Il Futuro? Solidale…

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La Gangbank di Gianluigi Paragone

in Il Sociale/La Cultura/La Politica/Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog by
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Un articolo di Pamela Crusco

Sabato 10 Giugno al Mitreo di Roma siamo andati ad ascoltare Gianluigi Paragone che ha presentato Gangbank.
Il nostro è stato un esperimento sociale: ci siamo fatti accompagnare da un amico, Massimo, che ha rappresentato per noi il “popolo”.
Nel suo libro Gangbank Paragone ci parla di come il sistema finanziario riesca a governare tutta la nostra economia perché sfrutta la nostra inconsapevolezza.
Siamo tutti pronti ad offrire i nostri dati, a far conoscere le nostre abitudini e tutti noi non siamo altro che l’oggetto del loro tornaconto, le vittime della gangbank.
Il sistema si basa sull’indebitamento della popolazione, sulla tecnologia nemica e sulla modernità che soppianta la cultura.
Gangbank traccia uno spaccato della situazione economico-politica della società odierna e denuncia l’illegalità e l’ingiustizia che la governano.

Di fatto il tentativo dello stesso Paragone non ha ottenuto i giusti risultati; il suo pubblico, sabato, era costituito da quelle poche persone interessate all’argomento, studenti di economia, di giurisprudenza, ex dipendenti di banca, una fetta di popolazione che già conosce le problematiche di cui si è parlato. E infatti le domande finali sono state pertinenti e mirate.

D. “ La soluzione per questo è uscire dall’euro? E’ possibile uscire dall’euro o ci sono possibilità di fare politiche economiche più espansive in Europa?”

G.P.: Il dibattito alternativo adesso è “uscire dall’euro?” e ovviamente  tutti pensano, quando parli di uscire dall’euro, che i soggetti politici che stanno parlando di questa opzione siano Salvini da una parte e Grillo dall’altra. Io nel libro non ho citato nell’uno nell’altro, cito invece premi Nobel e un sociologo importante come Luciano Gallino, che è un sociologo che dovrebbe appartenere come autore e come uomo di pensiero al mondo della sinistra che ha scritto un libro che si intitola “Come uscire dall’euro ma rimanere nell’Unione Europea”.
Un altro professore, il professor Guarino che è stato primo professore ordinario di diritto pubblico alla Sapienza di Roma, europeista convinto negli anni della prima repubblica, ha scritto un libro dal titolo “Non chiamatelo euro “ perché l’euro è una moneta che è entrata nelle istituzioni dei vari paesi in maniera del tutto illegale. E non l’ha detto un euro-contrario, Guarino ha spiegato tecnicamente perché quella moneta è stata adottata violando e forzando la legge.
Io non penso che il dibattito possa essere inquadrato come “l’ultimo che esce spegne la luce”.
Penso che il tema debba essere visto sotto un altro punto di vista ed è la sfida che io lancio a chi sostiene che l’euro sia intoccabile, e allora dico: se voi volete l’euro come moneta dovete fare due passi in avanti.
1) Omologazione e omogeneizzazione delle politiche fiscali
2) Omogeneizzazione del debito pubblico, ci deve essere un debito pubblico continentale e non il debito pubblico dei singoli paesi perché non capisco perché dobbiamo avere la stessa moneta e poi tu devi fare il professorino col dito puntato sui bilanci dei singoli paesi. Ma se si portasse a Bruxelles una proposta del genere la Merkel direbbe “grazie è stato un piacere” e se ne andrebbe. Il problema è che queste due opzioni non saranno praticate. È inoltre difficile che un’opzione del genere ve la possa concretizzare un signore che si chiama Juncker, il quale quando era a capo del granducato del Lussemburgo attirava le multinazionali con un daunting fiscale, cioè una concorrenza sleale fiscale. C’erano anche delle imprese italiane che hanno aderito a questo suo appello quindi Juncker ha ben poco da dare dimostrazioni e lezioni ad altri.
Aggiungo anche che c’è un paese come l’Irlanda che fa di tutto per regalare incentivi fiscali alle multinazionali. Non so se lo sapete ma Facebook è un soggetto bancario, ha in mano una licenza bancaria, opera come soggetto finanziario, perché l’Irlanda gli ha dato una licenza finanziaria e io penso che da qui a poco ce lo ritroveremo come soggetto di gestione del risparmio privato.

