Il Futuro? Solidale…

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Lucilla Corioni

Lucilla Corioni has 26 articles published.

Guido Guglielminetti produce “La baia degli angeli”, un brano del compositore Franco Vietti

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Bellatrix è il progetto di Franco Vietti autore di “La baia degli angeli” prodotto da Guido Guglielminetti

Un racconto di vita e di immagini che riprende la storia di un padre e una figlia.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Il brano di questo video è di Franco Vietti., ed è stato prodotto dal grande Guido Guglielminetti. Chi è questo compositore? Cerchiamo di conoscerlo un po’.

Franco Vietti ha all’attivo moltissimi concerti in Italia e all’estero. Ha iniziato a suonare come batterista in diversi gruppi di Aosta, tra tutti gli Estrema, storico gruppo jazz/fusion del panorama musicale valdostano. Nel periodo universitario bolognese ha suonato in diversi gruppi musicali di Bologna, in particolare con gli Arctic Circle, con i quali ha registrato un disco in Inghilterra, nel Lincolnshire, sotto la produzione artistica di Will Ried DicK, successivamente inserito nella compilation “Italian Rock Invasion”. Gli anni bolognesi sono stati particolarmente importanti per la sua formazione musicale e per avvicinarlo alla musica italiana, grazie anche alla collaborazione con Roberto Guarino (già con Samuele Bersani e Stadio) e all’ingresso nell’entourage di Lucio Dalla. Ha concluso la sua esperienza live di batterista insieme a Davie Mancini band con diversi mini tour nel nord Italia.

Bellatrix…ci parli di questo progetto.

Bellatrix non è un gruppo, ma un progetto musicale, che cerca di abbinare musica, parole e immagini per descrivere emozioni forti e raccontare storie che richiedono una certa disponibilità all’ascolto, in un periodo in cui tutto finisce in due secondi nel tritacarne e viene sostituito immediatamente con un altro prodotto. Io scrivo canzoni ispirandomi, ovviamente con le dovute proporzioni, alla musica d’autore italiana e sperando che prima o poi ci si renda conto che la velocità, l’evanescenza e le regole di mercato in cui siamo immersi non sono l’unica direzione da seguire.

Come ha scelto questo bellissimo titolo “La baia degli angeli”, e perchè?

“La baia degli angeli” è un luogo che esiste veramente. Si trova sulla costa del sud della Francia e mi ha sempre affascinato poiché ha molto a che fare con Saint Exupéry, l’autore della Piccolo Principe. Un giorno, uscì con il suo aereo da ricognizione e andando al largo della Baia degli angeli non fece più ritorno. Chissà cosa ha visto in quel viaggio, chissà cosa avrebbe voluto dire e a chi. La storia di questo scrittore, un grande sognatore e un adulto con gli occhi di un ragazzo, mi ha ispirato questo pezzo. Mi sono immaginato un dialogo tra un padre e una figlia e il testo è venuto fuori di botto: un fiore e una barca, la forza e la debolezza, l’incertezza del percorso che dobbiamo seguire e la voglia di affetti veri e forse, qualche rimpianto di non essere così vicini ora. Ma le immagini, in chiusura del video sulle ultime note della canzone, suggeriscono un finale molto positivo e di grande speranza.

Dove è stato realizzato il video, e chi le ha dato questa idea?

Il video lo abbiamo girato tra la Liguria e la Valle d’Aosta. Le location le abbiamo scelte io e il regista del video, Alessadro Stevanon, un professionista di grande talento ed esperienza. Abbiamo girato sulla spiaggia del Malpasso, alla Baia dei Saraceni di Finale Ligure e al passo del Gran San Bernardo in Valle d’Aosta. Sono luoghi che danno molta profondità e hanno offerto una grande possibilità di valorizzare ciò che la canzone racconta.

Lei ha vissuto in passato un’esperienza da musicista che l’ha portata a suonare anche in gruppi non di poco conto e in giro per l’Europa. Poi ha fatto una scelta diversa.Ora è riaffiorato l’istinto di artista che c’era da sempre il lei?

Io non sono un artista. Io scrivo solo canzoni e non le canto. In passato ho suonato molto e la musica è sempre stata una grande passione che ho ereditato da mio padre e la storia ci accomuna. Lui era un bravo compositore (in altri tempi ha scritto parecchio e un suo pezzo è inserito anche nella colonna sonora del Film di Fellini “La strada”) però ha fatto il medico tutta la vita. Io ho deciso di fare un altro percorso professionale che con la musica non c’entra nulla, ma la musica mi è rimasta dentro, sempre.

Quando nasce la sua collaborazione con il grande Guido Guglielminetti?

Conosco Guido Guglielminetti da tantissimi anni e mi onoro della sua amicizia. L’ho sempre stimato e non solo per il fatto che ha fatto una carriera eccezionale e ha lavorato con i più grandi artisti  italiani (Lucio Battisti, Mia Martini, Ivano Fossati, Loredana Berté, Umberto Tozzi, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, solo per citarne alcuni) ma perché è un musicista molto intelligente che riesce a capire sempre quale sia la nota giusta da mettere, non cento, solo una, ma quella giusta. Poi, in studio, quando si registra, è un gran testone, ma ci sta… Un paio di anni fa l’ho contattato per fargli ascoltare alcune canzoni che volevo registrare; gli sono piaciute ed eccoci qui. Io però non canto, ho un  timbro di voce che non mi piace affatto e, dunque, a ciascuno il suo mestiere. Per “La baia degli angeli” ho chiesto a un mio carissimo amico, Simone Nadalin, di dare la voce al pezzo. E’ un cantante di grande carattere con una lunga esperienza in diversi gruppi della musica indipendente italiana. Sono contento che abbia accettato e sono molto soddisfatto dell’intezione che ha dato al brano.

Intende ricominciare e riprendere in mano i sogni lasciati nel cassetto, oppure questa è solo una piccola parentesi?

I sogni non si abbandonano mai, a volte si possono comprimere o trascurare, ma se fanno parte di una passione che è dentro di te prima o poi tornano. Poi, è altrettanto vero che i sogni di oggi sono molto diversi da quelli di ieri, perché in ogni cosa che si fa ritengo sia necessario mantenere il giusto grado di consapevolezza. Di certo, non è una parentesi, ho scritto molte canzoni e cerco di propormi come autore.

A chi è dedicato questo brano?

La canzone è dedicata alle mie figlie e credo che dal testo si capisca molto bene.


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Luca Bonaffini ripresenta “La notte in cui spuntò la luna dal monte” al Teatro Pax

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Luca Bonaffini 720 x 379

Luca Bonaffini -MANIFESTOLuca Bonaffini a Provaglio d’Iseo per ricordare il collega e amico Pierangelo Bertoli

Una serata di canzoni scritte insieme, che Bonaffini dedica al suo amico e maestro.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Quasi trent’anni fa, nel febbraio del 1991, Pierangelo Bertoli (a sorpresa e contro ogni previsione) strappò l’applauso più lungo della storia del Festival di Sanremo. Tanti già lo conoscevano per i suoi successi radiofonici, molti lo amavano e lo stimavano per le sue canzoni impegnate e di spessore.

Ma fu proprio grazie a “Spunta la luna dal monte”, scritta e cantata coi i Tazenda (band sarda), che il cantautore italiano divenne simbolo della canzone civile e popolare al tempo stesso, sfidando la diversa abilità che lo aveva costretto ad una carrozzina fin dall’età di undici mesi, a causa della poliomielite.

Ma come nacque questa canzone? Qual è il segreto che si cela dietro il successo di un antieroe mediatico, ma così amato dalla gente?

Luca Bonaffini, suo collaboratore storico (che proprio in quegli anni era suo braccio destro, chitarrista e co-autore) ha svelato in un libro (La notte in cui spuntò la luna dal monte, 2013) come prese forma in una notte quella canzone, perché Bonaffini era lì con lui.

Il 30 dicembre 2015 il giornalista Giancarlo Governi ha dedicato al cantautore emiliano una trasmissione su RAI TRE, dove – grazie al ricordo di Fiorella Mannoia, Nek, Ligabue e Luca Bonaffini – è stato straordinario comprendere la storia di questo personaggio straordinario.

LA NOTTE IN CUI SPUNTO’ LA LUNA DAL MONTE – SPETTACOLO:

Le canzoni e la storia di Pierangelo Bertoli raccontate da Luca Bonaffini

Allora ecco un tour, fatto di canzoni scritte insieme e di grandi successi, che il cantautore italiano Luca Bonaffini dedica a Bertoli, suo amico e maestro.

Come dimenticare “A muso duro”, “Pescatore”, “Eppure soffia”, “Chiama piano” e tante altre?

Luca Bonaffini, con una band essenziale (alla “Bertoli” … potremmo dire) sfida il tempo e le piazze, rievocando senza toni nostalgici, quegli anni 70,80 e 90 che hanno visto le canzoni di Pierangelo Bertoli suonare e risuonare ovunque, e che oggi – per contenuti e argomenti – ci appaiono attuali più che mai.

Perché il vento, quello della buona musica e della vita, soffia ancora.

E quella luna, di lucida speranza, spunta ogni notte.

Chi è Luca Bonaffini (fonte wikipedia)                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Cantautore, scrittore e regista teatrale, Luca Bonaffini è nato a Mantova nel 1962. Si è affermato intorno alla fine degli anni 80 come collaboratore fisso di Pierangelo Bertoli, firmando per lui molti brani in album di successo, tra le quali “Chiama piano”, all’interno dei quali compare anche come cantante, armonicista e chitarrista acustico. Altre canzoni sue sono state interpretate anche da Patrizia Bulgari, Flavio Oreglio, Sergio Sgrilli, Fabio Concato, Nek, Bermuda Acoustic Trio, Claudio Lolli e ha scritto testi teatrali insieme a Dario Gay ed Enrico Ruggeri. Ha pubblicato come cantautore undici album aventi un unico filo conduttore, affrontando tematiche impegnate e sociali; ha vinto il premio Rino Gaetano (1988) “targa critica giornalistica” e il Premio Quipo (1999) al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza (miglior progetto multimediale); ha partecipato al Festival del Teatro Canzone – Premio Giorgio Gaber (2005) e due volte al Premio Tenco (edizioni 2008 e 2012); è stato nel 2000, insieme all’attore e scrittore Flavio Oreglio, ideatore del “Festival della canzone umoristica” Musicomedians e curatore di rassegne dedicate alla musica d’autore e al teatro canzone. Nel 2013 ha debuttato come scrittore con il libro ” La notte in cui spuntò la luna dal monte” (edito da PresentArtSì), ispirato al suo incontro con Pierangelo Bertoli. Nel 2015 lo scrittore Mario Bonanno ha pubblicato un libro-intervista intitolato “La protesta e l’amore. Conversazioni con Luca Bonaffini” (edito da Gilgamesh), in occasione dei suoi trent’anni di carriera. Nel 2018 ha pubblicato il suo tredicesimo album solista, intitolato “IL cavaliere degli asini volanti”. Inoltre, Pierangelo Bertoli ha cantato insieme a Bonaffini nell’album BLEZ (1993, Sugar Music) e in oltre 150 concerti tra il 1990 e il 1993. Luca Bonaffini, nel 2014, ha partecipato al Premio Pierangelo Bertoli come ospite, presentando la canzone “Maddalena” (del 1984) in una versione personalizzata, tratta dal suo tributo “SETTE VOLTE BERTOLI” (Delta italiana, 2014).

