Il Futuro? Solidale…

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Anna Lamonaca

Anna Lamonaca has 34 articles published.

I-MATT: Vi presento Corri il mio nuovo singolo

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Il cantante pop-soul calabrese si racconta…

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Indubbiamente è un bel ragazzo, intraprendente, spontaneo, grintoso Mattia Lappano, in arte I- Matt, il cantautore di origine calabrese che si racconta al nostro giornale in occasione dell’uscita di “Corri” il suo ultimo singolo.
Cosa rappresenta per te la musica? “Amo e odio, la musica…Ogni volta che l’ascolto abbasso gli scudi che mi proteggono e tutto ciò che provo e che sono traspare chiaramente. Negli ultimi tempi penso che il mio rapporto con la musica sia cambiato in positivo soprattutto da quando ho deciso di scrivere canzoni, da quel momento ho capito che con la musica potevo comunicare ciò che sono, ciò che vedo e ciò che vorrei.”

Mattia, sei figlio d’arte, raccontaci un po’ i tuoi trascorsi nel mondo della musica … “Mio padre è un musicista, mia madre e le mie sorelle ballerine mi hanno sicuramente dato un’impronta artistica che ha trasformato le mie parole ed emozioni in musica. Dopo una primissima formazione ricevuta in Calabria ho proseguito i miei studi a Milano concentrandomi sulla tecnica del suono e sull’interpretazione scenica attraverso Accademie e masterclass tenute da Paola Folli, Sagi Rei, Randolph Matthews, Roberta Faccani, Silvia Beillard, Luca Jurmann, fino a che ho cominciato a scrivere canzoni e ad interpretarle.”

I tuoi sono testi molto significativi, dove trai ispirazione per scriverli? “ Le esperienze lasciano cicatrici, emozioni, ricorsi, mi ispiro a questi. Scrivo per la gente intorno a me, le persone sono la mia fonte d’ispirazione! Ritengo che l’artista abbia un ruolo che va oltre la creazione di belle canzoni; un artista deve dare sogni, desideri, ambizioni alle persone, farle emozionare raccontando le loro gesta, i loro sacrifici e le loro mete.”

Da poco è uscito il tuo singolo “Corri” di cui hai prodotto anche un bellissimo video vuoi parlarcene? “Corri è la canzone che funge da colonna sonora della mia vita. E’ un brano che parla di un’atleta che ogni giorno, nel quotidiano, deve affrontare sfide sempre più dure con un unico obbiettivo: NON MOLLARE MAI! Potrebbe anche essere indirizzata ad un padre di famiglia che lotta contro tutto e tutti per portare il pane a casa; oppure ad una ragazza universitaria che lotta contro gli esami e corre contro il tempo per garantirsi un lavoro ed un futuro tanto sudato.”

Cosa vorresti trasmettere a chi ti ascolta e segue? “La sincerità e la purezza di un ragazzo che scrive canzoni per sognare ancora ad occhi aperti! E la voglia di non fermarsi mai.”

Cosa bolle nella pentola del tuo futuro?Vuoi anticiparci qualcosa? “Dopo questo primo singolo non vedo l’ora di raccontare in musica altre storie chiuse nel cassetto e pronte a diventare le colonne sonore della loro vita! Inoltre ad Agosto sarò in tournèe in America dove esibirò tra le tante hit del momento anche la mia CORRI.”


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Cafiero Torna alle origini con il video del singolo che traina il disco

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Terminate le riprese video del brano apripista dell’omonimo ed atteso album di Cafiero.

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Il cantautore ha scelto come ambientazione la sua terra d’origine, il Salento, in particolare la bellissima spiaggia di Pescoluse (Marina di Salve – LE), zona in cui ha trascorso la propria infanzia.
Ideato dallo stesso Cafiero e realizzato da Ientu Film, il video offre una lettura del brano con immagini che accentuano le sensazioni generate dall’energia del suono. Protagonista del videoclip, oltre all’artista, l’attrice Barbara Clara.
Il singolo sarà disponibile in radio e in tutti gli store digitali dal prossimo settembre, dal giorno di pubblicazione dell’album “Cafiero”.


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Marcello Balestra racconta il progetto Casartista

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L’ex direttore artistico della Warner presenta “Casartista” il suo nuovo progetto e si racconta in una interessante intervista:

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 Marcello recentemente sei stato presente alla Mediterraneo music school di Salvatore Ferraiuolo con il tuo progetto “Casartista” vuoi parlarcene?  “E’ stato un incontro con i ragazzi ai quali ho cercato di far capire lo spirito di Casartista che è esattamente quello attraverso il quale chi ha la consapevolezza di sentirsi “a casa” nella propria persona riesce poi a raccontare l’arte che vuole esprimere nel canto. Casartista cerca di essere d’aiuto nel comprendere la propria coscienza ed il proprio essere, imparare a capire che cosa può esprimere la propria persona sia nella parte artistica che nella quotidianità.”

Da dove nasce il vostro connubio artistico con Sasà Ferraiuolo? “Ci siamo conosciuti a Contursi per la manifestazione che si svolge ad agosto da 25 anni e negli ultimi 4-5 anni ci siamo incontrati spesso, è nata una stima reciproca che ha portato poi a frequentarci e ad immaginare tutto questo insieme.”

Quali sono i punti fondamentali di questo progetto? “Casartista è il riassunto di  un’esperienza di vita passata al servizio e nell’attività discografica che ho portato avanti prima con Lucio Dalla e poi in Warner. Sono 30 anni in cui mi sono reso conto che quello che  rimane veramente come segno reale tangibile è ciò che la persona riesce a comunicare e fare. I punti fondamentali di questo progetto sono semplici bisogna lavorare su quello che è la credibilità del proprio essere e non su quello che è il vorrei essere, ci si stacca completamente dal bisogno d’emergere o di raggiungere un obiettivo. Imparare a credere nei propri mezzi per un fine umano e non velleitario.”

Con il lavoro che fai, sicuramente sei spesso in contatto con persone di talento, è una strada che hai scelto o che ti sei trovato ad intraprendere? “In realtà è successo, a lavorare con grandi personaggi, ma prima di tutto grandi persone s’impara comunque a capire quello che si è predisposti ad essere ed a fare, io sicuramente sono nato ascoltatore, non  solo delle voci, ma anche delle emozioni e di tutto quello che ha a che fare con l’umanità della persona: sia il lato oscuro che quello chiaro. In questo lavoro meraviglioso della musica al di la delle competenze tecniche, mi sono trovato ad essere molto più psicologo, sia verso le canzoni che le persone, rispetto a chi è abituato a fare successi cavalcando l’onda del momento, io mi sono trovato a realizzare dei grandi successi in generale fortunatamente grazie al mio istinto.”

 

Il tuo gusto musicale è stato importante nel lavoro? “Possiamo amare dei generi, possiamo amare la musica, possiamo concepirla in un modo, io dopo un primo periodo parlo di quando avevo 22-23 anni amavo e seguivo determinati generi, poi ho capito che non è il piacere di un genere, ma il sentire l’emozione in ogni cosa sia che si tratti di canzoni per bambini sia che si tratti di altri mondi, quello che conta è farsi sorprendere, non è certo cercare di mostrare agli altri quanto il gusto musicale sia importante, quanto la canzone sia importante. Ho seguito sempre il piacere di essere sorpreso che io ho condiviso con quelli che pubblicavano una canzone o un determinato progetto.”

 

Hai collaborato con artisti del calibro di Dalla, credo che persone speciali come loro lasciano sicuramente un segno vuoi raccontarci qualche aneddoto?  “Lucio Dalla per me è sicuramente un secondo padre, un padre di vita, fondamentale che mi ha lasciato un dovere che non so se sia giusto, quello che sto cercando di portare avanti: di far sentire, di dare e trovare persone a cui chiedere di offrire il meglio di sé stessi come individui. Di Dalla ho un ricordo, quando scrisse Caruso, una canzone diversa dallo standard riunì un gruppo di persone in casa sua e dopo averla cantata e suonata al piano, chiedeva ad ognuno di noi un giudizio su se essa fosse una canzone da poter presentare al pubblico. Questo testimonia quanta umiltà ci fosse in un gradissimo come Lucio, lo chiese anche a me ed io risposi: “sto piangendo perché non la devi cantare?”. Lucio quando decise di fare “Attenti al lupo” nel ’90, dopo il successo di Caruso, volle cimentarsi in un balletto simpatico dove si metteva in gioco quasi come un ballerino. Questi personaggi fanno capire quanto poco conti l’aspetto fisico, ma solo il giudizio è essenziale, conta moltissimo sentirsi bene per come si è, indipendentemente da ciò che si fa, accettarsi completamente. Egli l’ha dimostrato è per questo che io in qualche modo cerco di farlo capire a chiunque incontro da solo o come Casartista,  ma in primo luogo bisogna comprendere prima di costruire un progetto la personalità di un cantante.”

 

Essere ricercatori di talenti presuppone sensibilità, intuito e che cosa? Il talento è esprimibile in tanti modi per cui facciamo un esempio trasversale di altre discipline che possano essere lo sport, l’arte, esso può essere veramente la capacità di realizzare determinate cose con qualità tecnica e grande intelligenza. Il talento nella comunicazione predispone sicuramente la capacità di poter sentire cosa ha da esprimere la persona oltre al contesto artistico, questo sì, perché diversamente sono episodi che la canzone stessa o l’occasione o l’evento riescono a rendere facile per l’artista una determinata performance del giorno dopo, saper trovare la stessa identica opportunità ed  è una cosa difficile, bisogna lavorare sulla persona, sentirla, capirla”.

 

Quando decidi che qualcuno che stai attenzionando può essere un cantante o un musicista di valore? Il cantante, il musicista di valore viene sicuramente dopo anche se la prima cosa che esprime è una prospettiva, un gusto, una capacità di comunicare ed è quella che fa la differenza, io non è che la capisco, ma sento che è così in base alla mia esperienza, naturalmente ho fatto molti errori di valutazione nel tempo, ma sono serviti tantissimo per capire che la strada era quella, ho ripreso dal percorso precedente ed ho capito dove non dovevo più perseverare, salvo quando ti faccio un esempio aziendale, si devono concretizzare dei progetti perché qualcuno ha firmato con degli artisti che hanno impegni per vari lavori, per cui mi sentivo obbligato a realizzare dei soggetti che non avevano senso dal punto di vista della persona, ma c’era anche qualche canzone o un pubblico.”

 

I social possono essere una strada per scovare talento? Facilitano il lavoro?  I social hanno un limite, sono trasversali,  mostrano qualunque cosa in qualunque momento, genere per cui nel nostro lavoro se parliamo di musica o di comunicazione sicuramente è aiutato dal fatto che si possono notare figure che non incontreresti mai in un festival, in una rassegna, in altri canali. I social danno una mano nell’individuazione di qualcosa che non incontreresti mai col tuo modo umano di muoverti, diversamente però, come operazione l’attività dei social non è reale è solo un altro strumento in più per capire chi ha qualcosa da dire.”

 

Avete avvertito la crisi di cui si parla da pochi anni nel settore discografico? Secondo te qual’e la strada per creare maggiori opportunità nel settore discografico? “La crisi c’è, è definitiva, io mi definisco un post discografico, sono uscito da Warner perché ho deciso di non avere a che fare col meccanismo involutivo, sempre riferito al fatturato e all’occasionalità di alcuni progetti, un meccanismo per far sì che si possa arrivare a prodotti che durino nel tempo e siano popolari ed abbiano una personalità, quindi un meccanismo che fa sì che si possa arrivare all’etichetta di alcuni progetti e quella di cercare in un momento in cui tutti ad esempio vogliono fare rap o i cantautori o i cantanti, trovare qualcosa o qualcuno che ha da comunicare contenuti consistenti.”

