Il Futuro? Solidale…

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Rosaria Della Ragione

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Via alla Seconda Edizione di conCorto

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa

Dal 3 al 6 Maggio prende il via la Seconda Edizione di conCorto, il concorso per corti teatrali del Teatro San Genesio di Roma.

Dopo la ricca edizione dello scorso anno, si conferma eterogenea la programmazione dei corti in gara. 

In calendario quest’anno, infatti, spettacoli di teatro civile, commedie brillanti, esempi di drammaturgia tradizionale e teatro sperimentale. Il concorso è riservato a testi teatrali editi e inediti di qualsiasi genere e tipologia, della durata massima di 20 minuti. I nove corti selezionati dalla Direzione Artistica del Teatro San Genesio, in seguito alla partecipazione al relativo bando di concorso, si affronteranno in scena nelle tre serate di giovedì 3 maggio, venerdì 4 maggio e sabato 5 maggio.
Lo spettacolo vincitore di ogni giornata, accederà alla serata finale (6 maggio), durante la quale, tra i tre corti finalisti, sarà decretato il vincitore di conCorto.

A votare i lavori e decretare così i finalisti, uno per ogni sera, e, infine, il vincitore del concorso sarà il pubblico. ConCorto è un’iniziativa rivolta ai nuovi autori e alla sperimentazione di nuovi linguaggi teatrali, proponendosi, al contempo, come fonte di sostegno attraverso il premio in denaro riservato al progetto vincitore del concorso: il primo premio della somma di € 1.000,00.

A questo si aggiunge il premio della critica di € 400,00, assegnato ad uno dei corti finalisti da una giuria tecnica, composta da addetti ai lavori tra cui attori, registi e giornalisti. Questi i giurati dell’edizione 2018: Michele Astori, sceneggiatore e autore per radio e tv, il regista Davide Frasnelli, Veronica Olmi, direttrice del Teatro Verde e regista, Renata Savo, vicedirettrice di Scene Contemporanee, giornalista e critica teatrale e Gabriele Tozzi, attore e regista.


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Francesca Michielin, è un vero e proprio “Vulcano” la Gallery!

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In rotazione radiofonica dal 16 marzo, “Bolivia”, seconda traccia del nuovo album di inediti “2640”.
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Terminato il countdown: è ufficialmente uscito il nuovo singolo di Elisa

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Il brano, con sfumature pop ed elettroniche, potrebbe anticipare l’uscita di un nuovo album

Un articolo di Rosaria Della Ragione
Un articolo di Rosaria Della Ragione

Il nuovo brano di Elisa “Will We Be Strangers” è stato prodotto da Big Fish e Rhade

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Dopo aver debuttato in una serata live, al Jazz Café di Londra, con una diretta speciale su Instagram per i suoi follower, è uscito ufficialmente in streaming e in radio il nuovo singolo di Elisa.

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Al Jazz Café di Londra, per Elisa, è stata la prima tappa del tour europeo, che passerà a Monaco il 9 maggio, il 10 a Berlino, l’11 a Colonia, il 13 maggio a Zurigo, il 14 maggio a Parigi e si concluderà il 16 maggio a Bruxelles. La copertina del nuovo singolo, ha sapore decisamente futuribile e cyberpunk. I fan non vedono l’ora di ascoltare una nuovissima raccolta di inediti, infatti, il brano “Will We Be Strangers” potrebbe essere l’anticipazione di un nuovo album atteso nell’arco del 2018. Elisa non ha mai abbandonato il suo primo amore, ovvero cantare in inglese, torna con un progetto in cui si fondono alla perfezione sfumature pop, rock ed elettroniche. In questa nuova canzone Elisa mette da parte la sua straordinaria estensione vocale ma senza abbandonare lo stile e i virtuosismi che la caratterizzano, regalandoci un pezzo che canteremo e balleremo per tutta l’estate e non solo. Il nuovo singolo arriva dopo la celebrazione dei vent’anni di carriera che l’artista ha voluto festeggiare con un evento indimenticabile all’Arena di Verona e con la pubblicazione di Ogni Istante, canzone di tributo e di ringraziamento a tutti i suoi fan.

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I fan più accaniti hanno atteso la mezzanotte di venerdì 13 aprile per ascoltare immediatamente il singolo della loro beniamina e come scrivono in tanti sui social “Elisa non delude mai, la sua musica è vita, pulsa nell’anima”.


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Francesca Michielin è un vero e proprio “Vulcano”

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In rotazione radiofonica dal 16 marzo, “Bolivia”, seconda traccia del nuovo album di inediti “2640”.

“Non ci credo! Grazie a tutti Il tour sta per iniziare e ci stiamo divertendo un sacco a preparare qualcosa di suuuuper fico. Vi aspetto ovunque”.

Un articolo di Rosaria Della Ragione
Un articolo di Rosaria Della Ragione

Il nuovo brano è un attacco a chi con perbenismo e superficialità affronta situazioni molto complesse e pensa di poter cambiare il mondo semplicemente rifiutando tutto il proprio presente. La scelta di intitolarlo “Bolivia” è dovuto al fatto che si tratta di uno dei paesi più in difficoltà dell’America del Sud, di cui si sente parlare poco, quando invece è a stretto contatto con la nostra quotidianità.

Francesca Michielin Clicca qui per la Gallery
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Francesca Michielin, 23 anni, non è più la ragazzina timida e un po’ introversa di qualche anno fa. Oggi ha una voglia matta di mettersi in gioco, di esporsi attraverso le sue canzoni, infatti nel suo nuovo album “2640” ha firmato una buona parte di brani. Gli altri li ha scritti insieme ad un team ristretto di autori-amici che considera ormai come membri della sua grande famiglia: Dario Faini, Calcutta, Tommaso Paradiso e Cosmo. Nelle sue canzoni racconta la sua vita, l’allegria e la spensieratezza della sua età, senza fare troppi giri di parole. Alla fine del 2016, un anno davvero molto impegnativo, tra Sanremo, tour e Eurovision Song Contest, la giovane si è trovata di fronte al vuoto.

Francesca Michielin Clicca qui per la Gallery
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Così è tornata alle sue abitudini: ha ricominciato a frequentare il Conservatorio e ad appuntarsi idee per nuove canzoni. I lavori di “2640” sono iniziati ufficialmente in primavera e hanno visto Francesca collaborare gomito a gomito con Michele Canova, che aveva già prodotto il precedente disco. Ad aprire la tracklist il brano “Comunicare”, caratterizzato da una ritmica serrata e un sound energico, una bella botta di adrenalina. Il nuovo album 2640, pubblicato lo scorso 12 gennaio, ha raggiunto sulle piattaforme digitali 6 milioni e 200 mila streaming, di cui 5 milioni solo su Spotify. Grazie alla partnership con la piattaforma web Treedom, l’unica al mondo che permette di piantare un albero a distanza e seguirlo online, la foresta 2640 di Francesca in Kenya conta ora 81 alberi: ai 50 già piantati da Francesca e Treedom se ne sono aggiunti quindi altri 31 grazie allo streaming del disco.

