Il Futuro? Solidale…

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agosto 2019

In uscita il 16 settembre”Blue Thinking”, il singolo che anticipa il nuovo album degli WA

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
WA OK

WA RIDOTTA 2Nuovo singolo per gli WA.

Torna la band WA, in prossima uscita il singolo che preannuncia l’album.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Work in Progress per la band WA. Il singolo “Blue Thinking” in prossima uscita il 16 settembre, vantando anche la collaborazione del cantante anglo-giamaicano Mozez Wright, ex front man della band Zero 7, a capo dell’etichetta indipendente inglese “Numen Records” con la quale uscirà l’album omonimo. Un brano fuori dagli schemi della musica pop odierna, dove le parti acustiche si mescolano con la dance electro di suoni ipnotici, distorti e vagamente rock ( Costantino Polis, I Follow Voices). Ascoltare “Blue Thinking” ci distoglierà sicuramente dalla realtà , per il tempo necessario a farci ricongiungere con quel luogo segreto e intimo dentro di noi , in una miscela di richiami primordiali, ritmi tribali ( Vuelart) e sonorità elettroniche.

 

 

 

WA – Biografia

Gli WA nascono nel 1998 dalla collaborazione artistica dei due membri fondatori Roberto Cosimi( pianoforte e tastiere ) e Paolo Palazzoli, in arte Eono, ( voce, basso elettrico, chitarra acustica, chitarra elettrica ), entrambi prolifici compositori ed autori. La loro prima produzione musicale, curata in studio da Feyez (Elio e Le Storie Tese), è un progetto multietnico di world music, Zoque Kpolé (Forrest Hill), che comprende i brani “Tree Ages In One”, “Vuela Libre” e “Egg – Messaggio All’ UmanitàPoi segue nel 2003 “Welcome To Atlantis” Universal ), con la collaborazione di Max Dedo, che condividerà poi con gli WA la realizzazione del CD di world-jazz “Atmomy” ( Forrest Hill- 2005 ). Dal 2003 al 2006 Roberto Cosimi compone e produce due opere di piano solo, il poema pianistico “La Danza Dell’ Angelo” ( MAP, Feltrinelli ) e “Contemporary Classical Piano Works Vol. 1”, distribuito da Diladdarno.

Mentre Paolo Palazzoli ricerca sonorità elettroniche che caratterizzeranno alcune delle sue composizioni presenti nell’ album “ Blue Thinking”, in prossima uscita, vantando anche la collaborazione del cantante anglo-giamaicano Mozez Wright, ex front man della band Zero 7, a capo dell’etichetta indipendente inglese Numen Records con la quale esce l’album “Blue Thinking”. Dal 2008 al 2011 gli WA si dedicano alle impegnative scritture delle musiche e dei testi dell’ imponente opera rock “PEACEGAMES” ( distribuita da Artist First ), in cui parteciperà per la prima volta con loro il batterista Elia Micheletto, il quale vanta nel suo curriculum anche un master con Mike Mangini(Dream Theatre) al Barklee College of Music, e il cui personale stile, la sua alta preparazione tecnica unite ad una preziosa sensibilità artistica, porteranno Cosimi Palazzoli a volere realizzare con lui il CD per trio “Archangel” ( Videoradio – 2016 – SELF ).

Hanno svolto attività concertistiche in molti teatri d’ Italia, Blue Note di New York, diversi tour multietnici nel centro e sud Italia, 55th Bar di New York, Wally’s Café NYC, Lugano jazz Festival, Locarno Jazz Festival, Sculler Jazz Club NYC, tour Isole di Capoverde, Festa Europea della Musica di Roma, molte edizioni del “Panino Day“ con “Elio E Le Storie Tese”, “Jazzart Festival Crema”.

Vantano collaborazioni di artisti importanti come: Mauro Pagani, Shell Shapiro, Enzo Jannacci, Omar Hakim, Irene Grandi, Claudio Rocchi, Horacio”El Negro”Hernandez, Giorgio Faletti, Simona Bencini, Demo Morselli, Feyez, Gabin Dabiré, David Tayrault, Massimo Altomare, Menphis Horn, Daniele Comoglio, Laurent Digbeu, Marina Conti, Mozez Right.

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Omar carim,irene grandi,claudio lolli,www.youtube.com/channel/UCw4D2btXV_5un71JvNZi8zg

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Salvini, il Discorso dopo Mattarella, calde Consultazioni, testo e video

