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STELLA BASSANI ritorna con un nuovo singolo

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
Stella Bassani

STELLA BASSANI copiaSTELLA BASSANI soprannominata “voce degli angeli” esce con un brano a tempo di musica dance.

Si chiamerà “VIY’HUDA LE’OLAM TESHEV” e sarà scaricabile da tutte le piattaforme digitali.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Da domenica 21 luglio VIY’HUDA LE’OLAM TESHEV, il nuovo singolo di STELLA BASSANI, sarà scaricabile da tutte le piattaforme digitali (iTunes, Spotify, Youtube…) e distribuito in 240 Paesi del mondo.

Il brano, musicato da Y. Yacobson e composto da alcune frasi tratte dal Vecchio Testamento, è stato prodotto e arrangiato da Dave Rodgers per l’etichetta italiana LONG DIGITAL PLAYING SRLS EDIZIONI MUSICALI. Così, s’un tempo ballabile e una ritmica decisamente accattivante, STELLA intona un tormentone melodico in ebraico antico alternandovi parole in lingua italiana.

La BASSANI, soprannominata nel settore “la voce degli angeli” (data la sua timbrica vocale chiara e profonda, quasi una voce bianca), torna nel mercato discografico a distanza di sei anni dall’esordio, dopo il grande successo di critica e di pubblico dell’album “I GIARDINI DI ISRAEL”, disco che si fece notare per l’anomala combinazione musicale di pop ed etno-folk d’autore, con ben 8 canzoni in lingua ebraica e solo due in lingua italiana.

Dal 2013 al 2019, nel frattempo, l’artista mantovana (di famiglia ebraica) è stata testimonial di molte iniziative legate alla GIORNATA DELLA MEMORIA e alla GIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA.

VIY’HUDA LE’OLAM TESHEV è un canto d’amore per la propria terra, per la vita e per la pace tra i popoli che, spesso, a causa di guerre e povertà, sono costretti ad abbandonare casa, amici e famiglia per poter sopravvivere.

Note biografiche dell’artista

Stella Bassani (Iolanda Elena) inizia fin da bambina a girare con il nonno Cesare Galli, polistrumentista e direttore d’orchestra, nonché fondatore della Fisorchestra di Verona, respirando musica e diventandone piano piano parte integrante.

Gira con lui l’Italia, la Svizzera, la Francia e altri paesi, ben presto imparando anche il significato del palco, del musicista e del pubblico.

Crescendo inizia a scoprire il pianoforte, il solfeggio, la chitarra e soprattutto la voce. Soprano, con un’inclinazione naturale verso le note lunghe, inizialmente viene introdotta al canto lirico che, però ben presto, abbandona perché troppo competitivo e rigido.

Stella ama anche la danza, il movimento fisico, il ballo.

Infatti, attraverso le feste tradizionali della Comunità organizzate dal padre Italo (attivissimo a livello locale, nazionale e internazionale) conosce la musica TRADIZIONALE EBRAICA, antica e religiosa, ma soprattutto laica e vivace, tipica della terra mediorientale che ha conosciuto in Europa e nel mondo diverse contaminazioni.

Dopo la scomparsa del nonno e anche del padre (il quale, dopo essere scampato al genocidio della shoah e che nel dopoguerra diventò Presidente della Comunità Ebraica di Mantova dal 1973 al 1985, all’età di soli cinquant’anni restò gravemente paraplegico a causa di un ictus) Stella – dopo essersi occupata per oltre dieci anni della cura del papà – decide di intraprendere un viaggio spirituale, e materiale, di conoscenza verso il suo popolo, facendosi da sola.

Israele, l’Olocausto, il dolore ancestrale e la rabbia per ogni tipo di genocidio e discriminazione, la portano verso la sua lingua (l’ebraico) e la canzone popolare.

Proprio in questi anni incontra Luca Bonaffini (cantautore e chitarrista che aveva già collaborato col nonno Cesare) che, ispirato dalla lettura appassionante di Tanzbah di Italo, scrive per lei una canzone, intitolata I GIARDINI DI ISRAEL.

Nel 2011, a quindici anni dalla scomparsa del padre, Stella crea un evento a lui dedicato, così riprende in mano il vecchio progetto.

La serata scatena consensi e applausi e, nel gennaio 2012, riceve una targa a Roma per l’impegno sociale, al Campidoglio, in occasione dell’evento ambientalista “UN BOSCO PER KJOTO” e viene invitata a numerose manifestazioni per LA GIORNATA DELLA MEMORIA.

Nel gennaio 2013 Stella Bassani pubblica il suo primo album, intitolato I GIARDINI DI ISRAEL, ed è subito un successo.

La maggiori associazioni e riviste ebraiche accolgono il progetto come importante e coraggioso, in un momento estremamente complicato dal punto di vista internazionale.

L’album viene presentato nelle maggiori città italiane come Milano, Roma, Siena, Brescia, Mantova e Parma e a Lugano.

Il repertorio di Stella è però ben più ampio: è stata invitata nelle maggiori feste tradizionali e ricorrenze, come ad esempio a Verona – Giornata Europea della Cultura Ebraica 2013 e al Festival della Canzone Ebraica a Milano nel 2014.

Il 9 novembre 2014 è uscita la ristampa di “I GIARDINI DI ISRAEL” con un nuovo titolo “TRA PACE E MEMORIA”, dedicato al 25° anniversario della CADUTA DEL MURO DI BERLINO.

Nel 2015 ha partecipato al Festival Ascoli Holy Music, festival internazionale della musica per la preghiera, duettando con il trio gospel Anno Domini.

Nel 2017 è stata testimonial della Giornata Europea della Cultura Ebraica con un concerto presso la Sinagoga di Mantova, sul tema “Diaspora: identità e dialogo” e nel 2018 presso il Comune di Sabbioneta, sul tema “Storytelling”.

Il 21 luglio esce con il singolo “VI HU DA LEOLAM TEHESHEV”, prodotto da Dave Rodgers e distribuito da BELIEVE DIGITAL in 240 Paesi del mondo.

Relazioni Pubbliche a cura di LC Comunicazione tel. 333 7695979
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F1, GP Gran Bretagna 2019, ancora Hamilton

in Alberto Marolda Blog/F1 Sport/Ultimi Pubblicati by
GP-gran-bretagna-2019-hamilton

GP Gran Bretagna 2019. Ancora una gara da coppie, con le due Mercedes avvinte nella solita gara solitaria.

Le Ferrari? Solo Leclerc… depressione Vettel

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una nota di Alberto Marolda
Un Gran Premio, quello 2019 della Gran Bretagna, che ancora una volta vede prevalere un implacabile Hamilton, contro un avvilito compagno di squadra, quel Bottas che non sa proprio più che pesci prendere per fermare il pilota di casa. La prossima volta, forse, chiodi e cavalli di frisia? Una lotta impari per il povero scudiero finlandese, il cui sorriso tirato sul podio, la dice veramente tutta.

Il Mondiale 2019, non è certo in discussione.

Chissà, certo che poi, oggi, ci si è messa anche la Safety Car, piove sul bagnato, uscita proditoriamente per l’incidente di un impalpabile Giovinazzi (ma Raikkonen ha davvero un compagno di squadra?), condizione che ha sancito la fine prematura della “lotta” (si fa per dire) tra Bottas e Hamilton, suggerendo ai più di dedicarsi alla coltivazione della Barbabietola ed, eventualmente, al tifo per tutte le altre auto “terrestri”. Altro Weekend da dimenticare per Vettel, sembra non esserci più limite anche alla sua sfortuna e depressione, che, già sesto in qualifica, ha deciso poi di tamponare l’innocente Max Verstappen, sbagliando completamente l’avvicinamento in frenata al giovane olandese che lo precedeva. Leclerc ormai incalza a 120 punti il pilota tedesco, che appare sempre più in cerca di “altro”… quale Team?

E’ il secondo Campione del Mondo che la Ferrari spezza di seguito, Alonzo e Vettel, questo senza contare il trattamento che è stato riservato all’incolpevole Raikkonen, a proposito, ottavo al traguardo con quale auto non si sa, non sarebbe il caso di farsi un forte esame di coscienza? La frase finale del Team Principal del Cavallino, Mattia Binotto, la dice lunga però… Sono sicuro che Sebastian saprà reagire da solo…

Da solo…

Grazie al sito Formula Passion per il prezioso aiuto, il GP Gran Bretagna 2019 è finito.




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Long Digital Playing dal 7 luglio è in digitale!

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
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ldp-logo-rett copia 3Long Digital Playing decolla sulle piattaforme digitali.

Ecco i primi album distribuiti in digitale da LDP.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Long Digital Playing è ON LINE. Dal 7 luglio, dopo la recente acquisizione dell’intero catalogo discografico di C7 ART& MUSIC, finalmente anche “Il Cavaliere degli Asini Volanti” di Luca Bonaffini, “Anima popolare” di Flavio Oreglio, “High’n’low” di Gruppo PNP e “Gesù il Senso” di Renato Bottura sono scaricabili dalle piattaforme digitali più diffuse (Spotify, iTunes ecc). La distribuzione della Long Digital Playing, affidata alla multinazionale francese BELIEVE DIGITAL, tocca ben 240 Paesi del pianeta.
Tra le altre news, la recente ristrutturazione del sito www.longdigitalplaying.com e l’entrata nell’etichetta di due artisti emergenti, Frankie Brönislaw e Davide Marchi, entrambi italiani e già in studio di registrazione.
Un autunno pieno di novità e sorprese per la startup milanese Long Digital Playing che, in poco più di un anno, ha realizzato 4 nuove produzioni discografiche, acquisito il catalogo della label C7 ART&MUSIC (11 titoli) e le edizioni di 100 brani musicali (dei quali 70 della Catartica Srl).

 

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Roma, Ultimo, UN CONCERTO DA FAVOLA!!

in Eventi/La Musica/Ultimi Pubblicati by
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Ultimo in concerto, Roma, Stadio Olimpico, un grande successo per il giovane autore italiano

Un articolo di Ambra Quaranta
Un articolo di Ambra Quaranta

Niccolo’ Morriconi in arte Ultimo, e’ uno dei miei cantanti preferiti ma ero a Los Angeles per studiare e non ho comprato il biglietto del suo ultimo concerto che si sarebbe tenuto questo 4 luglio allo Stadio Olimpico di Roma. Costretta a ritornare in italia a fine giugno mi dico allora vado, ma tutti “Impossibile i biglietti sono finiti”.
Non demordo il 4 luglio arrivo all’ ultimo sul luogo del concerto e mi prendo un biglietto prato Rosso.

