Il Futuro? Solidale…

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Anna Lamonaca

Anna Lamonaca has 38 articles published.

Grande successo e tanti consensi per Fashion Gold Party

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A Villa Domi si conclude la IV edizione dell’evento ideato da Moda Gold

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Grande successo e tanti consensi per la quarta edizione del Fashion Gold Party, un evento in grande stile, ideato ed organizzato da Alfonso Somma, patron di Moda Gold, agenzia specializzata in cinema, moda, spettacoli ed eventi, che si è svolto in una location davvero magica e suggestiva, Villa Domi, ai Colli Aminei, una dimora prestigiosa, costruita alla fine del 700, e impreziosita da tante opere d’arte di Francesco Jerace ed oggi adibita ad ospitare qualsiasi tipo di manifestazione. Una kermesse che ha coniugato l’informazione con la moda, il fashion, la musica e le bellissime auto di lusso di Luxury Cars and Yachts, auto e barche per tutti gli eventi speciali. Una serata raffinata e di classe, che ha visto protagonisti in passerella vari professionisti nel settore della moda e del mondo dello spettacolo: stilisti, giornalisti, fotografi, fashion blogger, modelli, modelle e tanti ospiti dello star system nazionale. Il Fashion Gold Party si è articolato in due momenti presentati in maniera professionale e briosa, da Roberta Scardola, attrice, conduttrice, ballerina: prima il Momento Moda, Musica e Premiazioni, e poi l’esclusivo party dedicato al compleanno del testimonial di Moda Gold, Nicola Coletta, con tante prelibatezze di Villa Domi, la cioccolateria Todisco , torta e brindisi augurale offerto dalla Cantina Ferraro di Anna Ferraro. Il modello e attore napoletano, per festeggiare i suoi primi 24 anni, ha organizzato davvero una bella festa all’insegna della bellezza, del divertimento e dell’allegria, a cui ha invitato amici, parenti, addetti ai lavori e personaggi del mondo dello spettacolo. Nel corso della serata abbiamo visto gli abiti belli ed esclusivi di Riccardo Cappelli, la moda fashion di Massimo Orsini Couture, gli abiti da sposa di Veronica Guerra, gli abiti maschili, eleganti e raffinati, di Ottavio Nuccio Gala e i capi di moda maschile di Raffinerie. E poi Flash Moda di Roberta Moretti e la sua stupenda maglieria con i capi realizzati interamente a mano, il marchio Trik bijoux, che vuol far sentire una donna più femminile possibile e a suo agio in qualsiasi tipo di occasione grazie alle sue personalizzazioni, Montoro abbigliamento – Pompei. Molto apprezzato e coinvolgente il momento dedicato ai riconoscimento con l’assegnazione dei premi Fashion Gold ad artisti che si sono distinti nei vari settori artistici: Nancy Coppola, cantante e attrice, star del momento, molto richiesta e apprezzata, per la tenacia e la forza che le hanno consentito di diventare la numero uno nel mondo neomelodico e che le hanno aperto le porte della televisione de del cinema, Antonella Morea, attrice di teatro di chiara fama, con al suo attivo tanti spettacoli, per la sua professionalità e la sua costante e preziosa presenza nel mondo dello spettacolo, Antonella Prisco, la Mariella Altieri di Un posto al sole, rivelazione dell’anno, per la sua bravura, la sua simpatia e la sua verve comunicativa, Tiziana De Giacomo per i suoi ruoli sempre più intensi e di spessore sia a teatro che al cinema e in televisione, Mario Ermito, la nuova promessa delle fiction italiane e del cinema, come volto emergente, Nando Moscariello, fondatore di Vivi la Vita, prima società di casting e di Action Academy, Accademia di alta formazione in recitazione, creatività e produzione, per le sue brillanti intuizioni nel campo della comunicazione, Roberta Scardola, attrice, conduttrice, doppiatrice e ballerina, per il suo essere artista a 360 gradi, l’agente di moda Robert Huober per il suo impegno e la sua passione nel mondo della moda. la giornalista Lorella Ridenti, direttore del settimanale Ora, per la sua determinazione e il suo piglio autorevole nella realizzazione di un ottimo giornale e direttamente da Made in Sud Peppe Laudato & Rosaria Miele per la loro comicità e per le esilaranti gag create per il programma televisivo Made in Sud e non solo. Peppe Laudato ha presentato l’Associazione Massimo Borrelli Onlus, Voglio il Massimo, che si pone due obiettivi: sovvenzionare la ricerca e aiutare materialmente le aziende ospedaliere del nostro territorio, al fine di garantire dignità e supporto psicologico oltre che fisico al paziente oncologico e alle famiglie degli ammalati. Un progetto che nasce dal dolore per la perdita di Massimo Borrelli e dal suo desiderio di volersi prodigare per gli altri, per tutti coloro che in futuro si sareb-bero potuti trovare nella sua medesima situazione. Il premio è personalizzato e realizzato interamente a mano dagli artigiani di Vietri sul Mare. Gli intermezzi musicali sono stati affidati al vincitore di Tu Sì Que Vales, Edson D’Alessandro e al nuovo gruppo emergente dei Free Love. Il make up è stato curato dalla napoletana Stefania Marra, ancora Xenon Group, parrucchiere uomo, Fashion Mix I Parruc-chieri, parrucchiere donna presente nel settore dell’hair style femminile dal 1996, Giacomo Alberto – Visagista e Ferdy’s Hair Style di Ferdinando Sorrentino. L’allestimento della Villa è stato curato da Finesse di Giuliana Langellotto, che svolge questo lavoro con tanta pass¬ione e professionali¬tà per la realizzazi¬one di eventi unici ed esclusivi, la grafica è stata ideata dal noto fumettista e vignettista Ciro Scialò. Al termine tutti all’aperto, nello splendido giardino per il compleanno di Nicola Coletta, vestito per l’occasione da Ottavio Nuccio Gala che, nell’anteprima cocktail ha curato anche il look dei modelli. Nicola, nonostante la sua giovane età, appena 24 anni, ha alle spalle già un notevole curriculum fatto di sfilate, concorsi, shooting, spot pubblicitari, video musicali e apparizioni in diversi film, sta studiando, a Roma, all’Action Academy di Nando Moscariello e Maria Grazia Cucinotta ed è testimonial di vari eventi wedding sposi. Per la loro professionalità e passione e sinergia è stata premiata anche la famiglia Inpagliazzo del Sorriso Resort e Ristorante Oasis di Ischia e ha ritirato la Direttrice Marketing Luana Pezzuto. Premiato per il frutto di un lavoro costante e attento in direzione della qualità Assoluta il Direttore delle Axidie di Vico Equense Massimo Santangelo; per le sue brillanti intuizioni nel campo della comunicazione. Un magnifico Party con il taglio della torta, il brindisi augurale e un gran buffet a base di cioccolato offerto da Todisco e la degustazione dei Vini delle Cantine Ferraro. Tanti gli intervenuti tra cui Annamaria Ghedina, direttore de Lo Strillo, Francesco Russo, direttore de La Gazzetta dello Spettacolo, i giornalisti Giuseppe Cossentino, Sante Cossentino, Mariapia Della Valle, Maria Consiglia Izzo, Grazia Guarino, Benedetta De Luca, Nicola Garofano, Davide Guida, Ida Piccolo, Mario Barone e Lorenza Licenziati di Anteprima Tv, Armando Sanchez, i perfetti padroni di casa Mimmo Contessa e la bellissima Marianna Mercurio, attrice e cantante, Fiorella Vitiello, Mina Moscariello Antonia Messina, Giancarlo Del Vecchio, Lina La Mura, fashion blogger, referente di zona di Miss Italia e curatrice della rubrica Lina’s Style, Gennaro Lillio, Gerardo Russo, Alessio Menna, l’attrice Ilaria Iannuzzi l’attore Nunzio Bellino, i fotografi Tommy Savarese, Angillotti, Maiello, Maurek Poggiante, Umberto Raia e tanti altri.


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Roberto D’Alessio: nei miei libri c’è sempre una seconda opportunità

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Autore di due libri, “Le lettere vuote” e “La vita a morsi”, si racconta in un’intervista

Un articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Roberto D’ Alessio è uno scrittore molto particolare, appassionato d’arte oltre che di scrittura ed inventore, uomo sagace e dalla battuta pronta, parla del suo rapporto con le sue opere e con la scrittura e lo fa col sorriso e con sferzante ironia.
Partiamo dalle origini, come hai scoperto la tua passione per la scrittura?Hai sempre desiderato fare lo scrittore?
“La prima pubblicazione con un certo seguito è avvenuta quando facevo la quinta elementare, era una storia a puntate pubblicata sul giornalino scolastico, s’intitolava “Lo Zodiaco”, usciva mensilmente. Capii che forse qualche qualità l’aveva perché dei ragazzi delle medie mi chiesero quando sarebbero usciti gli altri episodi.”
Hai scritto due libri molto particolari, vuoi parlarcene?
“Posso dirti che in un caso, “La vita a morsi”, è nato prima il romanzo, sognai l’incipit e poi il titolo. Nel caso de “Le lettere vuote” è accaduto il contrario, il titolo ha ispirato tutto il romanzo. Il titolo lo devo a una delle mie figlie che aveva abbandonato sul tavolo, in salotto, un foglio adesivo privo di tutte le lettere dell’alfabeto fustellate, lasciando degli spazi vuoti al posto loro, delle lettere vuote appunto. Non dico altro, perché non mi piace parlare dei miei romanzi, parlano loro ormai.”
A quale dei tuoi libri sei più legato e perché? “Quello che sto scrivendo.”
“Le lettere vuote” ha una trama molto particolare, il personaggio principale riceve ogni primo del mese delle lettere vuote, si può dire che il protagonista del romanzo è il vuoto?
“Il vuoto è un bel protagonista, un certo Calvino ci ha riempito un’armatura trasformandola in un formidabile cavaliere!”
Chi invia le lettere vuote lo fa come atto d’amore?
“Indubbiamente. Il mittente non osa neanche riempirle di parole, le parole possono ferire ed essere fraintese, il silenzio fragoroso dei fogli bianchi può invece smuovere l’animo nel profondo.”
L’altro libro s’intitola “La vita a morsi”, prendere la vita a morsi è un espressione che vuole dire aggredirla, vivere il più possibile sfruttando l’unica occasione che la vita ci offre, è così che fa il tuo personaggio?
“Francesco Fortuna non sa bene quello che fa né chi è. Più che aggredire la vita, impara a goderla a piccoli morsi, almeno è quello che lui crede essere meglio per il suo equilibrio”.
Le tue sono opere segnate da un umorismo particolare quasi derisorio, cosa è per te l’ironia nella scrittura?
“L’ironia nella vita è fondamentale altrimenti saremmo circondati dalla piattezza, mal sopporto chi ne è privo.”
I tuoi libri nascondono sempre una seconda opportunità, i tuoi personaggi si danno una nuova chance, perché?
“Perché è così che dovrebbe essere, per tutti. Col tempo si cambia, non sempre ciò che andava bene a vent’anni va bene a cinquanta, se si è intrappolati in una vita che non ci piace più è bene trovare il coraggio e la forza per cambiare le cose. Una seconda opportunità è bene darla a tutti.”
L’identità e la sua ricerca sono alla base dei tuoi romanzi e frequenti sono i colpi di scena, tu ti ritieni una persona alla ricerca della tua identità?
“Credo ormai di conoscermi bene, però posso sempre smentirmi…”
Chi è Roberto D’Alessio come persona, visto che ti conosciamo solo come scrittore? “Un bell’uomo.”
I tuoi romanzi sono stati pubblicati con il self publishing, cosa consigli a chi vuole seguire le tue orme? “No, i romanzi sono stati pubblicati da una piccola casa editrice, ormai chiusa, con una buona distribuzione di cui ero anche socio, non è però proprio un caso di self publishing, lo è invece il tentativo di dare nuova vita ai due romanzi pubblicandoli su Google libri, non ho capito bene ancora come muovermi, però “Le lettere vuote” hanno superato le duemila copie scaricate in pochi mesi. Il perché? Un mistero. Non so proprio cosa consigliare.”
Qual è a tuo avviso la cosa più bella della scrittura e quale la più brutta?
“Le più belle sono la creazione, l’idea da cui tutto si sviluppa, vederla, riconoscerla, svilupparla, la storia che prende vita e la conclusione, la propria creatura compiuta. La parte più brutta è la rifinitura, la revisione, quella meno creativa, ma necessaria.”
Sei da sempre stato un creativo e hai anche la passione per l’arte, parlaci anche di questa tua esperienza: “Ho dipinto per un periodo della mia vita, avevo uno studio in un’enorme cantina sotto un palazzo storico fiorentino, vi passavo spesso la notte ad imbrattare tele. Un amico che vive a New York da molti anni, quando viene in Italia mi rimprovera sempre di non averlo seguito quando me lo diceva, “Saresti ricco e famoso adesso! Guarda!”e mi fa vedere le opere di un suo conoscente che potrebbero essere le copie delle mie, “Le vende da un minimo di 40mila dollari fino anche a 400mila!” Forse avrei dovuto dargli retta…”
Cosa c’è nel tuo futuro? Stai già preparando un nuovo libro?
“L’eroe è solo” che sto ultimando ed il seguito de “La vita a morsi”, “Il pastore di anime”, che può dirsi finito, ma che necessita di una buona revisione generale”.


