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ottobre 2018

Roma, Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand Teatro Eliseo

in Barbara Marolda Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Teatro/Ultimi Pubblicati by
Roma, Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand Teatro Eliseo

Quando? Da Martedì 30 Ottobre a Domenica 25 Novembre 2018

Dove? Teatro Eliseo, Via Nazionale 183, 00184 Roma RM

  • Martedì, Giovedì, Venerdì e Sabato ore 20.00
  • Mercoledì e Domenica ore 17.00
  • Sabato 3 Novembre doppio spettacolo ore 16.00 e ore 20.00

con

Linda Gennari

Duilio Paciello

Thomas Trabacchi

Duccio Camerini

Massimo De Lorenzo

e con (o.a.) Valeria Angelozzi, Federica Fabiani, Alessandro Federico, Raffaele Gangale, Federico Le Pera, Gerardo Maffei, Matteo Palazzo, Carlo Ragone, Alberto Torquati.

e gli allievi e le allieve del corso di Recitazione della Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté

Marilena Anniballi, Francesca Antonini, Marco Cicalese, Lia Grieco, Marlon Joubert,
Michele Valerio Legrottaglie, Romana Maggiora Vergano, Gelsomina Pascucci, Federica Torchetti

Scene Matteo Soltanto

Costumi Silvia Bisconti

Luci Pietro Sperduti

Musiche originali Arturo Annecchino

Assistente ai movimenti di scena e maestro d’armi Alberto Bellandi

Vocal Coach: Elisabetta Mazzullo

Adattamento e regia Nicoletta Robello Bracciforti
Produzione Teatro Eliseo

Eccezionale figura, a metà fra storia e mito

Cyrano de Bergerac che apre la stagione del Centenario del Teatro Eliseo è una commedia in versi martelliani in due atti e divisa in cinque quadri. Scritta nel 1897 da Edmond Rostand, protetto di Sarah Bernhardt, uomo ricco e illuminato di cui ricorrono quest’anno i cento anni dalla morte, è la storia di un fenomenale spadaccino, spirito libero e poeta che porta nel bel mezzo della faccia un naso che “di almeno un quarto d’ora sempre lo precede”. La figura di Cyrano è entrata di diritto nell’immaginario popolare tanto che le sue vicende sono state tradotte, adattate e interpretate innumerevoli volte.

La trama è nota: un cavaliere, un guascone, valoroso e fragile al tempo stesso, innamorato senza poterlo rivelare di sua cugina Rossana, a sua volta stregata dalla bellezza di Cristiano, avvenente ma privo della raffinatezza che gli è indispensabile per conquistare la raffinatissima dama, propone al giovane rivale un piano per far innamorare la fanciulla.

Tutti ricorderanno il patto mefistofelico che Cyrano propone a Cristiano: insieme, uno la bellezza, l’altro il genio, potranno raggiungere l’inarrivabile Rossana, per diversi motivi lontanissima da entrambi, lontana come la luna, ma accessibile se i due uomini uniscono le forze.

Cyrano de Bergerac è un inno al teatro, alla poesia, alla cultura che può essere rivoluzionaria. Il suo protagonista è un poeta che combatte i giganti, “orgoglioso del suo esercito di commedianti”. Cyrano si spinge verso il cielo, come se davvero la meta fosse un pianeta nuovo, luminoso, governato dalla leggerezza delle parole e del canto.

Tuttavia non tutti sanno che questo personaggio leggendario è ispirato alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più eclettici scrittori del Seicento francese e precursore della letteratura fantascientifica. I suoi romanzi sono metafora di viaggi meravigliosi, realistici e visionari, verso la Luna e il Sole. E un viaggio fantastico dentro la propria anima è quello che compiono i due protagonisti della commedia che, da rivali, si scoprono amici, alla ricerca di quella bellezza che pare essere il tema portante del racconto.

Cyrano è uno dei personaggi più amati del teatro: brutto ma bello nel suo essere temerario, paga di persona per ogni atto di coraggiosa intransigenza; è straordinariamente moderno, un simbolo di coerenza e di libertà che ancora oggi continua a sorprenderci. Le caratteristiche di questa figura eccezionale, a metà fra storia e mito, fanno peraltro sì che il testo abbia la peculiare caratteristica di attraversare i generi e pur restando una delle storie più intense e commoventi che siano mai state scritte si concede momenti di autentica forza politica. Il desiderio morale e filosofico di esprimere coraggio e passione in ogni azione della propria vita è un atto profondamente politico che ci incatena al destino di Cyrano tanto da uscirne rinnovati, purificati.

