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Vita di Emilia un assaggio di dodici minuti!

in La Cultura/Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati/Uncategorized by
vita di emilia
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Un articolo di Pamela Crusco

Vita di Emilia al Teatro Studio Uno per la rassegna Pillole 2018

si gioca #tuttoin12minuti

 

Il Teatro Studio Uno di Roma con Pillole 2018 #tuttoin12minuti ha offerto la possibilità a compagnie e produzioni indipendenti di presentare un progetto teatrale e vincere un contest che permetterà loro di dare alla luce un vero e proprio spettacolo.

Ogni partecipante ha a disposizione lo spazio di 12 minuti per stuzzicare la curiosità del pubblico che farà anche da giuria.

Noi vogliamo parlarvi di ciò che accadrà sabato 21 luglio e in particolar modo di Vita di Emilia.

Silvia Andreussi è l’autrice del testo e ne cura anche la regia insieme a Mirko Russo. Si tratta della storia di Emilia una donna vittima di un disturbo psicologico che viene dissuasa dai medici che la tengono in cura ad abbandonare la sua passione per lo scrivere poesie.

 

Viene affrontata la differenza generazionale tra Emilia e sua madre ma anche il rapporto che Emilia ha con gli uomini.

I riferimenti testuali, come ci suggeriscono le note di regia, si rifanno a Sylvia Plath e Virginia Woolf, le musiche sono originali composte da Michele Bernabei.

La messa in scena di Vita di Emilia è ancora in fase di studio e qualora l’opera venisse selezionata tra le migliori presentate potrebbe entrare a far parte del palinsesto del Teatro Studio Uno, per questo vi invitiamo a partecipare all’evento di domani e a dare il vostro supporto all’autrice.

Vita di Emilia

testo e drammaturgia: Silvia Andreussi

regia: Silvia Andreussi, Mirko Russo

musica: Michele Bernabei

scenografia: Silvia Andreussi / da definire

con

Emilia: Daniela Duchi / da definire

Madre: da definire

Medico: Mirko Russo

Sabato 21 Luglio per la rassegna Pillole #tuttoin12minuti al Teatro Studio Uno di Roma via Carlo della Rocca 6

Qui troverete la Gallery dedicata ai protagonisti

E qui l’evento Facebook


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Chiara Pavoni: La Gallery!

in Fotografia Photo Blog/moda/Rosaria della Ragione Blog/Ultimi Pubblicati by
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La Gallery della bellissima Chiara Pavoni
L’abbiamo incontrata, l’abbiamo ammirata, l’abbiamo intervistata con risultati decisamente interessanti…. siete curiosi di leggere la sua Intervista?

 Cliccate qui!


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Quattro chiacchiere con l’attrice Chiara Pavoni

in Fotografia Photo Blog/Il Cinema/Rosaria della Ragione Blog/Ultimi Pubblicati by
Chiara Pavoni articolo

Chiara Pavoni si definisce una donna innamorata dell’arte, in particolar modo del teatro, del cinema e della fotografia, oltre che della letteratura.

Donna dal carattere forte e determinato e dalla bellezza elegante e raffinata.

Un articolo di Rosaria Della Ragione
Un articolo di Rosaria Della Ragione

 

 

Sei un’artista a 350 gradi. Ma in cosa ti senti più “Chiara”?

CP : Non so definire con certezza che cosa sia l’arte, forse dovremmo riflettere un momento su cosa voglia dire essere un vero artista di sicuro vorrei che quando recito, ballo, quello che esprimo deve vivere di luce propria e non ha bisogno di me e del mio ego per esistere.

Ti abbiamo visto recitare un monologo sul tema delle spose bambine. Che cosa hai provato nell’interpretare questa tragica realtà?

CP: E’ difficile giudicare le antiche culture e le tradizioni dei popoli, ma conoscere queste realtà attraverso la mia cultura questi matrimoni precoci appaiono come una piaga, una crudeltà alimentata dall’ignoranza, dalla disuguaglianza di genere e dalla mancanza di rispetto dei diritti dei bambini.

Da quanto tempo fai la modella? Come hai iniziato?

CP: Non saprei dire… mi sembra da sempre.

Hai un buon rapporto con il tuo fisico? Cosa senti di dire a tutte le ragazze che non si accettano?

CP: Credo che la mancata accettazione di se stessi è dovuta ad insicurezze e bassa autostima che nella donna tendono a concentrarsi sull’aspetto fisico, in considerazione anche dell’evidenza che viviamo in una società dell’immagine. È molto difficile combattere contro queste credenze negative, mi sento di dire che appunto sono credenze inutili e si deve lottare affinché la mente non diventi un problema e non permettere che tali pensieri arrivino così in profondità dentro di noi da dimenticarti completamente la distanza che c’è tra loro e la realtà.

Come attrice, che ruolo ti piacerebbe interpretare?

CP: La contropartita del successo, quello vero e immenso, sono spesso catene che legano un attore ad un singolo ruolo ad un personaggio. Sono gli attori che quando vediamo chiamiamo con il nome del personaggio e non con il loro, simbolo ultimo della privazione di un’identità al di fuori di quell’interpretazione. Sono felice di essere una attrice senza un unico progetto e di amare ogni ruolo che mi viene proposto e di esercitarmi in esso in modo totale e sincero cercando di esprimermi al meglio delle mie capacità.

Sei anche speaker di Radio Impegno. Che cosa significa per te lavorare in radio?

CP: Sempre meno persone sanno ascoltare per me lavorare in radio e dare voce a tutte quelle persone a cui piacerebbe essere ascoltati… da me e da tutti gli ascoltatori.

Come riesci a dividerti tra mille impegni lavorativi?

CP: Semplicemente non mi divido è troppo piacevole trovare energie per fare tutto.

Qui troverete la Gallery dedicata a Chiara Pavoni

 


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I Populisti, i Demagoghi, l’Europa, Macron ed il Tempo che cambia…

in Italo Persegani Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
migranti verso europa

Che Tempi strani sono questi… L’Europa…

E’ molto strano questo tempo. Guardo fuori dalla finestra ed osservo il cortile bagnato dal recente scroscio. La sabbia del deserto dovrebbe restare in Africa, sul Sahara. Che ci fa qui in Sicilia? In Italia, in Europa … perché non condividerla con gli altri paesi europei?

Già… l’Europa?

No, così non si farà mai … troppi egoismi nazionali e no.

Un Articolo di Italo Persegani
Un Articolo di Italo Persegani

Come si potrà mai fare l’Europa fino a quando non si crea un vero sentimento europeista? Già a livello nazionale gli egoismi hanno messo in crisi gli stati stessi, basta pensare al fenomeno catalano, a quello basco, alla Lega del Nord, ai sentimenti separatisti in Belgio … immaginiamoci se con essi è possibile costruire qualcosa di grandioso e multiculturale. Per uno che pensa che non ci dovrebbero essere barriere in nessuna parte del mondo è deprimente constatare che non si riesce a mettere insieme neanche gli stati europei.

Qualche giorno fa è approdato nel mio piccolo hotel, un olandese che non abbandonava mai il suo Panama. Un signore gentile accompagnato da una signora anch’essa gentile.

Non volevano che gli fosse servita la colazione ma in compenso si destavano presto la mattina. Lui s’appartava a leggere davanti al cielo che si schiariva con le prime luci dell’alba, lei andava a nuotare in piscina.

Come diavolo fa? – pensavo io – L’acqua è ancora fredda con questa temperatura che sembra ottobrina!

Quando c’incontravamo, scambiavamo qualche parola ed alla fine abbiamo parlato dei massimi sistemi, del mondo, degli immigrati, migranti connessi…

Già gl’immigrati! Come se qualche legge e qualche regolamento li potessero fermare facendo un distinguo fra quelli “politici” e quelli “economici”!
Ognuno ha una buona giustificazione per andarsene da dove viene. Chi può mai sindacare il motivo per cui uno lascia il proprio paese?
Tu sei perseguitato politico e ti hanno ammazzato la famiglia? Se sì, entra.
Tu vuoi una vita più bella e spassartela altrove piuttosto che restare nel tuo polveroso villaggio? No, tu non ti muovi, resti dove sei.
Sei povero ed infelice? Mi spiace, la sfiga. Stai lì e soprattutto non rompere i coglioni a noi che ce la spassiamo. Anzi se non ti fai vedere è meglio, così ci eviti di farci venire anche i sensi di colpa!

>No, non sono tutti intellettuali e neanche brava gente, molti sono motivati da istinti basici come diventare ricchi facilmente, scopare facilmente … insomma fare la bella vita senza sudare tanto … d’altronde a chi vive nella povertà e nell’indigenza noi non esportiamo l’immagine della felicità, della bellezza e dell’eterna giovinezza? Certo che sì! … ed allora che colpa può avere un povero disgraziato giovane (anche lui produttore di testosterone come tutti i giovani occidentali) se vuole andare a divertirsi altrove piuttosto che restare nella sua baraccopoli?
Purtroppo quello che trova, una volta approdato in Europa, non è la vita facile e se ha un po’ di fortuna gli si dà due euro all’ora per raccogliere pomodori. Bé, un po’ incazzato lo è … voi non lo sareste?
Il problema è che la sua incazzatura l’emigrato deluso se la deve tenere perché s’accorge che la gente che lo ospita è anch’essa incazzata.
Bel casino!

Sì, anche Frank (si chiama così il mio gentile ospite) era sconsolato quando si parlava del dramma senza fine dell’immigrazione.

Lo sai, qualche anno fa ho scritto una canzone sugli immigrati. Io di mestiere faccio il cantante.
Insomma Frank è un artista, di quelli fini, delicati e sensibili. Un bell’incontro.
Mi piace scoprire negli sconosciuti un po’ di sensibilità artistica. Certo, ormai ripeterlo è diventato un luogo comune, ma chi può negare che nella nostra vita ogni sensazione, ogni emozione rimane in superficie? Si crede che la massa dell’iceberg e quella che affiora e non quella che si nasconde nelle profondità.
Siamo tutti imbarcati sul Titanic. – faceva eco Frank.
Sì, ci siamo dentro ma facciamo finta di non esserci.
Che bella coppia: Agnes eterea e Frank a metà fra Fellini ed un personaggio di Thomas Mann!
Il mio nuovo mestiere mi piace : conosco tanta di quella umanità!
Gente che va, gente che viene.
Mi fa tornare in mente un vecchio film con Greta Garbo: Grand Hotel.
Bello scoprire che sotto un panama ogni tanto ci trovi una bella persona.

