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agosto 2017

Salerno: Premiazione I really love – XVI Edizione Villammare Film Festival

in Barbara Marolda Blog/Comunicati Stampa/Il Cinema/In Evidenza by
Salerno: Premiazione I really love - XVI Edizione Villammare Film Festival

‘I really love…’ vince il premio della critica al VFF

Il corto di Nicola Guarino si aggiudica il prestigioso riconoscimento

Premio della critica per ‘I really love…’, il cortometraggio di Nicola Guarino, prodotto da Gabriele Martino e Giorgio Stefanutti, con Yuliya Mayarchuk e Chiara Francini e con Gabriele Paolo-Pei Andreoli, in gara il 29 agosto 2017 alla XVI edizione del Villammare Film Festival in programma a Villammare, Vibonati (SA), in piazza Portosalvo dal 27 al 30 agosto.

Appresa la notizia del riconoscimento ottenuto, il regista Nicola Guarino ha dichiarato:

Ringrazio i giurati e la critica che hanno riconosciuto in ‘I really love…’ una qualche capacità di racconto cinematografico, un tentativo di giocare con i generi e di non essere per forza lineare, logico e conforme a dei linguaggi più semplici, benché, paradossalmente, io lo intenda, invece, un cortometraggio molto popolare e divertente. Mi rendo conto, però, che, rispetto ad altri lavori, ‘I really love…’ non è influenzato da un gusto, soprattutto televisivo, che ha assolutamente abbassato i parametri di giudizio, che ha tolto anziché dato alle persone dei mezzi, delle chiavi di lettura specifiche.

Per intenderci, mia madre, ragazzina, come tanti coetanei, alla fine degli anni ’50 guardava in tv i drammi di Pirandello. È stata quindi preparata ad un non-sense, ad un surrealismo, ad un linguaggio che oggi, inconsciamente, riconosce e ritrova in film apparentemente complicati, che, in realtà, sono molto più facili e comprensibili di come sembrano. Purtroppo, i prodotti migliori di oggi non sono visti da un pubblico ampio, che, al contrario, ha imparato ed è abituato ad una narrazione piuttosto banale e clonata, come se fosse fatta in serie.

Ringrazio, inoltre, Gabriele Martino e Giorgio Stefanutti, i produttori che hanno creduto nel mio progetto, ed Andrea Bucchioni, un meraviglioso Signore della ripresa e della luce, ora in pausa, cui spero questo piccolo riconoscimento dia lo spunto per riprendere a lavorare. Altra soddisfazione, a suo tempo, è stato l’apprezzamento del corto da parte di uno specialista quale Brian De Palma.

In ‘I really love…’ ho giocato con i generi, con i linguaggi e sono contento che la critica se ne sia accorta e spero che lo faccia anche il pubblico, perché il cinema non può vivere solo di critica, ma anche di spettatori.

A ritirare il premio nella serata del 30 agosto al posto di Nicola Guarino, impossibilitato a presenziare per impegni di lavoro, è stata Yuliya Mayarchuk, che ha vinto anche il premio come migliore attrice protagonista.

Primo comunicato stampa


Note biografiche

Nicola Guarino, nato a Napoli nel 1972, lavora in Rai dal 2007, ha frequentato l’Accademia napoletana d’arte drammatica e ha una qualifica di “Esperto in regia cinematografica e televisiva” rilasciata dalla Regione Campania. In passato si è dedicato al teatro in qualità di attore e regista. Attualmente si occupa di regia televisiva e cinematografica e ha girato diversi corti. Direttore Artistico della Rassegna di Cinema Indipendente Zona Indipendente Cinema a Napoli e del The Gulf of Naples Independent Film Festival.


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Salerno: Presentazione di I really love – XVI Edizione Villammare Film Festival

in Barbara Marolda Blog/Comunicati Stampa/Eventi by
Salerno-Presentazione-di-I-really-love-XVI-edizione-Villammare-Film-Festival

‘I really love…’ al Villammare Film Festival.

Il corto di Nicola Guarino in gara il 29 agosto.

‘I really love…’, il cortometraggio di Nicola Guarino, parteciperà il 29 agosto 2017, dalle ore 21:00, alla XVI edizione del Villammare Film Festival in programma a Villammare, Vibonati (SA), in piazza Portosalvo dal 27 al 30 agosto.

