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febbraio 2019

Mimmo Cavallo, il cantautore “identitario” riceve il Premio “La settima nota 2019”

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
Foto di Giancarlo Carnieli 2019

Mimmo Cavallo x sitoMimmo Cavallo riceve il premio alla carriera durante la serata di presentazione del nuovo libro di Riccardo Bassi, un giallo-rosa sulla scenografia di Bologna.  

Grande partecipazione alla quarta edizione della Convention arti per la musica.

 

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

“LA SETTIMA NOTA”, incontro con le arti, le musiche e le parole che dal 2015 premia interpreti, autori e compositori storici della musica italiana e internazionale, si è svolta Pantigliate (MI) sabato 23 febbraio, all’interno della suggestiva scenografia del Teatro Oratoriale.

Sono intervenuti Don Claudio della Comunità Kairos, l’attore Henry Zaffa e il Mago Eta Beta, per celebrare i due eventi che quest’anno hanno avuto un ruolo centrale nel contesto della convention: quello di Riccardo Bassi (che ha presentato il suo terzo libro “Sognando Bologna” edito da Gilgamesh) e quello di Mimmo Cavallo (che ha ricevuto la tradizionale scultura in vetro realizzata dall’artista mantovano Raffaele Darra, opera che ritrae l’artista premiato e i marchi promotori della manifestazione. Luca Bonaffini, ideatore e promotore principale del Premio La settima nota, ha condotto la serata con energia e scioltezza, intervistando Dario Bellini (editore di Gilgamesh) e Riccardo Bassi e Mimmo Cavallo che, con generosità e calore, ha suonato per quasi un’ora canzoni scritte per Zucchero, Mia Martini, Fiorella Mannoia. Mimmo Cavallo ha quindi chiuso il suo intervento, prima di ricevere la scultura di Darra consegnatagli da Lucilla Corioni (manager di LC COMUNICAZIONE) con lo special guest di 6 giovanissimi musicisti (4 fiati, percussioni, tastiere) con gli evergreen “Uh Mammà” e “Siamo meridionali”. La serata si è conclusa con un omaggio di Luca Bonaffini a Lucio Dalla, cantando “Piazza Grande”, mentre a sorpresa sono saliti sul palco Riccardo Bassi e Mimmo Cavallo condividendo il celebre brano del collega bolognese.

L’evento è stato prodotto da Long Digital Playing Srls Edizioni Musicali in collaborazione con LC COMUNICAZIONE.

Appuntamento alla prossima scultura, dunque, con altri grandi artisti e amici dell’arte.

Foto della premiazione di Giancarlo Carnieli 2019

 

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Sardegna, Super Salvini si sgonfia alla prova dei fatti locali

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
super salvini sardegna

Sardegna, vince Solinas, rappresentante del listone del Centro Destra Sardo, è la conferma del Salvinismo volante?

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un articolo di Alberto Marolda

Sardegna vince Super Salvini? No, ni, insomma, il Centro Destra vince, e Solinas va al potere nella Regione, ma la Lega non porta positivamente a termine il suo intervento di coprofagia cannibale nei confronti di Forza Italia, del redivivo Berlusconi, e dell’FDI della Meloni, ma, anzi, non fa altro che minare il suo persistere nell’attuale Governo del Paese.

Una cosa scaturisce infatti molto certa dalle urne Sarde, caro Super Salvini, con le Elezioni Sarde NON, ripeto, la Lega non è diventata il Super Partito della Destra Italiana, in grado di camminare da sola con le proprie gambe fregandosene degli alleati Grillini, ma sopratutto del Padre Berlusconi e della Sorella Meloni.

Vero? Vediamo… Christian Solinas, il nuovo Governatore di centrodestra, è il leader del vecchio Partito Sardo d’Azione, eletto al Senato con la Lega alle ultime elezioni politiche, ed è frutto dell’accordo fatto dal Sagace Super Salvini nel 2017, in vista delle Politiche del 2018 per tentare di dare una base credibile alla Lega in Sardegna. Un accordo tra un Partito che non esisteva in Sardegna, ed uno che esiste e fa molto rumore locale sin dal 1921.

