Il Futuro? Solidale…

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Lucilla Corioni

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Uscito il video TURBO CAT di Jacopo Moriggi

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Turbo Cat è il video che rappresenta il primo brano dell’album Vision di Jacopo Moriggi

E’ un video che Jacopo Moriggi ha girato in un bosco, tratto dal primo pezzo del suo nuovo album Vision, dedicato al suo gatto.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

E’ finalmente uscito il video di “TURBO CAT”, che rappresenta il primo brano del cd “VISION” di Jacopo Moriggi. Ve lo presento con una spiegazione volutamente scritta e fortemente sentita dall’autore stesso del brano:

Turbo Cat è un brano al quale sono molto legato. Stavo scrivendo questa canzone durante il marzo del 2017 ed un giorno, mentre ero in studio, ho avuto la terribile notizia che uno dei miei gatti, il maschio, era appena stato investito da un’auto. Ho scelto immediatamente di dedicare il brano a lui concentrandomi prima sulla composizione poi sul titolo. L’ho chiamata Turbo Cat perché lui mi dava una gioia immensa, lui era magico e dovevo trovare un modo per farlo vivere per sempre. Dovevo inoltre trovare un nome forte e d’impatto che valorizzasse la potenza di questa cosa.
La composizione e l’arrangiamento del brano è dedicata nel rappresentare lui come era, come si muoveva, come si relazionava con me e per ricordare anche il momento della sua scomparsa.
La melodia iniziale rappresenta la mia disinvoltura, l’intro a 0.20 rappresenta la notizia dell’accaduto e la botta di dolore valorizzati dall’arrangiamento.
Dal mio punto di vista della ritmica, ho scelto di accompagnare il groove tenendo l’HH sul secondo e sul quarto sedicesimo per dare l’effetto di instabilità emotiva, per poi innervosirsi ed andare in quarti sul ride. Il pezzo di stacco a 0.40 è molto meccanico, rappresenta un’insieme di idee confuse di odio e d’amore che si stanno rialzando andando in un unica direzione.
La strofa che parte da 0.45 è molto tecnica e basata su un 7/4 ma tutto ha un senso perchè ho voluto rappresentare il mio gatto quando era in vita, un suo ricordo bello e sincero, che mi faccia sorridere ogni volta. Se si ascolta la strofa lui camminava e muoveva la testa con quel ritmo seguendo quegli intervalli, ho solo voluto ricordarlo bello come era per il resto della canzone.
Sono un forte appassionato di gatti e di natura, ho scelto di girare il video in mezzo ad un bosco, lontano dalla strada, in modo da stare il più vicino possibile alla sua anima.
Il video è stato ideato e montato da me con l’aiuto di un mio carissimo amico il quale ha fatto le riprese.”

Lucilla Corioni è la Direttrice della LC Comunicazione, società che si occupa di Uffici Stampa e Promozione… volete saperne di più? Perché non la chiamate? Mob: 333 7695979

Il suo sito web Lc Comunicazione

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Luca Bonaffini torna con i BLEZ dopo 25 anni

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by

Sette inediti, nuova formazione con Luca Bonaffini, antica energia.

“Nessuna Rèunion” dichiara Luca Bonaffini, “Un nuovo percorso ispirato agli storici ma altrettanto dignitoso”

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

E’ ufficiale: i B.L.E.Z., creazione musicale di Luca Bonaffini e Pierangelo Bertoli con la complicità canora dell’indimenticabile Ermano Zanfi, in autunno avranno nuova vita.

Ma facciamo qualche passo indietro. Era il 1992, ventisei anni fa, quando il cantautore sassolese invitò a casa sua l’amico di gioventù Ermanno Zanfi.

Ermanno, allora impiegato in banca, non aveva mai perduto la grande passione per la musica con la quale, insieme a Caterina Caselli e allo stesso Bertoli, cavalcava il palcoscenici beat generation negli anni Sessanta.

Dopo trent’anni, l’amico cantautore – divenuto nel frattempo famoso – decise di coinvolgere il folksinger Zanfi in un progetto discografico: la produzione dell’album dell’emergente Luca Bonaffini, già co-autore di canzoni di successo. Luca Bonaffini, ospite indesiderato (come lui stesso dichiara nel libro intervista “la protesta e l’amore”) alla Dischi Ricordi e ad Angelo Carrara, rispettivamente casa discografica e produttore di Pierangelo Bertoli, aveva bisogno di un’idea. Nel frattempo, dalla sua bella penna di scrittore di canzoni, nacquero una decina di brani che, a detta del papà artistico Pierangelo, sarebbero state ballate adatte ad un duo, più che a un solista.

Pierangelo Bertoli, che non poteva condividere con Luca un progetto discografico per ragioni contrattuali, affidò ad Ermanno Zanfi la prima voce e a Luca la seconda.

Nonostante gli oltre vent’anni di differenza, Ermanno e Luca si sintonizzarono immediatamente e, dopo qualche provino in cantina con la cura chitarristica dell’allora giovane Giorgio Buttazzo, approdarono – sempre grazie a Bertoli e alla moglie Bruna Pattacini – alla Sugar di Caterina Caselli.

Nel giro di poche settimane, sommati ai dieci brani di Luca Bonaffini, due di Pierangelo Bertoli, nacque B.L.E.Z. (acronimo di Bonaffini Luca Ermanno Zanfi), portatori inediti del country del Po’ (come lo definì qualcuno).

A metà strada tra Simon & Garfunkel, CSN&Y e la tradizione cantautorale, l’album si fece subito notare soprattutto per brani di matrice popolare come “La quinta stagione” e “Lucia di Dicembre”.

Dopo il tentativo fallito, così almeno dice la leggenda, di presentazione al Festival di Sanremo (con la canzone “Scusami se puoi”), il cd (ormai il vinile appariva impopolare e sconveniente) uscì il 30 giugno 1993 nelle zone di Reggio, Modena e Mantova, per poi essere distribuito nel resto d’Italia a novembre dello stesso anno.

L’operazione, curiosa e prestigiosa, è inutile negarlo: fu poco spinta, forse osteggiata da un Angelo Carrara “contrario” ed escluso, e prima sottovaluta, poi dimenticata dalla stessa Caterina Caselli che, investendo i due artisti da lei scelti della responsabilità di un “progetto poco carismatico”, la archiviò per sempre.

Eppure, i fan di Pierangelo Bertoli e il pubblico di Luca Bonaffini non hanno mai scordato quello che, per moltissimi, è considerato uno degli album più belli del genere cantautorale di terza generazione.

L’impronta Bertoliana? La mano fresca e sana di un Luca Bonaffini “emilianizzato”? La potenza espressiva del garante Ermanno Zanfi, colto e preparato interprete di folk-rock internazionale?

B.L.E.Z. insomma, non è mai morto.

E allora, a venticinque anni esatti dalla sua uscita, ecco che il suo autore e deus ex machina Luca Bonaffini ce ne parla e lo ripropone.

Luca Bonaffini cover BLEZ

 

BLEZ coi puntini. 25 anni. Bertoli. È vero che si parla di un ritorno?

