Il Futuro? Solidale…

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Lucilla Corioni

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Stella Bassani a Calcio canta per il Giorno della Memoria

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Stella Bassani PER SITO

STELLA BASSANI OK X FBSabato 25 gennaio, presso il CINEMA TEATRO ASTRA di Calcio (in provincia di Bergamo), si apre la stagione dei concerti di STELLA BASSANI, interprete internazionale di canzoni popolari in lingua ebraica.

L’evento, organizzato dall’assessorato all’istruzione e alla cultura del Comune di Calcio, si svolgerà in occasione della Giornata della Memoria 2020, ricorrenza celebrata ogni anno come giornata per commemorare le vittime dell’Olocausto.

Un concerto di ballate popolari, tradizionali e contemporanee, alternate a narrazioni storiche e citazioni letterarie tratte da testimonianze di sopravvissuti alla guerra e alla deportazione nei campi di concentramento come Saralvo, Bassani, Levi ecc.

Stella (Iolanda Elena) Bassani inizia fin da bambina a girare con il nonno Cesare Galli, polistrumentista e direttore d’orchestra, nonché fondatore della Fisorchestra di Verona, respirando musica e diventandone piano piano parte integrante.Gira con lui l’Italia, la Svizzera, la Francia e altri paesi, ben presto imparando anche il significato del palco, del musicista e del pubblico.Crescendo inizia a scoprire il pianoforte, il solfeggio, la chitarra e soprattutto la voce. Soprano, con un’inclinazione naturale verso le note lunghe, inizialmente viene introdotta al canto lirico che, però ben presto, abbandona perché troppo competitivo e rigido.

Stella ama anche la danza, il movimento fisico, il ballo.

Infatti, attraverso le feste tradizionali della Comunità organizzate dal padre Italo (attivissimo a livello locale, nazionale e internazionale) conosce la musica TRADIZIONALE EBRAICA, antica e religiosa, ma soprattutto laica e vivace, tipica della terra mediorientale che ha conosciuto in Europa e nel mondo diverse contaminazioni.

Dopo la scomparsa del nonno e anche del padre (il quale, dopo essere scampato al genocidio della shoah e che nel dopoguerra diventò Presidente della Comunità Ebraica di Mantova dal 1973 al 1985, all’età di soli cinquant’anni restò gravemente paraplegico a causa di un ictus) Stella Bassani – dopo essersi occupata per oltre dieci anni della cura del papà – decide di intraprendere un viaggio spirituale, e materiale, di conoscenza verso il suo popolo, facendosi da sola.

Israele, l’Olocausto, il dolore ancestrale e la rabbia per ogni tipo di genocidio e discriminazione, la portano verso la sua lingua (l’ebraico) e la canzone popolare.

Nel gennaio 2012, riceve una targa a Roma per l’impegno sociale, al Campidoglio, in occasione dell’evento ambientalista “UN BOSCO PER KJOTO” e viene invitata a numerose manifestazioni per LA GIORNATA DELLA MEMORIA.

Nel gennaio 2013 pubblica il suo primo album, intitolato I GIARDINI DI ISRAEL, ed è subito un successo.

Le maggiori associazioni e riviste ebraiche accolgono il progetto come importante e coraggioso, in un momento estremamente complicato dal punto di vista internazionale.

L’album viene presentato nelle maggiori città italiane come Milano, Roma, Siena, Brescia, Mantova e Parma.

Il repertorio di Stella Bassani è però ben più ampio: è stata invitata nelle maggiori feste tradizionali e ricorrenze. Come ad esempio a Verona – Giornata Europea della Cultura Ebraica 2013 e al Festival della Canzone Ebraica a Milano nel 2014.

Il 9 novembre 2014 è uscita la ristampa di “I GIARDINI DI ISRAEL” con un nuovo titolo “TRA PACE E MEMORIA”, dedicato al 25° anniversario della CADUTA DEL MURO DI BERLINO.

Nel 2015 ha partecipato al Festival Ascoli Holy Music, festival internazionale della musica per la preghiera, duettando con il trio gospel Anno Domini.

Nel 2017 e nel 2018 è stata testimonial della Giornata Europea della Cultura Ebraica con concerti presso la Sinagoga di Mantova e Sabbioneta, sui temi “Diaspora: identità e dialogo” e ” Storytelling”.

Nel 2019 ha realizzato il singolo ” Vi hu da leolam teshev”, cover del brano originale israeliano, riproponendolo in versione dance con arrangiamento di Dave Rodgers, presentandolo in tour in molte città d’Italia.

Lo spettacolo, intitolato “I GIORNI DELLA MEMORIA: CANZONI PER NON DIMENTICARE”, avrà inizio alle 20.45 e sarà ad ingresso gratuito.

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Aperte le candidature per il nuovo concorso musicale “LA SETTIMA NOTA”

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concorso musicale

LONG DIGITAL PLAYING. LOGOLa Casa Editrice Long Digital Playing presenta il suo nuovo concorso musicale per musicisti, cantanti e autori.

Tutti i partecipanti entreranno di diritto nella compilation di LDP.

La Settima Nota nasce e si sviluppa come un concorso musicale finalizzato alla scoperta e alla valorizzazione di musicisti, cantanti e autori capaci di esprimere talento e impegno.

Un Articolo di Lucilla Corioni
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Settima Nota si distingue da iniziative analoghe per il fatto di essere basato su un inedito format registrato SIAE di gara musicale sviluppato su un innovativo progetto di comunicazione social.

Principale sponsor del concorso è la casa editrice musicale milanese LONG DIGITAL PLAYING, principalmente interessata nella individuazione di talenti sui quali confluire investimenti orientati alla crescita professionale e di immagine; anche per tale motivo la partecipazione al concorso è e rimane GRATUITA.

Tutti i partecipanti del concorso entreranno di diritto nella compilation dell’etichetta LDP e ai primi tre finalisti del Concorso verrà data la possibilità di realizzare un proprio videoclip musicale in studio a Milano, mettendo gratuitamente a disposizione il set fotografico attrezzato e l’operatore professionista di ripresa.

Il primo premio del concorso consiste in un contratto discografico per la pubblicazione di un album con etichetta LDP che verrà promosso e distribuito sulle maggiori piattaforme digitali.

Ai primi tre finalisti del Fuoriconcorso – SI MINORE verrà dato il diritto di partecipare ad una delle successive edizioni del concorso, a far data dal conseguimento della maggiore età e senza dover sostenere la fase di pre-selezione.

Per scaricare il regolamento è sufficiente cliccare qui. Per richiedere ulteriori informazioni qui di seguito è riportato il nostro modulo di contatto:  https://www.lasettimanota.it/contattaci/

 

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E’ uscito SEI COME IL PROFUMO DEL CAFFE’ , il nuovo album di Davide Marchi

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Davide Marchi ok

davide 8 copiaE’ finalmente uscito il nuovo lavoro del cantautore dal profumo di caffè

Davide Marchi ci presenta il suo pop rock d’autore, da oggi scaricabile anche da tutte le piattaforme digitali.

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come il profumo del caffè” è l’album di esordio di Davide Marchi, cantautore sanguigno appartenente alla cosiddetta area emiliana, che strizza un occhio al rock internazionale. Sette canzoni vere e proprie, inquadrabili nel genere musicale tradizionale melodico italiano, arrangiate da Roberto Padovan (già co-produttore artistico di Luca Bonaffini) che spaziano da temi come amore e amicizia, fino a toccare argomenti più intimisti con punte di esistenzialismo. Tracce eccellenti, nessuna esclusa dove, a volte, atmosfere sudamericane e trasgressioni soul s’intrecciano in brani bellissimi come “Intensamente noi” e “Se avessi due ali per volare”, regalando all’ascoltatore energia e dolcezza.

(Long Digital Playing Edizioni Srls 2019).

 

Note d’autore

Modenese, classe 1971, Davide Marchi è un grintoso songwriter che, fin da ragazzino, impugna la chitarra conoscendo – attraverso le amicizie e le radio – la musica dei cantautori italiani.

Debutta come batterista, suonando per un’orchestra di ballo liscio e musica popolare, con la quale lavora per ben due anni, riuscendo così a pagarsi gli studi universitari che gli valgono una laurea breve come operatore zootecnico presso la facoltà di veterinaria.

Ma la sua strada è segnata: la musica, tra pop melodico e rock d’autore, diventa sempre più importante finché, prima collaborando con Marco Baroni poi con la cantante emergente Sara Ciutto (che nel 2015 pubblica un suo brano intitolato “Tutti i desideri”) pubblica il suo primo singolo in veste di solista: “Briciole”.

Il singolo piace e raggiunge 84.000 visualizzazioni su YouTube.

Nel 2019 incontra il cantautore mantovano Luca Bonaffini che lo prende nella sua etichetta discografica e pubblica il suo primo vero album “Sei come il profumo del caffè”, arrangiato e curato artisticamente da Roberto Padovan.

L’album, composto da sette brani inediti, è un insieme di scatti rubati alla vita quotidiana, grazie a una sorta di macchina fotografica del tempo tra memoria e speranza, dove amore e amicizia, autostima e riscatto sociale, desideri e paure, fantasia e realtà, si mescolano in un gioco raffinato di melodie delicate e graffianti dentro le quali saltano e danzano testi raffinati ma pieni di energia.

Un po’ come il profumo del caffè….

www.davidemarchi.it

https://www.facebook.com/marchidavide18/

 

Foto di Maria Grazia D’amelia

 

 

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Nuovi libri. Intervista allo scrittore Giuseppe Lazzaro

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ok

Giuseppe Lazzaro - libroGiuseppe Lazzaro ci racconta DEL TEMPO E DELLA VERITA’

Un libro che ha lo spirito di riflettere ad alta voce il senso ed il significato che diamo alla nostra vita.

Giuseppe Lazzaro è nato a Massafra in provincia di Taranto. Di formazione classica è specializzando in Psicologia Clinica. E’un imprenditore e si occupa di formazione. E’un uomo sposato ed ha due figlie.

Si è molto occupatodi associazionismo e di relazioni d’aiuto in ambito esistenziale e sociale. Scrittore di saggi, poeta ed appassionato di filosofia e di teologia. Le sue ricerche vertono su temi che riguardano le realtà psichiche come sviluppo omeostatico e adattivo della persona nel  proprio contesto sociale ed esperienziale. Nel 2019 è uscito col libro “Del Tempo e della Verità”, un libro molto interessante dove cita delle considerazioni sulla vita.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Noi di IOGIORNALISTA vorremmo saperne di più, ed abbiamo deciso di intervistarlo.