 

Cosa vuol dire oggi avere talento e come lo si riconosce? I talent a tuo avviso sono un sostrato in cui scovare musicisti e cantanti? “Rifuggo la parola talento, talento non è sinonimo di successo o di continuità. Molti personaggi vengono scoperti anche nei talent, ma essi non ti danno il tempo di mostrare quello che sei, salvo che l’artista in questione sia tanto completo ed esplosivo che ti si possa notare anche per strada.”

 

Sanremo ha ancora quel ruolo fondamentale nel lanciare nuovi talenti o sono più importanti gli altri canali, qual’ è il futuro di Sanremo? “Sanremo dovrebbe durare tutto l’anno, essere costante attiva, una finestra sempre aperta con una esplosività che dia modo a chiunque volesse emergere di farlo,  comunque sono tre minuti di visibilità davanti ad un pubblico più adulto e gli ospiti sono soprattutto giovani anche se c’è da dire che la rete ottiene oggi 5-10- 15 milioni di visualizzazioni e la visibilità è maggiore rispetto a quella di Sanremo, Sanremo non può raccontare tutta la storia di un cantante che si è fatto da solo scalando tutte le classifiche.”

 

Ho una curiosità sulla serata nell’Eurofestival che si è conclusa con l’amaro in bocca per il 6° posto di Gabbani e il tweet della BBC volevo sapere che cosa ne pensi… “Le lezioni vengono sempre date da chi usa la semplicità, l’Eurofestival lo vince sempre chi ha un’identità, Gabbani ha portato una bella canzone, ma non l’identità italiana, io sono un grande fan della sua canzone, la canzone di Gabbani racconta qualcosa, ma non esporta un’identità”.

 

Chi è Marcello Balestra ora? “Una domanda molto bella, chi è Marcello Balestra? Una persona che s’interroga tutti i giorni su quello che può dare, per cui non ha smanie di qualsiasi tipo se non quella di poter offrire, perché è l’unica cosa che potenzialmente può fare dopo aver ascoltato e vissuto tantissimo, il lavoro non solo aiuta a vivere, ma ci aiuta a crescere, è un’occasione di grandi confronti”.

Raccontaci i tuoi progetti per il futuro… “I progetti sono tanti, sono fin troppi, sto credendo moltissimo nella comunicazione trasversale, dove c’è musica ci sono argomenti fondamentali per chi oggi tutti i giorni si fa delle domande, una progettualità e lavora su questo, che siano canzoni, progetti, artisti. Abbiamo appena firmato con Sugar e la Caselli con un artista che sto seguendo sempre con lo stesso spirito per dare una mano a chi ha qualcosa da dire e segnare momenti importanti visto che ho esperienza”.


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Tutti i premiati della XV Edizione dell’ Ischia Film Festival

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La 15°Edizione dell’ Ischia Film Festival si è conclusa con grande successo di pubblico e di critica, un’intera settimana sotto il cielo d’Ischia, tante le emozioni, i volti, i film che sono stati presentati in concorso. Ecco i vincitori:

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

La 15°Edizione dell’ Ischia Film Festival si è conclusa con grande successo di pubblico e di critica, un’intera settimana sotto il cielo d’Ischia, tante sono state le emozioni, i volti, i film presentati in concorso.
La Giuria Internazionale, composta dal cineasta polacco Krzysztof Zanussi, dal regista e sceneggiatore Miguel Barros e dalla produttrice Dagmar Jacobsen, ha così deliberato i premiati dell’edizione 2017:

Ischia Film Award al miglior lungometraggio
IMMORTALITY di Mehdi Fard Ghaderi
Motivazione della giuria
Diamo a questo film il premio per il miglior lungometraggio per l’uso coraggioso di una singola location in una singola ripresa. Oltre la sua maestranza, riconosciamo che sia un film ben scritto e recitato, il cui scopo è quello di fornire un affresco unico dell’Iran moderno. Che successo!

Menzione speciale a:
Premio Castello Aragonese alla migliore regia
Alessandro Aronadio per il film ORECCHIE

Motivazione della giuria
Premiamo mr. Aronadio per la miglior regia perché crediamo che il suo film usi umorismo tensione ed immaginazione in modo ben bilanciato, il racconto procede con passo ritmico ottenendo un film davvero ben costruito.

Premio Epomeo alla fotografia cinematografica
Rocco Marra e Roberta Allegrini per il film CAINA

Motivazione della giuria
Noi consideriamo la cinematografia di Caina uno specchio fedele della crudeltà e la mancanza di empatia che il film stesso denuncia. L’inquadratura mantiene le distanze, the videocamera osserva semplicemente. Le immagini sono grigie, incostanti, scure, senza luce, senza speranza.

Premio Aenaria alla migliore scenografia
George Thomson per il film LE MONDE DONT ON REVE N’EXISTE PAS

Motivazione della giuria
La scelta del paesaggio- una natura incontaminata nella quale le persone hanno ancora il tempo di vivere in contrasto con un appartamento moderno in una città caotica- è perfetta per raccontare la storia di un mondo in fuga.

Ischia Film Award al miglior cortometraggio
SELFIE di David M. Lorenz

Motivazione della giuria
Premiamo questo film per il miglior cortometraggio per l’uso preciso di tecnologie moderne, per l’uso intelligente del montaggio parallelo e per l’uso chiaro e lungimirante del discorso cinematografico in un tempo così limitato. Che colpo di scena!

Menzione speciale a:
IL SILENZIO di Farnoosh Samedi e Ali Asgari
THE TRANSFER di Michael Grudsky
Motivazione della giuria
Abbiamo deciso di conferire le menzioni speciali per questi due cortometraggi eccezionali che sottolineano il bisogno di comunicazione in una società così aggrovigliata. Entrambe le opere, nonostante molto differenti, offrono una chiara dichiarazione di principi espressi in modo forte e possente.
La Giuria Italiana, composta dal critico cinematografico Gianni Canova, dal giornalista Franco Dassisti e dalla scenografa Daniela Ciancio, ha così deliberato:
Ischia Film Award al miglior documentario
UNWANTED HERITAGE di Irena Skoric
Motivazione della giuria
“La maturità di una società può essere misurata dal rapporto che instaura con l’eredità del suo passato”.
Suona pressapoco così la frase dell’architetto Tomislav Premerl che apre questo film. Un minuzioso lavoro di ricostruzione di un rapporto con un’eredità artistico-monumentale scomoda, che la regista Irena Skoric, per ragioni anagrafiche non compromessa con quell’epoca, fa partire da un gioco: completare un album di figurine dei monumenti della ex Jugoslavia di Tito. Testimoni muti di un passato che era “quotidiano” per molte generazioni, ora negletti o abbandonati. E così, “ce l’ho, mi manca”, la regista ci racconta il rapporto che la gente e il territorio della Croazia, hanno mantenuto con quella Storia. E perché è importante non distruggerne i segni, soprattutto quelli di valore artistico, capaci più di altri, di raccontare un’epoca. Per non diventare come chi, per furia iconoclasta, distrugge capolavori dell’umanità come quelli di Palmira.
Menzione speciale a:
UN ALTRO ME di Claudio Casazza
Motivazione della giuria
Spesso i documentari si accontentano dell’urgenza del “cosa” raccontare. Claudio Casazza in Another me si interroga invece anche e soprattutto sul “come” raccontare. Il suo film non solo si (e ci) immerge nell’universo disturbato dei detenuti per reati sessuali nel carcere di Bollate, ma rompe i canoni naturalistici del linguaggio cinematografico ed usa in modo originale la sintassi filmica (dal fuori fuoco al dettaglio) per trovare una forma che chiami in causa lo spettatore e lo interroghi su quello che vede. Da questo punto di vista, grazie alla forma creata dal film, il titolo – in qualche modo – tutti ci riguarda. Another me è, in fondo, ognuno di noi.
Premio BAYER Location Negata
THE INVISIBLE CITY [KAKUMA] di Lieven Corthouts

Motivazione della giuria
Kakuma significa “Niente”. Infatti Kakuma è una città fantasma, cresciuta nel nulla, e diventata in poco tempo luogo di speranza e sofferenza. Il regista Lieven Courthouts, seguendo con una spiccata vena poetica le vicende di una bambina di 8 anni, ci regala immagini che rimandano a film apocalittici e ai dipinti di Van Gogh. Che qui hanno le sembianze geometriche dei tetti, tutti uguali, di un’immensa macchia d’olio che accoglie i profughi in fuga dalle zone di conflitto intorno al Kenia. Bambini inviati da genitori stremati. Ma i bambini hanno una marcia in più e, contro ogni previsione, si rialzano, si organizzano, e costruiscono il loro futuro. Nel bel mezzo del nulla.
Menzione speciale a:
Marco D’Amore per l’interpretazione del cortometraggio UOMO IN MARE di Emanuele Palamara
Motivazione della giuria
A Marco d’Amore, intenso protagonista di Uomo in mare. La scelta di un uomo comune di stare dalla parte del diritto e collaborare con la giustizia, si rivela una gabbia che piano piano toglie certezze, affetti e il senso stesso della vita. L’attore interpreta questa discesa agli inferi con progressiva e crescente sofferenza, creando una location dell’anima tormentata e un’empatia con lo spettatore che ne condivide motivazioni e percorso.
Premio Augustus Color
MARY MOTHER di Sadam Wahidi

Motivazione della giuria
Un luogo/non luogo. Una terra di nessuno. Un paesaggio devastato dalla guerra, ma anche il cuore dolente di una madre in pena per la sorte di un figlio soldato in una città dell’Afghanistan caduta sotto i Talebani. Fra tutti i film della sezione Location negata, Mary Mother e quello che ha con i luoghi il rapporto più straziante: quasi una storia d’amore impossibile fra una donna e una terra che non è più possibile amare…chi ha fatto un film così merita fiducia e appoggio perché possa ancora esplorare i suoi mondi e farli diventare i tutti.

IIF Audience Award
INDIVISIBILI di Edoardo De Angelis
Con una media voto da parte del pubblico dell’Ischia Film Festival di 4,7 su 5
Ischia Film Festival 2017 è sostenuto da MiBACT – Direzione Generale per il Cinema, SIAE e Regione Campania, con il contributo di Philip Morris Italia e Bayer Italia. Si ringraziano inoltre gli sponsor tecnici: B-Rent, Alilauro, Medmar, Cantine Antonio Mazzella, Negombo, Poseidon, Ambrosino, Ceramiche Mennella, Euro Test Service, Carlone. Media partner: Cinefilos.it


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Jasmine Trinca all’Ischia Film Festival con Fortunata

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L’affascinante attrice ha presentato al festival il nuovo film di Castellitto

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

E’ molto schiva, quasi timida, di una dolcezza disarmante, Jasmine Trinca la protagonista di Fortunata, il nuovo film di Sergio Castellitto, crudo, struggente che tocca il cuore.
L’attrice che di recente ha vinto il premio per la migliore interpretazione a Cannes nella sezione Uncertain Regards è ad Ischia per l’ultima serata dell’Ischia Film Festival e si racconta con dolcezza e con passione: “Fortunata è molto diversa dalla mia indole, è stato un incontro speciale, una parte di me si è trasferita nel personaggio e qualcosa di Fortunata è rimasta in me. Sergio è un grandissimo attore e lavorare con lui è stato entrare in una nuova dimensione e consapevolezza, mi vergogno molto di vedermi in questo film perché stento a riconoscermi, sono molto pudica”.
Racconta gli inizi della sua carriera e soprattutto afferma di essere cambiata perché molte sono le cose che l’hanno fatta crescere: la perdita di sua madre che l’ha toccata nel profondo, l’essere diventata madre a sua volta, l’incontro con registi quali Castellitto, Nanni Moretti, Michele Placido e Valeria Golino, la regista le ha cambiato la percezione di sé stessa e l’ha modificata a livello esistenziale.
“Valeria Golino ha intuito il lato più profondo della mia personalità rispetto ai ruoli che ho interpretato in passato, donandomi un’idea di libertà”- ha dichiarato l’attrice che ha presentato il film di Castellitto che la vede protagonista insieme a Stefano Accorsi impegnata in un ruolo molto toccante e complesso. Fortunata è una donna spavalda che nonostante la sua vita complicata, cammina a testa alta, sicura col desiderio di rivendicare il suo diritto a sognare ed alla libertà. Jasmine saluta con l’inizio della proiezione del commovente film il pubblico d’Ischia tra gli applausi.


