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Rosatellum: Alessandro Di Battista in primo piano, ma chi era?

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Movimento Cinque Stelle/Ultimi Pubblicati by

Rosatellum, Alessandro Di Battista era in prima fila ieri…

…insieme agli altri compagni, ma lui, una volta, chi era?

Guardate questo lungo servizio col Dibba che debutta dai 5 minuti in poi…

Un Servizio di Alberto Marolda
Un Servizio di Alberto Marolda

Ieri, 11/10/2017 abbiamo visto parlare in piazza, Di Maio, Di Battista e Fico, a parte anche altri personaggi meno conosciuti come Frusone, o Gallo ad esempio… tutto senza Beppe Grillo, e, questo, dopo Grillo, dopo Rimini, deve diventare una abitudine reale, fattiva, forte… perché i “ragazzi” sono cresciuti… e per farvelo vedere, vi riportiamo un servizio fatto quattro anni fa, prima della sua elezione… questo era Alessandro Di Battista prima… ah, quello che è riportato sotto, era il testo che c’era sul nostro sito prima che lo cancellassero l’anno scorso nell’attacco di Hacker che subimmo prima del Referendum Costituzionale… molti personaggi politici che vi mostriamo nel video, ci sono ancora… purtroppo… il cammino è lungo…
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Questo non è un sogno, non è un gioco virtuale, e la nostra realtà, quella fatta dai vari Renzi, Berlusconi, Prodi, Alfano, Dell’Utri, Matacena, Scaiola, Greganti, Frigerio, Cattozzo, Paris, Penati, Boni, Romano, Fiorito (chi si ricorda più “Er Batman” Laziale?), Fini, Bersani, D’Alema, Bindi, Casini e company, è la realtà che ci affligge… oggi, quanti di loro non ci sono più? Grazie a chi? Guardiamo un debuttante Alessandro di Battista, uno di quelli che ha contribuito a farne sparire tanti… un grazie speciale ai Virtuosi di San Martino per la divertente colonna sonora… 


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Rosatellum: In diretta da piazza Montecitorio la protesta dei #5Stelle

in Dirette Radio Tv Web/La Politica/Movimento Cinque Stelle/Ultimi Pubblicati by

FERMI, OGGI è QUI, CLICCATE QUI e guardate la Diretta del 12/10/2017!!!

Rosatellum… Davvero scandaloso, davanti a Montecitorio, ora, la protesta dei Cittadini, mentre la Rai, su Rai News, parla di Salute e manda special sulle Proteste in Spagna ed in Kenya… ma non hanno capito che la Catalogna rischia di arrivare qui? Guardate la Diretta!!!


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Blade Runner 2049… il sequel “replicherà” la fortuna del precedente?

in Il Cinema/Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by
Blade Runner 2049

Blade Runner 2049 è ancora nelle sale cinematografiche e sta dividendo il pubblico dei nostalgici da quello più giovane!

Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

Blade Runner 2049 è il sequel perfetto! Era attesissimo: la risposta dell’arte
cinematografica moderna, del terzo millennio, alla fantascienza anni 80, tanto che in un multisala romano nel primo week-end successivo all’uscita si è garantito il sold- out!

