Il Futuro? Solidale…

Author

pamela crusco

pamela crusco has 29 articles published.

La Città dei Matti, Follia e Teatro

in Il Sociale/Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by
Città dei matti

Quanto ci influenzano i pregiudizi riguardanti il disagio mentale?

Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

La Città dei Matti ci conduce attraverso Shakespeare sino alla follia del reale

La Città dei Matti è un progetto presentato da King Kong Teatro con il contributo della Regione Lazio, che si svolgerà a Corviale da Giovedì 20 Settembre a Sabato 22.

Il quartiere ospita un centro psichiatrico diurno i cui utenti sono stati coinvolti nella serie di performance che si susseguiranno in tutti e tre i giorni in via Mazzacurati, presso il centro Polivalente Nicoletta Campanella, la biblioteca comunale Renato Nicolini e la stessa sede della residenza psichiatrica che si trova nel lato opposto della via.

Cittadeimatti

Di seguito il programma completo delle tre giornate:

Corviale – La città dei matti, è un progetto che prevede azioni di teatro sul tema del FOOL nel quartiere di Corviale.

Per tre giorni si svolgeranno incontri di teatro integrato, letture sceniche e performance legate dal filo rosso della Follia a Teatro. Follia come passione, Follia come opposizione al dialogico a favore dell’immaginifico, follia come non sense, Follia come quella dei fools shakesperiani.

Giovedi 20 – Venerdì 21, sabato 22

ore 10-12 incontro di teatro integrato alla Comunità Terapeutica in Via Mazzacurati s.n.c.

Giovedì 20 – Venerdì 21

ore 16.30 letture sceniche sui fools shakesperiani alla biblioteca R. Nicolini in via Mazzacurati 76

Giovedì 20, venerdì 21, sabato 22

ore 18.00 performance NAUSICAA al Centro Polivalente via Mazzacurati 74

e ancora al Centro Polivalente in Via Mazzacurati 74 Performance serali:

giovedì 20

ore 21.00 performance teatro danza ORLANDO/ANGELICA

venerdì 21

ore 21.00 performance /dialogo LE MATTE

sabato 22

ore 16.30 lettura i fools shakesperiani

ore 21.00 performance teatro danza LOVE (IM)POSSIBLE

Ricordiamo che tutte le performance de “La Città dei Matti” sono a ingresso gratuito

per maggiori info scrivete a kingkongteatro@gmail.com

 

 

Come di consueto, vi lasciamo con una riflessione musicale


Ti è piaciuto? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?

Usa questo Tasto:

Guarda la nostra classifica mondiale su: Review Iogiornalista.com on alexa.com Ti è piaciuto questo servizio? Vuoi esserci utile e farci sopravvivere? Pubblicizzalo sui tuoi Socials, Facebook ed altri, cliccando le icone più sotto in questa pagina… Grazie! Stay Tuned! Qui si continua a scavare nel Bel Paese, nella sua Politica e nel suo Sociale.

L’Orchestraccia all’Anfiteatro Festival

in Eventi/La Musica/Pamela Crusco Blog/Ultimi Pubblicati/Uncategorized by
Orchestraccia

Ultimo appuntamento della settimana con Anfiteatro Festival

Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

Questa sera è la volta dell’Orchestraccia

La domenica all’anfiteatro severiano di Albano è colorata dalle note dell’Orchestraccia che si esibirà dal vivo stasera.

La band ha una formazione aperta, gli elementi fissi sono:

Marco Conidi musicista e attore che già abbiamo visto al cinema in Smetto quando voglio e Diaz- Don’t clean up this blood e nella serie Romanzo Criminale. Come cantautore ha all’attivo 9 album, ha scritto canzoni per Paola Turci e collaborato con artisti come Bungaro, Sergio Cammariere e Luca Barbarossa.

Edoardo Pesce attore brillante che abbiamo visto in moltissime pellicole cinematografiche, per citarne alcune Viva l’Italia, Se Dio vuole, La verità vi spiego sull’amore, Fortunata e l’ultimo Dogman.
Ma è famoso anche per aver partecipato a Romanzo criminale- la serie e I Cesaroni

Luca Angeletti è un attore eclettico, lo abbiamo visto al fianco di Raul Bova in Scusa ma ti chiamo Amore e Scusa ma ti voglio sposare e, nel 2017, in Come un gatto in tangenziale ma anche in fiction di successo come Tutti pazzi per amore o ne Il capo dei capi dove interpreta il ruolo di uno spietato killer mafioso.

Giorgio Caputo napoletano,  un non-romano nell’Orchestraccia. Anche lui è apparso in Diaz- Don’t clean up this blood, ma anche ne Il Nascondiglio di Pupi Avati e in produzioni internazionali come Last Knigths e Mary Magdalene.Per il piccolo schermo ha partecipato a Romanzo Criminale- la serie e Ma il cielo è sempre più blu, la fiction biografica sulla vita di Rino Gaetano.

I componenti dell’ Orchestraccia spesso vengono affiancati da musicisti come Gianfranco Mauto, Salvatore Romano, Fabrizio Lo Cicero e Gianluca D’Alessio e anche da altri artisti provenienti soprattutto dal mondo del cinema come Edoardo Leo, Francesco Montanari e Lillo del duo Lillo&Greg.

L’Orchestraccia offre uno spettacolo sui generis, del tutto innovativo che oscilla tra teatro e musica. Tutto questo sulle note e sulle rivisitazioni  in chiave comica di vecchie canzoni romane, sulle poesie di grandi autori come Belli e Pascarella e su tutta la cultura della Roma Otto-novecentesca, ma anche su brani originali della band. Non mancano temi di impegno civile, come la sicurezza sul lavoro o la violenza sulle donne.

Stasera L’Orchestraccia animerà il palco dell’Anfiteatro Festival di Albano ed è un appuntamento da non perdere

Anfiteatro Festival

via dell’Anfiteatro Romano, 40 –  Albano Laziale – orario degli spettacoli  ore 21,00

info  e prevendite  DrinService  tel. 06 9364605  –  ticketone.it

botteghino Anfiteatro – solo il giorno degli spettacoli dalle 18,00

costo biglietti:  12  e  16  euro 

produzione Europa Musica

direzione artistica Renzo Renzi

Nell’attesa vi lasciamo con le note di una canzone d’amore che è stata anche colonna sonora dell’omonimo film del 2017 Ovunque tu sarai con Primo Reggiani, Francesco Montanari, Ricky Memphis e Francesco Apolloni


Ti è piaciuto? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?

Usa questo Tasto:

Guarda la nostra classifica mondiale su: Review Iogiornalista.com on alexa.com Ti è piaciuto questo servizio? Vuoi esserci utile e farci sopravvivere? Pubblicizzalo sui tuoi Socials, Facebook ed altri, cliccando le icone più sotto in questa pagina… Grazie! Stay Tuned! Qui si continua a scavare nel Bel Paese, nella sua Politica e nel suo Sociale.

Ascanio Celestini all’Anfiteatro Festival!

in Eventi/Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by
Ascanio Celestini

Ascanio Celestini presenta La Ballata dei Senza Tetto

Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

E approda (proprio come il suo epico omonimo) ad Albano 

La Ballata dei senza Tetto è uno spettacolo che fa parte di una trilogia già iniziata con Laika nel 2015 e proseguita con Pueblo presentato nel 2015 al Napoli Teatro Festival.

Il fil rouge è sempre quello dell’uomo comune, non a caso i personaggi sono quasi sempre gli stessi: la vecchia di Laika, che va a fare la spesa con la prostituta; la cassiera che avevamo conosciuto in Pueblo, Giobbe l’analfabeta.

Ascanio Celestini ci racconta uno spaccato di vita, quella che lui meglio conosce, che segue tra le strade della capitale.

Il suo teatro è considerato “Teatro di Narrazione” è un autore-attore, più autore forse; a far da padrone è l’essenzialità, la scenografia è scarna, semmai fatta di oggetti comuni e semplici, come le cassette delle bibite accatastate all’angolo di un Bar di periferia.

L’attore stesso si serve poco del proprio corpo, la voce crea la storia, le immagini, i movimenti sono ridotti al minimo.

Vi proponiamo un estratto dallo spettacolo Pueblo

Ascanio Celestini oltre ad essere autore teatrale, ha scritto anche diversi libri e pubblicato album musicali. Lo ricordiamo anche per la sua partecipazione al programma televisivo Parla con me di Serena Dandini, in cui ha trattato tematiche sociali molto importanti come il razzismo

A partire dal 1998 anno del debutto come autore con Cicoria. In fondo al mondo, Pasolini la sua carriera sarà un susseguirsi di premi e riconoscimenti. Vince due volte il premio Ubu, il premio Volponi e il premio Dessì.

Il 2007 è l’anno del debutto discografico con Parole Sante che vince il premio Ciampi come Miglior debutto discografico dell’anno.

Nel 2011 è candidato come Miglior regista esordiente al Nastro d’Argento con il film La pecora nera che già aveva vinto il Ciack d’oro.

Il nuovo spettacolo sarà ospitato stasera Sabato 4 Agosto nel suggestivo scenario dell’anfiteatro di Albano.

Tutte le info necessarie:

Anfiteatro Festival

via dell’Anfiteatro Romano, 40 –  Albano Laziale – orario degli spettacoli  ore 21,00

info  e prevendite  DrinService  tel. 06 9364605  –  ticketone.it

botteghino Anfiteatro – solo il giorno degli spettacoli dalle 18,00

costo biglietti:  12/ 16 e 20 euro

produzione Europa Musica

direzione artistica Renzo Renzi

 


Ti è piaciuto? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?