Entro all’ Olimpico alle 20,50. Impressionante vedere tutta quella gente! Stadio Olimpico pieno. 64,000 persone. Emozionante!
C’erano bambini dai 5 ai 9 anni, ragazzi dai 15 ai 30 e tanti genitori o semplicemente adulti senza figli che venivano per lui, insomma gente di tutte le età.
Ultimo è un artista che mette d’ accordo tutti e il suo pubblico e’ molto appassionato, energico, ma educato.
Inizia il concerto, Ultimo ci accoglie con un sorriso e un “Benvenuti a tutti”, sembrava di stare a casa sua, perche’ lui, sul palco, si sente a casa. Due ore e 30 non stop, un repertorio pieno di tutte le sue canzoni piu’ belle dal suo ultimo album Colpa delle favole, fino alle canzoni tratte dai precedenti Peter Pan e Pianeti.
Ci ha coinvolti con la sua energia inesauribile, la sua voce energica e forte si espandeva a in tutto lo stadio. Passa dai suoi pezzi piu’ allegri e leggeri a quelli piu’ nostalgici dove il tema e’ sempre l’ amore, l’ impossibilita’ di capirsi, incontrarsi, la fragilità, la sua, di cui parla spesso. In una delle sue canzoni, Sabbia dice “Mi costa cara la fragilità per chi un posto nel mondo non ha in questo viaggio nell’infinità so che l’amore no, non passerà..” come se l’amore fosse una malattia da cui bisognerebbe guarire.
E nel mezzo del concerto un improvviso colpo di scena: a questa grande festa hanno partecipato anche Antonello Venditi e Fabrizio Moro che ci hanno stupito con dei duetti emozionanti. Il primo, uno dei grandi miti di Niccolò da sempre, il secondo, puo’ considerarsi come, e’ come se fosse una specie di padrino che gli ha permesso di aprire uno dei suoi concerti quando non era ancora conosciuto.

Ultimo, nelle sue canzoni, si racconta con autenticità e sincerità credo che questo sia il segreto del suo successo. Sa scrivere, cantare, suonare meravigliosamente. Mischiando i generi, blues, melodico, rap. “Se la canta e se la suona” nel vero senso della parola lui.
Le sue canzoni le parla, le sussurra, le ulula, non si mette limiti, e’ un artista libero Ultimo, e sul palco si percepisce questa liberta’. E’ bello perche’ e’ libero. E la sua bellezza e’ direttamente proporzionale a questa liberta’ che esperime con la sua voce, le sue infinite tonalita’, solo guardandolo e cantando le sue canzoni ti liberi anche tu.

Non e’ un cantante statico, e’ fisico, sul palco non sta’ quasi mai fermo, cammina, salta, sembra che stia giocando una partita, la sua, dove vince sempre, perche’ nei suoi concerti il protagonista e’ il pubblico che lui lo travolge di canzoni, col suo inseparabile compagno di viaggio, il piano, col quale ha un rapporto esclusivo, simbiotico. Sul quel piano che suona con un impressionante disinvoltura Ultimo ci sembra nato. Attraverso quella tastiera esprime tutte le sue emozioni fino a commuoversi nel suo pezzo finale Sogni appesi gridando per tre volte e il pubblico con lui, con una nota di dolore ”Dalla parte degli ultimi per sentirmi primo” facendo commuovere anche noi. Saremmo rimasti ad ascoltarti per ore. Grazie Niccolo’!


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The Liberation Project live a Napoli per l’anteprima del Festival Ethnos

in Eventi/La Musica/Ultimi Pubblicati by
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The Liberation Project live a Napoli il 12 luglio al Maschio Angioino

Riceviamo e pubblichiamo volentieri, Ethnos è sempre stato garanzia di grande qualità.

Una fantastica anteprima del Festival Ethnos, dove si fondono stili sudafricani, italiani e cubani, musica rock e world.

The Liberation Project è un collettivo di musicisti formato da:
Cisco Bellotti (Italia – ex Modena City Ramblers)
Roberto Formignani (Italia – The Bluesman)
Phil Manzanera (UK/Cuba – Roxy Music / Pink Floyd)
N’Faly Kouyaté (Guinea – Afro-Celt Sound System)
Dan Chiorboli (Sudafrica)
Neill Solomon (Sudafrica)
Tebogo Sedumedi (Sudafrica)
Peter Djamba (Sudafrica)
Kabelo Seleke (Sudafrica)
Lindi Ngonelo (Sudafrica)

Il gruppo è visto come rappresentante del Sudafrica e portatore di un messaggio positivo di speranza. Il tour è per questo denominato “Friendship and Solidarity tour“.

Il concerto dal vivo è una fusione di musica rock e world, è un up – tempo emotivo e pieno di grande musicalità. Questo progetto ed il suo contest nascono da un’idea di Dan Chiorboli, nato in Italia e cresciuto in Sudafrica durante l’era dell’apartheid e sono approvati da S. E. Prof. Shirish M. Soni, Ambasciatore della Repubblica del Sudafrica in Italia e hanno il pieno appoggio del Dipartimento di Arte e Cultura e il sostegno del Governo Sudafricano oltre ad essere supportato dall’Ambasciata di Cuba a Roma.

The Liberation Project rappresenta un’opportunità di mostrare la forza dell’amicizia e della solidarietà sotto forma di musica.

Direzione artistica: Gigi Di Luca
Una produzione: La Bazzarra

Ingresso: 12 euro + prevendita – Info: 0818823978 / info@labazzarra.com

Ethnos – Festival Internazionale di Musica Etnica, nasce nel 1995 con l’intento di recuperare le arcaiche tradizioni dell’area vesuviana, da allora ha allargato il suo raggio di azione, diventando uno dei maggiori osservatori di musica etnica e uno tra i festival di musica più importanti e attesi d’Italia, che porta avanti la convinzione che la musica facilita la comunicazione e favorisce l’incontro fra culture e che attraverso essa si può iniziare quel dialogo interculturale che è ormai un’esigenza imprescindibile.

Grazie all’altissima qualità delle proposte che da sempre offre, Ethnos si è accreditato, guadagnando notorietà internazionale, anche grazie al sostegno avuto fin da sempre da Enti pubblici che hanno riposto grande fiducia nella manifestazione e che hanno fatto si che grossi artisti e gruppi ancora incontaminati di paesi lontani si potessero esibire a Napoli e nelle città vesuviane.
Fregiandosi del merito di aver portato sul nostro territorio grandi artisti internazionali, immagine tangibile di mondi e culture lontani, il festival, che tradizionalmente si svolge nel mese di luglio e settembre, è una manifestazione itinerante seguito ogni anno da 40.000 spettatori, che parte da Napoli e che si espande nei comuni di Portici, Ercolano, San Giorgio a Cremano, Torre del Greco, Torre Annunziata, Pompei, Castellammare di Stabia, Pomigliano d’Arco, Somma Vesuviana, Massalubrense, Casandrino e Bacoli ed è patrocinato e sostenuto dalla Regione Campania, dalla Provincia di Napoli, dall’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, dal Patto del Miglio d’Oro.

La rassegna si rivolge ad un pubblico interessato alla scoperta dei luoghi storici, delle bellezze paesaggistiche, attratto dall’ascolto dei concerti di musica popolare, dei grandi nomi della musica etnica, nonché amanti della cultura e dei percorsi intellettuali di riscoperta delle tradizioni etniche dei popoli della terra.


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Al McKay ‘s Earth Wind and Fire Experience sul palco del Rock in Roma

in Eventi/La Musica/Pamela Crusco Blog/Ultimi Pubblicati by
Un articolo di Pamela Crusco
Un articolo di Pamela Crusco

Il 3 Luglio Al McKay ’s Earth Wind & Fire Esperience ha animato il palco del Rock in Roma

Serata funk all’Ippodromo delle Capannelle con la band rimessa insieme da Al McKay. Il pubblico che ha ballato sulle note delle famosissime Got to get you into my life, Getaway e September era formato dai nostalgici degli anni 70/80 ma anche da ragazzi molto giovani.
Tutto merito della generazione dei sessantenni di oggi che è riuscita a trasmettere gusti musicali del passato ai propri figli? O piuttosto, il merito è da attribuire alla ciclicità delle preferenze in fatto di musica che riportano in auge sounds del tutto nuovi per i giovanissimi?
Qualunque sia la risposta, noi abbiamo visto tutto il pubblico scatenarsi!!

Al McKay che come chitarrista era entrato nella storica band nel 1973, e aveva partecipato al grande successo di quegli anni con canzoni come Boogie Wonderland ( grande assente nella scaletta del concerto) aveva abbandonato gli Earth Wind & Fire nel 1980 per dedicarsi alla sua carriera come produttore. Al suo posto torna un ex membro: Roland Bautista.

Il progetto della “Al McKay’s Earth Wind and Fire experience” si fa strada agli inizi degli anni 90 e la formazione attuale è questa:

Al McKay – leader and guitar
Tim Owens – vocals
DeVere Duckett – vocals
Claude Woods – vocals
Freddie Flewelen – bass guitar
Ben Dowling – keyboards
David Iwataki – keyboards
Anthony Beverly – drums
David Leach – percussion
Ed Wynne – saxophone
Luis Gonzales – trumpet
Omar Peralta – trumpet
Shaunte Palmer – trombone

Ad aprire il concerto Frankie & Canthina Band, che ha proposto un repertorio che ha spaziato dal funky alla dance anni 70 e che ha contribuito a scaldare il pubblico, sfortunatamente, non troppo numeroso. Questo è sicuramente un argomento su cui torneremo, la caduta degli spettatori per questo tipo di eventi è generale, ed i tanti motivi vanno decisamente affrontati e spiegati.

al mckay ewf
Al mckay ewf

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Carola Rackete, la decisione del Gip Vella, uccide la fiducia del Paese

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
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Carola Rackete è libera, lo sapete, ed il Gip Alessandra Vella, ha decretato il De Profundis della Giustizia in Italia

Perché la decisione del giudice Alessandra Vella, il GIP di Agrigento, di revocare la misura di custodia cautelare per Carola Rackete, è così importante, e secondo noi ammazza definitivamente la fiducia del paese nel proprio sistema giudiziario?

13 Pagine di Dispositivo per un risultato enorme, chissà se la Giudice Vella abbia veramente capito cosa implicasse la sua decisione, non solo la Politica, ma la Forza di una goccia sull’orlo di un vaso già troppo pieno…

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una nota di Alberto Marolda

Carola Rackete, secondo la Vella, ha compiuto il proprio dovere di Capitano, portando in salvo i migranti nel più vicino e idoneo porto sicuro, ma, purtroppo per lei, non era questo in discussione. Questa è propaganda politica sulla quale il Giudice Vella argomenta, e sulla quale tesi si può ovviamente discutere, ma il problema è che non erano questi i Reati contestati dai PM di Agrigento alla “Capitana” tedesca.

Vi ricordiamo che, per l’arrestata, si parlava di violazione dell’articolo 1100 del codice della navigazione, “resistenza o violenza contro nave da guerra“, reato che prevede una pena dai tre ai 10 anni di reclusione, e di “tentato naufragioprevisto dagli articoli 110 e 428 del codice penale, sanzionato con la pena massima di 12 anni.