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Claudia Cardinale all’ Ischia Film Festival per l’omaggio a Squitieri

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L’attrice è stata ospite alla manifestazione per la retrospettiva al grande regista Pasquale Squitieri

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

La sua è una femminilità raffinata, senza tempo, una sensualità languida, dallo sguardo fiero. Claudia Cardinale è una donna dalla forza straordinaria, ascoltarla parlare è percepire una vibrazione sottile, si viene affascinati ed al contempo ammaliati dall’attrice che ballando nel Gattopardo fece innamorare schiere di uomini. In questi giorni l’icona del festival di Cannes è approdata ad Ischia in occasione della retrospettiva dedicata a Pasquale Squitieri, il compianto regista recentemente scomparso, suo amore di una vita.
Qui ella si racconta, parlando di sé, della sua vita avventurosa ed emozionante e le sue parole vanno dritto al cuore, lo fa con un sorriso contagioso, uno sguardo attento alle cose. Ha alle spalle l’esperienza di oltre 150 film, all’età di 78 anni è sempre un’icona di stile, d’eleganza, di bellezza.
“Come convivo con il tempo che passa? Mia madre mi ha sempre detto tu sorridi e sarai sempre bellissima”. La mia carriera iniziò per caso con un concorso di bellezza in Tunisia fui proclamata “la più bella italiana di Tunisi”. Il premio era un viaggio alla Mostra del cinema di Venezia. Sulla spiaggia avevo il bikini che qui ancora non esisteva. I fotografi non facevano che scattare, ma io continuavo a dire che non volevo fare film.” L’attrice da allora non si è mai fermata, Claudia è un treno in corsa divisa tra viaggi, teatro, cinema, tv, racconta la sua vita coinvolgente, gli aneddoti sul regista Fellini e su Visconti con il quale ha viaggiato molto che la riempiva di gioielli e regali ed i ricordi dell’attore Mastroianni che la corteggiava, ma l’occhio si fa lucido quando parla di Squitieri, il regista al quale è stata legata per molti anni. Claudia Cardinale è ospite all’Ischia Film Festival per un motivo molto particolare; ricordare Pasquale, suo ex compagno di vita e d’arte scomparso nel 2017 e regista al quale il Festival ideato da Michelangelo Messina, dedica quest’anno una retrospettiva: “E’ stato l’uomo della mia vita, sono stata io a sceglierlo, avevamo un amico in comune, lo seguii fino in America, lo telefonai e gli dissi che ero Claudia Cardinale e volevo parlare con Pasquale, me lo passò, mi chiese: dove sei? Risposi che ero li, doveva solo venirmi a prendere e da quel giorno non ci siamo più lasciati”. Era molto geloso, soprattutto quando giravo scene d’amore, voleva che non durassero troppo. Ricordo che in una scena calda che si prolungava troppo con Franco Nero decise di tagliarla”- racconta ridendo nella Cattedrale dell’ Assunta al co-direttore artistico Boris Sollazzo che la sta intervistando. Ascoltare la sua voce, nello scenario del Castello Aragonese d’Ischia, in una fresca sera estiva, sotto un cielo trapunto di stelle, sull’incantevole baia di Cartaromana rende tutta l’atmosfera speciale, quasi magica, il pubblico è in estasi, in religioso silenzio interrotto soltanto da grandi applausi, si allontana dal palco e dai sui ammiratori mentre sullo schermo si sente partire la colonna sonora di Morricone che da il via alla proiezione del film di Pasquale Squitieri “Il prefetto di Ferro” che la vede protagonista proiettato a 40 anni dalla sua prima uscita.


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VELTRONI: “Bellezza, cultura, talento, identità nell’Ischia Film Festival

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L’ex segretario del PD ha presentato il suo ultimo documentario:
Indizi di felicità

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

La quinta serata dell’Ischia Film Festival è stata impreziosita dallo splendido incontro di Walter Veltroni con il pubblico del Castello Aragonese nel caratteristico scenario di Piazza d’Armi in sotto un cielo trapunto di stelle. Veltroni ha accompagnato il suo terzo documentario da regista, Indizi di felicità. Il documentario si interroga su un tema che è quello della felicità da sempre ricercata e rincorsa partendo da una domanda: “E’ legittimo, è pensabile cercare di essere felici in tempi così complessi, controversi, pieni di paure, come quelli che stiamo vivendo? Si può ancora conoscere quell’inebriante sensazione di un minuto o di una vita mentre intorno tutto sembra franare?”.
Intervistato prima della proiezione dal co-direttore artistico Boris Sollazzo, ha spiegato la genesi del film e raccontato un po’ della sua vita dopo la politica.
“La ricerca della felicità è un viaggio, ed è quello che ho cercato di fare incontrando le persone che vedete nel film e rivolgendo a tutti loro la stessa domanda, ovvero quale fosse stato il momento più felice della loro vita”. Il regista ha dimostrato di apprezzare molto l’ambientazione del Castello Aragonese in cui è stato proiettato il film affermando: “Ringrazio chi mantiene intatta questa meraviglia che è il Castello Aragonese e chi ha avuto l’idea di fare un festival di cinema qui. La bellezza dell’Italia è tutta qui, cultura, bellezza, talento, in questo festival c’è una grande dimostrazione della nostra identità”. L’ex segretarioa del PD ha poi affermato: “E’ importante avere dei valori e proteggerli e al tempo stesso combattere l’arte di distruggere, che è quella che principalmente si esercita in Italia e che ha fatto tanto male a questo paese incredibile in cui viviamo. Siamo specialisti a farci del male e a farci lo sgambetto, in particolare a chi ha successo e magari in giovane età”.
Facendo un bilancio, Veltroni non ha rimpianti. “Mio padre è morto a 37 anni per una malattia che oggi è curabile, mio nonno è stato torturato dai nazisti a Via Tasso. Ho il diritto di lamentarmi? Sinceramente no. Ho diretto un grande quotidiano, sono stato segretario del mio partito, vice-presidente del consiglio, sindaco di Roma, ho scritto romanzi e giro film. Ho smesso di avere potere, non di avere passione politica, e continuo il mio impegno civile scrivendo e facendo film. E non sento nessuna contrapposizione tra queste due fasi della mia vita, le vedo come un progetto unitario e quando chiuderò gli occhi saprò che avrò fatto quello che sognavo di fare da ragazzo. Volevo cambiare il mondo e fare cinema. La prima cosa non so se ci sono riuscito, anche se qualche cosa spero di averla contribuita a cambiare, fare cinema ci sono riuscito. Non ho di che lamentarmi”.


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Ischia Film Festival tanti gli ospiti da Maccio Capatonda a Riviera

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Tanti annunci in anteprima dagli ospiti del festival: Maradona e Veltroni e l’anteprima di Riviera

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Il Castello Aragonese con le sue mura possenti, la magia delle stelle, le pietre antiche che parlano di storia in questi giorni è lo scenario d’eccezione dell’Ischia Film Festival, qui, in diverse location: la Piazza d’Armi, la Cattedrale dell’ Assunta, il Terrazzo della Casa del Sole e quello degli Ulivi, la Piazza del Carcere Borbonico è stata creata l’atmosfera suggestiva per sette serate ricche di proiezioni, il pubblico ha avuto la possibilità di assistere sotto il cielo stellato agli incontri con alcuni degli attori e dei registi più importanti della scena cinematografica nazionale ed internazionale avendo la possibilità parlare ed interagire con loro  potendo inoltre visionare alcuni dei più bei film in programmazione per il festival, tutto questo grazie all’intuizione del direttore artistico del festival Michelangelo Messina affiancato nell’organizzazione quest’anno da Boris Sollazzo. La giornata del 28 giugno, ha previsto l’incontro con Walter Veltroni, che ha presentato al pubblico del Castello Aragonese il suo ultimo film: “Indizi di felicità”. Il festival ha proposto inoltre un altro titolo italiano: Il velo di Maya, diretto da Elisabetta Rocchetti, mentre il presidente di giuria Krzysztof Zanussi è stato intervistato da Gianni Canova ed ha ripercorso con lui la sua straordinaria carriera. L’altro grande protagonista della serata è stato uno sport, il calcio per l’esattezza. Volfango De Biasi ha presentato il suo documentario vincitore del David di Donatello “Crazy for Football”, mentre Alessio Maria Federici ha raccontato le storie di “Maradonapoli”, tutto questo in attesa della grande anteprima dell’ l’episodio pilota di Riviera, la nuova serie ideata da Neil Jordan, il regista di “La moglie del soldato” e “Intervista col vampiro”. Tra dramma familiare e crime, vedremo Julia Stiles indagare sulla misteriosa morte del marito filantropo e miliardario. Riviera andrà in onda su Sky Atlantic HD dall’11 luglio, due episodi a sera per cinque settimane.
Parlando di serie, sono state svelate molte novità.
Maccio Capatonda ha annunciato durante la presentazione di “Omicidio all’italiana” che il suo prossimo progetto sarà proprio una serie televisiva. “Sarà una serie comica con il tipico formato da 24 minuti, probabilmente otto puntate affermando: “La sto scrivendo e spero possa andare in onda la prossima primavera”. Sul palco con lui l’inseparabile sodale Herbert Ballerina, che ha confermato la sua presenza nella serie (“Non è riuscito a cacciarmi”) e Roberta Mattei, speranzosa. “Se tutto va bene, il mio prossimo progetto sarà l’esordio alla regia di Giorgio Tirabassi”.
La giornata di grandi annunci all’Ischia Film Festival si è completata prima con Andrea Sartoretti, protagonista di Monte di Amir Naderi, che ha rivelato che tra poco la banda di Boris si riunirà. “Tornerò sul set, sempre diretto da Torre, Vendruscolo e Ciarrapico, ma non sarà una nuova stagione. Si tratta di qualcosa di completamente diverso. Per ora giriamo una puntata pilota, poi si vedrà”. Francesco Amato, il regista del fortunato “Lasciati andare”  durante l’incontro con il pubblico ha rivelato il suo prossimo, sorprendente progetto. “Sto preparando un documentario su Umberto Bossi. È un’idea che ho nel cassetto da molti anni e finalmente è arrivato il momento di realizzarla. Sarà un film molto particolare che racconterà l’epopea di questa figura emblematica della politica italiana”.


