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Tre manifesti a Ebbing, Missouri

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Tre manifesti ad Ebbing, è un film che può sconvolgervi?

un articolo di giulia fiume
un articolo di Giulia Fiume

“La violenza genera violenza. Si l’ho detto. L’ho letto in un libro… In realtà su di un segna libro…”

Una breve traccia di un dialogo dal sapore didascalico, pronunciato da una poco più che comparsa, la fidanzata 19enne dell’ex marito della protagonista Mildred, Frances McDormand, poche parole in cui troverete però, la chiave dell’intero film.

Un film il cui titolo fa annusare quel non so che di politicizzato, e partendo dal racconto d’un fatto di cronaca (la morte della figlia di Mildred, vittima di stupro ed omicidio), si sposta su di un altro tema e cioè le mancanze delle forze dell’ordine di Ebbing in Missouri, per rilevare, alla fine, la benché minima volontà di trattare veramente nessuno di questi argomenti.

Tutti pretesti perche’ emerga qualcosa di molto meno evidente ma ancor più utile:  interrompere il meccanismo violento generato dalla compressione, dal silenzio, rabbia, impotenza, ineluttabilità della vita e quanto ci spetti poiche’ umani.

Forse proprio in questo la sceneggiatura può dirsi (oltre che mirabilmente scritta) originale:
non un racconto sulla violenza, o di violenza, ma un “trattato” su come venirne fuori e perché.

Attraverso la storia di altri, come il buon cinema sa fare, ma senza venirne travolti drammaticamente seppur coinvolti da spettatori.

Arrendersi all’amore, questo tocca fare.

Accecati da singole urgenze, questi grandissimi protagonisti (Shakespeariani oserei dire), perdono di vista il senso della vita, arrivando a toccare ciascuno per se il proprio fondo.

E nel fondo si ritroveranno tutti e stretti ad indagare incoscientemente le ragioni per cui non ha senso procedere nella direzione sbagliata ed al contrario godere di questo grande dono che è vivere.

Altra grande qualità della scrittura è che tutti “parlano come mangiano”, come si suol dire in volgare: pensieri crudi così come si e’ soliti generarli nella testa, poche formalità visto il contesto “di paese”, ed anche grande ironìa, infatti non mancano chicche di sorprendente ilarità.

Attori all’altezza, fotografia affine ad una regia convincente, racconto inebriante.

Scritto e diretto da Martin McDonagh, vanta di un super cast tra cui Frances McDormand, Woody Harrelson e menzione speciale a Sam Rockwell.

E’ giustamente candidato agli Oscar, dopo aver già raccolto premi ed applausi ai BAFTA 2018.


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Dove abbiamo visto questo Film? Ma a Roma, al Cinema Madison perbacco!!!marchio-cinema-madison

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