Il Futuro? Solidale…

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Marcello Balestra racconta il progetto Casartista

in Anna Lamonaca Blog/La Musica by

L’ex direttore artistico della Warner presenta “Casartista” il suo nuovo progetto e si racconta in una interessante intervista:

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

 Marcello recentemente sei stato presente alla Mediterraneo music school di Salvatore Ferraiuolo con il tuo progetto “Casartista” vuoi parlarcene?  “E’ stato un incontro con i ragazzi ai quali ho cercato di far capire lo spirito di Casartista che è esattamente quello attraverso il quale chi ha la consapevolezza di sentirsi “a casa” nella propria persona riesce poi a raccontare l’arte che vuole esprimere nel canto. Casartista cerca di essere d’aiuto nel comprendere la propria coscienza ed il proprio essere, imparare a capire che cosa può esprimere la propria persona sia nella parte artistica che nella quotidianità.”

Da dove nasce il vostro connubio artistico con Sasà Ferraiuolo? “Ci siamo conosciuti a Contursi per la manifestazione che si svolge ad agosto da 25 anni e negli ultimi 4-5 anni ci siamo incontrati spesso, è nata una stima reciproca che ha portato poi a frequentarci e ad immaginare tutto questo insieme.”

Quali sono i punti fondamentali di questo progetto? “Casartista è il riassunto di  un’esperienza di vita passata al servizio e nell’attività discografica che ho portato avanti prima con Lucio Dalla e poi in Warner. Sono 30 anni in cui mi sono reso conto che quello che  rimane veramente come segno reale tangibile è ciò che la persona riesce a comunicare e fare. I punti fondamentali di questo progetto sono semplici bisogna lavorare su quello che è la credibilità del proprio essere e non su quello che è il vorrei essere, ci si stacca completamente dal bisogno d’emergere o di raggiungere un obiettivo. Imparare a credere nei propri mezzi per un fine umano e non velleitario.”

Con il lavoro che fai, sicuramente sei spesso in contatto con persone di talento, è una strada che hai scelto o che ti sei trovato ad intraprendere? “In realtà è successo, a lavorare con grandi personaggi, ma prima di tutto grandi persone s’impara comunque a capire quello che si è predisposti ad essere ed a fare, io sicuramente sono nato ascoltatore, non  solo delle voci, ma anche delle emozioni e di tutto quello che ha a che fare con l’umanità della persona: sia il lato oscuro che quello chiaro. In questo lavoro meraviglioso della musica al di la delle competenze tecniche, mi sono trovato ad essere molto più psicologo, sia verso le canzoni che le persone, rispetto a chi è abituato a fare successi cavalcando l’onda del momento, io mi sono trovato a realizzare dei grandi successi in generale fortunatamente grazie al mio istinto.”

 

Il tuo gusto musicale è stato importante nel lavoro? “Possiamo amare dei generi, possiamo amare la musica, possiamo concepirla in un modo, io dopo un primo periodo parlo di quando avevo 22-23 anni amavo e seguivo determinati generi, poi ho capito che non è il piacere di un genere, ma il sentire l’emozione in ogni cosa sia che si tratti di canzoni per bambini sia che si tratti di altri mondi, quello che conta è farsi sorprendere, non è certo cercare di mostrare agli altri quanto il gusto musicale sia importante, quanto la canzone sia importante. Ho seguito sempre il piacere di essere sorpreso che io ho condiviso con quelli che pubblicavano una canzone o un determinato progetto.”

 

Hai collaborato con artisti del calibro di Dalla, credo che persone speciali come loro lasciano sicuramente un segno vuoi raccontarci qualche aneddoto?  “Lucio Dalla per me è sicuramente un secondo padre, un padre di vita, fondamentale che mi ha lasciato un dovere che non so se sia giusto, quello che sto cercando di portare avanti: di far sentire, di dare e trovare persone a cui chiedere di offrire il meglio di sé stessi come individui. Di Dalla ho un ricordo, quando scrisse Caruso, una canzone diversa dallo standard riunì un gruppo di persone in casa sua e dopo averla cantata e suonata al piano, chiedeva ad ognuno di noi un giudizio su se essa fosse una canzone da poter presentare al pubblico. Questo testimonia quanta umiltà ci fosse in un gradissimo come Lucio, lo chiese anche a me ed io risposi: “sto piangendo perché non la devi cantare?”. Lucio quando decise di fare “Attenti al lupo” nel ’90, dopo il successo di Caruso, volle cimentarsi in un balletto simpatico dove si metteva in gioco quasi come un ballerino. Questi personaggi fanno capire quanto poco conti l’aspetto fisico, ma solo il giudizio è essenziale, conta moltissimo sentirsi bene per come si è, indipendentemente da ciò che si fa, accettarsi completamente. Egli l’ha dimostrato è per questo che io in qualche modo cerco di farlo capire a chiunque incontro da solo o come Casartista,  ma in primo luogo bisogna comprendere prima di costruire un progetto la personalità di un cantante.”