 

 

 

 

Perché ha deciso di scrivere questo libro?

Questo libro mi appartiene e condivido con il mio lettore quello che sento profondamente. Ho scritto per trasformare una perdita importante della mia vita. Ho sempre scritto qualcosa, sin dalle scuole elementari ma credo fosse arrivato il momento di pubblicare il mio primo libro.

Il Tempo e le Verità, che cosa hanno in comune queste due parole che lei ha scelto per il titolo?

Ricordo che nell’ultimo periodo di vita di mio padre, lui mi chiamò per dirmi che in quel momento era felice e che non era mai stato così bene. Capì allora che noi esseri umani abbiamo bisogno di stoppare i nostri impegni ed il nostro tempo che si rincorre per scoprire quali sono i significati che ognuno di noi può dare a se stesso nella propria vita. Siamo fatti così, gli impegni, se non ce li abbiamo, ce li troviamo per occupare il nostro tempo. Tempo che diventa prezioso nel momento in cui sentiamo dentro il senso di tutto quello che ci accade.

Che cosa l’affascina della vita per scriverne considerazioni?

La vita è indefinibile, ogni essere umano è una variabile. Ognuno di noi può raccontare la propria storia, il proprio romanzo personale e credo sia proprio questo l’aspetto più affascinante della nostra vita. Considero la vita come un tempo di scoperta e di apertura alla meraviglia, nonostante gli eventi che possono essere vissuti in maniera negativa o positiva.

Nel suo libro cita l’importanza del gioco, ce ne vuole parlare?

I bambini sono dei maestri in questo. Gli psicologi della psicologia dinamica hanno molto scritto di questi aspetti. Piaget ha raccontato ed osservato i propri figli e questo è giunto a noi. Il gioco permette ai bambini di creare i propri simboli, il linguaggio dell’interiorità e quando un bambino gioca, perde il suo tempo. Noi adulti dobbiamo riportate tutto nel proprio ordine, loro si perdono perché in quei momenti magici, scoprono la propria identità.

“Noi siamo fatti di quattro tipi di umore: il sangue, la flemma, la bile gialla e la bile nera”. Vuole spiegare questa sua frase ai nostri lettori?

È una frase che appartiene alla filosofia classica. In realtà nel mio libro citando anche espressioni così forti cerco di riportare la nostra vita ad una visione più “con i piedi per terra”. Credo sia importante comprendere che siamo fatti di corpo ed attraverso il corpo si esprime il nostro adattamento fisico e psichico ma anche spirituale a quello che ci circonda. Per me la spiritualità è l’incontro con l’altro. Non è una realtà aleatoria. E’ un fatto concreto che realizza la nostra vita.

Che cos’è per lei la vita?

La vita è un’opportunità ed un tempo in cui possiamo riscoprire il nostro profondo progetto. Possiamo aggiungere qualcosa di nostro alla grande umanità ed essere artisti della nostra vita. La nostra volontà ci può portare a dare le giuste risposte alla nostra esistenza.

Cosa rappresenta per lei la scrittura?

Scrivere per me è sempre stato un bisogno. Scrivere è come un ponte tra anime e sapere che dall’altra parte ci può essere una persona che ti legge e che questa persona è sconosciuta, è un’emozione grandissima.

E la religione?

La religione è un mezzo per sentire dentro la scintilla della vita e portarla agli altri. Altrimenti non ha senso. La nostra spiritualità è sterile se non guardiamo all’umanità dell’altro.

Cosa vorrebbe capisse chi legge DEL TEMPO E DELLA VERITA’?

Credo che ci sia un messaggio molto importante per il mio lettore e cioè l’invito a vivere la propria esistenza con semplicità ed essenzialità. Dovremmo cercare di recuperare il senso dell’essenza. 

Sta pensando di scrivere un altro libro? Ci anticipa l’argomento che le piacerebbe trattare?

Sto lavorando su diversi progetti. Il primo è di carattere esistenziale: la bellezza e la verità. Sto scrivendo anche sulla figura del padre ed un saggio sulla relazione tra musica e psiche. 

 


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PARTENZE E RIPARTENZE: MONTALBETTI RACCONTA IN MUSICA IL SUO DIARIO DI VIAGGIATORE INSONNE

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pietruccio montalbetti foto

Uno special Guest di Pietruccio Montalbetti accompagnato dalla Pop’s Harmonic Orchestra.

Un concerto di Natale riservato agli azionisti di Banca di Asti, il tema di quest’anno IL VIAGGIO

La citazione, in questo caso doverosa, è rubata a Sandro Penna (poeta umbro del Novecento): il viaggiatore insonne, tratto dai versi del poeta sopracitato, però è Pietruccio Montalbetti, front man e leader degli indimenticabili beatwriter degli anni Sessanta chiamati DIK DIK.

Un concerto lungo venti date, iniziato da Asti il 28 novembre al Teatro Alfieri che si concluderà il 16 dicembre al Teatro Elfo Puccini di Milano, sul carrozzone viaggiante (per usare una metafora di bel nomadismo culturale) del concerto di Natale riservato agli azionisti di BANCA DI ASTI, Capogruppo del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti storicamente presente in Piemonte fin dal 1842.   L’evento, diventato ormai una tradizione consolidata e molto apprezzata, oltre ad essere l’occasione per tirare le somme dell’anno passato e per scambiarsi gli auguri in vista delle festività, è anche il momento d’incontro tra i Soci e la Banca.

Il concerto, diretto dal M° Stefano Coppo nella prima parte (con brani di Grieg, Rossini, Brahmas e Beethoven) e nella seconda (appunto con la special guest di Montalbetti) dal , diretto da M° Alberto Mandarini, è accompagnato dalla Pop’s Harmonic Orchestra, nata proprio in occasione dei Concerti di Natale di Banca di Asti, che è formata da 52 elementi. Nel corso degli anni sono stati proposti vari temi: dalle colonne sonore dei musical americani, al tango argentino, dalla canzone italiana, alle musiche degli anni ’60, dalla storia del rock agli omaggi a Paolo Conte e Frank Sinatra, per citarne alcuni.

Quest’anno, appunto, IL VIAGGIO.

Pietruccio Montalbetti si misura ormai da anni anche nella narrativa e ha pubblicato diversi libri aventi proprio come tema “Il viaggio”.  Tra le sue opere, I ragazzi della via Stendhal (2010, Aerostella), Sognando la California (2011, Aerostella), Io e Lucio Battisti (2013, Salani Editore), Settanta a Settemila (2014, Ultra), Amazzonia. Io mi fermo qui (2018, Zona Music Books).

Pietruccio Montalbetti uscirà nel 2020 con il suo nuovo libro Enigmatica Bicicletta (Iris4 Edizioni).

PietruccioMontalbetti_EnigmaticaBicicletta_copertina_fronte

 

Piccola anticipazione:

Qualche anno dopo la Seconda Guerra Mondiale si crea a Milano un corpo speciale di ex partigiani dediti alla cattura di criminali di guerra mai processati. E la bicicletta accantonata alla staccionata di un parco del centro-città sempre lì parcheggiata, a volte girata a destra altre a sinistra, che ci fa?

Fantasia o realtà questo noir del noto musicista?

Le prossime repliche dello spettacolo:

Varallo Sesia – Teatro Civico: 6 dicembre ore 20:30; 7 dicembre ore 16:30

Biella – Teatro Sociale: 8 – 9 dicembre ore 20:30; 8 dicembre ore 16:30

Alba – Teatro Sociale Busca: 10 dicembre ore 20:30

Alessandria – Politeama Alessandrino – 11 dicembre ore 20:30

Torino – Teatro Regio: 14 dicembre ore 16:30 e ore 20:30

Vercelli – Teatro Civico: 15 dicembre ore 16:30 e ore 20:30

Milano – Teatro Elfo Puccini: 16 dicembre ore 20:30

 

 

 

 

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E’ uscito il nuovo libro Di Giuseppe Lazzaro

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Giuseppe Lazzaro ok

Giuseppe Lazzaro - libroDEL TEMPO E DELLA VERITA’, è il nuovo libro di Giuseppe Lazzaro.

  Un insieme di considerazione sulla vita, ce ci aiutano a riflettere sulla verità.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

“Ho scritto questo libro con lo spirito di riflettere ad alta voce su una tematica importante per tutti e cioè il senso ed il significato che diamo alla nostra vita. Molto spesso ci ritroviamo a filosofeggiare o a dare interpretazioni su quello che siamo ma in realtà bisognerebbe recuperare il senso del concreto di tutte le nostre esistenze. In altre parole significa “mettere i piedi per terra” senza cercare nei meandri delle parole e dei sofismi intellettualoidi, sterili approcci che non portano “vita” alle nostre vite. In questo testo di natura filosofica ma anche psicologica intendo portare il lettore ad innamorarsi della vita, intesa come dono prezioso che dobbiamo imparare ad apprezzare nonostante le vicissitudini e le nostre bufere esistenziali. Il mio intento è quello di lasciare ai lettori un senso di gioia immensa per quello che siamo e per quello che ci appartiene in quanto “esseri umani” ed anzi, più diventiamo umani, più ci avviciniamo a quella che è la nostra vera essenza spirituale. Ci è dato un tempo da vivere come un solco che si scava tra le pieghe dell’eternità. Il terso è intrecciato tra considerazioni di quelli che sono i nostri modi di vivere e di pensare con testi di prosa poetica, uno stile di scrittura che ho imparato dai tempi del liceo, quando i miei formatori, mi hanno trasferito la passione per la cultura e per la conoscenza. In realtà, mi sono reso conto che mentre scaviamo nella meraviglia di quello che ci circonda, arriviamo a porci delle domande che riguardano il senso dei nostri giorni e del perché della nostra esistenza. Questi temi sono stati trattati con profondità ma con una scrittura che diventa leggera ed a tratti ironica, perché in realtà la soluzione a tutto diventa l’ironia intesa come distacco dalle situazioni a volte anche dolorose che ci investono. Se andiamo a ritroso nel tempo, i nostri progenitori vivevano nella civiltà contadina ed avevano un senso del tempo diverso dal nostro. La loro vita era più faticosa in termini proprio fisici ma più leggera in termini psichici. Loro ad esempio, erano molto più consapevoli di noi del ciclo della vita. Nei nostri tempi, invece, noi fuggiamo dalla morte ma anche da quelle che sono le gioie che possono capitarci. Gli stimoli che ci sommergono ogni giorno, sono per la maggiore, di carattere negativo. Quante volte, durante il giorno, fissiamo lo sguardo sui social ad assorbire negatività che il più delle volte, non riguardano la nostra vita personale. E’ vero, il nostro modo di pensare fa le nostre vite ma noi possiamo alleggerire i nostri pensieri, fissando quelle che sono realmente le cose importanti e che ci danno realmente la “gioia di vivere”.

