Il Futuro? Solidale…

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marzo 2017

“MMA Love Never Dies”

in Eventi/Federica Pansadoro Blog/Il Cinema/Il Sociale/L'Arte/La Cultura/La Musica/Uncategorized by
MMA

Da giovedì 06 Aprile 2016 sarà nelle sale cinematografiche…………

Un film di Riccardo Ferrero

 

Soggetto e sceneggiatura Riccardo Ferrero

 

Claudio Del Falco

Roberta Giarrusso

Luca Lionello

Marco Leonardi

Rachele Mura

Piero Concilietti

Kyra Kole

CON LA PARTECIPAZIONE di

Michele Verginelli

PLURICAMPIONE MMA

Davide Ferretti

COACH NAZIONALE ITALIANA FIGHT1

con la partecipazione straordinaria di

Tomas Arana

con la partecipazione straordinaria di

Maurizio Mattioli

con la partecipazione amichevole di

Sergio Friscia

con la partecipazione amichevole di

Antonella Ponziani

per la prima volta sullo schermo

Maya Ferrero

Organizzatore generale Walter Divona,

Direttore della fotografia Dario Germani,

Scenografia Maria Catena Pennisi,

Costumi Rosanna Sisto,

Musiche di Gianluca Falcone

 

Michele Falco (Michele Verginelli, primo lottatore italiano di MMA ad aver disputato incontri nella Ultimate Fighting Championship statunitense) è un campione del circuito MMA allenato da Edo (interpretato da Maurizio Mattioli): forte e coraggioso, decide di non sottostare alle regole delle scommesse clandestine che sono in mano a Nico Malatesta (Luca Lionello), nipote del boss Rocco Malatesta (Tomas Arana, “Quintus” ne “Il gladiatore”). Il clan gestisce l’intero racket di droga e prostituzione della capitale e infatti Michele si ribella alle richieste del Boss e, nonostante l’avvertimento, decide di Vincere un match innescando la vendetta da parte della malavita organizzata. Ridotto in fin di vita, al campione viene sequestrata la figlia Maya (Maya Ferrero)  mentre il clan organizza un piano per rifarsi delle scommesse perdute.

 

Anche se uscito dai circuiti dei combattimenti Claudio (Claudio Del Falco), ispettore di polizia e fratello di Michele, viene costretto, quindi, a tornare sul ring per un combattimento clandestino, senza esclusioni di colpi.

 

Premio Mia Martini XXIII edizione

in Anna Lamonaca Blog/La Musica by
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Candidature entro il 30 marzo

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Il prossimo trenta marzo scade il termine per presentare la candidatura alla XXIII edizione del Premio Mia Martini, ideato dal regista Nino Romeo, istituito nel nome e nel ricordo della celebre artista. L’evento, impreziosito dal patrocinio dell’UNICEF, ha visto nel corso degli anni la partecipazione di grandi nomi della musica leggera Italiana ed internazionale ed è stato il trampolino di lancio di tanti giovani promesse.
La stella di Mia Martini si accende per illuminare la strada di nuovi talenti che sognano un futuro nell’olimpo della musica.
Per presentare la candidatura basta inviare via e-mail, entro il 30 marzo 2017, contenente una demo o video con un brano a proprio piacimento allegando una foto e un breve curriculum al seguente indirizzo: info@premiomiamartini.it.
I prescelti, per la semifinale del Premio, si uniranno alle giovani promesse ammesse durante le varie audizioni svolte in Italia e nel mondo.
Tre le categorie di partecipazione: Nuove Proposte (14/45 anni), Una Voce per Mimì (04/13 anni), Etnosong (riservato alla musica etnica). Per ulteriori informazioni: www.premiomiamartini.it.
I partecipanti, oltre a proporre la propria musica, vivranno esperienze formative con grandi artisti del panorama musicale Italiano. Alla scorsa edizione hanno preso parte: Roberto Vecchioni, Gaetano Curreri degli Stadio, Amedeo Minghi, Chiara Dello Iacono, il tenore Statunitense Ghaleb.
TV, radio e mezzi di informazione seguiranno l’evento con trasmissioni che racconteranno i sogni di tanti giovani talenti.


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Le chiamavano “colonne sonore” Golden 70’s Franco Micalizzi e i suoi temi per cinema

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L’Auditorium Parco della Musica, in collaborazione con il M° Franco Micalizzi, è lieto di presentare presso la Sala Petrassi di Roma, il prossimo 28 Aprile, un concerto unico e raffinato, che guarda con un filo di nostalgia e anche di ironia ai memorabili temi musicali che il celebre compositore e direttore d’orchestra ha creato negli anni ‘70 e ‘80 per tanti film di successo (Lo chiamavano Trinità – L’ultima neve di Primavera – Napoli violenta – Non c’è due senza quattro – Italia a mano armata…).

A riproporre questi temi sono per l’occasione stati chiamati molti di quei cantanti che all’epoca li eseguirono con successo, come ad esempio EDOARDO VIANELLO e WILMA GOICH (Roma parlaje tu); confermata l’adesione di una grande concertista come GILDA BUTTA’; si sono aggiunte autorevoli presenze canore che corrispondono ai nomi di VALENTINA DUCROS, MIKY INTRONA, DOUGIE MEAKIN e del tenore internazionale Gianluca Paganelli.

Considerato che i temi musicali destinati al cinema e composti da Micalizzi hanno suscitato un forte interesse perfino nel mondo dell’hip hop, che ha attinto a larghe mani nel suo repertorio musicale, campionando e rappando sulla sua musica, durante il concerto si farranno cenni anche a queste partecipazioni.

Altri ospiti a sorpresa, seduti in platea, saliranno in serata sul palco, a ricordare e raccontare pezzi di vita cinematografica del nostro Paese, a cui le Musiche del Maestro hanno fatto da indimenticabile cornice.

A sostenere il concerto, una grande orchestra dal vivo e la partecipazione come pubblico di tanti fedelissimi appassionati.

Inizio concerto: ore 21.00

 

Gaia Caramazza e Asia Neri protagoniste del progetto “ I LOVE Via Margutta”

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Serata magica in Via Margutta, con le tante iniziative del progetto “Benvenuta Primavera” ideato dalla Casa Editrice “Progetto Editoriale Editions” patrocinato dalla Regione Lazio da Roma Capitale e realizzato in collaborazione con l’Associazione Internazionale di Via Margutta.

 

Nei tantissimi appuntamenti, che si sono succeduti durante la serata, riflettori accesi su l’arte, il design, l’antiquariato e il food. Per il mondo della moda di particolare rilievo il vernissage ideato da Grazia Marino che nella sua galleria P&G Events al civico 86, ha presentato in anteprima le nuove proposte della Collezione “Petra” della design di gioielli Gaia Caramazza. Anelli, bracciali, collane, tutte creazioni handmade realizzate in bronzo e in argento abbinate alla cromaticità delle varie pietre e che vanno a completare le nuove parure che tanto successo hanno riscontrato nell’ultima edizione di AltaRoma.

 

Nuove anche le proposte moda del Brand Asia Neri by Irene Mattei, creazioni nelle quali si fondono eleganza, estro e linearità che puntano su quei dettagli che solo la tradizione artigianale sa offrire. Outfits sia d’alta moda “black&white” che della collezione, Kintsugi Collection, realizzata in tessuti naturali ed ecosostenibili come fibre di cotone 100%, mais e lino. Per l’occasione la giovane stilista senese ha creato tre “t-shirt” della collezione #ItTimeTo, dedicate a Via Margutta.

 

A completare le proposte che si sono potute vivere nella  Galleria  i Tattoo artistici ispirati alle decorazioni floreali della Primavera gli interventi “Live” di RomEur Academy; le delizie della Pasticceria Giovannetti di Roma e i vini spumanti brut dell’Azienda Vitivinicola CIU’ CIU’.