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by

Consultazioni, a qualcuno piacciono Calde… Salvini ci dice che…

Sono contento di rappresentare un Partito che con i suoi interi gruppi a camera e senato, ha preso e prenderà decisioni nell’interesse del paese, non per interesse personale, altrimenti non saremmo qua nella seconda metà di agosto. Abbiamo scelto di portare davanti agli italiani, nelle case degli italiani, problemi che magari la vecchia politica avrebbe tenuto al chiuso delle stanze… fino a qualche legislatura fa si sarebbe fatto finta di niente, anche a fronte di litigi, di ostacoli, di no, di rinvii, di problemi, di lacerazioni, perché tanto siamo ministri, siamo viceministri, e sottosegretari, siamo presidenti, teniamo famiglia, e ad Agosto facciamo finta di niente e chi vivrà vedrà… L’Italia non può permettersi di perdere tempo, non può avere un governo che litiga, non può avere un governo con posizioni distanti, per questo abbiamo ribadito che il troppo era troppo, ed abbiamo chiamato lo stop di questa esperienza di governo che tante cose buone ha fatto, fino a che è stato al governo dei si, del Fare, del costruire e del camminare insieme. Io soltanto ero però il più strenuo sostenitore di questa attività, ma per il governo oggi, la via maestra, l’hanno detto in tanti prima di me, non possono essere giochini di Palazzo, manovre di Palazzo, governi contro, dovrebbero essere le elezioni, la sovranità appartiene al popolo e quindi chi meglio dei lavoratori italiani, dei pensionati italiani, degli imprenditori italiani, degli artigiani, degli agricoltori, degli studenti, può decidere a chi affidare le sorti della propria famiglia, del proprio conto corrente, della propria azienda, per i prossimi cinque anni. In questi giorni abbiamo letto la qualunque, ipotesi di governi non per fare qualcosa, ma per andare contro qualcuno, Salvini e la lega… abbiamo letto ipotesi variopinte di ogni genere con l’unico collante di tenerci fuori dai giochi ad ogni costo, e cancellare tutto quello che è stato fatto in questi mesi… ho sentito che qualcuno vuole cancellare i decreti sicurezza 1 e 2, e magari riaprire i porti… No ho fatto tanta di quella fatica per restituire dignità, sicurezza, onore, orgoglio, e difesa ai confini al popolo italiano… Non ci sto!!! Ho letto che qualcuno vuole tornare indietro su quota 100, no! Abbiamo restituito speranze, diritti, a centinaia di migliaia di italiani sopra i 62 anni, e opportunità di lavoro a giovani che altrimenti hanno nella fuga la loro unica speranza… no!! Oggi, guarda caso, ed io non credo alle coincidenze, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale diventando effettivo, il decreto che rimborsa i risparmiatori truffati dalle banche… molti ci hanno chiamato ci hanno ringraziato… altre opere meritorie del governo e qualcuno pensa veramente di fare un governo PD 5 stelle per cancellare quota cento, cancellare i decreti sicurezza, fare una riforma del sistema bancario a quattro mani con la Boschi, parlare della riforma del diritto di famiglia, magari facendo un consiglio dei ministri a Bibbiano, cancellare dall’agenda politica il taglio dei parlamentari che noi abbiamo votato, non per una, ma per due, tre volte, e che saremmo disponibili, l’abbiam detto anche nei giorni più neri della crisi, a votare per la quarta e ultima volta, mentre leggo che il partito democratico ovviamente non ne vuole neanche sentire parlare… Questo si traduce nel fatto che la via maestra, secondo noi, è il popolo, perché nessuno dovrebbe aver paura del giudizio del Popolo… in questi giorni abbiamo letto che alcuni dei no che ci hanno portato a dire basta, secondo qualcuno, sarebbero diventati sì, alcune riforme che si erano perse nei porti delle nebbie, starebbero per vedere la luce, sarebbero al miglio finale… abbiamo letto addirittura che ci sarebbero disponibilità importanti che non solo blocchrebbero l’aumento dell’Iva, cosa che penso sia interesse di tutti, ma che metterebbero almeno altri 20 miliardi nelle tasche dei cittadini italiani… ma fino a qualche giorno fa avevamo capito che la manovra sarebbe stata timida, nel rispetto di quello che le gabbie ed i vincoli europei ci avevano imposto… ho scoperto in questi giorni invece che c’era una forza disponibile a fare una manovra economica coraggiosa fondata su crescita, investimenti, flat tax al 15%, riduzione del carico fiscale per le imprese… Quindi in questi giorni ho scoperto tante cose, evidentemente aver scoperchiato il vaso, è servito agli italiani per capire… io mi sono raccolto una sequela di insulti, penso con pochi precedenti nella storia repubblicana, nelle aule dei palazzi, sulle pagine dei giornali, e nei talk show, e me li sono presi volentieri, coraggiosamente, anche perché nelle strade ancora oggi trovo persone che mi dicono, andate avanti senza aver paura, non riportate la vecchia politica al potere… Un accordo contro, per tirare a campare PD 5 stelle è la vecchia politica…

Crisi di Governo: all’orizzonte opzione non-voto

in Alfonso Palumbo Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
Conte & crisi di governo

Grossa Coalizione alla tedesca per la crisi di governo italiana?