 

Venerdì 9 novembre 2018 – Teatro Pax, Provaglio d’Iseo (BS)

Special guest: ALBERTO BERTOLI

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Luca Bonaffini regala al pubblico un anteprima del suo 13° album.

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Uscito a mezzanotte il teaser del nuovo lavoro di Luca Bonaffini

“Il Cavaliere degli asini volanti”, un album curioso e sincero.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Dalla mezzanotte del 9 settembre, è possibile visualizzare il teaser de “Il Cavaliere degli Asini Volanti” di Luca Bonaffini, tredicesimo progetto discografico del cantautore mantovano.

Scrittore e autore teatrale, in attività dal 1985 come compositore di canzoni per altri, celebra i trent’anni di carriera solistica con questo cd-concept (“Astrologia” che uscì nel dicembre ’88) interamente dedicato all’Uomo e all’Universo. 

Il teaser (una sorta di promo-trailer del cd) è stato realizzato dal creative director di Long Digital Playing Srls Daniele Massimi che, con Giuseppe Bellobuono, si occupa di comunicazione grafica e multimediale e di progettazione editoriale.

Sette brani, come le ultime quattro opere musicali di Luca Bonaffini (Nessuno è scomparso, Sette volte Bertoli, Sette volte Bonaffini), rappresentano la sua griffe identitaria da diversi anni che affida alla metafora numerologica, il significato sottile della quotidianità, dato che i giorni sono sette e scandiscono in maniera sintetica l’inizio e la fine dei cicli comuni.

L’album uscirà, grazie al progetto di crowdfunding ideato con il suo staff e Ulule.it, il 25 settembre prossimo, a tiratura limitata e autografata.

Un numero non superiore alle 300 copie, tutte omaggio, per coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione e per gli addetti ai lavori veramente interessati che lo desiderano “possedere” come oggetto da collezione nella propria disco-libreria della memoria e del futuro.

“L’album – ha dichiarato il cantautore – sarà invendibile per un po’, introvabile e non scaricabile. Il commercio di questo prodotto ha già avuto il suo corso, nel senso che, grazie a coloro che lo hanno prenotato e finanziato, conta lo stesso numero di vendite che io e i miei consulenti avremmo previsto in caso di commercializzazione e distribuzione. Non è un modo per punire il pubblico, ma il giusto atteggiamento nei confronti di chi vuole fidarsi, affidarsi e fidelizzarsi. Chi ha comprato a scatola chiusa, è stato coraggioso tanto quanto chi, come me, lo ha realizzato

Bonaffini, che è solito sovvertire le logiche e le regole con le sue imprevedibili modalità strategiche, ha infine concluso: “ Non mi interessa se gli addetti vorranno considerarlo o recensirlo, credo nel libero arbitrio. Ma mi fa piacere che lo abbiano, lo possiedano anche chiuso e cellophanato, perché mi interessa appartenere al loro patrimonio emozionale, stare lì, insieme a loro ed esserci. Come un asinello, fedele amico degli uomini e delle donne, anche quando non sono né cavalieri né cavallerizze”.

L’album sarà distribuito privatamente il giorno 25 a Milano presso la sala riunioni dell’etichetta discografica,  allo staff e agli amici. Il pubblico, per una volta, dovrà aspettare ancora un po’.

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IL “Tempo” di Roberto Binetti e Pacho Rossi

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“Tempo” di Roberto Binetti e Pacho è un viaggio tra il suono acustico delle tastiere e i colori delle percussioni. 

Roberto Binetti e Pacho Rossi, due mondi musicali che si fondono per un nuovo progetto.

Un Articolo di Lucilla Corioni
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“Tempo” di Roberto Binetti e Pacho Rossi è un album davvero innovativo, io lo definirei “molto avanti”. Ascoltandolo viene davvero difficile riuscire a definirlo come genere musicale. Si potrebbe dire che rappresenti la dimostrazione di quanto due opposti si possano fondere ed amalgamarsi, creando una musica ed atmosfera di magia. Il video mette in risalto quanto possa arricchire l’intergrazione di due diversità visive e musicali, che, riportate sotto forma di cultura, tutto ciò possa accadere anche nella nostra società, tra popoli di diversa nazionalità come stile di vita. L’integrazione di culture diverse, colorite o classiche… solamente diverse, così diverse che non sembrerebbero poter stare insieme invece ci sorprendono per la bellezza, per l’arricchimento che ne trae ognuna delle parti.

La musica di Roberto Binetti e Pacho Rossi è una Suite per pianoforti e percussioni, ma non solo….è anche musica elettronica. E così par di poter dire che il vecchio e il nuovo, il classico e l’estroverso, il nero e tutti i colori del mondo, se pur usati per creare qualcosa di fantastico allora, ben vengano le diversità.
La musica è questo meraviglioso strumento che unisce tutti i popoli del mondo, la musica si legge in tutte le lingue. “Tempo” è un meraviglioso sogno, un viaggio di mille colori, ma con le stesse sfumature. In questo album il bianco e nero delle tastiere di Roberto Binetti in contrasto al multicolore degli strumenti e bizzarri oggetti che Pacho Rossi suona insieme alla batteria vogliono dirci: “Prendi il tuo Tempo. Sperimenta ed immergiti, ma soprattutto vivi”. 
18 tracce che invitano l’ascoltatore a lasciarsi trasportare in un bellissimo viaggio facendolo riappropriare del proprio tempo.
 

Roberto Binetti è pianista, compositore, improvvisatore, ha suonato in diverse produzioni televisive RAI e Mediaset, collaborando con i Maestri Peppe Vessicchio, Pippo Caruso e Valeriano Chiaravalle, ha partecipato a progetti discografici e live di musica d’autore, pop e jazz, suonando con artisti come Gloria Gaynor, Rossana Casale, Alex Baroni, Fausto Leali e molti altri. Compone musiche  per teatro, tra cui l’ultimo spettacolo teatrale di Ale & Franz. Nel 2015 ha pubblicato per Egea Music il cd “Universo Fantasia”, un progetto per pianoforte di musiche originali, per il quale si esibisce in concerti e festival. Svolge attività di turnista con diverse band per concerti live e registrazioni discografiche e dal 2005 collabora con  il Coro Ensemble Vocale Ambrosiano Onlus per registrazioni, concerti e manifestazioni culturali a scopo benefico, in Italia e all’estero, curando tra l’altro la registrazione degli ultimi 4 cd, di cui ha composto brani originali.

www.robertobinetti.it

https://www.facebook.com/robertobinetti.it/?ref=aymt_homepage_panel

https://www.youtube.com/results?search_query=roberto+binetti

Ale Pacho Rossi, multi percussionista, studia percussioni e batteria con Candelo Cabezas, Naco, Tiziano Tononi, Enrico Lucchini. Ha suonato con i maggiori artisti pop, rock e jazz italiani ed esteri tra cui Elio e le Storie Tese, Morgan, Rossana Casale, Karma, Ladri di biciclette, Enzo Jannacci, James Taylor, Jaimoe Johanson, Jenny Sheinman, Nels Cline, Ike Willis. Ha lavorato in RAI, insegna percussioni in NAM Bovisa, suona in diverse band e collabora con diversi musicisti in  concerti live e registrazioni discografiche.

https://www.facebook.com/pachofull/

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Federico De Caroli punta sul nuovo cd “Isole Invisibili”

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Federico De Caroli 720 x 379

federico de caroli 1Prodotto da Dodicilune Federico De Caroli ci presenta le sue Isole Invisibili.

Un disco che spazia dal minimalismo al neoromanticismo.

Un Articolo di Lucilla Corioni
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tutto tondo (compositore e scrittore), Federico De Caroli, in arte Deca, è nato a Savona nel 1964.

Pianista di formazione classica, dalla metà degli anni ’80 si è accostato al suono elettronico e sperimentale ed ha seguito un suo personale percorso di ricerca e produzione, pur continuando a coltivare parallelamente ambiti più tradizionali, per esempio la musica per il teatro e per la televisione (RAI). Ha realizzato brani per importanti trasmissioni televisive, quali Voyager e TG2 Dossier.

Da sempre prevalentemente indipendente, è autore di una dozzina di dischi di musica strumentale ambient ed elettronica; si esibisce nelle più importanti rassegne nazionali del genere e collabora a svariati progetti multidisciplinari in qualità di elaboratore di suoni e compositore.

Tra il 1986 e il 1990 lavora in alcuni studi di registrazione come produttore del suono e arrangiatore.

Dal 2009 al 2011 è direttore artistico dell’Antico Teatro Sacco di Savona.

Nel 2017 pubblica per la prima volta un album di solo pianoforte, tornando allo strumento delle sue vocazioni originare e proponendo atmosfere minimaliste e intimistiche. Per la promozione del disco dà vita a una serie di esibizioni dal vivo in location non convenzionali, come librerie (quali la Feltrinelli del Duomo di Milano) e gallerie d’arte.

Federico De Caroli ha inoltre stretto un sodalizio artistico con la celebre scultrice Rabarama.

Critiche e recensioni positive sono comparse su importanti magazine di settore e non solo, tra cui Onda Rock, Critica Impura, Distorsioni, La Stampa e Super Eva. 

Per informazioni più complete ed esaustive sull’autore, comprese la discografia, la videografia, i premi e i riconoscimenti, si rimanda alla pagina di Wikipedia a lui dedicata:

https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_De_Caroli

LA MUSICA DI DE CAROLI:

La caratterizzazione di un musicista di nota fama è impresa ardua; tuttavia si tenterà di farlo in maniera chiara e succinta.

Per quanto notevolmente differente nel linguaggio e nella concezione dai metodi elaborati prima, l’ultimo album di DecaIsole invisibili, costituisce una sorta di compendio di tutti i percorsi di ricerca precedenti, strutturato in ordine progressivo di difficoltà, intesa come ricchezza espressiva.

Il disco si caratterizza per atmosfere introspettive e un approccio compositivo che spazia dal minimalismo al neoromanticismo, con alcuni brani spiccatamente frutto di improvvisazioni.

