Il Futuro? Solidale…

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Anna Lamonaca

Anna Lamonaca has 57 articles published.

MAN Consulting:Whorkshop “I Pialastri del coaching”

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Whorkshop sabato 17 febbraio in diretta facebook

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Napoli Whorkshop: Nata nel 2011, 4 M.A.N Consulting ha fatto da sempre della valorizzazione del talento la sua mission: affiancando, supportando e motivando l’imprenditore nel percorso verso il raggiungimento dell’eccellenza e del successo. Proprio da questi obiettivi, dopo anni di studio, ha preso vita “La formula del successo” che trova in sei variabili i suoi pilastri e in un principio la sua filosofia. “Tutto ciò che è misurabile è migliorabile – spiega Roberto Castaldo -. Siamo partiti da questa idea per elaborare una formula capace di favorire il raggiungimento del successo aziendale. Quali sono questi elementi misurabili? Talento, competenze, idee, persone, marketing ed errori di gestione. Ottimizzando questi sei elementi è possibile raggiungere risultati importanti, con riflessi positivi sull’intera gestione aziendale”.
La 4 M.A.N. Consulting (Premio Le Fonti 2017 in Eccellenza Leadership Coaching), è la società di consulenza strategico-direzionale, alta formazione manageriale, business coaching e valutazione del potenziale che supporta gli imprenditori con una metodologia unica per la fusione degli aspetti quantitativi e qualitativi in talent, performance e change management.
” Ci piace definire il successo come l’arte di far accadere le cose, ma quali cosa devono accadere affinchè io possa avere successo? Tutto sta nel metodo e nella focalizzazione.”
Il workshop è arrivato ormai alla sua sesta tappa in Italia, la terza su Napoli, ed ha riunito circa 50 imprenditori a La Spezia, Foligno, e Milano.

Il tutto sarà spiegato in diretta Facebook, dallo stesso Roberto Castaldo, durante il workshop “I Pilastri del Coaching”, sulle pagine “Roberto Castaldo Trainer & Coach e 4 M.A.N. Consultingsrl, sabato 17 Febbraio a partire dalle ore 13.

Di seguito in link per accedere alle pagine :

https://www.facebook.com/RobertoCastaldoTrainerCoach/

https://www.facebook.com/4MANConsulting/

I prossimi workshop:

Sabato 24 Febbraio 2018
h 10:00 – 18:00 presso MILANO – RamadaPlaza
in Via Stamira d’Ancona – 20127

Giovedì 15 Marzo 2018
h 10:00 – 18:00 Napoli

per info: 800911827


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Michele Bruccheri: Vi presento la monografia “Le mie interviste”

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Le mie interviste (ai Vip) presentato a Palazzo MifSud nel Nisseno

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Ha uno sguardo fiero, un sorriso affascinante Michele Bruccheri, giornalista e scrittore, caporedattore e corrispondente di molte testate nazionali, emittenti televisive, direttore del Periodico la Voce del Nisseno, lo incontriamo e lo intervistiamo in occasione della presentazione del suo nuovo libro intitolato “Le mie interviste”presso Palazzo Mifsud a Serradifalco nel Nisseno. Il giornalista con entusiasmo si racconta per i nostri lettori:
Michele di recente è stata presentato “Le mie interviste (ai vip)”, vuoi parlarci di questo nuovo libro?
Più che un libro, è una vera e propria monografia. Una raccolta d’interviste a personaggi famosi che ho incontrato e intervistato nel corso della mia lunga carriera professionale, sono un numero ragguardevole. Ho fatto una selezione.
La monografia raccoglie molte delle tue interviste realizzate in questi anni a vari personaggi famosi, vuoi farci qualche nome?
Questa monografia raccoglie le interviste a dodici personaggi di un certo calibro. Ho suddiviso il progetto editoriale in varie sezioni. Per la politica ho scelto tre nomi che abbracciano tutto l’arco costituzionale: per la sinistra, l’ex presidente della Camera, il già magistrato Luciano Violante; per la destra, l’ex presidente della Camera ed ex ministro degli Esteri, Gianfranco Fini; e per il centro, il governatore pro tempore della mia Sicilia, Totò Cuffaro. Per la sezione musica ho optato per il cantautore Ron (per gli uomini) e per la cantautrice romana Grazia Di Michele (per le donne). In nome della par condicio, ovviamente. Per la sezione spettacoli ho scelto Pippo Baudo e Liliana de Curtis, figlia del grande attore napoletano Totò. Ed ancora: Tania Zamparo, già Miss Italia; Milena Miconi del Bagaglino; Barbara Enrichi (vinse il David di Donatello come miglior attrice non protagonista in un film di Pieraccioni); ed infine, ho scelto due bravi attori: Nino Frassica ed Enrico Guarneri in arte Litterio.

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C’è qualche Vip in particolare che hai intervistato a cui ti senti più legato? Perché?
Ce ne sarebbero un sacco. Ti faccio tre nomi. Di persone ormai morte, però. Ricordo Pierangelo Bertoli. Nonostante fosse in ritardo per il suo concerto, mi concesse l’intervista e per recuperare tempo mangiò il panino mentre rispondeva alle mie domande. Poi, voglio ricordare il grande Mango. Ed infine, il padre gesuita Ennio Pintacuda. Ma considera che ho realizzato almeno duecento interviste a vip.
Raccontaci la genesi di questo libro…
Ho voluto raggruppare questi personaggi, nella monografia, per non disperdere le loro parole. I loro consigli, le loro passioni, le loro speranze. I loro aneddoti. Le loro storie. Un inno alla memoria.
Questo non è il tuo primo libro, hai pubblicato altre monografie, vuoi parlarcene?
Ho realizzato dieci monografie. Ho raccontato il mio paese, Serradifalco (nel Nisseno), ma anche – in tre distinte monografie – i personaggi illustri del mio amato paese. Poi ho realizzato altri progetti: ho narrato la storia di un piccolo paese della provincia di Caltanissetta, ho raccontato la figura eminente di uno storico del mio territorio… Ho pubblicato, in occasione del decennale del periodico che dirigo, la monografia intitolata “Dieci anni d’informazione” e mi fermo per non fare l’elenco della spesa!
Quando è nato in te l’amore per la scrittura?
Ero ragazzino e amavo leggere. Dunque, anche scrivere. Direi che in età adolescenziale ho capito che la scrittura era – ed è – il mio ossigeno.
Questa passione si è trasformata in un vero e proprio lavoro. Quando hai deciso che saresti diventato giornalista?
Ho iniziato dapprima con la radio ed ero molto giovane. Poi con i due principali quotidiani della Sicilia. Con l’emittente radiofonica, il giornalismo era verbale; con la carta stampata, subentrava l’inchiostro. Modi diversi, ma sempre al servizio della notizia. A giugno, saranno ventuno anni d’iscrizione all’albo professionale. Ho fatto anche tv, come corrispondente e capo redattore. E da qualche anno mi occupo anche del sito web del giornale.
Hai una grande esperienza alle spalle, hai collaborato con molte testate importanti e sei stato redattore e poi direttore di molti giornali, cosa ti senti di consigliare a chi vuole intraprendere il tuo stesso percorso?
Prima di tutto bisogna avere “sete” di sapere. Il giornalista, per me, è colui che racconta ciò che vede e sente. Bisogna essere laddove batte la Storia. Consumare le suole delle scarpe. Essere testimoni di ciò che narriamo. Essere sempre al servizio della verità. Ci vuole pazienza, acume, tenacia, senso del sacrificio… Il nostro ruolo sociale è importante, è il “sale” della democrazia.
Cosa vuol dire per te essere un “UOMO DI COMUNICAZIONE”?
Significa avere il privilegio di dare “voce” a chi non ce l’ha, ma anche di raccontare il talento che c’è e che sovente viene o bistrattato o non sufficientemente valorizzato.
Il commento più bello e la critica più cattiva fatta al tuo nuovo libro?
Ogni volta, di me e dei miei lavori, asseriscono: Michele è una miniera! E’ un bel complimento. Di critiche non ne ho sentite. Forse temono la mia penna?! Scherzo!
Hai molte anime, sei giornalista, scrittore, presentatore, uomo di cultura, padre di famiglia, ti invito a descriverti per i nostri lettori. Chi è Michele Bruccheri uomo e chi è Michele giornalista?
Sostanzialmente sono la stessa cosa. Ho sani principi e valori irrinunciabili, come uomo e come operatore dell’informazione. La ricerca della verità, ad esempio. Amo la lealtà, la correttezza, la legalità. Come professionista e come persona.
Nella tua carriera hai ricevuto prestigiosi riconoscimenti vuoi annoverarci i più importanti?
Voglio ricordare il premio nella categoria Informazione Periodici che ho ricevuto lo scorso anno, a luglio, ad Anzio (Roma). Un riconoscimento importante, a livello professionale. Ed umano. Sono stato premiato assieme a nomi famosi del giornalismo italiano. E tra questi, c’era anche il giornalista Rai Amedeo Goria che poi ho intervistato a lungo. Un “grazie” va alla presidente dell’associazione culturale “Occhio dell’Arte” Lisa Bernardini che ha creduto – da sempre – nella mia professionalità.
Si dice che non si può raccontare una persona senza mettersi nei suoi passi e rivivere il suo percorso, siamo in continuo movimento, tu Michele dove stai andando?
La mia stella polare è la notizia. Ma soprattutto la passione per questo affascinante lavoro che è il giornalismo. Nonostante insidie e trappole, difficoltà e sgambetti, si va avanti con grinta e determinazione.
Sei un appassionato di poesia, m’incuriosisce questa tua passione, in genere il giornalismo porta a raccontare le vicende in modo poco emotivo, cioè l’antitesi di tutto ciò che è contenuto nello scrivere poetico, vuoi spiegarmi cosa è per te l’amore per la lirica?
Ho una biblioteca personale di circa tremila volumi e un terzo sono libri di poesia che adoro. Amo i versi che sono carezza al cuore e alla mente. Sono scintilla di eternità. Ti confido un segreto: ho materiale almeno per tre libri di poesia. Ma non pubblicherò mai i miei versi! Troppo personali.
Hai sogni nel cassetto? Vuoi anticiparci qualche tuo progetto futuro?
Sai la stima che nutro per te e, dunque, ti faccio un’altra confessione. Ho in mente di pubblicare un libro e, probabilmente, entro l’anno potrei realizzare questo sogno che coltivo da tempo. Ti ringrazio per questa piacevole chiacchierata. Dono a te, ma anche ai lettori, questa splendida frase che mi rappresenta. E’ del grande Nelson Mandela: “Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso”.


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Pratola: al via la stagione teatrale 2018

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Presentata la stagione teatrale del teatro Comunale D’Andrea (AQ)

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

E’ pronta ad iniziare la stagione 2018 del Teatro Comunale D’Andrea di Pratola Peligna (AQ) targata Informart di Beatrice Terrafina per la direzione artistica di Silvio Formichetti. Undici spettacoli, la quinta edizione del teatro dialettale abruzzese, i laboratori dedicati alle scuole, uno sportello aperto tre volte a settimana per raccogliere i progetti del territorio e la musica con il supporto del maestro Gaetano Di Bacco. E ancora tanti volti noti che si avvicenderanno sullo storico palco del Comunale. Si comincerà il 17 febbraio con il comico Gianfranco Phino, per poi passare alla magia del Magico Alivernini e a due protagoniste della serie cult I Cesaroni: Elda Alvigini (in scena il 31 marzo con Inutilmente Sfiga) e Roberta Scardola (il 21 aprile con Prendo in Prestito tua moglie e il 26 maggio con Ti amo non mi ami viceversa, commedie di Luca Franco). “Cercheremo di non deludere le aspettative che l’amministrazione comunale di Pratola ha riposto in questo progetto”, spiega la Terrafina.

