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Blade Runner 2049

Blade Runner 2049… il sequel “replicherà” la fortuna del precedente?

in Il Cinema/Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by

Blade Runner 2049 è ancora nelle sale cinematografiche e sta dividendo il pubblico dei nostalgici da quello più giovane!

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Un articolo di Pamela Crusco

Blade Runner 2049 è il sequel perfetto! Era attesissimo: la risposta dell’arte
cinematografica moderna, del terzo millennio, alla fantascienza anni 80, tanto che in un multisala romano nel primo week-end successivo all’uscita si è garantito il sold- out!

L’atmosfera è la stessa del Blade Runner con Rutger Hauer, a parte qualche scena di più ampio respiro.
Avevamo lasciato la storia al 2019, quando Rick Deckard fugge insieme a Rachael ( Sean Young) e di loro non si sa più nulla…. Che fine hanno fatto i due? Sembra che il cacciatore abbia un piano ben preciso in mente quando trae in salvo la bella replicante, eppure la scena finale del director’s cut è quella del solito origami a forma di unicorno che Gaff si diverte a modellare. Che il collega di Deckard sia la figura chiave?
Gaff lo ritroveremo anche in questo Blade Runner 2049, come figura di raccordo tra i due momenti tanto lontani nel tempo.
L’agente K ( Ryan Gosling) è un replicante di nuova generazione, impiegato come Blade Runner per dare la caccia agli ultimi replicanti ribelli creati dalla vecchia Tyrell Corporation, i Nexus 8.
Questo gruppo di androidi costituisce un’evoluzione dalla serie di replicanti Nexus 6 di cui facevano parte Roy Batty, Leon e Pris, poiché non hanno un’aspettativa di vita limitata a quattro anni, ma possono vivere a lungo come gli esseri umani.
I Nexus 8 sono una minaccia per la stabilità dello Stato perché rappresentano la categoria di replicanti maggiormente inclini alla ribellione, e sono gli stessi che nel 2022 hanno causato il black out di cui si parla spesso nel film. Uno dei Nexus 8 che viene ucciso da K è Sapper Morton interpretato da Dave Bautista il wrestler che in Guardiani della Galassia ha interpretato Drax il distruttore.
Bastano pochi minuti di apparizione di questo personaggio perché si possa iniziare da lui un viaggio che porterà lo spettatore a dover risolvere una serie di misteri che intrecciano le trame dei due film.
Il mistero con cui Ridley Scott ci aveva lasciato era questo: Rick Deckard è un replicante?
Proviamo ad analizzare i fatti: in Blade Runner abbiamo un Deckard coraggioso, determinato, ma di certo privo della forza bruta che appartiene agli androidi creati in laboratorio; se fosse un replicante apparterrebbe ad una specie molto più simile ai Nexus 8 piuttosto che ai Nexus 6 che giravano nel 2019, tanto più che ce lo ritroviamo, invecchiato, nel 2049!
Sono passati ben trent’anni dai fatti del primo episodio, la Tyrell è stata bandita, la creazione dei replicanti è stata interrotta dopo il black out ma ha avuto una ripresa grazie a Neander Wallace. Si tratta di un personaggio ambiguo di cui sappiamo ben poco ( se non che l’attore che lo interpreta, Jared Leto,  rende grandissima giustizia ai suoi quarantasei anni!) Wallace crea nuovi replicanti ma non sembra soddisfatto del proprio lavoro poiché la produzione in laboratorio è ben più limitata rispetto ad una riproduzione naturale.  Il secondo quesito che vi proponiamo è dunque questo: i replicanti possono procreare?
La domanda è strettamente legata alla prima e la risposta non tarda ad arrivare dal film stesso: i replicanti possono riprodursi, Rachael lo ha fatto! Che cosa ha messo al mondo Raechel? Un replicante, un umano?
Lei non sembra avere gli stessi limiti dei Nexus 6, che sia dunque un prototipo di Nexus 8? O magari un 7, visto che di questi non si parla né nel primo film né in questo secondo.
Dopo tutto Tyrell aveva parlato di Rachael come di un esperimento, qualcosa di diverso dagli altri “lavori in pelle” e Wallace che ha ereditato il lavoro del suo predecessore dirà al vecchio Deckard che lui e la sua compagna sono stati un esperimento, che il loro incontro non fu casuale.
Le star di questa pellicola non possono che essere Ryan Gosling e Harrison Ford.
Il primo incarna bene la figura di un essere a metà tra l’esperimento scientifico e il carattere umano del suo essere. Il film, d’altronde, ci spinge ad una riflessione sulla condizione umana poiché i replicanti che non possono vivere la stessa vita di un umano vero sono ancor più attaccati ad essa… “ più umano dell’umano”.

Harrison Ford sta chiudendo i più grandi capitoli del cinema mondiale, dando così un’ ultima e considerevole lustratina al proprio curriculum attoriale, da Guerre Stellari fino a Blade Runner 2049 chissà che non possa chiudere in bellezza con un sequel di Indiana Jones.

 

Nel cast anche Ana De Armas che interpreta Joi, la compagna virtuale di K, figura sulla quale il protagonista riverserà tutti i propri sentimenti umani ( ricordiamo che per definizione i Nexus 6 non erano progettati per provare emozioni, nessun replicante nel 2019 era in grado di provare sentimenti… a parte Rachael).
Robin Wright è Madame Joshi, il superiore dell’agente K, che mostra nei suoi confronti un interesse particolare.
Sylvia Hoeks è il braccio di Wallace, una replicante, probabilmente la prediletta del creatore, che prova attaccamento verso di lui.

 

Spiacevole il finale, probabilmente troppo sbrigativo rispetto alla durata di tutto il film. La speranza è che un finale poco autoconclusivo lasci spazio all’idea di un possibile terzo capitolo. Che ne dici Denis Villeneuve?

 

Vale la pena vedere il film, sia se siete dei nostalgici dell’epoca sia se siete dei giovincelli che hanno visto il film soltanto dopo che questo è divenuto espressione di un genere e di una generazione che si è posta domande sul ruolo dell’umanità nel mondo.

 

Vi lascio con il solito contenuto musicale, e se volete sapere quale sia il nesso con Blade Runner 2049, non vi resta che andare a vederlo!

Dove abbiamo visto questo Film? Ma a Roma, al Cinema Madison perbacco!!!marchio-cinema-madison

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