Un’icona della prerogativa De Caroliana, tuttavia, è il non chiudere le porte, lasciando aperta sempre la via della possibilità, in un atto di perpetuo rinnovamento personale che nel tempo ha permesso una creazione artistica non univoca. Contestualmente, quindi, Deca ha tenuto vivo il suo legame con il pubblico fidelizzato al filone elettronico pubblicando su vinile la ristampa di un suo vecchio demo del 1988, dal titolo MASS; un LP che contiene dieci tracce di sonorità analogiche e ritmi martellanti, disegnati su uno sfondo postatomico di cui la copertina del disco medesimo è fortemente indicativa.

Nelle parole dell’autore è palpabile quell’entusiasmo che qualcuno potrebbe definire come sacro fuoco dell’arte e che non va mai scemando: “Non vedo l’ora di scoprire cosa mi aspetta domani”, un’icastica apertura al futuro.


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Giulia Galliani e il suo ultimo cd SONG FOR JONI

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Giulia Galliani 720 x 379

Giulia Galliani 3Song For Joni di Giulia Galliani è un album ispirato a Joni Mitchell.

Il disco è prodotto da Dodicilune.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

” Il silenzio che segue agli accordi non ha nulla dei silenzi comuni; è un silenzio attento, è un silenzio vivente. Tante cose inaspettate si mormorano in noi grazie a quel silenzio, e non si sa mai cosa stia per dirci una musica che finisce” (M. Jourcenar).

Il disco, prodotto dall’etichetta pugliese Dodicilune, è sorto dall’ispirazione della trentenne cantante toscana Giulia Galliani, la quale ha tentato attraverso esso di ripercorre e sviluppare la vicinanza alla cantautrice canadese Joni Mitchell, in particolare per quanto riguarda la musica jazz. La sua rilettura, infatti, enfatizza il significato intrinseco dei testi, attraverso la libertà propria del linguaggio jazzistico.

Ispirata da sempre da un romanticismo sofferto e per quanto lucido, Joni Mitchell costituisce la quintessenza della scuola cantautorale al femminile; le sue testimonianze sul dolore e sulla vana ricerca della felicità sono state noblitate meravigliosamente nei suoi testi, i quali sprigionano un’armonia e una bellezza di stampo confessionale. In questi termini, magistrale l’interpretazione della Galliani, che riesce a rendere onore ad un’icona storica della musica jazz e folk su scala mondiale.

Song for Joni” contiene nove brani della Mitchell (“Blue”, “Woodstock”, “The Jungle Line”, “Song

to a Seagull”, “A Case of You”, “Black Crow”, “Shadows and Light”, “My Old Man”, “All I Want” e “Goodbye Pork Pie Hat” di Charles Mingus, riletti ed eseguiti da Giulia Galliani (voce), Matteo Addabbo (pianoforte, organo Hammond), Andrea Mucciarelli (chitarra), Giovanni Benvenuti (sax), Marco Benedetti (basso e contrabbasso) e Andrea Beninati (batteria, percussioni, violoncello). Ospiti in alcuni brani le voci di Camilla Battaglia, Sara Battaglini, Luca Latini e Olivia Rovai e le corde di Katia Moling, Rachele Odescalchi e Samuele Sapienza con l’arrangiamento di Giovanni Mancini.

LA GENESI DEL PROGETTO DISCOGRAFICO:

«Il progetto nasce in occasione della mia Laurea in Canto Jazz al Conservatorio P. Mascagni di Livorno sotto la supervisione del maestro

Mauro Grossi. Avevo sempre desiderato analizzare i primi anni di carriera di Joni Mitchell per trovare nei suoi brani quel filo conduttore che l’aveva portata a collaborare con Pastorius e Mingus e ad avvicinarsi al mondo jazzistico», sottolinea Giulia Galliani. «Ho scelto alcuni brani che per melodia, armonia o anche retorica lirica e musicale rappresentassero qualcosa di più rispetto a canzoni folk. Cercando di esaltare queste caratteristiche “nascoste” ho tramutato la lettura analitica in una rilettura musicale, con un’impronta personale che enfatizza il significato intrinseco dei testi, attraverso la libertà propria del linguaggio jazzistico. Dopo la Laurea ho deciso di completare il progetto e registrare un disco formando il MAG Colle

ctive, perché la musica e gli arrangiamenti che erano nati in gruppo mi avevano sorpresa, meravigliata e convinta nonostante Joni Mitchell rimanga una cantante complessa sia vocalmente che per contenuti.».

NOTE D’AUTRICE:

Classe 1988, Giulia Galliani ha studiato presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali Pietro Mascagni di Livorno conseguendo la Laurea in Canto Jazz, seguendo lezioni e workshop con insegnanti di alto livello internazionale come Michele Hendricks, Joey Blake, Theo Bleckmann, Becca Stevens, Diana Torto, Titta Nesti, Maria Pia De Vito, Elisabetta Antonini, Tomasella Calvisi, Mya Fracassini, Dee Alexander e molti altri.

Dal 2008 ad oggi ha avuto esperienze in campo professionale come cantante solista e corista in ambito jazz, blues, soul, pop e rock, suonando con Francesco Petreni, Mauro Grossi, Giulio Visibelli, Daniele Mencarelli, Matteo Addabbo, Giulio Stracciati, Piero Bronzi, Luca Marianini, Andrea Scognamillo, Franco Fabbrini, Ettore Bonafè, Marcello Faneschi, Bibish Mola, Roberto Nannetti, Valter Poli, Nino Pellegrini, Diego Perugini, Stefano Negri, Mauro Porro, Sergio Corbini, Mariano Di Nunzio.

Fa parte della Natural Revolution Orchestra diretta da Fabio Morgera grazie al quale ha avuto la possibilità di suonare con Fabrizio Bosso, Walter Paoli, Piero Borri, Michele Papadia, Francesco Maccianti, Filippo Pedol, Dario Cecchini, Stefano Scalzi, Stefania Scarinzi, Riccardo Galardini, Guido Zorn, Luca Signorini, Renzo Cristiano Telloli, Claudio Giovagnoli, Andrea Melani. Partecipa inoltre alla New Border Ensamble diretta da Mirco Mariottini, con Giovanni Falzone, Paolo Corsi e Marco Baliani. Ha fatto parte del coro Jubilee Shouters diretto da Gianna Grazzini cantando con Titta Nesti, Daniela Soria, Franco Nesti, Piero Giosuè ecc. ed é stata corista nel tour italiano di Shana Morrison. Fa parte altresì parte del Novo Grupo Vocal diretto da Stefania Scarinzi specializzato in musica brasiliana.

Dal 2016 è leader del MAG Collective, progetto di stampo jazzistico che vede la partecipazione di Matteo Addabbo, Giovanni Benvenuti, Marco Benedetti, Andrea Mucciarelli ed Andrea Beninati.

Fa parte del trio “TIB – The in Between” con Franco Fabbrini e Andrea Scognamillo con il quale è coinvolta in una intensa attività concertistica per l’uscita del loro primo album.

Dal 2012 ha avuto l’occasione di cantare in molti festival europei in qualità di lead vocal cantando con il rapper Ice MC. Ha inciso nel 2014 il suo primo disco come lead vocal “The Never Ending Breakfast” con i Tuna Milk, sempre come lead ha inciso “Visioni in Musica” con Mirco Mariottini. Ha inoltre partecipato ad altri dischi come “New Birth” con La Natural Evolution Orchestra, “Farfavole” di Renzo Rubino, “L’Assalto” con i Passo Gigante, “We Are Back” con i Videodrome, “Ruins” dei T.h.o.m., “Bugiardi Nati” di Matteo Addabbo Organ Trio.

INFORMAZIONI E LINK UTILI:

L’etichetta Dodicilune è attiva dal 1996. Dispone di un catalogo di oltre 250 produzioni di artisti italiani e stranieri ed è distribuita in Italia e all’estero da IRD in circa 400 punti vendita tra negozi di dischi e store. I dischi Dodicilune possono essere acquistati anche on-line, ascoltati e scaricati su una cinquantina tra le maggiori piattaforme del mondo.

Dodicilune – Edizioni Discografiche & Musicali
Via Ferecide Siro 1/E – Lecce Tel: 0832.091231 – 324.9817045 info@dodiciluneshop.it

Info generali etichetta e catalogo generale sul sito Dodicilunewww.dodiciluneshop.it

Pagina disco GIULIA GALLIANI sul sito Dodicilune: https://www.dodiciluneshop.it/dettagli.asp?sid=58232804220180516231710&idp=260&categoria=

Link Spotifyhttps://open.spotify.com/album/1or9ChqfK8KBGuSRDFbTTd


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I Musicisti di Claudio Lolli – Ho visto anche degli zingari felici.

in Lucilla Corioni Blog by
Claudio Lolli 739 X 320

Claudio Lolli e Luca BonaffiniOmaggio al cantautore Claudio Lolli dai suoi musicisti.

Ospite d’eccezione Luca Bonaffini, che ricorda Claudio Lolli nei periodi della loro collaborazione.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

I MUSICISTI DI LOLLI, ovvero Paolo Capodacqua (voce e chitarra acustica), Roberto Soldati (chitarra elettrica), Danilo Tomasetta (sassofoni), sono stati gli abituali accompagnatori di Claudio Lolli e portano in giro le canzoni di Claudio anche senza di lui.

Il repertorio comprende alcuni brani storici (Viaggio, Donna di fiume, Michel, Borghesia, Io ti racconto, Aspettando Godot, Quando la morte avrà,ecc.), un lungo estratto dalla celebre suite degli Zingari Felici (l’introduzione strumentale, Agosto, Anna di Francia, Piazza bella piazza, La morte della mosca, Zingari-parte seconda) e alcuni brani del nuovo album IL GRANDE FREDDO, recente vincitore del premio Tenco 2017, album che tra l’altro si è avvalso proprio degli arrangiamenti e della direzione artistica di Danilo Tomasetta e Roberto Soldati. 

Dalle 20.30 la serata si aprirà con una conversazione socioculturale dagli anni 70 fino ai giorni nostri. 

Partecipano:

Sandro Scarso, operatore culturale e militante di Autonomia Operaia negli anni ’70 

Luca Bonaffini, musicista, scrittore e regista teatrale che ha collaborato con autori come Pierangelo Bertoli e Claudio Lolli.

Modera l’incontro Alessandro Scattolo di Radio Onda d’Urto.

Inizio live ore 22.00, nel cortile estivo del circolo Arci Dallò.

L’evento si svolgerà anche in caso di pioggia.

Evento ad offerta libera rivolto ai soci arci

Info per tesseramento su http://www.arcicastiglione.it/tesseramento/

Info sul circolo: www.arcicastiglione.it

 

Lucilla Corioni responsabile di Relazioni Pubbliche di LONG DIGITAL PLAYING

contatti.lccomunicazione@gmail.com

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Long Digital Playing è lieta di presentare IL CAVALIERE DEGLI ASINI VOLANTI di Luca Bonaffini

in Lucilla Corioni Blog by
Luca Bonaffini -IL CAVALIERE DEGLI ASINI VOLANTI 739 X 320

Luca Bonaffini 2018spaziod'autoreLuca Bonaffini in uscita con il suo tredicesimo album.

