Il Futuro? Solidale…

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Anna Lamonaca

Anna Lamonaca has 43 articles published.

Ischia Fashion Week: si è conclusa una prima grande edizione di successo

in Anna Lamonaca Blog/La Cultura by
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La finale condotta da Jo Squillo andrà in onda su Modamania sulle Reti Mediaset

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

La moda, la bellezza, il talento ed il fascino etereo e sensuale di modelle e modelli di tutto il mondo sono stati protagonisti della prima fortunata edizione di “Ischia Fashion week” che ha trasformato la bella “IsolaVerde” per sette giorni in un palcoscenico a cielo aperto, nella capitale della moda e del glamour in cui si sono incontrate le star delle passerelle a livello mondiale. Modelli e modelle sono scesi per le strade, sulle spiagge, arricchendole con una cascata di colori, tessuti, abiti ed eleganza, popolando con la loro presenza scenica le viottole d’Ischia ed il ponte del Castello Aragonese, le spiagge, le location più suggestive e le strutture ristorative, alberghiere e termali con un’unica “mission” quella di “The Look Of The Year” il fashion contest-format televisivo che si propone la ricerca e la promozione di modelli provenienti dai 5 continenti. Essi sono arrivati ad Ischia iniziando le riprese video e fotografiche del programma televisivo nelle location più caratteristiche ed esclusive dell’isola verde, tra scorci marinari, tipiche stradine per un’intensa settimana i look più curati e più vistosi, le icone della tendenza, le griffe più famose hanno fatto da padrone concludendo in bellezza nel momento più prestigioso della manifestazione che si è svolto nella notte magica della serata finale della 34° edizione di The Look Of The Year nella cornice spaziosa del Palazzetto dello Sport “F.Taglialatela” d’Ischia. Una grande passerella che ha visto sfilare sotto i riflettori, davanti alle telecamere e agli obiettivi dei fotografi le top model che indossavano abiti di marchi d’importanti stilisti e case di moda internazionali.

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La Kermesse finale del concorso è stata condotta dalla splendida ed insuperabile Jo Squillo ed andrà in onda su Modamania per le Reti Mediaset tra una settimana. Le modelle che hanno preso parte all’evento sono state selezionate dalle migliori agenzie di moda del mondo ed hanno indossato le collezioni dei designer internazionali, eccellenze dell’Haute couture, del pret-a-porter e della “Regione Campania”, scelti dalla sapiente Fashion Director di The look of the year Antonella Ferrari. Tra i grandi nomi di punta, stilisti internazionali quali: Alviero Martini, Camillo Bona, Jamal Taslaq, Tersige Cerrone, Benedetta Cidonio, Claudia Piazza, Maria Roma, Domenico Lotti shoes uomo/donna, Patrizia Fiandrini, i gioielli di Patrizia Falcone, l’Associazione Piazza di Spagna di Annabella Esposito con i giovani designer della Regione Campania (Salvatore D’Orsi, Luciano Fiore, Maria Longobardi, Nunzia Di Bernardo, Stella Chiara Iorio, Gabriele Bonomo, Annarita Ascione, Ida Cerullo, Francesco Minini, Adelaide Auriemma, Federica Sorrentino, Antonio Smaldone, Cira Borrelli), i gioielli di Federica Frassetto e Domenico Federico. Ha ottenuto grande successo inoltre la sfilata degli abiti ispirata a tutte le grandi dive che Ischia ha ospitato negli anni, realizzata da Piero Camello, designer ischitano. Una parata di modelli che si è trasformata in una tavolozza di colori vivaci, intensi, avvolti da allure e mistero, alternati a sete, long dress, abiti monospalla, fascianti, con profondi spacchi sulla schiena e sul decolté, motivi, ricami preziosi, tagli contemporanei, tessuti pregiati e ricercati per le donne, mentre l’uomo elegante, sobrio, casual, sportivo. Durante la serata finale sono stati proclamati inoltre i titoli mondiali del concorso di bellezza permettendo a molti indossatori di realizzare il loro sogno ed esibirsi sul carpet della moda:

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THE LOOK OF THE YEAR: dal Brasile la modella ALICIA DUANE WEILAND ed il modello ADNAN LUGAVIC dalla Bosnia Herzegovina.
Il titolo The look of the year STYLE scelto dalla WELLA è stato assegnato alla modella DIANA PIRLOG dalla Moldavia.
Il titolo The look of the year PERSONALITY alla modella FABRIZIA ALIQUO’ dall’Italia.
La giuria formata da giornalisti, personalità ed albergatori d’Ischia ha proclamato come vincitori del titolo ISCHIA FASHION WEEK: Categoria Man al modello JACOPO ERCOLI dall’Italia
Categoria woman alla modella VERONIKA KOROBKO.

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Le sorprese non sono finite perché molti sono stati gli ospiti della serata: l’Ambasciatore Antonio Morabito, il cantante ischitano Michele Schiano che ha presentato le sue canzoni: l’Imperatrice ed Ischia dolce magia, la modella attrice Claudia Filipponi, il cantante Angelo Martini che ha cantato la sua nuova versione dance di “Survivor”, successo degli anni 80 di Mike Francis, arrangiata dal M.Alessandro Massa che ha diretto il video, presente su canale Vevo. La Eventsworld, TMInternational, che produce l’ evento mondiale, formata dal Producer Nuccio Cicirò, General manager Ivana Triolo, Director Santo Cicirò, Fashion Director Antonella Ferrari, Press Office Freetime, ha lavorato duramente riscuotendo un grande successo di pubblico (oltre 500 ospiti presenti), grazie allo staff scelto da Antonella Ferrari che ci ha raccontato un po’ di retroscena sull’organizzazione: “Questa prima edizione di successo è stata favolosa, è partita da una mia follia, quella di organizzare questa edizione su di un’isola fantastica come Ischia, voglio ringraziare il mio staff ischitano formato in primis da Lucia Buono, titolare dell’Hotel Annabelle che ha messo in campo tutte le sue conoscenze dell’isola ed ha coinvolto Salvatore Di Meglio proprietario della Dim hotel, Luciano Bazzoli titolare dell’Hotel Regina Palace e Hermitage, l’Assessore alla logistica e ai grandi eventi Marianna Sasso, l’Assessore alla Comunicazione Anna Maria Chiariello, giornalista del Tg5, Giuseppina Di Iorio, l’ex Sindaco Giosi Ferrandno e Carmen Criscuolo ex Assessore, attuale consigliere del Comune, il nuovo Sindaco d’Ischia Vincenzo Ferrandino. Il senatore Lauro che ci ha aiutato da un punto di vista logistico per il trasporto dei modelli con gli aliscafi Alilauro Volaviamare, compagnia di navigazione sponsor e partner dell’evento. Un team di persone che amano in modo smisurato l’isola verde e che hanno contribuito a restituire e rilanciare l’isola d’Ischia in modo positivo e sicuro, dopo il sisma accaduto il 21 agosto a Casamicciola ed hanno portato a termine i lavori, iniziati nel mese di marzo, in collaborazione con le istituzioni ischitane e della Regione Campania. I modelli e le modelle insieme agli stilisti sono stati ospiti per il Gala di Benvenuto al ristorante l’Innominato, nei giorni a seguire, al Miramare Castello, all’Oasis del Sorriso Resort dei fratelli Impagliazzo coordinati da Luana Pezzuto e Roberto Ruggiero, al New Valentino, l’Ecstasy, al Visconti, al ristorante O’Sole mio, da Pirozzi, dalla Pizzeria da Gaetano, da O’Spasso, dal Parco termale il Castiglione di Casamicciola. Luca Denardo, Franco Trani e le riprese di Federico Mancuso. In previsione per il prossimo anno c’è una seconda edizione ricca di sorprese, appuntamento in tv tra una settimana, sarà una puntata stupenda che andrà in onda anche a Miami, è stato molto complicato ma ci siamo riusciti”-ha concluso la Fashion Director Antonella Ferrari.

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Si è conclusa così una grande edizione che è stata un’esplosione di bellezza che ha reso protagonista l’isola attraverso gli abiti degli stilisti e la bellezza delle modelle confermando la frase di Guillame Henry: la moda è un miscuglio d’istinto, rigore, logica ed emozione, appuntamento all’anno prossimo!

 


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Daniela del Secco d’Aragona: amo tutto ciò che è bellezza

in Anna Lamonaca Blog/Pianeta Donna by
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La famosa marchesa, in vacanza ad Ischia, si racconta

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca


È una donna molto intelligente, autoironica Daniela del Secco d’Aragona, la famosissima marchesa, donna molto affascinate e bella, carismatica, giornalista, conduttrice tv, opinionista, insegnate di dermocosmesi, ricercatrice antiaging. La Marchesa del Secco D’Aragona è una maestra di stile, costume e galateo. Dal 1991 ad oggi è impegnata nella ricerca dermocosmetica anti-aging ed ha creato una linea di prodotti anti-età per il volto ed il corpo. La incontriamo ospite del Sorriso Resort d’Ischia, in cui viene coccolata e si dedica al relax nella attrezzatissima Spa e ci rilascia un’interessante intervista dedicata proprio al tema della bellezza.


Ama tutto ciò che è bellezza ed è un’appassionata d’arte, come si è avvicinata a questo mondo? “Sì è vero, complimenti per questa deduzione, l’ho anche scritto nel mio libro: “Come diventare marchesa e restarlo in tutte le occasioni della vita”di Mallardo Editore che ha ricevuto 10 ristampe, noi siamo stati sempre grandi mecenati, protettori dell’arte, produttori di talenti e di nuove leve. Io stessa produssi un programma in cui presentavamo il giovane attore emergente insieme a quello famoso, l’artista esordiente ed il famoso, siamo collezionisti, siamo appassionati d’arte, l’arte per noi è la vita, mio padre era uno scultore ed era un musicista, la ricerca del bello è una cosa che più mi colpisce nelle scelte non è né il blasone, né i danari”:


La bellezza quanto è importante nella sua vita? “Io mi piaccio tantissimo, mi sono tanto simpatica, se avessi un’amica come me l’adorerei perché sono sincera, reale. Tutto fa parte della bellezza del senso del bello, io ammiro la mia autoironia, se lei mi dicesse la marchesa mi è antipatica, io direi adorato, tu la vedi 10 minuti, io ci devo convivere 24 ore su 24, l’autoironia è vincente”.


Marchesa lei cosa farebbe per il successo?”Niente, se il successo arriva, arriva. Il successo è nato con me, io sono felice, ho le mie certezze, amo la mia famiglia, non ho momenti in cui sono triste, c’è gente che se non va in televisione per un mese si sente male, la telecamera per me è sempre accesa, mi piace fare giornalismo e tv, mi piace per il semplice fatto che posso raggiungere in un istante milioni di persone, scrivo la mia rubrica per il settimanale Nuovo. Signoretti è il mio direttore per Cairo, il fatto di raggiungere milioni di persone mi da una soddisfazione infinita, la comunicazione per me è vita, io sono soprattutto una donna di comunicazione, nasco nel settembre del 1993 come giornalista, sono 25 anni adesso, iscritta all’albo della Lombardia con Franco Abruzzo del sole 24 ore, un grande maestro, sono stata onorata perché quando sono diventata giornalista io era difficile al nord esserlo perché su 100 siamo passati in 2, sono onorata. C’insegnarono che dovevamo verificare la veridicità delle notizie, oggi non lo fa quasi nessuno si diffondono e scrivono solo notizie sbagliate.”


Perché si occupa di dermo-cosmesi? “Io mi occupo di ricerca dermocosmetica dal ‘91 e molte volte mi hanno chiesto perché c’è questo amore per le creme, esso risale al bacio della buonanotte della mamma, ricordo ancora il fruscio dello strascico di seta della vestaglia della mamma, questa donna bellissima, nastro di raso nei capelli che veniva a darmi un bacio della buonanotte, ricordo questo profumo, mi vengono i brividi, profumo di borotalco, di pulito, di mamma, che mi diceva sogni d’oro, Dio ti benedica Danielina dormi bene, mi ricordo la sua toletta la sera, si metteva la crema da notte e quella per le mani un rituale che mi sono portata dentro per anni, mi ricordo a Piazza di Spagna quando da piccola camminavo con queste scarpette alla bebè, i guantini, la borsa di Gucci non si diceva shopping allora, si andava in profumeria perché la nonna e la mamma dovevano comprare le creme, ci facevano entrare in un privè e la venditrice principale veniva come se avesse un segreto che solo lei conosceva e diceva: “marchese è arrivato l’ultimo ritrovato di Parigi, una crema prodigiosa”. Loro la provavano ed andavano via con tutte quelle creme, mia madre comprava 10 creme e dopo 2 mesi era sempre lo stesso discorso le creme del campione non erano buone, non facevano effetto, tornavamo e la tiritera della venditrice era la stessa: “marchesa, ma le creme dopo un po’ vanno cambiate, bisogna cambiarle la pelle si abitua, ho studiato che non era così, ho detto fermi tutti la marchesa ha una figlia avvocato, non ha più 20 anni eppure è giovane, non invecchia perché ha creato dei prodotti che restituiscono alla pelle quelle sostanze che essa perde con gli anni. La mia sete di conoscenza nasce dal fatto che l’ho vissuto in famiglia l’antiaging, il desiderio di restare al più a lungo possibili giovani anche mentalmente, prevenzione, quella è importante, bisogna fare prevenzione. Il vestito lo cambi la pelle no, per questo mi sono dedicata alle creme.”