Per tornare al problema degli emigranti: è grottesca la polemica che sta nascendo fra la Francia e l’Italia.
Al di là degli insulti che fanno pensare al bue che dà del cornuto all’asino, ciò che m’indispone è l’atteggiamento cinico di Macron da cui m’ero fatto illudere.
Su Salvini è inutile parlarne: sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Certo, è un cazzaro come l’apostrofa Travaglio, ma un cazzaro pericoloso perché ha un intuito politico impressionante associato ad un cinismo ed una mancanza di scrupoli comparabile a quella di … no, no, no, Berlusconi è un chierichetto in confronto!
Ma da Macron non me l’aspettavo! L’avevo seguito nel suo percorso fortunato (i suoi avversari alla corsa presidenziale si sono fatti fuori da soli) che l’ha portato alla presidenza della Francia ed avevo creduto all’arrivo d’un vento fresco, nuovo ed invece? Invece Manu (ad un ragazzino che l’aveva chiamato così, preso da giovanile entusiasmo, gli ha indirizzato una reprimenda pubblica ricordandogli che lui deve essere chiamato “Monsieur le President“! … a Napoli gli avrebbero dedicato una pernacchia presidenziale!), si sta rivelando un essere divorato dal suo ego, dalla sua ambizione. Il Presidente Manu cerca di creare un nemico esterno (l’Italia governata dai populisti) per incutere paura agli elettori che hanno simpatia per la signora Le Pen. I suoi calcoli purtroppo in Italia producono degli effetti indesiderati perché i suoi attacchi sono strumentalizzati dal cazzaro italico che sta raccogliendo simpatie stimolando la dignità nazionale offesa dallo scolaretto cisalpino. Insomma Salvini è più forte da quando Manu sta accusando l’Italia di cinismo.
Dove diavolo è l’Europa? Fin quando sarà governata da psicopatici non andrà da nessuna parte.
A loro modo sono tutti dei populisti anche se certi lo mascherano … ma quel che è peggio è che si tratta di demagoghi, manipolatori sopraffini. I populisti nel vera origine storica della parola, erano quasi delle brave persone.

Allora Frank, sei tornato nella tua Olanda?
Mi manca vedere il tuo panama la mattina.
Qui le nubi si stanno diradando e qualche raggio di sole gli s’infila in mezzo.
Ecco, forse l’estate sta arrivando … sarà una calda e lunga estate.
Magari mi faccio tradurre una delle tue canzoni.

Italo Persegani, è un gentiluomo di altri tempi, osserva il mondo dalla sua Sicilia, dopo aver circumnavigato tutto il Globo con particolare attenzione alla Francia… è un Italiano quindi? Un Francese? Un Siciliano con tutto ciò che comporta la definizione? Leggetelo per capirlo, e, sopratutto, andate a chiederlo a lui, nella sua Olivealive, la sua Tenuta a Noto, dove, con grande nonchalance, potrebbe anche ospitarvi… beh, se trovate posto 😉


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Lirica, La traviata di Giuseppe Verdi a Roma, a Caracalla

in Eventi/La Cultura/La Musica/Ultimi Pubblicati by

Secondo le statistiche, La traviata di Giuseppe Verdi è l’opera più rappresentata nella storia della Musica.

Ogni cinque minuti, nel mondo, ne va in scena una. Quale scelta migliore, quindi da parte del Teatro dell’Opera di Roma, di inaugurare la stagione estiva di Caracalla 2018 con questo titolo stupendo?

Dal 3 al 20 luglio, con ben 9 repliche, si avrà la possibilità di assistere a questo spettacolo con la regia di Lorenzo Mariani (già regista di uno spumeggiante Barbiere di Siviglia nella stagione 2014) e la direzione di Yves Abel.

Ma perché scegliere di passare una delle stupende serate estive romane a Caracalla per assistere ad un’opera lirica?

Un Articolo di Emiliano Esposito
Un Articolo di Emiliano Esposito

Perché un’opera lirica è un sogno ad occhi aperti, è come guardare un film dal vivo, ma gli attori invece di parlare, cantano. Cantano per dire qualsiasi cosa: dal “ti amo” al “ti odio”, da “passami il sale” a “ti sfido a duello”. Nell’opera lirica ci si innamora per la vita in due minuti, e un uomo accoltellato a morte può cantare beatamente prima di esalare l’ultimo respiro.

La traviata, poi, ha una storia struggente, supportata da una musica meravigliosa che rapirà letteralmente la mente e il cuore dello spettatore, portandolo sul palcoscenico per vivere in prima persona le vicende della Parigi di metà ‘800.

Intanto dovete sapere che alla prima rappresentazione al Teatro La Fenice di Venezia nel 1853, il pubblico fischiò fragorosamente alla fine dello spettacolo. Non tanto per una motivazione artistica, quanto morale. Per la prima volta, infatti, veniva portato in scena uno spettacolo ambientato nel presente e non in epoche passate, lontane anni luce dalla condizione del pubblico dell’epoca. Le vicende morali nella traviata, erano le vicende morali del pubblico che partecipava in quel momento allo spettacolo. Gli spettatori, quindi, si sentirono punti nel vivo delle loro debolezze e dei loro amorali comportamenti, fischiando non tanto allo spettacolo, ma al dito puntato contro di loro che essi vedevano. Ma già alla seconda rappresentazione, La traviata ebbe il successo che meritava e che merita ancora oggi.

Ma andiamo alla storia: nella Parigi della metà dell’800 una prostituta d’alto bordo, Violetta Valery, si innamora di un giovane parigino di buona famiglia, Alfredo Germont, decidendo di lasciare la sua vita dissoluta e trasferirsi in campagna con il suo fidanzato. Ma, ben presto, la ragazza dovrà vedersela con la ricca famiglia di lui (nella persona del padre di Alfredo, Giorgio), non vedendo di buon occhio l’unione del figlio con una ex prostituta, che rischia di infangare il buon nome della famiglia. Violetta sarà costretta ad un sacrificio enorme per amore di Alfredo, riuscendo a riscattare il proprio nome e il proprio passato.

la traviata
Una scena corale de La Traviata

La traviata non è altro che un tuffo in un’epoca ricca di fasti e ori dove, in nome dell’apparenza, si era pronti a schiacciare ogni ideale, ogni individuo e ogni cosa. Un’opera che riempirà il vostro cuore e la vostra mente con la sua storia, i suoi personaggi e le sue melodie. Giuseppe Verdi ha saputo tradurre in musica il lavoro di Dumas figlio, La dame aux camélias, lasciando intatta la trama amorosa estremamente semplice nella sua complessità supportandola, anzi, con melodie immortali che restano impresse nella mente. Pensiamo al celeberrimo brindisi Libiam, libiamo ne’ lieti calici, o alla famosissima Amami Alfredo, che Violetta canta con passione profonda e che canterete nella vostra testa per i giorni a seguire lo spettacolo stesso.

Ecco perché scegliere di trascorrere una sera di un’estate romana a Caracalla, nella Parigi del 1800 in mezzo agli specchi, agli stucchi e allo sfarzo della casa di Violetta che vi aprirà le sue porte come una perfetta padrona di casa, richiudendole alle vostre spalle, imprigionandovi con la sua bellezza e la sua musica.

Vi aspettiamo, perché noi di IoGiornalista, ci saremo!!

Emiliano Esposito, l’autore di questi articoli sul fantastico mondo della Lirica, è anche il Presidente di un’associazione che ha fatto della Lirica la propria vita, Iride Musicale, e se volete seguire la loro attività sulla lirica, sulle trame delle opere, e sugli eventi, entrate sul loro sito, oppure cercateli su Facebook, Instagram o Youtube.


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Lirica a cielo aperto, all’Arena di Verona, la Turandot

in La Cultura/La Musica/Ultimi Pubblicati by

Qual è il più famoso tempio all’aperto in Italia che ospita da decenni l’opera lirica? L’Arena di Verona, ovviamente! E noi cosa andiamo a vedere? La Turandot!!!

Il culto è la manifestazione del sentimento con cui l’uomo, riconoscendo l’eccellenza di un altro essere, lo onora. Ma non esiste solo quello sacro. Il culto può essere riservato ad un’idea, ad una squadra di calcio o ad una forma d’arte. E, solitamente, il culto ha i suoi spazi, i suoi luoghi: una chiesa, uno stadio, un museo.

L’Arena…

Un Articolo di Emiliano Esposito
Un Articolo di Emiliano Esposito

La Turandot… Ma qui, lo sapete, si parla di opera lirica, e il tempio per eccellenza in cui la lirica ha il suo habitat naturale, è il teatro con la sua platea, le sue poltroncine, i suoi palchetti e il suo palcoscenico. Tempio che da quasi quattrocento anni, ospita le ugole d’oro di cantanti che danno voce alle note scritte sul pentagramma e che da sempre emozionano il pubblico. Ma l’estate arriva anche per l’opera lirica e, quando fa caldo i cantanti, le orchestre, i cori e il pubblico, preferiscono godersi il fresco delle nostre serate estive, con il cielo, la luna e le stelle a fare da cornice alle più famose vicende del melodramma. E qual è il più famoso tempio all’aperto in Italia che ospita da decenni l’opera lirica? L’Arena di Verona, ovviamente. Con la sua maestosità accoglie al suo interno migliaia di spettatori che ogni anno affollano le gradinate che circondano il palcoscenico sul quale prendono vita le vicende più famose dell’opera. Una struttura antichissima che ha visto aspri e cruenti combattimenti fra gladiatori e belve feroci, in cui il pubblico urlava impazzito ad ogni colpo inferto e ad ogni ruggito di leone. Sempre di passatempo si trattava, ma estremamente lontano dalla nostra concezione di tempo libero e di cultura. Oggi quelle grida e quei ruggiti sono solamente echi lontani che hanno lasciato il posto ad acuti, gorgheggi e suoni di strumenti che il pubblico ascolta in religioso silenzio, intervallando con gli applausi (o i fischi) le performances degli artisti in palcoscenico. Oggi l’Arena Opera Festival è una kermesse apprezzata a livello internazionale con notevoli riscontri di pubblico e di critica, che raduna ogni anno alcuni dei nomi più prestigiosi nel panorama lirico mondiale: su quel palco si succedono nei vari titoli operistici, cantanti, registi, scenografi, strumentisti e direttori d’orchestra fra i più blasonati al mondo. Spettacoli che hanno fatto la storia dell’opera lirica, come lo storico allestimento dell’Aida di Giuseppe Verdi, la stupenda Carmen di G. Bizet con la regia di Franco Zeffirelli e la Tosca di G. Puccini con la regia di Hugo De Ana.