Non si parlava di conduzione o di salvataggio di Migranti, qui, ma si parlava di aver forzato un blocco, la cui liceità o opportunità non andava discussa nel procedimento in mano al GIP, ma in Parlamento, ed in discendenza della qual forzatura, l’aver tentato di attraccare con la forza assassina di 500 tonnellate di nave, ad una banchina che era occupata dal leggero naviglio, 7 tonnellate, della GDF. Qui il video… Una pesante mazza da muratore contro una noce… forse se i PM l’avessero presentata cosi, sarebbe risultato più chiaro, e se forse al posto della GDF, ci fosse stata attraccata la barchetta del sign. Panecuocolo Vincenzo, magari a dormire in cuccetta insieme alla consorte Rosalia Esposito, sarebbe stata ancora più chiara, la lucida e preordinata follia politica della Carola Rackete.

In un periodo nel quale la fiducia residua del Paese nella Magistratura è pressoché azzerata, per colpa della massa di letame che sta uscendo dal telefono del Giudice Luca Palamara, la Giudice per le Indagini Preliminari di Agrigento, Alessandra Vella, decide di non decidere nello specifico, revocando la custodia cautelare alla Rackete, ritenendo le notizie dei Crimini tutte campate in aria, e scrivendo una sentenza politica che, di fatto, parla più del Decreto Sicurezza Bis, che di quanto è accaduto veramente sulla banchina del Porto di Lampedusa.

Tutte balle le tesi dei PM, inclusa quella della Nave da Guerra offesa, scrive infatti la Vella: “in merito al reato di resistenza e violenza a nave da guerra, le unità navali della Guardia di Finanza sono considerate navi da guerra solo quando operano al di fuori delle acque territoriali ovvero in porti esteri ove non vi sia una autorità consolare“.

Sofismi o cosa?

Anche per il reato di “tentato naufragio”, lo schiacciamento della noce della Guardia di finanza, è derubricato, spiegato e banalizzato dalla GIP: “…da quanto emerge dal video, deve essere molto ridimensionato, nella sua portata offensiva, rispetto alla prospettazione accusatoria fondata solo sulle rilevazioni della polizia giudiziaria“… ma l’ha visto davvero il video? E cosa avremmo detto, invece, ai figli del Panecuocolo e della Esposito, uccisi dalla folle manovra della Rackete? Più banalmente, se il motore della noce GDF, non avesse risposto con prontezza, cosa avremmo detto alle vedove dei Militari? Ah, già, non sono Militari, ricordatevene la prossima volta che vi fermano, e contestano qualcosa, la Giudice Vella ha sentenziato che non sono Militari.

Anche il reato di “resistenza a pubblico ufficiale” deve ritenersi “scriminato per avere agito l’indagata in adempimento di un dovere. Il dovere di soccorso dei naufraghi non si esaurisce con la mera presa a bordo dei naufraghi, ma nella loro conduzione al porto sicuro più vicino“.

La folle idea assunta dalla comandante della Sea Watch risulta quindi “conforme alle raccomandazioni del commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa e a recenti pronunciamenti giurisprudenziali“.

Politica questa? Si, la GIP entra anche nel merito dei cosiddetti Porti più o meno sicuri, e tutte le valutazioni della Rackete, sono condivise dal Giudice, perché nel dispositivo si legge anche: “In Tunisia non ci sono porti sicuri e conformi alla convenzione di Amburgo” e “secondo cui Malta non ha accettato le previsioni che derivano dalle modifiche alla convenzione Sar del 2004“, concludendo con una bella sottolineatura non necessaria, secondo la quale la scelta della Capitana sarebbe stata presa “avvalendosi della consulenza dei suoi legali“.
Politica? Giudizio sui fatti? Decidete voi, ma non lamentiamoci quando qualcuno si sentirà autorizzato, banalmente, a prendere a schiaffi un militare della GDF, perché, tanto, Militare non è…
Ed ora la Rackete scappa? Forse, ma forse no, visto che serve per destabilizzare, il suo compito non sembra terminato.
Ne riparleremo, perché come detto, lo Spettacolo, evidentemente, è solo iniziato, ne vedremo davvero delle belle…
Ah, dicesi GIP: Il giudice per le indagini preliminari (o GIP) è un soggetto del procedimento penale italiano. Interviene in determinate procedure, nella fase delle indagini preliminari, a garanzia della legalità delle stesse, esercitando dunque una giurisdizione di garanzia.
Le funzioni attribuite al giudice per le indagini preliminari sono preordinate a garantire l’indagato nella fase delle indagini preliminari. Fra i provvedimenti più importanti del GIP vi è l’ordinanza per applicare una misura cautelare su richiesta del pubblico ministero.
Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scriveteli più sotto, saremo felici di pubblicarli e di rispondervi…

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Colonia applaude Moni Ovadia, cantore appassionato

in Alfonso Palumbo Blog/Teatro/Ultimi Pubblicati by
Moni Ovadia

Ovadia Stage Orchestra & ‘Cabaret Yiddish‘, spettacolo tutta emozione

Ovadia affascina tutti in occasione della serata-evento all’Istituto Italiano di Cultura di Colonia

Un articolo di Alfonso Palumbo
Un articolo di Alfonso Palumbo

Moni Ovadia e i suoi canti, le sue storie, la poesia della sua ironia ebraica. ‘Cabaret Yiddish‘, lo spettacolo sold-out ospitato a Colonia dall’Istituto Italiano di Cultura, ha robustamente regalato atmosfere di un mondo spesso ignoto ma che sa coinvolgere.

Un geniale menestrello, Moni Ovadia, che in Germania ha saputo far sorridere e riflettere. Merito della propria dimensione culturale, del proprio ricco libro di emozioni che fondono ironia e auto-analisi. Ma merito tuttavia anche del quartetto ´Stage Orchestra‘ che lo accompagna e che rende questo spettacolo amabile e prezioso al contempo. Maurizio Deho‘ al violino, Paolo Rocca al clarinetto, Albert Florian Mihal alla fisarmonica e Luca Garlaschelli al contrabasso meritano una citazione anche perche‘ attraverso le loro sonorita‘ Ovadia lascia passare i fili della memoria attraverso citazioni bibliche, spazi di squisita vita familiare, letture di inizio Novecento…
Una cultura giudaica, quella Yiddish, non sempre nota al grande pubblico ma che – una volta in scena – si impone con l’eleganza della verita‘. Una verita‘ che puo‘ essere colorata, magari edulcorata, ma per niente falsificata; e Ovadia ci gioca con maestria, dosando da un lato i ritmi Balkan e dall’altro propronendo gustosi racconti (da cornice quelli del pate‘ di allodola e del salmone in scatola!).
Prendersi in giro e passare all’incasso della Storia, cancellando secoli di odi e/o discriminazioni. Occorre essere autentici, saper rispettare il senso della Cultura e fondere insieme coraggio e disincanto. E anche profondamente realisti: la cultura Yiddish nasce infatti dall’esilio. Quello specifico ‘essere senza‘ che nel tempo ha dimostrato non soltanto di saper giocare con le parole ma anche di metterle in ordine e dare loro una logica.
Quanto alla verita‘, Moni Ovadia ne regala a piene mani, come autore e come uomo.
Nelle vesti di sostenitore della verita‘ vissuta e non solo recitata, non si spaventa a commentare i fatti del mondo con la complicita‘ della filosofia.
“Si‘, la filosofia dei Siciliani: i quali affermano che pur avendo tutto mancano pero‘ del resto. Il guaio e‘ che abbiamo perso anche la grazia dell’esistenza, insieme con i valori della condivisione e della sobrieta‘ che avevamo quando avevamo meno. Attenzione: non si confonda la poverta‘ con la miseria“.
Moni Ovadia, da perfetto prototipo di coerenza quale e’, puo‘ permettersi di guardare criticamente alla politica italiana da indipendente.
Lei crede che oggi in Italia i nostri politici usino piu‘ il cuore, la ragione o nulla di tutto cio‘?
“Ma proprio nulla! Loro praticano la retorica e la falsa coscienza… perseguono l’interesse da botteguccia nonostante il Paese venga massacrato e martoriato. La Sinistra? Gioca a dividersi! Io rimango pur sempre un militante ma solo e soltanto per sposare una causa – sia essa rappresentata ad esempio dai problemi del lavoro, dell’emigrazione, dell’ambiente – mai, mai piu‘ un partito. Non ne voglio piu‘ sentir parlare!!“.
Lui non vorra’ piu’ sentir parlare di partiti, noi invece vogliamo continuare ad ascoltare questo magnifico menestrello.


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Carola Rackete e Sea Watch, cosa c’è sotto? Destabilizzazione nazionale

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
carola-rackele-sea-watch

Carola Rackete e la Sea Watch, in definitiva, una Buffonata Politica

Carola Rackete, il problema non sono più i suoi Migranti, ma nel frattempo, dove sta andando il nostro Paese?

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una nota di Alberto Marolda

Io non credo che sia necessario riassumervi i termini della questione Carola Rackete, la Capitana tedesca che l’altra sera stava schiacciando con il suo “Schiaccianoci” di 500 Tonnellate, la Sea Watch, la piccola “noce” di alluminio di sole 7 Tonnellate, la Motovedetta “Classe 800” della Guardia di Finanza, contro il molo del porto di Lampedusa.

Abbiamo rischiato qualche morto, scampati solo grazie all’abilità del comandante dell’Unità militare che è riuscito a sgusciare via di sorpresa come il frutto umido di un Lupino. Qui il video

Credo che invece serva ricordarvi i reati di cui la Rackete è stata immediatamente accusata dopo l’evento,  imputazioni che avrebbero portato, poi, all’arresto in flagranza di reato dalla Guardia di Finanza, ponendola ai domiciliari stesso a Lampedusa. L’arrestata sembrava accusata di “violazione dell’articolo 1100 del codice della navigazione”, resistenza o violenza contro nave da guerra, che prevede una pena dai tre ai 10 anni di reclusione, e “tentato naufragio”previsto dagli articoli 110 e 428 del codice penale, sanzionato con la pena massima di 12 anni.

Vogliamo ricordare che in “Notizia Criminis” esiste l’obbligatorietà della azione penale, e che quindi tutto ciò che sta accadendo alla giovane Comandante è atto dovuto?

La Sea Watch, la nave della Ong tedesca, viene nel frattempo posta sotto sequestro probatorio (Penale), provvedimento che dovrà essere anch’esso convalidato dal Giudice. Non è escluso che possa, però, per effetto del Dl Sicurezza bis (quello entrato in vigore il 15 giugno), venire poi sequestrata anche amministrativamente dal Prefetto.

Sembrava accusata la Rackete… sembrava, infatti, perché oggi, alle 13, orario nel quale vi scriviamo, le accuse sembrano essersi politicamente liquefatte con la protesta del Presidente tedesco, e con il PM Patronaggio che ora chiede, nonostante la gravità dei Reati contestati, solo il divieto di dimora in provincia di Agrigento, diminuendo la misura cautelare necessaria ad evitare la sicura fuga all’estero… questo è?

