Il Futuro? Solidale…

La sindrome di Nonna Papera

La sindrome di Nonna Papera: non lo fò per piacer mio…

in Pianeta Donna/Simonetta Santamaria Blog by

Incubatrici umane. O almeno glielo abbiamo fatto credere

Un Articolo di Simonetta Santamaria
Un articolo di Simonetta Santamaria

Non lo fò per piacer mio ma per dare un bimbo a Dio. Con questa geremiade, raccontava mia nonna, le bigotte di inizio Novecento approcciavano al sesso coniugale. Non sia mai orecchio di parroco avesse potuto udire inopportuni gemiti che lo avrebbero erroneamente ricondotto a volgare piacere fisico… Succube di un’insulsa cattocultura, andavano poi a sgranare (rosario alla mano) ogni particolare in confessionale per una ripulita dell’anima e tutto a posto fino alla successiva trombata.
Mi chiedo se gli uomini abbiamo mai creduto a questa leggenda metropolitana, da mettere al pari con i coccodrilli nelle fogne di New York e al Bigfoot.
Se oggetti di forma fallica di facile manovrabilità risalgono a ben prima dell’avvento del casto e puro Gesucristo, vuol dire che A) in realtà le donne si divertivano parecchio con i loro (e non) uomini e poi andavano in chiesa a mondarsi dai peccati della carne tipo lavanderia a gettoni; B) gli uomini non avevano capito una cippa e quindi le donne, sempre state abili nel fai-da-te, compensavano nel tempo libero.
Ci hanno definite “isteriche” e gentilmente offerto doccette e massaggi pelvici curativi… Ah, se erano curativi… In effetti dallo sfinimento dei medici addetti a tali massaggi, e forse da una diffusa sindrome del tunnel carpale, sempre gentilmente inventarono il vibratore. Felici i dottori, più felici noi; i volti delle donne sottoposte a tali cure esprimono bel altro che la sofferenza della malattia.
Per celebrare quello che molte donne considerano una delle invenzioni Top Ten di tutti i tempi, a San Francisco è nato il Good Vibrations Antique Vibrator Museum, che ospita una singolare collezione di vibratori dal tardo 1800 ai giorni nostri. A manovella, a corrente, a pile, dalle forme più strane: alcune ricordano più inquietanti strumenti di tortura che di piacere ma, come direbbe la buonanima di Guido Angeli, provare per credere! Una messa in mostra di ciò che l’ipocrisia ha tentato per decenni di tenere nascosto, e guai a parlare di masturbazione pena il celeste incenerimento istantaneo. Non a caso, il primo vibratore senza fili pare risalga proprio al 1968, in piena rivoluzione sessuale, sebbene all’inizio venisse pubblicizzato come rimedio contro le nevralgie muscolari: un vero e proprio massaggiatore portatile.
Oggi, per par condicio, dopo la magica pillola blu è stato approvato il cosiddetto Viagra rosa a base di flibanserina che dovrebbe potenziare la libido femminile. Ma il farmaco, uditeudite, ha fatto un clamoroso flop. Perché noi donne non andiamo dove ci porta la nostra vagina come la bacchetta del rabdomante (che non a caso è un uomo…). Ci vuole ben altro, e anche meno costoso, impegnativo e dannoso per la salute, per accenderci.
Non fateci sentire solo delle incubatrici umane e discariche dei problemi del mondo. Un fiore inaspettato fa molto più di una pillola, anche se rosa.

Simonetta Santamaria, è scrittrice di thriller e horror. Giornalista, irriducibile motociclista, amante dei gatti e delle orchidee.
Il suo sito è www.simonettasantamaria.net


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