No. Nessun ritorno, perché non sono mai andati da nessuna parte. I BLEZ sono stati il ponte che ha permesso al sottoscritto di passare da Autore di Bertoli ad Artista di Bertoli; ed Ermanno, mio garante e carta da giocarmi per sopravvivere all’emotività e alla timidezza che mi trascinavo dietro fin da ragazzino, è ancora quella parte EZ di BL che, storicamente ha dato origine a un genere, più che a un prodotto. Il genere che, poi, dai Modena City Ramblers a molti altri, è stato connotato come folk-rock-d’autore. L’unica cosa è che non è stato ideologicamente schierato ma, al di là di qualche ballata civile (come “La quinta stagione” di firma anche Bertoliana), è un album leggero, popular. E questo, probabilmente, ha fatto sì che gli impresari collegati col PDS di quegli anni, non lo considerassero “vendibile” come la musica Indi o quella di Ligabue (ex consigliere Arci).

Comunque, sintetizzando:

  • BLEZ è un acronimo ma anche una sigla (immaginiamola come Blez!)
  • Bertoli è stato il produttore e l’ideatore della coppia Bonaffini-Zanfi, in primis. Ma non dimentichiamo l’importanza della scrittura dei brani, da me effettuata. Sempre con la sua supervisione e, addirittura, la co-firma in alcuni di essi. Quindi, recuperando qualche inedito, anche uno solo, chi lo sa…. Il boss ci sarebbe ancora! No?
  • Ritorno no. Le Réunion mi fanno specie e, per evitare di fare in piccolo quello che fanno i grandi, bisognerebbe proprio pensare a rinnovarsi sempre, senza adeguarsi. Guai fare cover, figurarsi “cover di sé stessi”… Si potrebbe immaginare un nuovo percorso, ispirato agli storici, ma altrettanto dignitoso. Mi spiego meglio: le canzoni, il genere, il senso. Questo sì. Un marchio, tanto per avere qualcosa di cui parlare, non mi interessa.  Ma quel tipo di canzoni, io le ho sempre scritte. Quindi perché non pubblicare belle cose, a detta di tanti e non certo mia, ferme nel cassetto che sarebbero gradite sia al pubblico dei Bertoliani che al mio?
  • Paolo Baldoni-Luca BonaffiniVeniamo al dunque: come sarà questo nuovo percorso?Lo stiamo ancora elaborando ma ho già alcuni punti fermi: Ermanno, da qualche anno, non se la sente di tornare sul palco ma ha già dato il suo benestare all’idea. Alberto Bertoli, erede artistico del papà Bertoli, mi è parso entusiasta. E allora ho pensato di coinvolgere nuove figure.Tipo?Ti dico tutta l’idea, così facciamo prima: esistono alcuni inediti (come fu per “Non recidere una rosa” e “Se ti ricorderai di me”) scritti con Pierangelo tra il 1990 e il 1993. Dovevano essere inseriti nel secondo album dei BLEZ, ma non si fece e le canzoni rimasero lì. Mi piacerebbe riprenderne qualcuna. Intendiamoci, non per nostalgia, ma perché – secondo me e secondo chi se le ricorda da allora – sono all’altezza delle precedenti.  L’arrangiamento, mi piacerebbe che fosse vicino a quelli che si facevano in quegli anni: acustici, un po’ da American Dreamers e un po’ nostrani. Insomma, alla Bertoli-Bonaffini anni Novanta. Il nome diventerebbe Blez, come sigla appunto, evocativa del duo originale ma fresco di identità propria. Infine, il compare di merende, devo confessarlo c’è già: Paolo Baldoni. Paolo, del quale ho prodotto dal 2013 a oggi tre album, è un mio compagno di classe col quale iniziammo a cantare negli anni Settanta. Direi che se non fosse stato per lui, non avrei mai conosciuto la possibilità – dato che ero sempre solo, anche a suonare – di scrivere canzoni con qualcuno che non fossi io.  Potrei dire che i Danger (così ci chiamavamo a quindici anni) sono stati – grazie anche alla nostra formazione west-coastiana – il progetto musicale prequel di BLEZ (e forse anche del duo Bertoli-Bonaffini). Mentre, per una sorta di simpatica legge del contrappasso, Blez oggi, sarebbe il sequel. Insomma, un cerchio aperto da ragazzi, grazie alla scoperta dei padri cantautori (come Bertoli, ad esempio), che – passando attraverso la grande storia della musica leggera d’autore italiana – si ritrova sui banchi di scuola per un nuovo esame di maturità!Concludendo: è solo idea o già progetto?E’ già quasi studio di registrazione. L’etichetta c’è. Il repertorio non manca e ci piace. Il nome mantiene la B maiuscola, ma – con grande rispetto e umiltà – si diversifica per le minuscole usate nelle lettere successive (lez…). L’alter ego c’è, perché c’è sempre stato. Ermanno, chi lo sa… mi piacerebbe averlo per qualche special guest, e spero mi dirà di sì. E un po’ di Bertoli ci farà da Tutor nella memoria e soprattutto nelle canzoni scritte insieme rimaste ingiustamente nei faldoni del Novanta.Quando pensate di entrare in studio?Ottobre e novembre. Poi, lì vedremo cosa accadrà.Un titolo?

    Sì. “INADEGUARSI”.

    Perché?

    Perché è un riflessivo che non esiste. Ma soprattutto un atteggiamento di vita. Non ce l’abbiamo fatta: non ci siamo adeguati, siamo sempre “quelli là” … che, con qualche sogno di troppo, rischiano di modificare la realtà e le regole del sistema.

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Jacopo Moriggi esce con “Vision”, il suo nuovo album.

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Jacopo Moriggi 720 x 379

Jacopo Moriggi cover leggera“Vision” è l’ultimo album di Jacopo Moriggi.

E’ un disco che ti porta immediatamente in una colonna sonora di un film.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Jacopo Moriggi è un batterista di Bergamo. Inizia ad interessarsi alla batteria a 13 anni, dopo aver ascoltato un disco che suo padre portò a casa da un viaggio in Columbia, e venne subito colpito del rullante di quell’album. Oggi Jacopo Moriggi è già attivo nel panorama nazionale ed estero.

Numerosi sono oramai i suoi tour europei con band indipendenti: Nel 2015 Tourneè Europea in Francia, Belgio, Scozia, Irlanda e Gran Bretagna. Nel 2015 Tour in Olanda, Berlino, Zurigo e Londra. Gennaio 2016 Tour in Austria. Febbraio 2016 Tour in Svizzera Nel 2017 Tournèe in Irlanda, Svizzera, Belgio, Olanda, Germania e Danimarca.

Svolge insegnamento presso scuole di musica nella provincia di Bergamo ed è docente abilitato Scuderie Capitani.

Da pochi giorni è uscito il suo nuovo lavoro che si chiama “Vision”.

“Vision” rappresenta per Jacopo Moriggi un’immagine musicale abbinata ad una sua forte passione per i film e per le loro colonne sonore.

E’ un progetto ambizioso, un lavoro che dice, “Mi ha messo alla prova, è stato frutto di vari esperimenti in fase di scrittura ed esecuzione”.

La difficoltà principale nella realizzazione che ha trovato l’artista nel realizzarlo, è stata appunto, cercare di esprimere qualcosa, trovare un messaggio musicale concreto da comunicare.