Un dreamwriter sospeso tra due millenni.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Lo aveva annunciato il 22 aprile scorso, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, e così è stato: Luca Bonaffini, cantautore e scrittore, approda al suo nuovo album che s’intitola “IL CAVALIERE DEGLI ASINI VOLANTI”.

Scritto a quattro mani con Roberto Padovan, compositore e arrangiatore di profonda sensibilità umana e artistica, il tredicesimo progetto discografico di Bonaffini è un album curioso e sincero, composto da sette tracce (ormai numero chiave della linea editoriale del cantautore mantovano) interamente realizzate col supporto dell’elettronica.

Musicalmente, il cd è ricchissimo di sonorità con tutte le frequenze piene; e, se da una parte gli arrangiamenti sono molto ricercati e spaziano da atmosfere elettro-age a mondi e culture internazionali e multi-etniche, dall’altra le melodie sono semplici, fresche e volutamente accattivanti.

I testi però sono la vera novità. Saranno state le esperienze di romanziere e di autore teatrale, o forse la maturità: ma qui – in questo “Cavaliere…” – Bonaffini esplode di metafore e giochi di parole, abbandonandosi ad un duello narrativo tra poesia e letteratura, mai dimenticandosi dell’emozione.

Anche gli argomenti dell’album sono inediti e particolari: sette dipinti, realizzati con tecniche differenti, di straordinaria umanità dove s’incrociano brandelli di Storia, sentimenti feriti, baci d’amore e pezzi di cielo.

La natura, la pace, la vita sono i protagonisti di questo Viaggio al Centro dell’Anima di Luca Bonaffini che, tolti i panni del cantautore di stampo tradizionale, indossa l’abito del dreamwriter, in sella ai suoi meravigliosi Asini Volanti.

“La missione – dice Luca – non è salvare il mondo: è salvare l’uomo e ritrovare i suoi centri perduti”

L’album uscirà il 25 settembre 2018, in occasione del World Dream Day (La Giornata Mondiale del Sogno) che Luca Bonaffini, come lui stesso ha dichiarato, trascorrerà a sognare e a progettare col suo staff di fidatissimi collaboratori, presso la sede milanese della sua neonata casa editrice musicale, appunto la Long Digital Playing.

Scheda dell’album

Titolo: Il Cavaliere degli Asini Volanti

Artista: Luca Bonaffini

Autori: Luca Bonaffini e Roberto Padovan

Produzione discografica: LDP Records

Edizioni Musicali: Long Digital Playing Srls

Data di uscita: 25 settembre 2018

Tracce:

1)      La radice

2)      Impulsi verticali

3)      La città delle fiere danzanti

4)      Il frutice e la grande fionda

5)      Il pianeta dei sussurri giganti

6)      Di mare, di terra, di fuoco, di cielo

7)      La montagna del bacio regnante

Note biografiche

 Nato a Mantova nel 1962, compositore di musiche e autore di testi per canzoni, Luca Bonaffini si è affermato intorno alla fine degli anni ‘80 come collaboratore fisso di Pierangelo Bertoli, firmando per lui molti brani in album di successo, tra le quali Chiama piano, all’interno dei quali compare anche come cantante, armonicista e chitarrista.

Altre canzoni sue sono state interpretate anche da Patrizia Bulgari, Flavio Oreglio, Sergio Sgrilli, Fabio Concato, Nek, Claudio Lolli e ha scritto testi teatrali insieme a Dario Gay ed Enrico Ruggeri.

Ha vinto il Premio Rino Gaetano Targa critica giornalistica nel 1988 e il Premio Quipo nel 1999, al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza (miglior progetto multimediale); ha partecipato al Festival del Teatro Canzone – Premio Giorgio Gaber (2005) e due volte al Premio Tenco (edizioni 2008 e 2012).

Nel 2013 ha debuttato come scrittore con il libro “La notte in cui spuntò la luna dal monte”, ispirato al suo incontro con Pierangelo Bertoli. Nel 2015 Mario Bonanno ha pubblicato un libro dedicato ai suoi trent’anni di “percorso”, intitolato “La protesta e l’amore. Conversazioni con Luca Bonaffini”. Nel 2017 ha pubblicato il suo terzo romanzo intitolato “Eterni secondi” e nel 2018 ha vinto il Premio alla Carriera “Spazio d’Autore” (San Gimignano)

Dal 1988 al 2018 ha pubblicato, come solista, 13 album affrontando spesso tematiche impegnate e sociali. Nel marzo 2018 ha fondato la Long Digital Playing Srls, casa editrice musicale e centro di consulenza discografica.

Appuntamenti di settembre 2018

–          Domenica 9 settembre, GUSSOLA (CR) – ASINO DAY, anteprima nazionale del nuovo album

          Martedì 25 settembre, MILANO – WORLD DREAM DAY, presso sede legale LDP. Meeting visionario con staff e amici della stampa.

 

Relazioni Pubbliche:

Lucilla Corioni di LC Comunicazione tel. 333 7695979

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MUD Conquista il primo premio del concorso Via Emilia

in Lucilla Corioni Blog by
Mud- la via emilia

1618273_1386589494943571_675540104_oMud conquista il Premio Via Emilia, prima edizione.

Si è conclusa la prima edizione del Premio Via Emilia a Sassuolo.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Michele Negrini, in arte Mud, ha vinto la 1° edizione del Premio Via Emilia: La strada dei cantautori.

Passato in finale con grande soddisfazione e apprezzamenti della Giuria il 27 luglio scorso, a Sassuolo di

Modena nell’ incantevole Piazzale della Rosa, si è esibito con la sua “Tra la Via Emilia e il fiume”.

Accompagnato da una band di ottimi musicisti, capitanati da Marco Dieci (storico autore e produttore di

Pierangelo Bertoli), ha regalato al pubblico e ai giurati un’interpretazione eccezionale, tinta di rock e

melodia. Mud, frontman dei Terzobinario, sta lavorando a un nuovo album con la consulenza di Long Digital

Playing, la quale insieme a lui, ha scelto anche il brano che lo ha portato al podio del neonato Festival per

Cantautori. Tra i nove finalisti, un’altra giovane eccellenza del cantautorato emergente italiano, Tommaso

Lega che – con la sua “Mary Poppins” – ha debuttato come solista. Anche Lega è un autore della scuderia

LDP Edizioni Musicali.

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“La Musica uccide la morte!”, online il sito Long Digital Playing

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
Luca Bonaffini sito

lLa musica uccide la morte-dp-logo-rett-con-emailLa musica non è vintage e il vinile è vivo più che mai.

E’ nelle librerie, nei negozi, nelle orecchie e negli occhi di chi ne vuole ancora di più.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

La notte di San Lorenzo ha dato luce a http://longdigitalplaying.com/, il sito e la sede virtuale (ma anche concreta) della casa editrice che il 19 marzo scorso è nata a Milano in Via Privata del Gonfalone. Ci sono spunti, news, progetti e, cosa più importante, le persone che in questo momento danno del loro, ci mettono corpo e anima (e idee) per farla brillare.  Zanetti Studios e Christian Lacetera sono le menti strategiche della  piccola impresa, mentre Lucilla Corioni, Chiara Zanetti, Gaia Anita Mannini, Daniele Massimi, Giuseppe Bellobuono e Roberto Padovan sono le cavallerizze e i cavalieri dello staff. Ecco come Luca Bonaffini, amministratore unico di Long Digital Playing presenta la nuova nata:

Ci piace parlare per metafore, simboli, ossimori, ma anche essere molto concreti. Nel 1882, a Milano, presso Palazzo Marino, nacque – dall’energia straordinaria di alcune eccellenze della Storia delle Opere dell’ingegno e della mente – la Società degli Autori (SIA). Tra loro, vi furono: Giuseppe Verdi, Edmondo De Amicis, Giovanni Verga e Giosuè Carducci. A tutela del diritto d’autore, arrivò la figura dell’editore (prima stampatore di spartiti, poi dei supporti fonografici) e nacque la SIAE (Società Italiana degli Autori e degli Editori).

La musica classica (o colta) venne così affiancata da nuovi generi (appartenenti alla tradizione di strada ma anche al jazz, prima di approdare al rock, blues ed altro) che si radunarono nella grande scatola magica della “popular music”. Il boom del vinile, dal dopoguerra fino all’avvento del cd e della musica digitale, ha permesso ad anime stupende e a cervelli in fiore di creare composizioni indimenticabili (pensiamo ai musical e alle colonne sonore), ma anche canzoni che hanno rappresentato i sentimenti delle rivolte e delle speranze di intere lunghe generazioni

Veniamo a noi. La musica non è vintage e il vinile, alla faccia di chi lo dava “morto”, è vivo più che mai. Nelle librerie, nei negozi, nei nostri progetti e, soprattutto, nelle orecchie e negli occhi di chi ne vuole ancora e di più.

Ma questa, per non creare equivoci, non è una cordata anti-cd, anti-Spotify o una Crociata Solida anti-Liquida: no. E’ un inno, sonoro, alla bellezza e alla ricerca di essa tramite il Sole illuminante del Suono e del suo “ogni modo” di essere raccontato. Per questo, siamo Editori Musicali: perché c’è ancora tanto da scrivere, da realizzare e da ascoltare. Long Digital Playing, società di edizioni “visionaria” (anche se sta diventando di moda definirsi così e quasi non ci piace più) parte con la sua impresa inter-sonica, astro-musicale e, soprattutto, convintamente umana”.

Le idee sono tante, e grande è l’energia di tutto lo staff ben selezionato, tra queste “EDITORIA MUSICALE, BANCA DELLE IDEE, PROGETTAZIONE DISCOGRAFICA…”. La mission di LDP è quella di offrire al panorama della discografia italiana e internazionale uno strumento di dialogo tra il mercato e gli artisti.

Lucilla Corioni tel.333 7695979

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Per Flavio Oreglio e Luca Bonaffini, l’incontro è la vita dell’arte.

in La Cultura/La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by

Flavio Oreglio e Luca Bonaffini insieme sul palco di “Spazio D’Autore”.

Premiati i due artisti che hanno tracciato una strada importante nel cantautorato italiano.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Se per Vinicius De Moraes la vita è l’arte dell’incontro, per Flavio Oreglio e Luca Bonaffini possiamo dire che l’incontro è la vita dell’arte. I due si sono conosciuti circa trent’anni fa nell’ambito delle manifestazioni organizzate dalla 4ARTI/Rosa del Tirreno di Pino Scarpettini (Convention 4ARTI e Premio Rino Gaetano).

