Il Futuro? Solidale…

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VELTRONI: “Bellezza, cultura, talento, identità nell’Ischia Film Festival

in Anna Lamonaca Blog/Il Cinema by

L’ex segretario del PD ha presentato il suo ultimo documentario:
Indizi di felicità

Un Articolo di Anna Lamonaca
Un articolo di Anna Lamonaca

La quinta serata dell’Ischia Film Festival è stata impreziosita dallo splendido incontro di Walter Veltroni con il pubblico del Castello Aragonese nel caratteristico scenario di Piazza d’Armi in sotto un cielo trapunto di stelle. Veltroni ha accompagnato il suo terzo documentario da regista, Indizi di felicità. Il documentario si interroga su un tema che è quello della felicità da sempre ricercata e rincorsa partendo da una domanda: “E’ legittimo, è pensabile cercare di essere felici in tempi così complessi, controversi, pieni di paure, come quelli che stiamo vivendo? Si può ancora conoscere quell’inebriante sensazione di un minuto o di una vita mentre intorno tutto sembra franare?”.
Intervistato prima della proiezione dal co-direttore artistico Boris Sollazzo, ha spiegato la genesi del film e raccontato un po’ della sua vita dopo la politica.
“La ricerca della felicità è un viaggio, ed è quello che ho cercato di fare incontrando le persone che vedete nel film e rivolgendo a tutti loro la stessa domanda, ovvero quale fosse stato il momento più felice della loro vita”. Il regista ha dimostrato di apprezzare molto l’ambientazione del Castello Aragonese in cui è stato proiettato il film affermando: “Ringrazio chi mantiene intatta questa meraviglia che è il Castello Aragonese e chi ha avuto l’idea di fare un festival di cinema qui. La bellezza dell’Italia è tutta qui, cultura, bellezza, talento, in questo festival c’è una grande dimostrazione della nostra identità”. L’ex segretarioa del PD ha poi affermato: “E’ importante avere dei valori e proteggerli e al tempo stesso combattere l’arte di distruggere, che è quella che principalmente si esercita in Italia e che ha fatto tanto male a questo paese incredibile in cui viviamo. Siamo specialisti a farci del male e a farci lo sgambetto, in particolare a chi ha successo e magari in giovane età”.
Facendo un bilancio, Veltroni non ha rimpianti. “Mio padre è morto a 37 anni per una malattia che oggi è curabile, mio nonno è stato torturato dai nazisti a Via Tasso. Ho il diritto di lamentarmi? Sinceramente no. Ho diretto un grande quotidiano, sono stato segretario del mio partito, vice-presidente del consiglio, sindaco di Roma, ho scritto romanzi e giro film. Ho smesso di avere potere, non di avere passione politica, e continuo il mio impegno civile scrivendo e facendo film. E non sento nessuna contrapposizione tra queste due fasi della mia vita, le vedo come un progetto unitario e quando chiuderò gli occhi saprò che avrò fatto quello che sognavo di fare da ragazzo. Volevo cambiare il mondo e fare cinema. La prima cosa non so se ci sono riuscito, anche se qualche cosa spero di averla contribuita a cambiare, fare cinema ci sono riuscito. Non ho di che lamentarmi”.


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