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Valerian e la città dei mille pianeti

Valerian e la città dei mille pianeti… al cinema!

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Un articolo di Pamela Crusco

Valerian è il titolo del film; Valerian è anche il nome del protagonista. Un po’ come nei poemi epici, dove l’eroe dà il nome a tutta l’opera.

Lo scorrere del film – che pecca della solita, indicibile lentezza delle pellicole francesi- viene in parte risollevato dall’ironia della sceneggiatura (il punto forte di Luc Besson). Dopo tutto pare che i nostri cugini d’oltralpe non siano avvezzi alla coerenza, hanno inventato due cose fondamentali nella vita dell’essere umano: il cinema e il bidet, ma hanno dimenticato come si usano entrambi! Per fortuna il discorso non vale per il regista di Nikita e Léon.

La storia è basata sul fumetto francese di fantascienza Valérian et Laureline ideato da Pierre Christin e Jean-Claude Mézières.
L’inizio del film, sulle note di Space Oddity racconta i secoli di espansione di Alpha, “la citta dei mille pianeti” dove ora convivono specie diverse e tutte geneticamente classificate. Poi veniamo catapultati altrove, in una specie di Arcadia, abitata da esseri viventi dall’aspetto magro e longilineo che vivono in perfetta armonia con la natura, in un ciclo vitale continuo di dare e avere e che basano la comunicazione e gli scambi sul contatto fisico.

Non abbiamo solo una città Alpha signori, c’è anche un maschio alpha: il maggiore Valerian!  Un collezionista accanito di donne, che addirittura le inserisce in una playlist dettagliata con tanto di fotografia e descrizione. L’interprete, Dan DeHaan, nei suoi irriconoscibilissimi trentun anni – considerando l’aspetto da adolescente- esprime perfettamente l’evoluzione di un personaggio in bilico tra verità e bugia.
Laureline (interpretata da Cara Delevingne), invece, rende grande giustizia al genere femminile: è un ottimo pilota, è sarcastica, fiera, molto corteggiata e non ultimo… crede nel vero amore. È lei che il più delle volte toglie dai guai il maggiore. Lui dal canto suo non perde tempo, non sopporta il rifiuto e in un gioco di seduzione al quale è l’unico a dare credito, tenta di ottenere i favori della bella.
Abbiamo Clive Owen che interpreta il comandante Filitt, un piccolo ruolo per Herbie Hankock, un altro anche per Rutger Hauer ( indimenticabile in Blade Runner e Ladyhawke), un cameo per Ethan Hawke (devo ammettere che la vista di questo attore ha sortito su di me lo stesso effetto di piacevole sorpresa che hanno suggerito le prime note di David Bowie). Un piccolo ruolo anche per la bellissima Rihanna che interpreta Bubble, un essere che appartiene ad una specie informe e che compie il suo ingresso in scena dedicando a Valerian uno spettacolo di trasformismo per poi diventare la sua coscienza etica.

Valerian e la città dai mille pianeti ci invita a riflettere:

Gli uomini sono davvero tutti stronzi e bugiardi, o ne esiste qualcuno che pensa davvero ciò che dice?

Vi lascio alle note di Space Oddity

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