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Solo artiste donne per la rassegna milanese “Fabbrica di note in rosa”

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
Fabbrica di Note in Rosa 720 x 379

Fabbrica di note. 660 x 330Tre eventi che premiano la genialità artistica al femminile, chiamata “Fabbrica di note in rosa”.

Una rassegna dedicata alle attività creative di artiste donne: letterarie, poetiche, pittoriche e non solo.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

La musica dal vivo, di cui Isolamusicaingioco è promotrice da anni, sarà presente e accompagnerà ogni serata. Sul palco dello Spazio TAL si esibiranno jazz band composte da musiciste o in cui la band leader è una donna. Isolamusicaingioco desidera, con questa iniziativa, far conoscere il ricco e fecondo panorama artistico femminile lombardo e milanese, in cui tante talentuose artiste creano opere di pregio, non sempre seguite o valorizzate al meglio. Spesso le artiste hanno dovuto conciliare una vita familiare e professionale con la propria indole artistica, che non sempre ha trovato i giusti canali per venire allo scoperto ed esprimersi al meglio. Inoltre, ancora oggi, in molte iniziative culturali, musicali e artistiche, la presenza femminile è spesso una minoranza (si pensi, per esempio, ai jazz festival). Con queste motivazioni, e conoscendo il ricco mondo artistico femminile, Isolamusicaingico ha voluto strutturare le tre serate in due momenti: la prima parte della serata è dedicata alla presentazione di un libro o di un’attività artistica, la seconda parte vede l’esibizione di band al femminile, o con la leader donna.

Nell’evento “Fabbrica di note in rosa” si esibiranno:La scrittrice Primula Galantucci, che presenterà la sua opera prima, fresca di stampa: “Accade tutto in un attimo”, romanzo autobiografico struggente, pieno di emozioni, colpi di scena e speranza.

La poliedrica artista Nicoletta Magnani, che oltre ad essere una nota pittrice, presenterà, con un monologo recitato, la sua opera prima letteraria:”Biannario”, una raccolta di prose liriche dal carattere diaristico-epistolare.

La creativa Maura Bozzali, biologa, ricercatrice, chef, che nel suo blog:”Rata Tuja”, affronta tematiche inerenti la nutrizione e presenta le ricette vegane da lei create. Verrà a parlarci, come biologa e come chef, del suo blog e degli effetti che ha sulla nostra salute la nostra alimentazione.

L’accompagnamento musicale di ogni serata sarà affidato a musiciste milanesi molto conosciute ed apprezzate nel mondo musicale.

Deborah Falanga (voce) e Rosella Cazzaniga (chitarra) formano un duo molto affiatato, il cui repertorio spazia tra vari generi musicali, offrendo uno spettacolo dove, oltre alla loro bravura come musiciste, si apprezza un gusto e un’ironia molto piacevole.

Irene Natale è una giovane musicista, pianista e cantante jazz, formatasi alla Civica di Milano e al Conservatorio di Milano. Presenta un repertorio ‘al femminile’ che prevede brani di famose cantanti e compositrici, e brani come cantautrice, accompagnata dal batterista Giacomo De Bona.

Désirée Niero, cantante milanese, insieme al chitarrista Dario Napoli, presenta un repertorio di brani manouche francesi e brani jazz americani, evidenziando gli influssi e le contaminazioni tra i due generi jazz al di qua e al di là dell’Atlantico.

I tre eventi in rassegna si terranno presso lo Spazio TAL un venerdì al mese, da marzo a maggio: il 22 marzo, il 5 aprile e il 17 maggio, dalle ore 20 alle 23 circa. Dalle 20 alle 21,30 vi sarà la presentazione di un libro o di un’attività artistica, dalle 21,30 alle 23 vi sarà un concerto.

Il 22 marzo nella prima parte della serata Primula Galantucci presenterà il suo libro ‘Accade tutto in un attimo’ e a seguire vi sarà lo spettacolo musicale di Irene Natale.

Il 5 aprile si parlerà di nutrizione e di cucina naturale con la biologa/chef Maura Bozzali (in arte Rata Tuja) che presenterà il suo blog e le sue ‘artistiche’ ricette, mentre la parte musicale sarà affidata alla cantante Désirée Niero in trio.

Il 17 maggio la pittrice/scrittrice Nicoletta Magnani presenterà il suo libro ‘Biannario’ con un monologo recitato e vi sarà anche una mostra della sua produzione artistica. Lo spettacolo musicale sarà proposto da Deborah Falanga e Rosella Cazzaniga.

Tre serate ricche di proposte culturali e musicali ‘al femminile’.

Obiettivo dell’Associazione Isolamusicaingioco, attiva in zona Isola dal 2004, è divulgare la musica in tutte le sue espressioni e diffondere la sua conoscenza ad un pubblico vasto e variegato, sia per età, che per competenze e conoscenza musicale.

Isolamusicaingioco, nel 2017, ha vinto il bando triennale per la gestione di un lotto all’interno della ‘Fabbrica del Vapore’ ed il suo intento è di far ‘risuonare’ di musica questo ex polo industriale recuperato, sia con i corsi musicali per tutte le età, sia con i concerti per bambini e per adulti.

In particolare, un venerdì al mese, la Fabbrica del vapore diventerà “Fabbrica di note in rosa”, rassegna che prevede un connubio tra arte in senso ampio e musica, in un contesto in cui la Fabbrica diventa un luogo dove fruire cultura ed ascoltare brani insieme ad artiste e musiciste dello scenario contemporaneo milanese e lombardo.

INFORMAZIONI UTILI

SPAZIO TAL – THE ARTLAND, FABBRICA DEL VAPORE, RASSEGNA FABBRICA DI NOTE IN ROSA (Via Giulio Cesare Procaccini, 4, 20154 Milano).


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No TAV, chi è la CMC e perché torna il Compagno Primo Greganti?

in Alberto Marolda Blog/Grandi Opere/La Politica/No Tav/Ultimi Pubblicati by
cmc-primo-greganti

Primo Greganti e la CMC, Cooperativa Muratori e Cementisti… a volte ritornano…

La CMC, come vi abbiamo detto in altri articoli, è l’azienda di costruzioni più grossa del quartetto che dovrebbe gestire la TAV, sia nella parte francese, che nella parte italiana.

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un Servizio di Alberto Marolda

Gli italiani però hanno la memoria corta, e quindi ci vediamo costretti a ricordarvi chi sia questa azienda, e che cosa ci sia dietro. In Italia la CMC, colosso cooperativo delle costruzioni di Ravenna, ha un ruolo da asso piglia tutto negli appalti per le grandi opere italiane. Fra i suoi appalti più importanti potremmo nominarvi la Metropolitana di Cosenza o l’Ospedale Camerano di Ancona, o anche l’adeguamento a quattro corsie della statale Agrigento Caltanissetta, o l’ammodernamento della nuova Aurelia a Savona, o l’Expo 2015 di cui parleremo dopo, ma anche, all’estero per esempio, potremmo parlarvi di due Lotti della Metropolitana di Singapore o degli impianti idroelettrici in Cile, India e Kenya, per concludere con 2 gallerie stradali della tangenziale di Stoccolma. La gloriosa Cooperativa Muratori e Cementisti, nata nel 1901 a Ravenna, è un gigante che però, a quanto pare leggendo tutte le inchieste, le tante inchieste che ci sono state negli ultimi 15 anni, è un gigante, dicevo, con grandi gambe di argilla. Partendo dalla attualità che vede la CMC aver appena chiesto il concordato preventivo con tutti i fornitori, traduzione, “…quanto ti devo 100? Facciamo così ti do 20, sennò faccio fallimento e poi a quello che ti rimane… “… la CMC con il suo fatturato di 3,4 miliardi ed i suoi 7500 operai, che se mancherà la TAV faranno parecchio rumore, è più famosa alle cronache per essere stata la cassaforte del PD, con i suoi continui scambi con il famoso Primo Greganti, lo ricordate?
Alzi la mano chi ricorda il famoso “Compagno G” protagonista, a sinistra, del periodo di Tangentopoli a cavallo del 1993, arrestato da Di Pietro insieme a tanti altri corrotti di altri partiti allora al governo DC, PSI, PSDI, PLI e PRI. Il signor Greganti come lo chiamò il PDS, nuova sigla del Partito Comunista Italiano, fu accusato dall’allora magistrato Antonio Di Pietro di essere destinatario di una tangente di ben 621 milioni di lire versata dall’allora ancora aperta Ferruzzi, grande società agroalimentare, che si era appena mangiata il gruppo Montedison. E perché Raul Gardini avrebbe versato questa enorme, per l’epoca, tangente trovata su un conto corrente denominato “Gabbietta“, del quale Greganti non seppe mai spiegare l’esistenza pur essendone l’intestatario?

Montedison, Ferruzzi, Enimont, Cuccia e Gardini, con il suo strano suicidio mai spiegato, le tangenti enormi, e tutto il periodo di Tangentopoli, un’enorme verminaio dal quale Greganti uscì dopo 3 anni e mezzo di carcere senza aver mai confessato. Confessato il pagamento di una tangente da un miliardo e 246 milioni di lire che gli sarebbe stato fatto, secondo Di Pietro, da un intermediario di Gardini per una serie di ingenti lavori sulle centrali Enel. Greganti non confessò mai, come detto, ma fu comunque condannato a 3 anni e 7 mesi per finanziamento illecito al suo partito, Il Partito Comunista Italiano, poi PDS. Nel Maggio del 2014, Greganti viene di nuovo arrestato per tangenti legate all’Expo 2015. Questa nuova inchiesta della procura di Milano era denominata la “Cupola degli Appalti“, ed è in questa inchiesta che Greganti viene definitivamente unito al nome della CMC al quale era legato con un contratto di consulenza insieme alla società delle figlie denominata Seinco. la CMC realizzò all’interno dell’Expo, fra le altre opere, anche il padiglione della Francia… Ma guarda un po’… Nelle 628 pagine di ordinanza che ha portato al nuovo arresto di Greganti nel 2014, emergono equilibrismi degni del miglior Circ du Soleil, fra il “Compagno G” e gli altri partiti del momento, ricordiamoci che Maurizio Lupi in quel periodo era il ministro per le infrastrutture…

Equilibrismi che vedono la CMC, la ditta consulenziata da Greganti, navigare in acque molto tranquille nonostante un atteggiamento nelle gare di appalto decisamente sfacciato. nel 2011 la CMC si era aggiudicata l’appalto per la bonifica del terreno dove avrebbe dovuto sorgere l’Expo 2015, con un maxi ribasso del 42,83%.
Anziché 96,8 milioni a base d’asta la CMC si era aggiudicata l’appalto con un’offerta di soli 58 milioni. Bene, cosa ci sarà di male direte voi? Beh, se lo era domandato anche il Sindaco di Milano, Pisapia, cosa ci sarebbe potuto essere di male in un ribassone, ma sta di fatto che la CMC, negli anni, ha poi presentato ben tre richieste di adeguamento dei costi a causa di difficoltà emerse, e non previste, nella realizzazione dell’opera. Ad ogni richiesta di aumento corrispondeva regolarmente un “ricatto” (…possiamo chiamarlo così? Decidete voi…) con rinvio nella consegna del cantiere terminato. Ritardi talmente importanti, e coperti al pubblico, che avrebbero dovuto portare il termine della bonifica del terreno su cui per emergenza era sorto nel frattempo tutto l’Expo 2015, alla dopo chiusura dello stesso…

Avete capito bene? I ritardi avrebbero dovuto portare la bonifica a finire dopo lo svolgimento della manifestazione per la quale si era resa necessaria. Dovette intervenire l’Anac di Raffaele Cantone per fare la fretta necessaria, e la CMC ebbe perfino un premio per la tempestività dei lavori.