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Laura di Mauro: Sarò Tanya in”Mamma Mia” firmato Massimo Romeo Piparo

in Anna Lamonaca Blog/La Cultura by
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L’attrice campionessa di musical sarà in tour con “Mamma Mia” produzione Peep Arrow

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Laura di Mauro è bella, affascinante, una donna dal grande carisma ed energia, la incontriamo alla vigilia del debutto del nuovo musical firmato Massimo Romeo Piparo produzione Peep Arrow che sarà l’evento dell’estate italiana e la vedrà impersonare un personaggio bollente, effervescente e spiritoso: Tanya, amica di Donna e Rosy nel famosissimo “Mamma mia” cantando le mitiche canzoni degli “ABBA” travolgendoci con i suoi effetti speciali. L’attrice che girerà l’Italia in lungo ed in largo si racconta con un sorriso travolgente ed uno sguardo che incanta sotto una cascata di capelli rossi:

Laura è da poco partito il tour di “Mamma mia!”l’attesissimo travolgente musical di Massimo Romeo Piparo che ti vede interprete insieme a Luca Ward, Paolo Conticini e Sergio Muniz vuoi parlarcene? “E’ una nuova versione italiana musical 2017 diretta e prodotta da Massimo Romeo Piparo, per la prima volta in Italia un allestimento nuovo per quanto riguarda scenografia ed ambientazione dello spettacolo con nuove traduzioni in italiano ed una sorpresa finale. Tre interpreti d’eccezione: Paolo Conticini, Luca Ward e Sergio Muniz. E’ la storia di Donna interpretata da Sabrina Marciano e della figlia Sofie impersonata da Eleonora Facchini, Jacopo Sarno è Sky e poi ci sono le due pazze amiche Rosy Elisabetta Tulli e io, Laura di Mauro che faccio la folle, ironica Tanya, insieme formiamo questo trio e diamo vita a tutte le canzoni degli Abba, il musical è conosciuto per il suo film con Maryl Streep.”
“Mamma mia!” è una favola moderna in cui a vincere è l’amore… “È una favola moderna e l’amore è il filo conduttore in tutte le sue forme, l’amore è anche nell’amicizia, l’amore tra queste amiche, l’amore unico e speciale in cui si può credere in eterno che è quello tra una mamma ed una figlia, l’amore per la musica e l’amore che lega tutti in questa storia è il grande filo conduttore, ma grandi sono le donne, la donna è la vincitrice di questo magnifico spettacolo è quella che si prende il suo riscatto di donna indipendente, le protagoniste sono donne che comunque hanno tre percorsi diversi però sono tutte vincenti ed è importante sottolinearlo”.
La commedia attraverso donne straordinarie celebra la ricerca della felicità a costo di sfidare le convenzioni, tu, ti ritieni una persona felice? “Io sono felice, sono felice perché ho la fortuna di fare nella mia vita quello che amo più di tutto che è fare spettacolo, stare sul palcoscenico, dare vita a tanti personaggi e posso definirmi completamente soddisfatta anche se la vita mi ha dato dei grandi dispiaceri però è la vita, è un viaggio.”
In questo viaggio che è la tua vita quando hai deciso che saresti diventata attrice? “La passione per il mondo dello spettacolo è nata in me fin da piccola, giocavo per scherzo in casa chiusa in bagno con una spazzola in mano ed essa diventava un microfono e se poi era agganciata o legata ad uno scopettone per passare la cera diventava l’asta e le mattonelle facevano l’eco e addirittura la catena per scaricare erano gli applausi, ho giocato sempre fin da ragazzina mi esibivo per i parenti in imitazioni e siparietti, mettevo sotto torchio i miei amici, facevo loro le audizioni per vedere se erano in grado di ballare o recitare, il mio gioco d’infanzia è diventato il mio lavoro.”
Sei un’artista completa, a tutto tondo, hai studiato canto, recitazione, danza, vuoi raccontarci i tuoi inizi? “Ho studiato molto, ho frequentato l’Accademia di danza da Renato Greco ed Enzo Paolo Turchi e poi parallelamente ho iniziato il primo lavoro al Salone Margherita dove tutte e tre le discipline venivano messe in atto, ho dovuto subito ballare, ma avevo anche da recitare delle battute con Oreste Lionello e Leo Gullotta, dovevo cantare e mi sono innamorata di questa forma teatrale musicale che mi ha portato a farmi conoscere e a lavorare con Pietro Garinei al Sistina ed Armando Trovajoli.”
L’aver recitato in teatro con registi molto importanti ti ha regalato grande successo e prestigio raccontaci qualche esperienza, qualche episodio in particolare… “Ricordo con piacere l’esperienza di quando ho lavorato con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia che erano due persone di grande professionalità, ho un bel ricordo dei fratelli Giuffrè di quando li ho visti uscire dal camerino pronti per andare in scena, ho avuto la sensazione di respirare polvere, esperienza e storia del palcoscenico e la cosa più divertente che mi è rimasta nel cuore è il vocione del Dott. Garinei quando io un giorno gli ho ricordato ciò che mi aveva detto facendolo involontariamente con la sua voce e lui mi ha urlato “Ahh! Signorina di Lauro! Siamo arrivati anche alle imitazioni!”. Ognuno di loro mi ha dato qualcosa. Sono fortunata perché appartengo a quella generazione che ha avuto la fortuna d’imparare da questi grandi dello spettacolo.”
Sei stata protagonista del film “Parlami di me” al Fianco di Christian De Sica come nasce la vostra collaborazione? “Si, un film tratto dallo stesso spettacolo teatrale intitolato“Parlami di me” al fianco del grande Christian De Sica con lui ho imparato tantissimo, è una persona ed un artista veramente di grande spessore, mi ha insegnato tanto, è stato un onore fare questo film diretto da Brando De Sica tratto proprio dal musical.”
Quale delle tue tante anime artistiche preferisci? “Nel 1986 mi hanno fatto questa domanda, io ho avuto la possibilità di cantare ed essere anche iscritta a Castrocaro per poi arrivare a diventare cantante, nel frattempo uscivo dall’Accademia di danza ed ero presa anche dall’aspetto del linguaggio del corpo, inoltre ho amato sempre recitare, in tempi non sospetti quando volevo fare tutte e tre le cose perché le mie icone erano Loretta Goggi, la Biagini, la Marchesini persone che facevano spettacolo a tutto tondo, in molti mi rispondevano che avrei dovuto decidere quale strada volevo intraprendere perché in Italia c’era una visione per cui nel fare tante cose insieme si finiva per intraprendere in maniera superficiale tutte. Solo la Commedia italiana con Garinei e Giovannini erano lungimiranti da poter utilizzare un attore anche nelle sue qualità vocali e coreografiche, quindi mi sono sentita sempre completa quando riuscivo a fare tutte e 3 insieme. Era il mio perfezionamento massimo. Fortunatamente alla fine dopo il Sistina la compagnia ha cominciato ad importare i musical dall’America era la fine degli anni‘80 quasi ‘90 poi le trasmissioni televisive come “Saranno Famosi” ed “Amici” hanno supportato i performer, oggi un ballerino deve anche saper cantare ci sono molte scuole di musical.”
Dai una tua definizione dell’ essere attrice… “Essere attrice vuol dire calarsi totalmente in un personaggio, in una vita, in una storia saper far piangere, saper far ridere, bisogna interpretare anche quando si canta perché il cantato nel musical non è intonare una canzone fine a sé stessa, ma è un’altra forma di recitazione, è il calarsi in un personaggio, calarsi profondamente in un’altra vita infatti quando sono in palcoscenico vado in vacanza col cervello perché per quelle due ore non sono più io e nel caso di “Mamma Mia” divento Tanya.”
Conosciamo Laura come artista, ma com’è come persona? “Chi è Laura fuori dal Palco?Bella domanda… Sul palcoscenico mi sento completa, definita, nella vita sono un’amante della natura e delle cose semplici, la mia vita è un lavorio continuo, quest’attività è così, c’è sempre una precarietà assurda, quando finisci una produzione ti devi dare da fare per cercare subito il prossimo lavoro, è un impegno con te stessa.”
Quanto è importante il teatro nella tua vita? “Il mio lavoro è la mia vita, questo ti da la dimensione dell’importanza.”
L’ambiente dello spettacolo non è facile da vivere e da gestire. Non tutti gli artisti vanno d’accordo e spesso ci sono episodi brutti legati a gelosie, ne hai vissuto qualcuno? “Cerco di combattere con le armi della preparazione, della costanza e della caparbietà, non mi do per vinta, se non va bene un provino, non mi può piacere, ma è uno stimolo in più per andare al prossimo, sono molto fatalista, adesso posso dirlo, a distanza di 31 anni che faccio questo mestiere che la costanza e l’esperienza e l’amore alla lunga pagano.Quindi si superano anche le difficoltà per entrare in vari giri e circuiti però il teatro è una parte dello spettacolo che da ancora spazio a chi ha talento e sa fare le cose, è una porta aperta per chi ama recitare.”
Che differenza c’è tra la recitazione in teatro e quella di fronte ad una macchina da presa? “Recitare di fronte alla macchina da presa è un rapporto con te stessa, è come sentire un passo all’anima, come la fotografia, come se le parole che vai a pescare le peschi dalla tua anima ed è come se essa si vedesse nella macchina da presa, è un rapporto un po’più intimo, la recitazione in teatro è un ping, pong col pubblico, lo spettacolo lo fa anch’esso, i respiri, le piccole risate, sentire mormorare, comunque è il pubblico che dà insieme a te il ritmo di una scena, mentre con la macchina da presa hai tanti ciak, puoi ripetere ed è un lavoro un po’ più meccanico, in teatro è buona la prima, è un’emozione fortissima, non sai cosa ti può arrivare dal pubblico, tanto può arrivare una risata, tanto un applauso a scena aperta, ogni sera è diverso.”
Sei una bella donna, ciò che colpisce di più di te è l’aspetto fisico, qual’ è il tuo rapporto con la bellezza? “Sarei falsa se dicessi che non è importante soprattutto non appena ho iniziato a fare i primi lavori ed audizioni come ballerina uscita dall’Accademia, devo molto al mio aspetto fisico, certo si resta legati ad alcuni personaggi che hanno una certa fisicità, evanescenti perché fisicamente hai rispecchiato un certo tipo di parte, fortunatamente poi si cresce e io ringrazio tanto d’essere come sono e spero d’invecchiare bene e poter convogliare in altri tipi di ruoli e col passare dell’età vivere il tutto con il senso della scoperta e rivestire nuovi personaggi.”
Vivi a Roma, credo che la città eterna crei molte opportunità, qual è il tuo rapporto con essa? “Io amo Roma, la amo profondamente e amo la mia romanità, uno dei personaggi che mi hanno portato più fortuna è proprio romano: Francesca di Vacanze Romane, sono legata a Roma per le opportunità che mi ha dato in questo mestiere.”
Ci sono progetti nel tuo futuro? Vuoi raccontarceli? “Nel mio futuro adesso c’è “Mamma Mia” abbiamo appena iniziato, le prossime date saranno Marina di Pietrasanta, la Versiliana ad agosto, Follonica, il teatro antico di Catona, Siracusa, Macerata, ora siamo agli inizi del tour. Dopo l’estate comincerà la grande stagione invernale con quattro settimane al Teatro Sistina ed un grande tour per i teatri maggiori in Italia.Vi aspetto tutti a vedere questo magico spettacolo, una rappresentazione che è un’estate nell’estate.”


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Alfonso Restivo: Essere artista è un privilegio

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Alfonso Restivo (720 x 379)

Il giovane pittore iperrealista internazionale parla di sé e della sua arte:

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Le sue opere posseggono una forza intrinseca, sprigionano un’energia che incanta, comunicano emozioni e travolgono, Alfonso Restivo è un artista dai tanti talenti, pittore, professore, presentatore, uomo di spettacolo, si autodefinisce persona dal temperamento gentile, ma con gusti raffinati ed eccezionalmente dotato di acuta sensibilità per ciò che lo circonda, risponde alle nostre domande raccontandosi con un sorriso affascinante:

Alfonso, partiamo dalle origini, quando hai scoperto la tua passione per il mondo dell’ arte?
“Sin da piccolo ho avuto la passione per il disegno, convincevo mio padre a comprarmi i fumetti della Disney per poi ricopiare i personaggi a mano libera e colorarli.
Da qui nasce la mia voglia di disegnare e sopratutto di poter creare, cosi quando finii gli esami di terza media decisi, senza il benestare dei miei genitori, d’iscrivermi al Liceo Artistico Emilio Greco di Catania. Ho frequentato poi l’Accademia delle Belle Arti di Catania in cui ho avuto momenti di sconforto per non saper esprimere sulla tela ciò che realmente volevo dallo stile che mi ero prefissato di seguire, l’iperrealismo figurativo.
Finiti gli studi accademici mi sono documentato e ho frequentato corsi di perfezionamento sull’iperrealismo, acquisendo la tecnica e le perfette sfumature e velature, tutto ciò mi ha permesso di diventare uno degli artisti italiani che tratta l’iperrealismo figurativo, realizzando svariate mostre sia in Italia che all’estero.”