La nostra vita è un insieme di esperienze quotidiane positive o negative. Noi facciamo sintesi di quello che viviamo per darci dei significati. Con gli avvenimenti noi, costruiamo la storia della nostra vita ed imprimiamo nella memoria gli stimoli esterni. Gli stimoli possiamo recepirli anche in base al nostro vissuto, per cui un evento che può colpire duramente una persona, non lo fa con un’altra persona. Le difficoltà o le sofferenze, quando vengono accettate e vissute in maniera costruttiva, sono anch’esse delle risorse che aiutano il nostro apparato psichico, ad adattarsi all’ambiente, inteso come ambiente naturale ma anche sociale, familiare, scolastico o lavorativo. Tocca a noi, vivere la vita come risorsa o come una condanna ma visto che ci è stata donata, il mio pensiero è quella di viverla profondamente per cercare qualsiasi barlume di luce e di amore sul nostro percorso esistenziale.

La nostra psiche ha delle risorse illimitate ed addirittura come sostiene il neurologo Shultz, si rigenera. Oggi, siamo distratti da tante cose ed è come se quelle distrazioni le cerchiamo perché stare da soli con se stessi, non è sempre semplice. L’evoluzione di una personalità ha tante sfaccettature e credo sia importante “sapersi ascoltare” nel senso di “lasciarsi andare”. Lo stesso Shultz la chiama “quiete fluente.” Certo, non è un qualcosa che accade senza la nostra volontà. La volontà è l’istanza psichica più vicina all’IO, come ribadisce Assagioli e la volontà, non intesa come forza di volontà, va allenata. Come dicevo, la psiche ha risorse illimitate e funziona come apparato che si adatta ma questo adattamento, lo possiamo dirigere noi come direttori d’orchestra di tutte le forze esistenziali che entrano in gioco. Il concetto di personalità è complesso ma vivere una vita serena, molte volte dipende anche dal nostro atteggiamento. Se tutto è vissuto con pesantezza, le cose poi iniziano a pesarci per davvero. Bisogna avere quel sorriso che ci porta ad avere sempre la speranza che i nuvoloni della vita, arrivano… e passano.

Giuseppe Lazzaro è nato a Massafra in provincia di Taranto. Di formazione classica è specializzando in Psicologia Clinica. E’un imprenditore e si occupa di formazione. E’un uomo sposato ed ha due figlie.

Si è molto occupatodi associazionismo e di relazioni d’aiuto in ambito esistenziale e sociale. Scrittore di saggi, poeta ed appassionato di filosofia e di teologia. Le sue ricerche vertono su temi che riguardano le realtà psichiche come sviluppo omeostatico e adattivo della persona nel  proprio contesto sociale ed esperienziale.

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Intervista a Roberto Cosimi uno dei fondatori della band WA

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WA RIDOTTA 2Chi sono gli WA?

Qualche domanda per farci conoscere meglio “Blue Thinking”, il loro nuovissimo album.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Gli WA nascono nel 1998 dalla collaborazione artistica dei due membri fondatori Roberto Cosimi( pianoforte e tastiere ) e Paolo Palazzoli, in arte Eono, ( voce, basso elettrico, chitarra acustica, chitarra elettrica ), entrambi prolifici compositori ed autori. La loro prima produzione musicale, curata in studio da Feyez (Elio e Le Storie Tese), è un progetto multietnico di world music, Zoque Kpolé (Forrest Hill), che comprende i brani “Tree Ages In One”, “Vuela Libre” e “Egg – Messaggio All’ UmanitàPoi segue nel 2003 “Welcome To Atlantis” ( Universal ), con la collaborazione di Max Dedo, che condividerà poi con gli WA la realizzazione del CD di world-jazz “Atmomy” ( Forrest Hill- 2005 ). Dal 2003 al 2006 Roberto Cosimi compone e produce due opere di piano solo, il poema pianistico “La Danza Dell’ Angelo” ( MAP, Feltrinelli ) e “Contemporary Classical Piano Works Vol. 1”, distribuito da Diladdarno.

Mentre Paolo Palazzoli ricerca sonorità elettroniche che caratterizzeranno alcune delle sue composizioni presenti nell’ album “ Blue Thinking”, in prossima uscita, vantando anche la collaborazione del cantante anglo-giamaicano Mozez Wright, ex front man della band Zero 7, a capo dell’etichetta indipendente inglese Numen Records con la quale esce l’album “Blue Thinking”Dal 2008 al 2011 gli WA si dedicano alle impegnative scritture delle musiche e dei testi dell’ imponente opera rock “PEACEGAMES” ( distribuita da Artist First ), in cui parteciperà per la prima volta con loro il batterista Elia Micheletto, il quale vanta nel suo curriculum anche un master con Mike Mangini (Dream Theatre) al Barklee College of Music, e il cui personale stile, la sua alta preparazione tecnica unite ad una preziosa sensibilità artistica, porteranno Cosimi e Palazzoli a volere realizzare con lui il CD per trio “Archangel” ( Videoradio – 2016 – SELF ).

Hanno svolto attività concertistiche in molti teatri d’ Italia, Blue Note di New York, diversi tour multietnici nel centro e sud Italia, 55th Bar di New York, Wally’s Café NYC, Lugano jazz Festival, Locarno Jazz Festival, Sculler Jazz Club NYC, tour Isole di Capoverde, Festa Europea della Musica di Roma, molte edizioni del “Panino Day“ con “Elio E Le Storie Tese”, “Jazzart Festival Crema”.

Vantano collaborazioni di artisti importanti come: Mauro Pagani, Shell Shapiro, Enzo Jannacci, Omar Hakim, Irene Grandi, Claudio Rocchi, Horacio”El Negro”Hernandez, Giorgio Faletti, Simona Bencini, Demo Morselli, Feyez, Gabin Dabiré, David Tayrault, Massimo Altomare, Menphis Horn, Daniele Comoglio, Laurent Digbeu, Marina Conti, Mozez Wright.

Andiamo a conoscerli meglio attraverso un’intervista con Roberto Cosimi, uno dei membri fondatori.

La band degli WA è composta da un duo: Paolo Palazzoli e Roberto Cosimi. Com’è nata questa collaborazione,  e cosa significa il nome che avete scelto?

La decisione di iniziare la nostra collaborazione artistica scaturisce dalla realizzazione del nostro primo brano, “Egg, messaggio all’ umanità”, presente nel cd “Zockue Pole” in cui individuammo una spontanea sinergia nella scrittura e ideali comuni sulla concezione della vita e dell’ arte.

“WA” è un fonema legato ad una scrittura geroglifica inventata da un’ intellettuale africano

per unificare le diverse lingue del suo continente. 

Significa “il manto della madre che avvolge il mondo”.

Con che genere musicale siete nati, mi viene da chiedervi, visto che il vostro album precedente WARCHANGEL era di stampo jazz, ben diverso dal lavoro attuale. Quale genere amano di più gli WA?

E’ una domanda interessante. 

Riteniamo che probabilmente sia proprio una delle nostre peculiarità. 

Io e Paolo Palazzoli ( EONO )  proveniamo da background musicali molto diversi. Questo elemento ci porta a non avere pregiudizi in merito alle diverse tipologie di genere. 

E’ anche una stimolante sfida artistica, perché nonostante la marcata varietà delle nostre produzioni, il pubblico ci riconosce in ogni opera che realizziamo. 

Gli autori non dovrebbero mai dimenticare che la scrittura permette di esplorare e persino di creare mondi dall’ ispirazione. E’ come avere le chiavi di accesso di un meraviglioso “parco giochi” che continua ad espandersi per tutta la vita, arricchendosi di volta in volta di attrazioni e luoghi segreti.

Pensate che le sonorità di questo nuovo lavoro siano un misto di vecchio e nuovo, oppure un genere  insolito che proponete al vostro pubblico?

Termini come “vecchio” o “nuovo” sono di pertinenza alle tendenze e alle mode 

ma non all’ arte.

Se possiedi un linguaggio personale consolidato nel tempo non ti serve un contenitore nel quale identificarti.

Il pubblico è intelligente e se ne rende conto.

Cosa cantate al mondo con BLUE THINKING?

il senso di “Blue Thinking” interpreta perfettamente un significato molto caro a noi WA. 

Il “pensiero blu” è la trasposizione sul piano interiore del cielo. 

Per noi tutto ciò che è stato creato è derivato dal pensiero divino.

L’ uomo spesso non si rende conto di possedere un grande potere e la grande responsabilità che ne deriva. La mente e lo spirito agiscono condizionando tutta la creazione, e quindi la Terra stessa. Il punto di partenza è l’ interiorità. 

Il centro animico dell’ essere umano. 

Se l’ uomo ama è legato al cielo, e quindi “al pensiero blu”.

Il vostro album esce con l’etichetta NUMEN RECORDS, alla quale fa capo un grande artista  e  una grande voce: MOZEZ WRIGHT.

Avevate già avuto collaborazioni in passato?

Si, certamente. Ma questa è la più significativa. Anche perché tra noi e Mozez è nata una grande amicizia.

Siamo molto in sintonia. Infatti io e Paolo Palazzoli collaboriamo anche per la realizzazione di alcuni brani del suo nuovo album di prossima uscita.

Pensate che la musica registrata in Inghilterra abbia ancora un grande fascino nel nostro paese?

Forse si, e dipende da ciò che quel paese ha rappresentato nella musica per tutti questi decenni. 

L’ Italia potrebbe però sorprendere ancora il mondo dato che ogni forma d’ arte è nata qui!

La grande epoca del melodramma lirico ha influenzato tutta l’ Europa.

E’ sufficiente che venga rivitalizzato il nostro settore con politiche illuminate per riqualificare la nostra nazione a livello artistico.  

Abbiamo grandi talenti nel settore musicale. Ma se si aspetta troppo ad intervenire gli artisti potrebbero scegliere di lasciare definitivamente l’ Italia, e per validi motivi.