Un costo finale pagato alla CMC di ben 127 milioni e mezzo di euro, circa 30 milioni in più della base d’asta originaria, che vi ricordiamo era 96,8 milioni… Per carità, ne sono usciti puliti, ma certo, oggi, leggendo queste cronache, i dubbi vengono fuori a pacchi… Quindi, ma che bravi potremmo dire, certo ora devono gestire la TAV, loro, e voi, invece, dopo aver letto questo articolo e la massa enorme di fonti autorevoli presenti sul web, vi sentite così sicuri che i costi, ed i tempi, verranno rispettati dalla Rossa Cooperativa Muratori e Cementisti? Quella che avrebbe appena chiesto il Concordato Preventivo con i Creditori?
Poi qualcuno si domanda perché Chiamparino sia così a favore per la prosecuzione della TAV
Ah, il 20 Settembre 2017, il giovane ingegnere Pier Francesco Boschi, fratello più piccolo della più famosa Maria Elena Boschi, sisi, quella di Renziana memoria, viene assunto nella CMC… non sappiamo se sia ancora li, ma se ve lo dico poi mi chiamate “Complottista”, per cui, sapete che c’è? Cercatevelo voi…

P.s.: sia detto ad evitare querele a perdita di tempo… questo articolo è farcito di coincidenze rilevate su Internet da articoli, siti ufficiali e cronache di processi… solo coincidenze per carità… però, poi, su Chiamparino e Primo Greganti ci torniamo, non vi preoccupate…

P.P.s.: Ehi Salvini, tu, con la tua Lega stai proteggendo questi signori…


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Costi e Benefici No Tav, l’Analisi la trovate qui

in Alberto Marolda Blog/Grandi Opere/La Politica/No Tav/Ultimi Pubblicati by
No Tav analisi costi benefici

Costi e Benefici No Tav, l’Analisi, quella originale della Commissione Ponti, non si parla di altro…

Ora la potete leggere anche qui così vi fate una vostra opinione libera…

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un Servizio di Alberto Marolda

Costi Benefici, gli usi e costumi degli italiani cambiano… stamane, dal Salumiere: “Signora, che dice, oggi abbiamo del buon Pecorino Romano, appena arrivato, fresco fresco, questo, i Pastori Sardi, non sono riusciti a fermarlo… stasera, lo grattugiate a neve fiotta-fiotta sulla Gricia a vostro Marito, ci mettete il Guanciale, e via, chi lo ferma più… che dice, impacchetto?”…. “Antò… sai che non lo so? Ma una Analisi Costi e benefici, l’hai fatta? A Ponti l’hai chiesto?”….

Che ci crediate o no, ormai nel Paese non si parla di altro, nessuno sa cosa sia veramente una Analisi Costi e Benefici, ma, qualsiasi cosa sia, è entrata nel Lessico Familiare, e, cari miei, rassegnatevi, fra il Provolone ed il Pecorino Romano, vi trovate anche questo oggetto strano a dirvi la sua mentre il Salvimaio scricchiola sempre di più…

Ma Salvini e Di Maio, non potevano farla un anno fa, una bella Analisi Costi e Benefici, prima di farlo questo benedetto e sibillino Contratto di Governo?

analisi costi benefici tav Torino – Lione

Relazione tecnico-giuridica Torino-Lione

Ora avete dei dati in più, certo se riuscite a leggerli fino alla fine, perché sospettiamo siano cosi lunghi e prolissi, proprio per farci stancare, e non raggiungerla questa benedetta fine, se non con un rassegnato… “E basta, sapete che c’è? Fatevela questa stramaledetta TAV!!! “…

… Il reinvio di questi giorni, senza prendere una definitiva decisione, con la Telt che comunque ha aperto i “Bandi“, no, scusate, sottilmente ora li chiamano “Manifestazioni di Interesse“, non porterà alla fine, dopo le Europee, proprio a questo?

Restate sintonizzati, perché noi lo faremo…


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No Tav, Marco Scibona, perché No alla Tav Torino Lione

in Alberto Marolda Blog/Grandi Opere/La Politica/No Tav/Ultimi Pubblicati by

No Tav, la posizione del M5S, è sempre stata molto chiara

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una intervista di Alberto Marolda

No Tav… Il 10 Aprile del 2013 abbiamo fatto questa intervista con il Senatore No-Tav-Marco-Scibona. Questo era il commento sotto il video, crediamo serva ricordare e riascoltare…

Molti ormai addossano a Beppe Grillo ed ai suoi Grillini il blocco del paese, la mancanza di un Governo, il crollo dell’economia italiana. Noi siamo convinti che per l’enorme lack di comunicazione che il gruppo dell’ex comico ha, di fatto l’unico contatto con l’opinione pubblica è ormai rimasto solo il suo blog, e qualche volenteroso VideoMaker esterno, noi, unici giornalisti, le vere informazioni non arrivano alla gente, agli elettori, provocandone l’allontanamento sdegnato. C’è bisogno…

Siamo ad oggi, 08/03/2019, non sembra sia cambiata molto la situazione…


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No Tav… c’è ancora convinzione? M5S resistenza ad oltranza?

in Alberto Marolda Blog/Grandi Opere/La Politica/No Tav/Ultimi Pubblicati by
tav-costi-benefici

La TAV Torino Lione è un treno che ancora non esiste, eppure va velocissimo e con una motrice alla cui guida non si capisce chi ci sia veramente…

La TAV torino-lione, nella sua folle corsa, rischia davvero di travolgere il governo 5 Stelle Lega, per cui cerchiamo di fare un punto della situazione senza annoiare i troppi distratti fuori dal Piemonte.

La buffonata dei Tecnici della Lega…

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un articolo di Alberto Marolda

I tempi sono strettissimi, e vi assicuriamo che per noi che cerchiamo di tenerci al corrente leggendo tutte le note di agenzia e confrontandosi con i colleghi, gli eventi si muovono in maniera decisamente troppo convulsa, tanto che diventa difficile fare una cronaca ragionata. Tutti seguono solamente gli eventi di questa maledetta Tav… Alzi una mano chi si ricorda più del latte dei Pastori Sardi per esempio? Caro Partito Sardo di Azione, caro Solinas, siete avvertiti, questo significa governare con la Lega…

Chi vi scrive, credo sia importante dichiararlo, è fermamente convinto che non servirebbe nemmeno entrare nel merito dei cosiddetti costi benefici che sono alla base, che sarebbero alla base, permettetemi il condizionale, della scelta Tav sì, oppure Tav no.

Credo che con il paese Fermo nelle sue opere pubbliche più importanti, risanamenti e manutenzioni comprese, non sia etico, morale, opportuno, perdere tutto il tempo che si sta perdendo per capire e conseguentemente decidere, se fare o non fare un’opera che comunque ha una sua linea sostitutiva già perfettamente funzionante, più lenta, meno lenta, più capiente, meno capiente, ma una linea che fa, che percorre la stessa direttiva già c’è, ed è quella che passa per il Frejus. Estremamente sottoutilizzata.

Non è morale, in un paese dove per andare a Matera non c’è un treno, o dove per scendere sotto Bari, non c’è una super strada decente, o linea ferroviaria doppia, o dove per andare da Messina a Palermo, devo fare strade comunali, e non c’è un treno diretto, o anche banalmente se devo andare da Terracina a Latina, oggi dopo le piogge smottamenti e morti dei mesi scorsi, devo percorrere per forza solo la pericolosissima Fettuccia di Terracina, vecchia strada a due corsie rimasta tecnicamente aggiornata al 23 Marzo 1951, quando lo spericolato pilota Piero Taruffi provò a battere il record del chilometro lanciato con la sua Maserati bisiluro 4 cilindri…

Non è morale pensare di investire soldi in una linea ferroviaria per il trasporto merci tra l’Italia e la Francia, linea che ne doppia un’altra preesistente, lo ripeto, tra l’altro sottoutilizzata, quando in Italia ci sono ancora persone che vivono nelle tende dopo i vari tristi terremoti degli ultimi anni.
La linea TAV Torino Lione non è morale per le molte opere pubbliche che mancano nell’intero Paese, troppe, anche al Nord, opere che però vi elencherò in un altro articolo, ora andiamo avanti, perché un giornalista serio deve cercare di mantenersi asettico, ed elencarvi i fatti in modo tale che voi possiate farvi una vostra opinione.

Quello che ci sembra estremamente importante farvi notare, fra tutte le ribollenti notizie, è che ieri sera, SEI marzo 2019 a Palazzo Chigi c’è stata una riunione fiume proprio su questo argomento, magari lo avrete letto, magari no, ma quello che è stato complicato leggere, o ascoltare dalle varie note televisive, era la composizione delle compagini tecniche che si sono confrontate con i vertici Lega – Cinque Stelle sino a tarda notte, per tentare di dipanare il ponderoso Dossier Tav NO preparato dalla Commissione guidata da quel Marco Ponti che è Professore ordinario di Economia e Pianificazione dei Trasporti, al Politecnico di Milano. 

Attenzione, prima di andare avanti a leggere, segnatevi che Ponti, alla riunione di ieri, non c’era, non c’è andato, e proprio ieri è uscito con un focoso articolo sul Fatto Quotidiano, ed un intervista sulla Rai, sulla assoluta necessità di non fare la TAV, e di dedicarsi invece a tutte le altre opere pubbliche che servono al Paese. Lui che tra l’altro è un noto pessimista sulle opere pubbliche.

Comunque dicevo che è stato complicato trovare l’elenco dei tecnici che sono intervenuti alla riunione di ieri sera, e solo una nota della Presidenza del Consiglio uscita in mattinata è servita a far cadere il velo su chi è uscito dalla riunione Ieri sera, addirittura rifiutando di dire il proprio nome e cognome ai cronisti.

Il buon Conte ci racconta che: “La prima parte della riunione è stata dedicata ad approfondire l’analisi costi-benefici acquisita dal Mit, analisi che è stata illustrata dai componenti della Commissione Ramella e Beria. Sono intervenuti in questa fase vari altri esperti che hanno affiancato i membri del Governo e hanno contribuito a sviscerare i contenuti dell’elaborato tecnico in tutti i suoi aspetti”. Il presidente prosegue poi raccontandoci i nomi mancanti, quelli delle due squadre di professori, una del M5S e l’altra della Lega. I tecnici riuniti sono stati undici e tra questi il Movimento ha giustamente portato due membri della commissione che ha redatto l’opera che ha bocciato la TAV, analizzandone i costi e benefici, Paolo Beria, Professore associato di Economia dei trasporti del Politecnico di Milano e  Francesco Ramella, ingegnere del Politecnico di Torino e dell’Università di Southampton. A completare la squadra c’erano anche Gaetano Marzulli, giurista e capo staff di Toninelli al Mit, Pierluigi Navone, anche lui al ministero, dove è Direttore della Direzione per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie per concludere con Pasquale Pucciariello, coordinatore della task force sulla relazione giuridica dell’opera. La Lega ha risposto con una sua squadra la cui figura di spicco era Pierluigi Coppola, unico componente dissidente della Commissione diretta da Ponti, ed ex consulente dell’Ex Ministro Graziano Delrio che cosi profondamente sponsorizzò la TAV.

Vi sembra cosi strano che Coppola non volle firmare le conclusioni volute dal Professor Marco Ponti? 

Gli altri componenti della squadra leghista erano Alberto Petroni, docente del dipartimento di Ingegneria e Architettura di Parma, Carlo Vaghi, ex assessore leghista di Bollate, docente di economia della Bocconi, e militante del Carroccio dagli anni Novanta, Gino Ferretti, rettore dell’università di Parma dal 2000 al 2013, Francesco Parola, docente di economia e gestione delle imprese a Genova.

Ora, è così difficile notare ed accorgersi che i componenti tecnici specifici nel settore trasporti della Lega, quelli che avrebbero dovuto discutere senza preconcetti dell’opportunità della TAV, avevano come capo delegazione, ed unico, DICO UNICO tecnico dei trasporti, il dissidente piddino Coppola? Alberto Petroni, ad esempio, che nella nota di Palazzo Chigi viene furbamente messo come appartenente al dipartimento di Ingegneria ed Architettura di Parma, in realtà, se vai a vedere, è semplicemente un Ingegnere Gestionale, assolutamente fuori dal settore dei trasporti. Non mi parlate poi di Vaghi e nemmeno di Ferretti, o tantomeno di Parola che, come potete già leggere sopra non c’entrano nulla con i trasporti. Saranno pure tutte persone molto degne ma non c’entrano nulla con i trasporti. E questo mi sembra molto chiaro ora, e doveva essere assolutamente chiaro durante la riunione.