E’ stato difficile trasformare questa passione in un lavoro? “Trasformare la passione per la pittura in un lavoro non è stato semplice, mi sono dovuto ritagliare del tempo dedicandolo alla pittura, alle mostre, ma sopratutto dedicandolo alle centinaia di persone che seguono la mia arte e la apprezzano per i suoi contenuti stilistici.
In generale credo che qualsiasi passione si abbia, che sia la musica, il teatro o la pittura, essa non deve mai diventare esclusivamente un lavoro, ma un binomio di idee, estro e produzione .”

Definirti artista dell’iperrealismo figurativo è sicuramente giusto, perché hai deciso d’intraprendere la strada dell’iperrealismo? Cosa rappresenta per te questo modo di dipingere? C’è una convinzione comune che le opere iperrealistiche abbiano molta tecnica e poca anima, come risponderesti a queste critiche? Qual è secondo te l’anima di un dipinto iperrealista? “Sono voluto diventare un iperrealista perché mi piace immortalare la bellezza oggettiva di ogni singola cosa o persona che ritraggo e cogliere l’attimo temporale o estetico in cui il soggetto viene ritratto.
Dicono che le opere iperrealistiche hanno molta tecnica e poca anima, ma per me non è cosi, perché ad esempio quando ritraggo le persone amo cogliere il loro stato d’animo attraverso la profondità dello sguardo ed in esso dicono che vi sia l’anima di ognuno di noi.”

I tuoi lavori oltre che per il realismo colpiscono soprattutto per le velature e la tecnica mista su tela, come mai hai scelto proprio questo stile e questa tecnica?
“Non dipingo solo con colori ad olio, ma amo mischiare tanti tipi di colori, amo la tecnica mista, come ad esempio unire colori ad olio, acrilici e terra dell’Etna, posata delicatamente sulla tela, lo stesso Etna che da sempre domina la mia città: Catania.”

La tua arte è orientata alla ricerca del dettaglio, a cosa t’ispiri in genere nel dipingere le tue opere? “Quando devo creare un’opera, non ricerco l’ideale di bellezza o non uso canoni specifici, ma scelgo soggetti che in me creano emozioni, quelle stesse che poi elaboro e propongo in chiave iperrealista.”

Dai una tua definizione dell’essere artista … “Per me essere artista è un privilegio, gli artisti sono esseri umani che hanno dentro il DNA un pennello che lega tante piccole sfumature di colore e questo è il dono dell’essere artista, vedere ciò che la gente comune non vede.”

Chi dipinge e crea in genere lo fa per dare a chi guarderà delle belle emozioni; tu perché crei? “Principalmente creo per me stesso, ma è anche vero che quando sai con certezza che quell’opera ti fa emozionare allora è quasi certo che farà emozionare o parlare di essa altre persone che la guarderanno e magari la criticheranno, ma per un artista tutto questo ha già profumo di vittoria.”

Presto in Sicilia ci sarà una tua personale, vuoi parlarcene?
“Nella mia terra, la Sicilia, sto organizzando una mia personale di pittura, il tema sarà “la Sicilia Iperreale”, un mix d’opere che raccontano alcune caratteristiche della Sicilia immortalando gli attimi, i costumi, la cultura e la bellezza di una terra che cerco da sempre di portare in giro per l’Italia e all’estero attraverso la mia arte .”

Cosa è per te l’arte? “Per me l’arte è chiudere tutte le porte di casa e lasciare aperta solo la porta del cuore, perchè è da li che usciranno le idee per le mie opere.”

Quali sono gli artisti, sia del passato che dei nostri giorni che maggiormente ti ispirano?
“Tra gli artisti che mi hanno da sempre ispirato sicuramente c’è Caravaggio, di cui amo le velature d’ogni singola opera e a cui m’ispiro per la ricerca dei dettagli stilistici, purtroppo io non sono il grande Caravaggio, ma soltanto Alfonso Restivo.”

Hai mai incontrato difficoltà nel tuo percorso d’artista e soprattutto come le hai affrontate? “Da quando nel 2000 ho inaugurato la mia prima mostra ho incontrato difficoltà nel proporre la mia arte, sopratutto perché ero giovane e perché ero un artista iperrealista. In quegli anni vi erano ancora radicati nella cultura italiana stili come l’astrattismo o il concettuale che adesso fanno parte dell’arte mondiale, ma che camminano di pari passo con l’iperrealismo che sino a quegli anni era visto come copiare qualcosa senza senso. Col tempo si è capito che per realizzare un quadro in modo cosi dettagliato ci volesse molta bravura e una delicata tecnica e da quel momento in poi l’iperrealismo è diventato uno stile di nicchia. I critici d’arte in questi anni stanno promuovendo questo stile perché si sono accorti della difficoltà nel realizzare un quadro con determinate caratteristiche e velature e sopratutto che ogni opera ha un qualcosa d’intrinseco, di surreale dentro l’ iperreale. Adesso le difficoltà sono state superate e sono molto ricercato nelle gallerie d’arte per il mio stile, ma sopratutto ho tantissime persone in tutt’Italia che mi seguono ed apprezzano ciò che realizzo.”

Hai ritratto personaggi famosi ricevendo attestati di stima, riscontri positivi da molti critici d’arte e premi a livello internazionale, vuoi parlarci di questi riconoscimenti?
“Nel corso degli anni ho avuto la fortuna di ritrarre tantissimi personaggi dello spettacolo e della musica come il grande Cantautore Franco Morgia dei Beans, la giornalista e regina del gossip di Dagospia e Eva3000 Gabriella Sassone, lo stilista internazionale milanese Domenico Caraceni, il compianto Pilota della motoGP Marco Simoncelli, l’attore siciliano Turi Giuffrida che ha lavorato in grandi film come Romanzo Siciliano, Nuovo Cinema Paradiso o La mafia uccide solo d’estate”.

Sei un artista a 360°, oltre alla pittura ti dedichi alla musica e alla letteratura, non a caso alcune tue opere hanno fatto da sfondo a concerti e da copertine a libri di autori importanti, vuoi raccontarci anche queste esperienze?
“In passato ho lavorato anche in tv, presentavo una trasmissione dal titolo “Happy Hour”che era molto conosciuta in ambito regionale siciliano, ho condotto vari eventi di moda ed arte come il premio alla carriera all’attore italiano Antonio Catania, ma sopratutto amo il mio principale lavoro che è fare l’insegnante di Storia dell’Arte in Lombardia. Fortunatamente l’arte non solo la pratico, ma principalmente l’insegno.”

Cosa bolle nella pentola del tuo futuro? Vuoi anticiparci qualcosa? “Per il mio futuro d’artista cosa vedo? Sicuramente massimo impegno per ciò che faccio e molta professionalità , ma sopratutto vedo molte mostre sia in Italia che all’estero ed il mio sogno artistico che si realizza, cioè aprire una galleria d’arte .”


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I-MATT: Vi presento Corri il mio nuovo singolo

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Il cantante pop-soul calabrese si racconta…

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Indubbiamente è un bel ragazzo, intraprendente, spontaneo, grintoso Mattia Lappano, in arte I- Matt, il cantautore di origine calabrese che si racconta al nostro giornale in occasione dell’uscita di “Corri” il suo ultimo singolo.
Cosa rappresenta per te la musica? “Amo e odio, la musica…Ogni volta che l’ascolto abbasso gli scudi che mi proteggono e tutto ciò che provo e che sono traspare chiaramente. Negli ultimi tempi penso che il mio rapporto con la musica sia cambiato in positivo soprattutto da quando ho deciso di scrivere canzoni, da quel momento ho capito che con la musica potevo comunicare ciò che sono, ciò che vedo e ciò che vorrei.”

Mattia, sei figlio d’arte, raccontaci un po’ i tuoi trascorsi nel mondo della musica … “Mio padre è un musicista, mia madre e le mie sorelle ballerine mi hanno sicuramente dato un’impronta artistica che ha trasformato le mie parole ed emozioni in musica. Dopo una primissima formazione ricevuta in Calabria ho proseguito i miei studi a Milano concentrandomi sulla tecnica del suono e sull’interpretazione scenica attraverso Accademie e masterclass tenute da Paola Folli, Sagi Rei, Randolph Matthews, Roberta Faccani, Silvia Beillard, Luca Jurmann, fino a che ho cominciato a scrivere canzoni e ad interpretarle.”

I tuoi sono testi molto significativi, dove trai ispirazione per scriverli? “ Le esperienze lasciano cicatrici, emozioni, ricorsi, mi ispiro a questi. Scrivo per la gente intorno a me, le persone sono la mia fonte d’ispirazione! Ritengo che l’artista abbia un ruolo che va oltre la creazione di belle canzoni; un artista deve dare sogni, desideri, ambizioni alle persone, farle emozionare raccontando le loro gesta, i loro sacrifici e le loro mete.”

Da poco è uscito il tuo singolo “Corri” di cui hai prodotto anche un bellissimo video vuoi parlarcene? “Corri è la canzone che funge da colonna sonora della mia vita. E’ un brano che parla di un’atleta che ogni giorno, nel quotidiano, deve affrontare sfide sempre più dure con un unico obbiettivo: NON MOLLARE MAI! Potrebbe anche essere indirizzata ad un padre di famiglia che lotta contro tutto e tutti per portare il pane a casa; oppure ad una ragazza universitaria che lotta contro gli esami e corre contro il tempo per garantirsi un lavoro ed un futuro tanto sudato.”

Cosa vorresti trasmettere a chi ti ascolta e segue? “La sincerità e la purezza di un ragazzo che scrive canzoni per sognare ancora ad occhi aperti! E la voglia di non fermarsi mai.”

Cosa bolle nella pentola del tuo futuro?Vuoi anticiparci qualcosa? “Dopo questo primo singolo non vedo l’ora di raccontare in musica altre storie chiuse nel cassetto e pronte a diventare le colonne sonore della loro vita! Inoltre ad Agosto sarò in tournèe in America dove esibirò tra le tante hit del momento anche la mia CORRI.”


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Cafiero Torna alle origini con il video del singolo che traina il disco

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Terminate le riprese video del brano apripista dell’omonimo ed atteso album di Cafiero.

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Il cantautore ha scelto come ambientazione la sua terra d’origine, il Salento, in particolare la bellissima spiaggia di Pescoluse (Marina di Salve – LE), zona in cui ha trascorso la propria infanzia.
Ideato dallo stesso Cafiero e realizzato da Ientu Film, il video offre una lettura del brano con immagini che accentuano le sensazioni generate dall’energia del suono. Protagonista del videoclip, oltre all’artista, l’attrice Barbara Clara.
Il singolo sarà disponibile in radio e in tutti gli store digitali dal prossimo settembre, dal giorno di pubblicazione dell’album “Cafiero”.


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Marcello Balestra racconta il progetto Casartista

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L’ex direttore artistico della Warner presenta “Casartista” il suo nuovo progetto e si racconta in una interessante intervista:

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

 Marcello recentemente sei stato presente alla Mediterraneo music school di Salvatore Ferraiuolo con il tuo progetto “Casartista” vuoi parlarcene?  “E’ stato un incontro con i ragazzi ai quali ho cercato di far capire lo spirito di Casartista che è esattamente quello attraverso il quale chi ha la consapevolezza di sentirsi “a casa” nella propria persona riesce poi a raccontare l’arte che vuole esprimere nel canto. Casartista cerca di essere d’aiuto nel comprendere la propria coscienza ed il proprio essere, imparare a capire che cosa può esprimere la propria persona sia nella parte artistica che nella quotidianità.”

Da dove nasce il vostro connubio artistico con Sasà Ferraiuolo? “Ci siamo conosciuti a Contursi per la manifestazione che si svolge ad agosto da 25 anni e negli ultimi 4-5 anni ci siamo incontrati spesso, è nata una stima reciproca che ha portato poi a frequentarci e ad immaginare tutto questo insieme.”

Quali sono i punti fondamentali di questo progetto? “Casartista è il riassunto di  un’esperienza di vita passata al servizio e nell’attività discografica che ho portato avanti prima con Lucio Dalla e poi in Warner. Sono 30 anni in cui mi sono reso conto che quello che  rimane veramente come segno reale tangibile è ciò che la persona riesce a comunicare e fare. I punti fondamentali di questo progetto sono semplici bisogna lavorare su quello che è la credibilità del proprio essere e non su quello che è il vorrei essere, ci si stacca completamente dal bisogno d’emergere o di raggiungere un obiettivo. Imparare a credere nei propri mezzi per un fine umano e non velleitario.”

Con il lavoro che fai, sicuramente sei spesso in contatto con persone di talento, è una strada che hai scelto o che ti sei trovato ad intraprendere? “In realtà è successo, a lavorare con grandi personaggi, ma prima di tutto grandi persone s’impara comunque a capire quello che si è predisposti ad essere ed a fare, io sicuramente sono nato ascoltatore, non  solo delle voci, ma anche delle emozioni e di tutto quello che ha a che fare con l’umanità della persona: sia il lato oscuro che quello chiaro. In questo lavoro meraviglioso della musica al di la delle competenze tecniche, mi sono trovato ad essere molto più psicologo, sia verso le canzoni che le persone, rispetto a chi è abituato a fare successi cavalcando l’onda del momento, io mi sono trovato a realizzare dei grandi successi in generale fortunatamente grazie al mio istinto.”