Rischio fascismo. Ma il web ama Conte

Un articolo di Alfonso Palumbo
Un articolo di Alfonso Palumbo

La crisi di Governo decanta come il buon vino. Dalle elezioni anticipate quasi certe, eccoci arrivati al ventaglio delle possibili alleanze.
La politica e‘ l’arte del possibile. La crisi italiana quella dell’impossibile. Minuto per minuto discorsi e strategie si inseguono e si accavallano. Per me che vivo in Germania e‘ spontaneo recuperare quella Grossa Coalizione (la “GroKo“) da anni spina dorsale del locale Esecutivo. E‘ noto che a Berlino tutto si regge sull’intesa fra partiti, intesa messa nera su bianco in quel Contratto di Governo da noi invece miseramente fallito.
Se le opposizioni hanno il dovere di far cade i governi, lo stesso non vale per le maggioranze. Dopo il voto sul TAV, ecco che i nemici di ieri divengono gli amici di oggi. Se i “rumors“ che arrivano dai Palazzi hanno qualche ragion d’essere, proviamo allora a scommettere sulle possibili evoluzioni.
Conviene al M5S la incredibile (fino all’altro ieri!) alleanza con il PD? Il partito di Nicola Zingaretti e‘ stato demonizzato quasi quanto la Lega. Con Bersani prima e Renzi dopo – ma pure con Gentiloni – non si e‘ andati per il sottile. E comunque i due ‘nemici‘ dei Cinquestelle hanno votato in perfetto accordo la mozione pro-Tav in Senato, scatenando cosi’ la crisi di governo.
Conviene al Pd la possibile alleanza con i pentastellati? Zingaretti l’ha sempre esclusa, anche davanti a quei cronisti che gli ricordano come in Regione Lazio la sua maggioranza si regga su un discreto equilibrio con i 5Stelle. Matteo Renzi che vorrebbe ritardare il voto rischia cosi‘ di spaccare il partito: piu‘ o meno come ha fatto Giovanni Toti con Forza Italia.
Ci sono poi i due elettorati. Per quanto riguarda il M5S, mai e poi mai un‘alleanza con il Partito democratico: identificato con il peggio della Prima, Seconda e Terza Repubblica e con il miglior esempio del conflitto d‘interesse. Quelli del Pd magari usano meno il web ma come spiegare loro la possibile contro-virata? Parlando loro dello sgambetto da fare a Matteo Salvini? Invocando la deriva fascista rappresentata dall’uomo di Milano? E il Pd accetterebbe un altro Contratto di Governo?
Facciamo finta che Beppe Grillo, di nuovo voce nobile del Movimento, voglia davvero vendicarsi di Salvini e fargli pagare il tradimento dellla crisi di governo. Se il leghista invoca le elezioni anticipate, occorre quindi stopparlo e rallentare; le stime dicono di un M5S sotto al 20%, dunque ridimensionato. C’e‘ poi chi, su internet, invoca Giuseppe Conte come nuovo leader: il fascino del premier e‘ indiscutibile, lo stesso stile dimostrato in occasione del tradimento leghista gli e‘ valsa gloria perpetua. E‘ vincente l’idea che occorra fare qualsiasi cosa pur di azzoppare il barbuto ministro dell‘Interno? E‘ opportuno fare di tutto per non vedersi cancellati deputati e senatori incandidabili per via della norma interna legata al vincolo del doppio mandato?
E guardando al CentroDestra… Davvero e‘ pensabile che Forza Italia – bramosa di riabbracciare la Lega – si accodi al Pd per dare una mano ai pentastellati? Oppure e‘ lecito pensare che tale manovra verrebbe accarezzata dal solo Giovanni Toti, ormai sganciatosi da Berlusconi?
Salvini sembra in grado di sbancare le urne, dando all’Italia una maggioranza che potrebbe portare il Cavaliere, o altri, al Quirinale. Ma tale forza potrebbe tradursi in debolezza: quel 35/40% di cui si parla sarebbe rischioso per tutti. Del resto, se a un cannibale non togli la pentola, il prossimo potresti essere tu…


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Il Titanic Salvini, la destra Italiana… The End?

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
salvini-titanic-end destra italiana

Il Titanic Salvini e le consultazioni, brutta storia…

E’ in un “Cul de Sac” e ci è andato da solo, si chiama Salvini, aveva sogni da Premier, ed invece è diventato ininfluente per il Governo che verrà, a meno che non vada con il capo cosparso di cenere da Di Maio, e dai suoi del M5s, a chiedere pietà… cosa farà? La sua orchestrina continuerà a suonare imperterrita mentre la Lega affonda?

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una chicchetta di Alberto Marolda

I congiurati iniziano ad esserci anche nelle sue file… che farà? Ho la sensazione che ne vedremo delle belle… Berlusconi? Quasi non pervenuto…

I Congiurati? Giorgetti? Geraci? Sarà mica un caso che Salvini è uscito da Mattarella con Romeo e Molinari (due condannati) e non con Giorgetti… o no?


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Crisi di Governo, Conte lascia. Salvini offende i cattolici

in Alfonso Palumbo Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by

Senza Conte ricatto-Pd al M5S? Elezioni forse

Lega: mozione ritirata, ministri no!