Allora perché? Allora perché il MoVimento 5 Stelle non si è alzato dal tavolo e non se ne è andato? Allora perché Toninelli e Di Maio sono rimasti a discutere fino a tarda serata con Salvini, e con Conte? E allora perché il professor Ponti si è smarcato ieri, e non ci è andato?
Forse che la decisione sia già stata presa e stanno solamente cercando la maniera di farci digerire la realizzazione della tanto combattuta TAV? Forse che Marco Ponti ha voluto sottolineare un bel “fate Tutte le porcate che volete, ma non nel mio nome“? Come dicono nei paesi anglosassoni “not in my name“…

Vi lascio con queste domande…

Pensateci stanotte, domani vi riporterò un intervista a Marco Scibona, un ex parlamentare del MoVimento 5 Stelle, attivista dei No Tav, che feci qualche anno fa.

E’ molto chiara, e spiega perché non dobbiamo fare la TAV, allora come oggi.


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Zingaretti e Di Maio, lotta dura contro i Condizionali ed i Congiuntivi

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
di-maio-zingaretti-congiuntivi-condizionali

Congiuntivi e Condizionali a gogò… insomma l’hanno fatta pesante da lungo tempo con i Congiuntivi e co. di Di Maio, ed ora con Zingaretti?

Congiuntivi e Condizionali… Non si parla di altro, ora si parla solo di “A me hanno imparato” e della “Primina“, leggasi “Titolo di Studio”, di Zingaretti, sul quale il nuovo Boss del PD nicchia con ostinazione…

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un articolo di Alberto Marolda

Congiuntivi… Caro Zingaretti, ma perché vergognarsene quando Di Maio e co. non lo hanno fatto? Perché non parliamo dei veri problemi dell’Italia e di cosa, di grazia, dovrebbe essere allegra la Sinistra per una Debacle del M5S? Caro Zingaretti, ma è un caso che il tuo primo atto è stato andare a Torino a pagare pegno da Chiamparino per inneggiare alla Santa TAV, quella portata avanti da Salvini, dalle ricche Madamine e dalla Lobby dei grandi Costruttori ed Industriali Piemontesi?

Come diceva Moretti a D’Alema nel Film Aprile…

D’Alema dì qualcosa di Sinistra…. Zingaretti, questa è la Coazione a Ripetere della Sinistra Italiana?

I titoli di studio, e per favore, che non se ne parli più di Congiuntivi e Condizionali ma, invece, di Contenuti…

Salvini: (dalla Wikipedia) Nasce a Milano da genitori milanesi, figlio di un dirigente d’azienda e di una casalinga.[3] Nel 1988, a 15 anni, partecipò a Doppio slalom condotto da Corrado Tedeschi su Canale 5[4] e nel 1993, a 20 anni, a Il pranzo è servito condotto da Davide Mengacci, all’epoca in onda su Rete 4.[5][6] Salvini frequentò il Liceo Classico “Alessandro Manzoni” di Milano, dove si diplomò nel 1992,[7] con una valutazione di 48/60[8]. Si iscrisse quindi al corso di laurea in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Milano, per poi trasferirsi l’anno dopo al corso di laurea in Storia. Durante il primo anno di studi storici, Salvini – per potersi mantenere – lavorò presso la catena di fast food Burghy[9]. A commento di questo periodo Salvini scherzò così: «Arriverà prima la Padania libera della mia laurea»[9]. In seguito, decise di abbandonare l’Università a cinque esami dalla conclusione del ciclo di studi[8] – dopo 16 anni[10] –, senza aver conseguito una laurea.[1][10][11]

Di Maio: (dalla Wikipedia) Cresciuto e formatosi a Pomigliano d’Arco (Napoli), è il maggiore di tre fratelli. La madre, Paola Esposito[1], è un’insegnante di italiano e latino, mentre il padre Antonio, imprenditore edile, è stato dirigente prima del Movimento Sociale Italiano e in seguito di Alleanza Nazionale.[2] Dopo il diploma di liceo classico,[3] si iscrive all’università. Sceglie dapprima la facoltà di ingegneria[4] per poi trasferirsi a giurisprudenza dell’Università di Napoli Federico II,[5] senza completare gli studi.[4][6][7][8] Giornalista pubblicista dal 2007,[9][10] ha lavorato per un breve periodo come webmaster e come steward allo stadio San Paolo[11] per poi lanciarsi in politica candidandosi nel Movimento 5 Stelle.[12]

Toninelli: (dalla Wikipedia) Nato a Soresina nel 1974, vive a Castelleone con la moglie e i due figli.[2] Dopo la maturità al Liceo scientifico “Pascal” di Manerbio, frequentato nella sezione di Orzinuovi, nel 1994 si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Brescia dove si laurea nel 1999.[2] Dal 1999 al 2002 è Ufficiale di Complemento dell’Arma dei Carabinieri.[2] Prima di essere eletto deputato, è stato impiegato come liquidatore sinistri e ispettore tecnico presso un’impresa assicurativa.

Di Battista: (dalla Wikipedia) È nato a Roma da genitori di Civita Castellana[2], figlio di Vittorio, già consigliere comunale nelle file del Movimento Sociale Italiano[3]. Si è diplomato presso il Liceo Scientifico “Farnesina” di Roma con votazione 46/60[4] e si è poi laureato in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi Roma Tre. Ha inoltre conseguito il Master di II° Livello in Tutela Internazionale dei Diritti Umani all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”[1].

Zingaretti: (dalla Wikipedia) È il fratello minore dell’attore Luca Zingaretti. Sposato con Cristina, ha due figlie: Flavia e Agnese.[4] È diplomato in odontotecnica (DIPLOMA TECNICO QUADRIENNALE PROFESSIONALE, NON E’ IL DIPLOMA SECONDARIO DI MATURITA’) e ha frequentato l’Università La Sapienza di Roma senza conseguire la laurea (NON POTEVA, NON AVEVA IL DIPLOMA SECONDARIO NECESSARIO).[5]

Gli incisi Maiuscoli sono nostri, e… caro Zinga, non sarebbe il caso di correggerla questa Wikipedia? Così non ne parliamo più?

Ah… scordavo, e D’AlemaDiplomato al liceo classico, dal 13 marzo 1991 è iscritto all’albo come giornalista professionista… Però… non avevo mai ascoltato dibattiti sul suo Titolo di Studio… che stranezza…

Alberto, non andare via… e Berlinguer? E Almirante? …. Per favore…


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Mimmo Cavallo, il cantautore “identitario” riceve il Premio “La settima nota 2019”

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
Foto di Giancarlo Carnieli 2019

Mimmo Cavallo x sitoMimmo Cavallo riceve il premio alla carriera durante la serata di presentazione del nuovo libro di Riccardo Bassi, un giallo-rosa sulla scenografia di Bologna.  

Grande partecipazione alla quarta edizione della Convention arti per la musica.

 

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

“LA SETTIMA NOTA”, incontro con le arti, le musiche e le parole che dal 2015 premia interpreti, autori e compositori storici della musica italiana e internazionale, si è svolta Pantigliate (MI) sabato 23 febbraio, all’interno della suggestiva scenografia del Teatro Oratoriale.

Sono intervenuti Don Claudio della Comunità Kairos, l’attore Henry Zaffa e il Mago Eta Beta, per celebrare i due eventi che quest’anno hanno avuto un ruolo centrale nel contesto della convention: quello di Riccardo Bassi (che ha presentato il suo terzo libro “Sognando Bologna” edito da Gilgamesh) e quello di Mimmo Cavallo (che ha ricevuto la tradizionale scultura in vetro realizzata dall’artista mantovano Raffaele Darra, opera che ritrae l’artista premiato e i marchi promotori della manifestazione. Luca Bonaffini, ideatore e promotore principale del Premio La settima nota, ha condotto la serata con energia e scioltezza, intervistando Dario Bellini (editore di Gilgamesh) e Riccardo Bassi e Mimmo Cavallo che, con generosità e calore, ha suonato per quasi un’ora canzoni scritte per Zucchero, Mia Martini, Fiorella Mannoia. Mimmo Cavallo ha quindi chiuso il suo intervento, prima di ricevere la scultura di Darra consegnatagli da Lucilla Corioni (manager di LC COMUNICAZIONE) con lo special guest di 6 giovanissimi musicisti (4 fiati, percussioni, tastiere) con gli evergreen “Uh Mammà” e “Siamo meridionali”. La serata si è conclusa con un omaggio di Luca Bonaffini a Lucio Dalla, cantando “Piazza Grande”, mentre a sorpresa sono saliti sul palco Riccardo Bassi e Mimmo Cavallo condividendo il celebre brano del collega bolognese.

L’evento è stato prodotto da Long Digital Playing Srls Edizioni Musicali in collaborazione con LC COMUNICAZIONE.

Appuntamento alla prossima scultura, dunque, con altri grandi artisti e amici dell’arte.

Foto della premiazione di Giancarlo Carnieli 2019

 

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Sardegna, Super Salvini si sgonfia alla prova dei fatti locali

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
super salvini sardegna

Sardegna, vince Solinas, rappresentante del listone del Centro Destra Sardo, è la conferma del Salvinismo volante?

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un articolo di Alberto Marolda

Sardegna vince Super Salvini? No, ni, insomma, il Centro Destra vince, e Solinas va al potere nella Regione, ma la Lega non porta positivamente a termine il suo intervento di coprofagia cannibale nei confronti di Forza Italia, del redivivo Berlusconi, e dell’FDI della Meloni, ma, anzi, non fa altro che minare il suo persistere nell’attuale Governo del Paese.

Una cosa scaturisce infatti molto certa dalle urne Sarde, caro Super Salvini, con le Elezioni Sarde NON, ripeto, la Lega non è diventata il Super Partito della Destra Italiana, in grado di camminare da sola con le proprie gambe fregandosene degli alleati Grillini, ma sopratutto del Padre Berlusconi e della Sorella Meloni.

Vero? Vediamo… Christian Solinas, il nuovo Governatore di centrodestra, è il leader del vecchio Partito Sardo d’Azione, eletto al Senato con la Lega alle ultime elezioni politiche, ed è frutto dell’accordo fatto dal Sagace Super Salvini nel 2017, in vista delle Politiche del 2018 per tentare di dare una base credibile alla Lega in Sardegna. Un accordo tra un Partito che non esisteva in Sardegna, ed uno che esiste e fa molto rumore locale sin dal 1921.

Solinas è capo di una cordata di 11 liste, che contengono ben 14 Partiti, fra i quali la Lega, appunto, partito di Governo che nel 2014, ultime elezioni, non si era nemmeno presentata. L’allegra compagnia comprende: PSd’Az-Christian Solinas Presidente, Lega Salvini Sardegna, Forza Italia Berlusconi per la Sardegna, Energie per l’Italia di Stefano Parisi (La lista comprende anche candidati di Partito Repubblicano Italiano, Partito Liberale Italiano e Alleanza Liberaldemocratica Italiana), Unione di Centro Sardegna, Riformatori Sardi, Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni, Unione Democratica Sarda, Fortza Paris, Sardegna20Venti Tunis, Sardegna Civica… e chi più ne ha più ne metta, della serie, avanti c’è posto…

Un vero Papocchio, Zombie inclusi, che alle 19,30 sta vincendo con il 47% contro il 33% dell’altrettanto varia compagine che appoggia il candidato del Centro Sinistra, il Sellino Massimo Zedda. Un Minestrone che però vede la Lega, nonostante Super Salvini sia instancabilmente volato a parlare con tutta l’Isola, dalle Alpi alle Piramidi e dal Manzanarre al Reno, incontrando operai, artigiani, imprenditori, e sopratutto i pastori, vede, dicevo, la Lega attestarsi solo ad un misero 12%, contro i Grillini dati per una chiusura personale al 9%…

E, caro Super Salvini, sulla base di questo misero risultato Lei si sentirebbe autorizzato a chiedere un reimpasto di Governo?

Ah, non scordiamoci che, caro Super Salvini, lei ha avuto a disposizione eventi eccezionali, la gestione solinga della questione Pastori Sardi, e la divisione sul caso Diciotti all’interno del Cinque Stelle, eppure il suo 47% contro l’11% del candidato M5S, Francesco Desogus, vale solo 12 contro 9… direbbe qualcuno… chest’é? Questo è?

Come quei bambini che si agitano e piangono da pazzi, mettendo in ansia tutto il vicinato, e poi alla fine fanno solo una puzzetta, lei, caro Super Salvini, stia ben tranquillino ora che forse torna a Roma a lavorare ogni tanto, la TAV, non si deve fare ed il programma va avanti com’è scritto!!!

I Grillini sono ancora vivi, Nugnes permettendo… approposito, ma la Senatrice la conosce la Democrazia di voto?

