Il Futuro? Solidale…

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Alfonso Palumbo

Alfonso Palumbo has 4 articles published.

Colonia applaude Moni Ovadia, cantore appassionato

in Alfonso Palumbo Blog/Teatro/Ultimi Pubblicati by
Moni Ovadia

Ovadia Stage Orchestra & ‘Cabaret Yiddish‘, spettacolo tutta emozione

Ovadia affascina tutti in occasione della serata-evento all’Istituto Italiano di Cultura di Colonia

Un articolo di Alfonso Palumbo
Un articolo di Alfonso Palumbo

Moni Ovadia e i suoi canti, le sue storie, la poesia della sua ironia ebraica. ‘Cabaret Yiddish‘, lo spettacolo sold-out ospitato a Colonia dall’Istituto Italiano di Cultura, ha robustamente regalato atmosfere di un mondo spesso ignoto ma che sa coinvolgere.

Un geniale menestrello, Moni Ovadia, che in Germania ha saputo far sorridere e riflettere. Merito della propria dimensione culturale, del proprio ricco libro di emozioni che fondono ironia e auto-analisi. Ma merito tuttavia anche del quartetto ´Stage Orchestra‘ che lo accompagna e che rende questo spettacolo amabile e prezioso al contempo. Maurizio Deho‘ al violino, Paolo Rocca al clarinetto, Albert Florian Mihal alla fisarmonica e Luca Garlaschelli al contrabasso meritano una citazione anche perche‘ attraverso le loro sonorita‘ Ovadia lascia passare i fili della memoria attraverso citazioni bibliche, spazi di squisita vita familiare, letture di inizio Novecento…
Una cultura giudaica, quella Yiddish, non sempre nota al grande pubblico ma che – una volta in scena – si impone con l’eleganza della verita‘. Una verita‘ che puo‘ essere colorata, magari edulcorata, ma per niente falsificata; e Ovadia ci gioca con maestria, dosando da un lato i ritmi Balkan e dall’altro propronendo gustosi racconti (da cornice quelli del pate‘ di allodola e del salmone in scatola!).
Prendersi in giro e passare all’incasso della Storia, cancellando secoli di odi e/o discriminazioni. Occorre essere autentici, saper rispettare il senso della Cultura e fondere insieme coraggio e disincanto. E anche profondamente realisti: la cultura Yiddish nasce infatti dall’esilio. Quello specifico ‘essere senza‘ che nel tempo ha dimostrato non soltanto di saper giocare con le parole ma anche di metterle in ordine e dare loro una logica.
Quanto alla verita‘, Moni Ovadia ne regala a piene mani, come autore e come uomo.
Nelle vesti di sostenitore della verita‘ vissuta e non solo recitata, non si spaventa a commentare i fatti del mondo con la complicita‘ della filosofia.
“Si‘, la filosofia dei Siciliani: i quali affermano che pur avendo tutto mancano pero‘ del resto. Il guaio e‘ che abbiamo perso anche la grazia dell’esistenza, insieme con i valori della condivisione e della sobrieta‘ che avevamo quando avevamo meno. Attenzione: non si confonda la poverta‘ con la miseria“.
Moni Ovadia, da perfetto prototipo di coerenza quale e’, puo‘ permettersi di guardare criticamente alla politica italiana da indipendente.
Lei crede che oggi in Italia i nostri politici usino piu‘ il cuore, la ragione o nulla di tutto cio‘?
“Ma proprio nulla! Loro praticano la retorica e la falsa coscienza… perseguono l’interesse da botteguccia nonostante il Paese venga massacrato e martoriato. La Sinistra? Gioca a dividersi! Io rimango pur sempre un militante ma solo e soltanto per sposare una causa – sia essa rappresentata ad esempio dai problemi del lavoro, dell’emigrazione, dell’ambiente – mai, mai piu‘ un partito. Non ne voglio piu‘ sentir parlare!!“.
Lui non vorra’ piu’ sentir parlare di partiti, noi invece vogliamo continuare ad ascoltare questo magnifico menestrello.


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M5S, il doppio mandato politico infiamma il dibattito

in Alfonso Palumbo Blog/La Politica/Movimento Cinque Stelle/Ultimi Pubblicati by
Doppio mandato Alessandro Di Battista

Doppio mandato, Di Battista accende gli animi

Governo-Conte in pericolo a causa di Salvini?