Usa questo Tasto:

Guarda la nostra classifica mondiale su: Review Iogiornalista.com on alexa.com Ti è piaciuto questo servizio? Vuoi esserci utile e farci sopravvivere? Pubblicizzalo sui tuoi Socials, Facebook ed altri, cliccando le icone più sotto in questa pagina… Grazie! Stay Tuned! Qui si continua a scavare nel Bel Paese, nella sua Politica e nel suo Sociale.

I Nomadi all’Anfiteatro Festival di Albano

in Eventi/La Musica/Pamela Crusco Blog by
Nomadi

Venerdì 3 Agosto la città di Albano Ospiterà I Nomadi in concerto all’Anfiteatro.

Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

Appuntamento da non perdere per i fan del gruppo

La prima formazione dei Nomadi nasce all’inizio degli anni sessanta tra Modena e Reggio Emilia quando il tastierista Beppe Carletti mette su un complesso chiamato I Monelli.

Solo dopo l’ingresso dello storico cantante Augusto Daolio la band prende il nome di Nomadi e, a seguito di vari ingressi e abbandoni da parte di alcuni elementi, vedrà la sua formazione stabile solo nel 1965.

Proprio in questo anno esce il loro primo 45 giri Donna la prima donna. Nel 1966 prende avvio il sodalizio con Francesco Guccini, ancora sconosciuto all’epoca.

All’inizio della loro carriera i Nomadi si esibiscono nelle balere, soprattutto al nord e faticano a portare la loro musica sui palchi nazionali, ma già vantano collaborazioni importanti come quella con Mogol .

Dal lavoro con Guccini nascono canzoni come Noi non ci saremo e Dio è morto, quest’ultima sarà censurata dalla perbenista Rai ma verrà trasmessa da Radio Vaticana!

 


 
 
 

ma è nel 1972 con Io vagabondo che la loro carriera decolla

 

 
 
 

I decenni successivi sono un susseguirsi di pubblicazioni di album, collaborazioni di spicco ( Equipe 84, Lucio Dalla, Paolo Conte, Giorgio Gaber, Richie Hevens, Joe Cocker, Billy Preston, Edoardo Bennato, Angelo Branduardi e Fabio Concato )  e vari cambiamenti della formazione. Le uniche due certezze restano Carletti e Daolio e si raggiungerà una certa stabilità solo alla soglia degli anni novanta quando entra nel gruppo il giovane bassista Dante Pregreffi.

Nel 1991 incidono Gente come noi album che contiene Gli aironi neri (primo brano per il quale gireranno un videoclip musicale)

Il 1992 è l’anno della tragedia: Dante Pregreffi perde la vita in un incidente stradale e Augusto Daolio scopre di essere gravemente malato. A luglio partecipano ad Agrigento a “Il canzoniere d’Italia” Festival organizzato da Adriano Aragozzini con al basso Elisa Minari presentando il brano Ma noi no!

L’ultimo concerto in cui i Nomadi si esibiscono con Augusto Daolio è quello dell’8 Agosto a Masone vicino Genova.

Il 1993 è l’anno di ingresso di Danilo Sacco, che resterà frontman fino al 2011. In questo periodo inizia dapprima l’importantissima collaborazione con gli Inti Illimani, il viaggio in Cile, l’impegno sociale per l’isola di Cuba ( non a caso si aggiungono al repertorio dei Nomadi canzoni come  Te recuerdo Amanda e Hasta Siempre)

Continua per gli anni successivi l’impegno sociopolitico dei Nomadi. Nel 2006 con il brano Dove si va partecipano al Festival di San Remo classificandosi al secondo posto.

Fa tappa ad Albano venerdì sera il tour Tutta la vita attraverso il quale Beppe Carletti festeggia i 55 anni di carriera, con ben 82 dischi pubblicati tra studio, live e raccolte.

 

 

Anfiteatro Festival

via dell’Anfiteatro Romano, 40 –  Albano Laziale – orario degli spettacoli  ore 21,00

info  e prevendite  DrinService  tel. 06 9364605  –  ticketone.it

botteghino Anfiteatro – solo il giorno degli spettacoli dalle 18,00

costo biglietti:  12  /  16  e  20  euro 

produzione Europa Musica

direzione artistica Renzo Renzi

 


Ti è piaciuto? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?

Usa questo Tasto:

Guarda la nostra classifica mondiale su: Review Iogiornalista.com on alexa.com Ti è piaciuto questo servizio? Vuoi esserci utile e farci sopravvivere? Pubblicizzalo sui tuoi Socials, Facebook ed altri, cliccando le icone più sotto in questa pagina… Grazie! Stay Tuned! Qui si continua a scavare nel Bel Paese, nella sua Politica e nel suo Sociale.

Vita di Emilia: la Gallery!

in Fotografia Photo Blog/Ultimi Pubblicati by
  • silviaandreussi-1.jpg?fit=768%2C1024
    Silvia Andreussi
  • mirkorusso2rid-2.jpg?fit=468%2C702
  • mirkorusso1rid.jpg?fit=483%2C712
    Mirko Russo
  • danieladuchi1.jpg?fit=1079%2C1600
    Daniela Duchi
  • danieladuchi2.jpg?fit=1004%2C1504
    Daniela Duchi
  • michelebernabei.jpg?fit=225%2C225
    Michele Bernabei

Nella Gallery dedicata a Vita di Emilia vi presentiamo l’autrice Silvia Andreussi, il regista e attore Mirko Russo, l’attrice Daniela Duchi e il compositore Michele Bernabei

 

 

 


Ti è piaciuto? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?

Usa questo Tasto:

Guarda la nostra classifica mondiale su: Review Iogiornalista.com on alexa.com Ti è piaciuto questo servizio? Vuoi esserci utile e farci sopravvivere? Pubblicizzalo sui tuoi Socials, Facebook ed altri, cliccando le icone più sotto in questa pagina… Grazie! Stay Tuned! Qui si continua a scavare nel Bel Paese, nella sua Politica e nel suo Sociale.

Vita di Emilia un assaggio di dodici minuti!

in La Cultura/Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati/Uncategorized by
vita di emilia
Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

Vita di Emilia al Teatro Studio Uno per la rassegna Pillole 2018

si gioca #tuttoin12minuti

 

Il Teatro Studio Uno di Roma con Pillole 2018 #tuttoin12minuti ha offerto la possibilità a compagnie e produzioni indipendenti di presentare un progetto teatrale e vincere un contest che permetterà loro di dare alla luce un vero e proprio spettacolo.

Ogni partecipante ha a disposizione lo spazio di 12 minuti per stuzzicare la curiosità del pubblico che farà anche da giuria.

Noi vogliamo parlarvi di ciò che accadrà sabato 21 luglio e in particolar modo di Vita di Emilia.

Silvia Andreussi è l’autrice del testo e ne cura anche la regia insieme a Mirko Russo. Si tratta della storia di Emilia una donna vittima di un disturbo psicologico che viene dissuasa dai medici che la tengono in cura ad abbandonare la sua passione per lo scrivere poesie.

 

Viene affrontata la differenza generazionale tra Emilia e sua madre ma anche il rapporto che Emilia ha con gli uomini.

I riferimenti testuali, come ci suggeriscono le note di regia, si rifanno a Sylvia Plath e Virginia Woolf, le musiche sono originali composte da Michele Bernabei.

La messa in scena di Vita di Emilia è ancora in fase di studio e qualora l’opera venisse selezionata tra le migliori presentate potrebbe entrare a far parte del palinsesto del Teatro Studio Uno, per questo vi invitiamo a partecipare all’evento di domani e a dare il vostro supporto all’autrice.

Vita di Emilia

testo e drammaturgia: Silvia Andreussi

regia: Silvia Andreussi, Mirko Russo

musica: Michele Bernabei

scenografia: Silvia Andreussi / da definire

con

Emilia: Daniela Duchi / da definire

Madre: da definire

Medico: Mirko Russo

Sabato 21 Luglio per la rassegna Pillole #tuttoin12minuti al Teatro Studio Uno di Roma via Carlo della Rocca 6

Qui troverete la Gallery dedicata ai protagonisti

E qui l’evento Facebook


Ti è piaciuto? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?

Usa questo Tasto:

Guarda la nostra classifica mondiale su: Review Iogiornalista.com on alexa.com Ti è piaciuto questo servizio? Vuoi esserci utile e farci sopravvivere? Pubblicizzalo sui tuoi Socials, Facebook ed altri, cliccando le icone più sotto in questa pagina… Grazie! Stay Tuned! Qui si continua a scavare nel Bel Paese, nella sua Politica e nel suo Sociale.

Io mi Libro… ti mette le ALI!

in La Cultura/Pamela Crusco Blog/Ultimi Pubblicati by
io mi libro
Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

Per l’uscita dell’opera Io mi Libro di Alessandro Pagani…

…noi di iogiornalista siamo riusciti ad intervistare l’autore che ci ha raccontato il suo libro

 

Già dal titolo “Io mi Libro” c’è un gioco di parole, quando hai cominciato a giocare con le parole?

A.P. : Sinceramente non saprei dire, ma ricordo che fin da piccolo ero incuriosito dai vocaboli e dai loro significati: invece di giocare a pallone come tutti gli altri bambini passavo intere giornate a scrivere cercando di captare il senso ed il valore di ogni parola. Quelle parole nel tempo sono diventate prima poesie, poi aneddoti e piccoli racconti, fino ad arrivare alla pazza idea di scombinarne le posizioni per creare battute e dialoghi comici dove i doppi sensi, i paradossi e la sat-ironia che ne deriva la fanno da padrone.

 

Hai pubblicato un libro che è una raccolta di “freddure” o “battute” o piuttosto in che modo le definiresti?