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Jhon Turturro all’ Ischia Film Festival per il premio alla carriera

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L’attore inaugura il festival ricevendo IQOS Innovation Award

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

La quindicesima edizione dell’Ischia Film Festival che si sta svolgendo nella famosissima “Isola Verde” nella location di straordinaria bellezza del Castello Aragonese primo borgo dell’Isola d’ Ischia è ormai giunta al giro di boa mietendo molti consensi da parte di pubblico e stampa. John Turturro, IQOS Innovation Award di quest’anno è stato tra gli ospiti d’onore della 15° edizione e si congeda dall’isola dopo quattro giorni generosissimi. Ad Ischia Turturro ha ricevuto il premio alla carriera, già assegnato in passato a Ken Adam, set designer della saga di James Bond, Abel Ferrara, Vittorio Storaro, Amos Gitai e a Pasquale Squitieri cui è dedicata l’edizione 2017 della kermesse. L’attore molto felice di questo premio ha raccontato l’aneddoto dell’invito al Festival: “Il direttore artistico Michelangelo Messina ha bussato alla mia porta in America. Mi ha invitato con molto coraggio ed io ho accettato: sono legatissimo a questa terra, dove ho già lavorato per diversi progetti, amo Napoli, è la mia prima volta ad Ischia sono rimasto affascinato dalle sue bellezze”. Dopo la consegna del premio a raccogliere il testimone Claudia Cardinale, che ieri sera, 29 giugno ha presentato “Il prefetto di ferro” nell’ambito dell’omaggio a Pasquale Squitieri.


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Al via la quindicesima edizione dell’ Ischia Film Festival

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Una nuova edizione del concorso cinematografico che consacra Ischia come capitale del cineturismo internazionale

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Ha preso il via nell’incantevole “Isola Verde” la 15° edizione dell’Ischia Film Festival, un concorso cinematografico internazionale ideato da Michelangelo Messina. La sua particolare tematica dedicata alle location ha fatto sì che questo evento diventasse nell’arco degli anni un appuntamento significativo con il cinema internazionale attestandosi come eccellenza ischitana nel mondo. La 15° edizione è partita alla grande con un ricco programma carico di novità. L’inaugurazione del festival si è tenuta come di consueto nell’ incantevole scenario del Castello Aragonese affacciato sulla caratteristica baia naturale di Cartaromana. Presenti alla manifestazione oltre al patron che si è detto molto soddisfatto della nuova edizione, molti big: tra cui Jhon Tuturro, Claudia Cardinale, Walter Veltroni, Sergio Castellitto e Jasmine Trinca, Alessandro Borghi. Quest’anno il festival presenta un programma ricchissimo che i direttori artistici Michelangelo Messina e Boris Sollazzo sono felicissimi di avere costruito di concerto con Sky, una sinergia che proietta il festival nel futuro del prodotto audiovisivo e del concetto di festival stesso. Una quindicesima edizione sostenuta da MiBACT – Direzione Generale per il Cinema, SIAE e Regione Campania, con il contributo di Philip Morris Italia e Bayer che prevede otto giorni sotto il cielo di Ischia, o meglio “Under the Sky”. Così è stata battezzata la sezione che l’Ischia Film Festival ha costruito quest’anno insieme alla piattaforma satellitare. Un cartellone trasversale che coinvolge Sky Arte e Sky Atlantic, ma soprattutto un concetto tutto nuovo per il pubblico. Non Binge Watching, ovvero visione compulsiva di una serie tutta d’un fiato, ma un appuntamento serale quotidiano per godere su grande schermo di due delle migliori serie dell’anno programmate da Sky. The Night Of, che sarà accompagnata dal nostro premio IQOS alla carriera John Turturro, protagonista insieme a Rhiz Ahmed di una delle più belle sorprese della stagione, scritta e diretta da Steven Zaillian e prodotta da HBO. Nasce invece da un’idea di Stefano Accorsi 1993, sequel di 1992 e sappiamo già prequel di 1994. Il racconto degli anni di Tangentopoli e dell’ascesa di Silvio Berlusconi ha appassionato il pubblico televisivo che già attende con ansia la prossima stagione per scoprire cosa succederà a Leonardo Notte e agli altri personaggi che si aggirano in un’Italia lontana 25 anni, eppure ancora così vicina. C’è spazio anche per una grande anteprima sotto il cielo di Ischia, la prima puntata di Riviera, serie ideata dal premio Oscar Neil Jordan, regista di grandi film come La moglie del soldato e Intervista col vampiro. Interpretata da Julia Stiles, già partner del serial killer Dexter in una delle più belle stagioni della serie, Riviera è una serie poliziesca sorprendente e appassionante che accompagnerà il pubblico di Sky Atlantic a partire dall’11 luglio. L’appuntamento per il pubblico di Ischia è invece fissato per il 29 giugno. Quattro saranno gli appuntamenti con i grandi documentari di Sky Arte. Si è partiti domenica 25 giugno con “Perchè sono un genio”, la storia della regista Lorenza Mazzetti, fondatrice del movimento del Free Cinema britannico negli anni Cinquanta. Il giorno dopo, lunedì 26 giugno, la Piazza d’Armi del Castello Aragonese ha ospitato Federico Buffa, che in compagnia del Programming Manager di Sky Arte Guido Casali ha presentato Graffiti a New York, un viaggio nel mondo dei writers della Grande Mela. Martedì 27 giugno è stata la volta di Andrea Pazienza: “Fino all’estremo”, un doveroso e sentito ricordo di uno dei più grandi fumettisti italiani, artista straordinario prematuramente scomparso. Mercoledì 28 giugno è stato presentato “Blow up di Blow up”, un documentario che esplora i dietro le quinte di Blow Up, l’intramontabile capolavoro di Michelangelo Antonioni. Ischia per un’intera settimana sarà il centro vitale e pulsante del cineturismo con un programma ricco di appuntamenti da non perdere.


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Salvatore Cafiero: La musica è linguaggio universale e magia

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L’eccellente musicista, si racconta alla vigilia dell’uscita del suo album d’esordio

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

 

Il musicista, cantautore e produttore di origine salentina che a settembre presenterà il suo primo disco mette a nudo se stesso in una interessante intervista al nostro giornale:

Salvatore, tra poco uscirà il tuo primo lavoro come cantautore sei emozionato?
“Moltissimo! Credo che il bello di ogni nuovo progetto sia proprio l’inizio e, come diceva Platone, l’inizio è la parte più importante del lavoro.”
Quanta strada c’è dietro questo grande arrivo?
“Se mi guardo indietro vedo tanta strada percorsa e tanti sacrifici fatti, ma non vedo un arrivo e non credo di averlo mai visto; credo sia solo un altro tassello da aggiungere al tutto.”
La musica è stata sempre una delle tue più grandi passioni, ma quando hai deciso che da “Grande” volevi fare il musicista ed il cantante?
“Credo di averlo deciso nel momento in cui, da piccolino, ascoltando i tantissimi dischi di mio padre, emozionato, facevo finta di suonare la chitarra imbracciando una scopa.”
Cantare le canzoni che tu stesso hai scritto è sicuramente gratificante che differenza c’è tra il cantare testi tuoi ed interpretare quelli scritti da altri?
“In realtà non ho mai sentito differenza in questo perché, quando mi è capitato di suonare/cantare un brano di un altro artista, ho trovato il testo adatto alle mie corde, come se l’avessi scritto io”.
Sei stato eletto chitarrista dell’anno nel concorso indetto dal MEI, cosa hai provato in quel momento?
“Contentezza, soddisfazione ed incredulità, perché non mi sono mai sentito migliore di nessuno e non credo di esserlo.”
Hai collaborato con artisti famosi del calibro di Ramazzotti, Nek, Emma e Grignani ti sei arricchito da queste esperienze? Vuoi raccontarci qualche aneddoto?
“Ogni esperienza porta un insegnamento. Ho imparato qualcosa di nuovo da ogni artista con cui ho avuto il piacere di suonare dal vivo, come Grignani e Ramazzotti e tanti altri.”
Nei tuoi tour sei stato in Italia, Europa, America quanto sono differenti i vari palcoscenici ed i vari pubblici?
“La musica e’ un linguaggio universale che ti permette di comunicare con chiunque attraverso la sua magia. Negli Stati Uniti sicuramente ho trovato più rispetto per la musica, ma tutto deriva dalla loro cultura e preparazione musicale in cui sono imbattibili”.
Il disco spazierà in vari generi quali saranno?
“Nei miei brani c’è un po’ di tutto; c’è quel che mi piace. Parto da un lavoro per supportare il testo attraverso i suoni senza pensare prettamente ad uno stile o ad un genere musicale preciso.”
Vuoi anticiparci il tema di qualche brano?
“L’ amore nei tempi attuali e la voglia di svegliare il mondo dal torpore in cui siamo caduti in cui la natura viene violentata e la politica continua a fare i suoi sporchi interessi mentre noi siamo ipnotizzati dallo schermo di un cellulare solo per spiarci a vicenda.”
Nella vita si cambia continuamente, chi è Salvatore Cafiero in questo momento?
“Sono sempre me stesso”.
Raccontaci che cosa significa per te cantare e suonare…
“Significa poter avere il dono di entrare in un’ altra dimensione attraverso la musica.”
Hai altri progetti per il futuro vuoi raccontarceli o sei scaramantico?
“Non sono scaramantico e amo fare nuovi progetti. Ne ho davvero troppi in mente e non si sa mai! Tanti
altri potrebbero nascere ed improvvisamente avverarsi.”


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“Lacco Ameno in fiore” la manifestazione della Pro Loco chiude in grande stile

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Si conclude la II Edizione con la premiazione dei balconi più belli