L’atmosfera è la stessa del Blade Runner con Rutger Hauer, a parte qualche scena di più ampio respiro.
Avevamo lasciato la storia al 2019, quando Rick Deckard fugge insieme a Rachael ( Sean Young) e di loro non si sa più nulla…. Che fine hanno fatto i due? Sembra che il cacciatore abbia un piano ben preciso in mente quando trae in salvo la bella replicante, eppure la scena finale del director’s cut è quella del solito origami a forma di unicorno che Gaff si diverte a modellare. Che il collega di Deckard sia la figura chiave?
Gaff lo ritroveremo anche in questo Blade Runner 2049, come figura di raccordo tra i due momenti tanto lontani nel tempo.
L’agente K ( Ryan Gosling) è un replicante di nuova generazione, impiegato come Blade Runner per dare la caccia agli ultimi replicanti ribelli creati dalla vecchia Tyrell Corporation, i Nexus 8.
Questo gruppo di androidi costituisce un’evoluzione dalla serie di replicanti Nexus 6 di cui facevano parte Roy Batty, Leon e Pris, poiché non hanno un’aspettativa di vita limitata a quattro anni, ma possono vivere a lungo come gli esseri umani.
I Nexus 8 sono una minaccia per la stabilità dello Stato perché rappresentano la categoria di replicanti maggiormente inclini alla ribellione, e sono gli stessi che nel 2022 hanno causato il black out di cui si parla spesso nel film. Uno dei Nexus 8 che viene ucciso da K è Sapper Morton interpretato da Dave Bautista il wrestler che in Guardiani della Galassia ha interpretato Drax il distruttore.
Bastano pochi minuti di apparizione di questo personaggio perché si possa iniziare da lui un viaggio che porterà lo spettatore a dover risolvere una serie di misteri che intrecciano le trame dei due film.
Il mistero con cui Ridley Scott ci aveva lasciato era questo: Rick Deckard è un replicante?
Proviamo ad analizzare i fatti: in Blade Runner abbiamo un Deckard coraggioso, determinato, ma di certo privo della forza bruta che appartiene agli androidi creati in laboratorio; se fosse un replicante apparterrebbe ad una specie molto più simile ai Nexus 8 piuttosto che ai Nexus 6 che giravano nel 2019, tanto più che ce lo ritroviamo, invecchiato, nel 2049!
Sono passati ben trent’anni dai fatti del primo episodio, la Tyrell è stata bandita, la creazione dei replicanti è stata interrotta dopo il black out ma ha avuto una ripresa grazie a Neander Wallace. Si tratta di un personaggio ambiguo di cui sappiamo ben poco ( se non che l’attore che lo interpreta, Jared Leto,  rende grandissima giustizia ai suoi quarantasei anni!) Wallace crea nuovi replicanti ma non sembra soddisfatto del proprio lavoro poiché la produzione in laboratorio è ben più limitata rispetto ad una riproduzione naturale.  Il secondo quesito che vi proponiamo è dunque questo: i replicanti possono procreare?
La domanda è strettamente legata alla prima e la risposta non tarda ad arrivare dal film stesso: i replicanti possono riprodursi, Rachael lo ha fatto! Che cosa ha messo al mondo Raechel? Un replicante, un umano?
Lei non sembra avere gli stessi limiti dei Nexus 6, che sia dunque un prototipo di Nexus 8? O magari un 7, visto che di questi non si parla né nel primo film né in questo secondo.
Dopo tutto Tyrell aveva parlato di Rachael come di un esperimento, qualcosa di diverso dagli altri “lavori in pelle” e Wallace che ha ereditato il lavoro del suo predecessore dirà al vecchio Deckard che lui e la sua compagna sono stati un esperimento, che il loro incontro non fu casuale.
Le star di questa pellicola non possono che essere Ryan Gosling e Harrison Ford.
Il primo incarna bene la figura di un essere a metà tra l’esperimento scientifico e il carattere umano del suo essere. Il film, d’altronde, ci spinge ad una riflessione sulla condizione umana poiché i replicanti che non possono vivere la stessa vita di un umano vero sono ancor più attaccati ad essa… “ più umano dell’umano”.

Harrison Ford sta chiudendo i più grandi capitoli del cinema mondiale, dando così un’ ultima e considerevole lustratina al proprio curriculum attoriale, da Guerre Stellari fino a Blade Runner 2049 chissà che non possa chiudere in bellezza con un sequel di Indiana Jones.

 

Nel cast anche Ana De Armas che interpreta Joi, la compagna virtuale di K, figura sulla quale il protagonista riverserà tutti i propri sentimenti umani ( ricordiamo che per definizione i Nexus 6 non erano progettati per provare emozioni, nessun replicante nel 2019 era in grado di provare sentimenti… a parte Rachael).
Robin Wright è Madame Joshi, il superiore dell’agente K, che mostra nei suoi confronti un interesse particolare.
Sylvia Hoeks è il braccio di Wallace, una replicante, probabilmente la prediletta del creatore, che prova attaccamento verso di lui.

