Il Futuro? Solidale…

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novembre 2017

Il domani tra di noi è un film da… salvare?

in Il Cinema/Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by
Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

È un film debole, sorretto soltanto dalla presenza di due attori navigati?

Anche se la Winslet dovrebbe aver chiuso i conti con la navigazione… oppure no?

Il domani tra di noi è un film d’azione, drammatico e sentimentale.
Parla di un uomo e una donna (c’è anche un cane a dirla tutta) che devono sopravvivere su una montagna innevata, in pieno inverno, e senza cibo. Entrambi hanno urgenza di rientrare a Denver: Alex (Kate Winslet), una giornalista che ha appena concluso un reportage deve arrivare in tempo per sposarsi, Ben (Idris Elba) è un neurochirurgo di origini inglesi che per il giorno successivo ha un intervento programmato. I due decidono di dividere la spesa per il noleggio di un piccolo aeroplano privato e ingaggiano Walter (Beau Bridges) il pilota che li accompagnerà. L’uomo, che ha portato con sé anche il suo labrador, viene colto da un ictus e l’aereo precipita sulle montagne.

Mountain (1)

Il domani tra di noi: troppo politically correct per La Repubblica, troppo melenso per La Stampa… quanto siamo d’accordo?

Sulla prima questione potremmo cavalcare l’onda del dibattito sulle cosiddette “quote etniche” che a quanto pare obbligherebbero le produzioni hollywoodiane a tenere conto della multietnicità della popolazione statunitense e includere nei casting attori afroamericani e latinoamericani.

Davvero vogliamo credere che Idris Elba sia stato scelto per il colore della sua pelle? Stiamo parlando di un affascinante e bravissimo attore, conosciuto sul grande schermo per aver interpretato Heimdall nei film della Marvel, premiato nel 2016 con il premio Screen Actors Guild Awards  come miglior attore non protagonista per Beasts of no name. Aggiungiamo poi che prima della scelta definitiva erano stati proposti come possibili interpreti Michael Fassbender e Charlie Hunnam. Non possiamo di certo non sottolineare, però, che il regista del film è il palestinese Hany Abu-Assad famoso per Paradise Now film incentrato sulla questione israelo-palestinese che nel 2006 ha ottenuto una candidatura al premio Oscar come miglior film straniero.

Sull’altra questione, sollevata da La Stampa, riguardo l’eccessiva “melassa” de Il domani tra di noi ci permettiamo nuovamente di dissentire: è chiaro fin da subito che il tema principale della pellicola è l’universale e umano istinto di sopravvivenza.

Ben e Alex subiscono una regressione e le loro necessità primarie regrediscono a loro volta: hanno la necessità di non morire di freddo, di non morire di fame, di non morire precipitando da una rupe o sbranati da un animale selvatico e hanno come unico sostegno l’una la presenza dell’altro e viceversa… quello che accade tra i due, durante la permanenza sui monti e anche dopo il loro ritorno alla vita reale è quanto di più verosimile possa offrirci una storia come questa.

Diciamola tutta: questa pellicola non potrebbe essere definita come un’eccellente opera cinematografica, i protagonisti durante tutto il film affrontano diverse e prevedibilissime prove di sopravvivenza che spezzano la visione trasformandola in una mera sequenza di accadimenti.

Neppure le panoramiche sulle valli innevate riescono ad addolcire i passaggi tra una scena e l’altra e il film non poteva che portarsi a casa dei risultati decisamente scarsi, sia per quanto riguarda la critica che per l’incasso.

La composizione delle musiche è stata affidata a Ramin Djawadi, lo stesso autore dell’apprezzatissima colonna sonora di Games of Thrones.

Se già nel passaggio tra il romanzo (The mountain between us di Charles Martin) e il film si era apportata una modifica sui nomi dei due protagonisti, che originariamente si chiamavano Ashley Knox e Ben Payne, l’adattamento italiano ha stravolto anche il titolo.

Quello originale del film è lo stesso dell’opera letteraria: The mountain between us (in francese La montagne entre nous, in spagnolo La montaña entre nosotros, in portoghese Depois da quela montanha).

In italiano il romanzo diventa Le parole tra di noi mentre il film Il domani tra di noi.

Non ce ne vorrà Kate Winslet che ha già sentito storpiare il titolo di un altro film del quale è stata protagonista The eternal sunshine of the spotless mind che in Italia è diventato un misero Se mi lasci ti cancello.

L’attrice inglese (che ne Il domani tra di noi nasconde il proprio accento e anzi sottolinea come invece sia riconoscibile quello del coprotagonista) è all’apice della sua carriera, durante la quale ha collezionato numerosi successi tra cui sette nomination agli Oscar aggiudicandosi nel 2009 il riconoscimento come miglior attrice protagonista per The Reader, ha poi vinto quattro Golden globe, tre BAFTA, tre Screen Actors Guild Awards un Emmy Awards e un Premio César alla carriera.

Kate è contraria alle forzature da parte delle produzioni cinematografiche sulla questione della perdita di peso. Ora non vogliamo dire che siano condivisibili scelte estreme come quelle di Christian Bale o Matthew McConaughey che oscillano da un fisico atletico a uno grasso, passando dalla magrezza estrema, ma è certo che dopo qualche settimana di stenti ci saremmo aspettati di vedere una Alex più esile e un Ben meno aitante.

In conclusione: di sentimentale c’è poco, il necessario potremmo dire; di azione drammatica ce n’è moltissima, ma non sempre ben sviluppata purtroppo.

E visto che nel film si parla dell’accento inglese di Ben, vi lascio questa canzone

Dove abbiamo visto questo Film? Ma a Roma, al Cinema Madison perbacco!!!marchio-cinema-madison

Viva i Cinema

indipendenti !!!


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“Le Voci Celate”: tavola rotonda sul fenomeno della violenza di genere

in Comunicati Stampa by
Programma completo Le Voci Celate

Ancora Violenza sulle Donne… Un incontro organizzato da NomoΣ Movimento Forense in collaborazione con la II° Municipalità del Comune di Napoli

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Napoli. Quali gli strumenti più idonei per contrastare il fenomeno della violenza di genere? Quali i linguaggi da adottare per comunicare a riguardo e nella maniera più adeguata alle nuove generazioni e quali le strategie comunicative che possano avere impatto sul modo di concepire il ruolo della donna nella società contemporanea? Questi, i temi che saranno affrontati in “Le Voci celate, Incontro – dibattito sul fenomeno della violenza di genere” che si svolgerà il giorno 30 novembre 2017, alle ore 9,30 nell’Aula Magna del Liceo A. Genovesi di Napoli, aperto alle scuole e alla cittadinanza.
L’incontro è organizzato da NomoΣ Movimento Forense in collaborazione con la II° Municipalità del Comune di Napoli. Porteranno i saluti Maria Filippone, Dirigente Scolastico del Liceo A. Genovesi, Francesco Chirico, Presidente della II Municipalità di Napoli, Genoveffa Rosaria Tramontano, Dirigente scolastico del VI I.C. Fava – Gioia e Argia di Donato, Presidente di NomoΣ Movimento Forense.
L’evento è articolato in due sessioni, “Le Voci Celate: linguaggi alternativi per contenere il fenomeno della violenza”, con gli interventi di Giuliana Covella, scrittrice e giornalista de Il Mattino, di Milena Miranda, avvocato, di Alessia Schisano, avvocato, e di Rosetta Cappelluccio, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa. Modera Emanuela Monaco, avvocato, segretario di NomoΣ Movimento Forense.
Un incontro a più voci: avvocati, giornalisti, insegnanti, psicologi ed istituzioni cittadine, per individuare le cause della violenza di genere. “La violenza nei confronti della donna – spiega l’avvocato Argia di Donato, Presidente di NomoΣ Movimento Forense – può essere contrastata solo con una presa di coscienza reale. La cultura e l’educazione possono aiutare i ragazzi ad avere una “diversa” concezione del ruolo della donna all’interno della società contemporanea. Occorrono, pertanto, nuovi linguaggi per comunicare alle nuove generazioni”.
A questo scopo l’incontro è arricchito da performances e proiezioni artistiche: scene dal docufilm “MALAMORE” di Onofrio Brancaccio, proiezione delle fotografie della campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere #ognidonnahainseunadea, performance poetico/letteraria sul tema della violenza, dell’abuso, dell’abbandono a cura di Elena Varriale, poetessa e docente, proiezione del video “Scarpette Rosse”, proiezione del video “Rispettami!” ad opera degli alunni del IV – V pluriclasse scuola primaria – III B Scuola secondaria di I grado – Plesso Flavio Gioia – 6° I.C. Fava – Gioia (Napoli), nonché “Reading e Movimento”, a cura degli studenti del Liceo A. Genovesi con l’introduzione di Annamaria Bianco, professoressa del Liceo A.Genovesi.
La seconda sessione “Facciamo rete: associazioni a confronto”, ha per protagoniste le associazioni impegnate sul territorio. Il dibattito, condotto da Giovanna Farina, Presidente della Consulta delle Associazioni e delle Organizzazioni di Volontariato della Municipalità 2, è finalizzato alla costituzione di un tavolo permanente verso la “Costruzione della Tabula della non Violenza sulle Donne”. Intervengono le Associazioni: NomoΣ Movimento Forense (Presidente 
Avv. Argia di Donato), Psicologi in contatto (Presidente Dott. Salvatore Rotondi), Legambiente Parco Letterario del Vesuvio (Presidente Dott.ssa Paola Silvi), Associazione Donne Architetto (Presidente Arch. Emma Buondonno, Arch Giovanna Farina, Arch. Rossella Russo), Percorsi napoletani (Presidente Arch. Graziella Carotenuto), Maipiùviolenzainfinita (Presidente, Dott.ssa Virginia Ciaravolo), Aied Napoli (Dott.ssa. Mariaconcetta Mingiano), Onofrio Brancaccio, Regista del docufilm “Malamore”.