 

Da quel momento le loro strade si sono intersecate più e più volte, originando, in ogni punto d’incrocio, progettualità interessanti: canzoni (tra cui ricordiamo “La Letteratura” e “Anima Popolare”) duetti (più volte i due hanno inciso brani insieme, ospitandosi reciprocamente nei vari album pubblicati) ma, soprattutto, il progetto “Musicomedians”, nato nel 2000 a San Benedetto Po come primo “Festival della Canzone Umoristica d’Autore” e trasformatosi nel tempo nell’Archivio Storico del Cabaret Italiano, da quest’anno insediato a Peschiera Borromeo (MI) sotto l’egida dell’ Amministrazione Comunale e della Biblioteca Civica locali.

 

Per Luca Bonaffini e Flavio Oreglio ritrovarsi è sempre un piacere, e anche questa occasione di San Gimignano non tradisce la linea. “Riceviamo con piacere questo riconoscimento, e ci piace l’idea di ritrovarci insieme sul palco di “Spazio d’Autore”… Questo momento ci offre l’opportunità di dire un grande grazie a Pino Scarpettini che ha avuto un ruolo importantissimo quando abbiamo mosso i nostri primi passi nel mondo della musica e dello spettacolo”.

 

Gli album d’esordio dei due (Melodie & Parodie e Clownstrofobia di Flavio Oreglio e Astrologia di Luca Bonaffini), furono prodotti dalla Clou Disque di Scarpettini tra il 1987 e il 1988. I lavori aprirono ai due le strade verso il mondo del cabaret (Oreglio) e verso la collaborazione stabile con Pierangelo Bertoli (Bonaffini).

 Il resto è storia di questi ultimi trent’anni.


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A Flavio Oreglio e Luca Bonaffini il Premio Spazio d’Autore 2018

in Eventi/La Cultura/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
FLAVIO OREGLIO e LUCA BONAFFINI copia

FLAVIO OREGLIO E LUCA BONAFFINI A SPAZIO D'AUTORE 2018Flavio Oreglio e Luca Bonaffini, trent’ anni di attività musicale.

Il “poeta catartico” di Zelig e lo storico collaboratore di Pierangelo Bertoli premiati a San Gemignano.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Alla sua 36° edizione l’evento storico della Canzone d’Autore torna nella splendida cornice medioevale della Rocca di Montestaffoli a San Gimignano il 9 e il 10 agosto nel contesto di Calici di Stelle nelle notti delle stelle cadenti.

Dal 1982 Spazio d’Autore ha visto passare sul suo palcoscenico la gran parte dei cantautori italiani anche con presenze straniere di grande importanza come John Denver. (www.spaziodautore.it).

Il 9 agosto sarà l’anteprima, serata “omaggio a Rino Gaetano” dove gli artisti presenti oltre al loro brano porteranno una canzone di Rino. Un omaggio dovuto a questo cantautore del “nonsense” a cui in tempi passati era dedicato lo stesso evento e al quale siamo legati da stima ed affetto. Un cantautore innovatore i cui brani sono tuttora attuali.

Il 10 agosto serata di premiazioni per le varie tematiche sia a giovani New Generation che a artisti di lunga carriera. L’evento conosciuto ed apprezzato da artisti, giornalisti ed addetti del settore è un momento di visibilità sia per i giovani artisti che per i cantautori affermati, dando una impronta di qualità insieme ad un piacevole ascolto per tutti di ogni età.

Presentati da Roberto Onofri saliranno sul palcoscenico nelle due serate Flavio Oreglio e Luca Bonaffini (entrambi Premio alla Carriera, in occasione dei loro trent’anni di attività musicale), il primo scrittore e canta-attore, noto anche come il “poeta catartico” di Zelig, il secondo storico collaboratore di Pierangelo Bertoli e regista teatrale e scrittore. Seguiranno Dario Gay ( ricordando il suo Premio Nonsense Rino Gaetano ), Alberto Lagomarsini,Le Soprano in un mini concerto, Carmine Torchia (Premio Musica Controcorrente), Claudia Cantisani ( dal Premio Biella Festival), Lorenzo Iuracà (Premio per l’interpretazione), Antonella Natangelo e la sua arpa lucente, Manola, Silvia Giannini, Lucia D’Errico…… prevista la presentazione dell’ultimo libro di Flavio Oreglio “L’Avventura Artistica”.

L’evento è organizzato col Patrocinio del Comune di San Gimignano e di Nuovo Imaie


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Uscito il video TURBO CAT di Jacopo Moriggi

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by

Turbo Cat è il video che rappresenta il primo brano dell’album Vision di Jacopo Moriggi

E’ un video che Jacopo Moriggi ha girato in un bosco, tratto dal primo pezzo del suo nuovo album Vision, dedicato al suo gatto.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

E’ finalmente uscito il video di “TURBO CAT”, che rappresenta il primo brano del cd “VISION” di Jacopo Moriggi. Ve lo presento con una spiegazione volutamente scritta e fortemente sentita dall’autore stesso del brano:

Turbo Cat è un brano al quale sono molto legato. Stavo scrivendo questa canzone durante il marzo del 2017 ed un giorno, mentre ero in studio, ho avuto la terribile notizia che uno dei miei gatti, il maschio, era appena stato investito da un’auto. Ho scelto immediatamente di dedicare il brano a lui concentrandomi prima sulla composizione poi sul titolo. L’ho chiamata Turbo Cat perché lui mi dava una gioia immensa, lui era magico e dovevo trovare un modo per farlo vivere per sempre. Dovevo inoltre trovare un nome forte e d’impatto che valorizzasse la potenza di questa cosa.
La composizione e l’arrangiamento del brano è dedicata nel rappresentare lui come era, come si muoveva, come si relazionava con me e per ricordare anche il momento della sua scomparsa.
La melodia iniziale rappresenta la mia disinvoltura, l’intro a 0.20 rappresenta la notizia dell’accaduto e la botta di dolore valorizzati dall’arrangiamento.
Dal mio punto di vista della ritmica, ho scelto di accompagnare il groove tenendo l’HH sul secondo e sul quarto sedicesimo per dare l’effetto di instabilità emotiva, per poi innervosirsi ed andare in quarti sul ride. Il pezzo di stacco a 0.40 è molto meccanico, rappresenta un’insieme di idee confuse di odio e d’amore che si stanno rialzando andando in un unica direzione.
La strofa che parte da 0.45 è molto tecnica e basata su un 7/4 ma tutto ha un senso perchè ho voluto rappresentare il mio gatto quando era in vita, un suo ricordo bello e sincero, che mi faccia sorridere ogni volta. Se si ascolta la strofa lui camminava e muoveva la testa con quel ritmo seguendo quegli intervalli, ho solo voluto ricordarlo bello come era per il resto della canzone.
Sono un forte appassionato di gatti e di natura, ho scelto di girare il video in mezzo ad un bosco, lontano dalla strada, in modo da stare il più vicino possibile alla sua anima.
Il video è stato ideato e montato da me con l’aiuto di un mio carissimo amico il quale ha fatto le riprese.”

Lucilla Corioni è la Direttrice della LC Comunicazione, società che si occupa di Uffici Stampa e Promozione… volete saperne di più? Perché non la chiamate? Mob: 333 7695979

Il suo sito web Lc Comunicazione

La sua mail: contatti.lccomunicazione@gmail.com


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Luca Bonaffini torna con i BLEZ dopo 25 anni

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by

Sette inediti, nuova formazione con Luca Bonaffini, antica energia.

“Nessuna Rèunion” dichiara Luca Bonaffini, “Un nuovo percorso ispirato agli storici ma altrettanto dignitoso”

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

E’ ufficiale: i B.L.E.Z., creazione musicale di Luca Bonaffini e Pierangelo Bertoli con la complicità canora dell’indimenticabile Ermano Zanfi, in autunno avranno nuova vita.

Ma facciamo qualche passo indietro. Era il 1992, ventisei anni fa, quando il cantautore sassolese invitò a casa sua l’amico di gioventù Ermanno Zanfi.

Ermanno, allora impiegato in banca, non aveva mai perduto la grande passione per la musica con la quale, insieme a Caterina Caselli e allo stesso Bertoli, cavalcava il palcoscenici beat generation negli anni Sessanta.

Dopo trent’anni, l’amico cantautore – divenuto nel frattempo famoso – decise di coinvolgere il folksinger Zanfi in un progetto discografico: la produzione dell’album dell’emergente Luca Bonaffini, già co-autore di canzoni di successo. Luca Bonaffini, ospite indesiderato (come lui stesso dichiara nel libro intervista “la protesta e l’amore”) alla Dischi Ricordi e ad Angelo Carrara, rispettivamente casa discografica e produttore di Pierangelo Bertoli, aveva bisogno di un’idea. Nel frattempo, dalla sua bella penna di scrittore di canzoni, nacquero una decina di brani che, a detta del papà artistico Pierangelo, sarebbero state ballate adatte ad un duo, più che a un solista.

Pierangelo Bertoli, che non poteva condividere con Luca un progetto discografico per ragioni contrattuali, affidò ad Ermanno Zanfi la prima voce e a Luca la seconda.

Nonostante gli oltre vent’anni di differenza, Ermanno e Luca si sintonizzarono immediatamente e, dopo qualche provino in cantina con la cura chitarristica dell’allora giovane Giorgio Buttazzo, approdarono – sempre grazie a Bertoli e alla moglie Bruna Pattacini – alla Sugar di Caterina Caselli.

Nel giro di poche settimane, sommati ai dieci brani di Luca Bonaffini, due di Pierangelo Bertoli, nacque B.L.E.Z. (acronimo di Bonaffini Luca Ermanno Zanfi), portatori inediti del country del Po’ (come lo definì qualcuno).

A metà strada tra Simon & Garfunkel, CSN&Y e la tradizione cantautorale, l’album si fece subito notare soprattutto per brani di matrice popolare come “La quinta stagione” e “Lucia di Dicembre”.

Dopo il tentativo fallito, così almeno dice la leggenda, di presentazione al Festival di Sanremo (con la canzone “Scusami se puoi”), il cd (ormai il vinile appariva impopolare e sconveniente) uscì il 30 giugno 1993 nelle zone di Reggio, Modena e Mantova, per poi essere distribuito nel resto d’Italia a novembre dello stesso anno.

L’operazione, curiosa e prestigiosa, è inutile negarlo: fu poco spinta, forse osteggiata da un Angelo Carrara “contrario” ed escluso, e prima sottovaluta, poi dimenticata dalla stessa Caterina Caselli che, investendo i due artisti da lei scelti della responsabilità di un “progetto poco carismatico”, la archiviò per sempre.

Eppure, i fan di Pierangelo Bertoli e il pubblico di Luca Bonaffini non hanno mai scordato quello che, per moltissimi, è considerato uno degli album più belli del genere cantautorale di terza generazione.

L’impronta Bertoliana? La mano fresca e sana di un Luca Bonaffini “emilianizzato”? La potenza espressiva del garante Ermanno Zanfi, colto e preparato interprete di folk-rock internazionale?

