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febbraio 2017

La sindrome di Nonna Papera: oje vita, oje vita mia! Napoli vs Real Madrid, che sfida!

in Il Sociale/Pianeta Donna/Simonetta Santamaria Blog by
La sindrome di Nonna Papera: oje vita, oje vita mia!

Il Napoli nel cuore, sempre. Anche fuori porta

Un Articolo di Simonetta Santamaria
Un articolo di Simonetta Santamaria

Ieri si è giocata una partita di calcio. Non una qualsiasi ma l’andata degli ottavi di Champions League. Non un’andata qualsiasi, perché giocava il Napoli. Non contro un avversario qualsiasi, perché ha giocato contro il Real Madrid.
Lo so che quei “qualsiasi” che per me sono un’affermazione dell’opposto per alcuni di voi potrebbero sembrare, al contrario, dei veri “qualsiasi” ma vi assicuro che anche solo a nominarlo, il Gigante, fa paura. Campione del Mondo, campione d’Europa, oggi prima in classifica nella Liga. 32 titoli nazionali, 11 vittorie – e primato assoluto – proprio in Champions. 19 Coppe di Spagna, 9 Supercoppe di Spagna, 1 Coppa de la Liga, 2 Coppe UEFA, 3 Supercoppe europee, 3 Coppe Intercontinentali, 2 Coppe del mondo per club e 1 Coppa Iberoamericana…
Il Napoli a confronto è un Davide con la fionda, rappresentata dai suoi 2 scudetti, 5 Coppe Italia, 2 Supercoppe italiane, 1 Coppa UEFA e 1 Coppa delle Alpi.
Ma, excursus storici e palmarès a parte, la fede calcistica per il Napoli è incrollabile, passando per crisi, sconfitte e scivoloni fino alla serie C1. E quindi l’evento di ieri sera andava celebrato in ogni caso perché Davide stava per affrontare con la sua fionda il Gigante che, per ventura o sfortuna che sia, gli era capitato in sorte. In casa sua, per giunta. Io ci sono stata, al Santiago Bernabéu, e vi assicuro che è roba da mozzare il fiato a entrarci da spettatore, figuratevi da protagonista.
E, a proposito della sottoscritta…
La sottoscritta iersera si è trovata nella capitale per motivi di lavoro ma mai avrebbe potuto perdersi la partita: così si è aggirata tra le pizzerie della zona, dove le probabilità di beccare un pizzaiolo napoletano erano più alte della doppietta di Mertens auspicata da molti tifosi, ed è finita da un napoletano doc con doppio schermo e collegamento a Mediaset Premium. Nonché un’interessante storia da raccontare che, come gli ho promesso, mi farò raccontare una prossima volta, “senza partita però, che così stiamo più quieti.”
È stato fantastico, come essere a casa. Eravamo tutti napoletani, lì dentro, per nascita e fede calcistica. Per una sera, quel locale è stato nostro. Tra un trancio di ottima pizza e una jastemma, tra un chitemmuorto e un crocchè di patate, la mia ansia è stata quella di altre 50 persone, la mia gioia pure, l’amarezza per la sconfitta anche.
E, durante l’intervallo, il proprietario fa partire la base, prende il microfono e intona ‘O surdato ‘nnammurato con una voce degna di Caruso. Perché dal lontano ’75 il vero, unico e solo inno del Napoli è e resta lui.

Oje vita, oje vita mia
oje core ‘e chistu core
si’ stata ‘o primmo ammore
e ‘o primmo e ll’urdemo sarraje pe’ mme!

I Righeira si possono fottere, per quanto mi riguarda. Non c’è storia, oje vita, oje vita mia. E tutti lì a cantare a squarciagola, chi con la mano in petto, chi battendole a ritmo… Il calore del popolo napoletano è incredibile, coinvolgente, travolgente. È amore carnale, è passione.