Se avete perso le prime date del tour siete ancora in tempo per acquistare un biglietto per le prossime date:

  • 12 aprile, Roma – Teatro Quirinetta
  • 13 aprile, Roma – Teatro Quirinetta
  • 14 aprile, Napoli – Hart
  • 15 aprile, Firenze – Viper Theatre


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Alla scoperta di giovani talenti, Vincenzo Della Ragione Fotografo

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La mia grande passione per la fotografia: intervista a Vincenzo Della Ragione.

Ho iniziato a scrutare con occhi diversi tutto ciò che mi circonda … la mia è una passione che coltivo quotidianamente.

Un articolo di Rosaria Della Ragione
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Quando hai scoperto la tua passione per la fotografia?

VDR: Ho scoperto la mia passione per la fotografia quando ho iniziato a scrutare con occhi “diversi” tutto ciò che mi sta intorno.

Fotografi per passione o lo fai per lavoro?

VDR: La mia è una passione che coltivo giorno dopo giorno, poi chissà … magari diventerà anche un lavoro. Nella vita tutto può succedere!

A giudicare dalle foto ami fotografare paesaggi. Giusto? Hai fatto anche altri servizi fotografici?

VDR: Amo fotografare principalmente paesaggi. In natura c’è sempre qualcosa di nuovo e magico. L’alba, il tramonto, la luce, le ombre, il volo di un gabbiano o frangersi delle onde. Sarò sicuramente facilitato dato che vivo in un posto meraviglioso come Bacoli, un paesino in provincia di Napoli. I servizi fotografici, invece, non li ho mai fatti.

Vincenzo Della Ragione Fotografo Clicca qui per la Gallery
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Ti piace sperimentare?

VDR: Il più delle volte cerco di capire come funzioni la macchina fotografica in sè. Ci sono varie funzioni, come ad esempio quella “manuale”, che se usata bene, ti permette di raggiungere ottimi risultati. Sperimento quest’impostazione soprattutto nelle fotografie notturne cercando di esaltare minimi particolari che normalmente sono poco visibili.

A cosa ti ispiri quando scatti?

VDR: Io penso che l’ispirazione nel campo della fotografia, sia un valore aggiunto, ma non sempre. Nel senso che quando si esce per scattare, nella maggior parte dei casi, si ha già un’idea ben precisa su cosa fotografare. Invece, l’ispirazione vera e propria viene fuori quando ti si presentano determinate situazioni e con la propria bravura bisogna cercare di interpretarle, di lasciare un’emozione a chi poi andrà a vedere la foto. Pare che la mia, finora, abbia portato sempre buoni risultati.

Cosa vuoi suscitare in coloro che osservano le tue fotografie?

VDR: Quando pubblico gli scatti, le persone si complimentano con me perchè mi riconoscono un qualcosa di “nuovo” che in altre foto non trovano. Dicono che le foto “parlano” ed io sono come un buon cantante che fa sua la canzone che va ad interpretare.

Vincenzo Della Ragione Fotografo Clicca qui per la Gallery
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La prima persona a cui mostri i tuoi scatti?

VDR: Quando rientro a casa il primo che guarda le mie foto è il mio pc, nel senso che cerco sempre di vedere se ci sono imperfezioni da correggere. Dopo questo step, mi ritrovo sempre mia madre in camera e con la sua fatidica domanda mi fa: “Mi fai vedere le foto che hai scattato?”

Dove ti piacerebbe vedere un giorno i tuoi scatti?

VDR: In ambito locale, ho giá partecipato un paio di volte a delle mostre organizzate da diverse associazioni. Mi piacerebbe ritrovare le mie foto su una bella rivista, su qualche giornale nazionale che le metta in evidenza per esaltare la bellezza del territorio di Bacoli, incentivando in qualche modo l’afflusso turistico. Una sorta di impegno sociale affinché i Campi Flegrei siano apprezzati in tutto il mondo.

Le tue foto hanno avuto un ottimo riscontro sul web, soprattutto sulla pagina Facebook “Amore italiano” dove hai partecipato ad un contest e l’hai vinto. Sei contento, te l’aspettavi?

VDR: Contentissimo e molto onorato di aver partecipato al contest organizzato dalla pagina “Amore italiano”. Non mi aspettavo che la mia foto potesse raggiungere circa 270 like e sono molto soddisfatto. Del resto …come si fa a non amare un simile panorama?

Vi è piaciuta questa intervista? Avete guardato la Gallery?

Restate sintonizzati…


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Vincenzo Della Ragione Fotografo, la Gallery!

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La mia grande passione per la fotografia: ecco a voi una gallery con le foto più belle di Vincenzo Della Ragione.

Ho iniziato a scrutare con occhi diversi tutto ciò che mi circonda … la mia è una passione che coltivo quotidianamente.
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Elisa Licciardi… una giovane attrice, la Gallery

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Ho sempre amato inventare storie e dare vita a personaggi della mia fantasia sin da piccola…

E’ come se una volta ascoltata quella voce, la strana creatura che prende vita dentro di me debba subito uscire fuori altrimenti si perde.
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Intervista alla giovane attrice Elisa Licciardi

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Ho sempre amato inventare storie e dare vita a personaggi della mia fantasia sin da piccola…

E’ come se una volta ascoltata quella voce, la strana creatura che prende vita dentro di me debba subito uscire fuori altrimenti si perde.

Un articolo di Rosaria Della Ragione
Un articolo di Rosaria Della Ragione

Da quanto tempo fai l’attrice?

EL: Ho iniziato a recitare a 18 anni, ma già dai tempi delle elementari stava nascendo inconsciamente dentro di me la passione per questo meraviglioso mondo che è il teatro. Mi ricordo ancora come se fosse ieri, la felicità che provavo quando le maestre ci comunicavano che era giunto il momento di preparare la recita di fine anno scolastico. Imparavo a memoria le parti di tutti e durante la recita se qualcuno si dimenticava una battuta gliela suggerivo senza farmi troppi problemi. Tornavo a casa da scuola ed iniziavo a ripassare a mente tutto lo spettacolo, ripetendo a voce alta le parti di tutti i miei compagni di classe imitando le loro voci. Si perché altra mia grande passione è fare le imitazioni. Imito da sempre chiunque abbia una voce particolare o un modo particolare di muoversi. E’ più forte di me, non riesco a trattenermi. E’ come se una volta ascoltata quella voce, la strana creatura che prende vita dentro di me debba subito uscire fuori altrimenti si perde. Quindi sì ho iniziato la mia prima scuola di recitazione a 18 anni trovando per puro caso un volantino nella cassetta della posta, ma mi stavo preparando già da prima.

– Che tipo di formazioni possiedi?