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Layla la legge del ritorno il nuovo libro di Gabriella Serravalle

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Il libro presentato a Torino al Circolo dei lettori

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

La giornalista e scrittrice torinese si racconta con entusiasmo e presenta il suo nuovo romanzo intitolato Layla la legge del ritorno rilasciandoci una interessante intervista:
Gabriella, di recente è stato pubblicato il tuo nuovo romanzo “Layla la legge del ritorno”, vuoi parlarcene? Volentieri. Arrivo dalla prima presentazione al Circolo dei Lettori di Torino di venerdì 26 gennaio. Io lo chiamo il salotto buono della letteratura torinese e non solo. Sono stata loro ospite ed è stata una vera emozione vedere che il pubblico ha amato questo romanzo sin da subito.

gabriella serravalle con le donne di almaterra
Nel romanzo si parla anche di una storia d’amore, ma non mancano ostacoli e colpi di scena, dove hai tratto ispirazione per questa storia? La storia è in parte autobiografica. In Layla, la proganista c’è molto di me, per il resto è un pout-pourri di esperienze e finzione. Mi piace che aleggi il mistero e che sia il lettore a trovare similitudini e parallelismi. Io parlo del Sud Italia, di una cittadina sul litorale ionico calabrese, di una nonna che viveva nel vecchio ghetto nel centro storico, ecco questo posso confermare che appartiene a me, che sono le mie radici. nella ragazzina che corre in bicicletta nel libro c’è molto di Gabriella.
A unire Layla e Robert ci sarà l’Aliyah: la legge del ritorno, di cosa si tratta? L’Aliyah è la legge del ritorno ebraica, una legge dello stato d’Israele che consente a chi ha origini ebree di avere cittadinanza e passaporto israeliano.
Cosa c’è di te nella protagonista del romanzo? Come ho detto prima è un libro in parte autobiografico. In Layla c’è molto di me: le mie origini, le mie radici, il Sud Italia, la Calabria, la mia Cariati il posto dove sono nata e poi anche Roma e Gerusalemme città che ho conosciuto ed amato in periodi diversi della mia vita.
Quanto tempo hai impiegato per scrivere il libro? E’ un libro che ho scritto molto in fretta perchè la storia era già nella mia mente. Sono stata anche a Gerusalemme dove ho svolto delle ricerche sull’Alyhah. Sono stata nella biblioteca della famiglia Scmith nel centro storico. Un luogo bellissimo dove tornerò sicuramente.
Gabriella quando nasce la tua passione per la scrittura? Amavo scrivere già da piccola e da subito leggevo moltissimo. Al liceo ho fondato insieme al mio insegnante di lettere il mio primo giornale, al pomeriggio gli altri andavano a casa io restavo in redazione.

gabriella serravalle con silvia maria ramasso edizioni neos
La tua passione si è trasformata in un vero e proprio lavoro… “Eh si, dopo un’esperienza di diversi anni nella cronaca locale per un bisettimanale nel 2009 ho iniziato a collaborare con La Stampa di Torino. Presto inizierò a scrivere per Starsystem importante magazine milanese di moda e spettacolo punto di riferimento per chi fa moda e non solo a diffusione nazionale ed internazionale. Da due anni scrivo di alta moda milanese come press office per alcuni importanti stilisti: Giuseppe Fata conosciuto per le sue headsculpture e Pierre Prandini stilista di alta moda che seguirò anche al Milano Fashion Week con la sua prima collezione completa. L’attività giornalistica con Starsystem e quella di press office, entrambe nell’alta moda milanese, mi hanno riavvicinato ad un mondo amato sin dai tempi della giovinezza.”
La storia narra tematiche molto importanti come quella della migrazione, cosa ti ha spinta ad approfondire questo argomento? Perchè io sono una migrante e perchè oggi c’è questa malsana abitudine di etichettare tutti. Layla è una migrante, ma è anche un’ebrea, una borghese. Il mondo è cambiato siamo tutti cittadini del mondo e frutto di varie realtà.
Hai sempre trattato nei tuoi romanzi tematiche importanti come la SLA, parlaci dei tuoi due romanzi precedenti… I miei due romanzi precedenti sono biografie di due ammalati di Sla: Il Ramarro Verde ed Un Calcio alla Sla. Due esperienze incredibili con due ammalati di sclerosi laterale amiotrofica che mi hanno aperto orizzonti e fatto maturare moltissimo dal punto di vista giornalistico, ma soprattutto umano.

pubblico alla presentazione al circolo dei lettori
Come mai la tematica SLA ti sta particolarmente a cuore? E’ stato un incontro causale. Ero allora inviata di un giornale di cronaca. Mi mandarono ad intervistare un ammalato di sla che mi chiede poi di aiutarlo a scrivere la storia della sua vita. Il primo libro scritto con gli occhi: Il Ramarro Verde.
Che consigli ti senti di dare a chi vuole pubblicare un romanzo? Beh è molto difficile. Occorre avere qualcosa da raccontare e scriverlo in maniera comprensibile. Troppe volte mi capitano in mano libri davvero incomprensibili. Da giornalista penso che scrivere sia divulgare e che la lettura dunque deve essere per tutti non per pochi eletti.
Tre aggettivi per descriverti come persona e come scrittrice. Generosa, visionaria, cocciuta.
Qual è il colore della tua scrittura? Celeste anche la copertina di Layla lo è.
Il commento più bello ed una critica che hai ricevuto su questo nuovo libro? Commenti belli tanti perchè a tutti è piaciuta la storia d’amore. Molti mi hanno fatti i complimenti per aver centrato l’argomento. Qualcuno mi ha criticato per aver scelto il tema dell’ebraismo, mi hanno detto che il mondo è pieno di persone che odiano gli ebrei. Io scrivo per il lettore. Al lettore, chiunque esso sia credo farà piacere vedere trattate alcune tematiche in modo moderno, antirazziale.
C’è un prossimo libro che scriverai? Sicuramente. Ho alcuni incipt nel cassetto. Devo solo decidere quale.
A quando le prossime presentazioni? A breve, questa al Circolo dei Lettori per me è una tappa importante, fondamentale. Essere loro ospite è sempre un piacere ed un orgoglio. Ci saranno altre presentazioni a Torino, ma anche a Milano e Roma. Intanto il libro può essere reperito sul sito della casa editrice Neos, su Amazon, su Ibs, sulla Libreria Universitaria al costo di 11.50 euro.
Cosa ti aspetti da questo libro? Che confermi un mio stile letterario, quello del romanzo che non sarà l’unico che utilizzerò nel futuro. Io amo molto le biografie e quindi sicuramente mi cimenterò ancora in entrambi i generi. Vedremo quale sarà il prossimo.
Voglio ringraziarti Anna per questa intervista, per la tua professionalità e per la tua amabile gentilezza. Spero che ci sarà presto una nuova occasione per incontrarci e parlare di narrativa e di progetti.


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“TapisrouLAND” il nuovo singolo di O’Priò

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Faccia a faccia con il giovane rapper napoletano che ha presentato da poco il video realizzato con Pepp-Oh

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

O’Priò è un giovane rapper napoletano, dallo stile inconfondibile che sta piano piano attirando le attenzioni di un pubblico sempre più numeroso e le sue canzoni stanno diventano un punto di riferimento nel mondo del rap partenopeo. A voi l’intervista con questo giovane, talentuoso ragazzo che sta cominciando a muovere i suoi passi da solista, ma vanta anche collaborazioni con alcuni dei più grandi rapper del momento da Clementino a Dj Uncino e molti altri .

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Ciao O’Priò innanzitutto complimenti per il brano “TapisrouLAND” realizzato con Pepp-Oh: vuoi parlarci di questa canzone?
“Innanzitutto grazie per i complimenti. Questa canzone rappresenta uno spaccato critico dell’Italia intesa come Paese (Land) stagnata in una condizione di stallo, nella quale, per quanto tu ti dia da fare, per quanto tu corra verso la realizzazione dei tuoi sogni, in realtà resti li. Un po’ come su di un tapis roulant.”
Da dove nasce la vostra alchimia artistica? “L’alchimia artistica con Pepp-Oh è la conseguenza di una grande amicizia innanzitutto umana, pluriennale, che ha portato a conoscerci ben prima che lo stesso Peppe avviasse la sua carriera artistica.”
Spiegaci l’origine del tuo pseudonimo, perché hai scelto O’Priò? “O’Priò è il nome affibiatomi dal quartiere da cui provengo. E’ usanza di chi intraprende questo tipo di percorso artistico, far sì che sia il quartiere da cui provieni, che rappresenti nei tuoi testi, a decidere del tuo nome. Il mio cognome è Priore, per il mio quartiere “O’Priò”.
Parlaci del tuo primo album ufficiale da solista intitolato “Dreamlike”… “Dreamlike, è un concept album incentrato sul tema dell’onirico (Dreamlike) che percorre tutto l’excursus di sogni, paure, turbamenti che riguardano la mia persona. Un viaggio nel mio inconscio, proprio come fosse un sogno, quindi onirico, quindi Dreamlike.”
Nel 2016 hai invece iniziato a lavorare ad “Hardcoristi Anonimi” da dove ha genesi questo progetto? “Dal mio inconscio, dalla mia necessità di esternare in versi tutto il senso di disagio ed inadeguatezza inevitabilmente scaturito da quella innumerevole serie di controversie caratterizzante il nostro Belpaese, la società moderna, con tutti i suoi (mal)usi e (mal)costumi”.
Nelle tue canzoni emerge un universo di riferimento che è quello della periferia napoletana anche se in esse s’identificano molte persone, si può dire “Che tutto il mondo è paese” ?
“Direi piuttosto che tutto “l’immondo” è Paese. Questo mondo, considerando i criteri sul quale verte, si basa su di un concetto contro-culturale che porta ad allontanare il prossimo, accrescere l’avidità, appiattire la propria umanità. Ci si dispera più per un display rotto che per i propri vicini che vengono sfrattati.”
Cosa vuol dire per te rappare? “Per me rappare vuol dire avere una linea d’equilibrio all’interno del caos caratterizzante la nostra società, avere un punto di riferimento, affinché possa restare sempre lucido, vigile e concentrato sulla mia persona e sui miei obiettivi tramite l’esternazione del senso di disagio che altrimenti incamerato dentro me provocherebbe destabilizzazione. È una vera e propria psicoterapia”.
Hai cantato con molti rapper, vuoi ricordarci qualcuno in particolare? “Con alcuni quali Clementino, DjGruff, Oyoshe, DjUncino ho collaborato in alcune tracce con altri, ho calcato gli stessi palchi con Speaker Cenzou, La Famiglia, Co’Sang, Fuossera…. Artisti che portano in alto la bandiera Partenopea”.
A tuo parere queste collaborazioni sono state molto importanti? “Ogni collaborazione a mio avviso è importante. Ti dà la possibilità di un interscambio d’esperienze umane ed artistiche volto a lasciare un accrescimento reciproco che risulta quasi sempre migliorativo, sotto ogni punto di vista.”
Come ti sei avvicinato al mondo del rap? “Mi sono avvicinato al mondo del rap tramite Neffa, La Famiglia, Speaker Cenzou, Articolo 31, Sottotono, Frankie Hi-Nrg… Per quelli della mia annata veri e propri mostri sacri”.
C’è un rapper in particolare che segui come modello? “Sono tanti i rapper che stimo e seguo, difficile sancirne uno specifico, troppo limitativo.”
A quale delle tue canzoni sei più legato e perché? “Lettera al politico. Perché fu uno spartiacque, da quel momento, oltre ad esser noto per l’arte dell’improvvisazione rimata (freestyle), iniziai a farmi un nome anche come autore di testi.”
Chi è O’Priò? Definisciti con 3 aggettivi… “Tre aggettivi? Bello, muscoloso, ma soprattutto BUGIARDO!”
Cosa vorresti che fosse recepito dal tuo pubblico e dall’Italia intera? “Vorrei che la gente tornasse a percepire il rap come un viatico volto a sensibilizzare l’animo e lo spirito, a risvegliare coscienze, a stimolare menti e a sollecitare al raziocinio. La missione è però ardua, soprattutto considerando che il music business sta indottrinando le nuove generazioni con figure estremamente ambigue e per nulla costruttive poste davanti ai riflettori come Rappers, anche se non fanno rap.”
A cosa stai lavorando? Cosa dobbiamo aspettarci nel 2018 da O’ Priò? “A cosa sto lavorando? Ci sono tanti progetti in cantiere ma anziché dare anticipazioni , vi invito a seguirmi sulla mia pagina facebook  e intanto godetevi il video del singolo “TapisrouLAND”
Grazie della bella chiacchierata! God Bless Ya’ll!


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Corso di recitazione con Gian Paolo Mai e Nancy Mastia

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Domenica 28 gennaio a Napoli, workshop presso l’Accademia Musica È

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Workshop intensivo e casting, presso l’Accademia Musica È (Centro Direzionale Isola F12), con l’attrice Nancy Mastia ed il regista Gian Paolo Mai.
L’interpretazione, l’energia e la consapevolezza dell’attore sul set.
Come orientarsi nel mondo dello spettacolo.
Si lavorerà davanti alla telecamera, indispensabile per apprendere l’energia da utilizzare lavorando sulla “sottrazione”.
Gian Paolo Mai regista e autore di Giancarlo Giannini, Paola Gassman, Ugo Pagliai e già casting director di varie fiction Rai e Mediaset (Provaci ancora prof, Gente di mare, Questa è la mia terra) insieme a Nancy Mastia, attrice, cantante e ospite di Paolo Bonolis guideranno gli allievi verso la conoscenza e la giusta interpretazione dello studio e delle azioni nonché della costruzione del personaggio e la sua interpretazione.
Alla fine dello stage verrà rilasciato ai partecipanti un attestato di frequenza.
Informazioni al 3338260624

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“Vorrei parlarti d’amore”, la nuova silloge poetica di Lorenzo Barbieri

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Una silloge dedicata al tema amoroso è il nuovo lavoro dello scrittore poeta

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

“Vorrei parlarti d’amore, con quelle belle frasi che ti piacciono tanto. Vorrei dirti parole diverse da quelle che riesco a dire. Parole che ho letto per delle notti intere cercando di capire come si fa a metterle insieme per esprimere un sentimento, così delicato, così fragile. Sembra facile, ma non riesco a pronunciare nemmeno due semplici paroline:“ ti amo”.

