Il Futuro? Solidale…

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No Tav… c’è ancora convinzione? M5S resistenza ad oltranza?

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La TAV Torino Lione è un treno che ancora non esiste, eppure va velocissimo e con una motrice alla cui guida non si capisce chi ci sia veramente…

La TAV torino-lione, nella sua folle corsa, rischia davvero di travolgere il governo 5 Stelle Lega, per cui cerchiamo di fare un punto della situazione senza annoiare i troppi distratti fuori dal Piemonte.

La buffonata dei Tecnici della Lega…

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un articolo di Alberto Marolda

I tempi sono strettissimi, e vi assicuriamo che per noi che cerchiamo di tenerci al corrente leggendo tutte le note di agenzia e confrontandosi con i colleghi, gli eventi si muovono in maniera decisamente troppo convulsa, tanto che diventa difficile fare una cronaca ragionata. Tutti seguono solamente gli eventi di questa maledetta Tav… Alzi una mano chi si ricorda più del latte dei Pastori Sardi per esempio? Caro Partito Sardo di Azione, caro Solinas, siete avvertiti, questo significa governare con la Lega…

Chi vi scrive, credo sia importante dichiararlo, è fermamente convinto che non servirebbe nemmeno entrare nel merito dei cosiddetti costi benefici che sono alla base, che sarebbero alla base, permettetemi il condizionale, della scelta Tav sì, oppure Tav no.

Credo che con il paese Fermo nelle sue opere pubbliche più importanti, risanamenti e manutenzioni comprese, non sia etico, morale, opportuno, perdere tutto il tempo che si sta perdendo per capire e conseguentemente decidere, se fare o non fare un’opera che comunque ha una sua linea sostitutiva già perfettamente funzionante, più lenta, meno lenta, più capiente, meno capiente, ma una linea che fa, che percorre la stessa direttiva già c’è, ed è quella che passa per il Frejus. Estremamente sottoutilizzata.

Non è morale, in un paese dove per andare a Matera non c’è un treno, o dove per scendere sotto Bari, non c’è una super strada decente, o linea ferroviaria doppia, o dove per andare da Messina a Palermo, devo fare strade comunali, e non c’è un treno diretto, o anche banalmente se devo andare da Terracina a Latina, oggi dopo le piogge smottamenti e morti dei mesi scorsi, devo percorrere per forza solo la pericolosissima Fettuccia di Terracina, vecchia strada a due corsie rimasta tecnicamente aggiornata al 23 Marzo 1951, quando lo spericolato pilota Piero Taruffi provò a battere il record del chilometro lanciato con la sua Maserati bisiluro 4 cilindri…

Non è morale pensare di investire soldi in una linea ferroviaria per il trasporto merci tra l’Italia e la Francia, linea che ne doppia un’altra preesistente, lo ripeto, tra l’altro sottoutilizzata, quando in Italia ci sono ancora persone che vivono nelle tende dopo i vari tristi terremoti degli ultimi anni.
La linea TAV Torino Lione non è morale per le molte opere pubbliche che mancano nell’intero Paese, troppe, anche al Nord, opere che però vi elencherò in un altro articolo, ora andiamo avanti, perché un giornalista serio deve cercare di mantenersi asettico, ed elencarvi i fatti in modo tale che voi possiate farvi una vostra opinione.

Quello che ci sembra estremamente importante farvi notare, fra tutte le ribollenti notizie, è che ieri sera, SEI marzo 2019 a Palazzo Chigi c’è stata una riunione fiume proprio su questo argomento, magari lo avrete letto, magari no, ma quello che è stato complicato leggere, o ascoltare dalle varie note televisive, era la composizione delle compagini tecniche che si sono confrontate con i vertici Lega – Cinque Stelle sino a tarda notte, per tentare di dipanare il ponderoso Dossier Tav NO preparato dalla Commissione guidata da quel Marco Ponti che è Professore ordinario di Economia e Pianificazione dei Trasporti, al Politecnico di Milano. 

Attenzione, prima di andare avanti a leggere, segnatevi che Ponti, alla riunione di ieri, non c’era, non c’è andato, e proprio ieri è uscito con un focoso articolo sul Fatto Quotidiano, ed un intervista sulla Rai, sulla assoluta necessità di non fare la TAV, e di dedicarsi invece a tutte le altre opere pubbliche che servono al Paese. Lui che tra l’altro è un noto pessimista sulle opere pubbliche.

