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Natalia Simonova all’ Arciliuto di Roma

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“Lasciando un segno” ideato, diretto e interpretato da Natalia Simonova è un percorso nell’animo femminile aperto a tutte le donne, ma incentrato su quelle che hanno lasciato un segno, una testimonianza unica, come fanno un po’ tutte le donne che vivono intensamente.

Natalia Simonova, attrice, performer con un lungo percorso artistico, dall’età di sette anni ballerina classica e solista, che ha in Italia trovato il suo luogo artistico e dell’anima, torna in scena il 13 aprile 2017, per una serata evento e sceglie di rappresentare delle grandi donne, dei personaggi femminili che hanno lasciato un testamento nel ventesimo secolo, per ritrovare in ogni una un po’ di se stessa.

“Lasciando un Segno” è uno spettacolo performance dedicato alle donne, incentrato sulla parola femminilità, sulla bellezza ed unicità delle donne. “Dietro al fascino e al successo di grandi artiste c’è un lavoro molto intenso- ci confida l’attrice Natalia Simonova– fatto di fatica e di dedizione. In questa ricerca sono partita da Judy Garland con il suo Somewhere over the rainbow qualcosa accadrà, una grande aspettativa di colori e speranze, anche dopo un percorso lungo e sofferto, c’è bisogno di sperare e di trovare un arcobaleno, un po’ come è successo a me“.

“Lasciando il Segno” racconta attraverso flash, monologhi e canzoni, le suggestioni e il lascito di grandi personaggi femminili, per raccontare un visione rosa del mondo alle generazioni successive, da parte di grandi donne del secondo millennio.

Uno spettacolo di grande energia, che svela che cosa significa fare l’artista, il peso della creatività, uno spettacolo vibrante anche grazie a musicisti di grande talento in scena insieme a Natalia Simonova, come maestro e pianista Luca Ruggero Jacovella e Alessandro Tomei al sax e fluto, elementi che arricchiscono lo spettacolo creando un atmosfera straordinaria, una sorta di cuscino su cui si poggiano i sette personaggi femminili di “Lasciando il segno”.

Per ogni personaggio – racconta Natalia Simonova– ho scelto un frammento, addirittura una frase che li rappresenta, Per Judi Garland ho scelto Somewhere over the rainbow, per Evita Peron Patria mia, per Ingrid Bergman Mio Roberto, Marina Cvetaeva poetessa russa…Cammino a me somigliante, per la diva Marlen Dietrich…Quando morirò immagini il chiasso, per Maja Plisezkaja la più grande ballerina del secolo del Teatro Bolshoi…Il cigno bianco, chiudo con Nina de Il Gabbiano di Cechok, una personaggio inreale stanco del peso che porta dietro, come molte donne nella vita”.

Natalia Simonova- foto Francesco Bianci

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