Un articolo di Alfonso Palumbo
Un articolo di Alfonso Palumbo

Giuseppe Conte si è dimesso. Una crisi di Governo folle e con pretesti ignobili è finita nel modo più trasparente in Senato a seguito dello strappo di Matteo Salvini. Ancora una volta si conferma la legge: le maggioranze cadono per mano loro.
Quanto deciso dall’ex-Presidente del Consiglio era stato fra le ipotesi più gettonate. Sul piano della comunicazione non verbale, interessanti i comportamenti di Luigi Di Maio e Salvini. Freddo il primo, imbarazzato il secondo che ha toccato fogli, cambiato posizione, gesticolato, preso e posato il telefonino, ammiccato di qua e di là… Spintosi a dichiarare, fuori dall’Aula, che “Se ci sono cose da fare io ci sono”.
La vendetta si serve fredda. Al tradimento va risposto con egual moneta. Perché escludere un’alleanza con il Partito Democratico?
La risposta potrebbe trovarsi nella saggia visione di ciò che sia Politica (con la maiuscola), dove si agisce di testa e non di pancia. Di fatto questa storia insegna che in Italia, a differenza della Germania, il Contratto di Governo non regge. Incapaci di rispettare un accordo! Visto dalla prospettiva del Movimento5Stelle, non sarebbe facile accettare temi come TAV, Ilva, immigrazione. Non solo, c’è anche Bibbiano: il Pd non è stato aggressivo come i 5Stelle.
E comunque: di quale Pd si parla? Di quello di Zingaretti, di Renzi o di Calenda? Motivi ben validi, oltre a tutti gli insulti dati e ricevuti in questi mesi, per chiedere il voto degli Italiani. E ancora: quanto e come i democratici faranno pesare la propria presenza nell’eventuale nuovo governo? Non sarebbe troppo rischioso passare dal ricatto-Lega a quello Pd?
Dal dibattito al Senato si è imputata a Conte la tardività con la quale ha preso atto dell’ingerenza dell’uomo di Milano nelle cose di Governo. Debordante l’uomo di Milano, capace di farsi passare due Decreti-Sicurezza, accogliere i sindacati al Viminale, non riferire in Parlamento sul caso-Russia, invadere le competenze degli altri ministri colleghi, imporre la chiusura dei porti, non farsi processare sul caso-Diciotti. Nessuno del Centrodestra tuttavia ha indicato i vari Arata, Rixi, Savoini, Siri e nemmeno lo stop imposto al Senato della Repubblica dalla crisi di Governo di autorizzare i giudici a visionare i computer dello stesso Siri.
Può il nostro Paese rinunciare a Giuseppe Conte? Di certo deve rinunciare al ministro dell’Interno, che giorno 8 agosto ha strappato la maggioranza e giorno 20 ne è stato strappato. Anche se la sua mozione di sfiducia in Senato è stata ritirata, i suoi ministri non si sono dimessi, i suoi tentativi di ricucire sono evidenti. Rimane tuttavia l’arroganza e la deriva fascista.
Accusato da Giuseppe Conte perfino di scorrettezza istituzionale (aprendo la crisi in sede extraparlamentare), pare quasi che Matteo di Milano si creda Gesù di Nazareth. Con la barba e con la Croce e battendosi il petto infanga il senso religioso, sfrutta simboli e valori. Nel proprio inseguire il voto cattolico e nel professare atteggiamenti cristiani, sembra dimentico di come stia mettendo cattiveria nell’azione politica. Come ha bene evidenziato Nicola Morra (M5S), presidente della Commissione bicamerale Antimafia, usare certi simboli in Calabria equivale ad aperture di credito alla ‘ndrangheta. Salvini, (ex) Ministro dell’Interno, forse non lo sapeva…


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Bruto e Salvini sono uomini d’onore … Shakespeare, Giulio Cesare, il testo

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by

William Shakespeare, Giulio Cesare, atto III, scena II. In realtà il testo nell’edizione in lingua è interrotto dalle reazioni dei tanti che il Bardo immagina presenti…

E Bruto è uomo d’onore… Il richiamo all’azione nelle parole dell’orazione funebre di Marco Antonio…

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un servizio di Alberto Marolda

Ascoltatemi amici, romani, concittadini…
Io vengo a seppellire Cesare, non a lodarlo.
Il male che l’uomo fa vive oltre di lui.
Il bene sovente, rimane sepolto con le sue ossa… e sia così di Cesare.
Il nobile Bruto vi ha detto che Cesare era ambizioso. Grave colpa se ciò fosse vero e Cesare con grave pena l’avrebbe scontata.
Ora io con il consenso di Bruto e degli altri, poiché Bruto è uomo d’onore, e anche gli altri, tutti, tutti uomini d’onore…
Io vengo a parlarvi di Cesare morto.
Era mio amico. Fedele giusto con me… anche se Bruto afferma che era ambizioso e Bruto è uomo d’onore.
Si è vero. Sul pianto dei miseri Cesare lacrimava.
Un ambizioso dovrebbe avere scorza più dura di questa.
E tuttavia sostiene Bruto che egli era ambizioso e Bruto è uomo d’onore.
Si è anche vero che tutti voi mi avete visto alle feste dei Lupercali tre volte offrire a Cesare la corona di Re e Cesare tre volte rifiutarla. Era ambizione la sua?
E tuttavia è Bruto ad affermare che egli era ambizioso e Bruto, voi lo sapete, è uomo d’onore.
Io non vengo qui a smentire Bruto ma soltanto a riferirvi quello che io so.
Tutti voi amaste Cesare un tempo, non senza causa. Quale causa vi vieta oggi di piangerlo? Perché o Senno fuggi dagli uomini per rifugiarti tra le belve brute.
Perdonatemi amici, il mio cuore giace con Cesare in questa bara. Devo aspettare che esso torni a me.
Soltanto fino a ieri la parola di Cesare scuoteva il mondo e ora giace qui in questa bara e non c’è un solo uomo che sia così miserabile da dovergli il rispetto, signori.
Signori, se io venissi qui per scuotere il vostro cuore, la vostra mente, per muovervi all’ira alla sedizione farei torto a Bruto, torto a Cassio, uomini d’onore, come sapete.
No, no. Non farò loro un tal torto. Oh… preferirei farlo a me stesso, a questo morto, a voi, piuttosto che a uomini d’onore quali essi sono.
E tuttavia io ho con me trovata nei suoi scaffali una pergamena con il sigillo di Cesare, il suo testamento.
Ebbene se il popolo conoscesse questo testamento, che io non posso farvi leggere perdonatemi, il popolo si getterebbe sulle ferite di Cesare per baciarle, per intingere i drappi nel suo sacro sangue, no…
No, amici no, voi non siete pietra né legno, ma uomini.
Meglio per voi ignorare, ignorare… che Cesare vi aveva fatto suoi eredi.
Perché che cosa accadrebbe se voi lo sapeste? Dovrei… dovrei dunque tradire gli uomini d’onore che hanno pugnalato Cesare?
E allora qui tutti intorno a questo morto e se avete lacrime preparatevi a versarle.
Tutti voi conoscete questo mantello. Io ricordo la prima sera che Cesare lo indossò. Era una sera d’estate, nella sua tenda, dopo la vittoria sui Nervii.
Ebbene qui, ecco.. Qui si è aperta la strada il pugnale di Cassio.
Qui la rabbia di Casca.
Qui pugnalò Bruto, il beneamato.
E quando Bruto estrasse il suo coltello maledetto il sangue di Cesare lo inseguì vedete, si affacciò fin sull’uscio come per sincerarsi che proprio lui, Bruto avesse così brutalmente bussato alla sua porta.
Bruto, l’angelo di Cesare.
Fu allora che il potente cuore si spezzò e con il volto coperto dal mantello, il grande Cesare cadde.
Quale caduta concittadini, tutti… io, voi, tutti cademmo in quel momento mentre sangue e tradimento fiorivano su di noi.
Che… ah… adesso piangete?
Senza aver visto che le ferite del suo mantello…?
Guardate qui, Cesare stesso lacerato dai traditori…
No… no, amici no, dolci amici… Buoni amici… Nooo… non fate che sia io a sollevarvi in questa tempesta di ribellione.
Uomini d’onore sono coloro che hanno lacerato Cesare e io non sono l’oratore che è Bruto ma un uomo che amava il suo amico, e che vi parla semplice e schietto di ciò che voi stessi vedete e che di per sé stesso parla.
Le ferite, le ferite… del dolce Cesare… Povere bocche mute…
Perché se io fossi Bruto e Bruto Antonio, qui ora ci sarebbe un Antonio che squasserebbe i vostri spiriti e che ad ognuna delle ferite di Cesare donerebbe una lingua così eloquente da spingere fin le pietre di Roma a sollevarsi, a rivoltarsi.


