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aprile 2015

La sindrome di Nonna Papera: un bel cartone animato e poi… tutti dallo psichiatra!

in Pianeta Donna/Simonetta Santamaria Blog by
La sindrome di Nonna Papera

Altro che horror, lo dicono gli esperti

Un Articolo di Simonetta Santamaria
Un articolo di Simonetta Santamaria

Quant’è bello andare dal parrucchiere. Oltre a quel magnifico e rilassante massaggio alla testa che solo la shampista ti sa fare e ti farà mai, il salone è un vero e proprio centro di raccolta di notizie sfuggite, una sorta di Caritas dell’informazione.
Sotto il casco o in attesa che il colore ridipinga di temporanea gioventù i capelli bianchi, ci si dà alla lettura delle riviste (spesso anche per evitare il continuo confronto con il maledetto specchio che, impietoso, ti rimanda un’immagine con cui non sempre hai voglia di confrontarti), molte delle quali i tuoi polpastrelli non avrebbero mai neppure sfiorato altrimenti. Tuttavia, sfogliando sfogliando, dribblando i conati tra l’ultima dichiarazione della Vento e le lacrime della D’Urso, tra un’isola e un trono, come Sherlock Holmes con la sua lente d’ingrandimento, anch’io ho scovato qualche chicchetta interessante. Una delle quali è già stata ampia fonte di dibattito negli anni e nelle generazioni ma che volentieri rispolvero.
Cartoni animati. Figli dei libri di favole, ai nostri figli ne abbiamo appioppati a bizzeffe pensando più a quanto fosse tenero Dumbo o quando dolce fosse Bambi che alla storia stessa. Chapeau al grande Walt Disney, però…
Nello scorso dicembre è stato pubblicato uno studio interessante sul prestigioso British Medical Journal e, sorpresa, la morte violenta dei personaggi nei cartoni animati supera di ampia misura i film per adulti!
Ovviamente sono andata a cercare l’articolo e i dati sono davvero inquietanti. Lo studio è stato fatto su pellicole record d’incassi, 45 film d’animazione contro 90 film per adulti tra horror e thriller (titoli tipo L’esorcismo di Emily Rose e Pulp Fiction, mica caramelle!) e ne è venuto fuori che:
A) Due terzi dei film d’animazione contengono la morte di un personaggio importante rispetto ai film per adulti. Curioso il dato riguardante le “morti premature”: in Alla ricerca di Nemo abbiamo la madre che sopravvive appena 4 minuti e 3 secondi prima di essere divorata da un barracuda, in Tarzan i genitori vengono uccisi da un leopardo dopo 4 minuti e 8 secondi e solo terza posizione per The Butler (film per adulti) in cui il padre del protagonista viene ucciso davanti al figlio dopo 6 minuti.
B) La morte dei personaggi importanti nei film d’animazione è più presente rispetto ai film per adulti.
C) L’omicidio (o l’istigazione a) nei film d’animazione è più presente rispetto ai film per adulti. Uno su tutti: ricordate il trattamento riservato alla perfida Grimilde, la strega di Biancaneve inseguita da un’orda di nani incazzati e precipitata da un dirupo (giusto perché se la prendevano…) il tutto condito con un terrificante tema musicale.
D) La morte dei genitori nei film d’animazione è più presente rispetto a quello nei film per adulti. Cavolo, il povero Bambi ne è un esempio devastante.
I bambini tra i 2 e i 5 anni tra trascorrono circa 32 ore alla settimana davanti alla tv e, come molti di noi sanno, tendono a rivedere più volte lo stesso film quindi sono ripetutamente esposti in modo inconsapevole al concetto di morte e omicidio, il che potrebbe avere effetti deleteri sulla loro vita fino a innescare addirittura sintomi di stress post-traumatico. Pensate che i primi cinque minuti di Alla ricerca di Nemo sono stati equiparati in quanto a tensione alla scena della doccia in Psycho
Morale della favola (è il caso di dirlo): abbiamo creato dei probabili mostri! E io che mi facevo lo scrupolo di averli cresciuti a pane e horror. Di certo, quando gli ho chiesto quale personaggio dei tanti film visti li avesse impressionati di più non mi hanno parlato di Freddy Krueger o Dart Vader ma del Grande Gufo, dal cartone animato Brisby e il segreto del NIMH.
Sono una delle tante mamme scellerate. Da oggi in poi farò più dolci, promesso.

Simonetta Santamaria, è scrittrice di thriller e horror. Giornalista, irriducibile motociclista, amante dei gatti e delle orchidee.
Il suo sito è www.simonettasantamaria.net


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