Ne dobbiamo proprio parlare…

La vignetta di copertina è di Aina Shi,


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Rai: Disinformazione di Partito, Vicaretti mon Amour

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
vicaretti rai disinformazione

Vicaretti, Rai, Arsenico e vecchi Merletti, Disinformazione, vecchie abitudini da Lobby

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una nota di Alberto Marolda

Ma, esattamente, fatemi capire… il collega Vicaretti di RaiNews, nella sua perenne campagna elettorale a favore del PD con stipendio a carico della collettività, ha capito bene che il candidato del Centro Sinistra in Sardegna, il 43 enne signor Zedda, Sindaco di Cagliari, riconfermato a larga maggioranza dopo il primo mandato col 60%, è un uomo di terra di Sardegna, Vendoliano, nato e cresciuto nel SEL di Vendola? Zedda è un uomo che, a suo tempo, a 35 anni, ha ridicolizzato l’ufficiale Candidato del PD, il Senatore Cabras, per diventare un pilastro di SEL, combattendo regolarmente la nomenclatura Piddina romana… etcetc… basterebbe guardare la wiki su questo, ma anche note proprio di RaiNews, ed allora perché? Perché Vicaretti continua a cantare vittoria del PD intervistandone i grandi Notabili, ROSSI incluso? Contorno di colleghi compiacenti incluso? Che dite, avrà problemi di udito? Gli occhiali li ha già, gli compriamo una confezione di Cotton Fioc?
Vicaretti, ma hai veramente capito cosa significa fare il giornalista conduttore di una trasmissione di commento politico in prime time su una televisione pubblica statale? Un pochetto meno di sfacciataggine ed ipocrisia, porterebbe ad una migliore figura professionale… ma io sono vecchio e non conto nulla, per carità…


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Diciotti, M5s e Salvini? Parliamone ancora… senza Tav però…

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Movimento Cinque Stelle/Ultimi Pubblicati by
salvini-di-maio-diciotti-scelta

Diciotti, Di Maio, Salvini e la base dei 5 stelle in equilibrio instabile su una sottile lama di rasoio… TAV compresa…

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un articolo di Alberto Marolda

Dunque… Che rompano i gabbasisi quelli della folta opposizione, quelli del Renzusconi redivivo, ci sta, era prevedibile, direi inevitabile, ma che i malumori vengano dall’interno, no, questo non me l’aspettavo, pensavo proprio che le regole di ingaggio fossero ormai chiare per tutti, alla guerra si va come alla guerra, e questa, E’ una guerra.
Prendiamo come esempio la Diciotti, cosi ci chiariamo le idee sul comportamento sia della base grillina che di tutta la gerarchia cantante.
Cos’è la Diciotti innanzitutto? Un trappolone, un vero e proprio trappolone, solo così si può definire l’iter che è culminato con la votazione che ha richiamato più di 52000 elettori grillini (me incluso) ad esprimersi sulla piattaforma Rousseau. Il quesito era questo: “Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari paesi europei, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato?” Due le possibili risposte: “Sì, quindi si nega l’autorizzazione a procedere” oppure “No, quindi si concede l’autorizzazione a procedere“. La scelta di lasciare confinati sulla nave della Marina militare gli immigrati, quindi, fu, o no, una scelta di politica nazionale, svolta in maniera collegiale? Una tagliola affilata e pronta a tagliare la testa di Di Maio e company, oppure, ed in alternativa, quella di Matteo Salvini, favorendo con tutta evidenza l’inutile papocchio all’opposizione… Berlusconi e Renzi avrebbero ringraziato capochino a terra… Ed invece? Ed invece nulla, ormai è storia affermata, hanno vinto i “salviniani”, 60 a 40, ed il ministro leghista è salvo. Tutto bene? No, assolutamente no, perché i “perdenti” non hanno accettato di aver perso, e minacciano diaspore e fughe per la tangente, i vincenti l’hanno fatto ma molti di loro, sotto sotto, non ne erano convinti, l’opposizione spara a palle incatenate contro l’inciucio grillino, reo di scambio Salvini TAV Reddito di Cittadinanza e chissà quale altro complotto demoplutogiudaico… insomma, pare proprio che questa votazione abbia scontentato tutti, ma è vero?

Partiamo dal quesito, non era chiaro? Induceva in errore? Non mi pare, io l’ho letto in un attimo e l’ho capito subito, dare la colpa alla domanda ed alle risposte, significa davvero dare del cerebroleso al grillino medio, e se così fosse, allora, si capirebbero tante altre cose nel Movimento, ma siccome io non credo che l’Italiano medio sia un imbecille, un certo tasso di ignoranza, si, ma imbecille no, non credo assolutamente che esista chi abbia votato alla cieca o abbia potuto sbagliare per come era posto il quesito… capito Nugnes, Fico e Grillo?

Dopo di che, sarebbe stata davvero una decisione collegiale presa negli interessi dello Stato? Beh, è vero che siamo di memoria corta, ma la Diciotti non è proprio cosi vecchia come storiella, non credo che ci sia qualcuno che non ricordi che in quei giorni non si parlava di null’altro. Quindi, se non si fosse trattato di una decisione corale su un argomento così crossmediatico, risulterebbe davvero strano al punto da voltare il quesito genere: “Potete mai pensare che Salvini sia cosi libero di fare quello che gli pare al Governo, senza che nessuno degli altri componenti lo abbia mai richiamato sulla Diciotti?”… No, dico, allora la prossima volta Salvini dichiarerà guerra alla Francia, e nessuno ne saprà nulla… maddai…

Ora parliamo della Guerra, e di come alla Guerra si vada vestiti, pronti e preparati come alla Guerra. Nel Movimento ci sono parecchie cose che non vanno, cose che mi fanno dubitare ed alzare la mano sin dalle sue fondamenta, Casaleggio e Grillo inclusi, ma questo non vuol dire che all’interno del Movimento non ci siano anche tante altre cose che invece funzionano bene. A partire proprio dalla Democrazia interna, di cui queste votazioni fanno parte, cosa che non trovi in nessun altro Partito, sia ben chiaro. Ne riparleremo, dobbiamo parlarne bene qui ed oltre, anzi, una delle cose che c’è nel Movimento è che se ne può parlare, non fosse altro che i Meetup, de minimis, esistono ancora. Vero, i vertici stanno levando loro potere ed efficacia, e questo è un problema da porre, ma ci sono, i Meetup esistono, e la gente non li frequenta per farsi una partita a carte come in qualche circolo del Pd ancora sopravvissuto, ma per parlare e fare politica attiva. Queste però sono considerazioni e discussioni interne, all’esterno, invece, deve esservi chiaro che c’è una GUERRA vera che non è solo fra i due partner al Governo, Lega e M5s, o fra la Compagine di Governo e la molto nutrita Opposizione, destra e sinistra unite in amorevole inganno, ma è la Madre delle Battaglie contro tutte le enormi Lobby che hanno governato il Paese negli ultimi 40 anni.

Questo se solo volessimo fermarci al Paese, ma sappiamo bene che le Lobby ormai sono assolutamente scevre da qualsiasi connotazione nazionale, ed infatti la Guerra si svolge anche nel Continente, dove tra l’altro ci possiamo gettare dentro anche la competizione fra gli Stati Sovrani che in Europa, sembra ovvio dirlo, non si è mai sopita… Tutte le considerazioni sugli interessi della Francia e di Macron nel Nord e centro Ovest Africa, ad esempio, sono comprovate da fatti e da intercettazioni, inutile parlarne qui e non serve essere complottisti.

Per cui? Signori, questa, come detto, è una Guerra, e la Guerra si combatte per vincerla, sennò è meglio rinunziare subito, ed io non credo lo si debba fare perché è in ballo il futuro della Nazione. Questa è la mia definitiva motivazione per aver votato SI…

Oppure NO… aspetta com’era? Un attimo che mi rileggo l’articolo…

Fermi… Non si scherza su questo, nonostante la copertina della nostra nuova artista, Ania Shi, lo possa suggerire… Non si scherza, io ho votato SI perchè voglio salvare il Paese, e combattere la Guerra che è in atto, per vincerla, dopo di che, i tanti problemi dell’M5s li discutiamo e risolviamo, non vi preoccupate, iniziamo a parlare di TAV, e del Referendum relativo? Chiamparino e le Madamine, lo volete? Anche io, ma lo facciamo fare a tutta l’Italia però, OK?

E’ cosa buona e giusta!!!

La vignetta di copertina è di Aina Shi,


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Flavio Oreglio incanta il pubblico di Zelig tornando da cantautore

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
flavio Oreglio 720 x 379

FLAVIO OREGLIO-COLORE 3“Anima popolare” di Flavio Oreglio riempie lo storico teatro.

Gradito il debutto di Flavio Oreglio & Staffora Bluzer con il nuovo progetto discografico firmato Long Digital Playing

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Non poteva essere che una sorpresa, il ritorno discografico di Flavio Oreglio (cantautore, attore e scrittore umorista, show-man). Flavio Oreglio: ad alcuni ( i più distratti…) può suonare un brand poco noto, forse antico, certo – per i nostri tempi così veloci e sfuggenti – lontano. Invece Oreglio, quello che “fu” (ma che tutto sommato con altre vesti e nuovi mezzi “è”) il poeta catartico lanciato dalla casa editrice Mondadori e dalla trasmissione targata mediaset Zelig, è qui. Non ci hai mai lasciati. Ha semplicemente scelto, dato il suo carattere serioso e molto impegnato, di volgere il suo sguardo verso altenative meno mediatiche ma più di spessore, come accadde all’inizio della sua carriera. Cabaret? Una bella parola, certo. Ma Oreglio chiarisce subito e sempre: “Cabaret non è comicità, abbandono alla risata grassa e populismo accattivante per conquistare il popolo bue. Cabaret è storia, tragitti, è una modalità, un linguaggio, un luogo reale e immaginario, è cultura. Cabaret è anche canzone d’autore”. Nello spettacolo, presentato con leggerezza e intensità venerdì 15 febbraio al Teatro Zelig (sfida o consapevolezza?), ci sono tutti gli elementi per ritrovare quello che avevamo imparato a conoscere come personaggio televisivo (o icona da Festival vari…)  in una veste quasi (forse?) definitiva o comunque “definita”. Mille facce, tante belle canzoni (a volte diverse tra loro), ci restituiscono un Flavio Oreglio – ormai sessantenne – pieno. Pieno di contenuti, forza energia. E’ merito del trentennale  (trent’anni di carriera appena conclusi attraverso percorsi, incontri, libri e cd antologici… un esubero di bellezze, insomma!) o forse del contratto nuovo (discografico) firmato con l’amico-produttore (ora editore) Luca Bonaffini che, in occasione del suo rilancio, gli ha offerto la sua neonata casa discografica milanese (LONG DIGITAL PLAYING SRLS) per “ripartire da… 30?

Luca Bonaffini, cantautore e compositore, che l’estate scorsa ha ritirato insieme a lui il Premio alla Carriera “SPAZIO d’AUTORE 2018”, ha sposato il suo nuovo progetto musicale che s’intitola “Anima Popolare” e ha deciso di produrlo.

Ecco. Oreglio, catartico per effetto mediatico e artista come “verità assoluta”, è pronto. E la serata di debutto, di presentazione dell’album, anche grazie agli STAFFORA BLUZER, è stata straordinaria: perché si può ridere ( o sorridre) restando esseri pensanti. Alla faccia di Sanremo che, a quanto pare, per fare notizia ha bisogno di vomitare rabbia e (perdonateci) malsana mediocrità. Bentornato Oreglio. A te e alla tua “anima popolare”…

 

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Migranti, Macron, Sea-Watch…. De Bello Gallico?

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
macron-salvini-e-la-sea-watch-iogiornalista-aina-shi

Macron rifiuta i migranti della Sea Watch, la notizia è di ieri e quindi la vogliamo prendere con il dovuto beneficio d’inventario e controllo, ma…

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un articolo di Alberto Marolda

Macron è alla caccia di nuove rotorsioni facili? E’ anche lui ormai nel pieno di una campagna elettorale senza esclusione di colpi? In questo caso non proprio ma anche, perché pochi minuti dopo la prima comunicazione dal Viminale è arrivata dalla stessa fonte, una nuova comunicazione a parziale rettifica… la Francia accoglie solo persone alla ricerca di Protezione Umanitaria, non Migranti Economici.
Polemica sgonfiata? Non proprio, anche perché il successivo beccarsi fra Salvini e l’omologo francese, Castaner, “Ti convoco, non mi faccio convocare, come ti permetti…”, in aggiunta all’annuncio dell’Ambasciatore Olandese, Joep Wijnands, che domani, i tecnici del loro Ministero delle Infrastrutture, si recheranno a Catania per una propria ispezione tecnica sulla Sea Watch. Ricordiamo che la nave della ONG è attualmente in fermo amministrativo per violazioni delle norme in materia di sicurezza della navigazione e di tutela dell’ambiente marino… Ora si muovono, prima no, ora per andare in Sicilia pronti per fare polemiche sull’operato della Guardia Costiera Italiana, invece si… scommettiamo?

