Il Futuro? Solidale…

Roma: Processo per stupro approda al Teatro Eliseo

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L’adattamento del documentario a cura di Renato Chiocca.

Nel 1979, Un processo per stupro andò in onda su “il secondo canale” della Rai, raggiungendo oltre 12 milioni di spettatori e smascherando le consuetudini di abuso sui diritti delle donne.

Un articolo di Rosaria Della Ragione
Un articolo di Rosaria Della Ragione

Non era mai accaduto che un processo contro degli uomini accusati di violenza sessuale venisse mostrato pubblicamente. Per la prima volta tantissime persone videro come una ragazza di 18 anni fosse costretta a dimostrare l’assenza del suo consenso mentre quattro uomini la stupravano.

A quarant’anni di distanza lo spettacolo diretto da Renato Chiocca con la partecipazione di Clara Galante ed Enzo Provenzano, restituisce il linguaggio di quel processo penale facendo rivivere sul palcoscenico lo scandalo e l’indignazione di quello che fino ad allora era un processo per stupro. Oggi pensiamo che le cose siano finalmente cambiate, ci illudiamo che siano finalmente diverse, ma non è così. Non si è ancora raggiunta quella giustizia di cui tanti parlano. La donna non è un oggetto, ha un’anima, oltre che un corpo, ha dei sentimenti che troppo spesso vengono calpestati dall’arroganza e dalla prepotenza con cui l’uomo si accosta. La donna, troppo spesso, deve difendersi da insinuazioni, offese, allusioni, pettegolezzi che la etichettano come “è una donna facile”; “mi ha provocato”, “se l’è cercata”, “andava sempre in giro vestita in quel modo…”, “si è fidata di uno sconosciuto”, “di questi tempi cosa si aspettava”, “era ubriaca” ecc… La cosa più triste è che la maggior parte di queste frasi sono pronunciate con estrema facilità e superficialità non solo da uomini ma anche da altre donne che, invece di essere solidali, trovano più “elegante” puntare il dito e dissociarsi. Io proverei per un attimo a mettermi al posto di una di queste donne, sedermi in un’aula tribunale dove, dopo essere state picchiate o stuprate, devono subire anche un vero e proprio processo, con la speranza di essere capite e credute. L’adattamento del regista Renato Chiocca induce alla riflessione più intima, entra in punta di piedi nel cuore e coinvolge l’anima anche grazie alla bravura indiscussa degli attori Clara Galante, Enzo Provenzano Tullio Sorrentino, Francesco Lande e Simona Muzzi che sono riusciti a rendere una piccola stanza del Teatro Eliseo un vero e proprio tribunale. Quel tribunale dove le donne da vittime si trasformano in carnefici e dove sono costrette a guardare negli occhi l’uomo o gli uomini che hanno spudoratamente abusato del loro corpo.

Non lasciamo che queste donne si difendano da sole…


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