Parte da questa considerazione il percorso poetico di Lorenzo Barbieri nel suo nuovo libro per conoscere meglio l’autore ed il suo libro lo abbiamo intervistato:
Lorenzo esaminiamo il tuo ultimo libro intitolato “Vorrei parlarti d’amore”, è una raccolta di poesie che ha come tema comune quello dell’amore, perché hai scelto proprio questa tematica? “L’amore nell’arte poetica è sempre stato il fulcro sul quale si sono mossi tutti i grandi scrittori, esso arde, nei cuori di tutti, anche in quelli dei giovani d’oggi i quali forse non sanno che se solo si fermassero un attimo a riflettere, forse potrebbero innamorarsi.”
Che cos’è per te l’amore? Non pensi che in questi tempi moderni in cui tutto corre repentino questo tema venga un po’ troppo inflazionato? “Più che inflazionato se ne fa un uso improprio, si confonde con amore altre cose non sempre piacevoli, vedi l’aridità dei cuori di alcuni uomini che per amore usano violenza alle donne che dicono di amare. L’amore è un’altra cosa!”
Il libro reca in copertina un’immagine di una donna perché la hai scelta? “Scegliere una copertina non sempre è facile, ma quell’immagine di donna eterea quasi irreale dipinta da te, ha saputo richiamare alla mente figure antiche, donne di un tempo, Beatrice, Laura, Francesca. Hai saputo cogliere quella semplicità di un viso innocente. Devo dire brava e soprattutto grazie a te Anna, che mi hai onorato della tua amicizia e della tua disponibilità nel concedermi l’uso della tua opera.”
Sei figlio di bibliotecari, quando nasce la tua passione per la scrittura? “Questa è una domanda che si perde nel tempo, potrei dire da sempre, perché ho trascorso la mia infanzia all’interno della Biblioteca Nazionale e il mio rapporto con il libri è stato subito viscerale, a dieci anni avevo alle spalle letture che non ho più fatto nemmeno da grande. Di conseguenza lo scrivere è risultato più che scontato. Quello che era una cosa normale è diventata nel tempo una vera passione. “
La silloge rappresenta un percorso a ritroso, un viaggio nel tempo in cui cerchi di ricordare i momenti più vividi ed importanti della tua vita, si può dire che la poesia è il luogo per eccellenza della memoria? “Questa raccolta se la si legge in un certo modo rappresenta tutto il percorso della mia vita. Quale quindicenne non ha mai pensato di scrivere una poesia per i suoi primi innamoramenti? Quella è l’età giusta per cercare di esprimere i tumulti che accadono all’interno di un giovane corpo, si vorrebbe dire, fare, scrivere tutto quello che si sente per impressionare l’oggetto del desiderio. La raccolta parte proprio da questa necessità dal titolo “Vorrei parlarti d’amore”, ma non sono capace, non ho ancora l’esperienza per formulare pensieri poetici come li vorrei esprimere, poi prosegue e man mano si prende coscienza. Ci sono poesie scritte a vent’anni altre a trenta e, così di seguito fino a oggi, alla soglia dei settantasei anni. Una vita trascritta in versi.”

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Molte tue liriche sono dedicate a donne che hai conosciuto, descrivono sguardi, profumi, visioni che si tramutano in malinconia, si può definire questa raccolta di poesie un inno alla”giovinezza”? “Certo la giovinezza ha un ruolo primario nello scrivere poesie d’amore, ma come ho detto, la vita è tutta una poesia, cambiano la genuinità della gioventù, la maturità dell’uomo arrivato al limite della sua espressione, ma la possiamo ritrovare anche nella senilità, dove la vita ti ha segnato con tutte le sue esperienze.”
Che cosa rappresenta per te scrivere? “Scrivere è un voler fare emergere dal buio tutti i pensieri accumulati nel corso degli anni, ho avuto sempre dei periodi di “ispirazione “ dove potevo scrivere decine di poesie in un giorno e altri di vuoto mentale che mediamente sono durati anni e anni. Superati gli anni duemila è scatta la necessità di esprimermi in forma diversa dalla poesia. La narrativa è partita dal riportare la poesia al centro dell’interesse e trasformarla in un racconto più o meno lungo. Molti delle mie storie sono nate da una poesia, ho sviluppato il tema ed ecco la storia scritta.”
Perché i lettori devono leggere “Vorrei parlarti d’amore”, sto invitando ad autopromuoverti… “In questi giorni di analfabetismo mentale, dove la cosa più importante è farsi dei selfy o chattare tutto il giorno con il cellulare, uscire con un libro di poesie può sembrare anacronistico, ma la poesia non è morta, lei c’è! Esiste in ognuno di noi solo che in molti sono distratti e non se ne rendono conto, altri lo sanno ma sembra si vergognino di esternarla. Questo libro vorrebbe aiutare, chi non sa parlare d’amore, a trovare fra le righe la parola giusta, l’espressione che potrebbe piacere all’altra metà del cielo.”
Dove si possono trovare i tuoi libri? “Per quanto riguarda i miei libri ci sono due opzioni. Quattro sono stati editati da casa editrice e sono in vendita in molte librerie su prenotazione oppure on line sul sito IBS.it. basta scrivere il mio nome. L’altra soluzione, invece, riguarda il resto della produzione, si trova sul sito “Ilmilibro.it ” si difita il mio nome sulla pagna e si possono visualizzare venticinque titoli, tutti in vendita, basta metterli nel carrello. Altri libri invece sono inediti, ancora nel cassetto.”
Siamo in continuo cambiamento, chi è in questo momento Lorenzo Barbieri? “Chi è Lorenzo Barbieri? Semplicemente un uomo sul viale del tramonto, carico di anni e di esperienze che vorrebbe trasmettere storie ai giovani e la visione di un mondo che loro non conoscono o al massimo ne hanno sentito parlare. Mi auguro che ogni generazione viva la propria vita convinta di essere quella migliore o peggiore, ma nessun confronto sarà mai possibile. Chi ha avuto il privilegio, come me, di vivere la propria vita a cavallo di generazioni completamente diverse fra loro, sa bene le difficoltà che ha dovuto affrontare per districarsi fra le differenti interpretazioni della realtà in cui si veniva a trovare.”
C’è qualcuno che vuoi ringraziare? Hai debiti o crediti d’attribuire? “Ringrazierei innanzi tutto qualcuno che mi ha permesso di arrivare dove sono adesso, mia madre che con il suo rigido insegnamento mi ha tenuto costantemente sulla retta via, fino a che ha potuto, mio padre che con la sua tenace pazienza si è accollato gran parte dei miei difetti, alla fine, mi sono arreso io e ho rigato dritto. Non ho niente da chiedere a nessuno, forse qualche parolina al destino gliela direi, ma si sa quello non fa sconti a nessuno, quindi va bene così.”
A chi è dedicato questo libro? “A chi si potrebbe dedicare un libro come questo? Esso è un insieme di parole, versi, pensieri, ricordi di un tempo che ha attraversato una intera vita perciò lo dedico alla mia compagna di sempre, abbiamo superato lo scoglio dei cinquanta di matrimonio. Lo dedico anche ai giovani per i motivi per risvegliare in loro la consapevolezza che dire “ti amo” alla fine non è così difficile. Basta spegnere i telefonini, fermarsi, guardarsi negli occhi e stringersi le mani, il resto viene da solo.”
Hai nuovi progetti nel cassetto? Vuoi anticiparci qualcosa? “I progetti in corso al momento non sono molti, attualmente ci sono in corso i risultati di due operazioni terminate da poco. L’uscita del mio libro dedicato a Napoli, la mia città natale. Un libro che parla di storie di persone che nei vicoli diventano personaggi di una commedia, la vita, che si svolge ogni giorno per le strade della città, si intitola “ Cronache napoletane” e non vorrei esagerare, ma credo che dovrebbe piacere molto ai miei concittadini. Storie vere romantiche, ma soprattutto vere, anche reali e crudeli. Questo è uno di quelli che si trova su IBS. L’altro progetto andato in porto è un libro su Silvi, il paese che mi ospita ormai da quasi vent’anni. Ho voluto ringraziare in questo modo il luogo che probabilmente mi vedrà fino alla fine. Una bella storia di una famiglia che vive il dramma dei cambiamenti che il progresso porta. Questo si trova su “Ilmiolibro”. Un progetto per il futuro è una storia dal sapore noir, come sfondo ho scelto Capri, mi duole per te  cara amica Anna Lamonaca che sei di Ischia, ma lo avevo già iniziato tempo fa, ma se ci sarà tempo per un’altra storia sarà ambientata a Ischia”.


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CAFIERO “Feriscimi”

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Dal 12 gennaio in radio il nuovo singolo
estratto da “Cafiero”

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Arriva in radio, venerdì 12 gennaio, “Feriscimi” il nuovo singolo di Cafiero, secondo estratto dall’album “Cafiero”, prodotto da Andrea Tripodi e registrato al “Tree Studio” di Milano.
“Feriscimi” racconta di un amore passionale, intenso, divorante. Ricordi e consapevolezze affiorano in un brano dal ritmo incalzante con un riff contagioso che arriva all’anima e la travolge in un vortice di emozioni.
Cafiero, abile nel raccontare la vita attraverso testi incisivi accompagnati da un sound corposo ed ammaliante, mette a nudo il proprio “sentire”, espressione pura di una creatività istintiva. Parole e musica si fondono dando vita ad un’ armonia perfetta, dall’impatto immediato.
“Feriscimi”, brano con il quale l’artista ha partecipato nel 2016 al contest “MTV New Generation”, è tra i quattro inediti contenuti nel disco, disponibile (dallo scorso 8 settembre) in digital download e su tutte le piattaforme streaming.
L’ep, dal sapore rock, è frutto di intensi anni di lavoro, di sperimentazioni, di numerosi live in Italia, in Europa e in America. Ogni brano genera una particolare forza persuasiva per la valenza dei testi e per la bellezza del suono su cui si adagia l’elegante voce del cantautore.
Un’opera discografica sorprendente che consente di definire Cafiero uno degli artisti più interessanti del panorama musicale italiano.

Cafiero, all’anagrafe Salvatore Cafiero (musicista, cantautore e produttore), vanta una carriera illustre caratterizzata da una vasta esperienza live, non solo in Italia ma anche in Europa e in America, e da una serie di collaborazioni prestigiose.
Fondatore dei Super Reverb, nel 2011 intraprende ufficialmente la carriera da solista con il nome Cafiero ed entra a far parte, come chitarrista, della band di Dolcenera.
Nel 2014, dopo una serie di show live negli Stati Uniti, pubblica l’Ep “Suck my Blues”. Dallo stesso anno, ad oggi, è membro della band di Gianluca Grignani.
Segue una collaborazione con Eros Ramazzotti e il 1° settembre 2015 si aggiudica il premio “Miglior chitarrista dell’anno” al concorso indetto dal “MEI”. Successivamente, collabora anche con i Tiromancino, Nek ed Elodie.
L’8 settembre 2017 Cafiero pubblica il suo primo disco ufficiale dal titolo omonimo “Cafiero”. Un traguardo importante che segna l’inizio di un nuovo ed entusiasmante cammino.