Polemica sgonfiata? Non credo, domani ne vedremo delle belle, restate sintonizzati…

La vignetta di copertina è di Aina Shi, una new entry per il nostro gruppo? Un’ottima aggiunta direi, dato il debutto… speriamo bene…


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Oggi 31 gennaio esce “Sognando Bologna” di Riccardo Bassi.

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
Riccardo Bassi 720 x 379

Riccardo BassiNel giorno del suo compleanno, Riccardo Bassi ci presenta la sua nuova fatica.

“Sognando Bologna”, un romanzo dalle tinte gialle e risvolti noir.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

due anni di silenzio e due romanzi “rosa” (l’amore sempre in prima linea), ecco il rientro narrativo di Riccardo Bassi, scrittore e imprenditore milanese.

Questa volta il colore è il giallo. Un po’ come i gialli Mondadori che, nelle giornate di relax e di pausa, accompagnavano le giornate dei nostri papà e delle nostre mamme.

Sabato 23 febbraio, presso il Cinema Teatro Oratorio di Pantigliate (MI) alle 20 e 45, sarà lui in persona a raccontarcelo e a presentarlo affiancato dal fedele Luca Bonaffini (cantautore e regista teatrale) e in compagnia di importanti ospiti.

“Sognando Bologna” (questo il titolo dell’opera terza di Riccardo Bassi, atto finale di una trilogia letteraria ben confezionata da Gilgamesh Edizioni) è un titolo romantico e gentile ma un po’ “traditore”.

Tradisce, non le aspettative del lettore (anzi tutt’altro!), ma soprattutto sorprende. Perché Bologna, teatro immaginato dallo scrittore per descrivere fatti e fattacci di ordinaria criminalità e di straordinaria complessità, è sempre lì da piazza Maggiore ai colli ad accompagnarci lungo il viaggio scritto e i suoi personaggi.

E proprio quella Bologna è ritratta in uno scatto d’autore che Samuele Carboni, figlio del Luca cantautore, ha regalato a Riccardo Bassi come copertina.

Insomma, un terzo lavoro di Serie A che consacra il nostro Riccardo Bassi “scrittore eclettico e sincero”.

 

Durante la serata del 23 febbraio interverranno: Dario Bellini (editore), Paolo Baldoni (cantautore), Henry Zaffa (attore), Mago Eta Beta (attore) e don Claudio Burgio autore del libro “Non esistono ragazzi cattivi” è presidente dell’Associazione “Kayrós”. Inoltre sarà presente come Guest Star il cantautore Mimmo Cavallo al quale verrà consegnata la “scultura in vetro del maestro Raffaele Darra” come vincitore della 4°edizione de “La settima nota” (premio per arte, musica e letteratura indetto da LC COMUNICAZIONE e LDP EDIZIONI MUSICALI).

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Il Pd, CasaPound, M5S e la memoria corta degli Elettori

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
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CasaPound deve lasciare il palazzo occupato nel 2003, ed il PD romano vuole mettere il cappello su una decisione della Consiliatura a 5 Stelle

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un articolo di Alberto Marolda

CasaPound, PD, ed il Movimento 5 Stelle… CasaPound dovrebbe lasciare il Palazzo occupato abusivamente, ed allora? Perché ne parliamo? Questa è la notizia che da due giorni occupa alcune colonne dei giornaloni, soprattutto quelli romani, ma fosse solo questo, il problema è che occupa molti post dei social più accreditati, perdendo alla fine la sua natura per diventare solo oggetto di sporco combattimento politico.

Ma fra chi veramente?
E’ dal 2003 che CasaPound occupa abusivamente quello stabile, e nemmeno tanto abusivamente poi visto che Alemanno glielo concesse in uso (questo non va scordato, dov’era il PD allora?), e solo oggi si arriva seriamente a porre in discussione la loro permanenza in loco, e lo si fa grazie a una Consiliatura Grillina… E’ agli atti, sta accadendo con la Raggi Sindaco, non è successo con Walter Veltroni, che ha occupato la poltrona di Sindaco dal 2001 al 2008, con Mario Morcone che è stato Commissario Straordinario per qualche mese durante il 2008, con Gianni Alemanno, dal 2008 al 2013, anzi, e nemmeno con Ignazio Marino dal 2013 al 2015, o tantomeno con Tronca, Commissario Straordinario di nuovo, dal novembre del 2015 al giugno del 2016… No, accade ora con la Raggi alla massima carica romana, ed il PD che cosa fa? Oggi che si trova alla misera opposizione, dopo aver occupato per due volte negli ultimi anni la massima scrivania, vuole metterci il cappello? Perché non lo ha fatto prima? Merito del PD? Pulizia fatta dal PD? Grazie al PD, come si legge sulla bacheca Facebook di Francesco Cro, vi cito a caso uno fra i molti, nemmeno tanto occulti, comunicatori del PD? Uno che approfittando della memoria corta degli Elettori, fa campagna continua sui Social, a favore di un Partito Ectoplasma, raccontando una realtà che si immagina solo lui… o Renzi… uno che la racconta persino sul suo Blog sulla Huffington Post (basta essere del Pd per trovarci posto), dove si definisce, cito: “Esperto di comunicazione Politica, Blogger, Segretario dell’Associazione “Il Popolo del Si” la cui mission e’ proseguire quel riformismo interrotto con l’esito referendario del 4 Dicembre”… avanti, c’è posto per tutti fra i perdenti, una carica non si è mai negata a nessuno…

E poi… Come? Ho letto bene? Riformismo interrotto? Il PD e Renzi hanno perso malamente, ma non l’hanno ancora capito? Cro, l’ha capito?

Ma che somma ipocrisia, che enorme buffonata, il PD ancora non ha capito perché ha perso le elezioni? Il giorno in cui l’outsider Raggi, la “ragazzetta sconosciuta”, ha battuto tutti ed ha vinto, gli elettori hanno mandato a dire al PD, che 15 anni di mangiapane a tradimento del Popolo a favore delle grandi lobby di potere della capitale dovevano finire!!! Ma il Pd l’ha capito? Pare di no leggendo la bacheca del signor Cro, dove, per aver osato rispondere al post propagandistico, mi son sentito attaccare e tacciare di essere “fuori di testa”… vabbeh, partendo dal fatto che se dire la verità significa esserlo, sono ben fiero di esserlo, vorrei ricordare al caro signor Cro ed ai suoi affezionati sostenitori, che il PD romano è arrivato alle elezioni della Raggi, in uno stato di commissariamento (2014-2017) per lo scandalo di Mafia Capitale che lo aveva travolto, dopo lunghi anni di complicità con i Disonesti ed i Corruttori… non solo, ma anche dopo aver auto silurato il proprio Sindaco Marino nel 2015, ed essersi auto fatto causa (militanti PD contro l’Orfini commissario inviato da Renzi) ed averla poi persino persa. Basta? No perché il PD non voleva a tal punto Roma, che contro la Raggi schierò, sicuramente perdente, un simpatico personaggio di secondo piano, quel “buon” Giachetti qualificato come outsider prima di tutto dal PD stesso.
Che buffonata quindi cercare di indossare il cappello dei vincenti, oggi!!! Ipocrisia pura!!! Va detto si che, ribatterà Cro, la mozione votata era del Pd oppositivo, ma va detto anche che il Pd ectoplasma si è solo prestato ad un gioco interno al Governo  Nazionale svolto sul locale romano…

Parliamoci chiaro, uno dei grandi protettori di Casa Pound è Alemanno, che ancora oggi scalpita nel Centro Destra, e la manovra dell’M5s romano, non può che far parte degli scontri nazionali, vista la reazione odierna di Salvini, in cui lo sgombero viene spostato a data da destinarsi... e quindi il Pd ectoplasma? Essere Pistola non significa essere chi tira il Grilletto, capito Cro? Dovete fare ben altro…

Ah, per carità, che non passi un messaggio sbagliato con questo articolo, un’idea non ha colore politico ma è, semplicemente, buona o cattiva. Riportare la legalità è una buona idea, e l’Occupazione era, ed è abusiva, forse sarebbe il caso che, CasaPound, visto che vuole fare il Partito Politico nazionale, se ne vada da solo facendo risparmiare i soldi relativi ai contribuenti. Poi parleremo delle 18 famiglie occupanti, quelle devono avere gli stessi diritti degli altri occupanti, senza colore politico che tenga…

P.S.: il Signor Cro è fra i miei “amici” su Facebook, che dite, mi leverà l’amicizia?


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A breve in uscita “Novecento”, il nuovo album del Trio Schau.

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by

Uscirà a marzo “Novecento”, il secondo album del Trio Schau.

“Le fille aux cheveux de lin”, Claude Debussy, è il video ufficiale che ne anticipa l’uscita.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

 

Nel 1909 Claude Debussy iniziava a scrivere il preludio “La fille aux cheveux de lin” ritornando ad un linguaggio semplice rispetto agli ultimi anni della sua vita compositiva. La suggestiva immagine evocata dal titolo rimanda alla poesia di Charles Marie René Leconte de Lisle, un canto scozzese tratto dall’opera “Poèmes antiques”. Esattamente 110 anni dopo, il Trio Schau ha deciso di rendere omaggio ad una delle opere pianistiche più conosciute del compositore francese. Il video è anticipatore del loro secondo progetto discografico, in uscita nel mese di marzo. Il titolo del cd sarà “Novecento” (il riferimento è alla musica da film, filo conduttore e leitmotiv del loro percorso musicale, sfociato nella pubblicazione del primo album “Movie soundtrack” e ripreso anche in questo secondo lavoro in studio). Al suo interno saranno presenti musiche di Claude Debussy, Heitor Villa Lobos, Astor  Piazzolla, Mario Castelnuovo-Tedesco, Nino Rota ed Ennio Morricone.

Il Trio Schau, composto da Pier Filippo Barbano al flauto, Edoardo Lega al clarinetto e clarinetto basso e Tommaso Lega alla chitarra, esordisce su Radio Popolare in occasione di una serata dedicata al bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi.
Il trio si distingue per la particolarità della formazione, proponendo un repertorio che spazia tra i diversi generi musicali: dalle Sonate di Bach, per flauto e basso continuo, ai tanghi di Piazzolla, dai Preludi per pianoforte di Debussy alle musiche da film di Rachel Portman e Nicola Piovani.
Ha tenuto concerti presso riconosciute istituzioni milanesi (Palazzo Cusani, la Scuola Militare Teuliè, la Fondazione Riccardo Catella, Villa Finzi, l’Università Popolare), al Teatro Blu di Milano, alla chiesa di Sant’Antonio in Moncalvo (AT), a Stampa in Svizzera, all’auditorium di Merate (LC) per la rassegna “Merate Musica” e alla Villa Visconti d’Aragona di Sesto San Giovanni (MI) per le manifestazioni “A Qualcuno piace Sesto”, “Les Sarabandistes” e la 5° Edizione del premio “La Torretta”, alla “XVI Settimana Chitarristica Italiana” presso la città di Martinengo (BG), a Palazzo Soragna e alla Casa della Musica di Parma.
Ha ottenuto premi e riconoscimenti partecipando a vari concorsi nazionali ed internazionali: Premio del pubblico alla 2° edizione della “Selezione internazionale giovani concertisti di chitarra classica formazioni cameristiche” di Domodossola, 1° Premio al “39° Concorso nazionale di chitarra” di Vicoforte, 1° Premio al corso di perfezionamento musicale “Musica e natura” di Vicosoprano, 1° Premio al “Concorso chitarristico internazionale omaggio a Niccolò Paganini” di Parma, 1° Premio al “3° Concorso musicale nazionale chitarra e musica da camera” di Cassano Magnago, 1° Premio al “6° Concorso chitarristico internazionale città di Favria”, 1° Premio alla seconda edizione del concorso “Valle dei Laghi International Guitar Competition & Festival” di Calavino. 
Nel Maggio del 2016 pubblica il suo primo cd dal titolo “Movie Soundtrack”, un viaggio musicale attraverso alcune fra le più celebri colonne sonore, con le musiche di Rachel Portman, Hans Zimmer, John Williams, Astor Piazzola, J. S. Bach, Carlos Gardel e Nicola Piovani.

