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Mark Baldwin Harris e i MERCANTINFIERA fanno il Bis a Corte Franca

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Mark Baldwin Harris

Mark Baldwin HarrisDopo il grande successo ottenuto a Brescia, i Mercantinfiera con Mark Baldwin Harris arrivano a Corte Franca (Bs)

Con la partecipazione di Mark Baldwin Harris.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Dopo il grande successo ottenuto lo scorso aprile a Brescia, con un teatro sold out con due settimane di anticipo, i MERCANTINFIERA 2.0 insieme al Maestro Mark Baldwin Harris concedono il bis, proprio per poter accontentare anche tutti coloro che purtroppo non hanno trovato posto e non hanno potuto godere di una serata davvero emozionante e coinvolgente. Lo spettacolo proposto avrà delle novità rispetto a quello del 6 aprile al Teatro Santa Giulia, con alcune integrazioni che saranno senz’altro apprezzate dal pubblico.

 

 

20 ANNI SENZA/CON FABER – Gran concerto in omaggio al grande FABRIZIO DE ANDRE’

 In occasione del 20° anniversario dalla scomparsa del grande Fabrizio De André, i Mercantinfiera (gruppo musicale veronese, attivo nel panorama musicale da più di vent’anni) propongono uno spettacolo incentrato su alcuni brani tratti dal vasto repertorio di Fabrizio De Andrè. Quel “senza/con” che trovate nel titolo dello spettacolo, prodotto da EVENTIMACRAME’ di Gianluca Serioli, non è un errore, bensì la testimonianza che Fabrizio De André, nonostante sia prematuramente scomparso vent’anni fa, è sempre con noi, con le sue canzoni, con il suo modo di pensare e la sua filosofia di vita, ma soprattutto con le rappresentazioni di band artisticamente qualificate e di qualità come lo sono i MERCANTINFIERA 2.0

Si tratta di una attenta selezione di canzoni che parte dagli esordi (con “La città vecchia”) e finisce con alcuni lavori dell’ultimo album (“Anime Salve”), passando ovviamente attraverso il live realizzato da Fabrizio De Andrè con la PFM.

Gli arrangiamenti, riproposti nel modo più fedele possibile a quelli originali, rappresentano uno dei tratti distintivi del gruppo. A tre anni dall’abbandono dello storico cantante dei Mercantinfiera, è entrato nel gruppo Ninè Ingiulla. Dotato di una voce incredibilmente simile a quella dell’artista genovese, avvocato per professione ed artista per passione, grande conoscitore dei testi di Fabrizio De André e Dante Alighieri, lo scorso 7 febbraio Niné Ingiulla è stato ospite sul red carpet del Festival di Sanremo proprio per un omaggio a Faber

La serata del 14 GIUGNO sarà speciale in quanto vedrà la straordinaria partecipazione del Maestro Mark Baldwin Harris, musicista di Fabrizio De André per molti anni e arrangiatore di diversi suoi capolavori.

Ninè Ingiulla

Nato a Biancavilla (Catania) nel 1985, nutre fin da tenera età una grande passione per il canto e per la canzone d’autore italiana. Parallelamente agli studi scolastici, approfondisce lo studio delle opere letterarie classiche e medioevali, in particolare della Divina Commedia di Dante Alighieri, di cui ha imparato a recitare a memoria numerosissimi canti. È diplomato al liceo classico Arnaldo da Brescia, laureato presso l’Università degli Studi di Brescia, e diplomato alla Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali. Oggi è anche uno stimato avvocato. Dal 1995 al 2000 ha preso lezioni private di chitarra classica e acustica. Dopo aver suonato e cantato da solista in numerose feste private, teatri e locali pubblici, nel 2007 scrive il suo spettacolo: “ Dante e De Andrè – IL SOGNO: INFERNO”. Poi successivamente ìdea la rappresentazione dedicata alla cantica del Purgatorio, intitolato “Dante e De Andrè – Dove l’umano spirito si purga e di salir al ciel diventa degno.” Egli è, inoltre, autore dello spettacolo “ Voci da Spoon River.” Ad oggi si esibisce anche in numerose interpretazioni di pezzi inediti (di cui è autore –arrangiatore e paroliere) e tributi ai grandi della musica leggera italiana e internazionale, lavorando con numerosi musicisti, tra cui alcuni dei professionisti che collaborarono con Fabrizio De Andrè sino alla sua morte. Dal 2013 è iniziata una proficua collaborazione col maestro di violino DANILO ARTALE, versatile polistrumentista (pianoforte, mandolino, ukulele), che ha lavorato a sua volta con giganti della musica mondiale come ENNIO MORRICONE, NICOLA PIOVANI. Con l’amico Danilo Artale, Ninè ha formato un gruppo cui ha dato il nome di “SOGNO NUMERO 2“. Oggi Ninè collabora su alcuni progetti teatral – musicali con vari artisti di fama nazionale ed internazionale, come il noto attore Michele RiondinoDal 2007 ad oggi, NINE’ presenta con continuità le seguenti proposte artistiche: 1 DANTE E DE ANDRÉ – IL SOGNO. INFERNO “ Dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi ” – spettacolo teatral-musicale sull’Inferno di Dante; 2) DANTE E DE ANDRÈ “Dove l’umano spirito si purga e di salire al ciel diventa degno” – spettacolo teatral-musicale sul Purgatorio di Dante; 3) VOCI DA SPOON RIVER – omaggio a Fabrizio de Andrè; 4) “Tributo a Fabrizio De André” insieme alla nuova rinomata band denominata “Mercantinfiera2.0”; 5) Concerti o tributi con un vasto repertorio di cover italiane e internazionali, riarrangiate in chiave acustica. Ad oggi Ninè si è esibito, con grande e costante consenso di pubblico, dal nord al sud Italia, spiccando la sua presenza a Roma, ospite di RaiUno, al Festival di Sanremo, in Vaticano in occasione del rinomato “Premio Sciacca”, sempre nella Capitale italiana nel prestigioso Teatro Sala Umberto, a Firenze al Teatro “Le Laudi”, a Brescia in sedi quali l’Università degli Studi di Brescia. Altri palcoscenici importanti sono altresì il Teatro “Verdi” di Fiorenzuola D’Arda, Villa Mazzotti (in occasione dell’importante rassegna annuale della Microeditoria); numerosi anche i suoi spettacoli per le scuole medie e superiori e per le Università di tutta Italia.

Mark Baldwin Harris

Mark Baldwin Harris è nato in Connecticut (Stati Uniti) da una famiglia di musicisti non professionisti, si avvicina alla musica attraverso lo studio del pianoforte classico. Più tardi si cimenterà nei più vari generi musicali, dalla “new music” contemporanea al rock e al jazz, dando prova di grande eclettismo.

Nell’estate del 1967 si trasferisce insieme alla famiglia in Italia, dove lavora nell’ambito della musica leggera, continuando parallelamente il suo percorso di sperimentazione. Dal 1974 al 1975 ha fatto parte dei Napoli Centrale.

Ha collaborato tra gli altri con Fabrizio De Andrè, Edoardo Bennato, Tony Esposito,Antonella Ruggiero, Laura Pausini, Sergio Caputo, Eros Ramazzotti, Giorgio Gaber, Skiantos, Massimo Riva, Mia Martini, Enzo Jannacci, Pino Daniele, Roberto Vecchioni, Claudio Chieffo, Eugenio Finardi e Renato Zero.

Sua è la voce del brano Ave Maria, in lingua sarda, presente nel disco Fabrizio De Andrè del 1981, suonata anche in occasione del funerale del cantautore genovese.

Si è impegnato anche nella didattica. Nel campo della musica pop è da ricordare il successo che ha lanciato gli Articolo31: Oi Maria (Maria Maria). Ha inoltre accompagnato musicisti stranieri come Al Jarreau, Dee Dee Bridgewater,  Randy Crawford e altri.

È stato direttore musicale della produzione milanese di Grease con Lorella Cuccarini

 

Prevendite on line

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BAR SPORT – via Seradina – CORTE FRANCA

Caffé Letterario Eden – piazza Garibaldi – ISEO
Lalibreria Battioni – via Duomo – ISEO
Edicola Piantoni – viale Repubblica – ISEO
Edicola cartoleria LILLI – via Sebino – PROVAGLIO D’ISEO

Ricevitoria/Tabaccheria Non solo fumo – via De Gasperi – PROVAGLIO D’ISEO  

Libreria Tarantola (Vivaticket) – via F.lli Porcellaga – BRESCIA

Pierre2000 – via Da Vinci – REZZATO

Costo biglietti:

Primo settore numerato: 20 euro

Secondo settore non numerato: 15 euro

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Andrea Scanzi, a Salvini e Di Maio dico che… il Salvimaio for Dummies

in Alberto Marolda Blog/Eventi/La Politica/Ultimi Pubblicati by
andrea-scanzi-salvini-di-maio

Scanzi… Salvini, Di Maio, il Governo, l’Italia… il Salvimaio, come finirà?

Guardiamo nella Palla di Vetro con Andrea Scanzi prima del suo prossimo Spettacolo a Breno (Bs)

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un Servizio di Alberto Marolda

Scanzi, una “Mente bollente” come qualcuno lo definisce, un piacere incontrarlo, vieppiù se poi lo si fa, trovandolo bello carico, nell’imminenza di uno spettacolo con annessa presentazione di libro. Preparatevi le papille alla massa di stimoli che ne verranno fuori…

AM: Ciao Andrea, ben ritrovato davanti ai nostri microfoni, per noi è sempre un grande piacere ragionare con te sull’attualità, argomento in grado di fornirci continui motivi per farlo, e se è con una “Mente bollente”, meglio ancora, no?

AS: Vai vai, parti, non servono convenevoli, ci conosciamo… gettiamo i contendenti nell’Arena…

…sempre essenziale l’uomo… bene, partiamo allora, gettiamoli davvero nell’Arena…

AM: Dal Renzusconi al Salvimaio è un salto carpiato, o c’è un flusso continuo?

… sorride sornione, e parte veloce…

AS: Ah non saprei, è stato scelto dall’elettorato, la maggioranza degli italiani ha scelto di saltare nel buio, nel senso che il ragionamento è stato, i politici professionisti hanno sbagliato, di loro non ci fidiamo più, allora affidiamoci a quelli che non hanno mai governato, nel caso più specifico ai 5 Stelle, quelli rigidi, o a quelli che sembrano un po più nuovi degli altri, la Lega… è sicuramente un fallimento della Politica Professionista, ed è la dimostrazione che il 4 Marzo 2018, si è preferito un vero salto nel buio, piuttosto che tornare indietro ed affidarsi a “quelli di prima”… allo stato attuale, non so dirti se sia stato meglio o peggio, diciamo che è ancora troppo presto per decidere, se vuoi una mia valutazione, sta sul cinque e mezzo, sei menomeno…

… il “menomeno” è detto con una smorfia… ma il ghiaccio è rotto, andiamo avanti… incalziamo…

AM: Senti ma questa coabitazione di due spiriti così differenti, Salvini e Di Maio, Lega e Cinque Stelle, con un Salvini in perenne campagna elettorale… io ho fatto il calcolo, la Gabanelli prima di me, di quanti giorni il “Verdone” si dedica a fare il Ministro degli Interni, e sono pochissimi, il vero Ministro è Piantedosi, il sottosegretario…

Qui sembra un gatto con un topo bello ciccio davanti… risponde subito…

AS: Senza dubbio, almeno per quanto riguarda la presenza al Viminale, lui è perennemente in giro a fare Campagna per la Lega… d’altronde è bravo in questo, ha esperienza da vendere, è mediaticamente bravo, nella gestione dei social è il più bravo di tutti, ed è dovuto prevalentemente a questo, il motivo per cui i sondaggi oggi lo danno al 30%, una cifra onestamente spaventosa… ed è anche per questo che nel mio libro nuovo, lo chiamo “il Furbo”, lui è uno dei più scaltri nella gestione della comunicazione con gli elettori di qualunque strato sociale siano… ho la sensazione che questa coabitazione forzata tra Lega e Cinque Stelle, sia già arrivata alla fine, perché non si sopportano, sono troppo differenti, la pensano troppo diversamente, ed il comportamento di Salvini accentua le differenze… basterebbe ricordarsi cosa dicevano poco più di un anno fa, l’uno dell’altro, e secondo me un obiettivo possibile di Di Maio, oggi, è anche la spaccatura… dalla “Via della Seta” in poi, la misura è ormai colma, la saturazione è raggiunta, lo vedi come reagisce ogni volta agli attacchi di Salvini?

AM: Beh, forse se però… possiamo dire che quando due fanno a botte chi tira il primo pugno è in vantaggio? E quindi possiamo dire che Di Maio, lo ha fatto tirare sicuramente prima a Salvini ed oggi deve rincorrere?

