convinti di essere incompresi, rabbiosi, inavvicinabili.

9 – UN PAESE VUOL DIRE

Ed ecco la traccia finale: un altro commosso omaggio, attraverso le parole e i pensieri dell’autore de “La luna e i falò”. Qui non c’è solo l’amata terra piemontese, ma un Paese intero che resiste , resiste, canta ogni anno da decenni “bella “ciao”… e poi però crolla sotto i colpi spietati d’un secolarismo fatto di malastampa, malativù, di balle colossali, di verità nascoste e straziate, di inciuci infiniti che lo allontanano sempre di più dalle radici contadine, dalla forza della ricostruzione, da Domenico Modugno: un Paese che gridava “volare” e ci credeva. Un Paese che non conosce e non vuole ricordare la sua fiera e bella lunga storia, per consegnarsi mani e piedi alla sottocultura d’un progresso fatto di niente.

ERNESTO BASSIGNANO, IL RAGAZZO CON LA CHITARRA

 Il ritratto di Ernesto Bassignano, che si trova sulla retrocopertina del disco, è di Riccardo Mannelli. La foto di copertina e quelle del booklet sono dell’archivio dell’Istituto storico della Resistenza di Cuneo)

Ernesto Bassignano è un vero e proprio monumento della canzone d’autore e di impegno civile in Italia. Uno che di storie ne ha da raccontare: dal gruppo di Teatro Politico di Strada con Gian Maria Volontè al Folkstudio (era uno dei “quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla” insieme ad Antonello Venditti, Francesco De Gregori e Giorgio Lo Cascio), dall’attività di produttore discografico durante la quale ha scoperto e lanciato Sergio Caputo, Grazie De Michele e vari altri a quella di critico musicale per Paese Sera e Gr1, sino alla conduzione su Radio Rai del mitico “Ho perso il trend”.

Il suo debutto come cantautore solista avviene con un Ep pubblicato proprio dal Partito Comunista, e quindi distribuito fuori da quelli che sono i normali canali della promozione discografica.

Nel 1973 firma con la Ariston, che a luglio pubblica il suo primo album, “Ma…”: si tratta di un disco dal forte contenuto politico e militante; sono presenti tre delle quattro canzoni dell’Ep, e cioè “Compagno dove vai”, “Veniamo da lontano” (che Bassignano presentava già al Fokstudio), e “Compagni compagni”.

Per il secondo album, nel 1975, passa alla Rca: “Moby Dick”, prodotto da Rino Gaetano, contiene una canzone dedicata al cantautore cileno Víctor Jara (ucciso durante il golpe dell’11 settembre), mentre la title track è un duro attacco alla Democrazia Cristiana.

Dal 1980 inizia la carriera radiofonica, conducendo molti programmi in Rai, e quella di critico musicale presso Paese Sera.

Non abbandona però l’attività di cantautore, continuando ad incidere album come “D’Essai”, “Bassingher” e “La luna e i falò”; in quest’ultimo torna a collaborare con De Gregori, che suona l’armonica a bocca nel brano “Stelle da rubare”, già pubblicato due anni prima su 45 giri.

Dal 1990 è autore per Umberto Bindi. L’ultimo album dell’artista ligure, “Di Coraggio non si muore”, prodotto da Renato Zero per la Fonopoli, contiene quattro brani di Bassignano.

Dal 1999 al 2011, è l’anima, insieme al giornalista sportivo Ezio Luzzi, della fortunatissima trasmissione di satira sociale di RadioUno “Ho perso il trend”.

Gli altri album successivi sono “Trend & Trend” (2007, CNI); “Aldilà del mare” (2009 Rai Trade); “Vita che torni” (2014 Joe&Joe) e “Il grande Bax” (2016, Egea Music) che segna un’inversione di marcia: supera le orchestrazioni eccessive e veste i suoi testi di arrangiamenti semplici ed espressivi, riportando la sua musica alla “giovinezza scapigliata”, ai tempi del Folkstudio.

 

 

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