Ufficio Stampa
Argia di Donato
www.argiadidonato.it
argia_d@hotmail.com
mobile 0039 329.8023240


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Violenza sulle donne Come eri vestita? Una mostra in Kansas

in Anna Lamonaca Blog/Ultimi Pubblicati by
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Violenza. Realizzata dal Centro prevenzione e formazione sessuale di una scuola del Kansas contro lo stupro alle donne…

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Viviamo in una società violenta, una realtà che ha poco rispetto per le donne e la giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata l’occasione per analizzare ancora questo problema che ogni anno provoca tante vittime. In Italia ogni due giorni e mezzo una donna muore uccisa per mano di un uomo che avrebbe dovuto amarla: fidanzato, marito, amante, amico, fratello, padre. Sempre in Italia si contano quasi 11 stupri al giorno,  4mila ogni anno e oltre un milione di donne colpite nel corso della vita. Sono 3 milioni e 466 mila, secondo l’Istat, le donne che nell’arco della propria vita hanno subito stalking, ovvero atti persecutori da parte di qualcuno, il 16% tra i 16 e i 70 anni. Di queste, 2 milioni e 151 mila sono vittime di comportamenti persecutori dell’ex partner. Ma il 78% delle donne che ha subito stalking, quasi 8 su 10, non si è rivolta ad alcuna istituzione e non ha cercato aiuto. Il nostro mondo è violento, aggressivo fisicamente, psicologicamente, emotivamente. E’ una quotidianità in cui ciò che conta è il potere, la donna nell’immaginario distorto del violento è una “proprietà”, può essere comandata, usata, abusata, picchiata e nei casi più estremi uccisa. E queste violenze continuano anche nel mondo del lavoro, soprattutto in ambito professionale. Se solo pensiamo al caso Weinstein le molestie erano sotto gli occhi di tutti, ma perché nessuno ha parlato? Alcuni rispondono una questione di giochi di potere. Ci lamentiamo perché le vittime non denunciano, ci accusiamo di omertà, ma quando poi queste donne lo fanno dopo anni di soprusi allora le additiamo. Le processiamo.

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Processi mediatici, processi psicologici. Viviamo nell’epoca in cui l’esibizione del corpo è dominante, in cui l’esteriorità la fa da padrona. Se non sei “figa” meriti di restare in un angolo, ma essere attraenti, non significa però che poi il violento di turno debba approfittarne. Le molestie e le violenze sono dovunque, tra le pareti domestiche, sul luogo di lavoro, fino ad arrivare al mondo dello spettacolo. Ma alla fine non si fa nulla per evitare che certe cose accadano, le donne vengono usate, massacrate, violentate e spesso uccise anche dopo le denunce. L’opinione comune e il preconcetto sono poi quello che più uccide della violenza stessa. Si tende a credere che la colpa sia della donna che ha “provocato”. La prima domanda che si fa alla vittima di uno stupro è: “Come eri vestita?”.- Perché accade? Perché nel mondo perbenista in cui viviamo si tende sempre a colpevolizzare la donna e nell’immaginario comune e collettivo la donna violata è sempre quella che un po’ se lo è andata a cercare. Ebbene mi ha fatto riflettere una mostra allestita di recente dagli studenti dell’Università del Kansas, nel Midwest degli Stati Uniti. 18 vestiti sono stati esposti, per sfatare le convenzioni, per distruggere il pregiudizio ed accanto ad ognuno un pannello con una storia (vera) di poche righe raccontata da una donna che ha subito abusi sessuali e che indossava un vestito proprio simile a quello quand’è successo.

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Sono abiti normali, per niente succinti, scollati, pantaloni, maglioni, vestiti, magliette, tute da jogging, abiti di uso comune, per niente provocanti. Storie shoccanti che dicono molto, dicono che il vestito non conta nulla, che non importa cosa indossi, lo stupratore violento, per quanto tu sia coperta dalla testa ai piedi, non guarda a quello. “What Were You Wearing?” è un tale pugno allo stomaco che sta facendo il giro del mondo. Le immagini di quegli abiti “da stupro” stanno colpendo la coscienza di tanti che grazie alle condivisioni sui social hanno iniziato a riflettere.

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Cominciamo a farci delle domande, cominciamo a chiederci anche noi il perché c’è qualcosa di marcio in questa società, in questo mondo che non sa amare più. Io sono senza parole, non credo ai cambiamenti radicali, quelli non accadono mai, l’arroganza, la violenza è un qualcosa che bisognerebbe correggere da dentro, non credo nei mutamenti che vengono dell’esterno, ma credo fermamente nelle evoluzioni dell’anima quelle che avvengono tra le pareti delle case, nelle scuole, bisognerebbe imparare, educarsi all’amore che non è possesso malato, ma è rispetto, verso l’altro, soprattutto verso le donne. Il nostro paese non deve solo dare pene più severe, ma anche educare fin dall’infanzia nelle scuole, in famiglia ad un sentimento che è quello dell“empatia” ad un certo modo di sentire l’altro che vuol dire comprenderlo, rispettarlo, immedesimandosi col suo patire che non vuol dire possedere.


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Grande festa a palazzo San Teodoro (NA) per la presentazione del calendario 2018 della fondazione Affinita

in Comunicati Stampa by
Fondazione Affinita

I 13 artisti premiati con una borsa di studio di 500 euro. Il ricavato della vendita sarà destinato alla Casa dei Cristallini del Rione Sanità.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Napoli, 27 novembre 2017 – Grande festa a Palazzo San Teodoro a Napoli dove ieri è stato presentato il Calendario 2018 della Fondazione Angelo Affinita. La Fondazione, che si occupa di infanzia negata e di giovani in condizioni di necessità, ha lanciato per il secondo anno consecutivo il concorso “12 Artisti per il calendario della Fondazione Angelo Affinita Onlus”, aperto ai giovani dai 14 ai 30 anni, il cui tema era la gioia.
I 13 giovani artisti che hanno realizzato i quadri che rappresentano i 12 mesi e la copertina sono stati premiati con una borsa di studio da 500 euro ciascuna, mentre la somma raccolta dalla vendita dei calendari andrà alla Casa dei Cristallini del Rione Sanità. Questi i giovani premiati: Sara Martinelli, Rosa Vinciguerra, Angelica Moggio, Noemi Frezza, Maria Grazia Biasco, Serena Giamè, Giovanna Ferrara, Carmen Tedeschi, Simona Tedeschi, Martina Borghetto, Vincenza Topo, Iole di Costanzo, Michele Balletta.
“I 500 Euro che questi ragazzi hanno ricevuto questa mattina – spiega Giovanni Affinita, Consigliere della Fondazione – rappresentano per noi un modo di incentivare questi giovani all’inizio del loro cammino per incoraggiarli ad assecondare le loro aspirazioni artistiche e i loro desideri senza arrendersi mai. Non a caso il tema scelto quest’anno è la gioia: perché coincide con le convinzioni più profonde della Fondazione Affinita: donare per noi è gioia”.
I quadri sono stati esposti durante tutto l’evento all’interno di una mostra temporanea cui ha fatto seguito un aperitivo che ha visto una grande partecipazione di pubblico.

Ufficio Stampa
Simonetta de Chiara Ruffo
simonettadechiara@gmail.com
cell: 334-3195127

NOTE SULLA FONDAZIONE ANGELO AFFINITA ONLUS

“È l’uomo che fa la differenza”. Su questo principio si radica la Fondazione Angelo Affinita Onlus, la Fondazione che aiuta giovani e bambini in difficoltà tramite il lavoro e la formazione. La Fondazione nasce nel 2010 dalla volontà della famiglia Affinita di raccogliere l’eredità umana, spirituale di Angelo e continuare la sua opera, per diffondere nella società contemporanea i principi etici e le virtù che hanno ispirato la sua vita. Se è l’uomo che fa la differenza, è sull’uomo che bisogna puntare. Non donare pesci, ma insegnare a pescare, perché ogni uomo possa camminare con le proprie gambe. La Fondazione Angelo Affinita si fonda su questa nuova cultura del donare, che mette al centro la persona e tutti gli strumenti necessari per puntare all’autonomia personale e sociale.
Le aree d’intervento principali sono il sostegno all’infanzia, la formazione, l’educazione professionale e lo sviluppo della società civile. Questo impegno è radicato sia in Italia che all’estero. I progetti sono realizzati in collaborazione con Enti, Istituti specializzati e persone di alto profilo professionale.
In Brasile la Fondazione Angelo Affinita sostiene da tempo Casa do Menor, ONG brasiliana fondata da Padre Renato Chiera che in questi anni ha salvato 15.000 ragazzi, togliendoli dalla strada e dalla droga In Romania un altro progetto sostenuto dalla Fondazione è il Seminario Minore di Oneşti, dove tanti ragazzi privi di mezzi economici potranno accedere ai corsi di studio. In Camerun l’aiuto va all’emergenza delle zone rurali, dove per i giovani è stato creato un programma di formazione professionale, culturale e morale al servizio diretto dei loro concittadini più poveri.
In Italia l’attenzione va al territorio e ai più giovani. Da diversi anni la Fondazione Angelo Affinita finanzia il progetto MammutBus del Centro Territoriale Mammut di Scampia, che riporta i bambini nelle piazze delle città per riscoprire il territorio, la gioia di giocare assieme e sviluppare allo stesso tempo opportunità di formazione e lavoro. Inoltre finanzia il progetto di formazione professionale CreAttiva all’interno dell’Istituto penale minorile di Airola (BN), per dare un futuro concreto ai giovani anche fuori dal carcere. Anche la Casa dei Cristallini nel Rione Sanità di Napoli è tra i progetti sostenuti dalla Fondazione. A Frosinone sostiene Cittadella Cielo di Nuovi Orizzonti, l’associazione di Chiara Amirante.
Numerose sono anche le borse di studio finanziate dalla Fondazione a favore di studenti meritevoli: in particolare, per i Master dell’Istituto per ricerche e attività educative (I.P.E.) di Napoli.
Per saperne di più, per diventare Soci e per effettuare la propria donazione:
Fondazione Angelo Affinita
Fondazione Angelo Affinita – Canale YouTube.
Ogni donazione raccolta va interamente a sostegno dei progetti
Contatti: Fondazione Angelo Affinita Onlus
Via Appia Est, 1 – 82011 Arpaia