Ci sono sorprese o anticipazioni per il futuro? “La mia nuova linea di dermo-cosmesi e i miei profumi, a volte si sono fatte battute sul fatto che la marchesa è estetista, ma non è così, lei è estetologa, dottoressa in scienze dell’estetica, io adoro le estetiste, le amo, usano i miei prodotti, è stato usato in tono discriminatorio ed io mi sono arrabbiata ed ho risposto sono professore in scienze dell’ estetica e l’estetista sta a me come l’infermiere al medico, collaborano con noi e sono a volte preparate, io le adoro perché chiunque metta mano su un corpo con sapienza è degno di un rispetto senza fine. Io combatto tutti i giorni, mi alzo, mi sveglio la mattina, mi metto l’armatura e come tutti scendo in campo e qualche volta vinco, qualche volta vinco e qualche volta vinco. L’importante è che ci sia l’osmosi noi siamo fatti 70 % di dna e 30 % d’esperienza, questa è la vita.


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Ischiafashionweek: una giornata speciale per Jo Squillo e le modelle

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Al Sorriso Resort d’Ischia, aperitivo a bordo piscina, musica, photo shooting e show cooking

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca


“The Look of the year” il contest di bellezza e moda più famoso al mondo è approdato ad Ischia dal 10 al 14 ottobre. La moda, la grazia e l’eleganza sono state protagoniste di “Ischiafashionweek” evento alla sua prima edizione che è stato presentato da Jo Squillo, in onda su Modamia per le reti Mediaset. Il posto in cui si è svolta la serata, il Sorriso Resort, un luogo da sogno, sito sulla bellissima baia di Citara ha ospitato, il 12 ottobre, numerosi modelli provenienti da tutto il mondo riservando ad essi una giornata speciale all’insegna del relax e del benessere, in piena armonia con la bellissima atmosfera ischitana. Il tutto si è svolto in questa magica location proprietà dei fratelli Antonio, Nello ed Angela Impagliazzo che da diverso tempo portano avanti l’azienda cinquantennale di famiglia, rendendo ogni giorno l’hotel un luogo sempre più perfetto per l’accoglienza turistica ad Ischia. In questo giorno speciale hanno ospitato presso le loro strutture modelli di The Look of the years che sono stati fotografati a bordo piscina, hanno sfilato e partecipato ad una cena insieme all’energica Jo Squillo. Una giornata insomma all’insegna del relax e del benessere per i ragazzi e le ragazze che sono arrivati al Sorriso Resort a bordo del caratteristico Ape Calessino e si sono rilassati nella piscina termale con idromassaggi e cascate cervicali degustando un aperitivo, ascoltando musica e facendo photo shooting. I giovani di The Look of The Year si sono concessi un percorso rigenerante termale nella SPA con caldi vapori dell’aromatico bagno turco, docce sensoriali ed idromassaggi in acqua termale. La moda si è spostata infine sulle coste del mare al tramonto, sulla incantevole Baia di Citara di Forio d’Ischia dove sono state scattate altre foto e sono state fatte le riprese del programma televisivo. In serata tutti insieme hanno assaggiato a cena le tipicità dell’ Isola Verde e dei mari del Golfo partecipando alla scuola di Cucina in compagnia dello Chef Francesco Patalano ed il Restaurant Manager Nello Impagliazzo intenti alla preparazione di un piatto speciale del menù del ristorante Oasis e per l’occasione lo Chef, ha realizzato uno Show Cooking con le modelle per le riprese del format televisivo che sarà trasmesso in tutto il mondo. La serata si è conclusa con modelle e modelli tutti in pista coinvolti dalla musica del Piano Bar con il Maestro Marco Abate dai ritmi più latini alla disco-dance internazionale. L’evento al Sorriso Resort è stato coordinato dalla Vicedirettrice Elena Notturno, la Marketing Manager Luana Pezzuto, l’Event Coordinator Roberto Ruggiero e l’Official Photographer Tommaso Monti.


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Il terrorismo nella rete, il libro di esordio di Chiara Franzin

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Il terrorismo moderno si muove nella Rete: analizziamone le abitudini con Chiara Franzin

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Chiara Franzin, giovane scrittrice vicentina, traccia una mappa geo-antropologica, storica e culturale approfondita e ampia del terrorismo, prendendo in considerazione il fenomeno sempre drammaticamente attuale, sviscerando le origini e mutamenti nel suo “libro inchiesta” nato per permettere a chi lo legge di conoscere e capire per non aver paura. La intervistiamo e lei, con passione ed entusiasmo ci parla del suo saggio:
Chiara, è da poco stato pubblicato il tuo libro “Il terrorismo nella rete”, come nasce quest’opera? “Nasce da una necessità. Quando cominciai ad intravedere le prime tracce di quello che sarebbe poi divenuto un fenomeno spaventoso e dilagante ho sentito il bisogno di capire perché stesse succedendo. I primi video di mutilazioni, decapitazioni e roghi umani che hanno cominciato ad apparire sul familiare schermo della TV all’ora di cena io non riuscivo proprio a comprenderli. Non li comprendo appieno nemmeno oggi, perché una tale brutalità, se si è davvero sensibili alle immagini e alle notizie che ci passano di fronte, è difficile da accettare. In quei momenti ho deciso che dovevo capire chi erano quelle persone, dove si trovavano, perché parlavano in quel modo, con quel tono e soprattutto quali potevano essere le loro motivazioni. Ho da subito creduto che per compiere quei gesti le loro motivazioni dovevano essere solide: piantate da una mano sapiente e ben radicate nel profondo della loro anima. “
Nel libro tracci la genealogia di un fenomeno complesso, come si tratta in modo semplice una tematica così difficile? “Il fenomeno è molto complesso e sicuramente per trattare nello specifico tutte le sue sfumature non basterebbero cent’anni; basti pensare che a livello internazionale non si è ancora arrivati ad una definizione accettata all’unanimità del termine “terrorismo”. Per questo durante la mia ricerca ho deciso di non trattare un solo tipo di terrorismo, e non mi è passato neanche per la testa di dare una mia definizione ad un fenomeno così frastagliato. Quello che ho cercato di fare, prima di tutto per me stessa, è stato mettere un po’ di ordine tra gli input che ogni giorno riceviamo, anche inconsciamente, riguardo a questo tema. Ho eliminato il superfluo e cercato di trattenere solo le informazioni che mi permettessero di creare una cronologia chiara. Ho così ristudiato gli ultimi cento anni della storia europea e internazionale, ma l’ho fatto con un’ottica diversa e ristretta all’ambito del terrorismo perlopiù a respiro internazionale. “
Il terrorismo è un male oscuro che attraversa la nostra storia, come si è trasformato negli ultimi anni? “Ritengo che la maggior trasformazione subita dal fenomeno non dipenda dal fenomeno stesso bensì dall’ambiente che si è sviluppato intorno ad esso. Mi spiego meglio: le sconfinate possibilità del web hanno facilitato la vita delle persone (si lavora più facilità e anche da casa, si prenotano le vacanze comodamente sdraiati sul divano, si ordina la cena), l’utilizzo delle televisioni e degli strumenti di comunicazione di massa ha velocizzato la circolazione di notizie, aumentato la capacità critica di una certa parte di pubblico e facilitato lo scambio di idee e di opinioni. Credo però che tutto questo sia in realtà una mela avvelenata, credo che abbia un’influenza pesantissima sul degrado morale e critico della cultura occidentale e credo sia la più potente arma che si possa dare in mano a qualcuno. I terroristi dei nostri giorni se la sono presa ringraziando di cuore e trasformandola nel veicolo ottimale per diffondere la loro ideologia e per utilizzare quello che chiamerei un terrorismo psicologico e mediatico.”
Nel tuo libro definisci il terrorismo moderno come 3.0 perché molto più feroce, mediatico e psicologico. I terroristi sfruttano web e mass media per infondere paura: secondo te ci riescono? “Credo che abbiano fatto molto di più: il web non è soltanto un mezzo per infondere paura (cosa che peraltro riesce alla perfezione), ma è prima di tutto la loro tana. Un luogo dove cercare nuovi adepti e istruirli. In questi anni si è creato nella rete una specie di mondo parallelo, persone che si fingono altre persone, uomini e donne miti e dimessi che dietro ad una tastiera cambiano il loro carattere per divenire molto più aggressivi e crudeli, storie d’amore che sbocciano, storie d’amore che finiscono. Tutto quello che fino a qualche anno fa era palpabile e umano ora è divenuto digitale, questo però non significa che esso sia meno reale. Oggi la cosiddetta guerra convenzionale non ha la stessa efficacia che aveva qualche anno fa. Questi terroristi, anche se perdono terreno in Daesh hanno la loro base sicura nel web dove si ritrovano, discutono, pianificano e incitano alla loro causa in qualsiasi parte del mondo si trovino.”
Perché è così difficile sconfiggere il terrorismo? “Se la domanda si riferisce al terrorismo che stiamo vivendo noi, è difficile da sconfiggere perché è tecnicamente complesso. Il terrorismo che sta colpendo l’Europa è portato avanti da quelli che io definirei fantasmi. Persone magari insospettabili o che non sono schedate nei nostri sistemi di sicurezza perché non hanno documenti, o ancora, persone che sono conosciute alle forze dell’ordine che però non hanno a disposizione gli strumenti adatti per fermarli. Questi terroristi si nascondono nelle maglie della società occidentale e strisciando in modo subdolo attraverso il suo sistema compiono atti terrificanti. Per dare una risposta ancora più completa mi è d’obbligo dire un’altra cosa: credo che i terroristi facciano il loro mestiere, il terrorismo è anche un lavoro. Quello che rende davvero difficile sconfiggerlo è la risposta europea: sciatta e sicuramente non all’altezza. Vedo tanta corruzione nell’Occidente di oggi, tanta inadeguatezza e tante parole buone ma poco sincere”.
Cosa devono aspettarsi i lettori dal tuo libro? “Un’indagine fresca e innovativa su un tema che ormai è stato trattato in tutte le maniere possibili. Per chi sta cercando strane tesi complottistiche o verità mai rivelate non è il libro giusto. Questo è un saggio molto reale scritto su basi bibliografiche solide da una ragazza che è stufa di leggere pomposi manuali di storia che non si fanno capire. La scrittura è diretta e semplice, come lo sono io. Le tematiche trattate sono attuali e danno uno spunto di riflessione un po’ diverso dal solito. C’è molta autocritica, qualità che credo essenziale per la crescita di una società.”
Hai nuovi progetti in programma? Cosa c’è nel tuo futuro? “Per adesso mi sto concentrando sul cammino di questo libro e sto cercando una scuola di specializzazione che possa aiutarmi a essere ancora più preparata a proposito di questi temi che mi stanno così a cuore. Non so dire cosa ci sarà nel mio futuro, mi auguro di avere la possibilità di coltivare questa mia passione.”


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Laura Avalle: Vita io ti aspetto, un messaggio d’amore per una bambina che sta per nascere

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Laura Avalle è bella, è sorridente, ha una luce particolare negli occhi ed un grande entusiasmo nella voce, intervistiamo la scrittrice e direttrice d’importanti testate nazionali che si racconta al nostro giornale in occasione dell’ uscita del suo nuovo libro: “Vita, io ti aspetto”uno scritto che contiene un messaggio particolare, un inno alla vita, scritto per la nascita di sua figlia Deva, ma dedicato a tutte le donne:

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Laura è da poco uscito il tuo nuovo libro intitolato “Vita io ti aspetto” vuoi parlarcene? “Questo è un libro scritto “di pancia” quando ero in dolce attesa di mia figlia Deva, il sottotitolo è “l’amore raccontato ad una bambina che sta per nascere”, questo dice tutto, le spieghiamo ciò che vedrà, imparerà, conoscerà. È proprio un accompagnamento alla vita a quello che lei andrà a scoprire giorno dopo giorno. Mio marito ha scritto anche lui alcune pagine rivolgendosi a lei ed è un ricordo bello che speriamo di aver dato a nostra figlia, ma anche un aiuto per chi lo leggerà perché è un libro pieno di positività, di voglia di vivere e di gioia, può aiutare chi è in dolce attesa. Quando stai aspettando una vita, ti poni 1000 domande, molti interrogativi, pensi di non farcela, tra gli esami, le analisi, questo libro fa compagnia, ci si racconta per non sentirsi soli”.
Non è un trattato sulla maternità, è un racconto sincero, commovente, è rivolto in prima persona alla bimba… “Ho scritto direttamente alla bambina perché c’era un canale che ci collegava, era dentro di me, mi rivolgevo a lei come se fosse proprio davanti ai miei stessi occhi, in questo senso può essere d’aiuto a tutte le mamme, non è solo un trattato sulla maternità, ma una sorta di diario che contiene tutto ciò che deve fare una mamma: dai primi esami, quelli del sangue, le ecografie, quelle specifiche, ma annota anche come cambia il corpo della donna nei nove mesi di gravidanza dal primo trimestre che è il momento più complesso a livello psicologico perché viene vissuto intensamente, ai mesi successivi fino al parto. Nella gravidanza si razionalizza di avere una vita dentro, un altro cuore che batte nel proprio corpo ed è un’emozione molto forte, iniziano però anche i primi disturbi. Non ho raccontato la maternità solo nei termini d’esperienza meravigliosa, ma anche i retroscena faticosi, i fastidi che una donna deve portare avanti. Io sono stata fortunata perché non ho avuto nausee che sono tipiche del primo trimestre.”
Il libro ha come sottotitolo “l’amore spiegato ad una bambina che sta per nascere”, come si spiega l’amore ad un bambino? “L’amore è un sentimento molto bello, il più bello che esista, il motore che fa girare ed alimenta il mondo, senza di esso non staremmo qui a parlare perché non saremmo nati e noi siamo frutto dell’amore di un uomo di una donna che si sono incontrati, si sono conosciuti, si sono amati, l’amore è il succo della vita e raccontarlo a mia figlia è stato molto semplice in realtà perché basta aprire le porte del cuore e poi le parole vengono da sole. Le ho raccontato come ho conosciuto il suo papà ed anche l’amore per la vita che è molto importante e la fortuna di essere nel mondo che riguarda in prima persona tutti noi che diamo per scontato tante cose: avere un tetto sulla testa, un piatto di pastasciutta, l’amore dei nostri genitori, sì perché c’è gente che purtroppo non ha queste cose”.
Il libro contiene anche dei temi importanti come ad esempio la violenza sulle donne, l’uguaglianza dei sessi, la malattia, la disabilità, come si fa a raccontare tutto ciò? “La spinta ad affrontare dei temi così importanti e difficili con una bimba come la violenza contro le donne, la parità dei sessi, l’ho sentita come una necessità, un’urgenza nel momento in cui facendo il test per scoprire il sesso del nascituro ed avendo scoperto che era una femmina mi sono sentita in dovere in quanto mamma ed in quanto donna di spiegarle l’amore, che è meraviglioso, esso bisogna poterlo riconoscere e non bisogna confonderlo con la violenza, uno schiaffo non è amore, l’amore è completamente un’altra cosa, chi ama davvero ti vuole proteggere, si preoccupa solo del tuo bene. In questo momento storico molte donne subiscono violenza da uomini che dicono di amarle. Mi sono sentita in dovere di mettere in guardia perché importante discernere le due cose. Temi come la disabilità e la malattia sono facce della stessa medaglia, la vita è fatta di cose belle e brutte, di gioia, ma anche di sofferenza, stare bene è una fortuna, abbiamo il dovere d’aiutare altre persone, d’essere sensibili perchè queste persone sono come noi. Si sente troppo spesso parlare di violenza ed atti di bullismo, l’ultimo tema trattato quello della parità dei sessi, sempre leggendo il test e sapendo che lei era una femmina ero sicura che avrebbe dovuto combattere nella vita, forse anche più di un uomo come ha fatto la sua mamma, come fanno altre tante donne che stanno cercando di portare avanti e difendere i loro diritti acquisiti grazie ad altre donne che prima di noi si sono battute. Ciò è una realtà molto attuale in termini anche più globali sulla condizione della donna non solo in Italia, ma anche negli altri paesi, quindi bisogna rispettare, avere un’idea giusta delle cose, ma tutto ciò parte dalla conoscenza”.
Ti chiedo dov’è nato il tuo amore per la scrittura che ti ha cambiato la vita? L’amore per la scrittura in genere è da sempre parte di me, per lavoro io sono giornalista, già da bambina lavoravo di fantasia, inventavo storie, elaboravo le emozioni, il mio mondo interiore, aspettavo solo d’imparare a scrivere per metterle su un foglio di carta. Scrivere d’altra parte è un atto di responsabilità, nel giornalismo la comunicazione deve essere assolutamente verificata dalle fonti, deve essere onesta e chiara. Cerco d’essere così anche quando scrivo libri, certo sono due registri linguistici diversi, un conto è lo stile giornalistico ed un conto è lo stile narrativo che è più ricco di aggettivi e filtrato dalle emozioni. Lo stile giornalistico è più asciutto e si limita a raccontare i fatti della realtà e ad esprimere in parole chiare un concetto. Quando la gente mi chiede se mi sento più scrittrice o giornalista, rispondo che mi sento giornalista poi come passione mi diletto anche nel tempo libero che è sempre meno adesso con una figlia, a scrivere narrativa, pensieri in poesia e libri, come Vita io ti aspetto. Mi piace anche di dedicarmi a progetti nuovi, cercare quando possibile di tradurli in realtà”.
Dammi una definizione che cos’è per te scrivere e che cosa è per te comunicare? “Scrivere per me è vivere due volte, è prendere atto ed interiorizzare in maniera intensa quello che ti è appena capitato, perchè la vita è talmente frenetica, “il momento”, lo dice la parola stessa, scappa, sfugge in un attimo, scrivere vuol dire filtrarlo su carta, renderlo immortale, mentre comunicare è diffondere ad esempio una notizia, qui viene fuori l’anima della giornalista che è in me quindi, comunicare come scrivere è un atto di responsabilità e bisogna stare molto attenti a cosa e a come lo comunichiamo, giornalisticamente parlando si è bravi quando si riesce a comunicare quello che sta succedendo, quando si racconta un fatto senza mettersi in prima persona, comunicare la realtà senza giudicarla e farsi capire, quando ci sono questo insieme di cose fatte con amore si è un bravo giornalista.”
Parliamo della parte bella di tutta questa storia narrata nel libro. Come è cambiata la tua vita dalla nascita di Deva? “La nascita di mia figlia è stato un bellissimo evento stravolgente, uno tzunami di emozioni, avventure e cambiamenti forti, però non ti nascondo che avevo dei timori dentro di me su se sarei riuscita a fare tutto, a compensare gli aspetti lavorativi e familiari, ad essere una buona madre, la risposta è si, come tutte le mamme, sono molto fortunata perché ho l’aiuto delle due famiglie. Quando nasce un bambino si scoprono delle risorse che non si sapeva di possedere, un figlio non toglie niente, ma aggiunge, l’unico interrogativo che una donna dovrebbe porsi prima di fare un figlio è “Ho trovato la persona giusta?” un figlio ha bisogno di genitori che lo accolgono, non è semplice, si può trovare l’amore della propria vita tra i banchi di scuola o dopo, l’amore è il miracolo più grande della vita, arriva quando deve arrivare”.
Cosa c’è nel tuo futuro?
“Sono molto scaramantica, posso dire che sto lavorando ad un’altra opera che mi piacerebbe vedesse la luce il prossimo anno, bisogna sempre calcolare i tempi, la priorità in questo momento è mia figlia, la famiglia, il mio cagnolino ed il mio lavoro come direttore di “Vero Salute” che da notizie di salute e benessere, è tutto bello, ma la salute è la cosa più importante che ci sia, noi spieghiamo come rimanere in salute e prevenire molti malanni stagionali, ci avviciniamo alla stagione fredda invito tutti a leggere il giornale che è acquistabile al costo di solo un euro”.


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Grande successo e tanti consensi per Fashion Gold Party

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A Villa Domi si conclude la IV edizione dell’evento ideato da Moda Gold

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Grande successo e tanti consensi per la quarta edizione del Fashion Gold Party, un evento in grande stile, ideato ed organizzato da Alfonso Somma, patron di Moda Gold, agenzia specializzata in cinema, moda, spettacoli ed eventi, che si è svolto in una location davvero magica e suggestiva, Villa Domi, ai Colli Aminei, una dimora prestigiosa, costruita alla fine del 700, e impreziosita da tante opere d’arte di Francesco Jerace ed oggi adibita ad ospitare qualsiasi tipo di manifestazione. Una kermesse che ha coniugato l’informazione con la moda, il fashion, la musica e le bellissime auto di lusso di Luxury Cars and Yachts, auto e barche per tutti gli eventi speciali. Una serata raffinata e di classe, che ha visto protagonisti in passerella vari professionisti nel settore della moda e del mondo dello spettacolo: stilisti, giornalisti, fotografi, fashion blogger, modelli, modelle e tanti ospiti dello star system nazionale. Il Fashion Gold Party si è articolato in due momenti presentati in maniera professionale e briosa, da Roberta Scardola, attrice, conduttrice, ballerina: prima il Momento Moda, Musica e Premiazioni, e poi l’esclusivo party dedicato al compleanno del testimonial di Moda Gold, Nicola Coletta, con tante prelibatezze di Villa Domi, la cioccolateria Todisco , torta e brindisi augurale offerto dalla Cantina Ferraro di Anna Ferraro. Il modello e attore napoletano, per festeggiare i suoi primi 24 anni, ha organizzato davvero una bella festa all’insegna della bellezza, del divertimento e dell’allegria, a cui ha invitato amici, parenti, addetti ai lavori e personaggi del mondo dello spettacolo. Nel corso della serata abbiamo visto gli abiti belli ed esclusivi di Riccardo Cappelli, la moda fashion di Massimo Orsini Couture, gli abiti da sposa di Veronica Guerra, gli abiti maschili, eleganti e raffinati, di Ottavio Nuccio Gala e i capi di moda maschile di Raffinerie. E poi Flash Moda di Roberta Moretti e la sua stupenda maglieria con i capi realizzati interamente a mano, il marchio Trik bijoux, che vuol far sentire una donna più femminile possibile e a suo agio in qualsiasi tipo di occasione grazie alle sue personalizzazioni, Montoro abbigliamento – Pompei. Molto apprezzato e coinvolgente il momento dedicato ai riconoscimento con l’assegnazione dei premi Fashion Gold ad artisti che si sono distinti nei vari settori artistici: Nancy Coppola, cantante e attrice, star del momento, molto richiesta e apprezzata, per la tenacia e la forza che le hanno consentito di diventare la numero uno nel mondo neomelodico e che le hanno aperto le porte della televisione de del cinema, Antonella Morea, attrice di teatro di chiara fama, con al suo attivo tanti spettacoli, per la sua professionalità e la sua costante e preziosa presenza nel mondo dello spettacolo, Antonella Prisco, la Mariella Altieri di Un posto al sole, rivelazione dell’anno, per la sua bravura, la sua simpatia e la sua verve comunicativa, Tiziana De Giacomo per i suoi ruoli sempre più intensi e di spessore sia a teatro che al cinema e in televisione, Mario Ermito, la nuova promessa delle fiction italiane e del cinema, come volto emergente, Nando Moscariello, fondatore di Vivi la Vita, prima società di casting e di Action Academy, Accademia di alta formazione in recitazione, creatività e produzione, per le sue brillanti intuizioni nel campo della comunicazione, Roberta Scardola, attrice, conduttrice, doppiatrice e ballerina, per il suo essere artista a 360 gradi, l’agente di moda Robert Huober per il suo impegno e la sua passione nel mondo della moda. la giornalista Lorella Ridenti, direttore del settimanale Ora, per la sua determinazione e il suo piglio autorevole nella realizzazione di un ottimo giornale e direttamente da Made in Sud Peppe Laudato & Rosaria Miele per la loro comicità e per le esilaranti gag create per il programma televisivo Made in Sud e non solo. Peppe Laudato ha presentato l’Associazione Massimo Borrelli Onlus, Voglio il Massimo, che si pone due obiettivi: sovvenzionare la ricerca e aiutare materialmente le aziende ospedaliere del nostro territorio, al fine di garantire dignità e supporto psicologico oltre che fisico al paziente oncologico e alle famiglie degli ammalati. Un progetto che nasce dal dolore per la perdita di Massimo Borrelli e dal suo desiderio di volersi prodigare per gli altri, per tutti coloro che in futuro si sareb-bero potuti trovare nella sua medesima situazione. Il premio è personalizzato e realizzato interamente a mano dagli artigiani di Vietri sul Mare. Gli intermezzi musicali sono stati affidati al vincitore di Tu Sì Que Vales, Edson D’Alessandro e al nuovo gruppo emergente dei Free Love. Il make up è stato curato dalla napoletana Stefania Marra, ancora Xenon Group, parrucchiere uomo, Fashion Mix I Parruc-chieri, parrucchiere donna presente nel settore dell’hair style femminile dal 1996, Giacomo Alberto – Visagista e Ferdy’s Hair Style di Ferdinando Sorrentino. L’allestimento della Villa è stato curato da Finesse di Giuliana Langellotto, che svolge questo lavoro con tanta pass¬ione e professionali¬tà per la realizzazi¬one di eventi unici ed esclusivi, la grafica è stata ideata dal noto fumettista e vignettista Ciro Scialò. Al termine tutti all’aperto, nello splendido giardino per il compleanno di Nicola Coletta, vestito per l’occasione da Ottavio Nuccio Gala che, nell’anteprima cocktail ha curato anche il look dei modelli. Nicola, nonostante la sua giovane età, appena 24 anni, ha alle spalle già un notevole curriculum fatto di sfilate, concorsi, shooting, spot pubblicitari, video musicali e apparizioni in diversi film, sta studiando, a Roma, all’Action Academy di Nando Moscariello e Maria Grazia Cucinotta ed è testimonial di vari eventi wedding sposi. Per la loro professionalità e passione e sinergia è stata premiata anche la famiglia Inpagliazzo del Sorriso Resort e Ristorante Oasis di Ischia e ha ritirato la Direttrice Marketing Luana Pezzuto. Premiato per il frutto di un lavoro costante e attento in direzione della qualità Assoluta il Direttore delle Axidie di Vico Equense Massimo Santangelo; per le sue brillanti intuizioni nel campo della comunicazione. Un magnifico Party con il taglio della torta, il brindisi augurale e un gran buffet a base di cioccolato offerto da Todisco e la degustazione dei Vini delle Cantine Ferraro. Tanti gli intervenuti tra cui Annamaria Ghedina, direttore de Lo Strillo, Francesco Russo, direttore de La Gazzetta dello Spettacolo, i giornalisti Giuseppe Cossentino, Sante Cossentino, Mariapia Della Valle, Maria Consiglia Izzo, Grazia Guarino, Benedetta De Luca, Nicola Garofano, Davide Guida, Ida Piccolo, Mario Barone e Lorenza Licenziati di Anteprima Tv, Armando Sanchez, i perfetti padroni di casa Mimmo Contessa e la bellissima Marianna Mercurio, attrice e cantante, Fiorella Vitiello, Mina Moscariello Antonia Messina, Giancarlo Del Vecchio, Lina La Mura, fashion blogger, referente di zona di Miss Italia e curatrice della rubrica Lina’s Style, Gennaro Lillio, Gerardo Russo, Alessio Menna, l’attrice Ilaria Iannuzzi l’attore Nunzio Bellino, i fotografi Tommy Savarese, Angillotti, Maiello, Maurek Poggiante, Umberto Raia e tanti altri.


