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Io mi Libro… ti mette le ALI!

in La Cultura/Pamela Crusco Blog/Ultimi Pubblicati by
io mi libro
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Un articolo di Pamela Crusco

Per l’uscita dell’opera Io mi Libro di Alessandro Pagani…

…noi di iogiornalista siamo riusciti ad intervistare l’autore che ci ha raccontato il suo libro

 

Già dal titolo “Io mi Libro” c’è un gioco di parole, quando hai cominciato a giocare con le parole?

A.P. : Sinceramente non saprei dire, ma ricordo che fin da piccolo ero incuriosito dai vocaboli e dai loro significati: invece di giocare a pallone come tutti gli altri bambini passavo intere giornate a scrivere cercando di captare il senso ed il valore di ogni parola. Quelle parole nel tempo sono diventate prima poesie, poi aneddoti e piccoli racconti, fino ad arrivare alla pazza idea di scombinarne le posizioni per creare battute e dialoghi comici dove i doppi sensi, i paradossi e la sat-ironia che ne deriva la fanno da padrone.

 

Hai pubblicato un libro che è una raccolta di “freddure” o “battute” o piuttosto in che modo le definiresti?

A.P. : Domanda che cade a puntino come il pallino sulla i perchè forse ho appena risposto: frasi satironiche mi piace, con leggerezza prendono di mira gli usi ed i costumi più banali dell’italiano medio per esorcizzarli, prendendosi gioco – dopo un’attenta analisi del teatrino attuale circostante – della tragicomicità della vita che lo riguarda, e che di conseguenza ci tocca da vicino. Forse proprio in questo sta la risposta ad alcuni affanni che ci affliggono quotidianamente: saper ridere di se stessi allontana i dispiaceri e ci rende più consapevoli di una realtà alternativa, se non altro meno compassata, in parallelo al lato più innocente ed ingenuo del nostro subconscio che dovrebbe ‘librarci’ al di sopra delle cose terrene.

 

288. “La senti anche tu questa musica… chissà da dove verrà…“ – “Mah, secondo me, è il piano di sopra”.

(da Io mi Libro)

 

In che modo è nata ognuna delle tue “frasi sarcastiche”?

A.P. : Sono legate ad eventi in particolare che le hanno ispirate o sono frutto del puro genio dell’autore? Non c’è una regola prestabilita se non proprio la realtà di tutti i giorni, contornata dagli eventi giornalieri e dai personaggi che li fanno muovere. Ogni pretesto in questo senso è per me una miccia creativa: una professione, una circostanza, una situazione illogica, un personaggio famoso o dell’immaginario collettivo, tutto può divenire oggetto (e soggetto) di contrazione letteraria nella quale proiettarsi. Come un film – nel mio caso un corto – grottesco e dai risvolti ambivalenti, dove lo scenario è ampio ed il finale mai scontato.

 

Che tipo di lettura suggeriresti a chi si trova davanti il tuo libro? È bene seguire con precisione l’ordine che tu hai scelto o si può aprire a caso una pagina e lasciarsi cambiare l’umore dalla frase del giorno?

A.P.: Suggerirei di lasciarsi andare dalla lettura, non c’è un ordine prefissato nelle frasi proprio perchè ogni situazione può presentarsi in modo differente ed improvvisa aprendo un giornale, seguendo una conversazione o semplicemente guardando la vita scorrere, la propria o quella altrui. D’altra parte le coincidenze esistono, sta a noi cercare di indirizzarle in modo positivo: se qualcuno si riconoscesse in qualche episodio surreale del libro e ne scongiurasse le conseguenze, oltre a cambiare umore, poi ne modificherebbe anche le radici.

22. Film che indaga sul tema della calvizie: “Professione reporter”.

(da Io mi Libro)

I nostri lettori ti conoscono già ma in vesti diverse, visto che tu e il tuo gruppo, siete stati protagonisti di una nostra intervista. Che ne pensano i tuoi colleghi musicisti di questa tua inclinazione letteraria?

A.P.: Dire che sono entusiasti è dir poco, considerato che per me la realizzazione della scrittura è un sogno che si realizza. Gli Stolen Apple mi hanno sempre sostenuto in questo senso, come ha fatto Massimiliano Zatini, il bassista del gruppo, che mi ha regalato la copertina del libro con un disegno-manifesto degno di un grafico professionista.

 

Una delle frasi del tuo libro è stata scelta per essere inserita nell’agenda Comix del prossimo anno, quindi molti adolescenti la leggeranno, magari la trascriveranno…

A.P.: Mi fai pensare ad una cosa che avevo tralasciato, e che invece adesso ritengo molto importante. Prima di tutto perché la leggerezza sotto forma di comicità, ironia o sarcasmo aiuterà gli adolescenti a vedere le cose da un’angolazione diversa, meno seriosa, così forse il superamento delle difficoltà diverrà loro meno gravoso; poi perché – tornando al discorso iniziale – serve sicuramente più autoironia nella vita di tutti i giorni: anche questa, se usata in modo intelligente, può aiutare l’evoluzione formativa di un ragazzo, e certamente sosterrà la cognizione di qualche adulto che durante una fase del suo percorso esistenziale si è un po’ perso.

23. “Senorita, quiere bailar conmigo y despues a mi casa?” – “Dipende: salsa?”

(da Io mi Libro)

 

Alessandro Pagani è nato nel 1964 a Firenze, dove vive e lavora presso l’Azienda Sanitaria. Appassionato di poesia e letteratura da sempre, ha fatto parte negli anni ’80 del movimento artistico underground fiorentino “Pat Pat Recorder“. Nel 1988 inizia un percorso come musicista con svariati gruppi tra i quali gli Stropharia Merdaria, Parce Qu’Il Est Triste, Hypersonics,  (con cui ha partecipato ad Arezzo Wave), Subterraneans, Malastrana e successivamente con i Valvola, assieme ai quali fonda nel 1997 l’etichetta discografica Shado Records, attiva fino al 2007. Attualmente è batterista del gruppo rock Stolen Apple, con il quale ha fatto uscire l’album di debutto “Trenches” a Settembre 2016. E’ anche componente della giura del concorso di poesie “Daniela Pagani e Manuela Masi” patrocinato dal Calcit Chianti Fiorentino, ed un assiduo volontario del Canile Del Termine di Sesto Fiorentino (Fi).

Io mi libro“, edito dalla casa editrice 96, Rue De La Fontaine di Torino (una frase del libro apparirà anche sull’agenda Comix 2019), è la sua seconda pubblicazione, dopo il libro “Perché non cento?” stampato da Alter Ego/Augh di Viterbo (Aprile 2016), ed il libretto autoprodotto del 2015 “Le Domande Improponibili“.

E Per rinfrescarvi la memoria vi riproponiamo la nostra intervista agli Stolen Apple!!!!!!!!!!


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“Loro” di Sorrentino… ma devo proprio andare a vederlo?

in Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by

“Loro” di Sorrentino… se siete fra quelli che non lo hanno ancora visto… leggete qui… 

“Loro” di Sorrentino… E’ Berlusconi, o no? “Tutto documentato, tutto arbitrario”. E’ così che viene introdotta la scena di “Loro 1″…

Un articolo di Tiziana Contaldo
Un articolo di Tiziana Contaldo

Premesso che può apparire avventato esprimervi un giudizio esaustivo su un lavoro, volutamente frammentato in due parti, non avendo ancora contezza dell’intera opera (non ho visto il “Loro 2”), credo sia comunque inevitabile che vi esprima le mie osservazioni…. qualcuno dovrà pur salvarvi…

Azzeccato il titolo, fallace il trailer. Non si tratta di una pellicola incentrata sulla figura berlusconiana, o meglio, sulla cronaca berlusconiana o antiberlusconiana, così come il promo induce a supporre, alterando le aspettative di un pubblico che potrebbe immaginarsi spettatore di una proiezione in cui il politico di centro destra è l’indiscusso protagonista. Invece, lapalissiani protagonisti del film in argomento sono “LORO”.. “Loro” intesi come casta? Come deep State? Come zoo umano, stante il costante richiamo faunistico? O semplicemente “Noi”, con le nostre paure e la smania di vanità e potere?

Impeccabili gli interpreti principali: un’ Elena Sofia Ricci magistrale nei panni di Veronica Lario, uno Scamarcio abile nel ruolo di “Morra”, personaggio di arbitraria fantasia inevitabilmente riconducibile ad un più reale Tarantini e poi, “Lui”, un imponente Toni Servillo, superlativo nella misura in cui elude qualsiasi forma di mimesi vocale o parodiaca imitazione nell’interpretazione del Cavaliere-Uomo.

Dunque, il neo deludente non si rileva né nello stile, né nell’interpretazione, piuttosto, nel contenuto che appare alquanto scarno, mediocre e tronco, soprattutto, laddove, pur volendo semplicemente trattare il lato “umano” di un personaggio così complesso ci si sofferma esclusivamente sugli appetiti sessuali di quest’ultimo, alternati al sentimentalismo di facciata.  

Certamente non è l’uomo politico che Sorrentino vuole raccontare, né l’imprenditore, “forse” è l’essere umano, ma la trattazione è talmente priva di lettura approfondita, dovuta, oserei dire, ad un personaggio così poliedrico, influente e intricato, che l’intento, comunque, sfugge e non regala nessuna sorpresa ad un pubblico che, memore della forza immaginifica contemplata nelle metafore visive e recitate de “Il Divo”, rimane, inevitabilmente, deluso.

All’inizio del mio articolo vi avevo fatto una domanda… questo Film, è Berlusconi o no? Aggiungerei, è una sviolinata al Potere, o no? A chi parlano davvero questi Film?

Ne riparleremo, restate sintonizzati…


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Lake View, I Giovani Creativi del Futuro

in Fotografia Photo Blog/Gabriella Chiarappa Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by
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Lake View I Giovani Creativi

Articolo di Gabriella Chiarappa
Articolo di Gabriella Chiarappa

Il team dei tre giovani fondatori del marchio Lake View è determinato nel proporre nuove idee nel mondo del fashion, brillanti idee e spirito manageriale emergono in modo sorprendente nelle loro creazioni.  La presentazione della seconda Capsule, presentata il 20 aprile 2018, ha riscontrato un grande successo confermando il grande talento di Greta Schettino, Pietro Floris e Pietro Fadda. Insieme nel 2016  hanno fondato  il brand Lake View, tutti classe 97’ hanno frequentato, il Liceo Volta di Como per poi intraprendere studi diversi rispettivamente di sociologia, giurisprudenza e fashion design. La produzione dei capi è stata, come nel caso della prima collezione, totalmente artigianale e volta allo scopo di creare capi unici e dotati di una valenza artistica. I capi sono dunque prodotti in una quantità estremamente limitata ed assumono pertanto un valore aggiunto di unicità e cura al dettaglio, sebbene vi sia l’interesse in futuro di sviluppare il brand verso una produzione industriale.