Tel. 0823 95 90 21
info@fondazioneangeloaffinita.org
www.fondazioneangeloaffinita.org


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Come eri vestita?- Una mostra per imparare a rispettare le donne

in Il Sociale by
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Realizzata dal Centro prevenzione e formazione sessuale di una scuola del Kansas contro lo stupro

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Viviamo in una società violenta, una realtà che ha poco rispetto per le donne e la giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata l’occasione per analizzare ancora questo problema che ogni anno provoca tante vittime. In Italia ogni due giorni e mezzo una donna muore uccisa per mano di un uomo che avrebbe dovuto amarla: fidanzato, marito, amante, amico, fratello, padre. Sempre in Italia si contano quasi 11 stupri al giorno,  4mila ogni anno e oltre un milione di donne colpite nel corso della vita. Sono 3 milioni e 466 mila, secondo l’Istat, le donne che nell’arco della propria vita hanno subito stalking, ovvero atti persecutori da parte di qualcuno, il 16% tra i 16 e i 70 anni. Di queste, 2 milioni e 151 mila sono vittime di comportamenti persecutori dell’ex partner. Ma il 78% delle donne che ha subito stalking, quasi 8 su 10, non si è rivolta ad alcuna istituzione e non ha cercato aiuto. Il nostro mondo è violento, aggressivo fisicamente, psicologicamente, emotivamente. E’ una quotidianità in cui ciò che conta è il potere, la donna nell’immaginario distorto del violento è una “proprietà”, può essere comandata, usata, abusata, picchiata e nei casi più estremi uccisa. E queste violenze continuano anche nel mondo del lavoro, soprattutto in ambito professionale. Se solo pensiamo al caso Weinstein le molestie erano sotto gli occhi di tutti, ma perché nessuno ha parlato? Alcuni rispondono una questione di giochi di potere. Ci lamentiamo perché le vittime non denunciano, ci accusiamo di omertà, ma quando poi queste donne lo fanno dopo anni di soprusi allora le additiamo. Le processiamo.

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Ebbene sono abiti normali, per niente succinti, scollati, pantaloni, maglioni, vestiti, magliette, tute da jogging, abiti di uso comune, per niente provocanti. Storie shoccanti che dicono molto, dicono che il vestito non conta nulla, che non importa cosa indossi, lo stupratore violento, per quanto tu sia coperta dalla testa ai piedi, non guarda a quello. “What Were You Wearing?” è un tale pugno allo stomaco che sta facendo il giro del mondo. Le immagini di quegli abiti “da stupro” stanno colpendo la coscienza di tanti che grazie alle condivisioni sui social hanno iniziato a riflettere.

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Ebbene cominciamo a farci delle domande, cominciamo a chiederci anche noi il perché c’è qualcosa di marcio in questa società, in questo mondo che non sa amare più. Io sono senza parole, non credo ai cambiamenti radicali, quelli non accadono mai, l’arroganza, la violenza è un qualcosa che bisognerebbe correggere da dentro, non credo nei mutamenti che vengono dell’esterno, ma credo fermamente nelle evoluzioni dell’anima quelle che avvengono tra le pareti delle case, nelle scuole, bisognerebbe imparare, educarsi all’amore che non è possesso malato, ma è rispetto, verso l’altro, soprattutto verso le donne. Il nostro paese non deve solo dare pene più severe, ma anche educare fin dall’infanzia nelle scuole, in famiglia ad un sentimento che è quello dell“empatia” ad un certo modo di sentire l’altro che vuol dire comprenderlo, rispettarlo, immedesimandosi col suo patire che non vuol dire possedere.


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Roma, Camorra e Gomorra: “La Paranza dei Bambini” al Teatro Eliseo

in Eventi/La Cultura/Ultimi Pubblicati by

La Paranza dei Bambini è a Teatro a Roma

Da mercoledì 29 novembre a domenica 17 dicembre 2017

La Paranza dei Bambini… Pesci talmente piccoli da poter essere cucinati solo fritti, proprio come quei giovanissimi legati alla camorra che Roberto Saviano racconta nel suo ultimo acclamato Best Seller

Una Pièce teatrale di Roberto Saviano e Mario Gelardi – Un progetto Nuovo Teatro Sanità

Il Nuovo Teatro Sanità e Mario Gelardi non sono solo resistenza e non sono semplicemente teatro. Loro sono il nucleo intorno al quale alla Sanità, a Napoli, si costruisce un presente reale, che si può toccare vedere e ascoltare. Un futuro che si può immaginare. Loro sono voci che sovrastano urla, sono mani tese. Con loro, con Mario, lavoro per portare in scena “La paranza dei bambini”. Solo loro possono trasformare in corpi, volti e voci le mie parole.

Roberto Saviano

La Paranza dei Bambini è con Vincenzo Antonucci – Luigi Bignone Carlo Caracciolo – Antimo Casertano – Riccardo Ciccarelli – Mariano Coletti – Giampiero de Concilio – Simone Fiorillo – Carlo Geltrude – Enrico Maria Pacini

Scene Armando Alovisi Costumi 0770 di Irene De Caprio Luci Paco Summonte Musiche Tommy Grieco

Collaborazione alla regia Carlo Caracciolo Regia Mario Gelardi 

Produzione Mismaonda in collaborazione con Marche Teatro

Dieci ragazzini in scooter sfrecciano contromano alla conquista di Napoli. Quindicenni dai soprannomi innocui – Maraja, Pesce Moscio, Dentino, Lollipop, Drone – scarpe firmate, famiglie quasi normali e grandi ali “d’appartenenza” tatuate sulla schiena. Adolescenti che non hanno domani e nemmeno ci credono. Non temono il carcere né la morte, perché sanno che l’unica possibilità è giocarsi tutto, subito. Sparano, spacciano, spendono. Sanno che “i soldi li ha chi se li prende”. E allora, via, sui motorini, per andare a prenderseli, i soldi, ma soprattutto il potere.

Sono La Paranza dei Bambini.

Dopo la felice esperienza dello spettacolo Gomorra, Roberto Saviano e Mario Gelardi si uniscono di nuovo in questo progetto teatrale per raccontare la controversa ascesa di una tribù adolescente verso il potere, pronta a piombare nel buio della tragedia scespiriana (lo studioso Jan Kott non diceva forse che è il macello uno dei temi nodali dell’opera di Shakespeare?) e nel nero infinito dei fumetti di Frank Miller. Abbiamo scelto la graphic novel di Miller perché, rispetto al precedente ‘Gomorra’, volevamo aggiungere qualcosa anche per immagini – spiega il regista Mario Gelardi, lo stesso che conduce con coraggio e sangue freddo quel Nuovo Teatro Sanità, gioiello in una terra di violenza, punto d’aggregazione anche per chi il teatro non lo fa, ma guarda, ascolta e magari si salva la vita.

Nel gergo camorristico “paranza” significa gruppo criminale, ma il termine ha origini marinaresche e indica le piccole imbarcazioni per la pesca che, in coppia, tirano le reti nei fondali bassi, dove si pescano soprattutto pesci piccoli per la frittura di paranza. L’espressione “paranza dei bambini” indica la batteria di fuoco, ma restituisce anche con una certa fedeltà l’immagine di pesci talmente piccoli da poter essere cucinati solo fritti, piscitielli proprio come quei giovanissimi legati alla camorra che Roberto Saviano racconta nel suo ultimo best seller.

E quel romanzo diventa ora uno spettacolo teatrale che racconta una verità cruda, violenta, senza scampo. Non a caso lo spettacolo nasce nel Nuovo Teatro Sanità, un luogo ‘miracoloso’ nel cuore di Napoli, dove si tenta di costruire un presente reale e immaginare un futuro possibile.

‘L’infanzia è una malattia, un malanno da cui si guarisce crescendo’, diceva William Golding, l’autore di Il signore delle mosche. E come nel romanzo di Saviano così anche nello spettacolo i protagonisti creano una loro comunità che impone regole feroci per perdere l’innocenza e diventare grandi.

Io per diventare bambino ci ho messo dieci anni, per spararti in faccia ci metto un secondo.