Parlatemi degli altri artisti che hanno collaborato per la realizzazione del vostro disco, e da dove nasce l’idea di creare qualcosa insieme.

Sono musicisti che hanno in precedenza collaborato con noi, o che con loro abbiamo realizzato degli album. Mozez, che è anche il nostro discografico, ci è stato presentato da Mari Conti. Ha apprezzato molto la nostra discografia e così è nata l’ idea di realizzare “Blue Thinking” per la Numen Records, la sua etichetta discografica.  

La bravissima Mari Conti l’ abbiamo contattata tempo fa per i nostri concerti in duo e per i live del’ opera rock  “Peacegames”. Max Dedo è coautore di alcuni brani e con lui abbiamo anche realizzato l’ album “Atmomi” ( Forrest Hill ).

Ezio Spoldi è stato indispensabile per l’ orientamento degli arrangiamenti ritmici per i brani di taglio elettronico.

Blue Thinking è uscito il 30 settembre . Avremo modo di potervi sentire Live su qualche palcoscenico in autunno?

Il programma dei concerti è ancora in parte da definire. 


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A Madre Terra è dedicato il tour 2019 di Luca Bonaffini

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Tour

Sette concerti in sette città, ispirandosi ai CLuca Bonaffini 1hakra, tra uomo e Universo

Parte al Teatro Arciliuto di Roma l’Anteprima Nazionale del Tour 2019 “IL CAVALIERE DEGLI ASINI VOLANTI”.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

L’umanità, il Pianeta, il diritto alla ricerca della bellezza, il cosmo: saranno questi i temi portanti del tour unplugged (solo voce e chitarra acustica) che Luca Bonaffini – cantautore italiano con alle spalle un percorso autorale di grandi successi musicali (vedi Pierangelo Bertoli e Flavio Oreglio), di libri e di regie teatrali – inizierà nelle prossime settimane.

Titolo del recital è “Il Cavaliere degli Asini Volanti”, come il suo ultimo album, uscito a cavallo tra il 2018 e il 2019, “Anche se… – specifica Bonaffini – i brani contenuti nello spettacolo cambieranno di concerto in concerto, a seconda del tema e del Chakra scelto per la serata. Ci saranno canzoni mie, vecchie e nuove, quelle scritte con Pierangelo, con Lolli e con Oreglio, ma anche nuove e sconosciute, forse inedite. Non mancheranno omaggi ai grandi maestri del Novecento che mi hanno ispirato e fatto scegliere la professione artistica del cantautore”.

Il tour aprirà i battenti con uno “special” in anteprima nazionale (una sorta di riassunto delle puntate precedenti) a Roma, presso il Teatro Arciliutovenerdì 11 ottobre con colleghi ospiti che lo verranno a trovare. Una serata informale, a misura di amici e aperta al pubblico, con canzoni sue ma non solo…..

Il tour ufficiale partirà sabato 2 novembre a Milano dal Teatro della Memoria con l’omaggio alle radici e alla madre per proseguire a Roma domenica 10 novembre al Teatro Lo Spazio con il tema dell’identità. Ritornerà al nord mercoledì 13 novembre presso l’Officina della Musica (Como) con “il potere personale”, raggiungendo sabato 16 novembre il Teatro Domus Pacis di Pavia con “il cuore”.

Non poteva far mancare al viaggio la sua città d’origine, ovvero Mantova, dove approderà giovedì 21 novembre al Teatro Campogalliani con “voci”, per terminare il mese a Padova, presso il Fistomba Park, sabato 30 novembre con il tema “visioni”. Il tour si chiuderà martedì 3 dicembre al Teatro Ratti di Legnano con il tema “diversamente Re”, in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità.

“Non so se i luoghi nei quali mi esibirò, verrà gente, poca, tanta, nessuna. Ma ci fosse anche un solo ascoltatore, amico o volto sconosciuto (cit. A muso duro di Bertoli), suonerò e racconterò solo per lui”.

Per info:  LC Comunicazione tel. +39333 7695979

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E’ uscito oggi il nuovo singolo “Blue Thinking” degli WA

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Gli WA presentano il nuovo singolo.

Un video che precede il nuovo lavoro della band che uscirà il prossimo 30 settembre.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Oggi 16 settembre è uscito il video del singolo “BLUE THINKING” degli WA, tratto dall’album omonimo, che sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali dal prossimo 30 settembre. L’ascolto di questo brano ci distoglie sicuramente dalla realtà per il tempo necessario a  ricongiungerci  con quel luogo segreto e intimo dentro di noi , in una miscela di richiami primordiali, ritmi tribali ( Vuelart) e sonorità elettroniche.

WA – Biografia

Gli WA nascono nel 1998 dalla collaborazione artistica dei due membri fondatori Roberto Cosimi( pianoforte e tastiere ) e Paolo Palazzoli, in arte Eono, ( voce, basso elettrico, chitarra acustica, chitarra elettrica ), entrambi prolifici compositori ed autori. La loro prima produzione musicale, curata in studio da Feyez (Elio e Le Storie Tese), è un progetto multietnico di world music, Zoque Kpolé (Forrest Hill), che comprende i brani “Tree Ages In One”, “Vuela Libre” e “Egg – Messaggio All’ UmanitàPoi segue nel 2003 “Welcome To Atlantis” Universal ), con la collaborazione di Max Dedo, che condividerà poi con gli WA la realizzazione del CD di world-jazz “Atmomy” ( Forrest Hill- 2005 ). Dal 2003 al 2006 Roberto Cosimi compone e produce due opere di piano solo, il poema pianistico “La Danza Dell’ Angelo” ( MAP, Feltrinelli ) e “Contemporary Classical Piano Works Vol. 1”, distribuito da Diladdarno.

Mentre Paolo Palazzoli ricerca sonorità elettroniche che caratterizzeranno alcune delle sue composizioni presenti nell’ album “ Blue Thinking”, in prossima uscita, vantando anche la collaborazione del cantante anglo-giamaicano Mozez Wright, ex front man della band Zero 7, a capo dell’etichetta indipendente inglese Numen Records con la quale esce l’album “Blue Thinking”. Dal 2008 al 2011 gli WA si dedicano alle impegnative scritture delle musiche e dei testi dell’ imponente opera rock “PEACEGAMES” ( distribuita da Artist First ), in cui parteciperà per la prima volta con loro il batterista Elia Micheletto, il quale vanta nel suo curriculum anche un master con Mike Mangini(Dream Theatre) al Barklee College of Music, e il cui personale stile, la sua alta preparazione tecnica unite ad una preziosa sensibilità artistica, porteranno Cosimi Palazzoli a volere realizzare con lui il CD per trio “Archangel” ( Videoradio – 2016 – SELF ).

Hanno svolto attività concertistiche in molti teatri d’ Italia, Blue Note di New York, diversi tour multietnici nel centro e sud Italia, 55th Bar di New York, Wally’s Café NYC, Lugano jazz Festival, Locarno Jazz Festival, Sculler Jazz Club NYC, tour Isole di Capoverde, Festa Europea della Musica di Roma, molte edizioni del “Panino Day“ con “Elio E Le Storie Tese”, “Jazzart Festival Crema”.

Vantano collaborazioni di artisti importanti come: Mauro Pagani, Shell Shapiro, Enzo Jannacci, Omar Hakim, Irene Grandi, Claudio Rocchi, Horacio”El Negro”Hernandez, Giorgio Faletti, Simona Bencini, Demo Morselli, Feyez, Gabin Dabiré, David Tayrault, Massimo Altomare, Menphis Horn, Daniele Comoglio, Laurent Digbeu, Marina Conti, Mozez Wright.

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Novità discografiche in ottobre per LONG DIGITAL PLAYING

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LONG-DIGITAL-PLAYING

LONG DIGITAL PLAYNG FOTOPresto nuove produzioni per LONG DIGITAL PLYING, con musiche del cuore, della mente e del cosmo.

Autunno caldo con le nuove proposte di Long Digital Playing Srls, (la casa editrice musicale milanese fondata lo scorso anno da Luca Bonaffini & Friends).

Un Articolo di Lucilla Corioni
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Il 30 settembre apre Roberto Padovan con un suo album di musica new age per solo pianoforte. Si tratta di REIKI PIANO MEDITATION (un progetto pensato più di dieci anni fa e uscito come Artisma, pseudonimo usato qualche anno fa dal musicista torinese). L’album, che esce in formato digitale, contiene 10 tracce, in realtà 11, che – tra cosmo ed energia personale – accompagnano il viaggio quotidiano e spirituale degli appassionati di reiki.

Il 4 ottobre, non a caso per la ricorrenza della nascita di San Francesco D’Assisi, ecco il progetto di un artista già ben noto all’interno del catalogo di LDP, ovvero Renato Bottura (il medico scrittore, cantautore e filantropo) che, autoprodotto nel 2014, ha trovato “famiglia discografica”. Si tratta del suo album d’esordio, intitolato CAREZZA, con brani storici come Papa Francesco e Alzheimer che, finalmente, arriva su tutte le piattaforme digitali distribuenti musica.

Il 5 ottobre è la volta di TRE ANNI DOPO del duo A-TRE, un tributo emozionante a Francesco Guccini spalmato in 14 tracce, che uscirà sia su CD sia in formato digitale, regalando alla canzone d’autore tradizionale un omaggio straordinario.

Sono in fase di pianificazione le opere prime del dreamwriter Davide Marchi, del cantautorapper Frankie B. e il nuovo album della fantastica Francesca De Mori che, a scanso di demoni e di corto circuiti, potrebbero vedere la luce entro il 2019.

Ufficio Stampa e Relazioni Pubbliche Presso LONG DIGITAL PLAYING a cura di LC Comunicazione tel. +39333 7695979

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Una Tournée per gli ASINI VOLANTI di Luca Bonaffini

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Asini Volanti 720 x 379

 

ASINI VOLANTI 2000In recital, con voce e chitarra, il cantautore italiano torna dal vivo.

Gli “ASINI VOLANTI” di Luca Bonaffini volano in tournée.

Debutterà sabato 2 novembre al Teatro della Memoria di Milano il nuovo tour di Luca Bonaffini che, all’interno del suo nuovo show concept, si esibirà con sola voce e chitarra. Proseguirà a Roma, presso il Teatro Lo Spazio, domenica 10 novembre e successivamente, fino a gennaio 2020, toccherà le città di Como, Pavia, Legnano, Torino.