 

Il tuo gusto musicale è stato importante nel lavoro? “Possiamo amare dei generi, possiamo amare la musica, possiamo concepirla in un modo, io dopo un primo periodo parlo di quando avevo 22-23 anni amavo e seguivo determinati generi, poi ho capito che non è il piacere di un genere, ma il sentire l’emozione in ogni cosa sia che si tratti di canzoni per bambini sia che si tratti di altri mondi, quello che conta è farsi sorprendere, non è certo cercare di mostrare agli altri quanto il gusto musicale sia importante, quanto la canzone sia importante. Ho seguito sempre il piacere di essere sorpreso che io ho condiviso con quelli che pubblicavano una canzone o un determinato progetto.”

 

Hai collaborato con artisti del calibro di Dalla, credo che persone speciali come loro lasciano sicuramente un segno vuoi raccontarci qualche aneddoto?  “Lucio Dalla per me è sicuramente un secondo padre, un padre di vita, fondamentale che mi ha lasciato un dovere che non so se sia giusto, quello che sto cercando di portare avanti: di far sentire, di dare e trovare persone a cui chiedere di offrire il meglio di sé stessi come individui. Di Dalla ho un ricordo, quando scrisse Caruso, una canzone diversa dallo standard riunì un gruppo di persone in casa sua e dopo averla cantata e suonata al piano, chiedeva ad ognuno di noi un giudizio su se essa fosse una canzone da poter presentare al pubblico. Questo testimonia quanta umiltà ci fosse in un gradissimo come Lucio, lo chiese anche a me ed io risposi: “sto piangendo perché non la devi cantare?”. Lucio quando decise di fare “Attenti al lupo” nel ’90, dopo il successo di Caruso, volle cimentarsi in un balletto simpatico dove si metteva in gioco quasi come un ballerino. Questi personaggi fanno capire quanto poco conti l’aspetto fisico, ma solo il giudizio è essenziale, conta moltissimo sentirsi bene per come si è, indipendentemente da ciò che si fa, accettarsi completamente. Egli l’ha dimostrato è per questo che io in qualche modo cerco di farlo capire a chiunque incontro da solo o come Casartista,  ma in primo luogo bisogna comprendere prima di costruire un progetto la personalità di un cantante.”

 

Essere ricercatori di talenti presuppone sensibilità, intuito e che cosa? Il talento è esprimibile in tanti modi per cui facciamo un esempio trasversale di altre discipline che possano essere lo sport, l’arte, esso può essere veramente la capacità di realizzare determinate cose con qualità tecnica e grande intelligenza. Il talento nella comunicazione predispone sicuramente la capacità di poter sentire cosa ha da esprimere la persona oltre al contesto artistico, questo sì, perché diversamente sono episodi che la canzone stessa o l’occasione o l’evento riescono a rendere facile per l’artista una determinata performance del giorno dopo, saper trovare la stessa identica opportunità ed  è una cosa difficile, bisogna lavorare sulla persona, sentirla, capirla”.

 

Quando decidi che qualcuno che stai attenzionando può essere un cantante o un musicista di valore? Il cantante, il musicista di valore viene sicuramente dopo anche se la prima cosa che esprime è una prospettiva, un gusto, una capacità di comunicare ed è quella che fa la differenza, io non è che la capisco, ma sento che è così in base alla mia esperienza, naturalmente ho fatto molti errori di valutazione nel tempo, ma sono serviti tantissimo per capire che la strada era quella, ho ripreso dal percorso precedente ed ho capito dove non dovevo più perseverare, salvo quando ti faccio un esempio aziendale, si devono concretizzare dei progetti perché qualcuno ha firmato con degli artisti che hanno impegni per vari lavori, per cui mi sentivo obbligato a realizzare dei soggetti che non avevano senso dal punto di vista della persona, ma c’era anche qualche canzone o un pubblico.”

 

I social possono essere una strada per scovare talento? Facilitano il lavoro?  I social hanno un limite, sono trasversali,  mostrano qualunque cosa in qualunque momento, genere per cui nel nostro lavoro se parliamo di musica o di comunicazione sicuramente è aiutato dal fatto che si possono notare figure che non incontreresti mai in un festival, in una rassegna, in altri canali. I social danno una mano nell’individuazione di qualcosa che non incontreresti mai col tuo modo umano di muoverti, diversamente però, come operazione l’attività dei social non è reale è solo un altro strumento in più per capire chi ha qualcosa da dire.”

 

Avete avvertito la crisi di cui si parla da pochi anni nel settore discografico? Secondo te qual’e la strada per creare maggiori opportunità nel settore discografico? “La crisi c’è, è definitiva, io mi definisco un post discografico, sono uscito da Warner perché ho deciso di non avere a che fare col meccanismo involutivo, sempre riferito al fatturato e all’occasionalità di alcuni progetti, un meccanismo per far sì che si possa arrivare a prodotti che durino nel tempo e siano popolari ed abbiano una personalità, quindi un meccanismo che fa sì che si possa arrivare all’etichetta di alcuni progetti e quella di cercare in un momento in cui tutti ad esempio vogliono fare rap o i cantautori o i cantanti, trovare qualcosa o qualcuno che ha da comunicare contenuti consistenti.”

 

Cosa vuol dire oggi avere talento e come lo si riconosce? I talent a tuo avviso sono un sostrato in cui scovare musicisti e cantanti? “Rifuggo la parola talento, talento non è sinonimo di successo o di continuità. Molti personaggi vengono scoperti anche nei talent, ma essi non ti danno il tempo di mostrare quello che sei, salvo che l’artista in questione sia tanto completo ed esplosivo che ti si possa notare anche per strada.”

 

Sanremo ha ancora quel ruolo fondamentale nel lanciare nuovi talenti o sono più importanti gli altri canali, qual’ è il futuro di Sanremo? “Sanremo dovrebbe durare tutto l’anno, essere costante attiva, una finestra sempre aperta con una esplosività che dia modo a chiunque volesse emergere di farlo,  comunque sono tre minuti di visibilità davanti ad un pubblico più adulto e gli ospiti sono soprattutto giovani anche se c’è da dire che la rete ottiene oggi 5-10- 15 milioni di visualizzazioni e la visibilità è maggiore rispetto a quella di Sanremo, Sanremo non può raccontare tutta la storia di un cantante che si è fatto da solo scalando tutte le classifiche.”

 

Ho una curiosità sulla serata nell’Eurofestival che si è conclusa con l’amaro in bocca per il 6° posto di Gabbani e il tweet della BBC volevo sapere che cosa ne pensi… “Le lezioni vengono sempre date da chi usa la semplicità, l’Eurofestival lo vince sempre chi ha un’identità, Gabbani ha portato una bella canzone, ma non l’identità italiana, io sono un grande fan della sua canzone, la canzone di Gabbani racconta qualcosa, ma non esporta un’identità”.

 

Chi è Marcello Balestra ora? “Una domanda molto bella, chi è Marcello Balestra? Una persona che s’interroga tutti i giorni su quello che può dare, per cui non ha smanie di qualsiasi tipo se non quella di poter offrire, perché è l’unica cosa che potenzialmente può fare dopo aver ascoltato e vissuto tantissimo, il lavoro non solo aiuta a vivere, ma ci aiuta a crescere, è un’occasione di grandi confronti”.

Raccontaci i tuoi progetti per il futuro… “I progetti sono tanti, sono fin troppi, sto credendo moltissimo nella comunicazione trasversale, dove c’è musica ci sono argomenti fondamentali per chi oggi tutti i giorni si fa delle domande, una progettualità e lavora su questo, che siano canzoni, progetti, artisti. Abbiamo appena firmato con Sugar e la Caselli con un artista che sto seguendo sempre con lo stesso spirito per dare una mano a chi ha qualcosa da dire e segnare momenti importanti visto che ho esperienza”.


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Tutti i premiati della XV Edizione dell’ Ischia Film Festival

in Anna Lamonaca Blog/Il Cinema by
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La 15°Edizione dell’ Ischia Film Festival si è conclusa con grande successo di pubblico e di critica, un’intera settimana sotto il cielo d’Ischia, tante le emozioni, i volti, i film che sono stati presentati in concorso. Ecco i vincitori:

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

La 15°Edizione dell’ Ischia Film Festival si è conclusa con grande successo di pubblico e di critica, un’intera settimana sotto il cielo d’Ischia, tante sono state le emozioni, i volti, i film presentati in concorso.
La Giuria Internazionale, composta dal cineasta polacco Krzysztof Zanussi, dal regista e sceneggiatore Miguel Barros e dalla produttrice Dagmar Jacobsen, ha così deliberato i premiati dell’edizione 2017:

Ischia Film Award al miglior lungometraggio
IMMORTALITY di Mehdi Fard Ghaderi
Motivazione della giuria
Diamo a questo film il premio per il miglior lungometraggio per l’uso coraggioso di una singola location in una singola ripresa. Oltre la sua maestranza, riconosciamo che sia un film ben scritto e recitato, il cui scopo è quello di fornire un affresco unico dell’Iran moderno. Che successo!

Menzione speciale a:
Premio Castello Aragonese alla migliore regia
Alessandro Aronadio per il film ORECCHIE

Motivazione della giuria
Premiamo mr. Aronadio per la miglior regia perché crediamo che il suo film usi umorismo tensione ed immaginazione in modo ben bilanciato, il racconto procede con passo ritmico ottenendo un film davvero ben costruito.

Premio Epomeo alla fotografia cinematografica
Rocco Marra e Roberta Allegrini per il film CAINA

Motivazione della giuria
Noi consideriamo la cinematografia di Caina uno specchio fedele della crudeltà e la mancanza di empatia che il film stesso denuncia. L’inquadratura mantiene le distanze, the videocamera osserva semplicemente. Le immagini sono grigie, incostanti, scure, senza luce, senza speranza.

Premio Aenaria alla migliore scenografia
George Thomson per il film LE MONDE DONT ON REVE N’EXISTE PAS

Motivazione della giuria
La scelta del paesaggio- una natura incontaminata nella quale le persone hanno ancora il tempo di vivere in contrasto con un appartamento moderno in una città caotica- è perfetta per raccontare la storia di un mondo in fuga.

Ischia Film Award al miglior cortometraggio
SELFIE di David M. Lorenz

Motivazione della giuria
Premiamo questo film per il miglior cortometraggio per l’uso preciso di tecnologie moderne, per l’uso intelligente del montaggio parallelo e per l’uso chiaro e lungimirante del discorso cinematografico in un tempo così limitato. Che colpo di scena!

Menzione speciale a:
IL SILENZIO di Farnoosh Samedi e Ali Asgari
THE TRANSFER di Michael Grudsky
Motivazione della giuria
Abbiamo deciso di conferire le menzioni speciali per questi due cortometraggi eccezionali che sottolineano il bisogno di comunicazione in una società così aggrovigliata. Entrambe le opere, nonostante molto differenti, offrono una chiara dichiarazione di principi espressi in modo forte e possente.
La Giuria Italiana, composta dal critico cinematografico Gianni Canova, dal giornalista Franco Dassisti e dalla scenografa Daniela Ciancio, ha così deliberato:
Ischia Film Award al miglior documentario
UNWANTED HERITAGE di Irena Skoric
Motivazione della giuria
“La maturità di una società può essere misurata dal rapporto che instaura con l’eredità del suo passato”.
Suona pressapoco così la frase dell’architetto Tomislav Premerl che apre questo film. Un minuzioso lavoro di ricostruzione di un rapporto con un’eredità artistico-monumentale scomoda, che la regista Irena Skoric, per ragioni anagrafiche non compromessa con quell’epoca, fa partire da un gioco: completare un album di figurine dei monumenti della ex Jugoslavia di Tito. Testimoni muti di un passato che era “quotidiano” per molte generazioni, ora negletti o abbandonati. E così, “ce l’ho, mi manca”, la regista ci racconta il rapporto che la gente e il territorio della Croazia, hanno mantenuto con quella Storia. E perché è importante non distruggerne i segni, soprattutto quelli di valore artistico, capaci più di altri, di raccontare un’epoca. Per non diventare come chi, per furia iconoclasta, distrugge capolavori dell’umanità come quelli di Palmira.
Menzione speciale a:
UN ALTRO ME di Claudio Casazza
Motivazione della giuria
Spesso i documentari si accontentano dell’urgenza del “cosa” raccontare. Claudio Casazza in Another me si interroga invece anche e soprattutto sul “come” raccontare. Il suo film non solo si (e ci) immerge nell’universo disturbato dei detenuti per reati sessuali nel carcere di Bollate, ma rompe i canoni naturalistici del linguaggio cinematografico ed usa in modo originale la sintassi filmica (dal fuori fuoco al dettaglio) per trovare una forma che chiami in causa lo spettatore e lo interroghi su quello che vede. Da questo punto di vista, grazie alla forma creata dal film, il titolo – in qualche modo – tutti ci riguarda. Another me è, in fondo, ognuno di noi.
Premio BAYER Location Negata
THE INVISIBLE CITY [KAKUMA] di Lieven Corthouts

Motivazione della giuria
Kakuma significa “Niente”. Infatti Kakuma è una città fantasma, cresciuta nel nulla, e diventata in poco tempo luogo di speranza e sofferenza. Il regista Lieven Courthouts, seguendo con una spiccata vena poetica le vicende di una bambina di 8 anni, ci regala immagini che rimandano a film apocalittici e ai dipinti di Van Gogh. Che qui hanno le sembianze geometriche dei tetti, tutti uguali, di un’immensa macchia d’olio che accoglie i profughi in fuga dalle zone di conflitto intorno al Kenia. Bambini inviati da genitori stremati. Ma i bambini hanno una marcia in più e, contro ogni previsione, si rialzano, si organizzano, e costruiscono il loro futuro. Nel bel mezzo del nulla.
Menzione speciale a:
Marco D’Amore per l’interpretazione del cortometraggio UOMO IN MARE di Emanuele Palamara
Motivazione della giuria
A Marco d’Amore, intenso protagonista di Uomo in mare. La scelta di un uomo comune di stare dalla parte del diritto e collaborare con la giustizia, si rivela una gabbia che piano piano toglie certezze, affetti e il senso stesso della vita. L’attore interpreta questa discesa agli inferi con progressiva e crescente sofferenza, creando una location dell’anima tormentata e un’empatia con lo spettatore che ne condivide motivazioni e percorso.
Premio Augustus Color
MARY MOTHER di Sadam Wahidi

Motivazione della giuria
Un luogo/non luogo. Una terra di nessuno. Un paesaggio devastato dalla guerra, ma anche il cuore dolente di una madre in pena per la sorte di un figlio soldato in una città dell’Afghanistan caduta sotto i Talebani. Fra tutti i film della sezione Location negata, Mary Mother e quello che ha con i luoghi il rapporto più straziante: quasi una storia d’amore impossibile fra una donna e una terra che non è più possibile amare…chi ha fatto un film così merita fiducia e appoggio perché possa ancora esplorare i suoi mondi e farli diventare i tutti.