 

Grande riscontro di pubblico anche per il format fotografico “I Love Via Margutta” che “Progetto Editoriale Editions”, ha riproposto sulla storica strada, un’iniziativa che dall’estate 2016 spazia nel web, con centinaia di persone che hanno continuato a farsi fotografare con l’oramai mitico claim.  Shooting fotografico a cura di Sabrina Raschioni. gaia caramazza 5[1882] gaia caramazza 3[1880] 0 IRENE MATTEI asia neri[1871]marino - falanga[1887]

 

Il M° Sipari e gli artisti del festival Pucciniano ricevuti dal Presidente Ortega

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Managua. “Un emozione incredibile e inaspettata” così il giovane direttore abruzzese, Jacopo Sipari di Pescasseroli, direttore principale ospite della Fondazione Festival Pucciniano commenta l’incontro personale avuto, unitamente agli artisti del Festival Pucciniano, con il Presidente della Repubblica del Nicaragua, il Comandante Daniel Ortega a conclusione della spettacolare tournée che ha visto il Festival presieduto dal maestro Alberto Veronesi conquistare ancora una volta il cuore del popolo del Nicaragua con la realizzazione delle due maestose opere di Giacomo Puccini, Tosca e Madama Butterfly presso il Teatro Nazionale Ruben Dario nel cuore della Capitale Managua.

Per il secondo anno consecutivo il maestro Sipari è stato invitato a dirigere un’opera nel Secondo Festival Pucciniano Latinoamericano creato dal progetto del direttore generale Franco Moretti, del tenore Laureano Ortega, del Console Onorario Moreno Gabrielli e del Maestro Veronesi, lo stesso che, insieme al CDA, ha confermato Sipari nel ruolo di direttore principale a Torre del Lago anche per la stagione 2017. Quest’anno Sipari ha diretto Madama Butterfly interpretata dalla nota soprano nicaraguense Elisa Picado, mentre il ruolo di Pinkerton era affidato al bravissimo tenore messicano Hector Mendoza. Lo stesso Sipari ha poi diretto due importanti concerti sinfonici nelle citta’ di Granada e Leon. Tutte le rappresentazioni sono state caratterizzate da immenso successo di pubblico e critica.

“E’ bellissimo pensare come sia possibile lavorare insieme uniti per la pace e la cultura” dice il direttore generale Franco Moretti, presidente onorario della Fondacion Incanto, al Presidente Ortega, sottolineando come il progetto della Fondazione Festival Pucciniano ormai in atto dal 2010 sia stato davvero fonte di grandissimo benessere culturale.

“L’incontro con il Presidente Ortega è stato incredibile. È difficile poter avere il privilegio di incontrare una persona così straordinaria dal punto di vista storico-sociale non solo per quanto egli abbia fatto per l’evoluzione generale del Nicaragua ma per la socialita’ stessa di tutto il centro America. Indimenticabili i suoi occhi, profondi come mai avevo visto prima. Unico il suo modo di parlare carico di un carisma fuori dall’ordinario. Un capo di Stato che non ha paura di parlare di cultura, musica e investimento nei giovani, un uomo che con coraggio sostiene un progetto culturale e sociale che negli ultimi anni ha creato un incredibile turbinio di sviluppo culturale nel paese. La mia piu’ grande riconoscenza al direttore Franco Moretti, al tenore Laureano Ortega, al Console Gabrielli e al mio Presidente Alberto Veronesi”.

Il Comandante Daniel Ortega e’ l’attuale presidente della Repubblica del Nicaragua, dopo esserlo già stato dal 10 gennaio 1985 al 25 aprile 1990, durante il governo sandinista; è entrato in carica il 10 gennaio 2007.

Sposato con la poetessa Rosario Murillo, politicamente è vicino alle posizioni di Fidel Castro e Hugo Chávez. Dirigente del partito sandinista FSLN, è stato deputato all’Assemblea Nazionale del Nicaragua.IMG_7313[1866]

 

 

Tour in Sud America per il M° Sipari di Pescasseroli e la sua orchestra

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MADAMA BUTTERFLY

In Nicaragua dilaga la ‘Puccini mania’. Tutto esaurito il teatro di Managua
IL SUD AMERICA torna a inchinarsi a Puccini. E’ già sold out infatti per Tosca e Madama Butterfly proposte quest’anno nella seconda edizione del Festival Pucciniano dell’America latina al teatro Nazionale Ruben Dario in Nicaragua. Sul podio delle recite di Madama Butterfly e dei due concerti sinfonici nelle citta’ di Granada e Leon il direttore abruzzese, direttore principale ospite della Fondazione Festival Pucciniano, maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli. La regia è affidata a Luca Ramacciotti, profondo conoscitore della cultura giapponese che proporrà una lettura molto tradizionale del capolavoro pucciniano.
Nei ruoli principali si segnalano per il ruolo di Cio Cio San il soprano nicaraguense Elisa Picado mentre Pinkerton sarà il messicano Hector Lopez. Claudio Ottino vestirà i panni di Sharpless. Alla tournèe partecipano, oltre agli artisti solisti e musicisti dell’Orchestra del Festival Puccini, tecnici della Fondazione Festival Pucciniano che in Nicaragua ha portato anche i costumi dei due allestimenti.
Quello della Fondazione Festival Pucciniano con il Nicaragua è un sodalizio culturale nato nel 2009 grazie alla passione per l’opera di Laureano Ortega, figlio di Daniel Ortega, Presidente della Repubblica del Nicaragua,  che ha inteso dar vita ad appuntamento annuale per la messa in scena di opere e la realizzazione di concerti per la promozione dell’opera lirica e anche per dare opportunità a giovani artisti del Nicaragua di coltivare la propria passione per il canto e per la musica e che ha portato alla nascita della Fondazione culturale InCanto, dedita alla promozione dei giovani artisti.
«Un progetto che la Fondazione Festival Pucciniano ha sposato in pieno – commenta Veronesi – poiché riflette gli stessi obiettivi che perseguiamo con tenacia e impegno a Torre del Lago con il Festival dedicato a Giacomo Puccini A fianco dei giovani del Nicaragua, ho voluto Jacopo Sipari di Pescasseroli che sono certo riuscira’ insieme ai musicisti ed ai solisti, italiani e del Nicaragua, a rendere memorabile anche questa seconda edizione del Festival Puccini a Managua». Una collaborazione sostenuta anche dal console onorario del Nicaragua in Italia Moreno Gabrielli impegnato in numerosi progetti di scambi culturali ed economici tra la Toscana ed il Nicaragua che coinvolgono sia la Fondazione Festival Pucciniano che la Fondazione Carnevale.
“Sono profondamente onorato e riconoscente al Maestro Alberto Veronesi e al direttore generale Franco Moretti per questo prezioso invito in questa meravigliosa terra. Gia’ lo scorso anno con La Boheme ho potuto vivere emozioni straordinarie che non vedo l’ora di rivivere anche oggi”.
Il Maestro Sipari che e’ reduce da prestigiosi impegni con l’Opera Nazionale di Belgrado e con l’Orchestra Sinfonica della Radio e Televisone di Serbia, e’ atteso al ritorno per una prestigiosa tournee in Messico con l’Orchestra di Stato.

ALBERTO VERONESI E JACOPO SIPARI IN NICARAGUA

 

La Grande Bellezza degli Italiani, il nuovo libro della giornalista Paola Zanoni con Mario Scaffidi Abbate

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Presentato con successo il 6 marzo 2017, nella piccola protomoteca del Campidoglio, “La Grande Bellezza degli Italiani”, il libro di Paola Zanoni e Mario Scaffidi Abbate edito dalla Curcio Editore.

Un viaggio dalle origini ai giorni nostri, che illustra i tratti distintivi della nazione italiana. “La grande bellezza degli Italiani” non sono soltanto i loro beni esteriori, i monumenti, i paesaggi e le opere d’arte, ma anche i loro beni interiori, i loro pregi, accanto ai quali naturalmente si collocano anche i difetti. Lo scopo del libro è quello di dare un ritratto quanto più obiettivo ed esauriente possibile di questo magnifico popolo. Ciò che colpisce degli Italiani è infatti il carattere, nel senso di indole e natura, ma anche di cuore: non c’è popolo che si distingua dagli altri quanto l’italiano per come parla, gestisce, cucina ma soprattutto per generosità, altruismo e spirito di sacrificio. Tra vizi e virtù, il quadro illustrativo che ne risulta, anche attraverso ciò che dicono di noi gli stranieri, è un’armonia di chiaroscuri dai quali deriva l’interrogativo finale: “Quanto sono felici gli italiani nella loro grande bellezza?”.