D: Perché tu ce l’hai con la Germania? L’Italia ha creato il proprio debito pubblico con le baby pensioni, per colpa di un partito che è stato quaranta anni al potere

G.P.: Accetto la sfida e mi metto sull’impopolarità e ti chiedo: con le baby pensioni hanno creato povertà o ricchezza?  Se io Stato, ti metto in mano dei soldi, in termini monetari, ho creato ricchezza o povertà?
D: Ma è inaccettabile…
G.P.: è inaccettabile moralmente, è una legge che moralmente fa schifo ma in termini di PIL ha generato ricchezza! Ti faccio un altro esempio: La Grecia, questa schifosissima Grecia che ha dato addirittura a tutti la possibilità di andare in pensione quasi all’età delle baby pensioni, secondo te in termini monetari ha fatto bene o ha fatto male al popolo greco? Ha fatto bene! E ti spiego perché…
D: No perché ha creato diseguaglianza, adesso noi dobbiamo andare in pensione a settanta anni perché gli altri ci sono andati a trentacinque e l’INPS non ha più i soldi per pagarli. E te ne dirò un’altra: perché l’INPS riesce comunque a pagare le pensioni? Perché ci sono quelli che hanno versato meno di venti anni di contributi e quei poveracci non prendono niente dall’INPS e con tutti quei contributi a fondo perduto l’INPS paga le pensioni, non so per quanto tempo, per quelli che ancora ne godono. E’ giusto che uno a trentacinque anni prenda la pensione e quelli che con diciannove anni di contributi non prendano niente perché non sono arrivati a venti anni?
G.P.: Non è giusto in termini morali, ma lo è in termini di PIL, il PIL è la ricchezza.
D: La redistribuzione però deve essere orizzontale, non può essere totalmente verticale.
G.P.: In termini monetari… questo è esattamente il discorso che ha consentito ai liberisti e agli Oscar Giannino di raccontarci la favola che il mercato è meglio del pubblico.
D: Non ho mai detto questo, però il pubblico è diventato privato dei gruppi e delle lobby e non siamo stati in grado di smontarli.
G.P.: Se ciò che tu dici è schifosamente immorale, sappi che quello che stanno facendo i mercati e che sta facendo il privato, con la stessa dinamica, sta proponendo un danno che è decisamente maggiore su scala globale. Ecco perché non accetto il discorso che fai tu perché io calcolo tutto in termini di PIL. In termini monetari la Grecia con le pensioni anticipate ha fatto crescere l’economia.
D: E infatti si è vista la Grecia come è andata…
G.P.: La Grecia stava benissimo…
D: Le Olimpiadi l’hanno distrutta.
G.P.: L’indebitamento.
D: Certo…
G.P.: Sai qual è il debito pubblico del Giappone? E’ decisamente oltre quello che possiamo immaginare, ma chi è il titolare del debito del Giappone? Il Giappone stesso!
D: Eh lo so, in Italia il debito pubblico non è nostro, anzi pare che la metà sia cinese. Ma non mi venire a dire che la colpa è della Germania, è colpa dell’Italia!
G.P.: Solo perché sei entrata nell’ Europa da stracciona!
D: Ma la forza contrattuale dell’Italia qual è? Basta vedere le quote latte… Ma non mi dire che è colpa della Germania, è colpa del governo dell’Italia di allora. La Germania si fa giustamente gli affari suoi.
G.P.: Quando Giuliano Amato era candidato alla presidenza della Repubblica italiana, sai che cosa faceva in quello stesso momento? Era consulente di Deutsche Bank! Come ho detto ha il numero di derivati più alti al mondo ma al momento Mario Draghi non può permettersi di fare guerra alla Germania.

Dunque la colpa della Germania è che ha dettato le regole, ha imposto il debito pubblico alle altre nazioni europee quando la stessa aveva il suo debito di guerra e per la sua propria unificazione.

D.: Ultima domanda. Come ci salviamo?

G.P.: Se tu vuoi creare le condizioni di lavoro devi stimolare la spesa pubblica, grandi infrastrutture. Renzi non ha fatto questo. Che Renzi vada in Europa a dire “così non si fa” non serve a niente! Prepari una manovra di stabilità, fortemente espansiva e dici “cara Europa che vuoi fare? Mi vuoi sanzionare? La manovra di stabilità è questa, se ti va bene è così sennò mettimi pure nei meccanismi punitivi tanto ci siamo già per tre quarti dei Paesi in Europa. Perché non l’ha fatto?
D: Eh, non lo so, diccelo tu…
G.P.: Perché è un coglione!

Per chi se la fosse persa, eccovi l’intervista a Gianluigi Paragone prima della presentazione romana di Gangbank.

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