… fa una pausa, mi guarda con attenzione…

AS: E’ vero, quello che dici è vero, ma ci sono due cose da aggiungere, la prima è che Salvini è molto più politico di Di Maio, più scafato, più smaliziato e quindi non mi stupisce che il primo pugno sia stato suo, questo gli va riconosciuto, d’altra parte nella vita ha fatto solo il politico quindi ha venti, venticinque anni di vantaggio rispetto Luigi, non sono cose queste che possano essere prese sotto gamba, e quindi era davvero avventato aspettarsi altro… altra cosa è che Di Maio ed i Cinque Stelle devono stare molto attenti ad inseguirlo sullo stesso campo, ora, se ti metti a fare la gara al proclama, o allo slogan, lui è senz’altro più bravo e diretto… temo che sia il Paese a perdere… guarda, è un po quello che dice Marco Travaglio, in maniera certo più brutale, e nello spettacolo lo cito, se fai la gara di rutti con Salvini, vince lui, è sicuramente il più bravo di tutti… non per niente, al Fatto Quotidiano, lo chiamiamo il “Cazzaro Verde”… detto questo però, il fatto che Di Maio abbia finalmente iniziato a mettere i puntini sulle “I”, sui temi Etici, su quelli Economici, o su quelli Sociali, mi sembra una cosa positiva, come è positivo, e dobbiamo sottolinearlo, il fatto che lui abbia spiegato al “Verdone” ed ai suoi, che se va avanti questa Guerra in Libia, e ti arrivano 800 mila persone, puoi fare quello che vuoi, ma quelli entrano comunque e forse è meglio pensarci e decidere prima…

AM: non solo ma a quel punto sono persone che scappano da una Guerra, mica puoi rifiutarli…

AS: infatti, non sono “Rifugiati Economici” ma “Profughi di Guerra” devi accoglierli, devi risolvere i loro reali e gravi problemi di sopravvivenza fisica, mi sembra ovvio, la Comunità internazionale ci salterebbe alla gola altrimenti… a noi? Beh, a Salvini, tutto sommato, non sarebbe meglio? 

Si ferma, sorseggia una bibita, prende fiato per l’ultimo attacco… siamo pronti, di paglia da bruciare c’è n’è parecchia, dobbiamo ancora parlare del Mondo dell’Informazione, della Sinistra di Zingaretti, e del mito “Dibba”, al secolo Alessandro di Battista, ma ci fermiamo, ci viene in mente che se vi raccontiamo tutto lo Scanzi pensiero prima dello Spettacolo, voi poi, che ci andate a fare? 

Allora, facciamo cosi, noi ora registriamo il resto dell’Intervista, poi ci incontriamo tutti fra due giorni, il 16, a Breno (Bs), per gustarci lo spettacolo e dopo ci risintonizziamo sulle nostre colonne per gli schiaffi finali, perché Andrea Scanzi, sicuro, mica le manda a dire, nono, lui te le spara direttamente in faccia!!


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Ernesto Bassignano e il MESTIERE DI VIVERE, il suo nuovo album

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by

IL MESTIERE DI VIVERE di Ernesto Bassignano,nove brani, nove capitoli della stessa “Resistenza”. Un percorso fatto di sguardi rivolti al passato, ma con un’analisi lucida e spietata del presente e del futuro.

Un disco intenso e diretto, sia dal punto di vista testuale e musicale, che segna una nuova partenza per il cantautore romano/piemontese.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Si tratta di “Il mestiere di vivere” (Helikonia) di Ernesto Bassignano, un artista che è un vero e proprio monumento della canzone d’autore e di impegno civile in Italia.

Questo nuovo lavoro discografico è un percorso fatto sì di sguardi rivolti al passato, ma con un’analisi lucida e spesso spietata del presente e del futuro. Nove tracce in tutto per raccontare e raccontarsi.

“Il mestiere di vivere”, nono album dell’ormai lunga carriera di “Bax”, è un’opera ispirata che ha visto al lavoro, nella direzione artistica e nella produzione, una squadra di giovani musicisti capitanata da Stefano Ciuffi Edoardo Petretti.

Come già fu vent’anni fa con l’album “La luna e i falò” e quaranta con “Moby Dick”, Bassignano si cimenta ancora una volta col suo grande corregionale Cesare Pavese. Lo fa per territorialità, concettualità e ammirazione, ma ancor di più perché ne riconosce l’inquietudine.

La difficoltà di confrontarsi, alla sua non più tenera età, con le improvvise novità politiche e culturali, gli impazzimenti di un mondo preda della tecnologia e della freddezza nei rapporti, molto più che con la storia, la cultura e la solidarietà umana, spingono l’autore a guardare anche oltre, ad un futuro che appare molto difficile. Però, a differenza del suo grande corregionale Cesare, “perduto nella pioggia” delle sue Langhe, Ernesto lotta, resiste e tenta, se non di vincere, almeno di restare a galla.

Questo album rappresenta un sontuoso passo avanti espressivo e musicale nella sua carriera: alla chitarra, al piano e al violoncello si aggiungono, senza forzare e in maniera delicata e pastello, i colori del contrabbasso, della batteria e dei fiati, per dare alle composizioni un vestito tanto ricco quanto agile e diretto. Si va dai brani intimisti e riflessivi a quelli divertiti e ironici, ci si fa trasportare all’epoca del Derby di Milano e poi dai giochi da “Giullare verticale” di un istrionico David Riondino; e alla fine arriva un omaggio molto intenso che richiama gli epici anni del Cantacronache con “Un paese vuol dire”, che rivisita con un altro andamento il brano omonimo, una perla di Mario Pogliotti.

“Il mestiere di vivere”, nel suo complesso, appare un lungo e intenso recital, un vero e proprio concept-album coerente ed esaustivo, per dissertare e dibattere in modo poetico e attuale sull’odierno nostro male di vivere. E sopravvivere.

“IL MESTIERE DI VIVERE” traccia dopo traccia (guida all’ascolto)

1- AMIAMOCI DI PIÙ

Il primo di nove capitoli d’una stessa resistenza. Quella di un anziano poeta civile che tenta di opporsi a tempi inquinati, cinici, veloci, fasulli , furbetti, disimpegnati. L’autore sogna di poter essere ancora protagonista della rivolta dei cuori semplici, di quei sessantottardi illusi, un po’ artisti e un po’ politici, che volevano cambiare il mondo e oggi, battuti ma mai domi, cercano nuovi slogan, nuove parole d’ordine, nuovi appelli non a volare ma a restare coi piedi a terra e la mente reattiva e aperta all’amore. 

2- COMMESSO VIAGGIATORE

Parla di un sognatore, anonimo poeta, perso in un’anonima città. Un pittore della domenica che resiste al caos e allo smog dipingendo piante tropicali e grandi avventure, con la fantasia di chi riesce a fare di quattro gerani sul poggiolo una giungla inestricabile e di uno squarcio di cielo fra i tetti una via lattea luminosissima.

3 – GLI OCCHI DI MIO FIGLIO

Si sente un po’ di commozione in questo brano “voce e chitarra”, rivolto al figlio di Ernesto e a tutti i suoi coetanei: un popolo intero di abbandonati da una società che li ha dotati di tecnologia ma non di cultura e amore per se stessi, per la storia del proprio Paese, per il coraggio di lottare come i propri padri e i propri nonni. Un popolo di ragazzi che guarda l’orizzonte con gli occhi vuoti, resiste non sa come e si siede sul baratro giocando a chi rischia di più con un’insicurezza camuffata da coraggio.

4 – IL MESTIERE DI VIVERE

La canzone che dà il titolo all’album è un bilancio, un ripasso di decenni con i conti che non tornano. Un trovarsi, guardandosi allo specchio, comunque sempre uguale. Giullare e militante, poeta triste e anche naturalmente clown, pronto a parare delusioni e frustrazioni con una risata e un po’ di amici complici, paragonando esperienze con un filo di nostalgia. Però senza strafare con l’“amarcord”, per non rischiare di fare il brontolone vecchio che si piange addosso ricordando un’epoca rivoluzionaria finita male.

5- IL GIULLARE VERTICALE

Un brano anomalo, un divertissement di Bax, musicato questa volta dai suoi complici Petretti e Ciuffi su stilemi a metà strada tra jazz e musica d’avanguardia. Chi lo recita è un illustre attore, regista e scrittore, fiorentino pungente e sarcastico, quell’artista a tutto tondo che è David Riondino, frequentatore assiduo d’ogni kermesse d’autore che si rispetti e vecchio sodale di Bassignano. Il risultato è davvero straordinario sia per le note ardite che per la verve.

6 – LA VITA L’E’ QUELA CHE L’È

La sesta resistenza è l’omaggio sentito, comico e un filo sguaiato agli scapigliati protagonisti di quel mitico “Derby club” meneghino. Il periodo del dopoguerra con Fo, Nebbia, Carpi e Strehler produsse Cochi e Renato, ma soprattutto il genio del dottor Enzo Jannacci, musicista sghembo e provocatorio cui dobbiamo tutti moltissimo. Un ricordo straziante del mondo cabarettistico italiano, altro illustre scomparso.

7 – QUELLA NOTTE CHE

Dedicata ai terremotati di Lazio, Umbria e Marche, è quasi una ninna-nanna fatta di speranza in una ricostruzione fisica umana e culturale per una terra piagata che ogni volta si ricompone, si rinnova, prova a curare ferite indicibili. La resistenza di gente straordinaria che non molla i propri campanili, le opere d’arte, le tradizioni antiche e rurali che sono patrimonio fondamentale d’una nazione.

8 – GLI ARTISTI

Un brano cupo, che tenta con difficoltà di rappresentare il mondo di quegli artisti un po’ “maledetti” la cui arte è quasi impossibile descrivere, comprendere, appunto rappresentare. Se non con una serie di immagini e di colori e impressioni: gli inafferrabili, chiusi nel proprio mondo e perennemente convinti di essere incompresi, rabbiosi, inavvicinabili.

9 – UN PAESE VUOL DIRE

Ed ecco la traccia finale: un altro commosso omaggio, attraverso le parole e i pensieri dell’autore de “La luna e i falò”. Qui non c’è solo l’amata terra piemontese, ma un Paese intero che resiste , resiste, canta ogni anno da decenni “bella “ciao”… e poi però crolla sotto i colpi spietati d’un secolarismo fatto di malastampa, malativù, di balle colossali, di verità nascoste e straziate, di inciuci infiniti che lo allontanano sempre di più dalle radici contadine, dalla forza della ricostruzione, da Domenico Modugno: un Paese che gridava “volare” e ci credeva. Un Paese che non conosce e non vuole ricordare la sua fiera e bella lunga storia, per consegnarsi mani e piedi alla sottocultura d’un progresso fatto di niente.

ERNESTO BASSIGNANO, IL RAGAZZO CON LA CHITARRA

 Il ritratto di Ernesto Bassignano, che si trova sulla retrocopertina del disco, è di Riccardo Mannelli. La foto di copertina e quelle del booklet sono dell’archivio dell’Istituto storico della Resistenza di Cuneo)

Ernesto Bassignano è un vero e proprio monumento della canzone d’autore e di impegno civile in Italia. Uno che di storie ne ha da raccontare: dal gruppo di Teatro Politico di Strada con Gian Maria Volontè al Folkstudio (era uno dei “quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla” insieme ad Antonello Venditti, Francesco De Gregori e Giorgio Lo Cascio), dall’attività di produttore discografico durante la quale ha scoperto e lanciato Sergio Caputo, Grazie De Michele e vari altri a quella di critico musicale per Paese Sera e Gr1, sino alla conduzione su Radio Rai del mitico “Ho perso il trend”.

Il suo debutto come cantautore solista avviene con un Ep pubblicato proprio dal Partito Comunista, e quindi distribuito fuori da quelli che sono i normali canali della promozione discografica.

Nel 1973 firma con la Ariston, che a luglio pubblica il suo primo album, “Ma…”: si tratta di un disco dal forte contenuto politico e militante; sono presenti tre delle quattro canzoni dell’Ep, e cioè “Compagno dove vai”, “Veniamo da lontano” (che Bassignano presentava già al Fokstudio), e “Compagni compagni”.

Per il secondo album, nel 1975, passa alla Rca: “Moby Dick”, prodotto da Rino Gaetano, contiene una canzone dedicata al cantautore cileno Víctor Jara (ucciso durante il golpe dell’11 settembre), mentre la title track è un duro attacco alla Democrazia Cristiana.

Dal 1980 inizia la carriera radiofonica, conducendo molti programmi in Rai, e quella di critico musicale presso Paese Sera.

Non abbandona però l’attività di cantautore, continuando ad incidere album come “D’Essai”, “Bassingher” e “La luna e i falò”; in quest’ultimo torna a collaborare con De Gregori, che suona l’armonica a bocca nel brano “Stelle da rubare”, già pubblicato due anni prima su 45 giri.

Dal 1990 è autore per Umberto Bindi. L’ultimo album dell’artista ligure, “Di Coraggio non si muore”, prodotto da Renato Zero per la Fonopoli, contiene quattro brani di Bassignano.

Dal 1999 al 2011, è l’anima, insieme al giornalista sportivo Ezio Luzzi, della fortunatissima trasmissione di satira sociale di RadioUno “Ho perso il trend”.

Gli altri album successivi sono “Trend & Trend” (2007, CNI); “Aldilà del mare” (2009 Rai Trade); “Vita che torni” (2014 Joe&Joe) e “Il grande Bax” (2016, Egea Music) che segna un’inversione di marcia: supera le orchestrazioni eccessive e veste i suoi testi di arrangiamenti semplici ed espressivi, riportando la sua musica alla “giovinezza scapigliata”, ai tempi del Folkstudio.

 

 

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E’ uscito Ugly Man – The Gino Vannelli Song Book!