A.P. : Domanda che cade a puntino come il pallino sulla i perchè forse ho appena risposto: frasi satironiche mi piace, con leggerezza prendono di mira gli usi ed i costumi più banali dell’italiano medio per esorcizzarli, prendendosi gioco – dopo un’attenta analisi del teatrino attuale circostante – della tragicomicità della vita che lo riguarda, e che di conseguenza ci tocca da vicino. Forse proprio in questo sta la risposta ad alcuni affanni che ci affliggono quotidianamente: saper ridere di se stessi allontana i dispiaceri e ci rende più consapevoli di una realtà alternativa, se non altro meno compassata, in parallelo al lato più innocente ed ingenuo del nostro subconscio che dovrebbe ‘librarci’ al di sopra delle cose terrene.

 

288. “La senti anche tu questa musica… chissà da dove verrà…“ – “Mah, secondo me, è il piano di sopra”.

(da Io mi Libro)

 

In che modo è nata ognuna delle tue “frasi sarcastiche”?

A.P. : Sono legate ad eventi in particolare che le hanno ispirate o sono frutto del puro genio dell’autore? Non c’è una regola prestabilita se non proprio la realtà di tutti i giorni, contornata dagli eventi giornalieri e dai personaggi che li fanno muovere. Ogni pretesto in questo senso è per me una miccia creativa: una professione, una circostanza, una situazione illogica, un personaggio famoso o dell’immaginario collettivo, tutto può divenire oggetto (e soggetto) di contrazione letteraria nella quale proiettarsi. Come un film – nel mio caso un corto – grottesco e dai risvolti ambivalenti, dove lo scenario è ampio ed il finale mai scontato.

 

Che tipo di lettura suggeriresti a chi si trova davanti il tuo libro? È bene seguire con precisione l’ordine che tu hai scelto o si può aprire a caso una pagina e lasciarsi cambiare l’umore dalla frase del giorno?

A.P.: Suggerirei di lasciarsi andare dalla lettura, non c’è un ordine prefissato nelle frasi proprio perchè ogni situazione può presentarsi in modo differente ed improvvisa aprendo un giornale, seguendo una conversazione o semplicemente guardando la vita scorrere, la propria o quella altrui. D’altra parte le coincidenze esistono, sta a noi cercare di indirizzarle in modo positivo: se qualcuno si riconoscesse in qualche episodio surreale del libro e ne scongiurasse le conseguenze, oltre a cambiare umore, poi ne modificherebbe anche le radici.

22. Film che indaga sul tema della calvizie: “Professione reporter”.

(da Io mi Libro)

I nostri lettori ti conoscono già ma in vesti diverse, visto che tu e il tuo gruppo, siete stati protagonisti di una nostra intervista. Che ne pensano i tuoi colleghi musicisti di questa tua inclinazione letteraria?

A.P.: Dire che sono entusiasti è dir poco, considerato che per me la realizzazione della scrittura è un sogno che si realizza. Gli Stolen Apple mi hanno sempre sostenuto in questo senso, come ha fatto Massimiliano Zatini, il bassista del gruppo, che mi ha regalato la copertina del libro con un disegno-manifesto degno di un grafico professionista.

 

Una delle frasi del tuo libro è stata scelta per essere inserita nell’agenda Comix del prossimo anno, quindi molti adolescenti la leggeranno, magari la trascriveranno…

A.P.: Mi fai pensare ad una cosa che avevo tralasciato, e che invece adesso ritengo molto importante. Prima di tutto perché la leggerezza sotto forma di comicità, ironia o sarcasmo aiuterà gli adolescenti a vedere le cose da un’angolazione diversa, meno seriosa, così forse il superamento delle difficoltà diverrà loro meno gravoso; poi perché – tornando al discorso iniziale – serve sicuramente più autoironia nella vita di tutti i giorni: anche questa, se usata in modo intelligente, può aiutare l’evoluzione formativa di un ragazzo, e certamente sosterrà la cognizione di qualche adulto che durante una fase del suo percorso esistenziale si è un po’ perso.

23. “Senorita, quiere bailar conmigo y despues a mi casa?” – “Dipende: salsa?”

(da Io mi Libro)

 

Alessandro Pagani è nato nel 1964 a Firenze, dove vive e lavora presso l’Azienda Sanitaria. Appassionato di poesia e letteratura da sempre, ha fatto parte negli anni ’80 del movimento artistico underground fiorentino “Pat Pat Recorder“. Nel 1988 inizia un percorso come musicista con svariati gruppi tra i quali gli Stropharia Merdaria, Parce Qu’Il Est Triste, Hypersonics,  (con cui ha partecipato ad Arezzo Wave), Subterraneans, Malastrana e successivamente con i Valvola, assieme ai quali fonda nel 1997 l’etichetta discografica Shado Records, attiva fino al 2007. Attualmente è batterista del gruppo rock Stolen Apple, con il quale ha fatto uscire l’album di debutto “Trenches” a Settembre 2016. E’ anche componente della giura del concorso di poesie “Daniela Pagani e Manuela Masi” patrocinato dal Calcit Chianti Fiorentino, ed un assiduo volontario del Canile Del Termine di Sesto Fiorentino (Fi).

Io mi libro“, edito dalla casa editrice 96, Rue De La Fontaine di Torino (una frase del libro apparirà anche sull’agenda Comix 2019), è la sua seconda pubblicazione, dopo il libro “Perché non cento?” stampato da Alter Ego/Augh di Viterbo (Aprile 2016), ed il libretto autoprodotto del 2015 “Le Domande Improponibili“.

E Per rinfrescarvi la memoria vi riproponiamo la nostra intervista agli Stolen Apple!!!!!!!!!!


Ti è piaciuto? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?

Usa questo Tasto:

Guarda la nostra classifica mondiale su: Review Iogiornalista.com on alexa.com Ti è piaciuto questo servizio? Vuoi esserci utile e farci sopravvivere? Pubblicizzalo sui tuoi Socials, Facebook ed altri, cliccando le icone più sotto in questa pagina… Grazie! Stay Tuned! Qui si continua a scavare nel Bel Paese, nella sua Politica e nel suo Sociale.

Il mio nome è Thomas, Terence Hill in viaggio verso Almeria

in Il Cinema/Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by
  • Terence-Hill-1_preview.jpeg?fit=1280%2C853
  • Terence-Hill-4_preview.jpeg?fit=1280%2C853
  • terence-Hill-5_preview.jpeg?fit=1280%2C853
  • Terence-Hill-6_preview.jpeg?fit=1280%2C853
  • Terence-Hill_Veronica-Bitto_preview.jpeg?fit=1280%2C853
  • Terence-Hill_Veronica-Bitto2_preview.jpeg?fit=1280%2C853
  • terence-Hill2_preview.jpeg?fit=1280%2C853
Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

Il mio nome è Thomas segna l’esordio di Terence Hill come regista sul grande schermo.

E questo esordio non poteva che avvenire in uno scenario ben noto all’attore.

Una pellicola che ci catapulta nella vecchia e prolifica tradizione nostrana del genere “spaghetti western” e che ha come protagonista niente meno che un attore icona di un filone che aveva canzonato proprio il western all’italiana.

È un tentativo, e speriamo che sarà ben riuscito, di riscoperta di un genere che Sergio Leone ha reso immortale.

Il mio nome è Thomas è un viaggio on the road attraverso l’Italia e la Spagna: Thomas vuole raggiungere il deserto in sella alla sua Harley ma durante i preparativi incontra Lucia ( interpretata da Veronica Bitto) che lo coinvolgerà in una situazione rocambolesca. Salvata la ragazza, Thomas finalmente riesce ad imbarcarsi per Barcellona ma rincontra Lucia sullo stesso traghetto. Dopo qualche giorno in sella alla sua moto raggiunge il deserto e qui si stabilisce in un piccolo paese abbandonato, nel vero stile del far west. Viene nuovamente raggiunto da Lucia.

Nel deserto di Almeria i due protagonisti stringono una forte amicizia.

L’atmosfera è quella a cui siamo già abituati: il deserto è quello della Spagna lo stesso che aveva scelto Sergio Leone per ambientare i suoi “Per un pugno di dollari” e “Il buono, il brutto e il cattivo” e  Sergio Corbucci per “Django” , il volto quello di Terence Hill ( le nostre mamme ancora fanno sogni erotici su Trinità), le scene epicamente comiche non mancano, come le grandi risse, la polvere e il viaggio.

È un’atmosfera un po’ più moderna certo: Thomas al contrario di Trinità si sposta in moto e non con un travois trasportato da un diligente cavallo, ma è chiaro l’omaggio che Terence Hill vuole dedicare alla tradizione del western. C’è da aspettarsi forse uno sguardo al tema di un viaggio all’interno dell’umanità, come ne “I diari della motocicletta” che racconta il viaggio di Ernesto Che Guevara.

 

Il film è interamente dedicato all’amico Bud Spencer

La colonna sonora, poi, non è da meno, la sua stesura è stata affidata a Pino Donaggio  e a riguardo Terence Hill dice “Per la colonna sonora stavo cercando qualcosa di divertente ed evocativo ma che potesse trasformarsi al momento giusto in qualcosa di epico

Il tema iniziale però è stato affidato a Franco Micalizzi lo stesso autore della celebre melodia di apertura di “Lo chiamavano Trinità” e in questo tema è presente ancora una volta l’inconfondibile fischio di Alessandro Alessandroni, purtroppo scomparso nel 2017.

 

Il mio nome è Thomas per la regia di Terence Hill, con Terence Hill, Veronica Bitto, Andy Luotto e Guia Jelo.

Prodotto da Jess Hill per Paloma 4, uscirà nelle sale domani 19 Aprile 2018.


Ti è piaciuto? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?