“Questo album mi ha permesso di concretizzare le idee, esprime concetti musicali legati alle sensazioni e valorizza l’importanza  di dare il giusto peso alle cose. 

Il nostro percorso di vita ci offre sia momenti belli all’apice dell’euforia sia momenti brutti, sono riuscito a ultimare il disco creando un mix di queste sensazioni dando vita a “Vision”.

Alla domanda di chi lo ha aiutato a realizzare l’album Jacopo risponde:

“Ho iniziato da solo a scrivere il disco, avevo troppe idee in testa e non riuscivo a realizzarle tutte da solo.

Fortunatamente il progetto è stato valorizzato da Luca Rossi, chitarrista ed arrangiatore, il quale ha rispettato al massimo le mie esigenze sonore e compositive.

Successivamente ho contattato la cantante Daniela Bertazzoli per commissionarle un testo ed una linea vocale la quale ha fatto un lavoro magnifico che ha superato le mie aspettative”.

La label è Videoradio Edizioni Musicali, e dal 7 giugno è su tutti i digital store.

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Luca Bonaffini porta a Brescia IL CAVALIERE DEGLI ASINI VOLANTI

in Lucilla Corioni Blog by
Luca Bonaffini 720 x 379

Luca Bonaffini-ldp-logo-rett copiaLuca Bonaffini con “Il Cavaliere degli asini volanti” in anteprima a Brescia.

Il nuovo album del cantautore italiano Luca Bonaffini scritto con Roberto Padovan sarà presentato alla Festa della Musica.

Un Articolo di Lucilla Corioni
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Luca Bonaffini arriverà con un’anteprima unplugged SABATO 23 GIUGNO a BRESCIA, in occasione della FESTA DELLA MUSICA sul palco di corso Zanardelli alle ore 21,20. “Forse il singolo, forse un paio di brani, non so ancora…” anticipa Bonaffini che, col progetto di Ulule-crowdfundig, è già al 78% dell’obbiettivo previsto. “Sicuramente farò ascoltare in anteprima qualcosa dei miei asinelli musicali”, conclude.
Il riferimento, surreale e ironico, è al titolo dell’album “IL CAVALIERE DEGLI ASINI VOLANTI”, scritto a quattro mani con Roberto Padovan, previsto in distribuzione nazionale per fine estate/inizio autunno 2018.

 

Luca Bonaffini (nato a Mantova il 28 ottobre 1962) è il fondatore e amministratore unico di Long Digital Playing.

E’ stato, dal 1990 al 2016, Consulente Artistico per comuni, regioni e associazioni culturali, realizzando moltissimi eventi soprattutto nell’ambito musicale. Attualmente è Direttore artistico del Premio Isabella d’Este (giunto all’ottava edizione) e insegnante di Storia della Popular Song presso la Hope Music School.

Dal 1997 al 1999 è stato Direttore Editoriale del mensile l’Informagiovani . Ha ricoperto le cariche di Amministratore Unico di ComunicArti SRL (società fatta con Flavio Oreglio nel 2000) e di Presidente dell’etichetta discografica C7 ART&MUSIC SRLS (2016).

Compositore di musiche e autore di testi per canzoni, Luca Bonaffini si è affermato intorno alla fine degli anni 80 come collaboratore fisso di Pierangelo Bertoli, firmando per lui molti brani in album di successo, tra le quali Chiama piano, all’interno dei quali compare anche come cantante, armonicista e chitarrista.
Altre canzoni sue sono state interpretate anche da Patrizia Bulgari, Flavio Oreglio, Sergio Sgrilli, Fabio Concato, Nek, Claudio Lolli e ha scritto testi teatrali insieme a Dario Gay ed Enrico Ruggeri.
Ha pubblicato, come cantautore, dodici album, tra i quali diversi concept.
Ha vinto il premio Rino Gaetano (1988) Targa critica giornalistica e il Premio Quipo (1999) al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza (miglior progetto multimediale); ha partecipato al Festival del Teatro Canzone – Premio Giorgio Gaber (2005) e due volte al Premio Tenco (edizioni 2008 e 2012).  Nel 2015 Mario Bonanno ha pubblicato un libro dedicato ai suoi trent’anni di carriera, intitolato La protesta e l’amore. Conversazioni con Luca Bonaffini e nel 2017 ha debuttato come scrittore con il romanzo antologico Eterni secondi (entrambi pubblicati per Gilgamesh Edizioni)


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Pietruccio Montalbetti, Amazzonia. Io mi fermo qui

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by

Pietruccio Montalbetti dei Dik Dik nei luoghi più selvaggi e remoti di Ecuador e Perù

L’intero racconto è un “corpo a corpo” dell’autore Pietruccio Montalbetti con la natura prorompente, ricca di forma di vita ma anche di pericoli.

Un Articolo di Lucilla Corioni
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Pietruccio Montalbetti, leder storico del famosissimo gruppo musicale dei Dik Dik, ieri 8 maggio 2018 è uscito con un altro dei suoi libri di avventure ispirato ai grandi classici. Questa volta si parla di “Amazzonia. Io mi fermo qui”, questo è il titolo, non a caso con riferimento alla famosa canzone. Pietruccio Montalbetti, grande viaggiatore, ha voluto regalarci la storia di una delle sue strepitose avventure vissute addentrandosi in solitario tra i popoli indios, passando attraverso i luoghi più selvaggi e remoti dell’Ecuador e del Perù tra rischi di ogni genere, vivendo con loro avventure emozionanti, mangiando il loro cibo. Attraverso loro Montalbetti ha potuto conoscere il confine labile che c’è tra la vita e la morte, assaporando il gusto dell’esistenza là, dove tutto ha un altro sapore. Alla domanda di quale fosse lo scopo dei suoi viaggi, l’autore risponde che vuole solamente inseguire il vero sogno della sua vita, cioè fare il viaggiatore, avere la possibilità di sentire quanto vale in situazioni difficili, perchè la vita lo aiuta ad entrare in contatto con se stesso. Sembrerà strano, ma lui è musicista per caso, il vero obbiettivo della sua vita è sempre stato diventare un esploratore sin da quando era bambino, quando piccolissimo, prese il suo fagotto di cose estremamente indispensabili e si mise in cammino per il mondo. Ovviamente poi braccato dalla mamma e riportato a casa. Più in là negli anni, chiuso in un collegio, Pietruccio Montalbetti continua a viaggiare con la mente, leggendo e uscendo da quelle mura che lo tenevano prigioniero, per poi mettere in pratica il suo più grande desiderio nell’età che gli permise di realizzarlo. L’autore noto come il chitarrista dei Dik Dik, il celebre gruppo italiano musicale appassionato esploratore con alle spalle numerosi itinerari estremi in solitaria, ha affrontato tutto questo da solo, o assieme a occasionali compagni di viaggio, sfidando se stesso e le proprie capacità di sopravvivenza in un’esperienza ch’è un’appassionante lezione su ciò che veramente unisce gli uomini, ad ogni latitudine e al di là di ogni pregiudizio.