Note di regia

Per mettere in scena il Cyrano abbiamo giocato con il Teatro Eliseo. Abbiamo denudato e ‘sbotolato’ il palcoscenico, fatto vibrare le sue pareti irregolari istallandoci una quadreria, abbiamo giocato con i cambi a vista, di spazi e di ruoli, e fatto di tante corde teatrali un albero. Abbiamo chiesto a un nutrito numero di ottimi attori di giocare con i versi incantati che Rostand ha scritto e aspettato che la magia si compisse.

Il meccanismo del gioco teatrale è alla base stessa del Cyrano: la finzione nella quale si avventurano Cristiano e Cyrano per conquistare Rossana ha il sapore di una interpretazione e il bel viso di Cristiano non è che la maschera dietro alla quale si nasconde l’animo del poeta, proprio come accade nella recitazione. E come nel teatro, le parole scritte da Cyrano per conto di Cristiano, esprimono l’infinito potere di seduzione che poesia e bellezza hanno sul cuore degli uomini. L’arte insomma ha una funzione molto concreta e il palcoscenico del teatro è il luogo per celebrarla. La libertà di Cyrano, la sua scelta radicale di rivelare la verità, seduce, irrita e non lascia indifferenti.

Ed è qui che il tema dell’autore si sviluppa in un modo meraviglioso e inaspettato: nel Seicento visionario che Rostand descrive, ambientato ai tempi di Richelieu, tutto è capovolto. I nobili ne abitano il fondo mentre il poeta è al vertice dell’umanità, è la creatura luminosa che ognuno vorrebbe essere o accanto alla quale ognuno vorrebbe vivere.

Ecco perché non poteva esserci un testo più giusto del Cyrano di Rostand per festeggiare il Centenario di un teatro tanto simbolico per l’Italia come il Teatro Eliseo. Perché parla del senso dell’arte e, per farlo, imbastisce uno splendente gioco per attori.

È a causa di questo bel paradosso che l’intreccio esplode con tanta efficacia, tanto da essere ricordato come una delle storie d’amore romantico più celebri del mondo, anche se appunto ciò che preme all’autore è di raccontare l’amore solo superficialmente. Quello che emerge, più di ogni altra cosa, è la parola perfetta, la sua forza di persuasione, che seduce più di ogni bellezza, fa volare Rossana e spinge gli uomini a voler raggiungere la luna, con mezzi meccanici o slanci fantastici. Perché la fantascienza, di cui Cyrano de Bergerac è riconosciuto precursore, non è che una visione del mondo, un’immagine che spinge il mondo a cambiare sul serio, che lo trasforma. Le parole, dice Rostand, sono potenti e creatrici, ed è bene averlo sempre presente.

Nicoletta Robello Bracciforti

Il mio Cyrano

Cyrano de Bergerac è un’opera teatrale rivoluzionaria. Il protagonista incarna gli ideali della modernità, gli stessi dogmi di libertà e uguaglianza proclamati dalla Rivoluzione francese e ancor prima dai padri fondatori degli Stati Uniti d’America.

Il monologo del secondo atto ‘No grazie!’ è di una attualità assoluta; ai vizi provenienti dalla mancanza di dignità – l’assoggettamento al potere, il servilismo alle convenzioni e alla politica, la consuetudine alla raccomandazione, il timore della sconfitta – Cyrano contrappone la dignità del lavoro, il diritto al lavoro per scelta e non per profitto, dichiarando di voler solo cantare, sognare, sereno, gaio, libero e indipendente, con voce possente e occhio sicuro. Rostand affida alle parole del suo protagonista concetti che sono i pilastri di quello che dovrebbe essere il rapporto tra il singolo e il mondo: la dignità dell’uomo e la libertà delle idee.

Ma Cyrano non è un anarchico, è un militare, è un guascone al servizio del Re. Vive all’interno delle regole e pur sfidando De Guiche, lo affronta non a duello ma a parole. Ed è la parola stessa che innesca il meccanismo di redenzione, di riscatto per l’uomo di Richelieu che alla fine sceglierà di combattere al suo fianco.