Il titolo dello spettacolo prende spunto dal suo ultimo album, presentato in anteprima lo scorso anno e uscito ufficialmente il 7 luglio con l’etichetta discografica Long Digital Playing Edizioni Musicali e distribuito dalla multinazionale francese Believe Digital, ovvero IL CAVALIERE DEGLI ASINI VOLANTI.

Non è un puro e semplice tour promozionale dell’album, ma un vero e proprio spettacolo dal vivo dove io, ritrovata la sintonia con la mia voce e la mia chitarra, posso raccontare e cantare le canzoni che ho amato e che mi hanno influenzato lungo la strada artistica: naturalmente, buona parte del repertorio della serata, sarà costituito anche da mie canzoni. Infine, non di meno, citazioni di storia della popular music contemporanea, dalla nascita del vinile, e dell’importanza che ha avuto (e che ha tutt’ora) la canzone leggera nel novecento. Potrei definirla un’antologia dei miei spettacoli degli ultimi 10 anni”

In forma di recital, con racconti alternati a brani musicali, IL CAVALIERE DEGLI ASINI VOLANTI è il percorso compiuto da Luca Bonaffini alla conquista delle proprie ali attraversando la storia della popular music del ‘900, omaggiando illustri colleghi (da Brassens a Jara, da Tenco a Ciampi), per approdare al suo Pianeta Cantautorale (che dura da 35 anni) realizzato grazie all’incontro artistico con Pierangelo Bertoli, Claudio Lolli e, naturalmente, sé stesso.

120 minuti di racconti, ricordi e testimonianze, canzoni non famose di personaggi indimenticabili, ballate scritte dall’autore per sé, per altri, insieme a tanti.

Per informazioni e prenotazioni: longdigitalplaying@gmail.com oppure +39 333 7695979

 Foto di Maria Grazia D’Amelia

Ecco le prime date:

teatro 2/11/2019 – Milano – Teatro della Memoria

10/11/2019 – Roma – Teatro Lo Spazio

13/11/2019 – Como – Officina Della Musica

16/11/2019 – Pavia – Teatro Domus Pacis

3/12/2019 – Legnano – Teatro Ratti

9/1/2020 – Torino – Jazz Club

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In uscita il 16 settembre”Blue Thinking”, il singolo che anticipa il nuovo album degli WA

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WA OK

WA RIDOTTA 2Nuovo singolo per gli WA.

Torna la band WA, in prossima uscita il singolo che preannuncia l’album.

Un Articolo di Lucilla Corioni
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Work in Progress per la band WA. Il singolo “Blue Thinking” in prossima uscita il 16 settembre, vantando anche la collaborazione del cantante anglo-giamaicano Mozez Wright, ex front man della band Zero 7, a capo dell’etichetta indipendente inglese “Numen Records” con la quale uscirà l’album omonimo. Un brano fuori dagli schemi della musica pop odierna, dove le parti acustiche si mescolano con la dance electro di suoni ipnotici, distorti e vagamente rock ( Costantino Polis, I Follow Voices). Ascoltare “Blue Thinking” ci distoglierà sicuramente dalla realtà , per il tempo necessario a farci ricongiungere con quel luogo segreto e intimo dentro di noi , in una miscela di richiami primordiali, ritmi tribali ( Vuelart) e sonorità elettroniche.

 

 

 

WA – Biografia

Gli WA nascono nel 1998 dalla collaborazione artistica dei due membri fondatori Roberto Cosimi( pianoforte e tastiere ) e Paolo Palazzoli, in arte Eono, ( voce, basso elettrico, chitarra acustica, chitarra elettrica ), entrambi prolifici compositori ed autori. La loro prima produzione musicale, curata in studio da Feyez (Elio e Le Storie Tese), è un progetto multietnico di world music, Zoque Kpolé (Forrest Hill), che comprende i brani “Tree Ages In One”, “Vuela Libre” e “Egg – Messaggio All’ UmanitàPoi segue nel 2003 “Welcome To Atlantis” Universal ), con la collaborazione di Max Dedo, che condividerà poi con gli WA la realizzazione del CD di world-jazz “Atmomy” ( Forrest Hill- 2005 ). Dal 2003 al 2006 Roberto Cosimi compone e produce due opere di piano solo, il poema pianistico “La Danza Dell’ Angelo” ( MAP, Feltrinelli ) e “Contemporary Classical Piano Works Vol. 1”, distribuito da Diladdarno.

Mentre Paolo Palazzoli ricerca sonorità elettroniche che caratterizzeranno alcune delle sue composizioni presenti nell’ album “ Blue Thinking”, in prossima uscita, vantando anche la collaborazione del cantante anglo-giamaicano Mozez Wright, ex front man della band Zero 7, a capo dell’etichetta indipendente inglese Numen Records con la quale esce l’album “Blue Thinking”. Dal 2008 al 2011 gli WA si dedicano alle impegnative scritture delle musiche e dei testi dell’ imponente opera rock “PEACEGAMES” ( distribuita da Artist First ), in cui parteciperà per la prima volta con loro il batterista Elia Micheletto, il quale vanta nel suo curriculum anche un master con Mike Mangini(Dream Theatre) al Barklee College of Music, e il cui personale stile, la sua alta preparazione tecnica unite ad una preziosa sensibilità artistica, porteranno Cosimi Palazzoli a volere realizzare con lui il CD per trio “Archangel” ( Videoradio – 2016 – SELF ).

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Omar carim,irene grandi,claudio lolli,www.youtube.com/channel/UCw4D2btXV_5un71JvNZi8zg

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PIERANGELO BERTOLI, canzoni e racconti “a muso duro…”

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Pierangelo Bertoli 720 x 379

Pierangelo Bertoli locandina esattaLe ballate di Pierangelo Bertoli.

A Cavaltone le più belle ballate di Pierangelo Bertoli, cantate e raccontate da Marco Dieci e Luca Bonaffini.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Sabato 28 settembre, presso la sala civica di Calvatone (CR), alle 21 ci sarà un concerto dedicato a Pierangelo Bertoli, cantautore agguerrito e romantico degli anni Settanta che, ancora oggi, è conosciuto e amato per canzoni attualissime e di grande spessore civile e sentimentale.

A raccontarlo e a suonarlo, due dei suoi collaboratori (autori e musicisti) storici: Marco Dieci (che ha lavorato con Pierangelo  Bertoli dal 1967 al 1987) e Luca Bonaffini (che – proseguenso il percorso iniziato dal suo predecessore – lo ha affiancato dalla fine degli anni Ottanta fino al grande successo di “Spunta la luna dal monte”).
Due musicisti, autori di canzoni, arrangiatori e produttori artistici che, in epoche differenti ma senza discontinuità – nel corso della serata – racconteranno i momenti vissuti, cantando tante, tantissime canzoni scritte dal cantautore emiliano anche insieme a loro due. Non mancheranno le celebri “pescatore”, “a muso duro”, “per dirti t’amo”, “certi momenti”, “chiama piano”, “rosso colore”, “spunta la luna…); ma ci saranno anche ballate come “i miei pensieri sono tutti lì”, “dal vero” , “varsavia”, “maddalena” che – tra emozioni d’amore personale e rivoluzione sociale – hanno fatto la storia della canzone italiana.
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STELLA BASSANI ritorna con un nuovo singolo

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Stella Bassani

STELLA BASSANI copiaSTELLA BASSANI soprannominata “voce degli angeli” esce con un brano a tempo di musica dance.

Si chiamerà “VIY’HUDA LE’OLAM TESHEV” e sarà scaricabile da tutte le piattaforme digitali.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Da domenica 21 luglio VIY’HUDA LE’OLAM TESHEV, il nuovo singolo di STELLA BASSANI, sarà scaricabile da tutte le piattaforme digitali (iTunes, Spotify, Youtube…) e distribuito in 240 Paesi del mondo.

Il brano, musicato da Y. Yacobson e composto da alcune frasi tratte dal Vecchio Testamento, è stato prodotto e arrangiato da Dave Rodgers per l’etichetta italiana LONG DIGITAL PLAYING SRLS EDIZIONI MUSICALI. Così, s’un tempo ballabile e una ritmica decisamente accattivante, STELLA intona un tormentone melodico in ebraico antico alternandovi parole in lingua italiana.

La BASSANI, soprannominata nel settore “la voce degli angeli” (data la sua timbrica vocale chiara e profonda, quasi una voce bianca), torna nel mercato discografico a distanza di sei anni dall’esordio, dopo il grande successo di critica e di pubblico dell’album “I GIARDINI DI ISRAEL”, disco che si fece notare per l’anomala combinazione musicale di pop ed etno-folk d’autore, con ben 8 canzoni in lingua ebraica e solo due in lingua italiana.

Dal 2013 al 2019, nel frattempo, l’artista mantovana (di famiglia ebraica) è stata testimonial di molte iniziative legate alla GIORNATA DELLA MEMORIA e alla GIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA.

VIY’HUDA LE’OLAM TESHEV è un canto d’amore per la propria terra, per la vita e per la pace tra i popoli che, spesso, a causa di guerre e povertà, sono costretti ad abbandonare casa, amici e famiglia per poter sopravvivere.

Note biografiche dell’artista

Stella Bassani (Iolanda Elena) inizia fin da bambina a girare con il nonno Cesare Galli, polistrumentista e direttore d’orchestra, nonché fondatore della Fisorchestra di Verona, respirando musica e diventandone piano piano parte integrante.

Gira con lui l’Italia, la Svizzera, la Francia e altri paesi, ben presto imparando anche il significato del palco, del musicista e del pubblico.

Crescendo inizia a scoprire il pianoforte, il solfeggio, la chitarra e soprattutto la voce. Soprano, con un’inclinazione naturale verso le note lunghe, inizialmente viene introdotta al canto lirico che, però ben presto, abbandona perché troppo competitivo e rigido.

Stella ama anche la danza, il movimento fisico, il ballo.

Infatti, attraverso le feste tradizionali della Comunità organizzate dal padre Italo (attivissimo a livello locale, nazionale e internazionale) conosce la musica TRADIZIONALE EBRAICA, antica e religiosa, ma soprattutto laica e vivace, tipica della terra mediorientale che ha conosciuto in Europa e nel mondo diverse contaminazioni.

Dopo la scomparsa del nonno e anche del padre (il quale, dopo essere scampato al genocidio della shoah e che nel dopoguerra diventò Presidente della Comunità Ebraica di Mantova dal 1973 al 1985, all’età di soli cinquant’anni restò gravemente paraplegico a causa di un ictus) Stella – dopo essersi occupata per oltre dieci anni della cura del papà – decide di intraprendere un viaggio spirituale, e materiale, di conoscenza verso il suo popolo, facendosi da sola.