Solinas è capo di una cordata di 11 liste, che contengono ben 14 Partiti, fra i quali la Lega, appunto, partito di Governo che nel 2014, ultime elezioni, non si era nemmeno presentata. L’allegra compagnia comprende: PSd’Az-Christian Solinas Presidente, Lega Salvini Sardegna, Forza Italia Berlusconi per la Sardegna, Energie per l’Italia di Stefano Parisi (La lista comprende anche candidati di Partito Repubblicano Italiano, Partito Liberale Italiano e Alleanza Liberaldemocratica Italiana), Unione di Centro Sardegna, Riformatori Sardi, Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni, Unione Democratica Sarda, Fortza Paris, Sardegna20Venti Tunis, Sardegna Civica… e chi più ne ha più ne metta, della serie, avanti c’è posto…

Un vero Papocchio, Zombie inclusi, che alle 19,30 sta vincendo con il 47% contro il 33% dell’altrettanto varia compagine che appoggia il candidato del Centro Sinistra, il Sellino Massimo Zedda. Un Minestrone che però vede la Lega, nonostante Super Salvini sia instancabilmente volato a parlare con tutta l’Isola, dalle Alpi alle Piramidi e dal Manzanarre al Reno, incontrando operai, artigiani, imprenditori, e sopratutto i pastori, vede, dicevo, la Lega attestarsi solo ad un misero 12%, contro i Grillini dati per una chiusura personale al 9%…

E, caro Super Salvini, sulla base di questo misero risultato Lei si sentirebbe autorizzato a chiedere un reimpasto di Governo?

Ah, non scordiamoci che, caro Super Salvini, lei ha avuto a disposizione eventi eccezionali, la gestione solinga della questione Pastori Sardi, e la divisione sul caso Diciotti all’interno del Cinque Stelle, eppure il suo 47% contro l’11% del candidato M5S, Francesco Desogus, vale solo 12 contro 9… direbbe qualcuno… chest’é? Questo è?

Come quei bambini che si agitano e piangono da pazzi, mettendo in ansia tutto il vicinato, e poi alla fine fanno solo una puzzetta, lei, caro Super Salvini, stia ben tranquillino ora che forse torna a Roma a lavorare ogni tanto, la TAV, non si deve fare ed il programma va avanti com’è scritto!!!

I Grillini sono ancora vivi, Nugnes permettendo… approposito, ma la Senatrice la conosce la Democrazia di voto?

Ne dobbiamo proprio parlare…

La vignetta di copertina è di Aina Shi,


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Rai: Disinformazione di Partito, Vicaretti mon Amour

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
vicaretti rai disinformazione

Vicaretti, Rai, Arsenico e vecchi Merletti, Disinformazione, vecchie abitudini da Lobby

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Una nota di Alberto Marolda

Ma, esattamente, fatemi capire… il collega Vicaretti di RaiNews, nella sua perenne campagna elettorale a favore del PD con stipendio a carico della collettività, ha capito bene che il candidato del Centro Sinistra in Sardegna, il 43 enne signor Zedda, Sindaco di Cagliari, riconfermato a larga maggioranza dopo il primo mandato col 60%, è un uomo di terra di Sardegna, Vendoliano, nato e cresciuto nel SEL di Vendola? Zedda è un uomo che, a suo tempo, a 35 anni, ha ridicolizzato l’ufficiale Candidato del PD, il Senatore Cabras, per diventare un pilastro di SEL, combattendo regolarmente la nomenclatura Piddina romana… etcetc… basterebbe guardare la wiki su questo, ma anche note proprio di RaiNews, ed allora perché? Perché Vicaretti continua a cantare vittoria del PD intervistandone i grandi Notabili, ROSSI incluso? Contorno di colleghi compiacenti incluso? Che dite, avrà problemi di udito? Gli occhiali li ha già, gli compriamo una confezione di Cotton Fioc?
Vicaretti, ma hai veramente capito cosa significa fare il giornalista conduttore di una trasmissione di commento politico in prime time su una televisione pubblica statale? Un pochetto meno di sfacciataggine ed ipocrisia, porterebbe ad una migliore figura professionale… ma io sono vecchio e non conto nulla, per carità…