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Roberto D’Alessio: nei miei libri c’è sempre una seconda opportunità

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Autore di due libri, “Le lettere vuote” e “La vita a morsi”, si racconta in un’intervista

Un articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Roberto D’ Alessio è uno scrittore molto particolare, appassionato d’arte oltre che di scrittura ed inventore, uomo sagace e dalla battuta pronta, parla del suo rapporto con le sue opere e con la scrittura e lo fa col sorriso e con sferzante ironia.
Partiamo dalle origini, come hai scoperto la tua passione per la scrittura?Hai sempre desiderato fare lo scrittore?
“La prima pubblicazione con un certo seguito è avvenuta quando facevo la quinta elementare, era una storia a puntate pubblicata sul giornalino scolastico, s’intitolava “Lo Zodiaco”, usciva mensilmente. Capii che forse qualche qualità l’aveva perché dei ragazzi delle medie mi chiesero quando sarebbero usciti gli altri episodi.”
Hai scritto due libri molto particolari, vuoi parlarcene?
“Posso dirti che in un caso, “La vita a morsi”, è nato prima il romanzo, sognai l’incipit e poi il titolo. Nel caso de “Le lettere vuote” è accaduto il contrario, il titolo ha ispirato tutto il romanzo. Il titolo lo devo a una delle mie figlie che aveva abbandonato sul tavolo, in salotto, un foglio adesivo privo di tutte le lettere dell’alfabeto fustellate, lasciando degli spazi vuoti al posto loro, delle lettere vuote appunto. Non dico altro, perché non mi piace parlare dei miei romanzi, parlano loro ormai.”
A quale dei tuoi libri sei più legato e perché? “Quello che sto scrivendo.”
“Le lettere vuote” ha una trama molto particolare, il personaggio principale riceve ogni primo del mese delle lettere vuote, si può dire che il protagonista del romanzo è il vuoto?
“Il vuoto è un bel protagonista, un certo Calvino ci ha riempito un’armatura trasformandola in un formidabile cavaliere!”
Chi invia le lettere vuote lo fa come atto d’amore?
“Indubbiamente. Il mittente non osa neanche riempirle di parole, le parole possono ferire ed essere fraintese, il silenzio fragoroso dei fogli bianchi può invece smuovere l’animo nel profondo.”
L’altro libro s’intitola “La vita a morsi”, prendere la vita a morsi è un espressione che vuole dire aggredirla, vivere il più possibile sfruttando l’unica occasione che la vita ci offre, è così che fa il tuo personaggio?
“Francesco Fortuna non sa bene quello che fa né chi è. Più che aggredire la vita, impara a goderla a piccoli morsi, almeno è quello che lui crede essere meglio per il suo equilibrio”.
Le tue sono opere segnate da un umorismo particolare quasi derisorio, cosa è per te l’ironia nella scrittura?
“L’ironia nella vita è fondamentale altrimenti saremmo circondati dalla piattezza, mal sopporto chi ne è privo.”
I tuoi libri nascondono sempre una seconda opportunità, i tuoi personaggi si danno una nuova chance, perché?
“Perché è così che dovrebbe essere, per tutti. Col tempo si cambia, non sempre ciò che andava bene a vent’anni va bene a cinquanta, se si è intrappolati in una vita che non ci piace più è bene trovare il coraggio e la forza per cambiare le cose. Una seconda opportunità è bene darla a tutti.”
L’identità e la sua ricerca sono alla base dei tuoi romanzi e frequenti sono i colpi di scena, tu ti ritieni una persona alla ricerca della tua identità?
“Credo ormai di conoscermi bene, però posso sempre smentirmi…”
Chi è Roberto D’Alessio come persona, visto che ti conosciamo solo come scrittore? “Un bell’uomo.”
I tuoi romanzi sono stati pubblicati con il self publishing, cosa consigli a chi vuole seguire le tue orme? “No, i romanzi sono stati pubblicati da una piccola casa editrice, ormai chiusa, con una buona distribuzione di cui ero anche socio, non è però proprio un caso di self publishing, lo è invece il tentativo di dare nuova vita ai due romanzi pubblicandoli su Google libri, non ho capito bene ancora come muovermi, però “Le lettere vuote” hanno superato le duemila copie scaricate in pochi mesi. Il perché? Un mistero. Non so proprio cosa consigliare.”
Qual è a tuo avviso la cosa più bella della scrittura e quale la più brutta?
“Le più belle sono la creazione, l’idea da cui tutto si sviluppa, vederla, riconoscerla, svilupparla, la storia che prende vita e la conclusione, la propria creatura compiuta. La parte più brutta è la rifinitura, la revisione, quella meno creativa, ma necessaria.”
Sei da sempre stato un creativo e hai anche la passione per l’arte, parlaci anche di questa tua esperienza: “Ho dipinto per un periodo della mia vita, avevo uno studio in un’enorme cantina sotto un palazzo storico fiorentino, vi passavo spesso la notte ad imbrattare tele. Un amico che vive a New York da molti anni, quando viene in Italia mi rimprovera sempre di non averlo seguito quando me lo diceva, “Saresti ricco e famoso adesso! Guarda!”e mi fa vedere le opere di un suo conoscente che potrebbero essere le copie delle mie, “Le vende da un minimo di 40mila dollari fino anche a 400mila!” Forse avrei dovuto dargli retta…”
Cosa c’è nel tuo futuro? Stai già preparando un nuovo libro?
“L’eroe è solo” che sto ultimando ed il seguito de “La vita a morsi”, “Il pastore di anime”, che può dirsi finito, ma che necessita di una buona revisione generale”.


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Laura di Mauro: Sarò Tanya in”Mamma Mia” firmato Massimo Romeo Piparo

in Anna Lamonaca Blog/La Cultura by
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L’attrice campionessa di musical sarà in tour con “Mamma Mia” produzione Peep Arrow

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Laura di Mauro è bella, affascinante, una donna dal grande carisma ed energia, la incontriamo alla vigilia del debutto del nuovo musical firmato Massimo Romeo Piparo produzione Peep Arrow che sarà l’evento dell’estate italiana e la vedrà impersonare un personaggio bollente, effervescente e spiritoso: Tanya, amica di Donna e Rosy nel famosissimo “Mamma mia” cantando le mitiche canzoni degli “ABBA” travolgendoci con i suoi effetti speciali. L’attrice che girerà l’Italia in lungo ed in largo si racconta con un sorriso travolgente ed uno sguardo che incanta sotto una cascata di capelli rossi:

Laura è da poco partito il tour di “Mamma mia!”l’attesissimo travolgente musical di Massimo Romeo Piparo che ti vede interprete insieme a Luca Ward, Paolo Conticini e Sergio Muniz vuoi parlarcene? “E’ una nuova versione italiana musical 2017 diretta e prodotta da Massimo Romeo Piparo, per la prima volta in Italia un allestimento nuovo per quanto riguarda scenografia ed ambientazione dello spettacolo con nuove traduzioni in italiano ed una sorpresa finale. Tre interpreti d’eccezione: Paolo Conticini, Luca Ward e Sergio Muniz. E’ la storia di Donna interpretata da Sabrina Marciano e della figlia Sofie impersonata da Eleonora Facchini, Jacopo Sarno è Sky e poi ci sono le due pazze amiche Rosy Elisabetta Tulli e io, Laura di Mauro che faccio la folle, ironica Tanya, insieme formiamo questo trio e diamo vita a tutte le canzoni degli Abba, il musical è conosciuto per il suo film con Maryl Streep.”
“Mamma mia!” è una favola moderna in cui a vincere è l’amore… “È una favola moderna e l’amore è il filo conduttore in tutte le sue forme, l’amore è anche nell’amicizia, l’amore tra queste amiche, l’amore unico e speciale in cui si può credere in eterno che è quello tra una mamma ed una figlia, l’amore per la musica e l’amore che lega tutti in questa storia è il grande filo conduttore, ma grandi sono le donne, la donna è la vincitrice di questo magnifico spettacolo è quella che si prende il suo riscatto di donna indipendente, le protagoniste sono donne che comunque hanno tre percorsi diversi però sono tutte vincenti ed è importante sottolinearlo”.
La commedia attraverso donne straordinarie celebra la ricerca della felicità a costo di sfidare le convenzioni, tu, ti ritieni una persona felice? “Io sono felice, sono felice perché ho la fortuna di fare nella mia vita quello che amo più di tutto che è fare spettacolo, stare sul palcoscenico, dare vita a tanti personaggi e posso definirmi completamente soddisfatta anche se la vita mi ha dato dei grandi dispiaceri però è la vita, è un viaggio.”
In questo viaggio che è la tua vita quando hai deciso che saresti diventata attrice? “La passione per il mondo dello spettacolo è nata in me fin da piccola, giocavo per scherzo in casa chiusa in bagno con una spazzola in mano ed essa diventava un microfono e se poi era agganciata o legata ad uno scopettone per passare la cera diventava l’asta e le mattonelle facevano l’eco e addirittura la catena per scaricare erano gli applausi, ho giocato sempre fin da ragazzina mi esibivo per i parenti in imitazioni e siparietti, mettevo sotto torchio i miei amici, facevo loro le audizioni per vedere se erano in grado di ballare o recitare, il mio gioco d’infanzia è diventato il mio lavoro.”
Sei un’artista completa, a tutto tondo, hai studiato canto, recitazione, danza, vuoi raccontarci i tuoi inizi? “Ho studiato molto, ho frequentato l’Accademia di danza da Renato Greco ed Enzo Paolo Turchi e poi parallelamente ho iniziato il primo lavoro al Salone Margherita dove tutte e tre le discipline venivano messe in atto, ho dovuto subito ballare, ma avevo anche da recitare delle battute con Oreste Lionello e Leo Gullotta, dovevo cantare e mi sono innamorata di questa forma teatrale musicale che mi ha portato a farmi conoscere e a lavorare con Pietro Garinei al Sistina ed Armando Trovajoli.”
L’aver recitato in teatro con registi molto importanti ti ha regalato grande successo e prestigio raccontaci qualche esperienza, qualche episodio in particolare… “Ricordo con piacere l’esperienza di quando ho lavorato con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia che erano due persone di grande professionalità, ho un bel ricordo dei fratelli Giuffrè di quando li ho visti uscire dal camerino pronti per andare in scena, ho avuto la sensazione di respirare polvere, esperienza e storia del palcoscenico e la cosa più divertente che mi è rimasta nel cuore è il vocione del Dott. Garinei quando io un giorno gli ho ricordato ciò che mi aveva detto facendolo involontariamente con la sua voce e lui mi ha urlato “Ahh! Signorina di Lauro! Siamo arrivati anche alle imitazioni!”. Ognuno di loro mi ha dato qualcosa. Sono fortunata perché appartengo a quella generazione che ha avuto la fortuna d’imparare da questi grandi dello spettacolo.”
Sei stata protagonista del film “Parlami di me” al Fianco di Christian De Sica come nasce la vostra collaborazione? “Si, un film tratto dallo stesso spettacolo teatrale intitolato“Parlami di me” al fianco del grande Christian De Sica con lui ho imparato tantissimo, è una persona ed un artista veramente di grande spessore, mi ha insegnato tanto, è stato un onore fare questo film diretto da Brando De Sica tratto proprio dal musical.”
Quale delle tue tante anime artistiche preferisci? “Nel 1986 mi hanno fatto questa domanda, io ho avuto la possibilità di cantare ed essere anche iscritta a Castrocaro per poi arrivare a diventare cantante, nel frattempo uscivo dall’Accademia di danza ed ero presa anche dall’aspetto del linguaggio del corpo, inoltre ho amato sempre recitare, in tempi non sospetti quando volevo fare tutte e tre le cose perché le mie icone erano Loretta Goggi, la Biagini, la Marchesini persone che facevano spettacolo a tutto tondo, in molti mi rispondevano che avrei dovuto decidere quale strada volevo intraprendere perché in Italia c’era una visione per cui nel fare tante cose insieme si finiva per intraprendere in maniera superficiale tutte. Solo la Commedia italiana con Garinei e Giovannini erano lungimiranti da poter utilizzare un attore anche nelle sue qualità vocali e coreografiche, quindi mi sono sentita sempre completa quando riuscivo a fare tutte e 3 insieme. Era il mio perfezionamento massimo. Fortunatamente alla fine dopo il Sistina la compagnia ha cominciato ad importare i musical dall’America era la fine degli anni‘80 quasi ‘90 poi le trasmissioni televisive come “Saranno Famosi” ed “Amici” hanno supportato i performer, oggi un ballerino deve anche saper cantare ci sono molte scuole di musical.”
Dai una tua definizione dell’ essere attrice… “Essere attrice vuol dire calarsi totalmente in un personaggio, in una vita, in una storia saper far piangere, saper far ridere, bisogna interpretare anche quando si canta perché il cantato nel musical non è intonare una canzone fine a sé stessa, ma è un’altra forma di recitazione, è il calarsi in un personaggio, calarsi profondamente in un’altra vita infatti quando sono in palcoscenico vado in vacanza col cervello perché per quelle due ore non sono più io e nel caso di “Mamma Mia” divento Tanya.”
Conosciamo Laura come artista, ma com’è come persona? “Chi è Laura fuori dal Palco?Bella domanda… Sul palcoscenico mi sento completa, definita, nella vita sono un’amante della natura e delle cose semplici, la mia vita è un lavorio continuo, quest’attività è così, c’è sempre una precarietà assurda, quando finisci una produzione ti devi dare da fare per cercare subito il prossimo lavoro, è un impegno con te stessa.”
Quanto è importante il teatro nella tua vita? “Il mio lavoro è la mia vita, questo ti da la dimensione dell’importanza.”
L’ambiente dello spettacolo non è facile da vivere e da gestire. Non tutti gli artisti vanno d’accordo e spesso ci sono episodi brutti legati a gelosie, ne hai vissuto qualcuno? “Cerco di combattere con le armi della preparazione, della costanza e della caparbietà, non mi do per vinta, se non va bene un provino, non mi può piacere, ma è uno stimolo in più per andare al prossimo, sono molto fatalista, adesso posso dirlo, a distanza di 31 anni che faccio questo mestiere che la costanza e l’esperienza e l’amore alla lunga pagano.Quindi si superano anche le difficoltà per entrare in vari giri e circuiti però il teatro è una parte dello spettacolo che da ancora spazio a chi ha talento e sa fare le cose, è una porta aperta per chi ama recitare.”
Che differenza c’è tra la recitazione in teatro e quella di fronte ad una macchina da presa? “Recitare di fronte alla macchina da presa è un rapporto con te stessa, è come sentire un passo all’anima, come la fotografia, come se le parole che vai a pescare le peschi dalla tua anima ed è come se essa si vedesse nella macchina da presa, è un rapporto un po’più intimo, la recitazione in teatro è un ping, pong col pubblico, lo spettacolo lo fa anch’esso, i respiri, le piccole risate, sentire mormorare, comunque è il pubblico che dà insieme a te il ritmo di una scena, mentre con la macchina da presa hai tanti ciak, puoi ripetere ed è un lavoro un po’ più meccanico, in teatro è buona la prima, è un’emozione fortissima, non sai cosa ti può arrivare dal pubblico, tanto può arrivare una risata, tanto un applauso a scena aperta, ogni sera è diverso.”
Sei una bella donna, ciò che colpisce di più di te è l’aspetto fisico, qual’ è il tuo rapporto con la bellezza? “Sarei falsa se dicessi che non è importante soprattutto non appena ho iniziato a fare i primi lavori ed audizioni come ballerina uscita dall’Accademia, devo molto al mio aspetto fisico, certo si resta legati ad alcuni personaggi che hanno una certa fisicità, evanescenti perché fisicamente hai rispecchiato un certo tipo di parte, fortunatamente poi si cresce e io ringrazio tanto d’essere come sono e spero d’invecchiare bene e poter convogliare in altri tipi di ruoli e col passare dell’età vivere il tutto con il senso della scoperta e rivestire nuovi personaggi.”
Vivi a Roma, credo che la città eterna crei molte opportunità, qual è il tuo rapporto con essa? “Io amo Roma, la amo profondamente e amo la mia romanità, uno dei personaggi che mi hanno portato più fortuna è proprio romano: Francesca di Vacanze Romane, sono legata a Roma per le opportunità che mi ha dato in questo mestiere.”
Ci sono progetti nel tuo futuro? Vuoi raccontarceli? “Nel mio futuro adesso c’è “Mamma Mia” abbiamo appena iniziato, le prossime date saranno Marina di Pietrasanta, la Versiliana ad agosto, Follonica, il teatro antico di Catona, Siracusa, Macerata, ora siamo agli inizi del tour. Dopo l’estate comincerà la grande stagione invernale con quattro settimane al Teatro Sistina ed un grande tour per i teatri maggiori in Italia.Vi aspetto tutti a vedere questo magico spettacolo, una rappresentazione che è un’estate nell’estate.”


