Il Futuro? Solidale…

La sindrome di Nonna Papera

La sindrome di Nonna Papera: prigioniere del caos

in Pianeta Donna/Simonetta Santamaria Blog by

Esiste ancora lo status di Casalinga Volontaria?

Un Articolo di Simonetta Santamaria
Un articolo di Simonetta Santamaria

La donna di oggi cavalca il nuovo millennio verso mete che vanno ben oltre il suo nucleo abitativo. Di conseguenza, lo status di casalinga non è quasi mai una scelta ma una condizione. La donna di oggi non è più affetta da quella che io definisco sindrome di Nonna Papera, quella che spingeva le nostre nonne ad occuparsi di casa e famiglia con appagamento, che le induceva a confezionare manicaretti e torte di mele con l’abilità di suor Letizia (vedo un sacco di Letizia nella mia vita, poi vedrete anche voi) accogliendo alla sera i loro cari col sorriso sulle labbra, sempre in ordine come appena uscite dall’armadio. Noi, donne di oggi senza il gene della casalinga, alla sera ci arriviamo sfatte e furenti per aver dovuto rassettare, lavare e stirare quello che per un buon 90% gli altri hanno incasinato, sporcato e spiegazzato. Disoccupazione, cassa integrazione, lavoro interinale, tutte variabili che ci trasformano in prigioniere della nostra stessa casa. E quanto più tempo ci si passa, più si acquisisce la consapevolezza di essere parte di un luogo molto simile all’universo nella remota fase del caos.
Esempio: l’arrivo del marito dopo una dura giornata di lavoro è segnato dalla scia di indumenti che si sfila, direzione ingresso-camera da letto-via corridoio, in sequenza perfetta: giacca-cravatta-camicia-scarpe-pantalone-calzini-mutande. Due le alternative: andargli dietro come un raccattapalle a Wimbledon, attenta a non smarrire alcun pezzo, o contare fino a dieci, respirare a fondo e lasciare tutto così com’è. Rischio: durante la notte il cane potrebbe dormirci sopra costringendovi a ricorrere troppo spesso alla lavanderia. Perché sarete voi, e solo voi, a portare quei panni a lavare. Poi lui si stravacca sul divano e aspetta la cena, durante la quale le vomita addosso tutti i suoi problemi, le fatiche, e bla, bla, bla… E la casalinga ascolta perché che cos’ha di interessante da raccontare? Che si è otturato il filtro della lavatrice e la casa è diventata un acquario e ci è voluta mezza giornata per asciugare tutta quella fottuta acqua?
E, a proposito di cane: avete mai notato quanti peli morti produce quotidianamente un botolo delle dimensioni di un coniglio? All’incirca il numero necessario per rivestire un sanbernardo. A nulla vale l’ausilio dell’aspirapolvere: china a 90 gradi in barba alla peggiore ernia del disco, la donna non fa altro che rastrellarne ciuffi per tutta la giornata maledicendo a) il giorno in cui si è fatta convincere dai figli a prendere un cane; b) il giorno in cui, accettando quel lavoro rivelatosi una fregatura di soli sei mesi, si era detta “ormai sono una manager”.
Ma, in fondo, è solo un gioco di accenti; provate a pronunciarlo alla francese: ménagère, ed ecco fatto: casalinga.
Pronostico azzeccato.

Simonetta Santamaria, è scrittrice di thriller e horror. Giornalista, irriducibile motociclista, amante dei gatti e delle orchidee.
Il suo sito è www.simonettasantamaria.net


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