EL: Ho iniziato a recitare presso “L’Isola dell’Arte” un’associazione culturale molto accogliente che ha segnato il mio battesimo con il teatro. Si incomincia sempre timidi ed insicuri pensando di sbagliare ogni cosa, ma poi grazie all’aiuto dell’insegnante e dei compagni ci si inizia a sciogliere e lì parte il vero divertimento. La mia prima esperienza sul palco è stata con il gruppo dell’Isola capeggiato da Carlotta Piraino, un’attrice ed insegnante bravissima che ha dato il via a questo mio percorso. Successivamente sono approdata alla Fonderia Delle Arti di Giampiero Ingrassia e lì il timone della mia nave “Teatro” era guidato da Mauro Mandolini ed Ilaria Amaldi, due fantastici attori che in 2 anni di scuola mi hanno trasmesso la passione e la disciplina necessarie per crescere come attore. Con loro ho avuto modo di sperimentare diversi testi classici principalmente commedie, di Goldoni e Molière. Gli anni alla Fonderia sono stati ricchi di scoperte. Ho poi preso parte a diversi seminari tra cui uno sul “Re Lear” di Shakespeare, presso l’associazione culturale “Groucho Teatro”con Jean Paul Denizon, attore straordinario che attraverso esercizi di training mi ha trasmesso l’importanza del corpo per un attore e di ciò che possiamo esprimere anche senza l’ausilio della parola. Lo stesso fece Michael Margotta durante un seminario di training presso Teatro Azione, la scuola di Recitazione di Isabella Del Bianco e Cristiano Censi, nella quale mi sono diplomata a Luglio 2017. E qui veniamo alla parte più bella del mio percorso di crescita attoriale ed umano. Teatro Azione per me è stata non una semplice scuola professionale ma una seconda casa. Lì la mia valigia dell’attore si è riempita tanto.

– Attualmente sei impegnata in qualche progetto?

EL: Da due anni faccio parte di una compagnia teatrale amatoriale che si chiama “Oltre la Quinta”. E qui si apre un altro bel capitolo del mio viaggio all’insegna del teatro. Con loro ho portato in scena al Teatro Agorà in Trastevere “Rumors” di Neil Simon e “Rumori Fuori Scena” di Michael Frayn, due commedie brillanti che mi hanno dato la possibilità di sperimentare un genere di teatro a cui mi sento maggiormente incline. Arrivando ad un presente molto più vicino, sto lavorando con “La Bottega delle Maschere” diretta da Marcello Amici, una compagnia nata nel 1981 e che da ben ventidue anni porta in scena le opere di Luigi Pirandello a Roma durante l’Estate Romana. Attualmente stiamo preparando la ventiduesima edizione della Pirandelliana, che andrà in scena dal 10 luglio al 12 agosto presso la Basilica dei santi Bonifacio ed Alessio all’Aventino. Le opere su cui stiamo lavorando sono “Il berretto a sonagli” e “I Giganti della Montagna”. Sono davvero felice di quest’opportunità che mi è capitata perché Marcello è un regista e attore d’altri tempi, un vero uomo di teatro appassionato ma soprattutto innamorato del teatro e di tutto ciò che gli gira attorno. Sto avendo la meravigliosa opportunità di lavorare per la prima volta come aiuto regia e come attrice nel ruolo di “Nina Ciampa” nel “Berretto a sonagli”. Di più su questa Pirandelliana non posso svelarvi, vi tocca venire a vederci a teatro!!!

Elisa Licciardi Attrice
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– Sei interessata principalmente al teatro o ti piacerebbe lavorare anche nel mondo della televisione e del cinema?

EL: Ho sempre amato la recitazione e adesso che mi trovo in una fase di crescita e di formazione posso dire che non disdegnerei un ruolo in una fiction piuttosto che in un film, anche come semplice comparsa. Tutto è esperienza in questo mondo e sicuramente sia la televisione che il cinema potrebbero contribuire a farmi crescere. Però il mio cuore batte per il teatro. Molti prima di me lo hanno detto quindi potrò sembrare ripetitiva ma in teatro si respira la vita. C’è un’energia particolare che si instaura a partire dalle prove fino al giorno della prima. Non ci sono filtri o barriere ci sei tu davanti a te stesso e al pubblico e lì non puoi sbagliare devi fare centro, come si dice “O la va o la spacca”!. Ti senti attraversato da mille emozioni diverse che non sono veicolate da una macchina ma arrivano dirette al pubblico e quest’ultimo, se ha di fronte a se un bravo attore le percepisce tutte. Ve lo posso assicurare da spettatrice che ha riso e si è commossa tante volte di fronte ad altri esseri umani che su quel palco hanno deciso di condividere con noi spettatori una parte della loro anima e dell’anima del personaggio a cui hanno dato vita e di conseguenza ad una parte dell’anima dell’autore di quell’opera. Con ciò non voglio dire che il cinema non emozioni anzi dovreste vedermi quando un film mi piace come vado in estasi, oppure come mi dispero se quel film tocca delle corde particolari.

Secondo te, qual è la differenza sostanziale tra questi tre macro mondi artistici?

EL: A mio parere questi tre marco mondi artistici hanno le medesime funzioni sia di intrattenimento che di riflessione. Ognuna utilizzando il proprio linguaggio. Bisogna pur dire che al giorno d’oggi tutto è cambiato ed anche queste tre realtà si sono dovute adeguare ai numerosi cambiamenti della società. Personalmente non guardo molto la televisione perché non mi trasmette nulla e il suo linguaggio non mi piace. Per linguaggio non intendo il modo in cui vengono utilizzate le parole, ma ciò che essa trasmette, i messaggi che manda. Purtroppo la maggior parte dei programmi che ci vengono proposti oggi, servono solo a distrarre le persone dal quotidiano, a creare falsi miti e false speranze. Inevitabile il paragone con il passato dove invece il ruolo della televisione era sì educativo. E’ chiaro che il momento difficile che sta attraversando la nostra società odierna si riflette poi con l’arte che da sempre fa da specchio. Per questo spero che si possa uscire presto da questo tunnel e che venga valorizzato sempre di più il buon teatro e il buon cinema, attraverso quei film e quegli spettacoli che una volta finiti ti lasciano con tanti punti interrogativi che ti porti dietro per giorni. Ci pensi e ci ripensi, rifletti, capisci e ti emozioni. Senza neanche accorgertene stai nutrendo il tuo artista interiore.

Elisa Licciardi Attrice
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Quando hai capito di voler percorrere questa strada?

EL: Ho sempre amato inventare storie e dare vita a personaggi della mia fantasia sin da piccola. Era un gioco ed è un gioco che tutt’ora mi rilassa e mi mette di buon umore. Da quando misi piede nella mia prima scuola di teatro, sentii da subito che quello era il posto giusto per me, che mi avrebbe consentito di esprimermi nonostante la timidezza. Ma il giorno in cui ho avvertito forte e chiaro dentro di me che non avrei potuto intraprendere altra strada se non questa, è stato un pomeriggio in accademia alla fine di una serie di esercizi emotivi svolti con gli altri compagni. Mi ricordo tutto nel dettaglio: sala buia, palcoscenico illuminato da un solo riflettore, come musica di sottofondo “Let It Be” dei Beatles. Siamo saliti uno per uno sul palco e rimanendo in piedi sotto il cono di luce ci siamo aperti a “stella” spalancando le braccia e respirando. In quel preciso istante ho permesso al mio corpo di esistere, di lasciarsi andare alle emozioni e di respirare. Ho capito che in quella dimensione in cui bisogna arrivare a creare una realtà verosimile, paradossalmente mi sento me stessa, mi sento libera di essere per quella che sono senza paura perchè lì posso esistere e mi sento libera di vivere senza alcun tipo di condizionamento. E da quel giorno, quando ho i miei momenti “no” in cui mi sento inadatta, incapace e via dicendo, ripenso sempre a quel pomeriggio, che mi è stato utile non solo a teatro ma soprattutto nella vita.

La tua famiglia ti ha sostenuto dal primo momento o all’inizio preferivano avessi studiato altro?