Comunque dicevo che è stato complicato trovare l’elenco dei tecnici che sono intervenuti alla riunione di ieri sera, e solo una nota della Presidenza del Consiglio uscita in mattinata è servita a far cadere il velo su chi è uscito dalla riunione Ieri sera, addirittura rifiutando di dire il proprio nome e cognome ai cronisti.

Il buon Conte ci racconta che: “La prima parte della riunione è stata dedicata ad approfondire l’analisi costi-benefici acquisita dal Mit, analisi che è stata illustrata dai componenti della Commissione Ramella e Beria. Sono intervenuti in questa fase vari altri esperti che hanno affiancato i membri del Governo e hanno contribuito a sviscerare i contenuti dell’elaborato tecnico in tutti i suoi aspetti”. Il presidente prosegue poi raccontandoci i nomi mancanti, quelli delle due squadre di professori, una del M5S e l’altra della Lega. I tecnici riuniti sono stati undici e tra questi il Movimento ha giustamente portato due membri della commissione che ha redatto l’opera che ha bocciato la TAV, analizzandone i costi e benefici, Paolo Beria, Professore associato di Economia dei trasporti del Politecnico di Milano e  Francesco Ramella, ingegnere del Politecnico di Torino e dell’Università di Southampton. A completare la squadra c’erano anche Gaetano Marzulli, giurista e capo staff di Toninelli al Mit, Pierluigi Navone, anche lui al ministero, dove è Direttore della Direzione per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie per concludere con Pasquale Pucciariello, coordinatore della task force sulla relazione giuridica dell’opera. La Lega ha risposto con una sua squadra la cui figura di spicco era Pierluigi Coppola, unico componente dissidente della Commissione diretta da Ponti, ed ex consulente dell’Ex Ministro Graziano Delrio che cosi profondamente sponsorizzò la TAV.

Vi sembra cosi strano che Coppola non volle firmare le conclusioni volute dal Professor Marco Ponti? 

Gli altri componenti della squadra leghista erano Alberto Petroni, docente del dipartimento di Ingegneria e Architettura di Parma, Carlo Vaghi, ex assessore leghista di Bollate, docente di economia della Bocconi, e militante del Carroccio dagli anni Novanta, Gino Ferretti, rettore dell’università di Parma dal 2000 al 2013, Francesco Parola, docente di economia e gestione delle imprese a Genova.

Ora, è così difficile notare ed accorgersi che i componenti tecnici specifici nel settore trasporti della Lega, quelli che avrebbero dovuto discutere senza preconcetti dell’opportunità della TAV, avevano come capo delegazione, ed unico, DICO UNICO tecnico dei trasporti, il dissidente piddino Coppola? Alberto Petroni, ad esempio, che nella nota di Palazzo Chigi viene furbamente messo come appartenente al dipartimento di Ingegneria ed Architettura di Parma, in realtà, se vai a vedere, è semplicemente un Ingegnere Gestionale, assolutamente fuori dal settore dei trasporti. Non mi parlate poi di Vaghi e nemmeno di Ferretti, o tantomeno di Parola che, come potete già leggere sopra non c’entrano nulla con i trasporti. Saranno pure tutte persone molto degne ma non c’entrano nulla con i trasporti. E questo mi sembra molto chiaro ora, e doveva essere assolutamente chiaro durante la riunione.

Allora perché? Allora perché il MoVimento 5 Stelle non si è alzato dal tavolo e non se ne è andato? Allora perché Toninelli e Di Maio sono rimasti a discutere fino a tarda serata con Salvini, e con Conte? E allora perché il professor Ponti si è smarcato ieri, e non ci è andato?
Forse che la decisione sia già stata presa e stanno solamente cercando la maniera di farci digerire la realizzazione della tanto combattuta TAV? Forse che Marco Ponti ha voluto sottolineare un bel “fate Tutte le porcate che volete, ma non nel mio nome“? Come dicono nei paesi anglosassoni “not in my name“…

Vi lascio con queste domande…

Pensateci stanotte, domani vi riporterò un intervista a Marco Scibona, un ex parlamentare del MoVimento 5 Stelle, attivista dei No Tav, che feci qualche anno fa.

E’ molto chiara, e spiega perché non dobbiamo fare la TAV, allora come oggi.


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