La collezione è caratterizzata concettualmente da un immaginario punk che non vuole tuttavia connotarsi di sfumature di protesta e ribellione quanto piuttosto incarnare il senso di una gioventù unita, indipendente e creativa. La presentazione della nuova Capsule, ha rivelato la fusione tra i vari  elementi, quali: la moda, l’arte e la musica,  una sinergia perfetta che ha catturato l’attenzione dei presenti.

Un altro aspetto fondamentale, per il giovane brand Lake View  è il riciclo e la rielaborazione di capi vintage.

In particolare emerge l’idea di selezionare accuratamente di capi unici che già di per sé raccontano una storia, e donare loro una seconda vita tramite la loro attualizzazione.

Tale modernizzazione dei capi vintage vede in questa capsule numerosi passi avanti rispetto a quella dell’anno precedente, esplorando concettualmente il tema del decostruttivismo, con immancabili riferimenti al mondo di Martin Margiela. I capi spalla derivati dal mondo militare quali parka, sahariane e bomber, sono accompagnati dalle giacche ed i pantaloni in denim, tutti scomposti e riassemblati tra loro al fine di esplorare nuove soluzioni volumetriche e stilistiche.

Un grande traguardo raggiunto per il giovane team,  che con  uno sguardo al passato si proietta con attenzione  nella modernità del futuro.


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Pietruccio Montalbetti, Amazzonia. Io mi fermo qui

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by

Pietruccio Montalbetti dei Dik Dik nei luoghi più selvaggi e remoti di Ecuador e Perù

L’intero racconto è un “corpo a corpo” dell’autore Pietruccio Montalbetti con la natura prorompente, ricca di forma di vita ma anche di pericoli.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Pietruccio Montalbetti, leder storico del famosissimo gruppo musicale dei Dik Dik, ieri 8 maggio 2018 è uscito con un altro dei suoi libri di avventure ispirato ai grandi classici. Questa volta si parla di “Amazzonia. Io mi fermo qui”, questo è il titolo, non a caso con riferimento alla famosa canzone. Pietruccio Montalbetti, grande viaggiatore, ha voluto regalarci la storia di una delle sue strepitose avventure vissute addentrandosi in solitario tra i popoli indios, passando attraverso i luoghi più selvaggi e remoti dell’Ecuador e del Perù tra rischi di ogni genere, vivendo con loro avventure emozionanti, mangiando il loro cibo. Attraverso loro Montalbetti ha potuto conoscere il confine labile che c’è tra la vita e la morte, assaporando il gusto dell’esistenza là, dove tutto ha un altro sapore. Alla domanda di quale fosse lo scopo dei suoi viaggi, l’autore risponde che vuole solamente inseguire il vero sogno della sua vita, cioè fare il viaggiatore, avere la possibilità di sentire quanto vale in situazioni difficili, perchè la vita lo aiuta ad entrare in contatto con se stesso. Sembrerà strano, ma lui è musicista per caso, il vero obbiettivo della sua vita è sempre stato diventare un esploratore sin da quando era bambino, quando piccolissimo, prese il suo fagotto di cose estremamente indispensabili e si mise in cammino per il mondo. Ovviamente poi braccato dalla mamma e riportato a casa. Più in là negli anni, chiuso in un collegio, Pietruccio Montalbetti continua a viaggiare con la mente, leggendo e uscendo da quelle mura che lo tenevano prigioniero, per poi mettere in pratica il suo più grande desiderio nell’età che gli permise di realizzarlo. L’autore noto come il chitarrista dei Dik Dik, il celebre gruppo italiano musicale appassionato esploratore con alle spalle numerosi itinerari estremi in solitaria, ha affrontato tutto questo da solo, o assieme a occasionali compagni di viaggio, sfidando se stesso e le proprie capacità di sopravvivenza in un’esperienza ch’è un’appassionante lezione su ciò che veramente unisce gli uomini, ad ogni latitudine e al di là di ogni pregiudizio.

Pietruccio Montalbetti è nato a Milano nel 1941 ha già pubblicato i libri: “I ragazzi della via Stendhal” (2017), “Settanta a settemila. Una sfida senza limiti di età” (2017), “Io e Lucio Battisti” (2013) e “Sognando la California, scalando il Kilimangiaro” (2011).

Tra i popoli che ha visitato ci sono gli Aucas detti anche Waorani, Aucas Bravo, Shuar detti anche Javaro (tagliatori di teste), Cofanes, Uros, Aguaruma, Colorado, Shipibo e Kampa. Molte esperienze vissute personalmente dall’autore tendono a smentire preconcetti e luoghi comuni, notizie diffuse sulle eventuali “crudeltà” dei nativi, ritenendoli invece capaci di piccoli e grandi gesti di umanità e solidarietà umana assolutamente disinteressata.

Pubblicato da EDITRICE ZONA, dal 1998 libera editoria

Direttore editoriale: Silvia Tessitore 334 5363345 tessitoresilvia@gmail.com

Direttore commerciale: Piero Cademartori 338 7676020 info@editricezona.it

  • Libro pp. 220: €19,90 – ISBN 9788864387536
  • E-book pdf: €10,90 – ISBN 978864387734
  • E-pub: €19,90 – ISBN 9788864387741

Ufficio Stampa a cura di: LC Comunicazione – tel. 333 7695979
E-mail: lccomunicazione@gmail.com
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Via alla Seconda Edizione di conCorto

in Comunicati Stampa/Ultimi Pubblicati by
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa

Dal 3 al 6 Maggio prende il via la Seconda Edizione di conCorto, il concorso per corti teatrali del Teatro San Genesio di Roma.

Dopo la ricca edizione dello scorso anno, si conferma eterogenea la programmazione dei corti in gara. 

In calendario quest’anno, infatti, spettacoli di teatro civile, commedie brillanti, esempi di drammaturgia tradizionale e teatro sperimentale. Il concorso è riservato a testi teatrali editi e inediti di qualsiasi genere e tipologia, della durata massima di 20 minuti. I nove corti selezionati dalla Direzione Artistica del Teatro San Genesio, in seguito alla partecipazione al relativo bando di concorso, si affronteranno in scena nelle tre serate di giovedì 3 maggio, venerdì 4 maggio e sabato 5 maggio.
Lo spettacolo vincitore di ogni giornata, accederà alla serata finale (6 maggio), durante la quale, tra i tre corti finalisti, sarà decretato il vincitore di conCorto.

A votare i lavori e decretare così i finalisti, uno per ogni sera, e, infine, il vincitore del concorso sarà il pubblico. ConCorto è un’iniziativa rivolta ai nuovi autori e alla sperimentazione di nuovi linguaggi teatrali, proponendosi, al contempo, come fonte di sostegno attraverso il premio in denaro riservato al progetto vincitore del concorso: il primo premio della somma di € 1.000,00.

A questo si aggiunge il premio della critica di € 400,00, assegnato ad uno dei corti finalisti da una giuria tecnica, composta da addetti ai lavori tra cui attori, registi e giornalisti. Questi i giurati dell’edizione 2018: Michele Astori, sceneggiatore e autore per radio e tv, il regista Davide Frasnelli, Veronica Olmi, direttrice del Teatro Verde e regista, Renata Savo, vicedirettrice di Scene Contemporanee, giornalista e critica teatrale e Gabriele Tozzi, attore e regista.


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Le cose che non vedi e l’universo poetico di Alessandro Bacci

in Anna Lamonaca Blog/Ultimi Pubblicati by
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Il poeta presenta la sua ultima raccolta

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Ama la poesia e la vita spericolata Alessandro Bacci, giovane poeta fiorentino, le sue raccolte poetiche parlano d’amore, ma anche di problemi sociali. A seguito di un brutto incidente stradale che lo ha portato in coma verso la fine degli anni ’90 decide di raccontare la sua esperienza per sensibilizzare i giovani, comincia a dedicarsi alla poesia e di recente a pubblicato una nuova raccolta “Le cose che non vedi” per entrare nel suo universo poetico lo abbiamo incontrato ed intervistato:

– Alessandro come ti sei avvicinato alla poesia?
AB: “Ho cominciato sui banchi di scuola imparando quante emozioni possano scaturire dalle parole ed anch’io volevo comunicare emozioni con le mie parole. Ho iniziato a scrivere delle poesie come serenate a certe ragazze e poi le ho pubblicate.”

– Cosa rappresenta per te scrivere poesie?
AB: “Per me scrivere, intanto è una valvola di sfogo, butto su fogli d carta tutte le sensazioni che mi stanno dentro e poi è un modo per comunicare e farmi conoscere per le impressioni che riesco a tirare fuori da me e trovare negli altri. Quando esco, sono una spugna che assorbe, gesti, modi di fare, abitudini e poi li riverso su una poesia.”

– Il tuo percorso letterario è stato molto particolare, leggendo la tua biografia si capisce che c’è un prima ed un dopo nella tua produzione. Il brutto incidente stradale che ti ha fatto andare in coma ti ha cambiato?
AB: Ha cambiato il mio modo di scrivere, certo, adesso sono meno acerbo e più maturo. Dalle mie poesie si può imparare qualcosa di nuovo, cose che sono sotto gli occhi di tutti, ma nessuno vede.

– A quale delle tue tante sillogi poetiche ti senti più legato e perché?
AB: Non posso dirlo perché per me quel che creo è come un figlio, conosci una madre che ha un figlio preferito rispetto agli altri? Ogni Libro è un momento della mia vita, sono tutti diversi gli uni dagli altri.

– Molte tue opere artistiche si legano a tematiche sociali, il tuo intento è quello di combattere affinché i giovani siano migliori ?
AB: Il mio intento è denunciare i problemi sociali, aprire gli occhi della gente e far capire che il mondo non è solo quello dentro casa, dove spesso ci sono tanti problemi, ma dar voce a chi non ha la forza di farlo, per me è un dovere civico.

– “Le cose che non vedi” è la tua nuova raccolta poetica, perché questo titolo?
AB: Le cose che non vedi sono i problemi sociali invisibili tra la gente, ma ogni persona ha una croce da portare dentro di sé ed è diventata una mia bandiera, qualcosa da difendere e salvare per regalare un mondo migliore ai nostri figli, poi parlo molto anche tanto d’amore perché in quel periodo mi sono innamorato e parlo dell’inizio, la fine, i ricordi…

– Nel 2006 hai avuto un riconoscimento dal Presidente della Repubblica, per chi ha un animo sensibile come il tuo è una grande vittoria, vuoi raccontarci cosa hai provato quando sei stato premiato?
AB: Vincere per me è stato come tornare a vivere, respirare, non so bene come spiegarlo, questo risultato mi fa gustare il senso pieno della vita.

– Di solito chi scrive poesie sa che il percorso per giungere alla notorietà è lungo, quali sono le difficoltà che hai incontrato nel tuo cammino?
AB: Le mie difficoltà sono state quelle che mi hanno sempre progressivamente cambiato e spero migliorato. Una tua silloge poetica s’ intitola “Prognosi Riservata”ed ha ricevuto molti riconoscimenti, vuoi parlarcene? Ero andato in discoteca ad aspettare degli amici, poi mi sono stufato ed ho deciso di tornare a casa e passare una serata tranquilla, senza sballi, nonché una Mercedes ha invaso la mia corsia provocando un incidente frontale dove ho sfondato il parabrezza con la testa e sono andato in coma per pochi giorni. Dopo mi sono piovuti premi importanti, mi sono innamorato e sono rinato in tutti i sensi.

