Il Futuro? Solidale…

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Europa e Covid, un Problema da risolvere? Dissoluzione?

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Europa, Traditore o Compagno di Vita?

Come quasi un quarto della popolazione del mondo mi alzo la mattina e guardo fuori dalla finestra.
Ci troviamo di fronte alla stessa realtà del giorno prima e non sappiamo per quanto queste giornate si perpetueranno nel tempo.

Un servizio-di-Un articolo di Italo Persegani
Un articolo di Italo Persegani

Sappiamo che dobbiamo evitare che l’inedia c’indirizzi verso pensieri deprimenti. Qualcuna consiglia che bisogna vivere il presente e non proiettarsi verso il futuro che rimane assolutamente buio ed indecifrabile.
Certo, ma come si fa? Come si fa a non proiettarsi?
Non è la prima volta che l’umanità s’è confrontata con delle epidemie assassine: le pesti del Boccaccio e del Manzoni, il vaiolo portato nelle Americhe dai Conquistadors spagnoli, l’epidemia Spagnola (che poi spagnola non era, ma americana).
La razza umana se n’è sempre uscita malgrado i milioni dei morti.
Ne usciremo anche questa volta e forse meglio di quanto si sia mai potuto fare nella storia dell’uomo. Abbiamo più mezzi e conoscenze tecniche e scientifiche.
Ma quale choc !
Nessuno s’attendeva che la nostra vita di tutti i giorni venisse sconvolta in così breve tempo, così repentinamente.
Niente ci avrebbe fatto pensare che un microscopico cosino ci avrebbe stravolto la nostra routine, le nostre piccole sacre abitudini. Eravamo Dei, adesso siamo povera cosa e ci dà fastidio pensarlo. Per questo vorremmo che tutto finisca in fretta e per questo, malgrado tutto, siamo ostinatamente concentrati nello scrutare il futuro per quanto esso sia impenetrabile.
Un mese fa svegliandoci forse non ci attardavamo a guardare fuori della finestra o se lo facevamo davamo uno sguardo svogliato giusto per capire se uscendo avremmo dovuto portare l’ombrello o no.
Ora ci siamo resi conto che tutto, in un brevissimo lasso di tempo, può essere messo in discussione e niente è acquisito.
Mai come in queste settimane la gente scrive e parla dei difetti del liberismo, del consumismo, della tanta energia profusa su cose che in fondo hanno poco valore, dei principi quali la fraternità e la collaborazione fra i popoli … e dell’Europa.
Già, l’Europa! O meglio, la Comunità Europea. Forse là si concentrano i nostri maggiori timori.
Ci chiediamo se reggerà o se non imploderà mostrando la sua impotenza. Se dovesse accadere i sovranisti diventeranno nazionalisti e la Storia del secolo scorso potrebbe ripetersi. I fantasmi del ventesimo secolo si materializzeranno nel ventunesimo!
L’Europa ha un ottima occasione da sfruttare per cambiare immagine: deve solo mostrare che è presente e che può aiutare le popolazioni che hanno bisogno. Per l’Europa questo virus potrebbe essere finalmente un’opportunità per mostrarsi agli occhi della gente. Le regole in tempo di pace non valgono in tempo di guerra. Il rapporto deficit PNL funziona per gli Dei dell’Olimpo non per le povere cose che noi siamo diventati.
Volendo rimanere nel campo dell’analisi macroeconomica apro una parentesi e mi pongo una domanda (e non sono il solo a farmela): ma siamo sicuri che dentro questo PNL ci sia proprio tutta la ricchezza di un paese? Personalmente non lo penso … penso che sia un misuratore bidone che vuole a tutti i costi mettere nello stesso paniere i prodotti più disparati e non riuscendoci esclude quelli che non rispettano la regola del minimo comune denominatore. Come si fa a misurare con uno strumento limitato misurare paesi ed economie strutturalmente diverse fra loro? So che i più non la pensano come me, quindi chiudo questa piccola parentesi di Economia Nazionale.
Ritorno sull’Europa.
L’unica modo per modificare la visione dell’implosione europea è che i paesi del nord diano più fiducia a quelli del sud e che quest’ultimi la smettano con i loro bizantinismi a nutrire la loro diffidenza. Ma non basta, l’Europa deve essere reinventata con la caduta dell’intoccabilità delle sovranità nazionali (bisogna smetterla con le rappresentanze nazionali) favorendo e dando potere effettivo al parlamento europeo. Attualmente sono le nazioni che dettano le leggi ma non il parlamento eletto democraticamente. Tale aberrazione fa sì che un paese come l’Olanda (17 milioni d’abitanti) possa condizionare le decisioni che riguardano in questo momento più di 150 milioni d’abitanti (Francia, Italia, Spagna). Insomma se l’Europa ha un senso deve essere governata da chi è eletto e non dai diplomatici o dai capi di Stato di turno. Bisognerà decidersi di passare dalle democrazie nazionali ad una unica democrazia europea. La percezione che ogni cittadino europeo ha è che la Comunità Europea sia matrigna e che l’unica istituzione che lo tutela sia quella nazionale. Bisogna che questa percezione sia cambiata, altrimenti la Comunità Europea resterà solo una chimera ed un nido di burocrati. Se, dopo questa crisi epidemica, non si persegue questa strada, il Coronavirus ucciderà l’Europa oltre che tutta una generazione di ultra ottantenni (la stessa che nel dopoguerra fu giovane testimone del trattato di Roma!). Sembra quasi una coincidenza ma l’Europa sta morendo insieme con la generazione che l’ha creata.


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