Il Futuro? Solidale…

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novembre 2013

La sindrome di Nonna Papera: prigioniere del caos

in Pianeta Donna/Simonetta Santamaria Blog by
La sindrome di Nonna Papera

Esiste ancora lo status di Casalinga Volontaria?

Un Articolo di Simonetta Santamaria
Un articolo di Simonetta Santamaria

La donna di oggi cavalca il nuovo millennio verso mete che vanno ben oltre il suo nucleo abitativo. Di conseguenza, lo status di casalinga non è quasi mai una scelta ma una condizione. La donna di oggi non è più affetta da quella che io definisco sindrome di Nonna Papera, quella che spingeva le nostre nonne ad occuparsi di casa e famiglia con appagamento, che le induceva a confezionare manicaretti e torte di mele con l’abilità di suor Letizia (vedo un sacco di Letizia nella mia vita, poi vedrete anche voi) accogliendo alla sera i loro cari col sorriso sulle labbra, sempre in ordine come appena uscite dall’armadio. Noi, donne di oggi senza il gene della casalinga, alla sera ci arriviamo sfatte e furenti per aver dovuto rassettare, lavare e stirare quello che per un buon 90% gli altri hanno incasinato, sporcato e spiegazzato. Disoccupazione, cassa integrazione, lavoro interinale, tutte variabili che ci trasformano in prigioniere della nostra stessa casa. E quanto più tempo ci si passa, più si acquisisce la consapevolezza di essere parte di un luogo molto simile all’universo nella remota fase del caos.
Esempio: l’arrivo del marito dopo una dura giornata di lavoro è segnato dalla scia di indumenti che si sfila, direzione ingresso-camera da letto-via corridoio, in sequenza perfetta: giacca-cravatta-camicia-scarpe-pantalone-calzini-mutande. Due le alternative: andargli dietro come un raccattapalle a Wimbledon, attenta a non smarrire alcun pezzo, o contare fino a dieci, respirare a fondo e lasciare tutto così com’è. Rischio: durante la notte il cane potrebbe dormirci sopra costringendovi a ricorrere troppo spesso alla lavanderia. Perché sarete voi, e solo voi, a portare quei panni a lavare. Poi lui si stravacca sul divano e aspetta la cena, durante la quale le vomita addosso tutti i suoi problemi, le fatiche, e bla, bla, bla… E la casalinga ascolta perché che cos’ha di interessante da raccontare? Che si è otturato il filtro della lavatrice e la casa è diventata un acquario e ci è voluta mezza giornata per asciugare tutta quella fottuta acqua?
E, a proposito di cane: avete mai notato quanti peli morti produce quotidianamente un botolo delle dimensioni di un coniglio? All’incirca il numero necessario per rivestire un sanbernardo. A nulla vale l’ausilio dell’aspirapolvere: china a 90 gradi in barba alla peggiore ernia del disco, la donna non fa altro che rastrellarne ciuffi per tutta la giornata maledicendo a) il giorno in cui si è fatta convincere dai figli a prendere un cane; b) il giorno in cui, accettando quel lavoro rivelatosi una fregatura di soli sei mesi, si era detta “ormai sono una manager”.
Ma, in fondo, è solo un gioco di accenti; provate a pronunciarlo alla francese: ménagère, ed ecco fatto: casalinga.
Pronostico azzeccato.

Simonetta Santamaria, è scrittrice di thriller e horror. Giornalista, irriducibile motociclista, amante dei gatti e delle orchidee.
Il suo sito è www.simonettasantamaria.net


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La sindrome di Nonna Papera: casalinga-per-forza

in Pianeta Donna/Simonetta Santamaria Blog by
La sindrome di Nonna Papera

Quando hai sempre lavorato e poi, all’improvviso, ti ritrovi ingabbiata in quattro mura, tra un fornello e un piumino per la polvere…

Un Articolo di Simonetta Santamaria
Un articolo di Simonetta Santamaria

Esiste, in un presente fin troppo presente, una congrua porzione di umanità femminile che, un tempo lontano ma non troppo, aveva un lavoro che oggi non ha più. Per scelta o contingenze non importa. Il fatto è che non si ha più quell’obiettivo che ti portava a uscire di casa al mattino e a dire “sono occupata”.
Io, in un certo senso, sono una di quelle donne.
E, osservando il caos che invade quotidianamente la mia casa e che cerco a fatica di arginare – è come combattere un gigantesco blob – china sul tavolo della cucina sotto gli occhi curiosi dei miei gatti, mi sono lasciata andare a qualche considerazione sullo status di casalinga-per-forza.
Chi è la casalinga-per-forza? È proprio colei che, per motivi legati alla sfiga o, se preferite, alle infelici circostanze occupazionali del momento, è costretta a ripiegare sul lavoro domestico in casa propria.
Prima che la vita le si ribaltasse addosso, abituata ad alzarsi presto per iniziare con un minimo di vantaggio la propria corsa contro il tempo, dopo aver portato il cane a fare pipì usciva di casa, accompagnava eventuali pargoli a scuola per poi tuffarsi nel proprio ufficio dove avrebbe bestemmiato e maledetto quel momento per il resto della giornata.
E ora? Ora si alza presto lo stesso, lo stesso gareggia contro il tempo, lo stesso porta il cane a fare pipì e i figli a scuola, e lo stesso bestemmia e maledice. Perché? Perché di tempo non ce n’è, comunque. Perché prima almeno c’era il caffè, la chiacchiera con la collega, il momento del pettegolezzo, della risata, della condivisione. Mentre ora si trova da sola a condividere un cazzo di niente tra le mura di casa sua.
Niente da fare. La casalinga-per-forza non sarà mai una perfetta donnina di casa.
Perché secondo me una casalinga perfetta deve essere affetta dalla sindrome di Nonna Papera.
Sì, la nonnina tuttofare di Qui, Quo, Qua che sforna delle deliziose torte di mele. Bisogna essere come lei, tutta casa e cucina, niente sbuffate, niente smadonnamenti. L’unico scopo è far felici i propri cari e gli amici con pranzetti prelibati, la più alta gratificazione è ricevere un plauso per il tacchino ripieno. E in giro neanche un granello di polvere.
L’ho coniata io, questa sindrome: un concentrato perfetto dell’immagine tradizionale della donna-casalinga-mamma.
A proposito, uno di questi giorni devo ricordarmi di spolverare la mensola della cappa prima che ci vengano ad abitare i ragni.
Come avrete capito, io sono immune da tale affezione. Non mi piace nulla di quello che il lavorare a casa m’impone. In realtà non avrei lo avrei neppure mai immaginato.
Io, prima di dedicarmi alla scrittura, volevo fare il pilota di elicotteri.

Simonetta Santamaria, è scrittrice di thriller e horror. Giornalista, irriducibile motociclista, amante dei gatti e delle orchidee.
Il suo sito è www.simonettasantamaria.net


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