Il Futuro? Solidale…

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Alessio De Bernardi presenta “Pensieri senza collare”

in Anna Lamonaca Blog/La Musica by

 

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

L’autore e compositore ci presenta il suo ultimo progetto che unisce pensieri in musica e c’introduce nel suo mondo raccontandosi in una bella intervista:

Alessio, il tuo ultimo progetto s’intitola “Pensieri senza collare” perché questo titolo?
“Un po’ di anni fa in uno dei miei tanti viaggi di lavoro,mi trovai in una serata culturale a Roma, una delle tante cene che nella città eterna, chi lavora nell’ambito dell’arte e della cultura, spesso e’ obbligato a parteciparvi per motivi di lavoro e di relazioni pubbliche. Una mia amica giornalista mi presentò un signore molto gentile ed affabile, oserei dire un signore d’altri tempi, un po’ come lo era il mio caro papà. Mi chiese cosa facessi nella vita e la mia risposta fu netta e secca.”Mi occupo di comunicazione ma da sempre scrivo con penna e note i miei pensieri”.  Musica e parole quindi.  Di quel signore gentile dall’aria popolare e sicuramente fuori luogo, apparentemente da quel contesto salottiero, sapevo solo due cose che si chiamava Vincenzo e che era uno scrittore.  Con la curiosità di un bambino e con i suoi occhi vispi, nonostante la sua età avanzata, mi chiese perché scrivessi. Altrettanto netta e secca fu la mia seconda risposta:  “Perché’ mi fa stare bene e mi fa compagnia suonare il pianoforte e scrivere”. “Già’ suonare e scrivere allora hai anche tu nel cuore la solitudine dell’artista.” Nella mia ventiquattrore porto sempre un taccuino, quello che amo chiamare “l’acchiappa pensieri”, lo estrassi e feci leggere al Sig.Vincenzo qualche mia riga. Mi sorrise e disse: “Hai talento,continua a scrivere”. Qualche ora dopo scoprii che Vincenzo era Vincenzo Cerami scrittore e sceneggiatore dei più riusciti film di Benigni e vincitore dell’Oscar con La vita e’ bella. E’ scomparso qualche anno fa e sono certo che chiacchiererà’ su qualche nuvola con il mio caro papa. La nuvola dei signori d’altri tempi, le creazioni più belle sono quelle dove le mani su una tastiera del pianoforte vanno per i fatti loro e l’ inchiostro partorisce sulla carta pensieri arrivati senza preavviso da qui il titolo “Pensieri Senza collare” che ha la presunzione bonaria di elogiare la sincerità e la spontaneità di chi crea, un po’ come quando si prega, non perché se ne ha bisogno, ma perché fa stare bene.”
A quale dei brani contenuti in questo album ti senti più legato?
“Credo che ogni brano sia il  “fotogramma” di una sensazione e uno stato d’animo che non si ripeteranno mai nello stesso modo e con la stessa intensità.  La bellezza di creare con la musica e le parole e’ proprio questa: fermare in una forma d’arte quello che definisco ”l’adesso”. Credo che la nostra vita sia costituita da tanti nostri ”adesso” che come perline unite dal filo del respiro costituiscono un meraviglioso braccialetto che e’ la Vita. Cito due titoli : Pour Elle e Claire. La prima è una fotografia musicale di come percepisco io l’essenza della femminilità in una donna, come un profumo ed un sapore nascosto che c’e’ a prescindere dall’estetica. Un’essenza che credo un uomo possa assaporare ed identificare solo appoggiando gli occhi della propria sensibilità. Claire e’ inteso invece come chiarore, limpidezza, spontaneità, ovvia conseguenza della bellezza. Claire come la luna direbbe uno dei miei autori preferiti: Debussy”.