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by

Ugly Man-The Gino Vannelli Book è il primo tributo italiano a Gino Vannelli.

Realizzato dalla Mon Real Sound Band che prende  il nome della città di Gino.

 

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Andrea “Satomi” Bertorelli, co-ideatore del progetto con Matteo Rubini, ci presenta con simpatici aneddoti il progetto discografico che vuol far riscoprire i brani del cantante italo/canadese, autore di brani che vanno dal Soul-Funk al Pop sinfonico fino al Jazz, dal 1973, data di pubblicazione del primo album, ad oggi.

Ugly Man è composto da 14 tracce cantate più una recitata dall’attore Gabriele Greco. Tra gli ospiti Mario Biondi interpreta “If I Should Lose This Love”, mentre tra i musicisti ed interpreti ci sono Giovanni Amato, Pierluigi Bisogno, Michele Bianchi, Guido Guidoboni, Stefano Pulga, Gigi De Rienzo, Stevie Biondi, Sagi Rei, Moris Predella, Lorenzo “Lollo” Campani, Alessandra Ferrari, Daniela Galli,Elisa Aramonte, Marina Santelli e Renata Tosi.

I titoli delle tracce sono i seguenti:

01. Something Tells Me ft. Daniela Galli

02. If I Should Lose This Love ft. Mario Biondi

03. The River Must Flow ft. Sagi Rei

04. Keep On Walking ft. Renata Tosi

05. Hurts To Be In Love ft. Stevie Biondi

06. Young Lover ft. Andrea “Satomi” Bertorelli

07. Storm At Sunup ft. Zerosospiro

08. Appaloosa ft. Marina Santelli & L’Arcano

09. These Are The Days ft. Eva ‘Avecolli’ Collicelli

10. Powerful People ft. Lollo Campani

11. One Night With You ft. Elisa Aramonte

12. Wild Horses ft. Mon Real Sound

13. Jo Jo ft. Moris Pradella

14. Black Cars ft. Matteo Rubini

15. Ugly Man ft. Gabriele Greco

Andrea “Satomi” Bertorelli, parmigiano, compositore, tastierista, da molti anni collaboratore e co-autore di alcuni brani di Mario Biondi


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Ad un anno dalla nascita LONG DIGITAL PLAYING si rinnova

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati/Uncategorized by
Long Digital Playng

LongdigitalplayingAd un anno esatto dalla sua fondazione LONG DIGITAL PLAYING annuncia qualche novità.

La musica uccide la morte dichiara Luca Bonaffini, infatti LDP gode di ottima salute.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Poco più di un anno fa nasceva – in pieno centro a Milano-  Long Digital Playing Srls, la nuova casa editrice musicale fondata da Luca Bonaffini (cantautore e scrittore).

Un primo bilancio, stilato dal fondatore (anche Amministratore Unico), indica semaforo verde: si procede, si va avanti. Tra settembre e dicembre vedranno la luce nuove produzioni, nuove collaborazioni e nuovi artisti.

Mentre è ancora allo studio dei consulenti e dei promoter l’apertura di una linea di musica colta (una sorta di Long Digital Playing Classic), è quasi certa l’acquisizione del vecchio catalogo discografico digitale di C7 ART&MUSIC Srl (che comprende 11 pubblicazioni), la label company per la quale lo stesso Bonaffini ha ricoperto il ruolo di Presidente nel 2016-2017, che svilupperà la linea di musica “popular” (folk, rock, jazz, d’autore ecc.).

Tra gli artisti “storici” popular di punta della stagione autunnale, rivedremo FLAVIO OREGLIO (con la seconda parte di ANIMA POPOLARE) e PIETRO NOBILE (eccellenza internazionale della chitarra) con un nuovo album, mentre lo stesso Bonaffini entrerà in studio di registrazione per preparare il suo quattordicesimo CD, previsto per il 2019.

Ma c’è qualche novità relativa ai ruoli dei collaboratori: Lucilla Corioni, già ufficio stampa esterno di Luca Bonaffini con il marchio LC COMUNICAZIONE dal 2014, dal 2 maggio entra a far parte dell’organico di LDP con il ruolo di ” Responsabile operativa del coordinamento delle attività e delle relazioni pubbliche”, mentre Roberto Padovan (consulente artistico per l’etichetta) diventa “Responsabile di produzione e dei progetti musicali”. Luca Bonaffini, che resta Amministratore Unico, non rivestirà il ruolo di Direttore Artistico, lasciando a musicisti e tecnici la possibilità di realizzare autonomamente master e repertori. La musica uccide la morte, cita lo slogan e motto dell’azienda. E infatti, LDP gode di ottima salute.

 

 

Responsabile operativa del coordinamento delle attività e delle relazioni pubbliche LC Comunicazione tel.  +39333 7695979

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Andrea Benelli al Piano City Milano 2019

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
Andrea Benelli 3

Andrea Benelli 5Sarà il Parco dell’Esagono di Peschiera Borromeo a fare da cornice al concerto di Andrea Benelli.

Il musicista cremasco si esibirà al Piano City Milano 2019.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Ecco che si rinnova a Milano la manifestazione Piano City, che riempie la città  di concerti in ogni luogo, ogni angolo della città. Parteciperà a  questa meravigliosa e importante manifestazione del 2019 il musicista Andrea Benelli che si esibirà domenica 19 maggio alle ore 21 in una location carica di magia, il Parco dell’Esagono via Pablo Neruda a Peschiera Borromeo.

Durante questa prestigiosa serata, Andrea Benelli presenterà molti brani di sua composizione come: “ Jardin d’amour, Hurricane, Prince Butterfly, Obsession,  Le vent des larmes, Dragonfly, Eclissi d’amore , Iron Man, L’infinito, Iron Woman, L’insostenibile leggerezza dell’essere , Impressum, Elegia Napoletana, Beto, Promenade, 2049 Caos Cosmico, Pulce 6180. Il musicista cremasco talentuso e musicalmente definito “esuberante” o addirittura “tracimante”, invita  tutti gli appassionati ad andarlo a sentire, promettendo che nessuno rimarrà deluso.

Andrea Benelli ha iniziato gli studi di pianoforte all’età di sei anni, con il Maestro Francesco Manenti.
Si è diplomato presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano: nell’anno 2000 in organo (con il massimo dei voti e la lode) con la Professoressa Ivana Valotti, nell’anno 2002 in pianoforte (con il massimo dei voti) con il Maestro Pietro Soraci e nell’anno 2003 in clavicembalo (sempre con ottimi risultati) con la Professoressa Mariolina Porrà.
Dal 2002 al 2004 ha frequentato il corso per Professori d’Orchestra presso il Teatro alla Scala di Milano; inoltre dal 2004 al 2006 ha frequentato il Corso per Maestri Collaboratori presso il Teatro alla Scala di Milano.
Nel 2005 è risultato idoneo al concorso, presieduto dal Maestro Riccardo Muti, indetto dal Teatro alla Scala, in qualità di organista.
Ha partecipato alla produzione del “Barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini, al Teatro alla Scala durante la stagione 2005/2006, come Maestro al fortepiano e preparatore della Compagnia di Canto.
Nella primavera del 2006, in qualità di assistente musicale, preparatore e suggeritore ha partecipato alla produzione dell’opera Kälte di Salvatore Sciarrino in prima mondiale assoluta presso il Festival Internazionale di Schwetzingen in Germania, nel 2007 all’Opera di Parigi e nel 2008 al Teatro di Ginevra.
Ha diretto, nel settembre 2006, l’opera Madama Butterfly di Giacomo Puccini al Teatro di Pegognaga, Mantova.
Nell’ottobre dello stesso anno ha diretto un concerto per la lotta contro i tumori all’Auditorium Bruno Manenti a Crema.
Nell’agosto 2009 ha diretto la Norma e il Trovatore con l’Orchestra Tartini di Latina durante l’ottavo Festival di Casamari.
Ha collaborato fino al 2013 con l’Orchestra, la Filarmonica e i Cameristi del Teatro alla Scala in qualità di organista, pianista e clavicembalista sotto la guida dei più grandi direttori del mondo.
Nello stesso anno ha intrapreso un nuovo percorso musicale come pianista solista, proponendo brani tratti da molti generi musicali, per coinvolgere il pubblico in un vortice musicale a 360 gradi.
Nella metà del 2014 ha iniziato a comporre brani per pianoforte solo.
Nell’ottobre del 2015 ha registrato i suoi inediti nella prestigiosa Concert Hall Fazioli a Sacile. Il 13 dicembre 2016 è uscito il suo 1°Album “TIAMOFORTE”. 


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Gli ASINI VOLANTI diventano un videoclip.

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
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Luca Bonaffini copertina- esatta jpgA maggio le riprese della prima video-track tratta da IL CAVALIERE DEGLI ASINI VOLANTI di Luca Bonaffini.

Effettuato il primo sopralluogo del giovane regista Giacomo Bottarelli su possibili set.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

da Long Digital Playing con la supervisione del cantautore mantovano, la regia sarà affidata al giovanissimo Giacomo Bottarelli e protagonista sarà il rapper emergente (chiamarlo rapper è un po’ riduttivo) Frankie Bröni, scelto da Luca Bonaffini e da Bottarelli come attore principale.

Sia brano che Storyboard sono ancora in via di definizione ma, nel frattempo, la “videoclip commission” di LDP ha effettuato il primo sopralluogo su possibili set.

 Ma facciamo un passo indietro: dal 2007 a oggi, sono trascorsi oltre dieci anni e Luca Bonaffini, cantautore dalla penna eclettica, è tornato con un album di inediti. Dopo essersi riprodotto e riproposto con singoli sparsi qua e là, raccolte e antologie, tributi a Pierangelo Bertoli, romanzi, autobiografie e regie teatrali, finalmente l’artista mantovano si è ripreso un piccolo spazio all’interno del mercato musicale (e discografico) italiano.

Con “IL CAVALIERE DEGLI ASINI VOLANTI”, Luca Bonaffini prende letteralmente il volo verso nuove mete, sperimentandosi in testi intrisi di romanticismo e di estetica letteraria (ricordiamo che oltre ad essere un musicista Bonaffini è scrittore e autore di testi teatrali), bene accoppiati con musiche geniali, composte da Roberto Padovan – anche co-produttore e arrangiatore dell’album.

Chiariamo subito: il concept non è semplice e immediato, ma molto ricco di emozioni. È un percorso a due binari (il primo terreno, il secondo mistico) che attraversa il Pianeta Terra per traghettare l’Uomo – prigioniero delle umane, appunto, fragilità – verso l’Universo. Amore e bellezza sono alcuni degli argomenti trattati nel breve ma intenso viaggio redatto dal Bonaffini dreamwriter formato CD.

La fonte di ispirazione, chiarisce l’artista, è stato un vecchio cd che avevo in archivio, di musica reiki scritta da Padovan. Inizialmente temevo un po’ troppo l’associazione alla new age e ai viaggi onirici di Franco Battiato (magari…!). Poi, lungo la strada, ho scoperto che stava nascendo una vera e propria canzone per ogni Chakra, senza citare mai esplicitamente alcuna disciplina. Insomma, alla fine è nato un album di canzoni pure e semplici fatte di bio-suoni e di tanto sentimento. Il Cuore, come cita “Il frutice e la grande fionda”, in lingua giapponese è “il mio cuore (watashi no kokoro)”. Spunta lo spettro della distruzione delle guerre, dietro “la grande onda di Kanagawa” di Hokusai e la capacità visionaria, quasi a tinte Fantasy, di chi si sente un asino volante. Un asino – ribadisce Luca – non un cavaliere. Il cavaliere non sono io, non siamo noi a dover salvare gli asinelli: saranno loro a portarci verso la salvezza, la felicità.

Sette tracce forti e intense per “Il cavaliere degli asini volanti” che, tra elettro-pop d’autore e influenze etno-age, ci racconta il nostro tempo in essere e a venire e la sacralità dei nostri valori fondamentali di sempre.

 

Ufficio Stampa a cura di LC Comunicazione tel. 333 7695979

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L’AMORE “SOGNATO” in due libri raccontato dalla penna di Roberto Baldini

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
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Roberto Baldini 2Roberto Baldini ci spiega come trovare l’uomo o la donna dei sogni.                  Due guide pratiche, elenco di pregi e difetti. Sta a noi fare la scelta

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Roberto Baldini – Il sogno di chiunque? Avere al proprio fianco l’uomo o la donna dei sogni.

Facile a dirsi. Il rischio? Trovare una persona così differente da come la sognavamo che… beh, lo sapete, no? Servirebbe una sorta di guida per evitare le fregature… e qualcuno l’ha scritta.

Anzi, le ha scritte: una per le donne e una per gli uomini. Perché si deve camminare insieme. Sempre.

 

 Libro n° 1

 La guida definitiva per scoprire l’uomo dei sogni – Roberto Baldini

 Cercare l’uomo dei sogni… Bello, alto, muscoloso.

Pieno di soldi, affascinante, sincero, fedele. Amorevole, passionale, sempre pronto a consolare.

Caratteristiche facili da trovare. In molti uomini. Purtroppo è quasi impossibile trovarle in un unico uomo.

Bisognerebbe prendere carta e penna e annotare pregi e difetti di ognuno.

Ci vorrebbe una guida, qualcosa che li “catalogasse” in base alla caratteristica predominante.

Questa è la parte facile.