 

Spiacevole il finale, probabilmente troppo sbrigativo rispetto alla durata di tutto il film. La speranza è che un finale poco autoconclusivo lasci spazio all’idea di un possibile terzo capitolo. Che ne dici Denis Villeneuve?

 

Vale la pena vedere il film, sia se siete dei nostalgici dell’epoca sia se siete dei giovincelli che hanno visto il film soltanto dopo che questo è divenuto espressione di un genere e di una generazione che si è posta domande sul ruolo dell’umanità nel mondo.

 

Vi lascio con il solito contenuto musicale, e se volete sapere quale sia il nesso con Blade Runner 2049, non vi resta che andare a vederlo!

Dove abbiamo visto questo Film? Ma a Roma, al Cinema Madison perbacco!!!marchio-cinema-madison

Viva i Cinema

indipendenti !!!

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Romics 2017: YU-GI-OH, IS STILL ALIVE

in Giocare Giocare/Ultimi Pubblicati by

YU-GI-OH, il famoso gioco di carte è ancora molto diffuso, lo abbiamo giocato al recente Romics

Siamo stati al Romics 2017, e, fra gli altri, abbiamo incontrato molti appassionati di “YU-GI-OH”, uno dei più classici giochi di carte collezionabili nato nei primi anni dello scorso decennio. Alla fiera di Roma, è stato allestito un grande spazio per YU-GI-OH, con tavoli, a disposizione dei visitatori, per permettere di giocare qualche partita in totale tranquillità. Veniva offerta anche la possibilità di avere lezioni, per inserirsi nel gioco, da personale competente e ferrato nel campo.  Questo gioco, ancora molto in voga, è apparso, da tempo, anche sugli smartphone, in modo che ogni utente possa costruirsi il proprio mazzo e giocare contro milioni di altri giocatori in tutto il mondo. Il gioco per cellulare è basato sul primo anime, o cartone animato, della serie; i primi personaggi della saga accompagnano l’utente nella propria avventura nel mondo dei duelli di carte. YU-GI-OH è un gioco che quindi regge pienamente la propria età, che è in continua evoluzione con nuove carte, e con tante novità che arriveranno presto in un mondo che definire solo di gioco è sicuramente diminutivo.

Vi pubblichiamo una nostra recensione video costruita proprio per cercare di farvi entrare nel magico mondo di YU-GI-OH


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Il terrorismo nella rete, il libro di esordio di Chiara Franzin

in Anna Lamonaca Blog/La Cultura/Ultimi Pubblicati by
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Il terrorismo moderno si muove nella Rete: analizziamone le abitudini con Chiara Franzin