Israele, l’Olocausto, il dolore ancestrale e la rabbia per ogni tipo di genocidio e discriminazione, la portano verso la sua lingua (l’ebraico) e la canzone popolare.

Proprio in questi anni incontra Luca Bonaffini (cantautore e chitarrista che aveva già collaborato col nonno Cesare) che, ispirato dalla lettura appassionante di Tanzbah di Italo, scrive per lei una canzone, intitolata I GIARDINI DI ISRAEL.

Nel 2011, a quindici anni dalla scomparsa del padre, Stella crea un evento a lui dedicato, così riprende in mano il vecchio progetto.

La serata scatena consensi e applausi e, nel gennaio 2012, riceve una targa a Roma per l’impegno sociale, al Campidoglio, in occasione dell’evento ambientalista “UN BOSCO PER KJOTO” e viene invitata a numerose manifestazioni per LA GIORNATA DELLA MEMORIA.

Nel gennaio 2013 Stella Bassani pubblica il suo primo album, intitolato I GIARDINI DI ISRAEL, ed è subito un successo.

La maggiori associazioni e riviste ebraiche accolgono il progetto come importante e coraggioso, in un momento estremamente complicato dal punto di vista internazionale.

L’album viene presentato nelle maggiori città italiane come Milano, Roma, Siena, Brescia, Mantova e Parma e a Lugano.

Il repertorio di Stella è però ben più ampio: è stata invitata nelle maggiori feste tradizionali e ricorrenze, come ad esempio a Verona – Giornata Europea della Cultura Ebraica 2013 e al Festival della Canzone Ebraica a Milano nel 2014.

Il 9 novembre 2014 è uscita la ristampa di “I GIARDINI DI ISRAEL” con un nuovo titolo “TRA PACE E MEMORIA”, dedicato al 25° anniversario della CADUTA DEL MURO DI BERLINO.

Nel 2015 ha partecipato al Festival Ascoli Holy Music, festival internazionale della musica per la preghiera, duettando con il trio gospel Anno Domini.

Nel 2017 è stata testimonial della Giornata Europea della Cultura Ebraica con un concerto presso la Sinagoga di Mantova, sul tema “Diaspora: identità e dialogo” e nel 2018 presso il Comune di Sabbioneta, sul tema “Storytelling”.

Il 21 luglio esce con il singolo “VI HU DA LEOLAM TEHESHEV”, prodotto da Dave Rodgers e distribuito da BELIEVE DIGITAL in 240 Paesi del mondo.

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Long Digital Playing dal 7 luglio è in digitale!

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ldp-logo-rett copia 3Long Digital Playing decolla sulle piattaforme digitali.

Ecco i primi album distribuiti in digitale da LDP.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Long Digital Playing è ON LINE. Dal 7 luglio, dopo la recente acquisizione dell’intero catalogo discografico di C7 ART& MUSIC, finalmente anche “Il Cavaliere degli Asini Volanti” di Luca Bonaffini, “Anima popolare” di Flavio Oreglio, “High’n’low” di Gruppo PNP e “Gesù il Senso” di Renato Bottura sono scaricabili dalle piattaforme digitali più diffuse (Spotify, iTunes ecc). La distribuzione della Long Digital Playing, affidata alla multinazionale francese BELIEVE DIGITAL, tocca ben 240 Paesi del pianeta.
Tra le altre news, la recente ristrutturazione del sito www.longdigitalplaying.com e l’entrata nell’etichetta di due artisti emergenti, Frankie Brönislaw e Davide Marchi, entrambi italiani e già in studio di registrazione.
Un autunno pieno di novità e sorprese per la startup milanese Long Digital Playing che, in poco più di un anno, ha realizzato 4 nuove produzioni discografiche, acquisito il catalogo della label C7 ART&MUSIC (11 titoli) e le edizioni di 100 brani musicali (dei quali 70 della Catartica Srl).

 

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Asini volanti nella prima video-track dell’album di Luca Bonaffini

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Su tutte le piattaforme digitali il videoclip “Di mare, di terra, di fuoco, di cielo” di Luca Bonaffini

Online la prima video-track dell’ultimo album del cantautore mantovano.

Un Articolo di Lucilla Corioni
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“Di mare, di terra, di fuoco, di cielo”, sesta traccia dell’ultimo album di Luca Bonaffini (IL CAVALIERE DEGLI ASINI VOLANTI) è ora anche un videoclip.

In perfetto stile Bonaffiniano, l’artista “scompare” tra le immagini del fiume, relegandosi ad un ruolo “minore”, in un cameo evocativo della copertina originale, realizzata da Daniele Massimi e Giuseppe Bellobuono.
Sopra un ponte sull’acqua, tra la vegetazione ruspante e la fanghiglia di un paludoso tratto del Mincio, la macchina da presa inquadra Luca Bonaffini accompagnare con lo sguardo un giovanissimo avventuriero (vestito da studente universitario al primo anno) che – con una barca a remi malconcia e decisamente di ultimissima mano – si dirige verso una meta non dichiarata ma che il protagonista, certamente, conosce.
Il protagonista (Frankie Bröny detto anche Brönislav, al secolo Mattia Brunoni) è un cantauto-rapper in erba (e “ragazzo-cavaliere”) alla ricerca di un asino volante (simbolo di resistenza e di negata ma innegabile intelligenza) per “mettere in salvo” il passato, rappresentato da qualche centinaio di vinili inscatolati, sopravvissuti al genocidio cultural-musicale del Ventunensimo Secolo. Luca Bonaffini, che rappresenta il passato buono e consapevole, decide di cedere la barca alla nuova generazione, rappresentato appunto da Brony, purché il nuovo dreamwriter si doti di un asino volante per non dismettere l’abito del sognatore.
Bellissimi, gli asini – nel videoclip ideato dalla mente fresca e geniale di Giacomo Bottarelli (regista) – che non volano veramente ma, senza dubbio, ci fanno volare coi loro sgaurdi pieni d’amore e incontaminati da rabbie e cattive intenzioni. Metafora della saggia lentezza, della giusta volontà e del grande coraggio, i loro occhi sembrerebbero invitare l’ascoltatore, come cita il testo di Bonaffini (nella bella canzone scritta insieme a Roberto Padovan), a fare proprio questo mantra:
 
Senti la forza incrociata dei venti, Degli occhi puntati sui sensi,
Perché non sei solo di mare, di terra, di fuoco, di cielo
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L’ITALIA AL TEMPO DEL VINILE è il nuovo spettacolo di Luca Bonaffini

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VinileL’ITALIA AL TEMPO DEL VINILE-canzoni e racconti di Luca Bonaffini, con Francesca De Mori e Roberto Padovan.

L’evento è organizzato dal Comune di Mantova in collaborazione con Accademia Teatrale Campogalliani e Long Digital Playing Srls Edizioni Musicali.

Un Articolo di Lucilla Corioni
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Sabato 6 luglio alle 21.15, presso il Cortile di Palazzo d’Arco a Mantova, si terrà il debutto del nuovo spettacolo musicale “L’Italia al tempo del vinile” di Luca Bonaffini – cantautore e scrittore – che, giunto alla terza opera letteraria (2017) e al tredicesimo album (2018), torna alla regia teatrale.

“L’ITALIA AL TEMPO DEL VINILE” – questo il titolo esplicativo dello show concept dell’autore mantovano – è un concerto vero e proprio (affidato alle generose corde vocali di Francesca De Mori, milanese, e al pianoforte di Roberto Padovan, torinese) che riscopre Bonaffini nel ruolo che egli stesso ha confessato da sempre, pare piacergli di più: quello di “regista in scena” e “narra-attore con chitarra alla mano”.

La nascita del vinile, dei 33 giri e dei 45, l’esplosione del fenomeno “disco” nell’industria italiana e mondiale nel secondo dopoguerra e soprattutto una cascata di canzoni che, definite “leggere” oppure popolari e d’autore, hanno abitato le case, le librerie, le piazze e gli stadi di diverse generazioni.

Modugno, Paoli, Bindi, poi De Gregori, Dalla, Bennato e tanti altri.

Ecco una traccia di quello che accadrà la sera del 6 luglio a Mantova: immaginiamoci di essere in un grande salotto, dopo cena, a casa di amici, e che due di loro suonino il pianoforte e la chitarra. In mezzo, al centro del dialogo musicale, una ragazza – ben più che intonata semplicemente ma piuttosto assai virtuosa – che inizia a seguirli con vocalizzi, gorgheggi e infine… “note”. Si ritorna là, negli anni Cinquanta e poi si sale verso di noi, tra boom economico e austerity, sognando l’America di Bob Dylan, l’Inghilterra dei Beatles e l’Europa dei chansonnier francesi e spagnoli. Nessuna base, nessuna cover, nessun tributo nostalgico.

La parola, anzi le parole, d’ordine sono: no vintage. “La Storia – dice Bonaffini – è la colonna sociale delle arti e la musica leggera del Novecento è arte popular che, grazie ai cantautori, alle rock e beat band, al genere musical e alla cinematografia, ha riempito le emozioni di tutte le classi sociali del Secolo scorso”.

 

Info prenotazioni:

biglietteria@teatro-campogalliani.it

Tel. +39 0376 325363

Costo del biglietto:

Euro 10

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Mark Baldwin Harris e i MERCANTINFIERA fanno il Bis a Corte Franca

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Mark Baldwin Harris

Mark Baldwin HarrisDopo il grande successo ottenuto a Brescia, i Mercantinfiera con Mark Baldwin Harris arrivano a Corte Franca (Bs)

Con la partecipazione di Mark Baldwin Harris.

Un Articolo di Lucilla Corioni
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Dopo il grande successo ottenuto lo scorso aprile a Brescia, con un teatro sold out con due settimane di anticipo, i MERCANTINFIERA 2.0 insieme al Maestro Mark Baldwin Harris concedono il bis, proprio per poter accontentare anche tutti coloro che purtroppo non hanno trovato posto e non hanno potuto godere di una serata davvero emozionante e coinvolgente. Lo spettacolo proposto avrà delle novità rispetto a quello del 6 aprile al Teatro Santa Giulia, con alcune integrazioni che saranno senz’altro apprezzate dal pubblico.

