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giugno 2018

Luca Bonaffini torna con i BLEZ dopo 25 anni

in La Musica/Lucilla Corioni Blog/Ultimi Pubblicati by

Sette inediti, nuova formazione con Luca Bonaffini, antica energia.

“Nessuna Rèunion” dichiara Luca Bonaffini, “Un nuovo percorso ispirato agli storici ma altrettanto dignitoso”

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

E’ ufficiale: i B.L.E.Z., creazione musicale di Luca Bonaffini e Pierangelo Bertoli con la complicità canora dell’indimenticabile Ermano Zanfi, in autunno avranno nuova vita.

Ma facciamo qualche passo indietro. Era il 1992, ventisei anni fa, quando il cantautore sassolese invitò a casa sua l’amico di gioventù Ermanno Zanfi.

Ermanno, allora impiegato in banca, non aveva mai perduto la grande passione per la musica con la quale, insieme a Caterina Caselli e allo stesso Bertoli, cavalcava il palcoscenici beat generation negli anni Sessanta.

Dopo trent’anni, l’amico cantautore – divenuto nel frattempo famoso – decise di coinvolgere il folksinger Zanfi in un progetto discografico: la produzione dell’album dell’emergente Luca Bonaffini, già co-autore di canzoni di successo. Luca Bonaffini, ospite indesiderato (come lui stesso dichiara nel libro intervista “la protesta e l’amore”) alla Dischi Ricordi e ad Angelo Carrara, rispettivamente casa discografica e produttore di Pierangelo Bertoli, aveva bisogno di un’idea. Nel frattempo, dalla sua bella penna di scrittore di canzoni, nacquero una decina di brani che, a detta del papà artistico Pierangelo, sarebbero state ballate adatte ad un duo, più che a un solista.

Pierangelo Bertoli, che non poteva condividere con Luca un progetto discografico per ragioni contrattuali, affidò ad Ermanno Zanfi la prima voce e a Luca la seconda.

Nonostante gli oltre vent’anni di differenza, Ermanno e Luca si sintonizzarono immediatamente e, dopo qualche provino in cantina con la cura chitarristica dell’allora giovane Giorgio Buttazzo, approdarono – sempre grazie a Bertoli e alla moglie Bruna Pattacini – alla Sugar di Caterina Caselli.

Nel giro di poche settimane, sommati ai dieci brani di Luca Bonaffini, due di Pierangelo Bertoli, nacque B.L.E.Z. (acronimo di Bonaffini Luca Ermanno Zanfi), portatori inediti del country del Po’ (come lo definì qualcuno).

A metà strada tra Simon & Garfunkel, CSN&Y e la tradizione cantautorale, l’album si fece subito notare soprattutto per brani di matrice popolare come “La quinta stagione” e “Lucia di Dicembre”.

Dopo il tentativo fallito, così almeno dice la leggenda, di presentazione al Festival di Sanremo (con la canzone “Scusami se puoi”), il cd (ormai il vinile appariva impopolare e sconveniente) uscì il 30 giugno 1993 nelle zone di Reggio, Modena e Mantova, per poi essere distribuito nel resto d’Italia a novembre dello stesso anno.

L’operazione, curiosa e prestigiosa, è inutile negarlo: fu poco spinta, forse osteggiata da un Angelo Carrara “contrario” ed escluso, e prima sottovaluta, poi dimenticata dalla stessa Caterina Caselli che, investendo i due artisti da lei scelti della responsabilità di un “progetto poco carismatico”, la archiviò per sempre.

Eppure, i fan di Pierangelo Bertoli e il pubblico di Luca Bonaffini non hanno mai scordato quello che, per moltissimi, è considerato uno degli album più belli del genere cantautorale di terza generazione.

L’impronta Bertoliana? La mano fresca e sana di un Luca Bonaffini “emilianizzato”? La potenza espressiva del garante Ermanno Zanfi, colto e preparato interprete di folk-rock internazionale?

B.L.E.Z. insomma, non è mai morto.

E allora, a venticinque anni esatti dalla sua uscita, ecco che il suo autore e deus ex machina Luca Bonaffini ce ne parla e lo ripropone.