PICCOLO ELISEO

Orario spettacoli:

Da martedì a sabato ore 20.00

domenica ore 17.00

Biglietteria tel. 06.83510216

Giorni e orari: lun. 13 – 19, da martedì a sab 10.00 – 19.00, dom 10 – 16

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La foresta delle illusioni: il libro d’esordio di Alessandra Marconato

in Anna Lamonaca Blog/La Cultura/Ultimi Pubblicati by
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Il libro è stato presentato al BUK di Modena

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

“Venne il tempo in cui Taras dovette iniziare ad addestrarsi per diventare Conduttore del Regno…”
Inizia così la novella allegorica, scritta da Alessandra Marconato e dedicata agli adulti perché di crescere e di lavorare su se stessi non si finisce mai. “La Foresta delle Illusioni” rappresenta il suo esordio letterario con il quale sta coinvolgendo un pubblico sempre più ampio. Presentata ufficialmente al BUK di Modena, la fiaba motivazionale di Alessandra ha conquistato in pochissimo tempo un numero crescente di lettori, semplicemente grazie al passaparola ed al lavoro diretto dell’autrice che si racconta in un’interessante intervista.
Alessandra, il tuo libro d’esordio s’intitola “La foresta delle illusioni”: parlaci della genesi di questa fiaba … “A due mesi dall’uscita del libro ho incontrato una persona che mi ha detto di averlo letto e di aver pensato a quanto tempo avessi impiegato per la sua “progettazione” e stesura. Legare una metafora all’altra e creare un filo conduttore nella storia non doveva essere stata una cosa “semplice”. Avrei potuto dire di sì, ma questa non è la verità. Un pomeriggio ho iniziato a scrivere e la prima stesura è stata d’impeto. Le parole hanno iniziato a scorrere nella mia testa e chiedevano, semplicemente, di essere messe nero su bianco.”
La tua è una novella allegorica dal sapore medievale con richiami alla filosofia zen dedicata agli adulti. Perché hai scelto proprio questo genere per narrare la tua storia? “Le persone hanno ancora bisogno di storie e di favole … e dalle storie e dalle favole si può imparare molto.”
La tua fiaba motivazionale sta conquistando in pochissimo tempo i lettori, a tuo avviso perché nel mondo attuale così disilluso e moderno c’è ancora bisogno delle fiabe? “Questo mondo è apparentemente disilluso e così è, generalmente, descritto. Incontro persone che hanno il desiderio di fermarsi a pensare, riflettere e, a volte, sognare ancora un po’ cercando qualcosa da leggere che soddisfi questa loro esigenza. Credo che questo sia il motivo per cui “La foresta delle illusioni” piace ai lettori.”
È un suggestivo percorso di crescita personale alla ricerca di un’identità e di un ruolo sociale attraverso la foresta delle illusioni. Cos’è la foresta delle illusioni? “Potrei dire che è il mondo del proprio io, del modello di sé, delle sfide e vicissitudini che dobbiamo affrontare, è un mondo in cui è necessario addentrarsi per conoscere meglio se stessi.”
Il libro è costituito da scrittura e disegni ideati da te, come ti sei appassionata alla scrittura e all’arte? “Questo non me lo ricordo … Ricordo che ho sempre disegnato e sempre scritto. In particolare, da bambina disegnavo ovunque su fogli, scatoloni, pezzi di legno, sassi, sul gesso di mio papà, il platano che è stato tagliato per poter fare la recinzione di casa, le pareti di casa, un paio di volte. Scrivere è un’altra cosa che mi è sempre piaciuta, diciamo fino alla terza liceo perché da lì in poi inizia “un’altra storia”.
Il personaggio principale del libro è un cavaliere che vive un’avventura magica, chi è questo protagonista? “Ognuno di noi. C’è chi mi ha chiesto “E se sono una cavaliera?” “Vale uguale”, ho risposto io, anche perché il termine femminile di cavaliere è … e anche questa è “un’altra storia”-
Cosa gli accadrà durante il cammino? “Si incontreranno persone, si vedranno cose, si vivranno esperienze, si faranno scelte, si soffrirà un po’ e poi si starà, forse, meglio.”
Perché i lettori devono comprare il tuo libro? “Perché ai lettori piace, chi lo legge trova serenità, qualcuno maggiore coraggio, qualcun altro un’ora di svago, è difficile per me consigliare il mio libro! Posso, quindi, dire che chi ha letto l’opera l’ha gradita … Ripeto spesso che ha ragione il lettore, non chi scrive o pubblica. È il lettore che fa vivere un libro, oppure no.”
Sei un coach, ti occupi di formazione, sei laureata in Filosofia, hai collaborato alla stesura di antologie ed articoli sul coaching, creato un brand di formazione, ami la filosofia, l’arte e la scrittura; parlaci di te: chi è Alessandra Marconato? “Non amo molto parlare di me. Sono uscita dalla mia “tana” per il mio libro, posso dire che sono una persona riservata, non amo il conformismo e i sentieri prestabiliti. Diciamo che, per quanto possibile, cerco di far lavorare la mia testa.”
Perchè scrivi, Alessandra? “Perché mi piace e mi fa sentire bene, nulla di più.”
Cosa c’è nel tuo futuro? “Sto pianificando alcuni nuovi progetti, non riesco a stare con le mani in mano. C’è, sicuramente, “La foresta delle illusioni” che per me è molto più di un libro…”


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Destra, dimmi qualcosa di Destra, intervista a Domenico Nania

in Alberto Marolda Blog/Elezioni 2018/La Politica/Ultimi Pubblicati by

Destra… Berlusconi, Salvini, Meloni, vinceranno loro le prossime elezioni, si? …forse, ma…

Destra… L’ex Senatore, Domenico Nania, ci fornisce la sua versione del prossimo futuro elettorale che potrebbe avere la compagine che, ci piaccia o no, guida ancora Berlusconi…

Un Servizio di Alberto Marolda
Un Servizio di Alberto Marolda

…Su queste colonne abbiamo già parlato di Sinistra, ora, com’è giusto per una seria informazione, parliamo di Destra, quella che ha vinto in Sicilia, e quella che può tornare a vincere sul Nazionale… e quindi poi… Cambierà davvero qualcosa? Il Governo del Paese, da Renzi e Gentiloni a…

Destra, la destra, è questa o è un’altra cosa? Si, forse no, ma in questa era post ideologica, post Politica, ha ancora senso parlare di lato politico di uno schieramento? Non sarebbe meglio, e forse più appropriato alla realtà cangiante che ci circonda, parlare di Gruppi di Interesse Tutelati? Dove dorme più l’Ideologia? Ma allora perché ci sventolano davanti al Naso la, per loro torbida, Casa Pound? Uno Specchietto per le Allodole?

Perché il Problema vero è, cosa è la Destra in Italia dopo la vittoria di Musumeci in Sicilia? Salvini permettendo, chiaramente…

Ah, tornando a Casa Pound, come noterete, Nania non ne parla minimamente, nemmeno quando parla di “Destra-Destra”, secondo voi, perché? Aspettiamo commenti al riguardo… 

Questa parte audio, è un estratto dedicato interamente alla Destra, l’intera intervista a Domenico Nania, la pubblicheremo domani in un altro File.


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Roma, Beppe Grillo con la sua “Insomnia”

in Alessandro De Stefanis Blog/Eventi/Movimento Cinque Stelle/Ultimi Pubblicati by

Insomnia al Flaiano a Roma… Beppe Grillo non dorme quasi mai… ed allora?

A Roma, al Teatro Flaiano potrete condividere l’Insomnia che tormenta Beppone Grillo da più di 40 anni…

Un servizio-di-Alessandro-De Stefanis
Un servizio di Alessandro De Stefanis

…uno stare sveglio, quello di Beppe Grillo, inquietante, tremendo, con gli occhi sbarrati, tormentati… uno spazio notturno, un “nulla” pieno di ombre, una massa informe che lo porta a farsi domande scomode, a interrogarsi sull’ovvio e a trovare risposte azzardate, a diventare il personaggio che tutti conosciamo… Un’Insonnia raccontata in un work in progress creativo. Serate evento speciali, per pochi intimi, in cui Beppe ed alcuni amici condividono la loro visione del mondo che è, e che verrà…. forse…

Ah, ed il M5S? Beh… è uno degli incubi di Beppe!! 😉

Ultimissimi posti disponibili per il pacchetto Melatonina!
Il Melatonina Package include:
Un posto riservato nelle prime 2 file o sul palco
Aperitivo con l’artista dalle 19:30 alle 20:00 con foto e autografi
Vasetto di pesto commemorativo di casa Grillo autografato
Confezione di melatonina autografata
Saluto finale dopo lo show, con abbraccio caloroso (e un po’ sudato) dell’artista

Dove? Al Teatro Flaiano Via Santo Stefano del Cacco, 00186 ROMA

Le date: 23 e 24 novembre Roma, Teatro Flaiano

Ma Beppe non dorme da tanto, tanto tempo… attenti agli incubi… che so, Renzi? Brrrrr

Vuoi acquistare i Biglietti? Vai qui!


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Tavecchio, capita a volte che si vergognino, si è Dimesso!!! Finalmente…

in Alberto Marolda Blog/Calcio Sport/Ultimi Pubblicati by

Capita, a volte capita, Tavecchio si è dimesso… finalmente!!

Ma, direte voi, lo ha fatto perché si vergognava come un cane, con tutto il rispetto alla classe, o, invece, perché i “cattivi” lo hanno costretto?