Usa questo Tasto:

Guarda la nostra classifica mondiale su: Review Iogiornalista.com on alexa.com Ti è piaciuto questo servizio? Vuoi esserci utile e farci sopravvivere? Pubblicizzalo sui tuoi Socials, Facebook ed altri, cliccando le icone più sotto in questa pagina… Grazie! Stay Tuned! Qui si continua a scavare nel Bel Paese, nella sua Politica e nel suo Sociale.

Alla Partita Mundial… noi c’eravamo!

in Calcio Sport/Eventi/Pamela Crusco Blog/Ultimi Pubblicati by
partita mundial
Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

Il 21 Marzo allo Stadio Olimpico di Roma siamo andati a vedere la Partita Mundial…

Un evento di beneficienza, la Partita Mundial, grazie all’organizzazione della Croce Rossa Italiana e alla Nazionale Italiana Attori ha visto partecipare vecchie glorie del calcio internazionale contro alcuni dei più bravi attori del panorama italiano. Il tema, che ci è tanto caro, è quello della violenza sulle donne e i fondi raccolti saranno devoluti in parte ad associazioni di volontariato e in parte per l’acquisto di un’ autoemoteca da parte della Croce Rossa Italiana.

Le due squadre in campo per la Partita Mundial sono l’Italia e il Resto del Mondo.

Italia: Zeno, Capuano, Brugia, Oppini, Ghione, Base, Lo Cicero, Perrotta, Amelia, Ballotta, Stendardo, Delvecchio, Giordano, Battista, Pasotti, Insegno, Proprio, Santagata, Atturro, Aiello, Pantano, Cafiero, Ferri, Davoli, Giletti, Romondini, Fortunato, Tommasi, Lotti, Palamara, D’Onofrio, Sirignano, Cinque, Morace, Giannichedda, Fiore.

Resto del Mondo: Batistuta, Castroman, Matuzalem, Fuentes, Konsel, Castan, Muller, Lovizon, Winter, Garrone, Tedeschi, Capparoni, Frolov, Frey, Cesar, Aldair, Wilms, Manfredini, Lucileia, Oliveira, Candela, Vasfi, Mihajlovic, Lima, Fremont.

Per la sesta edizione della Partita Mundial noi di io giornalista siamo stati a bordo campo e, tra un gol e l’altro (a distinguersi maggiormente Pasotti e Batistuta che ci hanno regalato due doppiette ciascuno) abbiamo intervistato chi si occupa del “backstage”.

Prima di tutto vi proponiamo l’intervista a Gianluca Guerrisi presidente dell’associazione Argos:

Argos è un’associazione Onlus che grazie a un folto gruppo di volontari provenienti soprattutto dalle Forze dell’Ordine ma che conta volontari di ogni provenienza tra le sue fila, ha svolto un servizio di controllo su tutta l’area dello Stadio.

Abbiamo intervistato anche i Corpi Sanitari Internazionali della Croce Rossa Garibaldina che alla Partita Mundial hanno affiancato i volontari delle forze dell’ordine.

Un corpo di volontari che operano nella raccolta fondi e negli aiuti umanitari in tutta italia e anche a livello internazionale.

Dulcis in fundo, per la gioia di tutti i maschietti, le due fantastiche Matilde Brandi e Milena Miconi!

Per la cronaca… Il risultato della sesta edizione della Partita Mundial è stato a favore della squadra de Il Resto del Mondo: all’ultimo fischio, l’Italia, capitanata da Tommasi, perdeva 3 a 5… peccato, sarà per la prossima!!!

Stay Tuned!


Ti è piaciuto? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?

Usa questo Tasto:

Guarda la nostra classifica mondiale su: Review Iogiornalista.com on alexa.com Ti è piaciuto questo servizio? Vuoi esserci utile e farci sopravvivere? Pubblicizzalo sui tuoi Socials, Facebook ed altri, cliccando le icone più sotto in questa pagina… Grazie! Stay Tuned! Qui si continua a scavare nel Bel Paese, nella sua Politica e nel suo Sociale.

Un Capitano- duecentomila chili sulle spalle, in scena a Roma.

in La Cultura/Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by
Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

La storia di un Capitano, Amr Abuorezk raccontata in un monologo autobiografico

Un Capitano – duecentomila chili sulle spalle. La nostra intervista alla regista Eleonora Gusmano

Ieri sera 15 Marzo ha debuttato a Roma presso la sala specchi del teatro Studio Uno lo spettacolo Un Capitano, duecentomila chili sulle spalle.

Un intensissimo monologo tratto da una storia vera, quella di Amr Abuorezk che ne firma il testo insieme a Giulia Lombezzi. Lo spettacolo è interpretato da Ivano Russo, per la regia di Eleonora Gusmano.
Noi abbiamo intervistato proprio la regista che aveva già presentato il progetto con la compagnia Asilo dei Lunatici a Napoli.

 

Un capitano

 

Raccontate la storia di emigrante che arriva in Italia proprio nell’anno in cui la gloria nazionale tocca il proprio apice. La superficialità, il trionfo calcistico, servono a riempire degli spazi che altrimenti dovrebbero essere colmati da un’umanità che non abbiamo più?

 

E’ curioso perché nella nostra storia, i personaggi approfittano della attenzione totalizzante e distraente che la popolazione italiana presta alle partite dei mondiali.. Non so se si possa parlare di superficialità quanto di necessità di evasione, che nel nostro caso però diventa un colpo di fortuna per Amr e la sua ciurma. Nel nostro caso il paragone con le dinamiche interne in una squadra di calcio ci sono servite per sottolineare non solo le differenze ma anche le somiglianze. Il bisogno di correre tutti insieme verso un obiettivo, la messa in atto di una tattica unica per la salvezza di tutti, la coesistenza, il sudore, la fatica e il risultato raggiunto. Uno dei primi registi con cui feci teatro a Torino molti anni fa, aveva l’abitudine di riunirci in camerino prima dello spettacolo e chiamava quel momento “fare spogliatoio”, con evidenti rimandi al mondo dello sport. Lì ci si spogliava tutti insieme, sia fisicamente che emotivamente, si doveva parlare francamente delle sicurezze che si avevano ma anche dei dubbi sul lavoro, si ci confrontava. Tutto quello che veniva fuori in quella riunione rimaneva li, nello spogliatoio, non si portavano quegli screzi sul palco. Preferiamo avere a che fare con questi aspetti dello sport e delle dinamiche di squadra.

 

 

Come si affronta il rapporto tra regista e attore quando si tratta di un colloquio a due? Tra uomo e donna per giunta…

 

Il teatro è un luogo meraviglioso proprio perché ti permette di creare delle relazioni che prescindono dal sesso dei partecipanti, dall’età e provenienza, o almeno così dovrebbe essere sempre. Io e Ivano abbiamo iniziato il lavoro quasi due anni fa, con una residenza all’ex Opg di Napoli, che poi ha ospitato il nostro debutto. Proprio come Amr nessuno dei due sapeva bene dove ci avrebbe condotto questo percorso, ma conoscevamo il nostro ruolo e ci siamo buttati. Abbiamo creato un percorso di fiducia reciproco, di messa in discussione e dialogo continuo. Credo che quando un lavoro funziona si può dire che non si capisce più dove inizia la regia, dove termina la drammaturgia e dove l’apporto attoriale. Si crea un organismo unico che procede e si evolve indipendentemente. Questo è quello che stiamo cercando. Il nostro è stato sì un lavoro a due, ma fondamentale è stato l’apporto di Giulia Lombezzi, drammaturga milanese che in parte ha seguito il lavoro di messa in scena e ha collaborato passo passo alla nascita di questo lavoro. Di Amr Abuorezk che ci ha permesso di raccontare la sua storia. Di Alessandro Romano che ha composto per lo spettacolo musiche e ambientazioni sonore suggestive. E di tutti quelli che hanno dato il loro apporto come potevano mettendo a servizio la loro competenza. Il teatro nasce dalla relazione umana, noi ci crediamo moltissimo.

 

Lo spettacolo affronta il tema del rapporto con se stessi e quello con la responsabilità verso gli altri, come convivono nel protagonista l’istinto e l’etica?

 

Il nostro tentativo è stato mettere in luce la difficoltà per ognuno di noi di essere “tutto intero nello stesso posto”, non al cellulare, non persi nella nostra memoria, nelle paranoie, non proiettati verso il futuro, ma nel presente. Interamente. Abbiamo riflettuto sulle poche volte nella vita in cui questo accade, in alcuni momenti cardine, in cui ti trovi al momento giusto e al posto giusto e le voci nella tua testa si zittiscono e rimane solo quello che secondo la tua educazione, la tua etica è giusto fare. E lo fai. Così accade ad Amr; agisce d’istinto secondo la sua etica. Fino a qual momento erano state le sue paure, il senso d’inadeguatezza a trattenerlo. Nel corso dello spettacolo il personaggio cresce perché quasi non può fare altrimenti e di fronte alla negligenza dei tre scafisti, lui che è stato marinaio fin da bambino in Egitto, che è il più piccolo dei passeggeri,  si mette alla guida della barca per portare sani e salvi lui e gli altri 144 passeggeri sulle coste della Sicilia.

 

 

 

Un capitano – duecentomila chili sulle spalle

dalla vera storia di Amr Abuorezk
con Ivano Russo 
scritto da Giulia Lombezzi e Amr Abuorezk
regia Eleonora Gusmano
musiche originali – live electronics Lorco
disegno luci Paco Summonte
grafic designer Ania Rizzi Bogdan 
foto di scena Aksinja Bellone
tecnico video Tommaso Romano

 

Teatro Studio Uno (Sala Specchi)

Via Carlo della Rocca 6, 00177 Roma

Dal 15 al 18 marzo (giov. – sab. ore 21.00/ dom. ore 18.00)

Ingresso 12 euro (ingresso riservato ai soci)

tessera associativa gratuita

Evento FB

 

 

 

Un capitano

 

 

 


Ti è piaciuto? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?