La difficile? Quella spetta a voi, perché dovrete scegliere.

Una scelta che potrà portarvi l’uomo dei sogni. E, speriamo di no, qualche incubo…

Link per l’acquisto: https://www.delosstore.it/ebook/52381/la-guida-definitiva-per-trovare-il-tuo-uomo-dei-sogni-evitan/

Libro n°2

La guida definitiva per trovare la tua donna dei sogni – Roberto Baldini

La donna, l’altra metà del cielo.

Una figura celestiale, un sorriso che illumina la stanza, carezze dolci e proibite che sono il sale delle nostre giornate e della nostra vita. Però…

A volte, dietro un bel sorriso, potrebbe celarsi una delusione. Come fare, quindi, a distinguere queste mine vaganti?

Semplice: basta scrivere una guida che racchiuda i vari tipi di donna, ricordandone le caratteristiche salienti per poi ponderare bene la propria scelta. Perché, è vero, basta un secondo per trovare la donna dei sogni.

Occhio però che quei sogni non si rivelino inquietanti…

Link per l’acquisto: https://www.delosstore.it/ebook/52382/la-guida-definitiva-per-trovare-la-tua-donna-dei-sogni-evita/

Roberto Baldini nasce in un piccolo paese del mantovano qualche decina d’anni fa, da dove si è immerso pian piano nel magico mondo della letteratura. Ha sempre lavorato a contatto con le persone e si è confrontato con realtà differenti, arrivando a conoscere a fondo il genere maschile e quello femminile.

E questo lo ha spinto a mettere nero su bianco le esperienze che lo hanno aiutato a crescere, oltre a tutto ciò che ha scoperto sulle varie sfaccettature delle persone.

Con Delos Digital ha pubblicato il racconto Unforgettable Rain (come Hunter H. Gilmour) e il romanzo La ragazza della canzone.

 


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Workshop Fotografico con SERGEY IVANOV, Wedding Photo at the best

in Eventi/Fotografia Photo Blog/Ultimi Pubblicati by
ivanov-workshop-wedding-photo

Workshop Fotografico con SERGEY IVANOV, la Wedding Photo al suo massimo

Lo scopo del workshop:
-sviluppo della creatività,
-sviluppo di nuove tecnologie per lavorare con 
le immagini creando una fotografia dalla bellezza esclusiva.
Il Workshop è indirizzato ai fotografi professionisti 
di tutti i livelli e verranno illustrati nel dettaglio vari argomenti.
La fotografia prima di ogni cosa
Fotografare in Raw per una maggiore qualità dell’immagine per poi convertirla in post-produzione.

CONVENZIONI b&b PER I PARTECIPANTI 

Tutti i partecipanti alla Masterclass potranno usufruire di sconti esclusivi.

La Backlight studio è convenzionata con i seguenti Bed & Breakfast

Suite Duomo

Via Duomo, 242 – Napoli – Zona:centro

-Dolce Vita

Corso Umberto I, 34, – Napoli – Zona:centro

Per maggiori informazioni contattare Fabio Crimaldi al 3483313626

SERGEY IVANOV  (Web site)

Lo scopo del workshop:
Artistic Wedding Photography Workshop

Il workshop è adatto a qualsiasi livello di preparazione dei fotografi e per qualsiasi genere!

Il Workshop rappresenta tutte le tappe di creazione di una fotografia: lo scatto “pulito” senza post-produzione, lo scatto con “ritocco leggero” in Raw Converter, lo scatto con l’uso della post-produzione artistica (photoshop).

Le basi principali del Workshop:

  1. Visione artistica dell’autore “pittore” sulla foto!
  2. Stile unico d’insegnamento, in più approccio individuale con ognun partecipante!
  3. Consigli e raccomandazioni pratiche….. 132 punti…..!
  4. Più di 3.000 partecipanti di 27 paesi e 56 città hanno ricevuto la formazione ai miei Workshop, accrescendo il livello creativo e aumentando i loro compensi!

Programma Workshop – 3 giorni –

(possibilità di partecipare anche un solo giorno qualunque)

1° giorno: filosofia del fotografo matrimoniale e creazione dell’immagine artistica (collage).

Lezione dalle ore 11:00 alle ore 18:00

 La mia filosofia del fotografo matrimoniale

 Psicologia della percezione delle inquadrature

  1. Storia: leggere le immagini (decifrare il messaggio, segni non verbali), trasmettere il senso, la trama, le informazioni.
  2. Contrasto: luce, colore, forma, dinamica, movimento e etc..
  3. Volume: luce e ombre, carattere del contenuto.
  4. Profondità della foto: prospettiva lineare e tonale.
  5. Creatività: da banale a complesso.

 Scegliere l’attrezzatura adatta , corpo macchina e obiettivi peculiari allo scopo di fotografia matrimoniale.

 Creazione dell’immagine artistica.

 Scelta dell’idea e sua applicazione nella realtà: composto tecnico e contenuto artistico.

 Tutti i segreti della creazione del collage ideale.

 Uso degli accessori supplementari come contorno-ambiente (entourage) e trasmissione dell’umore nell’immagine.

 Scatti pratici del Master-Class


===> Portare carta e penna <===


2° giorno: teoria e pratica del servizio fotografico.

Lezione dalle ore 11:00 alle ore 18:00

 Lavoro con la luce: il Workshop evidenzia la sua originalità dei schemi della luce indipendentemente dalle condizioni del tempo!

 Luce artificiale: uso del flash, flash con ombrello, pannello riflettente. Luce mista in ambienti interni ed esterni.

 Luce naturale: ricerca dei luoghi per la trasmissione migliore della luce naturale. Uso del sole e di qualsiasi oggetto riflettente (pannello, muro, acqua, etc..). come creare l’illuminazione ideale con uso del sole.

 Posizionare gli sposi in maniera “vincente” e originale.

 Scelta dei luoghi migliori della vostra città per gli scatti. A cosa dobbiamo fare attenzione. Scatti dei dettagli da utilizzare in post-produzione.

 Creazione degli effetti artistici (texture), quali scintille, acquarelli su bagnato, riflessi, raggi, etc.. scatti senza post-produzione.

 Lavoro con gli invitati del matrimonio.

 Scatti dei dettagli e scatti panoramici della cerimonia per completare e arricchire il foto album.

 Uso dei dettagli e degli accessori per trasmettere “umore” alla foto.

 Elementi di post-produzione: texture dell’ambiente circostante.

 Scatti dei partecipanti al Workshop sotto la guida del Master.


===> attrezzatura: <===

===> corpo macchina, obiettivi, grandangolo 14-28mm, teleobiettivo 70-135mm, flash E-TTL (Canon), I-TTL (Nikon), trasmettitore per Flash <===


3° giorno: teoria e pratica della post-produzione delle immagini.

Lezione dalle ore 11:00 alle ore 19:00

 La mia filosofia della post-produzione.

 Post-produzione con Raw Convertor, con Photoshop CC e altri Plug-in e moduli.

 Post-produzione delle immagini scattate tenendo conto dei segreti e dei trucchi artistici del Master.

 Tecnica della Post-produzione artistica del Master.

Catturare l’attenzione dello spettatore.

Effetti della luce: illuminazione, scintille, sfumature, effetti romantici, magici, etc.. uso degli effetti per trasmettere la realtà dell’umore della foto: pioggia, fumo, neve, fiamme, foglie, petali, etc..

Profondità e leggerezza della foto: tessuti, veli e nastri che svolazzano. Uso delle texture per creare l’atmosfera appropriata nella foto.

Preparazione della foto per la pubblicazione sul web.


===> processo di Post-produzione <===

===> carta, penna, potete usare il vostro notebook ma il processo del lavoro si rallenta <===


I partecipanti possono portare i loro lavori stampati o in formato elettronico per valutazioni e discussioni.

I partecipanti riceveranno: Certificato di Partecipazione al Workshop.

Sulla chiavetta USB i partecipanti riceveranno il materiale del Workshop:

  1. Plug in, Demo version per Lightroom e Photoshop.
  2. Link per vari consigli e materiale per Post-produzione.
  3. Link di altri fotografi “interessanti”.
  4. Grande raccolta di libri e giornali in formato elettronico.
  5. Testi con Post-produzione e collage delle foto in Photoshop.
  6. Immagini del Workshop con varie Post-produzioni effettuate durante la lezione.

Per il pagamento on line, andate sul Sito Originale della BackLight Studio Napoli cliccando qui 


Ti piace ciò che facciamo? Noi non prendiamo finanziamenti di alcun tipo. Tu puoi aiutarci, perché anche un singolo Euro è importante per noi. Per favore, valorizza il nostro lavoro, i nostri sforzi per te, l’energia che ognuno di noi ti dedica, aiutaci. Per questo, se ti piace il nostro lavoro, facci una donazione, offrici anche solo un caffè, è semplice, GRAZIE! Un Euro, che ci vuole?





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Salvini dice agli altri di lavorare, e lui? Lui che fa? Dataroom!

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
salvini-ovunque-superman

Salvini… premettiamo che dopo averlo intervistato più volte, l’uomo, ci sta anche simpatico? …l’uomo…

Salvini… ah, e trovo che come Segretario della Lega, sia bravissimo… come Segretario…

Segretario… Lega… dunque, la notizia è questa, ed è di ieri sull’Ansa:

(ANSA) – GENOVA, 6 APR – “Io lavoro, io rispondo col lavoro, con i fatti. Questa gente che cerca fascisti, comunisti, nazisti, marziani venusiani… i ministri sono pagati per lavorare. Io sono pagato per mantenere ordine pubblico e sicurezza”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini commentando le preoccupazioni del vicepremier Luigi Di Maio per le alleanze europee della Lega con chi nega l’olocausto.

Bene, la dichiarazione di Luigino Di Maio, a cui il Ministro degli Interni, nonché Vice Premier, nonché Segretario della Lega, si riferisce, riguardava presunte future alleanze fra la Lega e l’Ultra Destra Europea…

Ue, Di Maio: “Mi preoccupa la deriva di ultradestra. In Europa la Lega si alleerà con forze che negano l’Olocausto”

Attenzione, Salvini aveva anche aggiunto: “Se invece di polemizzare si lavorasse di più, si sbloccassero i cantieri fermi, l’Italia sarebbe un paese migliore”…

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un Servizio di Alberto Marolda

Vabbeh, mi sembra ormai molto chiaro che ognuno dei due Leader sta parlando più per ricerca di elettori che altro, e mi sembra altrettanto lampante che la Barriera Frangiflutti saranno le prossime Elezioni Europee… vedremo, vedremo cosa accadrà, ma nel frattempo, leggendo queste dichiarazioni, ci siamo domandati… Salvini dice agli altri di lavorare, ma Lui, Lui che fa? Ed allora mi sono ricordato di un bel servizio di Mamma Gabanelli e di Gian Antonio Stella, del Marzo scorso, che, una volta riascoltatolo, mi ha confermato il dubbio… già, ma Salvini, esattamente che fa?

Vi riporto la sbobinatura del testo letto dalla Gabanelli, ma vi linko anche l’originale perché troverete molte più informazioni che è inutile io scopiazzi… il lavoro fatto dal gruppo Dataroom è fantastico!

Noi, magari nel frattempo che leggete, ascoltate e decidete se votare davvero Lega, ci mettiamo a vedere dal 12 Marzo, cosa ha poi fatto il Ministro degli Interni Salvini, oltre alla perenne Campagna Elettorale intendo… 

Oggi, nel frattempo tanto per darvi un aperitivo, Salvini è con Zaia al ViniItaly a fare grande vetrina elettorale e sfoggio di se, ieri, invece, era in visita al Ponte Morandi a parlare con residenti, commercianti, amministratori, ingegneri ed operai quasi come se fosse lui il Premier ed il Ministro delle Infrastrutture messi insieme… il 5 Aprile era a Milano con Giorgetti (Lega) a parlare con il Comitato Olimpico, pubblicando su Instagram la seguente dichiarazione: “Teniamo tantissimo a che l’Italia conquisti le Olimpiadi invernali del 2026. Ci sarebbe un ritorno economico vero di un miliardo di euro almeno“… ora fa anche il lavoro di Ministro dello Sviluppo Economico rendendo inutile persino Di Maio…

Direbbe Bisio: tuttologo!

Ah, lunedì 7 Aprile sarà a Milano, sempre in Campagna Elettorale, al Convegno “Verso l’Europa del Buonsenso”, portandoci veramente a chiedere se sia compatibile la Carica di Segretario di Partito con una Carica Istituzionale cosi complessa ed importante come quella di Ministro dell’Interno.