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Chiara Franzin, giovane scrittrice vicentina, traccia una mappa geo-antropologica, storica e culturale approfondita e ampia del terrorismo, prendendo in considerazione il fenomeno sempre drammaticamente attuale, sviscerando le origini e mutamenti nel suo “libro inchiesta” nato per permettere a chi lo legge di conoscere e capire per non aver paura. La intervistiamo e lei, con passione ed entusiasmo ci parla del suo saggio:
Chiara, è da poco stato pubblicato il tuo libro “Il terrorismo nella rete”, come nasce quest’opera? “Nasce da una necessità. Quando cominciai ad intravedere le prime tracce di quello che sarebbe poi divenuto un fenomeno spaventoso e dilagante ho sentito il bisogno di capire perché stesse succedendo. I primi video di mutilazioni, decapitazioni e roghi umani che hanno cominciato ad apparire sul familiare schermo della TV all’ora di cena io non riuscivo proprio a comprenderli. Non li comprendo appieno nemmeno oggi, perché una tale brutalità, se si è davvero sensibili alle immagini e alle notizie che ci passano di fronte, è difficile da accettare. In quei momenti ho deciso che dovevo capire chi erano quelle persone, dove si trovavano, perché parlavano in quel modo, con quel tono e soprattutto quali potevano essere le loro motivazioni. Ho da subito creduto che per compiere quei gesti le loro motivazioni dovevano essere solide: piantate da una mano sapiente e ben radicate nel profondo della loro anima. “
Nel libro tracci la genealogia di un fenomeno complesso, come si tratta in modo semplice una tematica così difficile? “Il fenomeno è molto complesso e sicuramente per trattare nello specifico tutte le sue sfumature non basterebbero cent’anni; basti pensare che a livello internazionale non si è ancora arrivati ad una definizione accettata all’unanimità del termine “terrorismo”. Per questo durante la mia ricerca ho deciso di non trattare un solo tipo di terrorismo, e non mi è passato neanche per la testa di dare una mia definizione ad un fenomeno così frastagliato. Quello che ho cercato di fare, prima di tutto per me stessa, è stato mettere un po’ di ordine tra gli input che ogni giorno riceviamo, anche inconsciamente, riguardo a questo tema. Ho eliminato il superfluo e cercato di trattenere solo le informazioni che mi permettessero di creare una cronologia chiara. Ho così ristudiato gli ultimi cento anni della storia europea e internazionale, ma l’ho fatto con un’ottica diversa e ristretta all’ambito del terrorismo perlopiù a respiro internazionale. “
Il terrorismo è un male oscuro che attraversa la nostra storia, come si è trasformato negli ultimi anni? “Ritengo che la maggior trasformazione subita dal fenomeno non dipenda dal fenomeno stesso bensì dall’ambiente che si è sviluppato intorno ad esso. Mi spiego meglio: le sconfinate possibilità del web hanno facilitato la vita delle persone (si lavora più facilità e anche da casa, si prenotano le vacanze comodamente sdraiati sul divano, si ordina la cena), l’utilizzo delle televisioni e degli strumenti di comunicazione di massa ha velocizzato la circolazione di notizie, aumentato la capacità critica di una certa parte di pubblico e facilitato lo scambio di idee e di opinioni. Credo però che tutto questo sia in realtà una mela avvelenata, credo che abbia un’influenza pesantissima sul degrado morale e critico della cultura occidentale e credo sia la più potente arma che si possa dare in mano a qualcuno. I terroristi dei nostri giorni se la sono presa ringraziando di cuore e trasformandola nel veicolo ottimale per diffondere la loro ideologia e per utilizzare quello che chiamerei un terrorismo psicologico e mediatico.”
Nel tuo libro definisci il terrorismo moderno come 3.0 perché molto più feroce, mediatico e psicologico. I terroristi sfruttano web e mass media per infondere paura: secondo te ci riescono? “Credo che abbiano fatto molto di più: il web non è soltanto un mezzo per infondere paura (cosa che peraltro riesce alla perfezione), ma è prima di tutto la loro tana. Un luogo dove cercare nuovi adepti e istruirli. In questi anni si è creato nella rete una specie di mondo parallelo, persone che si fingono altre persone, uomini e donne miti e dimessi che dietro ad una tastiera cambiano il loro carattere per divenire molto più aggressivi e crudeli, storie d’amore che sbocciano, storie d’amore che finiscono. Tutto quello che fino a qualche anno fa era palpabile e umano ora è divenuto digitale, questo però non significa che esso sia meno reale. Oggi la cosiddetta guerra convenzionale non ha la stessa efficacia che aveva qualche anno fa. Questi terroristi, anche se perdono terreno in Daesh hanno la loro base sicura nel web dove si ritrovano, discutono, pianificano e incitano alla loro causa in qualsiasi parte del mondo si trovino.”
Perché è così difficile sconfiggere il terrorismo? “Se la domanda si riferisce al terrorismo che stiamo vivendo noi, è difficile da sconfiggere perché è tecnicamente complesso. Il terrorismo che sta colpendo l’Europa è portato avanti da quelli che io definirei fantasmi. Persone magari insospettabili o che non sono schedate nei nostri sistemi di sicurezza perché non hanno documenti, o ancora, persone che sono conosciute alle forze dell’ordine che però non hanno a disposizione gli strumenti adatti per fermarli. Questi terroristi si nascondono nelle maglie della società occidentale e strisciando in modo subdolo attraverso il suo sistema compiono atti terrificanti. Per dare una risposta ancora più completa mi è d’obbligo dire un’altra cosa: credo che i terroristi facciano il loro mestiere, il terrorismo è anche un lavoro. Quello che rende davvero difficile sconfiggerlo è la risposta europea: sciatta e sicuramente non all’altezza. Vedo tanta corruzione nell’Occidente di oggi, tanta inadeguatezza e tante parole buone ma poco sincere”.
Cosa devono aspettarsi i lettori dal tuo libro? “Un’indagine fresca e innovativa su un tema che ormai è stato trattato in tutte le maniere possibili. Per chi sta cercando strane tesi complottistiche o verità mai rivelate non è il libro giusto. Questo è un saggio molto reale scritto su basi bibliografiche solide da una ragazza che è stufa di leggere pomposi manuali di storia che non si fanno capire. La scrittura è diretta e semplice, come lo sono io. Le tematiche trattate sono attuali e danno uno spunto di riflessione un po’ diverso dal solito. C’è molta autocritica, qualità che credo essenziale per la crescita di una società.”
Hai nuovi progetti in programma? Cosa c’è nel tuo futuro? “Per adesso mi sto concentrando sul cammino di questo libro e sto cercando una scuola di specializzazione che possa aiutarmi a essere ancora più preparata a proposito di questi temi che mi stanno così a cuore. Non so dire cosa ci sarà nel mio futuro, mi auguro di avere la possibilità di coltivare questa mia passione.”