Luca Bonaffini cover BLEZ

 

BLEZ coi puntini. 25 anni. Bertoli. È vero che si parla di un ritorno?

No. Nessun ritorno, perché non sono mai andati da nessuna parte. I BLEZ sono stati il ponte che ha permesso al sottoscritto di passare da Autore di Bertoli ad Artista di Bertoli; ed Ermanno, mio garante e carta da giocarmi per sopravvivere all’emotività e alla timidezza che mi trascinavo dietro fin da ragazzino, è ancora quella parte EZ di BL che, storicamente ha dato origine a un genere, più che a un prodotto. Il genere che, poi, dai Modena City Ramblers a molti altri, è stato connotato come folk-rock-d’autore. L’unica cosa è che non è stato ideologicamente schierato ma, al di là di qualche ballata civile (come “La quinta stagione” di firma anche Bertoliana), è un album leggero, popular. E questo, probabilmente, ha fatto sì che gli impresari collegati col PDS di quegli anni, non lo considerassero “vendibile” come la musica Indi o quella di Ligabue (ex consigliere Arci).

Comunque, sintetizzando:

  • BLEZ è un acronimo ma anche una sigla (immaginiamola come Blez!)
  • Bertoli è stato il produttore e l’ideatore della coppia Bonaffini-Zanfi, in primis. Ma non dimentichiamo l’importanza della scrittura dei brani, da me effettuata. Sempre con la sua supervisione e, addirittura, la co-firma in alcuni di essi. Quindi, recuperando qualche inedito, anche uno solo, chi lo sa…. Il boss ci sarebbe ancora! No?
  • Ritorno no. Le Réunion mi fanno specie e, per evitare di fare in piccolo quello che fanno i grandi, bisognerebbe proprio pensare a rinnovarsi sempre, senza adeguarsi. Guai fare cover, figurarsi “cover di sé stessi”… Si potrebbe immaginare un nuovo percorso, ispirato agli storici, ma altrettanto dignitoso. Mi spiego meglio: le canzoni, il genere, il senso. Questo sì. Un marchio, tanto per avere qualcosa di cui parlare, non mi interessa.  Ma quel tipo di canzoni, io le ho sempre scritte. Quindi perché non pubblicare belle cose, a detta di tanti e non certo mia, ferme nel cassetto che sarebbero gradite sia al pubblico dei Bertoliani che al mio?
  • Paolo Baldoni-Luca BonaffiniVeniamo al dunque: come sarà questo nuovo percorso?Lo stiamo ancora elaborando ma ho già alcuni punti fermi: Ermanno, da qualche anno, non se la sente di tornare sul palco ma ha già dato il suo benestare all’idea. Alberto Bertoli, erede artistico del papà Bertoli, mi è parso entusiasta. E allora ho pensato di coinvolgere nuove figure.Tipo?Ti dico tutta l’idea, così facciamo prima: esistono alcuni inediti (come fu per “Non recidere una rosa” e “Se ti ricorderai di me”) scritti con Pierangelo tra il 1990 e il 1993. Dovevano essere inseriti nel secondo album dei BLEZ, ma non si fece e le canzoni rimasero lì. Mi piacerebbe riprenderne qualcuna. Intendiamoci, non per nostalgia, ma perché – secondo me e secondo chi se le ricorda da allora – sono all’altezza delle precedenti.  L’arrangiamento, mi piacerebbe che fosse vicino a quelli che si facevano in quegli anni: acustici, un po’ da American Dreamers e un po’ nostrani. Insomma, alla Bertoli-Bonaffini anni Novanta. Il nome diventerebbe Blez, come sigla appunto, evocativa del duo originale ma fresco di identità propria. Infine, il compare di merende, devo confessarlo c’è già: Paolo Baldoni. Paolo, del quale ho prodotto dal 2013 a oggi tre album, è un mio compagno di classe col quale iniziammo a cantare negli anni Settanta. Direi che se non fosse stato per lui, non avrei mai conosciuto la possibilità – dato che ero sempre solo, anche a suonare – di scrivere canzoni con qualcuno che non fossi io.  Potrei dire che i Danger (così ci chiamavamo a quindici anni) sono stati – grazie anche alla nostra formazione west-coastiana – il progetto musicale prequel di BLEZ (e forse anche del duo Bertoli-Bonaffini). Mentre, per una sorta di simpatica legge del contrappasso, Blez oggi, sarebbe il sequel. Insomma, un cerchio aperto da ragazzi, grazie alla scoperta dei padri cantautori (come Bertoli, ad esempio), che – passando attraverso la grande storia della musica leggera d’autore italiana – si ritrova sui banchi di scuola per un nuovo esame di maturità!Concludendo: è solo idea o già progetto?E’ già quasi studio di registrazione. L’etichetta c’è. Il repertorio non manca e ci piace. Il nome mantiene la B maiuscola, ma – con grande rispetto e umiltà – si diversifica per le minuscole usate nelle lettere successive (lez…). L’alter ego c’è, perché c’è sempre stato. Ermanno, chi lo sa… mi piacerebbe averlo per qualche special guest, e spero mi dirà di sì. E un po’ di Bertoli ci farà da Tutor nella memoria e soprattutto nelle canzoni scritte insieme rimaste ingiustamente nei faldoni del Novanta.Quando pensate di entrare in studio?Ottobre e novembre. Poi, lì vedremo cosa accadrà.Un titolo?Sì. “INADEGUARSI”.