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Alfonso Restivo: Essere artista è un privilegio

in Anna Lamonaca Blog/L'Arte by
Alfonso Restivo (720 x 379)

Il giovane pittore iperrealista internazionale parla di sé e della sua arte:

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Le sue opere posseggono una forza intrinseca, sprigionano un’energia che incanta, comunicano emozioni e travolgono, Alfonso Restivo è un artista dai tanti talenti, pittore, professore, presentatore, uomo di spettacolo, si autodefinisce persona dal temperamento gentile, ma con gusti raffinati ed eccezionalmente dotato di acuta sensibilità per ciò che lo circonda, risponde alle nostre domande raccontandosi con un sorriso affascinante:

Alfonso, partiamo dalle origini, quando hai scoperto la tua passione per il mondo dell’ arte?
“Sin da piccolo ho avuto la passione per il disegno, convincevo mio padre a comprarmi i fumetti della Disney per poi ricopiare i personaggi a mano libera e colorarli.
Da qui nasce la mia voglia di disegnare e sopratutto di poter creare, cosi quando finii gli esami di terza media decisi, senza il benestare dei miei genitori, d’iscrivermi al Liceo Artistico Emilio Greco di Catania. Ho frequentato poi l’Accademia delle Belle Arti di Catania in cui ho avuto momenti di sconforto per non saper esprimere sulla tela ciò che realmente volevo dallo stile che mi ero prefissato di seguire, l’iperrealismo figurativo.
Finiti gli studi accademici mi sono documentato e ho frequentato corsi di perfezionamento sull’iperrealismo, acquisendo la tecnica e le perfette sfumature e velature, tutto ciò mi ha permesso di diventare uno degli artisti italiani che tratta l’iperrealismo figurativo, realizzando svariate mostre sia in Italia che all’estero.”

E’ stato difficile trasformare questa passione in un lavoro? “Trasformare la passione per la pittura in un lavoro non è stato semplice, mi sono dovuto ritagliare del tempo dedicandolo alla pittura, alle mostre, ma sopratutto dedicandolo alle centinaia di persone che seguono la mia arte e la apprezzano per i suoi contenuti stilistici.
In generale credo che qualsiasi passione si abbia, che sia la musica, il teatro o la pittura, essa non deve mai diventare esclusivamente un lavoro, ma un binomio di idee, estro e produzione .”

Definirti artista dell’iperrealismo figurativo è sicuramente giusto, perché hai deciso d’intraprendere la strada dell’iperrealismo? Cosa rappresenta per te questo modo di dipingere? C’è una convinzione comune che le opere iperrealistiche abbiano molta tecnica e poca anima, come risponderesti a queste critiche? Qual è secondo te l’anima di un dipinto iperrealista? “Sono voluto diventare un iperrealista perché mi piace immortalare la bellezza oggettiva di ogni singola cosa o persona che ritraggo e cogliere l’attimo temporale o estetico in cui il soggetto viene ritratto.
Dicono che le opere iperrealistiche hanno molta tecnica e poca anima, ma per me non è cosi, perché ad esempio quando ritraggo le persone amo cogliere il loro stato d’animo attraverso la profondità dello sguardo ed in esso dicono che vi sia l’anima di ognuno di noi.”

I tuoi lavori oltre che per il realismo colpiscono soprattutto per le velature e la tecnica mista su tela, come mai hai scelto proprio questo stile e questa tecnica?
“Non dipingo solo con colori ad olio, ma amo mischiare tanti tipi di colori, amo la tecnica mista, come ad esempio unire colori ad olio, acrilici e terra dell’Etna, posata delicatamente sulla tela, lo stesso Etna che da sempre domina la mia città: Catania.”

La tua arte è orientata alla ricerca del dettaglio, a cosa t’ispiri in genere nel dipingere le tue opere? “Quando devo creare un’opera, non ricerco l’ideale di bellezza o non uso canoni specifici, ma scelgo soggetti che in me creano emozioni, quelle stesse che poi elaboro e propongo in chiave iperrealista.”

Dai una tua definizione dell’essere artista … “Per me essere artista è un privilegio, gli artisti sono esseri umani che hanno dentro il DNA un pennello che lega tante piccole sfumature di colore e questo è il dono dell’essere artista, vedere ciò che la gente comune non vede.”

Chi dipinge e crea in genere lo fa per dare a chi guarderà delle belle emozioni; tu perché crei? “Principalmente creo per me stesso, ma è anche vero che quando sai con certezza che quell’opera ti fa emozionare allora è quasi certo che farà emozionare o parlare di essa altre persone che la guarderanno e magari la criticheranno, ma per un artista tutto questo ha già profumo di vittoria.”

Presto in Sicilia ci sarà una tua personale, vuoi parlarcene?
“Nella mia terra, la Sicilia, sto organizzando una mia personale di pittura, il tema sarà “la Sicilia Iperreale”, un mix d’opere che raccontano alcune caratteristiche della Sicilia immortalando gli attimi, i costumi, la cultura e la bellezza di una terra che cerco da sempre di portare in giro per l’Italia e all’estero attraverso la mia arte .”

Cosa è per te l’arte? “Per me l’arte è chiudere tutte le porte di casa e lasciare aperta solo la porta del cuore, perchè è da li che usciranno le idee per le mie opere.”

Quali sono gli artisti, sia del passato che dei nostri giorni che maggiormente ti ispirano?
“Tra gli artisti che mi hanno da sempre ispirato sicuramente c’è Caravaggio, di cui amo le velature d’ogni singola opera e a cui m’ispiro per la ricerca dei dettagli stilistici, purtroppo io non sono il grande Caravaggio, ma soltanto Alfonso Restivo.”

Hai mai incontrato difficoltà nel tuo percorso d’artista e soprattutto come le hai affrontate? “Da quando nel 2000 ho inaugurato la mia prima mostra ho incontrato difficoltà nel proporre la mia arte, sopratutto perché ero giovane e perché ero un artista iperrealista. In quegli anni vi erano ancora radicati nella cultura italiana stili come l’astrattismo o il concettuale che adesso fanno parte dell’arte mondiale, ma che camminano di pari passo con l’iperrealismo che sino a quegli anni era visto come copiare qualcosa senza senso. Col tempo si è capito che per realizzare un quadro in modo cosi dettagliato ci volesse molta bravura e una delicata tecnica e da quel momento in poi l’iperrealismo è diventato uno stile di nicchia. I critici d’arte in questi anni stanno promuovendo questo stile perché si sono accorti della difficoltà nel realizzare un quadro con determinate caratteristiche e velature e sopratutto che ogni opera ha un qualcosa d’intrinseco, di surreale dentro l’ iperreale. Adesso le difficoltà sono state superate e sono molto ricercato nelle gallerie d’arte per il mio stile, ma sopratutto ho tantissime persone in tutt’Italia che mi seguono ed apprezzano ciò che realizzo.”

Hai ritratto personaggi famosi ricevendo attestati di stima, riscontri positivi da molti critici d’arte e premi a livello internazionale, vuoi parlarci di questi riconoscimenti?
“Nel corso degli anni ho avuto la fortuna di ritrarre tantissimi personaggi dello spettacolo e della musica come il grande Cantautore Franco Morgia dei Beans, la giornalista e regina del gossip di Dagospia e Eva3000 Gabriella Sassone, lo stilista internazionale milanese Domenico Caraceni, il compianto Pilota della motoGP Marco Simoncelli, l’attore siciliano Turi Giuffrida che ha lavorato in grandi film come Romanzo Siciliano, Nuovo Cinema Paradiso o La mafia uccide solo d’estate”.

Sei un artista a 360°, oltre alla pittura ti dedichi alla musica e alla letteratura, non a caso alcune tue opere hanno fatto da sfondo a concerti e da copertine a libri di autori importanti, vuoi raccontarci anche queste esperienze?
“In passato ho lavorato anche in tv, presentavo una trasmissione dal titolo “Happy Hour”che era molto conosciuta in ambito regionale siciliano, ho condotto vari eventi di moda ed arte come il premio alla carriera all’attore italiano Antonio Catania, ma sopratutto amo il mio principale lavoro che è fare l’insegnante di Storia dell’Arte in Lombardia. Fortunatamente l’arte non solo la pratico, ma principalmente l’insegno.”

Cosa bolle nella pentola del tuo futuro? Vuoi anticiparci qualcosa? “Per il mio futuro d’artista cosa vedo? Sicuramente massimo impegno per ciò che faccio e molta professionalità , ma sopratutto vedo molte mostre sia in Italia che all’estero ed il mio sogno artistico che si realizza, cioè aprire una galleria d’arte .”


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I-MATT: Vi presento Corri il mio nuovo singolo

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Il cantante pop-soul calabrese si racconta…

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Indubbiamente è un bel ragazzo, intraprendente, spontaneo, grintoso Mattia Lappano, in arte I- Matt, il cantautore di origine calabrese che si racconta al nostro giornale in occasione dell’uscita di “Corri” il suo ultimo singolo.
Cosa rappresenta per te la musica? “Amo e odio, la musica…Ogni volta che l’ascolto abbasso gli scudi che mi proteggono e tutto ciò che provo e che sono traspare chiaramente. Negli ultimi tempi penso che il mio rapporto con la musica sia cambiato in positivo soprattutto da quando ho deciso di scrivere canzoni, da quel momento ho capito che con la musica potevo comunicare ciò che sono, ciò che vedo e ciò che vorrei.”

Mattia, sei figlio d’arte, raccontaci un po’ i tuoi trascorsi nel mondo della musica … “Mio padre è un musicista, mia madre e le mie sorelle ballerine mi hanno sicuramente dato un’impronta artistica che ha trasformato le mie parole ed emozioni in musica. Dopo una primissima formazione ricevuta in Calabria ho proseguito i miei studi a Milano concentrandomi sulla tecnica del suono e sull’interpretazione scenica attraverso Accademie e masterclass tenute da Paola Folli, Sagi Rei, Randolph Matthews, Roberta Faccani, Silvia Beillard, Luca Jurmann, fino a che ho cominciato a scrivere canzoni e ad interpretarle.”

I tuoi sono testi molto significativi, dove trai ispirazione per scriverli? “ Le esperienze lasciano cicatrici, emozioni, ricorsi, mi ispiro a questi. Scrivo per la gente intorno a me, le persone sono la mia fonte d’ispirazione! Ritengo che l’artista abbia un ruolo che va oltre la creazione di belle canzoni; un artista deve dare sogni, desideri, ambizioni alle persone, farle emozionare raccontando le loro gesta, i loro sacrifici e le loro mete.”

Da poco è uscito il tuo singolo “Corri” di cui hai prodotto anche un bellissimo video vuoi parlarcene? “Corri è la canzone che funge da colonna sonora della mia vita. E’ un brano che parla di un’atleta che ogni giorno, nel quotidiano, deve affrontare sfide sempre più dure con un unico obbiettivo: NON MOLLARE MAI! Potrebbe anche essere indirizzata ad un padre di famiglia che lotta contro tutto e tutti per portare il pane a casa; oppure ad una ragazza universitaria che lotta contro gli esami e corre contro il tempo per garantirsi un lavoro ed un futuro tanto sudato.”