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– Molte persone che hanno subito l’esperienza del coma raccontano di una luce in fondo ad un tunnel, tu come l’ hai vissuta?
AB: Non mi ricordo niente, il trauma cranico rimuove quel che è accaduto, non ricordo niente e dopo mi sono svegliato in un letto d’ospedale con una calma inverosimile.

– Lavori anche nel negozio dei tuoi genitori, scrivi canzoni ispirandoti a Vasco, si può dire che non conosci noia, parlaci anche delle altre tue attività…
AB: Lavoro nel negozio dei miei genitori, ma vorrei che il mio lavoro fosse scrivere, è quel che mi riesce meglio. A volte passo notti in bianco a comporre.

– Da che cosa trai ispirazione?
AB: Da come metabolizzo le emozioni degli altri in me o solo dalle mie. Ci sono momenti particolari della giornata in cui ti dedichi alla scrittura? Non a caso la notte porta consiglio, mentre tutti dormono e non ci sono rumori la mia mente lavora.

– Come definiresti il tuo stile poetico?
AB: Neomoderno.

– Cosa c’è nel tuo futuro?
AB: Vorrei pubblicare un mio libro con una grande casa editrice come la Mondadori o la Feltrinelli e vincere ancora premi, la mia vita è ancorata alle parole che scrivo.


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Luca Bonaffini e Il Cavaliere degli Asini Volanti

in Eventi/La Cultura/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
Luca Bonaffini esatta

Luca Bonaffini mod. 3In occasione della Giornata Mondiale della Terra, Luca Bonaffini parla del suo tredicesimo album.

Luca Bonaffini Domenica 22 Aprile ha annunciato l’imminente pubblicazione del suo nuovo lavoro discografico “Il Cavaliere degli Asini Volanti”.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Non è affatto un caso che Luca Bonaffini, cantautore e scrittore, abbia scelto proprio il 22 aprile (che ogni anno celebra la Giornata della Terra, alla quale oggi prendono parte 175 paesi) per annunciare che, tra qualche settimana, darà alla luce il suo tredicesimo album. Sarà Domenica 17 Giugno, nel tardo pomeriggio, che il musicista mantovano presenterà – all’interno della splendida cornice del Parco Nord Milano (Sesto San Giovanni) – Il Cavaliere degli Asini Volanti, scritto e realizzato in collaborazione col compositore torinese Roberto Padovan. Un titolo ironico e provocatorio (qualcuno lo ha già definito “coraggioso”) che contiene un Bonaffini completamente rinnovato ma che, pur non tralasciando la sua storia e il suo background di poeta intellettuale civile e ideologico, abbandona quella che lui definisce “la protesta sterile e la rabbia inutile che, nella musica d’autore, ormai hanno fatto il loro corso”. Il nuovo progetto discografico tratta quindi temi come la terra, la pace, la vita, l’ambiente partendo da un progetto più ampio, come Bonaffini stesso dichiara “Con una visione dall’alto della musica e dal basso della parola. Una sorta di percorso parallelo a quello dei sette chakra principali, interiore, tracciato lungo sette canzoni descrittive, piene di immagini e metafore, che narrano storie ed emozioni dell’umanità”, continua, il cantautore mantovano: “Grazie a Roberto Padovan che, oltre a vantare preziose collaborazioni con artisti del calibro di Tony Hadley degli Spandau Ballet è anche un autore di colonne sonore e compositore di musica new age, ha deciso di produrre insieme a me questo progetto, ho deciso di tornare con un album di inediti, dopo oltre 10 anni di assenza. Pensavo di aver chiuso con il mondo discografico, per ragioni più di mercato che artistiche, invece questa idea mi ha dato anche la forza di creare un nuovo marchio, una piccola casa editrice musicale chiamata Long Digital Playing che curerà anche altre pubblicazioni”. I titoli del cd sono tutto un programma: “La radice”, “Impulsi verticali”, “La Città delle Fiere Danzanti”, “Il frutice e la grande fionda”, “Il Pianeta dei Sussurri Giganti”, “Di mare, di terra, di fuoco, di cielo”, “La Montagna del Bacio Regnante”. Tra fantasy, romanticismo, ecologismo, filantropia e voglia di benessere, ecco che arrivano sonorità etniche e interstellari, accanto a linee melodiche semplici, talvolta addirittura popolari. Riferimenti alle politiche mediatiche di inquinamento ambientale e spirituale, ma anche spunti visionari come lo sbarco degli americani a Kanagawa, nel moto della Grande Onda di Hokusai, o riferimenti teosofici come la figura del Grande Assente o del Dio Soldato. “Qualcuno – conclude Luca – potrà pensare che il Bonaffini che scrisse per e con Bertoli, sia un altro. Ma non è affatto così. Non solo non rinnego il passato, ma anzi – con questo album – lo rendo protagonista di una memoria attiva che, al contrario, deve guidarci verso un futuro migliore.
L’evento di presentazione si svolgerà Domenica 17 Giugno alle 18:30, presso la Cascina del Parco Nord Milano di Sesto San Giovanni (Via al quale parteciperanno Roberto Padovan, con un intervento di musica new age solo piano) e il Master Reiki Gianluigi Costa dell’Associazione Italiana Reiki. Per informazioni contattare: longdigitalplaying@gmail.com

Note biografiche (tratte da Wikipedia)       
Compositore di musiche e autore di testi per canzoni, Luca Bonaffini si è affermato intorno alla fine degli anni 80 come collaboratore fisso di Pierangelo Bertoli, firmando per lui molti brani in album di successo, tra le quali “Chiama piano”, all’interno dei quali compare anche come cantante, armonicista e chitarrista acustico. Altre canzoni sue sono state interpretate anche da Patrizia Bulgari, Flavio Oreglio, Sergio Sgrilli, Fabio Concato, Nek, Claudio Lolli e ha scritto testi teatrali insieme a Dario Gay ed Enrico Ruggeri.
Ha pubblicato, come cantautore 11 album, affrontando tematiche impegnate e sociali; ha vinto il premio Rino Gaetano (1988) “targa critica giornalistica” e il Premio Quipo (1999) al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza (miglior progetto multimediale); ha partecipato al Festival del Teatro Canzone – Premio Giorgio Gaber (2005) e due volte al Premio Tenco (edizioni 2008 e 2012). Nel 2013 ha debuttato come scrittore con il libro ” La notte in cui spuntò la luna dal monte”(edito da PresentArtSì), ispirato al suo incontro con Pierangelo Bertoli.
Nel 2015 Mario Bonanno ha pubblicato un libro dedicato ai suoi trent’anni di carriera, intitolato “La protesta e l’amore. Conversazioni con Luca Bonaffini” (edito da Gilgamesh editrice)”.

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Il mio nome è Thomas, Terence Hill in viaggio verso Almeria

in Il Cinema/Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by
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Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

Il mio nome è Thomas segna l’esordio di Terence Hill come regista sul grande schermo.

E questo esordio non poteva che avvenire in uno scenario ben noto all’attore.

Una pellicola che ci catapulta nella vecchia e prolifica tradizione nostrana del genere “spaghetti western” e che ha come protagonista niente meno che un attore icona di un filone che aveva canzonato proprio il western all’italiana.

È un tentativo, e speriamo che sarà ben riuscito, di riscoperta di un genere che Sergio Leone ha reso immortale.

Il mio nome è Thomas è un viaggio on the road attraverso l’Italia e la Spagna: Thomas vuole raggiungere il deserto in sella alla sua Harley ma durante i preparativi incontra Lucia ( interpretata da Veronica Bitto) che lo coinvolgerà in una situazione rocambolesca. Salvata la ragazza, Thomas finalmente riesce ad imbarcarsi per Barcellona ma rincontra Lucia sullo stesso traghetto. Dopo qualche giorno in sella alla sua moto raggiunge il deserto e qui si stabilisce in un piccolo paese abbandonato, nel vero stile del far west. Viene nuovamente raggiunto da Lucia.

Nel deserto di Almeria i due protagonisti stringono una forte amicizia.

L’atmosfera è quella a cui siamo già abituati: il deserto è quello della Spagna lo stesso che aveva scelto Sergio Leone per ambientare i suoi “Per un pugno di dollari” e “Il buono, il brutto e il cattivo” e  Sergio Corbucci per “Django” , il volto quello di Terence Hill ( le nostre mamme ancora fanno sogni erotici su Trinità), le scene epicamente comiche non mancano, come le grandi risse, la polvere e il viaggio.

È un’atmosfera un po’ più moderna certo: Thomas al contrario di Trinità si sposta in moto e non con un travois trasportato da un diligente cavallo, ma è chiaro l’omaggio che Terence Hill vuole dedicare alla tradizione del western. C’è da aspettarsi forse uno sguardo al tema di un viaggio all’interno dell’umanità, come ne “I diari della motocicletta” che racconta il viaggio di Ernesto Che Guevara.

 

Il film è interamente dedicato all’amico Bud Spencer

La colonna sonora, poi, non è da meno, la sua stesura è stata affidata a Pino Donaggio  e a riguardo Terence Hill dice “Per la colonna sonora stavo cercando qualcosa di divertente ed evocativo ma che potesse trasformarsi al momento giusto in qualcosa di epico

Il tema iniziale però è stato affidato a Franco Micalizzi lo stesso autore della celebre melodia di apertura di “Lo chiamavano Trinità” e in questo tema è presente ancora una volta l’inconfondibile fischio di Alessandro Alessandroni, purtroppo scomparso nel 2017.

 

Il mio nome è Thomas per la regia di Terence Hill, con Terence Hill, Veronica Bitto, Andy Luotto e Guia Jelo.

Prodotto da Jess Hill per Paloma 4, uscirà nelle sale domani 19 Aprile 2018.


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Terminato il countdown: è ufficialmente uscito il nuovo singolo di Elisa

in La Musica/Rosaria della Ragione Blog/Ultimi Pubblicati by

Il brano, con sfumature pop ed elettroniche, potrebbe anticipare l’uscita di un nuovo album

Un articolo di Rosaria Della Ragione
Un articolo di Rosaria Della Ragione

Il nuovo brano di Elisa “Will We Be Strangers” è stato prodotto da Big Fish e Rhade

Intervista 1

Dopo aver debuttato in una serata live, al Jazz Café di Londra, con una diretta speciale su Instagram per i suoi follower, è uscito ufficialmente in streaming e in radio il nuovo singolo di Elisa.