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La Scala: Il rosso di Pierre Prandini contro la violenza sulle donne

in Anna Lamonaca Blog/La Cultura/Pianeta Donna/Ultimi Pubblicati by
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Indossato da Silvia Colombini contro la violenza sulle donne

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Ogni giorno tante sono le donne vittime di violenza in ogni parte del mondo, questo problema che affligge la nostra società si sta diffondendo sempre più fino a raggiungere una spirale di dolore, non bisogna abituarsi ad essa, né tollerare i violenti, bisogna combatterli e denunciare. Negli ultimi tempi abiti e scarpe rosse sono diventati il simbolo della lotta al femminicidio e ai maltrattamenti alle donne. Vestiti rossi a simboleggiare il sangue di tante povere vittime, a non dimenticarle, indumenti e scarpe rosse sono però anche il segno di riconoscimento di una protesta silenziosa, emblema di una lotta sociale e culturale contro queste forme di soprusi e prepotenze. Attualmente le denunce e i messaggi antiviolenza si fanno sempre più forti. E’ stata inaugurata da poco la nuova stagione della Scala di Milano, in un’atmosfera magica, tra teatro, emozioni, suoni, personaggi di rilievo molti sono stati i messaggi che non sono sfuggiti ai mezzi di stampa e al pubblico ed hanno contribuito al successo e al prestigio dell’attesissima prima. Abiti eleganti, parterre d’eccezione hanno contornato l’opera di Andrea Chénier di Umberto Giordano entusiasmando il pubblico di Sant’Ambrogio. Protagonista indiscusso di quest’anno oltre alla musica, il colore rosso nei vestiti si è fatto notare, molte sono state le signore che hanno deciso d’indossare la nuance scarlatta che s’ispira infatti alla Rivoluzione e quindi al tema di Chénier.

lo stilista pierre prandini alla scala con tutti e sei i suoi abiti (300 x 225)

Questa scelta, una decina d’anni fa, avrebbe sorpreso tutti, infatti il bon ton per le serate di gala non prevedeva il rosso per gli abiti delle signore mentre l’apertura della stagione teatrale milanese ha visto molti personaggi dello star system indossare questo colore da Natasha Stefanenko che si è presentata tutta fasciata in un modello rosso fuoco di Antonio Riva, a Natasha Stefanenko che ha scelto il rosso, stesso colore scelto pure da Margherita Buy e dal soprano Silvia Colombini.

pierre-prandini
Lo stilista Pierre Prandini è stato presente alla serata della prima con sei abiti messi rispettivamente da Marinella di Capua, Cesarina Ferruzzi, Anna Pianta, Giulia Floriani, Marisa Magri, ma l’abito che si è distinto più di tutti è stato quello portato dal “Soprano d’arti” Silvia Colombini che oltre ad essere cinta con grande eleganza dal meraviglioso ampio e sognante vestito in velluto rosso dello stilista, si è dipinta sul petto la scritta “Rinasci dalla dignità” a voler celebrare la battaglia contro la violenza sulle donne.

pierre prandini con il soprano silvia colombini

E’ stato quest’ultimo abito a stupire e ad attirare l’attenzione dei presenti in sala, dei fotografi e dei giornalisti che il giorno dopo la prima ne hanno riportato immagine e commenti su tutte le più importanti testate nazionali come bandiera alla lotta contro il femminicidio e la violenza. Un abito rosso che il giovane e talentuoso stilista milanese ha voluto dedicare proprio a questa lotta. Pierre Prandini ha dichiarato al nostro giornale: “Ho scelto il colore rosso per rendere tributo alla Francia, ma soprattutto alla forza della donna, alla passione, all’amore così come voleva essere il messaggio trasmesso dall’opera. Dedicare un abito alla lotta contro la violenza sulle donne è stato un voler dare un messaggio forte in una serata dove tutti i riflettori sono puntati sul Teatro La Scala di Milano. Ho scelto un abito studiato nei minimi particolari che esaltasse la femminilità, la forza ed il carattere esplosivo della donna che lo ha indossato”.

silvia colombini in rosso pierre prandini

Silvia Colombini ha poi spiegato: “Il mio è un messaggio contro la violenza sulle donne, perché nel terzo atto di quest’opera si consuma un tentativo di stupro. Il vero amore non toglie mai la dignità”- ha concluso la soprano. Così il rosso negli abiti è diventato un modo per veicolare un messaggio contro i tanti episodi di cronaca e di violenza sulle donne. Un gesto dal forte valore simbolico che ha voluto richiamare l’attenzione dei mille riflettori ogni anno puntati sull’occasione mondana di Sant’Ambrogio per una causa nobile affinché la prima alla Scala quest’anno non fosse ricordata solo per gioielli, lusso e pellicce, ma inviasse un messaggio forte a chi crede che la violenza sulle donne passi nel silenzio totale, la stessa soprano ha voluto col suo abito corredato dalla scritta diventare un vero e proprio messaggio vivente cioè che il vero amore non toglie la mai dignità ed il suo è stato un modo per invitare tutte le donne a fare muro indossando abiti e scarpe rosse soprattutto durante eventi importanti lanciando messaggi in codice in favore di questa giusta battaglia sociale.


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La Notte Bianca di Vico Equense

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Questa notte dalle 19.00 alle 23.00

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

VICO EQUENSE – L’atmosfera natalizia, le luminarie, la grande musica, il cabaret, l’enogastronomia e il divertimento si fondono in un unico, grande evento: La grande Notte Bianca. Questa sera dalle ore 19.00 alle 23.00 a Vico Equense saranno aperti i locali del centro cittadino, in programma eventi e spettacoli in notturna, piazza Umberto I e dintorni si trasformeranno in un enorme palcoscenico diffuso a cielo aperto per accogliere turisti e residenti, grandi e piccini. L’amministrazione comunale ha accolto la proposta dell’Associazione dei commercianti A.CO.V.E., che collabora anche nella gestione dei mercatini di Natale in piazza Marconi. Nel corso della serata, sono in programma degustazioni, spettacoli di artisti di strada, proiezioni artistiche natalizie in piazza Umberto, musica, selfie box, virtual games, mercatini di natale, pista di pattinaggio e la musica dei sosia dei più grandi artisti italiani. Il tutto mentre i negozi saranno aperti offrendo la possibilità di fare shopping con sconti e promozioni particolari.


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“Fashion Gold Christmas” Sorrento si tinge di moda, giornalismo, cinema e sociale

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Venerdì 15 dicembre, alle ore 20.00 la prestigiosa Villa Maravì ospiterà il grande evento

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Il Natale è alle porte ed a Sorrento in un paesaggio unico al mondo, dove si alternano mare e montagna sta per prendere il via il party più di tendenza della stagione invernale. Venerdì 15 dicembre, alle ore 20.00 la prestigiosa Villa Maravì, immersa in un ricco giardino mediterraneo con i suoi straordinari locali ospiterà il “Fashion Gold Christmas”, grande evento di moda, luxury, giornalismo, televisione, cinema e sociale. A condurre la manifestazione ideata da Alfonso Somma, patron di “Moda Gold”, la bellissima e poliedrica attrice Roberta Scardola, “Carlotta” della serie tv “I Cesaroni” ormai di casa in penisola sorrentina per essere la presentatrice storica del “Social World Film Festival”, la mostra internazionale del cinema sociale di Vico Equense. In passerella sfileranno numerosi professionisti della moda, tra cui il modello ed attore partenopeo Nicola Coletta affiancati da firme ed eccellenze campane che presenteranno le loro creazioni tra abiti da sposa e cerimonia, alta moda, pellicce, moda uomo e creazioni preziose fatte a mano. Nel corso della serata, che si articola in due momenti, uno dedicato alla moda e l’altro ai riconoscimenti di prestigio, saranno attribuiti i riconoscimenti “Fashion Gold”, realizzati da artigiani di Vietri sul Mare, a personalità che si sono distinte in vari ambiti artistici, del mondo dell’editoria e dello show-biz. Beppe Convertini, sex symbol e volto noto del cinema e della tv, sarà premiato per il suo impegno nel sociale. Di recente, infatti, l’attore è tornato da una missione umanitaria lungo il confine giordano-siriano per l’organizzazione “Terres des Hommes” che si occupa di progetti a favore dell’infanzia. Sempre per i messaggi sociali veicolati al pubblico sarà anche insignito l’attore partenopeo Gianluca Di Gennaro, per la sua interpretazione del film “Gramigna”, da pochi giorni nelle sale. Nella pellicola diretta da Sebastiano Rizzo e tratta da una storia vera, Di Gennaro interpreta Luigi Di Cicco, figlio di un boss della camorra che rifiuta il mondo del malaffare di cui fa parte il padre. Un personaggio che incarna la voglia di riscatto, cambiamento e ribellione per vivere la vita di un ragazzo normale. Sempre in tema di messaggi sociali, sarà inoltre presentato il nuovo spot contro il femminicidio “Luce degli occhi”, la campagna realizzata dall’attore Benito Gaudino Raimo. Altro attore e sex symbol del momento che ritirerà il premio sarà Erasmo Genzini, rivelazione del momento grazie all’interpretazione nella fiction “Sotto copertura 2”, in cui rivestiva i panni di Nicola Sasso, uomo di Michele Zagaria la cui collaborazione con le forze dell’ordine si rivelerà fondamentale per catturare il boss di Casapesenna. Per l’editoria sarà invece insignita la giornalista Laura Avalle, direttore responsabile dei periodici “Vero salute”, “Vero cucina” e “Rakam” che, dopo il successo del primo libro “Le altre me” edito da La Lepre edizioni, è tornata da poco in libreria con “Vita io ti aspetto” (Giuliano Ladolfi Editore), in cui racconta vita e amore alla figlia che sta per nascere. Tra i premiati anche il trio comico di “Made in sud” de “I Ditelo voi“, gli attori Luca Turco e Giorgia Cenatiempo direttamente dalla soap di Rai Tre “Un posto al sole”, Gino Coliandro, cabarettista del gruppo dei “Trettrè”, il duo comico napoletano “Ciak & Medico”, il divo della musica napoletana Gianluca Capozzi e il direttore artistico delle kermesse “Un mondo di solidarietà” ed “È sposa” Diego Di Flora. Nel corso della serata, animata dalla voce di Federica Raimo, anche le caricature realizzate al momento dal fumettista Ciro Scialò. Tra gli invitati attesi nella suggestiva location al Capo di Sorrento anche numerosi altri personaggi del jet set, del mondo della moda, fashion blogger ed esponenti del giornalismo tra cui anche Lorella Ridenti, direttore del periodico “Ora”.


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Violenza sulle donne Come eri vestita? Una mostra in Kansas

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Violenza. Realizzata dal Centro prevenzione e formazione sessuale di una scuola del Kansas contro lo stupro alle donne…

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Viviamo in una società violenta, una realtà che ha poco rispetto per le donne e la giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata l’occasione per analizzare ancora questo problema che ogni anno provoca tante vittime. In Italia ogni due giorni e mezzo una donna muore uccisa per mano di un uomo che avrebbe dovuto amarla: fidanzato, marito, amante, amico, fratello, padre. Sempre in Italia si contano quasi 11 stupri al giorno,  4mila ogni anno e oltre un milione di donne colpite nel corso della vita. Sono 3 milioni e 466 mila, secondo l’Istat, le donne che nell’arco della propria vita hanno subito stalking, ovvero atti persecutori da parte di qualcuno, il 16% tra i 16 e i 70 anni. Di queste, 2 milioni e 151 mila sono vittime di comportamenti persecutori dell’ex partner. Ma il 78% delle donne che ha subito stalking, quasi 8 su 10, non si è rivolta ad alcuna istituzione e non ha cercato aiuto. Il nostro mondo è violento, aggressivo fisicamente, psicologicamente, emotivamente. E’ una quotidianità in cui ciò che conta è il potere, la donna nell’immaginario distorto del violento è una “proprietà”, può essere comandata, usata, abusata, picchiata e nei casi più estremi uccisa. E queste violenze continuano anche nel mondo del lavoro, soprattutto in ambito professionale. Se solo pensiamo al caso Weinstein le molestie erano sotto gli occhi di tutti, ma perché nessuno ha parlato? Alcuni rispondono una questione di giochi di potere. Ci lamentiamo perché le vittime non denunciano, ci accusiamo di omertà, ma quando poi queste donne lo fanno dopo anni di soprusi allora le additiamo. Le processiamo.

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Processi mediatici, processi psicologici. Viviamo nell’epoca in cui l’esibizione del corpo è dominante, in cui l’esteriorità la fa da padrona. Se non sei “figa” meriti di restare in un angolo, ma essere attraenti, non significa però che poi il violento di turno debba approfittarne. Le molestie e le violenze sono dovunque, tra le pareti domestiche, sul luogo di lavoro, fino ad arrivare al mondo dello spettacolo. Ma alla fine non si fa nulla per evitare che certe cose accadano, le donne vengono usate, massacrate, violentate e spesso uccise anche dopo le denunce. L’opinione comune e il preconcetto sono poi quello che più uccide della violenza stessa. Si tende a credere che la colpa sia della donna che ha “provocato”. La prima domanda che si fa alla vittima di uno stupro è: “Come eri vestita?”.- Perché accade? Perché nel mondo perbenista in cui viviamo si tende sempre a colpevolizzare la donna e nell’immaginario comune e collettivo la donna violata è sempre quella che un po’ se lo è andata a cercare. Ebbene mi ha fatto riflettere una mostra allestita di recente dagli studenti dell’Università del Kansas, nel Midwest degli Stati Uniti. 18 vestiti sono stati esposti, per sfatare le convenzioni, per distruggere il pregiudizio ed accanto ad ognuno un pannello con una storia (vera) di poche righe raccontata da una donna che ha subito abusi sessuali e che indossava un vestito proprio simile a quello quand’è successo.

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Sono abiti normali, per niente succinti, scollati, pantaloni, maglioni, vestiti, magliette, tute da jogging, abiti di uso comune, per niente provocanti. Storie shoccanti che dicono molto, dicono che il vestito non conta nulla, che non importa cosa indossi, lo stupratore violento, per quanto tu sia coperta dalla testa ai piedi, non guarda a quello. “What Were You Wearing?” è un tale pugno allo stomaco che sta facendo il giro del mondo. Le immagini di quegli abiti “da stupro” stanno colpendo la coscienza di tanti che grazie alle condivisioni sui social hanno iniziato a riflettere.