Cosa vorresti trasmettere a chi ti ascolta e segue? “La sincerità e la purezza di un ragazzo che scrive canzoni per sognare ancora ad occhi aperti! E la voglia di non fermarsi mai.”

Cosa bolle nella pentola del tuo futuro?Vuoi anticiparci qualcosa? “Dopo questo primo singolo non vedo l’ora di raccontare in musica altre storie chiuse nel cassetto e pronte a diventare le colonne sonore della loro vita! Inoltre ad Agosto sarò in tournèe in America dove esibirò tra le tante hit del momento anche la mia CORRI.”


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Cafiero Torna alle origini con il video del singolo che traina il disco

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Terminate le riprese video del brano apripista dell’omonimo ed atteso album di Cafiero.

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Il cantautore ha scelto come ambientazione la sua terra d’origine, il Salento, in particolare la bellissima spiaggia di Pescoluse (Marina di Salve – LE), zona in cui ha trascorso la propria infanzia.
Ideato dallo stesso Cafiero e realizzato da Ientu Film, il video offre una lettura del brano con immagini che accentuano le sensazioni generate dall’energia del suono. Protagonista del videoclip, oltre all’artista, l’attrice Barbara Clara.
Il singolo sarà disponibile in radio e in tutti gli store digitali dal prossimo settembre, dal giorno di pubblicazione dell’album “Cafiero”.


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Marcello Balestra racconta il progetto Casartista

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L’ex direttore artistico della Warner presenta “Casartista” il suo nuovo progetto e si racconta in una interessante intervista:

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

 Marcello recentemente sei stato presente alla Mediterraneo music school di Salvatore Ferraiuolo con il tuo progetto “Casartista” vuoi parlarcene?  “E’ stato un incontro con i ragazzi ai quali ho cercato di far capire lo spirito di Casartista che è esattamente quello attraverso il quale chi ha la consapevolezza di sentirsi “a casa” nella propria persona riesce poi a raccontare l’arte che vuole esprimere nel canto. Casartista cerca di essere d’aiuto nel comprendere la propria coscienza ed il proprio essere, imparare a capire che cosa può esprimere la propria persona sia nella parte artistica che nella quotidianità.”

Da dove nasce il vostro connubio artistico con Sasà Ferraiuolo? “Ci siamo conosciuti a Contursi per la manifestazione che si svolge ad agosto da 25 anni e negli ultimi 4-5 anni ci siamo incontrati spesso, è nata una stima reciproca che ha portato poi a frequentarci e ad immaginare tutto questo insieme.”

Quali sono i punti fondamentali di questo progetto? “Casartista è il riassunto di  un’esperienza di vita passata al servizio e nell’attività discografica che ho portato avanti prima con Lucio Dalla e poi in Warner. Sono 30 anni in cui mi sono reso conto che quello che  rimane veramente come segno reale tangibile è ciò che la persona riesce a comunicare e fare. I punti fondamentali di questo progetto sono semplici bisogna lavorare su quello che è la credibilità del proprio essere e non su quello che è il vorrei essere, ci si stacca completamente dal bisogno d’emergere o di raggiungere un obiettivo. Imparare a credere nei propri mezzi per un fine umano e non velleitario.”

Con il lavoro che fai, sicuramente sei spesso in contatto con persone di talento, è una strada che hai scelto o che ti sei trovato ad intraprendere? “In realtà è successo, a lavorare con grandi personaggi, ma prima di tutto grandi persone s’impara comunque a capire quello che si è predisposti ad essere ed a fare, io sicuramente sono nato ascoltatore, non  solo delle voci, ma anche delle emozioni e di tutto quello che ha a che fare con l’umanità della persona: sia il lato oscuro che quello chiaro. In questo lavoro meraviglioso della musica al di la delle competenze tecniche, mi sono trovato ad essere molto più psicologo, sia verso le canzoni che le persone, rispetto a chi è abituato a fare successi cavalcando l’onda del momento, io mi sono trovato a realizzare dei grandi successi in generale fortunatamente grazie al mio istinto.”

 

Il tuo gusto musicale è stato importante nel lavoro? “Possiamo amare dei generi, possiamo amare la musica, possiamo concepirla in un modo, io dopo un primo periodo parlo di quando avevo 22-23 anni amavo e seguivo determinati generi, poi ho capito che non è il piacere di un genere, ma il sentire l’emozione in ogni cosa sia che si tratti di canzoni per bambini sia che si tratti di altri mondi, quello che conta è farsi sorprendere, non è certo cercare di mostrare agli altri quanto il gusto musicale sia importante, quanto la canzone sia importante. Ho seguito sempre il piacere di essere sorpreso che io ho condiviso con quelli che pubblicavano una canzone o un determinato progetto.”

 

Hai collaborato con artisti del calibro di Dalla, credo che persone speciali come loro lasciano sicuramente un segno vuoi raccontarci qualche aneddoto?  “Lucio Dalla per me è sicuramente un secondo padre, un padre di vita, fondamentale che mi ha lasciato un dovere che non so se sia giusto, quello che sto cercando di portare avanti: di far sentire, di dare e trovare persone a cui chiedere di offrire il meglio di sé stessi come individui. Di Dalla ho un ricordo, quando scrisse Caruso, una canzone diversa dallo standard riunì un gruppo di persone in casa sua e dopo averla cantata e suonata al piano, chiedeva ad ognuno di noi un giudizio su se essa fosse una canzone da poter presentare al pubblico. Questo testimonia quanta umiltà ci fosse in un gradissimo come Lucio, lo chiese anche a me ed io risposi: “sto piangendo perché non la devi cantare?”. Lucio quando decise di fare “Attenti al lupo” nel ’90, dopo il successo di Caruso, volle cimentarsi in un balletto simpatico dove si metteva in gioco quasi come un ballerino. Questi personaggi fanno capire quanto poco conti l’aspetto fisico, ma solo il giudizio è essenziale, conta moltissimo sentirsi bene per come si è, indipendentemente da ciò che si fa, accettarsi completamente. Egli l’ha dimostrato è per questo che io in qualche modo cerco di farlo capire a chiunque incontro da solo o come Casartista,  ma in primo luogo bisogna comprendere prima di costruire un progetto la personalità di un cantante.”

 

Essere ricercatori di talenti presuppone sensibilità, intuito e che cosa? Il talento è esprimibile in tanti modi per cui facciamo un esempio trasversale di altre discipline che possano essere lo sport, l’arte, esso può essere veramente la capacità di realizzare determinate cose con qualità tecnica e grande intelligenza. Il talento nella comunicazione predispone sicuramente la capacità di poter sentire cosa ha da esprimere la persona oltre al contesto artistico, questo sì, perché diversamente sono episodi che la canzone stessa o l’occasione o l’evento riescono a rendere facile per l’artista una determinata performance del giorno dopo, saper trovare la stessa identica opportunità ed  è una cosa difficile, bisogna lavorare sulla persona, sentirla, capirla”.

 

Quando decidi che qualcuno che stai attenzionando può essere un cantante o un musicista di valore? Il cantante, il musicista di valore viene sicuramente dopo anche se la prima cosa che esprime è una prospettiva, un gusto, una capacità di comunicare ed è quella che fa la differenza, io non è che la capisco, ma sento che è così in base alla mia esperienza, naturalmente ho fatto molti errori di valutazione nel tempo, ma sono serviti tantissimo per capire che la strada era quella, ho ripreso dal percorso precedente ed ho capito dove non dovevo più perseverare, salvo quando ti faccio un esempio aziendale, si devono concretizzare dei progetti perché qualcuno ha firmato con degli artisti che hanno impegni per vari lavori, per cui mi sentivo obbligato a realizzare dei soggetti che non avevano senso dal punto di vista della persona, ma c’era anche qualche canzone o un pubblico.”

 

I social possono essere una strada per scovare talento? Facilitano il lavoro?  I social hanno un limite, sono trasversali,  mostrano qualunque cosa in qualunque momento, genere per cui nel nostro lavoro se parliamo di musica o di comunicazione sicuramente è aiutato dal fatto che si possono notare figure che non incontreresti mai in un festival, in una rassegna, in altri canali. I social danno una mano nell’individuazione di qualcosa che non incontreresti mai col tuo modo umano di muoverti, diversamente però, come operazione l’attività dei social non è reale è solo un altro strumento in più per capire chi ha qualcosa da dire.”

 

Avete avvertito la crisi di cui si parla da pochi anni nel settore discografico? Secondo te qual’e la strada per creare maggiori opportunità nel settore discografico? “La crisi c’è, è definitiva, io mi definisco un post discografico, sono uscito da Warner perché ho deciso di non avere a che fare col meccanismo involutivo, sempre riferito al fatturato e all’occasionalità di alcuni progetti, un meccanismo per far sì che si possa arrivare a prodotti che durino nel tempo e siano popolari ed abbiano una personalità, quindi un meccanismo che fa sì che si possa arrivare all’etichetta di alcuni progetti e quella di cercare in un momento in cui tutti ad esempio vogliono fare rap o i cantautori o i cantanti, trovare qualcosa o qualcuno che ha da comunicare contenuti consistenti.”

 

Cosa vuol dire oggi avere talento e come lo si riconosce? I talent a tuo avviso sono un sostrato in cui scovare musicisti e cantanti? “Rifuggo la parola talento, talento non è sinonimo di successo o di continuità. Molti personaggi vengono scoperti anche nei talent, ma essi non ti danno il tempo di mostrare quello che sei, salvo che l’artista in questione sia tanto completo ed esplosivo che ti si possa notare anche per strada.”

 

Sanremo ha ancora quel ruolo fondamentale nel lanciare nuovi talenti o sono più importanti gli altri canali, qual’ è il futuro di Sanremo? “Sanremo dovrebbe durare tutto l’anno, essere costante attiva, una finestra sempre aperta con una esplosività che dia modo a chiunque volesse emergere di farlo,  comunque sono tre minuti di visibilità davanti ad un pubblico più adulto e gli ospiti sono soprattutto giovani anche se c’è da dire che la rete ottiene oggi 5-10- 15 milioni di visualizzazioni e la visibilità è maggiore rispetto a quella di Sanremo, Sanremo non può raccontare tutta la storia di un cantante che si è fatto da solo scalando tutte le classifiche.”

 

Ho una curiosità sulla serata nell’Eurofestival che si è conclusa con l’amaro in bocca per il 6° posto di Gabbani e il tweet della BBC volevo sapere che cosa ne pensi… “Le lezioni vengono sempre date da chi usa la semplicità, l’Eurofestival lo vince sempre chi ha un’identità, Gabbani ha portato una bella canzone, ma non l’identità italiana, io sono un grande fan della sua canzone, la canzone di Gabbani racconta qualcosa, ma non esporta un’identità”.

 

Chi è Marcello Balestra ora? “Una domanda molto bella, chi è Marcello Balestra? Una persona che s’interroga tutti i giorni su quello che può dare, per cui non ha smanie di qualsiasi tipo se non quella di poter offrire, perché è l’unica cosa che potenzialmente può fare dopo aver ascoltato e vissuto tantissimo, il lavoro non solo aiuta a vivere, ma ci aiuta a crescere, è un’occasione di grandi confronti”.

Raccontaci i tuoi progetti per il futuro… “I progetti sono tanti, sono fin troppi, sto credendo moltissimo nella comunicazione trasversale, dove c’è musica ci sono argomenti fondamentali per chi oggi tutti i giorni si fa delle domande, una progettualità e lavora su questo, che siano canzoni, progetti, artisti. Abbiamo appena firmato con Sugar e la Caselli con un artista che sto seguendo sempre con lo stesso spirito per dare una mano a chi ha qualcosa da dire e segnare momenti importanti visto che ho esperienza”.


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Tutti i premiati della XV Edizione dell’ Ischia Film Festival

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La 15°Edizione dell’ Ischia Film Festival si è conclusa con grande successo di pubblico e di critica, un’intera settimana sotto il cielo d’Ischia, tante le emozioni, i volti, i film che sono stati presentati in concorso. Ecco i vincitori:

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

La 15°Edizione dell’ Ischia Film Festival si è conclusa con grande successo di pubblico e di critica, un’intera settimana sotto il cielo d’Ischia, tante sono state le emozioni, i volti, i film presentati in concorso.
La Giuria Internazionale, composta dal cineasta polacco Krzysztof Zanussi, dal regista e sceneggiatore Miguel Barros e dalla produttrice Dagmar Jacobsen, ha così deliberato i premiati dell’edizione 2017:

Ischia Film Award al miglior lungometraggio
IMMORTALITY di Mehdi Fard Ghaderi
Motivazione della giuria
Diamo a questo film il premio per il miglior lungometraggio per l’uso coraggioso di una singola location in una singola ripresa. Oltre la sua maestranza, riconosciamo che sia un film ben scritto e recitato, il cui scopo è quello di fornire un affresco unico dell’Iran moderno. Che successo!

Menzione speciale a:
Premio Castello Aragonese alla migliore regia
Alessandro Aronadio per il film ORECCHIE

Motivazione della giuria
Premiamo mr. Aronadio per la miglior regia perché crediamo che il suo film usi umorismo tensione ed immaginazione in modo ben bilanciato, il racconto procede con passo ritmico ottenendo un film davvero ben costruito.

Premio Epomeo alla fotografia cinematografica
Rocco Marra e Roberta Allegrini per il film CAINA

Motivazione della giuria
Noi consideriamo la cinematografia di Caina uno specchio fedele della crudeltà e la mancanza di empatia che il film stesso denuncia. L’inquadratura mantiene le distanze, the videocamera osserva semplicemente. Le immagini sono grigie, incostanti, scure, senza luce, senza speranza.