Il corto, della durata di 6’, prodotto da Gabriele Martino e Giorgio Stefanutti, cinematografia Andrea Bucchioni, vede protagoniste Yuliya Mayarchuk e Chiara Francini, e la partecipazione di Gabriele Paolo-Pei Andreoli.

La proiezione del corto di Guarino sarà seguita dall’esibizione del compositore e pianista premio Oscar Nicola Piovani con lo spettacolo ‘La musica è pericolosa’, che, tra biografia e musica, ripercorrerà la carriera del celebre direttore d’orchestra. Il regista Nicola Guarino dichiara: ‘I really love…’ è un cortometraggio girato qualche anno fa, prodotto da Gabriele Martino e Giorgio Stefanutti che mi diedero la possibilità di lavorare con due bravissime attrici come Yuliya Mayarchuk e Chiara Francini e con il valente Gabriele Paolo-Pei Andreoli. Yuliya Mayarchuk incarnava perfettamente il personaggio che avevo in mente e di cui avevo bisogno. Chiara Francini, all’epoca non ancora così famosa come oggi, da ottima artista qual è, è riuscita a giocare con il non facile personaggio di Dark Lady, che, per sua stessa ammissione, resta, oggi, un ruolo diverso da quelli che normalmente è abituata ad interpretare. La stessa scelta del titolo è volutamente fuorviante aprendo a varie possibilità: ‘Io ti amo d’avvero…’ con quei puntini sospensivi che lasciano in bilico l’oggetto di un amore così passionale che, per quanto mi riguarda, è quello per il Cinema.

‘I really love…’ rispecchia tutta quella che è stata poi la mia cinematografia fino ad oggi; un corto che ha ritmo, sicuramente surreale, caratterizzato da diversi ribaltamenti di prospettiva. Un continuo gioco delle parti, ma anche un giocare con tutti gli oggetti del cinema, gli attori, i suoni, le scenografie, le sceneggiature, i generi e i soggetti dei generi, per far credere al pubblico qualcosa di diverso da ciò che in realtà è. Non voglio anticipare di più per non togliere allo spettatore il gusto di scoprire come va a finire. Del resto, il corto è disponibile online, chi vuole può trovarlo su internet e divertirsi a cercare una sorta di spiegazione del tutto. Componenti della giuria che decreterà il miglior corto di quest’edizione: Vittorio Giacci, critico cinematografico, già Direttore generale di Cinecittà International; Orio Caldiron, Direttore dell’Istituzione Roberto Rossellini e Collaboratore della Biennale Cinema, scrittore e docente di Storia del cinema all’Università ‘La Sapienza’ di Roma; Nino Russo, storico amico del Festival; Egidia Bruno, attrice celebre per la collaborazione con Enzo Jannacci e l’innata vena ironica degli scritti e delle interpretazioni; Mimma Russo, artista e scenografa; Cinzia Mirabella, attrice; Andrea Axel Nobile, casting director e consulente artistico del Festival; Gaetano Bellotta, giornalista.

Note biografiche

Nicola Guarino, nato a Napoli nel 1972, lavora in Rai dal 2007, ha frequentato l’Accademia napoletana d’arte drammatica e ha una qualifica di “Esperto in regia cinematografica e televisiva” rilasciata dalla Regione Campania. In passato si è dedicato al teatro in qualità di attore e regista. Attualmente si occupa di regia televisiva e cinematografica e ha girato diversi corti. Direttore Artistico della Rassegna di Cinema Indipendente Zona Indipendente Cinema a Napoli e del The Gulf of Naples Independent Film Festival.