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Cominciamo a farci delle domande, cominciamo a chiederci anche noi il perché c’è qualcosa di marcio in questa società, in questo mondo che non sa amare più. Io sono senza parole, non credo ai cambiamenti radicali, quelli non accadono mai, l’arroganza, la violenza è un qualcosa che bisognerebbe correggere da dentro, non credo nei mutamenti che vengono dell’esterno, ma credo fermamente nelle evoluzioni dell’anima quelle che avvengono tra le pareti delle case, nelle scuole, bisognerebbe imparare, educarsi all’amore che non è possesso malato, ma è rispetto, verso l’altro, soprattutto verso le donne. Il nostro paese non deve solo dare pene più severe, ma anche educare fin dall’infanzia nelle scuole, in famiglia ad un sentimento che è quello dell“empatia” ad un certo modo di sentire l’altro che vuol dire comprenderlo, rispettarlo, immedesimandosi col suo patire che non vuol dire possedere.


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Come eri vestita?- Una mostra per imparare a rispettare le donne

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Realizzata dal Centro prevenzione e formazione sessuale di una scuola del Kansas contro lo stupro

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Viviamo in una società violenta, una realtà che ha poco rispetto per le donne e la giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata l’occasione per analizzare ancora questo problema che ogni anno provoca tante vittime. In Italia ogni due giorni e mezzo una donna muore uccisa per mano di un uomo che avrebbe dovuto amarla: fidanzato, marito, amante, amico, fratello, padre. Sempre in Italia si contano quasi 11 stupri al giorno,  4mila ogni anno e oltre un milione di donne colpite nel corso della vita. Sono 3 milioni e 466 mila, secondo l’Istat, le donne che nell’arco della propria vita hanno subito stalking, ovvero atti persecutori da parte di qualcuno, il 16% tra i 16 e i 70 anni. Di queste, 2 milioni e 151 mila sono vittime di comportamenti persecutori dell’ex partner. Ma il 78% delle donne che ha subito stalking, quasi 8 su 10, non si è rivolta ad alcuna istituzione e non ha cercato aiuto. Il nostro mondo è violento, aggressivo fisicamente, psicologicamente, emotivamente. E’ una quotidianità in cui ciò che conta è il potere, la donna nell’immaginario distorto del violento è una “proprietà”, può essere comandata, usata, abusata, picchiata e nei casi più estremi uccisa. E queste violenze continuano anche nel mondo del lavoro, soprattutto in ambito professionale. Se solo pensiamo al caso Weinstein le molestie erano sotto gli occhi di tutti, ma perché nessuno ha parlato? Alcuni rispondono una questione di giochi di potere. Ci lamentiamo perché le vittime non denunciano, ci accusiamo di omertà, ma quando poi queste donne lo fanno dopo anni di soprusi allora le additiamo. Le processiamo.

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Processi mediatici, processi psicologici. Viviamo nell’epoca in cui l’esibizione del corpo è dominante, in cui l’esteriorità la fa da padrona. Se non sei “figa” meriti di restare in un angolo, ma essere attraenti, non significa però che poi il violento di turno debba approfittarne. Le molestie e le violenze sono dovunque, tra le pareti domestiche, sul luogo di lavoro, fino ad arrivare al mondo dello spettacolo. Ma alla fine non si fa nulla per evitare che certe cose accadano, le donne vengono usate, massacrate, violentate e spesso uccise anche dopo le denunce. L’opinione comune e il preconcetto sono poi quello che più uccide della violenza stessa. Si tende a credere che la colpa sia della donna che ha “provocato”. La prima domanda che si fa alla vittima di uno stupro è: “Come eri vestita?”.- Perché accade? Perché nel mondo perbenista in cui viviamo si tende sempre a colpevolizzare la donna e nell’immaginario comune e collettivo la donna violata è sempre quella che un po’ se lo è andata a cercare. Ebbene mi ha fatto riflettere una mostra allestita di recente dagli studenti dell’Università del Kansas, nel Midwest degli Stati Uniti. 18 vestiti sono stati esposti, per sfatare le convenzioni, per distruggere il pregiudizio ed accanto ad ognuno un pannello con una storia (vera) di poche righe raccontata da una donna che ha subito abusi sessuali e che indossava un vestito proprio simile a quello quand’è successo.

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Ebbene sono abiti normali, per niente succinti, scollati, pantaloni, maglioni, vestiti, magliette, tute da jogging, abiti di uso comune, per niente provocanti. Storie shoccanti che dicono molto, dicono che il vestito non conta nulla, che non importa cosa indossi, lo stupratore violento, per quanto tu sia coperta dalla testa ai piedi, non guarda a quello. “What Were You Wearing?” è un tale pugno allo stomaco che sta facendo il giro del mondo. Le immagini di quegli abiti “da stupro” stanno colpendo la coscienza di tanti che grazie alle condivisioni sui social hanno iniziato a riflettere.

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Ebbene cominciamo a farci delle domande, cominciamo a chiederci anche noi il perché c’è qualcosa di marcio in questa società, in questo mondo che non sa amare più. Io sono senza parole, non credo ai cambiamenti radicali, quelli non accadono mai, l’arroganza, la violenza è un qualcosa che bisognerebbe correggere da dentro, non credo nei mutamenti che vengono dell’esterno, ma credo fermamente nelle evoluzioni dell’anima quelle che avvengono tra le pareti delle case, nelle scuole, bisognerebbe imparare, educarsi all’amore che non è possesso malato, ma è rispetto, verso l’altro, soprattutto verso le donne. Il nostro paese non deve solo dare pene più severe, ma anche educare fin dall’infanzia nelle scuole, in famiglia ad un sentimento che è quello dell“empatia” ad un certo modo di sentire l’altro che vuol dire comprenderlo, rispettarlo, immedesimandosi col suo patire che non vuol dire possedere.


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La foresta delle illusioni: il libro d’esordio di Alessandra Marconato

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Il libro è stato presentato al BUK di Modena

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

“Venne il tempo in cui Taras dovette iniziare ad addestrarsi per diventare Conduttore del Regno…”
Inizia così la novella allegorica, scritta da Alessandra Marconato e dedicata agli adulti perché di crescere e di lavorare su se stessi non si finisce mai. “La Foresta delle Illusioni” rappresenta il suo esordio letterario con il quale sta coinvolgendo un pubblico sempre più ampio. Presentata ufficialmente al BUK di Modena, la fiaba motivazionale di Alessandra ha conquistato in pochissimo tempo un numero crescente di lettori, semplicemente grazie al passaparola ed al lavoro diretto dell’autrice che si racconta in un’interessante intervista.
Alessandra, il tuo libro d’esordio s’intitola “La foresta delle illusioni”: parlaci della genesi di questa fiaba … “A due mesi dall’uscita del libro ho incontrato una persona che mi ha detto di averlo letto e di aver pensato a quanto tempo avessi impiegato per la sua “progettazione” e stesura. Legare una metafora all’altra e creare un filo conduttore nella storia non doveva essere stata una cosa “semplice”. Avrei potuto dire di sì, ma questa non è la verità. Un pomeriggio ho iniziato a scrivere e la prima stesura è stata d’impeto. Le parole hanno iniziato a scorrere nella mia testa e chiedevano, semplicemente, di essere messe nero su bianco.”
La tua è una novella allegorica dal sapore medievale con richiami alla filosofia zen dedicata agli adulti. Perché hai scelto proprio questo genere per narrare la tua storia? “Le persone hanno ancora bisogno di storie e di favole … e dalle storie e dalle favole si può imparare molto.”
La tua fiaba motivazionale sta conquistando in pochissimo tempo i lettori, a tuo avviso perché nel mondo attuale così disilluso e moderno c’è ancora bisogno delle fiabe? “Questo mondo è apparentemente disilluso e così è, generalmente, descritto. Incontro persone che hanno il desiderio di fermarsi a pensare, riflettere e, a volte, sognare ancora un po’ cercando qualcosa da leggere che soddisfi questa loro esigenza. Credo che questo sia il motivo per cui “La foresta delle illusioni” piace ai lettori.”
È un suggestivo percorso di crescita personale alla ricerca di un’identità e di un ruolo sociale attraverso la foresta delle illusioni. Cos’è la foresta delle illusioni? “Potrei dire che è il mondo del proprio io, del modello di sé, delle sfide e vicissitudini che dobbiamo affrontare, è un mondo in cui è necessario addentrarsi per conoscere meglio se stessi.”
Il libro è costituito da scrittura e disegni ideati da te, come ti sei appassionata alla scrittura e all’arte? “Questo non me lo ricordo … Ricordo che ho sempre disegnato e sempre scritto. In particolare, da bambina disegnavo ovunque su fogli, scatoloni, pezzi di legno, sassi, sul gesso di mio papà, il platano che è stato tagliato per poter fare la recinzione di casa, le pareti di casa, un paio di volte. Scrivere è un’altra cosa che mi è sempre piaciuta, diciamo fino alla terza liceo perché da lì in poi inizia “un’altra storia”.
Il personaggio principale del libro è un cavaliere che vive un’avventura magica, chi è questo protagonista? “Ognuno di noi. C’è chi mi ha chiesto “E se sono una cavaliera?” “Vale uguale”, ho risposto io, anche perché il termine femminile di cavaliere è … e anche questa è “un’altra storia”-
Cosa gli accadrà durante il cammino? “Si incontreranno persone, si vedranno cose, si vivranno esperienze, si faranno scelte, si soffrirà un po’ e poi si starà, forse, meglio.”
Perché i lettori devono comprare il tuo libro? “Perché ai lettori piace, chi lo legge trova serenità, qualcuno maggiore coraggio, qualcun altro un’ora di svago, è difficile per me consigliare il mio libro! Posso, quindi, dire che chi ha letto l’opera l’ha gradita … Ripeto spesso che ha ragione il lettore, non chi scrive o pubblica. È il lettore che fa vivere un libro, oppure no.”
Sei un coach, ti occupi di formazione, sei laureata in Filosofia, hai collaborato alla stesura di antologie ed articoli sul coaching, creato un brand di formazione, ami la filosofia, l’arte e la scrittura; parlaci di te: chi è Alessandra Marconato? “Non amo molto parlare di me. Sono uscita dalla mia “tana” per il mio libro, posso dire che sono una persona riservata, non amo il conformismo e i sentieri prestabiliti. Diciamo che, per quanto possibile, cerco di far lavorare la mia testa.”
Perchè scrivi, Alessandra? “Perché mi piace e mi fa sentire bene, nulla di più.”
Cosa c’è nel tuo futuro? “Sto pianificando alcuni nuovi progetti, non riesco a stare con le mani in mano. C’è, sicuramente, “La foresta delle illusioni” che per me è molto più di un libro…”


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Ischia Fashion Week: si è conclusa una prima grande edizione di successo

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La finale condotta da Jo Squillo andrà in onda su Modamania sulle Reti Mediaset

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

La moda, la bellezza, il talento ed il fascino etereo e sensuale di modelle e modelli di tutto il mondo sono stati protagonisti della prima fortunata edizione di “Ischia Fashion week” che ha trasformato la bella “IsolaVerde” per sette giorni in un palcoscenico a cielo aperto, nella capitale della moda e del glamour in cui si sono incontrate le star delle passerelle a livello mondiale. Modelli e modelle sono scesi per le strade, sulle spiagge, arricchendole con una cascata di colori, tessuti, abiti ed eleganza, popolando con la loro presenza scenica le viottole d’Ischia ed il ponte del Castello Aragonese, le spiagge, le location più suggestive e le strutture ristorative, alberghiere e termali con un’unica “mission” quella di “The Look Of The Year” il fashion contest-format televisivo che si propone la ricerca e la promozione di modelli provenienti dai 5 continenti. Essi sono arrivati ad Ischia iniziando le riprese video e fotografiche del programma televisivo nelle location più caratteristiche ed esclusive dell’isola verde, tra scorci marinari, tipiche stradine per un’intensa settimana i look più curati e più vistosi, le icone della tendenza, le griffe più famose hanno fatto da padrone concludendo in bellezza nel momento più prestigioso della manifestazione che si è svolto nella notte magica della serata finale della 34° edizione di The Look Of The Year nella cornice spaziosa del Palazzetto dello Sport “F.Taglialatela” d’Ischia. Una grande passerella che ha visto sfilare sotto i riflettori, davanti alle telecamere e agli obiettivi dei fotografi le top model che indossavano abiti di marchi d’importanti stilisti e case di moda internazionali.