Usa questo Tasto:

Narciso è un (e+e) alla seconda… e attirerà gli sguardi!

in L'Arte/Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by
Narciso
Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

Egocentrici + Egoisti al quadrato
(primo movimento)

Da un’idea di  Fabio Ciccalè
con: Fabio Ciccalè e  Leonardo Maietto

 

 

Conosci il mito di Narciso?
È attuale la figura di Narciso?
È felice Narciso?

 

Il mito di Narciso, il giovane che s’innamorò di se stesso, visto con gli occhi dell’uomo moderno.
Sembra che nell’era di internet, della socialità virtuale, tutti noi siamo schiavi della nostra immagine, o almeno di quella che vogliamo ci rappresenti.
Gli altri sono soltanto i nostri fan, che contiamo a suon di like
Egocentrici per l’appunto, ma Egoisti anche, che vedono gli altri solo come degli estimatori a cui dover vendere qualcosa.

Narciso (e+e)2

È felice Narciso?

Nel racconto di Ovidio, Narcisio è accecato, la sua crudeltà nei confronti della povera Eco è quasi inconsapevole, l’amor proprio lo rende immune perfino al dolore della morte.
Ma quali saranno le conclusioni che troveremo in questo spettacolo? Avremo risposta a queste domande? Oppure tutti noi, novelli narcisi, saremo costretti a riflettere sulla nostra stessa vanità?

La fiera della vanità attraverserà due generazioni, mettendole a confronto l’una con l’altra e rimescola i vari aspetti della vita, dello spazio, del tempo. Solo due danzatori in scena che saranno tanto presenti da mostrare il mondo nella sua interezza, con le movenze degli animali, delle piante, e quelle dell’uomo comune.

Noi siamo curiosi, come non esserlo?

Vi ricordiamo gli appuntamenti:
TEATROINSCATOLA
2-3 marzo 2018 ore 21
4 marzo 2018 ore 18
biglietto: posto unico 10.00 euro + tessera associativa 2,00 euro

TEATROINSCATOLA
lungotevere degli artigiani – 14 _ Roma
info e prenotazioni: +39 340 5573255 – info@teatroinscatola.it

Produzione PinDoc – Coproduzione Aldes

con il contributo di Mibact e Regione Sicilia

con il sostegno di Sanlò (Roma)

Evento facebook https://www.facebook.com/events/1285944838216488/


Ti è piaciuto? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?

Usa questo Tasto:

Guarda la nostra classifica mondiale su: Review Iogiornalista.com on alexa.com Ti è piaciuto questo servizio? Vuoi esserci utile e farci sopravvivere? Pubblicizzalo sui tuoi Socials, Facebook ed altri, cliccando le icone più sotto in questa pagina… Grazie! Stay Tuned! Qui si continua a scavare nel Bel Paese, nella sua Politica e nel suo Sociale.

Il Principe Libero: un po’ De André, un po’ Marinelli

in Il Cinema/La Musica/Pamela Crusco Blog/Ultimi Pubblicati by
De andré
Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

Il Principe Libero è la fiction biografica sulla vita di Fabrizio De André che verrà trasmessa dalla Rai il 13 e il 14 Febbraio

Noi abbiamo partecipato all’evento cinematografico che ha visto la proiezione del film nelle sale il 23 e il 24 Gennaio.

Il Principe Libero è la fiction rai più attesa dell’anno, gli incassi ottenuti nelle sale cinematografiche sono stati considerevoli, tenendo conto della brevità delle repliche e dell’imminente arrivo dell’opera sul piccolo schermo.
L’opera cinematografica è stata prodotta in occasione dell’uscita discografica della Sony della raccolta “Tu che m’ascolti, insegnami”,  un cofanetto di quattro dischi che raccontano altrettanti aspetti della poetica del cantautore genovese.

Il film si apre con il sequestro di De André e Dori Ghezzi (Valentina Bellé). I due cantanti vennero portati via dalla loro casa nella campagna gallurese il 27 Agosto del 1979 e restarono prigionieri dell’anonima sequestri sarda per ben quattro mesi.

Da questo momento il film è costituito da un lungo flashback che ripercorre la storia del cantautore fin dalla sua adolescenza: di carattere ribelle, poco incline allo studio e alle imposizioni paterne.
A fare da sfondo a tutte le vicende e agli incontri significativi, avremo dapprima una Genova alto borghese tanto contrastata dal protagonista che preferisce i vicoli popolari e la spiaggia dei pescatori;  in un secondo momento la Sardegna, che ha accolto De André fin dall’inizio della sua storia d’amore con Dori Ghezzi.
Luca Marinelli è l’interprete principale: ne rappresenta perfettamente le movenze, il carattere ombroso, il modo di vestire, quello di portare i capelli in un lungo ciuffo laterale e di tenere sempre una sigaretta tra le dita. Il timbro della voce è pressoché lo stesso di De Andrè, e ancor più nelle interpretazioni di alcuni dei brani del cantautore; decisamente meno combaciante, invece, l’accento che nulla ha a che vedere con quello ligure.

La pellicola è evidentemente concepita per essere un film per la televisione: per essere trasmessa in due puntate vista la durata, e per essere indirizzata al grande pubblico, non necessariamente cultore dell’opera di Faber.

Vi consigliamo sicuramente la visione di questa fiction sul comodo divano di casa vostra in due serate distinte piuttosto che nella formula interminabile del grande schermo.

Terminata la kermesse sanermese, con ancora nelle orecchie da voce di quello che sarà il vincitore, ci immergeremo nel mondo di colui che aveva rifiutato tanta popolarità e tanto conformismo.

Le doti canore di Luca Marinelli ci erano già note, lo ricordiamo in una particolarissima interpretazione di “Un’emozione da poco” in Lo chiamavano Jeeg Robot ma ascoltiamolo calato nei panni e nella voce di Faber


Ti è piaciuto? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?

Usa questo Tasto:

Guarda la nostra classifica mondiale su: Review Iogiornalista.com on alexa.com Ti è piaciuto questo servizio? Vuoi esserci utile e farci sopravvivere? Pubblicizzalo sui tuoi Socials, Facebook ed altri, cliccando le icone più sotto in questa pagina… Grazie! Stay Tuned! Qui si continua a scavare nel Bel Paese, nella sua Politica e nel suo Sociale.

Invito a teatro con “Empanada, scultore di me stessa”

in La Cultura/Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by
Empanada promozione
Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

Il titolo di questo spettacolo è “Empanada scultore di me stessa” e non c’è un errore di battitura!

“Empanada, scultore di me stessa”, il dramma che sarà al Teatro Testaccio dal 5 al 7 Gennaio affronta il tema dell’identità sessuale e lo farà attraverso l’uso della Maschera della Commedia dell’Arte.
La maschera è un oggetto ambiguo e legato fortemente all’ambiente teatrale fin dalle tragedie della Grecia antica.
Allora essa aveva molteplici funzioni, come la capacità tecnica di amplificare la voce dell’attore, o quella di permettere agli interpreti di poter recitare la parte di più personaggi durante lo stesso spettacolo e così anche nascondere dietro un ruolo femminile il volto di un attore uomo.
“Empanada scultore di me stessa” affronta anche quest’ultimo tema: la presenza della donna in teatro. Fino all’avvento della Commedia dell’Arte, infatti, il mestiere di attore era negato alle donne ed erano interpreti uomini (spesso quelli più esili) a calarsi nei panni dei personaggi femminili.
La maschera, in questo caso, rappresenta soprattutto il rapporto tra ciò che ognuno di noi ha dentro e ciò che invece mostra al di fuori.
Come sentenziava Shakespeare “Tutto il mondo è un teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori: essi hanno le loro uscite e le loro entrate; e una stessa persona, nella sua vita, rappresenta diverse parti. “ Tematica poi riaffrontata nel ‘900 da Pirandello ne “Il fu Mattia Pascal” che, nell’evidenziare il contrasto tra la realtà e l’illusione, sottolinea come quest’ultima diventi alla fine tanto penosa da spingerci ad una ribellione che ci fa stracciare la maschera che ci siamo imposti di indossare.
Una scelta di transizione sessuale obbliga necessariamente a stracciare quella maschera e ad affrontare una revisione del rapporto con la società e la realtà che ci circonda.
Nel titolo dell’opera troviamo una metafora culinaria: il nostro corpo non è un involucro vuoto ma contiene dentro di sé l’essenza, proprio come un’empanada e, dopo tutto… il protagonista è uno scultore argentino!
A rappresentare il dramma c’è anche un corpo nudo che apre lo spettacolo in una posa scultorea,  come un moderno Lacoonte.

Empanada scultore di me stessa
Empanada, scultore di me stessa

 

In scena vedremo Luca Gabos (nei panni di Fernando Chorizo) e Valentina Puccini, diretti da Gabriele Guarino che è anche l’autore del testo. Ma forse la protagonista principale dello spettacolo sarà proprio la Maschera, anch’essa in scena, nella creazione del mascheraio Stefano Perocco di Meduna.

Con: Luca Gabos
E la partecipazione di Valentina Puccini
Testo e regia: Gabriele Guarino
Maschere: Stefano Perocco di Meduna
Scene E Costumi: La Bottega dei Comici
Grafica: Giuseppe Maggiore
Dal 5 al 7 gennaio 2018
alle ore 21.00, domenica alle ore 18.00
Una produzione La Bottega dei Comici
al Teatro Testaccio via Romolo Gessi 8, Roma

La compagnia offre una promozione natalizia per acquistare due biglietti al costo di 15,00 € scrivendo a labottegadeicomici@gmail.com


Ti è piaciuto? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?