 

 

 

 

 

 

 

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Nuovo Tour dei Negramaro: i Concerti, le Date del Tour “Amore che torni”

in Eventi/La Musica/Pepsi e Popcorn Blog/Roberta Scardi Blog/Ultimi Pubblicati by
Tour Negramaro Date

Pronto il nuovo Tour dei Negramaro, due considerazioni e le date dei Concerti

Un Articolo di Roberta Scardi
Un Articolo di Roberta Scardi

Il Tour… Motori in riscaldamento per i Negramaro, pronti a partire con il TourAmore che torni” il 14 febbraio all’RDS Stadium di Rimini, tappa zero del tour che era stato rinviato a causa dalle condizioni di salute del chitarrista del gruppo Lele, colpito da un’emorragia celebrale nell’ottobre 2017 ma fortunatamente ripresosi, e pronto ad accompagnare gli altri componenti della band nella nuova avventura live.

Con il nome di un vitigno della loro terra d’origine – il Salento – i Negramaro sono inizialmente Giuliano Sangiorgi (frontman nonché principale autore dei brani), Emanuele Spedicato (chitarre), Ermanno Carlà (basso), cui si aggiungono poi Danilo Tasco (batteria), Andrea Mariano (pianoforte, programmer ed editor) e Andrea De Rocco (campionatore), tutti nati e cresciuti in provincia di Lecce.

La band inizia a muovere i primi passi nel giro alternativo della provincia di Lecce riempiendo sempre più i locali in cui si esibiscono dal vivo. È del 2003 il primo album, “Negramaro”, cui segue, nel 2004, “000577” (la cifra corrisponde al numero merceologico del vino “Negramaro”), ma la conferma arriva con “Mentre Tutto Scorre” (2005): con il singolo omonimo il gruppo si aggiudica il “Premio della Critica Radio & TV” alla “55esima edizione del Festival di Sanremo”, primo di una lunga serie di riconoscimenti, tra cui il “Festivalbar 2005”, il Premio “Lunezia Poesia del Rock” 2006 per il valore Musical-Letterario dell’ album “Mentre tutto scorre” e l’”Mtv Europe Awards” come Best Italian Act.

Nel 2007 l’album “La finestra” apre ai Negramaro le porte del San Siro, facendo di loro la prima band italiana a varcare le soglie del celebre stadio. Seguono “Casa 69” (il nome della casa in cui i ragazzi si ritirano quando devono), nel 2010, la prima raccolta di successi dei primi dieci anni di carriera “Una storia semplice”, nel 2012, e La rivoluzione sta arrivando, nel 2015.

Una crisi porta il gruppo a sciogliersi e Giuliano a trasferirsi momentaneamente a New York. Una volta tornato in Italia Giuliano si reca dal chitarrista Andrea Mariano per fargli ascoltare alcuni nuovi brani. Andrea si commuove e gli svela che diventerà papà di una bambina. A lei il gruppo dedica “Sole”, contenuta nell’album del 2017 “Amore che torni”, frutto della riunione.

Molteplici le collaborazioni con altri musicisti e interpreti da parte di Giuliano, che scrive brani per Mina, Celentano, Jovanotti, Pausini, Bocelli, Vecchioni, Mannoia Malika Ayane e Dolores O’Riordan (per citarne alcuni), e duetta con Elisa, Baglioni, Planet Funk e molti altri.

Nel 2012 Si cimenta anche come scrittore con il romanzo “lo spacciatore di carne”.

Forte è il legame della band con il cinema: il singolo “Mentre tutto scorre” diventa la title track del film “La Febbre” di Alessandro D’Alatri; Silvio Muccino dirige il videoclip di “Estate”; l’attrice Valeria Solarino interpreta “Solo3min”; Dario Baldi co-dirige insieme a Giuliano il singolo “L’immenso” e Giovanni Veronesi firma il videoclip di “Meraviglioso”, title track del film Italians, con Carlo Verdone e Riccardo Scamarcio.

 Le canzoni dirette e appassionate in cui si fondono rock, pop ed elettronica, permettono alla band salentina di diventare in pochi anni il più importante gruppo italiano, mettendo d’accordo sia il pubblico radiofonico che la critica, grazie a un sound personale ed elaborato, di respiro internazionale, che si ispira, soprattutto nei primi lavori, a gruppi come Blur, Radiohead e Muse, senza rinunciare al gusto per la melodia italiana e alle raffinatezze cantautorali nei testi di Giuliano.


Dopo lo straordinario successo negli stadi italiani quest’estate, la nuova tournée della bandAmore Che Torni Tour Indoor 2018”, prodotta e organizzata da Live Nation Italia, fa tappa nei principali palasport italiani (16 febbraio · Mantova, Palabam; 20 febbraio · Padova, Kioene Arena; 21 febbraio · Conegliano, Zoppas Arena; 23 febbraio · Torino, Pala Alpitour; 24 febbraio · Bologna, Unipol Arena; 27 febbraio · Milano, Mediolanum; 2 marzo · Firenze, Mandela; 3 marzo · Firenze, Mandela; 5 marzo · Roma, Palalottomatica; 6 marzo · Roma, Palalottomatica; 8 marzo · Caserta, Pala Decò; 9 marzo · Caserta, Palamaggiò; 11 marzo · Eboli, Palasele; 13 marzo · Bari; 14 marzo · Bari; 17 marzo ·  Reggio Calabria, Palacalafiore; 19 marzo · Acireale, Pal’Art Hotel) Noi di “Iogiornalista” ci godremo il concerto del 9 marzo a Caserta. E voi quale tappa avete scelto?

Per info e prenotazioni dei biglietti clicca qui

Photo copertina by Pietro Pappalardo (scelta su Internet fra le più gettonate)

tour negramaro le date
tour negramaro le date

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La Massoneria ed il Giacobinismo, una doverosa Revisione

in Insorgenza Blog/La Politica/Patrizia Stabile Blog/Ultimi Pubblicati by
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La Massoneria ed il Giacobinismo  dietro tutte le grandi trasformazioni della nostra Storia

Un articolo di Patrizia Stabile
Un articolo di Patrizia Stabile

Servirebbe il revisionismo storico anche per riscrivere il decennio post rivoluzione francese,  1789-1799, (giustizia sommaria, beni confiscati, ruberie di stato, chiese distrutte e incendiate, ostie e reliquie profanate, preti imprigionati e massacrati, suore stuprate e uccise, credenti umiliati e trucidati, in nome degli “immortali” principi di Libertè, Egalitè, Fraternitè senza dimenticare il genocidio della Vandea ) per poter comprendere come le spinte giacobine e massoniche abbiano influenzato gli avvenimenti storici successivi e come continuino a condizionare quelli presenti. Il giacobinismo nato dalla volontà di strateghi “illuminati” è in  realtà il risultato di un complotto massonico fondato apparentemente sul culto della Patria, ma che, di fatto, spingeva su ideologie come quella del progresso, dell’uguaglianza astratta e dell’individualismo sfociate in una vera e propria dittatura di un’élite che, modernamente, viene chiamata “Nuovo Ordine Mondiale”.

Il giacobinismo ( “Societè des amis de la Constitution”, “Società degli amici della Costituzione”) nacque quindi a Parigi nel 1789 nell’ex convento domenicano di San Giacomo ( di qui il nome) . Finto apportatore di ideali di libertà, fraternità ed uguaglianza ha avuto un gran numero di seguaci in Italia che ricordiamo, per mano di Napoleone (il vero ideatore del vessillo italiano tricolore), si concretizzò nella costituzione delle 4 Repubbliche Sorelle  ( Cispadana, Cisalpina, Romana e Partenopea) assoggettate completa-mente all’esercito francese, che assorbiva terre e denaro da inviare in Francia per risanarne i debiti.

Si assiste, così,come ci ricorda  Benedetto Croce in “Storia del Regno di Napoli”  ad un radicale cambiamento: dall’attività massonica speculativa si va verso l’attività politica con la trasformazione delle Logge in centri di aggregazione dei Giacobini: «…gli ingegni napoletani… sul cadere del Settecento, primi in Italia, cioè fin dal 1792, … si misero in corrispondenza con le società patriottiche francesi, e i più giovani e ardenti riformarono le loro Logge massoniche in club giacobini…»

Ricordiamo brevemente di come quindi, preparato il terreno,  le truppe francesi entrano a Napoli e istituiscono ( con la complicità “illuminata” della borghesia e dei nobili napoletani),  la Repubblica Napoletana, conosciuta anche come Repubblica Partenopea. Nata per l’idealismo di pochi borghesi e nobili fintamente  illuminati ma nella realtà meschini traditori dei Borbone e di tutto il popolo e lontana dai bisogni di quest’ultimo, resiste solo pochi mesi, infatti, il  13 giugno del 1799, grazie alla rivolta che partì dalla Calabria guidata dal Cardinale Ruffo e dai lazzari napoletani (cautamente appoggiati idealmente anche da Ugo Foscolo, nei suoi “Commentari” ) cessò questa nuova e poco amata forma costituzionale che cercò di soppiantare con l’inganno la monarchia dei Borbone. I repubblicani giacobini si resero colpevoli anche dell’uccisione di  60mila sudditi napoletani , vittime mai  ricordate da Istituzioni sorde  impegnate invece a commemorare  le  122 impiccagioni a Napoli, che si susseguirono ininterrottamente da giugno a settembre,più altre centinaia nel resto del Regno, di traditori tra i quali la nobile Pimentel De Fonseca, Francesco Caracciolo, Domenico Cirillo, “vittime” della giustificata ritorsione dei Borbone ( peraltro realmente addolorati anche dal vile tradimento di quelli che consideravano fedeli amici).

Una nota folkloristica e religiosa: Sant’Antonio prese, in quel frangente e solo per un breve periodo (dal 1799 al 1814), il posto di San Gennaro come Patrono nel cuore dei Napoletani accusato di essere “nu Sant Giacubino” in quanto “consentì” il miracolo della liquefazione del sangue anche dinanzi al nemico francese.

Quanto incise invece il giacobinismo  durante le fasi del Risorgimento e dopo?

Secondo gli accordi scaturiti dal Congresso di Vienna del 1814  si ripristinò l’Antico Regime cancellando di fatto tutte le conseguenze della Rivoluzione francese e del regime napoleonico, “la Lombardia e l’antica Repubblica di Venezia divennero province dell’Impero asburgico, mentre il Granducato di Toscana e i ducati di Parma e Modena vennero assegnati ai membri della dinastia asburgica. Lo Stato pontificio con le Legazioni fu restituito a papa Pio VII, che rientrò a Roma fra le ovazioni dei popoli della penisola. Nel Mezzogiorno il Regno di Napoli e Sicilia ritornò Ferdinando IV, che assunse il nome di Ferdinando I, re delle Due Sicilie. Sia il Papa, che addirittura concesse all’Austria di mantenere una guarnigione a Ferrara, sia i sovrani dei ducati della Toscana e di Napoli confidavano nella protezione austriaca. Solo il Piemonte, ingranditosi con la Liguria, restò autonomo dalla influenza austriaca, con la solita funzione di  Stato Cuscinetto tra la Francia e l’Austria.”