A quanto si legge nella tua biografia, sei cresciuto a “Pane arte e musica”. Hai ascoltato fin da piccolo buona musica, hai amato l’arte, quanto conta l’ambiente familiare nella scelta della strada professionale ed artistica che hai seguito?
“L’ambiente familiare e’ tutto. E’ determinante nel bene come nel male. L’essere umano fin dalla suo primo respiro ancora sporco di placenta ha l’anima “argillosa” e sono le mani della famiglia a determinarne le prime forme. Io ho avuto la fortuna di avere un papà ed una mamma che senza obblighi, ma con molta intelligenza, mi hanno fatto incontrare l’arte senza impormi nulla, ma semplicemente nutrendomi oltre che con il loro amore anche con la musica, quadri e libri che fin da piccolo ascoltavo ed ammiravo. Nel mio gattonare c’era la musica di un pianoforte o i quadri di mia madre, Maria Luisa Alesina, che oltre ad aver insegnato storia dell’arte per una vita intera è una delle maggiori esponenti del movimento pittorico del Chiarismo Italiano. Mio padre Walter fin poco prima degli anni settanta ha fatto il musicista e l’autore, nel periodo d’oro della musica leggera Italiana, tra gli anni cinquanta e sessanta, successivamente anche da imprenditore,non ha mai lasciato la musica.  La musica ti fa dimenticare per qualche attimo i problemi di tutti i giorni. Quando leggi un libro ti accorgi che quel particolare stato d’animo l’ha provato qualcuno prima di te allora ti senti meno incompreso e meno solo. Devo tutto ai miei cari genitori, tutto anche il loro amore immutato e sempre presente quando li ho fatti “disperare”.
La fantasia, il sogno hanno sicuramente influenzato la tua vita, è importante farsi trasportare dal sogno oppure bisogna restare ancorato a ritmi prestabiliti dalla realtà? “Anima e carne, spirito e materia. Questo sarebbe il connubio perfetto. Lo stato d’equilibrio più opportuno, ma non sempre e’ così. Siamo dei meravigliosi “peccatori” con l’ambizione di perfezionarci. Sant’Agostino docet. Credo sia importante continuare la ricerca dentro noi stessi con onestà intellettuale e tanto coraggio. La coscienza può essere un’ottima complice ed una leva preziosa per la propria crescita spirituale, ma occorre non aver timore della paura per fare questo viaggio indispensabile ed evolutivo. Occorre trasformare le lacrime del rimorso sincero in nutrimento per il germoglio del futuro. Ho sempre contestato chi tende a non far coesistere la dimensione del sogno e della fantasia con la concretezza e l’essere pragmatici. Creare ed emozionarsi e’ un atto pragmatico e coraggioso, senza la fantasia, delle lastre di pietra e marmo non sarebbero mai diventate cattedrali. L’opera nasce prima di tutto da una “Visione” interna. La fantasia e’ un concetto essenziale, essa abitua alla ”bellezza”. Se guardo il mondo d’oggi e gli eventi che lo caratterizzano non posso che constatare quanta poca fantasia e quanta poca bellezza ci sia tra coloro che quotidianamente uccidono tutto ciò che sa di bellezza e sogno.”

Come molti compositori e poeti anche tu preferisci comporre di notte, quando tutto sembra tacere e qualsiasi cosa prende la forma più naturale, vuoi raccontarci la genesi dei tuoi scritti e brani? “La notte è il momento in cui il chiasso del mondo si attenua ed il silenzio diventa il suo respiro. La notte è meravigliosamente attraente per chi crea e allo stesso tempo può essere beffarda e canaglia come quando senza preavviso ti vengono a trovare ricordi e nostalgie. E’ il silenzio il mezzo che mi porta a prediligere la notte per creare perché non ci sono più schermature e scudi che ti proteggono dalla verità essa è la più bella forma d’amore seppur richieda coraggio e fatica anche se a volte faccia apparentemente male, ma le “doglie dell’anima” sono necessarie per donare opere sincere e che arrivino al cuore di chi le condivide. Le piccole e grandi imprese non le concepisco senza un tessuto di fatica e sacrificio. La fatica è bellissima se l’abbini al concetto di “concepimento”.

Cosa è la musica per te e la poesia? “Sono prima di tutto due doni che non ho scelto io, ma che ho trovato dentro di me così dovrebbe essere per l’amore, così voglio pensare sia con Dio, prima di tutto la bellezza la dobbiamo trovare dentro di noi. E’ il primo passo per poterla riconoscere negli altri successivamente. A volte mi chiedo che fine avrei fatto senza scrivere e comporre musica e proprio per questo non smetterò mai di ringraziare i miei genitori che mi hanno fatto accorgere di possedere questi due doni. Questo per me e’ il senso dell’amore: far riconoscere a chi amiamo le sue bellezze e ricordarglielo ogniqualvolta potrebbe dimenticarsene. La musica e la poesia sono anche il mezzo per esprimere un qualcosa che prima di essere concetto e poi arte è emozione. La musica e la poesia sono il “medium” per mettere alla luce e nel concreto un pensiero.”

Quando hai capito che la musica e le parole erano diventate vitali nella tua esistenza?

“Credo che la comunicazione sia determinante per la qualità della vita degli esseri umani;  nel bene come nel male.  Io ho studiato musica e comunicazione nel momento in cui mi sono reso conto che una comunicazione sbagliata crea “conflitti e dolori” altrettanto evitabili e indolori se ci fosse un modo di comunicare sano e qualitativamente opportuno. Tanti sono i danni che una sbagliata comunicazione può determinare. La parola e la musica mi permettevano e mi permettono tuttora di tirare le mie “cannonate di fantasia”.  Arrivare senza ledere. Emozionare lasciando un buon ricordo. L’unico modo per crescere è trarre esperienza nei momenti in cui  s’inciampa, ancor più’ di quando si è incensiti per i propri trionfi.”