IIF Audience Award
INDIVISIBILI di Edoardo De Angelis
Con una media voto da parte del pubblico dell’Ischia Film Festival di 4,7 su 5
Ischia Film Festival 2017 è sostenuto da MiBACT – Direzione Generale per il Cinema, SIAE e Regione Campania, con il contributo di Philip Morris Italia e Bayer Italia. Si ringraziano inoltre gli sponsor tecnici: B-Rent, Alilauro, Medmar, Cantine Antonio Mazzella, Negombo, Poseidon, Ambrosino, Ceramiche Mennella, Euro Test Service, Carlone. Media partner: Cinefilos.it


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Jasmine Trinca all’Ischia Film Festival con Fortunata

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L’affascinante attrice ha presentato al festival il nuovo film di Castellitto

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

E’ molto schiva, quasi timida, di una dolcezza disarmante, Jasmine Trinca la protagonista di Fortunata, il nuovo film di Sergio Castellitto, crudo, struggente che tocca il cuore.
L’attrice che di recente ha vinto il premio per la migliore interpretazione a Cannes nella sezione Uncertain Regards è ad Ischia per l’ultima serata dell’Ischia Film Festival e si racconta con dolcezza e con passione: “Fortunata è molto diversa dalla mia indole, è stato un incontro speciale, una parte di me si è trasferita nel personaggio e qualcosa di Fortunata è rimasta in me. Sergio è un grandissimo attore e lavorare con lui è stato entrare in una nuova dimensione e consapevolezza, mi vergogno molto di vedermi in questo film perché stento a riconoscermi, sono molto pudica”.
Racconta gli inizi della sua carriera e soprattutto afferma di essere cambiata perché molte sono le cose che l’hanno fatta crescere: la perdita di sua madre che l’ha toccata nel profondo, l’essere diventata madre a sua volta, l’incontro con registi quali Castellitto, Nanni Moretti, Michele Placido e Valeria Golino, la regista le ha cambiato la percezione di sé stessa e l’ha modificata a livello esistenziale.
“Valeria Golino ha intuito il lato più profondo della mia personalità rispetto ai ruoli che ho interpretato in passato, donandomi un’idea di libertà”- ha dichiarato l’attrice che ha presentato il film di Castellitto che la vede protagonista insieme a Stefano Accorsi impegnata in un ruolo molto toccante e complesso. Fortunata è una donna spavalda che nonostante la sua vita complicata, cammina a testa alta, sicura col desiderio di rivendicare il suo diritto a sognare ed alla libertà. Jasmine saluta con l’inizio della proiezione del commovente film il pubblico d’Ischia tra gli applausi.


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Claudia Cardinale all’ Ischia Film Festival per l’omaggio a Squitieri

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L’attrice è stata ospite alla manifestazione per la retrospettiva al grande regista Pasquale Squitieri

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

La sua è una femminilità raffinata, senza tempo, una sensualità languida, dallo sguardo fiero. Claudia Cardinale è una donna dalla forza straordinaria, ascoltarla parlare è percepire una vibrazione sottile, si viene affascinati ed al contempo ammaliati dall’attrice che ballando nel Gattopardo fece innamorare schiere di uomini. In questi giorni l’icona del festival di Cannes è approdata ad Ischia in occasione della retrospettiva dedicata a Pasquale Squitieri, il compianto regista recentemente scomparso, suo amore di una vita.
Qui ella si racconta, parlando di sé, della sua vita avventurosa ed emozionante e le sue parole vanno dritto al cuore, lo fa con un sorriso contagioso, uno sguardo attento alle cose. Ha alle spalle l’esperienza di oltre 150 film, all’età di 78 anni è sempre un’icona di stile, d’eleganza, di bellezza.
“Come convivo con il tempo che passa? Mia madre mi ha sempre detto tu sorridi e sarai sempre bellissima”. La mia carriera iniziò per caso con un concorso di bellezza in Tunisia fui proclamata “la più bella italiana di Tunisi”. Il premio era un viaggio alla Mostra del cinema di Venezia. Sulla spiaggia avevo il bikini che qui ancora non esisteva. I fotografi non facevano che scattare, ma io continuavo a dire che non volevo fare film.” L’attrice da allora non si è mai fermata, Claudia è un treno in corsa divisa tra viaggi, teatro, cinema, tv, racconta la sua vita coinvolgente, gli aneddoti sul regista Fellini e su Visconti con il quale ha viaggiato molto che la riempiva di gioielli e regali ed i ricordi dell’attore Mastroianni che la corteggiava, ma l’occhio si fa lucido quando parla di Squitieri, il regista al quale è stata legata per molti anni. Claudia Cardinale è ospite all’Ischia Film Festival per un motivo molto particolare; ricordare Pasquale, suo ex compagno di vita e d’arte scomparso nel 2017 e regista al quale il Festival ideato da Michelangelo Messina, dedica quest’anno una retrospettiva: “E’ stato l’uomo della mia vita, sono stata io a sceglierlo, avevamo un amico in comune, lo seguii fino in America, lo telefonai e gli dissi che ero Claudia Cardinale e volevo parlare con Pasquale, me lo passò, mi chiese: dove sei? Risposi che ero li, doveva solo venirmi a prendere e da quel giorno non ci siamo più lasciati”. Era molto geloso, soprattutto quando giravo scene d’amore, voleva che non durassero troppo. Ricordo che in una scena calda che si prolungava troppo con Franco Nero decise di tagliarla”- racconta ridendo nella Cattedrale dell’ Assunta al co-direttore artistico Boris Sollazzo che la sta intervistando. Ascoltare la sua voce, nello scenario del Castello Aragonese d’Ischia, in una fresca sera estiva, sotto un cielo trapunto di stelle, sull’incantevole baia di Cartaromana rende tutta l’atmosfera speciale, quasi magica, il pubblico è in estasi, in religioso silenzio interrotto soltanto da grandi applausi, si allontana dal palco e dai sui ammiratori mentre sullo schermo si sente partire la colonna sonora di Morricone che da il via alla proiezione del film di Pasquale Squitieri “Il prefetto di Ferro” che la vede protagonista proiettato a 40 anni dalla sua prima uscita.


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VELTRONI: “Bellezza, cultura, talento, identità nell’Ischia Film Festival

in Anna Lamonaca Blog/Il Cinema by
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L’ex segretario del PD ha presentato il suo ultimo documentario:
Indizi di felicità

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

La quinta serata dell’Ischia Film Festival è stata impreziosita dallo splendido incontro di Walter Veltroni con il pubblico del Castello Aragonese nel caratteristico scenario di Piazza d’Armi in sotto un cielo trapunto di stelle. Veltroni ha accompagnato il suo terzo documentario da regista, Indizi di felicità. Il documentario si interroga su un tema che è quello della felicità da sempre ricercata e rincorsa partendo da una domanda: “E’ legittimo, è pensabile cercare di essere felici in tempi così complessi, controversi, pieni di paure, come quelli che stiamo vivendo? Si può ancora conoscere quell’inebriante sensazione di un minuto o di una vita mentre intorno tutto sembra franare?”.
Intervistato prima della proiezione dal co-direttore artistico Boris Sollazzo, ha spiegato la genesi del film e raccontato un po’ della sua vita dopo la politica.
“La ricerca della felicità è un viaggio, ed è quello che ho cercato di fare incontrando le persone che vedete nel film e rivolgendo a tutti loro la stessa domanda, ovvero quale fosse stato il momento più felice della loro vita”. Il regista ha dimostrato di apprezzare molto l’ambientazione del Castello Aragonese in cui è stato proiettato il film affermando: “Ringrazio chi mantiene intatta questa meraviglia che è il Castello Aragonese e chi ha avuto l’idea di fare un festival di cinema qui. La bellezza dell’Italia è tutta qui, cultura, bellezza, talento, in questo festival c’è una grande dimostrazione della nostra identità”. L’ex segretarioa del PD ha poi affermato: “E’ importante avere dei valori e proteggerli e al tempo stesso combattere l’arte di distruggere, che è quella che principalmente si esercita in Italia e che ha fatto tanto male a questo paese incredibile in cui viviamo. Siamo specialisti a farci del male e a farci lo sgambetto, in particolare a chi ha successo e magari in giovane età”.
Facendo un bilancio, Veltroni non ha rimpianti. “Mio padre è morto a 37 anni per una malattia che oggi è curabile, mio nonno è stato torturato dai nazisti a Via Tasso. Ho il diritto di lamentarmi? Sinceramente no. Ho diretto un grande quotidiano, sono stato segretario del mio partito, vice-presidente del consiglio, sindaco di Roma, ho scritto romanzi e giro film. Ho smesso di avere potere, non di avere passione politica, e continuo il mio impegno civile scrivendo e facendo film. E non sento nessuna contrapposizione tra queste due fasi della mia vita, le vedo come un progetto unitario e quando chiuderò gli occhi saprò che avrò fatto quello che sognavo di fare da ragazzo. Volevo cambiare il mondo e fare cinema. La prima cosa non so se ci sono riuscito, anche se qualche cosa spero di averla contribuita a cambiare, fare cinema ci sono riuscito. Non ho di che lamentarmi”.


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Ischia Film Festival tanti gli ospiti da Maccio Capatonda a Riviera

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Tanti annunci in anteprima dagli ospiti del festival: Maradona e Veltroni e l’anteprima di Riviera

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Il Castello Aragonese con le sue mura possenti, la magia delle stelle, le pietre antiche che parlano di storia in questi giorni è lo scenario d’eccezione dell’Ischia Film Festival, qui, in diverse location: la Piazza d’Armi, la Cattedrale dell’ Assunta, il Terrazzo della Casa del Sole e quello degli Ulivi, la Piazza del Carcere Borbonico è stata creata l’atmosfera suggestiva per sette serate ricche di proiezioni, il pubblico ha avuto la possibilità di assistere sotto il cielo stellato agli incontri con alcuni degli attori e dei registi più importanti della scena cinematografica nazionale ed internazionale avendo la possibilità parlare ed interagire con loro  potendo inoltre visionare alcuni dei più bei film in programmazione per il festival, tutto questo grazie all’intuizione del direttore artistico del festival Michelangelo Messina affiancato nell’organizzazione quest’anno da Boris Sollazzo. La giornata del 28 giugno, ha previsto l’incontro con Walter Veltroni, che ha presentato al pubblico del Castello Aragonese il suo ultimo film: “Indizi di felicità”. Il festival ha proposto inoltre un altro titolo italiano: Il velo di Maya, diretto da Elisabetta Rocchetti, mentre il presidente di giuria Krzysztof Zanussi è stato intervistato da Gianni Canova ed ha ripercorso con lui la sua straordinaria carriera. L’altro grande protagonista della serata è stato uno sport, il calcio per l’esattezza. Volfango De Biasi ha presentato il suo documentario vincitore del David di Donatello “Crazy for Football”, mentre Alessio Maria Federici ha raccontato le storie di “Maradonapoli”, tutto questo in attesa della grande anteprima dell’ l’episodio pilota di Riviera, la nuova serie ideata da Neil Jordan, il regista di “La moglie del soldato” e “Intervista col vampiro”. Tra dramma familiare e crime, vedremo Julia Stiles indagare sulla misteriosa morte del marito filantropo e miliardario. Riviera andrà in onda su Sky Atlantic HD dall’11 luglio, due episodi a sera per cinque settimane.
Parlando di serie, sono state svelate molte novità.
Maccio Capatonda ha annunciato durante la presentazione di “Omicidio all’italiana” che il suo prossimo progetto sarà proprio una serie televisiva. “Sarà una serie comica con il tipico formato da 24 minuti, probabilmente otto puntate affermando: “La sto scrivendo e spero possa andare in onda la prossima primavera”. Sul palco con lui l’inseparabile sodale Herbert Ballerina, che ha confermato la sua presenza nella serie (“Non è riuscito a cacciarmi”) e Roberta Mattei, speranzosa. “Se tutto va bene, il mio prossimo progetto sarà l’esordio alla regia di Giorgio Tirabassi”.
La giornata di grandi annunci all’Ischia Film Festival si è completata prima con Andrea Sartoretti, protagonista di Monte di Amir Naderi, che ha rivelato che tra poco la banda di Boris si riunirà. “Tornerò sul set, sempre diretto da Torre, Vendruscolo e Ciarrapico, ma non sarà una nuova stagione. Si tratta di qualcosa di completamente diverso. Per ora giriamo una puntata pilota, poi si vedrà”. Francesco Amato, il regista del fortunato “Lasciati andare”  durante l’incontro con il pubblico ha rivelato il suo prossimo, sorprendente progetto. “Sto preparando un documentario su Umberto Bossi. È un’idea che ho nel cassetto da molti anni e finalmente è arrivato il momento di realizzarla. Sarà un film molto particolare che racconterà l’epopea di questa figura emblematica della politica italiana”.


