Il Futuro? Solidale…

La sindrome di Nonna Papera: piantati a Natale con ancora il suo regalo sotto l’albero? È mal comune

La sindrome di Nonna Papera: piantati a Natale con ancora il suo regalo sotto l’albero? È mal comune

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Altro che amore e volemose bene: nel periodo natalizio c’è un’alta percentuale di coppie che scoppiano

Un Articolo di Simonetta Santamaria
Un articolo di Simonetta Santamaria

Le feste di Natale… tutto si tinge di oro e argento, e poi il rosso del vestito del Babbo panzone, il verde delle ghirlande appese alle porte. L’aria s’inebria di profumi di dolci, i bimbi finalmente si svegliano tardi e scorrazzano felici in pigiama, ubriachi di eccitazione e nuove speranze sotto gli occhi umidi di papà e mamma che pure si sentono più vicini, e rinnovano il loro legame condividendone i frutti. Le giovani coppie si scambiano regali e promesse di amori infiniti. Tutto a Natale assume un velo rosato che rende la realtà quasi surreale, come quando da bambini guardavamo attraverso la carta delle caramelle Rossana.
Bello, vero? Una descrizione degna del lato tenero del Canto di Natale dickensiano. Se quaggiù avessimo la neve avrei aggiunto i pattinatori sul lago ghiacciato, che pure fa tanto romantico… Finché qualcuno non prende quella carta rossa e te la straccia sotto il naso, distruggendone anche la magia.
Guardiamo dall’altro lato, ora.
Natale porta anche malinconia. I ricordi riaffiorano, i vuoti si amplificano, amarezza e dolore si annodano, cresce l’insofferenza, il rimpianto per ieri e la paura del domani. I rapporti agli sgoccioli stillano bile, il nervosismo si taglia a fette, basta una minima cosa per far partire un missile nucleare che al confronto la bomba H di Kim Jong Un è un peto di scarafaggio. Ed ecco che proprio in queste giornate di festa e amore, molte coppie scoppiano.
Sposati, fidanzati, amanti, trombamici… il Natale rivela lo Scrooge che è in noi, nessuno è in salvo, sappiatelo. Spirito natalizio una cippa.
E già… Molte unioni finiscono sotto Natale. La tristezza di affrontare le feste con un forte disagio interiore porta a dichiararne drasticamente il decesso. Oppure siete single e avete un trombamico occasionale? Be’, sparirà pure quello, e senza manco dirvi arrivederci e grazie. E l’amante? Avrà un rigurgito amoroso per il coniuge originario e voi sarete cancellati.
Orribile, vero? Niente a che vedere con Dickens, più uno scenario alla Lovecraft, direi…
Perché diciamocelo, non piace a nessuno essere lasciati a Natale, e che diamine. Un rapporto, sia esso di un mese o di trent’anni, sporadico o continuativo, merita rispetto. Non si può colpevolizzare qualcuno se non ama più, se non è più attratto, o se si è semplicemente stufato, è sufficiente una spiegazione. Due parole, ma dovute.
È sempre la condotta a fare la differenza. E molte condotte assomigliano a cloache più che a bucoliche grondaie. Perciò, se avete intenzione di mollare, portatevi avanti col lavoro e ricordatevelo con un mesetto d’anticipo. Almeno questo, cazzarola.
E quindi, amici miei, attenti al Natale. Alla via di dicembre, cominciate a guardare bene negli occhi il vostro partner, e se percepite che il livello di allerta è salito a DefCon 2, allora affrontate la cosa in tempo.
Se non altro eviterete di buttare soldi in regali inutili, e magari li spenderete per voi: un bel regalo di Natale consolatorio, e una caramella dalla carta rossa attraverso la quale guardare ancora il futuro.

Simonetta Santamaria è scrittrice, giornalista, motociclista, batterista e svariati altri “ista”; ama i gatti, i viaggi avventurosi e Stephen King (ma lui non lo sa).
Il suo sito è www.simonettasantamaria.net
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