Questa Restaurazione però per colpa anche di pesanti restrizioni imposte dalle vecchie Monarchie non spense le fiammelle repubblicane di un giacobinismo mai sopito  che invece, come ricorda Antonio Gramsci dalle sue bellissime lettere dal carcere, fu un modo tutto borghese di fare politica, “sinonimo di politico settario ed elitario in senso deteriore” che introdusse una forte spinta laicista, anticattolica e  totalitaria e che innescò, per colpa di quelle ideologie malate,  l’insana regola di ordire  complotti e strategie subdole per il raggiungimento ad ogni costo del Nuovo Ordine Mondiale. Oggi come allora che in quel contesto storico avevano lo scopo di  “liberare” l’Italia dai vecchi Stati feudali e dalla Chiesa cattolica. E così in un apparente stravolgimento di alleanze ed amicizie, con la complicità della massoneria inglese e la neutralità di quella francese, l’Italia fu unita. E sappiamo come. La stessa  Massoneria internazionale dirigerà successivamente tanti altri eventi con un’abilissima regia: gli scontri che porteranno alle guerre mondiali e la conseguente sconfitta dei grandi nazionalismi italiano, tedesco e giapponese, e alla conseguente divisione del mondo in due blocchi, decisi, a Yalta nel 1945, da Roosevelt, Churchill e Stalin. I due mondialismi materialisti di un’ipotetica Repubblica Universale si spartivano così il pianeta: da una parte il “capitalismo liberaldemocratico, agnostico e tollerante”, dall’altro il “comunismo ateo e totalitario”. Ci sono sempre i “fratelli massonici” dietro le libertà dei figli dei fiori sessantottini così come la diffusione dell’LSD,una strategia mirata della CIA deliberatamente voluta per creare incapacità di pensiero critico .

Ci sono sempre loro  nell’ 1989 quando il comunismo crollava e gli Usa, burattini dei sionisti, veri deus ex machina dell’umanità,  diventavano i padroni del mondo tanto che Bush nel 1991 affermò che si era giunti all’alba di un “nuovo ordine mondiale”. Ed  infatti aveva ragione: siamo giunti quasi alla deriva di una società multietnica e multiculturale che annullerà tutte le culture e le fedi a cominciare dall’Europa, disarmata intellettualmente e in crisi d’identità,   interessata dall’invasione di immigrati provenienti dall’Est, dall’Africa, dall’America Latina e dall’Asia, la maggior parte dei quali di fede musulmana “incompatibile con gli ordinamenti civili occidentali che crea incomprensioni e problemi di convivenza, ma che  ai progressisti,ai custodi del politically correct e proprietari dei mezzi di comunicazione( che condizionano le menti di improbabili radical-chic o di semplice gente generosa che non ragiona se non con il cuore), la cosa sembra non importare.

John Foster Dulles, presidente della Fondazione Rockefeller tristemente preannunciava, in piena Seconda guerra mondiale: «Un Governo mondiale, la limitazione immediata delle sovranità nazionali, il controllo internazionale di tutti gli eserciti e di tutte le marine, un sistema monetario unico, la libertà di immigrazione nel mondo intero». E la Chiesa che avrebbe potuto essere l’ultimo baluardo di difesa se  non si adeguerà a queste strategie mostruose non sarà che una pedina già fortemente compromessa dal di dentro, “corrotta moralmente ed in balia di scandali sessuali, battaglie per la soppressione  della veste talare, matrimonio dei preti, revisione dei dogmi in funzione del progresso universale, sconvolgimento della liturgia, l’Eucarestia ridotta a un semplice simbolo della comunione universale ed il vecchio Papato ed il vecchio sacerdozio abdicanti di fronte ai preti dell’avvenire”.

Di certo esisterà una massoneria buona ma con questi presupposti io quando mi troverò al cospetto di simboli giacobini di sicuro cambierò strada. Numerosi e “striscianti” e che veicolano messaggi subliminali soprattutto quando è l’arte il mezzo: berretti frigi,alberi della libertà, la livella che alludeva all’uguaglianza, i fasci consolari dell’autorità romana, il caduceo simbolo della pace conquistata grazie all’abbattimento delle tirannie, la piramide e l’occhio onniveggente, la squadra ed il compasso, l’archipendolo o la cornucopia.

Brutte storie.  Alla fine non ci resta che aggrapparci a tutti i valori allora demonizzati e banditi dal NWO (Nuovo Ordine Mondiale): attacchiamoci alla famiglia e ai suoi valori, rispettiamo il nostro passato, riscopriamo le nostre tradizioni,il cibo,gli usi e i costumi della nostra Terra, ancora una volta fondamentali per non perdere l’ identità che siamo riusciti a conservare accogliendo tutti i popoli che hanno avuto bisogno di noi. Ma soprattutto coltiviamo amore.


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Rossella Spinosa – Cineconcerto “Le sette probabilità” .

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
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Rossella Spinosa-Cartellone-5C-1-001-1-768x1065Rossella Spinosa-Il 18 gennaio 2019 alle ore 21:00 allo Spazio Frida di Milano.

Con la proiezione dell’omonima pellicola muta di Buster Keaton.

 

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Terzo appuntamento stagionale della rassegna CLASSICAMENTE: il prossimo 18 gennaio 2019, lo Spazio Frida di Milano ospiterà il cineconcerto “Le Sette probabilità” con la proiezione dell’omonima pellicola muta di Buster Keaton (1925) e l’accompagnamento musicale di Rossella Spinosa, con musiche da lei stessa eseguite al pianoforte. Un evento da non perdere per la bellezza e l’originalità del programma.

Nel film, il protagonista apprende di essere costretto a sposarsi entro poche ore per non lasciarsi sfuggire un’ingente eredità. Dopo essere stato respinto da ben sette ragazze, comincia a far proposte di matrimonio a chiunque porti una gonna, compreso un manichino e uno scozzese col kilt. Tutto si risolverà in extremis, naturalmente. Keaton, con la velocità del montaggio, esaspera la struttura “a inseguimento” e si scatena in gag sempre più apocalittiche.

Rossella Spinosa si diploma giovanissima in pianoforte, clavicembalo, composizione e, negli stessi anni, si laurea con lode e plauso accademico in legge e, altresì, sempre col massimo dei voti, in Musicologia – Discipline Storiche, Critiche e Analitiche della Musica. Master cum laude all’Accademia Pianistica di Imola, e perfezionamento per la composizione alla Scuola di Musica di Fiesole, con Diploma di Merito e Borsa di Studio Emma Contestabile presso l’Accademia Chigiana di Siena completano la sua fase di formazione. Suona in alcune delle sale più importanti italiane ed estere come Sala Santa Cecilia del Parco della Musica di Roma, Carnegie Hall di New York, Italian Bunka Kaikan di Tokyo ecc., collaborando con compositori di prestigio (tra i quali, Paolo Castaldi, Luis De Pablo, Ivan Fedele, Giacomo Manzoni, Bernhard Lang, Misato Mochizuchi, Luis Bacalov, ecc.) ed eseguendo molte opere nuove a lei stessa dedicate. Affianca all’attività solistica quella di musica da camera, in particolare in Duo Pianistico e nel NEW MADE Ensemble (specializzato nel repertorio contemporaneo) nonchè di solista e solista con orchestra. Suona in duo dal 2009 con il Premio Oscar, Luis Bacalov. Scrive opere da camera, per orchestra, per la lirica ed il teatro, commissionate ed eseguite da orchestre italiane e straniere (Kyev Camerata, Orchestra I Pomeriggi Musicali, Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, Seoul Orchestra, Orchestra da Camera di Lugano…). Compone le musiche per il cinema muto (ad oggi oltre 80 titoli cinematografici), per cineteche, teatri e orchestre. Suoi lavori sono editi dalla casa editrice Suvini Zerboni. Incide per Stradivarius, Amadeus, Bookstore Teatro alla Scala; la sua ultima pubblicazione discografica per Tactus, dedicata alle opere pianistiche di Giacinto Scelsi ha recentemente ricevuto 5 Stelle dalla Rivista Amadeus.

Dalle ore 20,00 sarà servito il consueto aperitivo di benvenuto offerto da Isolamusicaingioco. A causa del numero limitato di posti, si consiglia la prenotazione. La serata inizia dalle ore 20:00 con l’abituale aperitivo.

SPAZIO FRIDA via Antonio Pollaiuolo, 3, 20159 Milano

ORE 20:00 APERITIVO

ORE 21:00 CONCERTO

Per prenotazioni: 3382133121

La rassegna CLASSICAMENTE con Rossella Spinosa:

Rossella Spinosa alla rassegna concertistica CLASSICAMENTE è giunta con successo alla sua IV edizione. Anche quest’anno, il cartellone prevede un’offerta variegata di ascolti musicali dal vivo che interessano soprattutto la musica Classica, ritenuta erroneamente alla portata di pochi adepti. La stagione musicale mette in condizione di assoluto piacere e fruibilità qualsiasi tipo di ascoltatore, proprio perché tenta di accorciare il più possibile le distanze che intercorrono fra questo genere e il pubblico attraverso un’accorta programmazione. Dopo Rossella Spinosa, allo Spazio Frida si alterneranno così solisti e gruppi da camera, diversi nel genere e nell’organico strumentale ma tutti di alto profilo artistico-professionale e di prestigio internazionale. Come ogni anno, l’Associazione Isolamusicaingioco, ente promotore della rassegna, affida inoltre l’apertura dei concerti a giovani talenti provenienti da Conservatori, Accademie Musicali, Scuole Civiche e Licei Musicali mediante degli Open Concert, preceduti a loro volta da un aperitivo.

L’associazione ISOLAMUSICAINGIOCO:

L’associazione Isolamusicaingioco è attiva a Milano in zona Isola fin dal 2004, anno della sua fondazione a cura di Claudia Mazzei, musicista napoletana diplomata in Pianoforte, Direzione di coro Composizione e appassionata divulgatrice della musica in tutte le sue forme. La musica è considerata da Mazzei e dalla collega Angela Ignacchiti un mezzo espressivo della personalità di ognuno, al di fuori dei severi schemi accademici o incasellata in stili o generi rigidamente fissati. Ne deriva che le attività dell’Associazione si rivolgono ad un pubblico vasto e puntano a diffondere l’amore per la musica e la sua conoscenza ad ogni livello, sia amatoriale che professionale.

In quest’ottica, Isolamusicaingioco organizza corsi, concerti e altre manifestazioni (concorsi, spettacoli teatro-musicali, progetti per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie ecc.)

In particolare, sul fronte educativo si propone di avvicinare bambini da 0 anni, ragazzi e adulti allo studio della musica attraverso gli approcci didattici più recenti ed efficaci che uniscono l’educazione musicale a momenti ludici di svago (metodo Orff, Dalcroze, Yamaha, MLT di E.E.Gordon ecc.).

Vi è inoltre una marcata attenzione per particolari situazioni, come i corsi musicali per l’accompagnamento al parto per future mamme o l’avvicinamento alla musica da parte di chi, per età o condizione economica, si sente escluso dal circuito dell’apprendimento musicale.

 


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Chi sa… che cos’è la felicità?

in Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Teatro/Ultimi Pubblicati by
felicità
Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

Che cos’è la felicità? Per noi la felicità è andare a teatro

Ma Che cos’è la felicità? è anche il titolo dello spettacolo teatrale scritto e diretto da Rosaria della Ragione e interpretato da Elisa Licciardi.

Il debutto è stato il 21 Dicembre al teatro Manhattan di Roma, fin da subito un grande successo anche per le successive repliche del 22 e del 23. Il 2 Gennaio anche gli spettatori campani hanno potuto assistere alla messinscena presso Monte di Procida, in provincia di Napoli.

“Che cos’è la felicità?” nasce dal sodalizio di due giovanissime amiche 28 anni Rosaria e 26 Elisa, che si interrogano su uno dei più grandi misteri della vita.

La collaborazione tra Rosaria ed Elisa nasce dopo anni di amicizia, un’amicizia nata durante un laboratorio di canto nella sezione maschile del carcere romano di Rebibbia, al quale hanno preso parte come volontarie.
Mi sono chiesta tante volte se si è più impauriti dalla felicità o dall’infelicità

… Afferma Rosaria della Ragione, e sottolinea come questo spettacolo non abbia l’intento di trovare una morale, ma quello di accompagnare lo spettatore verso la propria personale definizione di felicità.

Shultz, il papà dei Peanuts, avrebbe risposto che la felicità è un cucciolo caldo, quale sarà invece la risposta degli spettatori che assisteranno all’ultima replica della pièce sabato 12 Gennaio?