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La Kermesse finale del concorso è stata condotta dalla splendida ed insuperabile Jo Squillo ed andrà in onda su Modamania per le Reti Mediaset tra una settimana. Le modelle che hanno preso parte all’evento sono state selezionate dalle migliori agenzie di moda del mondo ed hanno indossato le collezioni dei designer internazionali, eccellenze dell’Haute couture, del pret-a-porter e della “Regione Campania”, scelti dalla sapiente Fashion Director di The look of the year Antonella Ferrari. Tra i grandi nomi di punta, stilisti internazionali quali: Alviero Martini, Camillo Bona, Jamal Taslaq, Tersige Cerrone, Benedetta Cidonio, Claudia Piazza, Maria Roma, Domenico Lotti shoes uomo/donna, Patrizia Fiandrini, i gioielli di Patrizia Falcone, l’Associazione Piazza di Spagna di Annabella Esposito con i giovani designer della Regione Campania (Salvatore D’Orsi, Luciano Fiore, Maria Longobardi, Nunzia Di Bernardo, Stella Chiara Iorio, Gabriele Bonomo, Annarita Ascione, Ida Cerullo, Francesco Minini, Adelaide Auriemma, Federica Sorrentino, Antonio Smaldone, Cira Borrelli), i gioielli di Federica Frassetto e Domenico Federico. Ha ottenuto grande successo inoltre la sfilata degli abiti ispirata a tutte le grandi dive che Ischia ha ospitato negli anni, realizzata da Piero Camello, designer ischitano. Una parata di modelli che si è trasformata in una tavolozza di colori vivaci, intensi, avvolti da allure e mistero, alternati a sete, long dress, abiti monospalla, fascianti, con profondi spacchi sulla schiena e sul decolté, motivi, ricami preziosi, tagli contemporanei, tessuti pregiati e ricercati per le donne, mentre l’uomo elegante, sobrio, casual, sportivo. Durante la serata finale sono stati proclamati inoltre i titoli mondiali del concorso di bellezza permettendo a molti indossatori di realizzare il loro sogno ed esibirsi sul carpet della moda:

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THE LOOK OF THE YEAR: dal Brasile la modella ALICIA DUANE WEILAND ed il modello ADNAN LUGAVIC dalla Bosnia Herzegovina.
Il titolo The look of the year STYLE scelto dalla WELLA è stato assegnato alla modella DIANA PIRLOG dalla Moldavia.
Il titolo The look of the year PERSONALITY alla modella FABRIZIA ALIQUO’ dall’Italia.
La giuria formata da giornalisti, personalità ed albergatori d’Ischia ha proclamato come vincitori del titolo ISCHIA FASHION WEEK: Categoria Man al modello JACOPO ERCOLI dall’Italia
Categoria woman alla modella VERONIKA KOROBKO.

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Le sorprese non sono finite perché molti sono stati gli ospiti della serata: l’Ambasciatore Antonio Morabito, il cantante ischitano Michele Schiano che ha presentato le sue canzoni: l’Imperatrice ed Ischia dolce magia, la modella attrice Claudia Filipponi, il cantante Angelo Martini che ha cantato la sua nuova versione dance di “Survivor”, successo degli anni 80 di Mike Francis, arrangiata dal M.Alessandro Massa che ha diretto il video, presente su canale Vevo. La Eventsworld, TMInternational, che produce l’ evento mondiale, formata dal Producer Nuccio Cicirò, General manager Ivana Triolo, Director Santo Cicirò, Fashion Director Antonella Ferrari, Press Office Freetime, ha lavorato duramente riscuotendo un grande successo di pubblico (oltre 500 ospiti presenti), grazie allo staff scelto da Antonella Ferrari che ci ha raccontato un po’ di retroscena sull’organizzazione: “Questa prima edizione di successo è stata favolosa, è partita da una mia follia, quella di organizzare questa edizione su di un’isola fantastica come Ischia, voglio ringraziare il mio staff ischitano formato in primis da Lucia Buono, titolare dell’Hotel Annabelle che ha messo in campo tutte le sue conoscenze dell’isola ed ha coinvolto Salvatore Di Meglio proprietario della Dim hotel, Luciano Bazzoli titolare dell’Hotel Regina Palace e Hermitage, l’Assessore alla logistica e ai grandi eventi Marianna Sasso, l’Assessore alla Comunicazione Anna Maria Chiariello, giornalista del Tg5, Giuseppina Di Iorio, l’ex Sindaco Giosi Ferrandno e Carmen Criscuolo ex Assessore, attuale consigliere del Comune, il nuovo Sindaco d’Ischia Vincenzo Ferrandino. Il senatore Lauro che ci ha aiutato da un punto di vista logistico per il trasporto dei modelli con gli aliscafi Alilauro Volaviamare, compagnia di navigazione sponsor e partner dell’evento. Un team di persone che amano in modo smisurato l’isola verde e che hanno contribuito a restituire e rilanciare l’isola d’Ischia in modo positivo e sicuro, dopo il sisma accaduto il 21 agosto a Casamicciola ed hanno portato a termine i lavori, iniziati nel mese di marzo, in collaborazione con le istituzioni ischitane e della Regione Campania. I modelli e le modelle insieme agli stilisti sono stati ospiti per il Gala di Benvenuto al ristorante l’Innominato, nei giorni a seguire, al Miramare Castello, all’Oasis del Sorriso Resort dei fratelli Impagliazzo coordinati da Luana Pezzuto e Roberto Ruggiero, al New Valentino, l’Ecstasy, al Visconti, al ristorante O’Sole mio, da Pirozzi, dalla Pizzeria da Gaetano, da O’Spasso, dal Parco termale il Castiglione di Casamicciola. Luca Denardo, Franco Trani e le riprese di Federico Mancuso. In previsione per il prossimo anno c’è una seconda edizione ricca di sorprese, appuntamento in tv tra una settimana, sarà una puntata stupenda che andrà in onda anche a Miami, è stato molto complicato ma ci siamo riusciti”-ha concluso la Fashion Director Antonella Ferrari.

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Si è conclusa così una grande edizione che è stata un’esplosione di bellezza che ha reso protagonista l’isola attraverso gli abiti degli stilisti e la bellezza delle modelle confermando la frase di Guillame Henry: la moda è un miscuglio d’istinto, rigore, logica ed emozione, appuntamento all’anno prossimo!

 


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Daniela del Secco d’Aragona: amo tutto ciò che è bellezza

in Anna Lamonaca Blog/Pianeta Donna/Ultimi Pubblicati by
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La famosa marchesa, in vacanza ad Ischia, si racconta

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca


È una donna molto intelligente, autoironica Daniela del Secco d’Aragona, la famosissima marchesa, donna molto affascinate e bella, carismatica, giornalista, conduttrice tv, opinionista, insegnate di dermocosmesi, ricercatrice antiaging. La Marchesa del Secco D’Aragona è una maestra di stile, costume e galateo. Dal 1991 ad oggi è impegnata nella ricerca dermocosmetica anti-aging ed ha creato una linea di prodotti anti-età per il volto ed il corpo. La incontriamo ospite del Sorriso Resort d’Ischia, in cui viene coccolata e si dedica al relax nella attrezzatissima Spa e ci rilascia un’interessante intervista dedicata proprio al tema della bellezza.


Ama tutto ciò che è bellezza ed è un’appassionata d’arte, come si è avvicinata a questo mondo? “Sì è vero, complimenti per questa deduzione, l’ho anche scritto nel mio libro: “Come diventare marchesa e restarlo in tutte le occasioni della vita”di Mallardo Editore che ha ricevuto 10 ristampe, noi siamo stati sempre grandi mecenati, protettori dell’arte, produttori di talenti e di nuove leve. Io stessa produssi un programma in cui presentavamo il giovane attore emergente insieme a quello famoso, l’artista esordiente ed il famoso, siamo collezionisti, siamo appassionati d’arte, l’arte per noi è la vita, mio padre era uno scultore ed era un musicista, la ricerca del bello è una cosa che più mi colpisce nelle scelte non è né il blasone, né i danari”:


La bellezza quanto è importante nella sua vita? “Io mi piaccio tantissimo, mi sono tanto simpatica, se avessi un’amica come me l’adorerei perché sono sincera, reale. Tutto fa parte della bellezza del senso del bello, io ammiro la mia autoironia, se lei mi dicesse la marchesa mi è antipatica, io direi adorato, tu la vedi 10 minuti, io ci devo convivere 24 ore su 24, l’autoironia è vincente”.


Marchesa lei cosa farebbe per il successo?”Niente, se il successo arriva, arriva. Il successo è nato con me, io sono felice, ho le mie certezze, amo la mia famiglia, non ho momenti in cui sono triste, c’è gente che se non va in televisione per un mese si sente male, la telecamera per me è sempre accesa, mi piace fare giornalismo e tv, mi piace per il semplice fatto che posso raggiungere in un istante milioni di persone, scrivo la mia rubrica per il settimanale Nuovo. Signoretti è il mio direttore per Cairo, il fatto di raggiungere milioni di persone mi da una soddisfazione infinita, la comunicazione per me è vita, io sono soprattutto una donna di comunicazione, nasco nel settembre del 1993 come giornalista, sono 25 anni adesso, iscritta all’albo della Lombardia con Franco Abruzzo del sole 24 ore, un grande maestro, sono stata onorata perché quando sono diventata giornalista io era difficile al nord esserlo perché su 100 siamo passati in 2, sono onorata. C’insegnarono che dovevamo verificare la veridicità delle notizie, oggi non lo fa quasi nessuno si diffondono e scrivono solo notizie sbagliate.”


Perché si occupa di dermo-cosmesi? “Io mi occupo di ricerca dermocosmetica dal ‘91 e molte volte mi hanno chiesto perché c’è questo amore per le creme, esso risale al bacio della buonanotte della mamma, ricordo ancora il fruscio dello strascico di seta della vestaglia della mamma, questa donna bellissima, nastro di raso nei capelli che veniva a darmi un bacio della buonanotte, ricordo questo profumo, mi vengono i brividi, profumo di borotalco, di pulito, di mamma, che mi diceva sogni d’oro, Dio ti benedica Danielina dormi bene, mi ricordo la sua toletta la sera, si metteva la crema da notte e quella per le mani un rituale che mi sono portata dentro per anni, mi ricordo a Piazza di Spagna quando da piccola camminavo con queste scarpette alla bebè, i guantini, la borsa di Gucci non si diceva shopping allora, si andava in profumeria perché la nonna e la mamma dovevano comprare le creme, ci facevano entrare in un privè e la venditrice principale veniva come se avesse un segreto che solo lei conosceva e diceva: “marchese è arrivato l’ultimo ritrovato di Parigi, una crema prodigiosa”. Loro la provavano ed andavano via con tutte quelle creme, mia madre comprava 10 creme e dopo 2 mesi era sempre lo stesso discorso le creme del campione non erano buone, non facevano effetto, tornavamo e la tiritera della venditrice era la stessa: “marchesa, ma le creme dopo un po’ vanno cambiate, bisogna cambiarle la pelle si abitua, ho studiato che non era così, ho detto fermi tutti la marchesa ha una figlia avvocato, non ha più 20 anni eppure è giovane, non invecchia perché ha creato dei prodotti che restituiscono alla pelle quelle sostanze che essa perde con gli anni. La mia sete di conoscenza nasce dal fatto che l’ho vissuto in famiglia l’antiaging, il desiderio di restare al più a lungo possibili giovani anche mentalmente, prevenzione, quella è importante, bisogna fare prevenzione. Il vestito lo cambi la pelle no, per questo mi sono dedicata alle creme.”


Ci sono sorprese o anticipazioni per il futuro? “La mia nuova linea di dermo-cosmesi e i miei profumi, a volte si sono fatte battute sul fatto che la marchesa è estetista, ma non è così, lei è estetologa, dottoressa in scienze dell’estetica, io adoro le estetiste, le amo, usano i miei prodotti, è stato usato in tono discriminatorio ed io mi sono arrabbiata ed ho risposto sono professore in scienze dell’ estetica e l’estetista sta a me come l’infermiere al medico, collaborano con noi e sono a volte preparate, io le adoro perché chiunque metta mano su un corpo con sapienza è degno di un rispetto senza fine. Io combatto tutti i giorni, mi alzo, mi sveglio la mattina, mi metto l’armatura e come tutti scendo in campo e qualche volta vinco, qualche volta vinco e qualche volta vinco. L’importante è che ci sia l’osmosi noi siamo fatti 70 % di dna e 30 % d’esperienza, questa è la vita.