Pietruccio Montalbetti è nato a Milano nel 1941 ha già pubblicato i libri: “I ragazzi della via Stendhal” (2017), “Settanta a settemila. Una sfida senza limiti di età” (2017), “Io e Lucio Battisti” (2013) e “Sognando la California, scalando il Kilimangiaro” (2011).

Tra i popoli che ha visitato ci sono gli Aucas detti anche Waorani, Aucas Bravo, Shuar detti anche Javaro (tagliatori di teste), Cofanes, Uros, Aguaruma, Colorado, Shipibo e Kampa. Molte esperienze vissute personalmente dall’autore tendono a smentire preconcetti e luoghi comuni, notizie diffuse sulle eventuali “crudeltà” dei nativi, ritenendoli invece capaci di piccoli e grandi gesti di umanità e solidarietà umana assolutamente disinteressata.

Pubblicato da EDITRICE ZONA, dal 1998 libera editoria

Direttore editoriale: Silvia Tessitore 334 5363345 tessitoresilvia@gmail.com

Direttore commerciale: Piero Cademartori 338 7676020 info@editricezona.it

  • Libro pp. 220: €19,90 – ISBN 9788864387536
  • E-book pdf: €10,90 – ISBN 978864387734
  • E-pub: €19,90 – ISBN 9788864387741

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Luca Bonaffini e Il Cavaliere degli Asini Volanti

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Luca Bonaffini esatta

Luca Bonaffini mod. 3In occasione della Giornata Mondiale della Terra, Luca Bonaffini parla del suo tredicesimo album.

Luca Bonaffini Domenica 22 Aprile ha annunciato l’imminente pubblicazione del suo nuovo lavoro discografico “Il Cavaliere degli Asini Volanti”.

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Non è affatto un caso che Luca Bonaffini, cantautore e scrittore, abbia scelto proprio il 22 aprile (che ogni anno celebra la Giornata della Terra, alla quale oggi prendono parte 175 paesi) per annunciare che, tra qualche settimana, darà alla luce il suo tredicesimo album. Sarà Domenica 17 Giugno, nel tardo pomeriggio, che il musicista mantovano presenterà – all’interno della splendida cornice del Parco Nord Milano (Sesto San Giovanni) – Il Cavaliere degli Asini Volanti, scritto e realizzato in collaborazione col compositore torinese Roberto Padovan. Un titolo ironico e provocatorio (qualcuno lo ha già definito “coraggioso”) che contiene un Bonaffini completamente rinnovato ma che, pur non tralasciando la sua storia e il suo background di poeta intellettuale civile e ideologico, abbandona quella che lui definisce “la protesta sterile e la rabbia inutile che, nella musica d’autore, ormai hanno fatto il loro corso”. Il nuovo progetto discografico tratta quindi temi come la terra, la pace, la vita, l’ambiente partendo da un progetto più ampio, come Bonaffini stesso dichiara “Con una visione dall’alto della musica e dal basso della parola. Una sorta di percorso parallelo a quello dei sette chakra principali, interiore, tracciato lungo sette canzoni descrittive, piene di immagini e metafore, che narrano storie ed emozioni dell’umanità”, continua, il cantautore mantovano: “Grazie a Roberto Padovan che, oltre a vantare preziose collaborazioni con artisti del calibro di Tony Hadley degli Spandau Ballet è anche un autore di colonne sonore e compositore di musica new age, ha deciso di produrre insieme a me questo progetto, ho deciso di tornare con un album di inediti, dopo oltre 10 anni di assenza. Pensavo di aver chiuso con il mondo discografico, per ragioni più di mercato che artistiche, invece questa idea mi ha dato anche la forza di creare un nuovo marchio, una piccola casa editrice musicale chiamata Long Digital Playing che curerà anche altre pubblicazioni”. I titoli del cd sono tutto un programma: “La radice”, “Impulsi verticali”, “La Città delle Fiere Danzanti”, “Il frutice e la grande fionda”, “Il Pianeta dei Sussurri Giganti”, “Di mare, di terra, di fuoco, di cielo”, “La Montagna del Bacio Regnante”. Tra fantasy, romanticismo, ecologismo, filantropia e voglia di benessere, ecco che arrivano sonorità etniche e interstellari, accanto a linee melodiche semplici, talvolta addirittura popolari. Riferimenti alle politiche mediatiche di inquinamento ambientale e spirituale, ma anche spunti visionari come lo sbarco degli americani a Kanagawa, nel moto della Grande Onda di Hokusai, o riferimenti teosofici come la figura del Grande Assente o del Dio Soldato. “Qualcuno – conclude Luca – potrà pensare che il Bonaffini che scrisse per e con Bertoli, sia un altro. Ma non è affatto così. Non solo non rinnego il passato, ma anzi – con questo album – lo rendo protagonista di una memoria attiva che, al contrario, deve guidarci verso un futuro migliore.
L’evento di presentazione si svolgerà Domenica 17 Giugno alle 18:30, presso la Cascina del Parco Nord Milano di Sesto San Giovanni (Via al quale parteciperanno Roberto Padovan, con un intervento di musica new age solo piano) e il Master Reiki Gianluigi Costa dell’Associazione Italiana Reiki. Per informazioni contattare: longdigitalplaying@gmail.com

Note biografiche (tratte da Wikipedia)       
Compositore di musiche e autore di testi per canzoni, Luca Bonaffini si è affermato intorno alla fine degli anni 80 come collaboratore fisso di Pierangelo Bertoli, firmando per lui molti brani in album di successo, tra le quali “Chiama piano”, all’interno dei quali compare anche come cantante, armonicista e chitarrista acustico. Altre canzoni sue sono state interpretate anche da Patrizia Bulgari, Flavio Oreglio, Sergio Sgrilli, Fabio Concato, Nek, Claudio Lolli e ha scritto testi teatrali insieme a Dario Gay ed Enrico Ruggeri.
Ha pubblicato, come cantautore 11 album, affrontando tematiche impegnate e sociali; ha vinto il premio Rino Gaetano (1988) “targa critica giornalistica” e il Premio Quipo (1999) al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza (miglior progetto multimediale); ha partecipato al Festival del Teatro Canzone – Premio Giorgio Gaber (2005) e due volte al Premio Tenco (edizioni 2008 e 2012). Nel 2013 ha debuttato come scrittore con il libro ” La notte in cui spuntò la luna dal monte”(edito da PresentArtSì), ispirato al suo incontro con Pierangelo Bertoli.
Nel 2015 Mario Bonanno ha pubblicato un libro dedicato ai suoi trent’anni di carriera, intitolato “La protesta e l’amore. Conversazioni con Luca Bonaffini” (edito da Gilgamesh editrice)”.

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Gatto Panceri è vivo, è un vulcano di energia!

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by

Gatto Panceri e il suo “Un qualunque posto fuori o dentro di te” 2018, il brano in onda nelle radio.

Il brano  di Gatto Panceri  è un gustoso apripista del nuovo album “Pelle d’oca e lividi“, il cui primo singolo inedito è previsto in radio entro la metà del prossimo Aprile.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Gatto Panceri è vivo”, come egli stesso ama dire, “Sono un vulcano di energia più in forma che mai”.