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Ischia: Il mese di maggio per Lacco Ameno è stata una vera e propria primavera: balconi, scale, androni coperti di boccioli e composizioni floreali, il paese si è trasformato in un “parco verde fiorito”, variopinto e si è acceso anche di colori, musica, arte, spettacolo, poesia, teatro, estemporanee ed opere in vetrina. Vedere il corso così animato suscitava nell’osservatore un’emozione gioiosa, quella di partecipare in simbiosi ad una festa della natura e dell’arte, il tutto organizzato nell’ambito della manifestazione “Lacco Ameno in fiore”, i turisti passeggiando riempivano lo sguardo estasiati da tanta bellezza. La manifestazione ideata dalla Pro Loco di Lacco Ameno per la II edizione non ha tradito le aspettative del pubblico e dei visitatori che sono accorsi numerosi a partecipare alle varie iniziative che si sono svolte dal giorno 19 al 21 maggio a partire da Corso Angelo Rizzoli fino a giungere a Piazza Santa Restituta. I lacchesi da aprile si sono impegnati ad abbellire i balconi con composizioni floreali in un vero e proprio concorso cittadino con l’obiettivo di adornare il proprio ambiente, promuovere la passione per i fiori e liberare la fantasia. Gli esercizi commerciali ed i singoli cittadini che hanno deciso di cimentarsi in questa bella iniziativa sono stati premiati nell’ultima serata della manifestazione con una cerimonia presieduta dalla giuria che dopo aver stilato una graduatoria tenendo conto nella valutazione dei fiori scelti per abbellire gli spazi, l’abbinamento dei colori, ma anche della rarità delle piante e della difficoltà di realizzazione, ha decretato i ‘vincitori al 1° posto ex equo “Terra Madre” per il suo splendido giardino verticale e Lucia Aiello per il suo bellissimo balcone che ha rappresentato il mare, la terra ed il cielo. Il 2° posto è stato dato a “Bollicine” che ha realizzato degli omini con vasi di terracotta, usando per il tronco ed il viso dei vasi più grandi e per braccia e gambe, vasi più piccoli, dipingendoli poi a mano e mettendo loro al posto dei capelli felci e gerani colorati. Il 3° posto l’ha ottenuto “Mercurio” per la delicata composizione realizzata con legni bianchi e vasetti di vetro con dentro fiori che si aprono di giorno e si chiudono di notte. Sul palco il Presidente della Pro Loco Vincenzo Morgera ha ringraziato in primis la cittadinanza per la partecipazione al concorso, poi l’Amministrazione Comunale che ha reso possibile l’evento ed i giurati: il Presidente di giuria l’Architetto Imer Sovraintendente ai beni culturali, il giornalista Ciro Cenatiempo e poi ha chiamato sul palco il giudice Tommaso Castaldi che nella sua qualità di fiorista europeo ha giudicato le composizioni, dando anche delle motivazioni a quanti avevano partecipato affermando: “La mia famiglia ha un negozio di fiori da 35 anni a Lacco Ameno in piazza S.Restituta ed io tutt’ora continuo l’attività con mia madre. È un lavoro che faccio con passione ed impegno. Ovviamente per trasmettere la massima professionalità, oltre ai consigli dei miei familiari ho ritenuto opportuno frequentare anche il corso di fiorista europeo della scuola Federfiori nel 2017. Sicuramente è solo l’inizio di un lungo percorso di studi teorici e pratici. Per quanto riguarda Lacco in fiore mi ha davvero colpito l’impegno con il quale i cittadini si sono dedicati a decorare facciate, balconi, negozi e angoli dimenticati. Il bravo va a tutti in generale, ma ovviamente come in tutti i concorsi, bisogna estrapolare i più bravi. Chi veramente ha cercato di distinguersi. Proprio per questo, nel giudicare ho utilizzato le linee guida che la Pro Loco mi ha fornito, ovvero: – la sana e rigogliosa crescita, la combinazione dei colori, la composizione inserita nel contesto valutando con punti da 0 a 20 e da 0 a 15. Ringrazio la Pro Loco che mi ha interpellato nella costituzione della giuria. Sicuramente senza il loro invito non avrei potuto vivere un’esperienza simile. Spero di ripeterla nel nuovo anno e che le persone siano sempre più pronte a stupire.” La Pro Loco si è detta soddisfatta anche per gli altri eventi che si sono svolti nell’ ambito della manifestazione: dal Teatro interattivo di Michele Schiano “La voce del cortile” che ha visto mettere in scena un commovente viaggio in vite realmente esistite, storie reali , raccontate con delicatezza, vicende personali riportate nel cortile dei ricordi della Chiesa di Santa Maria delle Grazie ai laboratori che sono stati un grande successo, tantissimi bambini si sono dilettati a fare acquerelli, a realizzare spille col panno lencio, a realizzare fiori di carta crespa e vasetti porta tutto, con il coperchio ingentilito da fiori in lamina. Grande successo ha riscosso anche la serata con Alda Merini. Il Dottor Giuseppe Castiglione ha illustrato la vita di questa grande poetessa contemporanea, parlando della sua gioventù, dei suoi differenti momenti di vita, bui o gioiosi mentre Milena Monti declamava poesie, di volta in volta scritte nei differenti momenti appunto della vita dell’artista.” La Pro Loco in merito a questo ha dichiarato: “Noi avevamo previsto solo 30 sedie nel suggestivo androne di palazzo Calise perchè ci aspettavamo un pubblico raccolto e di nicchia, invece ad un certo punto era tutto pieno e la gente in piedi, la serata è stata molto gradita e sicuramente ha lasciato un’emozionante ricordo in chi l’ha vissuta.” Dopo i saluti del Sindaco che è intervenuto e dell’amministrazione, la serata è ripresa con la coinvolgente musica dei Purple Projeckt che hanno proposto un repertorio di hit italiane ed estere. Creare questo tipo di eventi non può che essere stimolante per chi partecipa in prima persona e per chi li visita. I turisti sicuramente hanno gradito qualcosa di così bello e suggestivo che riempiva la vista solo passeggiando. Appuntamento al prossimo anno con tantissime altre sorprese”.


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Alessio De Bernardi presenta “Pensieri senza collare”

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Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

L’autore e compositore ci presenta il suo ultimo progetto che unisce pensieri in musica e c’introduce nel suo mondo raccontandosi in una bella intervista:

Alessio, il tuo ultimo progetto s’intitola “Pensieri senza collare” perché questo titolo?
“Un po’ di anni fa in uno dei miei tanti viaggi di lavoro,mi trovai in una serata culturale a Roma, una delle tante cene che nella città eterna, chi lavora nell’ambito dell’arte e della cultura, spesso e’ obbligato a parteciparvi per motivi di lavoro e di relazioni pubbliche. Una mia amica giornalista mi presentò un signore molto gentile ed affabile, oserei dire un signore d’altri tempi, un po’ come lo era il mio caro papà. Mi chiese cosa facessi nella vita e la mia risposta fu netta e secca.”Mi occupo di comunicazione ma da sempre scrivo con penna e note i miei pensieri”.  Musica e parole quindi.  Di quel signore gentile dall’aria popolare e sicuramente fuori luogo, apparentemente da quel contesto salottiero, sapevo solo due cose che si chiamava Vincenzo e che era uno scrittore.  Con la curiosità di un bambino e con i suoi occhi vispi, nonostante la sua età avanzata, mi chiese perché scrivessi. Altrettanto netta e secca fu la mia seconda risposta:  “Perché’ mi fa stare bene e mi fa compagnia suonare il pianoforte e scrivere”. “Già’ suonare e scrivere allora hai anche tu nel cuore la solitudine dell’artista.” Nella mia ventiquattrore porto sempre un taccuino, quello che amo chiamare “l’acchiappa pensieri”, lo estrassi e feci leggere al Sig.Vincenzo qualche mia riga. Mi sorrise e disse: “Hai talento,continua a scrivere”. Qualche ora dopo scoprii che Vincenzo era Vincenzo Cerami scrittore e sceneggiatore dei più riusciti film di Benigni e vincitore dell’Oscar con La vita e’ bella. E’ scomparso qualche anno fa e sono certo che chiacchiererà’ su qualche nuvola con il mio caro papa. La nuvola dei signori d’altri tempi, le creazioni più belle sono quelle dove le mani su una tastiera del pianoforte vanno per i fatti loro e l’ inchiostro partorisce sulla carta pensieri arrivati senza preavviso da qui il titolo “Pensieri Senza collare” che ha la presunzione bonaria di elogiare la sincerità e la spontaneità di chi crea, un po’ come quando si prega, non perché se ne ha bisogno, ma perché fa stare bene.”
A quale dei brani contenuti in questo album ti senti più legato?
“Credo che ogni brano sia il  “fotogramma” di una sensazione e uno stato d’animo che non si ripeteranno mai nello stesso modo e con la stessa intensità.  La bellezza di creare con la musica e le parole e’ proprio questa: fermare in una forma d’arte quello che definisco ”l’adesso”. Credo che la nostra vita sia costituita da tanti nostri ”adesso” che come perline unite dal filo del respiro costituiscono un meraviglioso braccialetto che e’ la Vita. Cito due titoli : Pour Elle e Claire. La prima è una fotografia musicale di come percepisco io l’essenza della femminilità in una donna, come un profumo ed un sapore nascosto che c’e’ a prescindere dall’estetica. Un’essenza che credo un uomo possa assaporare ed identificare solo appoggiando gli occhi della propria sensibilità. Claire e’ inteso invece come chiarore, limpidezza, spontaneità, ovvia conseguenza della bellezza. Claire come la luna direbbe uno dei miei autori preferiti: Debussy”.

A quanto si legge nella tua biografia, sei cresciuto a “Pane arte e musica”. Hai ascoltato fin da piccolo buona musica, hai amato l’arte, quanto conta l’ambiente familiare nella scelta della strada professionale ed artistica che hai seguito?
“L’ambiente familiare e’ tutto. E’ determinante nel bene come nel male. L’essere umano fin dalla suo primo respiro ancora sporco di placenta ha l’anima “argillosa” e sono le mani della famiglia a determinarne le prime forme. Io ho avuto la fortuna di avere un papà ed una mamma che senza obblighi, ma con molta intelligenza, mi hanno fatto incontrare l’arte senza impormi nulla, ma semplicemente nutrendomi oltre che con il loro amore anche con la musica, quadri e libri che fin da piccolo ascoltavo ed ammiravo. Nel mio gattonare c’era la musica di un pianoforte o i quadri di mia madre, Maria Luisa Alesina, che oltre ad aver insegnato storia dell’arte per una vita intera è una delle maggiori esponenti del movimento pittorico del Chiarismo Italiano. Mio padre Walter fin poco prima degli anni settanta ha fatto il musicista e l’autore, nel periodo d’oro della musica leggera Italiana, tra gli anni cinquanta e sessanta, successivamente anche da imprenditore,non ha mai lasciato la musica.  La musica ti fa dimenticare per qualche attimo i problemi di tutti i giorni. Quando leggi un libro ti accorgi che quel particolare stato d’animo l’ha provato qualcuno prima di te allora ti senti meno incompreso e meno solo. Devo tutto ai miei cari genitori, tutto anche il loro amore immutato e sempre presente quando li ho fatti “disperare”.
La fantasia, il sogno hanno sicuramente influenzato la tua vita, è importante farsi trasportare dal sogno oppure bisogna restare ancorato a ritmi prestabiliti dalla realtà? “Anima e carne, spirito e materia. Questo sarebbe il connubio perfetto. Lo stato d’equilibrio più opportuno, ma non sempre e’ così. Siamo dei meravigliosi “peccatori” con l’ambizione di perfezionarci. Sant’Agostino docet. Credo sia importante continuare la ricerca dentro noi stessi con onestà intellettuale e tanto coraggio. La coscienza può essere un’ottima complice ed una leva preziosa per la propria crescita spirituale, ma occorre non aver timore della paura per fare questo viaggio indispensabile ed evolutivo. Occorre trasformare le lacrime del rimorso sincero in nutrimento per il germoglio del futuro. Ho sempre contestato chi tende a non far coesistere la dimensione del sogno e della fantasia con la concretezza e l’essere pragmatici. Creare ed emozionarsi e’ un atto pragmatico e coraggioso, senza la fantasia, delle lastre di pietra e marmo non sarebbero mai diventate cattedrali. L’opera nasce prima di tutto da una “Visione” interna. La fantasia e’ un concetto essenziale, essa abitua alla ”bellezza”. Se guardo il mondo d’oggi e gli eventi che lo caratterizzano non posso che constatare quanta poca fantasia e quanta poca bellezza ci sia tra coloro che quotidianamente uccidono tutto ciò che sa di bellezza e sogno.”

Come molti compositori e poeti anche tu preferisci comporre di notte, quando tutto sembra tacere e qualsiasi cosa prende la forma più naturale, vuoi raccontarci la genesi dei tuoi scritti e brani? “La notte è il momento in cui il chiasso del mondo si attenua ed il silenzio diventa il suo respiro. La notte è meravigliosamente attraente per chi crea e allo stesso tempo può essere beffarda e canaglia come quando senza preavviso ti vengono a trovare ricordi e nostalgie. E’ il silenzio il mezzo che mi porta a prediligere la notte per creare perché non ci sono più schermature e scudi che ti proteggono dalla verità essa è la più bella forma d’amore seppur richieda coraggio e fatica anche se a volte faccia apparentemente male, ma le “doglie dell’anima” sono necessarie per donare opere sincere e che arrivino al cuore di chi le condivide. Le piccole e grandi imprese non le concepisco senza un tessuto di fatica e sacrificio. La fatica è bellissima se l’abbini al concetto di “concepimento”.