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Roberto D’Alessio: nei miei libri c’è sempre una seconda opportunità

in Anna Lamonaca Blog/La Cultura by
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Autore di due libri, “Le lettere vuote” e “La vita a morsi”, si racconta in un’intervista

Un articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Roberto D’ Alessio è uno scrittore molto particolare, appassionato d’arte oltre che di scrittura ed inventore, uomo sagace e dalla battuta pronta, parla del suo rapporto con le sue opere e con la scrittura e lo fa col sorriso e con sferzante ironia.
Partiamo dalle origini, come hai scoperto la tua passione per la scrittura?Hai sempre desiderato fare lo scrittore?
“La prima pubblicazione con un certo seguito è avvenuta quando facevo la quinta elementare, era una storia a puntate pubblicata sul giornalino scolastico, s’intitolava “Lo Zodiaco”, usciva mensilmente. Capii che forse qualche qualità l’aveva perché dei ragazzi delle medie mi chiesero quando sarebbero usciti gli altri episodi.”
Hai scritto due libri molto particolari, vuoi parlarcene?
“Posso dirti che in un caso, “La vita a morsi”, è nato prima il romanzo, sognai l’incipit e poi il titolo. Nel caso de “Le lettere vuote” è accaduto il contrario, il titolo ha ispirato tutto il romanzo. Il titolo lo devo a una delle mie figlie che aveva abbandonato sul tavolo, in salotto, un foglio adesivo privo di tutte le lettere dell’alfabeto fustellate, lasciando degli spazi vuoti al posto loro, delle lettere vuote appunto. Non dico altro, perché non mi piace parlare dei miei romanzi, parlano loro ormai.”
A quale dei tuoi libri sei più legato e perché? “Quello che sto scrivendo.”
“Le lettere vuote” ha una trama molto particolare, il personaggio principale riceve ogni primo del mese delle lettere vuote, si può dire che il protagonista del romanzo è il vuoto?
“Il vuoto è un bel protagonista, un certo Calvino ci ha riempito un’armatura trasformandola in un formidabile cavaliere!”
Chi invia le lettere vuote lo fa come atto d’amore?
“Indubbiamente. Il mittente non osa neanche riempirle di parole, le parole possono ferire ed essere fraintese, il silenzio fragoroso dei fogli bianchi può invece smuovere l’animo nel profondo.”
L’altro libro s’intitola “La vita a morsi”, prendere la vita a morsi è un espressione che vuole dire aggredirla, vivere il più possibile sfruttando l’unica occasione che la vita ci offre, è così che fa il tuo personaggio?
“Francesco Fortuna non sa bene quello che fa né chi è. Più che aggredire la vita, impara a goderla a piccoli morsi, almeno è quello che lui crede essere meglio per il suo equilibrio”.
Le tue sono opere segnate da un umorismo particolare quasi derisorio, cosa è per te l’ironia nella scrittura?
“L’ironia nella vita è fondamentale altrimenti saremmo circondati dalla piattezza, mal sopporto chi ne è privo.”
I tuoi libri nascondono sempre una seconda opportunità, i tuoi personaggi si danno una nuova chance, perché?
“Perché è così che dovrebbe essere, per tutti. Col tempo si cambia, non sempre ciò che andava bene a vent’anni va bene a cinquanta, se si è intrappolati in una vita che non ci piace più è bene trovare il coraggio e la forza per cambiare le cose. Una seconda opportunità è bene darla a tutti.”
L’identità e la sua ricerca sono alla base dei tuoi romanzi e frequenti sono i colpi di scena, tu ti ritieni una persona alla ricerca della tua identità?
“Credo ormai di conoscermi bene, però posso sempre smentirmi…”
Chi è Roberto D’Alessio come persona, visto che ti conosciamo solo come scrittore? “Un bell’uomo.”
I tuoi romanzi sono stati pubblicati con il self publishing, cosa consigli a chi vuole seguire le tue orme? “No, i romanzi sono stati pubblicati da una piccola casa editrice, ormai chiusa, con una buona distribuzione di cui ero anche socio, non è però proprio un caso di self publishing, lo è invece il tentativo di dare nuova vita ai due romanzi pubblicandoli su Google libri, non ho capito bene ancora come muovermi, però “Le lettere vuote” hanno superato le duemila copie scaricate in pochi mesi. Il perché? Un mistero. Non so proprio cosa consigliare.”
Qual è a tuo avviso la cosa più bella della scrittura e quale la più brutta?
“Le più belle sono la creazione, l’idea da cui tutto si sviluppa, vederla, riconoscerla, svilupparla, la storia che prende vita e la conclusione, la propria creatura compiuta. La parte più brutta è la rifinitura, la revisione, quella meno creativa, ma necessaria.”
Sei da sempre stato un creativo e hai anche la passione per l’arte, parlaci anche di questa tua esperienza: “Ho dipinto per un periodo della mia vita, avevo uno studio in un’enorme cantina sotto un palazzo storico fiorentino, vi passavo spesso la notte ad imbrattare tele. Un amico che vive a New York da molti anni, quando viene in Italia mi rimprovera sempre di non averlo seguito quando me lo diceva, “Saresti ricco e famoso adesso! Guarda!”e mi fa vedere le opere di un suo conoscente che potrebbero essere le copie delle mie, “Le vende da un minimo di 40mila dollari fino anche a 400mila!” Forse avrei dovuto dargli retta…”
Cosa c’è nel tuo futuro? Stai già preparando un nuovo libro?
“L’eroe è solo” che sto ultimando ed il seguito de “La vita a morsi”, “Il pastore di anime”, che può dirsi finito, ma che necessita di una buona revisione generale”.