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Al Jazz Café di Londra, per Elisa, è stata la prima tappa del tour europeo, che passerà a Monaco il 9 maggio, il 10 a Berlino, l’11 a Colonia, il 13 maggio a Zurigo, il 14 maggio a Parigi e si concluderà il 16 maggio a Bruxelles. La copertina del nuovo singolo, ha sapore decisamente futuribile e cyberpunk. I fan non vedono l’ora di ascoltare una nuovissima raccolta di inediti, infatti, il brano “Will We Be Strangers” potrebbe essere l’anticipazione di un nuovo album atteso nell’arco del 2018. Elisa non ha mai abbandonato il suo primo amore, ovvero cantare in inglese, torna con un progetto in cui si fondono alla perfezione sfumature pop, rock ed elettroniche. In questa nuova canzone Elisa mette da parte la sua straordinaria estensione vocale ma senza abbandonare lo stile e i virtuosismi che la caratterizzano, regalandoci un pezzo che canteremo e balleremo per tutta l’estate e non solo. Il nuovo singolo arriva dopo la celebrazione dei vent’anni di carriera che l’artista ha voluto festeggiare con un evento indimenticabile all’Arena di Verona e con la pubblicazione di Ogni Istante, canzone di tributo e di ringraziamento a tutti i suoi fan.

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I fan più accaniti hanno atteso la mezzanotte di venerdì 13 aprile per ascoltare immediatamente il singolo della loro beniamina e come scrivono in tanti sui social “Elisa non delude mai, la sua musica è vita, pulsa nell’anima”.


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Alla Partita Mundial… noi c’eravamo!

in Calcio Sport/Eventi/Pamela Crusco Blog/Ultimi Pubblicati by
partita mundial
Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

Il 21 Marzo allo Stadio Olimpico di Roma siamo andati a vedere la Partita Mundial…

Un evento di beneficienza, la Partita Mundial, grazie all’organizzazione della Croce Rossa Italiana e alla Nazionale Italiana Attori ha visto partecipare vecchie glorie del calcio internazionale contro alcuni dei più bravi attori del panorama italiano. Il tema, che ci è tanto caro, è quello della violenza sulle donne e i fondi raccolti saranno devoluti in parte ad associazioni di volontariato e in parte per l’acquisto di un’ autoemoteca da parte della Croce Rossa Italiana.

Le due squadre in campo per la Partita Mundial sono l’Italia e il Resto del Mondo.

Italia: Zeno, Capuano, Brugia, Oppini, Ghione, Base, Lo Cicero, Perrotta, Amelia, Ballotta, Stendardo, Delvecchio, Giordano, Battista, Pasotti, Insegno, Proprio, Santagata, Atturro, Aiello, Pantano, Cafiero, Ferri, Davoli, Giletti, Romondini, Fortunato, Tommasi, Lotti, Palamara, D’Onofrio, Sirignano, Cinque, Morace, Giannichedda, Fiore.

Resto del Mondo: Batistuta, Castroman, Matuzalem, Fuentes, Konsel, Castan, Muller, Lovizon, Winter, Garrone, Tedeschi, Capparoni, Frolov, Frey, Cesar, Aldair, Wilms, Manfredini, Lucileia, Oliveira, Candela, Vasfi, Mihajlovic, Lima, Fremont.

Per la sesta edizione della Partita Mundial noi di io giornalista siamo stati a bordo campo e, tra un gol e l’altro (a distinguersi maggiormente Pasotti e Batistuta che ci hanno regalato due doppiette ciascuno) abbiamo intervistato chi si occupa del “backstage”.

Prima di tutto vi proponiamo l’intervista a Gianluca Guerrisi presidente dell’associazione Argos:

Argos è un’associazione Onlus che grazie a un folto gruppo di volontari provenienti soprattutto dalle Forze dell’Ordine ma che conta volontari di ogni provenienza tra le sue fila, ha svolto un servizio di controllo su tutta l’area dello Stadio.

Abbiamo intervistato anche i Corpi Sanitari Internazionali della Croce Rossa Garibaldina che alla Partita Mundial hanno affiancato i volontari delle forze dell’ordine.

Un corpo di volontari che operano nella raccolta fondi e negli aiuti umanitari in tutta italia e anche a livello internazionale.

Dulcis in fundo, per la gioia di tutti i maschietti, le due fantastiche Matilde Brandi e Milena Miconi!

Per la cronaca… Il risultato della sesta edizione della Partita Mundial è stato a favore della squadra de Il Resto del Mondo: all’ultimo fischio, l’Italia, capitanata da Tommasi, perdeva 3 a 5… peccato, sarà per la prossima!!!

Stay Tuned!


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Francesca Michielin è un vero e proprio “Vulcano”

in La Musica/Pianeta Donna/Rosaria della Ragione Blog/Ultimi Pubblicati by
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In rotazione radiofonica dal 16 marzo, “Bolivia”, seconda traccia del nuovo album di inediti “2640”.

“Non ci credo! Grazie a tutti Il tour sta per iniziare e ci stiamo divertendo un sacco a preparare qualcosa di suuuuper fico. Vi aspetto ovunque”.

Un articolo di Rosaria Della Ragione
Un articolo di Rosaria Della Ragione

Il nuovo brano è un attacco a chi con perbenismo e superficialità affronta situazioni molto complesse e pensa di poter cambiare il mondo semplicemente rifiutando tutto il proprio presente. La scelta di intitolarlo “Bolivia” è dovuto al fatto che si tratta di uno dei paesi più in difficoltà dell’America del Sud, di cui si sente parlare poco, quando invece è a stretto contatto con la nostra quotidianità.

Francesca Michielin Clicca qui per la Gallery
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Francesca Michielin, 23 anni, non è più la ragazzina timida e un po’ introversa di qualche anno fa. Oggi ha una voglia matta di mettersi in gioco, di esporsi attraverso le sue canzoni, infatti nel suo nuovo album “2640” ha firmato una buona parte di brani. Gli altri li ha scritti insieme ad un team ristretto di autori-amici che considera ormai come membri della sua grande famiglia: Dario Faini, Calcutta, Tommaso Paradiso e Cosmo. Nelle sue canzoni racconta la sua vita, l’allegria e la spensieratezza della sua età, senza fare troppi giri di parole. Alla fine del 2016, un anno davvero molto impegnativo, tra Sanremo, tour e Eurovision Song Contest, la giovane si è trovata di fronte al vuoto.

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Così è tornata alle sue abitudini: ha ricominciato a frequentare il Conservatorio e ad appuntarsi idee per nuove canzoni. I lavori di “2640” sono iniziati ufficialmente in primavera e hanno visto Francesca collaborare gomito a gomito con Michele Canova, che aveva già prodotto il precedente disco. Ad aprire la tracklist il brano “Comunicare”, caratterizzato da una ritmica serrata e un sound energico, una bella botta di adrenalina. Il nuovo album 2640, pubblicato lo scorso 12 gennaio, ha raggiunto sulle piattaforme digitali 6 milioni e 200 mila streaming, di cui 5 milioni solo su Spotify. Grazie alla partnership con la piattaforma web Treedom, l’unica al mondo che permette di piantare un albero a distanza e seguirlo online, la foresta 2640 di Francesca in Kenya conta ora 81 alberi: ai 50 già piantati da Francesca e Treedom se ne sono aggiunti quindi altri 31 grazie allo streaming del disco.

Se avete perso le prime date del tour siete ancora in tempo per acquistare un biglietto per le prossime date:

  • 12 aprile, Roma – Teatro Quirinetta
  • 13 aprile, Roma – Teatro Quirinetta
  • 14 aprile, Napoli – Hart
  • 15 aprile, Firenze – Viper Theatre


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Massive Attack, Unfinished Sympathy, Live

in Alberto Marolda Blog/Il Sociale/Ultimi Pubblicati by

Massive Attack… Tutto va bene… Dell’Ipocrisia Mondiale e della Pasqua che tutto avrebbe Mondato…

Massive Attack… Tutto va bene, vero? …E noi facciamo finta che non accada nulla… nulla…

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un articolo di Alberto Marolda

Massive Attack… Tutto va bene… In Palestina la gente muore a mitragliate, in Siria non ne parliamo, mentre in Libia sono nei lager ed il Mediterraneo è diventato una tomba… Ah, scordo da un lato i Talebani e dall’altra i Gendarmi Francesi che ci invadono per venire a fare terrorismo psicologico sui migranti pronti ad espatriare clandestinamente in mezzo alla neve… Tutto questo mentre in India cade un albergo fatiscente ammazzando una quarantina di poveracci e noi, en passant, siamo senza Governo e continuiamo a prenderci in giro che se ne possa fare uno duraturo, senza voler andare a nuove elezioni prendendosene la responsabilità… Figurati se gli facciamo perdere i nuovi soldini di stipendio a quelli là… E vogliamo parlare di quelli che vanno al mercato e non hanno i soldi per pagare nemmeno i Broccoli? Scordo tanta, tanta, tanta roba…
Però noi tranquilli, paciosi e contenti continuiamo ogni anno a darci gli auguri di buona Pasqua… Nel mondo non succede nulla, e va tutto bene… tutto…

Evviva evviva è stata la Santa Pasqua, siete stati tutti lieti e felici, contenti… che mamma aveva fatto gli gnocchi? Infatti… Tutto va bene, perché davvero Mamma ha fatto gli gnocchi col sugo, e nel mondo non succede mai nulla, e va TUTTO bene… tutto… e come hanno detto i Massive AttackSiamo tutti in questa situazione insieme

…. e poi Mattarella farà le seconde consultazioni per il Governo… Giovedì…

Stay Tuned…

…ah, si, era un Live molto particolare dei Massive Attack, ma questa è tutta un’altra cosa…


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Alla scoperta di giovani talenti, Vincenzo Della Ragione Fotografo

in Fotografia Photo Blog/Photoartofrosy Blog/Rosaria della Ragione Blog/Ultimi Pubblicati by
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La mia grande passione per la fotografia: intervista a Vincenzo Della Ragione.

Ho iniziato a scrutare con occhi diversi tutto ciò che mi circonda … la mia è una passione che coltivo quotidianamente.

Un articolo di Rosaria Della Ragione
Un articolo di Rosaria Della Ragione

Quando hai scoperto la tua passione per la fotografia?

VDR: Ho scoperto la mia passione per la fotografia quando ho iniziato a scrutare con occhi “diversi” tutto ciò che mi sta intorno.

Fotografi per passione o lo fai per lavoro?

VDR: La mia è una passione che coltivo giorno dopo giorno, poi chissà … magari diventerà anche un lavoro. Nella vita tutto può succedere!

A giudicare dalle foto ami fotografare paesaggi. Giusto? Hai fatto anche altri servizi fotografici?

VDR: Amo fotografare principalmente paesaggi. In natura c’è sempre qualcosa di nuovo e magico. L’alba, il tramonto, la luce, le ombre, il volo di un gabbiano o frangersi delle onde. Sarò sicuramente facilitato dato che vivo in un posto meraviglioso come Bacoli, un paesino in provincia di Napoli. I servizi fotografici, invece, non li ho mai fatti.

Vincenzo Della Ragione Fotografo Clicca qui per la Gallery
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Ti piace sperimentare?

VDR: Il più delle volte cerco di capire come funzioni la macchina fotografica in sè. Ci sono varie funzioni, come ad esempio quella “manuale”, che se usata bene, ti permette di raggiungere ottimi risultati. Sperimento quest’impostazione soprattutto nelle fotografie notturne cercando di esaltare minimi particolari che normalmente sono poco visibili.