Un Servizio di Alberto Marolda
Un Servizio di Alberto Marolda

Sì, perché ad ascoltare la conferenza stampa appena terminata, il signor Tavecchio non si è dimesso perché si è vergognato per la mancata promozione della Nazionale ai Mondiali di Russia, no, e lo ha anche urlato ad alta voce nel video che vi metteremo in un altro servizio, mister Tavecchio, si è dimesso perché le gravi pressioni politiche che lo hanno circondato negli ultimi tre giorni, Malagò, Lotti e company, lo hanno obbligato all’autolicenziamento dalla Federazione… avete capito bene? Sono gli altri ad essere cattivi, lui è un angioletto, un perfetto ed efficiente angioletto… perché la FGCI, ha un Bilancio da far invidia a Società quotate in Borsa… peccato che far perdere 120 Milioni di Euro al Sistema non sia inseribile in nessun bilancio visto che non sono perdite certificate… sisi, iniziamo ad ascoltare Francesco Marolda cosa ci dice oggi a commento, perché il dente è ancora avvelenato…
Su una cosa, però, Mister Tavecchio ha ragione, non è solo il Calcio che va rinnovato nel Paese… ma questa è, purtroppo, anche un’altra cosa…


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Tavecchio, capita a volte che si vergognino, si è Dimesso!!! Finalmente…

in Uncategorized by

Capita, a volte capita, Tavecchio si è dimesso… finalmente!!

Ma, direte voi, lo ha fatto perché si vergognava come un cane, con tutto il rispetto alla classe, o, invece, perché i “cattivi” lo hanno costretto?

Un Servizio di Alberto Marolda
Un Servizio di Alberto Marolda

Sì, perché ad ascoltare la conferenza stampa appena terminata, il signor Tavecchio non si è dimesso perché si è vergognato per la mancata promozione della Nazionale ai Mondiali di Russia, no, e lo ha anche urlato ad alta voce nel video che vi metteremo in un altro servizio, mister Tavecchio, si è dimesso perché le gravi pressioni politiche che lo hanno circondato negli ultimi tre giorni, Malagò, Lotti e company, lo hanno obbligato all’autolicenziamento dalla Federazione… avete capito bene? Sono gli altri ad essere cattivi, lui è un angioletto, un perfetto ed efficiente angioletto… perché la FGCI, ha un Bilancio da far invidia a Società quotate in Borsa… peccato che far perdere 120 Milioni di Euro al Sistema non sia inseribile in nessun bilancio visto che non sono perdite certificate… sisi, iniziamo ad ascoltare Francesco Marolda cosa ci dice oggi a commento, perché il dente è ancora avvelenato…
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Il Genio di Napoli, prendersi la Laurea in Matematica… Geni da Strada…

in Alberto Marolda Blog/Il Sociale/Ultimi Pubblicati by

Il Genio di Napoli, mica di solo Gomorra si vive qui…

…come passare a Spaccanapoli, facendosi una passeggiata di relax mentre fai foto ed interviste sugli splendidi artigiani del Presepe napoletano, e…

…prendersi, così, di colpo, la Laurea in Matematica…

Un Servizio di Alberto Marolda
Un Servizio di Alberto Marolda

Su un servizio leggero del genere non c’è molto da scrivere se non i soliti sproloqui sul Genio Napoletano, e sul come sono intelligenti, e come sanno vivere i Napoletani… ma che bravi che sono… riescono sempre a cavarsela… mica come i “Milanesi” o i “Romani”… ennò, non va bene, cosi non va bene, non va bene perché sembra sempre vuota retorica, perché, alla fine, i problemi a Napoli esistono veramente, non solo nella saga di Saviano, e quindi, nella serata in cui inizia il nuovo Tormentone della maledetta Gomorra, al quale dedicheremo servizi a parte, vogliamo mantenerci leggeri, e farvi invece incuriosire con un fenomeno che, nella più classica Napoli di via dei Tribunali, il vecchio Decumano Maggiore, estasia i tanti turisti senza trucchi o malevoli inganni…

Miraaacolo, no, non è San Gennaro, è uno dei tanti “Genio da Strada” che a Napoli, nei vicoletti, sono assai diffusi… peccato non utilizzarli meglio… si, questo, senza retorica, possiamo davvero dirlo… a Bergamo, questo, siamo sicuri che non accade in strada, provate a sfidarlo voi, come hanno fatto i Turisti Tedeschi del nostro video, perché, in fondo, la Laurea bisogna meritarsela… mica pizzette e fichi qui, eh?

maurizia-morielloUn bel grazie a Maurizia Moriello che ci ha aiutato come cameraman, in maniera assolutamente estemporanea col suo telefonino, dimostrando anche lei, il genio e la capacità di improvvisazione di cui sopra…


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Svezia Italia, Farabutti, dimissioni Tavecchio Ventura: Francesco Marolda commenta

in Alberto Marolda Blog/Calcio Sport/Il Sociale/Ultimi Pubblicati by

Tavecchio, Ventura, attenti a quei due furbi Farabutti

Un Servizio di Alberto Marolda
Un Servizio di Alberto Marolda

Definisce la Wikipedia:

Farabutto è un appellativo che sta a significare un individuo di poco conto, spregevole e fannullone, cialtrone, mascalzone, letteralmente “ladro di frodo”, persona sleale e senza scrupoli e nel singolare canaglia, mascalzone, filibustiere.

È un’espressione forte; dire a qualcuno “farabutto” equivale a dire, senza falsi giri di parole: truffatore, imbroglione.

Ora, a chiamare il Sign. Tavecchio ed il Sign. Ventura, Farabutti, non siamo noi ma il Pubblico sovrano, noi, poveri cronisti, registriamo solo quello che troviamo nei TAG #tavecchiovattene #tavecchiobuffone 

#tavecchiodimettiti #dimissionitavecchio che si stanno diffondendo in maniera purulenta negli ultimi giorni. Per gli Italiani, Tavecchio e Ventura sembrano essere Farabutti, e per voi? Aspettiamo messaggi numerosi per formarci un’opinione collettiva… Tutto questo perché Tavecchio, lo sapete già alla noia, non si dimette… Ora, che il Calcio Italiano, con l’eliminazione di Svezia Italia, lui ed il Sistema Paese, abbiano perso circa 120 milioni di Euro, sono altri dati che sappiamo tutti… quello che non sapevo io, invece, era che, se Ventura si fosse dimesso immediatamente, al termine della confusionaria ed incriminata partita, come sarebbe stato eminentemente giusto, avrebbe perso i Soldi, Stipendio e Sponsorizzazioni varie, da ieri, sino al termine del Giugno 2018, quando finalmente, invece ora, terminerà questa incresciosa vicenda con la sua definitiva defenestrazione. Male… Voi lo sapevate che ora ci costerà ancora circa 900 Mila Euro? Ma che squallidume…

Non solo, ma la Federazione, ora, dovrà assumere un altro allenatore, pagando Soldi su Stipendi che per sei mesi risulteranno paralleli? E nessuno parla? Male… Voi lo sapevate?

Chi vi scrive sa parlare di Politica, di Sindacato, anche, e molto bene, di Musica, ma non di Calcio, per cui, però, visto che quello che sta accadendo ci indigna come a parecchi di voi, abbiamo deciso di interpellare Francesco Marolda, collega ex Caporedattore Sportivo del Quotidiano “Il Mattino”, uno che vive, ed ha vissuto di Calcio, per tutta sua la vita professionale, uno che può chiarirci le idee su questo Papocchio Tavecchio… ci eravamo abituati, negli ultimi tempi, al “Papocchio Rosatellum”, ma mai, da ignoranti del Pallone, ci saremmo aspettati di trovarlo anche nel Calcio… Bene, anzi Male, inventiamoci anche questo nuovo neologismo “Papocchio Tavecchio”, tanto pare ci mancavano altri problemi nel paese… e non scordiamoci

i TAG #tavecchiovattene #tavecchiobuffone 

#tavecchiodimettiti #dimissionitavecchio devono diventare Tormentoni entro Lunedi!!!

Leggete la parte dello Statuto della Figc che parla dell’elezione del Presidente cliccando qui:

FIGC NOMINA PRESIDENTE e poi risentiamoci per il Consiglio Federale della settimana prossima, ne ascolteremo sicuramente delle belle, perché, chi potrà mai sfiduciare Tavecchio a questo punto? E se poi tirasse fuori dal cappello la Foglia di Fico, il Boss Ancelotti, chi lo toglie davvero più?

…mmm… diceva Giulio Andreotti, “A parlare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina“…


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Lercio!! Allegri produttori di Fake News e l’Informazione “Seria”

in Alberto Marolda Blog/Il Sociale/Ultimi Pubblicati by

Lercio!! …e quindi? Fare informazione, è davvero una cosa Seria? L’intervista…

Venite con noi in profondità nella Zozzimma… sono davvero solo Fake News?

Un Servizio di Alberto Marolda
Un Servizio di Alberto Marolda

Lercio!!! Voi ci tirate Craniate e ci schifate? Ci chiamate tutti venduti ed incapaci? E noi allora? Lercio!!! Ascoltiamo Andrea Pappalardo, uno dei più attivi in un collettivo satirico che non guarda davvero in faccia a nessuno!! Perché anche questa, sotto sotto, fra le righe microscopiche, può essere un tipo di informazione… o no? Lercio sta girando l’Italia per presentare il proprio Libro, pieno delle più belle battute dell’anno, e noi, potevamo mai mancare all’appuntamento con un Gruppo di Mattacchioni che spaccia senza sosta “Fake News” da crepapelle? Un incontro con Personcine così per bene che, spesso, hanno creato degli abbagli pazzeschi ai grandi Player dell’Informazione, cosiddetta “Seria”?