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Jhon Turturro all’ Ischia Film Festival per il premio alla carriera

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L’attore inaugura il festival ricevendo IQOS Innovation Award

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

La quindicesima edizione dell’Ischia Film Festival che si sta svolgendo nella famosissima “Isola Verde” nella location di straordinaria bellezza del Castello Aragonese primo borgo dell’Isola d’ Ischia è ormai giunta al giro di boa mietendo molti consensi da parte di pubblico e stampa. John Turturro, IQOS Innovation Award di quest’anno è stato tra gli ospiti d’onore della 15° edizione e si congeda dall’isola dopo quattro giorni generosissimi. Ad Ischia Turturro ha ricevuto il premio alla carriera, già assegnato in passato a Ken Adam, set designer della saga di James Bond, Abel Ferrara, Vittorio Storaro, Amos Gitai e a Pasquale Squitieri cui è dedicata l’edizione 2017 della kermesse. L’attore molto felice di questo premio ha raccontato l’aneddoto dell’invito al Festival: “Il direttore artistico Michelangelo Messina ha bussato alla mia porta in America. Mi ha invitato con molto coraggio ed io ho accettato: sono legatissimo a questa terra, dove ho già lavorato per diversi progetti, amo Napoli, è la mia prima volta ad Ischia sono rimasto affascinato dalle sue bellezze”. Dopo la consegna del premio a raccogliere il testimone Claudia Cardinale, che ieri sera, 29 giugno ha presentato “Il prefetto di ferro” nell’ambito dell’omaggio a Pasquale Squitieri.


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Al via la quindicesima edizione dell’ Ischia Film Festival

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Una nuova edizione del concorso cinematografico che consacra Ischia come capitale del cineturismo internazionale

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Ha preso il via nell’incantevole “Isola Verde” la 15° edizione dell’Ischia Film Festival, un concorso cinematografico internazionale ideato da Michelangelo Messina. La sua particolare tematica dedicata alle location ha fatto sì che questo evento diventasse nell’arco degli anni un appuntamento significativo con il cinema internazionale attestandosi come eccellenza ischitana nel mondo. La 15° edizione è partita alla grande con un ricco programma carico di novità. L’inaugurazione del festival si è tenuta come di consueto nell’ incantevole scenario del Castello Aragonese affacciato sulla caratteristica baia naturale di Cartaromana. Presenti alla manifestazione oltre al patron che si è detto molto soddisfatto della nuova edizione, molti big: tra cui Jhon Tuturro, Claudia Cardinale, Walter Veltroni, Sergio Castellitto e Jasmine Trinca, Alessandro Borghi. Quest’anno il festival presenta un programma ricchissimo che i direttori artistici Michelangelo Messina e Boris Sollazzo sono felicissimi di avere costruito di concerto con Sky, una sinergia che proietta il festival nel futuro del prodotto audiovisivo e del concetto di festival stesso. Una quindicesima edizione sostenuta da MiBACT – Direzione Generale per il Cinema, SIAE e Regione Campania, con il contributo di Philip Morris Italia e Bayer che prevede otto giorni sotto il cielo di Ischia, o meglio “Under the Sky”. Così è stata battezzata la sezione che l’Ischia Film Festival ha costruito quest’anno insieme alla piattaforma satellitare. Un cartellone trasversale che coinvolge Sky Arte e Sky Atlantic, ma soprattutto un concetto tutto nuovo per il pubblico. Non Binge Watching, ovvero visione compulsiva di una serie tutta d’un fiato, ma un appuntamento serale quotidiano per godere su grande schermo di due delle migliori serie dell’anno programmate da Sky. The Night Of, che sarà accompagnata dal nostro premio IQOS alla carriera John Turturro, protagonista insieme a Rhiz Ahmed di una delle più belle sorprese della stagione, scritta e diretta da Steven Zaillian e prodotta da HBO. Nasce invece da un’idea di Stefano Accorsi 1993, sequel di 1992 e sappiamo già prequel di 1994. Il racconto degli anni di Tangentopoli e dell’ascesa di Silvio Berlusconi ha appassionato il pubblico televisivo che già attende con ansia la prossima stagione per scoprire cosa succederà a Leonardo Notte e agli altri personaggi che si aggirano in un’Italia lontana 25 anni, eppure ancora così vicina. C’è spazio anche per una grande anteprima sotto il cielo di Ischia, la prima puntata di Riviera, serie ideata dal premio Oscar Neil Jordan, regista di grandi film come La moglie del soldato e Intervista col vampiro. Interpretata da Julia Stiles, già partner del serial killer Dexter in una delle più belle stagioni della serie, Riviera è una serie poliziesca sorprendente e appassionante che accompagnerà il pubblico di Sky Atlantic a partire dall’11 luglio. L’appuntamento per il pubblico di Ischia è invece fissato per il 29 giugno. Quattro saranno gli appuntamenti con i grandi documentari di Sky Arte. Si è partiti domenica 25 giugno con “Perchè sono un genio”, la storia della regista Lorenza Mazzetti, fondatrice del movimento del Free Cinema britannico negli anni Cinquanta. Il giorno dopo, lunedì 26 giugno, la Piazza d’Armi del Castello Aragonese ha ospitato Federico Buffa, che in compagnia del Programming Manager di Sky Arte Guido Casali ha presentato Graffiti a New York, un viaggio nel mondo dei writers della Grande Mela. Martedì 27 giugno è stata la volta di Andrea Pazienza: “Fino all’estremo”, un doveroso e sentito ricordo di uno dei più grandi fumettisti italiani, artista straordinario prematuramente scomparso. Mercoledì 28 giugno è stato presentato “Blow up di Blow up”, un documentario che esplora i dietro le quinte di Blow Up, l’intramontabile capolavoro di Michelangelo Antonioni. Ischia per un’intera settimana sarà il centro vitale e pulsante del cineturismo con un programma ricco di appuntamenti da non perdere.


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Salvatore Cafiero: La musica è linguaggio universale e magia

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L’eccellente musicista, si racconta alla vigilia dell’uscita del suo album d’esordio

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

 

Il musicista, cantautore e produttore di origine salentina che a settembre presenterà il suo primo disco mette a nudo se stesso in una interessante intervista al nostro giornale:

Salvatore, tra poco uscirà il tuo primo lavoro come cantautore sei emozionato?
“Moltissimo! Credo che il bello di ogni nuovo progetto sia proprio l’inizio e, come diceva Platone, l’inizio è la parte più importante del lavoro.”
Quanta strada c’è dietro questo grande arrivo?
“Se mi guardo indietro vedo tanta strada percorsa e tanti sacrifici fatti, ma non vedo un arrivo e non credo di averlo mai visto; credo sia solo un altro tassello da aggiungere al tutto.”
La musica è stata sempre una delle tue più grandi passioni, ma quando hai deciso che da “Grande” volevi fare il musicista ed il cantante?
“Credo di averlo deciso nel momento in cui, da piccolino, ascoltando i tantissimi dischi di mio padre, emozionato, facevo finta di suonare la chitarra imbracciando una scopa.”
Cantare le canzoni che tu stesso hai scritto è sicuramente gratificante che differenza c’è tra il cantare testi tuoi ed interpretare quelli scritti da altri?
“In realtà non ho mai sentito differenza in questo perché, quando mi è capitato di suonare/cantare un brano di un altro artista, ho trovato il testo adatto alle mie corde, come se l’avessi scritto io”.
Sei stato eletto chitarrista dell’anno nel concorso indetto dal MEI, cosa hai provato in quel momento?
“Contentezza, soddisfazione ed incredulità, perché non mi sono mai sentito migliore di nessuno e non credo di esserlo.”
Hai collaborato con artisti famosi del calibro di Ramazzotti, Nek, Emma e Grignani ti sei arricchito da queste esperienze? Vuoi raccontarci qualche aneddoto?
“Ogni esperienza porta un insegnamento. Ho imparato qualcosa di nuovo da ogni artista con cui ho avuto il piacere di suonare dal vivo, come Grignani e Ramazzotti e tanti altri.”
Nei tuoi tour sei stato in Italia, Europa, America quanto sono differenti i vari palcoscenici ed i vari pubblici?
“La musica e’ un linguaggio universale che ti permette di comunicare con chiunque attraverso la sua magia. Negli Stati Uniti sicuramente ho trovato più rispetto per la musica, ma tutto deriva dalla loro cultura e preparazione musicale in cui sono imbattibili”.
Il disco spazierà in vari generi quali saranno?
“Nei miei brani c’è un po’ di tutto; c’è quel che mi piace. Parto da un lavoro per supportare il testo attraverso i suoni senza pensare prettamente ad uno stile o ad un genere musicale preciso.”
Vuoi anticiparci il tema di qualche brano?
“L’ amore nei tempi attuali e la voglia di svegliare il mondo dal torpore in cui siamo caduti in cui la natura viene violentata e la politica continua a fare i suoi sporchi interessi mentre noi siamo ipnotizzati dallo schermo di un cellulare solo per spiarci a vicenda.”
Nella vita si cambia continuamente, chi è Salvatore Cafiero in questo momento?
“Sono sempre me stesso”.
Raccontaci che cosa significa per te cantare e suonare…
“Significa poter avere il dono di entrare in un’ altra dimensione attraverso la musica.”
Hai altri progetti per il futuro vuoi raccontarceli o sei scaramantico?
“Non sono scaramantico e amo fare nuovi progetti. Ne ho davvero troppi in mente e non si sa mai! Tanti
altri potrebbero nascere ed improvvisamente avverarsi.”


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“Lacco Ameno in fiore” la manifestazione della Pro Loco chiude in grande stile

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Si conclude la II Edizione con la premiazione dei balconi più belli