Premio Aenaria alla migliore scenografia
George Thomson per il film LE MONDE DONT ON REVE N’EXISTE PAS

Motivazione della giuria
La scelta del paesaggio- una natura incontaminata nella quale le persone hanno ancora il tempo di vivere in contrasto con un appartamento moderno in una città caotica- è perfetta per raccontare la storia di un mondo in fuga.

Ischia Film Award al miglior cortometraggio
SELFIE di David M. Lorenz

Motivazione della giuria
Premiamo questo film per il miglior cortometraggio per l’uso preciso di tecnologie moderne, per l’uso intelligente del montaggio parallelo e per l’uso chiaro e lungimirante del discorso cinematografico in un tempo così limitato. Che colpo di scena!

Menzione speciale a:
IL SILENZIO di Farnoosh Samedi e Ali Asgari
THE TRANSFER di Michael Grudsky
Motivazione della giuria
Abbiamo deciso di conferire le menzioni speciali per questi due cortometraggi eccezionali che sottolineano il bisogno di comunicazione in una società così aggrovigliata. Entrambe le opere, nonostante molto differenti, offrono una chiara dichiarazione di principi espressi in modo forte e possente.
La Giuria Italiana, composta dal critico cinematografico Gianni Canova, dal giornalista Franco Dassisti e dalla scenografa Daniela Ciancio, ha così deliberato:
Ischia Film Award al miglior documentario
UNWANTED HERITAGE di Irena Skoric
Motivazione della giuria
“La maturità di una società può essere misurata dal rapporto che instaura con l’eredità del suo passato”.
Suona pressapoco così la frase dell’architetto Tomislav Premerl che apre questo film. Un minuzioso lavoro di ricostruzione di un rapporto con un’eredità artistico-monumentale scomoda, che la regista Irena Skoric, per ragioni anagrafiche non compromessa con quell’epoca, fa partire da un gioco: completare un album di figurine dei monumenti della ex Jugoslavia di Tito. Testimoni muti di un passato che era “quotidiano” per molte generazioni, ora negletti o abbandonati. E così, “ce l’ho, mi manca”, la regista ci racconta il rapporto che la gente e il territorio della Croazia, hanno mantenuto con quella Storia. E perché è importante non distruggerne i segni, soprattutto quelli di valore artistico, capaci più di altri, di raccontare un’epoca. Per non diventare come chi, per furia iconoclasta, distrugge capolavori dell’umanità come quelli di Palmira.
Menzione speciale a:
UN ALTRO ME di Claudio Casazza
Motivazione della giuria
Spesso i documentari si accontentano dell’urgenza del “cosa” raccontare. Claudio Casazza in Another me si interroga invece anche e soprattutto sul “come” raccontare. Il suo film non solo si (e ci) immerge nell’universo disturbato dei detenuti per reati sessuali nel carcere di Bollate, ma rompe i canoni naturalistici del linguaggio cinematografico ed usa in modo originale la sintassi filmica (dal fuori fuoco al dettaglio) per trovare una forma che chiami in causa lo spettatore e lo interroghi su quello che vede. Da questo punto di vista, grazie alla forma creata dal film, il titolo – in qualche modo – tutti ci riguarda. Another me è, in fondo, ognuno di noi.
Premio BAYER Location Negata
THE INVISIBLE CITY [KAKUMA] di Lieven Corthouts

Motivazione della giuria
Kakuma significa “Niente”. Infatti Kakuma è una città fantasma, cresciuta nel nulla, e diventata in poco tempo luogo di speranza e sofferenza. Il regista Lieven Courthouts, seguendo con una spiccata vena poetica le vicende di una bambina di 8 anni, ci regala immagini che rimandano a film apocalittici e ai dipinti di Van Gogh. Che qui hanno le sembianze geometriche dei tetti, tutti uguali, di un’immensa macchia d’olio che accoglie i profughi in fuga dalle zone di conflitto intorno al Kenia. Bambini inviati da genitori stremati. Ma i bambini hanno una marcia in più e, contro ogni previsione, si rialzano, si organizzano, e costruiscono il loro futuro. Nel bel mezzo del nulla.
Menzione speciale a:
Marco D’Amore per l’interpretazione del cortometraggio UOMO IN MARE di Emanuele Palamara
Motivazione della giuria
A Marco d’Amore, intenso protagonista di Uomo in mare. La scelta di un uomo comune di stare dalla parte del diritto e collaborare con la giustizia, si rivela una gabbia che piano piano toglie certezze, affetti e il senso stesso della vita. L’attore interpreta questa discesa agli inferi con progressiva e crescente sofferenza, creando una location dell’anima tormentata e un’empatia con lo spettatore che ne condivide motivazioni e percorso.
Premio Augustus Color
MARY MOTHER di Sadam Wahidi

Motivazione della giuria
Un luogo/non luogo. Una terra di nessuno. Un paesaggio devastato dalla guerra, ma anche il cuore dolente di una madre in pena per la sorte di un figlio soldato in una città dell’Afghanistan caduta sotto i Talebani. Fra tutti i film della sezione Location negata, Mary Mother e quello che ha con i luoghi il rapporto più straziante: quasi una storia d’amore impossibile fra una donna e una terra che non è più possibile amare…chi ha fatto un film così merita fiducia e appoggio perché possa ancora esplorare i suoi mondi e farli diventare i tutti.

IIF Audience Award
INDIVISIBILI di Edoardo De Angelis
Con una media voto da parte del pubblico dell’Ischia Film Festival di 4,7 su 5
Ischia Film Festival 2017 è sostenuto da MiBACT – Direzione Generale per il Cinema, SIAE e Regione Campania, con il contributo di Philip Morris Italia e Bayer Italia. Si ringraziano inoltre gli sponsor tecnici: B-Rent, Alilauro, Medmar, Cantine Antonio Mazzella, Negombo, Poseidon, Ambrosino, Ceramiche Mennella, Euro Test Service, Carlone. Media partner: Cinefilos.it


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Jasmine Trinca all’Ischia Film Festival con Fortunata

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L’affascinante attrice ha presentato al festival il nuovo film di Castellitto

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

E’ molto schiva, quasi timida, di una dolcezza disarmante, Jasmine Trinca la protagonista di Fortunata, il nuovo film di Sergio Castellitto, crudo, struggente che tocca il cuore.
L’attrice che di recente ha vinto il premio per la migliore interpretazione a Cannes nella sezione Uncertain Regards è ad Ischia per l’ultima serata dell’Ischia Film Festival e si racconta con dolcezza e con passione: “Fortunata è molto diversa dalla mia indole, è stato un incontro speciale, una parte di me si è trasferita nel personaggio e qualcosa di Fortunata è rimasta in me. Sergio è un grandissimo attore e lavorare con lui è stato entrare in una nuova dimensione e consapevolezza, mi vergogno molto di vedermi in questo film perché stento a riconoscermi, sono molto pudica”.
Racconta gli inizi della sua carriera e soprattutto afferma di essere cambiata perché molte sono le cose che l’hanno fatta crescere: la perdita di sua madre che l’ha toccata nel profondo, l’essere diventata madre a sua volta, l’incontro con registi quali Castellitto, Nanni Moretti, Michele Placido e Valeria Golino, la regista le ha cambiato la percezione di sé stessa e l’ha modificata a livello esistenziale.
“Valeria Golino ha intuito il lato più profondo della mia personalità rispetto ai ruoli che ho interpretato in passato, donandomi un’idea di libertà”- ha dichiarato l’attrice che ha presentato il film di Castellitto che la vede protagonista insieme a Stefano Accorsi impegnata in un ruolo molto toccante e complesso. Fortunata è una donna spavalda che nonostante la sua vita complicata, cammina a testa alta, sicura col desiderio di rivendicare il suo diritto a sognare ed alla libertà. Jasmine saluta con l’inizio della proiezione del commovente film il pubblico d’Ischia tra gli applausi.


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Claudia Cardinale all’ Ischia Film Festival per l’omaggio a Squitieri

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L’attrice è stata ospite alla manifestazione per la retrospettiva al grande regista Pasquale Squitieri

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

La sua è una femminilità raffinata, senza tempo, una sensualità languida, dallo sguardo fiero. Claudia Cardinale è una donna dalla forza straordinaria, ascoltarla parlare è percepire una vibrazione sottile, si viene affascinati ed al contempo ammaliati dall’attrice che ballando nel Gattopardo fece innamorare schiere di uomini. In questi giorni l’icona del festival di Cannes è approdata ad Ischia in occasione della retrospettiva dedicata a Pasquale Squitieri, il compianto regista recentemente scomparso, suo amore di una vita.
Qui ella si racconta, parlando di sé, della sua vita avventurosa ed emozionante e le sue parole vanno dritto al cuore, lo fa con un sorriso contagioso, uno sguardo attento alle cose. Ha alle spalle l’esperienza di oltre 150 film, all’età di 78 anni è sempre un’icona di stile, d’eleganza, di bellezza.
“Come convivo con il tempo che passa? Mia madre mi ha sempre detto tu sorridi e sarai sempre bellissima”. La mia carriera iniziò per caso con un concorso di bellezza in Tunisia fui proclamata “la più bella italiana di Tunisi”. Il premio era un viaggio alla Mostra del cinema di Venezia. Sulla spiaggia avevo il bikini che qui ancora non esisteva. I fotografi non facevano che scattare, ma io continuavo a dire che non volevo fare film.” L’attrice da allora non si è mai fermata, Claudia è un treno in corsa divisa tra viaggi, teatro, cinema, tv, racconta la sua vita coinvolgente, gli aneddoti sul regista Fellini e su Visconti con il quale ha viaggiato molto che la riempiva di gioielli e regali ed i ricordi dell’attore Mastroianni che la corteggiava, ma l’occhio si fa lucido quando parla di Squitieri, il regista al quale è stata legata per molti anni. Claudia Cardinale è ospite all’Ischia Film Festival per un motivo molto particolare; ricordare Pasquale, suo ex compagno di vita e d’arte scomparso nel 2017 e regista al quale il Festival ideato da Michelangelo Messina, dedica quest’anno una retrospettiva: “E’ stato l’uomo della mia vita, sono stata io a sceglierlo, avevamo un amico in comune, lo seguii fino in America, lo telefonai e gli dissi che ero Claudia Cardinale e volevo parlare con Pasquale, me lo passò, mi chiese: dove sei? Risposi che ero li, doveva solo venirmi a prendere e da quel giorno non ci siamo più lasciati”. Era molto geloso, soprattutto quando giravo scene d’amore, voleva che non durassero troppo. Ricordo che in una scena calda che si prolungava troppo con Franco Nero decise di tagliarla”- racconta ridendo nella Cattedrale dell’ Assunta al co-direttore artistico Boris Sollazzo che la sta intervistando. Ascoltare la sua voce, nello scenario del Castello Aragonese d’Ischia, in una fresca sera estiva, sotto un cielo trapunto di stelle, sull’incantevole baia di Cartaromana rende tutta l’atmosfera speciale, quasi magica, il pubblico è in estasi, in religioso silenzio interrotto soltanto da grandi applausi, si allontana dal palco e dai sui ammiratori mentre sullo schermo si sente partire la colonna sonora di Morricone che da il via alla proiezione del film di Pasquale Squitieri “Il prefetto di Ferro” che la vede protagonista proiettato a 40 anni dalla sua prima uscita.


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VELTRONI: “Bellezza, cultura, talento, identità nell’Ischia Film Festival

in Anna Lamonaca Blog/Il Cinema by
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L’ex segretario del PD ha presentato il suo ultimo documentario:
Indizi di felicità

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

La quinta serata dell’Ischia Film Festival è stata impreziosita dallo splendido incontro di Walter Veltroni con il pubblico del Castello Aragonese nel caratteristico scenario di Piazza d’Armi in sotto un cielo trapunto di stelle. Veltroni ha accompagnato il suo terzo documentario da regista, Indizi di felicità. Il documentario si interroga su un tema che è quello della felicità da sempre ricercata e rincorsa partendo da una domanda: “E’ legittimo, è pensabile cercare di essere felici in tempi così complessi, controversi, pieni di paure, come quelli che stiamo vivendo? Si può ancora conoscere quell’inebriante sensazione di un minuto o di una vita mentre intorno tutto sembra franare?”.
Intervistato prima della proiezione dal co-direttore artistico Boris Sollazzo, ha spiegato la genesi del film e raccontato un po’ della sua vita dopo la politica.
“La ricerca della felicità è un viaggio, ed è quello che ho cercato di fare incontrando le persone che vedete nel film e rivolgendo a tutti loro la stessa domanda, ovvero quale fosse stato il momento più felice della loro vita”. Il regista ha dimostrato di apprezzare molto l’ambientazione del Castello Aragonese in cui è stato proiettato il film affermando: “Ringrazio chi mantiene intatta questa meraviglia che è il Castello Aragonese e chi ha avuto l’idea di fare un festival di cinema qui. La bellezza dell’Italia è tutta qui, cultura, bellezza, talento, in questo festival c’è una grande dimostrazione della nostra identità”. L’ex segretarioa del PD ha poi affermato: “E’ importante avere dei valori e proteggerli e al tempo stesso combattere l’arte di distruggere, che è quella che principalmente si esercita in Italia e che ha fatto tanto male a questo paese incredibile in cui viviamo. Siamo specialisti a farci del male e a farci lo sgambetto, in particolare a chi ha successo e magari in giovane età”.
Facendo un bilancio, Veltroni non ha rimpianti. “Mio padre è morto a 37 anni per una malattia che oggi è curabile, mio nonno è stato torturato dai nazisti a Via Tasso. Ho il diritto di lamentarmi? Sinceramente no. Ho diretto un grande quotidiano, sono stato segretario del mio partito, vice-presidente del consiglio, sindaco di Roma, ho scritto romanzi e giro film. Ho smesso di avere potere, non di avere passione politica, e continuo il mio impegno civile scrivendo e facendo film. E non sento nessuna contrapposizione tra queste due fasi della mia vita, le vedo come un progetto unitario e quando chiuderò gli occhi saprò che avrò fatto quello che sognavo di fare da ragazzo. Volevo cambiare il mondo e fare cinema. La prima cosa non so se ci sono riuscito, anche se qualche cosa spero di averla contribuita a cambiare, fare cinema ci sono riuscito. Non ho di che lamentarmi”.