Eccovi il Testo del Video della Gabanelli:

Il Ministero più delicato in ogni governo è quello degli interni, dal ministro dipendono la Polizia ed i Vigili del Fuoco, i Prefetti, la regolarità delle Elezioni, la Protezione Civile, ha potere di ordinanza in materia di Immigrazione, di Asilo, Soccorso Pubblico, tutela l’Ordine e la Sicurezza del Paese ed l’unica autorità politica che può autorizzare intercettazioni preventive su questioni di Mafia e Terrorismo che richiedono assoluta tempestività, e le deve firmare lui… Quindi, il luogo in cui dovrebbe passare la maggior parte del tempo, è il Viminale…. Bene, Incrociando gli spostamenti del ministro da giugno 2018 a febbraio 2019 risulta essere presente al Viminale, sì e no, 10 giorni al mese, presenze in Parlamento al 2%, assenze giustificate dalle missioni istituzionali, ma lo sono anche la presenza al Palio di Siena oppure a Mosca alla finale dei Mondiali di calcio, al Salone Nautico di Genova, alla Mostra del Cinema di Venezia, in Qatar alla Fiera delle Armi, o a Verona alla fiera dei cavalli? Bene, produttività negli otto mesi di governo? Salvini è stato il firmatario di due leggi, decreto sicurezza e la cessione delle unità navali alla Libia, ed ha risposto ad una interrogazione in forma scritta. Fisicamente assente durante la crisi Umanitaria della nave Diciotti, non c’era in Calabria durante la grande alluvione di fine agosto, 10 morti, non si è visto a Milano durante l’emergenza roghi di metà ottobre, non era presente ai due appuntamenti del consiglio dei Ministri interni europei su Immigrazione ed asilo… per la tragica alluvione del Triveneto si è presentato quattro giorni dopo, a Napoli, a metà Gennaio, esplodono bombe a chi non paga la Camorra e lui si presenta con due giorni di ritardo… bene guardando le agenzie ANSA, i comunicati, le sue presenze in radio in TV, ciò che pubblica su Facebook e sul suo sito “Salvini premier“, la sua vera occupazione è il Segretario della Lega in costante campagna elettorale lungo tutto il paese… il vero Ministro dell’Interno è il suo capo gabinetto Piantedosi

Grazie Milena Gabanelli, grazie del tuo lavoro, fantastico come sempre!!

Restate sintonizzati, di questa cosa ne riparliamo sicuramente, la Campagna Elettorale di Salvini mica termina…

La vignetta di copertina è di Aina Shi,


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Il Faber di Mark Harris, un concerto Operaio a Brescia, l’Intervista

in Alberto Marolda Blog/Eventi/La Musica/Ultimi Pubblicati by
faber-mark-harris-live-concerto-brescia

Faber lo conosciamo bene, ma Mark Harris, con lui che c’entra? Sopratutto, chi è? La Classe Operaia va in Paradiso, cari miei… sempre…

Faber, al secolo Fabrizio Cristiano De André, era un cantautore sopraffino del quale non credo sia necessario farvi l’esegesi… ma Mark Harris?

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un Servizio di Alberto Marolda

Mark Harris …diciamo che, se volessimo parlare usando il gergo calcistico, potremmo dire che Faber è stato un vero Centravanti, una Punta certa, uno col fiuto del Gol, un compositore che, pur attraversando momenti alterni è, da sempre incastonato nell’empireo artistico italiano e non certo per la fine prematura. I Geni, però, hanno bisogno di una squadra per poter vincere…

I Centravanti geniali quindi, sono quelli che segnano, che ti fanno vincere un mondiale con i loro gol, con le loro Hit, ma anche loro non possono giocare da soli, hanno bisogno di una squadra, hanno bisogno dei Mediani, come dice un altro Genio, il Liga, Ligabue, pensando al mitico Lele Oriali, “…una vita da mediano, con dei compiti precisi, a coprire certe zone, a giocare generosi… uno che il pallone devi darlo a chi finalizza il gioco, anni di fatica e botte e vinci casomai i mondiali… “… ed ecco finalmente chi è Mark Harris, cari miei, un Mediano, uno splendido centrocampista che ha aiutato, con la sua arte musicale, Pianoforte, Composizione e non solo, tanti artisti come Fabrizio De AndréEdoardo BennatoToni EspositoAntonella RuggieroLaura PausiniSergio CaputoEros RamazzottiGiorgio GaberSkiantosMassimo RivaMia MartiniEnzo JannacciPino DanieleRoberto VecchioniClaudio ChieffoEugenio Finardi e Renato Zero…. e probabilmente ne scordo qualcuno… ascoltiamolo…

Mark Harris, quando hai conosciuto Faber? Ehhh… Tanto tempo fa ormai, guarda, è stato subito dopo il rapimento, era il 1979, e ci siamo stati subito simpatici, c’era una grande sintonia che siamo riusciti a mettere immediatamente a frutto. Nell’80 abbiamo fatto un primo 45 giri, e da li l’ho accompagnato in diverse progetti, sia per suonare, che per arrangiare, anche in collaborazioni esterne che lui aveva, come ad esempio il disco di Massimo Bubola che era un cantautore con cui stava collaborando…

Avete fatto anche quel brano spettacolare, l’inno alla Madre Universale, quello in lingua Sarda? Beh, quello era un inno tradizionale Sardo, come tanti altri ne puoi trovare sull’isola, ma una volta individuata la versione giusta, mi chiese di arrangiarla alla Pink Floyd, pensa, e poi alla fine mi chiese anche di cantarlo… magico… in un primo momento doveva anche esserci un coro di Tenores, però, la zona di Tempio Pausania era decisamente particolare musicalmente, i ritmi sono differenti, la battuta del tempo con la batteria era estranea per loro, e fu necessario un bel periodo di insegnamento, qualcosa di decisamente stimolante… beh, il risultato è li, un brano che è rimasto nella storia della musica, non solo dialettale… Parliamo del 33 l’Indiano con il brano Ave Maria

Tu, quindi ti impegni anche nella Didattica? Assolutamente si, vengo da una famiglia in cui l’insegnamento è assurto da sempre ad arte, ed io non potevo certo staccarmi dal flusso… con Mussida della PFM, ad esempio, nella sua scuola Centro Professione Musica, insegnare è davvero una mia grande passione… certo ora ho poco tempo, giusto qualche allievo avanzato, però appena capita l’occasione, un Workshop mi vede sempre pronto…

Sei quello che viene definito come un Session Man? Ahhh, io mi diverto da matti suonando dal vivo, e, grazie a Dio mi chiamano con cosi tanta frequenza, che tuttora posso permettermi di scegliere… alla mia età, voglio divertirmi quando suono e voglio farlo con gente che mi piace…

Senti, so che devi andare a provare il Concerto di stasera a Brescia, ma consentimi un’ultima domanda, che mi dici del Rock? Parliamo del Progressive ad esempio? Beh, io ho suonato con Napoli Centrale, con Il Rovescio della Medaglia, sono state delle fantastiche esperienze. Che vuoi, il Rock, specialmente il Prog, è una musica particolare, noi addetti ai lavori, noi e voi giornalisti, possiamo definirla musica complessa, ma per chi ascolta, invece, sono composizioni che danno emozioni, lunghe, affascinanti, ed il Pubblico vuole proprio quello, vuole essere portato via sulle ali di una splendida canzone… certo, e non mi chiamare dissacratore però, anche Donna Summer con tutta la Disco Music che venne dopo, le dava… e sorride guardandoci allegro e sornione… Mark Harris, sai che c’è? Ci hai fatto venire una grande curiosità… noi di Iogiornalista, stasera a Brescia, ci saremo, vogliamo volare anche noi…


Ma dov’è il concerto? Leggete qui…


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Libia, Haftar avanza su Tripoli e la Rai, che fa?

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
haftar-serraj-libia

Libia, una vera tragedia, ma, piena delle “grandi” notizie locali, la nostra Stampa non se accorge subito, intenta com’è, a fregare i Grillini…

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una Chicchetta  di Alberto Marolda

Libia… La notizia ha gli ultimi aggiornamenti registrati circa sei ore fa: “Libia… Il Generale Haftar si troverebbe a soli 100 chilometri da Tripoli, i combattimenti aumenterebbero, ma l’avanzata sarebbe veloce…”… male, ma male parecchio perché l’Italia appoggia Tripoli e l’insediato Consiglio presidenziale guidato da Fayez Al Sarraj, quello che starebbe perdendo… le questioni alla base di questo appoggio sono Petrolifere, Energetiche, e di rallentamento e regolazione dell’Immigrazione… l’ENI… le Trivellazioni… per il Paese, l’eventuale caduta della vecchia capitale, sarebbe un forte smacco alla nostra sempre leggera Politica Estera… tra l’altro, ci troviamo a soli dieci giorni dalla “Conferenza nazionale”, l’incontro che, sotto l’egida dell’Onu, dovrebbe portare a un accordo le varie Tribù in lotta dal 2011, per poter arrivare a veloci e definitive elezioni… è una NOTIZIONA, è LA NOTIZIA DEL GIORNO… e la Rai? La tanto lottizzata RAI? Tg2 delle 20,30, nulla, solo politica interna, Bruno Vespa, nulla, anzi un bello spot antigovernativo con il Zingaretti sorridente ed i sondaggisti tutti riuniti a dire “…evviva evviva il PD risale ed i Cinque Stelle scendono…”, e poi un lungo servizio registrato su l’Aquila…. la Libia, Serraj ed Haftar non esistono… questo è quello che dico… fare informazione, fare giornalismo vero in Italia… chi lo fa più? Basta, ora mi vedo la BBC… ne riparliamo… Macron appoggia e finanzia l’arrembaggio di Haftar, mentre noi siamo li a guardarci l’ombelico, ed a tagliarci i gabbasisi pur di fregare i Grillini… niente di nuovo sul Fronte Occidentale…


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Andrea Scanzi con SALVIMAIO a Breno il 16 maggio.

in Eventi/La Cultura/Lucilla Corioni Blog/Teatro/Ultimi Pubblicati by
Andrea Scanzi x iogiornalista

Andrea Scanzi 2Andrea Scanzi porta SALVAMAIO a Breno.

SALVIMAIO è uno spettacolo che cerca didecriptare una situazione politica complicatissima.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Dopo il grande successo di RENZUSCONI, arriva per la prima volta con un’unica data in Brescia e provincia, SALVIMAIO, il nuovo spettacolo di e con Andrea Scanzi.

Cos’è questa “Terza Repubblica” di cui tanto si parla dopo il 4 marzo?

Esiste o è solo propaganda?

Di Maio e Salvini sono destinati a stare insieme? Che fine ha fatto la sinistra?

Sono alcune delle domande che Andrea Scanzi, col consueto stile ironico e corrosivo, si pone in questo nuovo Salvimaio, la cui tesi è chiara: il populismo che caratterizza la (reale?) Terza Repubblica è una sorta di reazione al fastidio, al dolore, alla disillusione provocati dai professionisti della politica.

Dal gattopardismo 2.0 di Renzusconi al cambiamento (autentico?) di Salvimaio, lo scenario politico italiano è del tutto inedito.

Le due parti sembrano per ora tollerarsi serenamente, di fronte a un’opposizione che non si oppone, un’informazione spesso rancorosa, e gli intellettuali che con Renzi stavano zitti e ora giocano ai ribelli.

Con l’ausilio di musiche e video, Scanzi racconta tutto questo con ironia e partecipazione, senza smettere mai di inseguire uno scatto in avanti.

Il libro omonimo SALVAMAIO (della collana di libri Paper First) sarà disponibile per gli spettatori in ogni data del tour. A fine spettacolo l’autore effettuerà il firmacopie.

https://www.youtube.com/watch?v=Fp0-GFlGbNg&t=89s

 Dall’inciucio al populismo

Terza Repubblica o dilettanti allo sbaraglio?

SALVIMAIO è uno spettacolo che cerca di decriptare una situazione politica complicatissima  dove non si sa minimamente chi siano le persone di cui fidarsi e chi siano le persone che ci deludono profondamente . SALVIMAIO è un concentrato di 100 minuti di ironia, perché si ride, ci si arrabbia (per non usare altre parole più forti), ma alla fine lasensazione dominante che pervade lo spettatore, ma pure il sottoscritto, è quella dello smarrimento. SALVIMAIO secondo me è lo spettacolo che amplifica e racconta appieno questo senso di incapacità di “appartenere” che caratterizza l’italiano di oggi. Non sappiamo più chi sia la  persona meritevole della nostra fiducia e della nostra stima.  Siamo persone che nella maggioranza dei casi dicono IO e non dicono NOI, non perché siamo narcisi, o almeno non solo, ma perché non riusciamo a sognare  insieme al sogno degli altri. Credo che la cifra dello spettacolo sia proprio questa : le persone vengono a sentirmi col disperato bisogno di avere qualcuno che gli spiega quello che sta succedendo, maancora di più hanno voglia di venire per sentirsi meno soli. E se quando finisce lo spettacolo si sentono appena  un po’ meno soli, è una bella vittoria per quello che sta sul palco, cioè il sottoscritto . (ANDREA SCANZI)

Note d’autore

Nato ad Arezzo il 6 maggio 1974. Si è laureato in Lettere, Università degli Studi di Siena con sede ad Arezzo, con una tesi sui cantautori della prima generazione: anno 2000, il titolo era “Amici fragili”. Fa il giornalista dal 1997. Ha cominciato nel Mucchio Selvaggio, dopo alcuni articoli nella fanzine universitaria Zonedombra curata dall’amico Gianluca Dejan Gori. Negli anni ha scritto per Il Manifesto, Il Riformista, L’Espresso, Rigore, MicroMega, Hard Gras (pubblicazione olandese), Linea Bianca, Tennis Magazine, Grazia, Donna Moderna, etc.

Dal 2005 al 2011 ha firmato su La Stampa. si occupava principalmente di cultura e spettacoli, ma tra il 2009 e il 2011 ha fatto anche l’inviato per il motomondiale. Da settembre 2011 è definitivamente passato al Fatto Quotidiano, che a dire il vero lo aveva cercato anche prima della sua nascita, per l’esattezza nell’aprile del 2009: inizialmente rifiutò e non se lo perdonò mai.

