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Roma, Ultimo, UN CONCERTO DA FAVOLA!!

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Ultimo in concerto, Roma, Stadio Olimpico, un grande successo per il giovane autore italiano

Un articolo di Ambra Quaranta
Un articolo di Ambra Quaranta

Niccolo’ Morriconi in arte Ultimo, e’ uno dei miei cantanti preferiti ma ero a Los Angeles per studiare e non ho comprato il biglietto del suo ultimo concerto che si sarebbe tenuto questo 4 luglio allo Stadio Olimpico di Roma. Costretta a ritornare in italia a fine giugno mi dico allora vado, ma tutti “Impossibile i biglietti sono finiti”.
Non demordo il 4 luglio arrivo all’ ultimo sul luogo del concerto e mi prendo un biglietto prato Rosso.

Entro all’ Olimpico alle 20,50. Impressionante vedere tutta quella gente! Stadio Olimpico pieno. 64,000 persone. Emozionante!
C’erano bambini dai 5 ai 9 anni, ragazzi dai 15 ai 30 e tanti genitori o semplicemente adulti senza figli che venivano per lui, insomma gente di tutte le età.
Ultimo è un artista che mette d’ accordo tutti e il suo pubblico e’ molto appassionato, energico, ma educato.
Inizia il concerto, Ultimo ci accoglie con un sorriso e un “Benvenuti a tutti”, sembrava di stare a casa sua, perche’ lui, sul palco, si sente a casa. Due ore e 30 non stop, un repertorio pieno di tutte le sue canzoni piu’ belle dal suo ultimo album Colpa delle favole, fino alle canzoni tratte dai precedenti Peter Pan e Pianeti.
Ci ha coinvolti con la sua energia inesauribile, la sua voce energica e forte si espandeva a in tutto lo stadio. Passa dai suoi pezzi piu’ allegri e leggeri a quelli piu’ nostalgici dove il tema e’ sempre l’ amore, l’ impossibilita’ di capirsi, incontrarsi, la fragilità, la sua, di cui parla spesso. In una delle sue canzoni, Sabbia dice “Mi costa cara la fragilità per chi un posto nel mondo non ha in questo viaggio nell’infinità so che l’amore no, non passerà..” come se l’amore fosse una malattia da cui bisognerebbe guarire.
E nel mezzo del concerto un improvviso colpo di scena: a questa grande festa hanno partecipato anche Antonello Venditi e Fabrizio Moro che ci hanno stupito con dei duetti emozionanti. Il primo, uno dei grandi miti di Niccolò da sempre, il secondo, puo’ considerarsi come, e’ come se fosse una specie di padrino che gli ha permesso di aprire uno dei suoi concerti quando non era ancora conosciuto.

Ultimo, nelle sue canzoni, si racconta con autenticità e sincerità credo che questo sia il segreto del suo successo. Sa scrivere, cantare, suonare meravigliosamente. Mischiando i generi, blues, melodico, rap. “Se la canta e se la suona” nel vero senso della parola lui.
Le sue canzoni le parla, le sussurra, le ulula, non si mette limiti, e’ un artista libero Ultimo, e sul palco si percepisce questa liberta’. E’ bello perche’ e’ libero. E la sua bellezza e’ direttamente proporzionale a questa liberta’ che esperime con la sua voce, le sue infinite tonalita’, solo guardandolo e cantando le sue canzoni ti liberi anche tu.

Non e’ un cantante statico, e’ fisico, sul palco non sta’ quasi mai fermo, cammina, salta, sembra che stia giocando una partita, la sua, dove vince sempre, perche’ nei suoi concerti il protagonista e’ il pubblico che lui lo travolge di canzoni, col suo inseparabile compagno di viaggio, il piano, col quale ha un rapporto esclusivo, simbiotico. Sul quel piano che suona con un impressionante disinvoltura Ultimo ci sembra nato. Attraverso quella tastiera esprime tutte le sue emozioni fino a commuoversi nel suo pezzo finale Sogni appesi gridando per tre volte e il pubblico con lui, con una nota di dolore ”Dalla parte degli ultimi per sentirmi primo” facendo commuovere anche noi. Saremmo rimasti ad ascoltarti per ore. Grazie Niccolo’!


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