B.L.E.Z. insomma, non è mai morto.

E allora, a venticinque anni esatti dalla sua uscita, ecco che il suo autore e deus ex machina Luca Bonaffini ce ne parla e lo ripropone.

Luca Bonaffini cover BLEZ

 

BLEZ coi puntini. 25 anni. Bertoli. È vero che si parla di un ritorno?

No. Nessun ritorno, perché non sono mai andati da nessuna parte. I BLEZ sono stati il ponte che ha permesso al sottoscritto di passare da Autore di Bertoli ad Artista di Bertoli; ed Ermanno, mio garante e carta da giocarmi per sopravvivere all’emotività e alla timidezza che mi trascinavo dietro fin da ragazzino, è ancora quella parte EZ di BL che, storicamente ha dato origine a un genere, più che a un prodotto. Il genere che, poi, dai Modena City Ramblers a molti altri, è stato connotato come folk-rock-d’autore. L’unica cosa è che non è stato ideologicamente schierato ma, al di là di qualche ballata civile (come “La quinta stagione” di firma anche Bertoliana), è un album leggero, popular. E questo, probabilmente, ha fatto sì che gli impresari collegati col PDS di quegli anni, non lo considerassero “vendibile” come la musica Indi o quella di Ligabue (ex consigliere Arci).

Comunque, sintetizzando:

  • BLEZ è un acronimo ma anche una sigla (immaginiamola come Blez!)
  • Bertoli è stato il produttore e l’ideatore della coppia Bonaffini-Zanfi, in primis. Ma non dimentichiamo l’importanza della scrittura dei brani, da me effettuata. Sempre con la sua supervisione e, addirittura, la co-firma in alcuni di essi. Quindi, recuperando qualche inedito, anche uno solo, chi lo sa…. Il boss ci sarebbe ancora! No?
  • Ritorno no. Le Réunion mi fanno specie e, per evitare di fare in piccolo quello che fanno i grandi, bisognerebbe proprio pensare a rinnovarsi sempre, senza adeguarsi. Guai fare cover, figurarsi “cover di sé stessi”… Si potrebbe immaginare un nuovo percorso, ispirato agli storici, ma altrettanto dignitoso. Mi spiego meglio: le canzoni, il genere, il senso. Questo sì. Un marchio, tanto per avere qualcosa di cui parlare, non mi interessa.  Ma quel tipo di canzoni, io le ho sempre scritte. Quindi perché non pubblicare belle cose, a detta di tanti e non certo mia, ferme nel cassetto che sarebbero gradite sia al pubblico dei Bertoliani che al mio?
  • Paolo Baldoni-Luca BonaffiniVeniamo al dunque: come sarà questo nuovo percorso?Lo stiamo ancora elaborando ma ho già alcuni punti fermi: Ermanno, da qualche anno, non se la sente di tornare sul palco ma ha già dato il suo benestare all’idea. Alberto Bertoli, erede artistico del papà Bertoli, mi è parso entusiasta. E allora ho pensato di coinvolgere nuove figure.Tipo?Ti dico tutta l’idea, così facciamo prima: esistono alcuni inediti (come fu per “Non recidere una rosa” e “Se ti ricorderai di me”) scritti con Pierangelo tra il 1990 e il 1993. Dovevano essere inseriti nel secondo album dei BLEZ, ma non si fece e le canzoni rimasero lì. Mi piacerebbe riprenderne qualcuna. Intendiamoci, non per nostalgia, ma perché – secondo me e secondo chi se le ricorda da allora – sono all’altezza delle precedenti.  L’arrangiamento, mi piacerebbe che fosse vicino a quelli che si facevano in quegli anni: acustici, un po’ da American Dreamers e un po’ nostrani. Insomma, alla Bertoli-Bonaffini anni Novanta. Il nome diventerebbe Blez, come sigla appunto, evocativa del duo originale ma fresco di identità propria. Infine, il compare di merende, devo confessarlo c’è già: Paolo Baldoni. Paolo, del quale ho prodotto dal 2013 a oggi tre album, è un mio compagno di classe col quale iniziammo a cantare negli anni Settanta. Direi che se non fosse stato per lui, non avrei mai conosciuto la possibilità – dato che ero sempre solo, anche a suonare – di scrivere canzoni con qualcuno che non fossi io.  Potrei dire che i Danger (così ci chiamavamo a quindici anni) sono stati – grazie anche alla nostra formazione west-coastiana – il progetto musicale prequel di BLEZ (e forse anche del duo Bertoli-Bonaffini). Mentre, per una sorta di simpatica legge del contrappasso, Blez oggi, sarebbe il sequel. Insomma, un cerchio aperto da ragazzi, grazie alla scoperta dei padri cantautori (come Bertoli, ad esempio), che – passando attraverso la grande storia della musica leggera d’autore italiana – si ritrova sui banchi di scuola per un nuovo esame di maturità!Concludendo: è solo idea o già progetto?E’ già quasi studio di registrazione. L’etichetta c’è. Il repertorio non manca e ci piace. Il nome mantiene la B maiuscola, ma – con grande rispetto e umiltà – si diversifica per le minuscole usate nelle lettere successive (lez…). L’alter ego c’è, perché c’è sempre stato. Ermanno, chi lo sa… mi piacerebbe averlo per qualche special guest, e spero mi dirà di sì. E un po’ di Bertoli ci farà da Tutor nella memoria e soprattutto nelle canzoni scritte insieme rimaste ingiustamente nei faldoni del Novanta.Quando pensate di entrare in studio?Ottobre e novembre. Poi, lì vedremo cosa accadrà.Un titolo?Sì. “INADEGUARSI”.

    Perché?

    Perché è un riflessivo che non esiste. Ma soprattutto un atteggiamento di vita. Non ce l’abbiamo fatta: non ci siamo adeguati, siamo sempre “quelli là” … che, con qualche sogno di troppo, rischiano di modificare la realtà e le regole del sistema.

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Jacopo Moriggi esce con “Vision”, il suo nuovo album.

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Jacopo Moriggi 720 x 379

Jacopo Moriggi cover leggera“Vision” è l’ultimo album di Jacopo Moriggi.

E’ un disco che ti porta immediatamente in una colonna sonora di un film.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Jacopo Moriggi è un batterista di Bergamo. Inizia ad interessarsi alla batteria a 13 anni, dopo aver ascoltato un disco che suo padre portò a casa da un viaggio in Columbia, e venne subito colpito del rullante di quell’album. Oggi Jacopo Moriggi è già attivo nel panorama nazionale ed estero.

Numerosi sono oramai i suoi tour europei con band indipendenti: Nel 2015 Tourneè Europea in Francia, Belgio, Scozia, Irlanda e Gran Bretagna. Nel 2015 Tour in Olanda, Berlino, Zurigo e Londra. Gennaio 2016 Tour in Austria. Febbraio 2016 Tour in Svizzera Nel 2017 Tournèe in Irlanda, Svizzera, Belgio, Olanda, Germania e Danimarca.

Svolge insegnamento presso scuole di musica nella provincia di Bergamo ed è docente abilitato Scuderie Capitani.

Da pochi giorni è uscito il suo nuovo lavoro che si chiama “Vision”.

“Vision” rappresenta per Jacopo Moriggi un’immagine musicale abbinata ad una sua forte passione per i film e per le loro colonne sonore.

E’ un progetto ambizioso, un lavoro che dice, “Mi ha messo alla prova, è stato frutto di vari esperimenti in fase di scrittura ed esecuzione”.

La difficoltà principale nella realizzazione che ha trovato l’artista nel realizzarlo, è stata appunto, cercare di esprimere qualcosa, trovare un messaggio musicale concreto da comunicare.

“Questo album mi ha permesso di concretizzare le idee, esprime concetti musicali legati alle sensazioni e valorizza l’importanza  di dare il giusto peso alle cose. 

Il nostro percorso di vita ci offre sia momenti belli all’apice dell’euforia sia momenti brutti, sono riuscito a ultimare il disco creando un mix di queste sensazioni dando vita a “Vision”.

Alla domanda di chi lo ha aiutato a realizzare l’album Jacopo risponde:

“Ho iniziato da solo a scrivere il disco, avevo troppe idee in testa e non riuscivo a realizzarle tutte da solo.

Fortunatamente il progetto è stato valorizzato da Luca Rossi, chitarrista ed arrangiatore, il quale ha rispettato al massimo le mie esigenze sonore e compositive.

Successivamente ho contattato la cantante Daniela Bertazzoli per commissionarle un testo ed una linea vocale la quale ha fatto un lavoro magnifico che ha superato le mie aspettative”.

La label è Videoradio Edizioni Musicali, e dal 7 giugno è su tutti i digital store.

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Luca Bonaffini porta a Brescia IL CAVALIERE DEGLI ASINI VOLANTI

in Lucilla Corioni Blog by
Luca Bonaffini 720 x 379

Luca Bonaffini-ldp-logo-rett copiaLuca Bonaffini con “Il Cavaliere degli asini volanti” in anteprima a Brescia.

Il nuovo album del cantautore italiano Luca Bonaffini scritto con Roberto Padovan sarà presentato alla Festa della Musica.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Luca Bonaffini arriverà con un’anteprima unplugged SABATO 23 GIUGNO a BRESCIA, in occasione della FESTA DELLA MUSICA sul palco di corso Zanardelli alle ore 21,20. “Forse il singolo, forse un paio di brani, non so ancora…” anticipa Bonaffini che, col progetto di Ulule-crowdfundig, è già al 78% dell’obbiettivo previsto. “Sicuramente farò ascoltare in anteprima qualcosa dei miei asinelli musicali”, conclude.
Il riferimento, surreale e ironico, è al titolo dell’album “IL CAVALIERE DEGLI ASINI VOLANTI”, scritto a quattro mani con Roberto Padovan, previsto in distribuzione nazionale per fine estate/inizio autunno 2018.

 

Luca Bonaffini (nato a Mantova il 28 ottobre 1962) è il fondatore e amministratore unico di Long Digital Playing.

E’ stato, dal 1990 al 2016, Consulente Artistico per comuni, regioni e associazioni culturali, realizzando moltissimi eventi soprattutto nell’ambito musicale. Attualmente è Direttore artistico del Premio Isabella d’Este (giunto all’ottava edizione) e insegnante di Storia della Popular Song presso la Hope Music School.

Dal 1997 al 1999 è stato Direttore Editoriale del mensile l’Informagiovani . Ha ricoperto le cariche di Amministratore Unico di ComunicArti SRL (società fatta con Flavio Oreglio nel 2000) e di Presidente dell’etichetta discografica C7 ART&MUSIC SRLS (2016).