Usa questo Tasto:

Guarda la nostra classifica mondiale su: Review Iogiornalista.com on alexa.com Ti è piaciuto questo servizio? Vuoi esserci utile e farci sopravvivere? Pubblicizzalo sui tuoi Socials, Facebook ed altri, cliccando le icone più sotto in questa pagina… Grazie! Stay Tuned! Qui si continua a scavare nel Bel Paese, nella sua Politica e nel suo Sociale.

L’unica cosa possibile… è non perdere questo spettacolo!

in La Cultura/Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by
cop l'unica cosa possibile
Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

L’unica cosa possibile sarà al Teatro Studio Uno di Roma

Dal 4 al 7 Gennaio 2018 il teatro Studio Uno ospiterà la messinscena dello spettacolo “L’unica cosa possibile” diretto da Francesco Prudente e Giulia Aleandri.
I protagonisti della storia sono tre: Anna, Barbara e Julian, ma in scena vedremo soltanto due attrici Iris Basilicata e Eleonora Gusmano.

L'unica cosa possibile
L’unica cosa possibile ph. Eugenio Smith

Iris Basilicata è diplomata in Recitazione e aiuto regia presso l’Accademia Internazionale di Teatro di Roma, si è laureata in “Informazione, editoria e giornalismo” con una tesi sul teatro in carcere di cui si è poi occupata come attrice e conducendo vari laboratori nell’ambito del teatro sociale.
Eleonora Gusmano si diploma alla scuola di Teatro Sergio Tofano di Torino, è protagonista del film “L’Ultima Notte” girato nel carcere di Torino, milita in numerose compagnie fino a quando ne fonda una propria Focus_2, il suo primo lavoro da regista “ Un capitano, duecentomila chili sulle spalle” è semifinalista al Premio Scenario.

Ne L’unica cosa possibile il pubblico sarà il destinatario di un racconto, spesso confuso, dove passato, presente e futuro si mescolano tra loro attraverso le voci delle due protagoniste.
Sono due figure di donna tormentata che dipende sempre da qualcosa di altro rispetto a se stessa.
Le scene sono emotivamente cariche di espressività e si fondano sulla rievocazione di una vicenda segnante e traumatica.
Ci aspettiamo che  L’unica cosa possibile possa creare una solida empatia tra le due attrici in scena e il pubblico, grazie ad uno spazio scenico – quello del teatro Studio Uno –  ristretto e posto allo stesso livello dei posti in platea; grazie una scenografia scarna e soprattutto grazie alla maestria con la quale le due protagoniste accompagnano gli spettatori attraverso il dipanarsi di un racconto non ben definito.

Non ci resta che attendere il 4 Gennaio, data del debutto, e ricordare a tutti i nostri lettori che il teatro, soprattutto quello indipendente è una risorsa culturale che deve essere sostenuta.

Di seguito tutte le info necessarie:

 

L’unica cosa possibile
Diretto da Francesco Prudente e Giulia Aleandri
con Iris Basilicata e Eleonora Gusmano
musiche Temporeale

Teatro Studio Uno (Sala Teatro)
Via Carlo della Rocca 6, 00177 Roma
Dal 4 al 7 Gennaio (giov. – sab. ore 21:00/ dom. ore 18:00)
Ingresso 12 Euro (ingresso riservato ai soci)
tessera associativa gratuita
Evento FB: L’unica cosa possibile

L'unica cosa possibile
Eleonora Gusmano e Iris Basilicata ph. Eugenio Smith

Ti è piaciuto? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?

Usa questo Tasto:

Guarda la nostra classifica mondiale su: Review Iogiornalista.com on alexa.com Ti è piaciuto questo servizio? Vuoi esserci utile e farci sopravvivere? Pubblicizzalo sui tuoi Socials, Facebook ed altri, cliccando le icone più sotto in questa pagina… Grazie! Stay Tuned! Qui si continua a scavare nel Bel Paese, nella sua Politica e nel suo Sociale.

La storia del Gabbiano Jonathan diventa un’opera musicale

in La Musica/Pamela Crusco Blog/Ultimi Pubblicati by
Gabbiano Jonathan Tivoli
Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

A Tivoli per ascoltare la saggezza del Gabbiano Jonathan

Stasera 27 Dicembre 2017 presso la Chiesa di Santa Maria Maggiore di Tivoli l’orchestra filarmonica di Tivoli presenta “Il Gabbiano Jonathan” fiaba musicale per Voce Narrante, Soli, Coro e Orchestra.
Musiche: Daniele Rossi
Testi: Don Mario Pieracci
Orchestrazione: Francesco Romanzi
Partecipa il Coro F. Mannelli diretto da Manuele Orati
L’Orchestra Filarmonica di Tivoli diretta da Francesco Romanzi
Realizzazione grafica: Ugo D’Orazio

L’opera, rappresentata per la prima volta nel 1974, così come ci suggerisce il titolo, è ispirata al romanzo breve “ Il Gabbiano Jonathan Livingston” di Richard Bach.
Racconta la storia del Gabbiano Jonathan che abbandona lo stormo dei suoi compagni per cercare la Libertà nel Volo. È l’allegoria dell’ascesa spirituale a cui ognuno deve aspirare per conoscere l’Amore.
Nel 1974 Don Mario Pieracci forma un coro con i bambini della città di Tivoli che nel giro di un anno passano dai cento ai trecento elementi. I direttori della Corale Tiburtina, colpiti dal Romanzo di Bach decidono di rappresentarne la storia con tutti i trecento bambini del coro.

Don Mario Pieracci, allora giovane seminarista di ventiquattro anni scrive i testi delle canzoni e i dialoghi, il musicista Daniele Rossi, diciassettenne, compone le musiche, Ugo d’Orazio allora quindicenne realizza la rappresentazione grafica, Francesco Romanzi, ora direttore dell’Orchestra Filarmonica di Tivoli partecipa come musicista anch’egli alla giovane età di diciassette anni.
Nel 1976 l’opera viene rappresentata in vari teatri della zona, registrata su 45 giri e trasmessa dalla Rai grazie all’intervento del Vescovo di Tivoli Guglielmo Giaquinta.

Dopo 41 anni la stessa Corale Tiburtina formata dagli stessi bambini di allora, oggi adulti, ha chiesto a Don Mario di riscrivere il testo de “Il Gabbiano Jonathan”, non più sotto forma di dialogo ma sotto forma di narrazione.
Don Mario compie questa riscrittura dell’opera durante un viaggio come missionario in Africa; dal Togo ripercorre l’invito alla Fratellanza che negli anni ’70 era stato proposto dalla Corale e che dalla stessa verrà riportato al centro stasera.
Le voci soliste saranno quelle di Roberta Albanesi ed Enrico Turco e la voce narrante quella di Antonio Macrì.

 

Il Gabbiano Jonathan vi aspetta stasera 27 Dicembre nella Chiesa di S. Maria Maggiore di Tivoli dalle 19:00 alle 21:00, ingresso libero.

Noi ne sappiamo davvero poco su quest’opera, e non vogliamo conoscerne prima i dettagli perché siamo curiosi di assistere insieme a voi allo spettacolo. Probabilmente dovremo aspettarci delle sorprese che renderanno questo Gabbiano Jonathan qualcosa di profondamente diverso da quello di Bach… intanto però vi lasciamo con alcune scene tratte dall’omonimo film del 1973 di Hall Bartlett.


Ti è piaciuto? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?

Usa questo Tasto:

Guarda la nostra classifica mondiale su: Review Iogiornalista.com on alexa.com Ti è piaciuto questo servizio? Vuoi esserci utile e farci sopravvivere? Pubblicizzalo sui tuoi Socials, Facebook ed altri, cliccando le icone più sotto in questa pagina… Grazie! Stay Tuned! Qui si continua a scavare nel Bel Paese, nella sua Politica e nel suo Sociale.

A steady rain – Pioggia dentro Roberta Nardi intervista Davide Paganini e Matteo Taranto

in La Cultura/Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by
Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

Ultime repliche per A steady rain – Pioggia dentro al teatro Eliseo

Si sta per concludere la serie di repliche di A Steady Rain – Pioggia dentro, lo spettacolo che Davide PaganiniMatteo Taranto stanno portando in scena al Teatro Eliseo di Roma.

Vi proponiamo l’intervista di Roberta Nardi ai due attori.

Di A Steady rain – Pioggia dentro vi avevamo già parlato prima del suo debutto romano (potete trovare qui il nostro articolo), noi siamo andati a vederlo e siamo rimasti piacevolmente sorpresi.

La scenografia è praticamente nulla: uno sfondo nero e due sole sedie sulle quali sederanno Joey e Denny.

Ci avevano anticipato, Matteo e Davide, che avremmo assistito ad uno spettacolo che più che il teatro, ci avrebbe ricordato il cinema. Infatti la scena da poliziesco anni ’80 è corredata da un abbigliamento inequivocabile e da dialoghi tipici degli adattamenti italiani delle serie tv statunitensi.

Certamente il testo fa la sua parte, il racconto che incalza e aggiunge un tassello dopo l’altro alla storia, obbliga lo spettatore ad ascoltare voracemente ogni singola parola.

Dobbiamo però ammettere che la prova dei due protagonisti è stata impeccabile: sono in scena per almeno un paio di ore, e dominano un flusso imponente di parole senza mai perdere né la concentrazione né la spontaneità con cui si esprimono.