 

 

20 ANNI SENZA/CON FABER – Gran concerto in omaggio al grande FABRIZIO DE ANDRE’

 In occasione del 20° anniversario dalla scomparsa del grande Fabrizio De André, i Mercantinfiera (gruppo musicale veronese, attivo nel panorama musicale da più di vent’anni) propongono uno spettacolo incentrato su alcuni brani tratti dal vasto repertorio di Fabrizio De Andrè. Quel “senza/con” che trovate nel titolo dello spettacolo, prodotto da EVENTIMACRAME’ di Gianluca Serioli, non è un errore, bensì la testimonianza che Fabrizio De André, nonostante sia prematuramente scomparso vent’anni fa, è sempre con noi, con le sue canzoni, con il suo modo di pensare e la sua filosofia di vita, ma soprattutto con le rappresentazioni di band artisticamente qualificate e di qualità come lo sono i MERCANTINFIERA 2.0

Si tratta di una attenta selezione di canzoni che parte dagli esordi (con “La città vecchia”) e finisce con alcuni lavori dell’ultimo album (“Anime Salve”), passando ovviamente attraverso il live realizzato da Fabrizio De Andrè con la PFM.

Gli arrangiamenti, riproposti nel modo più fedele possibile a quelli originali, rappresentano uno dei tratti distintivi del gruppo. A tre anni dall’abbandono dello storico cantante dei Mercantinfiera, è entrato nel gruppo Ninè Ingiulla. Dotato di una voce incredibilmente simile a quella dell’artista genovese, avvocato per professione ed artista per passione, grande conoscitore dei testi di Fabrizio De André e Dante Alighieri, lo scorso 7 febbraio Niné Ingiulla è stato ospite sul red carpet del Festival di Sanremo proprio per un omaggio a Faber

La serata del 14 GIUGNO sarà speciale in quanto vedrà la straordinaria partecipazione del Maestro Mark Baldwin Harris, musicista di Fabrizio De André per molti anni e arrangiatore di diversi suoi capolavori.

Ninè Ingiulla

Nato a Biancavilla (Catania) nel 1985, nutre fin da tenera età una grande passione per il canto e per la canzone d’autore italiana. Parallelamente agli studi scolastici, approfondisce lo studio delle opere letterarie classiche e medioevali, in particolare della Divina Commedia di Dante Alighieri, di cui ha imparato a recitare a memoria numerosissimi canti. È diplomato al liceo classico Arnaldo da Brescia, laureato presso l’Università degli Studi di Brescia, e diplomato alla Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali. Oggi è anche uno stimato avvocato. Dal 1995 al 2000 ha preso lezioni private di chitarra classica e acustica. Dopo aver suonato e cantato da solista in numerose feste private, teatri e locali pubblici, nel 2007 scrive il suo spettacolo: “ Dante e De Andrè – IL SOGNO: INFERNO”. Poi successivamente ìdea la rappresentazione dedicata alla cantica del Purgatorio, intitolato “Dante e De Andrè – Dove l’umano spirito si purga e di salir al ciel diventa degno.” Egli è, inoltre, autore dello spettacolo “ Voci da Spoon River.” Ad oggi si esibisce anche in numerose interpretazioni di pezzi inediti (di cui è autore –arrangiatore e paroliere) e tributi ai grandi della musica leggera italiana e internazionale, lavorando con numerosi musicisti, tra cui alcuni dei professionisti che collaborarono con Fabrizio De Andrè sino alla sua morte. Dal 2013 è iniziata una proficua collaborazione col maestro di violino DANILO ARTALE, versatile polistrumentista (pianoforte, mandolino, ukulele), che ha lavorato a sua volta con giganti della musica mondiale come ENNIO MORRICONE, NICOLA PIOVANI. Con l’amico Danilo Artale, Ninè ha formato un gruppo cui ha dato il nome di “SOGNO NUMERO 2“. Oggi Ninè collabora su alcuni progetti teatral – musicali con vari artisti di fama nazionale ed internazionale, come il noto attore Michele RiondinoDal 2007 ad oggi, NINE’ presenta con continuità le seguenti proposte artistiche: 1 DANTE E DE ANDRÉ – IL SOGNO. INFERNO “ Dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi ” – spettacolo teatral-musicale sull’Inferno di Dante; 2) DANTE E DE ANDRÈ “Dove l’umano spirito si purga e di salire al ciel diventa degno” – spettacolo teatral-musicale sul Purgatorio di Dante; 3) VOCI DA SPOON RIVER – omaggio a Fabrizio de Andrè; 4) “Tributo a Fabrizio De André” insieme alla nuova rinomata band denominata “Mercantinfiera2.0”; 5) Concerti o tributi con un vasto repertorio di cover italiane e internazionali, riarrangiate in chiave acustica. Ad oggi Ninè si è esibito, con grande e costante consenso di pubblico, dal nord al sud Italia, spiccando la sua presenza a Roma, ospite di RaiUno, al Festival di Sanremo, in Vaticano in occasione del rinomato “Premio Sciacca”, sempre nella Capitale italiana nel prestigioso Teatro Sala Umberto, a Firenze al Teatro “Le Laudi”, a Brescia in sedi quali l’Università degli Studi di Brescia. Altri palcoscenici importanti sono altresì il Teatro “Verdi” di Fiorenzuola D’Arda, Villa Mazzotti (in occasione dell’importante rassegna annuale della Microeditoria); numerosi anche i suoi spettacoli per le scuole medie e superiori e per le Università di tutta Italia.

Mark Baldwin Harris

Mark Baldwin Harris è nato in Connecticut (Stati Uniti) da una famiglia di musicisti non professionisti, si avvicina alla musica attraverso lo studio del pianoforte classico. Più tardi si cimenterà nei più vari generi musicali, dalla “new music” contemporanea al rock e al jazz, dando prova di grande eclettismo.

Nell’estate del 1967 si trasferisce insieme alla famiglia in Italia, dove lavora nell’ambito della musica leggera, continuando parallelamente il suo percorso di sperimentazione. Dal 1974 al 1975 ha fatto parte dei Napoli Centrale.

Ha collaborato tra gli altri con Fabrizio De Andrè, Edoardo Bennato, Tony Esposito,Antonella Ruggiero, Laura Pausini, Sergio Caputo, Eros Ramazzotti, Giorgio Gaber, Skiantos, Massimo Riva, Mia Martini, Enzo Jannacci, Pino Daniele, Roberto Vecchioni, Claudio Chieffo, Eugenio Finardi e Renato Zero.

Sua è la voce del brano Ave Maria, in lingua sarda, presente nel disco Fabrizio De Andrè del 1981, suonata anche in occasione del funerale del cantautore genovese.

Si è impegnato anche nella didattica. Nel campo della musica pop è da ricordare il successo che ha lanciato gli Articolo31: Oi Maria (Maria Maria). Ha inoltre accompagnato musicisti stranieri come Al Jarreau, Dee Dee Bridgewater,  Randy Crawford e altri.

È stato direttore musicale della produzione milanese di Grease con Lorella Cuccarini

 

Prevendite on line

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BAR SPORT – via Seradina – CORTE FRANCA

Caffé Letterario Eden – piazza Garibaldi – ISEO
Lalibreria Battioni – via Duomo – ISEO
Edicola Piantoni – viale Repubblica – ISEO
Edicola cartoleria LILLI – via Sebino – PROVAGLIO D’ISEO

Ricevitoria/Tabaccheria Non solo fumo – via De Gasperi – PROVAGLIO D’ISEO  

Libreria Tarantola (Vivaticket) – via F.lli Porcellaga – BRESCIA

Pierre2000 – via Da Vinci – REZZATO

Costo biglietti:

Primo settore numerato: 20 euro

Secondo settore non numerato: 15 euro

Sconto Soci EventiMacramè 5 euro

info@eventimacrame.it    infoline tel. 3460902200  

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Ernesto Bassignano e il MESTIERE DI VIVERE, il suo nuovo album

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IL MESTIERE DI VIVERE di Ernesto Bassignano,nove brani, nove capitoli della stessa “Resistenza”. Un percorso fatto di sguardi rivolti al passato, ma con un’analisi lucida e spietata del presente e del futuro.

Un disco intenso e diretto, sia dal punto di vista testuale e musicale, che segna una nuova partenza per il cantautore romano/piemontese.

Un Articolo di Lucilla Corioni
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Si tratta di “Il mestiere di vivere” (Helikonia) di Ernesto Bassignano, un artista che è un vero e proprio monumento della canzone d’autore e di impegno civile in Italia.

Questo nuovo lavoro discografico è un percorso fatto sì di sguardi rivolti al passato, ma con un’analisi lucida e spesso spietata del presente e del futuro. Nove tracce in tutto per raccontare e raccontarsi.

“Il mestiere di vivere”, nono album dell’ormai lunga carriera di “Bax”, è un’opera ispirata che ha visto al lavoro, nella direzione artistica e nella produzione, una squadra di giovani musicisti capitanata da Stefano Ciuffi Edoardo Petretti.

Come già fu vent’anni fa con l’album “La luna e i falò” e quaranta con “Moby Dick”, Bassignano si cimenta ancora una volta col suo grande corregionale Cesare Pavese. Lo fa per territorialità, concettualità e ammirazione, ma ancor di più perché ne riconosce l’inquietudine.

La difficoltà di confrontarsi, alla sua non più tenera età, con le improvvise novità politiche e culturali, gli impazzimenti di un mondo preda della tecnologia e della freddezza nei rapporti, molto più che con la storia, la cultura e la solidarietà umana, spingono l’autore a guardare anche oltre, ad un futuro che appare molto difficile. Però, a differenza del suo grande corregionale Cesare, “perduto nella pioggia” delle sue Langhe, Ernesto lotta, resiste e tenta, se non di vincere, almeno di restare a galla.

Questo album rappresenta un sontuoso passo avanti espressivo e musicale nella sua carriera: alla chitarra, al piano e al violoncello si aggiungono, senza forzare e in maniera delicata e pastello, i colori del contrabbasso, della batteria e dei fiati, per dare alle composizioni un vestito tanto ricco quanto agile e diretto. Si va dai brani intimisti e riflessivi a quelli divertiti e ironici, ci si fa trasportare all’epoca del Derby di Milano e poi dai giochi da “Giullare verticale” di un istrionico David Riondino; e alla fine arriva un omaggio molto intenso che richiama gli epici anni del Cantacronache con “Un paese vuol dire”, che rivisita con un altro andamento il brano omonimo, una perla di Mario Pogliotti.