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Ischiafashionweek: una giornata speciale per Jo Squillo e le modelle

in Anna Lamonaca Blog/La Cultura by
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Al Sorriso Resort d’Ischia, aperitivo a bordo piscina, musica, photo shooting e show cooking

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca


“The Look of the year” il contest di bellezza e moda più famoso al mondo è approdato ad Ischia dal 10 al 14 ottobre. La moda, la grazia e l’eleganza sono state protagoniste di “Ischiafashionweek” evento alla sua prima edizione che è stato presentato da Jo Squillo, in onda su Modamia per le reti Mediaset. Il posto in cui si è svolta la serata, il Sorriso Resort, un luogo da sogno, sito sulla bellissima baia di Citara ha ospitato, il 12 ottobre, numerosi modelli provenienti da tutto il mondo riservando ad essi una giornata speciale all’insegna del relax e del benessere, in piena armonia con la bellissima atmosfera ischitana. Il tutto si è svolto in questa magica location proprietà dei fratelli Antonio, Nello ed Angela Impagliazzo che da diverso tempo portano avanti l’azienda cinquantennale di famiglia, rendendo ogni giorno l’hotel un luogo sempre più perfetto per l’accoglienza turistica ad Ischia. In questo giorno speciale hanno ospitato presso le loro strutture modelli di The Look of the years che sono stati fotografati a bordo piscina, hanno sfilato e partecipato ad una cena insieme all’energica Jo Squillo. Una giornata insomma all’insegna del relax e del benessere per i ragazzi e le ragazze che sono arrivati al Sorriso Resort a bordo del caratteristico Ape Calessino e si sono rilassati nella piscina termale con idromassaggi e cascate cervicali degustando un aperitivo, ascoltando musica e facendo photo shooting. I giovani di The Look of The Year si sono concessi un percorso rigenerante termale nella SPA con caldi vapori dell’aromatico bagno turco, docce sensoriali ed idromassaggi in acqua termale. La moda si è spostata infine sulle coste del mare al tramonto, sulla incantevole Baia di Citara di Forio d’Ischia dove sono state scattate altre foto e sono state fatte le riprese del programma televisivo. In serata tutti insieme hanno assaggiato a cena le tipicità dell’ Isola Verde e dei mari del Golfo partecipando alla scuola di Cucina in compagnia dello Chef Francesco Patalano ed il Restaurant Manager Nello Impagliazzo intenti alla preparazione di un piatto speciale del menù del ristorante Oasis e per l’occasione lo Chef, ha realizzato uno Show Cooking con le modelle per le riprese del format televisivo che sarà trasmesso in tutto il mondo. La serata si è conclusa con modelle e modelli tutti in pista coinvolti dalla musica del Piano Bar con il Maestro Marco Abate dai ritmi più latini alla disco-dance internazionale. L’evento al Sorriso Resort è stato coordinato dalla Vicedirettrice Elena Notturno, la Marketing Manager Luana Pezzuto, l’Event Coordinator Roberto Ruggiero e l’Official Photographer Tommaso Monti.


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Il terrorismo nella rete, il libro di esordio di Chiara Franzin

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Il terrorismo moderno si muove nella Rete: analizziamone le abitudini con Chiara Franzin

Un Articolo di Anna Lamonaca
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Chiara Franzin, giovane scrittrice vicentina, traccia una mappa geo-antropologica, storica e culturale approfondita e ampia del terrorismo, prendendo in considerazione il fenomeno sempre drammaticamente attuale, sviscerando le origini e mutamenti nel suo “libro inchiesta” nato per permettere a chi lo legge di conoscere e capire per non aver paura. La intervistiamo e lei, con passione ed entusiasmo ci parla del suo saggio:
Chiara, è da poco stato pubblicato il tuo libro “Il terrorismo nella rete”, come nasce quest’opera? “Nasce da una necessità. Quando cominciai ad intravedere le prime tracce di quello che sarebbe poi divenuto un fenomeno spaventoso e dilagante ho sentito il bisogno di capire perché stesse succedendo. I primi video di mutilazioni, decapitazioni e roghi umani che hanno cominciato ad apparire sul familiare schermo della TV all’ora di cena io non riuscivo proprio a comprenderli. Non li comprendo appieno nemmeno oggi, perché una tale brutalità, se si è davvero sensibili alle immagini e alle notizie che ci passano di fronte, è difficile da accettare. In quei momenti ho deciso che dovevo capire chi erano quelle persone, dove si trovavano, perché parlavano in quel modo, con quel tono e soprattutto quali potevano essere le loro motivazioni. Ho da subito creduto che per compiere quei gesti le loro motivazioni dovevano essere solide: piantate da una mano sapiente e ben radicate nel profondo della loro anima. “
Nel libro tracci la genealogia di un fenomeno complesso, come si tratta in modo semplice una tematica così difficile? “Il fenomeno è molto complesso e sicuramente per trattare nello specifico tutte le sue sfumature non basterebbero cent’anni; basti pensare che a livello internazionale non si è ancora arrivati ad una definizione accettata all’unanimità del termine “terrorismo”. Per questo durante la mia ricerca ho deciso di non trattare un solo tipo di terrorismo, e non mi è passato neanche per la testa di dare una mia definizione ad un fenomeno così frastagliato. Quello che ho cercato di fare, prima di tutto per me stessa, è stato mettere un po’ di ordine tra gli input che ogni giorno riceviamo, anche inconsciamente, riguardo a questo tema. Ho eliminato il superfluo e cercato di trattenere solo le informazioni che mi permettessero di creare una cronologia chiara. Ho così ristudiato gli ultimi cento anni della storia europea e internazionale, ma l’ho fatto con un’ottica diversa e ristretta all’ambito del terrorismo perlopiù a respiro internazionale. “
Il terrorismo è un male oscuro che attraversa la nostra storia, come si è trasformato negli ultimi anni? “Ritengo che la maggior trasformazione subita dal fenomeno non dipenda dal fenomeno stesso bensì dall’ambiente che si è sviluppato intorno ad esso. Mi spiego meglio: le sconfinate possibilità del web hanno facilitato la vita delle persone (si lavora più facilità e anche da casa, si prenotano le vacanze comodamente sdraiati sul divano, si ordina la cena), l’utilizzo delle televisioni e degli strumenti di comunicazione di massa ha velocizzato la circolazione di notizie, aumentato la capacità critica di una certa parte di pubblico e facilitato lo scambio di idee e di opinioni. Credo però che tutto questo sia in realtà una mela avvelenata, credo che abbia un’influenza pesantissima sul degrado morale e critico della cultura occidentale e credo sia la più potente arma che si possa dare in mano a qualcuno. I terroristi dei nostri giorni se la sono presa ringraziando di cuore e trasformandola nel veicolo ottimale per diffondere la loro ideologia e per utilizzare quello che chiamerei un terrorismo psicologico e mediatico.”
Nel tuo libro definisci il terrorismo moderno come 3.0 perché molto più feroce, mediatico e psicologico. I terroristi sfruttano web e mass media per infondere paura: secondo te ci riescono? “Credo che abbiano fatto molto di più: il web non è soltanto un mezzo per infondere paura (cosa che peraltro riesce alla perfezione), ma è prima di tutto la loro tana. Un luogo dove cercare nuovi adepti e istruirli. In questi anni si è creato nella rete una specie di mondo parallelo, persone che si fingono altre persone, uomini e donne miti e dimessi che dietro ad una tastiera cambiano il loro carattere per divenire molto più aggressivi e crudeli, storie d’amore che sbocciano, storie d’amore che finiscono. Tutto quello che fino a qualche anno fa era palpabile e umano ora è divenuto digitale, questo però non significa che esso sia meno reale. Oggi la cosiddetta guerra convenzionale non ha la stessa efficacia che aveva qualche anno fa. Questi terroristi, anche se perdono terreno in Daesh hanno la loro base sicura nel web dove si ritrovano, discutono, pianificano e incitano alla loro causa in qualsiasi parte del mondo si trovino.”
Perché è così difficile sconfiggere il terrorismo? “Se la domanda si riferisce al terrorismo che stiamo vivendo noi, è difficile da sconfiggere perché è tecnicamente complesso. Il terrorismo che sta colpendo l’Europa è portato avanti da quelli che io definirei fantasmi. Persone magari insospettabili o che non sono schedate nei nostri sistemi di sicurezza perché non hanno documenti, o ancora, persone che sono conosciute alle forze dell’ordine che però non hanno a disposizione gli strumenti adatti per fermarli. Questi terroristi si nascondono nelle maglie della società occidentale e strisciando in modo subdolo attraverso il suo sistema compiono atti terrificanti. Per dare una risposta ancora più completa mi è d’obbligo dire un’altra cosa: credo che i terroristi facciano il loro mestiere, il terrorismo è anche un lavoro. Quello che rende davvero difficile sconfiggerlo è la risposta europea: sciatta e sicuramente non all’altezza. Vedo tanta corruzione nell’Occidente di oggi, tanta inadeguatezza e tante parole buone ma poco sincere”.
Cosa devono aspettarsi i lettori dal tuo libro? “Un’indagine fresca e innovativa su un tema che ormai è stato trattato in tutte le maniere possibili. Per chi sta cercando strane tesi complottistiche o verità mai rivelate non è il libro giusto. Questo è un saggio molto reale scritto su basi bibliografiche solide da una ragazza che è stufa di leggere pomposi manuali di storia che non si fanno capire. La scrittura è diretta e semplice, come lo sono io. Le tematiche trattate sono attuali e danno uno spunto di riflessione un po’ diverso dal solito. C’è molta autocritica, qualità che credo essenziale per la crescita di una società.”
Hai nuovi progetti in programma? Cosa c’è nel tuo futuro? “Per adesso mi sto concentrando sul cammino di questo libro e sto cercando una scuola di specializzazione che possa aiutarmi a essere ancora più preparata a proposito di questi temi che mi stanno così a cuore. Non so dire cosa ci sarà nel mio futuro, mi auguro di avere la possibilità di coltivare questa mia passione.”


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Laura Avalle: Vita io ti aspetto, un messaggio d’amore per una bambina che sta per nascere

in Anna Lamonaca Blog/Pianeta Donna by
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Laura Avalle è bella, è sorridente, ha una luce particolare negli occhi ed un grande entusiasmo nella voce, intervistiamo la scrittrice e direttrice d’importanti testate nazionali che si racconta al nostro giornale in occasione dell’ uscita del suo nuovo libro: “Vita, io ti aspetto”uno scritto che contiene un messaggio particolare, un inno alla vita, scritto per la nascita di sua figlia Deva, ma dedicato a tutte le donne:

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Laura è da poco uscito il tuo nuovo libro intitolato “Vita io ti aspetto” vuoi parlarcene? “Questo è un libro scritto “di pancia” quando ero in dolce attesa di mia figlia Deva, il sottotitolo è “l’amore raccontato ad una bambina che sta per nascere”, questo dice tutto, le spieghiamo ciò che vedrà, imparerà, conoscerà. È proprio un accompagnamento alla vita a quello che lei andrà a scoprire giorno dopo giorno. Mio marito ha scritto anche lui alcune pagine rivolgendosi a lei ed è un ricordo bello che speriamo di aver dato a nostra figlia, ma anche un aiuto per chi lo leggerà perché è un libro pieno di positività, di voglia di vivere e di gioia, può aiutare chi è in dolce attesa. Quando stai aspettando una vita, ti poni 1000 domande, molti interrogativi, pensi di non farcela, tra gli esami, le analisi, questo libro fa compagnia, ci si racconta per non sentirsi soli”.
Non è un trattato sulla maternità, è un racconto sincero, commovente, è rivolto in prima persona alla bimba… “Ho scritto direttamente alla bambina perché c’era un canale che ci collegava, era dentro di me, mi rivolgevo a lei come se fosse proprio davanti ai miei stessi occhi, in questo senso può essere d’aiuto a tutte le mamme, non è solo un trattato sulla maternità, ma una sorta di diario che contiene tutto ciò che deve fare una mamma: dai primi esami, quelli del sangue, le ecografie, quelle specifiche, ma annota anche come cambia il corpo della donna nei nove mesi di gravidanza dal primo trimestre che è il momento più complesso a livello psicologico perché viene vissuto intensamente, ai mesi successivi fino al parto. Nella gravidanza si razionalizza di avere una vita dentro, un altro cuore che batte nel proprio corpo ed è un’emozione molto forte, iniziano però anche i primi disturbi. Non ho raccontato la maternità solo nei termini d’esperienza meravigliosa, ma anche i retroscena faticosi, i fastidi che una donna deve portare avanti. Io sono stata fortunata perché non ho avuto nausee che sono tipiche del primo trimestre.”
Il libro ha come sottotitolo “l’amore spiegato ad una bambina che sta per nascere”, come si spiega l’amore ad un bambino? “L’amore è un sentimento molto bello, il più bello che esista, il motore che fa girare ed alimenta il mondo, senza di esso non staremmo qui a parlare perché non saremmo nati e noi siamo frutto dell’amore di un uomo di una donna che si sono incontrati, si sono conosciuti, si sono amati, l’amore è il succo della vita e raccontarlo a mia figlia è stato molto semplice in realtà perché basta aprire le porte del cuore e poi le parole vengono da sole. Le ho raccontato come ho conosciuto il suo papà ed anche l’amore per la vita che è molto importante e la fortuna di essere nel mondo che riguarda in prima persona tutti noi che diamo per scontato tante cose: avere un tetto sulla testa, un piatto di pastasciutta, l’amore dei nostri genitori, sì perché c’è gente che purtroppo non ha queste cose”.
Il libro contiene anche dei temi importanti come ad esempio la violenza sulle donne, l’uguaglianza dei sessi, la malattia, la disabilità, come si fa a raccontare tutto ciò? “La spinta ad affrontare dei temi così importanti e difficili con una bimba come la violenza contro le donne, la parità dei sessi, l’ho sentita come una necessità, un’urgenza nel momento in cui facendo il test per scoprire il sesso del nascituro ed avendo scoperto che era una femmina mi sono sentita in dovere in quanto mamma ed in quanto donna di spiegarle l’amore, che è meraviglioso, esso bisogna poterlo riconoscere e non bisogna confonderlo con la violenza, uno schiaffo non è amore, l’amore è completamente un’altra cosa, chi ama davvero ti vuole proteggere, si preoccupa solo del tuo bene. In questo momento storico molte donne subiscono violenza da uomini che dicono di amarle. Mi sono sentita in dovere di mettere in guardia perché importante discernere le due cose. Temi come la disabilità e la malattia sono facce della stessa medaglia, la vita è fatta di cose belle e brutte, di gioia, ma anche di sofferenza, stare bene è una fortuna, abbiamo il dovere d’aiutare altre persone, d’essere sensibili perchè queste persone sono come noi. Si sente troppo spesso parlare di violenza ed atti di bullismo, l’ultimo tema trattato quello della parità dei sessi, sempre leggendo il test e sapendo che lei era una femmina ero sicura che avrebbe dovuto combattere nella vita, forse anche più di un uomo come ha fatto la sua mamma, come fanno altre tante donne che stanno cercando di portare avanti e difendere i loro diritti acquisiti grazie ad altre donne che prima di noi si sono battute. Ciò è una realtà molto attuale in termini anche più globali sulla condizione della donna non solo in Italia, ma anche negli altri paesi, quindi bisogna rispettare, avere un’idea giusta delle cose, ma tutto ciò parte dalla conoscenza”.
Ti chiedo dov’è nato il tuo amore per la scrittura che ti ha cambiato la vita? L’amore per la scrittura in genere è da sempre parte di me, per lavoro io sono giornalista, già da bambina lavoravo di fantasia, inventavo storie, elaboravo le emozioni, il mio mondo interiore, aspettavo solo d’imparare a scrivere per metterle su un foglio di carta. Scrivere d’altra parte è un atto di responsabilità, nel giornalismo la comunicazione deve essere assolutamente verificata dalle fonti, deve essere onesta e chiara. Cerco d’essere così anche quando scrivo libri, certo sono due registri linguistici diversi, un conto è lo stile giornalistico ed un conto è lo stile narrativo che è più ricco di aggettivi e filtrato dalle emozioni. Lo stile giornalistico è più asciutto e si limita a raccontare i fatti della realtà e ad esprimere in parole chiare un concetto. Quando la gente mi chiede se mi sento più scrittrice o giornalista, rispondo che mi sento giornalista poi come passione mi diletto anche nel tempo libero che è sempre meno adesso con una figlia, a scrivere narrativa, pensieri in poesia e libri, come Vita io ti aspetto. Mi piace anche di dedicarmi a progetti nuovi, cercare quando possibile di tradurli in realtà”.
Dammi una definizione che cos’è per te scrivere e che cosa è per te comunicare? “Scrivere per me è vivere due volte, è prendere atto ed interiorizzare in maniera intensa quello che ti è appena capitato, perchè la vita è talmente frenetica, “il momento”, lo dice la parola stessa, scappa, sfugge in un attimo, scrivere vuol dire filtrarlo su carta, renderlo immortale, mentre comunicare è diffondere ad esempio una notizia, qui viene fuori l’anima della giornalista che è in me quindi, comunicare come scrivere è un atto di responsabilità e bisogna stare molto attenti a cosa e a come lo comunichiamo, giornalisticamente parlando si è bravi quando si riesce a comunicare quello che sta succedendo, quando si racconta un fatto senza mettersi in prima persona, comunicare la realtà senza giudicarla e farsi capire, quando ci sono questo insieme di cose fatte con amore si è un bravo giornalista.”
Parliamo della parte bella di tutta questa storia narrata nel libro. Come è cambiata la tua vita dalla nascita di Deva? “La nascita di mia figlia è stato un bellissimo evento stravolgente, uno tzunami di emozioni, avventure e cambiamenti forti, però non ti nascondo che avevo dei timori dentro di me su se sarei riuscita a fare tutto, a compensare gli aspetti lavorativi e familiari, ad essere una buona madre, la risposta è si, come tutte le mamme, sono molto fortunata perché ho l’aiuto delle due famiglie. Quando nasce un bambino si scoprono delle risorse che non si sapeva di possedere, un figlio non toglie niente, ma aggiunge, l’unico interrogativo che una donna dovrebbe porsi prima di fare un figlio è “Ho trovato la persona giusta?” un figlio ha bisogno di genitori che lo accolgono, non è semplice, si può trovare l’amore della propria vita tra i banchi di scuola o dopo, l’amore è il miracolo più grande della vita, arriva quando deve arrivare”.
Cosa c’è nel tuo futuro?
“Sono molto scaramantica, posso dire che sto lavorando ad un’altra opera che mi piacerebbe vedesse la luce il prossimo anno, bisogna sempre calcolare i tempi, la priorità in questo momento è mia figlia, la famiglia, il mio cagnolino ed il mio lavoro come direttore di “Vero Salute” che da notizie di salute e benessere, è tutto bello, ma la salute è la cosa più importante che ci sia, noi spieghiamo come rimanere in salute e prevenire molti malanni stagionali, ci avviciniamo alla stagione fredda invito tutti a leggere il giornale che è acquistabile al costo di solo un euro”.


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Grande successo e tanti consensi per Fashion Gold Party

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A Villa Domi si conclude la IV edizione dell’evento ideato da Moda Gold

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Grande successo e tanti consensi per la quarta edizione del Fashion Gold Party, un evento in grande stile, ideato ed organizzato da Alfonso Somma, patron di Moda Gold, agenzia specializzata in cinema, moda, spettacoli ed eventi, che si è svolto in una location davvero magica e suggestiva, Villa Domi, ai Colli Aminei, una dimora prestigiosa, costruita alla fine del 700, e impreziosita da tante opere d’arte di Francesco Jerace ed oggi adibita ad ospitare qualsiasi tipo di manifestazione. Una kermesse che ha coniugato l’informazione con la moda, il fashion, la musica e le bellissime auto di lusso di Luxury Cars and Yachts, auto e barche per tutti gli eventi speciali. Una serata raffinata e di classe, che ha visto protagonisti in passerella vari professionisti nel settore della moda e del mondo dello spettacolo: stilisti, giornalisti, fotografi, fashion blogger, modelli, modelle e tanti ospiti dello star system nazionale. Il Fashion Gold Party si è articolato in due momenti presentati in maniera professionale e briosa, da Roberta Scardola, attrice, conduttrice, ballerina: prima il Momento Moda, Musica e Premiazioni, e poi l’esclusivo party dedicato al compleanno del testimonial di Moda Gold, Nicola Coletta, con tante prelibatezze di Villa Domi, la cioccolateria Todisco , torta e brindisi augurale offerto dalla Cantina Ferraro di Anna Ferraro. Il modello e attore napoletano, per festeggiare i suoi primi 24 anni, ha organizzato davvero una bella festa all’insegna della bellezza, del divertimento e dell’allegria, a cui ha invitato amici, parenti, addetti ai lavori e personaggi del mondo dello spettacolo. Nel corso della serata abbiamo visto gli abiti belli ed esclusivi di Riccardo Cappelli, la moda fashion di Massimo Orsini Couture, gli abiti da sposa di Veronica Guerra, gli abiti maschili, eleganti e raffinati, di Ottavio Nuccio Gala e i capi di moda maschile di Raffinerie. E poi Flash Moda di Roberta Moretti e la sua stupenda maglieria con i capi realizzati interamente a mano, il marchio Trik bijoux, che vuol far sentire una donna più femminile possibile e a suo agio in qualsiasi tipo di occasione grazie alle sue personalizzazioni, Montoro abbigliamento – Pompei. Molto apprezzato e coinvolgente il momento dedicato ai riconoscimento con l’assegnazione dei premi Fashion Gold ad artisti che si sono distinti nei vari settori artistici: Nancy Coppola, cantante e attrice, star del momento, molto richiesta e apprezzata, per la tenacia e la forza che le hanno consentito di diventare la numero uno nel mondo neomelodico e che le hanno aperto le porte della televisione de del cinema, Antonella Morea, attrice di teatro di chiara fama, con al suo attivo tanti spettacoli, per la sua professionalità e la sua costante e preziosa presenza nel mondo dello spettacolo, Antonella Prisco, la Mariella Altieri di Un posto al sole, rivelazione dell’anno, per la sua bravura, la sua simpatia e la sua verve comunicativa, Tiziana De Giacomo per i suoi ruoli sempre più intensi e di spessore sia a teatro che al cinema e in televisione, Mario Ermito, la nuova promessa delle fiction italiane e del cinema, come volto emergente, Nando Moscariello, fondatore di Vivi la Vita, prima società di casting e di Action Academy, Accademia di alta formazione in recitazione, creatività e produzione, per le sue brillanti intuizioni nel campo della comunicazione, Roberta Scardola, attrice, conduttrice, doppiatrice e ballerina, per il suo essere artista a 360 gradi, l’agente di moda Robert Huober per il suo impegno e la sua passione nel mondo della moda. la giornalista Lorella Ridenti, direttore del settimanale Ora, per la sua determinazione e il suo piglio autorevole nella realizzazione di un ottimo giornale e direttamente da Made in Sud Peppe Laudato & Rosaria Miele per la loro comicità e per le esilaranti gag create per il programma televisivo Made in Sud e non solo. Peppe Laudato ha presentato l’Associazione Massimo Borrelli Onlus, Voglio il Massimo, che si pone due obiettivi: sovvenzionare la ricerca e aiutare materialmente le aziende ospedaliere del nostro territorio, al fine di garantire dignità e supporto psicologico oltre che fisico al paziente oncologico e alle famiglie degli ammalati. Un progetto che nasce dal dolore per la perdita di Massimo Borrelli e dal suo desiderio di volersi prodigare per gli altri, per tutti coloro che in futuro si sareb-bero potuti trovare nella sua medesima situazione. Il premio è personalizzato e realizzato interamente a mano dagli artigiani di Vietri sul Mare. Gli intermezzi musicali sono stati affidati al vincitore di Tu Sì Que Vales, Edson D’Alessandro e al nuovo gruppo emergente dei Free Love. Il make up è stato curato dalla napoletana Stefania Marra, ancora Xenon Group, parrucchiere uomo, Fashion Mix I Parruc-chieri, parrucchiere donna presente nel settore dell’hair style femminile dal 1996, Giacomo Alberto – Visagista e Ferdy’s Hair Style di Ferdinando Sorrentino. L’allestimento della Villa è stato curato da Finesse di Giuliana Langellotto, che svolge questo lavoro con tanta pass¬ione e professionali¬tà per la realizzazi¬one di eventi unici ed esclusivi, la grafica è stata ideata dal noto fumettista e vignettista Ciro Scialò. Al termine tutti all’aperto, nello splendido giardino per il compleanno di Nicola Coletta, vestito per l’occasione da Ottavio Nuccio Gala che, nell’anteprima cocktail ha curato anche il look dei modelli. Nicola, nonostante la sua giovane età, appena 24 anni, ha alle spalle già un notevole curriculum fatto di sfilate, concorsi, shooting, spot pubblicitari, video musicali e apparizioni in diversi film, sta studiando, a Roma, all’Action Academy di Nando Moscariello e Maria Grazia Cucinotta ed è testimonial di vari eventi wedding sposi. Per la loro professionalità e passione e sinergia è stata premiata anche la famiglia Inpagliazzo del Sorriso Resort e Ristorante Oasis di Ischia e ha ritirato la Direttrice Marketing Luana Pezzuto. Premiato per il frutto di un lavoro costante e attento in direzione della qualità Assoluta il Direttore delle Axidie di Vico Equense Massimo Santangelo; per le sue brillanti intuizioni nel campo della comunicazione. Un magnifico Party con il taglio della torta, il brindisi augurale e un gran buffet a base di cioccolato offerto da Todisco e la degustazione dei Vini delle Cantine Ferraro. Tanti gli intervenuti tra cui Annamaria Ghedina, direttore de Lo Strillo, Francesco Russo, direttore de La Gazzetta dello Spettacolo, i giornalisti Giuseppe Cossentino, Sante Cossentino, Mariapia Della Valle, Maria Consiglia Izzo, Grazia Guarino, Benedetta De Luca, Nicola Garofano, Davide Guida, Ida Piccolo, Mario Barone e Lorenza Licenziati di Anteprima Tv, Armando Sanchez, i perfetti padroni di casa Mimmo Contessa e la bellissima Marianna Mercurio, attrice e cantante, Fiorella Vitiello, Mina Moscariello Antonia Messina, Giancarlo Del Vecchio, Lina La Mura, fashion blogger, referente di zona di Miss Italia e curatrice della rubrica Lina’s Style, Gennaro Lillio, Gerardo Russo, Alessio Menna, l’attrice Ilaria Iannuzzi l’attore Nunzio Bellino, i fotografi Tommy Savarese, Angillotti, Maiello, Maurek Poggiante, Umberto Raia e tanti altri.


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