Dopo tutto quello che è accaduto, questo è? Divieto di dimora per una che appena potrà, con la sua missione di destabilizzazione politica ormai terminata, se ne scapperà?

Ma chi è il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio? E’ il PM che nei mesi scorsi era entrato in rotta di collisione con il vice premier Salvini, proprio sui migranti, è anche quello che ora ha avuto parole molto dure per la “Capitana“, “Le ragioni umanitarie non possono giustificare atti di inammissibile violenza nei confronti di chi in divisa lavora in mare per la sicurezza di tutti”, ma è contemporaneamente quello che oggi in audizione alla Camera, ha dichiarato come inesistente l’emergenza Migranti, incluso il collegamento con le Ong, aggiungendo che “Il principio di respingimento di gruppi di immigrati in Libia” è vietato dal diritto internazionale, questo a commento della valenza del “Dl Sicurezza bis“… e poi viene abbassata la “Misura di custodia Cautelare” della “Pedina” Carola Rackete…

E non è un uso politico, questo, della propria posizione Giudicante? Vi ho chiesto cosa ci fosse sotto la Capitana tedesca, e la sua nave… Non siete mica così ingenui da non accorgervi che si tratta di una comandante tedesca, con una nave olandese, che crea dei problemi allo Stato italiano, in un momento in cui siamo con la Commissione Europea addosso, mentre si cerca di trovare un accordo sui nomi nuovi dell’establishment europeo… Ripeto quindi, cosa c’è sotto? Politica? Destabilizzazione? Lotta tra bande o gruppi di Potere? Non certo Migranti…

Sono molto aperto a commenti, fatemi sapere, tanto ne riparliamo, ora bisogna aspettare il tardo pomeriggio per sapere la “Capitana/Pedina” che fine farà… intanto, ultima ora, Mattarella si prende i fischi per lei, in Austria… come direbbero a Roma… annamo bene…

Lo Spettacolo, evidentemente, è solo iniziato, restate sintonizzati perché ne vedremo delle belle…


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Rock in Roma, Al McKay’s Earth Wind & Fire Experience

in Comunicati Stampa/Eventi/Ultimi Pubblicati by
earth-wind-fire-rock in roma

Earth Wind Fire al Rock in Roma

Mercoledì 3 luglio, ore 21,30
Ippodromo delle Capannelle – Roma
Opening act: FRANKIE & CANTHINA BAND

Earth Wind & Fire, Un grande ritorno sulla scena dal vivo: quello dei mitici Earth, Wind & Fire, band icona della black music con 23 album all’attivo ed oltre quaranta milioni di dischi venduti nel mondo, al centro del Mediterraneo!
Dopo lo stop che si autoimposero nel 1983 e le mai confermate voci, protrattesi all’infinito – di un ritorno sulle scene, Al McKay il pluripremiato chitarrista della band, ha rimesso insieme la band con quei compagni originali della prima ora che avevano ancora voglia di percorrere la strada già tracciata sin dall’inizio degli anni ‘70.
Adesso questa leggendaria band – che ha dettato legge nella musica Soul, Funky e Dance – si chiama per la precisione “Al McKay’s Earth Wind & Fire Experience” – suonerà questa settimana in Italia per due concerti: il 3 luglio all’Ippodromo Capannelle di Roma (l’apertura del concerto è affidata a Frankie and Canthina Band) e il 5 luglio sulla piazza centrale di Porto Santo Stefano.
Si può ben dire che gli Earth Wind & Fire sono la musica: in quest’epoca in cui assistiamo a band che suonano dal vivo con basi e voci preregistrate, loro offrono, sera dopo sera, uno strabiliante concerto fatto di energia vitale, improvvisazione e infinito “dance groove”.
La strabiliante sezione fiati, composta dai membri originali, oltre che da quelli dei Doobie Brother e Tower of Power, insieme alla incessante sezione ritmica ed alla incredibile voce di Tim Owens, offrono alla chitarra di Al McKay il tessuto musicale ideale per far sognare e ballare tutti gli appassionati di musica soul.

La successione dei brani, hit dopo hit, da “September” a “Boogie Wonderland”, da “Let’s Groove” a “Let Me Talk” di questo storico gruppo garantisce agli spettatori una indimenticabile esperienza, una completa immersione nel mondo magico della musica dell’anima.
Senza effetti speciali, fumi, specchi e coriandoli “Al McKay Earth Wind & Fire Experience” fanno esplodere la vera ed autentica musica funk americana, suonata veramente dal vivo, in un evento che non si può assolutamente perdere.

Per Roma i biglietti sono in vendita su Ticket One, l’evento di Porto Santo Stefano è invece ad ingresso libero.


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M5S, il doppio mandato politico infiamma il dibattito

in Alfonso Palumbo Blog/La Politica/Movimento Cinque Stelle/Ultimi Pubblicati by
Doppio mandato Alessandro Di Battista

Doppio mandato, Di Battista accende gli animi

Governo-Conte in pericolo a causa di Salvini?

Un articolo di Alfonso Palumbo
Un articolo di Alfonso Palumbo

Il M5S e’ attraversato dal dilemma: revocare il vincolo del doppio mandato oppure no? La discussione anima i social tanto quanto il pamphlet di Alessandro Di Battista, “Politicamente scorretto”. A corollario le parole dell’ex-parlamentare, che non solo ha espresso riserve sul momento attuale ma ha pure rilanciata la propria candidatura in caso di nuove elezioni politiche.
Il dilemma investe uno dei valori fondanti del M5S. Il divieto di ricandidarsi per più di due volte ha sì rotto gli schemi della politica nazionale tuttavia rischiando di portare danno agli stessi pentastellati. Accade dunque di abbandonare il campo filosofico (identità, valori, ideali) per entrare in quello della valutazione pratica.
Dal mio osservatorio tedesco, colgo una sorta di timore nel dover rinunciare a nomi di rilievo e di esperienza: per come li ho conosciuti quando stavo a Roma, non faccio fatica a menzionare Nicola Morra, Paola Taverna, Roberta Lombardi (oggi alla Regione Lazio), lo stesso Di Battista. Ognuno di loro, con il proprio esempio, dimostra che con le risorse umane c’e’ poco da scherzare. Il che vale anche per il capo politico del Movimento5Stelle, Luigi Di Maio.
In tutto questo s’inseriscono la Lega e Matteo Salvini. Senza offendere alcuno, vorrei rilevare che – a parte il medesimo ministro dell’Interno, l’on. Borghi e il sen. Bagnai – di personaggi con appeal mediatico il Carroccio ne ha pochi. Eppure costruisce consensi e vince alle Amministrative.
Arriviamo al punto: derogare al doppio mandato si può? Si deve? E’ possibile venire a patti con la propria storia? Personalmente farei attenzione a dire che la deroga sia eliminabile a livello comunale: Roma (caso-stadio) dimostra che anche a livello amministrativo sia possibile restare sedotti dalle sirene della corruzione. Perché allora non prevedere che il vincolo del doppio mandato rimanga anche nei Comuni metropolitani? Da tutto quel che si legge su Internet, vale forse la pena di spendere una riflessione. Vale a dire che il Movimento5Stelle “deve essere” quel che “vuole essere”, né più né meno come ha rivelato fin dalla propria nascita.
Lo dico fuori dai denti: non mi preoccuperei eccessivamente delle esperienze precedenti accumulate quanto – invece – della capacità di essere “muscolari” e di sapersi imporre. Far politica significa anche andare oltre i Palazzi: con l’associazionismo, con la convegnistica, con il web, con il contributo consulenziale. E soprattutto con la militanza nelle piazze e nei gazebo, oltre che con il civismo che distingue i veri attivisti-M5S.
Dal mio angolino di Colonia noto un fil-rouge fra procedura d’infrazione dell’UE, deroga al doppio mandato, irruenza verbale di Salvini, richiesta della Lega di anticipare la Finanziaria 2020, sindacati convocati al ministero dell’Interno… tutti segnali di un Governo Conte vicino al capolinea?


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Asini volanti nella prima video-track dell’album di Luca Bonaffini

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by

Su tutte le piattaforme digitali il videoclip “Di mare, di terra, di fuoco, di cielo” di Luca Bonaffini

Online la prima video-track dell’ultimo album del cantautore mantovano.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

“Di mare, di terra, di fuoco, di cielo”, sesta traccia dell’ultimo album di Luca Bonaffini (IL CAVALIERE DEGLI ASINI VOLANTI) è ora anche un videoclip.

In perfetto stile Bonaffiniano, l’artista “scompare” tra le immagini del fiume, relegandosi ad un ruolo “minore”, in un cameo evocativo della copertina originale, realizzata da Daniele Massimi e Giuseppe Bellobuono.
Sopra un ponte sull’acqua, tra la vegetazione ruspante e la fanghiglia di un paludoso tratto del Mincio, la macchina da presa inquadra Luca Bonaffini accompagnare con lo sguardo un giovanissimo avventuriero (vestito da studente universitario al primo anno) che – con una barca a remi malconcia e decisamente di ultimissima mano – si dirige verso una meta non dichiarata ma che il protagonista, certamente, conosce.
Il protagonista (Frankie Bröny detto anche Brönislav, al secolo Mattia Brunoni) è un cantauto-rapper in erba (e “ragazzo-cavaliere”) alla ricerca di un asino volante (simbolo di resistenza e di negata ma innegabile intelligenza) per “mettere in salvo” il passato, rappresentato da qualche centinaio di vinili inscatolati, sopravvissuti al genocidio cultural-musicale del Ventunensimo Secolo. Luca Bonaffini, che rappresenta il passato buono e consapevole, decide di cedere la barca alla nuova generazione, rappresentato appunto da Brony, purché il nuovo dreamwriter si doti di un asino volante per non dismettere l’abito del sognatore.
Bellissimi, gli asini – nel videoclip ideato dalla mente fresca e geniale di Giacomo Bottarelli (regista) – che non volano veramente ma, senza dubbio, ci fanno volare coi loro sgaurdi pieni d’amore e incontaminati da rabbie e cattive intenzioni. Metafora della saggia lentezza, della giusta volontà e del grande coraggio, i loro occhi sembrerebbero invitare l’ascoltatore, come cita il testo di Bonaffini (nella bella canzone scritta insieme a Roberto Padovan), a fare proprio questo mantra:
 
Senti la forza incrociata dei venti, Degli occhi puntati sui sensi,
Perché non sei solo di mare, di terra, di fuoco, di cielo
Ufficio Stampa e Relazioni Pubbliche a cura di
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Armando Siri e Luca Lotti. Telefoni traditori!

in Alfonso Palumbo Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
armando-siri

