Il Futuro? Solidale…

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Laura Avalle: Vita io ti aspetto, un messaggio d’amore per una bambina che sta per nascere

in Anna Lamonaca Blog/Pianeta Donna by

Laura Avalle è bella, è sorridente, ha una luce particolare negli occhi ed un grande entusiasmo nella voce, intervistiamo la scrittrice e direttrice d’importanti testate nazionali che si racconta al nostro giornale in occasione dell’ uscita del suo nuovo libro: “Vita, io ti aspetto”uno scritto che contiene un messaggio particolare, un inno alla vita, scritto per la nascita di sua figlia Deva, ma dedicato a tutte le donne:

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Laura è da poco uscito il tuo nuovo libro intitolato “Vita io ti aspetto” vuoi parlarcene? “Questo è un libro scritto “di pancia” quando ero in dolce attesa di mia figlia Deva, il sottotitolo è “l’amore raccontato ad una bambina che sta per nascere”, questo dice tutto, le spieghiamo ciò che vedrà, imparerà, conoscerà. È proprio un accompagnamento alla vita a quello che lei andrà a scoprire giorno dopo giorno. Mio marito ha scritto anche lui alcune pagine rivolgendosi a lei ed è un ricordo bello che speriamo di aver dato a nostra figlia, ma anche un aiuto per chi lo leggerà perché è un libro pieno di positività, di voglia di vivere e di gioia, può aiutare chi è in dolce attesa. Quando stai aspettando una vita, ti poni 1000 domande, molti interrogativi, pensi di non farcela, tra gli esami, le analisi, questo libro fa compagnia, ci si racconta per non sentirsi soli”.
Non è un trattato sulla maternità, è un racconto sincero, commovente, è rivolto in prima persona alla bimba… “Ho scritto direttamente alla bambina perché c’era un canale che ci collegava, era dentro di me, mi rivolgevo a lei come se fosse proprio davanti ai miei stessi occhi, in questo senso può essere d’aiuto a tutte le mamme, non è solo un trattato sulla maternità, ma una sorta di diario che contiene tutto ciò che deve fare una mamma: dai primi esami, quelli del sangue, le ecografie, quelle specifiche, ma annota anche come cambia il corpo della donna nei nove mesi di gravidanza dal primo trimestre che è il momento più complesso a livello psicologico perché viene vissuto intensamente, ai mesi successivi fino al parto. Nella gravidanza si razionalizza di avere una vita dentro, un altro cuore che batte nel proprio corpo ed è un’emozione molto forte, iniziano però anche i primi disturbi. Non ho raccontato la maternità solo nei termini d’esperienza meravigliosa, ma anche i retroscena faticosi, i fastidi che una donna deve portare avanti. Io sono stata fortunata perché non ho avuto nausee che sono tipiche del primo trimestre.”
Il libro ha come sottotitolo “l’amore spiegato ad una bambina che sta per nascere”, come si spiega l’amore ad un bambino? “L’amore è un sentimento molto bello, il più bello che esista, il motore che fa girare ed alimenta il mondo, senza di esso non staremmo qui a parlare perché non saremmo nati e noi siamo frutto dell’amore di un uomo di una donna che si sono incontrati, si sono conosciuti, si sono amati, l’amore è il succo della vita e raccontarlo a mia figlia è stato molto semplice in realtà perché basta aprire le porte del cuore e poi le parole vengono da sole. Le ho raccontato come ho conosciuto il suo papà ed anche l’amore per la vita che è molto importante e la fortuna di essere nel mondo che riguarda in prima persona tutti noi che diamo per scontato tante cose: avere un tetto sulla testa, un piatto di pastasciutta, l’amore dei nostri genitori, sì perché c’è gente che purtroppo non ha queste cose”.
Il libro contiene anche dei temi importanti come ad esempio la violenza sulle donne, l’uguaglianza dei sessi, la malattia, la disabilità, come si fa a raccontare tutto ciò? “La spinta ad affrontare dei temi così importanti e difficili con una bimba come la violenza contro le donne, la parità dei sessi, l’ho sentita come una necessità, un’urgenza nel momento in cui facendo il test per scoprire il sesso del nascituro ed avendo scoperto che era una femmina mi sono sentita in dovere in quanto mamma ed in quanto donna di spiegarle l’amore, che è meraviglioso, esso bisogna poterlo riconoscere e non bisogna confonderlo con la violenza, uno schiaffo non è amore, l’amore è completamente un’altra cosa, chi ama davvero ti vuole proteggere, si preoccupa solo del tuo bene. In questo momento storico molte donne subiscono violenza da uomini che dicono di amarle. Mi sono sentita in dovere di mettere in guardia perché importante discernere le due cose. Temi come la disabilità e la malattia sono facce della