All’interno dello spazio ristretto dell’Eliseo Off il contatto con gli attori è quasi palpabile e il pubblico entra a far parte della scena assumendo con diritto il ruolo di chi ascolta, lo storytelling poi è tanto efficace ed evocativo da accompagnare l’immaginazione a rivivere davvero ciò che Joey e Denny raccontano.

Lo spettacolo è l’adattamento dell’originale A steady rain che, grazie a due attori come Hugh Jackman e Daniel Craig ha fatto impazzire Broadway.

Non tentiamo neppure di fare parallelismi (tanto abbiamo rinunciato all’idea di capire chi dei due  attori americani è Joey e chi Denny), ma se nell’originale Craig e Jackman hanno dovuto portare in teatro uno stile di recitazione tipico del cinema, Davide Paganini e Matteo Taranto hanno dovuto fare uno sforzo ulteriore e accordarsi al modo di recitare d’oltreoceano.

Noi abbiamo apprezzato moltissimo lo spettacolo, e vi consigliamo di approfittare delle ultime repliche che vedranno A Steady Rain – Pioggia dentro all’Eliseo fino all’11 Dicembre e di rimanere sintonizzati per essere aggiornati riguardo gli spostamenti del tour.

Alla fine dell’intervista di Roberta Nardi, Davide Paganini e Matteo Taranto ci parlano dei loro prossimi progetti.


Ti è piaciuto? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?

Usa questo Tasto:

Guarda la nostra classifica mondiale su: Review Iogiornalista.com on alexa.com Ti è piaciuto questo servizio? Vuoi esserci utile e farci sopravvivere? Pubblicizzalo sui tuoi Socials, Facebook ed altri, cliccando le icone più sotto in questa pagina… Grazie! Stay Tuned! Qui si continua a scavare nel Bel Paese, nella sua Politica e nel suo Sociale.

Il domani tra di noi è un film da… salvare?

in Il Cinema/Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by
Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

È un film debole, sorretto soltanto dalla presenza di due attori navigati?

Anche se la Winslet dovrebbe aver chiuso i conti con la navigazione… oppure no?

Il domani tra di noi è un film d’azione, drammatico e sentimentale.
Parla di un uomo e una donna (c’è anche un cane a dirla tutta) che devono sopravvivere su una montagna innevata, in pieno inverno, e senza cibo. Entrambi hanno urgenza di rientrare a Denver: Alex (Kate Winslet), una giornalista che ha appena concluso un reportage deve arrivare in tempo per sposarsi, Ben (Idris Elba) è un neurochirurgo di origini inglesi che per il giorno successivo ha un intervento programmato. I due decidono di dividere la spesa per il noleggio di un piccolo aeroplano privato e ingaggiano Walter (Beau Bridges) il pilota che li accompagnerà. L’uomo, che ha portato con sé anche il suo labrador, viene colto da un ictus e l’aereo precipita sulle montagne.

Mountain (1)

Il domani tra di noi: troppo politically correct per La Repubblica, troppo melenso per La Stampa… quanto siamo d’accordo?

Sulla prima questione potremmo cavalcare l’onda del dibattito sulle cosiddette “quote etniche” che a quanto pare obbligherebbero le produzioni hollywoodiane a tenere conto della multietnicità della popolazione statunitense e includere nei casting attori afroamericani e latinoamericani.

Davvero vogliamo credere che Idris Elba sia stato scelto per il colore della sua pelle? Stiamo parlando di un affascinante e bravissimo attore, conosciuto sul grande schermo per aver interpretato Heimdall nei film della Marvel, premiato nel 2016 con il premio Screen Actors Guild Awards  come miglior attore non protagonista per Beasts of no name. Aggiungiamo poi che prima della scelta definitiva erano stati proposti come possibili interpreti Michael Fassbender e Charlie Hunnam. Non possiamo di certo non sottolineare, però, che il regista del film è il palestinese Hany Abu-Assad famoso per Paradise Now film incentrato sulla questione israelo-palestinese che nel 2006 ha ottenuto una candidatura al premio Oscar come miglior film straniero.

Sull’altra questione, sollevata da La Stampa, riguardo l’eccessiva “melassa” de Il domani tra di noi ci permettiamo nuovamente di dissentire: è chiaro fin da subito che il tema principale della pellicola è l’universale e umano istinto di sopravvivenza.

Ben e Alex subiscono una regressione e le loro necessità primarie regrediscono a loro volta: hanno la necessità di non morire di freddo, di non morire di fame, di non morire precipitando da una rupe o sbranati da un animale selvatico e hanno come unico sostegno l’una la presenza dell’altro e viceversa… quello che accade tra i due, durante la permanenza sui monti e anche dopo il loro ritorno alla vita reale è quanto di più verosimile possa offrirci una storia come questa.

Diciamola tutta: questa pellicola non potrebbe essere definita come un’eccellente opera cinematografica, i protagonisti durante tutto il film affrontano diverse e prevedibilissime prove di sopravvivenza che spezzano la visione trasformandola in una mera sequenza di accadimenti.

Neppure le panoramiche sulle valli innevate riescono ad addolcire i passaggi tra una scena e l’altra e il film non poteva che portarsi a casa dei risultati decisamente scarsi, sia per quanto riguarda la critica che per l’incasso.

La composizione delle musiche è stata affidata a Ramin Djawadi, lo stesso autore dell’apprezzatissima colonna sonora di Games of Thrones.

Se già nel passaggio tra il romanzo (The mountain between us di Charles Martin) e il film si era apportata una modifica sui nomi dei due protagonisti, che originariamente si chiamavano Ashley Knox e Ben Payne, l’adattamento italiano ha stravolto anche il titolo.

Quello originale del film è lo stesso dell’opera letteraria: The mountain between us (in francese La montagne entre nous, in spagnolo La montaña entre nosotros, in portoghese Depois da quela montanha).

In italiano il romanzo diventa Le parole tra di noi mentre il film Il domani tra di noi.

Non ce ne vorrà Kate Winslet che ha già sentito storpiare il titolo di un altro film del quale è stata protagonista The eternal sunshine of the spotless mind che in Italia è diventato un misero Se mi lasci ti cancello.

L’attrice inglese (che ne Il domani tra di noi nasconde il proprio accento e anzi sottolinea come invece sia riconoscibile quello del coprotagonista) è all’apice della sua carriera, durante la quale ha collezionato numerosi successi tra cui sette nomination agli Oscar aggiudicandosi nel 2009 il riconoscimento come miglior attrice protagonista per The Reader, ha poi vinto quattro Golden globe, tre BAFTA, tre Screen Actors Guild Awards un Emmy Awards e un Premio César alla carriera.

Kate è contraria alle forzature da parte delle produzioni cinematografiche sulla questione della perdita di peso. Ora non vogliamo dire che siano condivisibili scelte estreme come quelle di Christian Bale o Matthew McConaughey che oscillano da un fisico atletico a uno grasso, passando dalla magrezza estrema, ma è certo che dopo qualche settimana di stenti ci saremmo aspettati di vedere una Alex più esile e un Ben meno aitante.

In conclusione: di sentimentale c’è poco, il necessario potremmo dire; di azione drammatica ce n’è moltissima, ma non sempre ben sviluppata purtroppo.

E visto che nel film si parla dell’accento inglese di Ben, vi lascio questa canzone

Dove abbiamo visto questo Film? Ma a Roma, al Cinema Madison perbacco!!!marchio-cinema-madison

Viva i Cinema

indipendenti !!!


Ti è piaciuto? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?

Usa questo Tasto:

Guarda la nostra classifica mondiale su: Review Iogiornalista.com on alexa.com Ti è piaciuto questo servizio? Vuoi esserci utile e farci sopravvivere? Pubblicizzalo sui tuoi Socials, Facebook ed altri, cliccando le icone più sotto in questa pagina… Grazie! Stay Tuned! Qui si continua a scavare nel Bel Paese, nella sua Politica e nel suo Sociale.

A Steady Rain – Pioggia dentro, inonda gli spazi dell’Eliseo Off

in Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by
a steady rain
Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

A Steady Rain – Pioggia dentro

dal 17 Novembre al Teatro Eliseo, lo spettacolo diretto ed interpretato da Davide Paganini e Matteo Taranto.

A Steady Rain è l’opera in un unico atto scritta per Broadway, pur non essendo un musical, da Keith Huff (tra gli autori di House of Cards ) e interpretata da Daniel Craig (Il James Bond ancora in carica) e Hugh Jackman (Wolverine degli X-Men).
Lo spettacolo ha inspirato la produzione della serie televisiva statunitense True Detective.
La versione Italiana A Steady Rain – Pioggia dentro è interpretata da Davide Paganini e Matteo Taranto.
Paganini, attore di cinema, teatro e televisione, lo abbiamo visto sul grande schermo in Romanzo di una strage diretto da Marco Tullio Giordana, nelle fiction Nero Wolfe e Fuoco amico e in teatro come protagonista di Coast of Utopia diretto dallo stesso Giordana.
Taranto, assiduo interprete di Fiction televisive come Il bello delle donne, Distretto di Polizia, Il Commissario Montalbano e molte altre, ha partecipato a moltissime produzioni teatrali sia come interprete che come regista. Ha instaurato un sodalizio artistico con Alessandro Gassman da cui è stato diretto al cinema in Razzabastarda  (2013) ed a teatro in La parola ai giurati e Roman e il suo cucciolo, lo ricordiamo anche per la sua partecipazione a Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek.