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Ischia: Il mese di maggio per Lacco Ameno è stata una vera e propria primavera: balconi, scale, androni coperti di boccioli e composizioni floreali, il paese si è trasformato in un “parco verde fiorito”, variopinto e si è acceso anche di colori, musica, arte, spettacolo, poesia, teatro, estemporanee ed opere in vetrina. Vedere il corso così animato suscitava nell’osservatore un’emozione gioiosa, quella di partecipare in simbiosi ad una festa della natura e dell’arte, il tutto organizzato nell’ambito della manifestazione “Lacco Ameno in fiore”, i turisti passeggiando riempivano lo sguardo estasiati da tanta bellezza. La manifestazione ideata dalla Pro Loco di Lacco Ameno per la II edizione non ha tradito le aspettative del pubblico e dei visitatori che sono accorsi numerosi a partecipare alle varie iniziative che si sono svolte dal giorno 19 al 21 maggio a partire da Corso Angelo Rizzoli fino a giungere a Piazza Santa Restituta. I lacchesi da aprile si sono impegnati ad abbellire i balconi con composizioni floreali in un vero e proprio concorso cittadino con l’obiettivo di adornare il proprio ambiente, promuovere la passione per i fiori e liberare la fantasia. Gli esercizi commerciali ed i singoli cittadini che hanno deciso di cimentarsi in questa bella iniziativa sono stati premiati nell’ultima serata della manifestazione con una cerimonia presieduta dalla giuria che dopo aver stilato una graduatoria tenendo conto nella valutazione dei fiori scelti per abbellire gli spazi, l’abbinamento dei colori, ma anche della rarità delle piante e della difficoltà di realizzazione, ha decretato i ‘vincitori al 1° posto ex equo “Terra Madre” per il suo splendido giardino verticale e Lucia Aiello per il suo bellissimo balcone che ha rappresentato il mare, la terra ed il cielo. Il 2° posto è stato dato a “Bollicine” che ha realizzato degli omini con vasi di terracotta, usando per il tronco ed il viso dei vasi più grandi e per braccia e gambe, vasi più piccoli, dipingendoli poi a mano e mettendo loro al posto dei capelli felci e gerani colorati. Il 3° posto l’ha ottenuto “Mercurio” per la delicata composizione realizzata con legni bianchi e vasetti di vetro con dentro fiori che si aprono di giorno e si chiudono di notte. Sul palco il Presidente della Pro Loco Vincenzo Morgera ha ringraziato in primis la cittadinanza per la partecipazione al concorso, poi l’Amministrazione Comunale che ha reso possibile l’evento ed i giurati: il Presidente di giuria l’Architetto Imer Sovraintendente ai beni culturali, il giornalista Ciro Cenatiempo e poi ha chiamato sul palco il giudice Tommaso Castaldi che nella sua qualità di fiorista europeo ha giudicato le composizioni, dando anche delle motivazioni a quanti avevano partecipato affermando: “La mia famiglia ha un negozio di fiori da 35 anni a Lacco Ameno in piazza S.Restituta ed io tutt’ora continuo l’attività con mia madre. È un lavoro che faccio con passione ed impegno. Ovviamente per trasmettere la massima professionalità, oltre ai consigli dei miei familiari ho ritenuto opportuno frequentare anche il corso di fiorista europeo della scuola Federfiori nel 2017. Sicuramente è solo l’inizio di un lungo percorso di studi teorici e pratici. Per quanto riguarda Lacco in fiore mi ha davvero colpito l’impegno con il quale i cittadini si sono dedicati a decorare facciate, balconi, negozi e angoli dimenticati. Il bravo va a tutti in generale, ma ovviamente come in tutti i concorsi, bisogna estrapolare i più bravi. Chi veramente ha cercato di distinguersi. Proprio per questo, nel giudicare ho utilizzato le linee guida che la Pro Loco mi ha fornito, ovvero: – la sana e rigogliosa crescita, la combinazione dei colori, la composizione inserita nel contesto valutando con punti da 0 a 20 e da 0 a 15. Ringrazio la Pro Loco che mi ha interpellato nella costituzione della giuria. Sicuramente senza il loro invito non avrei potuto vivere un’esperienza simile. Spero di ripeterla nel nuovo anno e che le persone siano sempre più pronte a stupire.” La Pro Loco si è detta soddisfatta anche per gli altri eventi che si sono svolti nell’ ambito della manifestazione: dal Teatro interattivo di Michele Schiano “La voce del cortile” che ha visto mettere in scena un commovente viaggio in vite realmente esistite, storie reali , raccontate con delicatezza, vicende personali riportate nel cortile dei ricordi della Chiesa di Santa Maria delle Grazie ai laboratori che sono stati un grande successo, tantissimi bambini si sono dilettati a fare acquerelli, a realizzare spille col panno lencio, a realizzare fiori di carta crespa e vasetti porta tutto, con il coperchio ingentilito da fiori in lamina. Grande successo ha riscosso anche la serata con Alda Merini. Il Dottor Giuseppe Castiglione ha illustrato la vita di questa grande poetessa contemporanea, parlando della sua gioventù, dei suoi differenti momenti di vita, bui o gioiosi mentre Milena Monti declamava poesie, di volta in volta scritte nei differenti momenti appunto della vita dell’artista.” La Pro Loco in merito a questo ha dichiarato: “Noi avevamo previsto solo 30 sedie nel suggestivo androne di palazzo Calise perchè ci aspettavamo un pubblico raccolto e di nicchia, invece ad un certo punto era tutto pieno e la gente in piedi, la serata è stata molto gradita e sicuramente ha lasciato un’emozionante ricordo in chi l’ha vissuta.” Dopo i saluti del Sindaco che è intervenuto e dell’amministrazione, la serata è ripresa con la coinvolgente musica dei Purple Projeckt che hanno proposto un repertorio di hit italiane ed estere. Creare questo tipo di eventi non può che essere stimolante per chi partecipa in prima persona e per chi li visita. I turisti sicuramente hanno gradito qualcosa di così bello e suggestivo che riempiva la vista solo passeggiando. Appuntamento al prossimo anno con tantissime altre sorprese”.


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Alessio De Bernardi presenta “Pensieri senza collare”

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Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

L’autore e compositore ci presenta il suo ultimo progetto che unisce pensieri in musica e c’introduce nel suo mondo raccontandosi in una bella intervista:

Alessio, il tuo ultimo progetto s’intitola “Pensieri senza collare” perché questo titolo?
“Un po’ di anni fa in uno dei miei tanti viaggi di lavoro,mi trovai in una serata culturale a Roma, una delle tante cene che nella città eterna, chi lavora nell’ambito dell’arte e della cultura, spesso e’ obbligato a parteciparvi per motivi di lavoro e di relazioni pubbliche. Una mia amica giornalista mi presentò un signore molto gentile ed affabile, oserei dire un signore d’altri tempi, un po’ come lo era il mio caro papà. Mi chiese cosa facessi nella vita e la mia risposta fu netta e secca.”Mi occupo di comunicazione ma da sempre scrivo con penna e note i miei pensieri”.  Musica e parole quindi.  Di quel signore gentile dall’aria popolare e sicuramente fuori luogo, apparentemente da quel contesto salottiero, sapevo solo due cose che si chiamava Vincenzo e che era uno scrittore.  Con la curiosità di un bambino e con i suoi occhi vispi, nonostante la sua età avanzata, mi chiese perché scrivessi. Altrettanto netta e secca fu la mia seconda risposta:  “Perché’ mi fa stare bene e mi fa compagnia suonare il pianoforte e scrivere”. “Già’ suonare e scrivere allora hai anche tu nel cuore la solitudine dell’artista.” Nella mia ventiquattrore porto sempre un taccuino, quello che amo chiamare “l’acchiappa pensieri”, lo estrassi e feci leggere al Sig.Vincenzo qualche mia riga. Mi sorrise e disse: “Hai talento,continua a scrivere”. Qualche ora dopo scoprii che Vincenzo era Vincenzo Cerami scrittore e sceneggiatore dei più riusciti film di Benigni e vincitore dell’Oscar con La vita e’ bella. E’ scomparso qualche anno fa e sono certo che chiacchiererà’ su qualche nuvola con il mio caro papa. La nuvola dei signori d’altri tempi, le creazioni più belle sono quelle dove le mani su una tastiera del pianoforte vanno per i fatti loro e l’ inchiostro partorisce sulla carta pensieri arrivati senza preavviso da qui il titolo “Pensieri Senza collare” che ha la presunzione bonaria di elogiare la sincerità e la spontaneità di chi crea, un po’ come quando si prega, non perché se ne ha bisogno, ma perché fa stare bene.”
A quale dei brani contenuti in questo album ti senti più legato?
“Credo che ogni brano sia il  “fotogramma” di una sensazione e uno stato d’animo che non si ripeteranno mai nello stesso modo e con la stessa intensità.  La bellezza di creare con la musica e le parole e’ proprio questa: fermare in una forma d’arte quello che definisco ”l’adesso”. Credo che la nostra vita sia costituita da tanti nostri ”adesso” che come perline unite dal filo del respiro costituiscono un meraviglioso braccialetto che e’ la Vita. Cito due titoli : Pour Elle e Claire. La prima è una fotografia musicale di come percepisco io l’essenza della femminilità in una donna, come un profumo ed un sapore nascosto che c’e’ a prescindere dall’estetica. Un’essenza che credo un uomo possa assaporare ed identificare solo appoggiando gli occhi della propria sensibilità. Claire e’ inteso invece come chiarore, limpidezza, spontaneità, ovvia conseguenza della bellezza. Claire come la luna direbbe uno dei miei autori preferiti: Debussy”.

A quanto si legge nella tua biografia, sei cresciuto a “Pane arte e musica”. Hai ascoltato fin da piccolo buona musica, hai amato l’arte, quanto conta l’ambiente familiare nella scelta della strada professionale ed artistica che hai seguito?
“L’ambiente familiare e’ tutto. E’ determinante nel bene come nel male. L’essere umano fin dalla suo primo respiro ancora sporco di placenta ha l’anima “argillosa” e sono le mani della famiglia a determinarne le prime forme. Io ho avuto la fortuna di avere un papà ed una mamma che senza obblighi, ma con molta intelligenza, mi hanno fatto incontrare l’arte senza impormi nulla, ma semplicemente nutrendomi oltre che con il loro amore anche con la musica, quadri e libri che fin da piccolo ascoltavo ed ammiravo. Nel mio gattonare c’era la musica di un pianoforte o i quadri di mia madre, Maria Luisa Alesina, che oltre ad aver insegnato storia dell’arte per una vita intera è una delle maggiori esponenti del movimento pittorico del Chiarismo Italiano. Mio padre Walter fin poco prima degli anni settanta ha fatto il musicista e l’autore, nel periodo d’oro della musica leggera Italiana, tra gli anni cinquanta e sessanta, successivamente anche da imprenditore,non ha mai lasciato la musica.  La musica ti fa dimenticare per qualche attimo i problemi di tutti i giorni. Quando leggi un libro ti accorgi che quel particolare stato d’animo l’ha provato qualcuno prima di te allora ti senti meno incompreso e meno solo. Devo tutto ai miei cari genitori, tutto anche il loro amore immutato e sempre presente quando li ho fatti “disperare”.
La fantasia, il sogno hanno sicuramente influenzato la tua vita, è importante farsi trasportare dal sogno oppure bisogna restare ancorato a ritmi prestabiliti dalla realtà? “Anima e carne, spirito e materia. Questo sarebbe il connubio perfetto. Lo stato d’equilibrio più opportuno, ma non sempre e’ così. Siamo dei meravigliosi “peccatori” con l’ambizione di perfezionarci. Sant’Agostino docet. Credo sia importante continuare la ricerca dentro noi stessi con onestà intellettuale e tanto coraggio. La coscienza può essere un’ottima complice ed una leva preziosa per la propria crescita spirituale, ma occorre non aver timore della paura per fare questo viaggio indispensabile ed evolutivo. Occorre trasformare le lacrime del rimorso sincero in nutrimento per il germoglio del futuro. Ho sempre contestato chi tende a non far coesistere la dimensione del sogno e della fantasia con la concretezza e l’essere pragmatici. Creare ed emozionarsi e’ un atto pragmatico e coraggioso, senza la fantasia, delle lastre di pietra e marmo non sarebbero mai diventate cattedrali. L’opera nasce prima di tutto da una “Visione” interna. La fantasia e’ un concetto essenziale, essa abitua alla ”bellezza”. Se guardo il mondo d’oggi e gli eventi che lo caratterizzano non posso che constatare quanta poca fantasia e quanta poca bellezza ci sia tra coloro che quotidianamente uccidono tutto ciò che sa di bellezza e sogno.”

Come molti compositori e poeti anche tu preferisci comporre di notte, quando tutto sembra tacere e qualsiasi cosa prende la forma più naturale, vuoi raccontarci la genesi dei tuoi scritti e brani? “La notte è il momento in cui il chiasso del mondo si attenua ed il silenzio diventa il suo respiro. La notte è meravigliosamente attraente per chi crea e allo stesso tempo può essere beffarda e canaglia come quando senza preavviso ti vengono a trovare ricordi e nostalgie. E’ il silenzio il mezzo che mi porta a prediligere la notte per creare perché non ci sono più schermature e scudi che ti proteggono dalla verità essa è la più bella forma d’amore seppur richieda coraggio e fatica anche se a volte faccia apparentemente male, ma le “doglie dell’anima” sono necessarie per donare opere sincere e che arrivino al cuore di chi le condivide. Le piccole e grandi imprese non le concepisco senza un tessuto di fatica e sacrificio. La fatica è bellissima se l’abbini al concetto di “concepimento”.

Cosa è la musica per te e la poesia? “Sono prima di tutto due doni che non ho scelto io, ma che ho trovato dentro di me così dovrebbe essere per l’amore, così voglio pensare sia con Dio, prima di tutto la bellezza la dobbiamo trovare dentro di noi. E’ il primo passo per poterla riconoscere negli altri successivamente. A volte mi chiedo che fine avrei fatto senza scrivere e comporre musica e proprio per questo non smetterò mai di ringraziare i miei genitori che mi hanno fatto accorgere di possedere questi due doni. Questo per me e’ il senso dell’amore: far riconoscere a chi amiamo le sue bellezze e ricordarglielo ogniqualvolta potrebbe dimenticarsene. La musica e la poesia sono anche il mezzo per esprimere un qualcosa che prima di essere concetto e poi arte è emozione. La musica e la poesia sono il “medium” per mettere alla luce e nel concreto un pensiero.”

Quando hai capito che la musica e le parole erano diventate vitali nella tua esistenza?

“Credo che la comunicazione sia determinante per la qualità della vita degli esseri umani;  nel bene come nel male.  Io ho studiato musica e comunicazione nel momento in cui mi sono reso conto che una comunicazione sbagliata crea “conflitti e dolori” altrettanto evitabili e indolori se ci fosse un modo di comunicare sano e qualitativamente opportuno. Tanti sono i danni che una sbagliata comunicazione può determinare. La parola e la musica mi permettevano e mi permettono tuttora di tirare le mie “cannonate di fantasia”.  Arrivare senza ledere. Emozionare lasciando un buon ricordo. L’unico modo per crescere è trarre esperienza nei momenti in cui  s’inciampa, ancor più’ di quando si è incensiti per i propri trionfi.”

Sei anche poeta, quando hai scoperto quest’altra passione? “Quando ho capito che la poesia è una meravigliosa terapia per esorcizzare i propri stati d’animo.”

Se dovessi descrivere te stesso con tre aggettivi quali useresti? “Spontaneo, Buono, Caparbio”.