Quest’anno su quel palcoscenico si alterneranno quattro titoli: l’Aida e il Nabucco di G. Verdi, la Carmen di G. Bizet e la Turandot di G. Puccini.

Qui troverete il Calendario degli Spettacoli previsti all’Arena di Verona

IoGiornalista non può assolutamente perdersi un appuntamento così prestigioso per chi ama l’opera lirica e ve lo racconterà fin nei minimi particolari. Vi racconteremo una favola che si svolge in Oriente, a Pechino, dove vive una principessa dal cuore di ghiaccio che odia gli uomini, tanto da sfidarli a rispondere a tre enigmi: chi sbaglia perde la sfida…e la testa.

Avete voglia di fare un viaggio nell’antica Cina con i suoi misteri, i suoi rituali e le sue sonorità cosi particolari?

Allora non perdetevi la prossima pubblicazione: la principessa Turandot vi aspetta!

Qui troverete i Biglietti per gli Spettacoli previsti all’Arena di Verona

Curiosi? Vi aspettiamo, e per dimostrarvi quanto la Lirica possa influenzarvi, gustatevi questa chicchetta di Jeff Beck… si… anche lui… contaminato…

Emiliano Esposito, l’autore di questi articoli sul fantastico mondo della Lirica, è anche il Presidente di un’associazione che ha fatto della Lirica la propria vita, Iride Musicale, e se volete seguire la loro attività sulla lirica, sulle trame delle opere, e sugli eventi, entrate sul loro sito, oppure cercateli su Facebook, Instagram o Youtube.


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Uscito il video TURBO CAT di Jacopo Moriggi

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by

Turbo Cat è il video che rappresenta il primo brano dell’album Vision di Jacopo Moriggi

E’ un video che Jacopo Moriggi ha girato in un bosco, tratto dal primo pezzo del suo nuovo album Vision, dedicato al suo gatto.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

E’ finalmente uscito il video di “TURBO CAT”, che rappresenta il primo brano del cd “VISION” di Jacopo Moriggi. Ve lo presento con una spiegazione volutamente scritta e fortemente sentita dall’autore stesso del brano:

Turbo Cat è un brano al quale sono molto legato. Stavo scrivendo questa canzone durante il marzo del 2017 ed un giorno, mentre ero in studio, ho avuto la terribile notizia che uno dei miei gatti, il maschio, era appena stato investito da un’auto. Ho scelto immediatamente di dedicare il brano a lui concentrandomi prima sulla composizione poi sul titolo. L’ho chiamata Turbo Cat perché lui mi dava una gioia immensa, lui era magico e dovevo trovare un modo per farlo vivere per sempre. Dovevo inoltre trovare un nome forte e d’impatto che valorizzasse la potenza di questa cosa.
La composizione e l’arrangiamento del brano è dedicata nel rappresentare lui come era, come si muoveva, come si relazionava con me e per ricordare anche il momento della sua scomparsa.
La melodia iniziale rappresenta la mia disinvoltura, l’intro a 0.20 rappresenta la notizia dell’accaduto e la botta di dolore valorizzati dall’arrangiamento.
Dal mio punto di vista della ritmica, ho scelto di accompagnare il groove tenendo l’HH sul secondo e sul quarto sedicesimo per dare l’effetto di instabilità emotiva, per poi innervosirsi ed andare in quarti sul ride. Il pezzo di stacco a 0.40 è molto meccanico, rappresenta un’insieme di idee confuse di odio e d’amore che si stanno rialzando andando in un unica direzione.
La strofa che parte da 0.45 è molto tecnica e basata su un 7/4 ma tutto ha un senso perchè ho voluto rappresentare il mio gatto quando era in vita, un suo ricordo bello e sincero, che mi faccia sorridere ogni volta. Se si ascolta la strofa lui camminava e muoveva la testa con quel ritmo seguendo quegli intervalli, ho solo voluto ricordarlo bello come era per il resto della canzone.
Sono un forte appassionato di gatti e di natura, ho scelto di girare il video in mezzo ad un bosco, lontano dalla strada, in modo da stare il più vicino possibile alla sua anima.
Il video è stato ideato e montato da me con l’aiuto di un mio carissimo amico il quale ha fatto le riprese.”

Lucilla Corioni è la Direttrice della LC Comunicazione, società che si occupa di Uffici Stampa e Promozione… volete saperne di più? Perché non la chiamate? Mob: 333 7695979

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Lirica, il Rigoletto a Roma? In Strada!!! Per tutti Gratis!!

in Eventi/La Cultura/La Musica/Ultimi Pubblicati by
rigoletto opera camion

Rigoletto, Lirica per i Ricchi? No, per tutti!!! In Strada stasera a Corviale, Roma…

Rigoletto… A Parma si dice: “Al Rigolet l’è cme’l gose: an ‘s butta via nient!” che tradotto vuol dire che il Rigoletto è come il maiale, non si butta via niente… ed è Gratis!!!

Un Articolo di Emiliano Esposito
Un Articolo di Emiliano Esposito

Bene, proprio nella provincia di Parma è nato Giuseppe Verdi, uno dei più grandi compositori di opera del mondo, alla cui morte Gabriele D’Annunzio scrisse: “Pianse ed amò per tutti”. Il nostro Peppino nazionale, nacque a Roncole di Busseto (oggi Roncole Verdi) in provincia di Parma il 10 ottobre 1813 da un’ umile famiglia che gli permise di iniziare molto presto lo studio della musica. In seguito grazie ad un mecenate, Antonio Barezzi, Verdi avrà la possibilità di studiare più approfonditamente la musica e di diplomarsi al conservatorio di Milano. Queste poche righe non bastano minimamente a descrivere la complessa personalità umana e artistica di un uomo che, a distanza di 117 anni dalla morte, continua ad essere un vanto per il nostro Paese nel mondo. Perché, quindi, parlarvi oggi di Giuseppe Verdi, di Opera Lirica e, soprattutto, del Rigoletto? Perché una esemplare iniziativa del Teatro dell’Opera di Roma è giunta quest’anno alla terza edizione riscuotendo un enorme successo di pubblico e di critica: non hai mai visto ne è mai arrivata da te le Lirica? Te la porto io! OperaCamion porta letteralmente l’Opera Lirica lì dove il teatro manca, dove spesso la cultura fatica a trovare spazio. Lo Zen a Palermo, i Quartieri di Gomorra a Napoli, ed oggi i quartieri periferici della Capitale, diventeranno ancora platee di teatri a cielo aperto che faranno da cornice ad un inusuale palcoscenico, un camion, sul quale verranno rappresentate le vicende tipiche del melodramma italiano. Dopo Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini ed il Don Giovanni di Mozart, quest’anno andrà in scena una delle opere più conosciute e rappresentate del nostro Giuseppe Verdi, il Rigoletto.
Un’opera andata in scena la prima volta al teatro La Fenice di Venezia nel 1851, e che fa parte, con La traviata ed Il trovatore della cosiddetta trilogia popolare, denominazione dovuta ai temi trattati in queste tre opere, ossia il rapporto conflittuale tra genitori e figli.
La storia: nella Mantova del XVI secolo, il libertino Duca della città e il suo buffone di corte, Rigoletto, durante uno dei tanti festini a luci rosse, si prendono gioco del Conte di Monterone, venuto a reclamare l’onore della figlia. Monterone scaglia sul Duca e sul Buffone una maledizione così grande da mettere paura a Satana in persona. Tra cortigiani invidiosi, Sicari che offrono i loro servigi, e rapimenti degni dell’anonima sequestri, Rigoletto si muove sulla scena con la spada di Damocle della maledizione sulla testa, camminando a zig-zag per non esserne colpito. Riuscirà a sfuggire al fulmine scagliato da Monterone?
Non lasciatevi sfuggire un’occasione unica come questa: uno dei Teatri più prestigiosi nel mondo, il Teatro dell’Opera di Roma, viene a casa vostra con la sua professionalità e il suo altissimo livello artistico per farvi assistere ad una delle opere più belle nel panorama lirico mondiale. Una trama degna dei più grandi sceneggiatori hollywoodiani, accompagnata da una musica stupenda, semplicemente perfetta che aggiunge suspence ad ogni momento scenico.
Per questo del Rigoletto si dice non si debba gettare via niente, perché ogni nota è messa al posto giusto, in un ingranaggio perfettamente oliato che ha conquistato e continua a conquistare generazioni intere con i suoi 167 anni portati stupendamente.
L’opera lirica è la forma d’arte che connota maggiormente l’Italia nel Mondo intero, e potervi assistere nella piazza sotto casa, è una possibilità da non lasciarsi scappare.

E noi di IoGiornalista? Saremo li!!!

Photo di copertina dal sito del Comune di Roma, copyright Yasuko Kageyama


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Luca Bonaffini torna con i BLEZ dopo 25 anni

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by

Sette inediti, nuova formazione con Luca Bonaffini, antica energia.

“Nessuna Rèunion” dichiara Luca Bonaffini, “Un nuovo percorso ispirato agli storici ma altrettanto dignitoso”

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

E’ ufficiale: i B.L.E.Z., creazione musicale di Luca Bonaffini e Pierangelo Bertoli con la complicità canora dell’indimenticabile Ermano Zanfi, in autunno avranno nuova vita.