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Ischia Film Festival tanti gli ospiti da Maccio Capatonda a Riviera

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Tanti annunci in anteprima dagli ospiti del festival: Maradona e Veltroni e l’anteprima di Riviera

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Il Castello Aragonese con le sue mura possenti, la magia delle stelle, le pietre antiche che parlano di storia in questi giorni è lo scenario d’eccezione dell’Ischia Film Festival, qui, in diverse location: la Piazza d’Armi, la Cattedrale dell’ Assunta, il Terrazzo della Casa del Sole e quello degli Ulivi, la Piazza del Carcere Borbonico è stata creata l’atmosfera suggestiva per sette serate ricche di proiezioni, il pubblico ha avuto la possibilità di assistere sotto il cielo stellato agli incontri con alcuni degli attori e dei registi più importanti della scena cinematografica nazionale ed internazionale avendo la possibilità parlare ed interagire con loro  potendo inoltre visionare alcuni dei più bei film in programmazione per il festival, tutto questo grazie all’intuizione del direttore artistico del festival Michelangelo Messina affiancato nell’organizzazione quest’anno da Boris Sollazzo. La giornata del 28 giugno, ha previsto l’incontro con Walter Veltroni, che ha presentato al pubblico del Castello Aragonese il suo ultimo film: “Indizi di felicità”. Il festival ha proposto inoltre un altro titolo italiano: Il velo di Maya, diretto da Elisabetta Rocchetti, mentre il presidente di giuria Krzysztof Zanussi è stato intervistato da Gianni Canova ed ha ripercorso con lui la sua straordinaria carriera. L’altro grande protagonista della serata è stato uno sport, il calcio per l’esattezza. Volfango De Biasi ha presentato il suo documentario vincitore del David di Donatello “Crazy for Football”, mentre Alessio Maria Federici ha raccontato le storie di “Maradonapoli”, tutto questo in attesa della grande anteprima dell’ l’episodio pilota di Riviera, la nuova serie ideata da Neil Jordan, il regista di “La moglie del soldato” e “Intervista col vampiro”. Tra dramma familiare e crime, vedremo Julia Stiles indagare sulla misteriosa morte del marito filantropo e miliardario. Riviera andrà in onda su Sky Atlantic HD dall’11 luglio, due episodi a sera per cinque settimane.
Parlando di serie, sono state svelate molte novità.
Maccio Capatonda ha annunciato durante la presentazione di “Omicidio all’italiana” che il suo prossimo progetto sarà proprio una serie televisiva. “Sarà una serie comica con il tipico formato da 24 minuti, probabilmente otto puntate affermando: “La sto scrivendo e spero possa andare in onda la prossima primavera”. Sul palco con lui l’inseparabile sodale Herbert Ballerina, che ha confermato la sua presenza nella serie (“Non è riuscito a cacciarmi”) e Roberta Mattei, speranzosa. “Se tutto va bene, il mio prossimo progetto sarà l’esordio alla regia di Giorgio Tirabassi”.
La giornata di grandi annunci all’Ischia Film Festival si è completata prima con Andrea Sartoretti, protagonista di Monte di Amir Naderi, che ha rivelato che tra poco la banda di Boris si riunirà. “Tornerò sul set, sempre diretto da Torre, Vendruscolo e Ciarrapico, ma non sarà una nuova stagione. Si tratta di qualcosa di completamente diverso. Per ora giriamo una puntata pilota, poi si vedrà”. Francesco Amato, il regista del fortunato “Lasciati andare”  durante l’incontro con il pubblico ha rivelato il suo prossimo, sorprendente progetto. “Sto preparando un documentario su Umberto Bossi. È un’idea che ho nel cassetto da molti anni e finalmente è arrivato il momento di realizzarla. Sarà un film molto particolare che racconterà l’epopea di questa figura emblematica della politica italiana”.


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Jhon Turturro all’ Ischia Film Festival per il premio alla carriera

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L’attore inaugura il festival ricevendo IQOS Innovation Award

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

La quindicesima edizione dell’Ischia Film Festival che si sta svolgendo nella famosissima “Isola Verde” nella location di straordinaria bellezza del Castello Aragonese primo borgo dell’Isola d’ Ischia è ormai giunta al giro di boa mietendo molti consensi da parte di pubblico e stampa. John Turturro, IQOS Innovation Award di quest’anno è stato tra gli ospiti d’onore della 15° edizione e si congeda dall’isola dopo quattro giorni generosissimi. Ad Ischia Turturro ha ricevuto il premio alla carriera, già assegnato in passato a Ken Adam, set designer della saga di James Bond, Abel Ferrara, Vittorio Storaro, Amos Gitai e a Pasquale Squitieri cui è dedicata l’edizione 2017 della kermesse. L’attore molto felice di questo premio ha raccontato l’aneddoto dell’invito al Festival: “Il direttore artistico Michelangelo Messina ha bussato alla mia porta in America. Mi ha invitato con molto coraggio ed io ho accettato: sono legatissimo a questa terra, dove ho già lavorato per diversi progetti, amo Napoli, è la mia prima volta ad Ischia sono rimasto affascinato dalle sue bellezze”. Dopo la consegna del premio a raccogliere il testimone Claudia Cardinale, che ieri sera, 29 giugno ha presentato “Il prefetto di ferro” nell’ambito dell’omaggio a Pasquale Squitieri.


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Al via la quindicesima edizione dell’ Ischia Film Festival

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Una nuova edizione del concorso cinematografico che consacra Ischia come capitale del cineturismo internazionale

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Ha preso il via nell’incantevole “Isola Verde” la 15° edizione dell’Ischia Film Festival, un concorso cinematografico internazionale ideato da Michelangelo Messina. La sua particolare tematica dedicata alle location ha fatto sì che questo evento diventasse nell’arco degli anni un appuntamento significativo con il cinema internazionale attestandosi come eccellenza ischitana nel mondo. La 15° edizione è partita alla grande con un ricco programma carico di novità. L’inaugurazione del festival si è tenuta come di consueto nell’ incantevole scenario del Castello Aragonese affacciato sulla caratteristica baia naturale di Cartaromana. Presenti alla manifestazione oltre al patron che si è detto molto soddisfatto della nuova edizione, molti big: tra cui Jhon Tuturro, Claudia Cardinale, Walter Veltroni, Sergio Castellitto e Jasmine Trinca, Alessandro Borghi. Quest’anno il festival presenta un programma ricchissimo che i direttori artistici Michelangelo Messina e Boris Sollazzo sono felicissimi di avere costruito di concerto con Sky, una sinergia che proietta il festival nel futuro del prodotto audiovisivo e del concetto di festival stesso. Una quindicesima edizione sostenuta da MiBACT – Direzione Generale per il Cinema, SIAE e Regione Campania, con il contributo di Philip Morris Italia e Bayer che prevede otto giorni sotto il cielo di Ischia, o meglio “Under the Sky”. Così è stata battezzata la sezione che l’Ischia Film Festival ha costruito quest’anno insieme alla piattaforma satellitare. Un cartellone trasversale che coinvolge Sky Arte e Sky Atlantic, ma soprattutto un concetto tutto nuovo per il pubblico. Non Binge Watching, ovvero visione compulsiva di una serie tutta d’un fiato, ma un appuntamento serale quotidiano per godere su grande schermo di due delle migliori serie dell’anno programmate da Sky. The Night Of, che sarà accompagnata dal nostro premio IQOS alla carriera John Turturro, protagonista insieme a Rhiz Ahmed di una delle più belle sorprese della stagione, scritta e diretta da Steven Zaillian e prodotta da HBO. Nasce invece da un’idea di Stefano Accorsi 1993, sequel di 1992 e sappiamo già prequel di 1994. Il racconto degli anni di Tangentopoli e dell’ascesa di Silvio Berlusconi ha appassionato il pubblico televisivo che già attende con ansia la prossima stagione per scoprire cosa succederà a Leonardo Notte e agli altri personaggi che si aggirano in un’Italia lontana 25 anni, eppure ancora così vicina. C’è spazio anche per una grande anteprima sotto il cielo di Ischia, la prima puntata di Riviera, serie ideata dal premio Oscar Neil Jordan, regista di grandi film come La moglie del soldato e Intervista col vampiro. Interpretata da Julia Stiles, già partner del serial killer Dexter in una delle più belle stagioni della serie, Riviera è una serie poliziesca sorprendente e appassionante che accompagnerà il pubblico di Sky Atlantic a partire dall’11 luglio. L’appuntamento per il pubblico di Ischia è invece fissato per il 29 giugno. Quattro saranno gli appuntamenti con i grandi documentari di Sky Arte. Si è partiti domenica 25 giugno con “Perchè sono un genio”, la storia della regista Lorenza Mazzetti, fondatrice del movimento del Free Cinema britannico negli anni Cinquanta. Il giorno dopo, lunedì 26 giugno, la Piazza d’Armi del Castello Aragonese ha ospitato Federico Buffa, che in compagnia del Programming Manager di Sky Arte Guido Casali ha presentato Graffiti a New York, un viaggio nel mondo dei writers della Grande Mela. Martedì 27 giugno è stata la volta di Andrea Pazienza: “Fino all’estremo”, un doveroso e sentito ricordo di uno dei più grandi fumettisti italiani, artista straordinario prematuramente scomparso. Mercoledì 28 giugno è stato presentato “Blow up di Blow up”, un documentario che esplora i dietro le quinte di Blow Up, l’intramontabile capolavoro di Michelangelo Antonioni. Ischia per un’intera settimana sarà il centro vitale e pulsante del cineturismo con un programma ricco di appuntamenti da non perdere.


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Salvatore Cafiero: La musica è linguaggio universale e magia

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L’eccellente musicista, si racconta alla vigilia dell’uscita del suo album d’esordio

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

 

Il musicista, cantautore e produttore di origine salentina che a settembre presenterà il suo primo disco mette a nudo se stesso in una interessante intervista al nostro giornale:

Salvatore, tra poco uscirà il tuo primo lavoro come cantautore sei emozionato?
“Moltissimo! Credo che il bello di ogni nuovo progetto sia proprio l’inizio e, come diceva Platone, l’inizio è la parte più importante del lavoro.”
Quanta strada c’è dietro questo grande arrivo?
“Se mi guardo indietro vedo tanta strada percorsa e tanti sacrifici fatti, ma non vedo un arrivo e non credo di averlo mai visto; credo sia solo un altro tassello da aggiungere al tutto.”
La musica è stata sempre una delle tue più grandi passioni, ma quando hai deciso che da “Grande” volevi fare il musicista ed il cantante?
“Credo di averlo deciso nel momento in cui, da piccolino, ascoltando i tantissimi dischi di mio padre, emozionato, facevo finta di suonare la chitarra imbracciando una scopa.”
Cantare le canzoni che tu stesso hai scritto è sicuramente gratificante che differenza c’è tra il cantare testi tuoi ed interpretare quelli scritti da altri?
“In realtà non ho mai sentito differenza in questo perché, quando mi è capitato di suonare/cantare un brano di un altro artista, ho trovato il testo adatto alle mie corde, come se l’avessi scritto io”.
Sei stato eletto chitarrista dell’anno nel concorso indetto dal MEI, cosa hai provato in quel momento?
“Contentezza, soddisfazione ed incredulità, perché non mi sono mai sentito migliore di nessuno e non credo di esserlo.”
Hai collaborato con artisti famosi del calibro di Ramazzotti, Nek, Emma e Grignani ti sei arricchito da queste esperienze? Vuoi raccontarci qualche aneddoto?
“Ogni esperienza porta un insegnamento. Ho imparato qualcosa di nuovo da ogni artista con cui ho avuto il piacere di suonare dal vivo, come Grignani e Ramazzotti e tanti altri.”
Nei tuoi tour sei stato in Italia, Europa, America quanto sono differenti i vari palcoscenici ed i vari pubblici?
“La musica e’ un linguaggio universale che ti permette di comunicare con chiunque attraverso la sua magia. Negli Stati Uniti sicuramente ho trovato più rispetto per la musica, ma tutto deriva dalla loro cultura e preparazione musicale in cui sono imbattibili”.
Il disco spazierà in vari generi quali saranno?
“Nei miei brani c’è un po’ di tutto; c’è quel che mi piace. Parto da un lavoro per supportare il testo attraverso i suoni senza pensare prettamente ad uno stile o ad un genere musicale preciso.”
Vuoi anticiparci il tema di qualche brano?
“L’ amore nei tempi attuali e la voglia di svegliare il mondo dal torpore in cui siamo caduti in cui la natura viene violentata e la politica continua a fare i suoi sporchi interessi mentre noi siamo ipnotizzati dallo schermo di un cellulare solo per spiarci a vicenda.”
Nella vita si cambia continuamente, chi è Salvatore Cafiero in questo momento?
“Sono sempre me stesso”.
Raccontaci che cosa significa per te cantare e suonare…
“Significa poter avere il dono di entrare in un’ altra dimensione attraverso la musica.”
Hai altri progetti per il futuro vuoi raccontarceli o sei scaramantico?
“Non sono scaramantico e amo fare nuovi progetti. Ne ho davvero troppi in mente e non si sa mai! Tanti
altri potrebbero nascere ed improvvisamente avverarsi.”


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