Sei anche poeta, quando hai scoperto quest’altra passione? “Quando ho capito che la poesia è una meravigliosa terapia per esorcizzare i propri stati d’animo.”

Se dovessi descrivere te stesso con tre aggettivi quali useresti? “Spontaneo, Buono, Caparbio”.

Hai viaggiato molto, ami scrivere, componi musica, sei una persona con le ali ai piedi, ma sembri essere anche ben ancorato alla terra, chi è Alessio De Bernardi ora? “Un uomo di quarantaquattro anni che ama la vita prima di tutto che cerca di trovare sempre e comunque la bellezza della propria quotidianità e che non dimentica mai l’amore ricevuto che ha le sue ambizioni e cerca di vestirle di creatività e fedeltà. Che cerca e spera di non dimenticarsi dell’essenziale e di ciò che conta veramente. Un uomo che ha l’obbligo di non dimenticarsi mai dei propri trionfi, ma sopratutto delle proprie sconfitte. Un uomo che ha sempre qualcosa di nuovo da conoscere e che vuole continuare il suo “viaggio” prima di tutto dentro se stesso.”

Fai della comunicazione un punto forte su cui si basa la tua carriera, sei sempre in mezzo alla gente, ma quanta introspezione c’è in tutto quello che fai? “Ci sono due libri che sono un pò la mia guida e rappresentano le due calamite che quando “devio” come tutti nella velocità della vita di oggi mi riportano alla dimensione più congeniale dove quasi come un automatismo sento la necessità d’isolarmi ogni tanto e ritrovare me stesso ed il mio silenzio. E’ un’esigenza quasi fisiologica per me entrare in una logica più’ introspettiva. E’ il mio modo per epurarmi dal “fracasso” della vita, fracasso che non disdegno e che e’ utile anch’esso perché siamo dei meravigliosi animali sociali, ma il troppo storpia, come si suol dire in un verso come nell’altro. Siamo animali sociali noi uomini ed e’ giusto il relazionarsi,  confrontarsi, conoscere, ma crescendo ho imparato anche la qualità della compagnia e della condivisione costruttiva vorrei che i giorni fossero più lunghi per fare tante altre cose e mi accorgo che non sempre si ha il tempo però,mai dire mai.”

Vanti collaborazioni con grandi come i Gipsy King e nomi importanti della letteratura e della musica, sei stato ufficio stampa per ben 13 anni a Sanremo curando molti artisti e collabori con una grande etichetta discografica come la Warner, raccontaci qualche tua esperienza particolarmente degna di ricordo…

“Tante sono le persone ed i professionisti che nel mio lavoro nella comunicazione e anche in ambito artistico ho incontrato. Una “ricchezza” che mi ha fatto crescere sia come uomo che come professionista. Ho cercato di essere una  “spugna” ed assorbire da tutti qualcosa di utile e prezioso per la mia esistenza. Un confronto reciproco con artisti di fama ed anche con le nuove leve della musica e della scrittura. Sarei un folle se dicessi che so tutto. Una nuova presenza ed un nuovo incontro è sempre dietro l’angolo e ha qualcosa da trasmetterti ed insegnarti. Viaggiare e conoscere in un certo senso equivalgono ad amare. Come leggere e nutrirsi dell’arte altrui. Un viaggio e la conoscenza porta sempre a dei ricordi e ad esperienze che diventano ancora adesso i fondamenti per crescere come uomo e come professionista. Ricorderò sempre con affetto l’incontro con Maria Pia Fanfani in occasione della presentazione di un libro dove in quel frangente ricoprivo il ruolo di ufficio stampa mi ha accolto e voluto bene come un nipote, mi ha aperto la porta di casa sua a Roma e regalato la sua ospitalità con l’affetto e la stima che raramente si da ad una persona appena conosciuta. Ricorderò sempre i suoi racconti, mai pettegolezzi, ma esperienze di vita. Gli anziani che mi raccontano la vita sono il più bel libro di storia che si possa avere. Un’altra esperienza che mai potrò dimenticare è il mio primo disco inciso tanti anni fa lo ricorderò  sempre come una cartolina della mia vita dolce e tenera con la mia mamma e mio padre con gli occhi felici e orgogliosi di me.”

Hai progetti per il futuro? Vuoi raccontarceli? “Il mio progetto più’ grande sarà quello d’inventarmi sempre un sogno e cercare di raggiungerlo…”


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