Quella di Rostand è una riflessione amara sulla vita. Cyrano stesso è un eroe perdente che muore senza la spada in mano e senza poter guardare il suo nemico in faccia. È un uomo normale che tende verso l’alto nonostante il suo naso, la sua bruttezza, la sua ‘claudicanza psicologica’. Che cerca di non concentrarsi solo sulla parte peggiore di sé. Rostand scrive con un’ironia meravigliosa la vita avventurosa di questo cavaliere sconfitto, acrobata della parola e funambolo del verso che si batte per affermare la profonda libertà della poesia e che tanto ci ricorda il Don Chisciotte in lotta contro il suo destino.

Una drammaturgia straordinaria che racconta la Storia di tutte le storie d’amore. Quando Cyrano descrive con le sue parole le emozioni suscitate da un bacio, la sua capacità poetica di dare forma ai versi è sorprendente, quasi shakespeariana. Assistere a quest’opera è come una meravigliosa seduta di psicanalisi, una rielaborazione emotiva che passa attraverso la parola. Cyrano è uno spettacolo di altissima emotività, è la poesia contro la semplificazione. Ed è bello aver scelto i versi martelliani perché è come una grande opera lirica senza orchestra, e per mantenere la musicalità dei versi bisogna sentire la musica dentro.

Luca Barbareschi


Personaggi e interpreti:

  • Luca Barbareschi Cyrano
  • Linda Gennari Rossana
  • Duilio Paciello Cristiano
  • Thomas Trabacchi De Guiche
  • Duccio Camerini Regueneau
  • Massimo De Lorenzo Le Bret
  • Valeria Angelozzi Lisa/Bellarosa/Suor Marta
  • Gerardo Maffei Cuigy/Cappuccino/Cadetto
  • Federica Fabiani Governante/Madre Margherita/Spettatore/Presidentessa Aubry
  • Raffaele Gangale De Valvert/Guardia/Poeta/Cadetto
  • Alessandro Federico Ligniere/Cadetto
  • Federico Le Pera Marchese/Cadetto
  • Matteo Palazzo Jodelet/Poeta/Cadetto
  • Carlo Ragone Montfleury/Carbone di Castelgeloso
  • Alberto Torquati Borghese/Rosticciere/Cadetto

Allievi del corso di Recitazione della Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté:

  • Marlon Joubert Cavaliere/Rosticciere/Cadetto/Spettatore /Il Seccatore
  • Valerio Legrottaglie Secondo Marchese/Poeta/Sentinella
  • Marco Cicalese Servo/Spettatore/Apprendista/Un uomo/Cadetto
  • Gelsomina Pascucci Preziosa/Spettatrice/Cameriera/Una giornalista/Suor Clara
  • Francesca Antonini Preziosa/Prima attrice/Spettatrice/Donna/Suora
  • Lia Grieco Vivandiera/Spettatrice/Cameriera/Qualcuno/Suora
  • Marilena Anniballi Fioraia/Spettatrice/Cameriera/Una donna/Suora
  • Federica Torchetti Paggio/Spettatrice/Suora
  • Romana Maggiora Attrice giovane/Voce dai palchetti/ Donna/Suora

Info e costi?

Biglietteria: Lun 13-19 / Mar – Sab 10-19 / Dom 10-16

  • Telefono: +39 06 83510216
  • Email: biglietteria@teatroeliseo.com
  • Sito: Teatro Eliseo

Costo del biglietto: da 15 a 35€ – Acquista il biglietto


Come raggiungerci?

  • AUTOSTRADA: Uscita autostrada A24, centro città
  • BUS: 70 | 170 | 71 | 60 | 64 | 40 | H | 117 – Fermate: Nazionale-Palazzo delle Esposizioni, Nazionale – Quirinale, Via Milano
  • METRO A: Repubblica
  • METRO B: Cavour

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Guido Guglielminetti produce “La baia degli angeli”, un brano del compositore Franco Vietti

in Lucilla Corioni Blog by

Bellatrix è il progetto di Franco Vietti autore di “La baia degli angeli” prodotto da Guido Guglielminetti

Un racconto di vita e di immagini che riprende la storia di un padre e una figlia.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Il brano di questo video è di Franco Vietti., ed è stato prodotto dal grande Guido Guglielminetti. Chi è questo compositore? Cerchiamo di conoscerlo un po’.

