Il Futuro? Solidale…

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Seguimi nel buio, il nuovo libro di Simonetta Santamaria

in Anna Lamonaca Blog/La Cultura by

La grande Signora del Thriller Partenopeo, si racconta in una bella intervista al nostro giornale in occasione dell’ uscita del suo nuovo libro “Seguimi nel buio”:

Un articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Simonetta da dove trai humus per le tue storie? “Da qualsiasi cosa. La mia forma mentis mi consente di prendere spunto dalla quotidianità, da dettagli comuni che in un soggetto normale non lascerebbero traccia, ma si sa, gli scrittori sono personaggi particolari; alcuni un po’ di più.”

 Intervistiamola…

Hai scritto romanzi di successo, i lettori restano affascinati dai tuoi personaggi, se ne affezionano, ma vengono anche turbati dalle tue storie spesso sconvolgenti. C’è qualcosa di autobiografico?

C’è sempre una componente autobiografica nelle mie storie, mi serve per poterci metter quel “sentire” intenso e verosimile che voglio trasmettere ai lettori. Ci sono sprazzi di me in ogni personaggio dal momento in cui mi pongo la domanda “che farebbe?” Se non conosci qualcuno non puoi rispondere, l’unica è farlo somigliare e te; in tal modo non potrai sfuggire alla verità, ed è quella che i lettori percepiscono ed apprezzano, perché ci si possono ritrovare.”

Tra i tuoi personaggi vi sono figure che attirano l’attenzione per la loro apparente perfezione, salvo poi nascondere spesso qualcosa d’oscuro. Il male si nasconde nelle persone più integerrime anche nella realtà?

I miei personaggi rispecchiano l’uomo comune. Hanno sentimenti reali, amano ed odiano, hanno fame e sete. Sono umani e pertanto fallibili, dotati di debolezze, non percepiscono il loro lato oscuro finché la vita non li mette alla prova ed è quello che accade a ognuno di noi. Io sono una fervente sostenitrice del dualismo umano. Nessuno è solo buono o solo cattivo. Bene e Male sono 2 facce di una stessa moneta, moneta che la vita lancia in aria continuamente: tutto dipende da che lato cade.”

 

“Seguimi nel buio” è un  thriller psicologico molto potente, vuoi parlarcene? “Sono contenta che tu lo definisca “potente” perché, come per il precedente “Io Vi Vedo”, anche questo è stato un romanzo tutt’altro che facile da scrivere. È la storia di Valerio e Luce, un ragazzino autistico ed una psicopatica assassina senza alcuna possibilità di comunicazione che tuttavia riescono ad entrare in contatto e ad interagire. Come? E qui viene il bello della storia.”

Mi ha incuriosito una frase: “Siete così presi dalla vostra piccola, inscatolata realtà che non vi accorgete dell’universo psichico che pulsa attorno a voi. È la Rete. Cos’è Insanet? “Eccolo qua, il bello. Insanet. È la sincrasi di Insane (folle, squilibrato) e Net (rete, intesa come network), e rappresenta una sorta di rete neurale attraverso la quale le persone affette da patologie intellettive e cerebrali riescono a comunicare: autismo, Alzheimer, coma profondo, tutti stati preclusi ai cosiddetti “normali” ed è così che Valerio e Luce iniziano la loro storia, in bilico tra il tenero ed il perfido. Ai lettori scoprire come.”

 

Valerio è autistico: quanto è difficile entrare nel mondo psicologico di un autistico e descriverlo?

“Come ho detto, è stato un romanzo molto impegnativo. Entrare nel mondo dell’autismo mi ha costretta ad affrontare il problema da diverse prospettive. Ho letto e studiato tanta roba, interpellato specialisti, figurato scenari a me ignoti. Mi sono calata nel personaggio di Valerio dopo averlo delineato fin nei minimi dettagli; un bambino con cui entrare in empatia, per cui provare tenerezza, su cui scatenare il mio istinto materno. Sono rimasta spesso chiusa nel mio studio in silenzio, ad oscillare, nella speranza di entrare in lui. Lo stesso ho fatto con Luce, che tra devianze e psicosi possiede degli umani sentimenti di donna e madre mancata. Gli atteggiamenti psicotici di quando si interfaccia con lo psicologo clinico che la segue, sono studiati nei minimi dettagli secondo alcune trascrizioni che sono riuscita a reperire.”