Si occupa di quasi tutto, e pare sia un difetto: cultura e spettacoli, sport, politica, costume, sociale, enogastronomia e (ove possibile) sadomaso. E’, tra le altre cose, sommelier degustatore ufficiale (AIS) e assaggiatore di formaggi (ONAF). E’ anche vegetariano, quasi vegano. Fa parte della giuria del Premio Tenco e Premio Bertoli. E’ direttore artistico del Premio Pigro dedicato a Ivan Graziani.

Il suo primo libro, edito da Limina (di cui è stato anche editor tra il 2001 e il 2003), è stata l’ipervenduta autobiografia di Roberto Baggio “Una porta nel cielo/Il sogno dopo”: ne curò i testi con Enrico Mattesini. Poi ne sono arrivati altri. Due di questi, “Elogio dell’invecchiamento” e “Non è tempo per noi”, sono stati più volte ristampati e per questo figurano rispettivamente negli Oscar Mondadori e nella collana BUR Bestsellers Rizzoli. E’ stato tra i primi in Italia a credere nella letteratura sportiva, a raccontare il percorso politico di Beppe Grillo e a fotografare il renzismo.

Dal 2011 gira l’Italia portando i suoi spettacoli teatrali, prima su Giorgio Gaber e poi su Fabrizio De André. Una sua foto al Signor G, scattata con una reflex Pentax MX nel settembre 1991 all’Anfiteatro di Fiesole, è divenuta uno degli scatti più celebri di Gaber, usato per copertine di dischi e libri. 

Spesso lo vedete in tivù. Tra i primi a portarsi sul piccolo schermo, Umberto Nigri (Victory, La7, 2009), Geppi Cucciari (G-Day) e Antonello Piroso (Ma anche no). In alcune occasioni ha recitato (va be’) per Maccio Capatonda. Ha due labrador nere, protagoniste del libro “I cani lo sanno” (Feltrinelli). Ha anche un ego che fa provincia, ma questo si sa.

Una delle frasi a cui è più legato è di Edmondo Berselli, suo amico e maestro. L’ha scritta nel libro “Liù” (2009): “A proposito di allievi, avevo nominato mio discepolo, almeno a titolo morale, anche Andrea Scanzi, il boy di Arezzo, autore fra altre robette gaberiane e beppegrilliste di un eccitante e spiritoso Elogio dell’invecchiamento, dedicato alla cultura del vino, ma ormai è troppo cresciuto e affermato, e quindi allievo un corno, al massimo lo elegg compagno di merende”.

Il 23 aprile, per Rizzoli, è uscito il suo primo romanzo, “La vita è un ballo fuori tempo”, giunto rapidamente alla sesta edizione.

Il 13 settembre è stato il “padrino” della maratona di Alba dedicata a Beppe Fenoglio, davanti a sua figlia Margherita e alla sua città, ed è stato come chiudere un altro piccolo grande cerchio. Nella stagione 2014/15, oltre a continuare la sua attività di osservatore politico (principalmente a Otto e mezzo su La7), è stato uno degli ospiti fissi del Processo del Lunedìsu RaiTre. Sempre lunedì firma Ten Talking Points sul sito del Fatto, rubrica satirica sulla serie A. Ancora sul sito del Fatto, ogni martedì esce sul cartaceo la sua rubrica Identikit e poi, alle ore 18, cura la rubrica Fuoricampo (all’interno dello speciale online Insider). Da settembre ad aprile 2015/16, ogni mercoledì mattina dalle 7.50 alle 8, ha commentato i fatti del giorno su Radio Capital.

Il 23 gennaio 2016, sempre con Giulio Casale, ha esordito a Fiorenzuola con il suo nuovo spettacolo Il sogno di un’Italiaquarta opera teatrale da lui scritta, interpretata e regolarmente depositata alla SIAE, dopo Gaber se fosse Gaber, Le cattive strade e Fuochi sulla collina. Il 6 maggio, giorno del suo compleanno, ha messo in scena a Modena – ancora con Giulio Casale – il suo quinto spettacolo, Quel gran genio del mio amico – Le canzoni di Edmondo Berselli.
A metà luglio è partito Futbol, il programma che ha condotto in seconda serata su La7. Sette puntate, dal 12 luglio al 23 agosto.

Il 12 settembre ha debuttato a Modena il suo sesto spettacolo teatrale, Eroi – Dieci storie emblematiche di sport.

Da ottobre 2016 ha preso la direzione artistica dellArezzo Passioni Festival.

Il 3 novembre è uscito il suo secondo romanzo, ancora per Rizzoli: I migliori di noi.
A fine aprile 2017 è stato l’unico italiano a intervistare, anche in video, Roger Waters. E lì tutto si è compiuto.

Il 30 novembre 2017 è uscito il saggio Renzusconi, per Paper First, con prefazione di Marco Travaglio.

Nel 2018 ha condotto per Nove The Match e, con Luca Sommi, conduce Accordi e disaccordi

Nel 2018 sono usciti Con i piedi ben piantati sulle nuvole (Rizzoli) e Salvimaio (Paper First, libro e spettacolo)

Informazioni e biglietti

Posto unico in poltrona non numerata: 25 euro 

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Punti vendita:

Caffè Letterario Eden – piazza Garibaldi – ISEO

Lalibreria Battioni – via Duomo – ISEO

Edicola cartoleria LILLI – via Sebino – PROVAGLIO D’ISEO

Ricevitoria/Tabaccheria Non solo fumo – via De Gasperi – PROVAGLIO D’ISEO

Libreria Tarantola (Vivaticket) – via F.lli Porcellaga – BRESCIA Pierre2000 – via Da Vinci – REZZATO

Bar Sport – via Seradina – CORTE FRANCA

ANCHE PRESSO IL TEATRO GIARDINO DI BRENO

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In collaborazione con Long Digital Playing srls Edizioni Musicali

Esce il 4 aprile “High ‘N’ Low”, l’ultimo lavoro del Gruppo PNP.

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
Gruppo PNP - FOTO. 720 X 379 jpg

Gruppo PNPGruppo PNP (Parodi, Narbona, Padovan) e il loro HIGH ‘N’ LOW,un disco concepito per il vinile.

Prodotto e pubblicato da Long Digital Playing Edizioni Musicali.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Gruppo PNP (ironicamente evocativo del Gruppo TNT di Max Bunker – vedi Alan Ford) è l’acronimo dei tre musicisti Parodi, Narbona, Padovan.

Questi tre “ragazzi” – con serietà e passione – trasportano gli appassionati e i simpatizzanti del genere tra passato e futuro, dai quartieri della New Orleans degli anni Venti fino alla sperimentazione contemporanea.

Le sonorità, tipiche e riconoscibili del classico trio jazz-blues con l’Hammond, ripropongono standard jazz, ricreando le atmosfere dei grandi Jimmy Smith, Wes Montgomery e di altre eccellenze della popular music.

Il repertorio è composto da brani di D. Robillard, W. Montgomery, E. Cherry, B. Bacharach, J. Smith, B. Timmons più alcuni originali inediti. L’album, volutamente registrato in presa diretta, mira a mantenere l’impagabile immediatezza e spontaneità che scaturisce dall’improvvisazione, ovvero “il sugo del jazz”. HIGH’N’LOW è un “disco” concepito per il vinile, un 33 giri formato CD dove nulla è dato per scontato dove l’interpretazione “libera” focalizza al meglio il fraseggio e il timbro del trio, dando vita a brani improntati sulla raffinatezza, il garbo e la sensibilità. HIGH’N’LOW rivela la grande capacità seduttiva del jazz.

 

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No Tav ed EXPO, CMC e Primo Greganti, chiariamo le Coincidenze

in Alberto Marolda Blog/La Politica/No Tav/Ultimi Pubblicati by
no-tav-chiomonte-cmc

NO TAV, Primo Greganti e l’EXPO, ritornano sempre, lo abbiamo già detto con grande successo in altri articoli, ma…

…c’è ancora qualcuno che è a favore del Partito Calce, Martello e Corruzione

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un Servizio di Alberto Marolda

NO TAV, Primo Greganti e l’EXPO… Chiariamo per loro ed altri… perché dicono che noi siamo tra i furbetti che avvelenano il clima politico con gravi illazioni giocando sulle Coincidenze…
NO TAV, Primo Greganti e l’EXPO… fra i tantissimi like a favore, c’è ne sono due (DUE ???) contro, apparentemente facenti parte del Partito Calce, Martello e Corruzione, ma, lo ripetiamo, per loro e per tutti gli altri che magari non si sono espressi, vi riportiamo i fatti… Fatti, non pugnette e falsità, e sopratutto non maleducazione, dimostrata dai due CONTRO nel gruppo CGIL su Facebook… Se avessero letto veramente l’articolo precedente… mi vedo costretto a citarmi per iniziare questo: “nel 2011 la CMC si era aggiudicata l’appalto per la bonifica del terreno dove avrebbe dovuto sorgere l’Expo 2015, con un maxi ribasso del 42,83%.
Anziché 96,8 milioni a base d’asta la CMC si era aggiudicata l’appalto con un’offerta di soli 58 milioni…”… Ora, dopo l’apertura del Cantiere con l’inizio dei lavori, la CMC presentò ben tre richieste di adeguamento dei costi a causa di difficoltà emerse, e non previste, nella realizzazione dell’opera (atto ILLEGALE, non previsto dall’appalto N.d.A.), minacciando il blocco della bonifica, e l’apertura di un contenzioso con l’Expo, che nel frattempo altri stavano costruendo sul terreno oggetto di appalto di Bonifica che non stava avvenendo. Sala e Pisapia non potevano permettersi il blocco del cantiere di Expo cosi a ridosso dell’apertura, intervenne anche il buon Cantone… il resto è storia, il Cantiere venne ultimato, Expo aprì, la CMC ottenne i suoi aumenti in corso opera, e chiuse l’appalto incassando ben 127 milioni e mezzo di euro, circa 30 milioni in più della base d’asta originaria, che vi ricordiamo era 96,8 milioni… per essere pignoli: 30,7 in più del Base d’Asta e addirittura 69,5 milioni in più dell’Offerta con la quale la CMC si era aggiudicata l’Appalto sbaragliando i concorrenti. La CMC ottiene anche la realizzazione del Padiglione Francese (non sono riuscito a trovarne il valore). Il Primo Maggio 2015 apre Expo Milano, l’8 Maggio 2014 era stato arrestato Primo Greganti con l’accusa di “associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbativa d’asta”. I Pm sono chiari: i due vecchi protagonisti della stagione di Tangentopoli, Primo Greganti e Gianstefano Frigerio, i quali assieme all’ex senatore Pdl, Luigi Grillo, avrebbero posto in essere una “saldatura” fra imprese, cooperative e tutti gli schieramenti politici, da destra a sinistra fino alla Lega, per condizionare e assegnare appalti in cambio di tangenti. Greganti, noto come il collettore delle ‘mazzette rosse‘ più di vent’anni fa, nella “cupola” era, come scrive il Gip, il “soggetto legato al mondo delle società cooperative di area Pd, le quali, come hanno chiarito i pm, venivano da lui protette e favorite negli appalti”. L’inchiesta è capitanata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini. 8 Giorni dopo il nuovo arresto del Compagno G, Il presidente della CMC, in una intervista a “La Repubblica”, ammette che fra la sua cooperativa e il faccendiere Primo Greganti era vigente un contratto di consulenza. Il 27 Novembre 2014 (bisogna far presto, l’Expo deve aprire entro poco, i lavori devono terminare assolutamente), Greganti patteggia una nuova condanna di TRE anni e 10 mila euro di risarcimento con rito abbreviato, Il Compagno G viene finalmente sospeso dal Pd, dove risultava ancora iscritto a Torino, nel circolo 4 di San Donato-Campidoglio. La CMC alla fine, come tutte le altre aziende di Expo, ne esce comunque pulita, a parte il sontuoso Contratto di Consulenza, infatti, la Procura non trova altri contatti fra Greganti e l’azienda Ravennate. L’unica che ne esce male è quella di proprietà del condannato imprenditore vicentino Enrico Maltauro (due anni e dieci mesi), la ICM. Certo c’è da notare che l’inchiesta ed i processi andarono velocissimi, e la dichiarazione “Abbiamo reciso nel più breve tempo possibile i rami malati, proprio per consentire a Expo di ripartire al più presto”, resa dal Procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, la dice davvero lunga sullo stato di profondità delle indagini. 

