Il Futuro? Solidale…

La sindrome di Nonna Papera

La sindrome di Nonna Papera: lettera aperta ai signori centauri

in Pianeta Donna/Simonetta Santamaria Blog by

Della serie sopravanzare, sempre

Un Articolo di Simonetta Santamaria
Un articolo di Simonetta Santamaria

Cari signori motociclisti… intesi come guidatori di motociclo e non come emuli di Valentino Rossi perché, come ha scritto qualcuno di grande saggezza su un cartello che ha fatto il giro del web, “definirsi motociclisti guidando uno scooter è come farsi il bidè e sentirsi dei sub”…
Cari signori motociclisti, dicevo, voi che ritenete l’andare sulle due ruote una priorità maschile così come guidare un qualunque mezzo abbia un motore (ma forse anche un cavallo, come motore), e che quindi giudicate indegne le chiappe di una qualsivoglia donzella sul sellino di un qualsivoglia mezzo di locomozione (se non in veste di passeggero) tranne la bicicletta modello Signora in Giallo e solo se la città è dotata di piste ciclabili ben delimitate; voi che alla vista di noi donne alla guida di un due-ruote non perdete l’occasione di tagliarci la strada per superarci e poi piantarvi davanti, fosse anche di un solo centimetro, al semaforo come in una fila; voi che al suddetto semaforo bruciate la partenza – e un paio di millimetri di battistrada – manco ci fosse in ballo la vittoria del mondiale, salvo poi fermarsi un metro dopo dietro la fila di auto che stava là pure prima; voi che – anche quando siete in suddetta macchina – non potete fare a meno di arrivare all’incrocio sparati (il fatto che noi veniamo da destra è solo un dettaglio marginale) per il solo gusto di frenare a un passo dalle nostre caviglie e infine dondolare la testa e sorridere con quell’aria da uomini navigati della serie “ti sssei spaventata, lo ssso”…
Cari signori motocilisti, io non sono mai stata una femminista nel senso imbecille del termine, non ho mai sbandierato slogan in favore dell’autonomia della vagina né prego la sera un qualche dio che vi polverizzi tutti ma questa cosa ve la voglio proprio dire: i luoghi comuni sono per i cretini.
Dire “donna al volante pericolo costante” et similia avrà pure un certo fondamento ma non per questo siamo condannate a finire tutte in un unico fascio. Conosco motocicliste che corrono su pista e vincono premi, fanno raid nel deserto che farebbero impallidire anche il più “eroico” di voi, donne che comandano multinazionali e donne che vanno nello spazio. Proprio come voi. A volte anche meglio di voi. Infatti, secondo un sondaggio del Centro Studi e Documentazione Direct Line, solo l’11% degli Aventi Il Pisello dichiara ancora che la donna in moto li spaventa più della donna al volante.
Quindi fateci un piacere: almeno per strada evitate di voler primeggiare a ogni costo. Siate uomini e quindi cavalieri, comportatevi in maniera civile e intelligente anziché come delle teste-di-cazzo all’arrembaggio. Quel centimetro di strada guadagnato al semaforo o in fila non vi farà sembrare più maschi o più fighi, ma solo dei tristi coglioni avvizziti come prugne secche, immeritevoli di ogni benché minima forma di stima.
E infine, se volessimo appellarci alla famosa Legge del Nano, fossi in voi mi terrei sempre un metro indietro a una donna. Almeno.

Simonetta Santamaria, è scrittrice di thriller e horror. Giornalista, irriducibile motociclista, amante dei gatti e delle orchidee.
Il suo sito è www.simonettasantamaria.net


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