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Papete… Il nobile Salvini Pugnala Di Maio, acting divertito… mica tanto…

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Movimento Cinque Stelle/Ultimi Pubblicati by

Salvini, dopo il Papete, pugnala a sorpresa Di Maio?

Il Papete ed il Tradimento… Ci è piaciuta l’idea, e ci ha divertito scrivere l’articolo l’altro giorno, le vostre reazioni sono state

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Anche Alberto Marolda può divertirsi

buone, per cui abbiamo voluto provare a farne anche una versione teatrale in video… è stato un gioco il farlo, è realtà invece ciò che sta accadendo in questi giorni in Parlamento… ora, dovete solo decidere voi, se svegliarvi dal torpore estivo, e considerare gioco anche la realtà, o reagire con vigore e tornare, perlomeno, al lancio delle monetine… prima che questa realtà ci porti via, a noi e al Paese… ed il Papete…

Ripeto, è un gioco, non sono certo un attore io, ma la realtà dei fatti, invece, non lo è…

Grazie al gruppo del Cineteatro Roma persone fantastiche con le quali abbiamo realizzato questo video, sono persone meravigliose, loro e la loro Performazione Performaction, una vera fucina di idee…

Liberamente tratto dal Giulio Cesare di William Shakespeare (1599). Al funerale di Cesare (Luigi Di Maio) Marco Antonio (Di Battista), amico di Cesare, con un’orazione divenuta celebre, muove l’opinione pubblica contro i cospiratori, da Bruto (Salvini) in poi…

Il nobile Salvini vi ha detto che Di Maio era ambizioso e spregiudicato: se lo era, ebbe grave colpa; e Di Maio l’ha gravemente scontata… Qui, col beneplacito di Salvini e degli altri – che Salvini è un uomo d’onore, e anche gli altri, tutti uomini d’onore – sono venuto a parlare al funerale di Di Maio…
L’articolo col testo che mi sono divertito a leggere


Il testo originale, la traduzione, di Shakespeare con la divina lettura di Vittorio Gassman


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Salvini è uomo d’onore… ode a Di Maio pugnalato…

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
di battista salvini ode di maio

Liberamente tratto dal Giulio Cesare di William Shakespeare (1599). Al funerale di Cesare (Luigi Di Maio) Marco Antonio (Di Battista), amico di Cesare, con un’orazione divenuta celebre, muove l’opinione pubblica contro i cospiratori, da Bruto (Salvini) in poi…

Personaggi: Cesare (Luigi Di Maio), Marco Antonio (Alessandro Di Battista), Bruto (Matteo Salvini), Cassio (Berlusconi), Casca (Meloni), i Cospiratori (Carfagna, Giorgetti, Zingaretti), l’Opinione Pubblica presente al Funerale (i beneamati del Popolo di Instagram e di Facebook, la Rete, e, purtroppo, gli Italiani tutti)

A dimostrazione, cari miei, che le Tragedie non hanno mai fine…

Nobili romani! Amici, concittadini Italiani! Prestatemi orecchio. Sono venuto a seppellire Di Maio, non a farne l’elogio.