EL: Posso ritenermi fortunata perché ho una famiglia alle spalle che mi appoggia e mi supporta in questo mio percorso. Certo ci sono stati,ci sono tutt’ora e ci saranno momenti difficili, ma sono contenta perché i miei genitori sono sempre stati disponibili a venirmi incontro per aiutarmi. Mi ripetono spesso di non perdere di vista gli studi. Frequento il primo anno di magistrale Dams, percorso teatro,musica e danza ed ho conseguito la laurea triennale sempre in Dams due anni fa. Devo ringraziare tanto soprattutto mia madre che con la sua grande forza mi ha spinta a non mollare mai nei momenti di difficoltà in cui mi sono trovata durante il periodo di studi. Se ho raggiunto alcuni traguardi, oltre che a me stessa, lo devo anche a lei che non ha mai mollato un istante. I miei genitori mi hanno insegnato che è importante avere degli obiettivi nella vita per sentirti vivo. Ma soprattutto mi hanno insegnato che gli impegni presi vanno portati a termine senza mai lasciare nulla indietro.

Con quale regista ti piacerebbe lavorare?

EL: Se posso permettermi di sognare un po’, teatralmente parlando mi piacerebbe lavorare molto con Gabriele Lavia. Ho visto alcuni dei suoi spettacoli a teatro tra cui “Sei Personaggi in cerca d’autore” all’Eliseo, che ho amato tantissimo, come del resto amo Pirandello. Non lo conosco di persona ma ho avuto modo di vedere qualche sua intervista su youtube. Nei miei sogni mi piacerebbe lavorare con lui perché oltre ad essere un attore straordinario è un regista preciso, esigente che vuole ottenere sempre il massimo dai suoi attori e infatti poi sul palco tutto ciò viene magnificamente fuori. Con lui si va a fondo a scavare nella vita dell’autore, nell’opera e in tutti i personaggi che ne fanno parte. A fine prova magari arrivi stremato ma solo in questo modo si può creare qualcosa di meraviglioso.

Elisa Licciardi Attrice
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Che personaggio sogni di interpretare?

EL: Continuando a volare sulle ali della fantasia e dei sogni, desidererei tantissimo poter interpretare un giorno il personaggio di “Lady Macbeth”. I colleghi teatranti potrebbero storcere il naso o pensare che me la stia cercando, perché è risaputo che il “Macbeth” di Shakespeare si porta dietro una serie di leggende e racconti che lo dipingono come una tragedia carica di magia nera e quindi non proprio di buon auspicio. Ma a Teatro Azione ho avuto modo di lavorare questo meraviglioso personaggio durante la preparazione dello spettacolo di fine anno ed è stato meraviglioso. Considero Macbeth una delle tragedie più belle di Shakespeare proprio perché scava negli abissi più profondi dell’animo umano. Entrare nella psicologia di questa donna, forte quasi mascolina e allo stesso tempo fragile e debole, mi ha fatto capire ancora di più quanto complessi siamo noi esseri umani e quanto le nostre passioni, ambizioni o desideri possono spingerci alla crescita o alla distruzione.  

Cosa ti colpisce maggiormente in un film/serie/fiction?

EL: Non guardo molto fiction e serie tv, sono più appassionata di spettacoli dal vivo e di film. Un film mi piace molto quando mi affeziono morbosamente ad un personaggio perché in lui rivedo magari in piccola parte un qualcosa che mi riguarda o che magari riguarda qualcuna delle persone a me più vicine. Un ruolo fondamentale è giocato dalla colonna sonora. Io poi ho la lacrima facile quindi non è difficile farmi emozionare! Un film per piacermi deve lasciarmi con una strana sensazione dentro, quasi come un “vuoto”, il sentire la sua mancanza perché è finito e desiderare che continui all’infinito.

Una serie ed un film che porti nel cuore?

EL: Un film che porto e che porterò sempre nel cuore è “La Strada” di Federico Fellini. Non so’ quante volte io l’abbia visto e quante volte mi sia commossa. Nonostante non abbia avuto la fortuna di conoscere Fellini non lo ringrazierò mai abbastanza per aver dato vita al personaggio di Gelsomina, cucito su misura per Giulietta Masina, straordinaria interprete. La Strada è un film che richiama ad una malinconica tenerezza, ad un bisogno di affetto, protezione ed amore. Gelsomina è il nostro” io” bambino che tutti noi abbiamo, ma che spesso lasciamo lì da solo. Probabilmente è proprio questo sguardo innocente e malinconico che pervade l’intero film, ad aver fatto breccia nel mio cuore.

Come e dove ti vedi tra qualche anno?

EL: Questa è una bella domanda per una come me che non sa neanche cosa mangerà domani a pranzo! Scherzi a parte, tra qualche anno sogno di vedermi realizzata come attrice e girare il mondo con la mia compagnia. Costantemente in viaggio a “spacciare” arte e vita. Mi auguro di poter vivere sempre quella meravigliosa frazione di secondo che ti sembra lunga un’eternità, dietro le quinte, che precede l’andata in scena, nella quale tu e i tuoi compagni diventate parte di un unico grande cuore che batte.

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Che Musica! Intervista a Laura Pusceddu Abis

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Un libro pensato per tutti coloro che amano la musica e la portano sempre nel cuore…

Vi sentite dei veri rockettari? Sognate di esserlo? E allora cosa aspettate, correte in libreria Che musica! 20 rockstar leggendarie è il libro adatto a voi.

Un articolo di Rosaria Della Ragione
Un articolo di Rosaria Della Ragione

Laura vive tra Roma e Bologna, lavora come autrice TV, scrive racconti e testi per albi illustrati con cui ha vinto dei premi. La musica è la sua più grande passione, infatti scrive anche testi musicali e canta in diversi progetti musicali. Il 20 marzo, è uscito il suo primo libro: “Che musica! 20 rockstar leggendarie” in cui racconta la storia di 20 artisti e band che dagli inizi del Novecento hanno scritto la storia della musica. Ripercorre i loro successi e le loro difficoltà fino a scegliere per ciascuno una top five di pezzi a cui proprio non si piò rinunciare. Le illustrazioni pop, invece, sono di Bla Graphics.

– Cosa ti ha spinto a raccontare proprio le star del rock?

LP: Sicuramente la passione personale per questo tipo di musica, ma anche l’aver notato che l’editoria a tema musicale rivolta ai giovanissimi si concentrava soprattutto sui grandi compositori della musica classica o su qualche jazzista e poco sulla musica rock e pop. Mi sembrava un vuoto da colmare anche perchè gli artisti che hanno rivoluzionato questi due generi musicali sono stati importanti per lo sviluppo della musica moderna ma anche dei grandi esempi, a livello umano, di coraggio, determinazione e libertà.

– Come nasce la collaborazione con la tua casa editrice?

LP: Avevo questa idea e decisi di proporla a Edizioni El/Einaudi Ragazzi perchè era una casa editrice di cui apprezzavo tantissimo il lavoro e che, studiando i loro cataloghi, avevo visto che dava molto spazio al racconto di personaggi storici che si sono distinti in vari campi lasciando un segno importante. Mi sembrava l’interlocutore perfetto con cui lavorare a questa idea e fortunatamente mi risposero subito positivamente, dandomi dei grandi suggerimenti e soprattutto ideando magistralmente tutta la parte grafica.