Ora, tutto questo vi sembra poco? Non vi preoccupate, noi andremo avanti, c’è n’è ancora di grosse da scrivere, e siamo sicuri che l’onesto popolo della Cgil, come tutti gli altri onesti italiani, ci seguirà molto interessato… e chi è invece in favore del Partito Calce Martello e Corruzione? Ma chissene…
Tutto il lavoro che vi abbiamo presentato è frutto di abbondanti ricerche di archivio pubblico, ma se non vi vanno bene, fatevi il nostro stesso lavoro di ricerca senza inutili polemiche da stadio, saremmo contenti arrivaste a provare il contrario delle nostre “coincidenze”. Gli appalti devono essere vinti con onestà e parità fra tutti i competitori, non importa se hai 10 dipendenti o 7500. la CMC, ad esempio, con il ribasso mostruoso che fece all’Expo, vinse, ma poi fermando i lavori pericolosamente per l’apertura della manifestazione, ottenne di incassare ben 69,5 milioni in più della sua offerta. Questo la suggerisce lunga sui possibili costi della TAV Torino Lione… e poi così, sono capaci tutti… certo devi avere come consulente uno che poi viene arrestato per “associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbativa d’asta“, e, attenzione, Matteucci, allora Presidente della CMC, era al suo quinto mandato… non poteva non sapere chi fosse Greganti

Non Vi preoccupate, poi triangoleremo meglio cercando di spiegarci il perché, nella vicenda TAV, c’è anche il focoso Chiamparino…

Restate sintonizzati…


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20 anni senza Faber.

in Eventi/La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
Faber 720 x 379

Faber -Faber, un concerto in ricordo del grande cantautore.

Vent’anni senza di lui.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

 Uno spettacolo con la partecipazione straordinaria del Maestro Mark Baldwin Harris. I Mercantinfiera 2.0 (gruppo musicale veronese, attivo ne panorama musicale da più di vent’anni) propongono uno spettacolo incentrato su alcuni brani tratti dal vasto repertorio di Fabrizio de Andrè . Si tratta di una attenta selezione di canzoni che parte dagli esordi con “La città vecchia” e finisce con alcuni lavori dell’ultimo album  “Anime Salve”, passando ovviamente attraverso il live realizzato da De Andrè con la PFM. Gli arrangiamenti, riproposti nel modo più fedele possibile a quelli originali, rappresentano uno dei tratti distintivi del gruppo. A due anni dall’abbandono dello storico cantante dei Mercantinfiera, è entrato nel gruppo Ninè lngiulla. Avvocato per professione ed artista per passione, che il 7 febbraio scorso è stato ospite al Festival di Sanremo proprio per ricordare il ventesimo della scomparsa di Faber. Tale ricorrenza verrà ricordata anche da EventiMacramé, con una serata speciale, nella cornice del Teatro Santa Giulia di Brescia, con la straordinaria partecipazione del Maestro Mark Baldwin Harris, musicista di Fabrizio De André per molti anni e arrangiatore di diversi suoi capolavori. Collaboratore di artisti quali Edoardo Bennato, Tony Esposito, Antonella Ruggiero, Laura Pausini, Sergio Caputo, Eros Ramazzotti, Giorgio Gaber, Skiantos, Massimo Riva, Mia Martini, Enzo Jannacci, Pino Daniele, Roberto Vecchioni, Eugenio Finardi e Renato Zero.

comunicato stampa 6 aprile Faber

Ninè Ingiulla è nato a Biancavilla (Catania) nel 1985, nutre fin da tenera età una grande passione per il canto e per la canzone d’autore italiana. Parallelamente agli studi scolastici, approfondisce lo studio delle opere letterarie classiche e medioevali, in particolare della Divina Commedia di Dante Alighieri, di cui ha imparato a recitare a memoria numerosissimi canti. È diplomato al liceo classico Arnaldo da Brescia, laureato presso l’Università degli Studi di Brescia, e diplomato alla Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali. Oggi è anche uno stimato avvocato.

Dal 1995 al 2000 ha preso lezioni private di chitarra classica e acustica. Dopo aver suonato e cantato da solista in numerose feste private, teatri e locali pubblici, nel 2007 scrive il suo spettacolo: “ Dante e De AndrèIL SOGNO: INFERNO”. Poi successivamente ìdea la rappresentazione dedicata alla cantica del Purgatorio, intitolato “Dante e De Andrè – Dove l’umano spirito si purga e di salir al ciel diventa degno.” Egli è, inoltre, autore dello spettacolo “ Voci da Spoon River.” Ad oggi si esibisce anche in numerose interpretazioni di pezzi inediti (di cui è autore –arrangiatore e paroliere) e tributi ai grandi della musica leggera italiana e internazionale, lavorando con numerosi musicisti, tra cui Giorgio Cordini, già chitarrista di Fabrizio De André dal 1991 al 1998, anno della morte del cantautore genovese.

Dal 2013 è iniziata una proficua collaborazione col maestro di violino DANILO ARTALE, versatile polistrumentista (pianoforte, mandolino, ukulele), che collabora a sua volta con giganti della musica mondiale come ENNIO MORRICONE, NICOLA PIOVANI. Con l’amico Danilo Artale, Ninè ha formato un gruppo cui ha dato il nome di “SOGNO NUMERO 2“.

Mark Harris, nato in Connecticut (Stati Uniti) da una famiglia di musicisti non professionisti, si avvicina alla musica attraverso lo studio del pianoforte classico. Più tardi si cimenterà nei più vari generi musicali, dalla “new music” contemporanea al rock e al jazz, dando prova di grande eclettismo.

Nell’estate del 1967 si trasferisce insieme alla famiglia in Italia, dove lavora nell’ambito della musica leggera, continuando parallelamente il suo percorso di sperimentazione. Dal 1974 al 1975 ha fatto parte dei Napoli Centrale.

Ha collaborato tra gli altri con Fabrizio De Andrè, Edoardo Bennato, Tony Esposito,Antonella Ruggiero, Laura Pausini, Sergio Caputo, Eros Ramazzotti, Giorgio Gaber, Skiantos, Massimo Riva, Mia Martini, Enzo Jannacci, Pino Daniele, Roberto Vecchioni, Claudio Chieffo, Eugenio Finardi e Renato Zero.

Sua è la voce del brano Ave Maria, in lingua sarda, presente nel disco Fabrizio De Andrè del 1981, suonata anche in occasione del funerale del cantautore genovese.

Si è impegnato anche nella didattica. Nel campo della musica pop è da ricordare il successo che ha lanciato gli Articolo31: Oi Maria (Maria Maria). Ha inoltre accompagnato musicisti stranieri come Al Jarreau, Dee Dee Bridgewater,  Randy Crawford e altri.

È stato direttore musicale della produzione milanese di Grease con Lorella Cuccarini

 

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Intervista a Riccardo Bassi scrittore.

in La Cultura/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
Riccardo Bassi scrittore 720 x 379.- 2jpeg

RICCARDO BASSI“Sognando Bologna” è l’ultimo Romanzo di Riccardo Bassi, in questi giorni in libreria.

E’ un romanzo tra tinte gialle e risvolti noire, edito da Gilgamesh Editrice.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

 

Dopo due anni di silenzio e due romanzi “rosa” (l’amore sempre in prima linea), ecco il rientro narrativo di Riccardo Bassi, scrittore e imprenditore milanese.

Questa volta il colore è il giallo. Un po’ come i gialli Mondadori che, nelle giornate di relax e di pausa, accompagnavano le giornate dei nostri papà e delle nostre mamme. Io ho voluto saperne di più, ed ho quindi voluto incontrare Riccardo Bassi per farci raccontare di questa sua nuova opera.

 

Buongiorno Riccardo Bassi, grazie di concederci questa intervista

Buongiorno a voi, sono io che vi ringrazio.                                                                                                                                               

Da poco è uscito il tuo terzo romanzo “Sognando Bologna”. Ti ha dato soddisfazione questa nuova opera?

Si… In questi giorni stanno arrivando i primi riscontri.

La settimana scorsa mi è capitato addirittura – nei social oppure in rete – di leggere delle citazioni provenienti dai miei libri. Curioso.

Credi ti spingerà a continuare a scrivere?

Mi piace molto scrivere, più scrivo e più vorrei scrivere… un circolo vizioso dal quale faccio, con tanto piacere e altrettanta fatica, ad uscirne…

Sicuramente l’intento è quello di dare continuità ai miei appunti di vita quotidiana.

Descrivimi il tuo libro, e se è vero che scrivere è esprimere ciò che si ha dentro, vorrei sapere quando e perché hai sognato Bologna.

Bologna è la mia seconda città, l’isola che c’è ma che io mi immagino come un piccolo Paradiso delle Arti e della Cultura.

L’ho sempre sognata, tanto più che uno dei miei cantautori preferiti è Luca Carboni che, guarda caso, è bolognese.

Mentre buttavo delle idee qua e là, appunti sparsi e disordinati, è passata alla radio “Piazza Grande” di Dalla. Ho iniziato a girare con la testa tra le Torri e i colli bolognesi, fino a Piazza Maggiore dove, nella mia fantasia, ho incontrato Carboni e Dalla. 

Lì, ho ideato il set, sul quale – in un battibaleno – è scivolato tutto il resto.

Come hai scelto i personaggi del tuo ultimo libro, prendi spunto da persone realmente conosciute?

Quando scrivo, tutto si confonde. La realtà supera l’immaginazione finché la fantasia diventa nuova verità.

I personaggi dei miei racconti sono fumettistici, disegnati come degli eroi di strada, dal volto quotidiano, ma al tempo stesso portatori di esperienze profonde e di cicatrici indelebili.

Nonostante io abbia sempre fatto l’imprenditore, ho sempre avuto una sensibilità importante verso i più deboli. Forse in una vita precedente ero uno di loro…

Qualcuno ha detto che il piacere nello scrivere, è tutto concentrato nella preparazione, una specie di “Aspettando Godot”, sei d’accordo?

Beckett non ha tenuto conto del Digital Factor!

Oggi si vola, non si cammina.

L’attesa sarebbe il top, aspettare qualcosa che non arriva mai oppure in fondo come premio.

Ma la velocità ci frega – per citare Nuvolari – in curva e noi, se non sappiamo sintetizzare e prenderci le cose, rischiamo di scomparire.

Ci vorrebbe qualche Smartphone in meno e qualche App. meno perfetta.

Effettivamente mi sembra strano quando il mio PC è in stand By e scrivo su dei tovagliolini di carta…

Quanto pensi possa essere importante la scrittura, e perchè? (Immagina di spiegarlo ad un giovane)

Viviamo in una società che dà poche certezze e molti dubbi, forse bisognerebbe fermarsi a riflettere.

Scrivere aiuta molto a liberare la mente e leggere crea quel circolo d’aria che sta tra la realtà e l’immaginazione.

Apro “Sognando Bologna” e leggo: “……..Il mare” come mai ti riferisci al mare in quanto in grado di regalarti un abbraccio, quando è risaputo che Riccardo Bassi ama la montagna? 

Amo molto la natura, mi aiuta a rilassarmi e a cercare un equilibrio interiore per poter affrontare meglio la vita…

Vado in montagna da quando sono nato e ho avuto la fortuna di vivere anche negli Stati Uniti (esattamente nel Texas a Houston) dove mio papà, imprenditore, aveva una fabbrica.

Spesso io, lui e mio fratello Stefano, ci rifugiavamo nella casa al Mare (Galveston TX): non ho mai dimenticato la voce melodiosa e inquietante delle onde dell’Oceano.

E poi come canta il grande Gaetano Curreri (Leader del gruppo musicale Gli Stadio) “Perché quelli come noi hanno voglia di sognare e io dal passo del Pordoi chiudo gli occhi e vedo il mare”!


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Solo artiste donne per la rassegna milanese “Fabbrica di note in rosa”

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
Fabbrica di Note in Rosa 720 x 379

Fabbrica di note. 660 x 330Tre eventi che premiano la genialità artistica al femminile, chiamata “Fabbrica di note in rosa”.

Una rassegna dedicata alle attività creative di artiste donne: letterarie, poetiche, pittoriche e non solo.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

La musica dal vivo, di cui Isolamusicaingioco è promotrice da anni, sarà presente e accompagnerà ogni serata. Sul palco dello Spazio TAL si esibiranno jazz band composte da musiciste o in cui la band leader è una donna. Isolamusicaingioco desidera, con questa iniziativa, far conoscere il ricco e fecondo panorama artistico femminile lombardo e milanese, in cui tante talentuose artiste creano opere di pregio, non sempre seguite o valorizzate al meglio. Spesso le artiste hanno dovuto conciliare una vita familiare e professionale con la propria indole artistica, che non sempre ha trovato i giusti canali per venire allo scoperto ed esprimersi al meglio. Inoltre, ancora oggi, in molte iniziative culturali, musicali e artistiche, la presenza femminile è spesso una minoranza (si pensi, per esempio, ai jazz festival). Con queste motivazioni, e conoscendo il ricco mondo artistico femminile, Isolamusicaingico ha voluto strutturare le tre serate in due momenti: la prima parte della serata è dedicata alla presentazione di un libro o di un’attività artistica, la seconda parte vede l’esibizione di band al femminile, o con la leader donna.

Nell’evento “Fabbrica di note in rosa” si esibiranno:La scrittrice Primula Galantucci, che presenterà la sua opera prima, fresca di stampa: “Accade tutto in un attimo”, romanzo autobiografico struggente, pieno di emozioni, colpi di scena e speranza.

La poliedrica artista Nicoletta Magnani, che oltre ad essere una nota pittrice, presenterà, con un monologo recitato, la sua opera prima letteraria:”Biannario”, una raccolta di prose liriche dal carattere diaristico-epistolare.

La creativa Maura Bozzali, biologa, ricercatrice, chef, che nel suo blog:”Rata Tuja”, affronta tematiche inerenti la nutrizione e presenta le ricette vegane da lei create. Verrà a parlarci, come biologa e come chef, del suo blog e degli effetti che ha sulla nostra salute la nostra alimentazione.