Franco Vietti ha all’attivo moltissimi concerti in Italia e all’estero. Ha iniziato a suonare come batterista in diversi gruppi di Aosta, tra tutti gli Estrema, storico gruppo jazz/fusion del panorama musicale valdostano. Nel periodo universitario bolognese ha suonato in diversi gruppi musicali di Bologna, in particolare con gli Arctic Circle, con i quali ha registrato un disco in Inghilterra, nel Lincolnshire, sotto la produzione artistica di Will Ried DicK, successivamente inserito nella compilation “Italian Rock Invasion”. Gli anni bolognesi sono stati particolarmente importanti per la sua formazione musicale e per avvicinarlo alla musica italiana, grazie anche alla collaborazione con Roberto Guarino (già con Samuele Bersani e Stadio) e all’ingresso nell’entourage di Lucio Dalla. Ha concluso la sua esperienza live di batterista insieme a Davie Mancini band con diversi mini tour nel nord Italia.

Bellatrix…ci parli di questo progetto.

Bellatrix non è un gruppo, ma un progetto musicale, che cerca di abbinare musica, parole e immagini per descrivere emozioni forti e raccontare storie che richiedono una certa disponibilità all’ascolto, in un periodo in cui tutto finisce in due secondi nel tritacarne e viene sostituito immediatamente con un altro prodotto. Io scrivo canzoni ispirandomi, ovviamente con le dovute proporzioni, alla musica d’autore italiana e sperando che prima o poi ci si renda conto che la velocità, l’evanescenza e le regole di mercato in cui siamo immersi non sono l’unica direzione da seguire.

Come ha scelto questo bellissimo titolo “La baia degli angeli”, e perchè?

“La baia degli angeli” è un luogo che esiste veramente. Si trova sulla costa del sud della Francia e mi ha sempre affascinato poiché ha molto a che fare con Saint Exupéry, l’autore della Piccolo Principe. Un giorno, uscì con il suo aereo da ricognizione e andando al largo della Baia degli angeli non fece più ritorno. Chissà cosa ha visto in quel viaggio, chissà cosa avrebbe voluto dire e a chi. La storia di questo scrittore, un grande sognatore e un adulto con gli occhi di un ragazzo, mi ha ispirato questo pezzo. Mi sono immaginato un dialogo tra un padre e una figlia e il testo è venuto fuori di botto: un fiore e una barca, la forza e la debolezza, l’incertezza del percorso che dobbiamo seguire e la voglia di affetti veri e forse, qualche rimpianto di non essere così vicini ora. Ma le immagini, in chiusura del video sulle ultime note della canzone, suggeriscono un finale molto positivo e di grande speranza.

Dove è stato realizzato il video, e chi le ha dato questa idea?

Il video lo abbiamo girato tra la Liguria e la Valle d’Aosta. Le location le abbiamo scelte io e il regista del video, Alessadro Stevanon, un professionista di grande talento ed esperienza. Abbiamo girato sulla spiaggia del Malpasso, alla Baia dei Saraceni di Finale Ligure e al passo del Gran San Bernardo in Valle d’Aosta. Sono luoghi che danno molta profondità e hanno offerto una grande possibilità di valorizzare ciò che la canzone racconta.

Lei ha vissuto in passato un’esperienza da musicista che l’ha portata a suonare anche in gruppi non di poco conto e in giro per l’Europa. Poi ha fatto una scelta diversa.Ora è riaffiorato l’istinto di artista che c’era da sempre il lei?

Io non sono un artista. Io scrivo solo canzoni e non le canto. In passato ho suonato molto e la musica è sempre stata una grande passione che ho ereditato da mio padre e la storia ci accomuna. Lui era un bravo compositore (in altri tempi ha scritto parecchio e un suo pezzo è inserito anche nella colonna sonora del Film di Fellini “La strada”) però ha fatto il medico tutta la vita. Io ho deciso di fare un altro percorso professionale che con la musica non c’entra nulla, ma la musica mi è rimasta dentro, sempre.

Quando nasce la sua collaborazione con il grande Guido Guglielminetti?

Conosco Guido Guglielminetti da tantissimi anni e mi onoro della sua amicizia. L’ho sempre stimato e non solo per il fatto che ha fatto una carriera eccezionale e ha lavorato con i più grandi artisti  italiani (Lucio Battisti, Mia Martini, Ivano Fossati, Loredana Berté, Umberto Tozzi, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, solo per citarne alcuni) ma perché è un musicista molto intelligente che riesce a capire sempre quale sia la nota giusta da mettere, non cento, solo una, ma quella giusta. Poi, in studio, quando si registra, è un gran testone, ma ci sta… Un paio di anni fa l’ho contattato per fargli ascoltare alcune canzoni che volevo registrare; gli sono piaciute ed eccoci qui. Io però non canto, ho un  timbro di voce che non mi piace affatto e, dunque, a ciascuno il suo mestiere. Per “La baia degli angeli” ho chiesto a un mio carissimo amico, Simone Nadalin, di dare la voce al pezzo. E’ un cantante di grande carattere con una lunga esperienza in diversi gruppi della musica indipendente italiana. Sono contento che abbia accettato e sono molto soddisfatto dell’intezione che ha dato al brano.