La neuropsichiatra infantile Christina Kindermann, grazie alla sua pazienza e competenza è l’incarnazione del bene, è colei che capisce che qualcosa non va. Dove hai tratto ispirazione per questo personaggio?“Non so bene. Sapevo solo che per trattare certi casi ci vuole una grande esperienza, ma anche un certo tipo di carattere. Una sera ho visto un film in cui c’era Katy Bates, in una veste molto diversa da quella a cui ci hanno abituato i vari Misery non deve morire e Dolores Clayborne. Aveva un volto bello, tranquillizzante, con i capelli brizzolati corti. Ho pensato ecco, quella è la mia Christina, il resto l’ha fatto da sola.”

 

Nei tuoi libri racconti il lato noir della realtà, secondo te perché i lettori sono così attratti dal male? “Non so se i lettori siano davvero attratti dal male, e se lo sono probabilmente è per esorcizzarlo visto che è attorno a noi nel quotidiano: basta vedere un telegiornale o aprire un giornale. Credo però che i lettori, gli appassionati del genere soprattutto, vogliano una bella storia, originale che li sappia tenere inchiodati alla pagina.”

 

Il libro ha partecipato al torneo letterario “IoScrittore”: vuoi parlarci di questa esperienza? Come possono i lettori aiutarti? “IoScrittore è stato il mezzo con cui questo romanzo ha visto la luce. Dopo Io Vi Vedo la Tre60 mi ha comunicato l’intenzione di virare su cose più commerciali quindi mi sono ritrovata con un romanzo finito e nessun editore. “Basta thriller” me lo sono sentito ripetere tante volte. Così mi sono posta la fatidica domanda: potrebbe essere vero, magari i lettori sono stufi, magari sono io che non funziono, quindi, quale test migliore di un torneo in cui nessuno sa chi sei, devi essere giudicato da altrettanti scrittori (peraltro notoriamente spietati con i colleghi) e passare due round di selezioni oltre il vaglio iniziale. Come possono aiutarmi i lettori? Leggendolo e facendolo leggere. In editoria parlano i numeri e i download contano. Non è vero che “basta thriller”, i lettori ci sono e sono affamati, ma gli editori preferiscono importare scrittori stranieri facendoli passare per il fenomeno del momento; in quanto a noi, vogliono trasformarci in cloni. Io combatto da sempre in favore degli scrittori italiani, ma senza il supporto dei lettori possiamo dimostrare ben poco.”

 

Nel prossimo futuro c’è un nuovo libro, vuoi anticiparci qualche cosa? “Nel mio futuro c’è sempre un libro, ma purtroppo, non dipende da me. Per fare un figlio non basta la madre e come fu per il tanto ambito premio Lovecraft di cui ebbi il pregio di vincere l’XI edizione, l’esperimento IoScrittore non avrà di certo un bis, quindi fatevi sentire. Che so, firmate la petizione “vogliamo la Santamaria in libreria”

 

Rispondi ad una domanda che non ti ho fatto… “Se ho mai provato a scrivere qualcosa di diverso dall’horror e il thriller? Un paio di volte, più per esigenze personali che per convinzione. Il genere è, per definirlo, esistenziale, ma non sono mai riuscita a completarli perché non ne sento l’anima, non sono abituata a rendere emozioni diverse al mio lettore, di quelle che gli offro sono certa, ma di queste…Mi sembra qualcosa di banale, inconsistente. Chissà, magari mi scopro brava a far piangere almeno quanto a mettere ansia…”

www.simonettasantamaria.net

 


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