– Sono state selezionate 20 rockstar leggendarie tra cui Michael Jackson, Bob Dylan, Vasco Rossi, Madonna, Lady Gaga. È stato difficile scegliere?

LP: Sì è stato difficilissimo. Dall’elenco inziale, sono arrivata insieme alla casa editrici alla selezione definitiva dei 20 artisti. Tutti hanno lasciato un segno importante a livello musicale, riuscendo anche a raggiungere grande successo a livello di pubblico e di vendite in termini numerici; ma, a parte questo, la scelta è ricaduta su quelli che a livello biografico avevano storie significative alle spalle e che hanno affrontato situazioni in cui anche i piccoli lettori potessero immedesimarsi.

– In una seconda edizione quali artisti inseriresti?

LP: Domanda difficilissima! Sicuramente Jimi Hendrix, Patti Smith, Muddy Waters, gli AC DC, ma anche gruppo metal, per completare meglio, a livello musicale, il quadro evolutivo. 

– La scrittura e la musica rappresentano le tue più grandi passioni. In futuro farai ancora in modo di farle incontrare?

LP: Spero tanto di sì. Entrambe continuano sui loro binari, ma per farle incontrare di nuovo, oltre a pensare ad altre pubblicazioni a tema musical, un’esperienza che mi piacerebbe molto fare è sicuramente scrivere testi di canzoni per qualcun altro.

– Il più bel complimento che ti piacerebbe ricevere da un giovanissimo dopo aver letto il tuo libro?

LP: Che gli è venuta voglia di studiare musica e che ha realizzato che forse, quelli che avvertiva come difetti o problemi, possono essere trasformati in punti di forza.


Dove acquistarlo?


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Dopo il successo sanremese, Annalisa pronta per un nuovo inizio

in Festival Sanremo 2018/La Musica/Rosaria della Ragione Blog/Ultimi Pubblicati by

Annalisa, terza classificata del Festival di Sanremo, dichiara: «Nel nuovo album “Bye Bye”saranno finalmente le canzoni a parlare»

«Vivo la musica come un impulso e un mezzo per star bene io in primis. Per questo, ho sempre sentito l’esigenza di scrivere quello che stavo vivendo»

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Un articolo di Rosaria Della Ragione
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Il nuovo disco contiene ben 13 canzoni inedite tra cui il brano sanremese “Il mondo prima di te”, il cui video ha superato le 16 mila visualizzazioni su youtube. Per Annalisa è iniziato un vero e proprio cambiamento, è giunto il momento di voltare pagina e lasciare il segno. È pronta a lasciarsi alle spalle insicurezze e paure e lanciarsi in una fase completamente nuova, tutta da scoprire, una fase che affronterà con la sicurezza e la determinazione di una donna. Si prepara in qualche modo a salutare il suo passato, ma non ha assolutamente intenzione di rinunciare a quella passione che in campo musicale da sempre la contraddistingue: «Ho sempre vissuto la musica in modo istintivo, come un impulso primario. Un modo per stare bene, per provare ad essere felice, semplicemente. Mi auguro davvero di riuscire a fare del bene anche a chi ascolterà». Annalisa spera di trasmettere, con il suo nuovo impegno discografico, tutto il suo mondo interiore, questo anche grazie al suo collaboratore Michele Canova a cui ha affidato la produzione di “Bye Bye”: «Ci siamo visti in Italia e abbiamo lavorato a distanza. Gli mandavo testi in continuazione ma tanti ho dovuto escluderli. C’è un momento per ogni cosa e magari li tengo lì, per il futuro». La cantante, insomma, ha deciso di cambiare tutto. Non solo suoni e stile, ma anche atteggiamento e lo si può notare già dalla nuova copertina: ha un’aria più spigliata, quasi di sfida, decisamente meno timida e insicura rispetto a quella di qualche anno fa, quando faceva tanta fatica ad abbattere il muro che la separava dal pubblico.

E siamo montagne a picco sul mare. Dal punto più alto impariamo a volare…


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Roma: Napoli trionfa al David di Donatello Edizione 2018

in Il Cinema/Pepsi e Popcorn Blog/Rosaria della Ragione Blog/Ultimi Pubblicati by

Il David di Donatello al Miglior film è andato a Ammore e Malavita.

Luigi de Magistris: «Orgoglio napoletano! Napoli domina i David di Donatello, dietro a questo successo c’è fatica, competenza, sacrificio e passione. Napoli è una potenza di talento ed energia»

Un articolo di Rosaria Della Ragione
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Durante la cerimonia sono stati assegnati in tutto più di venti David di Donatello, compresi quelli per il Miglior film straniero (Dunkirk), il Miglior film dell’Unione Europea (The Square) e i premi speciali a Stefania Sandrelli, Diane Keaton e Steven Spielberg. Altri film molto premiati sono stati Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli e A Ciambra, con cui Jonas Carpignano ha vinto il premio per il Miglior regista.

La cerimonia di premiazione è stata condotta da Carlo Conti ed è avvenuta a Roma, nella serata di Mercoledì 21 Marzo. Quest’anno il premio principale, quello di Miglior film, è stato assegnato a Ammore e Malavita, una commedia musical dei Manetti Bros. Ma non è l’unico trionfo targato Napoli: Renato Carpentieri migliore attore protagonista e Luciano Stella e Carolina Terzi migliori produttori per Gatta Cenerentola, che conquista l’Oscar del cinema italiano anche per i migliori effetti digitali. Un successo per la Mad Entertainment, l’officina di giovani talenti tutti napoletani. Emozionato sul palco alla consegna della statuetta Carpentieri, grandissimo interprete de La tenerezza, tratto da un romanzo di Lorenzo Marone, scrittore napoletano. Altri riconoscimenti sono andati al film Napoli velata di Ozpetek. Mai come ora la città era stata protagonista di un tale exploit cinematografico ai David, che premia anche la crescita per qualità e quantità delle pellicole “made in Naples”. Migliore attrice non protagonista Claudia Gerini per Ammore e malavita; migliore canzone originale “Bang Bang” musica di Pivio & Aldo De Scalzi, testi di Nelson, interpretata da Serena Rossi, Franco Ricciardi Giampaolo Morelli per Ammore e malavita. Migliore autore della fotografia Gian Filippo Corticelli per Napoli velata; per lo stesso film migliore scenografo Ivana Gargiulo; migliore costumista ex aequo Daniela Salernitano per Ammore e malavita.


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Alessandra Giancola Model, la Gallery!

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Alessandra Giancola è giovanissima ma con le idee molto chiare sul proprio futuro.
Siete curiosi dell’intervista? Cliccate qui!


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Intervista alla giovane modella Alessandra Giancola

in Photoartofrosy Blog/Pianeta Donna/Ultimi Pubblicati by
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Alessandra Giancola è giovanissima ma con le idee molto chiare sul proprio futuro.

Un articolo di Rosaria Della Ragione
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–  Attualmente fai la modella per lavoro o per passione?

AG: Attualmente faccio la modella per passione, ma ho già preso parte a qualche lavoro. La mia passione per questo mondo nasce all’età di tre anni, è sempre stato il mio sogno farne parte.