Caso Siri… Lega e Pd: impressioni dalla Germania

Forza Italia divorzia da Silvio Berlusconi? Intanto Zingaretti…

Un articolo di Alfonso Palumbo
Un articolo di Alfonso Palumbo

Il sen. Armando Siri e la Lega. L’on. Luca Lotti e il Partito Democratico. L’ennesima affermazione del dogma: i cellulari tradiscono. O forse no: si tratta di telefoni che piangono (ricordate la lacrimevole canzone di Domenico Modugno?).
Il “troiano“, uomo di facili costumi, piazzato fra bocca e orecchio mi ricorda la cura della debolezza di stomaco a base di scopolamina…
Nelle mie vesti di italiano in Germania, spiegare agli amici di Colonia cosa accada nel Belpaese non e‘ facile. Lontanissimo dalla vera verita‘, ho cercato di svelenire la cosa con un pizzico di umorismo. Del resto quando ci sono LOTTI di merce avariata, occorre avere il coraggio di buttarli via. La questione non e‘ nuova bensi‘ ARATA da tempo immemore. Il RIXI…o di sbagliare, inoltre, sempre in agguato. Tuttavia nel momento iniziale della vicenda-Siri – per carita‘ di patria lasciamo stare Csm, Consip, Umbria, Calabria – io sostenni un chiaro punto di vista.
All’inizio fu semplice: “Corre voce che SIRItira”. Poi invece tutto si complico’: “Voci di corridoio stimano in 30mila euro il costo di espulsione e rimpatrio del pericoloso extracomunitario Armando, detto il SIRIano”. Rammento anche di un momento di matrice calcistica: “Lionel Messi, con il Barcellona, si fa la Scarpa d’Oro. Armando Siri, con la Lega, si fa la scarpetta”. Su Facebook non mancai di sottolineare come “Mai giocare con i santi: se qualcuno va a San Vittore e qualcun altro va a San Marino, allora SIRIschia!!!”.
Oggi come ieri si ascolta di un Siri dimissionario. In realta’ l’ex-Danilsottosegretario ai Trasporti leghista venne ‘sdelegato’ dal ministro Danilo Toninelli e scomunicato dopo il faccia a faccia con il premier Giuseppe Conte.
Ricordo che subito dopo vissi un momento di esaltazione grammaticale: “Ti giri, miri e tiri: c’e’ Siri!! Armando, sottosegretario senza deleghe, di fatto oggi e’ solo un gerundio”.
La politica e’ roba per palati forti. Incuriosisce pero’ che ancora vi sia chi al senatore fornisca voce e microfono… Se Luca Lotti lo vediamo solo in immagini di repertorio, Armando Siri talvolta si affaccia dal video. Opinionista e commentatore? Non saprei, fatto sta che negli ultimi giorni della vicenda io ne ricavai il seguente post: “Trenta denari per Gesu’ Cristo, 30mila euro per Siri. Armando, non e’ che sei pure megalomane?”.
Mettendo solo per un attimo fra parentesi le recenti news relative a Csm, Consip, Umbria, Calabria, etc., con un sforzo di obiettivita’ si deve ammettere che la politica nostrana e’ anche quella di Forza Italia e PD. Se nel team di Berlusconi la tranquillita’ e’ stata da parecchio messa a repentaglio per mano di Giovanni Toti, governatore della Liguria, in quello del neo-segretario Zingaretti di pace se ne e’ vista per appena un mesetto.
Due schieramenti e un dubbio: partiti o arrivati?


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I crolli di Napoli e il caso Marco Vannini

in Alfonso Palumbo Blog/Il Sociale/Ultimi Pubblicati by
marco vannini e biviano sandro

Rosario Padolino e Marco Vannini, morti speciali…

Ma i fratelli Biviano, eroi siciliani…

Napoli e Ladispoli, Rosario Padolino e Marco Vannini. Morire per un cornicione, essere cancellati da una sentenza.

Un articolo di Alfonso Palumbo
Un articolo di Alfonso Palumbo

Ecco come si muore a Napoli, citta‘ dolente dove appunto i cornicioni del centro storico si sbriciolano e uccidono. E‘ accaduto qualche giorno fa a Via Duomo, vittima un sessantenne, era accaduto gia‘ cinque anni addietro e ad andarsene – allora – era stato un quindicenne. Un rito mortale al quale sottrarsi pare sia impossibile; al contrario dell’altro rito, quello delle responsabilita‘ presunte e sfocate. Un rito che non lascia scampo.
Crollano muri, si costruiscono sentenze. A Roma crolla – e muore – l’etica in maniche di toga. Giudici, Pm, CSM, spifferi, soffiate e mosse assassine diventano zuppa quotidiana, alla faccia della credibilita’. Ma muore pure l’aspettativa di giustizia. Due verdetti mi hanno scioccato: quello di Ladispoli, vicino Civitavecchia, dove per la morte di Marco Vannini al colpevole (Antonio Ciontoli, militare distaccato presso i servizi segreti) in appello sono stati ridotti a cinque gli anni di reclusione rispetto ai quindici del primo grado; e quello di Udine, dove per l’omicidio di Nadia Orlando si e‘ deciso di comminare al colpevole si‘ trenta anni ma con la modalita‘ degli arresti domiciliari in casa dei genitori.
Muri, sentenze. Isolatamente presi, questi eventi significano qualcosa.
Ma insieme? Messi uno dietro l’altro?
Hanno un senso?
Esiste un filo logico che li unisce?
Oppure e‘ solo emotivita‘, passione, speculazione senza senso?
Secondo me un senso esiste ed e‘ fin troppo palese.
Il potenziale e devastante effetto decresce fin tanto ad annullarsi davanti, appunto, agli atti di vero eroismo che vedno protagonisti i fratelli Biviano.
Chi frequenta Internet li conosce molto bene, e sa che il loro coraggio ha fatto pressocche‘ il giro del mondo. La storia della famiglia di Sandro, Marco, Palmina ed Elena – ammalati di distrofia muscolare facio-scapolo-omerale – e‘ quella di chi nel recente passato ha dato dimostrazione di resistenza personale trascorrendo a Roma, dentro una tenda in piazza di Montecitorio, due anni a sostegno della cura contro questo morbo.
Sandro e Marco, siciliani di nome, di fatto e di cuore, hanno resistito a lungo prima di fare ritorno alla loro Lipari; mai sconfitti, si deve anche a loro l’istituzione della Giornata nazionale della Fso (distrofia muscolare di tipo facio-scapolo-omerale), che si celebra ogni 20 giugno.
Sandro pochi giorni fa e‘ stato vittima di un incidente che avrebbe potuto provocargli conseguenze drammatiche. Ma lui e‘ di quelli che non mollano mai, e sa che lo consideriamo come se fosse la parte migliore di noi.


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L’ITALIA AL TEMPO DEL VINILE è il nuovo spettacolo di Luca Bonaffini

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
Vinile 3

VinileL’ITALIA AL TEMPO DEL VINILE-canzoni e racconti di Luca Bonaffini, con Francesca De Mori e Roberto Padovan.

L’evento è organizzato dal Comune di Mantova in collaborazione con Accademia Teatrale Campogalliani e Long Digital Playing Srls Edizioni Musicali.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Sabato 6 luglio alle 21.15, presso il Cortile di Palazzo d’Arco a Mantova, si terrà il debutto del nuovo spettacolo musicale “L’Italia al tempo del vinile” di Luca Bonaffini – cantautore e scrittore – che, giunto alla terza opera letteraria (2017) e al tredicesimo album (2018), torna alla regia teatrale.

“L’ITALIA AL TEMPO DEL VINILE” – questo il titolo esplicativo dello show concept dell’autore mantovano – è un concerto vero e proprio (affidato alle generose corde vocali di Francesca De Mori, milanese, e al pianoforte di Roberto Padovan, torinese) che riscopre Bonaffini nel ruolo che egli stesso ha confessato da sempre, pare piacergli di più: quello di “regista in scena” e “narra-attore con chitarra alla mano”.

La nascita del vinile, dei 33 giri e dei 45, l’esplosione del fenomeno “disco” nell’industria italiana e mondiale nel secondo dopoguerra e soprattutto una cascata di canzoni che, definite “leggere” oppure popolari e d’autore, hanno abitato le case, le librerie, le piazze e gli stadi di diverse generazioni.

Modugno, Paoli, Bindi, poi De Gregori, Dalla, Bennato e tanti altri.

Ecco una traccia di quello che accadrà la sera del 6 luglio a Mantova: immaginiamoci di essere in un grande salotto, dopo cena, a casa di amici, e che due di loro suonino il pianoforte e la chitarra. In mezzo, al centro del dialogo musicale, una ragazza – ben più che intonata semplicemente ma piuttosto assai virtuosa – che inizia a seguirli con vocalizzi, gorgheggi e infine… “note”. Si ritorna là, negli anni Cinquanta e poi si sale verso di noi, tra boom economico e austerity, sognando l’America di Bob Dylan, l’Inghilterra dei Beatles e l’Europa dei chansonnier francesi e spagnoli. Nessuna base, nessuna cover, nessun tributo nostalgico.

La parola, anzi le parole, d’ordine sono: no vintage. “La Storia – dice Bonaffini – è la colonna sociale delle arti e la musica leggera del Novecento è arte popular che, grazie ai cantautori, alle rock e beat band, al genere musical e alla cinematografia, ha riempito le emozioni di tutte le classi sociali del Secolo scorso”.

 

Info prenotazioni:

biglietteria@teatro-campogalliani.it

Tel. +39 0376 325363

Costo del biglietto:

Euro 10

300 x 263 - FIRMA 1 copia 2

 


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Caro Luigi Di Maio, io ho votato No, ed ora ti spiego perché…

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Movimento Cinque Stelle/Ultimi Pubblicati by
Luigi Di Maio di-battista-salvini-iogiornalista

Elezioni Europee, la caduta del M5S, è stata colpa di Luigi Di Maio? Cosa avete votato, se lo avete fatto, e perché?

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una nota di Alberto Marolda

Già, cosa avete votato oggi su Rousseau? Luigi Di Maio, dentro o fuori? Deve ancora fare il Capo oppure no? Oppure avete fatto come hanno chiesto la Nugnes e Fico, e vi siete astenuti?

Io ho votato No, ed ora vi spiego perché…

I risultati delle Elezioni hanno consegnato al futuro un Movimento, ed un Capo Politico, Luigi Di Maio, in profonda crisi di vocazione e personalità. E’ evidente che, alla prova dei fatti, alla prova delle continue bordate di Salvini, ed alla prova della lunga sequenza elettorale degli ultimi mesi, la doppia carica di Capo Politico e di Ministro del Governo del Cambiamento, in questo caso addirittura pluri Ministro, non ha più alcuna ragione di essere, anzi si sta dimostrando decisamente pericolosa per il Movimento e per la Democrazia del Paese. E’ giunto il momento di riconoscere, apertis verbis, che questo anno di Legislatura passato è stato una guerra, non certo per volere del Movimento, ma una guerra, ed è inutile fare finta di nulla, serve solo a dare vantaggio agli avversari, alla Lega. Alla guerra si va come alla guerra, non si arriva secondi, in una guerra si vince o si perde, non c’è un secondo posto, e per farlo, si deve poter combattere con le stesse armi di Salvini.