 

Essere ricercatori di talenti presuppone sensibilità, intuito e che cosa? Il talento è esprimibile in tanti modi per cui facciamo un esempio trasversale di altre discipline che possano essere lo sport, l’arte, esso può essere veramente la capacità di realizzare determinate cose con qualità tecnica e grande intelligenza. Il talento nella comunicazione predispone sicuramente la capacità di poter sentire cosa ha da esprimere la persona oltre al contesto artistico, questo sì, perché diversamente sono episodi che la canzone stessa o l’occasione o l’evento riescono a rendere facile per l’artista una determinata performance del giorno dopo, saper trovare la stessa identica opportunità ed  è una cosa difficile, bisogna lavorare sulla persona, sentirla, capirla”.

 

Quando decidi che qualcuno che stai attenzionando può essere un cantante o un musicista di valore? Il cantante, il musicista di valore viene sicuramente dopo anche se la prima cosa che esprime è una prospettiva, un gusto, una capacità di comunicare ed è quella che fa la differenza, io non è che la capisco, ma sento che è così in base alla mia esperienza, naturalmente ho fatto molti errori di valutazione nel tempo, ma sono serviti tantissimo per capire che la strada era quella, ho ripreso dal percorso precedente ed ho capito dove non dovevo più perseverare, salvo quando ti faccio un esempio aziendale, si devono concretizzare dei progetti perché qualcuno ha firmato con degli artisti che hanno impegni per vari lavori, per cui mi sentivo obbligato a realizzare dei soggetti che non avevano senso dal punto di vista della persona, ma c’era anche qualche canzone o un pubblico.”

 

I social possono essere una strada per scovare talento? Facilitano il lavoro?  I social hanno un limite, sono trasversali,  mostrano qualunque cosa in qualunque momento, genere per cui nel nostro lavoro se parliamo di musica o di comunicazione sicuramente è aiutato dal fatto che si possono notare figure che non incontreresti mai in un festival, in una rassegna, in altri canali. I social danno una mano nell’individuazione di qualcosa che non incontreresti mai col tuo modo umano di muoverti, diversamente però, come operazione l’attività dei social non è reale è solo un altro strumento in più per capire chi ha qualcosa da dire.”

 

Avete avvertito la crisi di cui si parla da pochi anni nel settore discografico? Secondo te qual’e la strada per creare maggiori opportunità nel settore discografico? “La crisi c’è, è definitiva, io mi definisco un post discografico, sono uscito da Warner perché ho deciso di non avere a che fare col meccanismo involutivo, sempre riferito al fatturato e all’occasionalità di alcuni progetti, un meccanismo per far sì che si possa arrivare a prodotti che durino nel tempo e siano popolari ed abbiano una personalità, quindi un meccanismo che fa sì che si possa arrivare all’etichetta di alcuni progetti e quella di cercare in un momento in cui tutti ad esempio vogliono fare rap o i cantautori o i cantanti, trovare qualcosa o qualcuno che ha da comunicare contenuti consistenti.”

 

Cosa vuol dire oggi avere talento e come lo si riconosce? I talent a tuo avviso sono un sostrato in cui scovare musicisti e cantanti? “Rifuggo la parola talento, talento non è sinonimo di successo o di continuità. Molti personaggi vengono scoperti anche nei talent, ma essi non ti danno il tempo di mostrare quello che sei, salvo che l’artista in questione sia tanto completo ed esplosivo che ti si possa notare anche per strada.”

 

Sanremo ha ancora quel ruolo fondamentale nel lanciare nuovi talenti o sono più importanti gli altri canali, qual’ è il futuro di Sanremo? “Sanremo dovrebbe durare tutto l’anno, essere costante attiva, una finestra sempre aperta con una esplosività che dia modo a chiunque volesse emergere di farlo,  comunque sono tre minuti di visibilità davanti ad un pubblico più adulto e gli ospiti sono soprattutto giovani anche se c’è da dire che la rete ottiene oggi 5-10- 15 milioni di visualizzazioni e la visibilità è maggiore rispetto a quella di Sanremo, Sanremo non può raccontare tutta la storia di un cantante che si è fatto da solo scalando tutte le classifiche.”

 

Ho una curiosità sulla serata nell’Eurofestival che si è conclusa con l’amaro in bocca per il 6° posto di Gabbani e il tweet della BBC volevo sapere che cosa ne pensi… “Le lezioni vengono sempre date da chi usa la semplicità, l’Eurofestival lo vince sempre chi ha un’identità, Gabbani ha portato una bella canzone, ma non l’identità italiana, io sono un grande fan della sua canzone, la canzone di Gabbani racconta qualcosa, ma non esporta un’identità”.

 

Chi è Marcello Balestra ora? “Una domanda molto bella, chi è Marcello Balestra? Una persona che s’interroga tutti i giorni su quello che può dare, per cui non ha smanie di qualsiasi tipo se non quella di poter offrire, perché è l’unica cosa che potenzialmente può fare dopo aver ascoltato e vissuto tantissimo, il lavoro non solo aiuta a vivere, ma ci aiuta a crescere, è un’occasione di grandi confronti”.

Raccontaci i tuoi progetti per il futuro… “I progetti sono tanti, sono fin troppi, sto credendo moltissimo nella comunicazione trasversale, dove c’è musica ci sono argomenti fondamentali per chi oggi tutti i giorni si fa delle domande, una progettualità e lavora su questo, che siano canzoni, progetti, artisti. Abbiamo appena firmato con Sugar e la Caselli con un artista che sto seguendo sempre con lo stesso spirito per dare una mano a chi ha qualcosa da dire e segnare momenti importanti visto che ho esperienza”.


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