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Diciotti, M5s e Salvini? Parliamone ancora… senza Tav però…

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Movimento Cinque Stelle/Ultimi Pubblicati by
salvini-di-maio-diciotti-scelta

Diciotti, Di Maio, Salvini e la base dei 5 stelle in equilibrio instabile su una sottile lama di rasoio… TAV compresa…

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un articolo di Alberto Marolda

Dunque… Che rompano i gabbasisi quelli della folta opposizione, quelli del Renzusconi redivivo, ci sta, era prevedibile, direi inevitabile, ma che i malumori vengano dall’interno, no, questo non me l’aspettavo, pensavo proprio che le regole di ingaggio fossero ormai chiare per tutti, alla guerra si va come alla guerra, e questa, E’ una guerra.
Prendiamo come esempio la Diciotti, cosi ci chiariamo le idee sul comportamento sia della base grillina che di tutta la gerarchia cantante.
Cos’è la Diciotti innanzitutto? Un trappolone, un vero e proprio trappolone, solo così si può definire l’iter che è culminato con la votazione che ha richiamato più di 52000 elettori grillini (me incluso) ad esprimersi sulla piattaforma Rousseau. Il quesito era questo: “Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari paesi europei, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato?” Due le possibili risposte: “Sì, quindi si nega l’autorizzazione a procedere” oppure “No, quindi si concede l’autorizzazione a procedere“. La scelta di lasciare confinati sulla nave della Marina militare gli immigrati, quindi, fu, o no, una scelta di politica nazionale, svolta in maniera collegiale? Una tagliola affilata e pronta a tagliare la testa di Di Maio e company, oppure, ed in alternativa, quella di Matteo Salvini, favorendo con tutta evidenza l’inutile papocchio all’opposizione… Berlusconi e Renzi avrebbero ringraziato capochino a terra… Ed invece? Ed invece nulla, ormai è storia affermata, hanno vinto i “salviniani”, 60 a 40, ed il ministro leghista è salvo. Tutto bene? No, assolutamente no, perché i “perdenti” non hanno accettato di aver perso, e minacciano diaspore e fughe per la tangente, i vincenti l’hanno fatto ma molti di loro, sotto sotto, non ne erano convinti, l’opposizione spara a palle incatenate contro l’inciucio grillino, reo di scambio Salvini TAV Reddito di Cittadinanza e chissà quale altro complotto demoplutogiudaico… insomma, pare proprio che questa votazione abbia scontentato tutti, ma è vero?

Partiamo dal quesito, non era chiaro? Induceva in errore? Non mi pare, io l’ho letto in un attimo e l’ho capito subito, dare la colpa alla domanda ed alle risposte, significa davvero dare del cerebroleso al grillino medio, e se così fosse, allora, si capirebbero tante altre cose nel Movimento, ma siccome io non credo che l’Italiano medio sia un imbecille, un certo tasso di ignoranza, si, ma imbecille no, non credo assolutamente che esista chi abbia votato alla cieca o abbia potuto sbagliare per come era posto il quesito… capito Nugnes, Fico e Grillo?

Dopo di che, sarebbe stata davvero una decisione collegiale presa negli interessi dello Stato? Beh, è vero che siamo di memoria corta, ma la Diciotti non è proprio cosi vecchia come storiella, non credo che ci sia qualcuno che non ricordi che in quei giorni non si parlava di null’altro. Quindi, se non si fosse trattato di una decisione corale su un argomento così crossmediatico, risulterebbe davvero strano al punto da voltare il quesito genere: “Potete mai pensare che Salvini sia cosi libero di fare quello che gli pare al Governo, senza che nessuno degli altri componenti lo abbia mai richiamato sulla Diciotti?”… No, dico, allora la prossima volta Salvini dichiarerà guerra alla Francia, e nessuno ne saprà nulla… maddai…