Il male che un uomo fa, gli sopravvive, il bene, spesso, resta sepolto con le sue ossa. E così sia con Di Maio.

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una Elegia Funebre di Alberto Marolda

Il nobile Salvini vi ha detto che Di Maio era ambizioso e spregiudicato: se lo era, ebbe grave colpa; e Di Maio l’ha gravemente scontata.

Qui, col beneplacito di Salvini e degli altri – che Salvini è un uomo d’onore, e anche gli altri, tutti uomini d’onore – sono venuto a parlare al funerale di Di Maio.
Fu un mio amico, leale e giusto con me.
Ma Salvini dice che era ambizioso e spregiudicato: e Salvini è uomo d’onore.
Egli portò un gran numero di Migranti in Patria, a Roma, che empirono col prezzo del riscatto le casse dell’erario; fu questa, forse, in Di Maio ambizione? Eppure, quando vedeva piangere un Pezzente, un povero Disoccupato, Di Maio lacrimava e pensava al Reddito di Cittadinanza… se era ambizione e furbizia, lo era sin più di Andreotti
Ma Salvini dice – e Salvini è uomo d’onore – che Di Maio era ambizioso e spregiudicato.
Tutti vedeste come dopo le ultime Politiche nazionali, tre volte gli offersi la corona di Premier, ed egli per tre volte la respinse per darla al buon Conte, è ambizione questa?
Eppure Salvini dice che Di Maio era ambizioso e spregiudicato, e Salvini è, lo sappiamo, un uomo d’onore.
Non parlo io già per contestare quello che Salvini ha detto; sono qui per dire soltanto quello che so. Tutti amaste Di Maio un tempo; e non senza motivo. Quale motivo vi impedisce oggi di piangerlo? O santo Interesse Nazionale, tu sei fuggito tra le bestie brute e gli Italiani hanno ormai tutti perduto il bene dell’intelletto!
Scusate, il mio cuore è lì, con Di Maio, in quella povera salma esposta al Ludibrio della Rete… devo interrompermi finché non sia tornato in me.
Soltanto fino a ieri la parola di Di Maio scuoteva il Parlamento e la Rete, e ora giace qui in questa bara e non c’è un solo uomo che sia così miserabile da dovergli il rispetto, signori.
Signori, se io venissi qui per scuotere il vostro cuore, la vostra mente, per muovervi all’ira, alla sedizione farei torto a Salvini, torto a Berlusconi, uomini d’onore, come ben sapete.
No, no. Non farò loro un tal torto. Oh… preferirei farlo a me stesso, a questo morto, a voi, piuttosto che a uomini d’onore quali essi sono.
E tuttavia io ho con me trovata nei suoi scaffali una pergamena con il sigillo di Di Maio, il suo testamento.
Ebbene se il popolo conoscesse questo testamento, che io non posso farvi leggere perdonatemi, il popolo della Rete si getterebbe sulle ferite di Di Maio per baciarle, per intingere i drappi nel suo sacro sangue, no…
No, amici no, voi non siete pietra né legno, ma uomini dei Social.
Meglio per voi ignorare, ignorare e scordare… che Di Maio vi aveva fatto suoi eredi.
Perché che cosa accadrebbe se voi lo sapeste? Dovrei… dovrei dunque tradire gli uomini d’onore che hanno pugnalato Di Maio?
E allora qui tutti intorno a questo morto e se avete lacrime preparatevi a versarle.
Tutti voi conoscete questo mantello. Io ricordo la prima sera che Di Maio lo indossò. Era una sera d’estate, nella sua tenda, dopo la vittoria su Rousseau.
Ebbene qui, ecco.. Qui si è aperta la strada al pugnale nascosto di Berlusconi.
Qui la rabbia della Meloni e della Carfagna.
Qui lo pugnalarono Salvini e Giorgetti, i beneamati del Popolo di Instagram.                                                                 
Qui si perse il Prode Zingaretti, lui, si, che il Sangue della Pugna traditrice non disdegna.
E quando Salvini estrasse il suo coltello maledetto, il sangue di Di Maio lo inseguì vedete, si affacciò fin sull’uscio come per sincerarsi che proprio lui, Salvini avesse così brutalmente bussato alla sua porta.
Salvini, l’angelo di Di Maio, Salvini, l’amico di Di Maio.
Fu allora che il potente cuore si spezzò e con il volto coperto dal mantello, il grande Di Maio cadde.
Quale caduta concittadini, tutti… io, voi, tutti cademmo in quel momento mentre sangue e tradimento fiorivano su di noi.
Che… ah… adesso piangete?
Senza aver visto che le ferite del suo mantello…?
Guardate qui, Di Maio stesso lacerato dai traditori…
No… no, amici no, dolci amici… Buoni amici… Nooo… non fate che sia io a sollevarvi in questa tempesta di ribellione.
Uomini d’onore sono coloro che hanno lacerato Di Maio, che hanno straziato il M5S a favore della Lega, e io non sono un oratore bravo come Salvini, ma solo un uomo che amava il suo amico, e che vi parla semplice e schietto di ciò che voi stessi vedete e che di per sé stesso parla.
Le ferite, le ferite… del dolce Di Maio… Povere bocche mute…
Perché se io fossi Salvini e Salvini, Di Battista, qui, ora, ci sarebbe lo stesso un Di Battista che squasserebbe i vostri spiriti, e che ad ognuna delle ferite di Di Maio donerebbe una lingua così eloquente da spingere fin le pietre di Roma, e di tutta l’Italia a sollevarsi, a rivoltarsi.
Che le Monetine di Craxi tornino a risvegliarsi, che giustizia sia… Che Rivolta sia…