Stante questa situazione mediatica, mai visto un Governo con una tale quantità di Stampa contro, e stante la grave condizione del Paese, ormai appesantito da una condizione economica figlia di ben altre conduzioni, mi sembra evidente che Luigi Di Maio non sia in grado di farlo. È una brava persona, come tante altre ne puoi trovare nel Paese, convinta che lavorando sodo si possa fare del bene, convinta che dagli errori, chi non ne fa, si possa comunque imparare e migliorare, ma in Italia non è così, o perlomeno non è solo così specialmente quando ci si trova a combattere contro Salvini, l’arrembante Salvini, il Tuttologo Salvini, il Camaleonte Salvini.

Per affrontare degnamente Matteo Salvini, un Professionista che fa Politica da ragazzo, da più di 30 anni, passando dal Leoncavallo alle uova a D’Alema, prendendosi 30 giorni per Oltraggio a Pubblico Ufficiale a 26 anni, mentre Luigi ne aveva ancora solo 13, uno mago della comunicazione, dei rapporti viso a viso con tutto lo Stivale, un vero mutaforme, lui, Luigi Di Maio, la brava personcina educata di provincia, non va bene. NO…

Contro Salvini ci vuole un figlio di buona donna, con tutto il rispetto a sua madre, sono sicuro che non me ne vorrà l’amico Dibba, un vero barricadero come Alessandro Di Battista.

Oggi io ho votato contro Luigi, che per me deve restare a fare il Ministro, ed in un solo dicastero, credo che si sia comportato meglio nello “Sviluppo Economico“, mentre farò di tutto come attivista, e come giornalista, per spingere, e far diventare Capo Politico, Alessandro Di Battista. Sarà la condizione migliore per poter mettere in difficoltà Salvini, non c’è scampo alcuno.
Alessandro Di Battista, all’esterno quindi, come capo politico in continua, lui sì, Campagna Elettorale contro la Lega, e tutto quello che si riferisce alla Lega, enormi Lobby incluse. Poter tuonare contro Salvini dall’esterno, significherà pretendere che faccia solo il Ministro degli interni, incarico per il quale tutti noi lo paghiamo, cosa che invece non ha quasi mai fatto in questo anno che è passato, affidando tutte le responsabilità a Piantedosi, il vero responsabile del Viminale.

Tuonare dall’esterno darà maggior forza al vero Premier di questo governo, che è, e deve continuare ad essere, Conte. Non ci sono alternative serie allo scenario che ho descritto perché accettare i compromessi continui che saranno necessari d’ora in poi con la Lega, significherà distruggere definitivamente il Movimento, destinandolo ad un inutile oblio, o in alternativa far cadere il Governo ad Ottobre, quando sarà troppo tardi, dando la possibilità a Mattarella di convocare un nuovo Governo tecnico con Draghi a capo.

Notate bene che il 31 Ottobre, terminerà l’incarico come Presidente della BCE e sarà libero e ben disposto al Premierato. L’alternativa immediata, caro Luigi, permettimelo, è quella di far cadere subito il Governo, e convocare nuove elezioni. Meglio questo, meglio l’incertezza di nuove elezioni, che i compromessi distruttivi e logoranti con Salvini, o le lacrime e sangue col futuro Senatore a vita, Mario Draghi.

Attenzione, il risultato ora c’è, 44.849 sì, 11.278 no… Luigi Di Maio resta Capo Politico del Movimento… 

Lo Spettacolo, evidentemente, è solo iniziato, restate sintonizzati perché ne vedremo delle belle…


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Mark Baldwin Harris e i MERCANTINFIERA fanno il Bis a Corte Franca

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
Mark Baldwin Harris

Mark Baldwin HarrisDopo il grande successo ottenuto a Brescia, i Mercantinfiera con Mark Baldwin Harris arrivano a Corte Franca (Bs)

Con la partecipazione di Mark Baldwin Harris.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Dopo il grande successo ottenuto lo scorso aprile a Brescia, con un teatro sold out con due settimane di anticipo, i MERCANTINFIERA 2.0 insieme al Maestro Mark Baldwin Harris concedono il bis, proprio per poter accontentare anche tutti coloro che purtroppo non hanno trovato posto e non hanno potuto godere di una serata davvero emozionante e coinvolgente. Lo spettacolo proposto avrà delle novità rispetto a quello del 6 aprile al Teatro Santa Giulia, con alcune integrazioni che saranno senz’altro apprezzate dal pubblico.

 

 

20 ANNI SENZA/CON FABER – Gran concerto in omaggio al grande FABRIZIO DE ANDRE’

 In occasione del 20° anniversario dalla scomparsa del grande Fabrizio De André, i Mercantinfiera (gruppo musicale veronese, attivo nel panorama musicale da più di vent’anni) propongono uno spettacolo incentrato su alcuni brani tratti dal vasto repertorio di Fabrizio De Andrè. Quel “senza/con” che trovate nel titolo dello spettacolo, prodotto da EVENTIMACRAME’ di Gianluca Serioli, non è un errore, bensì la testimonianza che Fabrizio De André, nonostante sia prematuramente scomparso vent’anni fa, è sempre con noi, con le sue canzoni, con il suo modo di pensare e la sua filosofia di vita, ma soprattutto con le rappresentazioni di band artisticamente qualificate e di qualità come lo sono i MERCANTINFIERA 2.0

Si tratta di una attenta selezione di canzoni che parte dagli esordi (con “La città vecchia”) e finisce con alcuni lavori dell’ultimo album (“Anime Salve”), passando ovviamente attraverso il live realizzato da Fabrizio De Andrè con la PFM.

Gli arrangiamenti, riproposti nel modo più fedele possibile a quelli originali, rappresentano uno dei tratti distintivi del gruppo. A tre anni dall’abbandono dello storico cantante dei Mercantinfiera, è entrato nel gruppo Ninè Ingiulla. Dotato di una voce incredibilmente simile a quella dell’artista genovese, avvocato per professione ed artista per passione, grande conoscitore dei testi di Fabrizio De André e Dante Alighieri, lo scorso 7 febbraio Niné Ingiulla è stato ospite sul red carpet del Festival di Sanremo proprio per un omaggio a Faber

La serata del 14 GIUGNO sarà speciale in quanto vedrà la straordinaria partecipazione del Maestro Mark Baldwin Harris, musicista di Fabrizio De André per molti anni e arrangiatore di diversi suoi capolavori.

Ninè Ingiulla

Nato a Biancavilla (Catania) nel 1985, nutre fin da tenera età una grande passione per il canto e per la canzone d’autore italiana. Parallelamente agli studi scolastici, approfondisce lo studio delle opere letterarie classiche e medioevali, in particolare della Divina Commedia di Dante Alighieri, di cui ha imparato a recitare a memoria numerosissimi canti. È diplomato al liceo classico Arnaldo da Brescia, laureato presso l’Università degli Studi di Brescia, e diplomato alla Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali. Oggi è anche uno stimato avvocato. Dal 1995 al 2000 ha preso lezioni private di chitarra classica e acustica. Dopo aver suonato e cantato da solista in numerose feste private, teatri e locali pubblici, nel 2007 scrive il suo spettacolo: “ Dante e De Andrè – IL SOGNO: INFERNO”. Poi successivamente ìdea la rappresentazione dedicata alla cantica del Purgatorio, intitolato “Dante e De Andrè – Dove l’umano spirito si purga e di salir al ciel diventa degno.” Egli è, inoltre, autore dello spettacolo “ Voci da Spoon River.” Ad oggi si esibisce anche in numerose interpretazioni di pezzi inediti (di cui è autore –arrangiatore e paroliere) e tributi ai grandi della musica leggera italiana e internazionale, lavorando con numerosi musicisti, tra cui alcuni dei professionisti che collaborarono con Fabrizio De Andrè sino alla sua morte. Dal 2013 è iniziata una proficua collaborazione col maestro di violino DANILO ARTALE, versatile polistrumentista (pianoforte, mandolino, ukulele), che ha lavorato a sua volta con giganti della musica mondiale come ENNIO MORRICONE, NICOLA PIOVANI. Con l’amico Danilo Artale, Ninè ha formato un gruppo cui ha dato il nome di “SOGNO NUMERO 2“. Oggi Ninè collabora su alcuni progetti teatral – musicali con vari artisti di fama nazionale ed internazionale, come il noto attore Michele RiondinoDal 2007 ad oggi, NINE’ presenta con continuità le seguenti proposte artistiche: 1 DANTE E DE ANDRÉ – IL SOGNO. INFERNO “ Dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi ” – spettacolo teatral-musicale sull’Inferno di Dante; 2) DANTE E DE ANDRÈ “Dove l’umano spirito si purga e di salire al ciel diventa degno” – spettacolo teatral-musicale sul Purgatorio di Dante; 3) VOCI DA SPOON RIVER – omaggio a Fabrizio de Andrè; 4) “Tributo a Fabrizio De André” insieme alla nuova rinomata band denominata “Mercantinfiera2.0”; 5) Concerti o tributi con un vasto repertorio di cover italiane e internazionali, riarrangiate in chiave acustica. Ad oggi Ninè si è esibito, con grande e costante consenso di pubblico, dal nord al sud Italia, spiccando la sua presenza a Roma, ospite di RaiUno, al Festival di Sanremo, in Vaticano in occasione del rinomato “Premio Sciacca”, sempre nella Capitale italiana nel prestigioso Teatro Sala Umberto, a Firenze al Teatro “Le Laudi”, a Brescia in sedi quali l’Università degli Studi di Brescia. Altri palcoscenici importanti sono altresì il Teatro “Verdi” di Fiorenzuola D’Arda, Villa Mazzotti (in occasione dell’importante rassegna annuale della Microeditoria); numerosi anche i suoi spettacoli per le scuole medie e superiori e per le Università di tutta Italia.

Mark Baldwin Harris

Mark Baldwin Harris è nato in Connecticut (Stati Uniti) da una famiglia di musicisti non professionisti, si avvicina alla musica attraverso lo studio del pianoforte classico. Più tardi si cimenterà nei più vari generi musicali, dalla “new music” contemporanea al rock e al jazz, dando prova di grande eclettismo.

Nell’estate del 1967 si trasferisce insieme alla famiglia in Italia, dove lavora nell’ambito della musica leggera, continuando parallelamente il suo percorso di sperimentazione. Dal 1974 al 1975 ha fatto parte dei Napoli Centrale.

Ha collaborato tra gli altri con Fabrizio De Andrè, Edoardo Bennato, Tony Esposito,Antonella Ruggiero, Laura Pausini, Sergio Caputo, Eros Ramazzotti, Giorgio Gaber, Skiantos, Massimo Riva, Mia Martini, Enzo Jannacci, Pino Daniele, Roberto Vecchioni, Claudio Chieffo, Eugenio Finardi e Renato Zero.