Ce la siamo giocata con orgoglio, al di là del risultato (come recita il sempiterno striscione della Curva B) e ora aspettiamo il Gigante, a casa nostra stavolta. Dove lo faremo sentire meno grande, ne sono sicura. Perché una fionda sarà pur sempre una fionda, ma il nostro cuore azzurro in quanto a grandezza non lo batte nessuno.
Ah, per cronaca (e per i soliti detrattori che vogliono donne e calcio su due pianeti diversi, come per la guida e la meccanica), molte di noi del gentil sesso sanno di pallone quanto voi maschietti: fuorigioco, palle inattive, ruoli e zone; sappiamo pure distinguere il primo palo dal secondo, pensa un po’…
Non ci sottovalutate, signori, le donne possono riservare delle splendide sorprese, e non necessariamente sotto i vestiti.

Simonetta Santamaria, è scrittrice di thriller e horror. Giornalista, irriducibile motociclista, amante dei gatti e delle orchidee.
Il suo sito è www.simonettasantamaria.net


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Sanremo 2017 e me, una diciassettenne…

in La Cultura/La Musica by
copertina-sanremo-2017-conti-de-filippi

Tutti ne parlano… spesso a caso… ma ai giovani, Sanremo 2017, interessa davvero?

Ascoltiamo una diciassettenne…

Articolo di Camilla Gallucci
Articolo di Camilla Gallucci

E finalmente anche quest’anno arriva lui…
Sanremo 2017, ormai giunto alla sua 67° edizione, e non si smentisce mai ,tra critiche e opinioni più o meno positive.
Non c’è niente da fare, l’avvenimento lascia sempre dietro di sé una scia di cadaveri, di vincitori o vinti di cui sentiremo parlare ancora per qualche mese dopo la chiusura del suo sipario.
Io non sono un’amante del festival, soprattutto per la mia giovane eta’e credo di averne vista solo un edizione, con mia mamma, qualche anno fa.
Nei giorni passati sono planata con il telecomando su Rai Uno e mi sono voluta soffermare un attimo a guardare ciò che accadeva in questo fantasmagorico mondo canoro.
Di una cosa sono certa, Sanremo e’ la città dei fiori, ma in realtà ieri non ne ho visto nemmeno uno che adornava la famosa scala dalla quale, generalmente, i concorrenti scendevano.
Anzi, nemmeno più i cantanti sono scesi a mo’ di sfilata dalla scala, ma sono usciti mesti mesti da dietro le quinte, come fossero attori di secondo ordine, e i fiori ormai, non più protagonisti, sono stati relegati a miseri bouquets.

I conduttori, noti a tutto il pubblico italiano, se la sono cavata abbastanza bene, se non fosse stato che Maria De Filippi ha oscurato la figura di Carlo Conti, togliendogli anche un pochetto di ABBRONZATURA!!!!
Non essendo io un’esperta di musica, non mi azzardo a dare giudizi sulle interpretazioni canore dei concorrenti che hanno calcato il palco stasera,ma ho notato che i BIG si sono parecchio riciclati, usando parole e melodie già a noi note da qualche anno.
Anche la Fiorella Mannoia, che e’ stata secondo le critiche la più quotata alla vittoria,non mi sembra che abbia dato il meglio di sé.
Infatti hanno vinto Francesco Gabbani e la sua buffa scimmia con la loro simpatica canzone, Occidentali’s Karma.
Penso abbia vinto non tanto per la concretezza del testo, ma probabilmente per l’allegria che ha trasmesso al pubblico. Diciamocelo, il testo è furbo e pieno di parole “Tag” da perfetto stile Internet… Google ed il Mercato lo premieranno sicuramente… l’Arte, un pochetto di meno…
Quindi che dire…nulla di nuovo sul fronte occidentale!!!

Anche questa edizione di Sanremo e’ finita con un vincente che nessuno condividera’… ma SANREMO E’ SEMPRE SANREMO!