Ma facciamo qualche passo indietro. Era il 1992, ventisei anni fa, quando il cantautore sassolese invitò a casa sua l’amico di gioventù Ermanno Zanfi.

Ermanno, allora impiegato in banca, non aveva mai perduto la grande passione per la musica con la quale, insieme a Caterina Caselli e allo stesso Bertoli, cavalcava il palcoscenici beat generation negli anni Sessanta.

Dopo trent’anni, l’amico cantautore – divenuto nel frattempo famoso – decise di coinvolgere il folksinger Zanfi in un progetto discografico: la produzione dell’album dell’emergente Luca Bonaffini, già co-autore di canzoni di successo. Luca Bonaffini, ospite indesiderato (come lui stesso dichiara nel libro intervista “la protesta e l’amore”) alla Dischi Ricordi e ad Angelo Carrara, rispettivamente casa discografica e produttore di Pierangelo Bertoli, aveva bisogno di un’idea. Nel frattempo, dalla sua bella penna di scrittore di canzoni, nacquero una decina di brani che, a detta del papà artistico Pierangelo, sarebbero state ballate adatte ad un duo, più che a un solista.

Pierangelo Bertoli, che non poteva condividere con Luca un progetto discografico per ragioni contrattuali, affidò ad Ermanno Zanfi la prima voce e a Luca la seconda.

Nonostante gli oltre vent’anni di differenza, Ermanno e Luca si sintonizzarono immediatamente e, dopo qualche provino in cantina con la cura chitarristica dell’allora giovane Giorgio Buttazzo, approdarono – sempre grazie a Bertoli e alla moglie Bruna Pattacini – alla Sugar di Caterina Caselli.

Nel giro di poche settimane, sommati ai dieci brani di Luca Bonaffini, due di Pierangelo Bertoli, nacque B.L.E.Z. (acronimo di Bonaffini Luca Ermanno Zanfi), portatori inediti del country del Po’ (come lo definì qualcuno).

A metà strada tra Simon & Garfunkel, CSN&Y e la tradizione cantautorale, l’album si fece subito notare soprattutto per brani di matrice popolare come “La quinta stagione” e “Lucia di Dicembre”.

Dopo il tentativo fallito, così almeno dice la leggenda, di presentazione al Festival di Sanremo (con la canzone “Scusami se puoi”), il cd (ormai il vinile appariva impopolare e sconveniente) uscì il 30 giugno 1993 nelle zone di Reggio, Modena e Mantova, per poi essere distribuito nel resto d’Italia a novembre dello stesso anno.

L’operazione, curiosa e prestigiosa, è inutile negarlo: fu poco spinta, forse osteggiata da un Angelo Carrara “contrario” ed escluso, e prima sottovaluta, poi dimenticata dalla stessa Caterina Caselli che, investendo i due artisti da lei scelti della responsabilità di un “progetto poco carismatico”, la archiviò per sempre.

Eppure, i fan di Pierangelo Bertoli e il pubblico di Luca Bonaffini non hanno mai scordato quello che, per moltissimi, è considerato uno degli album più belli del genere cantautorale di terza generazione.

L’impronta Bertoliana? La mano fresca e sana di un Luca Bonaffini “emilianizzato”? La potenza espressiva del garante Ermanno Zanfi, colto e preparato interprete di folk-rock internazionale?

B.L.E.Z. insomma, non è mai morto.

E allora, a venticinque anni esatti dalla sua uscita, ecco che il suo autore e deus ex machina Luca Bonaffini ce ne parla e lo ripropone.

Luca Bonaffini cover BLEZ

 

BLEZ coi puntini. 25 anni. Bertoli. È vero che si parla di un ritorno?

No. Nessun ritorno, perché non sono mai andati da nessuna parte. I BLEZ sono stati il ponte che ha permesso al sottoscritto di passare da Autore di Bertoli ad Artista di Bertoli; ed Ermanno, mio garante e carta da giocarmi per sopravvivere all’emotività e alla timidezza che mi trascinavo dietro fin da ragazzino, è ancora quella parte EZ di BL che, storicamente ha dato origine a un genere, più che a un prodotto. Il genere che, poi, dai Modena City Ramblers a molti altri, è stato connotato come folk-rock-d’autore. L’unica cosa è che non è stato ideologicamente schierato ma, al di là di qualche ballata civile (come “La quinta stagione” di firma anche Bertoliana), è un album leggero, popular. E questo, probabilmente, ha fatto sì che gli impresari collegati col PDS di quegli anni, non lo considerassero “vendibile” come la musica Indi o quella di Ligabue (ex consigliere Arci).

Comunque, sintetizzando:

  • BLEZ è un acronimo ma anche una sigla (immaginiamola come Blez!)
  • Bertoli è stato il produttore e l’ideatore della coppia Bonaffini-Zanfi, in primis. Ma non dimentichiamo l’importanza della scrittura dei brani, da me effettuata. Sempre con la sua supervisione e, addirittura, la co-firma in alcuni di essi. Quindi, recuperando qualche inedito, anche uno solo, chi lo sa…. Il boss ci sarebbe ancora! No?
  • Ritorno no. Le Réunion mi fanno specie e, per evitare di fare in piccolo quello che fanno i grandi, bisognerebbe proprio pensare a rinnovarsi sempre, senza adeguarsi. Guai fare cover, figurarsi “cover di sé stessi”… Si potrebbe immaginare un nuovo percorso, ispirato agli storici, ma altrettanto dignitoso. Mi spiego meglio: le canzoni, il genere, il senso. Questo sì. Un marchio, tanto per avere qualcosa di cui parlare, non mi interessa.  Ma quel tipo di canzoni, io le ho sempre scritte. Quindi perché non pubblicare belle cose, a detta di tanti e non certo mia, ferme nel cassetto che sarebbero gradite sia al pubblico dei Bertoliani che al mio?
  • Paolo Baldoni-Luca BonaffiniVeniamo al dunque: come sarà questo nuovo percorso?Lo stiamo ancora elaborando ma ho già alcuni punti fermi: Ermanno, da qualche anno, non se la sente di tornare sul palco ma ha già dato il suo benestare all’idea. Alberto Bertoli, erede artistico del papà Bertoli, mi è parso entusiasta. E allora ho pensato di coinvolgere nuove figure.Tipo?Ti dico tutta l’idea, così facciamo prima: esistono alcuni inediti (come fu per “Non recidere una rosa” e “Se ti ricorderai di me”) scritti con Pierangelo tra il 1990 e il 1993. Dovevano essere inseriti nel secondo album dei BLEZ, ma non si fece e le canzoni rimasero lì. Mi piacerebbe riprenderne qualcuna. Intendiamoci, non per nostalgia, ma perché – secondo me e secondo chi se le ricorda da allora – sono all’altezza delle precedenti.  L’arrangiamento, mi piacerebbe che fosse vicino a quelli che si facevano in quegli anni: acustici, un po’ da American Dreamers e un po’ nostrani. Insomma, alla Bertoli-Bonaffini anni Novanta. Il nome diventerebbe Blez, come sigla appunto, evocativa del duo originale ma fresco di identità propria. Infine, il compare di merende, devo confessarlo c’è già: Paolo Baldoni. Paolo, del quale ho prodotto dal 2013 a oggi tre album, è un mio compagno di classe col quale iniziammo a cantare negli anni Settanta. Direi che se non fosse stato per lui, non avrei mai conosciuto la possibilità – dato che ero sempre solo, anche a suonare – di scrivere canzoni con qualcuno che non fossi io.  Potrei dire che i Danger (così ci chiamavamo a quindici anni) sono stati – grazie anche alla nostra formazione west-coastiana – il progetto musicale prequel di BLEZ (e forse anche del duo Bertoli-Bonaffini). Mentre, per una sorta di simpatica legge del contrappasso, Blez oggi, sarebbe il sequel. Insomma, un cerchio aperto da ragazzi, grazie alla scoperta dei padri cantautori (come Bertoli, ad esempio), che – passando attraverso la grande storia della musica leggera d’autore italiana – si ritrova sui banchi di scuola per un nuovo esame di maturità!Concludendo: è solo idea o già progetto?E’ già quasi studio di registrazione. L’etichetta c’è. Il repertorio non manca e ci piace. Il nome mantiene la B maiuscola, ma – con grande rispetto e umiltà – si diversifica per le minuscole usate nelle lettere successive (lez…). L’alter ego c’è, perché c’è sempre stato. Ermanno, chi lo sa… mi piacerebbe averlo per qualche special guest, e spero mi dirà di sì. E un po’ di Bertoli ci farà da Tutor nella memoria e soprattutto nelle canzoni scritte insieme rimaste ingiustamente nei faldoni del Novanta.Quando pensate di entrare in studio?Ottobre e novembre. Poi, lì vedremo cosa accadrà.Un titolo?

    Sì. “INADEGUARSI”.

    Perché?

    Perché è un riflessivo che non esiste. Ma soprattutto un atteggiamento di vita. Non ce l’abbiamo fatta: non ci siamo adeguati, siamo sempre “quelli là” … che, con qualche sogno di troppo, rischiano di modificare la realtà e le regole del sistema.

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Il viaggio nei mille colori di Marta Jane Alesiani

in Gabriella Chiarappa Blog/La Cultura/Pianeta Donna/Ultimi Pubblicati by
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Marta Jane Alesiani New Collection SS/FW 2019

In questa collezione Marta Jane Alesiani attraversa il mondo da un estremo all’altro. Colori che si intrecciano e stili che sinergicamente s’incontrano, passando, dalla spiritualità indiana, ad una dimensione più metropolitana come quella Newyorkese.

Articolo di Gabriella Chiarappa
Articolo di Gabriella Chiarappa

Il significato che la stilista attribuisce a questa collezione è rivolto all’energia positiva: non importa dove ti trovi, in quale città vivi o che professione hai. Ciò che conta è l’effetto terapeutico che ottieni dai colori che indossi, dall’ottimismo che quotidianamente hai, ed il sorriso.  Quel sorriso contagioso che abbiamo il piacere d’incontrare attraverso questa speciale intervista.