Cosa è la musica per te e la poesia? “Sono prima di tutto due doni che non ho scelto io, ma che ho trovato dentro di me così dovrebbe essere per l’amore, così voglio pensare sia con Dio, prima di tutto la bellezza la dobbiamo trovare dentro di noi. E’ il primo passo per poterla riconoscere negli altri successivamente. A volte mi chiedo che fine avrei fatto senza scrivere e comporre musica e proprio per questo non smetterò mai di ringraziare i miei genitori che mi hanno fatto accorgere di possedere questi due doni. Questo per me e’ il senso dell’amore: far riconoscere a chi amiamo le sue bellezze e ricordarglielo ogniqualvolta potrebbe dimenticarsene. La musica e la poesia sono anche il mezzo per esprimere un qualcosa che prima di essere concetto e poi arte è emozione. La musica e la poesia sono il “medium” per mettere alla luce e nel concreto un pensiero.”

Quando hai capito che la musica e le parole erano diventate vitali nella tua esistenza?

“Credo che la comunicazione sia determinante per la qualità della vita degli esseri umani;  nel bene come nel male.  Io ho studiato musica e comunicazione nel momento in cui mi sono reso conto che una comunicazione sbagliata crea “conflitti e dolori” altrettanto evitabili e indolori se ci fosse un modo di comunicare sano e qualitativamente opportuno. Tanti sono i danni che una sbagliata comunicazione può determinare. La parola e la musica mi permettevano e mi permettono tuttora di tirare le mie “cannonate di fantasia”.  Arrivare senza ledere. Emozionare lasciando un buon ricordo. L’unico modo per crescere è trarre esperienza nei momenti in cui  s’inciampa, ancor più’ di quando si è incensiti per i propri trionfi.”

Sei anche poeta, quando hai scoperto quest’altra passione? “Quando ho capito che la poesia è una meravigliosa terapia per esorcizzare i propri stati d’animo.”

Se dovessi descrivere te stesso con tre aggettivi quali useresti? “Spontaneo, Buono, Caparbio”.

Hai viaggiato molto, ami scrivere, componi musica, sei una persona con le ali ai piedi, ma sembri essere anche ben ancorato alla terra, chi è Alessio De Bernardi ora? “Un uomo di quarantaquattro anni che ama la vita prima di tutto che cerca di trovare sempre e comunque la bellezza della propria quotidianità e che non dimentica mai l’amore ricevuto che ha le sue ambizioni e cerca di vestirle di creatività e fedeltà. Che cerca e spera di non dimenticarsi dell’essenziale e di ciò che conta veramente. Un uomo che ha l’obbligo di non dimenticarsi mai dei propri trionfi, ma sopratutto delle proprie sconfitte. Un uomo che ha sempre qualcosa di nuovo da conoscere e che vuole continuare il suo “viaggio” prima di tutto dentro se stesso.”

Fai della comunicazione un punto forte su cui si basa la tua carriera, sei sempre in mezzo alla gente, ma quanta introspezione c’è in tutto quello che fai? “Ci sono due libri che sono un pò la mia guida e rappresentano le due calamite che quando “devio” come tutti nella velocità della vita di oggi mi riportano alla dimensione più congeniale dove quasi come un automatismo sento la necessità d’isolarmi ogni tanto e ritrovare me stesso ed il mio silenzio. E’ un’esigenza quasi fisiologica per me entrare in una logica più’ introspettiva. E’ il mio modo per epurarmi dal “fracasso” della vita, fracasso che non disdegno e che e’ utile anch’esso perché siamo dei meravigliosi animali sociali, ma il troppo storpia, come si suol dire in un verso come nell’altro. Siamo animali sociali noi uomini ed e’ giusto il relazionarsi,  confrontarsi, conoscere, ma crescendo ho imparato anche la qualità della compagnia e della condivisione costruttiva vorrei che i giorni fossero più lunghi per fare tante altre cose e mi accorgo che non sempre si ha il tempo però,mai dire mai.”

Vanti collaborazioni con grandi come i Gipsy King e nomi importanti della letteratura e della musica, sei stato ufficio stampa per ben 13 anni a Sanremo curando molti artisti e collabori con una grande etichetta discografica come la Warner, raccontaci qualche tua esperienza particolarmente degna di ricordo…

“Tante sono le persone ed i professionisti che nel mio lavoro nella comunicazione e anche in ambito artistico ho incontrato. Una “ricchezza” che mi ha fatto crescere sia come uomo che come professionista. Ho cercato di essere una  “spugna” ed assorbire da tutti qualcosa di utile e prezioso per la mia esistenza. Un confronto reciproco con artisti di fama ed anche con le nuove leve della musica e della scrittura. Sarei un folle se dicessi che so tutto. Una nuova presenza ed un nuovo incontro è sempre dietro l’angolo e ha qualcosa da trasmetterti ed insegnarti. Viaggiare e conoscere in un certo senso equivalgono ad amare. Come leggere e nutrirsi dell’arte altrui. Un viaggio e la conoscenza porta sempre a dei ricordi e ad esperienze che diventano ancora adesso i fondamenti per crescere come uomo e come professionista. Ricorderò sempre con affetto l’incontro con Maria Pia Fanfani in occasione della presentazione di un libro dove in quel frangente ricoprivo il ruolo di ufficio stampa mi ha accolto e voluto bene come un nipote, mi ha aperto la porta di casa sua a Roma e regalato la sua ospitalità con l’affetto e la stima che raramente si da ad una persona appena conosciuta. Ricorderò sempre i suoi racconti, mai pettegolezzi, ma esperienze di vita. Gli anziani che mi raccontano la vita sono il più bel libro di storia che si possa avere. Un’altra esperienza che mai potrò dimenticare è il mio primo disco inciso tanti anni fa lo ricorderò  sempre come una cartolina della mia vita dolce e tenera con la mia mamma e mio padre con gli occhi felici e orgogliosi di me.”

Hai progetti per il futuro? Vuoi raccontarceli? “Il mio progetto più’ grande sarà quello d’inventarmi sempre un sogno e cercare di raggiungerlo…”


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Cafiero presto il primo lavoro cantautorale del musicista

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Il musicista, cantautore e produttore di origine salentina, prossimamente presenterà il suo primo disco

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

L’eccellente musicista, sta ultimando il suo album d’esordio.
L’artista, eletto nel 2015 “miglior chitarrista dell’anno” in occasione del concorso #nuovoMEI e noto per le prestigiose collaborazioni artistiche con Gianluca Grignani, Nek, Eros Ramazzotti, Tiromancino, ecc., ha dato vita ad un notevole progetto cantautorale.
L’esperienza assimilata nel corso degli anni, non solo in Italia ma anche in Europa e in America, ha rafforzato la personalità ed ha ampliato la creatività di Cafiero, artista in continua evoluzione.
Il disco, in uscita nei prossimi mesi, attesta la spiccata sensibilità del cantautore unita al talento, capace di comporre canzoni incisive e di spaziare tra i più diversi generi musicali.


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A Lacco Ameno ad Ischia prende il via Lacco Ameno in fiore

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Il comune del Fungo si accende di musica, spettacolo e si colora di arte e fiori

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Per il secondo anno consecutivo la Pro Loco di Lacco Ameno organizza “Lacco Ameno in fiore”, un’ iniziativa volta a coinvolgere i cittadini del comune del Fungo all’appello di abbellire i balconi ed il proprio ambiente con composizioni floreali, la manifestazione nasce con l’obiettivo di sensibilizzarli a creare l’angolo fiorito più bello e rendere così il corso Angelo Rizzoli “un giardino a cielo aperto”. Un concorso cittadino gratuito volto ad abbellire con i fiori il contesto architettonico del paese alla vista dei tanti turisti presenti. “Lo sai che la tua casa è vista da milioni di persone? Aiutaci a rendere Lacco Ameno più bella, la tua casa è importante” questo è il messaggio che è stato diffuso per invogliare i cittadini a rendere i balconi più belli proprio perché i fiori ingentiliscono i luoghi.” –Ha dichiarato Catrin Cigliano- Stiamo provando a coinvolgere la popolazione nell’abbellimento degli angoli delle loro case in realtà abbiamo esteso l’invito anche alle scuole. Lacco in Fiore è fondamentalmente un concorso cittadino che è partito dal mese di aprile. Domenica 14 maggio una giuria ha valutato i balconi più belli, essa era composta da un fiorista con qualifica europea, un imprenditore, un membro della Pro Loco, un architetto, un giornalista e come presidente di giuria il sovraintendente ai Beni Culturali Imer. I giurati hanno stilato una graduatoria dei primi 10 balconi classificati i quali riceveranno un premio nelle giornate conclusive della festa inoltre abbiamo organizzato degli intrattenimenti lungo il corso che resterà chiuso in quei giorni a partire dalle 10.00 di mattina e su tutto il lato mare di Lacco Ameno, Via Roma e Corso Angelo Rizzoli, in piazza, artigiani esporranno i loro manufatti mostrando qualcosa di tipico, i nostri prodotti isolani.” Gli eventi non sono finiti, Lacco ameno si colorerà di musica, arte, artigianato, spettacolo, teatro e poesia oltre che di fiori. Il calendario delle manifestazioni e degli eventi è riportato come da programma:
Il 19-20-21 maggio Centro storico di Lacco Ameno dalle 10:00
Mercatini e laboratori creativi curati da CreativIschia, laboratori per tutte le età di patchwork, uncinetto, scuola di nodi ed acquerelli. (per il laboratorio obbligatoria la prenotazione al tel. 081-18904168 ed ha un costo dai 2 ai 5 euro)
19-20- 21 maggio Via Roma e Corso Angelo Rizzoli dalle 10:00 Espressioni artistiche in vetrina, estemporanea curata da Ylenia Pilato, artisti isolani si cimentano in disegno di scorci, luoghi realizzati con tanti colori in tempo reale.
19 maggio Corso Angelo Rizzoli 36, alle ore 21.00 Una sera con Alda Merini
Mi piace il verbo sentire… Le sue poesie declamate da Milena Monti e Giuseppe Castiglione.
19 maggio Piazza Pontile ore 21:30 le Nuove Incognite
Show live concert delle Nuove Incognite con musiche internazionali ed italiana.
20 maggio Corso Angelo Rizzoli dalle 21:00 Freetimes Trio Band
“La musica è una rivelazione più profonda di ogni saggezza in filosofia “ Ludwig Van Beethoven
20- 21 maggio Piazza Santa Restituta (punto d’incontro: fontana)
20 maggio ore 10:30 la scoperta di leggende, luoghi e personaggi tipici di Lacco Ameno con la nostra guida turistica Ilaria, evento gratuito durata un’ora circa-
21 maggio ore 17:30 la scoperta dei colori, dei profumi, della flora tipica isolana con la nostra guida ambientale Marianna, evento gratuito durata 90 minuti circa.
21 maggio piazza pontile ore 17:30
Doc trio, il mare, il fungo, un buon drink e la location perfetta. La musica? Funky e Bossa a seguire premiazione dei primi 10 classificati al concorso Lacco Ameno in fiore.
21 maggio nel Cortile della chiesa di Santa Maria delle Grazie alle ore 18:00 e in replica alle 19:00 La voce del cortile (regia di Michele Schiano) un viaggio suggestivo di vite realmente esistite raccontate proprio lì nel cortile dei ricordi grazie al teatro interattivo. Una storia d’amore ambientata ai tempi di Mussolini, un lieto fine accompagnato da un aperitivo con fiori di zucca fritti e presentazione del nuovo vino Biancolella delle cantine Tomasone.
21 maggio ore 21.00 Purple Project Serata conclusiva a tutta musica con i Purple Project e ringraziamenti a tutti coloro che hanno reso possibile la manifestazione.