Compositore di musiche e autore di testi per canzoni, Luca Bonaffini si è affermato intorno alla fine degli anni 80 come collaboratore fisso di Pierangelo Bertoli, firmando per lui molti brani in album di successo, tra le quali Chiama piano, all’interno dei quali compare anche come cantante, armonicista e chitarrista.
Altre canzoni sue sono state interpretate anche da Patrizia Bulgari, Flavio Oreglio, Sergio Sgrilli, Fabio Concato, Nek, Claudio Lolli e ha scritto testi teatrali insieme a Dario Gay ed Enrico Ruggeri.
Ha pubblicato, come cantautore, dodici album, tra i quali diversi concept.
Ha vinto il premio Rino Gaetano (1988) Targa critica giornalistica e il Premio Quipo (1999) al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza (miglior progetto multimediale); ha partecipato al Festival del Teatro Canzone – Premio Giorgio Gaber (2005) e due volte al Premio Tenco (edizioni 2008 e 2012).  Nel 2015 Mario Bonanno ha pubblicato un libro dedicato ai suoi trent’anni di carriera, intitolato La protesta e l’amore. Conversazioni con Luca Bonaffini e nel 2017 ha debuttato come scrittore con il romanzo antologico Eterni secondi (entrambi pubblicati per Gilgamesh Edizioni)


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Pietruccio Montalbetti, Amazzonia. Io mi fermo qui

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by

Pietruccio Montalbetti dei Dik Dik nei luoghi più selvaggi e remoti di Ecuador e Perù

L’intero racconto è un “corpo a corpo” dell’autore Pietruccio Montalbetti con la natura prorompente, ricca di forma di vita ma anche di pericoli.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Pietruccio Montalbetti, leder storico del famosissimo gruppo musicale dei Dik Dik, ieri 8 maggio 2018 è uscito con un altro dei suoi libri di avventure ispirato ai grandi classici. Questa volta si parla di “Amazzonia. Io mi fermo qui”, questo è il titolo, non a caso con riferimento alla famosa canzone. Pietruccio Montalbetti, grande viaggiatore, ha voluto regalarci la storia di una delle sue strepitose avventure vissute addentrandosi in solitario tra i popoli indios, passando attraverso i luoghi più selvaggi e remoti dell’Ecuador e del Perù tra rischi di ogni genere, vivendo con loro avventure emozionanti, mangiando il loro cibo. Attraverso loro Montalbetti ha potuto conoscere il confine labile che c’è tra la vita e la morte, assaporando il gusto dell’esistenza là, dove tutto ha un altro sapore. Alla domanda di quale fosse lo scopo dei suoi viaggi, l’autore risponde che vuole solamente inseguire il vero sogno della sua vita, cioè fare il viaggiatore, avere la possibilità di sentire quanto vale in situazioni difficili, perchè la vita lo aiuta ad entrare in contatto con se stesso. Sembrerà strano, ma lui è musicista per caso, il vero obbiettivo della sua vita è sempre stato diventare un esploratore sin da quando era bambino, quando piccolissimo, prese il suo fagotto di cose estremamente indispensabili e si mise in cammino per il mondo. Ovviamente poi braccato dalla mamma e riportato a casa. Più in là negli anni, chiuso in un collegio, Pietruccio Montalbetti continua a viaggiare con la mente, leggendo e uscendo da quelle mura che lo tenevano prigioniero, per poi mettere in pratica il suo più grande desiderio nell’età che gli permise di realizzarlo. L’autore noto come il chitarrista dei Dik Dik, il celebre gruppo italiano musicale appassionato esploratore con alle spalle numerosi itinerari estremi in solitaria, ha affrontato tutto questo da solo, o assieme a occasionali compagni di viaggio, sfidando se stesso e le proprie capacità di sopravvivenza in un’esperienza ch’è un’appassionante lezione su ciò che veramente unisce gli uomini, ad ogni latitudine e al di là di ogni pregiudizio.

Pietruccio Montalbetti è nato a Milano nel 1941 ha già pubblicato i libri: “I ragazzi della via Stendhal” (2017), “Settanta a settemila. Una sfida senza limiti di età” (2017), “Io e Lucio Battisti” (2013) e “Sognando la California, scalando il Kilimangiaro” (2011).

Tra i popoli che ha visitato ci sono gli Aucas detti anche Waorani, Aucas Bravo, Shuar detti anche Javaro (tagliatori di teste), Cofanes, Uros, Aguaruma, Colorado, Shipibo e Kampa. Molte esperienze vissute personalmente dall’autore tendono a smentire preconcetti e luoghi comuni, notizie diffuse sulle eventuali “crudeltà” dei nativi, ritenendoli invece capaci di piccoli e grandi gesti di umanità e solidarietà umana assolutamente disinteressata.

Pubblicato da EDITRICE ZONA, dal 1998 libera editoria

Direttore editoriale: Silvia Tessitore 334 5363345 tessitoresilvia@gmail.com

Direttore commerciale: Piero Cademartori 338 7676020 info@editricezona.it

  • Libro pp. 220: €19,90 – ISBN 9788864387536
  • E-book pdf: €10,90 – ISBN 978864387734
  • E-pub: €19,90 – ISBN 9788864387741

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Luca Bonaffini e Il Cavaliere degli Asini Volanti

in Eventi/La Cultura/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
Luca Bonaffini esatta

Luca Bonaffini mod. 3In occasione della Giornata Mondiale della Terra, Luca Bonaffini parla del suo tredicesimo album.

Luca Bonaffini Domenica 22 Aprile ha annunciato l’imminente pubblicazione del suo nuovo lavoro discografico “Il Cavaliere degli Asini Volanti”.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Non è affatto un caso che Luca Bonaffini, cantautore e scrittore, abbia scelto proprio il 22 aprile (che ogni anno celebra la Giornata della Terra, alla quale oggi prendono parte 175 paesi) per annunciare che, tra qualche settimana, darà alla luce il suo tredicesimo album. Sarà Domenica 17 Giugno, nel tardo pomeriggio, che il musicista mantovano presenterà – all’interno della splendida cornice del Parco Nord Milano (Sesto San Giovanni) – Il Cavaliere degli Asini Volanti, scritto e realizzato in collaborazione col compositore torinese Roberto Padovan. Un titolo ironico e provocatorio (qualcuno lo ha già definito “coraggioso”) che contiene un Bonaffini completamente rinnovato ma che, pur non tralasciando la sua storia e il suo background di poeta intellettuale civile e ideologico, abbandona quella che lui definisce “la protesta sterile e la rabbia inutile che, nella musica d’autore, ormai hanno fatto il loro corso”. Il nuovo progetto discografico tratta quindi temi come la terra, la pace, la vita, l’ambiente partendo da un progetto più ampio, come Bonaffini stesso dichiara “Con una visione dall’alto della musica e dal basso della parola. Una sorta di percorso parallelo a quello dei sette chakra principali, interiore, tracciato lungo sette canzoni descrittive, piene di immagini e metafore, che narrano storie ed emozioni dell’umanità”, continua, il cantautore mantovano: “Grazie a Roberto Padovan che, oltre a vantare preziose collaborazioni con artisti del calibro di Tony Hadley degli Spandau Ballet è anche un autore di colonne sonore e compositore di musica new age, ha deciso di produrre insieme a me questo progetto, ho deciso di tornare con un album di inediti, dopo oltre 10 anni di assenza. Pensavo di aver chiuso con il mondo discografico, per ragioni più di mercato che artistiche, invece questa idea mi ha dato anche la forza di creare un nuovo marchio, una piccola casa editrice musicale chiamata Long Digital Playing che curerà anche altre pubblicazioni”. I titoli del cd sono tutto un programma: “La radice”, “Impulsi verticali”, “La Città delle Fiere Danzanti”, “Il frutice e la grande fionda”, “Il Pianeta dei Sussurri Giganti”, “Di mare, di terra, di fuoco, di cielo”, “La Montagna del Bacio Regnante”. Tra fantasy, romanticismo, ecologismo, filantropia e voglia di benessere, ecco che arrivano sonorità etniche e interstellari, accanto a linee melodiche semplici, talvolta addirittura popolari. Riferimenti alle politiche mediatiche di inquinamento ambientale e spirituale, ma anche spunti visionari come lo sbarco degli americani a Kanagawa, nel moto della Grande Onda di Hokusai, o riferimenti teosofici come la figura del Grande Assente o del Dio Soldato. “Qualcuno – conclude Luca – potrà pensare che il Bonaffini che scrisse per e con Bertoli, sia un altro. Ma non è affatto così. Non solo non rinnego il passato, ma anzi – con questo album – lo rendo protagonista di una memoria attiva che, al contrario, deve guidarci verso un futuro migliore.
L’evento di presentazione si svolgerà Domenica 17 Giugno alle 18:30, presso la Cascina del Parco Nord Milano di Sesto San Giovanni (Via al quale parteciperanno Roberto Padovan, con un intervento di musica new age solo piano) e il Master Reiki Gianluigi Costa dell’Associazione Italiana Reiki. Per informazioni contattare: longdigitalplaying@gmail.com

Note biografiche (tratte da Wikipedia)       
Compositore di musiche e autore di testi per canzoni, Luca Bonaffini si è affermato intorno alla fine degli anni 80 come collaboratore fisso di Pierangelo Bertoli, firmando per lui molti brani in album di successo, tra le quali “Chiama piano”, all’interno dei quali compare anche come cantante, armonicista e chitarrista acustico. Altre canzoni sue sono state interpretate anche da Patrizia Bulgari, Flavio Oreglio, Sergio Sgrilli, Fabio Concato, Nek, Claudio Lolli e ha scritto testi teatrali insieme a Dario Gay ed Enrico Ruggeri.
Ha pubblicato, come cantautore 11 album, affrontando tematiche impegnate e sociali; ha vinto il premio Rino Gaetano (1988) “targa critica giornalistica” e il Premio Quipo (1999) al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza (miglior progetto multimediale); ha partecipato al Festival del Teatro Canzone – Premio Giorgio Gaber (2005) e due volte al Premio Tenco (edizioni 2008 e 2012). Nel 2013 ha debuttato come scrittore con il libro ” La notte in cui spuntò la luna dal monte”(edito da PresentArtSì), ispirato al suo incontro con Pierangelo Bertoli.
Nel 2015 Mario Bonanno ha pubblicato un libro dedicato ai suoi trent’anni di carriera, intitolato “La protesta e l’amore. Conversazioni con Luca Bonaffini” (edito da Gilgamesh editrice)”.

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Gatto Panceri è vivo, è un vulcano di energia!

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by

Gatto Panceri e il suo “Un qualunque posto fuori o dentro di te” 2018, il brano in onda nelle radio.

Il brano  di Gatto Panceri  è un gustoso apripista del nuovo album “Pelle d’oca e lividi“, il cui primo singolo inedito è previsto in radio entro la metà del prossimo Aprile.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Gatto Panceri è vivo”, come egli stesso ama dire, “Sono un vulcano di energia più in forma che mai”.