Ah, piccola nota tecnica, scusateci per il vento nel microfono, ma siamo sempre on the Road, come dice la gente? Siamo Prostitute da strada!!! Ah, in finis, abbiamo fatto questo servizio per giocare? Mica tanto!!!

lercio-tavecchio Quindi, come dicono a Napoli? Come avrebbe detto la mitica Sofia Loren? “Accattavello o Libbro”, tanto, alle brutte non vi piacesse, potrete sempre utilizzarlo come sostegno per il piede di un tavolino zoppo, non vi pare? Non si getta via nulla, cari signori, nemmeno le Fake News, con buona pace di Mamma Combattente Boldrini…

#nonsolopolitica 

La Proprietà dei filmati originali mixati con la nostra intervista, è ovviamente di Lercio e di Dmax…. Ed ora, tanto per gradire, gustatevi qualche Battuta… fra l’altro, la battuta su Tavecchio l’abbiamo appena presa…. dice che non si licenzia…. #tavecchiolicenziati #dimissionitavecchio … ridiamo amaro con Lercio, aspettando il Consiglio Federale della settimana prossima…

Pessimista vede una luce in fondo al Tunnel, ma va a spegnerla…

Modena: cena tra amici, degenera in un nuovo partito della Sinistra…

Aggiunge Walter Veltroni agli amici su Facebook ed il contatore delle amicizie non aumenta…

Salvini agli Uccelli Migratori: facciano il Nido a casa Loro!!

lercio-libro


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Grande successo per il Fashion Talent Show di Tivoli Terme

in Comunicati Stampa by
Fashion-Talent-Show

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, il Comunicato Stampa del Fashion Talent Show

Un grande successo per la prima Edizione del “Fashion Talent Show”

Il Festival, tenutosi sabato 4 novembre a Tivoli Terme, inaugurando il “Primo Premio cittadino di Go Kart”, ha entusiasmato gli animi dei presenti nonostante il tempo , un evento organizzato da Gt Corse di Marco Profeta. Un inizio sognante con una performance di apertura in onore di Franco Califano con il celebre Sandro Presta e la Telanonima Band, un organizzazione attenta ad iniziare dai conduttori , che vedono in prima linea un impeccabile e brillante Gabriella Chiarappa reduce dal nuovo programma di Fashion Tv e il gentleman di Maria De Filippi l’elegante Giorgio Manetti e la super Testimonial Cristina Caruso giornalista di Rai Sport e Dribbling, una grande platea ad accogliere l’appuntamento che nonostante il freddo si è entusiasmata apprezzando i vari talenti nelle varie discipline. In primis il fantastico stilista internazionale Mario Orfei che ha incantato con la sua collezione regalandoci un piccola anteprima di presentazione della fashion week di Dubai, a seguire le due premiate per l’eccellenza accessori : Pica Bags della giovane straordinaria Piera Catena che con le sue creazioni ispirate alle armature Maya ha creato il giusto “life style” con gli abiti in sinergia perfetta con le borse, per poi trovare l’affermata designer, pittrice e scultrice Katia Tasselli che ha incantato il pubblico con la Capsule collection di “borse d’autore”. Un susseguirsi di emozioni che si sono alternate con le grandi voci , iniziando dal giovanissimo Sergio Salvini finalista del Talent Euro Festival che ha emozionato gli spettatori presenti con l’esecuzione di due brani, per poi passare alla celebre artista che ha duettato anche con Mario Biondi Italia Vogna, che in questa occasione ha cantato magistralmente “Luna Rossa” a seguire il poliedrico Angelo Martini presentatore, autore, cantante che ha coinvolto il pubblico con la sua nuova versione di “ Survivor” successo intramontabile di Mike Francis degli anni 80 proposto con una coreografia di 5 ballerine, versione presentata ultimamente su Rete 4, infine la splendida Martina Tavella Testimonial di uno dei più prestigiosi e longevi concorsi nella storia “Miss Teeager Original”al quale hanno partecipato miss diventate poi famose come: Claudia Gerini, Laura Chiatti, Milly Carlucci, Bianca Guaccero, Barbara De Rossi. Tanti ospiti a seguire tra cui Marilanda Majello Ambasciatrice maltese per l’Italia e ambasciatrice per la violenza sulla donne, pedofilia e sicurezza stradale, Patrizia Rocchi giornalista, Carlo Alberto Terranova maison Sarli new Land, Daniela Cecchini giornalista ,Mino Sferra attore, , Stefano Stefanelli regista, Angela Achili presentatrice.
Fashion-Talent-Show-Chiarappa-webHanno collaborato come sponsor tecnici alla realizzazione dell’evento: Ramona Pone Gt corse, l’agenzia models Fashion Diamonds di Simonetta Ciriaci, l’attrice coreografa Stefania Beninato, Claudio Belisario, le ballerine Giada venturini, stylist raffaella Tirelli Arianna de angelis, marika D’Angelo, Valentina Martella e Sandra Gomez di avanti un altro.
Sponsor ufficiali: Satur, Guidosimple x, Fisap, De Vincentis, Bricofer, Castaldi & Sadi.
Si ringraziano inoltre le istituzioni che hanno patrocinato e sostenuto l’evento il sindaco di Tivoli Giuseppe Proietti, la Croce Rossa, la Protezione civile Valle dell’Aniene, Polizia Municipale, Polizia di Stato.

Fotografie fornite dall’Ufficio Stampa


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A Steady Rain – Pioggia dentro, inonda gli spazi dell’Eliseo Off

in Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by
a steady rain
Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

A Steady Rain – Pioggia dentro

dal 17 Novembre al Teatro Eliseo, lo spettacolo diretto ed interpretato da Davide Paganini e Matteo Taranto.

A Steady Rain è l’opera in un unico atto scritta per Broadway, pur non essendo un musical, da Keith Huff (tra gli autori di House of Cards ) e interpretata da Daniel Craig (Il James Bond ancora in carica) e Hugh Jackman (Wolverine degli X-Men).
Lo spettacolo ha inspirato la produzione della serie televisiva statunitense True Detective.
La versione Italiana A Steady Rain – Pioggia dentro è interpretata da Davide Paganini e Matteo Taranto.
Paganini, attore di cinema, teatro e televisione, lo abbiamo visto sul grande schermo in Romanzo di una strage diretto da Marco Tullio Giordana, nelle fiction Nero Wolfe e Fuoco amico e in teatro come protagonista di Coast of Utopia diretto dallo stesso Giordana.
Taranto, assiduo interprete di Fiction televisive come Il bello delle donne, Distretto di Polizia, Il Commissario Montalbano e molte altre, ha partecipato a moltissime produzioni teatrali sia come interprete che come regista. Ha instaurato un sodalizio artistico con Alessandro Gassman da cui è stato diretto al cinema in Razzabastarda  (2013) ed a teatro in La parola ai giurati e Roman e il suo cucciolo, lo ricordiamo anche per la sua partecipazione a Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek.

Un Trailer della versione americana

A Steady Rain ha avuto un grandissimo successo sia di critica che di pubblico nella sua messinscena statunitense. L’accoglienza è stata favorevole grazie alla trama noir e al tipo di rappresentazione che sfrutta la tecnica dello storytelling cioè il reacconto della vicenda da parte dei due protagonisti.
Joey e Denny sono due agenti di polizia che non sono solo colleghi ma sono legati da una lunga e profonda amicizia di vecchia data. I due commettono un errore legato ad un caso di omicidi seriali che stanno seguendo, per questo motivo finiscono di fronte alla Commissione per gli Affari Interni dove vengono interrogati sull’accaduto.
I due raccontano versioni in contrasto tra di loro, e nel dipanarsi delle discordanti narrazioni emergeranno i conflitti di questi due uomini e il loro rapporto con la verità.
La terza protagonista è la pioggia stessa, così come i due attori ce la presentano: “Un personaggio aggiunto, potremmo dire, catartico, una pioggia purificatrice necessaria per lavare via lo sporco delle vite dei protagonisti e permettere loro di affrontare un nuovo inizio.”
Gli spettacoli sono in seconda serata e sfruttano gli spazi dell’Eliseo Off, i luoghi “altri” del teatro, quei luoghi che non sono adibiti alla messinscena tradizionale, come il foyer e le gallerie.
Di seguito tutte le informazioni necessarie per tenere d’occhio le date:

 

Teatro Eliseo Eliseo Off – Foyer II balconata
Dal 17 novembre all’11 dicembre 2017
Spettacoli dal venerdì al lunedì
Novembre 17-18-19-20 e 24-25-26-27
Dicembre 1-2-3-4 e 8-9-10-11
Orario ingresso spettacolo venerdì e sabato 22.30 – domenica e lunedì 20.00

 

Biglietteria tel. 06.83510216
Giorni e orari:
lunedì ore 13 – 19, da martedì a sabato ore 10.00 – 19.00, domenica ore 10 – 17
Via Nazionale 183 – 00184 Roma
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e
www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234

Prezzi € 7


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Grande successo a Napoli per il primo workshop sulla Medicina Narrativa

in Comunicati Stampa by
COMUNICATI_STAMPA

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Il workshop intendeva fornire a operatori sanitari e pazienti gli strumenti per migliorare la comunicazione tra clinici, pazienti e caregivers, con particolare attenzione a Medicina Narrativa e Medical Humanities

 Napoli, 11 novembre 2017 – Grande interesse e partecipazione ha registrato il workshop dal titolo L’Ematologia, l’Oncologia e la Medicina del Dolore tra umanizzazione delle cure e Precision Medicine, svoltosi ieri nella sede della Croce Rossa Italiana a Napoli. La giornata è stata organizzata da Beniamino Casale, Responsabile IPAS Terapie Molecolari e Immunologiche in Oncologia – A.O. dei Colli e da Carlo Negri, Socio e Amministratore della società di consulenza marketing Napolilab, con il supporto di Nfc e Napolilab; inoltre è stata accreditata dal provider ecm Eubea, che opera da 15 anni nella formazione professionale dei medici – soprattutto in ambito onco-ematologico – e di tutti gli altri operatori sanitari. Scopo del workshop era fornire a operatori sanitari e pazienti le linee guida per arginare la mancanza di “dialogo” tra l’ammalato e chi deve curarlo, migliorando la comunicazione tra tutte le figure coinvolte nel processo di cura. Tutto ciò rimettendo al centro il paziente, che con i suoi racconti può fornire un importante aiuto agli “attori” del sistema salute.