Un lavoro a quattro mani, quella della giornalista Paola Zanoni, già direttore della rivista “My Time” e condirettore del periodico di cultura “Il Conciliatore”, e di Mario Scaffidi Abbate, ordinario d’Italiano e Latino nei Licei che ha collaborato per più di vent’anni con la Rai. Non sono mancati relatori di eccellenza intervenuti alla presentazione del 6 marzo in Campidoglio: Enrico Stefàno, Vice Presidente Vicario dell’Assemblea Capitolina, Tito Lucrezio Rizzo, Consigliere titolare dell’Organo centrale di Sicurezza – Segretariato generale della Presidenza della Repubblica, Arturo Diaconale, consigliere Rai, e gli attori Mita Medici e David Gramiccioli che hanno letto passi del libro.

Presenti all’evento diverse personalità illustri: le attrici Linda Battista, Ami Codovini, Luciana Frazzetto, Antonella Ponziani, Iolanda Gurrieri, Michelle Ferrua e l’attore Marco di Stefano con la coreografa Tanya Khabarova. E ancora: le stiliste Nayra Lase e Eleonora Altamore e la modella Elisabetta Viaggi; il pluricampione mondiale di apnea Stefano Makula; il prefetto del Vaticano Salvatore Festa; il marchese Luis Benigno; la dott.ssa Cescotto dell’Ambasciata del Brasile; la soprano Adriana Morelli; l’architetto Marika Bollea; l’artista Salvo Ardizzone; la scrittrice Barbara Carniti; il cardiologo Eugenio Morgia e il chirurgo plastico Daniele Spirito

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SpazioCima – “Tagli di luce”: il genio di Dario Argento in mostra con le foto di Franco Bellomo”

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Comunicato stampa

Franco, celebre fotografo che ha collaborato anche con Monicelli e De Sica, Fellini e Antonioni, omaggia il Maestro dell’horror italiano. Il progetto è di Claudio Lattanzi, con la cura di Roberta Cima, Giuliano Graziani.

 

Una trentina di foto di scena, scattate sui set dei film più celebri, da Profondo Rosso a La terza madre, con un approfondimento dedicato a Suspiria, in occasione dei suoi 40 anni. Fotografie immortali, ristampate su carta, che ripropongono le visioni di Dario Argento, nonché gli incubi di generazioni di italiani. Negli scatti di Franco Bellomo i punti di vista più celebri e crudi delle grandi pellicole del Maestro ridisegnano un nuovo confine tra razionale e irrazionale, paura e ossessione, finzione e paranormale.

IL VERNISSAGE – Franco Bellomo, celebre fotografo che ha collaborato anche con Monicelli e De Sica, Fellini e Antonioni, omaggia il Maestro Dario Argento. Il progetto è di Claudio Lattanzi, con la cura di Roberta Cima, Giuliano Graziani. La mostra “Tagli di luce”, presso Galleria SpazioCima (via Ombrone 9, Roma) inaugurerà il 15 marzo alle 18:30 (vernissage ad ingresso libero sino ad esaurimento posti) e sarà visitabile sino al 22, dal lunedì al venerdì, dalle ore 15:30 alle 19:30. Al vernissage interverrà non solo Dario Argento, ma anche gli attori e gli addetti del settore che hanno contribuito a scrivere una delle pagine più belle del cinema italiano.“A colloquio con il Maestro, per l’occasione, Antonio Tentori, sceneggiatore e collaboratore di Dario Argento.” 

 

I SOGGETTI – Profondo rosso (1975), Suspiria (1977), Inferno (1980), Tenebre (1982), Phenomena (1985), La terza madre (2007): questi i sei film che saranno riproposti dall’occhio artistico di Franco, con alcuni scatti storici, e tanti altri inediti. Sarà presente anche una sezione con le foto di backstage, con gli scatti “rubati” di Dario con artisti e staff.

Salvo Cagnazzo

La sindrome di Nonna Papera: La Champions, il Napoli e il senso sportivo

in In Evidenza/La Cultura/Pianeta Donna/Simonetta Santamaria Blog by
La sindrome di Nonna Papera: La Champions, il Napoli e il senso sportivo

Cari merengues, mi levo una pietra dalla scarpa. E vi dico che…

Un Articolo di Simonetta Santamaria
Un articolo di Simonetta Santamaria

Premetto che oggi, 8 marzo, non ho una cippa da festeggiare perché questa cosa della Festa della Donna la trovo una cazzata retorica, un contentino che dai a soreta perché io voglio tutto il pacchetto 365giorni-all-inclusive altrimenti stattene dove stai che stai bene.
Detto ciò, voglio riparlare di un argomento (apparentemente) maschile: la Champions League!
Ieri s’è giocata la partita di ritorno tra Napoli e Real Madrid. Ci abbiamo sperato, noi napoletani inside, dint’o core, che il nostro tridentino (“ino” di statura ma “one” in quanto a bravura) facesse il miracolo, magari accompagnato non dalla Madonna (che non credo sia tifosa) ma dal nostro San Gennaro che in questi giorni sta pure tutto contento che il popolo festeggia la mobilitazione dello scorso anno quando lo ha sottratto alle mani ingorde della Curia… E in effetti un paio di manine sante ce le ha messe pure lui, specie quando ha benedetto al 29’ il palo di Reina (noi donne siamo certe che Reina abbia il palo benedetto…)
Abbiamo giocato un primo tempo strepitoso e anche di più, il nostro Dries Mertens ha fatto un gol strepitoso, insomma siamo riusciti a tenere a bada il Gigante, lo abbiamo messo in difficoltà. Non a caso ha segnato due gol di testa. Su calcio d’angolo. Su palla inattiva. Niente azioni mirabolanti, il famigerato CR7 (che ieri sera pareva più quello che dalle nostre parti si definisce “’nu pesce pigliat’ c’a botta”) e compagni sono rimasti a bocca (quasi) asciutta fino alle due cornate di Sergio Ramos, faccia di peste e 1.83 di altezza, che hanno spiazzato il nostro portiere. Tutto questo al 51’ e al 57’: fino ad allora niente da dire, abbiamo dominato noi.
Diciamocelo, i colpi di testa non sono proprio il nostro forte, né a darli né tantomeno a prenderli.
Il gallo sulla munnezza lo ha fatto Álvaro Morata, entrato come un pirito al 77’…
E caro mio, avrai fatto pure gol ma l’ha fatto al 91’ a una squadra ormai demoralizzata che ormai aveva smesso di lottare quindi il tuo gol vale meno di quel pirito sull’onda del quale sei entrato a partita già praticamente chiusa, peraltro su respinta di Reina quindi manco questa grande azione di cui vantarsi.
Per cui quel tuo gesto, quel dito sulla bocca con cui hai voluto zittire la tifoseria napoletana te lo puoi pure ficcare lì da dove (sempre lui) quel pirito è partito. Sei Odioso e Antisportivo. Perché non mi pare che a casa tua noi ci siamo comportati male, Mertens non ha sbeffeggiato nessuno quando ha segnato…
Per cui, caro il mio Álvaro – Grande Pirito – Morata, antisportività per antisportività, ecco che ti dico: ammesso che tu sia il grande calciatore che credi di essere, come sportivo fai veramente schifo.
E pure come uomo non se granché, va’. Perché se vuoi saperlo hai la faccia di culo. E noi donne, noi donne partenopee, tutte sangue e anima, preferiamo uomini come Pepe Reina. Lui almeno ha il palo benedetto mentre tu hai solo una palla.