Sua è la voce del brano Ave Maria, in lingua sarda, presente nel disco Fabrizio De Andrè del 1981, suonata anche in occasione del funerale del cantautore genovese.

Si è impegnato anche nella didattica. Nel campo della musica pop è da ricordare il successo che ha lanciato gli Articolo31: Oi Maria (Maria Maria). Ha inoltre accompagnato musicisti stranieri come Al Jarreau, Dee Dee Bridgewater,  Randy Crawford e altri.

È stato direttore musicale della produzione milanese di Grease con Lorella Cuccarini

 

Prevendite on line

www.eventimacrame.it www.vivaticket.it 

BAR SPORT – via Seradina – CORTE FRANCA

Caffé Letterario Eden – piazza Garibaldi – ISEO
Lalibreria Battioni – via Duomo – ISEO
Edicola Piantoni – viale Repubblica – ISEO
Edicola cartoleria LILLI – via Sebino – PROVAGLIO D’ISEO

Ricevitoria/Tabaccheria Non solo fumo – via De Gasperi – PROVAGLIO D’ISEO  

Libreria Tarantola (Vivaticket) – via F.lli Porcellaga – BRESCIA

Pierre2000 – via Da Vinci – REZZATO

Costo biglietti:

Primo settore numerato: 20 euro

Secondo settore non numerato: 15 euro

Sconto Soci EventiMacramè 5 euro

info@eventimacrame.it    infoline tel. 3460902200  

300 x 263 - FIRMA 1 copia 2

 

 

 

Andrea Scanzi, a Salvini e Di Maio dico che… il Salvimaio for Dummies

in Alberto Marolda Blog/Eventi/La Politica/Ultimi Pubblicati by
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Scanzi… Salvini, Di Maio, il Governo, l’Italia… il Salvimaio, come finirà?

Guardiamo nella Palla di Vetro con Andrea Scanzi prima del suo prossimo Spettacolo a Breno (Bs)

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un Servizio di Alberto Marolda

Scanzi, una “Mente bollente” come qualcuno lo definisce, un piacere incontrarlo, vieppiù se poi lo si fa, trovandolo bello carico, nell’imminenza di uno spettacolo con annessa presentazione di libro. Preparatevi le papille alla massa di stimoli che ne verranno fuori…

AM: Ciao Andrea, ben ritrovato davanti ai nostri microfoni, per noi è sempre un grande piacere ragionare con te sull’attualità, argomento in grado di fornirci continui motivi per farlo, e se è con una “Mente bollente”, meglio ancora, no?

AS: Vai vai, parti, non servono convenevoli, ci conosciamo… gettiamo i contendenti nell’Arena…

…sempre essenziale l’uomo… bene, partiamo allora, gettiamoli davvero nell’Arena…

AM: Dal Renzusconi al Salvimaio è un salto carpiato, o c’è un flusso continuo?

… sorride sornione, e parte veloce…

AS: Ah non saprei, è stato scelto dall’elettorato, la maggioranza degli italiani ha scelto di saltare nel buio, nel senso che il ragionamento è stato, i politici professionisti hanno sbagliato, di loro non ci fidiamo più, allora affidiamoci a quelli che non hanno mai governato, nel caso più specifico ai 5 Stelle, quelli rigidi, o a quelli che sembrano un po più nuovi degli altri, la Lega… è sicuramente un fallimento della Politica Professionista, ed è la dimostrazione che il 4 Marzo 2018, si è preferito un vero salto nel buio, piuttosto che tornare indietro ed affidarsi a “quelli di prima”… allo stato attuale, non so dirti se sia stato meglio o peggio, diciamo che è ancora troppo presto per decidere, se vuoi una mia valutazione, sta sul cinque e mezzo, sei menomeno…

… il “menomeno” è detto con una smorfia… ma il ghiaccio è rotto, andiamo avanti… incalziamo…

AM: Senti ma questa coabitazione di due spiriti così differenti, Salvini e Di Maio, Lega e Cinque Stelle, con un Salvini in perenne campagna elettorale… io ho fatto il calcolo, la Gabanelli prima di me, di quanti giorni il “Verdone” si dedica a fare il Ministro degli Interni, e sono pochissimi, il vero Ministro è Piantedosi, il sottosegretario…

Qui sembra un gatto con un topo bello ciccio davanti… risponde subito…

AS: Senza dubbio, almeno per quanto riguarda la presenza al Viminale, lui è perennemente in giro a fare Campagna per la Lega… d’altronde è bravo in questo, ha esperienza da vendere, è mediaticamente bravo, nella gestione dei social è il più bravo di tutti, ed è dovuto prevalentemente a questo, il motivo per cui i sondaggi oggi lo danno al 30%, una cifra onestamente spaventosa… ed è anche per questo che nel mio libro nuovo, lo chiamo “il Furbo”, lui è uno dei più scaltri nella gestione della comunicazione con gli elettori di qualunque strato sociale siano… ho la sensazione che questa coabitazione forzata tra Lega e Cinque Stelle, sia già arrivata alla fine, perché non si sopportano, sono troppo differenti, la pensano troppo diversamente, ed il comportamento di Salvini accentua le differenze… basterebbe ricordarsi cosa dicevano poco più di un anno fa, l’uno dell’altro, e secondo me un obiettivo possibile di Di Maio, oggi, è anche la spaccatura… dalla “Via della Seta” in poi, la misura è ormai colma, la saturazione è raggiunta, lo vedi come reagisce ogni volta agli attacchi di Salvini?

AM: Beh, forse se però… possiamo dire che quando due fanno a botte chi tira il primo pugno è in vantaggio? E quindi possiamo dire che Di Maio, lo ha fatto tirare sicuramente prima a Salvini ed oggi deve rincorrere?

… fa una pausa, mi guarda con attenzione…

AS: E’ vero, quello che dici è vero, ma ci sono due cose da aggiungere, la prima è che Salvini è molto più politico di Di Maio, più scafato, più smaliziato e quindi non mi stupisce che il primo pugno sia stato suo, questo gli va riconosciuto, d’altra parte nella vita ha fatto solo il politico quindi ha venti, venticinque anni di vantaggio rispetto Luigi, non sono cose queste che possano essere prese sotto gamba, e quindi era davvero avventato aspettarsi altro… altra cosa è che Di Maio ed i Cinque Stelle devono stare molto attenti ad inseguirlo sullo stesso campo, ora, se ti metti a fare la gara al proclama, o allo slogan, lui è senz’altro più bravo e diretto… temo che sia il Paese a perdere… guarda, è un po quello che dice Marco Travaglio, in maniera certo più brutale, e nello spettacolo lo cito, se fai la gara di rutti con Salvini, vince lui, è sicuramente il più bravo di tutti… non per niente, al Fatto Quotidiano, lo chiamiamo il “Cazzaro Verde”… detto questo però, il fatto che Di Maio abbia finalmente iniziato a mettere i puntini sulle “I”, sui temi Etici, su quelli Economici, o su quelli Sociali, mi sembra una cosa positiva, come è positivo, e dobbiamo sottolinearlo, il fatto che lui abbia spiegato al “Verdone” ed ai suoi, che se va avanti questa Guerra in Libia, e ti arrivano 800 mila persone, puoi fare quello che vuoi, ma quelli entrano comunque e forse è meglio pensarci e decidere prima…

AM: non solo ma a quel punto sono persone che scappano da una Guerra, mica puoi rifiutarli…

AS: infatti, non sono “Rifugiati Economici” ma “Profughi di Guerra” devi accoglierli, devi risolvere i loro reali e gravi problemi di sopravvivenza fisica, mi sembra ovvio, la Comunità internazionale ci salterebbe alla gola altrimenti… a noi? Beh, a Salvini, tutto sommato, non sarebbe meglio? 

Si ferma, sorseggia una bibita, prende fiato per l’ultimo attacco… siamo pronti, di paglia da bruciare c’è n’è parecchia, dobbiamo ancora parlare del Mondo dell’Informazione, della Sinistra di Zingaretti, e del mito “Dibba”, al secolo Alessandro di Battista, ma ci fermiamo, ci viene in mente che se vi raccontiamo tutto lo Scanzi pensiero prima dello Spettacolo, voi poi, che ci andate a fare? 

Allora, facciamo cosi, noi ora registriamo il resto dell’Intervista, poi ci incontriamo tutti fra due giorni, il 16, a Breno (Bs), per gustarci lo spettacolo e dopo ci risintonizziamo sulle nostre colonne per gli schiaffi finali, perché Andrea Scanzi, sicuro, mica le manda a dire, nono, lui te le spara direttamente in faccia!!


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Ernesto Bassignano e il MESTIERE DI VIVERE, il suo nuovo album

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by

IL MESTIERE DI VIVERE di Ernesto Bassignano,nove brani, nove capitoli della stessa “Resistenza”. Un percorso fatto di sguardi rivolti al passato, ma con un’analisi lucida e spietata del presente e del futuro.

Un disco intenso e diretto, sia dal punto di vista testuale e musicale, che segna una nuova partenza per il cantautore romano/piemontese.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Si tratta di “Il mestiere di vivere” (Helikonia) di Ernesto Bassignano, un artista che è un vero e proprio monumento della canzone d’autore e di impegno civile in Italia.

Questo nuovo lavoro discografico è un percorso fatto sì di sguardi rivolti al passato, ma con un’analisi lucida e spesso spietata del presente e del futuro. Nove tracce in tutto per raccontare e raccontarsi.

“Il mestiere di vivere”, nono album dell’ormai lunga carriera di “Bax”, è un’opera ispirata che ha visto al lavoro, nella direzione artistica e nella produzione, una squadra di giovani musicisti capitanata da Stefano Ciuffi Edoardo Petretti.

Come già fu vent’anni fa con l’album “La luna e i falò” e quaranta con “Moby Dick”, Bassignano si cimenta ancora una volta col suo grande corregionale Cesare Pavese. Lo fa per territorialità, concettualità e ammirazione, ma ancor di più perché ne riconosce l’inquietudine.

La difficoltà di confrontarsi, alla sua non più tenera età, con le improvvise novità politiche e culturali, gli impazzimenti di un mondo preda della tecnologia e della freddezza nei rapporti, molto più che con la storia, la cultura e la solidarietà umana, spingono l’autore a guardare anche oltre, ad un futuro che appare molto difficile. Però, a differenza del suo grande corregionale Cesare, “perduto nella pioggia” delle sue Langhe, Ernesto lotta, resiste e tenta, se non di vincere, almeno di restare a galla.