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Laura di Mauro: Sarò Tanya in”Mamma Mia” firmato Massimo Romeo Piparo

in Anna Lamonaca Blog/La Cultura by
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L’attrice campionessa di musical sarà in tour con “Mamma Mia” produzione Peep Arrow

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Laura di Mauro è bella, affascinante, una donna dal grande carisma ed energia, la incontriamo alla vigilia del debutto del nuovo musical firmato Massimo Romeo Piparo produzione Peep Arrow che sarà l’evento dell’estate italiana e la vedrà impersonare un personaggio bollente, effervescente e spiritoso: Tanya, amica di Donna e Rosy nel famosissimo “Mamma mia” cantando le mitiche canzoni degli “ABBA” travolgendoci con i suoi effetti speciali. L’attrice che girerà l’Italia in lungo ed in largo si racconta con un sorriso travolgente ed uno sguardo che incanta sotto una cascata di capelli rossi:

Laura è da poco partito il tour di “Mamma mia!”l’attesissimo travolgente musical di Massimo Romeo Piparo che ti vede interprete insieme a Luca Ward, Paolo Conticini e Sergio Muniz vuoi parlarcene? “E’ una nuova versione italiana musical 2017 diretta e prodotta da Massimo Romeo Piparo, per la prima volta in Italia un allestimento nuovo per quanto riguarda scenografia ed ambientazione dello spettacolo con nuove traduzioni in italiano ed una sorpresa finale. Tre interpreti d’eccezione: Paolo Conticini, Luca Ward e Sergio Muniz. E’ la storia di Donna interpretata da Sabrina Marciano e della figlia Sofie impersonata da Eleonora Facchini, Jacopo Sarno è Sky e poi ci sono le due pazze amiche Rosy Elisabetta Tulli e io, Laura di Mauro che faccio la folle, ironica Tanya, insieme formiamo questo trio e diamo vita a tutte le canzoni degli Abba, il musical è conosciuto per il suo film con Maryl Streep.”
“Mamma mia!” è una favola moderna in cui a vincere è l’amore… “È una favola moderna e l’amore è il filo conduttore in tutte le sue forme, l’amore è anche nell’amicizia, l’amore tra queste amiche, l’amore unico e speciale in cui si può credere in eterno che è quello tra una mamma ed una figlia, l’amore per la musica e l’amore che lega tutti in questa storia è il grande filo conduttore, ma grandi sono le donne, la donna è la vincitrice di questo magnifico spettacolo è quella che si prende il suo riscatto di donna indipendente, le protagoniste sono donne che comunque hanno tre percorsi diversi però sono tutte vincenti ed è importante sottolinearlo”.
La commedia attraverso donne straordinarie celebra la ricerca della felicità a costo di sfidare le convenzioni, tu, ti ritieni una persona felice? “Io sono felice, sono felice perché ho la fortuna di fare nella mia vita quello che amo più di tutto che è fare spettacolo, stare sul palcoscenico, dare vita a tanti personaggi e posso definirmi completamente soddisfatta anche se la vita mi ha dato dei grandi dispiaceri però è la vita, è un viaggio.”
In questo viaggio che è la tua vita quando hai deciso che saresti diventata attrice? “La passione per il mondo dello spettacolo è nata in me fin da piccola, giocavo per scherzo in casa chiusa in bagno con una spazzola in mano ed essa diventava un microfono e se poi era agganciata o legata ad uno scopettone per passare la cera diventava l’asta e le mattonelle facevano l’eco e addirittura la catena per scaricare erano gli applausi, ho giocato sempre fin da ragazzina mi esibivo per i parenti in imitazioni e siparietti, mettevo sotto torchio i miei amici, facevo loro le audizioni per vedere se erano in grado di ballare o recitare, il mio gioco d’infanzia è diventato il mio lavoro.”