Simonetta Santamaria, è scrittrice di thriller e horror. Giornalista, motociclista, batterista e svariati altri “ista”; ama i gatti, i viaggi avventurosi e Stephen King (ma lui non lo sa).
Il suo sito è www.simonettasantamaria.net
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Luca Napolitano: cantare è donare me stesso

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Il cantante Luca Napolitano, recente ospite di Sanremo, si racconta

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Luca Napolitano è solare, sorridente, si definisce autore e cantautore di sè stesso, conoscitore di ogni minimo angolo della sua vita, maturo, critico e realista in tutto ciò che lo circonda, ma soprattutto più consapevole di ciò che racconta; reduce dall’esperienza Sanremo ci descrive le sue emozioni e ci parla di sè stesso…

Luca, sei stato recentemente ospite a Casa Sanremo, hai respirato aria festivaliera, vuoi raccontarci questa bella esperienza?
“L’ esperienza sanremese è sempre un’opportunità ed una vetrina importante in ogni suo aspetto e sfumatura. Lo è stata anche per me, esibendomi in uno showcase a Casa Sanremo ed anche in altri eventi organizzati nella stessa città, facendo non solo ascoltare il mio ultimo lavoro “Ci Whatsappiamo” ma anche un tributo che ho voluto fare a Luigi Tenco a 50 anni dalla scomparsa e poi è stata anche l’ occasione per incontrare altri colleghi artisti, amici produttori, addetti ai lavori con i quali condividere nuove idee molto positive anche dal punto di vista lavorativo.”

Tra le tante canzoni che hai presentato nello showcase anche il tuo nuovo singolo “Ci Whatsappiamo”, un brano che ha sapore di modernità e racconta di come sono cambiati i rapporti con l’avvento dei social e delle app nella società odierna. Come mai hai scelto proprio questa tematica?
“Ci Whatsappiamo” affronta le tematiche dei social, ma non solo, diciamo che ne dà una lettura profonda. Snocciola quelli che sono i punti salienti delle realtà virtuali, i suoi incastri psicologici, la sua visione superficiale delle cose e delle persone ed allo stesso tempo evidenzia la sua potenzialità se usata bene. Ho scelto questa tematica dopo un’ attenta osservazione della realtà e, come ho già detto più volte, essendo un social attivo, sia nella vita privata che in quella artistica, ne ho voluto scrivere e raccontarne un significato con i pericoli ma anche con le opportunità che essi offrono .”

Dal tuo ingresso ad “Amici” è passato molto tempo, quanto ha influito sulla tua carriera il format della De Filippi?
“Il talent “Amici” è stata una vetrina/palestra importante, mi ha dato l’ opportunità di farmi conoscere al grande pubblico segnando il mio percorso artistico che poi è continuato in questi 8 anni nei quale mi sono messo alla prova imparando a crescere, ad ascoltarmi, a riconoscermi, scoprendo tanti lati e di me importanti. Ho coltivato il dono della scrittura, diventando autore di tutti i miei brani.”

A quale dei tuoi album o singolo ti senti più legato?
“Con il primo album ho un legame inscindibile. Esso rappresenta la mia prima vera realizzazione. Sono molto legato al primo singolo “Forse Forse” ed anche a Maria De Filippi la quale lo ha considerato giusto per me. Il primo EP mi ha consacrato nel firmamento della musica italiana ed è il disco che ha creato un legame forte tra me e il mio pubblico.”

Fai parte della Nazionale Cantanti che è conosciuta per scopi umanitari e benefici ed è qualcosa di cui noi italiani andiamo fieri, lo sport e la beneficenza sono sicuramente un binomio vincente ci credi?
“Sì, ci credo tantissimo da sempre . Noi artisti abbiamo il dovere di aderire alle iniziative sportive o sociali per aiutare il prossimo e stargli vicino con la nostra arte non solo per farli divertire o innamorare ma anche per farli sperare. Diciamo che lo sport in questo caso è una opportunità.”

Sei testimonial nel sociale, quanto è importante per un cantante usare la sua fama a scopi benefici?
“Come dicevo, abbiamo il dovere di ridare agli altri ciò che noi riceviamo ogni giorno, con la nostra arte, mettendo la musica e la nostra vita anche al servizio del prossimo e di chi ha bisogno di noi.”

Sei stato anche protagonista del film “A sud di New York” di Elena Bonelli, non si può proprio dire che ti annoi, con quale spirito hai vissuto anche questa esperienza?
“Con lo spirito positivo, è stata un’ esperienza duplice sia perché ho cantato e ho reso la musica protagonista di un film e sia perché mi sono cimentato nell’arte cinematografica che fin ad allora non avevo mai fatto. Quindi posso dire positiva ed entusiasmante.”
Cosa significa cantare per te?
“Significa donare me stesso, tutto ciò che sono, tutto ciò che ho. Significa passione , lotta e perfezione. Non saprei pensarci diversamente da questo.”

C’è qualcosa che vorresti consigliare ad un giovane che vuole intraprendere la tua stessa carriera?
“Innanzitutto restare se stessi indipendentemente dal resto, non fermarsi davanti ai tanti no e non entusiasmarsi ai primi si. Restare in equilibrio, camminare o anche correre con i piedi ben saldi a terra e non perdere mai il contatto con la realtà, renderla vera ogni giorno di più.”

Hai progetti per il futuro, vuoi raccontarceli?
“In questo momento sono impegnato con la realizzazione del nuovo album. Nel nuovo progetto troverete tante sfumature e lati inediti della mia persona. Un uomo che vuole più fuoco nella sua vita. Il resto poi lo scoprirete solo seguendomi.”


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Andrea Carri: pedala piano ma al piano va forte

in La Musica/Simonetta Santamaria Blog by
Andrea Carri: pedala piano ma al piano va forte

Ha inventato il pianoforte a tre ruote per portare la musica alla gente

Un Articolo di Simonetta Santamaria
Un articolo di Simonetta Santamaria

A vederlo sembra il figlio che tutte le mamme vorrebbero avere, e anche il fidanzato che molte ragazze vorrebbero avere. Bello, col suo borsalino sempre calcato in testa; simpatico, con un sorriso che scioglie anche le anime più fredde. Talentuoso, che sprigiona musica dalle dita, con la stessa energia con cui Darth Sidious spara le sue saette. Sto parlando di Andrea Carri, il giovane pianista emiliano che sta facendo tanta strada suonando… e pedalando. Curioso vero?
Ho avuto il privilegio di ascoltarlo in concerto e oggi nella mia musicoteca ci sono tutti i suoi album. È stato un vero e proprio rapimento dei sensi, ecco perché voglio raccontarvi un po’ della sua storia: il resto ce lo dirà lui.
La sua passione – perché proprio di passione si tratta – per il pianoforte nasce agli albori, in una casa dove gruppi come i Genesis erano il pane quotidiano e Tony Banks deliziava i cuori e intanto gli plasmava la mente con i suoi assolo di Firth of Fifth e The Cinema Show. Ha iniziato a suonare a 6 anni e da allora non ha mai smesso.

– Ingegnere ambientale per lavoro, pianista per vocazione. Hai scelto di non seguire il percorso del Conservatorio ma quello della genialità, senza gabbie, senza cliché. Il Cammino dell’Arte, potremmo dire, o piuttosto consapevolezza che in Italia campare d’arte è pressoché utopistico?
AC: Più o meno entrambe le cose. In primis, cercavo una forma artistica che mi consentisse una totale libertà, lontano dalla logica del guadagno e del dover scrivere e produrre a tutti i costi. Non credo che campare d’arte sia utopistico, ma sicuramente ti costringe a compromessi. Compromessi che a volte ti portano ad odiare quello che stai facendo. Io non volevo che questo accadesse: voglio essere libero di suonare quando ho qualcosa da dire e quando mi comporta piacere, senza doverlo fare “per forza” sempre. Inoltre trovo che il Conservatorio dia una buona preparazione su alcuni ambiti musicali, mentre sia estremamente carente sotto altri aspetti. Io ho scelto il cammino che più mi interessava e stimolava, fatto di una grande esperienza live e tanti anni di gavetta. E devo dire che sono soddisfatto del percorso intrapreso, anche se invidio alcuni colleghi per la loro sicuramente maggiore preparazione tecnica.