Il noto cantautore lombardo è tra i massimi hitmakers della musica italiana: con la sola “Vivo per lei” portata al successo dal binomio Andrea Bocelli-Giorgia ha venduto oltre 43 milioni di copie nel mondo ed è autore anche di successi per Mina, Mietta, Gianni Morandi, Fausto Leali, Massimo Ranieri, Riccardo Fogli e molti altri.
Dopo aver fatto parlare ultimamente di sé anche per via di un drastico e convincente total look (completamente rasato, stile inglese, pare persino ringiovanito di 10 anni) torna ora a bussare, a partire da Venerdì 19 Gennaio, alla scena radiofonica con il rifacimento di uno dei suoi brani del passato più di successo Un qualunque posto fuori e dentro te proposta in una versione targata 2018.
Ho avuto il piacere di intervistarlo per farmi raccontare cosa bolle in pentola, e lui cortesissimo ha accettato.

– Luigi Maria Panceri…
Forse sarà una domanda banale, ma non ho mai capito da dove arrivi il nome d’arte “Gatto”. Diciamolo!

GP:Gatto” è un soprannome che mi hanno dato già da piccolo quando andavo a scuola, per la mia vivacità. Quando poi mi sono ritrovato a cercare un nome d’arte, ho deciso di adottarlo, aggiungndo il mio vero cognome che è Panceri.

– Hai scritto musica e testi oltre che per te, anche per artisti di altissimo livello, direi il top.
Come è successo che i tuoi brani siano arrivati alle loro orecchie?
Puoi raccontarci di un caso specifico?

GP: Il mio lavoro di autore è stato avvantaggiato dal fatto che sono anche cantante. I miei colleghi sanno bene che scrivo tante canzoni e che spesso le regalo alle loro voci, soprattutto a quelli che non le scrivono. Ad esempio Gianni Morandi dopo aver sentito che i miei pezzi sono andati bene in radio nel 1992-93-94, mi chiese se avevo una canzone adatta a lui. io l’avevo, si chiamava “La voce”, gli è piaciuta e glie l’ho data. E l’ha incisa.

– La tua biografia artistica è davvero spaventosamente ricca e illustre, ma dialogare con te, percepire la tua semplicità e normalità con cui ti rapporti con le persone è davvero piacevole. Da te traspare una serenità interiore, la consapevolezza della realtà musicale di questo periodo storico.
Qual’è il tuo pensiero a proposito di ciò. Cosa sarà il futuro della musica per Gatto Panceri?
Come hai elaborato questo cambiamento degli ultimi anni da musicista?

GP: Purtoppo il futuro della musica non lo vedo roseo perchè, ad esempio, in Italia si cercano interpreti soltanto attraverso i talent show, cioè soggetti dalle belle voci, e non si fa nulla per cercare nuovi autori, nuovi Mogol, nuovi Biagio Antonacci, i Gatto Panceri. Questi ultimi vengono lasciati completamente da soli perchè sono fuori dai meccanismi dei talent, dei canterini. Da questo punto di vista prevedo un futuro pieno di cantanti con brutte canzoni come si è dimostrato nell’ultimo decennio. La musica di qualità ovviamente ne risente. C’è poi la piaga che la gente non compera più musica perchè internet gliela regala praticamente, ed è difficile pensare di cambiare un atteggiamento economico mondiale. Credo che la musica sarà sempre meno un lavoro o fonte di guadagno, specialmente per chi è agli inizi. Sarà un business soltanto per i pochi vincitori di talent show che hanno un appoggio televisivo importante,  per i big che hanno ancora la forza di riempire gli stadi durante le loro tournèe, che poi sono quei  10-15 artisti che vanno alla grande. Tutti gli altri fanno musica esclusivamente per piacere o per loro bisogno interiore.

– E’ talmente difficile raccontare di tutte le tue collaborazioni che a questo punto penso sia meglio domandare a te qual’è stata per te la più importante ed emozionante della tua carriera.

GP: La più interessante ed importante mia collaborazione è stata sicuramente quella con Andrea Boccelli con il brano “Vivo per lei”, in quanto dopo che l’ha inciso questa canzone che è stata cantata in duetto con Giorgia non è stata venduta solo in Italia, ma in tutto il mondo. E’ motivo di grande emozione per me solamente il pensiero.

– Sei da poco uscito con un singolo e un video di “Un qualunque posto fuori o dentro di te” , un tuo vecchio successo.
A chi è dedicata questa canzone?

GP:Un qualunque posto fuori o dentro di te” è una dedica  romantica all’amore, ma in realtà anche una ricerca di un posto nel cuore di una persona nel mondo da vedere in senso “largo”. Penso che sia piaciuto quando è uscito questo pezzo e vedo che piace ancora adesso, perchè racconta di un bisogno di essere accuditi che abbiamo tutti, di poter avere il nostro nido in questa società tra le braccia di qualcuno che ci ama, nella famiglia.
Probabilmente un testo così poteva scriverlo solamente una persona che è venuta al mondo come ad esempio un figlio di ragazza madre, quindi alla ricerca di un posto sicuro, di solidità.

– Un video, ben fatto. Gatto Panceri si presenta al suo pubblico in un nuovo look.
Segno di un cambiamento interiore?

GP: Il nuovo look non è stato pensato da stilisti o persone che curano l’immagine, solamente dal destino che ha voluto che i miei capelli cadessero tutti. Rimasti in pochi , ho deciso di rasarli a zero, un look che mi piace. Ero stanco di adottare la stessa pettinatura, ed ho optato per l’accettazione estetica, frutto della maturità, specie ora dopo i cinquant’anni quando non ne hai più la paura, e capisci che è importante quello che hai dentro di ciò che sei fuori. Se scrivi belle canzoni non conta se hai i capelli lunghi, biondi o neri, non cambia nulla per il pubblico secondo me.

– Hai dichiarato che è solo l’anticipo di un tuo album che consideri molto importante sia come impegno lavorativo, sia come investimento, e che farà appunto parte dei 19 pezzi contenuti in esso. Un piccolo anticipo per dire: “sono vivo!”
Perchè questa affermazione?

GP: Ci ho messo 5 anni per realizzare queste 19 canzoni, e qualcuno poteva pensare che avessi cambiato lavoro, che non facessi più il cantante. Si sa che in questo ambiente quando sparisci per un po’ tutti si chiedono “ma dov’è?”. In realtà sono stravivo, ed ho preparato un superdisco, anzi, praticamente un doppio superdisco. Ovvio che se ci avessi messo tanto tempo per fare un cd di 10 brani come fanno tutti, sarei fuori tempo già da due anni. Ho volutamente farlo strapotente, strabello, stracurato…ricco di tracce e mi ci è voluto parecchio tempo. L’uscita di “Un qualunque posto fuori o dentro di te”, mandato in rotazione su tutte le radio stava a comunicare che Gatto Panceri sta per tornare con un cd nuovo di zecca. Con molta umiltà, io non credo di essere eterno nella memoria di nessuno, e quando manco per un po’ di tempo, devo comunicare che sto ritornando.

– Si chiamerà “Pelle d’oca e lividi” il nuovo album di Gatto Panceri, aspetteremo questa strepitosa sorpresa.
Mi fa sorridere una tua espressione in merito:”Mi manca solo di prendere un camioncino e distribuire il cd personalmente nei negozi, e poi, ho fatto veramente tutto io!”
Raccontaci tutto….