    Perché?

    Perché è un riflessivo che non esiste. Ma soprattutto un atteggiamento di vita. Non ce l’abbiamo fatta: non ci siamo adeguati, siamo sempre “quelli là” … che, con qualche sogno di troppo, rischiano di modificare la realtà e le regole del sistema.

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Il viaggio nei mille colori di Marta Jane Alesiani

in Gabriella Chiarappa Blog/La Cultura/Pianeta Donna/Ultimi Pubblicati by
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Marta Jane Alesiani New Collection SS/FW 2019

In questa collezione Marta Jane Alesiani attraversa il mondo da un estremo all’altro. Colori che si intrecciano e stili che sinergicamente s’incontrano, passando, dalla spiritualità indiana, ad una dimensione più metropolitana come quella Newyorkese.

Articolo di Gabriella Chiarappa
Articolo di Gabriella Chiarappa

Il significato che la stilista attribuisce a questa collezione è rivolto all’energia positiva: non importa dove ti trovi, in quale città vivi o che professione hai. Ciò che conta è l’effetto terapeutico che ottieni dai colori che indossi, dall’ottimismo che quotidianamente hai, ed il sorriso.  Quel sorriso contagioso che abbiamo il piacere d’incontrare attraverso questa speciale intervista.

G.: Salve Marta, in questa stupenda collezione, si percorre un viaggio metropolitano, qual è il messaggio che lei vuole dare esattamente?

 M.: In questa collezione si nascondono molteplici messaggi, tutti rivolti verso un percorso di rigenerazione ed ottimismo . All’interno delle stampe e delle trame dei tessuti stessi, ho inserito delle frasi , che come amuleti, sprigionano energia positiva. Lo scopo è quello di armonizzare ,con l’uso dei colori e di questi aforismi, la mente , conducendola verso il sorriso e il benessere.  Troppe volte ci dimentichiamo di essere felici , presi dalla routine e dai troppi problemi, nel mio piccolo cerco di sottolineare l’importanza del sorriso.

G.: Da sempre il suo segno distintivo sono i colori, in questo caso qual è stata la sua scelta?

M.:La scelta è stata dettata da un attento uso dei pigmenti , sfruttando la cromoterapia, ho unificato colorazioni che sprigionano benessere sia dal punto di vista mentale che fisico .

G.: Quale è il suo look preferito di questa sfilata?

M.:Non esiste un modello preferito , ogni capo ricopre per me la stessa importanza . Le ore di dedizione per ciascun pezzo lo rendono unico , non migliore rispetto ad un altro , semplicemente unico. Il mio obiettivo è creare significati e non prodotti, per questo ogni pezzo della collezione ha una personalità che lo differenzia da tutto il resto.

G.: Un sorriso può essere contagioso e lei sicuramente è il simbolo della solarità, quanto i suoi abiti trasferiscono tale energia?