Ora parliamo della Guerra, e di come alla Guerra si vada vestiti, pronti e preparati come alla Guerra. Nel Movimento ci sono parecchie cose che non vanno, cose che mi fanno dubitare ed alzare la mano sin dalle sue fondamenta, Casaleggio e Grillo inclusi, ma questo non vuol dire che all’interno del Movimento non ci siano anche tante altre cose che invece funzionano bene. A partire proprio dalla Democrazia interna, di cui queste votazioni fanno parte, cosa che non trovi in nessun altro Partito, sia ben chiaro. Ne riparleremo, dobbiamo parlarne bene qui ed oltre, anzi, una delle cose che c’è nel Movimento è che se ne può parlare, non fosse altro che i Meetup, de minimis, esistono ancora. Vero, i vertici stanno levando loro potere ed efficacia, e questo è un problema da porre, ma ci sono, i Meetup esistono, e la gente non li frequenta per farsi una partita a carte come in qualche circolo del Pd ancora sopravvissuto, ma per parlare e fare politica attiva. Queste però sono considerazioni e discussioni interne, all’esterno, invece, deve esservi chiaro che c’è una GUERRA vera che non è solo fra i due partner al Governo, Lega e M5s, o fra la Compagine di Governo e la molto nutrita Opposizione, destra e sinistra unite in amorevole inganno, ma è la Madre delle Battaglie contro tutte le enormi Lobby che hanno governato il Paese negli ultimi 40 anni.

Questo se solo volessimo fermarci al Paese, ma sappiamo bene che le Lobby ormai sono assolutamente scevre da qualsiasi connotazione nazionale, ed infatti la Guerra si svolge anche nel Continente, dove tra l’altro ci possiamo gettare dentro anche la competizione fra gli Stati Sovrani che in Europa, sembra ovvio dirlo, non si è mai sopita… Tutte le considerazioni sugli interessi della Francia e di Macron nel Nord e centro Ovest Africa, ad esempio, sono comprovate da fatti e da intercettazioni, inutile parlarne qui e non serve essere complottisti.

Per cui? Signori, questa, come detto, è una Guerra, e la Guerra si combatte per vincerla, sennò è meglio rinunziare subito, ed io non credo lo si debba fare perché è in ballo il futuro della Nazione. Questa è la mia definitiva motivazione per aver votato SI…

Oppure NO… aspetta com’era? Un attimo che mi rileggo l’articolo…

Fermi… Non si scherza su questo, nonostante la copertina della nostra nuova artista, Ania Shi, lo possa suggerire… Non si scherza, io ho votato SI perchè voglio salvare il Paese, e combattere la Guerra che è in atto, per vincerla, dopo di che, i tanti problemi dell’M5s li discutiamo e risolviamo, non vi preoccupate, iniziamo a parlare di TAV, e del Referendum relativo? Chiamparino e le Madamine, lo volete? Anche io, ma lo facciamo fare a tutta l’Italia però, OK?

E’ cosa buona e giusta!!!

La vignetta di copertina è di Aina Shi,


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Flavio Oreglio incanta il pubblico di Zelig tornando da cantautore

in Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by
flavio Oreglio 720 x 379

FLAVIO OREGLIO-COLORE 3“Anima popolare” di Flavio Oreglio riempie lo storico teatro.

Gradito il debutto di Flavio Oreglio & Staffora Bluzer con il nuovo progetto discografico firmato Long Digital Playing