– Cosa hai intenzione di fare per far sì che diventi un vero e proprio lavoro?
AG: Gli elementi principali sono determinazione, dedizione ma soprattutto umiltà. Sicuramente dovrò prendere in considerazione l’idea di trasferirmi in un’altra città ed impegnarmi costantemente.

– Vuoi diventi il tuo lavoro principale o hai qualche altra aspirazione?
AG: Vorrei diventasse il mio lavoro principale ma bisogna sempre pensare ad un piano B. Se non dovessi riuscire a raggiungere quest’aspirazione che, al momento, è la principale, studierò psicologia, mi piacerebbe lavorare soprattutto con i bambini.

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– La tua famiglia cosa ha pensato di questa scelta?
AG: Mi hanno sempre sostenuta ed incoraggiata. Anche grazie a loro sto inseguendo il sogno di lavorare come modella professionista.


– Che servizi fotografici preferisci?
AG: Preferisco la fotografia d’arte e la fotografia di moda, ma amo anche servizi fotografici Beauty, Fashion e Ritratto.


– Cos’è per te la femminilità?
AG: Per me è eleganza, sensualità, tenerezza e generosità, in certi casi anche la timidezza può rispecchiare la femminilità di una donna.


– Sogni di fare anche altro nel mondo dello spettacolo?
AG: Sì, la ballerina e l’attrice. La danza è un’altra mia grande passione ed è un’attività che pratico da quando ho tre anni. L’attrice perché mi piacerebbe tantissimo essere su un set cinematografico.

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– Su quale rivista sogni di vederti in copertina?
AG: Senza alcun dubbio su “Vogue”.


– Che sentimenti vuoi far suscitare in coloro che guardano le tue foto?
AG: Vorrei trasmettere innanzitutto eleganza e femminilità e vorrei trasparisse anche la professionalità.


– Il tuo sogno nel cassetto?
AG: Il mio sogno nel cassetto sarebbe quello di sfilare sulla passerella di “Victoria’s Secret”.

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Restate sintonizzati…


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Prosegue alla grande il successo del cantautore Ermal Meta

in La Musica/Rosaria della Ragione Blog/Ultimi Pubblicati by

Certificazione FIMI e sold out al Forum di Assago

Una settimana all’insegna di buone notizie quella di Ermal Meta: la data d’esordio al Forum d’Assago è già sold out e non solo. Il cantautore si porta a casa la certificazione FIMI che vede l’album “Non abbiamo armi” premiato col disco d’oro.

Un articolo di Rosaria Della Ragione
Un articolo di Rosaria Della Ragione

Solamente 10 mesi fa, Ermal Meta, realizzava un sogno portando a casa con orgoglio un sold out all’Alcatraz di Milano con circa 3.000 spettatori. Nel frattempo, il cantautore, ha continuato a scrivere canzoni e, sopratutto, a sognare ed oggi raggiunge un obbiettivo ancora più ambizioso. A solo due mesi dall’annuncio il suo show al Mediolanum Forum di Assago è sold out con quasi 10.000 biglietti venduti.

«Cosa significa per me non avere armi? Qualunque cosa noi possiamo fare nella vita, le uniche armi che abbiamo sono le nostre emozioni, attraverso le quali riusciamo e possiamo esprimerci al meglio. Il nostro migliore scudo è la nostra pelle».

Il terzo album da solista di Ermal Meta contiene ben 12 brani riscuotendo immediatamente un enorme successo. L’album, infatti, si è immediatamente aggiudicato il 1° posto della classifica di vendita nella settimana della sua pubblicazione. L’album è uscito il 9 febbraio ed è stato presentato in conferenza stampa al Festival di Sanremo, dove Ermal ha gareggiato e vinto con il collega e amico Fabrizio Moro e con cui parteciperà all’Eurovision Song Contest, a Lisbona.
Nelle 12 canzoni, Ermal, racconta la contemporaneità e la paura che spesso la invade ma parla soprattutto d’amore; un amore che fa spostare il mondo sul perno della fiducia, un amore che riecheggia tra i passi come un metronomo tarato sui ricordi o l’amore “che spacca le ossa”. Ma anche amore per la vita, o per la propria squadra calcistica. Una canzone può nascere dalla consapevolezza di chi siamo, di dove vogliamo andare, di che mezzi possiamo usare e di come possiamo curare le ferite di percorso. I suoi fan, denominati “I lupi“, proseguono il countdown per il 28 aprile, intanto possono incontrarlo negli instour dove possono farsi autografare l’album. In tanti lo seguono anche sui social per esprimere la loro gratitudine e soprattutto la passione per la sua musica, sempre vera, diretta e genuina. Durante una diretta su Facebook, Ermal Meta ha svelato una prima novità dell’atteso concerto al Forum di Assago a Milano, in programma il prossimo 28 aprile: “La Fame di Camilla” sarà sul palco insieme al cantautore per il grande evento a Milano. Nel frattempo, sono uscite le nuove date del tour estivo, il 5 luglio sarà a Roma, al Foto Italico.

Lo sai che una ferita si chiude e dentro non si vede
Che cosa ti aspettavi da grande, non è tardi per ricominciare…


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Alla scoperta di giovani talenti Fa.bu.la Videomakers

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La diversità di tre giovani ragazzi alla scoperta dell’audiovisivo e non solo …

Un articolo di Rosaria Della Ragione
Un articolo di Rosaria Della Ragione

“Fa.bu.la. in un acronimo esprimono la loro creatività”.

– Come e quando nasce fa.bu.la.?
Il team fa.bu.la è nato ufficialmente a gennaio 2018, quando abbiamo scelto il nostro nome e reso pubblico il nostro sito. L’idea di formare un gruppo di lavoro era già nata lo scorso settembre tra i banchi dell’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, è lì che ci siamo conosciuti a Gennaio 2017. Il gruppo è nato in maniera quasi del tutto naturale. Ognuno di noi ha notato le abilità degli altri due e ci siamo resi conto di come tutte le nostre diverse capacità messe insieme potessero creare qualcosa di bello e innovativo. A gennaio 2018 è diventato tutto più concreto, ma da mesi c’era già un’idea, una sensazione, che qualcosa si dovesse creare.

– Avete scelto di chiamarvi fa.bu.la … per voi rappresenta l’acronimo di qualcosa?
Ci abbiamo impiegato un po’ a scegliere il nome, volevamo qualcosa che ci rappresentasse. Queste tre sillabe formano una parola che ha origini nel latino e che significa racconto, il che ci pareva perfetto visto che ci definiamo spesso degli storytellers e che una caratteristica dei nostri video è che hanno una storia di fondo e raccontano sempre qualcosa. Ma ciò che ci ha fatto capire che la parola fabula era perfetta per noi è il fatto che le sillabe che la formano sono anche l’anagramma di alcune sillabe che formano i nostri cognomi. Fa sta per FAlappa, Bu sta per BUsetta, e La sta per CurcuLAcos (Federica ha dovuto riconoscere ed accettare che Fabucur non suonava altrettanto avvincente).

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– Di cosa vi occupate esattamente?
Principalmente ci occupiamo di videomaking e fotografia e siamo preparati ad affrontare tutte le fasi della realizzazione di un progetto: dalla scrittura e pre-produzione alla successiva produzione e post-produzione. Abbiamo iniziato da poco per cui ci siamo ripromessi di non precluderci nulla, in più il fatto di avere tutti interessi simili e allo stesso tempo diversi ci spinge a sperimentare continuamente. Finora abbiamo lavorato a cortometraggi, book fotografici, showreels di modelle e attrici o attori, brevi documentari, video musicali, spot pubblicitari e video promozionali per aziende.