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L’Enjoy.com espone le foto di Claudio Iacono e si colora di musica ed immagini

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In mostra ad Ischia da Sabato 6 al 14 maggio

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Chi si appassiona alla fotografia, alla poesia o ad altre forme d’arte deve in primis essere una persona sensibile che sa andare al di là di quello che è materiale o di ciò che per lui può rappresentare un soggetto, uno scorcio, un paesaggio. Claudio Iacono fin da ragazzo ha voluto guardarsi intorno, osservare e notare i particolari del mondo circostante, pensare al messaggio che essi nascondevano, a quanto potessero far riflettere o ispirare sentimenti, emozioni di nostalgia, tenerezza, serenità, gioia e attraverso uno scatto fatto con la sua macchina fotografica imprimerle nella memoria. Claudio ha sempre amato le buone macchine fotografiche ed ha avuto la pazienza di cogliere attimi unici ed irripetibili che per essere fissati hanno bisogno di tempo. Ischitano doc, classe 1979. Si avvicina alla fotografia fin da piccolo utilizzando reflex analogiche con cui inizia a coltivare questa passione. Nel 2001 scopre la fotografia digitale acquistando una nuova macchina con la quale inizia a sperimentare in campo artistico tecniche e scatti, ritraendo “particolari”, tagli, scorci di paesaggi, oggetti ed individui ritratti nel mutare del tempo e delle stagioni, privilegiando sempre la ricerca accurata del dettaglio. Fotografo freelance ha esposto in diverse collettive e nel 2011 è approdato casualmente alla fotografia dentale, settore molto particolare nel quale indirizza il suo impegno e viene e diventa relatore in corsi di formazione e conferenze in ambito odontoiatrico. Le sue immagini nascono da una profonda passione per la fotografia utilizzata come strumento per esprimere emozioni. Ha partecipato a vari concorsi fotografici ricevendo riconoscimenti e premi e collabora come fotografo con diverse testate giornalistiche. I suoi scatti sono in mostra nel pub Enjoy.com situato sul porto di Forio a Via Marina da sabato 6 maggio a domenica 14 maggio per chiunque voglia vederli ed ammirarli. Il pub grazie all’intuizione del direttore Artistico Pierpaolo Aiello il sabato si veste d’arte e di settimana in settimana si possono ammirare opere esposte per 7 giorni, siano esse quadri, ritratti, caricature, fotografie di artisti locali e non che desiderano farsi conoscere e trasmettere intuizioni ed ispirazioni attraverso le loro creazioni, divenendo l’unico locale ad Ischia a realizzare un progetto non comune per un pub, quello d’affiancare l’ascolto di buona musica live alla visione d’immagini o quadri per i frequentatori abituali ed i turisti di passaggio che entrando possono ammirarli e allo stesso tempo fermarsi ad un tavolo per degustare le specialità offerte dal bravo Giacinto Mattera e dallo staff composto da Maurizio, Luna, Olaf, Simone, Daniela, Pia, bere un drink ed ascoltare musica o ballare. Tutti i Martedì c’è la musica live ed il mercoledì s’esibisce il Doc Trio, il giovedì il duo acustico formato da Pierpaolo Aiello e Sonia Saidi, il Sabato l’Enjoy si veste d’arte ed in più si può ascoltare Radio Enjoy, vi è la possibilità di richiedere i brani che si preferiscono, ascoltarli mixati dal Dj Resident Pakinho e la domenica vi è l’aperitivo dalle 18.30 alle 20.30 con Dj Mario Maltese. Invitiamo chi volesse esporre le proprie opere a contattarci su facebook”- ha dichiarato Pierpaolo Aiello- Questa settimana sono in mostra le foto del bravo fotografo Claudio Iacono, invitiamo tutti a visitare l’Enjoy.com!”


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Premio Mia Martini XXIII edizione

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Candidature entro il 30 marzo

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Il prossimo trenta marzo scade il termine per presentare la candidatura alla XXIII edizione del Premio Mia Martini, ideato dal regista Nino Romeo, istituito nel nome e nel ricordo della celebre artista. L’evento, impreziosito dal patrocinio dell’UNICEF, ha visto nel corso degli anni la partecipazione di grandi nomi della musica leggera Italiana ed internazionale ed è stato il trampolino di lancio di tanti giovani promesse.
La stella di Mia Martini si accende per illuminare la strada di nuovi talenti che sognano un futuro nell’olimpo della musica.
Per presentare la candidatura basta inviare via e-mail, entro il 30 marzo 2017, contenente una demo o video con un brano a proprio piacimento allegando una foto e un breve curriculum al seguente indirizzo: info@premiomiamartini.it.
I prescelti, per la semifinale del Premio, si uniranno alle giovani promesse ammesse durante le varie audizioni svolte in Italia e nel mondo.
Tre le categorie di partecipazione: Nuove Proposte (14/45 anni), Una Voce per Mimì (04/13 anni), Etnosong (riservato alla musica etnica). Per ulteriori informazioni: www.premiomiamartini.it.
I partecipanti, oltre a proporre la propria musica, vivranno esperienze formative con grandi artisti del panorama musicale Italiano. Alla scorsa edizione hanno preso parte: Roberto Vecchioni, Gaetano Curreri degli Stadio, Amedeo Minghi, Chiara Dello Iacono, il tenore Statunitense Ghaleb.
TV, radio e mezzi di informazione seguiranno l’evento con trasmissioni che racconteranno i sogni di tanti giovani talenti.


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Luca Napolitano: cantare è donare me stesso

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Il cantante Luca Napolitano, recente ospite di Sanremo, si racconta

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Luca Napolitano è solare, sorridente, si definisce autore e cantautore di sè stesso, conoscitore di ogni minimo angolo della sua vita, maturo, critico e realista in tutto ciò che lo circonda, ma soprattutto più consapevole di ciò che racconta; reduce dall’esperienza Sanremo ci descrive le sue emozioni e ci parla di sè stesso…

Luca, sei stato recentemente ospite a Casa Sanremo, hai respirato aria festivaliera, vuoi raccontarci questa bella esperienza?
“L’ esperienza sanremese è sempre un’opportunità ed una vetrina importante in ogni suo aspetto e sfumatura. Lo è stata anche per me, esibendomi in uno showcase a Casa Sanremo ed anche in altri eventi organizzati nella stessa città, facendo non solo ascoltare il mio ultimo lavoro “Ci Whatsappiamo” ma anche un tributo che ho voluto fare a Luigi Tenco a 50 anni dalla scomparsa e poi è stata anche l’ occasione per incontrare altri colleghi artisti, amici produttori, addetti ai lavori con i quali condividere nuove idee molto positive anche dal punto di vista lavorativo.”

Tra le tante canzoni che hai presentato nello showcase anche il tuo nuovo singolo “Ci Whatsappiamo”, un brano che ha sapore di modernità e racconta di come sono cambiati i rapporti con l’avvento dei social e delle app nella società odierna. Come mai hai scelto proprio questa tematica?
“Ci Whatsappiamo” affronta le tematiche dei social, ma non solo, diciamo che ne dà una lettura profonda. Snocciola quelli che sono i punti salienti delle realtà virtuali, i suoi incastri psicologici, la sua visione superficiale delle cose e delle persone ed allo stesso tempo evidenzia la sua potenzialità se usata bene. Ho scelto questa tematica dopo un’ attenta osservazione della realtà e, come ho già detto più volte, essendo un social attivo, sia nella vita privata che in quella artistica, ne ho voluto scrivere e raccontarne un significato con i pericoli ma anche con le opportunità che essi offrono .”

Dal tuo ingresso ad “Amici” è passato molto tempo, quanto ha influito sulla tua carriera il format della De Filippi?
“Il talent “Amici” è stata una vetrina/palestra importante, mi ha dato l’ opportunità di farmi conoscere al grande pubblico segnando il mio percorso artistico che poi è continuato in questi 8 anni nei quale mi sono messo alla prova imparando a crescere, ad ascoltarmi, a riconoscermi, scoprendo tanti lati e di me importanti. Ho coltivato il dono della scrittura, diventando autore di tutti i miei brani.”

A quale dei tuoi album o singolo ti senti più legato?
“Con il primo album ho un legame inscindibile. Esso rappresenta la mia prima vera realizzazione. Sono molto legato al primo singolo “Forse Forse” ed anche a Maria De Filippi la quale lo ha considerato giusto per me. Il primo EP mi ha consacrato nel firmamento della musica italiana ed è il disco che ha creato un legame forte tra me e il mio pubblico.”

Fai parte della Nazionale Cantanti che è conosciuta per scopi umanitari e benefici ed è qualcosa di cui noi italiani andiamo fieri, lo sport e la beneficenza sono sicuramente un binomio vincente ci credi?
“Sì, ci credo tantissimo da sempre . Noi artisti abbiamo il dovere di aderire alle iniziative sportive o sociali per aiutare il prossimo e stargli vicino con la nostra arte non solo per farli divertire o innamorare ma anche per farli sperare. Diciamo che lo sport in questo caso è una opportunità.”

Sei testimonial nel sociale, quanto è importante per un cantante usare la sua fama a scopi benefici?
“Come dicevo, abbiamo il dovere di ridare agli altri ciò che noi riceviamo ogni giorno, con la nostra arte, mettendo la musica e la nostra vita anche al servizio del prossimo e di chi ha bisogno di noi.”

Sei stato anche protagonista del film “A sud di New York” di Elena Bonelli, non si può proprio dire che ti annoi, con quale spirito hai vissuto anche questa esperienza?
“Con lo spirito positivo, è stata un’ esperienza duplice sia perché ho cantato e ho reso la musica protagonista di un film e sia perché mi sono cimentato nell’arte cinematografica che fin ad allora non avevo mai fatto. Quindi posso dire positiva ed entusiasmante.”
Cosa significa cantare per te?
“Significa donare me stesso, tutto ciò che sono, tutto ciò che ho. Significa passione , lotta e perfezione. Non saprei pensarci diversamente da questo.”

C’è qualcosa che vorresti consigliare ad un giovane che vuole intraprendere la tua stessa carriera?
“Innanzitutto restare se stessi indipendentemente dal resto, non fermarsi davanti ai tanti no e non entusiasmarsi ai primi si. Restare in equilibrio, camminare o anche correre con i piedi ben saldi a terra e non perdere mai il contatto con la realtà, renderla vera ogni giorno di più.”

Hai progetti per il futuro, vuoi raccontarceli?
“In questo momento sono impegnato con la realizzazione del nuovo album. Nel nuovo progetto troverete tante sfumature e lati inediti della mia persona. Un uomo che vuole più fuoco nella sua vita. Il resto poi lo scoprirete solo seguendomi.”