Questo album rappresenta un sontuoso passo avanti espressivo e musicale nella sua carriera: alla chitarra, al piano e al violoncello si aggiungono, senza forzare e in maniera delicata e pastello, i colori del contrabbasso, della batteria e dei fiati, per dare alle composizioni un vestito tanto ricco quanto agile e diretto. Si va dai brani intimisti e riflessivi a quelli divertiti e ironici, ci si fa trasportare all’epoca del Derby di Milano e poi dai giochi da “Giullare verticale” di un istrionico David Riondino; e alla fine arriva un omaggio molto intenso che richiama gli epici anni del Cantacronache con “Un paese vuol dire”, che rivisita con un altro andamento il brano omonimo, una perla di Mario Pogliotti.

“Il mestiere di vivere”, nel suo complesso, appare un lungo e intenso recital, un vero e proprio concept-album coerente ed esaustivo, per dissertare e dibattere in modo poetico e attuale sull’odierno nostro male di vivere. E sopravvivere.

“IL MESTIERE DI VIVERE” traccia dopo traccia (guida all’ascolto)

1- AMIAMOCI DI PIÙ

Il primo di nove capitoli d’una stessa resistenza. Quella di un anziano poeta civile che tenta di opporsi a tempi inquinati, cinici, veloci, fasulli , furbetti, disimpegnati. L’autore sogna di poter essere ancora protagonista della rivolta dei cuori semplici, di quei sessantottardi illusi, un po’ artisti e un po’ politici, che volevano cambiare il mondo e oggi, battuti ma mai domi, cercano nuovi slogan, nuove parole d’ordine, nuovi appelli non a volare ma a restare coi piedi a terra e la mente reattiva e aperta all’amore. 

2- COMMESSO VIAGGIATORE

Parla di un sognatore, anonimo poeta, perso in un’anonima città. Un pittore della domenica che resiste al caos e allo smog dipingendo piante tropicali e grandi avventure, con la fantasia di chi riesce a fare di quattro gerani sul poggiolo una giungla inestricabile e di uno squarcio di cielo fra i tetti una via lattea luminosissima.

3 – GLI OCCHI DI MIO FIGLIO

Si sente un po’ di commozione in questo brano “voce e chitarra”, rivolto al figlio di Ernesto e a tutti i suoi coetanei: un popolo intero di abbandonati da una società che li ha dotati di tecnologia ma non di cultura e amore per se stessi, per la storia del proprio Paese, per il coraggio di lottare come i propri padri e i propri nonni. Un popolo di ragazzi che guarda l’orizzonte con gli occhi vuoti, resiste non sa come e si siede sul baratro giocando a chi rischia di più con un’insicurezza camuffata da coraggio.

4 – IL MESTIERE DI VIVERE

La canzone che dà il titolo all’album è un bilancio, un ripasso di decenni con i conti che non tornano. Un trovarsi, guardandosi allo specchio, comunque sempre uguale. Giullare e militante, poeta triste e anche naturalmente clown, pronto a parare delusioni e frustrazioni con una risata e un po’ di amici complici, paragonando esperienze con un filo di nostalgia. Però senza strafare con l’“amarcord”, per non rischiare di fare il brontolone vecchio che si piange addosso ricordando un’epoca rivoluzionaria finita male.

5- IL GIULLARE VERTICALE

Un brano anomalo, un divertissement di Bax, musicato questa volta dai suoi complici Petretti e Ciuffi su stilemi a metà strada tra jazz e musica d’avanguardia. Chi lo recita è un illustre attore, regista e scrittore, fiorentino pungente e sarcastico, quell’artista a tutto tondo che è David Riondino, frequentatore assiduo d’ogni kermesse d’autore che si rispetti e vecchio sodale di Bassignano. Il risultato è davvero straordinario sia per le note ardite che per la verve.

6 – LA VITA L’E’ QUELA CHE L’È

La sesta resistenza è l’omaggio sentito, comico e un filo sguaiato agli scapigliati protagonisti di quel mitico “Derby club” meneghino. Il periodo del dopoguerra con Fo, Nebbia, Carpi e Strehler produsse Cochi e Renato, ma soprattutto il genio del dottor Enzo Jannacci, musicista sghembo e provocatorio cui dobbiamo tutti moltissimo. Un ricordo straziante del mondo cabarettistico italiano, altro illustre scomparso.

7 – QUELLA NOTTE CHE

Dedicata ai terremotati di Lazio, Umbria e Marche, è quasi una ninna-nanna fatta di speranza in una ricostruzione fisica umana e culturale per una terra piagata che ogni volta si ricompone, si rinnova, prova a curare ferite indicibili. La resistenza di gente straordinaria che non molla i propri campanili, le opere d’arte, le tradizioni antiche e rurali che sono patrimonio fondamentale d’una nazione.

8 – GLI ARTISTI

Un brano cupo, che tenta con difficoltà di rappresentare il mondo di quegli artisti un po’ “maledetti” la cui arte è quasi impossibile descrivere, comprendere, appunto rappresentare. Se non con una serie di immagini e di colori e impressioni: gli inafferrabili, chiusi nel proprio mondo e perennemente convinti di essere incompresi, rabbiosi, inavvicinabili.

9 – UN PAESE VUOL DIRE

Ed ecco la traccia finale: un altro commosso omaggio, attraverso le parole e i pensieri dell’autore de “La luna e i falò”. Qui non c’è solo l’amata terra piemontese, ma un Paese intero che resiste , resiste, canta ogni anno da decenni “bella “ciao”… e poi però crolla sotto i colpi spietati d’un secolarismo fatto di malastampa, malativù, di balle colossali, di verità nascoste e straziate, di inciuci infiniti che lo allontanano sempre di più dalle radici contadine, dalla forza della ricostruzione, da Domenico Modugno: un Paese che gridava “volare” e ci credeva. Un Paese che non conosce e non vuole ricordare la sua fiera e bella lunga storia, per consegnarsi mani e piedi alla sottocultura d’un progresso fatto di niente.

ERNESTO BASSIGNANO, IL RAGAZZO CON LA CHITARRA

 Il ritratto di Ernesto Bassignano, che si trova sulla retrocopertina del disco, è di Riccardo Mannelli. La foto di copertina e quelle del booklet sono dell’archivio dell’Istituto storico della Resistenza di Cuneo)

Ernesto Bassignano è un vero e proprio monumento della canzone d’autore e di impegno civile in Italia. Uno che di storie ne ha da raccontare: dal gruppo di Teatro Politico di Strada con Gian Maria Volontè al Folkstudio (era uno dei “quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla” insieme ad Antonello Venditti, Francesco De Gregori e Giorgio Lo Cascio), dall’attività di produttore discografico durante la quale ha scoperto e lanciato Sergio Caputo, Grazie De Michele e vari altri a quella di critico musicale per Paese Sera e Gr1, sino alla conduzione su Radio Rai del mitico “Ho perso il trend”.

Il suo debutto come cantautore solista avviene con un Ep pubblicato proprio dal Partito Comunista, e quindi distribuito fuori da quelli che sono i normali canali della promozione discografica.

Nel 1973 firma con la Ariston, che a luglio pubblica il suo primo album, “Ma…”: si tratta di un disco dal forte contenuto politico e militante; sono presenti tre delle quattro canzoni dell’Ep, e cioè “Compagno dove vai”, “Veniamo da lontano” (che Bassignano presentava già al Fokstudio), e “Compagni compagni”.

Per il secondo album, nel 1975, passa alla Rca: “Moby Dick”, prodotto da Rino Gaetano, contiene una canzone dedicata al cantautore cileno Víctor Jara (ucciso durante il golpe dell’11 settembre), mentre la title track è un duro attacco alla Democrazia Cristiana.

Dal 1980 inizia la carriera radiofonica, conducendo molti programmi in Rai, e quella di critico musicale presso Paese Sera.

Non abbandona però l’attività di cantautore, continuando ad incidere album come “D’Essai”, “Bassingher” e “La luna e i falò”; in quest’ultimo torna a collaborare con De Gregori, che suona l’armonica a bocca nel brano “Stelle da rubare”, già pubblicato due anni prima su 45 giri.

Dal 1990 è autore per Umberto Bindi. L’ultimo album dell’artista ligure, “Di Coraggio non si muore”, prodotto da Renato Zero per la Fonopoli, contiene quattro brani di Bassignano.

Dal 1999 al 2011, è l’anima, insieme al giornalista sportivo Ezio Luzzi, della fortunatissima trasmissione di satira sociale di RadioUno “Ho perso il trend”.

Gli altri album successivi sono “Trend & Trend” (2007, CNI); “Aldilà del mare” (2009 Rai Trade); “Vita che torni” (2014 Joe&Joe) e “Il grande Bax” (2016, Egea Music) che segna un’inversione di marcia: supera le orchestrazioni eccessive e veste i suoi testi di arrangiamenti semplici ed espressivi, riportando la sua musica alla “giovinezza scapigliata”, ai tempi del Folkstudio.

 

 

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E’ uscito Ugly Man – The Gino Vannelli Song Book!

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by

Ugly Man-The Gino Vannelli Book è il primo tributo italiano a Gino Vannelli.

Realizzato dalla Mon Real Sound Band che prende  il nome della città di Gino.

 

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Andrea “Satomi” Bertorelli, co-ideatore del progetto con Matteo Rubini, ci presenta con simpatici aneddoti il progetto discografico che vuol far riscoprire i brani del cantante italo/canadese, autore di brani che vanno dal Soul-Funk al Pop sinfonico fino al Jazz, dal 1973, data di pubblicazione del primo album, ad oggi.

Ugly Man è composto da 14 tracce cantate più una recitata dall’attore Gabriele Greco. Tra gli ospiti Mario Biondi interpreta “If I Should Lose This Love”, mentre tra i musicisti ed interpreti ci sono Giovanni Amato, Pierluigi Bisogno, Michele Bianchi, Guido Guidoboni, Stefano Pulga, Gigi De Rienzo, Stevie Biondi, Sagi Rei, Moris Predella, Lorenzo “Lollo” Campani, Alessandra Ferrari, Daniela Galli,Elisa Aramonte, Marina Santelli e Renata Tosi.

I titoli delle tracce sono i seguenti:

01. Something Tells Me ft. Daniela Galli

02. If I Should Lose This Love ft. Mario Biondi

03. The River Must Flow ft. Sagi Rei

04. Keep On Walking ft. Renata Tosi

05. Hurts To Be In Love ft. Stevie Biondi

06. Young Lover ft. Andrea “Satomi” Bertorelli

07. Storm At Sunup ft. Zerosospiro

08. Appaloosa ft. Marina Santelli & L’Arcano

09. These Are The Days ft. Eva ‘Avecolli’ Collicelli

10. Powerful People ft. Lollo Campani

11. One Night With You ft. Elisa Aramonte

12. Wild Horses ft. Mon Real Sound

13. Jo Jo ft. Moris Pradella

14. Black Cars ft. Matteo Rubini

15. Ugly Man ft. Gabriele Greco

Andrea “Satomi” Bertorelli, parmigiano, compositore, tastierista, da molti anni collaboratore e co-autore di alcuni brani di Mario Biondi


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