La sua musica è di stile neoclassico, sulla scia di Ludovico Einaudi a cui Andrea si è molto ispirato nei primi anni del suo percorso artistico, per poi via via ricercare un suo stile che lui ama definire “autobiografico”: racconta sensazioni, fotografa momenti e li traduce in note. E preferisce pubblicarli in un tempo non troppo lontano dal momento stesso, perché il suo tempo è il presente.

– Come nasce un brano di Andrea Carri? Quali sono le dinamiche che danno vita alle tue creature?
AC: Ogni brano ha una storia a sé stante e parte da sensazioni, immagini, attimi che per un qualunque motivo mi catturano. È veramente complesso spiegare quello che accade… di certo posso dire che trovo molto difficile e forzato comporre quando non ho nulla da esprimere, ed il risultato in quel caso non mi soddisfa mai. Superato il primo ostacolo, quello istantaneo dell’idea nuda e pura, iniziamo mesi di affinamento e cura dell’arrangiamento. Quando inizio ad avere diverse storie nel cassetto, sufficienti per dare vita ad un album, cerco di creare un sound coerente e possibilmente uniforme, con il quale entro in studio di registrazione. Il percorso descritto è piuttosto lungo: mentre per l’idea base a volte mi occorrono anche solo 10 minuti, il completamento della stessa è frutto di diversi mesi. Di certo, quello che esce dal mio pianoforte mi riguarda sempre molto strettamente e racconta un periodo della mia vita.

E ora parliamo del singolare progetto che da circa un anno a questa parte gli sta rinforzando quadricipiti e polpacci, muscoli che con un pianista avrebbero in teoria ben poco a che vedere: Pedala Piano. Insieme con Daniele Leoni e Francesco Mantovani, anche loro pianisti, ha progettato una sorta di triciclo – verde come dovrebbe essere la natura – su cui è montato un pianoforte, e finanziato con il crowfunding attraverso MusicRaiser: oggi con quello girano per l’Emilia (ma non solo) per portare la musica alla gente. E la gente è felice di ascoltare un pianista di strada che gli arriva sotto casa, perché la musica ha anche questo magico potere.
Si muovono almeno in due per volta, i loro concerti si svolgono a tappe: quattro o cinque di una mezz’ora ciascuna e poi via verso una nuova piazza. La formula sta riscuotendo un enorme successo e ora li vogliono dappertutto.

– Nomen omen: Carri. C’erano delle ruote nel tuo destino. Com’è suonare per le strade in sella a una bici a tre ruote? Stare tra il pubblico, a contatto con la gente, è di certo emozionante ma rispetto al palcoscenico e un pianoforte a coda?
AC: È completamente diverso, ma non per questo privo di emozioni. Un palco ed un pianoforte a coda ti permettono di suonare un certo tipo di brani, creare di conseguenza un’atmosfera più intima e riflessiva, fatta anche di respiri e silenzi, in un luogo in cui il pubblico è lì per te. Suonare in mezzo alle strade invece ti porta in un qualcosa di completamente diverso, che sicuramente rappresenta un’ottima palestra. La gente infatti incrocia per caso le tue note e tu devi essere in grado di catturarli: a mio parere i feedback che si ricevono in strada sono di fondamentale importanza! In ogni caso, amo entrambe le situazioni, che mi regalano grandi emozioni!

Ha all’attivo quattro album da solista: Partire, Stanze Segrete, Metamorfosi e Chronos. E il quinto è in arrivo a fine aprile. Si chiamerà Shadows ed è prodotto dalla Memory Recordings di Fabrizio Paterlini. La novità sarà rappresentata dalla compresenza del batterista/percussionista Francesco Camminati. Nuove sonorità quindi…

– Shadows sembra voler disegnare una svolta nel tuo modo di fare musica: esigenza evolutiva, metamorfosi (giusto per citare un tuo album) o semplicemente istinto?
AC: Direi tutte e tre le cose insieme. Shadows nasce quasi per caso, così come l’idea di coinvolgere la batteria. Infatti un locale nel quale mi esibisco regolarmente mi chiese di preparare un duetto per la stagione estiva. Prendendo al balzo le loro esigenze, decisi di sperimentare e, anziché coinvolgere un cantante o un violinista, come si fa di solito dalle mie parti, mi sono buttato sulle percussioni di Francesco, perché a mio parere poteva nascere qualcosa di interessante. Le prime date sono subito andate benissimo, suscitando un buon interesse. Il naturale passo successivo è stato quello di iniziare a scrivere qualcosa insieme. E l’occasione si è presentata al momento giusto, in quanto sentivo che era giunto il momento di cambiare, di evolvermi verso un sound diverso, più ritmico e movimentato, senza però perdere gli elementi che mi hanno sempre contraddistinto. La direzione presa credo sia quella giusta e i concerti di presentazione del disco fatti fino ad oggi sembrano confermare tutto questo.

Aspettiamo Shadows, dunque. E sulle note di Universal Gravitation, uno dei brani dell’album che vi facciamo ascoltare in anteprima, facciamo un grande in bocca al lupo ad Andrea e ai suoi colleghi. Pedalerete pure Piano, ragazzi, ma andate davvero Forte.

Andrea Carri Official

Simonetta Santamaria, scrittrice di thriller e horror. Giornalista, motociclista, batterista e svariati altri “ista”; ama i gatti, i viaggi avventurosi e Stephen King (ma lui non lo sa…)
Il suo sito è www.simonettasantamaria.net
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“Trama Aurunca” …Emozioni e Creatività di un Territorio”

in Eventi/Federica Pansadoro Blog/Il Sociale/L'Arte/La Cultura by
TRAMA

Museo delle Civiltà, presso il Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari ospiterà dal 10 marzo al 30 aprile 2017, la Mostra “Trama Aurunca … Emozioni e Creatività di un Territorio”.

L’iniziativa ideata dalla stilista Lisa Tibaldi e realizzata in collaborazione con il Parco Naturale dei Monti Aurunci, prende ispirazione dalla magica natura della catena montuosa del Lazio meridionale, un’area naturale protetta istituita nel 1997 e situata al confine tra le province di Frosinone e Latina.

Il progetto della mostra, concepito da Lisa Tibaldi, prevede l’esposizione di una serie di creazioni di moda e di design, realizzati attraverso la lavorazione dei filamenti della “Stramma”, una tipica pianta spontanea a cespuglio frondoso presente sui Monti Aurunci dal nome scientifico “Ampelodesmos mauritanicus”, utilizzata nei secoli per gli usi più diversi, dalle corde per le imbarcazioni alla produzione di ceste e cestini, fino all’arredamento per le case di campagna.

Grazie al suo “know-how” nel campo della moda e al supporto tecnico degli artigiani del laboratorio di arti e mestieri del parco, la stilista romana tramite un percorso ben mirato, presenterà una serie di manufatti artigianali: collane, bracciali, orecchini e borse che ben si integreranno nelle varie aree del Museo delle Civiltà di Roma, uno dei Musei più esclusivi della capitale dove è possibile ammirare oggetti e testimonianze delle arti e delle tradizioni popolari che vanno dalla fine del XIX secolo alla prima metà del XX.

In tutte le cose della natura esiste qualcosa di meraviglioso”, sosteneva Aristotele. La tradizione e la suggestione emotiva nel quale il progetto “Trama Aurunca … Emozioni e Creatività di un Territorio”, si identificherà e troverà la sua massima espressione nell’esposizione del quadro moda finale, due abiti scultura realizzati interamente in “Stramma”, due opere d’arte che avranno il privilegio di rappresentare a livello internazionale, i valori e l’essenza dell’artigianato Made in Italy.