Intende ricominciare e riprendere in mano i sogni lasciati nel cassetto, oppure questa è solo una piccola parentesi?

I sogni non si abbandonano mai, a volte si possono comprimere o trascurare, ma se fanno parte di una passione che è dentro di te prima o poi tornano. Poi, è altrettanto vero che i sogni di oggi sono molto diversi da quelli di ieri, perché in ogni cosa che si fa ritengo sia necessario mantenere il giusto grado di consapevolezza. Di certo, non è una parentesi, ho scritto molte canzoni e cerco di propormi come autore.

A chi è dedicato questo brano?

La canzone è dedicata alle mie figlie e credo che dal testo si capisca molto bene.


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L’Allieva 2 in prima serata su Rai1 da giovedì 25 ottobre

in Rosaria della Ragione Blog/Ultimi Pubblicati by
Allieva 2 Rai Fiction

Rai Fiction presenta Alessandra Mastronardi e Lino Guanciale in L’Allieva 2 …

La morte e il crimine sono il pane quotidiano in un’ambiente paradossale come quello di un Istituto di Medicina Legale.

Dopo una lunga e trepidante attesa da parte di numerosi fan, la fiction “L’allieva 2” torna in prima serata su Rai1 il 25 ottobre 2018. Dopo un grande successo registrato nella prima stagione, la coppia formata da Lino Guanciale e Alessandra Mastronardi si riunisce nella fiction, coprodotta da Rai Fiction ed Endemol Shine Italy. In questa stagione la bella Alice è alle prese con un nuovo anno di specializzazione in medicina legale. Vedremo una ragazza molto più matura e sicura di sé, convinta di ciò che vuole dalla vita, ha maggiori consapevolezze ma non ha certamente perso l’abitudine di combinare guai sul lavoro e in amore. Il Dottor Claudio Conforti, suo mentore, fa di tutto per renderle la vita in Istituto alquanto movimentata. I due sono molto attratti l’uno dall’altra ma il loro rapporto è altalenante a causa della loro diversità e soprattutto da idee diametralmente opposte sull’amore. A complicare le cose è l’affascinante Sergio Einardi, il nuovo PM, interpretato da Giorgio Marchesi. Come se non bastasse, ad alimentare la “sindrome da cuore in sospeso” della protagonista ci pensa la sua vecchia fiamma Arthur, interpretato da Dario Aita, che decide di tornare a vivere a Roma. Sulla scena del crimine sarà sempre presente il Vice Questore Calligaris (Michele di Mauro), affiancato dall’agente Visone (Fabrizio Coniglio). In questa seconda stagione non potevano mancare il fratello di Alice, Marco, interpretato da Pierpaolo Spollon e la saggia ed esuberante nonna Amalia (Marzia Ubaldi), sempre pronta ad ascoltarla e darle buoni consigli.

La serie è scritta da Peter Exacoustos, Fabrizia Midulla, Cecilia Calvi, Valerio D’Annunzio, con la collaborazione di Alessia Gazzola che, anche in questa seconda stagione, sarà protagonista di un cameo nella prima puntata.

Un articolo di Rosaria Della Ragione
Un articolo di Rosaria Della Ragione

“Prendere in consegna il seguito di una serie di successo non è mai una partita facile. Abbiamo cercato di condire la vicenda con una buona dose di umorismo, adatto a smussare gli angoli del carattere, a volte spigoloso, di entrambi i protagonisti…”  Fabrizio Costa


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Palermo: il Massimo in un Teatro

in La Cultura/La Musica/Opera Blog/Ultimi Pubblicati by
Teatro Palermo Facciata illuminata

Teatro: Una stagione Lirica con i fiocchi al Massimo di Palermo

Un Articolo di Emiliano Esposito
Un articolo di Emiliano Esposito

Un grande Teatro!!! Dopo tanta attesa, è stata resa nota la stagione 2018/2019 del teatro Massimo di Palermo, uno delle quattordici fondazioni liriche italiane: una stagione ricca (come da molti anni ormai) che consolida l’operosità e la professionalità di un teatro che rende orgogliosa la Sicilia e l’Italia nel mondo. In barba a chi asserisce che la lirica sia in coma farmacologico se non, addirittura, estinta, il Massimo (insieme alle altre 13 Fondazioni liriche in Italia che attraverso canali social, dirette web e flashmob, danno segni di ripresa e voglia di fare incredibili) è testimone di una ripresa e di un interesse da parte del pubblico sempre crescente verso l’opera lirica, forma d’arte tra le più amate nel mondo e della quale l’Italia è creatrice.