Beniamino Casale
carlonegri
Carlo Negri
diananegri
Diana Negri

La giornata si è aperta con i saluti di Paolo Monorchio, Presidente Croce Rossa Italiana comitato Napoli e provincia; tra i relatori Marcello Gentile, Primario Urologia Casa di Cura Santa Rita di Avellino; Alfonso Papa, direttore U.O.S.D. Terapia antalgica A.O. Dei Colli; Giacomo Cartenì, Direttore U.O.C. Oncologia Medica A.O.R.N. A. Cardarelli; Giorgio Iaconetta, Direttore Cattedra e Clinica Neurochirurgica A.O.U. San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona. La sessione del mattino è stata a carattere scientifico, mentre nel pomeriggio il focus è stato tutto sulla comunicazione, con particolare attenzione a Medicina Narrativa e Medical Humanities. La prima è una metodologia d’intervento clinico-assistenziale basata su una specifica competenza comunicativa. La narrazione permette infatti di integrare i diversi punti di vista agendo in modo complementare con le direttive dell’Evidence-Based Medicine (EBM). Le Medical Humanities, con il loro approccio multidisciplinare, forniscono alla medicina e ai soggetti coinvolti gli strumenti per comprendere le malattie e la salute in un contesto sociale e culturale più esteso.

Paolo Monorchio
Paolo Monorchio

Medicina Narrativa

“Siamo molto soddisfatti – afferma Beniamino Casale e speriamo di aver dato un forte incentivo alla corrente di pensiero favorevole all’ “umanizzazione” delle terapie e al dialogo tra operatori sanitari, pazienti e caregivers. Purtroppo a causa della cattiva comunicazione i pazienti a volte abbandonano le terapie, con conseguenti danni non solo per la loro salute, ma anche in termini di costi dovuti a ricoveri d’urgenza che potrebbero essere evitati. In casi estremi si arriva anche alla denuncia”.  Gli fa eco Carlo Negri:Abbiamo già numerose richieste di “replica”, il che ci fa capire quanto sia grande il “vuoto formativo” che evidentemente va colmato con  urgenza. Il nostro obiettivo è sanare questi gravi gap di comunicazione che si creano tra chi cerca sostegno, cure ed empatia, e chi può offrire tutto questo alimentando un rapporto di fiducia che può solo innescare circoli virtuosi nel percorso terapeutico”

Ufficio Stampa
Simonetta de Chiara Ruffo – 3343195127 – simonettadechiara@gmail.com

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Prevenire per vivere: fondazione Pro e Arpac Insieme contro il tumore della prostata

in Comunicati Stampa by
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Napoli, 10 novembre 2017-  Al via la terza edizione del progetto “prevenire per vivere”, nato dalla collaborazione tra la Fondazione PRO (Prevenzione e Ricerca in Oncologia), presieduta dal Prof. Vincenzo Mirone e l’Arpac, l’Agenzia Regionale Protezione Ambientale Campania. Il progetto si pone come obiettivo quello di raggiungere gli uomini inseriti nell’organico di Napoli, Caserta, Salerno, Benevento ed Avellino, attraverso una campagna di informazione e di prevenzione urologica. L’Unità Mobile PRO, con a bordo i suoi specialisti, a partire dal 13 novembre e per tutto il mese farà tappa presso le sedi ARPAC per visitare i dipendenti durante l’orario lavorativo. Con questa iniziativa la Fondazione Pro cerca di andare sempre più incontro alle esigenze dei cittadini e dei lavoratori che a volte usano gli orari di lavoro come pretesto per “rimandare” un appuntamento importante con la prevenzione.

La Fondazione Pro è quindi a disposizione di tutte le Aziende, Enti e Istituzioni che raccolgono grandi collettività maschili, e che volessero fare richiesta di una tappa del camper nella propria sede. Basta andare sul sito www.fondazionepro.it o info@fondazionepro.it.

Ufficio stampa
Simonetta de Chiara Ruffo
Comunicazione – Eventi – Marketing
Cell +39 334.3195127
Email: simonettadechiara@gmail.com
 

fondazione Pro
NOTE SULLA FONDAZIONE PER LA PREVENZIONE E RICERCA IN ONCOLOGIA (PRO) E SULLA UNITA’ UROLOGICA MOBILE

La Fondazione per la Prevenzione e Ricerca in Oncologia (PRO) è nata nel Gennaio 2011 da un’idea del Professor Vincenzo Mirone, Ordinario di Urologia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e Presidente di PRO, e dell’Avvocato Antonio Mancino. La scelta nasce dalla consapevolezza che gli uomini dedicano poca attenzione alla propria salute e che esiste, ancora oggi, una scarsa cultura della prevenzione; per cui si registra una maggiore incidenza ed aggressività delle malattie tumorali. Anche per questo motivo la Fondazione ha attivato nel maggio 2013 una Unità Urologica Mobile, che tocca le principali piazze delle città visitando gratis il pubblico maschile per sensibilizzarlo al controllo. Oltre alle piazze, il Camper opera anche presso Enti, Aziende e Istituzioni che facessero domanda per programmare delle tappe presso le loro sedi. Info e contatti: info@fondazionepro.it o www.fondazionepro.it

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Tumore allo stomaco, una sfida da vincere insieme

in Comunicati Stampa by
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Diagnosi precoce, alterazioni genetiche, trattamenti clinici avanzati, team multidisciplinare esperto, centri di eccellenza ed alimentazione sono alcuni dei temi affrontati oggi al 2° Congresso nazionale di carcinoma gastrico

Roma, 13 novembre 2017. Il tumore allo stomaco, conosciuto anche come Tumore di Napoleone, figura all’ottavo posto tra gli uomini e al sesto tra le donne, con 13mila nuovi casi attesi nel 2017 in Italia e con una mortalità, ai 5 anni, del 31,8%. In occasione del mese di sensibilizzazione del tumore gastrico, l’Associazione pazienti “Vivere senza stomaco si può” ha organizzato il 2° Convegno “Tumore allo stomaco, una sfida da vincere insieme” al quale hanno partecipato partecipano clinici, studiosi, rappresentanti delle istituzioni tra cui Ministero della Salute e Regione Lazio e, naturalmente, pazienti e familiari per testimoniare la propria esperienza.

“Il tumore allo stomaco, quando operabile, non offre moltissime possibilità di sopravvivenza. – afferma Claudia Santangelo, Presidente dell’Associazione Pazienti – risulta quindi estremamente importante poter contare su una diagnosi precoce, sulla possibilità di essere presi in carico in Centri di eccellenza da un team multidisciplinare ed esperto e sull’ accesso alle migliori cure disponibili in modo uguale in tutta Italia. Inoltre è fondamentale una corretta alimentazione, sia in termini di prevenzione che di qualità di vita per i pazienti durante e dopo i trattamenti. Da non dimenticare infine l’importanza dell’indagine genetica per quelle famiglie colpite da più tumori gastrici (a partire da due) o che abbiano un componente con meno di 40 anni.”

Richieste non utopiche quelle dei pazienti, come dimostra il caso di Forlì, che detiene il primato della diagnosi precoce del tumore dello stomaco in Occidente. Dal 2000 al 2003 i tumori diagnosticati in fase iniziale andavano dall’8 al 18% di tutti i tumori operati. Già nel 2013 tale percentuale era salita al 36%. “Tutto ciò – dichiara Luca Saragoni, Dirigente Medico U.O. Anatomia Patologica Ospedale G.B.Morgagni – L.Pierantoni – è stato reso possibile grazie al coinvolgimento dei medici di medicina generale, i quali, adeguatamente formati e sensibilizzati, anche in presenza di una sintomatologia blanda e, apparentemente aspecifica, indirizzano i pazienti alla endoscopia digestiva. Inoltre, l’esistenza in ospedale di un team multidisciplinare dedicato ed esperto garantisce ai pazienti un corretto inquadramento diagnostico-terapeutico, anche ai fini di trattamenti endoscopici mini-invasivi ad intento curativo.”

“La maggior parte dei cancri gastrici sono sporadici, – riferisce Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM – ma si stima che l’1-3% siano forme ereditarie, legate a varie alterazioni genetiche. Più recentemente è stata definita una rara forma di cancro gastrico diffuso ereditario, legata a mutazioni germinali del gene CDH1 che aumentano il rischio di sviluppare il carcinoma gastrico diffuso e nelle donne, il carcinoma lobulare della mammella. È possibile ricercare le mutazioni germinali del gene CDH1 attraverso un test genetico su sangue o su tessuto tumorale che viene effettuato dopo un’adeguata consulenza genetica. Identificare le mutazioni è fondamentale, perché permette di mettere in atto misure preventive volte a diminuire il rischio di insorgenza neoplastica: gli individui sani con mutazioni patogenetiche del gene CDH1 sono infatti candidati ad una gastrectomia totale profilattica. Si stima che nei portatori di mutazione CDH1, infatti, il rischio cumulativo di cancro gastrico diffuso, prima degli 80 anni d’età, sia del 70% per gli uomini e del 56% per le donne. Si stima inoltre che, nelle donne con mutazione CDH1, il rischio cumulativo di carcinoma lobulare della mammella prima degli 80 anni sia pari al 42%. È necessaria pertanto la condivisione di una gestione condivisa dei portatori di mutazioni germinali del gene CDH1 per identificare un’altra piccola fetta di tumori “prevenibili” con screening genetico.” Aggiunge Franco Roviello, Presidente GIRCG “A tutt’oggi la firma ereditaria rappresenta una percentuale minima (<1 %) dei pazienti affetti da questa neoplasia, pur trattandosi di un punto molto importante per comprendere i meccanismi che stanno alla base della malattia. La possibilità di ereditare una predisposizione al cancro dello stomaco rimane ancora una questione di nicchia… pochissimo diffusa tra i clinici.”