G.: Salve Marta, in questa stupenda collezione, si percorre un viaggio metropolitano, qual è il messaggio che lei vuole dare esattamente?

 M.: In questa collezione si nascondono molteplici messaggi, tutti rivolti verso un percorso di rigenerazione ed ottimismo . All’interno delle stampe e delle trame dei tessuti stessi, ho inserito delle frasi , che come amuleti, sprigionano energia positiva. Lo scopo è quello di armonizzare ,con l’uso dei colori e di questi aforismi, la mente , conducendola verso il sorriso e il benessere.  Troppe volte ci dimentichiamo di essere felici , presi dalla routine e dai troppi problemi, nel mio piccolo cerco di sottolineare l’importanza del sorriso.

G.: Da sempre il suo segno distintivo sono i colori, in questo caso qual è stata la sua scelta?

M.:La scelta è stata dettata da un attento uso dei pigmenti , sfruttando la cromoterapia, ho unificato colorazioni che sprigionano benessere sia dal punto di vista mentale che fisico .

G.: Quale è il suo look preferito di questa sfilata?

M.:Non esiste un modello preferito , ogni capo ricopre per me la stessa importanza . Le ore di dedizione per ciascun pezzo lo rendono unico , non migliore rispetto ad un altro , semplicemente unico. Il mio obiettivo è creare significati e non prodotti, per questo ogni pezzo della collezione ha una personalità che lo differenzia da tutto il resto.

G.: Un sorriso può essere contagioso e lei sicuramente è il simbolo della solarità, quanto i suoi abiti trasferiscono tale energia?

M.: Gli abiti trasferiscono l’Energia che gli viene donata nel momento stesso in cui vengono creati! La tecnica da sola non basta , ci vuole la passione.

G.: Quale è il suo  approccio stilistico alla moda?

M.: non esiste un rapporto specifico tra me e la moda , posso definirlo eclettico . È un dare e avere. Ovviamente il termine stesso oggi viene inondato di molteplici significati di costume , necessità e bisogni ; il mio punto di vista si allontana spesso dal “bisogno” , resto fedele a ciò che sento e sono felice di vedere che quello che mi fa sentire viva piace così tanto e crea la stessa sensazione nei clienti che indossano le mie creazioni .

G.: Cosa ha influenzato la sua estetica?

M.: sicuramente il mio Passato e le mie esperienze, unite alle persone che ho incontrato lungo la mia strada e dai viaggi che ho avuto la fortuna di fare. Credo che la mia visione estetica sia una macedonia di tutto questo , ho preso il bello , le emozioni , le esperienze e il lavoro di formazione e ho creato Marta Jane !

G.: Hai degli artisti o delle correnti che la ispirano particolarmente?

M.: certo! Ci sono tanti Artisti che mi hanno influenzato , da Alfons Mucha, Rene’ Gruau, a John William Godward, Holton Rower, Felix Mas. Sono attratta dalla Storia del costume , di molte epoche, ma sono sincera, prediligo quella Egizia Faraonica. Per quanto invece riguarda l’influenza delle correnti artistiche , credo che il triangolo sia decisamente composto dall’ Art Nouveau, dall’ Impressionismo e dal surrealismo.

G.: Milano e Parigi rappresentano entrambe  le terre  promesse di tutti coloro che desiderano fare moda. Quale era il suo sogno quando è arrivata a Milano?

M.: Sono fortunata , perché il mio Sogno è sempre stato lo stesso ! A prescindere dalle Città Italiane e straniere dove ho vissuto , il mio sogno è sempre stato quello di creare e divulgare la mia arte .

G.: In questa sua collezione  attraverso i suoi abiti emerge l’effetto  terapeutico, lo può descrivere?

M.: La terapia in questione è quella del colore . La loro combinazione genera determinati effetti sia visivi che fisici. Ad esempio , il giallo unito all’arancio stimola  la creatività e migliora l’umore, il rosso unito al fuxia  aumenta l’autostima e il coraggio d’azione, il blue unito al viola ha la capacità di calmare e favorire l’attenzione . Nulla è lasciato al caso.

G.: A proposito di cambiamenti nel mondo della moda e di nuove strade, ci racconti la sua. Come mai la decisione di sfilare a Giugno?

M.: Ho deciso di sfilare a Giugno presentando una collezione che racchiudesse entrambe le stagioni , quella estiva e quella invernale. Ho considerato le fasi climatiche e il loro mutare e ho pensato che creare una sola stagione sarebbe stata la giusta decisione . Ad oggi sono felice di averlo fatto .

G.: Il “fatto a mano” resta sempre il suo cavallo di battaglia ?

M.: Sempre! artigianato, sartoria , ricami a mano , questa collezione presenta tutto questo e molto di più. Ho inserito tecniche di Moulage e i procedimenti manuali degli accessori mantengono la stessa filosofia

G.: Qual è oggi il sogno di Marta jane Alesiani ?

M.: Lo sto già vivendo

G.: A presto marta Jane

M.: A prestissimo

Crediti :
Foto by Andrea Capriotti / Gabriele Vinciguerra
MUA Stefania Mòlon
Hairstylist Alessandro Torti
Gioielli Nabel Jewels
Location Enterprise Hotel Milano

Vuoi vedere di più? www.martajanealesiani.com


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Addominoplastica, quando è utile e a cosa serve

in Gabriella Chiarappa Blog/Pianeta Donna/Ultimi Pubblicati by
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L’Addominoplastica è uno degli interventi più effettuati.

E’ particolarmente richiesta da pazienti che hanno subito una grande perdita di peso o post gravidanza per l’eccesso di pelle accumulato nell’addome.

Articolo di Gabriella Chiarappa
Articolo di Gabriella Chiarappa

Oggi parliamo di addominoplastica e di come imparare a star bene con l’estetica. Attualmente si invecchia sempre meglio, con grande attenzione alla nostra salute, all’alimentazione, al corretto modo di vivere e all’attività fisica. La frequentazione delle palestre o la pratica di sport leggeri, come il golf, fa parte del nostro stile di vita. Curiamo anche il benessere psicofisico, tanto che la medicina estetica è accessibile anche a 80 anni con approcci, nuovi farmaci e tecniche diverse da quelle che si possono adattare ai 50enni. Tecniche chirurgiche complementari alla corretta alimentazione e all’attività fisica, ma considerate anche positive e utili per la salute, non solo estetiche. La medicina estetica e la chirurgia plastica sono in continua evoluzione, come del resto tutta la medicina e la chirurgia, e il loro sviluppo dipendono sia dalle continue scoperte nell’ambito medico-chirurgico e farmaceutico, sia dal trend economico dei paesi.

Come tutti, subiamo gli effetti della moda: prima “andavano di moda” labbra enormi e poco credibili, oggi vengono richiesti effetti armoniosi. Le mode cambiano, ma essendo la ricerca del  benessere uno degli aspetti chiave della nostra società, i pazienti richiedono oggi anche interventi che chiamiamo, impropriamente, “curativi”.

Uno dei punti più dolenti dell’estetica, sia maschile sia femminile, è l’addome che è la zona in cui si accumula un’importante quantità di adipe, mettendo a dura prova il tessuto cutaneo e la relativa elasticità: per ristabilire l’equilibrio tra volume e tessuto cutaneo sarà necessaria l’addominoplatica. L’obiettivo dell’addominoplastica è l’asportazione del tessuto cutaneo e adiposo in eccesso nonché il ripristino della parete muscolare addominale proprio per ristabilire la tonicità alla muscolatura.

L’addominoplastica nei pazienti ex obesi

L’obesità è una condizione clinica che si evolve e si complica nel tempo: una vera e propria patologia del comportamento alimentare che porta con sé un alto grado di cronicità e invalidità e, oltre certi livelli, non si risolve con dieta ed esercizio fisico. Le evidenze ci dicono infatti che le terapie convenzionali come dieta e farmaci hanno una efficacia inferiore al 5%, ma, soprattutto, gli obesi hanno una aspettativa di vita diminuita tra 5 e 20 anni.

Gli obesi d’Italia sono il 10% della popolazione, soggetti che convivono con ipertensione e diabete e che rischiano ogni giorno infarti, ictus e cancro, almeno mezzo milione di casi di cancro nel mondo (il 3,6% di tutti i tumori) sembra che siano causati dal sovrappeso negli adulti, negli obesi le patologie si sommano: soffre di diabete il 26% degli obesi, di asma il 23%, di artrite il 44%, di ipertensione il 51% e di cancro il 52%.

Sono tante le patologie da cui sono affette le persone obese che vengono scatenate dal grasso dell’addome, sulla cui diminuzione la chirurgia svolge un ruolo terapeutico, dunque una soluzione offerta ai grandi obesi.

L’intervento di asportazione di questo grasso innesca un reset metabolico salutare, determinando un riassestamento dei profili dei grassi e una riduzione dei livelli dello stato infiammatorio dell’organismo.

E’ sempre importante precisare che l’addominoplastica non è un intervento per trattare l’obesità, ma un aiuto per i pazienti ex obesi a riacquistare la propria forma fisica ottimale, riacquistando  un addome modellato e tonico, per una profilo armonioso e giovane.
Il risultato dell’intervento di addominoplastica è assolutamente soddisfacente e lascia un’unica cicatrice, sottile e orizzontale, appena sopra il pube, che rimane nascosta  da uno slip di ridotte dimensioni per mostrarsi sulla spiaggia, risultati che rimangono stabili se il paziente riesce a mantenere e controllare il peso stabile adottando un sano stile di vita, alimentazione e attività fisica.


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Habemus Governo: Giuseppe Conte legge la Lista dei Ministri

in Alberto Marolda Blog/Elezioni 2018/La Politica/Ultimi Pubblicati by

Il Premier Conte presenta il suo Governo, 18 ministri, 5 le Donne. Giuramento…

Ci sono voluti 88 Giorni ma, ora, Habemus Governo!!!