M.: Gli abiti trasferiscono l’Energia che gli viene donata nel momento stesso in cui vengono creati! La tecnica da sola non basta , ci vuole la passione.

G.: Quale è il suo  approccio stilistico alla moda?

M.: non esiste un rapporto specifico tra me e la moda , posso definirlo eclettico . È un dare e avere. Ovviamente il termine stesso oggi viene inondato di molteplici significati di costume , necessità e bisogni ; il mio punto di vista si allontana spesso dal “bisogno” , resto fedele a ciò che sento e sono felice di vedere che quello che mi fa sentire viva piace così tanto e crea la stessa sensazione nei clienti che indossano le mie creazioni .

G.: Cosa ha influenzato la sua estetica?

M.: sicuramente il mio Passato e le mie esperienze, unite alle persone che ho incontrato lungo la mia strada e dai viaggi che ho avuto la fortuna di fare. Credo che la mia visione estetica sia una macedonia di tutto questo , ho preso il bello , le emozioni , le esperienze e il lavoro di formazione e ho creato Marta Jane !

G.: Hai degli artisti o delle correnti che la ispirano particolarmente?

M.: certo! Ci sono tanti Artisti che mi hanno influenzato , da Alfons Mucha, Rene’ Gruau, a John William Godward, Holton Rower, Felix Mas. Sono attratta dalla Storia del costume , di molte epoche, ma sono sincera, prediligo quella Egizia Faraonica. Per quanto invece riguarda l’influenza delle correnti artistiche , credo che il triangolo sia decisamente composto dall’ Art Nouveau, dall’ Impressionismo e dal surrealismo.

G.: Milano e Parigi rappresentano entrambe  le terre  promesse di tutti coloro che desiderano fare moda. Quale era il suo sogno quando è arrivata a Milano?

M.: Sono fortunata , perché il mio Sogno è sempre stato lo stesso ! A prescindere dalle Città Italiane e straniere dove ho vissuto , il mio sogno è sempre stato quello di creare e divulgare la mia arte .

G.: In questa sua collezione  attraverso i suoi abiti emerge l’effetto  terapeutico, lo può descrivere?

M.: La terapia in questione è quella del colore . La loro combinazione genera determinati effetti sia visivi che fisici. Ad esempio , il giallo unito all’arancio stimola  la creatività e migliora l’umore, il rosso unito al fuxia  aumenta l’autostima e il coraggio d’azione, il blue unito al viola ha la capacità di calmare e favorire l’attenzione . Nulla è lasciato al caso.

G.: A proposito di cambiamenti nel mondo della moda e di nuove strade, ci racconti la sua. Come mai la decisione di sfilare a Giugno?

M.: Ho deciso di sfilare a Giugno presentando una collezione che racchiudesse entrambe le stagioni , quella estiva e quella invernale. Ho considerato le fasi climatiche e il loro mutare e ho pensato che creare una sola stagione sarebbe stata la giusta decisione . Ad oggi sono felice di averlo fatto .

G.: Il “fatto a mano” resta sempre il suo cavallo di battaglia ?

M.: Sempre! artigianato, sartoria , ricami a mano , questa collezione presenta tutto questo e molto di più. Ho inserito tecniche di Moulage e i procedimenti manuali degli accessori mantengono la stessa filosofia

G.: Qual è oggi il sogno di Marta jane Alesiani ?

M.: Lo sto già vivendo

G.: A presto marta Jane

M.: A prestissimo

Crediti :
Foto by Andrea Capriotti / Gabriele Vinciguerra
MUA Stefania Mòlon
Hairstylist Alessandro Torti
Gioielli Nabel Jewels
Location Enterprise Hotel Milano

Vuoi vedere di più? www.martajanealesiani.com


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Jacopo Moriggi esce con “Vision”, il suo nuovo album.

in Lucilla Corioni Blog by
Jacopo Moriggi 720 x 379

Jacopo Moriggi cover leggera“Vision” è l’ultimo album di Jacopo Moriggi.

E’ un disco che ti porta immediatamente in una colonna sonora di un film.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Jacopo Moriggi è un batterista di Bergamo. Inizia ad interessarsi alla batteria a 13 anni, dopo aver ascoltato un disco che suo padre portò a casa da un viaggio in Columbia, e venne subito colpito del rullante di quell’album. Oggi Jacopo Moriggi è già attivo nel panorama nazionale ed estero.

