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Il terrorismo nella rete, il libro di esordio di Chiara Franzin

in Anna Lamonaca Blog/La Cultura/Ultimi Pubblicati by

Il terrorismo moderno si muove nella Rete: analizziamone le abitudini con Chiara Franzin

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Chiara Franzin, giovane scrittrice vicentina, traccia una mappa geo-antropologica, storica e culturale approfondita e ampia del terrorismo, prendendo in considerazione il fenomeno sempre drammaticamente attuale, sviscerando le origini e mutamenti nel suo “libro inchiesta” nato per permettere a chi lo legge di conoscere e capire per non aver paura. La intervistiamo e lei, con passione ed entusiasmo ci parla del suo saggio:
Chiara, è da poco stato pubblicato il tuo libro “Il terrorismo nella rete”, come nasce quest’opera? “Nasce da una necessità. Quando cominciai ad intravedere le prime tracce di quello che sarebbe poi divenuto un fenomeno spaventoso e dilagante ho sentito il bisogno di capire perché stesse succedendo. I primi video di mutilazioni, decapitazioni e roghi umani che hanno cominciato ad apparire sul familiare schermo della TV all’ora di cena io non riuscivo proprio a comprenderli. Non li comprendo appieno nemmeno oggi, perché una tale brutalità, se si è davvero sensibili alle immagini e alle notizie che ci passano di fronte, è difficile da accettare. In quei momenti ho deciso che dovevo capire chi erano quelle persone, dove si trovavano, perché parlavano in quel modo, con quel tono e soprattutto quali potevano essere le loro motivazioni. Ho da subito creduto che per compiere quei gesti le loro motivazioni dovevano essere solide: piantate da una mano sapiente e ben radicate nel profondo della loro anima. “
Nel libro tracci la genealogia di un fenomeno complesso, come si tratta in modo semplice una tematica così difficile? “Il fenomeno è molto complesso e sicuramente per trattare nello specifico tutte le sue sfumature non basterebbero cent’anni; basti pensare che a livello internazionale non si è ancora arrivati ad una definizione accettata all’unanimità del termine “terrorismo”. Per questo durante la mia ricerca ho deciso di non trattare un solo tipo di terrorismo, e non mi è passato neanche per la testa di dare una mia definizione ad un fenomeno così frastagliato. Quello che ho cercato di fare, prima di tutto per me stessa, è stato mettere un po’ di ordine tra gli input che ogni giorno riceviamo, anche inconsciamente, riguardo a questo tema. Ho eliminato il superfluo e cercato di trattenere solo le informazioni che mi permettessero di creare una cronologia chiara. Ho così ristudiato gli ultimi cento anni della storia europea e internazionale, ma l’ho fatto con un’ottica diversa e ristretta all’ambito del terrorismo perlopiù a respiro internazionale. “
Il terrorismo è un male oscuro che attraversa la nostra storia, come si è trasformato negli ultimi anni? “Ritengo che la maggior trasformazione subita dal fenomeno non dipenda dal fenomeno stesso bensì dall’ambiente che si è sviluppato intorno ad esso. Mi spiego meglio: le sconfinate possibilità del web hanno facilitato la vita delle persone (si lavora più facilità e anche da casa, si prenotano le vacanze comodamente sdraiati sul divano, si ordina la cena), l’utilizzo delle televisioni e degli strumenti di comunicazione di massa ha velocizzato la circolazione di notizie, aumentato la capacità critica di una certa parte di pubblico e facilitato lo scambio di idee e di opinioni. Credo però che tutto questo sia in realtà una mela avvelenata, credo che abbia un’influenza pesantissima sul degrado morale e critico della cultura occidentale e credo sia la più potente arma che si possa dare in mano a qualcuno. I terroristi dei nostri giorni se la sono presa ringraziando di cuore e trasformandola nel veicolo ottimale per diffondere la loro ideologia e per utilizzare quello che chiamerei un terrorismo psicologico e mediatico.”
Nel tuo libro definisci il terrorismo moderno come 3.0 perché molto più feroce, mediatico e psicologico. I terroristi sfruttano web e mass media per infondere paura: secondo te ci riescono? “Credo che abbiano fatto molto di più: il web non è soltanto un mezzo per infondere paura (cosa che peraltro riesce alla perfezione), ma è prima di tutto la loro tana. Un luogo dove cercare nuovi adepti e istruirli. In questi anni si è creato nella rete una specie di mondo parallelo, persone che si fingono altre persone, uomini e donne miti e dimessi che dietro ad una tastiera cambiano il loro carattere per divenire molto più aggressivi e crudeli, storie d’amore che sbocciano, storie d’amore che finiscono. Tutto quello che fino a qualche anno fa era palpabile e umano ora è divenuto digitale, questo però non significa che esso sia meno reale. Oggi la cosiddetta guerra convenzionale non ha la stessa efficacia che aveva qualche anno fa. Questi terroristi, anche se perdono terreno in Daesh hanno la loro base sicura nel web dove si ritrovano, discutono, pianificano e incitano alla loro causa in qualsiasi parte del mondo si trovino.”
Perché è così difficile sconfiggere il terrorismo? “Se la domanda si riferisce al terrorismo che stiamo vivendo noi, è difficile da sconfiggere perché è tecnicamente complesso. Il terrorismo che sta colpendo l’Europa è portato avanti da quelli che io definirei fantasmi. Persone magari insospettabili o che non sono schedate nei nostri sistemi di sicurezza perché non hanno documenti, o ancora, persone che sono conosciute alle forze dell’ordine che però non hanno a disposizione gli strumenti adatti per fermarli. Questi terroristi si nascondono nelle maglie della società occidentale e strisciando in modo subdolo attraverso il suo sistema compiono atti terrificanti. Per dare una risposta ancora più completa mi è d’obbligo dire un’altra cosa: credo che i terroristi facciano il loro mestiere, il terrorismo è anche un lavoro. Quello che rende davvero difficile sconfiggerlo è la risposta europea: sciatta e sicuramente non all’altezza. Vedo tanta corruzione nell’Occidente di oggi, tanta inadeguatezza e tante parole buone ma poco sincere”.
Cosa devono aspettarsi i lettori dal tuo libro? “Un’indagine fresca e innovativa su un tema che ormai è stato trattato in tutte le maniere possibili. Per chi sta cercando strane tesi complottistiche o verità mai rivelate non è il libro giusto. Questo è un saggio molto reale scritto su basi bibliografiche solide da una ragazza che è stufa di leggere pomposi manuali di storia che non si fanno capire. La scrittura è diretta e semplice, come lo sono io. Le tematiche trattate sono attuali e danno uno spunto di riflessione un po’ diverso dal solito. C’è molta autocritica, qualità che credo essenziale per la crescita di una società.”
Hai nuovi progetti in programma? Cosa c’è nel tuo futuro? “Per adesso mi sto concentrando sul cammino di questo libro e sto cercando una scuola di specializzazione che possa aiutarmi a essere ancora più preparata a proposito di questi temi che mi stanno così a cuore. Non so dire cosa ci sarà nel mio futuro, mi auguro di avere la possibilità di coltivare questa mia passione.”


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