– Siete in tre, in cosa vi differenziate?
Uno dei nostri punti di forza è proprio quello di essere in tre: tre teste differenti con trascorsi differenti. Abbiamo la passione per il cinema che ci accomuna, ma siamo interessati a tipologie di video molto differenti, e forse è proprio questo il nostro punto di forza e ciò che ci rende capaci di lavorare in maniera così variegata. Daniel ha un grande bagaglio culturale cinematografico e ha frequentato il Teatro Stabile delle Marche e diversi corsi teatrali che lo hanno portato a saper lavorare con gli attori, a saperli dirigere e a saper tirare fuori il meglio da loro. Giorgia, invece, è affascinata da come il cinema è in grado di trasformare la finzione in realtà e viceversa, da quel processo che rende reale l’irreale. Il suo interesse però è molto più pratico che ideale. Federica ha amato fin da bambina usare macchine fotografiche per poi montare e creare dei video che dessero o ricordassero emozioni, ma ha dato la priorità allo studio pratico delle tecniche di ripresa e di montaggio. Il bello di questo nostro insieme è che siamo tutti specializzati in qualcosa, ma che allo stesso tempo le nostre abilità si intrecciano in modo da metterci in discussione a vicenda per poi migliorare. C’è una continua evoluzione nelle nostre capacità e nei nostri progetti.

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– Un aggettivo che vi caratterizza?
Anticonvenzionali: cerchiamo sempre di differenziarci per qualcosa rispetto ad i nostri competitors.

– La soddisfazione più grande che vorreste avere?
Credo che la soddisfazione più grande sarebbe vedere che tra qualche mese siamo ancora insieme e che stiamo portando avanti quello che abbiamo iniziato, magari non solo tra qualche mese. Ognuno di noi ha dei traguardi specifici che vuole raggiungere e ha delle preferenze sul genere di progetti a cui lavorare, però abbiamo capito che insieme siamo un buon team, un’ottima squadra. Possiamo aiutarci a vicenda a raggiungere i nostri obiettivi e a realizzare i nostri sogni. Ci auguriamo anche di trasmettere sensazioni e messaggi positivi a tutti coloro che ci seguiranno nel tempo.

– Come lavorate sui vostri progetti? Chi è tra voi la mente e chi il braccio?
Sicuramente è Daniel la persona tra noi che possiede la più vasta conoscenza in quanto a film e la maggior parte delle volte è lui che fa nascere l’idea. Questa idea viene poi discussa e resa più dettagliata attraverso brainstorming e scritture di gruppo. Quindi se dovessimo decidere una sola mente tra noi sarebbe Daniel, ma è grazie al lavoro di gruppo che arriviamo ad una idea finale. Lo stesso vale per il braccio del gruppo. Giorgia è la persona che si occupa principalmente delle riprese e Federica del montaggio, quindi siamo entrambe braccia in due momenti separati della creazione di un video. Ma Giorgia non è quasi mai sola a fare le riprese, ci alterniamo tutti e tre, ci diamo consigli e ci confrontiamo su cosa è necessario riprendere e come è meglio inquadrarlo. E durante la fase di montaggio, nonostante sia Federica quella seduta davanti al computer, c’è un continuo scambio di opinioni su come sia meglio montare il video e che stile darci. Quindi non abbiamo dei ruoli totalmente definiti, il che ammettiamo che a volte può diventare problematico, ma è ciò che ci spinge ad innovarci e a mettere in discussione le nostre certezze.

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– Siete giovanissimi ma la determinazione e la passione vi contraddistingue. Siete entusiasti di ciò che avete realizzato sino ad ora?
Abbiamo iniziato “a fare sul serio” da pochi mesi, però da questa collaborazione sono già usciti parecchi lavori di cui siamo felici e di cui andiamo fieri. Ovviamente c’è ancora moltissimo da imparare e ci sono tante nuove cose da sperimentare, però ci stiamo dando da fare e siamo entusiasti di quello che stiamo facendo. Ma non ci fermiamo! Abbiamo ancora molti progetti già in fase di lavorazione.

– Al momento lavori in fase di progettazione?
Ci stiamo tenendo aperte molte strade per ora, proprio perchè vogliamo metterci alla prova, vedere che cosa ci piace di più fare e in cosa siamo più bravi. Per questo al momento stiamo lavorando ad un nuovo video musicale che uscirà a breve, ad alcuni spot pubblicitari e stiamo buttando giù nuove idee per alcuni corti… In più c’è l’intenzione di creare una mini serie che coinvolge gli esseri pelosi che vivono con noi. Sarete costretti a seguire la nostra pagina e il nostro canale per rimanere aggiornati.

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Fa.bu.la Videomakers, la Gallery delle foto migliori!

in Fotografia Photo Blog/Photoartofrosy Blog/Rosaria della Ragione Blog by

La diversità di tre giovani ragazzi alla scoperta dell’audiovisivo e non solo …

Fa.bu.la. in un acronimo esprimono la loro creatività. Ecco parte dei lavori realizzati da loro!
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Roma: Processo per stupro approda al Teatro Eliseo

in La Cultura/Rosaria della Ragione Blog/Ultimi Pubblicati by

L’adattamento del documentario a cura di Renato Chiocca.

Nel 1979, Un processo per stupro andò in onda su “il secondo canale” della Rai, raggiungendo oltre 12 milioni di spettatori e smascherando le consuetudini di abuso sui diritti delle donne.

Un articolo di Rosaria Della Ragione
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Non era mai accaduto che un processo contro degli uomini accusati di violenza sessuale venisse mostrato pubblicamente. Per la prima volta tantissime persone videro come una ragazza di 18 anni fosse costretta a dimostrare l’assenza del suo consenso mentre quattro uomini la stupravano.

A quarant’anni di distanza lo spettacolo diretto da Renato Chiocca con la partecipazione di Clara Galante ed Enzo Provenzano, restituisce il linguaggio di quel processo penale facendo rivivere sul palcoscenico lo scandalo e l’indignazione di quello che fino ad allora era un processo per stupro. Oggi pensiamo che le cose siano finalmente cambiate, ci illudiamo che siano finalmente diverse, ma non è così. Non si è ancora raggiunta quella giustizia di cui tanti parlano. La donna non è un oggetto, ha un’anima, oltre che un corpo, ha dei sentimenti che troppo spesso vengono calpestati dall’arroganza e dalla prepotenza con cui l’uomo si accosta. La donna, troppo spesso, deve difendersi da insinuazioni, offese, allusioni, pettegolezzi che la etichettano come “è una donna facile”; “mi ha provocato”, “se l’è cercata”, “andava sempre in giro vestita in quel modo…”, “si è fidata di uno sconosciuto”, “di questi tempi cosa si aspettava”, “era ubriaca” ecc… La cosa più triste è che la maggior parte di queste frasi sono pronunciate con estrema facilità e superficialità non solo da uomini ma anche da altre donne che, invece di essere solidali, trovano più “elegante” puntare il dito e dissociarsi. Io proverei per un attimo a mettermi al posto di una di queste donne, sedermi in un’aula tribunale dove, dopo essere state picchiate o stuprate, devono subire anche un vero e proprio processo, con la speranza di essere capite e credute. L’adattamento del regista Renato Chiocca induce alla riflessione più intima, entra in punta di piedi nel cuore e coinvolge l’anima anche grazie alla bravura indiscussa degli attori Clara Galante, Enzo Provenzano Tullio Sorrentino, Francesco Lande e Simona Muzzi che sono riusciti a rendere una piccola stanza del Teatro Eliseo un vero e proprio tribunale. Quel tribunale dove le donne da vittime si trasformano in carnefici e dove sono costrette a guardare negli occhi l’uomo o gli uomini che hanno spudoratamente abusato del loro corpo.