Numerosi sono oramai i suoi tour europei con band indipendenti: Nel 2015 Tourneè Europea in Francia, Belgio, Scozia, Irlanda e Gran Bretagna. Nel 2015 Tour in Olanda, Berlino, Zurigo e Londra. Gennaio 2016 Tour in Austria. Febbraio 2016 Tour in Svizzera Nel 2017 Tournèe in Irlanda, Svizzera, Belgio, Olanda, Germania e Danimarca.

Svolge insegnamento presso scuole di musica nella provincia di Bergamo ed è docente abilitato Scuderie Capitani.

Da pochi giorni è uscito il suo nuovo lavoro che si chiama “Vision”.

“Vision” rappresenta per Jacopo Moriggi un’immagine musicale abbinata ad una sua forte passione per i film e per le loro colonne sonore.

E’ un progetto ambizioso, un lavoro che dice, “Mi ha messo alla prova, è stato frutto di vari esperimenti in fase di scrittura ed esecuzione”.

La difficoltà principale nella realizzazione che ha trovato l’artista nel realizzarlo, è stata appunto, cercare di esprimere qualcosa, trovare un messaggio musicale concreto da comunicare.

“Questo album mi ha permesso di concretizzare le idee, esprime concetti musicali legati alle sensazioni e valorizza l’importanza  di dare il giusto peso alle cose. 

Il nostro percorso di vita ci offre sia momenti belli all’apice dell’euforia sia momenti brutti, sono riuscito a ultimare il disco creando un mix di queste sensazioni dando vita a “Vision”.

Alla domanda di chi lo ha aiutato a realizzare l’album Jacopo risponde:

“Ho iniziato da solo a scrivere il disco, avevo troppe idee in testa e non riuscivo a realizzarle tutte da solo.

Fortunatamente il progetto è stato valorizzato da Luca Rossi, chitarrista ed arrangiatore, il quale ha rispettato al massimo le mie esigenze sonore e compositive.

Successivamente ho contattato la cantante Daniela Bertazzoli per commissionarle un testo ed una linea vocale la quale ha fatto un lavoro magnifico che ha superato le mie aspettative”.

La label è Videoradio Edizioni Musicali, e dal 7 giugno è su tutti i digital store.

Ufficio stampa a cura di LC Comunicazione tel. 333 7695979

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Luca Bonaffini porta a Brescia IL CAVALIERE DEGLI ASINI VOLANTI

in Lucilla Corioni Blog by
Luca Bonaffini 720 x 379

Luca Bonaffini-ldp-logo-rett copiaLuca Bonaffini con “Il Cavaliere degli asini volanti” in anteprima a Brescia.

Il nuovo album del cantautore italiano Luca Bonaffini scritto con Roberto Padovan sarà presentato alla Festa della Musica.

Un Articolo di Lucilla Corioni
Un Articolo di Lucilla Corioni

Luca Bonaffini arriverà con un’anteprima unplugged SABATO 23 GIUGNO a BRESCIA, in occasione della FESTA DELLA MUSICA sul palco di corso Zanardelli alle ore 21,20. “Forse il singolo, forse un paio di brani, non so ancora…” anticipa Bonaffini che, col progetto di Ulule-crowdfundig, è già al 78% dell’obbiettivo previsto. “Sicuramente farò ascoltare in anteprima qualcosa dei miei asinelli musicali”, conclude.
Il riferimento, surreale e ironico, è al titolo dell’album “IL CAVALIERE DEGLI ASINI VOLANTI”, scritto a quattro mani con Roberto Padovan, previsto in distribuzione nazionale per fine estate/inizio autunno 2018.

 

Luca Bonaffini (nato a Mantova il 28 ottobre 1962) è il fondatore e amministratore unico di Long Digital Playing.

E’ stato, dal 1990 al 2016, Consulente Artistico per comuni, regioni e associazioni culturali, realizzando moltissimi eventi soprattutto nell’ambito musicale. Attualmente è Direttore artistico del Premio Isabella d’Este (giunto all’ottava edizione) e insegnante di Storia della Popular Song presso la Hope Music School.