Un articolo di Alfonso Palumbo
Un articolo di Alfonso Palumbo

Il M5S e’ attraversato dal dilemma: revocare il vincolo del doppio mandato oppure no? La discussione anima i social tanto quanto il pamphlet di Alessandro Di Battista, “Politicamente scorretto”. A corollario le parole dell’ex-parlamentare, che non solo ha espresso riserve sul momento attuale ma ha pure rilanciata la propria candidatura in caso di nuove elezioni politiche.
Il dilemma investe uno dei valori fondanti del M5S. Il divieto di ricandidarsi per più di due volte ha sì rotto gli schemi della politica nazionale tuttavia rischiando di portare danno agli stessi pentastellati. Accade dunque di abbandonare il campo filosofico (identità, valori, ideali) per entrare in quello della valutazione pratica.
Dal mio osservatorio tedesco, colgo una sorta di timore nel dover rinunciare a nomi di rilievo e di esperienza: per come li ho conosciuti quando stavo a Roma, non faccio fatica a menzionare Nicola Morra, Paola Taverna, Roberta Lombardi (oggi alla Regione Lazio), lo stesso Di Battista. Ognuno di loro, con il proprio esempio, dimostra che con le risorse umane c’e’ poco da scherzare. Il che vale anche per il capo politico del Movimento5Stelle, Luigi Di Maio.
In tutto questo s’inseriscono la Lega e Matteo Salvini. Senza offendere alcuno, vorrei rilevare che – a parte il medesimo ministro dell’Interno, l’on. Borghi e il sen. Bagnai – di personaggi con appeal mediatico il Carroccio ne ha pochi. Eppure costruisce consensi e vince alle Amministrative.
Arriviamo al punto: derogare al doppio mandato si può? Si deve? E’ possibile venire a patti con la propria storia? Personalmente farei attenzione a dire che la deroga sia eliminabile a livello comunale: Roma (caso-stadio) dimostra che anche a livello amministrativo sia possibile restare sedotti dalle sirene della corruzione. Perché allora non prevedere che il vincolo del doppio mandato rimanga anche nei Comuni metropolitani? Da tutto quel che si legge su Internet, vale forse la pena di spendere una riflessione. Vale a dire che il Movimento5Stelle “deve essere” quel che “vuole essere”, né più né meno come ha rivelato fin dalla propria nascita.
Lo dico fuori dai denti: non mi preoccuperei eccessivamente delle esperienze precedenti accumulate quanto – invece – della capacità di essere “muscolari” e di sapersi imporre. Far politica significa anche andare oltre i Palazzi: con l’associazionismo, con la convegnistica, con il web, con il contributo consulenziale. E soprattutto con la militanza nelle piazze e nei gazebo, oltre che con il civismo che distingue i veri attivisti-M5S.
Dal mio angolino di Colonia noto un fil-rouge fra procedura d’infrazione dell’UE, deroga al doppio mandato, irruenza verbale di Salvini, richiesta della Lega di anticipare la Finanziaria 2020, sindacati convocati al ministero dell’Interno… tutti segnali di un Governo Conte vicino al capolinea?


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Armando Siri e Luca Lotti. Telefoni traditori!

in Alfonso Palumbo Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
armando-siri

Caso Siri… Lega e Pd: impressioni dalla Germania

Forza Italia divorzia da Silvio Berlusconi? Intanto Zingaretti…

Un articolo di Alfonso Palumbo
Un articolo di Alfonso Palumbo

Il sen. Armando Siri e la Lega. L’on. Luca Lotti e il Partito Democratico. L’ennesima affermazione del dogma: i cellulari tradiscono. O forse no: si tratta di telefoni che piangono (ricordate la lacrimevole canzone di Domenico Modugno?).
Il “troiano“, uomo di facili costumi, piazzato fra bocca e orecchio mi ricorda la cura della debolezza di stomaco a base di scopolamina…
Nelle mie vesti di italiano in Germania, spiegare agli amici di Colonia cosa accada nel Belpaese non e‘ facile. Lontanissimo dalla vera verita‘, ho cercato di svelenire la cosa con un pizzico di umorismo. Del resto quando ci sono LOTTI di merce avariata, occorre avere il coraggio di buttarli via. La questione non e‘ nuova bensi‘ ARATA da tempo immemore. Il RIXI…o di sbagliare, inoltre, sempre in agguato. Tuttavia nel momento iniziale della vicenda-Siri – per carita‘ di patria lasciamo stare Csm, Consip, Umbria, Calabria – io sostenni un chiaro punto di vista.
All’inizio fu semplice: “Corre voce che SIRItira”. Poi invece tutto si complico’: “Voci di corridoio stimano in 30mila euro il costo di espulsione e rimpatrio del pericoloso extracomunitario Armando, detto il SIRIano”. Rammento anche di un momento di matrice calcistica: “Lionel Messi, con il Barcellona, si fa la Scarpa d’Oro. Armando Siri, con la Lega, si fa la scarpetta”. Su Facebook non mancai di sottolineare come “Mai giocare con i santi: se qualcuno va a San Vittore e qualcun altro va a San Marino, allora SIRIschia!!!”.
Oggi come ieri si ascolta di un Siri dimissionario. In realta’ l’ex-Danilsottosegretario ai Trasporti leghista venne ‘sdelegato’ dal ministro Danilo Toninelli e scomunicato dopo il faccia a faccia con il premier Giuseppe Conte.
Ricordo che subito dopo vissi un momento di esaltazione grammaticale: “Ti giri, miri e tiri: c’e’ Siri!! Armando, sottosegretario senza deleghe, di fatto oggi e’ solo un gerundio”.
La politica e’ roba per palati forti. Incuriosisce pero’ che ancora vi sia chi al senatore fornisca voce e microfono… Se Luca Lotti lo vediamo solo in immagini di repertorio, Armando Siri talvolta si affaccia dal video. Opinionista e commentatore? Non saprei, fatto sta che negli ultimi giorni della vicenda io ne ricavai il seguente post: “Trenta denari per Gesu’ Cristo, 30mila euro per Siri. Armando, non e’ che sei pure megalomane?”.
Mettendo solo per un attimo fra parentesi le recenti news relative a Csm, Consip, Umbria, Calabria, etc., con un sforzo di obiettivita’ si deve ammettere che la politica nostrana e’ anche quella di Forza Italia e PD. Se nel team di Berlusconi la tranquillita’ e’ stata da parecchio messa a repentaglio per mano di Giovanni Toti, governatore della Liguria, in quello del neo-segretario Zingaretti di pace se ne e’ vista per appena un mesetto.
Due schieramenti e un dubbio: partiti o arrivati?


