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Transformers – L’ultimo Cavaliere… o forse no?

in Il Cinema/La Cultura/Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog by
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Un articolo di Pamela Crusco

Transformers, siamo al quinto capitolo, e ci chiediamo se questo film segnerà la fine della saga.

 

Il cinema in solitaria è una scoperta segnante nella vita: quando vai a vedere un film con qualcuno a volte si rischia di relegare la proiezione al marginale ruolo di sfondo; quando sei sola con le immagini l’esperienza cinematografica ha tutto un altro sapore, ci sei solo tu è il film che stai guardando e in qualche modo ne diventi parte.
Se scegli di farti accompagnare devi considerare due punti fondamentali:
1) non è detto che tu possa scegliere cosa andare a vedere
2) nel momento in cui ti siedi già sai che, in caso il film non ti piaccia, non potrai alzarti e andartene via.
Il caso peggiore, e naturalmente è il mio caso, si presenta quando il tuo accompagnatore è un uomo.
Vietati i film d’amore: sono da femminuccia.
Vietati gli horror: loro sono maschi alpha, non possono rischiare di farsi vedere nel panico.
Vietati i polpettoni d’autore: non puoi mica farli annoiare.
E allora ti ritrovi in una sala piena di ragazzini urlanti, tutti eccitati per l’uscita di niente meno che Transformers 5,  il quinto capitolo dei film ispirati ai giocattoli Hasbro.
Senza sacrificio non può esserci vittoria” (per citare il film)
Ho confidato nel mio spirito critico e nell’idea che film del genere siano studiati per coinvolgere lo spettatore sin dalla prima scena.
Transformers – l’ultimo cavaliere non è niente di tutto ciò.

Il film inizia come un fantasy medievale ispirato al ciclo bretone, con tanto di Cavalieri della tavola rotonda e Mago Merlino. A parte trasformazioni lampo dei robot in bolidi rombanti con effetti speciali ben sviluppati, al film in sé resta ben poco. Si fa una gran fatica a seguire la trama, a capire chi è contro chi, chi sono i buoni e chi i cattivi.
I due protagonisti sono Mark Wahlberg che già nel precedente film interpretava Cade Yeager e Laura Haddock che aveva interpretato Meredith Quill in Guardiani della Galassia I e II e che qui troviamo nel ruolo di Viviane Wembley. Il regista è quello degli altri quattro, Michael Bay, e una new entry  di spicco è Anthony Hopkins.
Simpatico l’omaggio che il film dedica a Star Wars presentando i due robot Sqweeks  e Cogman come citazioni di R2-D2 e C-3PO ( quest’ultimo parallelo è esplicitato in una battuta del film).
Un’ altra somiglianza, sembrerebbe da doversi ricercare nella storia de Il codice da Vinci sia per quanto riguarda lo svolgimento delle indagini da parte dei due protagonisti, sia per quanto riguarda la figura di “ultimo discendente” di Viviane.
La durata eccessiva del film ( due ore e mezza), i passaggi a volte troppo concitati e la mancanza di chiarezza nella trama, uccidono quello che poteva essere un tentativo interessante di mettere insieme elementi che già hanno catturato il cuore degli spettatori, è l’occasione sprecata di Michael Bay.
In conclusione: le intenzioni erano buone, i risultati decisamente meno.

E se nel film abbiamo un Mark Whalberg intenzionato a mettere in guardia la figlia dal frequentare batteristi e DJ, nella sua carriera da cantante ha addirittura dedicato questa canzone ai DJ! 😉

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