A proposito… ma chi si ricorda la canzone che ha vinto l’anno scorso?… 😉


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Fabrizio Moro in “Vinile” per il decennale di “Pensa”

in Anna Lamonaca Blog/La Cultura/La Musica by
Fabrizio Moro (720 x 379)

In gara al festival di Sanremo, festeggia con un vinile i 10 anni dall’uscita di “Pensa”

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Pensa è ad oggi l’album più venduto di Fabrizio Moro, quello più amato, dedicato alle vittime della mafia, vincitore del Festival di Sanremo 2007, del Premio Mia Martini della Critica e del Premio Radio & Stampa. Il brano venne supportato da un videoclip diretto da Marco Risi con la partecipazione di Rita Borsellino e molti degli attori del film Mery per sempre che lo stesso Risi aveva diretto nel 1989. Con la versione video di Pensa si aggiudica il Premio Roma Videoclip 2007. Sempre nel 2007 e per questo album a Fabrizio Moro viene assegnato, per il valore Musical-Letterario, il Premio Lunezia. Fabrizio nel 2007 partecipa anche al Festivalbar e apre le date del tour di Vasco Rossi.


Per celebrare i anni dall’uscita dell’album di Fabrizio Moro (2007/2017), già disco di platino sia come album che come singolo omonimo, per la prima volta viene stampata (con all’interno anche la riedizione del CD) un’edizione speciale in vinile a 180 grammi, rimasterizzato ad hoc per questo supporto sempre più rivalutato dagli amanti della musica. L’uscita LP+CD e quella solo CD è stata il 3 febbraio. Grande esclusiva per la versione LP+CD in preorder dal 27 gennaio sul sito www.musicfirst.it: le prime 200 copie sono autografate di pugno dall’Artista.


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Applausi per Luca Napolitano a Casa Sanremo 2017

in Anna Lamonaca Blog/La Cultura/La Musica/Uncategorized by
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Grande successo per lo showcase tenuto a Casa Sanremo

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Ha riscosso successo lo showcase che Luca Napolitano ha tenuto a Casa Sanremo, l’hospitality del Festival sita al Palafiori, nella serata di martedì 7 febbraio. Il cantante ha coinvolto il pubblico nella sua intima e singolare perfomance esibendosi, accompagnato dalla sua chitarra, in un medley di due brani: il suo ultimo singolo “Ci Whatsappiamo” e il primo successo “Forse forse”, per poi concludere con una personale e commovente interpretazione del brano “Vedrai vedrai” di Luigi Tenco, omaggio al grande artista scomparso a Sanremo nel 1967.

Alla fine dell’esibizione, Luca ha ringraziato i presenti, l’organizzazione di Casa Sanremo, ha inviato il suo personale in bocca al lupo a Carlo Conti e Maria De Filippi, ha salutato i fan, concedendosi alle domande della stampa.
Il cantante si tratterrà nella città ligure per seguire da vicino il Festival della canzone italiana e prendere parte a varie trasmissioni televisive e radiofoniche.


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Gianni Marino presenta Salutami Mario e si racconta

in Anna Lamonaca Blog/La Cultura by
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Attore, regista di corti, cabarettista, originario di San Giorgio a Cremano: lo intervistiamo

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

Tra i suoi sketch più conosciuti, nati dalla sua genialità troviamo personaggi come “Gennaro Macleod l’Highlander napoletano”, “Ken il fidanzato di Barbie”, il “Toy Boy gigolò” accompagnatore di donne di una certa età, e lo strepitoso “Calciatore ambito”.
In occasione della presentazione di un suo nuovo cortometraggio-commedia sentimentale “Salutami Mario” lo abbiamo intervistato per voi…

Gianni Marino è un personaggio particolare, fuori dagli schemi prestabiliti, non si definisce né regista, né comico, ma una persona che respira arte che senza  ne morirebbe, nel vero senso della parola, si definisce un artista umilmente parlando, ma non c’è una definizione, non vuole essere etichettato, non è né comico, né regista, nel senso che un progetto è suo se l’ha nel cuore e se l’ha voluto lui”.