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Marco Peluso racconta “Macerie”: un libro per Amatrice

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Un’iniziativa nata da un gruppo di scrittori mossi da un intento benefico

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Macerie è un’antologia di racconti edita da Le Flauners edizioni il cui ricavato andrà in favore alle vittime del terremoto che ha colpito nell’agosto 2016 le città di Amatrice, Arquata e Pescara del Tronto, Accumoli e Montereale. Il progetto nato da un’idea degli scrittori Marco Peluso, Maddalena Costa e Claudio Santoro può vantare la prefazione di Antonella Cilento ed è stato presentato a Napoli presso il Portico340, un pittoresco bar letterario del centro storico. In occasione di questo evento Io Giornalista ha intervistato Marco Peluso che ci ha introdotto nel “mondo” di “Macerie”:

Il libro è un antologia di racconti nata con un intento benefico, vogliamo parlare di questo progetto? “Macerie è un’idea nata da un autore che per motivi personali ha deciso in seguito di lasciare il progetto. Fu lui a chiedermi, se volessi partecipare a una raccolta di racconti per raccogliere fondi a favore delle vittime di Amatrice, terremoto a suo tempo primo fra i diversi sismi che hanno colpito il centro Italia. Inizialmente fui riluttante a tale iniziativa. Avevo due romanzi da finire e poco interesse per una cosa che mi sembrava alla “Barbara D’Urso”. Ma dopo due giorni ci pensai su, ragionando su come al di là della raccolta fondi, una tale iniziativa fosse in grado di dare alle persone un’altra visione di un terremoto: il terremoto quotidiano. Quello che affrontiamo ogni giorno e spesso rade al suolo le nostre certezze. Così dissi di sì e subito contattai Maddalena Costa e Claudio Santoro; autori e con me coordinatori di Macerie. “

18 storie, 13 autori, è stato difficile fare una selezione dei testi? Chi ti ha aiutato? “Non è stato per niente facile selezionare gli autori, nonostante i miei contatti e quelli degli altri coordinatori. Meno di un anno fa mi occupai di un’altra antologia da me ideata e realizzata con altri scrittori. Proprio per questo ho scelto gli autori di Macerie, assieme agli altri coordinatori, con maggiore maturità e così gli altri coordinatori che hanno proposto altri nomi.”

Qual è il fil rouge che lega questi racconti? “Il filo che lega i racconti è senza dubbio l’imprevedibilità della vita e la fragilità umana. Un terremoto giunge spesso senza preavviso e distrugge tutto, proprio come accade nella vita di tutti i giorni. Crediamo che delle cose, una posizione sociale o degli affetti possano darci la vita, ma in un attimo tutto crolla e ci troviamo soli, doloranti, feriti, stremati a strisciare fra polverose macerie. In fondo ciò che unisce i racconti si può definire in un unico termine: la natura umana. La vita, tremendamente imprevedibile, e come in un attimo possa sfuggirci di mano.”

I personaggi presentati hanno vissuto “un crollo” interiore, una sorta di parallelismo con i “crolli” prodotti dal terremoto, ma come ci si risolleva da tutto questo? “Attenzione, noi autori e i nostri personaggi, non abbiamo la pretesa di insegnare niente. Non siamo dei guru né i nostri personaggi sono degli eroi, anche se purtroppo la letteratura attuale (più che nel passato) è piena di autori che si credono maestri di vita. Spero, infatti, che siano le fragilità dei personaggi di Macerie, e non gli autori, a donare qualcosa ai lettori. Perché qui non incontrerete eroi, ma persone fragili come noi tutti e forse proprio entrare in empatia con loro, vedendo così noi stessi, ci permetterà di capire non quale sia la giusta via da seguire, ma la via sbagliata da non seguire.”

Dal libro appare chiaro il messaggio esistenziale che l’insicurezza, la precarietà facciano parte della nostra società moderna… E’ così? “La nostra società è precaria in tutto, persino in ciò che dovrebbe essere la chiave della vita, ossia il diritto alla sopravvivenza. Dal punto di vista economico, viviamo in un paese fallimentare in cui cerchiamo di mantenere ancora uno stile di vita da “Primo mondo”, senza renderci conto di far parte del “Secondo mondo” ormai. Le paghe non sono proporzionate al costo della vita. Si vive faticando ad arrivare a fine mese, mentre la nuova borghesia si arricchisce, i poveri diventano sempre più poveri. Vogliamo parlare del lato umano e culturale? Esistono persone che possono ritenersi fortunate guadagnando 900 euro al mese facendo lavori umilianti, e nella stessa nazione altre persone possono pagare una retta annua di 10.000 euro per una scuola di scrittura quale la Holden. Questo dislivello era chiaro da prima, ma ciò che ora è forse più chiaro è quanto anche l’ambito culturale della nostra nazione sia qualcosa destinato solamente a una classe di pochi privilegiati, rendendo così precari non solamente i sogni di migliaia di persone, quanto i canali informativi, culturali, artistici e mediatici dello stesso paese. Viene da chiedersi: “Chi domani insegnerà ai nostri figli e cosa?”.

Nei racconti non si narra solo il male, ma anche le possibili ricostruzioni; in essi infatti sembra emergere il bagliore della speranza, è vero? “Questa è una cosa che lascio decidere ai lettori. Non vorrei sembrare troppo filosofico, ma la speranza in fondo è sempre presente nella natura umana, anche quando si crede di non averne più. La speranza è ciò che ci impedisce di ucciderci; a volte è un bene, a volte la si vive come il peggiore dei mali, perché diffonde in noi le metastasi dell’illusione. Eppure è sempre viva e pulsante in noi, anche quando stiamo al tappeto, piangendo, urlando e soffrendo per un destino avverso”.

La prefazione è stata redatta dalla scrittrice Antonella Cilento, come nasce la vostra collaborazione? “È da ottobre che studio sotto la guida di Antonella presso i suoi laboratori Lalineascritta e devo dire che è nata subito una forte empatia tra noi. È una donna eccezionale e mi ha sorpreso quando, chiedendole se volesse realizzare la prefazione per Macerie, mi rispose subito di sì.”

Quali sono le prossime date di presentazione del libro e dove si può acquistare? “ Il 24 marzo presso il centro polifunzionale L’Oasi a San Giovanni a Teduccio (Napoli). Centro realizzato dall’Associazione “Figli in Famiglia”, di cui mia zia Carmela Manco è presidente, e che opera da circa 23 anni sul territorio per la tutela dei minori e delle famiglie. Tutti gli autori sono impegnati a realizzare diverse presentazioni in tutta Italia. Potrete consultare il calendario sulla pagina Facebook di Macerie, e per chi volesse, il libro è disponibile presso il sito della Le Flaneurs edizioni, o su Amazon.”

Perché leggere Macerie? Ebbene si, vi sto invitando ad autopromuovervi… “Come direbbe Maddalena Costa “Marco, tu non sei bravo a venderti”. Ed è vero! Non lo sono. Ma se dovessi darvi un motivo per leggere Macerie, senza dirvi che bravissimi autori si sono impegnati e che esistono, a mio dire, racconti che sarebbero degni di grandi case editrici, allora vi direi che Macerie contiene racconti con un’anima. Posso dirvi che Macerie è un’antologia che è costata lacrime agli stessi autori ed è un libro degno di essere letto.”

La Cilento nella sua prefazione afferma che “Stiamo diventando tutti macerie”, sei d’accordo con questa sua definizione? “Credo che Antonella sappia il fatto suo e sono pienamente d’accordo con lei. La nostra società è governata da capre e seguita da caproni, chi non vuole piegarsi viene affamato ed esiliato in ogni modo. Siamo tutti pietrificati su noi stessi. Viviamo per un piacere effimero e quando crediamo di star costruendo qualcosa, lo stiamo facendo su macerie instabili. La nostra vita è fatta di un lavoro odiato, di affetti odiati, di cose che accumuliamo. Siamo simili a telespettatori inchiodati a una sedia che fissando una scena d’azione urlando “Ah, ma se ci fossi io lì”, senza accorgersi che si trovano lì e non stanno facendo niente che la loro vita sta svanendo in una routine fatta di frustrazioni, rancori, invidie, e dolore. Antonella ha menzionato Cortázar, in “Casa occupata”, degli “invasori” occupano una casa, recludendo i due abitanti in una sola stanza. Loro vanno via. Lasciano la casa tanto amata, rassegnandosi al destino crudele. Cortázar è stato un maestro di realtà. Più realistico (nella sua fantasia) di autori quali Carver o Bukowski, eppure mi piacerebbe che qualcuno avesse lottato per quella casa. Farlo significherebbe non essere “macerie”.

Marco, parliamo di te, scrivi romanzi, racconti storie crude e reali, hai uno stile molto particolare e crudo, quando nasce la tua passione per la scrittura? “Io scrivo da sempre, da quando ero bambino; dapprima poesie d’amore, poi racconti sulla scia di Bukowski e poi via con i romanzi, sto vivendo tanti cambiamenti negli ultimi anni. Il mio primo libro fu 20.000 leghe sotto ai mari. Avevo solo 10 anni quando lo lessi e da allora mi innamorai della lettura. Lessi tanti classici trovai la mia voce leggendo Shakespeare (a mio dire l’autore più completo di tutti), divorando tutte le sue opere. Fu però “Opinioni di un Clown” a dare il via alla mia vera passione. Quello che a oggi è il mio libro preferito. Da allora non mi sono mai fermato.”

Cosa rappresenta scrivere per te? “Cosa rappresenta per te respirare?”

Sei molto attivo in campo culturale, vuoi anticiparci qualche tuo progetto futuro? “Progetti futuri?  “Al momento ho “a terra” due romanzi: “Nuda” e “Lei” che rivedo di continuo. Sono dei mattoni di 520 pagine e 400 pagine che invierò solamente a grandi case editrici quando sarà il momento. Intanto sto finendo il mio ultimo romanzo, “La finestra chiusa” un libro forse più doloroso di tutti. Ho intenzione di scrivere una raccolta di racconti su Napoli, chiamata “Vicoli”.


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Fabrizio Moro in “Vinile” per il decennale di “Pensa”

in Anna Lamonaca Blog/La Cultura/La Musica by
Fabrizio Moro (720 x 379)

In gara al festival di Sanremo, festeggia con un vinile i 10 anni dall’uscita di “Pensa”

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Pensa è ad oggi l’album più venduto di Fabrizio Moro, quello più amato, dedicato alle vittime della mafia, vincitore del Festival di Sanremo 2007, del Premio Mia Martini della Critica e del Premio Radio & Stampa. Il brano venne supportato da un videoclip diretto da Marco Risi con la partecipazione di Rita Borsellino e molti degli attori del film Mery per sempre che lo stesso Risi aveva diretto nel 1989. Con la versione video di Pensa si aggiudica il Premio Roma Videoclip 2007. Sempre nel 2007 e per questo album a Fabrizio Moro viene assegnato, per il valore Musical-Letterario, il Premio Lunezia. Fabrizio nel 2007 partecipa anche al Festivalbar e apre le date del tour di Vasco Rossi.


Per celebrare i anni dall’uscita dell’album di Fabrizio Moro (2007/2017), già disco di platino sia come album che come singolo omonimo, per la prima volta viene stampata (con all’interno anche la riedizione del CD) un’edizione speciale in vinile a 180 grammi, rimasterizzato ad hoc per questo supporto sempre più rivalutato dagli amanti della musica. L’uscita LP+CD e quella solo CD è stata il 3 febbraio. Grande esclusiva per la versione LP+CD in preorder dal 27 gennaio sul sito www.musicfirst.it: le prime 200 copie sono autografate di pugno dall’Artista.


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