Sei un’artista completa, a tutto tondo, hai studiato canto, recitazione, danza, vuoi raccontarci i tuoi inizi? “Ho studiato molto, ho frequentato l’Accademia di danza da Renato Greco ed Enzo Paolo Turchi e poi parallelamente ho iniziato il primo lavoro al Salone Margherita dove tutte e tre le discipline venivano messe in atto, ho dovuto subito ballare, ma avevo anche da recitare delle battute con Oreste Lionello e Leo Gullotta, dovevo cantare e mi sono innamorata di questa forma teatrale musicale che mi ha portato a farmi conoscere e a lavorare con Pietro Garinei al Sistina ed Armando Trovajoli.”
L’aver recitato in teatro con registi molto importanti ti ha regalato grande successo e prestigio raccontaci qualche esperienza, qualche episodio in particolare… “Ricordo con piacere l’esperienza di quando ho lavorato con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia che erano due persone di grande professionalità, ho un bel ricordo dei fratelli Giuffrè di quando li ho visti uscire dal camerino pronti per andare in scena, ho avuto la sensazione di respirare polvere, esperienza e storia del palcoscenico e la cosa più divertente che mi è rimasta nel cuore è il vocione del Dott. Garinei quando io un giorno gli ho ricordato ciò che mi aveva detto facendolo involontariamente con la sua voce e lui mi ha urlato “Ahh! Signorina di Lauro! Siamo arrivati anche alle imitazioni!”. Ognuno di loro mi ha dato qualcosa. Sono fortunata perché appartengo a quella generazione che ha avuto la fortuna d’imparare da questi grandi dello spettacolo.”
Sei stata protagonista del film “Parlami di me” al Fianco di Christian De Sica come nasce la vostra collaborazione? “Si, un film tratto dallo stesso spettacolo teatrale intitolato“Parlami di me” al fianco del grande Christian De Sica con lui ho imparato tantissimo, è una persona ed un artista veramente di grande spessore, mi ha insegnato tanto, è stato un onore fare questo film diretto da Brando De Sica tratto proprio dal musical.”
Quale delle tue tante anime artistiche preferisci? “Nel 1986 mi hanno fatto questa domanda, io ho avuto la possibilità di cantare ed essere anche iscritta a Castrocaro per poi arrivare a diventare cantante, nel frattempo uscivo dall’Accademia di danza ed ero presa anche dall’aspetto del linguaggio del corpo, inoltre ho amato sempre recitare, in tempi non sospetti quando volevo fare tutte e tre le cose perché le mie icone erano Loretta Goggi, la Biagini, la Marchesini persone che facevano spettacolo a tutto tondo, in molti mi rispondevano che avrei dovuto decidere quale strada volevo intraprendere perché in Italia c’era una visione per cui nel fare tante cose insieme si finiva per intraprendere in maniera superficiale tutte. Solo la Commedia italiana con Garinei e Giovannini erano lungimiranti da poter utilizzare un attore anche nelle sue qualità vocali e coreografiche, quindi mi sono sentita sempre completa quando riuscivo a fare tutte e 3 insieme. Era il mio perfezionamento massimo. Fortunatamente alla fine dopo il Sistina la compagnia ha cominciato ad importare i musical dall’America era la fine degli anni‘80 quasi ‘90 poi le trasmissioni televisive come “Saranno Famosi” ed “Amici” hanno supportato i performer, oggi un ballerino deve anche saper cantare ci sono molte scuole di musical.”
Dai una tua definizione dell’ essere attrice… “Essere attrice vuol dire calarsi totalmente in un personaggio, in una vita, in una storia saper far piangere, saper far ridere, bisogna interpretare anche quando si canta perché il cantato nel musical non è intonare una canzone fine a sé stessa, ma è un’altra forma di recitazione, è il calarsi in un personaggio, calarsi profondamente in un’altra vita infatti quando sono in palcoscenico vado in vacanza col cervello perché per quelle due ore non sono più io e nel caso di “Mamma Mia” divento Tanya.”