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Padre Alex Zanotelli per il NO e l’influenza della Jp Morgan…

in Alberto Marolda Blog/In Evidenza/La Politica/Movimento Cinque Stelle/Ultimi Pubblicati by
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… senza scordare l’Impegno di Papa Francesco, un Papa davvero scomodo per la Finanza Mondiale…

Nella affannosa ricerca di qualcuno che, sostenendo il SI, ci convincesse per la

Una Intervista del Direttore Alberto Marolda
Una Intervista di Alberto Marolda

sua integrità ed obiettività morale, il Bomba Renzi non c’è mai riuscito, ci siamo trovati a Napoli a seguire invece un convegno dei Cristiani per il NO, dove, inaspettatamente, abbiamo ascoltato parole tremende, di più, di Fuoco da parte di Padre Alex Zanotelli contro la grande Finanza Mondiale. Secondo il Padre Comboniano, e secondo i documenti in suo possesso risalenti al vicino 2013, la Banca Jp Morgan Chase starebbe tramando da tempo contro l’ordine costituito delle Nazioni Europee, ree di godere di Costituzioni troppo socialiste per poter affrontare docilmente l’avvento del selvaggio paradiso finanziario auspicato dai Cassieri del Gruppo Bilderberg. Da questo, al Referendum di Domenica, il passo è davvero breve, ascoltiamo Padre Alex parlarci, fra l’altro, anche della scomodità, per questi poteri finanziari distorti, di Papa Francesco:

Certo è curioso e decisamente inquietante, che in pochi giorni abbiamo incontrato, intervistato, e vi abbiamo presentato, due personaggi, Imposimato e Zanotelli, che, pur con appartenenze politiche, storie sociali ed esperienze estremamente differenti, ci hanno detto le stesse esatte cose sulla Strategia della Tensione e sulla Voglia di Destabilizzazione che il Gruppo Bilderberg ed i suoi Cassieri, la Banca Jp Morgan Chase, stanno portando avanti ormai da parecchio tempo…. strano, no?

…e voi avreste ancora l’intenzione di Votare SI?


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