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un servizio di Alberto Marolda

Giuseppe Conte, accettato l’incarico di Presidente del Consiglio, ha presentato al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, la lista dei Ministri del nuovo Governo M5S Lega. Debutta Giovanni Tria all’Economia, con Paolo Savona passato agli Affari Europei, Ministro senza Portafoglio, e, altra novità, Moavero-Milanesi alla Farnesina. Per Fraccaro, Rapporti con il Parlamento ed il nuovo Dicastero, Democrazia diretta, Giulia Bongiorno, la Pubblica amministrazione.

“Lavoreremo intensamente per realizzare gli obiettivi politici anticipati nel contratto, lavoreremo con determinazione per migliorare la qualità di vita di tutti gli italiani”. Questa è l’apertura che gli Italiani ricorderanno, pronunziata dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Quirinale, appena dopo aver letto la lista dei ministri del suo governo.

“C’è grande entusiasmo e determinazione. Lavoreremo per ridare fiducia all’Italia. Questo è un grande paese che ha bisogno di ritrovare fiducia”… Altra frase da ricordare di un Giuseppe Conte raggiante nella SUA giornata speciale, mentre si recava a piedi dal Senato alla sua abitazione… Un Bagno di Folla a piedi a Piazza Navona, e poi in Pizzeria con qualche amico, e famiglia.. un buon viatico? Vedremo…
Il primo CDM c’è già stato… immediato, subito, un buon segnale…

La Lista completa del Nuovo Governo:

Vicepresidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo economico, Lavoro e politiche sociali: Luigi Di Maio. Vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno: Matteo Salvini. Sottosegretario alla presidenza del Consiglio: Giancarlo Giorgetti. Economia: Giovanni Tria (Lega). Esteri: Moavero Milanesi. Giustizia: Alfonso Bonafede (M5S). Politiche comunitarie: Paolo Savona. Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta: Riccardo Fraccaro (M5S). Pubblica amministrazione: Giulia Bongiorno (Lega). Affari regionali: Erika Stefani (Lega). Sud: Barbara Lezzi (M5S). Famiglia e disabili: Lorenzo Fontana (Lega). Difesa: Elisabetta Trenta (M5S). Politiche agricole: Gian Marco Centinaio (Lega). Infrastrutture: Danilo Toninelli (M5S). Istruzione: Marco Bussetti (Lega). Beni culturali: Alberto Bonisoli (M5S). Salute: Giulia Grillo (M5S). All’ambiente Sergio Costa.

Mattarella è soddisfatto e lo ha detto a chiare lettere prima del Concerto e dell’abituale “Saluto ai Prefetti”… la Giostra è tornata in movimento… anzi, in Movimento… vedremo…

Stay Tuned…


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Domenica? Vado ad Amalfi – Concerto al buio per piano e violino

in Comunicati Stampa/Eventi/La Musica/Ultimi Pubblicati by

Amalfi… Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Cosa vuoi fare questo fine settimana? Ma nemmeno a dirlo, vado ad Amalfi!!!

Domenica 3 giugno, alle ore 20:00, si svolgerà di nuovo ad Amalfi il Concerto al buio per piano e violino ad opera del maestro violinista di fama internazionale Edo Notarloberti, componente del gruppo Ashram, e della pianista Martina Mollo.

L’evento continua ad essere riprogrammato per la grande richiesta avendo già registrato a Napoli il tutto esaurito per ben 16 edizioni, nella prestigiosa location della Galleria Borbonica, e a Roma da 2 edizioni nella prestigiosa location della Basilica di San Crisogono.
concerto al buioDurante la serata scopriremo sensazioni nuove e sperimenteremo condizioni di ascolto del tutto particolari. Fin dall’inizio una morbida luce accoglierà i partecipanti, poi le luci caleranno fino a raggiungere il buio più totale. Sarà allora che il pianoforte e il violino inizieranno a diventare i protagonisti di un’esperienza veramente suggestiva ed emozionante. La capacità comunicativa della musica, unita al viaggio sensoriale nel buio assoluto, fanno di questo concerto un evento unico. Ascoltare la musica in questo modo porta a stravolgere l’uso comune dei sensi e la perdita dei nostri abituali punti di riferimento. Il Concerto si svolgerà all’interno di una cornice del tutto particolare: l’Arsenale di Amalfi.

Amalfi faceva parte delle antiche repubbliche marinare ed era dotata di una marina mercantile e da guerra molto ben equipaggiata. Le navi mercantili, le “teridi”, il “buctio” e la “cocca”, erano di basso cabotaggio e venivano costruite sugli arenili chiamati “scaria”, termine bizantino. La flotta da guerra amalfitana era invece costituita da imbarcazioni veloci composte da due alberi e due vele: le “sagene”. Si ritiene che Amalfi disponesse di ben 120 navi da guerra. Nell’estate dell’849 una flotta costituita dalle navi delle repubbliche di Amalfi, Gaeta, Napoli e Sorrento riunite nella Lega Campana, sotto la guida del console Cesario di Napoli, sbaragliò una flotta di navi saracene che si apprestava a sbarcare presso Ostia evitando così l’invasione e la devastazione di Roma.
L’antico Arsenale, monumento alla potenza marinara di Amalfi, è giunto a noi sorprendentemente integro nelle sue linee altomedievali e rappresenta un unicum nel suo genere. La sua imponente ed elegante architettura modellata in pietra e malta presenta due navate parallele coperte da una doppia serie di volte a crociera separate e sorrette da dieci poderosi pilastri.

Non perdete quest’esperienza perché è davvero molto bella! Sono disponibili solo 100 biglietti!
Le prenotazioni possono essere effettuate SOLO tramite la piattaforma Local Emotions CLICCA QUI!!!

Ingresso Concerto: Antico Arsenale, P.zza Flavio Gioia, Amalfi.

Orario: ingresso consentito a partire dalle ore 19,40.

E noi di IoGiornalista? Ci saremo, perché fare una domanda così banale? 😉 Restate sintonizzati…


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Colpo di Stato di Mattarella? Chiediamo a Sergio Puglia, M5S

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Movimento Cinque Stelle/Ultimi Pubblicati by
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Il Presidente Mattarella, ieri, ha fatto un vero Colpo di Stato?

Noi abbiamo la nostra opinione al riguardo, ma noi non siamo nessuno, apparteniamo solamente al Popolo Sovrano, per cui lo chiediamo alle Parti in causa…

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una nota di Alberto Marolda

Lo chiediamo ai Parlamentari che conosciamo, quelli più veloci a risponderci perché il tumulto degli eventi è troppo veloce per perdere tempo nel pensare, ormai… la domanda è sempre la stessa…

Sergio Puglia, cosa è avvenuto ieri, cosa ha fatto il Presidente Mattarella, qualcuno dice che abbia fatto un vero e proprio Colpo di Stato? Pensi sia vero? Ed ora, cosa accadrà?

Questa è una vicenda che ci vede tutti basiti, ma io credo che non soltanto le persone che hanno votato il Movimento 5 Stelle, le persone che seguono il MoVimento 5 Stelle, la sua Politica e le sue Iniziative, ma anche tutti gli altri Elettori Liberi abbiano avuto questa sensazione… questa è una vicenda che la dice lunga sulla Libertà dell’Italia, dell’intero Paese. Questi sono Eventi che la dicono davvero lunga sulla Libertà possibile nel poter porre in essere una serie di Politiche in chiaro favore degli Italiani come avevamo previsto nel Patto con la Lega di Salvini, quello votato dai nostri Elettori… Una Libertà bloccata… e quindi ecco la bocca amara non per per le poltrone magari perse, nella maniera più assoluta, che sia chiaro a tutti, ma la bocca è amara per l’addio ad un vero e serio cambiamento dell’Italia che avevamo previsto, e che avremmo tentato di portare avanti con la Serietà che ci ha sempre contraddistinto. Ovviamente adesso è il periodo, sono le ore dello sconforto totale, che però, altrettanto ovviamente sono poi ore di grande forza, ore in cui bisogna ragionare con calma sul da farsi, perché certamente non possiamo accettare un governo tecnico che servirà per stringere ancora l’Italia, perché già abbiamo subito tanti danni in passato, e non è possibile far tirare ancora di più la cinghia agli italiani… no, ed è un no con grande forza… ieri sono rimasto senza parole, come dicevo basito per una situazione in cui qualsiasi italiano non vuole, e non avrebbe mai voluto trovarsi, una situazione nella quale non c’è la possibilità di poter avere un governo votato dal popolo, dalla maggioranza degli Italiani, ma oggi è il giorno di una ritrovata forza che deve battere la preoccupazione per il futuro del paese, il futuro dell’Italia, il futuro di una grande nazione che, per degli strani giochi di potere, non è più libera ma è chiaramente gestita da Agenzie di Rating gestita dalla grande Finanza, e non più quindi, dagli essere umani. Questo è gravissimo, davvero gravissimo e non possiamo accettarlo… seguiteci perché ora, più di prima, ci vuole l’impegno di tutti!

Grazie a Sergio Puglia, Senatore M5S.

Vedremo cosa accadrà, restate sintonizzati su Iogiornalista… ah, anche per questa Fonte, abbiamo l’audio ben conservato e siamo autorizzati alla pubblicazione… mica come altri “colleghi”.. buona vita a tutti! 


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Colpo di Stato di Mattarella? Chiediamo a Luca Frusone, M5S

in Alberto Marolda Blog/Elezioni 2018/La Politica/Movimento Cinque Stelle/Ultimi Pubblicati by
mattarella

Il Presidente Mattarella, ieri, ha fatto un vero Colpo di Stato?

Noi abbiamo la nostra opinione al riguardo, ma noi non siamo nessuno, apparteniamo solamente al Popolo Sovrano, per cui lo chiediamo alle Parti in causa…

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una nota di Alberto Marolda

Lo chiediamo ai Parlamentari che conosciamo, quelli più veloci a risponderci perché il tumulto degli eventi è troppo veloce per perdere tempo nel pensare, ormai…

Luca Frusone, cosa è avvenuto ieri, cosa ha fatto il Presidente Mattarella, qualcuno dice che abbia fatto un vero e proprio Colpo di Stato? Pensi sia vero? Ed ora, cosa accadrà?