Hai viaggiato molto, ami scrivere, componi musica, sei una persona con le ali ai piedi, ma sembri essere anche ben ancorato alla terra, chi è Alessio De Bernardi ora? “Un uomo di quarantaquattro anni che ama la vita prima di tutto che cerca di trovare sempre e comunque la bellezza della propria quotidianità e che non dimentica mai l’amore ricevuto che ha le sue ambizioni e cerca di vestirle di creatività e fedeltà. Che cerca e spera di non dimenticarsi dell’essenziale e di ciò che conta veramente. Un uomo che ha l’obbligo di non dimenticarsi mai dei propri trionfi, ma sopratutto delle proprie sconfitte. Un uomo che ha sempre qualcosa di nuovo da conoscere e che vuole continuare il suo “viaggio” prima di tutto dentro se stesso.”

Fai della comunicazione un punto forte su cui si basa la tua carriera, sei sempre in mezzo alla gente, ma quanta introspezione c’è in tutto quello che fai? “Ci sono due libri che sono un pò la mia guida e rappresentano le due calamite che quando “devio” come tutti nella velocità della vita di oggi mi riportano alla dimensione più congeniale dove quasi come un automatismo sento la necessità d’isolarmi ogni tanto e ritrovare me stesso ed il mio silenzio. E’ un’esigenza quasi fisiologica per me entrare in una logica più’ introspettiva. E’ il mio modo per epurarmi dal “fracasso” della vita, fracasso che non disdegno e che e’ utile anch’esso perché siamo dei meravigliosi animali sociali, ma il troppo storpia, come si suol dire in un verso come nell’altro. Siamo animali sociali noi uomini ed e’ giusto il relazionarsi,  confrontarsi, conoscere, ma crescendo ho imparato anche la qualità della compagnia e della condivisione costruttiva vorrei che i giorni fossero più lunghi per fare tante altre cose e mi accorgo che non sempre si ha il tempo però,mai dire mai.”

Vanti collaborazioni con grandi come i Gipsy King e nomi importanti della letteratura e della musica, sei stato ufficio stampa per ben 13 anni a Sanremo curando molti artisti e collabori con una grande etichetta discografica come la Warner, raccontaci qualche tua esperienza particolarmente degna di ricordo…

“Tante sono le persone ed i professionisti che nel mio lavoro nella comunicazione e anche in ambito artistico ho incontrato. Una “ricchezza” che mi ha fatto crescere sia come uomo che come professionista. Ho cercato di essere una  “spugna” ed assorbire da tutti qualcosa di utile e prezioso per la mia esistenza. Un confronto reciproco con artisti di fama ed anche con le nuove leve della musica e della scrittura. Sarei un folle se dicessi che so tutto. Una nuova presenza ed un nuovo incontro è sempre dietro l’angolo e ha qualcosa da trasmetterti ed insegnarti. Viaggiare e conoscere in un certo senso equivalgono ad amare. Come leggere e nutrirsi dell’arte altrui. Un viaggio e la conoscenza porta sempre a dei ricordi e ad esperienze che diventano ancora adesso i fondamenti per crescere come uomo e come professionista. Ricorderò sempre con affetto l’incontro con Maria Pia Fanfani in occasione della presentazione di un libro dove in quel frangente ricoprivo il ruolo di ufficio stampa mi ha accolto e voluto bene come un nipote, mi ha aperto la porta di casa sua a Roma e regalato la sua ospitalità con l’affetto e la stima che raramente si da ad una persona appena conosciuta. Ricorderò sempre i suoi racconti, mai pettegolezzi, ma esperienze di vita. Gli anziani che mi raccontano la vita sono il più bel libro di storia che si possa avere. Un’altra esperienza che mai potrò dimenticare è il mio primo disco inciso tanti anni fa lo ricorderò  sempre come una cartolina della mia vita dolce e tenera con la mia mamma e mio padre con gli occhi felici e orgogliosi di me.”

Hai progetti per il futuro? Vuoi raccontarceli? “Il mio progetto più’ grande sarà quello d’inventarmi sempre un sogno e cercare di raggiungerlo…”


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Cafiero presto il primo lavoro cantautorale del musicista

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Il musicista, cantautore e produttore di origine salentina, prossimamente presenterà il suo primo disco

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

L’eccellente musicista, sta ultimando il suo album d’esordio.
L’artista, eletto nel 2015 “miglior chitarrista dell’anno” in occasione del concorso #nuovoMEI e noto per le prestigiose collaborazioni artistiche con Gianluca Grignani, Nek, Eros Ramazzotti, Tiromancino, ecc., ha dato vita ad un notevole progetto cantautorale.
L’esperienza assimilata nel corso degli anni, non solo in Italia ma anche in Europa e in America, ha rafforzato la personalità ed ha ampliato la creatività di Cafiero, artista in continua evoluzione.
Il disco, in uscita nei prossimi mesi, attesta la spiccata sensibilità del cantautore unita al talento, capace di comporre canzoni incisive e di spaziare tra i più diversi generi musicali.


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A Lacco Ameno ad Ischia prende il via Lacco Ameno in fiore

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Il comune del Fungo si accende di musica, spettacolo e si colora di arte e fiori

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Per il secondo anno consecutivo la Pro Loco di Lacco Ameno organizza “Lacco Ameno in fiore”, un’ iniziativa volta a coinvolgere i cittadini del comune del Fungo all’appello di abbellire i balconi ed il proprio ambiente con composizioni floreali, la manifestazione nasce con l’obiettivo di sensibilizzarli a creare l’angolo fiorito più bello e rendere così il corso Angelo Rizzoli “un giardino a cielo aperto”. Un concorso cittadino gratuito volto ad abbellire con i fiori il contesto architettonico del paese alla vista dei tanti turisti presenti. “Lo sai che la tua casa è vista da milioni di persone? Aiutaci a rendere Lacco Ameno più bella, la tua casa è importante” questo è il messaggio che è stato diffuso per invogliare i cittadini a rendere i balconi più belli proprio perché i fiori ingentiliscono i luoghi.” –Ha dichiarato Catrin Cigliano- Stiamo provando a coinvolgere la popolazione nell’abbellimento degli angoli delle loro case in realtà abbiamo esteso l’invito anche alle scuole. Lacco in Fiore è fondamentalmente un concorso cittadino che è partito dal mese di aprile. Domenica 14 maggio una giuria ha valutato i balconi più belli, essa era composta da un fiorista con qualifica europea, un imprenditore, un membro della Pro Loco, un architetto, un giornalista e come presidente di giuria il sovraintendente ai Beni Culturali Imer. I giurati hanno stilato una graduatoria dei primi 10 balconi classificati i quali riceveranno un premio nelle giornate conclusive della festa inoltre abbiamo organizzato degli intrattenimenti lungo il corso che resterà chiuso in quei giorni a partire dalle 10.00 di mattina e su tutto il lato mare di Lacco Ameno, Via Roma e Corso Angelo Rizzoli, in piazza, artigiani esporranno i loro manufatti mostrando qualcosa di tipico, i nostri prodotti isolani.” Gli eventi non sono finiti, Lacco ameno si colorerà di musica, arte, artigianato, spettacolo, teatro e poesia oltre che di fiori. Il calendario delle manifestazioni e degli eventi è riportato come da programma:
Il 19-20-21 maggio Centro storico di Lacco Ameno dalle 10:00
Mercatini e laboratori creativi curati da CreativIschia, laboratori per tutte le età di patchwork, uncinetto, scuola di nodi ed acquerelli. (per il laboratorio obbligatoria la prenotazione al tel. 081-18904168 ed ha un costo dai 2 ai 5 euro)
19-20- 21 maggio Via Roma e Corso Angelo Rizzoli dalle 10:00 Espressioni artistiche in vetrina, estemporanea curata da Ylenia Pilato, artisti isolani si cimentano in disegno di scorci, luoghi realizzati con tanti colori in tempo reale.
19 maggio Corso Angelo Rizzoli 36, alle ore 21.00 Una sera con Alda Merini
Mi piace il verbo sentire… Le sue poesie declamate da Milena Monti e Giuseppe Castiglione.
19 maggio Piazza Pontile ore 21:30 le Nuove Incognite
Show live concert delle Nuove Incognite con musiche internazionali ed italiana.
20 maggio Corso Angelo Rizzoli dalle 21:00 Freetimes Trio Band
“La musica è una rivelazione più profonda di ogni saggezza in filosofia “ Ludwig Van Beethoven
20- 21 maggio Piazza Santa Restituta (punto d’incontro: fontana)
20 maggio ore 10:30 la scoperta di leggende, luoghi e personaggi tipici di Lacco Ameno con la nostra guida turistica Ilaria, evento gratuito durata un’ora circa-
21 maggio ore 17:30 la scoperta dei colori, dei profumi, della flora tipica isolana con la nostra guida ambientale Marianna, evento gratuito durata 90 minuti circa.
21 maggio piazza pontile ore 17:30
Doc trio, il mare, il fungo, un buon drink e la location perfetta. La musica? Funky e Bossa a seguire premiazione dei primi 10 classificati al concorso Lacco Ameno in fiore.
21 maggio nel Cortile della chiesa di Santa Maria delle Grazie alle ore 18:00 e in replica alle 19:00 La voce del cortile (regia di Michele Schiano) un viaggio suggestivo di vite realmente esistite raccontate proprio lì nel cortile dei ricordi grazie al teatro interattivo. Una storia d’amore ambientata ai tempi di Mussolini, un lieto fine accompagnato da un aperitivo con fiori di zucca fritti e presentazione del nuovo vino Biancolella delle cantine Tomasone.
21 maggio ore 21.00 Purple Project Serata conclusiva a tutta musica con i Purple Project e ringraziamenti a tutti coloro che hanno reso possibile la manifestazione.


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L’Enjoy.com espone le foto di Claudio Iacono e si colora di musica ed immagini

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In mostra ad Ischia da Sabato 6 al 14 maggio

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Chi si appassiona alla fotografia, alla poesia o ad altre forme d’arte deve in primis essere una persona sensibile che sa andare al di là di quello che è materiale o di ciò che per lui può rappresentare un soggetto, uno scorcio, un paesaggio. Claudio Iacono fin da ragazzo ha voluto guardarsi intorno, osservare e notare i particolari del mondo circostante, pensare al messaggio che essi nascondevano, a quanto potessero far riflettere o ispirare sentimenti, emozioni di nostalgia, tenerezza, serenità, gioia e attraverso uno scatto fatto con la sua macchina fotografica imprimerle nella memoria. Claudio ha sempre amato le buone macchine fotografiche ed ha avuto la pazienza di cogliere attimi unici ed irripetibili che per essere fissati hanno bisogno di tempo. Ischitano doc, classe 1979. Si avvicina alla fotografia fin da piccolo utilizzando reflex analogiche con cui inizia a coltivare questa passione. Nel 2001 scopre la fotografia digitale acquistando una nuova macchina con la quale inizia a sperimentare in campo artistico tecniche e scatti, ritraendo “particolari”, tagli, scorci di paesaggi, oggetti ed individui ritratti nel mutare del tempo e delle stagioni, privilegiando sempre la ricerca accurata del dettaglio. Fotografo freelance ha esposto in diverse collettive e nel 2011 è approdato casualmente alla fotografia dentale, settore molto particolare nel quale indirizza il suo impegno e viene e diventa relatore in corsi di formazione e conferenze in ambito odontoiatrico. Le sue immagini nascono da una profonda passione per la fotografia utilizzata come strumento per esprimere emozioni. Ha partecipato a vari concorsi fotografici ricevendo riconoscimenti e premi e collabora come fotografo con diverse testate giornalistiche. I suoi scatti sono in mostra nel pub Enjoy.com situato sul porto di Forio a Via Marina da sabato 6 maggio a domenica 14 maggio per chiunque voglia vederli ed ammirarli. Il pub grazie all’intuizione del direttore Artistico Pierpaolo Aiello il sabato si veste d’arte e di settimana in settimana si possono ammirare opere esposte per 7 giorni, siano esse quadri, ritratti, caricature, fotografie di artisti locali e non che desiderano farsi conoscere e trasmettere intuizioni ed ispirazioni attraverso le loro creazioni, divenendo l’unico locale ad Ischia a realizzare un progetto non comune per un pub, quello d’affiancare l’ascolto di buona musica live alla visione d’immagini o quadri per i frequentatori abituali ed i turisti di passaggio che entrando possono ammirarli e allo stesso tempo fermarsi ad un tavolo per degustare le specialità offerte dal bravo Giacinto Mattera e dallo staff composto da Maurizio, Luna, Olaf, Simone, Daniela, Pia, bere un drink ed ascoltare musica o ballare. Tutti i Martedì c’è la musica live ed il mercoledì s’esibisce il Doc Trio, il giovedì il duo acustico formato da Pierpaolo Aiello e Sonia Saidi, il Sabato l’Enjoy si veste d’arte ed in più si può ascoltare Radio Enjoy, vi è la possibilità di richiedere i brani che si preferiscono, ascoltarli mixati dal Dj Resident Pakinho e la domenica vi è l’aperitivo dalle 18.30 alle 20.30 con Dj Mario Maltese. Invitiamo chi volesse esporre le proprie opere a contattarci su facebook”- ha dichiarato Pierpaolo Aiello- Questa settimana sono in mostra le foto del bravo fotografo Claudio Iacono, invitiamo tutti a visitare l’Enjoy.com!”


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