Il noto cantautore lombardo è tra i massimi hitmakers della musica italiana: con la sola “Vivo per lei” portata al successo dal binomio Andrea Bocelli-Giorgia ha venduto oltre 43 milioni di copie nel mondo ed è autore anche di successi per Mina, Mietta, Gianni Morandi, Fausto Leali, Massimo Ranieri, Riccardo Fogli e molti altri.
Dopo aver fatto parlare ultimamente di sé anche per via di un drastico e convincente total look (completamente rasato, stile inglese, pare persino ringiovanito di 10 anni) torna ora a bussare, a partire da Venerdì 19 Gennaio, alla scena radiofonica con il rifacimento di uno dei suoi brani del passato più di successo Un qualunque posto fuori e dentro te proposta in una versione targata 2018.
Ho avuto il piacere di intervistarlo per farmi raccontare cosa bolle in pentola, e lui cortesissimo ha accettato.

– Luigi Maria Panceri…
Forse sarà una domanda banale, ma non ho mai capito da dove arrivi il nome d’arte “Gatto”. Diciamolo!

GP:Gatto” è un soprannome che mi hanno dato già da piccolo quando andavo a scuola, per la mia vivacità. Quando poi mi sono ritrovato a cercare un nome d’arte, ho deciso di adottarlo, aggiungndo il mio vero cognome che è Panceri.

– Hai scritto musica e testi oltre che per te, anche per artisti di altissimo livello, direi il top.
Come è successo che i tuoi brani siano arrivati alle loro orecchie?
Puoi raccontarci di un caso specifico?

GP: Il mio lavoro di autore è stato avvantaggiato dal fatto che sono anche cantante. I miei colleghi sanno bene che scrivo tante canzoni e che spesso le regalo alle loro voci, soprattutto a quelli che non le scrivono. Ad esempio Gianni Morandi dopo aver sentito che i miei pezzi sono andati bene in radio nel 1992-93-94, mi chiese se avevo una canzone adatta a lui. io l’avevo, si chiamava “La voce”, gli è piaciuta e glie l’ho data. E l’ha incisa.

– La tua biografia artistica è davvero spaventosamente ricca e illustre, ma dialogare con te, percepire la tua semplicità e normalità con cui ti rapporti con le persone è davvero piacevole. Da te traspare una serenità interiore, la consapevolezza della realtà musicale di questo periodo storico.
Qual’è il tuo pensiero a proposito di ciò. Cosa sarà il futuro della musica per Gatto Panceri?
Come hai elaborato questo cambiamento degli ultimi anni da musicista?

GP: Purtoppo il futuro della musica non lo vedo roseo perchè, ad esempio, in Italia si cercano interpreti soltanto attraverso i talent show, cioè soggetti dalle belle voci, e non si fa nulla per cercare nuovi autori, nuovi Mogol, nuovi Biagio Antonacci, i Gatto Panceri. Questi ultimi vengono lasciati completamente da soli perchè sono fuori dai meccanismi dei talent, dei canterini. Da questo punto di vista prevedo un futuro pieno di cantanti con brutte canzoni come si è dimostrato nell’ultimo decennio. La musica di qualità ovviamente ne risente. C’è poi la piaga che la gente non compera più musica perchè internet gliela regala praticamente, ed è difficile pensare di cambiare un atteggiamento economico mondiale. Credo che la musica sarà sempre meno un lavoro o fonte di guadagno, specialmente per chi è agli inizi. Sarà un business soltanto per i pochi vincitori di talent show che hanno un appoggio televisivo importante,  per i big che hanno ancora la forza di riempire gli stadi durante le loro tournèe, che poi sono quei  10-15 artisti che vanno alla grande. Tutti gli altri fanno musica esclusivamente per piacere o per loro bisogno interiore.

– E’ talmente difficile raccontare di tutte le tue collaborazioni che a questo punto penso sia meglio domandare a te qual’è stata per te la più importante ed emozionante della tua carriera.

GP: La più interessante ed importante mia collaborazione è stata sicuramente quella con Andrea Boccelli con il brano “Vivo per lei”, in quanto dopo che l’ha inciso questa canzone che è stata cantata in duetto con Giorgia non è stata venduta solo in Italia, ma in tutto il mondo. E’ motivo di grande emozione per me solamente il pensiero.

– Sei da poco uscito con un singolo e un video di “Un qualunque posto fuori o dentro di te” , un tuo vecchio successo.
A chi è dedicata questa canzone?

GP:Un qualunque posto fuori o dentro di te” è una dedica  romantica all’amore, ma in realtà anche una ricerca di un posto nel cuore di una persona nel mondo da vedere in senso “largo”. Penso che sia piaciuto quando è uscito questo pezzo e vedo che piace ancora adesso, perchè racconta di un bisogno di essere accuditi che abbiamo tutti, di poter avere il nostro nido in questa società tra le braccia di qualcuno che ci ama, nella famiglia.
Probabilmente un testo così poteva scriverlo solamente una persona che è venuta al mondo come ad esempio un figlio di ragazza madre, quindi alla ricerca di un posto sicuro, di solidità.

– Un video, ben fatto. Gatto Panceri si presenta al suo pubblico in un nuovo look.
Segno di un cambiamento interiore?

GP: Il nuovo look non è stato pensato da stilisti o persone che curano l’immagine, solamente dal destino che ha voluto che i miei capelli cadessero tutti. Rimasti in pochi , ho deciso di rasarli a zero, un look che mi piace. Ero stanco di adottare la stessa pettinatura, ed ho optato per l’accettazione estetica, frutto della maturità, specie ora dopo i cinquant’anni quando non ne hai più la paura, e capisci che è importante quello che hai dentro di ciò che sei fuori. Se scrivi belle canzoni non conta se hai i capelli lunghi, biondi o neri, non cambia nulla per il pubblico secondo me.

– Hai dichiarato che è solo l’anticipo di un tuo album che consideri molto importante sia come impegno lavorativo, sia come investimento, e che farà appunto parte dei 19 pezzi contenuti in esso. Un piccolo anticipo per dire: “sono vivo!”
Perchè questa affermazione?

GP: Ci ho messo 5 anni per realizzare queste 19 canzoni, e qualcuno poteva pensare che avessi cambiato lavoro, che non facessi più il cantante. Si sa che in questo ambiente quando sparisci per un po’ tutti si chiedono “ma dov’è?”. In realtà sono stravivo, ed ho preparato un superdisco, anzi, praticamente un doppio superdisco. Ovvio che se ci avessi messo tanto tempo per fare un cd di 10 brani come fanno tutti, sarei fuori tempo già da due anni. Ho volutamente farlo strapotente, strabello, stracurato…ricco di tracce e mi ci è voluto parecchio tempo. L’uscita di “Un qualunque posto fuori o dentro di te”, mandato in rotazione su tutte le radio stava a comunicare che Gatto Panceri sta per tornare con un cd nuovo di zecca. Con molta umiltà, io non credo di essere eterno nella memoria di nessuno, e quando manco per un po’ di tempo, devo comunicare che sto ritornando.

– Si chiamerà “Pelle d’oca e lividi” il nuovo album di Gatto Panceri, aspetteremo questa strepitosa sorpresa.
Mi fa sorridere una tua espressione in merito:”Mi manca solo di prendere un camioncino e distribuire il cd personalmente nei negozi, e poi, ho fatto veramente tutto io!”
Raccontaci tutto….

GP:  Questo album mi vede protagonista sotto diverse vesti, ho scritto tutti i testi, tutte le musiche delle canzoni, le ho arrangiate completamente in autonomia, e le ho prodotte sia artisticamente  che economicamente. Avrei potuto avere delle discografie interessate a finanziare questo lavoro, ma ho ritenuto che i loro budget fossero troppo bassi per poter realizzare ciò che avevo in mente. Ho messo mano allora al mio portafoglio, realizzandolo con le mie sole forze, potendo in questo modo fare ciò avevo in mente, esattamente lo avevo pensato.

– Già alcuni degli onorevoli addetti ai lavori hanno avuto il piacere di ascoltarlo, rimanendone colpiti per la cura con cui è stato realizzato.
Cosa c’è in esso di così particolare?

GP: Lo sento particolarmente mio per la prima volta, perchè investo tutti i ruoli. Sono anche per la prima volta editore, proprietario di queste canzoni avendo aperto le mie edizioni, guarda caso col nome di Vivo Per Lei Edizioni delle quali sono titolare. Oltre ad essere discografico di me stesso e produttore. Ecco perchè a volte dico scherzosamente che mi manca solo di stampare le copie personalmente, e poi portarle in giro nei negozi. E poi avrei fatto davvero tutto, la battuta viene logica. E’ un lavoro molto diverso da quelli usciti negli ultimi anni in Italia proprio perchè nessuno vuole spenderci tempo, cura, fatica e soldi per realizzare ogni traccia. Spesso si opta per qualcosa di elettronico velocemente confezionabile. In un paio di giorni  si fanno tutte le chitarre di un album, mediamente. Con la mentalità che i dischi non si vendono più, ed è definito un modo da pazzi sotto il punto di vista economico spendere soldi, tempo, impegno e fatica per qualcosa che non ha mercato. Siccome io la musica la faccio per il piacere di farla, non riesco a realizzarla in altro modo. Chiunque ha sentito questo cd, si è accorto del lavorio, del pregio degli arrangiamenti, e della cura sulle voci.

– Si vocifera su di una tua possibile uscita letteraria che sta già nel tuo cassetto. I gatti si dice abbiano sette vite, a parte quella da musicista e autore, quella nuova come scrittore, ne rimangono altre cinque…
Quali altre passioni coltiva Gatto Panceri?

GP: Negli ultimi cinque anni ho scritto nei ritagli di tempo una mia autobiografia, naturalmente non ho voluto di proposito farla classica, sono cinquanta racconti.
Il libro uscirà credo per fine anno e si intitolerà “Vite da Gatto”, perchè ogni persona, non solo i gatti, può rinascere più volte, nel senso che la vita stessa cambia spesso il suo corso. Ci sono episodi che determinano la fina di una vita e l’inizio di una nuova, all’interno della vita fisica stessa, vite spirituali. La mia vita è cambiata spesso dalla mia nascita in poi, a partire da quando ero un operaio, poi insegnante di musica. Da lì, Mina sceglie una mia canzone e divento autore, poi la Universal mi ha fatto un contratto discografico, e divento cantante. Insomma…ogni persona che ha più vite all’interno di una vita sola.
Cinquanta racconti alla fine dei quali il lettore comprende la mia biografia, quello che ho fatto, ciò che non sono riuscito a fare, e i miei sogni, a partire dalla storia di mia madre, di un padre che non ho mai conosciuto. Svelo un po’ di tutto fino ad ora l’ho fatto con le mie canzoni, questa volta l’ho impresso sulle pagine di un libro.

Grazie per avermi onorata di questa chiacchierata e per la tua cortese disponibilità.
Attendiamo con curiosità il tuo nuovo album.


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