Trama Aurunca … Emozioni e Creatività di un Territorio”

Opening 10 Marzo 2017 – ore 17:30

Museo delle Civiltà – Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari

Piazza Guglielmo Marconi, 8/10, 00144 Roma

Ufficio Stampa: Together eventi comunicazione

Antonio Falanga togethercomunicazione@gmail.com

Pubbliche Relazioni: P&G Events

Grazia Marino info@pgevents.it

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Marco Peluso racconta “Macerie”: un libro per Amatrice

in Anna Lamonaca Blog/La Cultura/Uncategorized by
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Un’iniziativa nata da un gruppo di scrittori mossi da un intento benefico

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Macerie è un’antologia di racconti edita da Le Flauners edizioni il cui ricavato andrà in favore alle vittime del terremoto che ha colpito nell’agosto 2016 le città di Amatrice, Arquata e Pescara del Tronto, Accumoli e Montereale. Il progetto nato da un’idea degli scrittori Marco Peluso, Maddalena Costa e Claudio Santoro può vantare la prefazione di Antonella Cilento ed è stato presentato a Napoli presso il Portico340, un pittoresco bar letterario del centro storico. In occasione di questo evento Io Giornalista ha intervistato Marco Peluso che ci ha introdotto nel “mondo” di “Macerie”:

Il libro è un antologia di racconti nata con un intento benefico, vogliamo parlare di questo progetto? “Macerie è un’idea nata da un autore che per motivi personali ha deciso in seguito di lasciare il progetto. Fu lui a chiedermi, se volessi partecipare a una raccolta di racconti per raccogliere fondi a favore delle vittime di Amatrice, terremoto a suo tempo primo fra i diversi sismi che hanno colpito il centro Italia. Inizialmente fui riluttante a tale iniziativa. Avevo due romanzi da finire e poco interesse per una cosa che mi sembrava alla “Barbara D’Urso”. Ma dopo due giorni ci pensai su, ragionando su come al di là della raccolta fondi, una tale iniziativa fosse in grado di dare alle persone un’altra visione di un terremoto: il terremoto quotidiano. Quello che affrontiamo ogni giorno e spesso rade al suolo le nostre certezze. Così dissi di sì e subito contattai Maddalena Costa e Claudio Santoro; autori e con me coordinatori di Macerie. “

18 storie, 13 autori, è stato difficile fare una selezione dei testi? Chi ti ha aiutato? “Non è stato per niente facile selezionare gli autori, nonostante i miei contatti e quelli degli altri coordinatori. Meno di un anno fa mi occupai di un’altra antologia da me ideata e realizzata con altri scrittori. Proprio per questo ho scelto gli autori di Macerie, assieme agli altri coordinatori, con maggiore maturità e così gli altri coordinatori che hanno proposto altri nomi.”

Qual è il fil rouge che lega questi racconti? “Il filo che lega i racconti è senza dubbio l’imprevedibilità della vita e la fragilità umana. Un terremoto giunge spesso senza preavviso e distrugge tutto, proprio come accade nella vita di tutti i giorni. Crediamo che delle cose, una posizione sociale o degli affetti possano darci la vita, ma in un attimo tutto crolla e ci troviamo soli, doloranti, feriti, stremati a strisciare fra polverose macerie. In fondo ciò che unisce i racconti si può definire in un unico termine: la natura umana. La vita, tremendamente imprevedibile, e come in un attimo possa sfuggirci di mano.”

I personaggi presentati hanno vissuto “un crollo” interiore, una sorta di parallelismo con i “crolli” prodotti dal terremoto, ma come ci si risolleva da tutto questo? “Attenzione, noi autori e i nostri personaggi, non abbiamo la pretesa di insegnare niente. Non siamo dei guru né i nostri personaggi sono degli eroi, anche se purtroppo la letteratura attuale (più che nel passato) è piena di autori che si credono maestri di vita. Spero, infatti, che siano le fragilità dei personaggi di Macerie, e non gli autori, a donare qualcosa ai lettori. Perché qui non incontrerete eroi, ma persone fragili come noi tutti e forse proprio entrare in empatia con loro, vedendo così noi stessi, ci permetterà di capire non quale sia la giusta via da seguire, ma la via sbagliata da non seguire.”

Dal libro appare chiaro il messaggio esistenziale che l’insicurezza, la precarietà facciano parte della nostra società moderna… E’ così? “La nostra società è precaria in tutto, persino in ciò che dovrebbe essere la chiave della vita, ossia il diritto alla sopravvivenza. Dal punto di vista economico, viviamo in un paese fallimentare in cui cerchiamo di mantenere ancora uno stile di vita da “Primo mondo”, senza renderci conto di far parte del “Secondo mondo” ormai. Le paghe non sono proporzionate al costo della vita. Si vive faticando ad arrivare a fine mese, mentre la nuova borghesia si arricchisce, i poveri diventano sempre più poveri. Vogliamo parlare del lato umano e culturale? Esistono persone che possono ritenersi fortunate guadagnando 900 euro al mese facendo lavori umilianti, e nella stessa nazione altre persone possono pagare una retta annua di 10.000 euro per una scuola di scrittura quale la Holden. Questo dislivello era chiaro da prima, ma ciò che ora è forse più chiaro è quanto anche l’ambito culturale della nostra nazione sia qualcosa destinato solamente a una classe di pochi privilegiati, rendendo così precari non solamente i sogni di migliaia di persone, quanto i canali informativi, culturali, artistici e mediatici dello stesso paese. Viene da chiedersi: “Chi domani insegnerà ai nostri figli e cosa?”.

Nei racconti non si narra solo il male, ma anche le possibili ricostruzioni; in essi infatti sembra emergere il bagliore della speranza, è vero? “Questa è una cosa che lascio decidere ai lettori. Non vorrei sembrare troppo filosofico, ma la speranza in fondo è sempre presente nella natura umana, anche quando si crede di non averne più. La speranza è ciò che ci impedisce di ucciderci; a volte è un bene, a volte la si vive come il peggiore dei mali, perché diffonde in noi le metastasi dell’illusione. Eppure è sempre viva e pulsante in noi, anche quando stiamo al tappeto, piangendo, urlando e soffrendo per un destino avverso”.

La prefazione è stata redatta dalla scrittrice Antonella Cilento, come nasce la vostra collaborazione? “È da ottobre che studio sotto la guida di Antonella presso i suoi laboratori Lalineascritta e devo dire che è nata subito una forte empatia tra noi. È una donna eccezionale e mi ha sorpreso quando, chiedendole se volesse realizzare la prefazione per Macerie, mi rispose subito di sì.”

Quali sono le prossime date di presentazione del libro e dove si può acquistare? “ Il 24 marzo presso il centro polifunzionale L’Oasi a San Giovanni a Teduccio (Napoli). Centro realizzato dall’Associazione “Figli in Famiglia”, di cui mia zia Carmela Manco è presidente, e che opera da circa 23 anni sul territorio per la tutela dei minori e delle famiglie. Tutti gli autori sono impegnati a realizzare diverse presentazioni in tutta Italia. Potrete consultare il calendario sulla pagina Facebook di Macerie, e per chi volesse, il libro è disponibile presso il sito della Le Flaneurs edizioni, o su Amazon.”

Perché leggere Macerie? Ebbene si, vi sto invitando ad autopromuovervi… “Come direbbe Maddalena Costa “Marco, tu non sei bravo a venderti”. Ed è vero! Non lo sono. Ma se dovessi darvi un motivo per leggere Macerie, senza dirvi che bravissimi autori si sono impegnati e che esistono, a mio dire, racconti che sarebbero degni di grandi case editrici, allora vi direi che Macerie contiene racconti con un’anima. Posso dirvi che Macerie è un’antologia che è costata lacrime agli stessi autori ed è un libro degno di essere letto.”