A cosa ti ispiri quando scatti?

VDR: Io penso che l’ispirazione nel campo della fotografia, sia un valore aggiunto, ma non sempre. Nel senso che quando si esce per scattare, nella maggior parte dei casi, si ha già un’idea ben precisa su cosa fotografare. Invece, l’ispirazione vera e propria viene fuori quando ti si presentano determinate situazioni e con la propria bravura bisogna cercare di interpretarle, di lasciare un’emozione a chi poi andrà a vedere la foto. Pare che la mia, finora, abbia portato sempre buoni risultati.

Cosa vuoi suscitare in coloro che osservano le tue fotografie?

VDR: Quando pubblico gli scatti, le persone si complimentano con me perchè mi riconoscono un qualcosa di “nuovo” che in altre foto non trovano. Dicono che le foto “parlano” ed io sono come un buon cantante che fa sua la canzone che va ad interpretare.

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La prima persona a cui mostri i tuoi scatti?

VDR: Quando rientro a casa il primo che guarda le mie foto è il mio pc, nel senso che cerco sempre di vedere se ci sono imperfezioni da correggere. Dopo questo step, mi ritrovo sempre mia madre in camera e con la sua fatidica domanda mi fa: “Mi fai vedere le foto che hai scattato?”

Dove ti piacerebbe vedere un giorno i tuoi scatti?

VDR: In ambito locale, ho giá partecipato un paio di volte a delle mostre organizzate da diverse associazioni. Mi piacerebbe ritrovare le mie foto su una bella rivista, su qualche giornale nazionale che le metta in evidenza per esaltare la bellezza del territorio di Bacoli, incentivando in qualche modo l’afflusso turistico. Una sorta di impegno sociale affinché i Campi Flegrei siano apprezzati in tutto il mondo.

Le tue foto hanno avuto un ottimo riscontro sul web, soprattutto sulla pagina Facebook “Amore italiano” dove hai partecipato ad un contest e l’hai vinto. Sei contento, te l’aspettavi?

VDR: Contentissimo e molto onorato di aver partecipato al contest organizzato dalla pagina “Amore italiano”. Non mi aspettavo che la mia foto potesse raggiungere circa 270 like e sono molto soddisfatto. Del resto …come si fa a non amare un simile panorama?

Vi è piaciuta questa intervista? Avete guardato la Gallery?

Restate sintonizzati…


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Gatto Panceri è vivo, è un vulcano di energia!

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by

Gatto Panceri e il suo “Un qualunque posto fuori o dentro di te” 2018, il brano in onda nelle radio.

Il brano  di Gatto Panceri  è un gustoso apripista del nuovo album “Pelle d’oca e lividi“, il cui primo singolo inedito è previsto in radio entro la metà del prossimo Aprile.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Gatto Panceri è vivo”, come egli stesso ama dire, “Sono un vulcano di energia più in forma che mai”.

Il noto cantautore lombardo è tra i massimi hitmakers della musica italiana: con la sola “Vivo per lei” portata al successo dal binomio Andrea Bocelli-Giorgia ha venduto oltre 43 milioni di copie nel mondo ed è autore anche di successi per Mina, Mietta, Gianni Morandi, Fausto Leali, Massimo Ranieri, Riccardo Fogli e molti altri.
Dopo aver fatto parlare ultimamente di sé anche per via di un drastico e convincente total look (completamente rasato, stile inglese, pare persino ringiovanito di 10 anni) torna ora a bussare, a partire da Venerdì 19 Gennaio, alla scena radiofonica con il rifacimento di uno dei suoi brani del passato più di successo Un qualunque posto fuori e dentro te proposta in una versione targata 2018.
Ho avuto il piacere di intervistarlo per farmi raccontare cosa bolle in pentola, e lui cortesissimo ha accettato.

– Luigi Maria Panceri…
Forse sarà una domanda banale, ma non ho mai capito da dove arrivi il nome d’arte “Gatto”. Diciamolo!

GP:Gatto” è un soprannome che mi hanno dato già da piccolo quando andavo a scuola, per la mia vivacità. Quando poi mi sono ritrovato a cercare un nome d’arte, ho deciso di adottarlo, aggiungndo il mio vero cognome che è Panceri.

– Hai scritto musica e testi oltre che per te, anche per artisti di altissimo livello, direi il top.
Come è successo che i tuoi brani siano arrivati alle loro orecchie?
Puoi raccontarci di un caso specifico?

GP: Il mio lavoro di autore è stato avvantaggiato dal fatto che sono anche cantante. I miei colleghi sanno bene che scrivo tante canzoni e che spesso le regalo alle loro voci, soprattutto a quelli che non le scrivono. Ad esempio Gianni Morandi dopo aver sentito che i miei pezzi sono andati bene in radio nel 1992-93-94, mi chiese se avevo una canzone adatta a lui. io l’avevo, si chiamava “La voce”, gli è piaciuta e glie l’ho data. E l’ha incisa.

– La tua biografia artistica è davvero spaventosamente ricca e illustre, ma dialogare con te, percepire la tua semplicità e normalità con cui ti rapporti con le persone è davvero piacevole. Da te traspare una serenità interiore, la consapevolezza della realtà musicale di questo periodo storico.
Qual’è il tuo pensiero a proposito di ciò. Cosa sarà il futuro della musica per Gatto Panceri?
Come hai elaborato questo cambiamento degli ultimi anni da musicista?

GP: Purtoppo il futuro della musica non lo vedo roseo perchè, ad esempio, in Italia si cercano interpreti soltanto attraverso i talent show, cioè soggetti dalle belle voci, e non si fa nulla per cercare nuovi autori, nuovi Mogol, nuovi Biagio Antonacci, i Gatto Panceri. Questi ultimi vengono lasciati completamente da soli perchè sono fuori dai meccanismi dei talent, dei canterini. Da questo punto di vista prevedo un futuro pieno di cantanti con brutte canzoni come si è dimostrato nell’ultimo decennio. La musica di qualità ovviamente ne risente. C’è poi la piaga che la gente non compera più musica perchè internet gliela regala praticamente, ed è difficile pensare di cambiare un atteggiamento economico mondiale. Credo che la musica sarà sempre meno un lavoro o fonte di guadagno, specialmente per chi è agli inizi. Sarà un business soltanto per i pochi vincitori di talent show che hanno un appoggio televisivo importante,  per i big che hanno ancora la forza di riempire gli stadi durante le loro tournèe, che poi sono quei  10-15 artisti che vanno alla grande. Tutti gli altri fanno musica esclusivamente per piacere o per loro bisogno interiore.

– E’ talmente difficile raccontare di tutte le tue collaborazioni che a questo punto penso sia meglio domandare a te qual’è stata per te la più importante ed emozionante della tua carriera.

GP: La più interessante ed importante mia collaborazione è stata sicuramente quella con Andrea Boccelli con il brano “Vivo per lei”, in quanto dopo che l’ha inciso questa canzone che è stata cantata in duetto con Giorgia non è stata venduta solo in Italia, ma in tutto il mondo. E’ motivo di grande emozione per me solamente il pensiero.

– Sei da poco uscito con un singolo e un video di “Un qualunque posto fuori o dentro di te” , un tuo vecchio successo.
A chi è dedicata questa canzone?

GP:Un qualunque posto fuori o dentro di te” è una dedica  romantica all’amore, ma in realtà anche una ricerca di un posto nel cuore di una persona nel mondo da vedere in senso “largo”. Penso che sia piaciuto quando è uscito questo pezzo e vedo che piace ancora adesso, perchè racconta di un bisogno di essere accuditi che abbiamo tutti, di poter avere il nostro nido in questa società tra le braccia di qualcuno che ci ama, nella famiglia.
Probabilmente un testo così poteva scriverlo solamente una persona che è venuta al mondo come ad esempio un figlio di ragazza madre, quindi alla ricerca di un posto sicuro, di solidità.

– Un video, ben fatto. Gatto Panceri si presenta al suo pubblico in un nuovo look.
Segno di un cambiamento interiore?

GP: Il nuovo look non è stato pensato da stilisti o persone che curano l’immagine, solamente dal destino che ha voluto che i miei capelli cadessero tutti. Rimasti in pochi , ho deciso di rasarli a zero, un look che mi piace. Ero stanco di adottare la stessa pettinatura, ed ho optato per l’accettazione estetica, frutto della maturità, specie ora dopo i cinquant’anni quando non ne hai più la paura, e capisci che è importante quello che hai dentro di ciò che sei fuori. Se scrivi belle canzoni non conta se hai i capelli lunghi, biondi o neri, non cambia nulla per il pubblico secondo me.

– Hai dichiarato che è solo l’anticipo di un tuo album che consideri molto importante sia come impegno lavorativo, sia come investimento, e che farà appunto parte dei 19 pezzi contenuti in esso. Un piccolo anticipo per dire: “sono vivo!”
Perchè questa affermazione?

GP: Ci ho messo 5 anni per realizzare queste 19 canzoni, e qualcuno poteva pensare che avessi cambiato lavoro, che non facessi più il cantante. Si sa che in questo ambiente quando sparisci per un po’ tutti si chiedono “ma dov’è?”. In realtà sono stravivo, ed ho preparato un superdisco, anzi, praticamente un doppio superdisco. Ovvio che se ci avessi messo tanto tempo per fare un cd di 10 brani come fanno tutti, sarei fuori tempo già da due anni. Ho volutamente farlo strapotente, strabello, stracurato…ricco di tracce e mi ci è voluto parecchio tempo. L’uscita di “Un qualunque posto fuori o dentro di te”, mandato in rotazione su tutte le radio stava a comunicare che Gatto Panceri sta per tornare con un cd nuovo di zecca. Con molta umiltà, io non credo di essere eterno nella memoria di nessuno, e quando manco per un po’ di tempo, devo comunicare che sto ritornando.

– Si chiamerà “Pelle d’oca e lividi” il nuovo album di Gatto Panceri, aspetteremo questa strepitosa sorpresa.
Mi fa sorridere una tua espressione in merito:”Mi manca solo di prendere un camioncino e distribuire il cd personalmente nei negozi, e poi, ho fatto veramente tutto io!”
Raccontaci tutto….

GP:  Questo album mi vede protagonista sotto diverse vesti, ho scritto tutti i testi, tutte le musiche delle canzoni, le ho arrangiate completamente in autonomia, e le ho prodotte sia artisticamente  che economicamente. Avrei potuto avere delle discografie interessate a finanziare questo lavoro, ma ho ritenuto che i loro budget fossero troppo bassi per poter realizzare ciò che avevo in mente. Ho messo mano allora al mio portafoglio, realizzandolo con le mie sole forze, potendo in questo modo fare ciò avevo in mente, esattamente lo avevo pensato.

– Già alcuni degli onorevoli addetti ai lavori hanno avuto il piacere di ascoltarlo, rimanendone colpiti per la cura con cui è stato realizzato.
Cosa c’è in esso di così particolare?