“Il mestiere di vivere”, nel suo complesso, appare un lungo e intenso recital, un vero e proprio concept-album coerente ed esaustivo, per dissertare e dibattere in modo poetico e attuale sull’odierno nostro male di vivere. E sopravvivere.

“IL MESTIERE DI VIVERE” traccia dopo traccia (guida all’ascolto)

1- AMIAMOCI DI PIÙ

Il primo di nove capitoli d’una stessa resistenza. Quella di un anziano poeta civile che tenta di opporsi a tempi inquinati, cinici, veloci, fasulli , furbetti, disimpegnati. L’autore sogna di poter essere ancora protagonista della rivolta dei cuori semplici, di quei sessantottardi illusi, un po’ artisti e un po’ politici, che volevano cambiare il mondo e oggi, battuti ma mai domi, cercano nuovi slogan, nuove parole d’ordine, nuovi appelli non a volare ma a restare coi piedi a terra e la mente reattiva e aperta all’amore. 

2- COMMESSO VIAGGIATORE

Parla di un sognatore, anonimo poeta, perso in un’anonima città. Un pittore della domenica che resiste al caos e allo smog dipingendo piante tropicali e grandi avventure, con la fantasia di chi riesce a fare di quattro gerani sul poggiolo una giungla inestricabile e di uno squarcio di cielo fra i tetti una via lattea luminosissima.

3 – GLI OCCHI DI MIO FIGLIO

Si sente un po’ di commozione in questo brano “voce e chitarra”, rivolto al figlio di Ernesto e a tutti i suoi coetanei: un popolo intero di abbandonati da una società che li ha dotati di tecnologia ma non di cultura e amore per se stessi, per la storia del proprio Paese, per il coraggio di lottare come i propri padri e i propri nonni. Un popolo di ragazzi che guarda l’orizzonte con gli occhi vuoti, resiste non sa come e si siede sul baratro giocando a chi rischia di più con un’insicurezza camuffata da coraggio.

4 – IL MESTIERE DI VIVERE

La canzone che dà il titolo all’album è un bilancio, un ripasso di decenni con i conti che non tornano. Un trovarsi, guardandosi allo specchio, comunque sempre uguale. Giullare e militante, poeta triste e anche naturalmente clown, pronto a parare delusioni e frustrazioni con una risata e un po’ di amici complici, paragonando esperienze con un filo di nostalgia. Però senza strafare con l’“amarcord”, per non rischiare di fare il brontolone vecchio che si piange addosso ricordando un’epoca rivoluzionaria finita male.

5- IL GIULLARE VERTICALE

Un brano anomalo, un divertissement di Bax, musicato questa volta dai suoi complici Petretti e Ciuffi su stilemi a metà strada tra jazz e musica d’avanguardia. Chi lo recita è un illustre attore, regista e scrittore, fiorentino pungente e sarcastico, quell’artista a tutto tondo che è David Riondino, frequentatore assiduo d’ogni kermesse d’autore che si rispetti e vecchio sodale di Bassignano. Il risultato è davvero straordinario sia per le note ardite che per la verve.

6 – LA VITA L’E’ QUELA CHE L’È

La sesta resistenza è l’omaggio sentito, comico e un filo sguaiato agli scapigliati protagonisti di quel mitico “Derby club” meneghino. Il periodo del dopoguerra con Fo, Nebbia, Carpi e Strehler produsse Cochi e Renato, ma soprattutto il genio del dottor Enzo Jannacci, musicista sghembo e provocatorio cui dobbiamo tutti moltissimo. Un ricordo straziante del mondo cabarettistico italiano, altro illustre scomparso.

7 – QUELLA NOTTE CHE

Dedicata ai terremotati di Lazio, Umbria e Marche, è quasi una ninna-nanna fatta di speranza in una ricostruzione fisica umana e culturale per una terra piagata che ogni volta si ricompone, si rinnova, prova a curare ferite indicibili. La resistenza di gente straordinaria che non molla i propri campanili, le opere d’arte, le tradizioni antiche e rurali che sono patrimonio fondamentale d’una nazione.

8 – GLI ARTISTI

Un brano cupo, che tenta con difficoltà di rappresentare il mondo di quegli artisti un po’ “maledetti” la cui arte è quasi impossibile descrivere, comprendere, appunto rappresentare. Se non con una serie di immagini e di colori e impressioni: gli inafferrabili, chiusi nel proprio mondo e perennemente convinti di essere incompresi, rabbiosi, inavvicinabili.

9 – UN PAESE VUOL DIRE

Ed ecco la traccia finale: un altro commosso omaggio, attraverso le parole e i pensieri dell’autore de “La luna e i falò”. Qui non c’è solo l’amata terra piemontese, ma un Paese intero che resiste , resiste, canta ogni anno da decenni “bella “ciao”… e poi però crolla sotto i colpi spietati d’un secolarismo fatto di malastampa, malativù, di balle colossali, di verità nascoste e straziate, di inciuci infiniti che lo allontanano sempre di più dalle radici contadine, dalla forza della ricostruzione, da Domenico Modugno: un Paese che gridava “volare” e ci credeva. Un Paese che non conosce e non vuole ricordare la sua fiera e bella lunga storia, per consegnarsi mani e piedi alla sottocultura d’un progresso fatto di niente.

ERNESTO BASSIGNANO, IL RAGAZZO CON LA CHITARRA

 Il ritratto di Ernesto Bassignano, che si trova sulla retrocopertina del disco, è di Riccardo Mannelli. La foto di copertina e quelle del booklet sono dell’archivio dell’Istituto storico della Resistenza di Cuneo)

Ernesto Bassignano è un vero e proprio monumento della canzone d’autore e di impegno civile in Italia. Uno che di storie ne ha da raccontare: dal gruppo di Teatro Politico di Strada con Gian Maria Volontè al Folkstudio (era uno dei “quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla” insieme ad Antonello Venditti, Francesco De Gregori e Giorgio Lo Cascio), dall’attività di produttore discografico durante la quale ha scoperto e lanciato Sergio Caputo, Grazie De Michele e vari altri a quella di critico musicale per Paese Sera e Gr1, sino alla conduzione su Radio Rai del mitico “Ho perso il trend”.

Il suo debutto come cantautore solista avviene con un Ep pubblicato proprio dal Partito Comunista, e quindi distribuito fuori da quelli che sono i normali canali della promozione discografica.

Nel 1973 firma con la Ariston, che a luglio pubblica il suo primo album, “Ma…”: si tratta di un disco dal forte contenuto politico e militante; sono presenti tre delle quattro canzoni dell’Ep, e cioè “Compagno dove vai”, “Veniamo da lontano” (che Bassignano presentava già al Fokstudio), e “Compagni compagni”.

Per il secondo album, nel 1975, passa alla Rca: “Moby Dick”, prodotto da Rino Gaetano, contiene una canzone dedicata al cantautore cileno Víctor Jara (ucciso durante il golpe dell’11 settembre), mentre la title track è un duro attacco alla Democrazia Cristiana.

Dal 1980 inizia la carriera radiofonica, conducendo molti programmi in Rai, e quella di critico musicale presso Paese Sera.

Non abbandona però l’attività di cantautore, continuando ad incidere album come “D’Essai”, “Bassingher” e “La luna e i falò”; in quest’ultimo torna a collaborare con De Gregori, che suona l’armonica a bocca nel brano “Stelle da rubare”, già pubblicato due anni prima su 45 giri.

Dal 1990 è autore per Umberto Bindi. L’ultimo album dell’artista ligure, “Di Coraggio non si muore”, prodotto da Renato Zero per la Fonopoli, contiene quattro brani di Bassignano.

Dal 1999 al 2011, è l’anima, insieme al giornalista sportivo Ezio Luzzi, della fortunatissima trasmissione di satira sociale di RadioUno “Ho perso il trend”.

Gli altri album successivi sono “Trend & Trend” (2007, CNI); “Aldilà del mare” (2009 Rai Trade); “Vita che torni” (2014 Joe&Joe) e “Il grande Bax” (2016, Egea Music) che segna un’inversione di marcia: supera le orchestrazioni eccessive e veste i suoi testi di arrangiamenti semplici ed espressivi, riportando la sua musica alla “giovinezza scapigliata”, ai tempi del Folkstudio.

 

 

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E’ uscito Ugly Man – The Gino Vannelli Song Book!

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Ugly Man-The Gino Vannelli Book è il primo tributo italiano a Gino Vannelli.

Realizzato dalla Mon Real Sound Band che prende  il nome della città di Gino.

 

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Andrea “Satomi” Bertorelli, co-ideatore del progetto con Matteo Rubini, ci presenta con simpatici aneddoti il progetto discografico che vuol far riscoprire i brani del cantante italo/canadese, autore di brani che vanno dal Soul-Funk al Pop sinfonico fino al Jazz, dal 1973, data di pubblicazione del primo album, ad oggi.

Ugly Man è composto da 14 tracce cantate più una recitata dall’attore Gabriele Greco. Tra gli ospiti Mario Biondi interpreta “If I Should Lose This Love”, mentre tra i musicisti ed interpreti ci sono Giovanni Amato, Pierluigi Bisogno, Michele Bianchi, Guido Guidoboni, Stefano Pulga, Gigi De Rienzo, Stevie Biondi, Sagi Rei, Moris Predella, Lorenzo “Lollo” Campani, Alessandra Ferrari, Daniela Galli,Elisa Aramonte, Marina Santelli e Renata Tosi.

I titoli delle tracce sono i seguenti:

01. Something Tells Me ft. Daniela Galli

02. If I Should Lose This Love ft. Mario Biondi

03. The River Must Flow ft. Sagi Rei

04. Keep On Walking ft. Renata Tosi

05. Hurts To Be In Love ft. Stevie Biondi

06. Young Lover ft. Andrea “Satomi” Bertorelli

07. Storm At Sunup ft. Zerosospiro

08. Appaloosa ft. Marina Santelli & L’Arcano

09. These Are The Days ft. Eva ‘Avecolli’ Collicelli

10. Powerful People ft. Lollo Campani

11. One Night With You ft. Elisa Aramonte

12. Wild Horses ft. Mon Real Sound

13. Jo Jo ft. Moris Pradella

14. Black Cars ft. Matteo Rubini

15. Ugly Man ft. Gabriele Greco

Andrea “Satomi” Bertorelli, parmigiano, compositore, tastierista, da molti anni collaboratore e co-autore di alcuni brani di Mario Biondi


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