Un Trailer della versione americana

A Steady Rain ha avuto un grandissimo successo sia di critica che di pubblico nella sua messinscena statunitense. L’accoglienza è stata favorevole grazie alla trama noir e al tipo di rappresentazione che sfrutta la tecnica dello storytelling cioè il reacconto della vicenda da parte dei due protagonisti.
Joey e Denny sono due agenti di polizia che non sono solo colleghi ma sono legati da una lunga e profonda amicizia di vecchia data. I due commettono un errore legato ad un caso di omicidi seriali che stanno seguendo, per questo motivo finiscono di fronte alla Commissione per gli Affari Interni dove vengono interrogati sull’accaduto.
I due raccontano versioni in contrasto tra di loro, e nel dipanarsi delle discordanti narrazioni emergeranno i conflitti di questi due uomini e il loro rapporto con la verità.
La terza protagonista è la pioggia stessa, così come i due attori ce la presentano: “Un personaggio aggiunto, potremmo dire, catartico, una pioggia purificatrice necessaria per lavare via lo sporco delle vite dei protagonisti e permettere loro di affrontare un nuovo inizio.”
Gli spettacoli sono in seconda serata e sfruttano gli spazi dell’Eliseo Off, i luoghi “altri” del teatro, quei luoghi che non sono adibiti alla messinscena tradizionale, come il foyer e le gallerie.
Di seguito tutte le informazioni necessarie per tenere d’occhio le date:

 

Teatro Eliseo Eliseo Off – Foyer II balconata
Dal 17 novembre all’11 dicembre 2017
Spettacoli dal venerdì al lunedì
Novembre 17-18-19-20 e 24-25-26-27
Dicembre 1-2-3-4 e 8-9-10-11
Orario ingresso spettacolo venerdì e sabato 22.30 – domenica e lunedì 20.00

 

Biglietteria tel. 06.83510216
Giorni e orari:
lunedì ore 13 – 19, da martedì a sabato ore 10.00 – 19.00, domenica ore 10 – 17
Via Nazionale 183 – 00184 Roma
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e
www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234

Prezzi € 7


Ti è piaciuto? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?

Usa questo Tasto:

Guarda la nostra classifica mondiale su: Review Iogiornalista.com on alexa.com Ti è piaciuto questo servizio? Vuoi esserci utile e farci sopravvivere? Pubblicizzalo sui tuoi Socials, Facebook ed altri, cliccando le icone più sotto in questa pagina… Grazie! Stay Tuned! Qui si continua a scavare nel Bel Paese, nella sua Politica e nel suo Sociale.

Thor: Ragnarok, la fine di Asgard è così vicina?

in Il Cinema/Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by
Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

Thor: Ragnarok una pellicola che parla di supereroi o una commedia?

Qualunque sia la risposta, il film, da poco nelle sale sta già riscuotendo un successo mondiale!

Siamo al terzo film dedicato a Thor il dio nordico del tuono, e al diciassettesimo se consideriamo tutto l’universo cinematografico della Marvel.
La prima cosa che salta all’occhio è di certo l’impronta comica che i produttori hanno voluto dare a quest’ultimo prodotto.
Tutta colpa ( o merito) dello zampino del regista neozelandese Taika Waititi, comico di professione, al suo primo blockbuster statunitense.
Thor: Ragnarok, a soli due giorni dall’uscita negli U.S.A. ha incassato oltre 120 milioni di dollari, e oltre 300 milioni nel resto del mondo e il gradimento sembra aumentare trovando concordi il pubblico e la critica.
Anche l’azzardo nel trasformare in commedia il solito comicsmovie non ha lasciato indifferenti gli spettatori che hanno apprezzato la scelta. La pellicola poi vanta la presenza di attori navigati e di piccole comparsate in camei di star hollywoodiane.
Stan Lee appare brevemente, come in quasi tutti i film della Marvel, e questa volta interpreta il ruolo di un anziano e sadico barbiere che deturpa la chioma bionda del protagonista.
Quasi all’inizio del film, Loki, nei panni di Odino, sta assistendo alla rappresentazione di una tragedia che mette in scena la storia della famiglia reale di Asgard: Luke Hemsworth è l’attore che veste i panni di Thor, Sam Neill quelli di Odino e Matt Damon quelli di Loki.
Appare, in un video registrato, Natasha Romanoff (Scarlett Johansson), e lo stesso Waititi vestirà i panni sia di Korg il gladiatore che di Surtur il demone.
La trama è semplice, ma non ve la sveliamo proprio tutta!
Thor (Chris Hemsworth) dopo aver scoperto dove si trova Odino (Anthony Hopkins) grazie all’intervento del Dottor Strange (Benedict Cumberbatch) deve lottare per evitare Ragnarok, la fine di Asgard, ma è minacciato da Hela (Cate Blanchett), dea della morte. Il padre sta per morire, l’ambiguo fratello Loki (Tom Hiddleston) sfoggia la sua solita altalenante malvagità.
Sempre più accentuata la bipolarità di Hulk/Bruce Banner ( Mark Ruffalo) che per la maggior parte del tempo vediamo nella versione “gigante verde” (che di gigantesco e verde ha proprio tutto… come ci fa notare lo stesso Thor).
Oltre all’antagonista Hela e al suo aiutante asgardiano Skurge (Karl Urban), abbiamo un altro cattivo: il Gran Maestro (Jeff Goldblum) di Sakaar, il pianeta sul quale finisce Thor e dove verrà catturato dalla Valchiria (Tessa Thompson)… per una volta abbiamo una protagonista femminile cazzuta e senza fronzoli.
Il braccio destro è Heimdall (Idris Elba che del vichingo ha davvero poco) il guardiano del Bifrost, il ponte che collega Asgard agli altri otto mondi.
Il film nei suoi centotrenta minuti scorre gradevolmente, sia grazie alle risate che ci strappano le battute dei protagonisti ( e neppure i puristi del genere avranno da ridire su questo, visto che la Marvel non è neofita in fatto di ironia), sia grazie alla musica dei Led Zeppelin che accompagna le scene delle azioni più concitate ( Immigrant song è il grido dei Vichinghi).
Altra nota gradevole, assolutamente da non sottovalutare, sono le scene cariche di pathos in cui Thor soffre a causa delle ferite provocategli da Hulk….

Thor: Ragnarok
Thor: Ragnarok

 

Se vi interessa approfondire il personaggio di Thor, potete dare un’occhiata alla storia del pantheon norreno mentre ascoltate Immigrant song

 

 

Dove abbiamo visto questo Film? Ma a Roma, al Cinema Madison perbacco!!!marchio-cinema-madison

Viva i Cinema

indipendenti !!!


Ti è piaciuto? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?

Usa questo Tasto:

Guarda la nostra classifica mondiale su: Review Iogiornalista.com on alexa.com Ti è piaciuto questo servizio? Vuoi esserci utile e farci sopravvivere? Pubblicizzalo sui tuoi Socials, Facebook ed altri, cliccando le icone più sotto in questa pagina… Grazie! Stay Tuned! Qui si continua a scavare nel Bel Paese, nella sua Politica e nel suo Sociale.

Invertiamo la Rotta: Povia e Amato in tour

in Eventi/Il Sociale/Pamela Crusco Blog/Ultimi Pubblicati by
Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

“Invertiamo la Rotta” il tour di Povia e Amato si divide tra critiche e applausi: la verità sta nel mezzo?

Invertiamo la Rotta” lo spettacolo/ conferenza tenuto dall’avvocato Gianfranco Amato e dal cantautore Giuseppe Povia è in tour nei prossimi mesi in tutta Italia. Il 15 Ottobre siamo stati ospiti della città di Latina, e non solo abbiamo assistito allo spettacolo ma abbiamo anche avuto modo di conoscere e intervistare i due protagonisti.
Povia, cantautore noto per le sue partecipazioni al festival di San Remo e per i numerosi successi radiofonici, nelle proprie canzoni ha spesso toccato temi delicati quali l’eutanasia e l’omosessualità per i quali è spesso stato oggetto di critiche da parte di una fetta di opinione pubblica.
Gianfranco Amato, sostenitore dei diritti della famiglia, legato all’organizzazione del Family Day e all’ambiente cattolico, scrittore, collabora attivamente con diverse testate giornalistiche.
Gli argomenti trattati ad Invertiamo la Rotta sono stati molti e tutti convergenti in qualche modo nell’idea che tutti noi siamo vittime di un controllo culturale delle coscienze.
Si è parlato della cosiddetta teoria gender, di transessualità, immigrazione, controllo economico, educazione infantile ed ogni tematica è sempre stata accompagnata da una canzone che tratta argomenti inerenti.
Alcune delle questioni che emergono appaiono tanto sconvolgenti da suscitare grande stupore negli spettatori che stanno seguendo le tappe di Invertiamo la Rotta, non mancano neppure critiche e aspre contestazioni.
A Latina l’accoglienza è stata calorosa e ha visto la presenza di giovani e anziani; in altre località italiane è capitato che siano stati cancellati degli appuntamenti, come quella del 23 Settembre a Trezzano sul Naviglio per la quale è intervenuta L’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia).
Amato difende se stesso e Povia dalle accuse di omofobia e intolleranza che vengono loro mosse, sostenendo la veridicità e l’autorevolezza delle fonti che vengono citate.
Noi torneremo sull’argomento più avanti prendendoci del tempo per ragionare con voi su questi temi tanto delicati.
Nel frattempo guardate la nostra intervista e sentirete direttamente dalle voci di Povia e Amato un sunto di quanto potrete ascoltare andando a vederli.


Ti è piaciuto? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?

Usa questo Tasto:

Guarda la nostra classifica mondiale su: Review Iogiornalista.com on alexa.com Ti è piaciuto questo servizio? Vuoi esserci utile e farci sopravvivere? Pubblicizzalo sui tuoi Socials, Facebook ed altri, cliccando le icone più sotto in questa pagina… Grazie! Stay Tuned! Qui si continua a scavare nel Bel Paese, nella sua Politica e nel suo Sociale.
Go to Top