GP: Lo sento particolarmente mio per la prima volta, perchè investo tutti i ruoli. Sono anche per la prima volta editore, proprietario di queste canzoni avendo aperto le mie edizioni, guarda caso col nome di Vivo Per Lei Edizioni delle quali sono titolare. Oltre ad essere discografico di me stesso e produttore. Ecco perchè a volte dico scherzosamente che mi manca solo di stampare le copie personalmente, e poi portarle in giro nei negozi. E poi avrei fatto davvero tutto, la battuta viene logica. E’ un lavoro molto diverso da quelli usciti negli ultimi anni in Italia proprio perchè nessuno vuole spenderci tempo, cura, fatica e soldi per realizzare ogni traccia. Spesso si opta per qualcosa di elettronico velocemente confezionabile. In un paio di giorni  si fanno tutte le chitarre di un album, mediamente. Con la mentalità che i dischi non si vendono più, ed è definito un modo da pazzi sotto il punto di vista economico spendere soldi, tempo, impegno e fatica per qualcosa che non ha mercato. Siccome io la musica la faccio per il piacere di farla, non riesco a realizzarla in altro modo. Chiunque ha sentito questo cd, si è accorto del lavorio, del pregio degli arrangiamenti, e della cura sulle voci.

– Si vocifera su di una tua possibile uscita letteraria che sta già nel tuo cassetto. I gatti si dice abbiano sette vite, a parte quella da musicista e autore, quella nuova come scrittore, ne rimangono altre cinque…
Quali altre passioni coltiva Gatto Panceri?

GP: Negli ultimi cinque anni ho scritto nei ritagli di tempo una mia autobiografia, naturalmente non ho voluto di proposito farla classica, sono cinquanta racconti.
Il libro uscirà credo per fine anno e si intitolerà “Vite da Gatto”, perchè ogni persona, non solo i gatti, può rinascere più volte, nel senso che la vita stessa cambia spesso il suo corso. Ci sono episodi che determinano la fina di una vita e l’inizio di una nuova, all’interno della vita fisica stessa, vite spirituali. La mia vita è cambiata spesso dalla mia nascita in poi, a partire da quando ero un operaio, poi insegnante di musica. Da lì, Mina sceglie una mia canzone e divento autore, poi la Universal mi ha fatto un contratto discografico, e divento cantante. Insomma…ogni persona che ha più vite all’interno di una vita sola.
Cinquanta racconti alla fine dei quali il lettore comprende la mia biografia, quello che ho fatto, ciò che non sono riuscito a fare, e i miei sogni, a partire dalla storia di mia madre, di un padre che non ho mai conosciuto. Svelo un po’ di tutto fino ad ora l’ho fatto con le mie canzoni, questa volta l’ho impresso sulle pagine di un libro.

Grazie per avermi onorata di questa chiacchierata e per la tua cortese disponibilità.
Attendiamo con curiosità il tuo nuovo album.


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Intervista alla giovane attrice Elisa Licciardi

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Ho sempre amato inventare storie e dare vita a personaggi della mia fantasia sin da piccola…

E’ come se una volta ascoltata quella voce, la strana creatura che prende vita dentro di me debba subito uscire fuori altrimenti si perde.

Un articolo di Rosaria Della Ragione
Un articolo di Rosaria Della Ragione

Da quanto tempo fai l’attrice?

EL: Ho iniziato a recitare a 18 anni, ma già dai tempi delle elementari stava nascendo inconsciamente dentro di me la passione per questo meraviglioso mondo che è il teatro. Mi ricordo ancora come se fosse ieri, la felicità che provavo quando le maestre ci comunicavano che era giunto il momento di preparare la recita di fine anno scolastico. Imparavo a memoria le parti di tutti e durante la recita se qualcuno si dimenticava una battuta gliela suggerivo senza farmi troppi problemi. Tornavo a casa da scuola ed iniziavo a ripassare a mente tutto lo spettacolo, ripetendo a voce alta le parti di tutti i miei compagni di classe imitando le loro voci. Si perché altra mia grande passione è fare le imitazioni. Imito da sempre chiunque abbia una voce particolare o un modo particolare di muoversi. E’ più forte di me, non riesco a trattenermi. E’ come se una volta ascoltata quella voce, la strana creatura che prende vita dentro di me debba subito uscire fuori altrimenti si perde. Quindi sì ho iniziato la mia prima scuola di recitazione a 18 anni trovando per puro caso un volantino nella cassetta della posta, ma mi stavo preparando già da prima.

– Che tipo di formazioni possiedi?

EL: Ho iniziato a recitare presso “L’Isola dell’Arte” un’associazione culturale molto accogliente che ha segnato il mio battesimo con il teatro. Si incomincia sempre timidi ed insicuri pensando di sbagliare ogni cosa, ma poi grazie all’aiuto dell’insegnante e dei compagni ci si inizia a sciogliere e lì parte il vero divertimento. La mia prima esperienza sul palco è stata con il gruppo dell’Isola capeggiato da Carlotta Piraino, un’attrice ed insegnante bravissima che ha dato il via a questo mio percorso. Successivamente sono approdata alla Fonderia Delle Arti di Giampiero Ingrassia e lì il timone della mia nave “Teatro” era guidato da Mauro Mandolini ed Ilaria Amaldi, due fantastici attori che in 2 anni di scuola mi hanno trasmesso la passione e la disciplina necessarie per crescere come attore. Con loro ho avuto modo di sperimentare diversi testi classici principalmente commedie, di Goldoni e Molière. Gli anni alla Fonderia sono stati ricchi di scoperte. Ho poi preso parte a diversi seminari tra cui uno sul “Re Lear” di Shakespeare, presso l’associazione culturale “Groucho Teatro”con Jean Paul Denizon, attore straordinario che attraverso esercizi di training mi ha trasmesso l’importanza del corpo per un attore e di ciò che possiamo esprimere anche senza l’ausilio della parola. Lo stesso fece Michael Margotta durante un seminario di training presso Teatro Azione, la scuola di Recitazione di Isabella Del Bianco e Cristiano Censi, nella quale mi sono diplomata a Luglio 2017. E qui veniamo alla parte più bella del mio percorso di crescita attoriale ed umano. Teatro Azione per me è stata non una semplice scuola professionale ma una seconda casa. Lì la mia valigia dell’attore si è riempita tanto.

– Attualmente sei impegnata in qualche progetto?

EL: Da due anni faccio parte di una compagnia teatrale amatoriale che si chiama “Oltre la Quinta”. E qui si apre un altro bel capitolo del mio viaggio all’insegna del teatro. Con loro ho portato in scena al Teatro Agorà in Trastevere “Rumors” di Neil Simon e “Rumori Fuori Scena” di Michael Frayn, due commedie brillanti che mi hanno dato la possibilità di sperimentare un genere di teatro a cui mi sento maggiormente incline. Arrivando ad un presente molto più vicino, sto lavorando con “La Bottega delle Maschere” diretta da Marcello Amici, una compagnia nata nel 1981 e che da ben ventidue anni porta in scena le opere di Luigi Pirandello a Roma durante l’Estate Romana. Attualmente stiamo preparando la ventiduesima edizione della Pirandelliana, che andrà in scena dal 10 luglio al 12 agosto presso la Basilica dei santi Bonifacio ed Alessio all’Aventino. Le opere su cui stiamo lavorando sono “Il berretto a sonagli” e “I Giganti della Montagna”. Sono davvero felice di quest’opportunità che mi è capitata perché Marcello è un regista e attore d’altri tempi, un vero uomo di teatro appassionato ma soprattutto innamorato del teatro e di tutto ciò che gli gira attorno. Sto avendo la meravigliosa opportunità di lavorare per la prima volta come aiuto regia e come attrice nel ruolo di “Nina Ciampa” nel “Berretto a sonagli”. Di più su questa Pirandelliana non posso svelarvi, vi tocca venire a vederci a teatro!!!

Elisa Licciardi Attrice
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– Sei interessata principalmente al teatro o ti piacerebbe lavorare anche nel mondo della televisione e del cinema?

EL: Ho sempre amato la recitazione e adesso che mi trovo in una fase di crescita e di formazione posso dire che non disdegnerei un ruolo in una fiction piuttosto che in un film, anche come semplice comparsa. Tutto è esperienza in questo mondo e sicuramente sia la televisione che il cinema potrebbero contribuire a farmi crescere. Però il mio cuore batte per il teatro. Molti prima di me lo hanno detto quindi potrò sembrare ripetitiva ma in teatro si respira la vita. C’è un’energia particolare che si instaura a partire dalle prove fino al giorno della prima. Non ci sono filtri o barriere ci sei tu davanti a te stesso e al pubblico e lì non puoi sbagliare devi fare centro, come si dice “O la va o la spacca”!. Ti senti attraversato da mille emozioni diverse che non sono veicolate da una macchina ma arrivano dirette al pubblico e quest’ultimo, se ha di fronte a se un bravo attore le percepisce tutte. Ve lo posso assicurare da spettatrice che ha riso e si è commossa tante volte di fronte ad altri esseri umani che su quel palco hanno deciso di condividere con noi spettatori una parte della loro anima e dell’anima del personaggio a cui hanno dato vita e di conseguenza ad una parte dell’anima dell’autore di quell’opera. Con ciò non voglio dire che il cinema non emozioni anzi dovreste vedermi quando un film mi piace come vado in estasi, oppure come mi dispero se quel film tocca delle corde particolari.

Secondo te, qual è la differenza sostanziale tra questi tre macro mondi artistici?

EL: A mio parere questi tre marco mondi artistici hanno le medesime funzioni sia di intrattenimento che di riflessione. Ognuna utilizzando il proprio linguaggio. Bisogna pur dire che al giorno d’oggi tutto è cambiato ed anche queste tre realtà si sono dovute adeguare ai numerosi cambiamenti della società. Personalmente non guardo molto la televisione perché non mi trasmette nulla e il suo linguaggio non mi piace. Per linguaggio non intendo il modo in cui vengono utilizzate le parole, ma ciò che essa trasmette, i messaggi che manda. Purtroppo la maggior parte dei programmi che ci vengono proposti oggi, servono solo a distrarre le persone dal quotidiano, a creare falsi miti e false speranze. Inevitabile il paragone con il passato dove invece il ruolo della televisione era sì educativo. E’ chiaro che il momento difficile che sta attraversando la nostra società odierna si riflette poi con l’arte che da sempre fa da specchio. Per questo spero che si possa uscire presto da questo tunnel e che venga valorizzato sempre di più il buon teatro e il buon cinema, attraverso quei film e quegli spettacoli che una volta finiti ti lasciano con tanti punti interrogativi che ti porti dietro per giorni. Ci pensi e ci ripensi, rifletti, capisci e ti emozioni. Senza neanche accorgertene stai nutrendo il tuo artista interiore.

Elisa Licciardi Attrice
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Quando hai capito di voler percorrere questa strada?

