Il Futuro? Solidale…

Covid The pale blue dot

I nostri pensieri, The Pale Blue Dot ed il Covid 19

in Italo Persegani Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by

Il Covid 19 visto dalle nostre Astronavi

Covid Astro News… Da qualche giorno medito di riportare per iscritto i miei pensieri ispirati dalla prima fotografia scattata al nostro pianeta Terra nel 1990 a sei miliardi di chilometri di distanza. Com’è d’uopo fare, prima di scrivere, ho cercato di documentarmi, e nella mia breve ricerca di fonti, sono incappato in un testo di Carl Edward Sagan…

Un servizio-di-Un articolo di Italo Persegani
Un articolo di Italo Persegani

Sagan era un astronomo e divulgatore scientifico, ed uno dei collaboratori del progetto Voyager. Fu lui che chiese insistentemente di far scattare una foto della Terra dai confini del sistema solare: the Pale Blue Dot. Nel 1994 scrisse un libro a riguardo in cui espose le sue riflessioni. Io condivido ciò che scrisse e trovo superfluo ripetermi, quindi. Per questo Vi riporto un estratto dei suoi pensieri :

Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L’insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “comandante supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare per un momento padroni di una frazione di un puntino. Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che noi abbiamo una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi. La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora. Che ci piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto.”

Fine della citazione.

Dal 1994 l’essere umano, ospite della Terra, ha vissuto varie esperienze del tutto simili a quelle che aveva conosciuto precedentemente: guerre, crisi economiche, carestie, sentimenti ed egoismi nazionali. Il messaggio di Sagan è stato ignorato e, per chi ne è venuto a conoscenza, trattato come dei pensieri utopici. Ora l’umanità deve confrontarsi ad una epidemia. La logica del pensiero dovrebbe suggerire l’abbandono degli egoismi per battere il comune nemico. Eppure questi continuano a sussistere … i capitalismi delle varie nazioni utilizzano il virus per imporsi su quelli degli altri paesi. E’ un perfido gioco dove si spera di rimanere più forti per appropriarsi con poco sforzo degli avversari. E questo non è un gioco che si svolge solo in Europa ma nel mondo intero. Pensate che opportunità per colui che, con poca fatica, avrà avuto la possibilità d’imporsi sui concorrenti senza una vera lotta competitiva, senza i costi che la libera concorrenza impone! Si potranno accaparrare ricchezze ed economie immense senza avere alcuna opposizione perché il nemico è senza forza, è esangue. Questo timore è percepito dagli Stati sovrani, per questo da qualche giorno si parla di “golden share” o di statalizzazioni d’attività ritenute far parte dell’interesse nazionale … tutto questo a cosa porta? Al rinfocolare egoismi che, come una spirale, avvilupperanno il liberismo soffocandolo ed uccidendolo con buona pace di Adam Smith e dei suoi pensieri esposti in “La ricchezza delle Nazioni”. Si arriverà a ciò perché si vogliono ignorare pensieri e riflessioni come quelli di Carl Edward Sagan! Eppure sarebbe tanto semplice se solo lo si volesse. In queste ultime settimane riecheggia l’espressione “siamo in guerra” ma, anche se abusata, figuratamente è la più azzeccata. Il problema è che gli svariati capi la usano per galvanizzare la propria nazione a reagire. Quindi ci sarà il Covid19 contro gl’Italiani, gli spagnoli, i francesi, i tedeschi, gl’Inglesi, i cinesi, gli statunitensi …  … Io non sono uno specialista della strategia militare ma, per quel poco che conosco, molti fra i condottieri ed i teorici militari hanno sempre asserito che per aver maggior successo nelle guerre era necessario dividere il nemico. Sun Tzu, Cesare, Alessandro Magno, Federico il Grande, Napoleone, Von Clausewitz, condividono questa strategia. Ed anche il Covid19. Solo che il virus coronato non ha bisogno d’attuare nessuna particolare azione per attuare i suoi piani. I suoi nemici e cioè gl’italiani, gli spagnoli, i francesi, i tedeschi, gl’inglesi, i cinesi, gli statunitensi … … fanno tutto da soli: restano divisi a dispetto di qualsiasi logica militare. Invece d’unire i propri sforzi contro il nemico comune sprecano tempo ed energie berciando l’un contro l’altro, accusandosi di tradimenti, inefficienze, schiaffeggiandosi, usando i peggiori luoghi comuni per sfiduciarsi, cercando di sopraffarsi fra di loro. Insomma dei pasticcioni ridicoli, tragicamente ridicoli. Eppure basterebbe pensare che noi, sette e miliardi e mezzo d’esseri umani aggrappati ad un granello nell’universo, stiamo mettendo a rischio la nostra esistenza solo per una miopica stupidità. Non è uno slogan ma un credo, una verità: se fossimo uniti potremo vincere, se avessimo la consapevolezza che la prevaricazione su un altro simile ci rende meno forti potremo essere migliori e far vivere più a lungo l’Umanità! Forse il Covid19 ci può aiutare ad avere questa presa di coscienza. Sono rimasto favorevolmente sorpreso che in questi giorni, per la prima volta, dall’Unione Europea sia uscita l’incitazione a cercare d’uscire tutti insieme dalla crisi per evitare che uno stato cannibalizzi l’altro. Ma la voce è ancora troppo flebile e non si dovrebbe rivolgere solo all’Europa ma al mondo intero. Utopia, sì forse! Ma adesso più che mai bisogna cominciare a credere alle utopie e cercare di realizzarle. Può sembrare una contraddizione: un’utopia è tale perché non la si ritiene realizzabile. Sì, certo, se noi manteniamo la prospettiva con cui vediamo le cose ma se noi la cambiamo forse certi pensieri che sembrano utopici non lo sarebbero più. Proviamo: senza allontanarci dalla Terra come il Voyager 1 ma solo viaggiando qualche decina di migliaia di chilometri nello spazio ci renderemmo conto che siamo tutti lì, su quella palla per lo più blu e che non abbiamo alcun altro posto dove andare. Da quella distanza non si distinguono i confini degli stati che gli umani si sono inventati. Quella è The Pale Blue Dot, casa nostra, un mondo abitato da un popolo magnificamente multicolore e multiculturale! Un popolo che, visto dallo spazio, è uno solo. Legato ad un granello di sabbia nell’immenso dell’Universo, proprio come nella canzone di Nico Fidenco.


Ti piace ciò che facciamo? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante per noi. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?





Guarda la nostra classifica mondiale su: Review Iogiornalista.com on alexa.com Ti è piaciuto questo servizio? Vuoi esserci utile e farci sopravvivere? Pubblicizzalo sui tuoi Socials, Facebook ed altri, cliccando le icone più sotto in questa pagina… Grazie! Stay Tuned!

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from Italo Persegani Blog

Go to Top