La Cilento nella sua prefazione afferma che “Stiamo diventando tutti macerie”, sei d’accordo con questa sua definizione? “Credo che Antonella sappia il fatto suo e sono pienamente d’accordo con lei. La nostra società è governata da capre e seguita da caproni, chi non vuole piegarsi viene affamato ed esiliato in ogni modo. Siamo tutti pietrificati su noi stessi. Viviamo per un piacere effimero e quando crediamo di star costruendo qualcosa, lo stiamo facendo su macerie instabili. La nostra vita è fatta di un lavoro odiato, di affetti odiati, di cose che accumuliamo. Siamo simili a telespettatori inchiodati a una sedia che fissando una scena d’azione urlando “Ah, ma se ci fossi io lì”, senza accorgersi che si trovano lì e non stanno facendo niente che la loro vita sta svanendo in una routine fatta di frustrazioni, rancori, invidie, e dolore. Antonella ha menzionato Cortázar, in “Casa occupata”, degli “invasori” occupano una casa, recludendo i due abitanti in una sola stanza. Loro vanno via. Lasciano la casa tanto amata, rassegnandosi al destino crudele. Cortázar è stato un maestro di realtà. Più realistico (nella sua fantasia) di autori quali Carver o Bukowski, eppure mi piacerebbe che qualcuno avesse lottato per quella casa. Farlo significherebbe non essere “macerie”.

Marco, parliamo di te, scrivi romanzi, racconti storie crude e reali, hai uno stile molto particolare e crudo, quando nasce la tua passione per la scrittura? “Io scrivo da sempre, da quando ero bambino; dapprima poesie d’amore, poi racconti sulla scia di Bukowski e poi via con i romanzi, sto vivendo tanti cambiamenti negli ultimi anni. Il mio primo libro fu 20.000 leghe sotto ai mari. Avevo solo 10 anni quando lo lessi e da allora mi innamorai della lettura. Lessi tanti classici trovai la mia voce leggendo Shakespeare (a mio dire l’autore più completo di tutti), divorando tutte le sue opere. Fu però “Opinioni di un Clown” a dare il via alla mia vera passione. Quello che a oggi è il mio libro preferito. Da allora non mi sono mai fermato.”

Cosa rappresenta scrivere per te? “Cosa rappresenta per te respirare?”

Sei molto attivo in campo culturale, vuoi anticiparci qualche tuo progetto futuro? “Progetti futuri?  “Al momento ho “a terra” due romanzi: “Nuda” e “Lei” che rivedo di continuo. Sono dei mattoni di 520 pagine e 400 pagine che invierò solamente a grandi case editrici quando sarà il momento. Intanto sto finendo il mio ultimo romanzo, “La finestra chiusa” un libro forse più doloroso di tutti. Ho intenzione di scrivere una raccolta di racconti su Napoli, chiamata “Vicoli”.


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Adriana Soares in mostra a Roma nella sede di Banca Generali

in Eventi/Federica Pansadoro Blog/Il Cinema/L'Arte/La Cultura/La Musica/Pianeta Donna by
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“Percorsi” è la nuova esposizione di Adriana Soares, ex modella di origine brasiliana, mamma di due splendidi bambini, che ha volutamente lasciato le passarelle per dedicarsi alla famiglia e alla sua passione per la fotografia . L’esposizione si terrà nella sede romana di Banca Generali a Via Bissolati 76.  Si chiama ” Percorsi” perché la mostra tratta di due percorsi professionali , nello specifico l’incontro tra la Soares e la private banker Stefania Borrelli di Banca Generali.

Adriana Soares ( www.adrianasoares.com),  è un’artista eclettica che ha saputo sviluppare, in primo luogo con se stessa e poi con le toccanti immagini che ci propone, una crescita espressiva che colpisce inevitabilmente. Elemento di novità rispetto alla sua precedente produzione creativa, l’artista realizza per questa mostra Percorsi è una opera  dedicata alla Musica. L’immagine del Maestro Andrea Morricone ( www.andreamorricone.com) esprime in quest’opera, il suggestivo e colorato messaggio che la Musica evoca in tutti noi. L’opera “si staglia” rispetto alle precedenti più, crepuscolari ed intimiste, regalandoci un tripudio di note colorate, un inno alla vita. Banca Generali, ha subito colto le potenzialità di quest’artista e quale leader tra gli Istituti particolarmente votati al risparmio gestito, ha inteso sostenere questa iniziativa artistica. Di Stefania Borrelli , https://consulente.bancagenerali.it/web/STEFANIA.BORRELLI, parlano invece i suoi  risultati professionali, nonché quelli dell’Istituto che rappresenta, in quanto tra i tanti requisiti che connotano la professionalità di questa private banker  vi è anche  la riservatezza, un vero mantra per un Consulente finanziario di fiducia.

Molti gli invitati illustri sia del mondo dell’arte che della finanza, tra questi ultimi l’economista Fabio Verna, la giornalista Rai Antonietta Di Vizia e Cristina Mechilli, segretario generale Accademia Angelico Costantiniana(www.accademiacostantiniana.com). Ospite d’onore della serata inaugurale sarà il Maestro Andrea Morricone. ” Percorsi” sarà visitabile fino al 30 maggio 2017

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Urban Mission Training, il 4 marzo a Roma