Ci avvertono autrice e interprete : “ Arrivate con un’idea ben precisa di cosa sia la felicità:  ve la smonteremo sicuramente. Scherziamo! Arrivate carichi ché abbiamo bisogno del vostro sostegno e della vostra fiducia

felicità

Non aggiungiamo altro, vi consigliamo però di non perdere la replica del 12 Gennaio e di seguito tutte le informazioni utili per assistere allo spettacolo:

Che cos’è la felicità?  Di Rosaria della Ragione con Elisa Licciardi

Sabato 12 Gennaio 2019

Roma, Teatro Manhattan

Via del Boschetto 58

Raggiungibile con metro A fermata Repubblica

Al solito, per lasciarci con un brano musicale non possiamo dimenticare come per i Beatles la felicità non sia un cucciolo ma una pistola calda…


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Roma, Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand Teatro Eliseo

in Barbara Marolda Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Teatro/Ultimi Pubblicati by
Roma, Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand Teatro Eliseo

Quando? Da Martedì 30 Ottobre a Domenica 25 Novembre 2018

Dove? Teatro Eliseo, Via Nazionale 183, 00184 Roma RM

  • Martedì, Giovedì, Venerdì e Sabato ore 20.00
  • Mercoledì e Domenica ore 17.00
  • Sabato 3 Novembre doppio spettacolo ore 16.00 e ore 20.00

con

Linda Gennari

Duilio Paciello

Thomas Trabacchi

Duccio Camerini

Massimo De Lorenzo

e con (o.a.) Valeria Angelozzi, Federica Fabiani, Alessandro Federico, Raffaele Gangale, Federico Le Pera, Gerardo Maffei, Matteo Palazzo, Carlo Ragone, Alberto Torquati.

e gli allievi e le allieve del corso di Recitazione della Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté

Marilena Anniballi, Francesca Antonini, Marco Cicalese, Lia Grieco, Marlon Joubert,
Michele Valerio Legrottaglie, Romana Maggiora Vergano, Gelsomina Pascucci, Federica Torchetti

Scene Matteo Soltanto

Costumi Silvia Bisconti

Luci Pietro Sperduti

Musiche originali Arturo Annecchino

Assistente ai movimenti di scena e maestro d’armi Alberto Bellandi

Vocal Coach: Elisabetta Mazzullo

Adattamento e regia Nicoletta Robello Bracciforti
Produzione Teatro Eliseo

Eccezionale figura, a metà fra storia e mito

Cyrano de Bergerac che apre la stagione del Centenario del Teatro Eliseo è una commedia in versi martelliani in due atti e divisa in cinque quadri. Scritta nel 1897 da Edmond Rostand, protetto di Sarah Bernhardt, uomo ricco e illuminato di cui ricorrono quest’anno i cento anni dalla morte, è la storia di un fenomenale spadaccino, spirito libero e poeta che porta nel bel mezzo della faccia un naso che “di almeno un quarto d’ora sempre lo precede”. La figura di Cyrano è entrata di diritto nell’immaginario popolare tanto che le sue vicende sono state tradotte, adattate e interpretate innumerevoli volte.

La trama è nota: un cavaliere, un guascone, valoroso e fragile al tempo stesso, innamorato senza poterlo rivelare di sua cugina Rossana, a sua volta stregata dalla bellezza di Cristiano, avvenente ma privo della raffinatezza che gli è indispensabile per conquistare la raffinatissima dama, propone al giovane rivale un piano per far innamorare la fanciulla.

Tutti ricorderanno il patto mefistofelico che Cyrano propone a Cristiano: insieme, uno la bellezza, l’altro il genio, potranno raggiungere l’inarrivabile Rossana, per diversi motivi lontanissima da entrambi, lontana come la luna, ma accessibile se i due uomini uniscono le forze.

Cyrano de Bergerac è un inno al teatro, alla poesia, alla cultura che può essere rivoluzionaria. Il suo protagonista è un poeta che combatte i giganti, “orgoglioso del suo esercito di commedianti”. Cyrano si spinge verso il cielo, come se davvero la meta fosse un pianeta nuovo, luminoso, governato dalla leggerezza delle parole e del canto.

Tuttavia non tutti sanno che questo personaggio leggendario è ispirato alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più eclettici scrittori del Seicento francese e precursore della letteratura fantascientifica. I suoi romanzi sono metafora di viaggi meravigliosi, realistici e visionari, verso la Luna e il Sole. E un viaggio fantastico dentro la propria anima è quello che compiono i due protagonisti della commedia che, da rivali, si scoprono amici, alla ricerca di quella bellezza che pare essere il tema portante del racconto.

Cyrano è uno dei personaggi più amati del teatro: brutto ma bello nel suo essere temerario, paga di persona per ogni atto di coraggiosa intransigenza; è straordinariamente moderno, un simbolo di coerenza e di libertà che ancora oggi continua a sorprenderci. Le caratteristiche di questa figura eccezionale, a metà fra storia e mito, fanno peraltro sì che il testo abbia la peculiare caratteristica di attraversare i generi e pur restando una delle storie più intense e commoventi che siano mai state scritte si concede momenti di autentica forza politica. Il desiderio morale e filosofico di esprimere coraggio e passione in ogni azione della propria vita è un atto profondamente politico che ci incatena al destino di Cyrano tanto da uscirne rinnovati, purificati.

Note di regia

Per mettere in scena il Cyrano abbiamo giocato con il Teatro Eliseo. Abbiamo denudato e ‘sbotolato’ il palcoscenico, fatto vibrare le sue pareti irregolari istallandoci una quadreria, abbiamo giocato con i cambi a vista, di spazi e di ruoli, e fatto di tante corde teatrali un albero. Abbiamo chiesto a un nutrito numero di ottimi attori di giocare con i versi incantati che Rostand ha scritto e aspettato che la magia si compisse.

Il meccanismo del gioco teatrale è alla base stessa del Cyrano: la finzione nella quale si avventurano Cristiano e Cyrano per conquistare Rossana ha il sapore di una interpretazione e il bel viso di Cristiano non è che la maschera dietro alla quale si nasconde l’animo del poeta, proprio come accade nella recitazione. E come nel teatro, le parole scritte da Cyrano per conto di Cristiano, esprimono l’infinito potere di seduzione che poesia e bellezza hanno sul cuore degli uomini. L’arte insomma ha una funzione molto concreta e il palcoscenico del teatro è il luogo per celebrarla. La libertà di Cyrano, la sua scelta radicale di rivelare la verità, seduce, irrita e non lascia indifferenti.

Ed è qui che il tema dell’autore si sviluppa in un modo meraviglioso e inaspettato: nel Seicento visionario che Rostand descrive, ambientato ai tempi di Richelieu, tutto è capovolto. I nobili ne abitano il fondo mentre il poeta è al vertice dell’umanità, è la creatura luminosa che ognuno vorrebbe essere o accanto alla quale ognuno vorrebbe vivere.

Ecco perché non poteva esserci un testo più giusto del Cyrano di Rostand per festeggiare il Centenario di un teatro tanto simbolico per l’Italia come il Teatro Eliseo. Perché parla del senso dell’arte e, per farlo, imbastisce uno splendente gioco per attori.

È a causa di questo bel paradosso che l’intreccio esplode con tanta efficacia, tanto da essere ricordato come una delle storie d’amore romantico più celebri del mondo, anche se appunto ciò che preme all’autore è di raccontare l’amore solo superficialmente. Quello che emerge, più di ogni altra cosa, è la parola perfetta, la sua forza di persuasione, che seduce più di ogni bellezza, fa volare Rossana e spinge gli uomini a voler raggiungere la luna, con mezzi meccanici o slanci fantastici. Perché la fantascienza, di cui Cyrano de Bergerac è riconosciuto precursore, non è che una visione del mondo, un’immagine che spinge il mondo a cambiare sul serio, che lo trasforma. Le parole, dice Rostand, sono potenti e creatrici, ed è bene averlo sempre presente.

Nicoletta Robello Bracciforti

Il mio Cyrano

Cyrano de Bergerac è un’opera teatrale rivoluzionaria. Il protagonista incarna gli ideali della modernità, gli stessi dogmi di libertà e uguaglianza proclamati dalla Rivoluzione francese e ancor prima dai padri fondatori degli Stati Uniti d’America.

Il monologo del secondo atto ‘No grazie!’ è di una attualità assoluta; ai vizi provenienti dalla mancanza di dignità – l’assoggettamento al potere, il servilismo alle convenzioni e alla politica, la consuetudine alla raccomandazione, il timore della sconfitta – Cyrano contrappone la dignità del lavoro, il diritto al lavoro per scelta e non per profitto, dichiarando di voler solo cantare, sognare, sereno, gaio, libero e indipendente, con voce possente e occhio sicuro. Rostand affida alle parole del suo protagonista concetti che sono i pilastri di quello che dovrebbe essere il rapporto tra il singolo e il mondo: la dignità dell’uomo e la libertà delle idee.

Ma Cyrano non è un anarchico, è un militare, è un guascone al servizio del Re. Vive all’interno delle regole e pur sfidando De Guiche, lo affronta non a duello ma a parole. Ed è la parola stessa che innesca il meccanismo di redenzione, di riscatto per l’uomo di Richelieu che alla fine sceglierà di combattere al suo fianco.

Quella di Rostand è una riflessione amara sulla vita. Cyrano stesso è un eroe perdente che muore senza la spada in mano e senza poter guardare il suo nemico in faccia. È un uomo normale che tende verso l’alto nonostante il suo naso, la sua bruttezza, la sua ‘claudicanza psicologica’. Che cerca di non concentrarsi solo sulla parte peggiore di sé. Rostand scrive con un’ironia meravigliosa la vita avventurosa di questo cavaliere sconfitto, acrobata della parola e funambolo del verso che si batte per affermare la profonda libertà della poesia e che tanto ci ricorda il Don Chisciotte in lotta contro il suo destino.

Una drammaturgia straordinaria che racconta la Storia di tutte le storie d’amore. Quando Cyrano descrive con le sue parole le emozioni suscitate da un bacio, la sua capacità poetica di dare forma ai versi è sorprendente, quasi shakespeariana. Assistere a quest’opera è come una meravigliosa seduta di psicanalisi, una rielaborazione emotiva che passa attraverso la parola. Cyrano è uno spettacolo di altissima emotività, è la poesia contro la semplificazione. Ed è bello aver scelto i versi martelliani perché è come una grande opera lirica senza orchestra, e per mantenere la musicalità dei versi bisogna sentire la musica dentro.

Luca Barbareschi


Personaggi e interpreti:

  • Luca Barbareschi Cyrano
  • Linda Gennari Rossana
  • Duilio Paciello Cristiano
  • Thomas Trabacchi De Guiche
  • Duccio Camerini Regueneau
  • Massimo De Lorenzo Le Bret
  • Valeria Angelozzi Lisa/Bellarosa/Suor Marta
  • Gerardo Maffei Cuigy/Cappuccino/Cadetto
  • Federica Fabiani Governante/Madre Margherita/Spettatore/Presidentessa Aubry
  • Raffaele Gangale De Valvert/Guardia/Poeta/Cadetto
  • Alessandro Federico Ligniere/Cadetto
  • Federico Le Pera Marchese/Cadetto
  • Matteo Palazzo Jodelet/Poeta/Cadetto
  • Carlo Ragone Montfleury/Carbone di Castelgeloso
  • Alberto Torquati Borghese/Rosticciere/Cadetto

Allievi del corso di Recitazione della Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté:

  • Marlon Joubert Cavaliere/Rosticciere/Cadetto/Spettatore /Il Seccatore
  • Valerio Legrottaglie Secondo Marchese/Poeta/Sentinella
  • Marco Cicalese Servo/Spettatore/Apprendista/Un uomo/Cadetto
  • Gelsomina Pascucci Preziosa/Spettatrice/Cameriera/Una giornalista/Suor Clara
  • Francesca Antonini Preziosa/Prima attrice/Spettatrice/Donna/Suora
  • Lia Grieco Vivandiera/Spettatrice/Cameriera/Qualcuno/Suora
  • Marilena Anniballi Fioraia/Spettatrice/Cameriera/Una donna/Suora
  • Federica Torchetti Paggio/Spettatrice/Suora
  • Romana Maggiora Attrice giovane/Voce dai palchetti/ Donna/Suora

Info e costi?

Biglietteria: Lun 13-19 / Mar – Sab 10-19 / Dom 10-16

  • Telefono: +39 06 83510216
  • Email: biglietteria@teatroeliseo.com
  • Sito: Teatro Eliseo

Costo del biglietto: da 15 a 35€ – Acquista il biglietto


Come raggiungerci?

  • AUTOSTRADA: Uscita autostrada A24, centro città
  • BUS: 70 | 170 | 71 | 60 | 64 | 40 | H | 117 – Fermate: Nazionale-Palazzo delle Esposizioni, Nazionale – Quirinale, Via Milano
  • METRO A: Repubblica
  • METRO B: Cavour

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