Buongiorno Alberto… quello che è successo è al di fuori di qualsiasi dettato Costituzionale, perché i Presidenti della Corte Costituzionale, persino chi l’ha scritta, sapevano che il Presidente della Repubblica essendo una figura super partes, non può incidere politicamente sulla scelta dei governi, e della loro politica… quindi effettivamente, se proprio vuoi una risposta alla tua domanda, è un colpo di stato in un certo senso, è un vero abuso del potere del Presidente della Repubblica, e per questo noi chiederemo la sua messa in stato di accusa… dall’altra parte e fa ancora più paura vedere come ormai la politica di un paese la dettino i Mercati, perché Mattarella, nel suo discorso, non parlava tanto nel no a Savona come ministro, ma di quanto i Mercati fossero scontenti della situazione politica italiana… e questo è ancora peggio, perché la prossima volta significa che il Governo lo dovremo far scegliere magari a qualche Banca d’Affari, qualche Agenzia di Rating Europea, o non che sia… sarà dura…

Grazie a Luca Frusone, Deputato M5S.

Vedremo cosa accadrà, restate sintonizzati su Iogiornalista… ah, nei giorni scorsi abbiamo discusso molti delle Fonti di un Articolo, visto che abbiamo potuto accusare i nostri “grandi colleghi” di aver preso una Posizione Politica chiara, e di esercitarne la prerogativa mettendo in bocca a non si sa chi, delle indiscrezioni capaci di influenzare l’Opinione Pubblica…

Bene, noi abbiamo come linea guida che, se la Fonte non ci autorizza a diffondere il suo nome e cognome, noi, non la pubblichiamo, ne citiamo, e di Frusone, se volete, abbiamo il File Audio ben conservato… Buona vita a tutti!


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Mattarella rifiuta Savona, comanda il Mercato, NON il Popolo

in Alberto Marolda Blog/Elezioni 2018/La Politica/Ultimi Pubblicati by
mattarella savona

Mattarella rifiuta Savona, il Ministro che il M5S e la Lega avevano proposto…

…che il Popolo aveva proposto…

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una nota di Alberto Marolda

Mattarella rifiuta Savona, Conte rimette il mandato, Savona bloccato, vince il Mercato, non il Popolo…

M5S e Lega avevano raggiunto un accordo, democratico, tra l’altro sottoposto e votato dai loro elettori, ma al Presidente non è andato bene… la verità è che hanno deciso le agenzie di Rating, che ha deciso la Germania di “Der Spiegel” (quello degli “Italiani Scrocconi”…), o la Finanza anglosassone del “Financial Times” che titola ora: “Italy’s populists pull out of bid to form government… ” mostrando di apprezzare parecchio… lo ha ammesso lo stesso Mattarella nel suo sconclusionato discorso di scuse non richieste e preventive, cosa volete di più per fermarvi a ragionare e scendere in piazza a difendere il Paese?

Ascoltate il Presidente, ascoltatelo mentre si difende, mentre ci racconta di come si è prodigato a fare andare d’accordo i due Allegri Mattacchioni, Salvini e Di Maio, di come lui ci ha provato… lui… ma quei due giovani Pazzi hanno insistito a forza a a fargli digerire un altro Pazzo, addirittura ottantenne poi, un pericoloso terrorista che ha osato parlare e dire che l’Europa si sarebbe potuto fare meglio… un nuovo Reato, quello d’Opinione stabilito dalle Lobby finanziarie che hanno paura del Populismo a marca italiota… perché Mattarella si giustifica e spiega preventivamente? Ah, fantastico quando dice che aveva superato “ogni perplessità su un Governo politico guidato da un non Eletto in Parlamento… ma… scusi Presidente, e Renzi?

Nessuno può dunque sostenere che io abbia ostacolato la formazione del Governo che viene definito del Cambiamento…

… che c’è Presidente, ti senti in colpa?…

L’avevamo detto tempo fa… Elezioni Subito!!!

Senza se e senza strani ma, genere il Cottarelli di domattina… Cottarelli, ma è quello gettato via da Renzi?

Balle di Stato, Maggio 2018, la Disinformazione va al Potere

in Alberto Marolda Blog/Elezioni 2018/Ultimi Pubblicati by
savona mattarella

Disinformazione che comanda, ci sarebbe un Veto su Savona e quindi il Governo non si farebbe…

Disinformazione di Stato unita… E’ incredibile… Di nuovo grandi balle dell’Informazione paludata …

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una  nota di Alberto Marolda

Disinformazione autorevole, autorevole, ma pur sempre Disinformazione… Propaganda distruttiva… ci sarebbe un veto di Mattarella su Savona Ministro… Tutti i miei colleghi commentatori, sicuramente più autorevoli, i pezzi grossi dei Media insomma, lo stanno comunicando nei vari Tg e Programmi di tutti i generi, con grandi strali listati a Lutto… Lo Spread andrà alle Stelle, l’Italia fallirà, etcetc… Fonti? Nomi di chi l’avrebbe detto? Nessuno!!! Tutto nebuloso, tutto fumoso, tutto fatto per Terrorismo d’Informazione… dov’è finita la Deontologia Professionale che pretende la pubblicità delle Fonti? Completamente scordata… Goebbels, Ministro della Propaganda Nazista, ne sarebbe affascinato… ma che bravi… e l’Ordine dei Giornalisti? Silenzio… Totale, rumoroso…

Basta! Ma non vi accorgete che la Gente non vi legge/ascolta più? Ma vi volete ricordare che il M5S e la Lega hanno vinto democraticamente le Elezioni?

Non stavo scrivendo più per la troppa rabbia per tutto quanto sta accadendo, ma ora la misura è colma, basta, guardate un esempio su tutti:

www.ansa.it : Governo-ultime-trattative.-poi-conte-al-colle

Bene, anzi male, avete letto cosa c’è scritto nell’articolo? Cito:

Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari del M5S, Mattarella nel corso dei colloqui di questo pomeriggio con Matteo Salvini e Luigi Di Maio avrebbe posto un veto sulla scelta di Paolo Savona a capo del Ministero dell’Economia. Scelta che, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari leghiste, Salvini nel corso dell’incontro avrebbe invece confermato…

… leggete per caso CHI? LEGGETE QUANDO E DOVE? TROVATE UN LINK AD UNA FONTE? NO?? NO!!!

Non c’è…

Propaganda di Stato… Propaganda di e per CHI veramente? Non certo per il Paese…

Io mi Libro… ti mette le ALI!

in La Cultura/Pamela Crusco Blog/Ultimi Pubblicati by
io mi libro
Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

Per l’uscita dell’opera Io mi Libro di Alessandro Pagani…

…noi di iogiornalista siamo riusciti ad intervistare l’autore che ci ha raccontato il suo libro

 

Già dal titolo “Io mi Libro” c’è un gioco di parole, quando hai cominciato a giocare con le parole?

A.P. : Sinceramente non saprei dire, ma ricordo che fin da piccolo ero incuriosito dai vocaboli e dai loro significati: invece di giocare a pallone come tutti gli altri bambini passavo intere giornate a scrivere cercando di captare il senso ed il valore di ogni parola. Quelle parole nel tempo sono diventate prima poesie, poi aneddoti e piccoli racconti, fino ad arrivare alla pazza idea di scombinarne le posizioni per creare battute e dialoghi comici dove i doppi sensi, i paradossi e la sat-ironia che ne deriva la fanno da padrone.

 

Hai pubblicato un libro che è una raccolta di “freddure” o “battute” o piuttosto in che modo le definiresti?

A.P. : Domanda che cade a puntino come il pallino sulla i perchè forse ho appena risposto: frasi satironiche mi piace, con leggerezza prendono di mira gli usi ed i costumi più banali dell’italiano medio per esorcizzarli, prendendosi gioco – dopo un’attenta analisi del teatrino attuale circostante – della tragicomicità della vita che lo riguarda, e che di conseguenza ci tocca da vicino. Forse proprio in questo sta la risposta ad alcuni affanni che ci affliggono quotidianamente: saper ridere di se stessi allontana i dispiaceri e ci rende più consapevoli di una realtà alternativa, se non altro meno compassata, in parallelo al lato più innocente ed ingenuo del nostro subconscio che dovrebbe ‘librarci’ al di sopra delle cose terrene.

 

288. “La senti anche tu questa musica… chissà da dove verrà…“ – “Mah, secondo me, è il piano di sopra”.

(da Io mi Libro)

 

In che modo è nata ognuna delle tue “frasi sarcastiche”?

A.P. : Sono legate ad eventi in particolare che le hanno ispirate o sono frutto del puro genio dell’autore? Non c’è una regola prestabilita se non proprio la realtà di tutti i giorni, contornata dagli eventi giornalieri e dai personaggi che li fanno muovere. Ogni pretesto in questo senso è per me una miccia creativa: una professione, una circostanza, una situazione illogica, un personaggio famoso o dell’immaginario collettivo, tutto può divenire oggetto (e soggetto) di contrazione letteraria nella quale proiettarsi. Come un film – nel mio caso un corto – grottesco e dai risvolti ambivalenti, dove lo scenario è ampio ed il finale mai scontato.

 

Che tipo di lettura suggeriresti a chi si trova davanti il tuo libro? È bene seguire con precisione l’ordine che tu hai scelto o si può aprire a caso una pagina e lasciarsi cambiare l’umore dalla frase del giorno?

A.P.: Suggerirei di lasciarsi andare dalla lettura, non c’è un ordine prefissato nelle frasi proprio perchè ogni situazione può presentarsi in modo differente ed improvvisa aprendo un giornale, seguendo una conversazione o semplicemente guardando la vita scorrere, la propria o quella altrui. D’altra parte le coincidenze esistono, sta a noi cercare di indirizzarle in modo positivo: se qualcuno si riconoscesse in qualche episodio surreale del libro e ne scongiurasse le conseguenze, oltre a cambiare umore, poi ne modificherebbe anche le radici.