Parliamo di Salutami Mario:  “Amo il mondo cinematografico, faccio il comico, ma sogno il cinema, quando posso produco cortometraggi. Salutami Mario è il mio nuovo lavoro, una commedia sentimentale sotto forma di cortometraggio in cui io sono attore, regista e sceneggiatore, ho tratto ispirazione per questa commedia dal rapporto di coppia, nei tempi moderni è difficile fidarsi dell’altro. La trama è semplice, si tratta di una storia d’amore e di gelosia tra Luca, giovane imprenditore e Laura una professoressa che andrà a lavorare fuori Napoli. Un amore fatto di difficoltà di coppia generate dalla lontananza  e ci sarà un colpo di scena finale. Nel cast a recitare con me, Martina Amato ed Andrea Aiuto. Sono molto fiero di questo mio corto che presenterò a molti festival.”

Uno dei tuoi corti molto premiato è Irregularity:

“Irregularity” con la regia di Kader Alassane un regista che ha vinto il Leone d’ oro al festival di Venezia un po’ di anni fa; interprete femminile Maria Rosaria Virgili, la tematica trattata è lo sfruttamento sul lavoro”.

Sei sempre interprete dei tuoi corti?

“I corti sono quasi tutti scritti ed interpretati da me; con essi ho partecipato a vari concorsi ed ho vinto un paio di premi, tra cui nel 2013 il Drago d’oro”.

Per quanto riguarda i tuoi personaggi presentati in Tv. Quando hai scoperto di avere una certa vena comica?

“E’stato tutto un crescendo, fin da piccolo ero molto timido e poi grazie ad un’esperienza televisiva alla Rai, un amico del palazzo m’invitò,  iniziai a fare un po’ di teatro. Ho sempre avuto una passione per la comicità, scrivevo, scrivevo, ma non provavo mai nulla, non sapevo nemmeno se funzionasse, mi trovai a fare un provino al “Tam- Il tempio del Cabaret” e poi studiando, provando, iniziai a proporre al pubblico alcuni personaggi che sono nati da una maturazione ed uno studio approfondito. Spesso gli amici mi chiamano e mi chiedono:”Portati a mio cugino è un tipo simpatico”, ma per fare comicità vera non serve solo la simpatia, senza studio, non si può fare niente.”

Da dove trai ispirazione per i tuoi sketch?

Più che trarre ispirazione, solitamente propongo molti personaggi al pubblico, però poi bisogna capire qual è quello che più mi si addice ed è nelle mie corde; negli anni su Sky portai Ken il fidanzato di Barbie e fu un successo, poi proposi Macleod l’Highlander napoletano perché io sono fan sfegatato del film, ho inventato poi il personaggio del “Toy Boy” cioè il gigolò per anziane perché credo che sia una realtà cruda e vera nel mondo d’oggi, è una moda che spopola soprattutto tra signore ricche di una certa età, ci ironizzo in maniera surreale ed infine il calciatore ambito”.locandina-gianni-marino-logo-nuovo-made-in-sud-1-buonissima-778x1024 (300 x 395)

Gianni ti rifai a stereotipi del nostro mondo presi di mira non solo per farci ridere, ma quasi sempre per farci riflettere su tematiche molto importanti in chiave comica e ironica. A quale dei tuoi personaggi ti senti più legato?

“Highlander è il primo personaggio che ho realizzato e che propongo tutt’ora nei miei spettacoli live, credo che sia il pezzo più forte e più bello dello spettacolo, è sempre surreale e popolare allo stesso tempo”.

Qual è il tuo rapporto con il pubblico?

“Nei miei live il rapporto con gli spettatori è sempre alquanto giocoso e nonostante a volte sia eccessivamente confidenziale, le persone capiscono che è per scherzo, un rapporto tranquillo, ma focoso allo stesso tempo”.

Made in sud?

E’ per me una grande famiglia formata da brave persone che lavorano da anni insieme e con affiatamento”.

I comici in realtà sono tristi, nascondono una tristezza di fondo è vero?

Io non sono Dr Jekyll e Mr Hyde, sono una macchina quando lavoro, nel mio privato  sono un po’ riservato, ma non sono una persona triste”.


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