“Vivere senza stomaco si può” è un’associazione senza scopo di lucro, con sede a Ferrara, unica sul territorio nazionale, nata nel 2013. Si rivolge a chi ha subito una gastrectomia totale o parziale per cancro, ai parenti, familiari e amici delle persone colpite da tumore allo stomaco e cerca di dare risposta agli innumerevoli problemi che vengono quotidianamente evidenziati dal FORUM in essa contenuto, cuore pulsante dell’Associazione.
È federata Favo (federazione dei volontari oncologici) a livello nazionale membro a livello europeo di Ecpc (european cancer patient coalition).
L’intento dell’Associazione è di sensibilizzazione, informazione, divulgazione, prevenzione e sostegno pratico, umano e psicologico sulla patologia del tumore allo stomaco, spesso poco conosciuta dalla maggior parte delle persone. Desideriamo inoltre contribuire a sostenere la ricerca relativa a questo tipo di cancro.

CONTATTI:
Claudia Santangelo
Vivere senza stomaco si può
Phone: 3888812566 – 3393179830
Email: info@viveresenzastomaco.org
www.viveresenzastomaco.org
Facebook: cancro allo stomaco. Vivere senza stomaco si può
Oncoline “Questione di stomaci” Blog

TUMORE DELLO STOMACO
FONTE I NUMERI DEL CANCRO IN ITALIA 2017 AIOM-AIRTUM
Incidenza
Quasi 13.000 nuovi casi di carcinoma gastrico sono attesi nel 2017, attualmente all’ottavo tra gli uomini e al sesto per le donne. Questo ordine di frequenza è per la quasi totalità da attribuire all’incidenza in età avanzata (oltre i 70 anni). Si tratta di una forma tumorale la cui frequenza è in calo da tempo in entrambi i sessi: 1 -3,4 e -3,0% all’anno nell’ultimo periodo esaminato rispettivamente tra uomini e donne. La presenza in Italia di un’area geografica tradizionalmente ad alto rischio (Appennino tosco-romagnolo e marchigiano) e di abitudini dietetiche protettive al Sud condiziona le differenze territoriali osservate. Rispetto a un’incidenza annuale al Nord di 35,9 casi/100.000 abitanti nei maschi e di 11,0 nelle femmine, il Centro presenta un aumento del 9% negli uomini e del 17,7% nelle donne, mentre il Sud fa registrare una riduzione del 31% tra gli uomini e del 28% tra le donne.
Mortalità
Nel 2014 sono state osservate 9.557 morti per questa neoplasia (ISTAT) (delle quali il 60% nei maschi). Con il 6% tra i decessi per tumore sia nei maschi sia nelle femmine il carcinoma gastrico occupa il quinto posto, con una presenza più incisiva nell’età medio-avanzata. Negli ultimi anni la tendenza del fenomeno appare in netta diminuzione (-3,9%/anno nei maschi, -2,7% nelle femmine) analogamente a quanto avviene per l’incidenza. A livello nazionale i tassi più alti si osservano, coerentemente con i dati di incidenza, al Centro-Nord mentre le Regioni meridionali appaiono nettamente più protette (-29% nei maschi, -20% nelle femmine rispetto al Nord).
Sopravvivenza
La sopravvivenza a 5 anni dei pazienti con tumore dello stomaco in Italia è pari al 31,8%. Presenta valori decrescenti all’aumentare dell’età: la sopravvivenza a 5 anni è pari a 39,9% tra i giovani (15-44 anni) e a 21,6% tra gli anziani (75+). Tra le diverse aree geografiche italiane non si osservano sostanziali differenze di sopravvivenza.
Prevalenza
Circa 81.000 persone (59% uomini) vivono in Italia con una diagnosi di carcinoma gastrico, il 2% di tutti i soggetti con tumore. Il 19% di questa coorte si trova a meno di due anni dalla diagnosi, il 36% entro i 5 e il 43% oltre i 10 anni. Si tratta, per lo più, anche per questo tumore di pazienti oltre i 75 anni di età, tra i quali si osservano 630 persone ogni 100.000 residenti (il doppio rispetto ai 60-74enni, quasi 9 volte rispetto ai 45-59enni). Le differenze tra aree geografiche sono, anche in questo caso, sensibili e determinate in primis dalle differenze di incidenza tra il Centro-Nord (137 persone ogni 100.000 nel Nord-Ovest, 162 al Nord-Est, 180 al Centro) e il Sud, con una proporzione di “sole” 70 persone/100.000, conseguenza principalmente di una minore incidenza della malattia.

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Thor: Ragnarok, la fine di Asgard è così vicina?

in Il Cinema/Pamela Crusco Blog/Pepsi e Popcorn Blog/Ultimi Pubblicati by
Testo alternativo
Un articolo di Pamela Crusco

Thor: Ragnarok una pellicola che parla di supereroi o una commedia?

Qualunque sia la risposta, il film, da poco nelle sale sta già riscuotendo un successo mondiale!

Siamo al terzo film dedicato a Thor il dio nordico del tuono, e al diciassettesimo se consideriamo tutto l’universo cinematografico della Marvel.
La prima cosa che salta all’occhio è di certo l’impronta comica che i produttori hanno voluto dare a quest’ultimo prodotto.
Tutta colpa ( o merito) dello zampino del regista neozelandese Taika Waititi, comico di professione, al suo primo blockbuster statunitense.
Thor: Ragnarok, a soli due giorni dall’uscita negli U.S.A. ha incassato oltre 120 milioni di dollari, e oltre 300 milioni nel resto del mondo e il gradimento sembra aumentare trovando concordi il pubblico e la critica.
Anche l’azzardo nel trasformare in commedia il solito comicsmovie non ha lasciato indifferenti gli spettatori che hanno apprezzato la scelta. La pellicola poi vanta la presenza di attori navigati e di piccole comparsate in camei di star hollywoodiane.
Stan Lee appare brevemente, come in quasi tutti i film della Marvel, e questa volta interpreta il ruolo di un anziano e sadico barbiere che deturpa la chioma bionda del protagonista.
Quasi all’inizio del film, Loki, nei panni di Odino, sta assistendo alla rappresentazione di una tragedia che mette in scena la storia della famiglia reale di Asgard: Luke Hemsworth è l’attore che veste i panni di Thor, Sam Neill quelli di Odino e Matt Damon quelli di Loki.
Appare, in un video registrato, Natasha Romanoff (Scarlett Johansson), e lo stesso Waititi vestirà i panni sia di Korg il gladiatore che di Surtur il demone.
La trama è semplice, ma non ve la sveliamo proprio tutta!
Thor (Chris Hemsworth) dopo aver scoperto dove si trova Odino (Anthony Hopkins) grazie all’intervento del Dottor Strange (Benedict Cumberbatch) deve lottare per evitare Ragnarok, la fine di Asgard, ma è minacciato da Hela (Cate Blanchett), dea della morte. Il padre sta per morire, l’ambiguo fratello Loki (Tom Hiddleston) sfoggia la sua solita altalenante malvagità.
Sempre più accentuata la bipolarità di Hulk/Bruce Banner ( Mark Ruffalo) che per la maggior parte del tempo vediamo nella versione “gigante verde” (che di gigantesco e verde ha proprio tutto… come ci fa notare lo stesso Thor).
Oltre all’antagonista Hela e al suo aiutante asgardiano Skurge (Karl Urban), abbiamo un altro cattivo: il Gran Maestro (Jeff Goldblum) di Sakaar, il pianeta sul quale finisce Thor e dove verrà catturato dalla Valchiria (Tessa Thompson)… per una volta abbiamo una protagonista femminile cazzuta e senza fronzoli.
Il braccio destro è Heimdall (Idris Elba che del vichingo ha davvero poco) il guardiano del Bifrost, il ponte che collega Asgard agli altri otto mondi.
Il film nei suoi centotrenta minuti scorre gradevolmente, sia grazie alle risate che ci strappano le battute dei protagonisti ( e neppure i puristi del genere avranno da ridire su questo, visto che la Marvel non è neofita in fatto di ironia), sia grazie alla musica dei Led Zeppelin che accompagna le scene delle azioni più concitate ( Immigrant song è il grido dei Vichinghi).
Altra nota gradevole, assolutamente da non sottovalutare, sono le scene cariche di pathos in cui Thor soffre a causa delle ferite provocategli da Hulk….

Thor: Ragnarok
Thor: Ragnarok

 

Se vi interessa approfondire il personaggio di Thor, potete dare un’occhiata alla storia del pantheon norreno mentre ascoltate Immigrant song

 

 

Dove abbiamo visto questo Film? Ma a Roma, al Cinema Madison perbacco!!!marchio-cinema-madison

Viva i Cinema

indipendenti !!!


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