Non lasciamo che queste donne si difendano da sole…


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Grande successo per Oronero Live Tour di Giorgia

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Giorgia nei principali Palasport italiani

“Guardo poco indietro, ma mi rendo conto che un pezzo di strada l’ho fatto, adesso cerco di essere all’altezza delle cose belle che ho ricevuto”.

Un articolo di Rosaria Della Ragione
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A ottobre 2016 è uscito Oronero, il suo decimo album di inediti. A poco più di un anno di distanza è uscito anche Oronero Live, edito da Microphonica – Sony Music Italy, con le migliori interpretazioni del suo Oronero Tour, ma anche alcuni brani inediti prodotti da Michele Canova. Per festeggiare un anno di grandi successi e riconoscimenti, Giorgia si sta esibendo nei principali palasport italiani per nuove date dell’Oronero Live, per un totale di sei date. Giovedì 1 e venerdì 2 marzo Giorgia è stata protagonista di due concerti al Palalottomatica di Roma. Per la prima volta l’artista si è esibita su un palco centrale a 360 gradi e in due ore e mezza di performance ha proposto tutti i brani portati al successo in oltre vent’anni di carriera. La seconda tappa del tour è stata al Mediolanum Forum di Milano il 7 e 8 marzo, e si concluderà alla Kioene Arena di Padova il 12 e 13 marzo. Lo spettacolo è completamente nuovo rispetto al tour precedente: ballerini, drummers e fiati contribuiscono a rendere lo scenario ancora più magico e in cui la voce pazzesca e sempre impeccabile di una delle migliori cantanti italiane esplode, emozionando il pubblico. Sul palco, insieme a lei, i musicisti Gianluca Ballarin, Giorgio Secco, Mylious Johnson, Claudio Storniolo e il direttore musicale Sonny T. Anche le postazioni dei musicisti vengono spostate in continuazione. Al centro, una grande struttura bianca che rappresenta un albero, su cui vengono proiettati giochi di luce. A Milano a salire sul palco anche un ospite tanto atteso, Marco Mengoni. Arriva dal parterre acclamato dai numerosi fan e raggiunge Giorgia sul palco per duettare con lei.

“La vita e le responsabilità di una famiglia mi hanno aiutato a superare quella sensazione di vuoto e disperazione. Ma la verità è che quella cosa rimane sempre lì, da qualche parte, non passa mai e lo sa chiunque l’abbia provata”.


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Thelma & Louise: il coraggio è donna… non solo l’8 Marzo…

in Il Cinema/Pepsi e Popcorn Blog/Rosaria della Ragione Blog/Ultimi Pubblicati by

Thelma & Louise un Film, un Paradigma…

L’amicizia femminile ha una potenza straordinaria, la capacità di disfare il mondo in una notte.

Un articolo di Rosaria Della Ragione
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L’impatto sociale di un film come Thelma & Louise è vivido ancora oggi. Il film di Ridley Scott possiede una carica grintosa e amara che lo rende un’avventura on the road trascinante e appassionante, storia di emancipazione e libertà che travalica ogni confine e che rimbalza nella memoria con rumori sempre diversi. Il film è diventanto immediatamente un instant classic, grazie anche alla scelta molto coraggiosa della sceneggiatrice Premio Oscar Callie Khouri di far morire le due protagoniste interpretate da Susan Sarandon e Geena Davis. La famosa caduta dal dirupo lascia davvero poco spazio all’immaginazione, lasciando un enorme vuoto anche negli spettatori. Abbiamo assistito ad una grande storia d’amicizia e di solidarietà femminile, contro il modello della rivalità e che continuiamo a ricordare anche a distanza di tutti questi anni. Il viaggio è la vita, è la sfida, e l’immagine di Thelma & Louise che cantano, con i finestrini abbassati, quel loro momento di perfetta felicità rimarrà per sempre nella memoria. Il film ha dato voce al sogno di libertà delle donne, alla possibilità di correre nel mondo essendo semplicemente se stesse, andando fino in fondo, senza voltarsi mai indietro. «È stato davvero emozionante per me e credo per noi – ha dichiarato Sarandon – Abbiamo avuto circa 20 minuti per girarla, e avevamo intenzioni di dirci addio a vicenda. E così, siamo arrivate alla meta». «Mi voltai a guardare indietro, rendendomi conto che l’intera esperienza era finita – ha invece rivelato Davis – mi sono sentita davvero triste».

Thelma & Louise un Film, un vero Paradigma di vita…


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The Post, il nuovo film thriller politico di Steven Spielberg

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Un articolo di Rosaria Della Ragione
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Il diritto alla libertà di stampa non ha prezzo.

L’orgoglio femminile si riscatta affiancando editrice e direttore in un atto di coraggio e di dovere che suona come elogio e celebrazione del mestiere di giornalista.

Il nuovo film di Steven Spielberg The Post, è un thriller politico che racconta la storia che si nasconde dietro la pubblicazione dei “Quaderni del Pentagono”, avvenuta agli inizi degli anni settanta sul Washington Post. L’occultamento dei documenti top secret sulle strategie e i rapporti del governo degli Stati Uniti con il Vietnam tra gli anni quaranta e sessanta innesca una battaglia senza precedenti in nome della trasparenza e della libertà di stampa. Prima donna alla guida del quotidiano, in una società dove di norma i ruoli di potere sono appannaggio degli uomini, Kay Graham si ritrova nel 1971 a dover prendere una difficile decisione: pubblicare o meno i Pentagon Papers, documenti che nascondono la copertura di segreti governativi riguardanti la Guerra in Vietnam. The Post parla di giornalismo più in termini teorici, ideali che pratici, nonostante scorra tra le immagini una sottile nostalgia per quelle redazioni estremamente frenetiche, in cui il telefono squillava in continuazione e si faceva il giro dei contatti. Spielberg l’ha definito un film “d’inseguimenti con giornalisti”, in tutte le scene, infatti, pervade il senso d’urgenza. Spielberg, in tempi di giornalismo digitale, di eccesso di informazioni, di notizie non verificate o non filtrate, usa il cinema per ribadire il compito portato a termine quasi cinquant’anni fa dai giornalisti del «Post»: quello di aver impedito alla Storia di marcire, confusa nella palude di parole dette, scritte, registrate, ma non stampate, non ordinate. Fantastica l’interpretazione di Meryl Streep, il suo è un personaggio femminile capace di dosare fermezza, quella con cui ribadisce che il Washington Post “è una sua proprietà” ed esprime di continuo il disagio e la sensazione di non essere all’altezza della situazione.


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