Il grande teatro palermitano, uno dei più grandi d’Europa, si appresta a chiudere la stagione 2017/2018, caratterizzata da titoli operistici come il Guillaume Tell di Gioachino Rossini, I puritani di Vincenzo Bellini, L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, da balletti come Don Chisciotte di Ludwig Minkus e ad aprire la stagione prossima il 19 gennaio 2019 con la Turandot di Giacomo Puccini, che sarà solo l’inizio di un anno che si preannuncia spettacolare. Accanto all’opera pucciniana, troveranno spazio opere di repertorio come Pagliacci, La traviata e Il barbiere di Siviglia e vi saranno anche Winter Journey, prima assoluta di Ludovico Einaudi con la regia di Roberto Andò e il testo dello scrittore irlandese Colm Tòibìn (Booker Prize), il musical My Fair Lady, mai eseguito al teatro Massimo e alcune opere che lo saranno per la prima volta come Il ritorno di Ulisse in patria di Claudio Monteverdi, La favorite di Donizetti (mai eseguita a Palermo nella versione francese), Idomeneo di Mozart (presente in stagione solo nel 1983 al Politeama) e Das Paradies und die Peri (Il paradiso e le Peri) di Schumann.

In cartellone grandissimi interpreti e giovani artisti emergenti tra i più interessanti della scena internazionale (Sonia Ganassi, Lisette Oropesa, Carmela Remigio, Pierluigi Pizzi, Emanuela Buratto, Martin Muehle, Daniel Oren). Anche per quanto riguarda la danza e il Corpo di Ballo del Teatro Massimo di Palermo proseguirà la strada intrapresa con successo nelle ultime stagioni presentando sia due spettacoli dedicati a coreografi del recente passato e del presente come Angelin Preljocai, il collettivo Kor’sia, Micha van Hoecke e Carmen Suite di Alberto Alonso con Svetlana Zakharova, che un grande classico del balletto ottocentesco (Lo schiaccianoci natalizio con Jacopo Tissi nel ruolo del titolo), proseguendo il percorso intrapreso di eccezionale versatilità. Si conferma quindi la scelta di valorizzare il Corpo di ballo della Fondazione che negli ultimi anni ha ottenuto grandi successi e importanti risultati. Scelta, quella del Massimo, che va in controtendenza con il panorama lirico italiano che ha visto, nel corso del tempo, la chiusura di alcuni fra le più blasonate compagini tersicoree.

Ricchissima anche la stagione sinfonica del teatro palermitano che vedrà abbracciare un repertorio eterogeneo che spazierà dalla musica barocca (La santa Rosalia di Bonaventura Aliotti) al Jazz. Da segnalare i tre concerti dedicati a Johannes Brahms, che in pochi giorni permetteranno di ascoltare alcune delle opere più significative del compositore, compreso il Requiem tedesco diretto dal direttore musicale Gabriele Ferro.

Nella prossima stagione torneranno in cartellone anche i recital di sei grandissimi nomi della scena lirica internazionale: Mariella Devia, Nicola Alaimo, Jessica Pratt, Ian Bostridge, Anne Sofie von Otter e Waltraud Meier.

IoGiornalista ha deciso di non poter perdere l’occasione di andare a vedere uno spettacolo in una cornice splendida come quella del Teatro Massimo di Palermo e, per l’occasione, assisterà all’ultima parte della stagione tuttora in corso. Ci faremo prendere per mano e accompagnare nella Mantova del XVI secolo, quella governata dal Duca circondato dai suoi cortigiani. Quella in cui il buffone di corte maledice ogni giorno in cui è costretto a far ridere il suo giovane padrone, pensando alla moglie morta di parto e a proteggere la figlia Gilda dalle insidie di probabili seduttori. La Mantova di Sparafucile, sicario professionista che mette a disposizione la sua professionalità per spegnere definitivamente le vite dei nemici dei propri clienti. La Mantova in cui il placido fiume Mincio scorre, accogliendo nelle sue acque il pesante fardello che Rigoletto è pronto ad immergervi.

Per la Biglietteria cliccate qui…


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