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Non poteva essere che una sorpresa, il ritorno discografico di Flavio Oreglio (cantautore, attore e scrittore umorista, show-man). Flavio Oreglio: ad alcuni ( i più distratti…) può suonare un brand poco noto, forse antico, certo – per i nostri tempi così veloci e sfuggenti – lontano. Invece Oreglio, quello che “fu” (ma che tutto sommato con altre vesti e nuovi mezzi “è”) il poeta catartico lanciato dalla casa editrice Mondadori e dalla trasmissione targata mediaset Zelig, è qui. Non ci hai mai lasciati. Ha semplicemente scelto, dato il suo carattere serioso e molto impegnato, di volgere il suo sguardo verso altenative meno mediatiche ma più di spessore, come accadde all’inizio della sua carriera. Cabaret? Una bella parola, certo. Ma Oreglio chiarisce subito e sempre: “Cabaret non è comicità, abbandono alla risata grassa e populismo accattivante per conquistare il popolo bue. Cabaret è storia, tragitti, è una modalità, un linguaggio, un luogo reale e immaginario, è cultura. Cabaret è anche canzone d’autore”. Nello spettacolo, presentato con leggerezza e intensità venerdì 15 febbraio al Teatro Zelig (sfida o consapevolezza?), ci sono tutti gli elementi per ritrovare quello che avevamo imparato a conoscere come personaggio televisivo (o icona da Festival vari…)  in una veste quasi (forse?) definitiva o comunque “definita”. Mille facce, tante belle canzoni (a volte diverse tra loro), ci restituiscono un Flavio Oreglio – ormai sessantenne – pieno. Pieno di contenuti, forza energia. E’ merito del trentennale  (trent’anni di carriera appena conclusi attraverso percorsi, incontri, libri e cd antologici… un esubero di bellezze, insomma!) o forse del contratto nuovo (discografico) firmato con l’amico-produttore (ora editore) Luca Bonaffini che, in occasione del suo rilancio, gli ha offerto la sua neonata casa discografica milanese (LONG DIGITAL PLAYING SRLS) per “ripartire da… 30?

Luca Bonaffini, cantautore e compositore, che l’estate scorsa ha ritirato insieme a lui il Premio alla Carriera “SPAZIO d’AUTORE 2018”, ha sposato il suo nuovo progetto musicale che s’intitola “Anima Popolare” e ha deciso di produrlo.

Ecco. Oreglio, catartico per effetto mediatico e artista come “verità assoluta”, è pronto. E la serata di debutto, di presentazione dell’album, anche grazie agli STAFFORA BLUZER, è stata straordinaria: perché si può ridere ( o sorridre) restando esseri pensanti. Alla faccia di Sanremo che, a quanto pare, per fare notizia ha bisogno di vomitare rabbia e (perdonateci) malsana mediocrità. Bentornato Oreglio. A te e alla tua “anima popolare”…

 

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Migranti, Macron, Sea-Watch…. De Bello Gallico?

in Alberto Marolda Blog/La Politica/Ultimi Pubblicati by
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Macron rifiuta i migranti della Sea Watch, la notizia è di ieri e quindi la vogliamo prendere con il dovuto beneficio d’inventario e controllo, ma…

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un articolo di Alberto Marolda

Macron è alla caccia di nuove rotorsioni facili? E’ anche lui ormai nel pieno di una campagna elettorale senza esclusione di colpi? In questo caso non proprio ma anche, perché pochi minuti dopo la prima comunicazione dal Viminale è arrivata dalla stessa fonte, una nuova comunicazione a parziale rettifica… la Francia accoglie solo persone alla ricerca di Protezione Umanitaria, non Migranti Economici.
Polemica sgonfiata? Non proprio, anche perché il successivo beccarsi fra Salvini e l’omologo francese, Castaner, “Ti convoco, non mi faccio convocare, come ti permetti…”, in aggiunta all’annuncio dell’Ambasciatore Olandese, Joep Wijnands, che domani, i tecnici del loro Ministero delle Infrastrutture, si recheranno a Catania per una propria ispezione tecnica sulla Sea Watch. Ricordiamo che la nave della ONG è attualmente in fermo amministrativo per violazioni delle norme in materia di sicurezza della navigazione e di tutela dell’ambiente marino… Ora si muovono, prima no, ora per andare in Sicilia pronti per fare polemiche sull’operato della Guardia Costiera Italiana, invece si… scommettiamo?

Polemica sgonfiata? Non credo, domani ne vedremo delle belle, restate sintonizzati…

La vignetta di copertina è di Aina Shi, una new entry per il nostro gruppo? Un’ottima aggiunta direi, dato il debutto… speriamo bene…


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Ascolta la Radio con noi

in Dirette Radio Tv Web by
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Radio, sei pazza, imprevedibile, ma anche precisa ed attuale, con te non ci sia annoia mai… sei sempre con noi… ti amiamo!!!


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