Conosciamo Laura come artista, ma com’è come persona? “Chi è Laura fuori dal Palco?Bella domanda… Sul palcoscenico mi sento completa, definita, nella vita sono un’amante della natura e delle cose semplici, la mia vita è un lavorio continuo, quest’attività è così, c’è sempre una precarietà assurda, quando finisci una produzione ti devi dare da fare per cercare subito il prossimo lavoro, è un impegno con te stessa.”
Quanto è importante il teatro nella tua vita? “Il mio lavoro è la mia vita, questo ti da la dimensione dell’importanza.”
L’ambiente dello spettacolo non è facile da vivere e da gestire. Non tutti gli artisti vanno d’accordo e spesso ci sono episodi brutti legati a gelosie, ne hai vissuto qualcuno? “Cerco di combattere con le armi della preparazione, della costanza e della caparbietà, non mi do per vinta, se non va bene un provino, non mi può piacere, ma è uno stimolo in più per andare al prossimo, sono molto fatalista, adesso posso dirlo, a distanza di 31 anni che faccio questo mestiere che la costanza e l’esperienza e l’amore alla lunga pagano.Quindi si superano anche le difficoltà per entrare in vari giri e circuiti però il teatro è una parte dello spettacolo che da ancora spazio a chi ha talento e sa fare le cose, è una porta aperta per chi ama recitare.”
Che differenza c’è tra la recitazione in teatro e quella di fronte ad una macchina da presa? “Recitare di fronte alla macchina da presa è un rapporto con te stessa, è come sentire un passo all’anima, come la fotografia, come se le parole che vai a pescare le peschi dalla tua anima ed è come se essa si vedesse nella macchina da presa, è un rapporto un po’più intimo, la recitazione in teatro è un ping, pong col pubblico, lo spettacolo lo fa anch’esso, i respiri, le piccole risate, sentire mormorare, comunque è il pubblico che dà insieme a te il ritmo di una scena, mentre con la macchina da presa hai tanti ciak, puoi ripetere ed è un lavoro un po’ più meccanico, in teatro è buona la prima, è un’emozione fortissima, non sai cosa ti può arrivare dal pubblico, tanto può arrivare una risata, tanto un applauso a scena aperta, ogni sera è diverso.”
Sei una bella donna, ciò che colpisce di più di te è l’aspetto fisico, qual’ è il tuo rapporto con la bellezza? “Sarei falsa se dicessi che non è importante soprattutto non appena ho iniziato a fare i primi lavori ed audizioni come ballerina uscita dall’Accademia, devo molto al mio aspetto fisico, certo si resta legati ad alcuni personaggi che hanno una certa fisicità, evanescenti perché fisicamente hai rispecchiato un certo tipo di parte, fortunatamente poi si cresce e io ringrazio tanto d’essere come sono e spero d’invecchiare bene e poter convogliare in altri tipi di ruoli e col passare dell’età vivere il tutto con il senso della scoperta e rivestire nuovi personaggi.”
Vivi a Roma, credo che la città eterna crei molte opportunità, qual è il tuo rapporto con essa? “Io amo Roma, la amo profondamente e amo la mia romanità, uno dei personaggi che mi hanno portato più fortuna è proprio romano: Francesca di Vacanze Romane, sono legata a Roma per le opportunità che mi ha dato in questo mestiere.”
Ci sono progetti nel tuo futuro? Vuoi raccontarceli? “Nel mio futuro adesso c’è “Mamma Mia” abbiamo appena iniziato, le prossime date saranno Marina di Pietrasanta, la Versiliana ad agosto, Follonica, il teatro antico di Catona, Siracusa, Macerata, ora siamo agli inizi del tour. Dopo l’estate comincerà la grande stagione invernale con quattro settimane al Teatro Sistina ed un grande tour per i teatri maggiori in Italia.Vi aspetto tutti a vedere questo magico spettacolo, una rappresentazione che è un’estate nell’estate.”


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