Dal 1997 al 1999 è stato Direttore Editoriale del mensile l’Informagiovani . Ha ricoperto le cariche di Amministratore Unico di ComunicArti SRL (società fatta con Flavio Oreglio nel 2000) e di Presidente dell’etichetta discografica C7 ART&MUSIC SRLS (2016).

Compositore di musiche e autore di testi per canzoni, Luca Bonaffini si è affermato intorno alla fine degli anni 80 come collaboratore fisso di Pierangelo Bertoli, firmando per lui molti brani in album di successo, tra le quali Chiama piano, all’interno dei quali compare anche come cantante, armonicista e chitarrista.
Altre canzoni sue sono state interpretate anche da Patrizia Bulgari, Flavio Oreglio, Sergio Sgrilli, Fabio Concato, Nek, Claudio Lolli e ha scritto testi teatrali insieme a Dario Gay ed Enrico Ruggeri.
Ha pubblicato, come cantautore, dodici album, tra i quali diversi concept.
Ha vinto il premio Rino Gaetano (1988) Targa critica giornalistica e il Premio Quipo (1999) al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza (miglior progetto multimediale); ha partecipato al Festival del Teatro Canzone – Premio Giorgio Gaber (2005) e due volte al Premio Tenco (edizioni 2008 e 2012).  Nel 2015 Mario Bonanno ha pubblicato un libro dedicato ai suoi trent’anni di carriera, intitolato La protesta e l’amore. Conversazioni con Luca Bonaffini e nel 2017 ha debuttato come scrittore con il romanzo antologico Eterni secondi (entrambi pubblicati per Gilgamesh Edizioni)


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Addominoplastica, quando è utile e a cosa serve

in Gabriella Chiarappa Blog/Pianeta Donna/Ultimi Pubblicati by
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L’Addominoplastica è uno degli interventi più effettuati.

E’ particolarmente richiesta da pazienti che hanno subito una grande perdita di peso o post gravidanza per l’eccesso di pelle accumulato nell’addome.

Articolo di Gabriella Chiarappa
Articolo di Gabriella Chiarappa

Oggi parliamo di addominoplastica e di come imparare a star bene con l’estetica. Attualmente si invecchia sempre meglio, con grande attenzione alla nostra salute, all’alimentazione, al corretto modo di vivere e all’attività fisica. La frequentazione delle palestre o la pratica di sport leggeri, come il golf, fa parte del nostro stile di vita. Curiamo anche il benessere psicofisico, tanto che la medicina estetica è accessibile anche a 80 anni con approcci, nuovi farmaci e tecniche diverse da quelle che si possono adattare ai 50enni. Tecniche chirurgiche complementari alla corretta alimentazione e all’attività fisica, ma considerate anche positive e utili per la salute, non solo estetiche. La medicina estetica e la chirurgia plastica sono in continua evoluzione, come del resto tutta la medicina e la chirurgia, e il loro sviluppo dipendono sia dalle continue scoperte nell’ambito medico-chirurgico e farmaceutico, sia dal trend economico dei paesi.

Come tutti, subiamo gli effetti della moda: prima “andavano di moda” labbra enormi e poco credibili, oggi vengono richiesti effetti armoniosi. Le mode cambiano, ma essendo la ricerca del  benessere uno degli aspetti chiave della nostra società, i pazienti richiedono oggi anche interventi che chiamiamo, impropriamente, “curativi”.

Uno dei punti più dolenti dell’estetica, sia maschile sia femminile, è l’addome che è la zona in cui si accumula un’importante quantità di adipe, mettendo a dura prova il tessuto cutaneo e la relativa elasticità: per ristabilire l’equilibrio tra volume e tessuto cutaneo sarà necessaria l’addominoplatica. L’obiettivo dell’addominoplastica è l’asportazione del tessuto cutaneo e adiposo in eccesso nonché il ripristino della parete muscolare addominale proprio per ristabilire la tonicità alla muscolatura.