Un pensiero al Grande Bardo, Shakespeare, a leggere questa ignobile trasposizione si rivolterà nella Tomba? Chissà, magari no…


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Salvini: fra tradimento e affari. Autocritica M5S

in Alfonso Palumbo Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
conte&salvini

La Lega è solo Matteo Salvini

Il pericolo elettorale dei due Matteo: Salvini e Renzi

Un articolo di Alfonso Palumbo
Un articolo di Alfonso Palumbo

Matteo Salvini apre la crisi di governo e scalcia Giuseppe Conte, il M5S, il Presidente della Repubblica, la legislatura e l’estate degli Italiani.

Un amico di Roma mi ricorda che in politica il tradimento e’ un’arte. Da parte mia affermo che deve esserlo anche la vendetta. Senza voler riesumare Gianfranco Fini e il suo celebre “con Bossi nemmeno un caffè”, personalmente aggiungerei ‘nemmeno un bicchiere d’acqua e una stretta di mano’. Il Parlamento europeo potrebbe essere uno dei luoghi più utili alla bisogna.
Ma che cosa insegna tutta questa storia, di fatto una delle più squallide dell’Italia post-fascista?
Innanzitutto che in Italia, a differenza della Germania, il Contratto di Governo non regge. Siamo troppo latini e/o provinciali per rispettare un accordo!
Inoltre che la parola data vale lo spazio di un mattino. Ricordate le parole di Matteo Salvini subito dopo il risultato delle Europee? “Io sono un uomo di parola e la mantengo”. Concetto peraltro ribadito più volte.
Ancora: che in politica e’ meglio non fidarsi. Il M5S ha di fatto salvato l’uomo di Milano in occasione dell’affare-Diciotti e gli ha permesso di incamerare ben due decreti-Sicurezza. Con il senno di poi, occorreva soffocare il bambino nella culla…
Rammento di aver udito poche voci levarsi contro il Ministro – che scorrazza sulle moto d’acqua e costringe uomini delle Forze dell’Ordine a negare l’evidenza – fra queste quelle di Alessandro Di Battista. Certo, c’era un alleato da rispettare per poter governare e ottenere ben più del Reddito di Cittadinanza: tuttavia mi sarei atteso ancora maggiore grinta in occasione dei 49 milioni, della questione-Russia, del caso-Siri, di Arata e si sarebbero dovuti zittire i leghisti ricordando loro che in Europa ognuno e’ libero di pensare (in casa propria no? – N.d.A.). Anche il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, non si e’ appiattito sulle posizioni nordiste. Da incorniciare pure gli interventi del senatore Nicola Morra, al vertice dell’Antimafia, che da vero Uomo delle istituzioni ha saputo esaltare chi lo ha votato.
Salvini (e dico Salvini e non la Lega perché dietro l’uomo di Milano c’e’ solo il deserto!) di tali debolezze ha approfittato. L’esito delle elezioni europee lo dimostra. Il gioco causa-effetto e’ evidente.
Voglio comunque fare l’avvocato difensore di Luigi Di Maio. E’ semplicissimo, nel presente, criticare il passato. Le Politiche 2018 avevano dato un bel bottino di voti al M5S che aveva il dovere di renderli utili al fine di realizzare il mandato degli elettori. Il Contratto di Governo e’ sembrato funzionare.
Maledette sono state le Europee. In quella circostanza si e’ scontata la debolezza mediatica (il che e’ pazzesco vista la forza del M5S sul web!) di fronte a un signore con la barba che ha monopolizzato radio, tv, internet e divise delle Forze dell’Ordine. La reazione pentastellata si e’ vista in occasione dell’elezione della Von der Layen alla guida della UE: il Movimento ha deciso in piena autonomia e la Lega non l’ha mandata giù…
Tutta questa storia ci porta a pensare che a Salvini – notoriamente anti-francese – non interessi il TAV bensì i soldi legati alla sua realizzazione. Nessuno l’interesse per gli Italiani o per il rischio dell’aumento dell’Iva o per il rialzo dello spread o per la nomina del Commissario italiano alla Ue. All’uomo di Milano non interessano neppure le responsabilità dei Benetton in merito al ponte di Genova.
Matteo Salvini come Matteo Renzi: due Mattei, due plurali. In prospettiva delle possibili Politiche, due incubi!


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PIERANGELO BERTOLI, canzoni e racconti “a muso duro…”

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
Pierangelo Bertoli 720 x 379

Pierangelo Bertoli locandina esattaLe ballate di Pierangelo Bertoli.

A Cavaltone le più belle ballate di Pierangelo Bertoli, cantate e raccontate da Marco Dieci e Luca Bonaffini.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Sabato 28 settembre, presso la sala civica di Calvatone (CR), alle 21 ci sarà un concerto dedicato a Pierangelo Bertoli, cantautore agguerrito e romantico degli anni Settanta che, ancora oggi, è conosciuto e amato per canzoni attualissime e di grande spessore civile e sentimentale.