GP:  Questo album mi vede protagonista sotto diverse vesti, ho scritto tutti i testi, tutte le musiche delle canzoni, le ho arrangiate completamente in autonomia, e le ho prodotte sia artisticamente  che economicamente. Avrei potuto avere delle discografie interessate a finanziare questo lavoro, ma ho ritenuto che i loro budget fossero troppo bassi per poter realizzare ciò che avevo in mente. Ho messo mano allora al mio portafoglio, realizzandolo con le mie sole forze, potendo in questo modo fare ciò avevo in mente, esattamente lo avevo pensato.

– Già alcuni degli onorevoli addetti ai lavori hanno avuto il piacere di ascoltarlo, rimanendone colpiti per la cura con cui è stato realizzato.
Cosa c’è in esso di così particolare?

GP: Lo sento particolarmente mio per la prima volta, perchè investo tutti i ruoli. Sono anche per la prima volta editore, proprietario di queste canzoni avendo aperto le mie edizioni, guarda caso col nome di Vivo Per Lei Edizioni delle quali sono titolare. Oltre ad essere discografico di me stesso e produttore. Ecco perchè a volte dico scherzosamente che mi manca solo di stampare le copie personalmente, e poi portarle in giro nei negozi. E poi avrei fatto davvero tutto, la battuta viene logica. E’ un lavoro molto diverso da quelli usciti negli ultimi anni in Italia proprio perchè nessuno vuole spenderci tempo, cura, fatica e soldi per realizzare ogni traccia. Spesso si opta per qualcosa di elettronico velocemente confezionabile. In un paio di giorni  si fanno tutte le chitarre di un album, mediamente. Con la mentalità che i dischi non si vendono più, ed è definito un modo da pazzi sotto il punto di vista economico spendere soldi, tempo, impegno e fatica per qualcosa che non ha mercato. Siccome io la musica la faccio per il piacere di farla, non riesco a realizzarla in altro modo. Chiunque ha sentito questo cd, si è accorto del lavorio, del pregio degli arrangiamenti, e della cura sulle voci.

– Si vocifera su di una tua possibile uscita letteraria che sta già nel tuo cassetto. I gatti si dice abbiano sette vite, a parte quella da musicista e autore, quella nuova come scrittore, ne rimangono altre cinque…
Quali altre passioni coltiva Gatto Panceri?

GP: Negli ultimi cinque anni ho scritto nei ritagli di tempo una mia autobiografia, naturalmente non ho voluto di proposito farla classica, sono cinquanta racconti.
Il libro uscirà credo per fine anno e si intitolerà “Vite da Gatto”, perchè ogni persona, non solo i gatti, può rinascere più volte, nel senso che la vita stessa cambia spesso il suo corso. Ci sono episodi che determinano la fina di una vita e l’inizio di una nuova, all’interno della vita fisica stessa, vite spirituali. La mia vita è cambiata spesso dalla mia nascita in poi, a partire da quando ero un operaio, poi insegnante di musica. Da lì, Mina sceglie una mia canzone e divento autore, poi la Universal mi ha fatto un contratto discografico, e divento cantante. Insomma…ogni persona che ha più vite all’interno di una vita sola.
Cinquanta racconti alla fine dei quali il lettore comprende la mia biografia, quello che ho fatto, ciò che non sono riuscito a fare, e i miei sogni, a partire dalla storia di mia madre, di un padre che non ho mai conosciuto. Svelo un po’ di tutto fino ad ora l’ho fatto con le mie canzoni, questa volta l’ho impresso sulle pagine di un libro.

Grazie per avermi onorata di questa chiacchierata e per la tua cortese disponibilità.
Attendiamo con curiosità il tuo nuovo album.


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Antonio Tarantino e il suo ultimo album Brasileirissimo

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by

Antonio Tarantino unisce la musica popolare brasiliana alla melodia italiana.

E’ un vero capolavoro “Brasileirissimo”, l’ultimo album di Antonio Tarantino, considerato uno dei più grandi chitarristi al mondo di musica brasiliana.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Tarantino è un chitarrista, didatta e compositore di musica brasiliana e flamenco. Pluridottore Magistrale in chitarra classica. Ha pubblicato articoli, metodi, composizioni, MC, CD, VHS e DVD di chitarra brasiliana-flamenco per casa discografiche, editrici, riviste (Armelin Musica, Bèrben, Berimbau, Eco, Fingerpicking, Guitar Club, Chitarra Acustica, Guitar Media Collection, Intra’s, Nuova Carish e Sonitus) e autoproduzione.

E’ uno dei chitarristi italiani più prolifici dal punto di vista editoriale e le sue opere sono state vendute in tutto il mondo. Ha collaborato con Alex Britti, Nino D’Angelo, PFM, Pooh e Toquinho. Svolge attività didattica in importanti scuole di musica (CPM, Errati Musica, Guitar Institute, IME). Ha partecipato ad importanti trasmissioni radiofoniche e televisive (Radio Uno, Oto Radio di Parigi, Rai Uno, Canale 5, Videomusic). Ha condiviso il palco con alcuni dei più grandi chitarristi del mondo (Tommy Emmanuel, Larry Coryell, Marcel Dadi). Svolge attività concertistica come solista partecipando a festival e manifestazioni varie. Considerato dalla critica specializzata come uno dei più geniali chitarristi brasiliani.

“Brasileirissimo” è un album di Antonio Tarantino uscito a fine anno 2017 che ho avuto l’onore di promuovere con immenso piacere. Prodotto da Videoradio Edizioni Musicali di Giuseppe Aleo, contiene 9 brani di musica brasiliana e due pezzi di sua composizione. Tutto fatto però con base brasiliana e ispirazione carioca, paulista, accoppiati alla musicalità italiana. Un cd energetico , pieno di passione e grinta. “Brasileirissimo” è un album che merita di essere ascoltato anche dai non appassionati di tale genere perchè appartiene all’intero mondo della musica. Nei suoi pezzi non c’è solo l’armonia e tecnica, ma anche fantasia e voglia di esprimersi. La musica brasiliana è nel suo DNA musicale già dalla nascita, allargando poi i suoi orizzonti verso il flamenco e tutta la musica latino americana. Antonio Tarantino si considera oramai segnato da un marchio musicale che non si potrà più togliere. I suoi brani rispecchiano l’anima della musica popolare brasiliana (MPB) rappresentata dal pianto (choro), e spaziano tra i principali stili della MPB.

Antonio Tarantino riesce a raccontare quel paese magico che è il Brasile con la sua musica senza perdere mai di vista le sue influenze italiane, facendo sì la musica stessa sia cultura che unisce i popoli. Molto attratto dal meraviglioso paese qual’è il Brasile, pensando spesso ad un’opportunità di trasferire in loco la sua arte, ma assolutamente convito che debba essere la musica brasiliana a venire in Italia, e non viceversa dove già è conosciuta, per questo specifico motivo decide di rimanere nel paese natio, San Paolo Del Sio, in provincia di Napoli, continuando a studiare e divulgare questi ritmi meravigliosi. La musica non ha colore, la musica unisce i popoli, questa è la missione della sua vita, e Antonio Tarantino ci riesce in modo sublime.