in Eventi/Federica Pansadoro Blog/Il Sociale/La Cultura/Pianeta Donna/Uncategorized by
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Dopo il grande successo dell’anteprima mondiale, lo scorso 18 dicembre, “Urban Mission Training”, il primo fitness tour itinerante che consente di allenarsi tra i luoghi più belli della città, torna nella Capitale con un nuovo ed eccitante percorso: dal Circo Massimo attraverserà il Parco della Caffarella, toccando il Colosseo, via dei Fori imperiali, piazza Venezia, piazza Navona, Campo dei Fiori, il Teatro Marcello, il Giardino degli Aranci, per concludersi al punto di partenza.
“Lo sport dà alla vita un maggiore equilibrio psicofisico e l’arricchisce di serenità e coraggio”
Così Gabriella Dorio, l’atleta italiana medaglia d’oro nei 1500 metri piani alle Olimpiadi di Los
Angeles ’84, definisce l’attività sportiva. Parole fatte proprie da “Urban Mission Training”, il fitness tour
mondiale organizzato da Plank-on!, l’azienda americana di abbigliamento sportivo con produzione
rigorosamente made in Italy.
Dopo l’esordio del 18 dicembre e la seconda tappa a Napoli il 12 febbraio, il tour torna nella capitale il
4 marzo, con partenza alle ore 9.30 dal Circo Massimo, per attraversare di corsa i luoghi più belli e suggestivi
del centro storico, sposando l’attività fisica alla contemplazione delle incomparabili bellezze artistiche della
città.
“Urban Mission Training” è il primo evento itinerante al mondo di fitness all’aria aperta. Un insieme di
attività sportive con diversi livelli di esercizio, praticabili da tutti per mantenere la forma fisica, che dopo
Roma e Napoli proseguirà a New York, Nizza, Vancouver, San Francisco e molte altre città del mondo. Ciò che
fa di “Urban Mission Training” un evento inedito è il fatto di svolgersi per le vie cittadine, secondo itinerari
prestabiliti che attraversano luoghi di grande interesse artistico e architettonico.
Il tour del 4 marzo toccherà alcuni fra i più bei luoghi di Roma, quelli che tutto il mondo conosce e ammira,
per una durata di circa 90 minuti. Dopo la partenza dal Circo Massimo, i partecipanti attraverseranno il Parco
della Caffarella, toccando poi il Colosseo, via dei Fori imperiali, piazza Venezia, piazza Navona, Campo dei
Fiori, il Teatro Marcello, il Giardino degli Aranci, per ritornare infine al Circo Massimo.
“Urban Mission Training – dichiara Gianluca Petrai, Sales Manager and Development di Plank-on e personal
trainer UMT – È nato con l’idea di portare nel mondo la nostra passione per lo sport, la nostra filosofia di vita…..e
non a caso ”believe in your core™” è parte del nostro logo, perché solo credendo in te stesso potrai raggiungere i
tuoi obiettivi e non solo nello sport. La vita ci riserva molte sfide e bisogna affrontarle con la giusta
determinazione, la stessa che necessita qualsiasi tipo di allenamento. Plank-on! UMT vuole portare nel mondo
proprio questa filosofia e far vedere con occhi diversi le bellezze che ci circondano che spesso non ammiriamo nel
giusto modo. Tutto al ritmo della bella musica che scandisce i nostri momenti piu belli. Enjoy your
training….believe in your core!
FARE SPORT CON L’ALLENAMENTO A INTERVALLI AD ALTA INTENSITÀ”.
“Urban Mission Training” è il nuovo allenamento urbano che fa il giro del mondo nelle più belle e caratteristiche
città e consiste in un insieme di tecniche studiate per consentire agli sportivi di raggiungere il proprio obiettivo
partendo dal concetto base che lo sport è salute. Una di queste tecniche è l’ High Intensity Interval Training
(HIIT), traducibile in italiano come “allenamento a intervalli ad alta intensità”, una metodologia di allenamento
che alterna periodi brevi ad alta intensità di lavoro con periodi di recupero attivo in cui si svolgono esercizi blandi.
Il percorso romano di “Urban Mission Training” è di 9 km e abbina la corsa alla camminata veloce, sfruttando i
benefici degli allenamenti intervallati che hanno la caratteristica di agire sulla massa grassa, agli esercizi specifici
svolti in tre distinte stazioni a intensità graduale: si raggiunge la prima stazione fissa di Body Wake con esercizi
mirati al risveglio muscolare e alla preparazione del corpo in vista della stazione successiva, UrbanFeptyBand in
cui si utilizzano innovative bende per lavorare sulla mobilità articolare e sulla flessibilità per ripartire e raggiungere
la terza stazione di 3Kamp, un insieme di esercizi funzionali studiati per potenziare e aumentare la prestazione
fisica.
Il format “Urban Mission Training” è adatto agli sportivi e l’allenamento che si esegue presso le stazioni fisse, pur
essendo intenso, è adattabile alla propria preparazione e al proprio stato fisico.
I tre trainer di “Urban Mission Training” sono sempre presenti per seguire i partecipanti e correggerli
nell’esecuzione degli esercizi, dando anche preziosi consigli sulla nutrizione più adatta per sostenere
opportunamente il corpo durante l’allenamento.
Partecipare a “Urban Mission Training” è un’esperienza di allenamento unica; chi lo ha provato ne ha
confermato i benefici sia dal punto di vista fisico che emozionale ed energetico, due aspetti fondamentali nello sport,
che richiede di credere in se stessi per spingersi oltre i propri limiti e raggiungere un risultato.
Per iscriversi a “Urban Mission Training” basta collegarsi al sito www.plank-on.com, sezione UMT, selezionare
il luogo preferito e la data, quindi acquistare il biglietto al costo di 15 euro oppure pre-registrarsi scrivendo a
info@plank-on.com e pagare sul posto. Per i tour che si svolgono all’estero sono disponibili dei pacchetti viaggio
tramite l’agenzia convenzionata Plank-on!
SOLIDARIETA’ PER COMBATTERE LA VIOLENZA SULLE DONNE E IMPEGNO PER
L’AUTISMO
Sempre in tema sociale, al tour romano parteciperanno le attrici che hanno posato per le fotografie della mostra “No
Violence” di Michele Simolo, contro la violenza sulle donne. Un modo per contribuire a stigmatizzare questo
drammatico fenomeno.
E solidarietà rinnovata anche per la Onlus “Divento Grande” – che si occupa della inclusione sociale di bambini e
ragazzi autisti – alla quale sarà devoluto parte del ricavato dell’evento.
Plank-on! (Maple Tree Ln, Sparta – NJ, Usa) è un’azienda americana produttrice di abbigliamento sportivo
rigorosamente “made in Italy”. Con il claim “Believe in your core” dichiara le proprie radici che affondano nella
passione per lo sport fatto di impegno e dedizione.
Ufficio Stampa  Rossana Tosto

redazione@rossanatotosto.com

 

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Passioni d’opera

in Eventi/Federica Pansadoro Blog/L'Arte/La Cultura/La Musica by
danza

Un bel dì vedremo. Levarsi un fil di fumo…”

Parafrasando una delle arie più note e poetiche del repertorio lirico italiano, anche noi “un bel dì vedremo” uno spettacolo di grande fascino culturale, in cui lirica e danza si fondono in un unico linguaggio teatrale per raccontare i sentimenti attraverso il bel canto e il movimento del corpo.

Nel suggestivo spazio del Teatro di Documenti, nel quartiere Testaccio a Roma, sabato 4 marzo alle ore 20.45 e domenica 5 marzo alle ore 18.00, va in scena Passioni d’Opera” – Le più belle pagine operistiche dedicate all‘amore – per la regia e le coreografie di Anna Cuocolo. Un recital appassionato e appassionante, un viaggio musicale nei sentimenti che agitano l‘animo umano. Da “Madama Butterfly” di Puccini alla “Traviata” di Verdi, da “L’elisir d’amore” di Donizetti alla “Norma” di Bellini, dalla “Cavalleria rusticana” di Mascagni al “Don Giovanni” di Mozart, alla “Carmen” di Bizet e molto altro ancora.

Le arie saranno interpretate dalle voci di Marta Bianco, Elena Nicotera, Angela Romeo, Francesca Soriano, Raffaele Tassone, Matteo Torcaso, allievi del Conservatorio “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia, con la partecipazione straordinaria del soprano Alessandra Rezza. Ad accompagnarli al pianoforte, il Maestro Antonio Condino. La progettazione e la realizzazione dei costumi è stata curata dagli allievi della Accademia di Belle Arti di Frosinone. I testi di Anna Ceravolo che fanno da raccordo tra un brano e l’altro delle opere liriche sono interpretati da Pacifica Artuso, mentre l’allestimento e i costumi sono affidati a Carla Ceravolo.

L’ideazione e la regia dell’intero spettacolo sono opera di Anna Cuocolo, che ha curato anche le coreografie dei balletti. Sul palco, infatti, oltre alla voce e alla musica, sarà protagonista la danza, con i ballerini del corso di Perfezionamento Professionale dell’Associazione Italiana DanzatoriMiBACT, che interpretano con mirabile grazia la potenza delle passioni.

Le note di regia, firmate da Anna Cuocolo, spiegano bene lo spirito che anima l’iniziativa: “Le passioni umane, parte di una dimensione divina, che si raccontano e si elaborano attraverso la ricerca interiore del personaggio dell’Opera, creando un ponte emotivo con chi ascolta e guarda la scena teatrale. Gli stati d’animo si scandagliano e si proiettano sullo spettatore con il gesto che diventa conseguenza dei moti dell’anima e il corpo ne amplifica l’espressione”.

L’idea progettuale nasce proprio dalla volontà di portare all’attenzione del pubblico il nuovo linguaggio espressivo degli interpreti attraverso il multi-language e il body-language, che più facilmente permette allo spettatore di entrare in comunione con le dinamiche emotive dell’opera.

“Passioni d’Opera” è prodotto dal Conservatorio “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia, dal Teatro di Documenti di Roma e dall’Associazione Italiana Danzatori. Arie memorabili che rappresentano lo specchio di sentimenti ed emozioni che accompagnano l’essere umano e che, oggi come ieri, sono incredibilmente e quanto mai vive e attuali.

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Anna Cuocolo è definita dalla critica internazionale “coreografa di tendenza spiritualista”. Ha studiato pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, quindi danza presso l’Accademia Nazionale di Danza e sceneggiatura cinematografica con autentici maestri come Age e Suso Cecchi D’Amico. Attualmente è docente di Arte Scenica presso il Conservatorio di Musica “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia.

Al suo attivo ha numerosi incarichi in ambito cinematografico, tra cui “Il cuore altrove” e “Gli amici del bar Margherita” nel ruolo di assistente alla regia di Pupi Avati.

Ha portato le sue coreografie in molti teatri italiani e festival internazionali. E’ stata invitata a creare per Sua Santità Giovanni Paolo II una coreografia in occasione del quarto centenario della morte di San Filippo Neri, interpretata da Toni Candeloro. Ha ricevuto numerosi premi alla carriera, tra cui il “Premio Positano “Leonid Massine” 2003 per l’Arte della Danza.

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