A raccontarlo e a suonarlo, due dei suoi collaboratori (autori e musicisti) storici: Marco Dieci (che ha lavorato con Pierangelo  Bertoli dal 1967 al 1987) e Luca Bonaffini (che – proseguenso il percorso iniziato dal suo predecessore – lo ha affiancato dalla fine degli anni Ottanta fino al grande successo di “Spunta la luna dal monte”).
Due musicisti, autori di canzoni, arrangiatori e produttori artistici che, in epoche differenti ma senza discontinuità – nel corso della serata – racconteranno i momenti vissuti, cantando tante, tantissime canzoni scritte dal cantautore emiliano anche insieme a loro due. Non mancheranno le celebri “pescatore”, “a muso duro”, “per dirti t’amo”, “certi momenti”, “chiama piano”, “rosso colore”, “spunta la luna…); ma ci saranno anche ballate come “i miei pensieri sono tutti lì”, “dal vero” , “varsavia”, “maddalena” che – tra emozioni d’amore personale e rivoluzione sociale – hanno fatto la storia della canzone italiana.
Relazioni Pubbliche e Ufficio Stampa a cura di LC Comunicazione tel. 333 7695979
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www.lccomunicazione.com

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Sandro Gozi, Luca Lotti, Bibbiano: PD “sinistrato”!

in Alfonso Palumbo Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
Il PD di Sandro Gozi

Calabria e Umbria umiliano il PD più di Gozi

Zingaretti ride ancora?

Un articolo di Alfonso Palumbo
Un articolo di Alfonso Palumbo

Pd sadomasochista, travagliato dalle sventure che gli portano in eredità i vari Sandro Gozi, Luca Lotti e le vicende legate ai fattacci di Bibbiano.
Quella di Gozi sembrava una boutade estiva e invece giorno per giorno si è ingrossata fino a diventare l’ennesimo affare di Stato tra Italia e Francia. Ex-sottosegretario agli Affari europei negli esecutivi Renzi e Gentiloni, il piddino in Francia si ritrova a proprio agio al punto da guadagnarsi adesso la nomina di responsabile degli Affari Europei in seno al Governo-Macron. Come ricorda Wikipedia, “Nel marzo 2019 Sandro Gozi annuncia di candidarsi alle elezioni europee in Francia nella lista sostenuta da La République En Marche e dai centristi di Modem… Il 15 aprile 2019 viene indagato dal tribunale unico della Repubblica di San Marino per “amministrazione infedele” nell’ambito di una consulenza fantasma con la Banca Centrale Sammarinese su un ipotetico “adeguamento normativo per armonizzare i rapporti con l’Ue”.
Chi è Sandro Gozi? Un imboscato? Uno spione? Un voltagabbana? Chiunque potrebbe pensarla così, considerando per lo meno strano che una persona con valori di sinistra vada a fare lo spin-doctor per un Governo di opposta matrice. Viene spontaneo chiedersi quanto-come-se coloro che militano nel PD siano davvero ancora di sinistra oppure se abbiano sposato il vento del nuovo. Insomma: da Marx a zio Paperone!
Gravi anche le polemiche attorno a Lotti, invischiato sia nell’affare delle toghe insieme con Luca Palamara sia nell‘inchiesta sugli appalti Consip.
Quindi Bibbiano, con l’inchiesta “Angeli e demoni“. Siamo in Emilia-Romagna, terra ‘rossa’ per definizione. Dal piccolo centro è venuta a galla la vicenda dei bambini sottratti alle famiglie naturali grazie a poco scrupolosi operatori sociali. Una storiaccia ancora tutta da scrivere ma dove riappare il PD sotto le forme del sindaco Andrea Carletti. Un altro di quelli prima inquisiti e poi auto-sospesisi (come Lotti) dal partito: la memoria ci riporta a Catiuscia Marini, governatrice della Regione Umbria, e allo scandalo della sanità. In Calabria invece nessun cartellino rosso per la Giunta guidata da Mario Oliverio il quale, nonostante le accuse di abuso d’ufficio/associazione a delinquere/frode nelle pubbliche forniture/turbative d’asta/corruzione, regna ancora sovrano.
Ma è una Calabria amara, per il neo-segretario Nicola Zingaretti. Qui è appena esplosa la città di Reggio Calabria: 17 gli arresti eseguiti dalla Direzione distrettuale antimafia che ha posto ai domiciliari il capogruppo del Partito Democratico in Regione Sebi Romeo. Tra gli indagati a piede libero l’avv. Demetrio Naccari Carlizzi, volto importante: già vice-sindaco della città e consigliere regionale, grande amico dell’ex-ministro degli Interni Marco Minniti, molto vicino a Paolo Gentiloni e attuale cognato del sindaco piddino Giuseppe Falcomata’. Davanti a tutti ciò Zingaretti appare impermeabile e in tv sempre ilare, con quelle due-tre frasi contro il Governo alle quali non crede neppure lui. Costretto anzi a gestire quelle fronde interne che, perfino sul tema dell’immigrazione, riportano al dubbio precedente: Marx o zio Paperone?
Una chiosa finale mi sia permessa. Dell’avv. Naccari Carlizzi mi considero amico: il nostro è stato un legame avviato ai tempi dell’università e reso più solido da vacanze estive e Natali trascorsi piacevolmente insieme, oltre che con comuni amici. La persona non si discute, culturalmente e dialetticamente vale ben più del dato di fatto e – voglio ripeterlo anche oggi – al posto di Renzi avrebbe dato un futuro al partito.


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