EL: Ho sempre amato inventare storie e dare vita a personaggi della mia fantasia sin da piccola. Era un gioco ed è un gioco che tutt’ora mi rilassa e mi mette di buon umore. Da quando misi piede nella mia prima scuola di teatro, sentii da subito che quello era il posto giusto per me, che mi avrebbe consentito di esprimermi nonostante la timidezza. Ma il giorno in cui ho avvertito forte e chiaro dentro di me che non avrei potuto intraprendere altra strada se non questa, è stato un pomeriggio in accademia alla fine di una serie di esercizi emotivi svolti con gli altri compagni. Mi ricordo tutto nel dettaglio: sala buia, palcoscenico illuminato da un solo riflettore, come musica di sottofondo “Let It Be” dei Beatles. Siamo saliti uno per uno sul palco e rimanendo in piedi sotto il cono di luce ci siamo aperti a “stella” spalancando le braccia e respirando. In quel preciso istante ho permesso al mio corpo di esistere, di lasciarsi andare alle emozioni e di respirare. Ho capito che in quella dimensione in cui bisogna arrivare a creare una realtà verosimile, paradossalmente mi sento me stessa, mi sento libera di essere per quella che sono senza paura perchè lì posso esistere e mi sento libera di vivere senza alcun tipo di condizionamento. E da quel giorno, quando ho i miei momenti “no” in cui mi sento inadatta, incapace e via dicendo, ripenso sempre a quel pomeriggio, che mi è stato utile non solo a teatro ma soprattutto nella vita.

La tua famiglia ti ha sostenuto dal primo momento o all’inizio preferivano avessi studiato altro?

EL: Posso ritenermi fortunata perché ho una famiglia alle spalle che mi appoggia e mi supporta in questo mio percorso. Certo ci sono stati,ci sono tutt’ora e ci saranno momenti difficili, ma sono contenta perché i miei genitori sono sempre stati disponibili a venirmi incontro per aiutarmi. Mi ripetono spesso di non perdere di vista gli studi. Frequento il primo anno di magistrale Dams, percorso teatro,musica e danza ed ho conseguito la laurea triennale sempre in Dams due anni fa. Devo ringraziare tanto soprattutto mia madre che con la sua grande forza mi ha spinta a non mollare mai nei momenti di difficoltà in cui mi sono trovata durante il periodo di studi. Se ho raggiunto alcuni traguardi, oltre che a me stessa, lo devo anche a lei che non ha mai mollato un istante. I miei genitori mi hanno insegnato che è importante avere degli obiettivi nella vita per sentirti vivo. Ma soprattutto mi hanno insegnato che gli impegni presi vanno portati a termine senza mai lasciare nulla indietro.

Con quale regista ti piacerebbe lavorare?

EL: Se posso permettermi di sognare un po’, teatralmente parlando mi piacerebbe lavorare molto con Gabriele Lavia. Ho visto alcuni dei suoi spettacoli a teatro tra cui “Sei Personaggi in cerca d’autore” all’Eliseo, che ho amato tantissimo, come del resto amo Pirandello. Non lo conosco di persona ma ho avuto modo di vedere qualche sua intervista su youtube. Nei miei sogni mi piacerebbe lavorare con lui perché oltre ad essere un attore straordinario è un regista preciso, esigente che vuole ottenere sempre il massimo dai suoi attori e infatti poi sul palco tutto ciò viene magnificamente fuori. Con lui si va a fondo a scavare nella vita dell’autore, nell’opera e in tutti i personaggi che ne fanno parte. A fine prova magari arrivi stremato ma solo in questo modo si può creare qualcosa di meraviglioso.

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Che personaggio sogni di interpretare?

EL: Continuando a volare sulle ali della fantasia e dei sogni, desidererei tantissimo poter interpretare un giorno il personaggio di “Lady Macbeth”. I colleghi teatranti potrebbero storcere il naso o pensare che me la stia cercando, perché è risaputo che il “Macbeth” di Shakespeare si porta dietro una serie di leggende e racconti che lo dipingono come una tragedia carica di magia nera e quindi non proprio di buon auspicio. Ma a Teatro Azione ho avuto modo di lavorare questo meraviglioso personaggio durante la preparazione dello spettacolo di fine anno ed è stato meraviglioso. Considero Macbeth una delle tragedie più belle di Shakespeare proprio perché scava negli abissi più profondi dell’animo umano. Entrare nella psicologia di questa donna, forte quasi mascolina e allo stesso tempo fragile e debole, mi ha fatto capire ancora di più quanto complessi siamo noi esseri umani e quanto le nostre passioni, ambizioni o desideri possono spingerci alla crescita o alla distruzione.  

Cosa ti colpisce maggiormente in un film/serie/fiction?

EL: Non guardo molto fiction e serie tv, sono più appassionata di spettacoli dal vivo e di film. Un film mi piace molto quando mi affeziono morbosamente ad un personaggio perché in lui rivedo magari in piccola parte un qualcosa che mi riguarda o che magari riguarda qualcuna delle persone a me più vicine. Un ruolo fondamentale è giocato dalla colonna sonora. Io poi ho la lacrima facile quindi non è difficile farmi emozionare! Un film per piacermi deve lasciarmi con una strana sensazione dentro, quasi come un “vuoto”, il sentire la sua mancanza perché è finito e desiderare che continui all’infinito.

Una serie ed un film che porti nel cuore?

EL: Un film che porto e che porterò sempre nel cuore è “La Strada” di Federico Fellini. Non so’ quante volte io l’abbia visto e quante volte mi sia commossa. Nonostante non abbia avuto la fortuna di conoscere Fellini non lo ringrazierò mai abbastanza per aver dato vita al personaggio di Gelsomina, cucito su misura per Giulietta Masina, straordinaria interprete. La Strada è un film che richiama ad una malinconica tenerezza, ad un bisogno di affetto, protezione ed amore. Gelsomina è il nostro” io” bambino che tutti noi abbiamo, ma che spesso lasciamo lì da solo. Probabilmente è proprio questo sguardo innocente e malinconico che pervade l’intero film, ad aver fatto breccia nel mio cuore.

Come e dove ti vedi tra qualche anno?

EL: Questa è una bella domanda per una come me che non sa neanche cosa mangerà domani a pranzo! Scherzi a parte, tra qualche anno sogno di vedermi realizzata come attrice e girare il mondo con la mia compagnia. Costantemente in viaggio a “spacciare” arte e vita. Mi auguro di poter vivere sempre quella meravigliosa frazione di secondo che ti sembra lunga un’eternità, dietro le quinte, che precede l’andata in scena, nella quale tu e i tuoi compagni diventate parte di un unico grande cuore che batte.

Vi è piaciuta questa intervista? Avete guardato la Gallery?

Restate sintonizzati…


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Che Musica! Intervista a Laura Pusceddu Abis

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Un libro pensato per tutti coloro che amano la musica e la portano sempre nel cuore…

Vi sentite dei veri rockettari? Sognate di esserlo? E allora cosa aspettate, correte in libreria Che musica! 20 rockstar leggendarie è il libro adatto a voi.

Un articolo di Rosaria Della Ragione
Un articolo di Rosaria Della Ragione

Laura vive tra Roma e Bologna, lavora come autrice TV, scrive racconti e testi per albi illustrati con cui ha vinto dei premi. La musica è la sua più grande passione, infatti scrive anche testi musicali e canta in diversi progetti musicali. Il 20 marzo, è uscito il suo primo libro: “Che musica! 20 rockstar leggendarie” in cui racconta la storia di 20 artisti e band che dagli inizi del Novecento hanno scritto la storia della musica. Ripercorre i loro successi e le loro difficoltà fino a scegliere per ciascuno una top five di pezzi a cui proprio non si piò rinunciare. Le illustrazioni pop, invece, sono di Bla Graphics.

– Cosa ti ha spinto a raccontare proprio le star del rock?

LP: Sicuramente la passione personale per questo tipo di musica, ma anche l’aver notato che l’editoria a tema musicale rivolta ai giovanissimi si concentrava soprattutto sui grandi compositori della musica classica o su qualche jazzista e poco sulla musica rock e pop. Mi sembrava un vuoto da colmare anche perchè gli artisti che hanno rivoluzionato questi due generi musicali sono stati importanti per lo sviluppo della musica moderna ma anche dei grandi esempi, a livello umano, di coraggio, determinazione e libertà.

– Come nasce la collaborazione con la tua casa editrice?

LP: Avevo questa idea e decisi di proporla a Edizioni El/Einaudi Ragazzi perchè era una casa editrice di cui apprezzavo tantissimo il lavoro e che, studiando i loro cataloghi, avevo visto che dava molto spazio al racconto di personaggi storici che si sono distinti in vari campi lasciando un segno importante. Mi sembrava l’interlocutore perfetto con cui lavorare a questa idea e fortunatamente mi risposero subito positivamente, dandomi dei grandi suggerimenti e soprattutto ideando magistralmente tutta la parte grafica.

– Sono state selezionate 20 rockstar leggendarie tra cui Michael Jackson, Bob Dylan, Vasco Rossi, Madonna, Lady Gaga. È stato difficile scegliere?

LP: Sì è stato difficilissimo. Dall’elenco inziale, sono arrivata insieme alla casa editrici alla selezione definitiva dei 20 artisti. Tutti hanno lasciato un segno importante a livello musicale, riuscendo anche a raggiungere grande successo a livello di pubblico e di vendite in termini numerici; ma, a parte questo, la scelta è ricaduta su quelli che a livello biografico avevano storie significative alle spalle e che hanno affrontato situazioni in cui anche i piccoli lettori potessero immedesimarsi.

– In una seconda edizione quali artisti inseriresti?

LP: Domanda difficilissima! Sicuramente Jimi Hendrix, Patti Smith, Muddy Waters, gli AC DC, ma anche gruppo metal, per completare meglio, a livello musicale, il quadro evolutivo. 

– La scrittura e la musica rappresentano le tue più grandi passioni. In futuro farai ancora in modo di farle incontrare?

LP: Spero tanto di sì. Entrambe continuano sui loro binari, ma per farle incontrare di nuovo, oltre a pensare ad altre pubblicazioni a tema musical, un’esperienza che mi piacerebbe molto fare è sicuramente scrivere testi di canzoni per qualcun altro.

– Il più bel complimento che ti piacerebbe ricevere da un giovanissimo dopo aver letto il tuo libro?

LP: Che gli è venuta voglia di studiare musica e che ha realizzato che forse, quelli che avvertiva come difetti o problemi, possono essere trasformati in punti di forza.


Dove acquistarlo?


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Fabrizio Frizzi, un’amicizia durata una vita

in Dirette Tv/Gabriella Chiarappa Blog/Ultimi Pubblicati by
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In diretta questa sera con la nostra Gabriella Chiarappa, per ricordare il grande uomo dal sorriso gentile Fabrizio Frizzi con il suo caro amico Dott.Ivo Pulcini.


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Antonio Tarantino e il suo ultimo album Brasileirissimo

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by

Antonio Tarantino unisce la musica popolare brasiliana alla melodia italiana.