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Concerto Jazz di UR-KESTRA al Blue Note di Milano

in Eventi/Lucilla Corioni Blog by
locandina concerto compressa

LOGO CONCERTO Riflettori puntati su UR-KESTRA, uno dei più attivi e promettenti ensemble Jazz in circolazione, in concerto presso   il  Blue Note

Milano– Sei amici, sei musicisti, sei compagni di viaggio, che si esibiranno in un concerto nel prestigioso locale milanese, il Blue NoteUR-KESTRA nasce sotto le luci del progetto UR, una giovane etichetta discografica sorta a fine 2015 da un’idea di Gabriele Boggio Ferraris, vibrafonista jazz.

Un Articolo di Lucilla Corioni
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Concerto per UR-KESTRA al Blue Note. Il gruppo propone musica interamente originale, firmata da ciascun dei componenti del collettivo; tutti i musicisti coinvolti provengono dalle più svariate esperienze musicali ed appartengono a pieno titolo alle nuove leve del Jazz italiano.

Il progetto è un collettivo nato in occasione della prima residenza artistica a firma UR Records, svoltasi lo scorso agosto in alta quota, nel cuore delle Alpi orobiche. Partendo dall’esperienza delle “Folk Song” di Luciano Berio, la musica dell’UR-KESTRA catalizza diversi linguaggi musicali provenienti da svariate etnie: il viaggio musicale va a toccare tutti e cinque i continenti, da Bali ad Israele, dall’Ungheria al Giappone.

Le diverse sonorità vengono sintetizzate attraverso il linguaggio del jazz contemporaneo, e la sua naturale predisposizione alla commistione tra i generi più svariati: dal rock alle musiche balcaniche, dalla world music alla musica contemporanea più sperimentale.

I componenti dell’ensemble sono sia compositori che esecutori e sono tutti e sei molto attivi nelle collaborazioni con alcuni degli artisti più in vista del panorama jazz italiano ed internazionale: da Tino Tracanna a Paolo Fresu, da Dave Douglas a Roy Paci, da Peter Brötzman a Wayne Horowitz.


UR-KESTRA IN CONCERTO

  • Quando? Martedì 27 marzo, ore 21.00
  • Dove? BLUE NOTE, Via Pietro Borsieri, 37, Milano.
  • Ingresso: Intero alla porta: 27 euro;
  • On-line o via telefono: 22 euro.
  • Ridotto tramite codice (valido per i primi 100 posti): 18 euro. Per info: 3924945652.

Prenotazioni on-line: https://www.bluenotemilano.com/evento/concerto-ur-kestra-27-marzo-2018-milano/
Prenotazioni telefoniche: dal Martedì al Sabato dalle 14 alle 22, 02 69016888.

Per ulteriori informazioni e materiale, rivolgersi a:

Chiara Zanetti

Ufficio Stampa
Aletheia | Arte e comunicazione
Via Montenero 173/A
20024 Garbagnate (MI)
Responsabile portale di informazione culturale www.tramandomilano.it
E-mail: aletheiacomunicazione@gmail.com

Cell: 392/4945652
FB: https://www.facebook.com/profile.php?id=100008906477503

Come arrivare a Blue Note a Milano con Bus, Metro, Treno, Tram? Clicca qui!


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Roberto Vecchioni e l’ossessione del tempo

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
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Un saggio di Mario Bonanno apre una prospettiva inedita sull’opera di Roberto Vecchioni

Ho sognato di vivere, variazioni sul tema del tempo in Roberto Vecchioni. Un saggio di libere associazioni apparenti e coincidenti. Un libro da decifrare. Un libro che sfugge volutamente a inquadrature univoche.

Un Articolo di Lucilla Corioni
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Roma, 28 novembre 2017. Il tempo in Roberto Vecchioni è un topos trasversale. Il saggio Ho sognato di vivere di Mario Bonanno non è il solito libro su un cantautore e la sua storia musicale, ma un inedito punto di vista sulla sua personalità e, di conseguenza, sulla scrittura dei testi che ne hanno accompagnato la lunga carriera. A partire dal filo rosso tematico del tempo, che in Vecchioni è un’ossessione ricorrente, continuamente rilavorata, spesso sottotraccia, tra libri e canzoni. Il tempo di Vecchioni è un tempo sbieco: non procede in senso univoco. Si frastaglia avanti e indietro. Si declina tra storia storie, uomini e uomini, periferie, geometrie, ellissi di senso.

Come in un ideale rimando alla Cronosfera di Alice, convivono in Vecchioni tempo e tempo. È tempo il tempo dove si accumulano i ricordi di Calle mai più. È tempo il tempo borgesiano di Dentro gli occhi . Sono tempo il tempo parallelo di Ninni e quello rarefatto di Fata. Esiste il tempo parabolico di Sette meno uno . E quello più leggero di Le mie ragazze e Gli amici miei . Una lunga teoria di tracce. Una costellazione di tempi, rinvii, frammenti sparsi, squarci (temporali). Assecondati, traditi, evocati, letti, (ri)vissuti, capovolti (come usa il cielo della canzone su Saffo). Di volta in volta. Esperto della tradizione del cantautorato italiano, in Ho sognato di Vivere Mario Bonanno ci porta per mano in un’immersione a tutto tondo nella produzione artistica di Roberto Vecchioni, aprendo una riflessione inedita che si candida a fare scuola per le future interpretazioni dell’opera del cantautore.

L’AUTORE

Mario Bonanno scrive da tempo articoli e libri sui cantautori italiani. Per Stampa Alternativa ha pubblicato: Che mi dici di Stefano Rosso? Fenomenologia di un cantautore rimosso; Rosso è il colore dell’amore. Intorno alle canzoni di Pierangelo Bertoli; Io se fossi Dio. L’apocalisse secondo Gaber; La musica è finita. Quello che resta della canzone d’autore italiana; È vero che il giorno sapeva di sporco. Riascoltando di Claudio Lolli.


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Luisa Corna premiata da “La settima nota”

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by

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La terza edizione di “La settima nota” 2018 premia Luisa Corna

Real Team Tv intervista l’attrice e cantante che presenta il suo nuovo singolo “Col tempo imparerò”

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Luisa Corna ci presenta il suo nuovo singolo, in occasione della terza edizione di ” C7, LA SETTIMA NOTA convention annuale di arti musicali e discipline connesse”. Anche quest’anno, come le due edizioni precedenti, la Convention ha un tema portante che si traduce in un sottotitolo: “Il Pianeta al Femminile”. Dalla “Bottega del Grillo” di Garbagnate Milanese, Giovanni Pollastri intervista la Corna per REAL TEAM TV. Ospitiamo quindi il loro video con il commento di Lucilla Corioni.
REAL TEAM TV sono:
Giusy Randazzo, Giovanni Pollastri e Maurizio Bianchini (art director).

REAL TEAM TV You Tube
Facebook @RealTeamTV
RealTeamTV va anche in onda su GLOBUS Television canale 819 DTT Sicilia.