L’addominoplastica nei pazienti ex obesi

L’obesità è una condizione clinica che si evolve e si complica nel tempo: una vera e propria patologia del comportamento alimentare che porta con sé un alto grado di cronicità e invalidità e, oltre certi livelli, non si risolve con dieta ed esercizio fisico. Le evidenze ci dicono infatti che le terapie convenzionali come dieta e farmaci hanno una efficacia inferiore al 5%, ma, soprattutto, gli obesi hanno una aspettativa di vita diminuita tra 5 e 20 anni.

Gli obesi d’Italia sono il 10% della popolazione, soggetti che convivono con ipertensione e diabete e che rischiano ogni giorno infarti, ictus e cancro, almeno mezzo milione di casi di cancro nel mondo (il 3,6% di tutti i tumori) sembra che siano causati dal sovrappeso negli adulti, negli obesi le patologie si sommano: soffre di diabete il 26% degli obesi, di asma il 23%, di artrite il 44%, di ipertensione il 51% e di cancro il 52%.

Sono tante le patologie da cui sono affette le persone obese che vengono scatenate dal grasso dell’addome, sulla cui diminuzione la chirurgia svolge un ruolo terapeutico, dunque una soluzione offerta ai grandi obesi.

L’intervento di asportazione di questo grasso innesca un reset metabolico salutare, determinando un riassestamento dei profili dei grassi e una riduzione dei livelli dello stato infiammatorio dell’organismo.

E’ sempre importante precisare che l’addominoplastica non è un intervento per trattare l’obesità, ma un aiuto per i pazienti ex obesi a riacquistare la propria forma fisica ottimale, riacquistando  un addome modellato e tonico, per una profilo armonioso e giovane.
Il risultato dell’intervento di addominoplastica è assolutamente soddisfacente e lascia un’unica cicatrice, sottile e orizzontale, appena sopra il pube, che rimane nascosta  da uno slip di ridotte dimensioni per mostrarsi sulla spiaggia, risultati che rimangono stabili se il paziente riesce a mantenere e controllare il peso stabile adottando un sano stile di vita, alimentazione e attività fisica.


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Habemus Governo: Giuseppe Conte legge la Lista dei Ministri

in Alberto Marolda Blog/Elezioni 2018/La Politica/Ultimi Pubblicati by

Il Premier Conte presenta il suo Governo, 18 ministri, 5 le Donne. Giuramento…

Ci sono voluti 88 Giorni ma, ora, Habemus Governo!!!

Una Nota del Direttore Alberto Marolda
Un servizio di Alberto Marolda

Giuseppe Conte, accettato l’incarico di Presidente del Consiglio, ha presentato al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, la lista dei Ministri del nuovo Governo M5S Lega. Debutta Giovanni Tria all’Economia, con Paolo Savona passato agli Affari Europei, Ministro senza Portafoglio, e, altra novità, Moavero-Milanesi alla Farnesina. Per Fraccaro, Rapporti con il Parlamento ed il nuovo Dicastero, Democrazia diretta, Giulia Bongiorno, la Pubblica amministrazione.

“Lavoreremo intensamente per realizzare gli obiettivi politici anticipati nel contratto, lavoreremo con determinazione per migliorare la qualità di vita di tutti gli italiani”. Questa è l’apertura che gli Italiani ricorderanno, pronunziata dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Quirinale, appena dopo aver letto la lista dei ministri del suo governo.

“C’è grande entusiasmo e determinazione. Lavoreremo per ridare fiducia all’Italia. Questo è un grande paese che ha bisogno di ritrovare fiducia”… Altra frase da ricordare di un Giuseppe Conte raggiante nella SUA giornata speciale, mentre si recava a piedi dal Senato alla sua abitazione… Un Bagno di Folla a piedi a Piazza Navona, e poi in Pizzeria con qualche amico, e famiglia.. un buon viatico? Vedremo…
Il primo CDM c’è già stato… immediato, subito, un buon segnale…

La Lista completa del Nuovo Governo:

Vicepresidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo economico, Lavoro e politiche sociali: Luigi Di Maio. Vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno: Matteo Salvini. Sottosegretario alla presidenza del Consiglio: Giancarlo Giorgetti. Economia: Giovanni Tria (Lega). Esteri: Moavero Milanesi. Giustizia: Alfonso Bonafede (M5S). Politiche comunitarie: Paolo Savona. Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta: Riccardo Fraccaro (M5S). Pubblica amministrazione: Giulia Bongiorno (Lega). Affari regionali: Erika Stefani (Lega). Sud: Barbara Lezzi (M5S). Famiglia e disabili: Lorenzo Fontana (Lega). Difesa: Elisabetta Trenta (M5S). Politiche agricole: Gian Marco Centinaio (Lega). Infrastrutture: Danilo Toninelli (M5S). Istruzione: Marco Bussetti (Lega). Beni culturali: Alberto Bonisoli (M5S). Salute: Giulia Grillo (M5S). All’ambiente Sergio Costa.

Mattarella è soddisfatto e lo ha detto a chiare lettere prima del Concerto e dell’abituale “Saluto ai Prefetti”… la Giostra è tornata in movimento… anzi, in Movimento… vedremo…

Stay Tuned…


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Domenica? Vado ad Amalfi – Concerto al buio per piano e violino

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Amalfi… Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Cosa vuoi fare questo fine settimana? Ma nemmeno a dirlo, vado ad Amalfi!!!

Domenica 3 giugno, alle ore 20:00, si svolgerà di nuovo ad Amalfi il Concerto al buio per piano e violino ad opera del maestro violinista di fama internazionale Edo Notarloberti, componente del gruppo Ashram, e della pianista Martina Mollo.

L’evento continua ad essere riprogrammato per la grande richiesta avendo già registrato a Napoli il tutto esaurito per ben 16 edizioni, nella prestigiosa location della Galleria Borbonica, e a Roma da 2 edizioni nella prestigiosa location della Basilica di San Crisogono.
concerto al buioDurante la serata scopriremo sensazioni nuove e sperimenteremo condizioni di ascolto del tutto particolari. Fin dall’inizio una morbida luce accoglierà i partecipanti, poi le luci caleranno fino a raggiungere il buio più totale. Sarà allora che il pianoforte e il violino inizieranno a diventare i protagonisti di un’esperienza veramente suggestiva ed emozionante. La capacità comunicativa della musica, unita al viaggio sensoriale nel buio assoluto, fanno di questo concerto un evento unico. Ascoltare la musica in questo modo porta a stravolgere l’uso comune dei sensi e la perdita dei nostri abituali punti di riferimento. Il Concerto si svolgerà all’interno di una cornice del tutto particolare: l’Arsenale di Amalfi.

Amalfi faceva parte delle antiche repubbliche marinare ed era dotata di una marina mercantile e da guerra molto ben equipaggiata. Le navi mercantili, le “teridi”, il “buctio” e la “cocca”, erano di basso cabotaggio e venivano costruite sugli arenili chiamati “scaria”, termine bizantino. La flotta da guerra amalfitana era invece costituita da imbarcazioni veloci composte da due alberi e due vele: le “sagene”. Si ritiene che Amalfi disponesse di ben 120 navi da guerra. Nell’estate dell’849 una flotta costituita dalle navi delle repubbliche di Amalfi, Gaeta, Napoli e Sorrento riunite nella Lega Campana, sotto la guida del console Cesario di Napoli, sbaragliò una flotta di navi saracene che si apprestava a sbarcare presso Ostia evitando così l’invasione e la devastazione di Roma.
L’antico Arsenale, monumento alla potenza marinara di Amalfi, è giunto a noi sorprendentemente integro nelle sue linee altomedievali e rappresenta un unicum nel suo genere. La sua imponente ed elegante architettura modellata in pietra e malta presenta due navate parallele coperte da una doppia serie di volte a crociera separate e sorrette da dieci poderosi pilastri.

Non perdete quest’esperienza perché è davvero molto bella! Sono disponibili solo 100 biglietti!
Le prenotazioni possono essere effettuate SOLO tramite la piattaforma Local Emotions CLICCA QUI!!!

Ingresso Concerto: Antico Arsenale, P.zza Flavio Gioia, Amalfi.

Orario: ingresso consentito a partire dalle ore 19,40.

E noi di IoGiornalista? Ci saremo, perché fare una domanda così banale? 😉 Restate sintonizzati…


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