22. Film che indaga sul tema della calvizie: “Professione reporter”.

(da Io mi Libro)

I nostri lettori ti conoscono già ma in vesti diverse, visto che tu e il tuo gruppo, siete stati protagonisti di una nostra intervista. Che ne pensano i tuoi colleghi musicisti di questa tua inclinazione letteraria?

A.P.: Dire che sono entusiasti è dir poco, considerato che per me la realizzazione della scrittura è un sogno che si realizza. Gli Stolen Apple mi hanno sempre sostenuto in questo senso, come ha fatto Massimiliano Zatini, il bassista del gruppo, che mi ha regalato la copertina del libro con un disegno-manifesto degno di un grafico professionista.

 

Una delle frasi del tuo libro è stata scelta per essere inserita nell’agenda Comix del prossimo anno, quindi molti adolescenti la leggeranno, magari la trascriveranno…

A.P.: Mi fai pensare ad una cosa che avevo tralasciato, e che invece adesso ritengo molto importante. Prima di tutto perché la leggerezza sotto forma di comicità, ironia o sarcasmo aiuterà gli adolescenti a vedere le cose da un’angolazione diversa, meno seriosa, così forse il superamento delle difficoltà diverrà loro meno gravoso; poi perché – tornando al discorso iniziale – serve sicuramente più autoironia nella vita di tutti i giorni: anche questa, se usata in modo intelligente, può aiutare l’evoluzione formativa di un ragazzo, e certamente sosterrà la cognizione di qualche adulto che durante una fase del suo percorso esistenziale si è un po’ perso.

23. “Senorita, quiere bailar conmigo y despues a mi casa?” – “Dipende: salsa?”

(da Io mi Libro)

 

Alessandro Pagani è nato nel 1964 a Firenze, dove vive e lavora presso l’Azienda Sanitaria. Appassionato di poesia e letteratura da sempre, ha fatto parte negli anni ’80 del movimento artistico underground fiorentino “Pat Pat Recorder“. Nel 1988 inizia un percorso come musicista con svariati gruppi tra i quali gli Stropharia Merdaria, Parce Qu’Il Est Triste, Hypersonics,  (con cui ha partecipato ad Arezzo Wave), Subterraneans, Malastrana e successivamente con i Valvola, assieme ai quali fonda nel 1997 l’etichetta discografica Shado Records, attiva fino al 2007. Attualmente è batterista del gruppo rock Stolen Apple, con il quale ha fatto uscire l’album di debutto “Trenches” a Settembre 2016. E’ anche componente della giura del concorso di poesie “Daniela Pagani e Manuela Masi” patrocinato dal Calcit Chianti Fiorentino, ed un assiduo volontario del Canile Del Termine di Sesto Fiorentino (Fi).

Io mi libro“, edito dalla casa editrice 96, Rue De La Fontaine di Torino (una frase del libro apparirà anche sull’agenda Comix 2019), è la sua seconda pubblicazione, dopo il libro “Perché non cento?” stampato da Alter Ego/Augh di Viterbo (Aprile 2016), ed il libretto autoprodotto del 2015 “Le Domande Improponibili“.

E Per rinfrescarvi la memoria vi riproponiamo la nostra intervista agli Stolen Apple!!!!!!!!!!


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“Loro” di Sorrentino… ma devo proprio andare a vederlo?

in Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by

“Loro” di Sorrentino… se siete fra quelli che non lo hanno ancora visto… leggete qui… 

“Loro” di Sorrentino… E’ Berlusconi, o no? “Tutto documentato, tutto arbitrario”. E’ così che viene introdotta la scena di “Loro 1″…

Un articolo di Tiziana Contaldo
Un articolo di Tiziana Contaldo

Premesso che può apparire avventato esprimervi un giudizio esaustivo su un lavoro, volutamente frammentato in due parti, non avendo ancora contezza dell’intera opera (non ho visto il “Loro 2”), credo sia comunque inevitabile che vi esprima le mie osservazioni…. qualcuno dovrà pur salvarvi…

Azzeccato il titolo, fallace il trailer. Non si tratta di una pellicola incentrata sulla figura berlusconiana, o meglio, sulla cronaca berlusconiana o antiberlusconiana, così come il promo induce a supporre, alterando le aspettative di un pubblico che potrebbe immaginarsi spettatore di una proiezione in cui il politico di centro destra è l’indiscusso protagonista. Invece, lapalissiani protagonisti del film in argomento sono “LORO”.. “Loro” intesi come casta? Come deep State? Come zoo umano, stante il costante richiamo faunistico? O semplicemente “Noi”, con le nostre paure e la smania di vanità e potere?

Impeccabili gli interpreti principali: un’ Elena Sofia Ricci magistrale nei panni di Veronica Lario, uno Scamarcio abile nel ruolo di “Morra”, personaggio di arbitraria fantasia inevitabilmente riconducibile ad un più reale Tarantini e poi, “Lui”, un imponente Toni Servillo, superlativo nella misura in cui elude qualsiasi forma di mimesi vocale o parodiaca imitazione nell’interpretazione del Cavaliere-Uomo.

Dunque, il neo deludente non si rileva né nello stile, né nell’interpretazione, piuttosto, nel contenuto che appare alquanto scarno, mediocre e tronco, soprattutto, laddove, pur volendo semplicemente trattare il lato “umano” di un personaggio così complesso ci si sofferma esclusivamente sugli appetiti sessuali di quest’ultimo, alternati al sentimentalismo di facciata.  

Certamente non è l’uomo politico che Sorrentino vuole raccontare, né l’imprenditore, “forse” è l’essere umano, ma la trattazione è talmente priva di lettura approfondita, dovuta, oserei dire, ad un personaggio così poliedrico, influente e intricato, che l’intento, comunque, sfugge e non regala nessuna sorpresa ad un pubblico che, memore della forza immaginifica contemplata nelle metafore visive e recitate de “Il Divo”, rimane, inevitabilmente, deluso.

All’inizio del mio articolo vi avevo fatto una domanda… questo Film, è Berlusconi o no? Aggiungerei, è una sviolinata al Potere, o no? A chi parlano davvero questi Film?

Ne riparleremo, restate sintonizzati…


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PROGETTO “SPERA”: spazio ai giovanissimi

in Il Sociale/Rosaria della Ragione Blog/Ultimi Pubblicati by
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Nuove opportunità di crescita per bambini fino a 6 anni.

Un articolo di Rosaria Della Ragione
Un articolo di Rosaria Della Ragione

Le attività si svolgeranno in alcuni contesti vulnerabili nei quartieri napoletani quali Scampia, Forcella e Ponticelli ma anche a Salerno.

L’obiettivo principale del progetto S.P.E.R.A., acronimo che sta per “spazi educativi e ricreativi aperti” attivato dall’istituto delle Suore delle Poverelle (detto anche Istituto Palazzolo) è quello di focalizzarsi sui giovani offrendogli opportunità di crescita.

Nato in risposta al bando “Prima Infanzia”, l’iniziativa vuole dare ascolto al bisogno di tante famiglie che, vivendo in zone fragili e vulnerabili, mostrano chiare difficoltà nel garantire cure adeguate allo sviluppo psico-affettivo dei più piccoli, sia perché carenti di strumenti adeguati che per la difficoltà di accesso ai servizi.

Le attività si svolgeranno in quei contesti dove la risposta a certe problematiche risulta essenziale. Il progetto, attraverso pratiche di enrichment e una metodologia partecipativa, si propone di fornire sostegno alla genitorialità attraverso azioni che garantiscano un accesso semplificato ai servizi e di assicurare ai bambini la presenza di adulti di riferimento che ne sappiano accompagnare la crescita. Gli interventi sono stati pensati in una logica di community care che, facendo leva sul capitale sociale della rete, possa garantire sostenibilità nel tempo alle azioni messe in campo.

Destinatari diretti del progetto sono i bambini fino a 6 anni che vivono in contesti caratterizzati da forti situazioni di disagio e basse condizioni socio-culturali, elementi sfavorevoli alla loro cura e a un’attenzione adeguata al loro sviluppo psico-affettivo. Il lavoro sui bambini non potrà prescindere dal lavoro sugli adulti e sulla collettività in cui loro stessi sono calati: per questo gli interventi sono diretti anche a rafforzare l’empowerment genitoriale e il senso di comunità. Per i bambini ci sono spazi di gioco e laboratori, alcuni da condividere con i genitori. In particolare, attraverso le attività di “Spazio libero gioco” (dedicate alle fasce di età 0-18 mesi e 18-36 mesi) si promuove il concetto di “peer education”, che stimola l’aiuto reciproco tra mamme e si favorisce la relazione mamma-bimbo. Per le famiglie, al fine di offrire un sostegno alla genitorialità, si dà la possibilità agli adulti di trascorrere tempo di qualità con i propri figli ma anche di seguire dei percorsi che li rendano più consapevoli del proprio ruolo. In particolare, attraverso l’azione “Genitori sociali” si attivano gruppi di riflessione e formazione rivolti alle madri.

Per la comunità educante, invece, sono promosse forme di partecipazione che creino identità e responsabilità condivise, rafforzando il tessuto relazionale e facendo leva sul capitale sociale insito nella rete. In particolare, le azioni di “Conviviamo” prevedono anche momenti di convivialità aperti a tutti i cittadini, incontri pubblici e passeggiate nel verde partenopeo.

Il progetto, della durata di tre anni, sarà localizzato nelle seguenti località: Mercato San Severino (Salerno), Ponticelli, Forcella, Scampia (Napoli).

I soggetti in partenariato sono: Istituto delle Suore delle Poverelle detto anche Istituto Palazzolo; associazione Anima; associazione di promozione sociale Chirom e Chino ONLUS; associazione Maestri di Strada Onlus; casa circondariale di Secondigliano; I.C. PERTINI – 87 D. GUANELLA; Istituto Comprensivo Adelaide Ristori ; Istituto Comprensivo Aldo Moro di Napoli; Obiettivo uomo cooperativa sociale onlus; Parrocchia Maria SS del Buon Rimedio; Parrocchia S. Rocco di Ponticelli e Associazione di promozione sociale Terra Prena.


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