L’accompagnamento musicale di ogni serata sarà affidato a musiciste milanesi molto conosciute ed apprezzate nel mondo musicale.

Deborah Falanga (voce) e Rosella Cazzaniga (chitarra) formano un duo molto affiatato, il cui repertorio spazia tra vari generi musicali, offrendo uno spettacolo dove, oltre alla loro bravura come musiciste, si apprezza un gusto e un’ironia molto piacevole.

Irene Natale è una giovane musicista, pianista e cantante jazz, formatasi alla Civica di Milano e al Conservatorio di Milano. Presenta un repertorio ‘al femminile’ che prevede brani di famose cantanti e compositrici, e brani come cantautrice, accompagnata dal batterista Giacomo De Bona.

Désirée Niero, cantante milanese, insieme al chitarrista Dario Napoli, presenta un repertorio di brani manouche francesi e brani jazz americani, evidenziando gli influssi e le contaminazioni tra i due generi jazz al di qua e al di là dell’Atlantico.

I tre eventi in rassegna si terranno presso lo Spazio TAL un venerdì al mese, da marzo a maggio: il 22 marzo, il 5 aprile e il 17 maggio, dalle ore 20 alle 23 circa. Dalle 20 alle 21,30 vi sarà la presentazione di un libro o di un’attività artistica, dalle 21,30 alle 23 vi sarà un concerto.

Il 22 marzo nella prima parte della serata Primula Galantucci presenterà il suo libro ‘Accade tutto in un attimo’ e a seguire vi sarà lo spettacolo musicale di Irene Natale.

Il 5 aprile si parlerà di nutrizione e di cucina naturale con la biologa/chef Maura Bozzali (in arte Rata Tuja) che presenterà il suo blog e le sue ‘artistiche’ ricette, mentre la parte musicale sarà affidata alla cantante Désirée Niero in trio.

Il 17 maggio la pittrice/scrittrice Nicoletta Magnani presenterà il suo libro ‘Biannario’ con un monologo recitato e vi sarà anche una mostra della sua produzione artistica. Lo spettacolo musicale sarà proposto da Deborah Falanga e Rosella Cazzaniga.

Tre serate ricche di proposte culturali e musicali ‘al femminile’.

Obiettivo dell’Associazione Isolamusicaingioco, attiva in zona Isola dal 2004, è divulgare la musica in tutte le sue espressioni e diffondere la sua conoscenza ad un pubblico vasto e variegato, sia per età, che per competenze e conoscenza musicale.

Isolamusicaingioco, nel 2017, ha vinto il bando triennale per la gestione di un lotto all’interno della ‘Fabbrica del Vapore’ ed il suo intento è di far ‘risuonare’ di musica questo ex polo industriale recuperato, sia con i corsi musicali per tutte le età, sia con i concerti per bambini e per adulti.

In particolare, un venerdì al mese, la Fabbrica del vapore diventerà “Fabbrica di note in rosa”, rassegna che prevede un connubio tra arte in senso ampio e musica, in un contesto in cui la Fabbrica diventa un luogo dove fruire cultura ed ascoltare brani insieme ad artiste e musiciste dello scenario contemporaneo milanese e lombardo.

INFORMAZIONI UTILI

SPAZIO TAL – THE ARTLAND, FABBRICA DEL VAPORE, RASSEGNA FABBRICA DI NOTE IN ROSA (Via Giulio Cesare Procaccini, 4, 20154 Milano).


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No TAV, chi è la CMC e perché torna il Compagno Primo Greganti?

in Alberto Marolda Blog/Grandi Opere/La Politica/No Tav/Ultimi Pubblicati by
cmc-primo-greganti

Primo Greganti e la CMC, Cooperativa Muratori e Cementisti… a volte ritornano…

La CMC, come vi abbiamo detto in altri articoli, è l’azienda di costruzioni più grossa del quartetto che dovrebbe gestire la TAV, sia nella parte francese, che nella parte italiana.

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un Servizio di Alberto Marolda

Gli italiani però hanno la memoria corta, e quindi ci vediamo costretti a ricordarvi chi sia questa azienda, e che cosa ci sia dietro. In Italia la CMC, colosso cooperativo delle costruzioni di Ravenna, ha un ruolo da asso piglia tutto negli appalti per le grandi opere italiane. Fra i suoi appalti più importanti potremmo nominarvi la Metropolitana di Cosenza o l’Ospedale Camerano di Ancona, o anche l’adeguamento a quattro corsie della statale Agrigento Caltanissetta, o l’ammodernamento della nuova Aurelia a Savona, o l’Expo 2015 di cui parleremo dopo, ma anche, all’estero per esempio, potremmo parlarvi di due Lotti della Metropolitana di Singapore o degli impianti idroelettrici in Cile, India e Kenya, per concludere con 2 gallerie stradali della tangenziale di Stoccolma. La gloriosa Cooperativa Muratori e Cementisti, nata nel 1901 a Ravenna, è un gigante che però, a quanto pare leggendo tutte le inchieste, le tante inchieste che ci sono state negli ultimi 15 anni, è un gigante, dicevo, con grandi gambe di argilla. Partendo dalla attualità che vede la CMC aver appena chiesto il concordato preventivo con tutti i fornitori, traduzione, “…quanto ti devo 100? Facciamo così ti do 20, sennò faccio fallimento e poi a quello che ti rimane… “… la CMC con il suo fatturato di 3,4 miliardi ed i suoi 7500 operai, che se mancherà la TAV faranno parecchio rumore, è più famosa alle cronache per essere stata la cassaforte del PD, con i suoi continui scambi con il famoso Primo Greganti, lo ricordate?
Alzi la mano chi ricorda il famoso “Compagno G” protagonista, a sinistra, del periodo di Tangentopoli a cavallo del 1993, arrestato da Di Pietro insieme a tanti altri corrotti di altri partiti allora al governo DC, PSI, PSDI, PLI e PRI. Il signor Greganti come lo chiamò il PDS, nuova sigla del Partito Comunista Italiano, fu accusato dall’allora magistrato Antonio Di Pietro di essere destinatario di una tangente di ben 621 milioni di lire versata dall’allora ancora aperta Ferruzzi, grande società agroalimentare, che si era appena mangiata il gruppo Montedison. E perché Raul Gardini avrebbe versato questa enorme, per l’epoca, tangente trovata su un conto corrente denominato “Gabbietta“, del quale Greganti non seppe mai spiegare l’esistenza pur essendone l’intestatario?

Montedison, Ferruzzi, Enimont, Cuccia e Gardini, con il suo strano suicidio mai spiegato, le tangenti enormi, e tutto il periodo di Tangentopoli, un’enorme verminaio dal quale Greganti uscì dopo 3 anni e mezzo di carcere senza aver mai confessato. Confessato il pagamento di una tangente da un miliardo e 246 milioni di lire che gli sarebbe stato fatto, secondo Di Pietro, da un intermediario di Gardini per una serie di ingenti lavori sulle centrali Enel. Greganti non confessò mai, come detto, ma fu comunque condannato a 3 anni e 7 mesi per finanziamento illecito al suo partito, Il Partito Comunista Italiano, poi PDS. Nel Maggio del 2014, Greganti viene di nuovo arrestato per tangenti legate all’Expo 2015. Questa nuova inchiesta della procura di Milano era denominata la “Cupola degli Appalti“, ed è in questa inchiesta che Greganti viene definitivamente unito al nome della CMC al quale era legato con un contratto di consulenza insieme alla società delle figlie denominata Seinco. la CMC realizzò all’interno dell’Expo, fra le altre opere, anche il padiglione della Francia… Ma guarda un po’… Nelle 628 pagine di ordinanza che ha portato al nuovo arresto di Greganti nel 2014, emergono equilibrismi degni del miglior Circ du Soleil, fra il “Compagno G” e gli altri partiti del momento, ricordiamoci che Maurizio Lupi in quel periodo era il ministro per le infrastrutture…

Equilibrismi che vedono la CMC, la ditta consulenziata da Greganti, navigare in acque molto tranquille nonostante un atteggiamento nelle gare di appalto decisamente sfacciato. nel 2011 la CMC si era aggiudicata l’appalto per la bonifica del terreno dove avrebbe dovuto sorgere l’Expo 2015, con un maxi ribasso del 42,83%.
Anziché 96,8 milioni a base d’asta la CMC si era aggiudicata l’appalto con un’offerta di soli 58 milioni. Bene, cosa ci sarà di male direte voi? Beh, se lo era domandato anche il Sindaco di Milano, Pisapia, cosa ci sarebbe potuto essere di male in un ribassone, ma sta di fatto che la CMC, negli anni, ha poi presentato ben tre richieste di adeguamento dei costi a causa di difficoltà emerse, e non previste, nella realizzazione dell’opera. Ad ogni richiesta di aumento corrispondeva regolarmente un “ricatto” (…possiamo chiamarlo così? Decidete voi…) con rinvio nella consegna del cantiere terminato. Ritardi talmente importanti, e coperti al pubblico, che avrebbero dovuto portare il termine della bonifica del terreno su cui per emergenza era sorto nel frattempo tutto l’Expo 2015, alla dopo chiusura dello stesso…

Avete capito bene? I ritardi avrebbero dovuto portare la bonifica a finire dopo lo svolgimento della manifestazione per la quale si era resa necessaria. Dovette intervenire l’Anac di Raffaele Cantone per fare la fretta necessaria, e la CMC ebbe perfino un premio per la tempestività dei lavori.

Un costo finale pagato alla CMC di ben 127 milioni e mezzo di euro, circa 30 milioni in più della base d’asta originaria, che vi ricordiamo era 96,8 milioni… Per carità, ne sono usciti puliti, ma certo, oggi, leggendo queste cronache, i dubbi vengono fuori a pacchi… Quindi, ma che bravi potremmo dire, certo ora devono gestire la TAV, loro, e voi, invece, dopo aver letto questo articolo e la massa enorme di fonti autorevoli presenti sul web, vi sentite così sicuri che i costi, ed i tempi, verranno rispettati dalla Rossa Cooperativa Muratori e Cementisti? Quella che avrebbe appena chiesto il Concordato Preventivo con i Creditori?
Poi qualcuno si domanda perché Chiamparino sia così a favore per la prosecuzione della TAV
Ah, il 20 Settembre 2017, il giovane ingegnere Pier Francesco Boschi, fratello più piccolo della più famosa Maria Elena Boschi, sisi, quella di Renziana memoria, viene assunto nella CMC… non sappiamo se sia ancora li, ma se ve lo dico poi mi chiamate “Complottista”, per cui, sapete che c’è? Cercatevelo voi…

P.s.: sia detto ad evitare querele a perdita di tempo… questo articolo è farcito di coincidenze rilevate su Internet da articoli, siti ufficiali e cronache di processi… solo coincidenze per carità… però, poi, su Chiamparino e Primo Greganti ci torniamo, non vi preoccupate…

P.P.s.: Ehi Salvini, tu, con la tua Lega stai proteggendo questi signori…


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Costi e Benefici No Tav, l’Analisi la trovate qui

in Alberto Marolda Blog/Grandi Opere/La Politica/No Tav/Ultimi Pubblicati by
No Tav analisi costi benefici

Costi e Benefici No Tav, l’Analisi, quella originale della Commissione Ponti, non si parla di altro…

Ora la potete leggere anche qui così vi fate una vostra opinione libera…

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un Servizio di Alberto Marolda

Costi Benefici, gli usi e costumi degli italiani cambiano… stamane, dal Salumiere: “Signora, che dice, oggi abbiamo del buon Pecorino Romano, appena arrivato, fresco fresco, questo, i Pastori Sardi, non sono riusciti a fermarlo… stasera, lo grattugiate a neve fiotta-fiotta sulla Gricia a vostro Marito, ci mettete il Guanciale, e via, chi lo ferma più… che dice, impacchetto?”…. “Antò… sai che non lo so? Ma una Analisi Costi e benefici, l’hai fatta? A Ponti l’hai chiesto?”….

Che ci crediate o no, ormai nel Paese non si parla di altro, nessuno sa cosa sia veramente una Analisi Costi e Benefici, ma, qualsiasi cosa sia, è entrata nel Lessico Familiare, e, cari miei, rassegnatevi, fra il Provolone ed il Pecorino Romano, vi trovate anche questo oggetto strano a dirvi la sua mentre il Salvimaio scricchiola sempre di più…

Ma Salvini e Di Maio, non potevano farla un anno fa, una bella Analisi Costi e Benefici, prima di farlo questo benedetto e sibillino Contratto di Governo?

analisi costi benefici tav Torino – Lione

Relazione tecnico-giuridica Torino-Lione

Ora avete dei dati in più, certo se riuscite a leggerli fino alla fine, perché sospettiamo siano cosi lunghi e prolissi, proprio per farci stancare, e non raggiungerla questa benedetta fine, se non con un rassegnato… “E basta, sapete che c’è? Fatevela questa stramaledetta TAV!!! “…

… Il reinvio di questi giorni, senza prendere una definitiva decisione, con la Telt che comunque ha aperto i “Bandi“, no, scusate, sottilmente ora li chiamano “Manifestazioni di Interesse“, non porterà alla fine, dopo le Europee, proprio a questo?

Restate sintonizzati, perché noi lo faremo…


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