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Gianni Marino presenta Salutami Mario e si racconta

in Anna Lamonaca Blog/La Cultura by

Attore, regista di corti, cabarettista, originario di San Giorgio a Cremano: lo intervistiamo

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Tra i suoi sketch più conosciuti, nati dalla sua genialità troviamo personaggi come “Gennaro Macleod l’Highlander napoletano”, “Ken il fidanzato di Barbie”, il “Toy Boy gigolò” accompagnatore di donne di una certa età, e lo strepitoso “Calciatore ambito”.
In occasione della presentazione di un suo nuovo cortometraggio-commedia sentimentale “Salutami Mario” lo abbiamo intervistato per voi…

Gianni Marino è un personaggio particolare, fuori dagli schemi prestabiliti, non si definisce né regista, né comico, ma una persona che respira arte che senza  ne morirebbe, nel vero senso della parola, si definisce un artista umilmente parlando, ma non c’è una definizione, non vuole essere etichettato, non è né comico, né regista, nel senso che un progetto è suo se l’ha nel cuore e se l’ha voluto lui”.

Parliamo di Salutami Mario:  “Amo il mondo cinematografico, faccio il comico, ma sogno il cinema, quando posso produco cortometraggi. Salutami Mario è il mio nuovo lavoro, una commedia sentimentale sotto forma di cortometraggio in cui io sono attore, regista e sceneggiatore, ho tratto ispirazione per questa commedia dal rapporto di coppia, nei tempi moderni è difficile fidarsi dell’altro. La trama è semplice, si tratta di una storia d’amore e di gelosia tra Luca, giovane imprenditore e Laura una professoressa che andrà a lavorare fuori Napoli. Un amore fatto di difficoltà di coppia generate dalla lontananza  e ci sarà un colpo di scena finale. Nel cast a recitare con me, Martina Amato ed Andrea Aiuto. Sono molto fiero di questo mio corto che presenterò a molti festival.”

Uno dei tuoi corti molto premiato è Irregularity:

“Irregularity” con la regia di Kader Alassane un regista che ha vinto il Leone d’ oro al festival di Venezia un po’ di anni fa; interprete femminile Maria Rosaria Virgili, la tematica trattata è lo sfruttamento sul lavoro”.

Sei sempre interprete dei tuoi corti?

“I corti sono quasi tutti scritti ed interpretati da me; con essi ho partecipato a vari concorsi ed ho vinto un paio di premi, tra cui nel 2013 il Drago d’oro”.

Per quanto riguarda i tuoi personaggi presentati in Tv. Quando hai scoperto di avere una certa vena comica?

“E’stato tutto un crescendo, fin da piccolo ero molto timido e poi grazie ad un’esperienza televisiva alla Rai, un amico del palazzo m’invitò,  iniziai a fare un po’ di teatro. Ho sempre avuto una passione per la comicità, scrivevo, scrivevo, ma non provavo mai nulla, non sapevo nemmeno se funzionasse, mi trovai a fare un provino al “Tam- Il tempio del Cabaret” e poi studiando, provando, iniziai a proporre al pubblico alcuni personaggi che sono nati da una maturazione ed uno studio approfondito. Spesso gli amici mi chiamano e mi chiedono:”Portati a mio cugino è un tipo simpatico”, ma per fare comicità vera non serve solo la simpatia, senza studio, non si può fare niente.”

Da dove trai ispirazione per i tuoi sketch?

Più che trarre ispirazione, solitamente propongo molti personaggi al pubblico, però poi bisogna capire qual è quello che più mi si addice ed è nelle mie corde; negli anni su Sky portai Ken il fidanzato di Barbie e fu un successo, poi proposi Macleod l’Highlander napoletano perché io sono fan sfegatato del film, ho inventato poi il personaggio del “Toy Boy” cioè il gigolò per anziane perché credo che sia una realtà cruda e vera nel mondo d’oggi, è una moda che spopola soprattutto tra signore ricche di una certa età, ci ironizzo in maniera surreale ed infine il calciatore ambito”.locandina-gianni-marino-logo-nuovo-made-in-sud-1-buonissima-778x1024 (300 x 395)

Gianni ti rifai a stereotipi del nostro mondo presi di mira non solo per farci ridere, ma quasi sempre per farci riflettere su tematiche molto importanti in chiave comica e ironica. A quale dei tuoi personaggi ti senti più legato?

“Highlander è il primo personaggio che ho realizzato e che propongo tutt’ora nei miei spettacoli live, credo che sia il pezzo più forte e più bello dello spettacolo, è sempre surreale e popolare allo stesso tempo”.

Qual è il tuo rapporto con il pubblico?

“Nei miei live il rapporto con gli spettatori è sempre alquanto giocoso e nonostante a volte sia eccessivamente confidenziale, le persone capiscono che è per scherzo, un rapporto tranquillo, ma focoso allo stesso tempo”.

Made in sud?

E’ per me una grande famiglia formata da brave persone che lavorano da anni insieme e con affiatamento”.

I comici in realtà sono tristi, nascondono una tristezza di fondo è vero?

Io non sono Dr Jekyll e Mr Hyde, sono una macchina quando lavoro, nel mio privato  sono un po’ riservato, ma non sono una persona triste”.


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1 Comment

  1. Sarò lieto di essere alla prima dell’opera di Gianni Marino, che oltre all’amicizia che ci lega è al lavoro stesso, lo stimo per la sua abnegazione e la sua animosità. Pertanto, lo ritengo un professionista serio come pochi. Ad maiora Salvatore Orlando

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