Luisa Corna successivamente all’uscita del singolo “Angolo di cielo” ed al featuring nell’ultimo disco del noto artista Sananda Maitreya dal titolo “Prometheus & Pandora”, il prossimo 8 marzo tornerà con un nuovo progetto dal titolo “Col tempo imparerò”.
La canzone è stata scritta dagli autori Antonello De Sanctis e Alberto Cheli per la voce di Mia Martini, che la provinò senza riuscire tuttavia a inserirla nel suo ultimo album a causa della prematura scomparsa. L’inedito uscì postumo nell’album “Indimenticabile Mia” del 1996.
Luisa, che da diversi anni collabora con l’associazione “Minuetto onlus – Mimì sarà” fondata da Leda Berté ed Enzo Adriani per tutelare il patrimonio artistico di Mia Martini e lanciare giovani musicisti di talento, conobbe il brano proprio durante un’edizione del concerto dedicato a Mimì, nel quale interpretò il pezzo sentendosene immediatamente rapita per la grande intensità espressa nei suoi versi.
“Mentre cantavo questo brano ho avvertito subito dentro di me la forza con la quale le parole mi stringevano lo stomaco. Prima di tutto come donna mi sono sentita vicino a Mia Martini, condividendo con lei un Universo tutto al femminile fatto di insicurezze, rabbia, sconfitte e rinascite”.
La data scelta dall’artista, l’8 marzo appunto, vuol essere di proposito “l’omaggio discreto di una donna a tutte quelle donne che sanno reagire con forza alle difficoltà della vita e fare un vanto delle proprie cicatrici, trovando in loro stesse il coraggio di combattere le ingiustizie e di crescere nel tempo sottrattole.”

Prodotto da Marco Colavecchio-Marco Poggioni.
Arrangiamenti: M.Colavecchio


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ETERNI SECONDI è Il nuovo romanzo di Luca Bonaffini edito da Gilgamesh Edizioni

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libro 6

locandina per presentazione foto

Eterni Secondi è l’ultimo Romanzo di Luca Bonaffini, in questi giorni in Libreria

Eterni Secondi è un romanzo a tre tempi, ingannevole e mutante, strutturato come un lungometraggio a episodi degli anni ’70, ve lo presentiamo.

Un Articolo di Lucilla Corioni
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Eterni Secondi… Bonaffini ha posto come filo conduttore del suo ultimo romanzo, il tempo e le sue tante avversità numeriche. Secondi si nasce, non si diventa e lo si resta per l’eternità, con tutti i vantaggi che offre la posizione “non illuminata” del non essere mai tra i primi.

Cattivi romantici”, “L’internauta”, “La notte in cui spuntò la luna dal monte” – scritti tra il 2011 e il 2017 – sono tre facce dello stesso orologio. Tre racconti apparentemente lontani, ma in realtà accomunati da quel romanticismo maldestro tipico della scrittura bonaffiniana e dei suoi personaggi spesso teneri, fastidiosi e surreali, che ritraggono le fragilità, la tenerezza e il cinismo della società contemporanea. E per un mantovano doc, gastronomicamente parlando, i “primi” di solito fanno la differenza….

Luca Bonaffini è nato a Mantova nel 1962. Compositore di musiche e autore di testi per canzoni, ha realizzato dodici album come cantautore e si è affermato intorno alla fine degli anni ‘80 come collaboratore fisso di Pierangelo Bertoli. Altri suoi brani sono stati interpretati da Patrizia Bulgari, Flavio Oreglio, Sergio Sgrilli, Fabio Concato, Nek, Claudio Lolli e ha scritto testi teatrali insieme a Enrico Ruggeri e Dario Gay. Nel 2015 Mario Bonanno ha pubblicato un libro-intervista dedicato ai suoi trent’anni di carriera, intitolato “La protesta e l’amore. Conversazioni con Luca Bonaffini” (Gilgamesh editrice)”. Insegna Storia della Popular Song presso Musica Insieme di Mantova e tiene seminari di alta formazione internazionale presso la Hope Music School.

Vuoi conoscere di più l’autore? Clikka qui!!!

Ufficio Stampa:

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Felice Del Gaudio esce con “Desert”

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10 tracce interamente dedicate al contrabbasso per un disco decisamente particolare 

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Questo lavoro nasce dalla forte esigenza di dare una seconda vita ad alcuni brani gia’ pubblicati  in precedenti miei lavori. Ho voluto dare ad essi nuova linfa vitale. Il cd Desert contiene 10 tracce dedicate al contrabbasso, di cui 9 tratte dai miei lavori discografici: Asylum, Home, La via lattea; vi e’ poi un nuovo brano composto ad hoc dal titolo: Wadi rum. Ripercorro un tragitto che vede il contrabbasso strumento unico e fondamentale attraverso le molteplici sonorita’ che esso sa offrire: arco, pizzicato, echi, reverberi, loop, percussioni. Un mondo poetico che mi rappresenta, con il quale faccio i conti tutti i giorni, e cosi dare il mio contributo al meraviglioso universo della musica e delle 4 corde. Vedo il risultato di questo lavoro come una sorta di viaggio immaginario attraverso luoghi ed atmosfere accumunati da un sentimento che stimola la mia mai sopita voglia di cercare e trasformare in musica visioni e sensazioni”.

Le dune le disegna il vento, qualcosa le ha fermate e incide rughe sulla pietra fragile. C’e’ il silenzio che doveva avere il mondo prima del mondo: il foglio bianco assoluto, la condizione prenatale del suono, il deserto. Il vento attraversa i calanchi e s’accorda. Arriva il Mediterraneo, questo mare cosi vicino che ha il colore di cielo capovolto: carico di odori, di genti che lo hanno attraversato, di foglie di alberi mai visti, di venti mai fischiati prima.”   (Giò Rossi)
Tra gli ospiti: Teo Ciavarella (piano) in Asylum, Enrico Guerzoni (cello) in North sun, Alfredo Laviano (percussioni) in Wadi rum, Antonio Del Gaudio (chitarra) in Wadi rum.

Note d’autore

Felice Del Gaudio , bassista e contrabbassista, nato a Lagonegro…vive a Bologna dal 1984. Diplomato in musica jazz, laureato in Scienze Politiche. Nella sua carriera ha collaborato con artisti di grande fama come: Paul Wertico, Lucio Dalla, Quartetto Archi Opera di Berlino, Henghel Gualdi, Piergiorgio Farina, Raphael Gualazzi, Daniele Di Bonaventura, Biagio Antonacci. Sherrita Duran, Ginger Brew. Ha pubblicato 4 metodi per lo studio del basso, un dvd didattico, ha al suo attivo piu di 150 registrazioni discografiche e 5 album come solista e leader. Ha suonato in Festival di musica in: Germania, Francia, Polonia, Indonesia, Brasile, Australia, Cina, Romania…..

I suoi ultimi lavori del 2017 sono:

  • Registrazione del cd “Il grande freddo” di Claudio Lolli -La Tempesta Record.vincitore Premio Tenco migliore disco 2017
  • Produzione del cd SPRING TIME di Ginga-Irma Record
  • Seminario al conservatorio e presentazione del libro “La sezione ritmica brasilianaBMG-Ricordi
  • Produzione teatrale: Le belle bandiere, con Marco Sgrosso. “L’angelo abietto-dedicato a Chet Baker

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