E’ un vero capolavoro “Brasileirissimo”, l’ultimo album di Antonio Tarantino, considerato uno dei più grandi chitarristi al mondo di musica brasiliana.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Tarantino è un chitarrista, didatta e compositore di musica brasiliana e flamenco. Pluridottore Magistrale in chitarra classica. Ha pubblicato articoli, metodi, composizioni, MC, CD, VHS e DVD di chitarra brasiliana-flamenco per casa discografiche, editrici, riviste (Armelin Musica, Bèrben, Berimbau, Eco, Fingerpicking, Guitar Club, Chitarra Acustica, Guitar Media Collection, Intra’s, Nuova Carish e Sonitus) e autoproduzione.

E’ uno dei chitarristi italiani più prolifici dal punto di vista editoriale e le sue opere sono state vendute in tutto il mondo. Ha collaborato con Alex Britti, Nino D’Angelo, PFM, Pooh e Toquinho. Svolge attività didattica in importanti scuole di musica (CPM, Errati Musica, Guitar Institute, IME). Ha partecipato ad importanti trasmissioni radiofoniche e televisive (Radio Uno, Oto Radio di Parigi, Rai Uno, Canale 5, Videomusic). Ha condiviso il palco con alcuni dei più grandi chitarristi del mondo (Tommy Emmanuel, Larry Coryell, Marcel Dadi). Svolge attività concertistica come solista partecipando a festival e manifestazioni varie. Considerato dalla critica specializzata come uno dei più geniali chitarristi brasiliani.

“Brasileirissimo” è un album di Antonio Tarantino uscito a fine anno 2017 che ho avuto l’onore di promuovere con immenso piacere. Prodotto da Videoradio Edizioni Musicali di Giuseppe Aleo, contiene 9 brani di musica brasiliana e due pezzi di sua composizione. Tutto fatto però con base brasiliana e ispirazione carioca, paulista, accoppiati alla musicalità italiana. Un cd energetico , pieno di passione e grinta. “Brasileirissimo” è un album che merita di essere ascoltato anche dai non appassionati di tale genere perchè appartiene all’intero mondo della musica. Nei suoi pezzi non c’è solo l’armonia e tecnica, ma anche fantasia e voglia di esprimersi. La musica brasiliana è nel suo DNA musicale già dalla nascita, allargando poi i suoi orizzonti verso il flamenco e tutta la musica latino americana. Antonio Tarantino si considera oramai segnato da un marchio musicale che non si potrà più togliere. I suoi brani rispecchiano l’anima della musica popolare brasiliana (MPB) rappresentata dal pianto (choro), e spaziano tra i principali stili della MPB.

Antonio Tarantino riesce a raccontare quel paese magico che è il Brasile con la sua musica senza perdere mai di vista le sue influenze italiane, facendo sì la musica stessa sia cultura che unisce i popoli. Molto attratto dal meraviglioso paese qual’è il Brasile, pensando spesso ad un’opportunità di trasferire in loco la sua arte, ma assolutamente convito che debba essere la musica brasiliana a venire in Italia, e non viceversa dove già è conosciuta, per questo specifico motivo decide di rimanere nel paese natio, San Paolo Del Sio, in provincia di Napoli, continuando a studiare e divulgare questi ritmi meravigliosi. La musica non ha colore, la musica unisce i popoli, questa è la missione della sua vita, e Antonio Tarantino ci riesce in modo sublime.

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La Rana, Berlusconi, e lo Scorpione… lo Strappo…

in Alberto Marolda Blog/Elezioni 2018/La Politica/Ultimi Pubblicati by

Berlusconi, la Rana, lo Scorpione, lo Strappo… ma anche Jessica Rabbit ed il Lupo che perde il pelo ma non il Vizio…

Il vecchio Berlusconi e lo Strappo con Salvini… Quello che sta accadendo in questi giorni, nella roulette delle elezioni dei Presidenti delle Camere, mi fa venire in mente qualche storiellina…

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un articolo di Alberto Marolda

Lo Strappo… Dice la Wikipedia che: Uno scorpione chiede ad una rana di lasciarlo salire sulla sua schiena e di trasportarlo sull’altra sponda di un fiume; in un primo momento l’anfibio rifiuta, temendo di essere punta durante il tragitto, ma l’aracnide argomenta in modo convincente sull’infondatezza di tale timore: se la pungesse, infatti, anche lui cadrebbe nel fiume e…
Povera Rana italica… E tutti giù a dire, ma quanto è cattivo sto Scorpione maledetto, lo vedi, è tutta colpa sua, quella povera Rana è morta, poverina si fidava di lui ed ora è morta…

Lo Strappo fra Berlusconi e Salvini, fra il Vecchio ed il nuovo, mi viene in mente anche la morte politica, il suicidio della povera Nunzia De Girolamo, anche lei una che si era fidata dello Scorpione, ma questa è una storia parallela, ci torniamo su un’altra volta… Dunque, dicevamo, la Rana, lo Scorpione e Berlusconi… Ma scusate però… Quella è mica colpa dello scorpione, quello è fatto così… Lui non ci può fare nulla e questa storia è così vera che ce l’hanno spiattellata nel tempo in 100.000 maniere differenti… ve la ricordate Jessica Rabbit che diceva… “...ma quella non è colpa mia, è che mi disegnano così…

Oppure, vi ricordate il proverbio, “Il lupo perde il pelo ma non il vizio”? E via di seguito cantando, è possibile che questa benedetta Rana non impari mai, lei ed i tanti Roger Rabbit, ma è proprio tonta tonta?

Lo Strappo… L’avevo detto, o Elezioni subito o Salvini doveva trovare il Coraggio di Strappare LUI… Ma allora perché non iniziamo a dire che è davvero colpa di Berlusconi lo Scorpione? Perché non diciamo definitivamente che è colpa della Rana e di Roger Rabbit? Iniziamo a raccontare la storia in maniera completamente differente, perché così forse finalmente le varie Rane inizieranno a capire che il lupo Jessica Rabbit, e lo Scorpione Berlusconi, sono fatti così e non c’è niente da fare, e se le rane non vogliono morire, devono pensarci loro a non farsi ammazzare… Ora, direte voi, ma Alberto che cosa ci vuole dire con tutti questi giri di parole? Questo non doveva essere un articolo che parlava di Berlusconi, di Salvini e dello Strappo su Romani? Avete ragione perfettamente solo che anche voi fate le Rane, ed io allora devo cercare di risvegliare la vostra coscienza e il vostro impegno politico, perché fate finta di non volervi accorgere che il lupo Jessica Rabbit e lo scorpione sono davvero Berlusconi, e che il comportamento del Pregiudicato, che stiamo vedendo in questi giorni, riflette esattamente la sua natura il suo inveterato, spregiudicato ed inveterato modo di essere… Lui è così, non c’è niente da fare, lui non si fa scrupoli semplicemente perché non sa nemmeno che cosa siano gli scrupoli, non è colpa sua… perché continuate ad accusarlo, cari miei, lui non è cattivo, è che è fatto così. Per cui, perché vi meravigliate che Lui, nonostante non abbia vinto le elezioni, checche ne dica Brunetta, e nonostante il popolo del centro-destra abbia chiaramente indicato come capo, Mastro Salvini, l’accordo della composizione di Centro Destra, perché vi meravigliate, dicevo, che lui esca, utenti, di uscire dall’impasse cercando di parlare direttamente con di maio? Perché vi fate scrupoli di giudicarlo negativamente ora che per chiara esigenza di visibilità politica lo Scorpione ha voluto, per forza, tirare il braccio di ferro a sportellate con il Movimento 5 Stelle insistendo su Romani? Per carità, il buon Romani non era Totò Riina questo è certo, ma insomma, questa combattuta storia dei 5000 Euro, non la puoi mettere addosso al futuro Presidente del Senato, no? Soprattutto non puoi farlo, se devi avere a che fare, se devi andare d’accordo con un movimento che sin dall’inizio, vi piaccia o no, si è portato avanti la Bandiera dell’Onestà ad ogni costo… Ma Berlusconi quindi è il cattivo Scorpione? È per questo che noi poveri Pinocchio, noi piccoli burattini italiani, veniamo sempre presi in giro da questo signore dai suoi amici? Beh, no, cari compatrioti sappiate che voglio levarvi questo alibi, Berlusconi non è cattivo, Berlusconi E’ Berlusconi… la colpa è nostra… così come lo Scorpione, il Lupo e Jessica Rabbit, sono loro stessi siete voi, siamo noi, cari compatrioti che dobbiamo liberarci da tutto questo, e mandarlo definitivamente in pensione tanto, che volete, buon per lui, per il Pregiudicato la pensione sarà sicuramente d’oro…. avvertite il 14% degli Italiani che ha votato per lo Scorpione, che la Politica sta cambiando finalmente… lo Strappo, forse… attenti che lo Scorpione è animale dalla coda lunga assai…

Stay Tuned…


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Dopo il successo sanremese, Annalisa pronta per un nuovo inizio

in Festival Sanremo 2018/La Musica/Rosaria della Ragione Blog/Ultimi Pubblicati by

Annalisa, terza classificata del Festival di Sanremo, dichiara: «Nel nuovo album “Bye Bye”saranno finalmente le canzoni a parlare»

«Vivo la musica come un impulso e un mezzo per star bene io in primis. Per questo, ho sempre sentito l’esigenza di scrivere quello che stavo vivendo»

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Un articolo di Rosaria Della Ragione
Un articolo di Rosaria Della Ragione

Il nuovo disco contiene ben 13 canzoni inedite tra cui il brano sanremese “Il mondo prima di te”, il cui video ha superato le 16 mila visualizzazioni su youtube. Per Annalisa è iniziato un vero e proprio cambiamento, è giunto il momento di voltare pagina e lasciare il segno. È pronta a lasciarsi alle spalle insicurezze e paure e lanciarsi in una fase completamente nuova, tutta da scoprire, una fase che affronterà con la sicurezza e la determinazione di una donna. Si prepara in qualche modo a salutare il suo passato, ma non ha assolutamente intenzione di rinunciare a quella passione che in campo musicale da sempre la contraddistingue: «Ho sempre vissuto la musica in modo istintivo, come un impulso primario. Un modo per stare bene, per provare ad essere felice, semplicemente. Mi auguro davvero di riuscire a fare del bene anche a chi ascolterà». Annalisa spera di trasmettere, con il suo nuovo impegno discografico, tutto il suo mondo interiore, questo anche grazie al suo collaboratore Michele Canova a cui ha affidato la produzione di “Bye Bye”: «Ci siamo visti in Italia e abbiamo lavorato a distanza. Gli mandavo testi in continuazione ma tanti ho dovuto escluderli. C’è un momento per ogni cosa e magari li tengo lì, per il futuro». La cantante, insomma, ha deciso di cambiare tutto. Non solo suoni e stile, ma anche atteggiamento e lo si può notare già dalla nuova copertina: ha un’aria più spigliata, quasi di sfida, decisamente meno timida e insicura rispetto a quella di qualche anno fa, quando faceva tanta fatica ad abbattere il muro che la separava dal pubblico.

E siamo montagne a picco sul mare. Dal punto più alto impariamo a volare…


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