stessa medaglia, la vita è fatta di cose belle e brutte, di gioia, ma anche di sofferenza, stare bene è una fortuna, abbiamo il dovere d’aiutare altre persone, d’essere sensibili perchè queste persone sono come noi. Si sente troppo spesso parlare di violenza ed atti di bullismo, l’ultimo tema trattato quello della parità dei sessi, sempre leggendo il test e sapendo che lei era una femmina ero sicura che avrebbe dovuto combattere nella vita, forse anche più di un uomo come ha fatto la sua mamma, come fanno altre tante donne che stanno cercando di portare avanti e difendere i loro diritti acquisiti grazie ad altre donne che prima di noi si sono battute. Ciò è una realtà molto attuale in termini anche più globali sulla condizione della donna non solo in Italia, ma anche negli altri paesi, quindi bisogna rispettare, avere un’idea giusta delle cose, ma tutto ciò parte dalla conoscenza”.
Ti chiedo dov’è nato il tuo amore per la scrittura che ti ha cambiato la vita? L’amore per la scrittura in genere è da sempre parte di me, per lavoro io sono giornalista, già da bambina lavoravo di fantasia, inventavo storie, elaboravo le emozioni, il mio mondo interiore, aspettavo solo d’imparare a scrivere per metterle su un foglio di carta. Scrivere d’altra parte è un atto di responsabilità, nel giornalismo la comunicazione deve essere assolutamente verificata dalle fonti, deve essere onesta e chiara. Cerco d’essere così anche quando scrivo libri, certo sono due registri linguistici diversi, un conto è lo stile giornalistico ed un conto è lo stile narrativo che è più ricco di aggettivi e filtrato dalle emozioni. Lo stile giornalistico è più asciutto e si limita a raccontare i fatti della realtà e ad esprimere in parole chiare un concetto. Quando la gente mi chiede se mi sento più scrittrice o giornalista, rispondo che mi sento giornalista poi come passione mi diletto anche nel tempo libero che è sempre meno adesso con una figlia, a scrivere narrativa, pensieri in poesia e libri, come Vita io ti aspetto. Mi piace anche di dedicarmi a progetti nuovi, cercare quando possibile di tradurli in realtà”.
Dammi una definizione che cos’è per te scrivere e che cosa è per te comunicare? “Scrivere per me è vivere due volte, è prendere atto ed interiorizzare in maniera intensa quello che ti è appena capitato, perchè la vita è talmente frenetica, “il momento”, lo dice la parola stessa, scappa, sfugge in un attimo, scrivere vuol dire filtrarlo su carta, renderlo immortale, mentre comunicare è diffondere ad esempio una notizia, qui viene fuori l’anima della giornalista che è in me quindi, comunicare come scrivere è un atto di responsabilità e bisogna stare molto attenti a cosa e a come lo comunichiamo, giornalisticamente parlando si è bravi quando si riesce a comunicare quello che sta succedendo, quando si racconta un fatto senza mettersi in prima persona, comunicare la realtà senza giudicarla e farsi capire, quando ci sono questo insieme di cose fatte con amore si è un bravo giornalista.”
Parliamo della parte bella di tutta questa storia narrata nel libro. Come è cambiata la tua vita dalla nascita di Deva? “La nascita di mia figlia è stato un bellissimo evento stravolgente, uno tzunami di emozioni, avventure e cambiamenti forti, però non ti nascondo che avevo dei timori dentro di me su se sarei riuscita a fare tutto, a compensare gli aspetti lavorativi e familiari, ad essere una buona madre, la risposta è si, come tutte le mamme, sono molto fortunata perché ho l’aiuto delle due famiglie. Quando nasce un bambino si scoprono delle risorse che non si sapeva di possedere, un figlio non toglie niente, ma aggiunge, l’unico interrogativo che una donna dovrebbe porsi prima di fare un figlio è “Ho trovato la persona giusta?” un figlio ha bisogno di genitori che lo accolgono, non è semplice, si può trovare l’amore della propria vita tra i banchi di scuola o dopo, l’amore è il miracolo più grande della vita, arriva quando deve arrivare”.
Cosa c’è nel tuo futuro?
“Sono molto scaramantica, posso dire che sto lavorando ad un’altra opera che mi piacerebbe vedesse la luce il prossimo anno, bisogna sempre calcolare i tempi, la priorità in questo momento è mia figlia, la famiglia, il mio cagnolino ed il mio lavoro come direttore di “Vero Salute” che da notizie di salute e benessere, è tutto bello, ma la salute è la cosa più importante che ci sia, noi spieghiamo come rimanere in salute e prevenire molti malanni stagionali, ci avviciniamo alla stagione fredda invito tutti a leggere il giornale che è acquistabile al costo di solo un euro”.


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