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I crolli di Napoli e il caso Marco Vannini

in Alfonso Palumbo Blog/Il Sociale/Ultimi Pubblicati by
marco vannini e biviano sandro

Rosario Padolino e Marco Vannini, morti speciali…

Ma i fratelli Biviano, eroi siciliani…

Napoli e Ladispoli, Rosario Padolino e Marco Vannini. Morire per un cornicione, essere cancellati da una sentenza.

Un articolo di Alfonso Palumbo
Un articolo di Alfonso Palumbo

Ecco come si muore a Napoli, citta‘ dolente dove appunto i cornicioni del centro storico si sbriciolano e uccidono. E‘ accaduto qualche giorno fa a Via Duomo, vittima un sessantenne, era accaduto gia‘ cinque anni addietro e ad andarsene – allora – era stato un quindicenne. Un rito mortale al quale sottrarsi pare sia impossibile; al contrario dell’altro rito, quello delle responsabilita‘ presunte e sfocate. Un rito che non lascia scampo.
Crollano muri, si costruiscono sentenze. A Roma crolla – e muore – l’etica in maniche di toga. Giudici, Pm, CSM, spifferi, soffiate e mosse assassine diventano zuppa quotidiana, alla faccia della credibilita’. Ma muore pure l’aspettativa di giustizia. Due verdetti mi hanno scioccato: quello di Ladispoli, vicino Civitavecchia, dove per la morte di Marco Vannini al colpevole (Antonio Ciontoli, militare distaccato presso i servizi segreti) in appello sono stati ridotti a cinque gli anni di reclusione rispetto ai quindici del primo grado; e quello di Udine, dove per l’omicidio di Nadia Orlando si e‘ deciso di comminare al colpevole si‘ trenta anni ma con la modalita‘ degli arresti domiciliari in casa dei genitori.
Muri, sentenze. Isolatamente presi, questi eventi significano qualcosa.
Ma insieme? Messi uno dietro l’altro?
Hanno un senso?
Esiste un filo logico che li unisce?
Oppure e‘ solo emotivita‘, passione, speculazione senza senso?
Secondo me un senso esiste ed e‘ fin troppo palese.
Il potenziale e devastante effetto decresce fin tanto ad annullarsi davanti, appunto, agli atti di vero eroismo che vedno protagonisti i fratelli Biviano.
Chi frequenta Internet li conosce molto bene, e sa che il loro coraggio ha fatto pressocche‘ il giro del mondo. La storia della famiglia di Sandro, Marco, Palmina ed Elena – ammalati di distrofia muscolare facio-scapolo-omerale – e‘ quella di chi nel recente passato ha dato dimostrazione di resistenza personale trascorrendo a Roma, dentro una tenda in piazza di Montecitorio, due anni a sostegno della cura contro questo morbo.
Sandro e Marco, siciliani di nome, di fatto e di cuore, hanno resistito a lungo prima di fare ritorno alla loro Lipari; mai sconfitti, si deve anche a loro l’istituzione della Giornata nazionale della Fso (distrofia muscolare di tipo facio-scapolo-omerale), che si celebra ogni 20 giugno.
Sandro pochi giorni fa e‘ stato vittima di un incidente che avrebbe potuto provocargli conseguenze drammatiche. Ma lui e‘ di quelli che non mollano mai, e sa che lo consideriamo come se fosse la parte migliore di noi.


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