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Rubino a Sanremo con il brano “Custodire”

in Festival Sanremo 2018/La Musica/Rosaria della Ragione Blog/Ultimi Pubblicati by
Un articolo di Rosaria Della Ragione
Un articolo di Rosaria Della Ragione

Ha 30 anni ed è originario di Taranto: Renzo Rubino per la terza volta sul palco dell’Ariston


Ha pubblicato quattro dischi: Farfavole (2011), Poppins (2013), Secondo Rubino (2014) e Il gelato dopo il mare (2017). La canzone con cui si fece conoscere nel 2013 è “Il postino”: parla di una storia d’amore omosessuale – il ritornello dice «Amami uomo» – e vinse il Premio della Critica “Mia Martini” per la categoria “Giovani”.

Il brano che hai presentato al Festival di Sanremo si chiama “Custodire”. La canzone affronta un tema delicato ed è pensata come un dialogo tra due persone separate, due genitori, che non si parlano più.
«Si. È un brano sincero, ma molto complicato. È la prima volta che parlo di qualcosa in maniera così schietta. È quello che vorrei si dicessero i miei genitori. È una canzone molto intima ed è difficile da cantare, in quanto non è semplice essere un passo indietro rispetto alla canzone. D’altra parte è anche una cosa positiva essere così coinvolto, esserci dentro completamente. Sono felice di come è andata e soprattutto sono felice che ad alcuni “Custodire” è piaciuta tanto e ad altri per niente».

Il brano “Custodire” è stato prodotto da Giuliano Sangiorgi. Che rapporto hai con lui? Come nasce questa collaborazione?
«C’è alla base un gran rapporto di stima e di amicizia. Quando ho chiesto a Giuliano di produrmi il brano mi ha risposto subito affermativamente. Ha accettato per amore, per stima e per l’affetto che ci unisce. È qualcosa che è in musica è sempre più difficile trovare. Tutto spesso è dettato da meccanismi discografici. Il suo contributo per me è stato molto importante, sono cresciuto tanto, non avevo mai fatto collaborazioni così importanti e soprattutto non avevo mai fatto manipolare le mie canzoni da qualcun altro. Il suo tocco si sente».

Hai deciso di duettare con Serena Rossi, come mai questa scelta?
«Serena è una pazza, è piena di entusiasmo, gioia. Ha una grandissima carica. Mi ci rivedo tanto in lei, ha sani principi. Quando ha ascoltato il brano l’ha capito subito, è riuscita ad entrarci pienamente».

Cosa è cambiato dalla tua prima partecipazione al Festival?
«Sono cresciuto tanto. È strano perché mi sento più vulnerabile rispetto alle prime volte, forse perché sono stato via per un po’, questo non era il mondo che immaginavo. Bisogna capire che quando fai questo lavoro non devi aver paura di esporti, devi accettare le critiche e le pugnalate e lasciarti sorprendere dai complimenti, magari quando meno te l’aspetti arriva il bacio più bello».

Il primo Sanremo che ricordi? E una canzone sanremese che porti nel cuore?
«Il Festival di Sanremo del 2000 è quello che ricordo con più affetto e la canzone che vinse proprio quell’anno “Sentimento”».

Progetti in programma post Festival?
«Mi auguro di esser quanto più possibile in giro per suonare e farò anche degli instore tour, mi aspettano tante cose e cercherò di non ritornare in campagna a fare il pensionato».


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